Casa Savoia

famiglia nobiliare, principesca e reale di Savoia e d'Italia
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Savoia
Arms of the House of Savoy.svg
fert
Di rosso alla croce d'argento.
StatoContea di Savoia
Ducato di Savoia
Regno di Sardegna
Regno d'Italia
Italia Italia
Svizzera Svizzera
vedasi sezione
TitoliCroix pattée.svg Re d'Italia
Croix pattée.svg Re di Sardegna
Croix pattée.svg Re di Sicilia
Croix pattée.svg Re di Cipro
Croix pattée.svg Re di Gerusalemme
Croix pattée.svg Duca di Savoia
Croix pattée.svg Duca d'Aosta
Croix pattée.svg Duca di Genova
Croix pattée.svg Principe di Piemonte
Croix pattée.svg Principe di Napoli
Croix pattée.svg Principe di Carignano
vedasi sezione
FondatoreUmberto Biancamano
Ultimo sovranoUmberto II
Attuale capodisputa dinastica
Data di fondazione1003
Data di estinzione27 aprile 1831[N 1]
Data di deposizione13 giugno 1946[N 2]
Etniaitaliana
Rami cadetti vedasi sezione

La casa Savoia è una tra le più antiche dinastie d'Europa, attestata sin dalla fine del X secolo nel territorio del Regno di Borgogna. Nel secolo successivo la famiglia venne infeudata della Contea di Savoia, elevata poi a ducato nel XV secolo. Nello stesso secolo, tramite il matrimonio di Ludovico di Savoia con Anna di Cipro, la casata ottenne la corona titolare dei regni crociati di Cipro, Gerusalemme e Armenia[1].

Grande stemma di Casa Savoia

Nel XVI secolo circa spostò i suoi interessi territoriali ed economici dalle regioni alpine verso la penisola italiana (come testimoniato dallo spostamento della capitale del ducato da Chambéry a Torino nel 1563). Agli inizi del XVIII secolo, a conclusione della guerra di successione spagnola, ottenne l'effettiva dignità regia, dapprima sul Regno di Sicilia (1713) e poi scambiato alcuni anni dopo (1720) con quello di Sardegna. Secondo la successione giacobita, nel 1807 re Carlo Emanuele IV di Savoia ereditò dall'ultimo principe Stuart, il cardinale Enrico Benedetto Stuart, anche i diritti di pretensione ai troni di Inghilterra, Scozia e Irlanda, oltre che di Francia, ma nessun sovrano sabaudo fece uso dei titoli finché restarono nella Casa.

Nel XIX secolo, con Carlo Alberto e soprattutto Vittorio Emanuele II di Savoia, si pose a capo del movimento di unificazione nazionale italiano, che condusse alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Da questa data e fino al giugno del 1946, quando il referendum sulla forma istituzionale dello Stato sancì l'abolizione della monarchia in favore della repubblica, fu la Real Casa d'Italia. Al di fuori della penisola italiana, il duca Amedeo di Savoia-Aosta fu inoltre re di Spagna dal 1870 al 1873, con il nome di Amedeo I di Spagna.

Durante il regime totalitario di Benito Mussolini, la dinastia ottenne formalmente con Vittorio Emanuele III le corone di Etiopia (1936) e di Albania (1939) in unione personale, mentre nel 1941, col duca Aimone di Savoia-Aosta, anche la corona di Croazia. Questi ultimi titoli cessarono tuttavia definitivamente nel 1945, con l'assetto internazionale seguito alla fine della seconda guerra mondiale.

Nel 1947, la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana dispose l'esilio degli ex re e dei loro discendenti maschi[2]. Nel 2002, in vista della cancellazione della XIII disposizione, Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio Emanuele Filiberto di Savoia giurarono per iscritto «fedeltà alla Costituzione repubblicana e al nostro presidente della Repubblica»[3]. Nel 2003 i discendenti di casa Savoia poterono rientrare in Italia.

StoriaModifica

OriginiModifica

I pochi documenti che riguardano le origini di casa Savoia sono soggetti a varie interpretazioni e dall'epoca di Amedeo VIII (XV secolo), fino al XIX secolo vennero sempre escogitati criteri di giustificazione di tipo politico, con l'avallo di genealogisti compiacenti.

  • In un primo tempo fu necessario giustificare il titolo ducale ottenuto appunto da Amedeo VIII nel 1416: si trovò quindi uno scrittore - il cronista medioevale Jean d'Ormeville, vissuto nel XV secolo - che fece discendere la casa di Savoia dall'imperatore Ottone II di Sassonia.
  • Nel secolo successivo, invece, gli interessi politici della dinastia erano collegati alla posizione in seno all'Impero e si trovarono altri studiosi (Giovanni Botero, Gabriel Monod e soprattutto Samuel Guichenon) che, pur mantenendo la tradizione sassone, fecero risalire le origini della famiglia addirittura a Vitichindo, lo strenuo difensore dell'indipendenza dei Sassoni contro Carlo Magno.
  • In seguito, orientatasi la politica sabauda verso l'Italia, si ebbe interesse di dimostrare l'origine italiana della casa sabauda; per questo diversi studiosi (Gian Francesco Galeani Napione nel XVIII secolo, Luigi Cibrario nel XIX secolo, tra gli altri) volsero le loro attenzioni all'ultimo sovrano del Regno d'Italia dell'alto Medioevo e, sia pure con soluzioni varianti nei dettagli, ne trovarono il capostipite in Berengario II d'Ivrea. Questi era stato deposto da Ottone I di Sassonia nel 961, pertanto creato vittima di quella famiglia da cui un tempo i Savoia credevano o volevano discendere.
  • Una soluzione locale, borgognona, ideata da Domenico Carutti nel XIX secolo e fondata sull'esistenza di alcuni individui di nome Amedeo e Umberto, è altrettanto ipotetica.
  • Nel XX secolo l'origine fu invece ricercata nella dinastia provenzale collegata ad un carolingio (Charles William Previté-Orton, Baudi di Vesme, Ferdinando Gabotto) e nella famiglia del viennese discendente, per linea femminile, dall'imperatore Lotario II di Supplimburgo (Georges de Manteyer).

