Sabina

regione storico-geografica dell'Italia centrale
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Sabina
Sabina – Stemma
(dettagli)
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio (  Rieti e   Roma)
Umbria Umbria (  Perugia)
Abruzzo Abruzzo (  L'Aquila)
Marche Marche (  Macerata)
Superficie 3 510[senza fonte][non chiaro] km²
Abitanti 180 423[senza fonte][non chiaro] (31-1-2021[senza fonte][non chiaro])
Densità 51[senza fonte][non chiaro] ab./km²
Mappa Sabina epoca romana.jpg
mappa del territorio sabino con la suddivisione in municipi di epoca augustea

La Sabina è una regione storico-geografica dell'Italia centrale, storicamente da considerarsi come la terra abitata dai Sabini, da cui prende il nome, popolazione preromana indoeuropea di ceppo osco umbro, geograficamente posta tra Umbria, Lazio e Abruzzo, delimitata dal corso del fiume Tevere a sud-ovest, dal fiume Nera a nord-ovest, dagli Appennini a nord-est e dal fiume Aniene e dal lago del Turano (di origine artificiale) a sud-est, attraversata dall'antica via Salaria (oggi SS4 Salaria).

Poggio Mirteto e sullo sfondo la Valle del Tevere ed il Monte Soratte, situate nella cosiddetta “Bassa Sabina”
L'altopiano di Norcia (Nursia), situata nella cosiddetta “Alta Sabina”, e sullo sfondo l'Appennino umbro

TerritorioModifica

Intesa come terra abitata dai Sabini, la regione si sviluppa sull'asse sud-ovest-nord-est a partire dal Tevere e fino allo spartiacque appenninico con le Marche:

«La Sabina, a partire dalla confluenza dell'Aniene con il Tevere, si svolge come elegante vaso, tra l'Umbria e il Lazio, e poi, fra gli Appennini, spingendosi fino a Norcia ed Accumoli, le due ultime città di sua pertinenza»

(Giuseppe Antonio Guattani[1])

In epoca romana, almeno fino al 3°-4° sec. d.C., corrispondeva al territorio abitato dagli antichi Sabini e comprendeva parte della provincia di Rieti, (escluso il Cicolano) alcuni comuni della provincia di Roma, zone attualmente parte dell’Umbria meridionale e dell’Abruzzo aquilano. In seguito il nome fu applicato a un’area alquanto più piccola e totalmente compresa nel Lazio [2]. Oggi infatti quando si parla di Sabina spesso ci si riferisce ai soli territori della piana reatina e della bassa Sabina (Sabina tiberina).

Ai nostri giorni il 60% della superficie Sabina intesa come territorio più probabilmente abitato dai Sabini in epoca pre-romana e romana fa parte della provincia di Rieti:

dell'intera provincia di Rieti ne fanno parte la Bassa Sabina e la valle dell'olio, la piana reatina, i comuni dell'alta provincia di Rieti e parte del Turano.

una parte della restante Sabina si trova in provincia di Roma, la cosiddetta Sabina romana:

un'altra si trova in Umbria con una piccola parte nelle Marche:

ed una terza parte in Abruzzo:

Il territorio antico oggi è dunque diviso in quattro Regioni e cinque Province, comprende 82 comuni.

È divisa dai monti Sabini in alta Sabina (Rieti, la parte a nord-est, la Sabina umbra ed abruzzese) e bassa Sabina (la parte a sud-ovest e la Sabina romana)[9]; questa divisione è ripresa anche dall'organizzazione territoriale ecclesiastica, che divide la Sabina nella diocesi di Rieti (alta Sabina e Cicolano) e diocesi di Sabina-Poggio Mirteto (bassa Sabina e Sabina romana), ad eccezione per il comune di Vacone che rientra nel territorio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, e da quella dell'infrastruttura telefonica (prefissi 0746 e 0765).

Con il medioevo e l'epoca moderna il territorio della Sabina perse la propria unità e fu diviso nel suo cuore dal confine tra Stato della Chiesa, che controllava Rieti e la parte a sud-ovest, e Regno di Napoli, che controllava Cittaducale e la parte a nord-est. Se quest'ultima parte formò il distretto di Cittaducale e fu assimilata all'Abruzzo, quella in territorio pontificio invece continuò a livello amministrativo ad essere chiamata Sabina (nonostante escludesse i territori anticamente parte della Sabina ed all'epoca in mano ai Borboni), causando una parziale modifica del significato del termine, che in questa accezione esclude tutta l'alta valle del Velino e l'amatriciano ed indica un territorio dello Stato Pontificio dai confini piuttosto variabili, esteso da Rieti e Valle del Turano fino al Tevere e Aniene.

