Carlo Bergonzi

tenore italiano
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Carlo Bergonzi
Carlo Bergonzi.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenereOpera lirica
Periodo di attività musicale1947 – 2001
Sito ufficiale

Carlo Bergonzi (Vidalenzo di Polesine Parmense, 13 luglio 1924Milano, 26 luglio 2014) è stato un tenore italiano, considerato uno dei più autorevoli interpreti del repertorio verdiano.

BiografiaModifica

Figlio unico di Antonio e Amalia Bergonzi, agricoltori e casari, termina gli studi con la quinta elementare. All'età di 16 anni inizia gli studi come baritono al Conservatorio Arrigo Boito di Parma, dove segue i corsi di Ettore Campogalliani con Renata Tebaldi e Aldo Protti. A 19 anni, nel corso della seconda guerra mondiale, arruolato soldato nel 4º Raggruppamento Artiglieria Contraerei a Mantova, è internato in un campo di lavoro forzato in Germania. Al termine del conflitto torna in Italia e riprende gli studi di canto a Brescia con il baritono Edmondo Grandini.

Gli esordiModifica

In un'intervista rilasciata a una stazione radio americana[1], Bergonzi indica nel 1947 l'anno del debutto in un piccolo teatro parrocchiale a Varedo, presso Milano, come Figaro ne Il barbiere di Siviglia, cui segue l'esordio, nello stesso ruolo, in un vero teatro a Lecce.

Inizia quindi una carriera prevalentemente di baritono lirico, non di primo piano a causa di un volume limitato. Nel 1949, nel corso di una recita di Madama Butterfly a Livorno, accanto al tenore Galliano Masini, in camerino prova ad emettere il Do acuto che conclude il primo atto, rendendosi conto che le difficoltà che incontra sono dovute a un errore di impostazione vocale. Passa quindi al registro tenorile, studiando in solitudine all'insaputa persino dei familiari aiutato solo da un diapason e debuttando nel 1951 a Bari in Andrea Chénier. Le critiche sono subito favorevoli, anche se non entusiasmanti; la strada tuttavia è tracciata.

Nello stesso anno canta in Adriana Lecouvreur con Magda Olivero al Teatro Metastasio di Prato e, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Verdi, viene scritturato dalla Rai per interpretare in radio Giovanna d'Arco, Simon Boccanegra e I due Foscari. Nel 1953 debutta alla Scala, allo Stoll Theatre di Londra e al Teatro Colón di Buenos Aires, nel 1955 negli Stati Uniti, alla Lyric Opera di Chicago, e nel 1956 al Metropolitan Opera di New York.

Teatro alla Scala di MilanoModifica

Il già citato debutto nel 1953 avviene nel ruolo di Mas'Aniello nella prima rappresentazione assoluta dell'omonima opera di Jacopo Napoli. Nel 1955 interpreta La forza del destino e Simon Boccanegra. Ritorna nel 1963 in una nuova produzione di Aida con la regia di Franco Zeffirelli e nel 1964 partecipa nella trasferta della Scala al Teatro Bol'šoj.

Inaugura la stagione scaligera una sola volta nel 1965 con La forza del destino, edizione trasmessa in diretta dalla radio. Nel 1966 dà prova di eclettismo vocale cantando L'elisir d'amore e Il trovatore. Nel 1976, dopo otto anni di assenza, torna in Aida diretta da Thomas Schippers, con la regia di Zeffirelli. Nel 1983 ritorna per un concerto e nel 1993, a 69 anni, calca per l'ultima volta il palcoscenico scaligero nel recital di arie e canzoni "Omaggio a Carlo Bergonzi"; Angelo Foletto su La Repubblica titola per l'occasione "Che lezione di canto, diavolo di un Bergonzi".

Il Metropolitan di New YorkModifica

Nel 1956, grazie anche all'interessamento di Mario Del Monaco, che, dopo averlo ascoltato in Manon Lescaut a Parigi, rinuncia a una recita in suo favore, debutta al Metropolitan Opera con Aida. Il famoso collega in persona lo accoglie a New York, assiste alle prove al pianoforte e lo aiuta persino nel trucco.[2] Il pubblico e la critica gli tributano un autentico trionfo. Il New York Times scrive a tutta pagina: "Forse è arrivato il Radames che sognava Verdi". A distanza di pochi giorni interpreta Il trovatore e da allora diviene un beniamino del pubblico newyorkese, ritornando al Metropolitan regolarmente fino al 1983.