Queste presunte origini sono state oggi respinte dai più importanti studiosi[4] come pure congetture. Infatti le ricorrenti distruzioni degli archivi da parte di armate nemiche o ad opera di incendi[5] non permettono di accertare la paternità di Umberto Biancamano. Ciononostante, tramite alcuni atti, per lo più di donazione, è possibile ricostruire un'ipotesi per la famiglia acquisita del primo conte di Savoia[6]

Conti di SavoiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Savoia.
 
La contea nei secoli XII/XIII

Punto sicuro di partenza della dinastia è il conte Umberto I Biancamano (†1048), che, già signore delle contee di Savoia (1003), di Belley, Sion e Aosta, al disgregarsi del regno di Borgogna (1032) si schierò dalla parte di Corrado II ottenendone in premio la contea di Moriana in Val d'Isère e il Chiablese (ca. 1034).

A lui succedettero i figli Amedeo I (†~1051) e Oddone (†1060) che, sposando Adelaide di Susa, figlia ed erede di Olderico Manfredi II, signore di Torino, Susa, Ivrea, Pinerolo e Caraglio, espanse notevolmente i suoi domini in Piemonte. Da lui nacquero Berta (*10511087) e Adelaide (†1079), future mogli rispettivamente di Enrico IV e di Rodolfo di Svevia, e i successori Pietro I (*~10481078) e Amedeo II (†1080) che esercitarono però un potere più che altro nominale, giacché l'effettivo governo della contea rimase nelle salde mani di Adelaide fino alla sua morte.

La Corona passò quindi in linea diretta maschile a:

Alla morte di Tommaso I gli antagonismi da tempo serpeggianti tra i membri della famiglia portarono (1233) alla divisione dei possedimenti tra Amedeo IV (*~11971253) - che mantenne, oltre al dominio diretto sui beni d'Oltralpe, la superiorità feudale e il titolo di conte di Savoia - e Tommaso II, suo fratello, che ricevette dal primo le terre d'Italia da Avigliana in giù e assunse il titolo di signore di Piemonte.

Ad Amedeo IV, la cui figlia primogenita Beatrice (* ante 1259) aveva sposato nel 1247 Manfredi di Hohenstaufen poi re di Sicilia, succedette Bonifacio (*12441263), sotto reggenza della madre Cecilia del Balzo sino al 1259; alla sua morte gli subentrò (contro la volontà del padre che aveva stabilito gli succedessero Tommaso II, figlio primogenito di Tommaso I) prima lo zio Pietro II detto il Piccolo Carlo Magno (*12031268) e poi Filippo I (*12071285), fratello del precedente.

Dopo di lui salì al trono nel 1285 Amedeo V il Grande, (*1252/531323), figlio secondogenito di Tommaso II, ma le opposizioni dei parenti a lui contrari vennero sopite soltanto in seguito a una decisione arbitrale del 1285 che portò a un'ulteriore divisione dei beni della casa. In base a essa ad Amedeo V e ai suoi discendenti maschi venne infatti riconosciuta la contea di Savoia e la superiorità feudale su ogni ramo della famiglia; il paese di Vaud venne assegnato al fratello di Amedeo, Ludovico I (*12501302), che diede in tal modo origine alla linea dei Savoia-Vaud - estintasi poi nel 1359 quando Caterina (m. 1373), figlia di Ludovico II (+~12691348), cedette per denaro i suoi possessi ad Amedeo VI -, e una parte del Piemonte (gli altri due terzi rimasero nominalmente ad Amedeo V) venne confermata al nipote di Tommaso II, Filippo I (*12741334), iniziatore della linea che fu detta dei Savoia-Acaia in seguito al suo matrimonio (*1301) con Isabella di Villehardouin erede del Principato d'Acaia.

Ad Amedeo V succedettero i due figli maschi: prima Edoardo il Liberale (*12841329) e poi Aimone il Pacifico (*12911343), mentre una delle loro sorelle, Anna, nel 1326 andò in moglie ad Andronico III Paleologo imperatore bizantino.

Dopo Aimone, la cui secondogenita Bianca nel 1350 sposò Galeazzo II Visconti, salì al potere nel 1343 Amedeo VI detto il Conte Verde (*13341383), marito di Bona di Borbone e abile politico che nel 1359 riuscì a riannettere alla Corona le terre di Vaud.

Duchi di SavoiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Savoia.
 
Gli stati italiani nel 1494

A lui succedettero in linea diretta Amedeo VII detto il Conte Rosso (*13601391), la cui tragica morte determinò violente lotte tra la madre e la moglie Bona di Berry; Amedeo VIII detto il Pacifico (*13831451), che ottenne dall'Imperatore Sigismondo la promozione da Conte a Duca di Savoia (*1416), e che dopo l'estinzione del ramo di Acaia (*1418) annesse definitivamente il Piemonte al ducato; Ludovico (*14131465), luogotenente per conto del padre dal 1434 e vano pretendente alla successione di Filippo Maria Visconti che nel 1428 aveva sposato sua sorella Maria (*14111469); Amedeo IX il Beato (*14351472), una sorella del quale, Carlotta (*14451483), sposò nel 1451 il delfino di Francia, il futuro re Luigi XI; e infine Filiberto I il Cacciatore (*14651482) sotto reggenza della madre Iolanda di Valois, sorella di Luigi XI; questi fu continuamente insidiato dai parenti che si impadronirono a più riprese delle sue terre.

A Filiberto subentrò il fratello Carlo I il Guerriero (*14681490) che nel 1485 assunse anche il titolo di re di Cipro e re di Gerusalemme cedutogli da Carlotta di Lusignano moglie del fratello di Amedeo IX, Luigi di Savoia.

A lui succedette Carlo Giovanni Amedeo (*14891496) che, morto ancora bambino, lasciò il ducato al prozio, conte di Bresse, Filippo II il Senza Terra (*14431497), cui seguirono i figli Filiberto II il Bello (*14801504) che lasciò l'amministrazione dello Stato al fratellastro Renato detto il Gran Bastardo e Carlo II di Savoia detto il Buono (*14861553) che perse quasi tutti i suoi possessi durante le guerre tra Francia e Spagna.

Uno dei fratelli di quest'ultimo, Filippo di Savoia-Nemours (*14901533), venne investito da Francesco I di Francia del ducato di Nemours (*1528) e diede inizio al ramo dei Savoia-Nemours, che fu reso illustre da Giacomo e da Enrico e che si estinse nel 1659 con suo nipote Enrico (*16251659).

