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Heraldic Crown of Spanish Count.svg
Conti dei Marsi
Stemma Conti dei Marsi.jpg
StatoItalia Italia
TitoliCroix pattée.svg Conti
FondatoreBerardo Berardi detto "il Francisco"
Ultimo sovranoCaterina Berardi
Data di fondazione926 circa
Data di estinzione1365
EtniaItaliana

I Berardi, noti come conti dei Marsi, sono stati una delle famiglie nobili abruzzesi più importanti[1], detentrici del piccolo stato della contea dei Marsi, di fatto indipendente tra il 926 e il 1143. La famiglia ha guidato, a fasi alterne, la contea per tre secoli. Nel 1212 muore il conte di Celano e Albe Pietro I, che in vita aveva saputo riunire gran parte dei possedimenti della contea dei Marsi, destreggiandosi abilmente nel periodo tra la fine dei Normanni e la minore età del futuro Federico II. Egli riesce in questa fase di vuoto di potere a tornare ad essere un potente feudatario del centro Italia, temuto e rispettato sia dal papa che dai sovrani tedeschi. Quando muore, gli succedono a Celano il fratello Riccardo e ad Albe il figlio Tommaso. Tommaso avrebbe voluto da subito avere il potere in Celano, ma la presenza dello zio impedisce il suo piano.

In questo frangente sposa Giuditta del Molise e diventa anche conte del Molise, riuscendo ad acquisire un enorme potere. Nel 1221 muore Riccardo e Tommaso eredita anche la contea di Celano. Da questo momento, tenendo testa al nuovo imperatore Federico II di Svevia, tenta di restaurare la vecchia contea dei Marsi. Ma la forza e la tenacia di Federico II impediscono il progetto. Federico II combatte in più occasioni Tommaso, ora conte di Celano, che teme in quanto è il feudatario più importante del regno, e alla fine di un sanguinoso scontro lo sconfigge, ottenendo la sua resa nel 1223. Tommaso Berardi infatti firma l'atto di concordia con Federico II nel 1223, decretando il graduale declino della famiglia[2].

Indice

StoriaModifica

Si ritiene che i Berardi discendessero dall'imperatore Carlo Magno. Questi arrivarono nella Marsica nel 926, con Berardo detto "il Francisco", e qui nel volgere di alcuni decenni si affermarono come una delle potenze regionali più importanti del meridione italiano. Grazie ad una forza e una tenacia fuori dal comune, i Berardi trasformarono la Marsica da luogo inospitale a fortezza inespugnabile, garantendo a questa terra l'indipendenza politica per ben due secoli. In questo senso erano degni eredi di Carlo Magno e poi loro stessi affermavano di aver avuto origine dalla progenie di Berardo (o Berardo I), detto "il Francisco", che sarebbe stato un discendente diretto di Bernardo d'Italia nipote di Carlo Magno[3][4].

Storicamente si può finora solo accertare che il loro capostipite fu un certo e sconosciuto Berardo, di cui si sa solamente che era di origine franca, ma mancano dati certi per provare che si tratti del Berardo I di stirpe carolingia[5]. D'altra parte bisogna riconoscere che sono diverse le fonti storiche che parlano di loro come discendenti dei Carolingi.

Uno degli stemmi della famiglia è rappresentato da tre file di montagne sovrapposte, quella inferiore composta da tre montagne, quella centrale da due e quella superiore da una, tutte scure su uno sfondo chiaro dorato[6].

Si conoscono due rami della famiglia[7]:

  • i Comites Marsorum o ex Comites Marsorum;
  • e i quot berardinga.

La zona della loro signoria comprendeva il Fucino e i territori di Celano, abbracciando gran parte del dominio degli antichi Peligni. Nell'XI secolo erano a loro soggette alcune terre sul Sangro e altre terre della Sabina. I loro feudi furono soggetti al ducato di Spoleto fino al 950, quando divennero di fatto indipendenti fino al 1143, anno della conquista normanna dei loro territori[5].

Successivamente gli Orsini e i Colonna si espansero nella Sabina e detronizzarono i conti dei Marsi; ciononostante, i Berardi riuscirono a mantenere il predominio nella Marsica resistendo ancora per qualche tempo. Tempo in cui diedero man forte alla lotta contro i Saraceni che avevano invaso i territori dell'Abruzzo, arrivando sino all'interno. Fatto sta che i Saraceni non occuparono mai più i territori dei conti dei Marsi[8].

Durante la decadenza della contea dei Marsi, i Normanni, approfittando delle rivalità insite nei vari rami della famiglia dei Berardi, riuscirono a conquistarli nel 1143 facendoli lottare l'uno contro l'altro, per poi costringerli alla sottomissione e alla perdita dei loro feudi[9].

I rami principali si estinsero, rimanendo così solo i conti di Celano e di Albe.