Nel 1959 ne inaugura la stagione con Il trovatore, in una nuova produzione che vede il debutto al Metropolitan di Giulietta Simionato, canta in un'importante ripresa di Macbeth e debutta nella Messa di requiem verdiana, diretta da Bruno Walter. Pur essendo Verdi l'autore più eseguito (Simon Boccanegra Aida, Un ballo in maschera, Rigoletto), appare anche in Lucia di Lammermoor (1958, con Maria Callas), La bohème, Tosca, La Gioconda, Norma (1970 con Joan Sutherland e Marilyn Horne). Nel 1970 inaugura nuovamente la stagione con Ernani.

Il 4 dicembre 1981 il Metropolitan organizza il "Bergonzi gala", una serata per celebrare i suoi 25 anni di carriera nel teatro. Nel corso della serata si esibisce nel secondo atto de La traviata, nel terzo di Tosca e nel terzetto finale de I Lombardi alla prima crociata, ricevendo l'omaggio di Luciano Pavarotti, da sempre suo amico e ammiratore. Nel 1988, a 64 anni, fa il debutto americano in Luisa Miller assieme ad alcuni suoi allievi, e successivamente si accomiata dal pubblico del Met con Lucia di Lammermoor. Tornerà nel 1996 in occasione delle celebrazioni per il 25º anniversario del debutto di James Levine, raggiungendo così le 324 esibizioni nel teatro newyorkese.

Il Covent Garden di LondraModifica

Nel 1962 debutta al Covent Garden di Londra in un'edizione de La forza del destino diretta da Georg Solti, dove interpreta per la prima volta per quel teatro il duetto tra tenore e baritono del terzo atto, generalmente tagliato. Apparirà da allora davanti al pubblico londinese fino al 1985 cantando praticamente tutti i suoi ruoli preferiti: nel 1965 Il trovatore, nel 1971 Un ballo in maschera, Aida e Tosca, nel 1981 L'elisir d'amore e Luisa Miller.

Nel 1992, a 68 anni, si esibisce in un recital nel corso del quale Jeremy Isaacs, all'epoca sovrintendente del Toyal Opera House - Covent Garden gli consegna una medaglia commemorativa. L'ultima apparizione londinese è per ritirare il premio "Tenore verdiano del secolo" nel centenario verdiano del 2001, quando si esibisce, alla non verde età di 77 anni, nel duetto de La traviata con Angela Gheorghiu, accompagnati da Antonio Pappano.

L'Opera di ViennaModifica

Debutta alla Wiener Staatsoper nel 1959 in Aida con la direzione di Herbert von Karajan. Nel 1960 canta in Andrea Chénier e Pagliacci. Nel 1961 La bohème, La forza del destino, Un ballo in maschera e Madama Butterfly Nel 1963 Tosca, nel 1973 Il trovatore, nel 1976 Tosca e Aida e nel 1988 Lucia di Lammermoor.

Riguardo alla collaborazione con Herbert von Karajan, iniziata prima in sala d'incisione per Aida, con dichiarazioni di reciproca ammirazione, proseguita per svariati anni in teatro e con un'ulteriore incisione di Cavalleria rusticana e Pagliacci, è da notare che fu proprio il rifiuto di Bergonzi ad interpretare le due opere alla Scala a causare fra i due artisti un'insanabile rottura. A parte una sporadica esecuzione di una Messa di Requiem di Verdi a Salisburgo nel 1970, la loro collaborazione volse al termine.

L'Arena di VeronaModifica

Pur non essendo dotato di una voce particolarmente potente, è stato uno dei pochissimi cantanti che si potevano udire persino all'esterno del grande anfiteatro[senza fonte], grazie a un'emissione perfettamente impostata. In "Arena" Bergonzi ha interpretato tutti i grandi ruoli verdiani: Radames in Aida dal 1958 per tante edizioni fino al 1974, Manrico ne Il trovatore, Riccardo in Un ballo in maschera, Alfredo ne La traviata, Alvaro ne La forza del destino, ruolo col quale si congedò dal pubblico areniano nel 1975. Si è esibito anche nel grande repertorio tardo romantico e verista, con La Gioconda, Mefistofele, Pagliacci, Tosca, Cavalleria rusticana.