La riunione politica dei territori Sabini avvenne solo nel 1927, con l'istituzione della provincia di Rieti che però escludeva la Sabina romana (nonché - ovviamente - i territori dove nel frattempo erano sorte e si erano sviluppate le città di L'Aquila e Terni) ed al contrario includeva la valle del Salto ed il Cicolano che storicamente è più affine alla Marsica.

Attualmente il termine è usato per connotare l'intera provincia di Rieti, che per quanto detto sopra non rappresenta appieno né la Sabina antica (che è più estesa e non include il Cicolano), né la Sabina divisione amministrativa pontificia (che non includeva né il Cicolano né l'alta valle del Velino). La Conca ternana, l'Orvietano,Spoleto e le terre amatriciane e di Norcia si sarebbero sviluppate a sé rendendo obsoleta la descrizione della Sabina antica. D'altra parte i comuni del Cicolano e del marrone antrodocano si possono ormai considerare sabini vista l'appartenenza al territorio reatino

StoriaModifica

 
L'antica Sabina

Secondo le antiche fonti storico-letteraria, i primi abitatori della regione, che in seguito sarebbe stata identifica come Sabina, furono gli Aborigeni[10], che vi fondarono diverse città, tra le quali la capitale Lista (forse localizzata nel territorio di Cittaducale, distrutta dai Sabini provenienti da Amiternum)[11]

Altre città furono Suna (Toffia), Suesbola (Monte Calvo, Scandriglia), Mefula (Abbazia di S. Martino, Fara Sabina), Orvinium (localizzato nel territorio di Montopoli in Sabina e non nell'odierno comune di Orvinio[12]), Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino, centro che crescerà in epoca romana fino ad estendersi per una 30ina di ettari), Tiora (Colle di Tora), Cutiliae (Paterno, Castel Sant'Angelo), Marruvium (da non confondere con Marruvio dei Marsi), Batia (oggi Vazia, comune di Rieti), Palatium (Belmonte in Sabina), Carsula (Rivodutri), Issa (Montisola, Rieti) e Viario (Borgo Velino) [13][14][15].

 
Estensione Sabina tra VI e III secolo a.C.

Ma il nome della regione deriva da quello dei Sabini, antico popolo italico che confinava ad ovest con gli Etruschi, a nord con gli Umbri a sud con i Latini e ad est con i popoli Aequi e Vestini. Secondo alcuni autori (Catone, Varrone) i Sabini erano autoctoni; secondo altri (Gellio, Dionisio di Alicarnasso, Plutarco) di origine spartana o persiana. Iscrizioni del 7°-5° sec. a.C. attestano una lingua paleoitalica e un alfabeto locale derivato da quello etrusco-meridionale. Scavi condotti nella Sabina tiberina documentano, per il periodo orientalizzante e arcaico (7°-6° sec. a.C.), una cultura materiale che presenta contatti con l’ambiente falisco-capenate ed etrusco e affinità con quello medio-adriatico e piceno; i dati restituiscono l’immagine di un’organizzazione sociale complessa, dominata da un’aristocrazia guerriera e caratterizzata dalla precoce affermazione di fenomeni di alfabetizzazione e urbanizzazione. Più povero il quadro per la S. interna. [16].

Ai sabini si deve la fondazione di Cures (centro urbano esteso 30 ettari[17], poi ridotto a 6 ettari[18] durante l'epoca augustea in S. Maria in Arci, Fara in Sabina), Eretum (Casacotta, Montelibretti, in precedenza erroneamente localizzato nel comune di Monterotondo), Regillum (Moricone), Casperia (nel territorio della moderna Casperia), Fanum Vacunae (Vacone), Aqua Viva (Acquaviva, Cottanello), Forum Iani (Forano), Reate (Rieti, l'antico centro urbano era esteso per 8 ettari), Septem Aquae (Ponte Crispolti, Rivodutri), Forum Decii/Foroecri (Bacugno, Posta), Ad Martis (nel territorio di Amatrice lungo la via Salaria), Moronea (Montereale), Predii Cosani (Accumuli), Summa Villarum (Amatrice), Amiternum (corrispondente a San Vittorino, L'Aquila. Il centro abitato si estendeva per circa 61 ettari), Testruna (Scoppito), Lavaretum (Barete), Nursia (Norcia, l'antico centro arriverà ad estendersi per 31 ettari) e Cursula (Cascia) [19][20][21] mentre si assiste alla crescita dell'insediamento preistorico (ad oggi senza nome) situato in Poggio Sommavilla che raggiungerà un'estensione di 25 ettari e che verrà poi distrutto con l'arrivo dei romani[22].

 
particolare della Tabula Peutingeriana che mostra Roma e la via Salaria che attraversa la Sabina

I primi contatti dei Sabini con Roma si perdono nella leggenda, anche se è certo che Romani e Sabini furono per lungo tempo in perenne guerra reciproca e che tra i due popoli sia avvenuta una compenetrazione, tanto che da un certo momento i Sabini si insediarono sul colle Quirinale, contribuendo notevolmente alla crescita ed al rafforzamento di Roma.

 
L'intervento pacificatore delle donne Sabine rapite nel dipinto Le Sabine (1799) di Jacques-Louis David

La leggenda del ratto delle Sabine fa risalire i rapporti tra i due popoli immediatamente dopo la fondazione di Roma, quando Romolo, in cerca di alleanze e di donne con cui popolare la città, rapì con l'inganno le donne dei Sabini scatenando la guerra fra Roma e i popoli vicini, dei quali solo i Sabini rimanevano invincibili. La battaglia del lago Curzio fu interrotta solo quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti, imponendo la tregua fra Romolo e Tito Tazio e la nascita di una collaborazione fra i due popoli. Secondo una versione più prettamente storica, fu la continua ricerca di pascoli di pianura che spinse i Sabini a premere sul territorio di Roma e ad insediarsi sul Quirinale.

Ad ogni modo i Sabini, annoverati nella tribù romana dei Tities, espressero due Re di Roma (Numa Pompilio e Anco Marzio) e diedero origine ad alcune tra le gens romane più antiche (Curtia, Pompilia, Marcia, Claudia, Valeria e Hostilia).

Nonostante coabitassero all'interno delle stesse mura, nel corso dei secoli rimasero forti i contrasti tra Romani e Sabini, e sono numerose le guerre ed azioni militari degli uni contro gli altri, conflitti vinti perlopiù dai romani. Il territorio del futuro municipio di Forum Novum, nella Sabina tiberina, fu conquistato nel 303 a.C e iscritto successivamente alla tribù Crustumina. Il resto della Sabina fu definitivamente assoggettata a Roma nel 290 a.C dopo la vittoria di Sentino del 295 a.C.[23] per opera del console Manio Curio Dentato. Alla popolazione Sabina fu offerta la cittadinanza romana senza diritto di voto, ma già nel 268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza romana con l'inclusione in due nuove tribù, la Quirina e la Velina. Al console Manio Curio Dentato si deve anche la bonifica dell'antico lacus Velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino fiume Nera e dando così vita alla cascata delle Marmore, che permise la coltivazione sull'ampia pianura fertile della Piana Reatina.

Nella divisione augustea dell'Italia fu compresa nella Regio IV, il Sannio, divisa in 7 municipi secondo Plinio: Forum Novum, Cures, Trebula Mutuesca, Reate, Forum Decii, Amiternum e Nursia [24]mentre in quella dioclezianea appartenne alla provincia Valeria.

Ai romani si deve la fondazione di numerosi insediamenti quasi Ad Novas/Vicus Novus (Osteria Nuova, Poggio Moiano), Farfarus (Castelnuovo di Farfa), Interocrum/Interocrea (Antrodoco), le terme di Vespasiano (Caporio, Cittaducale), Foruli (Civitatomassa, scoppito), Forum Novum (centro di commerci esteso su 4 ettari di terreno situato a Vescovio, Torri in Sabina) la villa romana di Nerone a Nerola e un gran numero di ville rustiche e centri di produzione: villa di Grotte di Torri (Fara Sabina), villa di Monte Calvo (Scandriglia), villa di Scandillianus (Scandriglia), villa romana di Montelibretti, villa rustica di Mompeo, Catiliano (Frangellini, Magliano Sabina), villa di Colle Grignano (Montebuono), villa di Colle Rosetta (Foglia, Magliano Sabina), villa di Collesecco (Cottanello), villa di Fianello (Montebuono), villa di Fornaci (Forano), villa di Sabinianus (Gavignano, Forano), villa di Grottoni di S. Donato (Montebuono), villa di Paranzano (Casperia), villa di Poggio Sommavilla (Poggio Sommavilla, Collevecchio), villa di Ponti Novi / Tulliano (Magliano Sabina), villa di S. Maria in Legarano (Casperia), villa di San Sebastiano (Foglia, Magliano Sabina), villa di San Valentino (Poggio Mirteto), villa di Santo Stefano (Vacone), villa di Tulliano (Selci), villa di Septimilianus (Stimigliano), villa romana di Poggio Catino, villa romana di Bocchignano, villa romana di Orvinio, villa di Assio / San Nicola (Colli sul Velino), villa di Ponte Capo D'Acqua (Rieti), Villa di Tito (Paterno, Castel Sant'Angelo), villa di Quintilianus (Contigliano), le ville di Collonere, Grotta di Cammaroni, Santo Stefano-Ponzano, villa bella

[25][19][20][21].

Il suo territorio, nel Medioevo, fu aggregato in parte al Ducato di Spoleto, in parte al Ducato Romano (l'odierna Sabina romana).

Con la nascita dello Stato della Chiesa, fu per un periodo governata direttamente dal pontefice, in seguito affidata a famiglie nobiliari, che istituirono diverse divisioni territoriali, fra le quali la Contea di Sabina e il patrimonium Sabinese. La provincia pontificia della Sabina risale ufficialmente al 1605, con sede dei rettori a Collevecchio, durante il pontificato di Paolo V (1605-1621), che riprese il controllo diretto sul suddetto territorio.

  • PAULUS V P.MAX/PROVINC.SAB IN GUBERN. ERETICA/JO ANT. MAXIMO V.S.R. PRAEFECTUS / FORUM APTAN. CARCERES/COSTRUEND. MANDAVIT/A. D. MDCV
  • Paolo V Pont. Mass/ dopo la costruzione della provincia sabina, ordinò al governatore Giovanni Antonio Massimo di organizzare le carceri e il tribunale. Nell'anno del signore 1605.
 
Mappa della Sabina del Giubilio 1617

Con il riordino delle Circoscrizioni Provinciali varato nel 1927, nel tentativo di ridare unità alla Sabina, il governo Mussolini istituì 17 nuove province tra cui la provincia di Rieti. La nuova provincia fu ottenuta unendo il territorio del circondario di Rieti (che era stato parte della provincia di Perugia dall'unità d'Italia fino al 1923, e in quel momento era parte della provincia di Roma) con il territorio dell'ex circondario di Cittaducale (già parte della provincia di Aquila degli Abruzzi); rimasero quindi fuori i territori della Sabina romana, umbra e abruzzese.

StemmaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma della provincia di Rieti.

Lo stemma della provincia sabina, le cui prime testimonianze risalgono al 1600, si presentava di color verde con una sbarra di color argento riportante tre gruppi di tre anelli intrecciati; è all'origine dell'odierno stemma della provincia di Rieti.

MusicaModifica

La Sabina Romana è stata per parecchi anni luogo di residenza di moltissimi artisti di fama internazionale sia per la bellezza del territorio che per lo spostamento in Via Tiburtina della sede della Casa Discografica RCA Italia. Alcuni musicisti, compositori, parolieri, cantanti dopo la crisi della RCA e l'acquisizione da parte di BMG Ariola hanno preferito trasferirsi altrove, ma molti sono rimasti sul territorio.

Una figura del mondo della musica legata al territorio della Sabina, e precisamente Poggio Bustone, è Lucio Battisti.

Il gruppo de I ratti della Sabina ha fatto un punto d'orgoglio la provenienza dalla Sabina, spesso cantando in dialetto e narrando storie e leggende della loro terra. Anche il gruppo Area765 deve il nome al prefisso telefonico 0765 della bassa Sabina, marcando ancora il legame con la terra di provenienza.