Il ramo dei Berardi di Celano si estinse nella linea maschile con Pietro III nel 1422 e con Jacovella e il figlio Ruggero (detto Roggerone, Ruggerone o Ruggerotto) avuto da Lionello Accrocciamuro nella seconda metà dello stesso secolo. Governarono, con alterne vicende, la contea di Celano per diversi secoli dal 1143 al 1461[10][11].

Gli abitanti di Amiterno e Forcona si rivoltarono contro di loro, uccidendone la maggior parte, i restanti furono costretti a ripiegare verso L'Aquila ed a rinunciare ai loro possedimenti.[9]

La famiglia di Ocre vide la distruzione del castello, così come successo ai Barile.[9]

Altri tre rami, dei Di Sangro, dei Barilla e dei Borrello, si rifugiarono rispettivamente in Puglia ed in Sicilia, altri ancora si stabilirono a Roma e a Rieti[9][12]. Invece il ramo dei conti di Celano si estinse all'inizio del Quattrocento[4].

Albero genealogicoModifica

Di seguito è riportato l'albero genealogico della famiglia dei Conti dei Marsi da Carlo Magno fino al 1365, data in cui si estinse il casato, secondo una ricostruzione del genealogista Francesco Zazzera[13]:

 Carlo Magno
 
 
 Pipino d'Italia
 
 
 Bernardo d'Italia
 
  
 Pipino
Berardo Conte
 
    
 Cesareo
Pipino
Erberto[A 1]
Berardo
 
 
 Berardo "il Francisco"
 
       
 Rainaldo[A 2]
 Teodino
 Oderisio[A 3]
 Berardo[A 4]
 Alberico[A 5]
 Gualtiero[A 6]
Romana[A 7]
    
          
 Oderisio[A 8]
Berardo
 Berardo
Iterbeo
Teodino[A 22]
 Oderisio
 Rainaldo
 Manfredo
 Guinisio
 Odebrisio
        
                    
 Berardo[A 9]
Oderisio[A 10]
Transamundo[A 11]
Baldovino
Oderisia[A 12]
Teodino
Giovanni[A 15]
Leone[A 16]
?[A 23]
Berardo
Gerardo
Giovanni
Gerardo[A 24]
Berardo
Transerico
Salamone
Teodino
Berardo
Sansone
Guelto
   
            
 Berardo
Teodino
 Sinibaldo
Teodino[A 17]
Stefano[A 18]
Rainaldo[A 19]
 Randisio[A 25]
Roffrido
Rainaldo[A 26]
Teodino
Oderisio
Berardo
   
      
Berardo[A 13]
Oderisio[A 14]
 Crescenzio
Agostino
 Sinibaldo
 ?
   
      
 Berardo
Offreduzio
 Matteo
 Drogone
 Tommaso
Teodino
    
       
 Oderisio[A 20]
?[A 21]
Teodino
 Angelo
Stefano
 Martino
Oderisio
    
     
 Pietro
Martino
 Giacomo
 Tommaso
?[A 27]
    
     
 Paolo
Costanza
 Sinibaldo
 Leone
Martino
   
       
 Teodino
 Matteo
Giovanni
?
Martino
Rainaldo
Angeletto
  
     
 Berardo
Barbara
Giacomo
Matteo
Tommaso
  
    
 Pietro
Giacomo
Gianuccione
Tommaso
 
 
 Caterina[A 28]

Membri principaliModifica

Molto articolato e di difficile composizione l'albero genealogico della famiglia Berardi[14][15][16]. Di seguito sono tuttavia riportati alcuni rami e membri principali:

  • Berardo il Franco, il capostipite;
  • Oderisio di Collepietro-Palearia, giustiziere dell'Abruzzo;
  • i membri della famiglia Di Sangro, ramo distaccatosi da questa famiglia;
  • i membri della famiglia Barilla, ramo distaccatosi da questa famiglia intorno al 1446, quando Re Alfonso V d'Aragona assegnò al capostipite Pietro Barilla la castellania di Mineo in Sicilia;
  • i membri della famiglia Borrello, ramo distaccatosi a sua volta dalla famiglia Di Sangro, e i discendenti di Gentile, capostipite della linea di Prezza e Raiano;
  • i membri delle famiglie Anglone, Anversa, Avezzana, Balbano, Barile, Camponeschi, Celano, Collimento, De Ponte, Palladoro, Pietrabbondante, Rivera e Valva, le quali, come le suddette Borrello e Di Sangro, presero tutte il nome dai feudi posseduti[17].