Tornò nel 1990 per un concerto in memoria di Beniamino Gigli, con la partecipazione di 16 tenori; suo fu l'onore di chiudere la serata. Nel 2010 venne insignito del primo Oscar Internazionale alla carriera della lirica.

Altri teatriModifica

Bergonzi si è esibito diverse volte al Teatro Colón di Buenos Aires. Gli esordi risalgono al 1953 con Don Carlo, Aida e Tosca, seguiti da Cavalleria rusticana nel 1967, Aida e Il trovatore nel 1968, ancota Tosca nel 1972.

Notevole anche la collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia, dove debutta nel 1957 con Cavalleria rusticana e torna nel 1961 con Aida, mentre nel1965 si esibisce nella Messa di requiem verdiana sotto la direzione di Herbert von Karajan. Nel 1978 interpreta Aida con la direzione di Giuseppe Sinopoli, con il LA3 della frase che chiude il terzo atto tenuto attraversando tutto il palcoscenico, secondo la storica prassi dei grandi tenori dell'Ottocento.

All'Opera di Chicago, dopo l'esordio statunitense del 1955, torna nel 1960 in Aida, nel 1961 in Lucia di Lammermor, nel 1971 con Tosca e nel 1981 con L'elisir d'amore.

Nel 1967 si esibisce alla Nippon Hoso Kyokay di Tokyo in Lucia di Lammermoor e Un ballo in maschera, di cui sono disponibili le riprese televisive..

Ha cantato inoltre in tutti i principali teatri italiani, europei (Barcellona, Berlino, Lisbona, Madrid, Mosca, Parigi, Salisburgo), statunitensi (Filadelfia, San Francisco, San Diego, Miami) e del Sudamerica.

Il ritiro e la morteModifica

Nel 1986 a Busseto, nella piazza dedicata a Giuseppe Verdi, interpreta assieme ad alcuni dei suoi allievi Luisa Miller. Per l'occasione il quotidiano milanese Il Giorno dedica la prima pagina del giornale all'avvenimento, sottolineando come a sessantadue anni sia stato ancora in grado di affrontare uno dei temibili ruoli del repertorio verdiano. Termina la carriera artistica nel 1995 con una serie di concerti a Vienna, alla Carnegie Hall di New York, alla Scala di Milano e al Theatre de l'Athénée di Parigi.

Il 3 maggio del 2000, alla Carnegie Hall affronta per la prima volta il ruolo di Otello ma, nonostante avesse cantato splendidamente nel corso della prova generale, come testimoniano le registrazioni[senza fonte], al termine del secondo atto un'indisposizione lo costringe ad abbandonare la scena. Successivamente, a parte qualche sporadica esibizione, si dedica esclusivamente all'insegnamento del canto. Suoi allievi sono stati tra gli altri Roberto Aronica, Vincenzo La Scola, Michele Pertusi, Alberto Gazale, Salvatore Licitra, Celso Albelo.

Tra le tante registrazioni di una vasta discografia, è da citare l'incisione nel 1975, primo tenore nella storia, di tutte le trentuno arie per tenore di Verdi, da Oberto, Conte di San Bonifacio a Falstaff.

Bergonzi è morto il 26 luglio 2014, all'età di 90 anni, all'Istituto Auxologico di Milano, dove era ricoverato. È sepolto presso la tomba di famiglia nel cimitero di Vidalenzo, nel comune di Polesine Parmense[3].

Vocalità e personalità interpretativaModifica

La voce chiara e con inflessioni brunite nel medium, di volume buono, ma non debordante, e sorretta da un'eccellente preparazione tecnica, forse la più raffinata del periodo in ambito tenorile[4] (famoso in particolare il controllo assoluto della respirazione, che consentiva frasi lunghissime senza alcun apparente sforzo), oltre alla dizione estremamente nitida, solo a tratti inficiata da una "esse" strascicata di origine emiliana, e al senso del fraseggio, gli hanno permesso di imporsi al pubblico e alla critica, pur non provvisto di doti naturali propriamente eccezionali. Anche se l'estensione, nel momento di miglior forma vocale, fosse ragguardevole, coprendo la gamma dal LA sotto il rigo fino al RE bemolle sopracuto (Reb4)[5], Paolo Isotta così ne descrive i tratti vocali salienti: Tipico tenore centrale, adatto alla tessitura verdiana, in acuto mantiene la piena capacità della voce fino al Si bemolle, nota che riesce ad attaccare in pianissimo e poi rinforzare come a diminuirla dopo averla attaccata a voce piena [6]. Approssimativamente dalla seconda metà degli anni settanta gli acuti hanno iniziato a indurirsi, con tendenza a intonazione calante, mentre il registro centrale è rimasto pressoché intatto fino al ritiro. L'interpretazione nasceva dalla stretta unione della tecnica vocale con la fantasia dell'accento, senza il ricorso ad artifizi quali l'accentuazione dell'articolazione della parola, il parlato o altri effetti gratuiti. Elvio Giudici definisce Bergonzi: "Il più artista dei tenori del dopoguerra".[7]

Il repertorio ha variato da ruoli di tenore lirico e di grazia (Nemorino), a quelli di tenore lirico-spinto (Des Grieux, Il Principe Ignoto, Enzo Grimaldo), tuttavia la fama e la carriera sono dovute principalmente all'interpretazione delle opere verdiane. Oltre a rispettarne scrupolosamente la scrittura, Bergonzi sapeva infondere alla pagina verdiana un accento sempre ampio, vibrante e in sintonia con il momento psicologico del personaggio, riuscendo, rifacendosi scrupolosamente alle indicazioni scritte da Verdi, ad evidenziare aspetti inediti o dimenticati di molteplici personaggi (Manrico che esegue i trilli, il finale di Aida cantato in pianissimo, la ripresa dell'aria Ma se m'è forza perderti). Numerosi sono stati anche i titoli del primo Verdi, di frequente affrontati in importanti riprese: Giovanna d'Arco, I due Foscari, Ernani, Il corsaro, I Lombardi alla prima crociata e, solo in disco, Oberto, Conte di San Bonifacio e I masnadieri.

Premi e riconoscimentiModifica

  • Disco d'oro, La rosa d'oro, Sagittario d'oro, Ghirlandina d'oro, Medaglia d'oro dell'Associazione generale dello spettacolo, Premio Caruso
  • Premio "Verdi d'Oro - Città di Busseto" 1972
  • Premio Cappelli 1983
  • Gramophone's Lifetime Achievement Award del 2000 con la motivazione: "Principe tra i tenori, miglior tenore verdiano del secolo".
  • Lifetime Achievement Award del Midem (Marché International du Disque et de l'Edition Musicale) del 2009.[8]
  • Oscar della Lirica alla carriera dell'Arena di Verona (Golden Opera Award 2010)
  • Premio "Una vita nella musica - Artur Rubinstein" 2010 alla Fenice di Venezia
  • Commendatore, Grand'ufficiale e Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana
  • Iscrizione ai "Grandi di Milano" nel Pantheon della città presso il famedio del Cimitero Monumentale

Vita privataModifica

Carlo Bergonzi è stato sposato dal 1950 con Adele Aimi, da cui ha avuto due figli, Maurizio (primogenito nato nello stesso giorno del suo debutto come tenore) e Marco. Ha vissuto tra Milano e Busseto. È stato un grande amico di Luciano Pavarotti, dal quale veniva affettuosamente chiamato "il campione" o "il maestro", e di Renata Tebaldi, sua compagna di studi al conservatorio di Parma.

CuriositàModifica

Nel 1967 Bergonzi incise per la RCA Italiana un 33 giri di canzoni italiane, con l'accompagnamento dell'orchestra diretta da Roberto Negri; sorprendentemente volle inserirvi alcuni dei successi di quel periodo o degli anni immediatamente precedenti, come L'immensità di Don Backy, Il mondo di Jimmy Fontana e Se non avessi più te di Gianni Morandi. Nel disco appare anche una canzone che Carlo Bergonzi scrisse ai tempi della lunga prigionia in Germania, intitolata "Alla mamma", orchestrata da Roberto Negri.

Carlo Bergonzi e Luciano Pavarotti abitavano, durante i soggiorni a New York, nello stesso palazzo. Pavarotti era spesso solo e gli piaceva raggiungere i coniugi Bergonzi per la cena e passare la serata assieme a loro. Una sera, entrando nell'appartamento di Bergonzi, Pavarotti annusò un invitante profumo che proveniva dalla cucina e chiese a Carlo: "Cosa sta preparando tua moglie?" "Risotto con la salsiccia" - rispose Bergonzi. In quel periodo Pavarotti era a dieta e si era portato un barattolo contenente una gelatina verde ipocalorica che, in un battibaleno, finì nella pattumiera per fare posto ad un più invitante risotto.[9].

RepertorioModifica

Repertorio operistico
Ruolo Titolo Autore
Pollione Norma Bellini
Faust Mefistofele Boito
Walter Loreley Catalani
Giuseppe Hagenbach La Wally Catalani
Maurizio di Sassonia Adriana Lecouvreur Cilea
Nemorino L'elisir d'amore Donizetti
Edgardo Ravenswood Lucia di Lammermoor Donizetti
Andrea Chénier Andrea Chénier Giordano
Canio Pagliacci Leoncavallo
Turiddu Cavalleria rusticana Mascagni
Werther Werther Massenet
Nerone L'incoronazione di Poppea Monteverdi
Enzo Grimaldo La Gioconda Ponchielli
Edgar Edgar Puccini
Renato Des Grieux Manon Lescaut Puccini
Rodolfo La bohème Puccini
Mario Cavaradossi Tosca Puccini
F. B. Pinkerton Madama Butterfly Puccini
Calaf Turandot Puccini
Riccardo di Salinguerra Oberto, Conte di San Bonifacio Verdi
Oronte I Lombardi alla prima crociata Verdi
Ernani Ernani Verdi
Jacopo Foscari I due Foscari Verdi
Carlo VII Giovanna d'Arco Verdi
Foresto Attila Verdi
Macduff Macbeth Verdi
Carlo I masnadieri Verdi
Corrado Il corsaro Verdi
Rodolfo Luisa Miller Verdi
Duca di Mantova Rigoletto Verdi
Manrico Il trovatore Verdi
Alfredo Germont La traviata Verdi
Gabriele Adorno Simon Boccanegra Verdi
Riccardo Un ballo in maschera Verdi
Don Alvaro La forza del destino Verdi
Don Carlo Don Carlo Verdi
Radames Aida Verdi
Otello Otello Verdi

DiscografiaModifica

Incisioni in studioModifica

Opere completeModifica

Anno Titolo
Ruolo
Cast Direttore Etichetta
1951 Simon Boccanegra
Gabriele Adorno
Paolo Silveri, Antonietta Stella, Mario Petri Francesco Molinari-Pradelli Cetra
Pagliacci
Canio
Carla Gavazzi, Carlo Tagliabue, Marcello Rossi Alfredo Simonetto Cetra
1958 Madama Butterfly
F. B. Pinkerton
Renata Tebaldi, Enzo Sordello, Fiorenza Cossotto Tullio Serafin Decca
1959 La bohème
Rodolfo
Renata Tebaldi, Ettore Bastianini, Gianna D'Angelo, Cesare Siepi Tullio Serafin Decca
Aida
Radames
Renata Tebaldi, Giulietta Simionato, Cornell MacNeil Herbert von Karajan Decca
Macbeth
Macduff
Leonard Warren, Leonie Rysanek, Jerome Hines Erich Leinsdorf RCA
1961 Un ballo in maschera
Riccardo
Birgit Nilsson, Cornell MacNeil, Giulietta Simionato Georg Solti Decca
1962 La traviata
Alfredo Germont
Joan Sutherland, Robert Merrill John Pritchard Decca
Il trovatore
Manrico
Antonietta Stella, Ettore Bastianini, Fiorenza Cossotto Tullio Serafin DG
1964 Rigoletto
Il duca di Mantova
Dietrich Fischer-Dieskau, Renata Scotto, Ivo Vinco, Fiorenza Cossotto Rafael Kubelík DG
Tosca
Mario Cavaradossi
Maria Callas, Tito Gobbi Georges Prêtre EMI
Messa di requiem Birgit Nilsson, Ezio Flagello, Lili Chookasian Erich Leinsdorf RCA
1965 Cavalleria rusticana/Pagliacci
Turiddu/Canio
Fiorenza Cossotto, Joan Carlyle, Giuseppe Taddei, Rolando Panerai, Giangiacomo Guelfi Herbert von Karajan DG
Don Carlo
Don Carlo
Nicolaj Ghiaurov, Renata Tebaldi, Dietrich Fischer-Dieskau, Grace Bumbry Georg Solti Decca
Luisa Miller
Rodolfo
Anna Moffo, Cornell MacNeil, Shirley Verrett Fausto Cleva RCA
1966 Un ballo in maschera
Riccardo
Leontyne Price, Robert Merrill, Shirley Verrett Erich Leinsdorf RCA
Lucia di Lammermoor
Edgardo Ravenswood
Anna Moffo, Mario Sereni, Ezio Flagello Georges Prêtre RCA
Madama Butterfly
F. B. Pinkerton
Renata Scotto, Rolando Panerai, Anna Di Stasio John Barbirolli EMI
1967 Ernani
Ernani
Leontyne Price, Mario Sereni, Ezio Flagello Thomas Schippers RCA
La Gioconda
Enzo Grimaldo
Renata Tebaldi, Robert Merrill, Marilyn Horne, Nikola Gjuzelev Lamberto Gardelli Decca
La traviata
Alfredo Germont
Montserrat Caballé, Sherrill Milnes Georges Prêtre RCA
1969 La forza del destino
Don Alvaro
Martina Arroyo, Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi Lamberto Gardelli EMI
1970 Lucia di Lammermoor
Edgardo Ravenswood
Beverly Sills, Piero Cappuccilli, Justino Diaz Thomas Schippers Westminster Records
1972 Attila
Foresto
Ruggero Raimondi, Cristina Deutekom, Sherrill Milnes Lamberto Gardelli Philips Records
1974 I masnadieri
Carlo Moor
Montserrat Caballé, Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi Lamberto Gardelli Philips Records
1983 Oberto, Conte di San Bonifacio
Riccardo
Rolando Panerai, Ghena Dimitrova Lamberto Gardelli Orfeo
1988 Adriana Lecouvreur
Maurizio di Sassonia
Joan Sutherland, Leo Nucci, Cleopatra Ciurca Richard Bonynge Decca

Brani singoliModifica

  • Ah sì ben mio, Celeste Aida, Quando le sere al placido, Oh tu che in seno agli angeli, Ma se m'è forza perderti, Recondita armonia, E lucevan le stelle, Donna non vidi mai, Oh paradiso, Come un bel dì di maggio, La dolcissima effigie, L'anima ho stanca, Decca 1957
  • Le 31 arie per tenore di Verdi - Philips 1974
  • Carlo Bergonzi-Dietrich Fischer Dieskau: Famous Duets - 1982 Orfeo
  • Bergonzi - Italian Songs - Carlo Bergonzi/John Wustman, 1977/1978 SONY BMG

Registrazioni dal vivoModifica

VideografiaModifica

DocumentariModifica

Colonne sonoreModifica

La voce di Carlo Bergonzi è stata utilizzata da diversi musicisti e registi a commento dei loro film. Tra essi vanno ricordati:

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 11 gennaio 2011[10]
  Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 2 giugno 1977[11]

NoteModifica

  1. ^ Opera Fanatic,” on WKCR, October 12, 1985
  2. ^ Rivista Musica - Settembre 2009 - Intervista di Stephen Hastings a Carlo Bergonzi
  3. ^ La Repubblica - edizione di Parma: È morto Carlo Bergonzi: http://www.parma.repubblica.it/cronaca/2014/07/26/news/morto_carlo_bergonzi_il_pi_grande_tenore_del_900-92429201/?ref=HREC1-21
  4. ^ R.Celletti: Voce di tenore, Idea Libri 1989
  5. ^ Si possono citare, ad esempio, le registrazioni radiofoniche dal vivo de Il trovatore e Rigoletto del 1960 e 64 da New York
  6. ^ Il Corriere della sera - Paolo Isotta - La leggenda del tenore italiano Bergonzi nel nome di Caruso. 26 agosto 2004 http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/26/leggenda_del_tenore_italiano_Bergonzi_co_9_040826072.shtml
  7. ^ Elvio Giudici: L'opera in CD e video, Il Saggiatore 2007
  8. ^ "Gazzetta di Parma" 24/01/2009
  9. ^ INTERVISTA A CARLO BERGONZI (prima parte) - YouTube
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su quirinale.it. URL consultato l'8 settembre 2010.

BibliografiaModifica

  • Gustavo Marchesi, Carlo Bergonzi, I suoi personaggi, Azzali Editori, Parma, 2003.
  • Edizioni Teatro alla Scala, Carlo Bergonzi alla Scala, Milano, 2005, 89 p., ill.
  • Vittorio Testa, Carlo Bergonzi. Il tenore di Verdi, Diabasisi, Parma, 2019. ( ISBN 978-8881039371)

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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