Economia e societàModifica

La Sabina, se riunita, ospita al 31 dicembre 2021 180.423 abitanti, di questi l'11,3% è composta da giovani (0-14 anni), il 62,7% da adulti (15-64 anni) e il 25,8% da anziani (più di 65 anni). Il territorio si estende per 3510 km quadrati e ha un Prodotto Interno Lordo nominale stimato al 2021 di circa 4,5 miliardi di Euro (24750 euro pro capite), equivalenti a 5,3 miliardi di dollari [26]. L'economia sabina si basa ancora molto sull'agricoltura (famosa è la sua produzione di olio d'oliva DOP) che occupa il 4,4% del totale del valore aggiunto[26], sull'estrazione di legno e minerali non ferrosi, e spinge molto sul settore turistico e dei servizi in generale, mentre è poco sviluppato il settore manifatturiero ed energetico. Ciononostante i territori sabini sono attraversati da innumerevoli corsi d'acqua che alimentano innumerevoli centrali idroelettriche (come quelle di Salisano, Posta, Cittaducale e Amatrice); al 2018 nel complesso l'82% dell'energia prodotta (approssimativamente 510 GWh annui) deriva da fonti rinnovabili[27]. Il 25% della popolazione è urbana. Il tasso di occupazione è al 57,9%, La disoccupazione è al 10,1%[28].

NoteModifica

  1. ^ Archivio Di Stato Di Rieti
  2. ^ Sabina, Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  3. ^ a b c d e f g h Geo-storia amministrativa d'Italia: Samnium, su asciatopo.altervista.org.
  4. ^ I Comuni della Strada dell'Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina, su strada dell'olio della Sabina. URL consultato il 19 giugno 2016.
  5. ^ Domenico De Sanctis, Dissertazione sopra la villa di Orazio Flacco, Roma, 1768, p. 37.
  6. ^ archeologialazio.beniculturali.it, http://archeologialazio.beniculturali.it/getFile.php?id=761.
  7. ^ La Sabina antica:storia e itinerari estensione del territorio sabino (V-III secolo a.C.), su academia.edu.
  8. ^ a b http://www.asciatopo.altervista.org/geo_samnium.html, su asciatopo.altervista.org.
  9. ^ Sabina, su enciclopedia online Treccani. URL consultato il 22 marzo 2016.
  10. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 9.1
  11. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 14.1-6
  12. ^ Orvinium, città scomparsa degli aborigeni in Sabina, su rietinvetrina.it.
  13. ^ Topografia del Samnium, su asciatopo.altervista.org.
  14. ^ Archaeological Atlas of Antiquity, su vici.org.
  15. ^ OmnesViae: Römischer Routenplaner, su omnesviae.org.
  16. ^ Sabina, Treccani, su treccani.it.
  17. ^ L'Italia preromana. I siti sabini: Cures Sabini, su treccani.it.
  18. ^ database Hanson 2016, su oxrep.classics.ox.ac.uk.
  19. ^ a b Topografia del Samnium, su asciatopo.altervista.org.
  20. ^ a b Archaeological Atlas of Antiquity, su vici.org.
  21. ^ a b OmnesViae: Römischer Routenplaner, su omnesviae.org.
  22. ^ POGGIO SOMMAVILLA: NOTE SULL'INSEDIAMENTO ARCAICO, su jstor.org.
  23. ^ IL TERRITORIO E LA SUA STORIA, su apt.rieti.it. URL consultato il 3 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2011).
  24. ^ Geo-storia amministrativa d'Italia: Samnium, su asciatopo.altervista.org.
  25. ^ FORUM NOVUM, Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  26. ^ a b ISTAT - valore aggiunto su base provinciale (rielaborazione dati), su dati.istat.it.
  27. ^ DOSSIER COMUNI RINNOVABILI LAZIO (PDF), su comunirinnovabili.it.
  28. ^ tasso di disoccupazione misurato su base comunale, su infodata.ilsole24ore.com.

BibliografiaModifica

  • Elio Augusto Di Carlo, I Castelli della Sabina: dalla caduta dell'Impero Romano all'unità d'Italia; memorie storiche, vita sociale, economica ed amministrativa tratte dagli archivi locali ed in particolare dall'archivio del castello di Cantalupo in Sabina, 1998.
  • Mario Polia. "Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina" Il Cerchio, Rimini, 2002

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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