A Carlo II succedette il figlio Emanuele Filiberto di Savoia, detto Testa di Ferro (*15281580), marito di Margherita di Valois e restauratore dello Stato sabaudo. Dopo la sua morte ebbe il ducato dal 1580 il figlio Carlo Emanuele I (*15621630) da cui nacquero, tra gli altri, Emanuele Filippo (*15861605), morto precocemente; Vittorio Amedeo I (*15871637), suo successore dal 1630; Filiberto (*15881624), valoroso generale al servizio della Spagna, che nel 1614 sventò il tentativo di sbarco in Sicilia dei Turchi; Maurizio, cardinale; e Tommaso Francesco, capostipite delle linee Savoia-Carignano e Savoia-Soissons.

Alla morte di Vittorio Amedeo I, che lasciò lo Stato praticamente vassallo di Luigi XIII, tenne la reggenza la vedova Cristina di Borbone-Francia detta Madama reale, che dovette combattere accanitamente con Maurizio e Tommaso Francesco per conservare la Corona ai figli Francesco Giacinto (*16321638) e Carlo Emanuele II (*16341675).

Reali di SiciliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sicilia sabauda.
 
I duchi di Savoia salpano da Nizza per Palermo il 3 ottobre 1713 per essere incoronati reali di Sicilia.

I Savoia agognavano da tempo al titolo regio. Anche se dalla fine del XV secolo rivendicavano la Corona di Cipro, Gerusalemme e Armenia, avendo formalmente ereditato questi domini dalla Casa di Lusignano, l'effettiva occasione per trasformare il Ducato in Regno si presentò soltanto con Vittorio Amedeo II (*16661732), figlio e successore di Carlo Emanuele II, il quale, attraverso la partecipazione alla guerra di successione spagnola rafforzò i suoi domini. Nel 1713 così Filippo V di Spagna (Filippo IV di Sicilia) cedette il regno di Sicilia al duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Il 27 luglio, Vittorio Amedeo II, in procinto di partire per la Sicilia, nominò suo figlio Carlo Emanuele, principe del Piemonte, luogotenente degli Stati di terraferma; ma il ragazzo non aveva che sedici anni e fu dunque assistito da un Consiglio di Reggenza. Il 23 ottobre il nuovo re arrivò a Palermo, e il 24 dicembre, dopo una sontuosa cerimonia nella Cattedrale di Palermo, Vittorio Amedeo II e la moglie Anna Maria di Borbone-Orléans ricevettero la corona di re di Sicilia. Restarono in Sicilia fino al 7 settembre 1714 e poi tornarono a Torino. Da Vienna intanto arrivò la proposta di aderire alla ormai siglata Quadruplice Alleanza in cambio del titolo di Re di Sardegna. Con il Trattato dell'Aia del 1720 scambiò così la Sicilia con la Sardegna.

Reali di SardegnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Sardegna (1720-1861).
 
Gli stati italiani nel 1796

Nel 1720 i Savoia poterono finalmente prendere possesso dell'isola e Vittorio Amedeo II venne incoronato Re di Sardegna. Tuttavia la capitale rimase Torino[12] e il baricentro dello stato in Piemonte.

Nel 1730, in seguito all'abdicazione di Vittorio Amedeo II, ascese al trono Carlo Emanuele III (*17011773), il quale allargò i confini dello Stato sino al Ticino e le cui sorelle Adelaide (*16851712) e Maria Luisa Gabriella (*16881714) sposarono rispettivamente nel 1697 Luigi di Borbone-Francia e, nel 1701, Filippo V re di Spagna.

Dal 1773 fu Re Vittorio Amedeo III (*17261796), che venne sconfitto da Napoleone e dovette assoggettarsi all'umiliante Armistizio di Cherasco; salirono poi al trono l'uno dopo l'altro i figli Carlo Emanuele IV (*17511819), privato di tutti i possessi eccetto la Sardegna, Vittorio Emanuele I (*17591824), costretto ad abdicare dai moti rivoluzionari liberali nel 1821, e Carlo Felice (*17561831) regnante dal 1821, ultimo sovrano del ramo diretto.

Le principesse di questo periodo, invece, si segnalarono per illustri matrimoni. Tra le figlie di Vittorio Amedeo III, infatti, Maria Giuseppina (*17531810) sposò nel 1771 il conte di Provenza, poi re di Francia col nome di Luigi XVIII, e Maria Teresa (*17561805) andò in moglie nel 1773 al conte di Artois poi Carlo X; mentre le figlie di Vittorio Emanuele I, Maria Beatrice Vittoria (*17921840), Maria Anna (*18031884) e Maria Cristina (*18121836) sposarono rispettivamente nel 1821 Francesco IV duca di Modena, nel 1831 Ferdinando I Imperatore d'Austria e, nel 1832, Ferdinando II di Borbone re delle due Sicilie. L'ultimogenita, Maria Teresa, sposò Carlo II duca di Lucca e poi di Parma.

Dopo la morte di Carlo Felice che, come s'è accennato, non lasciò discendenza, la successione al trono passò alla linea laterale più prossima e cioè a quella dei Savoia-Carignano rappresentata da Carlo Alberto (*17981849) che abdicò dopo la prima guerra d'indipendenza contro l'Austria, mentre sua sorella Maria Elisabetta (*18001856) aveva sposato nel 1820 l'arciduca Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena viceré del Lombardo-Veneto.

Unità e Reali d'ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regno d'Italia (1861-1946).
 
L'Italia nel 1861

A Carlo Alberto di Savoia, esponente del ramo Savoia-Carignano (originatosi dal citato Tommaso Francesco (*15961656), figlio di Carlo Emanuele I e fratello di Vittorio Amedeo I), succedettero:

Iolanda (*19011988), sposata col conte Giorgio Carlo Calvi di Bergolo,
Mafalda (*19021944), sposata col principe Filippo d'Assia,
Umberto II (*19041983), luogotenente del regno dal 5 giugno 1944 al 9 maggio 1946, ultimo re d'Italia dal 9 maggio al 18 giugno 1946, sposato con Maria José del Belgio (*19062001)
Giovanna (*19072000), sposata con lo zar di Bulgaria Boris III,
Maria (*19142001), sposata col principe Luigi di Borbone-Parma.

Dopo la nascita della Repubblica ItalianaModifica

Da Umberto II e Maria José nacquero:

Emanuele Filiberto (*1972), sposato con Clotilde Courau e padre di Vittoria (*2003) e Luisa (*2006);

Rami cadettiModifica

Savoia-AostaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Savoia-Aosta.
 
Albero genealogico dei Savoia Aosta

Da Amedeo Ferdinando Maria (*18451890), duca d'Aosta e re di Spagna dal 1870 al 1873, figlio di Vittorio Emanuele II, derivò infine la linea dei Savoia-Aosta.

Da lui nacquero infatti Emanuele Filiberto (*18691931), Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, conte di Torino (*18701946), comandante generale dell'arma di cavalleria nella Grande guerra, Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi, e Umberto, conte di Salemi (*18891918).

Nel 1895 Emanuele Filiberto sposò Elena d'Orléans, da cui ebbe Amedeo, duca d'Aosta e viceré d'Etiopia dal 1937, e Aimone (*19001948), duca prima di Spoleto e poi, nel 1942 d'Aosta, nominalmente re di Croazia dal 1941 al 1943, sposato con la principessa Irene di Grecia. Suo figlio Amedeo (*19432021), si è sposato in prime nozze con Claudia di Francia e in seconde nozze con Silvia Paternò dei marchesi di Regiovanni. Amedeo ha un figlio, Aimone, nato nel 1967, e sposato con la principessa Olga di Grecia, da cui ha avuto Umberto nato a Parigi il 7 marzo 2009, Amedeo, nato a Parigi il 24 maggio 2011 e Isabella, nata a Parigi il 14 dicembre 2012.

Savoia-GenovaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Savoia-Genova.
 
Albero genealogico in cui figurano i Savoia-Genova

Da Ferdinando di Savoia, secondogenito di Carlo Alberto, padre di Margherita (1851-1926), prima regina d'Italia, e padre di Tommaso di Savoia-Genova, secondo duca di Genova (*18541931), ebbe origine la linea dei Savoia-Genova, proseguita dai numerosi figli di Tommaso: Ferdinando, terzo duca di Genova (*18841963), Filiberto, quarto duca di Genova (*1895-1990), Maria Bona (*18961971), Adalberto, duca di Bergamo (*18981982), Maria Adelaide (*19041979), Eugenio, quinto duca di Genova (*19061996). Alla morte di quest'ultimo senza figli maschi, poiché in casa Savoia vige la successione salica, il ramo ducale di Genova si estinse. Maria Isabella, unica figlia del quinto duca, è l'ultima discendente, con la condizione e il titolo di principessa e il cognome di Savoia-Genova.

Savoia-Soissons - Savoia-VillafrancaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Savoia-Carignano, Savoia-Soissons e Savoia-Villafranca.

Oltre alle linee già ricordate dei Savoia-Acaia, dei Savoia-Vaud e dei Savoia-Nemours vanno ricordati altri rami importanti della famiglia. Il ramo Savoia-Soissons iniziato con Eugenio Maurizio (*16341673) fratello di Emanuele Filiberto fu reso illustre da Eugenio di Savoia il Gran Capitano, famoso generale al servizio dell'impero, si estinse con Eugenio Giovanni Francesco (*17141734), figlio di Emanuele Tommaso (*16871729) nipote ex patre del predetto Eugenio Maurizio; da Eugenio Ilarione (*17531785) conte di Villafranca, secondogenito del predetto Luigi Vittorio di Carignano, ebbe inoltre origine un ulteriore ramo, quello dei Savoia-Villafranca al quale appartenne il nipote Eugenio (*18161888), che fu comandante generale della marina da guerra sarda e luogotenente generale del Regno di Sardegna durante le tre guerre di indipendenza.

Rami morganatici e illegittimiModifica

Vanno infine citati almeno alcuni dei numerosi rami illegittimi della casata. Da Anselmo (Lantelmo) detto “il Bastardo d’Acaia” († post 1369), figlio naturale di Filippo I di Savoia-Acaia, ebbe inizio il ramo dei Signori di Collegno e Altezzano Inferiore che si estinse nel 1598; da Renato di Savoia-Villars detto il Gran Bastardo (*~14701525), figlio adulterino di Filippo II il Senza Terra (*14431497), ebbe origine il ramo dei conti di Villars, dal quale venne anche quello dei conti di Tenda, reso illustre da Claudio (*15071566), capitano al servizio dei francesi distintosi alla battaglia di Pavia nel 1525, nella difesa della Provenza nel 1536 e all'assedio di Nizza del 1543. A seguito del matrimonio morganatico con Rosa Vercellana, Vittorio Emanuele II di Savoia (*18201878) le conferì il titolo di contessa di Mirafiori e Fontanafredda, trasmesso al figlio Emanuele Alberto Guerrieri di Mirafiori, poi ai figli di questi Vittorio Emanuele (*18731896) e Gastone (*18781943). La linea di Mirafiori terminò con l'unica figlia di Gastone, Vittoria Margherita (*19011970).

I Savoia e la Repubblica italianaModifica

Il rapporto fra lo Stato italiano e gli ex sovrani d'Italia venne sancito dalla XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall'Assemblea Costituente il 5 dicembre 1947, con 214 voti favorevoli e 145 contrari su 359 votanti. Tale disposizione recitava:

«1. I membri e i discendenti di casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.
2. Agli ex re di casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale.
3. I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.»

(Costituzione della Repubblica Italiana)

Nel 1987 il Consiglio di Stato accolse la richiesta di Maria José di fare rientro in Italia, considerandola non più "consorte" ma "vedova" di un ex re, mentre nel 2002 Camera dei deputati e Senato della Repubblica approvarono la legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1, facendo esaurire gli effetti giuridici dei primi due commi della suddetta XIII disposizione transitoria e finale[14]. Nel novembre 2007, i legali di casa Savoia inviarono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Romano Prodi una richiesta di risarcimento per l'esilio di circa 260 milioni di euro[15]. Emanuele Filiberto dichiarò che tutta la somma sarebbe stata usata per creare una fondazione volta all'aiuto dei bisognosi. Il duca Amedeo di Savoia-Aosta, che non era stato interessato dall'esilio, si dichiarò contrario all'iniziativa, dissociandosene. Successivamente, anche il ramo primogenito riconobbe l'inopportunità dell'iniziativa. Essa d'altronde si fondava sulla Convenzione europea dei diritti dell'uomo che vieta, fra le altre, la pena dell'esilio e che aveva costituito la base giuridica per analoghe richieste, giudicate legittime; tuttavia nel caso dell'Italia la norma relativa non sarebbe stata applicabile perché la Repubblica Italiana ha aderito alla Convenzione con la riserva esplicita che non fosse applicabile il divieto dell'esilio nel caso specifico dei Savoia[16].

Linea di successioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Linea di successione al trono d'Italia e Regno d'Italia (1861-1946).

Conti di SavoiaModifica

Ramo principale
Branca comitale
Branca ducale

Duchi di SavoiaModifica

Branca ducale
Branca di Bresse

Re di SiciliaModifica

Re di SardegnaModifica

Ramo Savoia-Carignano

Re d'ItaliaModifica

Capi della Real CasaModifica

TitoliModifica

I titoli di casa Savoia accumulati nel corso dei secoli e portati dall'ultimo capo della casa regnante, Umberto II[20], erano i seguenti: Sua Maestà (nome), per grazia di Dio e per volontà della Nazione,

ecc. ecc. ecc.

Altri titoli:

Trattamenti d'onore, qualità, titoli, predicatiModifica

I trattamenti d'onore, qualità, titoli, predicati della casa Savoia sono stati descritti nel Regio Decreto del 1º gennaio 1890 "Titoli e Stemmi della Famiglia Reale".[21]

Persona Trattamento d'onore Qualità Titolo Predicato
1 Sovrano Sua maestà Re Re d'Italia
2 Moglie del sovrano Sua maestà Regina Regina d'Italia
3 Figlio primogenito del sovrano Sua Altezza Reale Principe Reale Ereditario Principe di Piemonte
di Napoli
4 Moglie del figlio primogenito
del sovrano
Sua Altezza Reale Principessa Reale Principessa di Piemonte
di Napoli
5 Altri figli del sovrano Sua Altezza Reale Principe Reale Principe (ereditabile m.p.)
6 Figlie del sovrano Sua Altezza Reale Principessa Reale Principessa di Savoia
7 Figli del figlio primogenito
del sovrano
Sua Altezza Reale Principe Reale Principe di Piemonte
di Napoli
8 Figlie del figlio primogenito
del sovrano
Sua Altezza Reale Principessa Reale Principessa di Savoia
9 Nipoti del sovrano,
figli di principe fratello
Sua Altezza Serenissima Principe/Principessa Reale del Sangue Principe/Principessa di Savoia
10 Figli e discendenti dei nipoti
del sovrano
Sua Altezza Serenissima Principe/Principessa Reale del Sangue Principe/Principessa di Savoia
11 Figli e discendenti dei nipoti
del principe ereditario
Sua Altezza Serenissima Principe/Principessa Reale del Sangue Principe/Principessa di Savoia

Governanti di altre NazioniModifica

Stati e aree di governoModifica

Di seguito l'elenco degli stati, o regioni, in cui i vari rami del casato hanno regnato a diverso titolo.

  Contea di Savoia
  Contea di Moriana
  Contea del Genevese
  Contea di Nizza
  Marca di Torino
  Contea di Aosta
  Ducato di Aosta
  Ducato del Chiablese
  Principato d'Acaia
  Ducato di Savoia
  Regno di Cipro
  Regno di Gerusalemme
  Regno d'Armenia
  Regno di Sicilia
  Regno di Sardegna
  Regno di Spagna[N 3]
  Regno d'Italia
  Eritrea
  Somalia
  Tripolitania
  Cirenaica
  Libia
  Etiopia
  Africa Orientale Italiana
  Dodecaneso
  Tientsin
  Regno d'Albania[N 4]
  Stato Indipendente di Croazia[N 5]
  Regno del Montenegro

Imperatrici e regine di casa SavoiaModifica

Nel corso dei secoli le figlie dei vari conti, duchi e re di casa Savoia, ricoprirono molti ed importanti ruoli in qualità di consorti dei vari sovrani europei, imparentandosi così con le più importanti casate d'Europa.

Di seguito è riportato un elenco delle donne appartenenti per sangue (e non per matrimonio) a casa Savoia e che ricoprirono i più importanti ruoli, ovvero le imperatrici e le regine. Sono anche incluse, però, coloro che svolsero ruoli di potere e governo, come la reggenza di uno Stato per il proprio figlio, e anche coloro che ricoprirono titoli minori come le duchesse, le define e le principesse ereditarie.

Per tanto, sono escluse da questa lista tutte quelle donne che appartennero a casa Savoia a seguito del loro matrimonio con un membro maschile appartenente per sangue alla casata. E, anche per praticità, sono escluse tutte quelle donne che ricoprirono ruoli minori in qualità di signore, contesse, marchese, ecc.

ImperatriciModifica

Sovrana Ritratto Stemma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Sacro Romano Impero
Berta di Savoia   21 settembre 1051 31 marzo 1084 27 dicembre 1087 Imperatore Enrico IV di Franconia
Impero Romano d'Oriente
Anna di Savoia   1306 1326 1341 1365 Imperatore Andronico III Paleologo
Impero d'Austria
Maria Anna di Savoia   19 settembre 1803 2 marzo 1835 2 dicembre 1848 4 maggio 1884 Imperatore Ferdinando I d'Asburgo-Lorena

RegineModifica

Sovrana Ritratto Stemma o Monogramma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Germania, Italia e Borgogna
Berta di Savoia   21 settembre 1051 13 luglio 1066 27 dicembre 1087 Enrico IV di Franconia, re di Germania, d'Italia e di Borgogna
Francia
Adelaide di Savoia   1092/1100 circa 25-30 marzo 1115 1º agosto 1137 18 novembre 1154 Luigi VI il Grosso, re di Francia
Carlotta di Savoia   1441-43 circa 22 luglio 1461 30 agosto 1483 1º dicembre 1483 Luigi XI di Valois, re di Francia
Portogallo
Mafalda di Savoia   1125 circa 1146 4 dicembre 1157 Alfonso I il Conquistatore, re del Portogallo
Maria Francesca di Savoia-Nemours   22 giugno 1646 (1) 2 agosto 1666
(2) 12 settembre 1683
(1) 24 marzo 1668
(2) 27 dicembre 1683
27 dicembre 1683 Alfonso VI di Braganza, re del Portogallo
(matrimonio annullato)
Pietro II di Braganza, re del Portogallo
Maria Pia di Savoia   16 ottobre 1847 6 ottobre 1862 19 ottobre 1889 5 luglio 1911 Luigi I di Braganza-Sassonia-Coburgo-Gotha, re del Portogallo
Spagna
Maria Luisa di Savoia   17 settembre 1688 2 novembre 1701 14 febbraio 1714 Filippo V di Borbone, re di Spagna
Napoli, Sicilia e Sardegna
Maria Luisa di Savoia   17 settembre 1688 2 novembre 1701 11 aprile 1713 14 febbraio 1714 Filippo IV di Borbone, re di Napoli, Sicilia e Sardegna
Ungheria e Croazia
Maria Anna di Savoia   19 settembre 1803 12 febbraio 1831 2 dicembre 1848 4 maggio 1884 Ferdinando V d'Asburgo-Lorena, re d'Ungheria e di Croazia
Due Sicilie
Maria Cristina di Savoia   14 novembre 1812 21 novembre 1832 21 gennaio 1836 Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie
Boemia, Dalmazia, Lombardia-Venetia, Galizia e Lodomiria
Maria Anna di Savoia   19 settembre 1803 2 marzo 1835 2 dicembre 1848 4 maggio 1884 Ferdinando V & I d'Asburgo-Lorena, re di Boemia, Dalmazia, Lombardia-Venetia, Galizia e Lodomiria
Italia
Margherita di Savoia   20 novembre 1851 9 gennaio 1878 29 luglio 1900 4 gennaio 1926 Umberto I di Savoia, re d'Italia
Bulgaria
Giovanna di Savoia   13 novembre 1907 25 ottobre 1930 28 agosto 1943 26 febbraio 2000 Boris III di Sassonia-Coburgo-Gotha, zar di Bulgaria

Regine titolariModifica

Sovrana Ritratto Stemma o Monogramma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Gerusalemme, Cipro ed Armenia
Iolanda di Savoia   11 luglio 1487 7 novembre 1497 12 settembre 1499 Filiberto II di Savoia, re titolare di Gerusalemme, Cipro ed Armenia
Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours   11 aprile 1644 20 maggio 1665 12 giugno 1675 15 marzo 1724 Carlo Emanuele II di Savoia, re titolare di Gerusalemme, Cipro ed Armenia
Margherita di Savoia   20 novembre 1851 9 gennaio 1878 29 luglio 1900 4 gennaio 1926 Umberto I di Savoia, re titolare di Gerusalemme, Cipro ed Armenia
Francia
Maria Giuseppina di Savoia   2 settembre 1753 8 giugno 1795 13 novembre 1810 Luigi XVIII di Borbone, re titolare di Francia
(poi Re regnante)

DelfineModifica

Sovrana Ritratto Stemma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Delfine del Viennois
Bona di Savoia   1275 circa 1280 circa 24 settembre 1282 1293-1300 circa Giovanni I, delfino del Viennois
Delfine di Francia
(come consorti dell'erede al trono)
Carlotta di Savoia   1441-43 circa 9 marzo 1451 22 luglio 1461
(diventò Regina)
1º dicembre 1483 Luigi di Valois
(poi Luigi XI)
Maria Adelaide di Savoia   6 dicembre 1685 14 aprile 1711 12 febbraio 1712 Luigi di Borbone-Francia

DuchesseModifica

Sovrana Ritratto Stemma o Monogramma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Svevia
Adelaide di Savoia   1050-52 circa 1060-62 circa 1079 circa Rodolfo di Rheinfelden, duca di Svevia
Austria e Stiria
Caterina di Savoia   1300 circa 1315 circa 28 febbraio 1326 30 settembre 1336 Leopoldo I d'Asburgo, duca d'Austria e di Stiria
Carinzia
Beatrice di Savoia   1310 circa 8 giugno 1328 20 dicembre 1331 Enrico di Gorizia, duca di Carinzia
Bretagna
Giovanna di Savoia   1310 circa 21 marzo 1330 30 aprile 1341 29 giugno 1344 Giovanni III di Dreux, duca di Bretagna
Milano
Maria di Savoia   1411 circa 2 dicembre 1427 12 agosto 1447 22 febbraio 1469 Filippo Maria Visconti, duca di Milano
Bona di Savoia   10 agosto 1449 22 luglio 1468 26 dicembre 1476 23 novembre 1503 Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano
Maria Luisa di Savoia   17 settembre 1688 2 novembre 1701 24 settembre 1706 14 febbraio 1714 Filippo IV di Borbone, duca di Milano
Angiò
Margherita di Savoia   7 agosto 1420 31 marzo 1431 12 novembre 1434 30 settembre 1479 Luigi III, duca d'Angiò
Maria Giuseppina di Savoia   2 settembre 1753 16 aprile 1771 1790 13 novembre 1810 Luigi Stanislao Saverio di Borbone, duca d'Angiò
(poi Luigi XVIII)
Savoia
Iolanda di Savoia   11 luglio 1487 7 novembre 1497 12 settembre 1499 Filiberto II il Bello, duca di Savoia
Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours   11 aprile 1644 20 maggio 1665 12 giugno 1675 15 marzo 1724 Carlo Emanuele II, duca di Savoia
Nemours
Filiberta di Savoia     1498 1515 17 marzo 1516 1524 Giuliano de' Medici, duca di Nemours
Mantova e Monferrato
Margherita di Savoia   28 aprile 1589 9 febbraio 1612 22 dicembre 1612 26 giugno 1655 Francesco IV & II Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato
Parma e Piacenza
Margherita Violante di Savoia   15 novembre 1635 29 aprile 1660 29 aprile 1663 Ranuccio II Farnese, duca di Parma e Piacenza
Maria Teresa di Savoia   19 settembre 1803 17 dicembre 1847 19 aprile 1849 16 luglio 1879 Carlo II di Borbone-Parma, duca di Parma e Piacenza
Borgogna
Maria Adelaide di Savoia   6 dicembre 1685 7 dicembre 1697 14 aprile 1711
(diventò Delfina)
12 febbraio 1712 Luigi di Borbone-Francia
Chiablese
Maria Anna di Savoia   17 dicembre 1757 19 marzo 1775 4 gennaio 1808 11 ottobre 1824 Benedetto di Savoia, duca di Chiablese
Modena e Reggio
Maria Beatrice di Savoia   6 dicembre 1792 15 luglio 1814 15 settembre 1840 Francesco IV d'Asburgo-Este, duca di Modena e Reggio
Lucca
Maria Teresa di Savoia   19 settembre 1803 13 marzo 1824 17 dicembre 1847 16 luglio 1879 Carlo I di Borbone-Parma, duca di Lucca

ElettriciModifica

Sovrana Ritratto Stemma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Elettrici Palatine
Matilde di Savoia   1390 30 novembre 1417 30 dicembre 1436 14 marzo 1438 Ludovico III di Wittelsbach, elettore palatino
Margherita di Savoia   7 agosto 1420 18 ottobre 1445 13 agosto 1449 30 settembre 1479 Ludovico IV di Wittelsbach, elettore palatino
Elettrici di Baviera
Enrichetta Adelaide di Savoia   6 novembre 1636 27 settembre 1651 13 giugno 1676 Ferdinando Maria di Wittelsbach, elettore di Baviera

Principesse ereditarieModifica

Nome Ritratto Stemma Nascita In carica Morte Consorte di N.
Dal Al
Modena e Reggio
Isabella di Savoia   2-11 marzo 1591 22 febbraio 1608 22-28 agosto 1626 Alfonso III d'Este, principe ereditario di Modena e Reggio
(poi Duca)
Sassonia
Maria Carolina di Savoia   17 gennaio 1764 29 settembre 1781 28 dicembre 1782 Antonio di Wettin, principe ereditario di Sassonia
(poi Re)

ReggentiModifica

Nome Ritratto Stemma o Monogramma Nascita In carica Morte Reggente per suo figlio N.
Dal Al
Impero Romano d'Oriente
Anna di Savoia   1306 1341 1347 1365 Giovanni V Paleologo
Ducato di Milano
Bona di Savoia   10 agosto 1449 1476 1481 23 novembre 1503 Gian Galeazzo Maria Sforza
Regno di Francia
Luisa di Savoia   11 settembre 1476 (1) 15 luglio 1515
(2) 12 agosto 1524
(1) 18 febbraio 1516
(2) 21 marzo 1526
22 settembre 1531 Francesco I di Francia
Ducato di Savoia
Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours   11 aprile 1644 12 giugno 1675 14 marzo 1684 15 marzo 1724 Vittorio Amedeo II di Savoia

ViceregineModifica

Nome Ritratto Stemma Nascita In carica Morte N.
Dal Al
Portogallo
Margherita di Savoia   28 aprile 1589 23 dicembre 1634 1º dicembre 1640 25 giugno 1655

Genealogia e araldicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tavole genealogiche di Casa Savoia.

Struttura del CasatoModifica

ArmorialeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale di casa Savoia.

Data la lunghissima storia del casato, i Savoia poterono arricchire tantissimo il proprio armoriale. Gli stemmi usati dai Savoia furono tra i più svariati e molteplici tra le casate d'Europa, sebbene il segno distintivo rimase comunque la "croce d'argento in campo rosso", simbolo per eccellenza della famiglia sin dal XII secolo.

Qui di seguito sono elencati cronologicamente i principali stemmi dei Sovrani del Casato e dei tre rami cadetti più illustri.

BandiereModifica

Ducato di Savoia
Regno di Sardegna
Regno d'Italia
Altro

Ordini e onorificenzeModifica

Qui di seguito sono elencati gli ordini e le onorificenze fondati e conferiti dal Capo del Casato dei Savoia, sia per quanto riguarda quelli dinastici sia per quanto riguarda quelli statali come Real Casa d'Italia:

Ordini dinasticiModifica

  Ordine supremo della Santissima Annunziata
  Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  Ordine civile di Savoia

Onorificenze stataliModifica

  Ordine militare di Savoia
  Ordine della Corona d'Italia
  Ordine al merito del lavoro
  Ordine coloniale della Stella d'Italia

IntitolazioniModifica

CittàModifica

ToponimiModifica

MonumentiModifica

Vittorio Emanuele II di Savoia
Umberto I di Savoia
Vittorio Emanuele III di Savoia
 
Il Vittoriano a Roma
 
La Galleria Umberto I a Napoli
 
La Galleria Vittorio Emanuele III a Messina

Influenza culturaleModifica

ArteModifica

GastronomiaModifica

Usi e costumiModifica

ModaModifica

  • Capelli alla Umberto, taglio di capelli ispirato a Umberto I
  • "Margherita - giornale delle Signore italiane di gran lusso di mode e letteratura", rivista edita dal 1878 al 1921 e dedicata alla prima Regina d'Italia

Detti popolariModifica

  • "Anche la regina Margherita mangiava il pollo con le dita"[25].
  • "Avanti Savoia", come incoraggiamento o in senso ironico[26][27].
  • "Bianca Croce di Savoia, Dio ti salvi e salvi il Re!"[28]

SimboliModifica

  • Blu Savoia, colore della nazionale italiana nelle competizioni sportive e delle fasce degli ufficiali delle forze armate italiane.
  • Nodo savoia, anche detto Nodo d'Amore.

NoteModifica

Annotazioni

  1. ^ Carlo Felice di Savoia, re di Sardegna, morì il 27 aprile 1831 in Palazzo Chiablese a Torino e volle essere sepolto nell'Abbazia di Altacomba, da secoli luogo di sepoltura e mausoleo dei membri di Casa Savoia. Con Carlo Felice, senza eredi, si estinse il ramo principale del casato. La corona reale passò così al ramo cadetto dei Savoia-Carignano e dunque, Carlo Alberto, succedette a Carlo Felice nei titoli e nei territori.
  2. ^ Il 2 giugno 1946 l'Italia votò per il referendum istituzionale tra monarchia e repubblica, nel quale vinse la repubblica. Il 13 giugno successivo il re Umberto II di Savoia, senza mai abdicare, lasciò l'Italia e venne ufficialmente proclamata la Repubblica Italiana.
  3. ^ Amedeo I di Savoia, 1º duca d'Aosta (18451890), secondo figlio maschio di re Vittorio Emanuele II d'Italia, fu re di Spagna dal 1870 al 1873, anno in cui abdicò a favore della Repubblica.
  4. ^ Vittorio Emanuele III di Savoia (18691947), già re d'Italia dal 1900 e imperatore d'Etiopia dal 1936, fu anche re degli Albanesi (Mbret i Shqiptarëve) dal 1939 al 1943 e chiamato Viktor Emanueli III in albanese.
  5. ^ Aimone di Savoia, 4º duca d'Aosta (19001948) fu re di Croazia, con il nome di Tomislavo II, dal 1941 al 1943.

Fonti

  1. ^ Litta, Pompeo (1781-1851). Auteur du texte, Famiglie celebri di Italia. Duchi di Savoia / P. Litta, su Gallica. URL consultato il 28 novembre 2021.
  2. ^ Disposizioni transitorie e finali, su www.governo.it, 4 giugno 2019. URL consultato il 28 novembre 2021.
  3. ^ Vittorio Emanuele di Savoia: "Fedeltà alla Costituzione", su www.repubblica.it, GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., 3 febbraio 2002. URL consultato il 5 novembre 2019.
  4. ^ Francesco Cognasso, Maria José del Belgio.
  5. ^ Charles Cawley I.
  6. ^ Il progetto riproduce una serie di fonti primarie che permettono di ricostruire le intricate relazioni tra la famiglia reale di Borgogna e alcune case della nobiltà di quel Regno: si veda in particolare Aldiude come madre di Ausilia e già concubina di Rodolfo III, con le conseguenti inferenze sui tre fratelli vescovi. Per Ermengarda parente di Umberto si sottolinea il ruolo di quest'ultimo in veste di suo advocatus. Si veda: Charles Cawley II.
  7. ^ Linea borgognona.
  8. ^ Arcivescovo di Lione.
  9. ^ Advocatus di Ermengarda.
  10. ^ Vescovo d'Aosta.
  11. ^ Arcivescovo di Vienne (ante 1011-1029~1030).
  12. ^ Torino rimase sede della casata, ma il regno di Sardegna formalmente mantenne la sua capitale storica, Cagliari.
  13. ^ I primi a fregiarsi del titolo di re d'Italia sono i sovrani longobardi da cui deriva la tradizione dell'incoronazione a Pavia, allora capitale del Regno longobardo, con la Corona ferrea. A questi fecero seguito Berengario e Arduino d'Ivrea. Dopo il titolo viene ripreso dagli imperatori del Sacro Romano Impero che lo associano appunto al titolo imperiale. L'incoronazione continua ad avvenire a Pavia. Caduto poi in disuso il titolo viene "recuperato" da Napoleone Bonaparte, che viene incoronato con la Corona Ferrea nel Duomo di Milano, il 26 maggio 1805.
  14. ^ Rientro dei Savoia, sì definitivo della Camera, su www.corriere.it, 11 luglio 2002. URL consultato il 5 novembre 2019.
  15. ^ I Savoia chiedono all'Italia 260 milioni "È il risarcimento per 54 anni di esilio", su Repubblica.it, 20 novembre 2007. URL consultato il 2 settembre 2017.
  16. ^ Giampiero Buonomo, Sull'esilio dei Savoia, in Diritto & Giustizia online, anno II, n. 36, Milano, Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A., 2001. URL consultato il 5 novembre 2019.
  17. ^ Con il figlio Tommaso Francesco, principe di Carignano, ha inizio il ramo dei Savoia-Carignano.
  18. ^ Estinzione ramo principale; estinzione Savoia-Branca di Bresse.
  19. ^ Luogotenente del Regno dal 5 giugno 1944 al 9 maggio 1946 e re d'Italia dal 9 maggio al 18 giugno 1946, data del referendum istituzionale. La data di fine regno, nonostante il forte significato simbolico, risulta arbitraria: la repubblica venne dichiarata soltanto il 18 giugno e fino al 13 Umberto II agì, di diritto e di fatto, da capo dello Stato. Lasciando l'Italia quello stesso giorno egli, pur sciogliendo dal giuramento di fedeltà chi lo aveva prestato, non abdicò.
  20. ^ Vittorio Amedeo II di Savoia, prima di ottenere la corona di Sardegna fu nominato Re di Sicilia, titolo che mantenne dal 1713 al 1720. Vittorio Emanuele III, invece, in virtù alle conquiste del Regime fascista, assunse anche i titoli di Imperatore d'Etiopia e Re d'Albania.
  21. ^ Regio Decreto del 1º Gennaio 1890 - "Titoli e Stemmi della Famiglia Reale", su http://www.cnicg.net, Corpo della Nobiltà Italiana - Circolo Giovanile. URL consultato il 5 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2013).
  22. ^ Sostanzialmente consiste nella Bandiera nazionale con una corona che sormonta la croce all'interno del cantone.
  23. ^ Aspect ratio 31:76.
  24. ^ Vittorio Emanuele III detenne il titolo di Principe di Napoli e fu ospite della città partenopea prima di ascendere al trono.
  25. ^ La regina Margherita mangiava il pollo con le dita, su 24oreNews Milano, luglio 2011. URL consultato il 5 novembre 2019.
  26. ^ C.A. de Sonnaz, Cenni storici sul grido di guerra "Savoia!" (PDF), in Bollettino dell’Associazione fra Oriundi Savoiardi e Nizzardi Italiani, n. 2, dicembre 1912, pp. 71-77. URL consultato il 5 novembre 2019.. Dalla pagina del Gruppo Milano Centro "Giulio Bedeschi", sezione Associazione Nazionale Alpini di Milano. Attribuisce alla regina Margherita l'adattamento del grido di guerra dell'esercito sabaudo «Savoia!» a «Sempre avanti Savoia», poi semplificato in «Avanti Savoia!».
  27. ^ Paolo Spolaore, Proverbi e detti veneti, in Sito personale. URL consultato il 5 novembre 2019.
  28. ^ Giosuè Carducci, Alla Croce di Savoia, in Poesie, Juvenilia, vol. VI, 5ª ed., Bologna, Ditta Nicola Zanichelli, 1906 [1850], p. 222.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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