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Doris Duranti

Doris Duranti, nata Dora Durante (Livorno, 25 aprile 1917Santo Domingo, 10 marzo 1995), è stata un'attrice italiana, una delle dive di spicco del cinema italiano durante il ventennio fascista. Fu anche celebre per la sua rivalità con Clara Calamai.

Indice

La vita e la carrieraModifica

Il debutto e il successoModifica

Iniziò la sua carriera giovanissima, già dal suo primo arrivo a Roma presso suo cugino Lorenzo nel 1934[1], con alcune apparizioni minori lavorando come comparsa in L'urlo di Corrado D'Errico[2], in Vivere! di Guido Brignone e in La gondola delle chimere di Augusto Genina; nel 1936, sempre con Genina, lavorò nel film Lo squadrone bianco, girato in Libia. Molto importante per la sua carriera fu l'agente cinematografico Eugenio Fontana, che ne curò per molti anni i rapporti con produttori e registi.

 
La Duranti in una scena di Carmela di Flavio Calzavara (1942)

A vent'anni, in Sentinelle di bronzo (1937), la Duranti conseguì il suo primo grande successo da protagonista, interpretando una donna di colore; da quel momento diventa una stella del cinema e si fece notare, tra l'altro, per l'eleganza con cui si muoveva sulla scena e per i suoi lineamenti aggressivi. Tra le sue più riuscite interpretazioni vanno inoltre ricordate Cavalleria rusticana (1939) e Carmela (1942).

In quest'ultimo film Doris Duranti si mostra a seno nudo, fatto che diede vita ad una celebre "querelle" con l'altra grande diva del cinema italiano di quegli anni, Clara Calamai, apparsa in una scena analoga nel film La cena delle beffe (1942). La Duranti teneva a dire che «il mio fu il primo seno nudo ripreso all'impiedi, apparve eretto com'era di natura, orgoglioso, senza trucchi, invece la Calamai si fece riprendere sdraiata, che non è una differenza da poco». Tuttavia, contrariamente a quanto sostenuto dalla Calamai, la prima a mostrare il seno nudo nella storia del cinema italiano fu Vittoria Carpi nel film La corona di ferro, di Alessandro Blasetti (1941).[3]

Diva del regimeModifica

 
Doris Duranti ed Elsa De Giorgi in visita ad un soldato ferito (1941)

Divenuta l'attrice più ammirata e pagata durante il regime fascista, nel 1940 la Duranti conobbe il gerarca toscano Alessandro Pavolini, ministro della Cultura Popolare, e presto gli si legò sentimentalmente. La relazione fu in un primo momento osteggiata, ma poi tollerata da Mussolini che pare fosse rimasto colpito positivamente dalla Duranti nel film Il re si diverte (1941). Alla caduta del regime fascista l'attrice seguì Pavolini al nord, stabilendosi prima a Venezia, dove la Repubblica Sociale Italiana intendeva ricostruire l'industria cinematografica (il cosiddetto Cinevillaggio), e successivamente sul Lago di Como, girando alcuni film.

Amica di Galeazzo Ciano, livornese come lei, assistette impotente alla sua tragica fine avvenuta anche per mano del suo compagno Pavolini. Straziata da questi dolori interni che la toccavano nel privato cercò di tutelare i propri familiari a Roma, in Sabina e a Livorno, ma non riuscì ad evitare l'occupazione nazista delle case in cui risiedevano, con la drammatica conseguenza del loro sfollamento, esponendoli a grandi rischi con conseguenze spesso fatali.

In seguito alla rovina della Repubblica Sociale Italiana, Pavolini, che di lì a poco sarebbe stato preso prigioniero e ucciso, procurò alla Duranti un passaggio per la Svizzera: aiutata da suo cugino Lorenzo l'attrice si trasferì a Lugano, dove tuttavia fu incarcerata dagli Svizzeri. Durante la detenzione, la Duranti tentò il suicidio tagliandosi le vene. Nel 1945 sposò con il solo rito religioso il proprietario di un cinematografo di Chiasso[4]. Poi si trasferì in Sudamerica, dove visse per diversi anni.

Gli ultimi anniModifica

Tornata in Italia nei primi anni '50, riprese a girare film, incontrò Mario Ferretti, famoso giornalista e radiocronista. I due si innamorarono e decisero di trasferirsi a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, dove aprirono un ristorante. Anche dopo la separazione da Ferretti, la Duranti restò nella capitale dominicana. L'ultima apparizione della Duranti sul grande schermo risale al 1976 nel film Divina creatura, diretto da Patroni Griffi e interpretato accanto a Laura Antonelli. L'attrice morì nel 1995, all'età di 78 anni, a Santo Domingo, dove si era trasferita da tempo. Venne sepolta nel cimitero della Repubblica Dominicana[5].

MediaModifica

La Duranti pubblicò nel 1987 un libro di memorie, Il romanzo della mia vita. Questa autobiografia è diventata poi una fiction televisiva, trasmessa da Raiuno nel 1991. Il lavoro, intitolato Doris, una diva di regime è firmato da Alfredo Giannetti e vede Elide Melli nel ruolo della protagonista.

FilmografiaModifica

DoppiatriciModifica

Come molte attrici del suo periodo, anche Doris Duranti venne molto spesso doppiata. Le attrici che le prestarono la voce furono:

NoteModifica

  1. ^ [1]
  2. ^ Scheda su cfr. Doris Duranti[collegamento interrotto] in Yahoo Movies
  3. ^ Sulla beffa e il dovere e il dovere civico di punire gli stolti (almeno alcuni) - Parte 3
  4. ^ Quando la diva Doris Duranti si sposò clandestina a Campione
  5. ^ Find a Grave

BibliografiaModifica

  • Lettere biografiche di Doris Duranti, su signoradeifiltri.overblog.com.-Le attrici, Gremese editore Roma 1999.
  • Radiocorriere, fascicoli vari.
  • Stelle d'Italia 1930/1945, Gremese editore Roma 1994.
  • Doris Duranti, Il romanzo della mia vita, Arnoldo Mondadori Editore, 1987

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN79198220 · ISNI (EN0000 0000 7844 9896 · SBN IT\ICCU\CFIV\070890 · LCCN (ENn2002041500 · BNF (FRcb14677791z (data)