NoteModifica

Annotazioni

  1. ^ Fu conte di Vermandois. Morì assassinato.
  2. ^ Fu il 1º conte dei Marsi. Si sposò con Gervisa ? (il cognome è ignoto).
  3. ^ Fu conte di Valva e da lui discese la famiglia Valva.
  4. ^ Morì dopo aver assediato Capua.
  5. ^ Si fece vescovo.
  6. ^ Si fece vescovo.
  7. ^ Si sposò con Andrea da Terni.
  8. ^ Fu il 2º conte dei Marsi. Si sposò con Gitorga ?.
  9. ^ Si sposò con Gemma ?.
  10. ^ Fu diacono dell'abbazia di Montecassino. Morì il 2 settembre 1105 ed ivi sepolto.
  11. ^ Fu abate nel santuario di Santa Maria a Mare dell'isola di San Nicola dell'arcipelago delle Tremiti, dove si rese protagonista di atroci episodi, e dal 1071 presso l'abbazia di Montecassino.
  12. ^ Si sposò con Braccio Malaspina.
  13. ^ Fu abate presso l'abbazia di Farfa.
  14. ^ Si fece cardinale.
  15. ^ Si fece vescovo.
  16. ^ Si fece cardinale.
  17. ^ Si fece vescovo.
  18. ^ Fu abate presso l'abbazia di Montecassino nel 1215.
  19. ^ Fu il 6º conte dei Marsi. Prese parte alla Prima Crociata in Terrasanta.
  20. ^ Fu l'ultimo conte dei Marsi. Per alterne vicende, dello stato marsicano rimase in suo possesso solo la Contea di Celano. Si sposò con Alaura ? ed i suoi discendenti costituirono la famiglia Celano, dal nome della contea.
  21. ^ Figlia di Offreduzio di cui non se ne conosce l'identità, fu una delle tante mogli avute dal Re Ruggero II di Sicilia.
  22. ^ Trasformò il motivo dello stemma in due bastoni verdi nodosi posti in croce di Sant'Andrea in campo d'oro.
  23. ^ Figlia di Teodino di cui non se ne conosce l'identità, si sposò con Giuseppe Castelli.
  24. ^ Fu cardinale presso l'abbazia di Montecassino. Morì nel 1123.
  25. ^ Fu feudatario di Trivento.
  26. ^ Fu cardinale presso l'abbazia di Montecassino. Morì nel 1166.
  27. ^ Figlia di Oderisio di cui non se ne conosce l'identità, si sposò con ? Castelli.
  28. ^ Ultima componente della famiglia dei Conti dei Marsi; andò in sposa a Rainaldo Castelli e con lei si estinse il casato. Morì il 7 settembre 1365.

Fonti

  1. ^ Elenco delle famiglie nobili d'Abruzzo, Casadalena.
  2. ^ Piccioni, 1999
  3. ^ Gran Conti dei Marsi, italyheritage.com. URL consultato il 2 settembre 2016.
  4. ^ a b Berardi il dominio di una famiglia per più di due secoli, Il Centro.
  5. ^ a b Giuseppe Grossi, Longobardi, Franchi e Conti dei Marsi, Comune di Avezzano.
  6. ^ Belmaggio, 1997, p. 75.
  7. ^ Grossi, 1999
  8. ^ Letta D'Amato
  9. ^ a b c d Giovanni Pagani, Sotto i Normanni ed Avezzano feudo indipendente, Terre Marsicane.
  10. ^ I conti Berardi, Terre Marsicane. URL consultato il 20 giugno 2016.
  11. ^ Rubeo, 2015, Schema genealogico dei conti di Celano
  12. ^ Ferrari, 2007
  13. ^ Francesco Zazzera, Della casa de' Conti de' Marsi, in Della nobiltà dell'Italia, Napoli, 1615, da p. 104 a p. 116.
  14. ^ I Conti Berardi: albero genealogico, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  15. ^ Tollis, 1967
  16. ^ Franco Francesco Zazzara, La contea dei Marsi (PDF), WordPress.
  17. ^ Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1875, volumi 1 (p. 107-129-197), 3 (p. 179-206) e 5 (p. 53).

BibliografiaModifica

  • Angelo Ferrari, Feudi prenormanni dei Borrello tra Abruzzo e Molise, Trento, UNI Service, 2007, SBN IT\ICCU\BVE\0442823.
  • Camillo Tollis, La storia di Celano, Pescara, Tipografia Fabiani, 1967, SBN IT\ICCU\SBL\0394368.
  • Cesare d'Engenio Caracciolo, Enrico Bacco, Ottavio Beltrano et al., Descrittione del Regno di Napoli, Napoli, 1617.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi, Milano, Cisalpino-Goliardica, 1975, SBN IT\ICCU\FER\0102910.
  • Francesco Belmaggio, Storia e araldica della città di Avezzano, Avezzano, LCL, 1997, SBN IT\ICCU\AQ1\0063975.
  • Francesco Zazzera, Della nobiltà dell'Italia, Napoli, 1615.
  • Giuseppe Grossi, Una missionaria nell'Avezzano del '700-Madre Maria Teresa Cucchiari e la sua opera, Avezzano, 1999.
  • Luigi Piccioni, Marsica vicereale: territorio, economia e società tra Cinque e Settecento, Avezzano, Aleph editrice, 1999, SBN IT\ICCU\AQ1\0044896.
  • Veneranda Rubeo, Covella, contessa di Celano: sulla storia di una nobildonna nella Marsica del quattrocento, Avezzano-Cerchio, Kirke, 2015, SBN IT\ICCU\BVE\0693747.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica