Ferrovia Brescia-Parma

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Parma-Brescia
Mappa ferrovia Brescia-Parma.svg
Inizio Brescia
Fine Parma
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 92 km
Apertura dal 1884 al 1893
Gestore RFI
Precedenti gestori SFM
FS
Scartamento 1435 mm
Ferrovie

La ferrovia Parma-Brescia[1] è una linea ferroviaria italiana che collega la città di Parma a quella di Brescia, attraversando parte della pianura Padana.

Il tratto Brescia-San Zeno è utilizzato anche dalla ferrovia Brescia–Cremona, mentre nei pressi di Parma si innesta la linea regionale Parma–Suzzara.

Indice

StoriaModifica

La storia della costruzione della ferrovia si intreccia con quella della Brescia–Iseo. Il 15 gennaio 1875 il consiglio provinciale di Brescia stanziò dei finanziamenti per tre progetti ferroviari che riguardassero la Provincia: la Brescia–Trento, la Brescia–Iseo e la Brescia–Parma[2]. Il 15 maggio 1876, il ministro delle Finanze e quello dei Lavori pubblici stipularono una convenzione con l'ingegnere Mantegazza e la Banca Popolare di Alessandria per la concessione relativa alla costruzione e all'esercizio delle tre linee ferroviarie[2]. Nel settembre 1877, la concessione decadde, dato che il concessionario non aveva rispettato il termine ultimo per il versamento di quanto pattuito per ottenerla[3].

Grazie alla legge del 29 luglio 1879, n. 5002[4], che stanziava fondi alle provincie per la costruzione di nuove linee ferroviarie secondarie, il progetto di una ferrovia Parma-Brescia-Iseo, considerato di terza categoria, poté essere ripreso e finanziato[5]. La concessione per la costruzione e l'esercizio fu ottenuta dalle province interessate dalla linea (Parma, Brescia, Mantova, Cremona), che vi contribuirono finanziariamente in proporzione del chilometraggio interessato sui loro territori[6]. Sulla base delle esigenze di ogni ente provinciale, la ferrovia fu completata in tempi successivi[7].

Cronologia delle aperture
Tratta Lunghezza Inaugurazione
Parma-Colorno 15 km 2 giugno 1884
Casalmaggiore-Piadena 16 km 6 ottobre 1884
Brescia-Iseo 24 km 21 giugno 1885
Colorno-Mezzani 5 km 1º dicembre 1886
Mezzani-Casalmaggiore 4 km 23 maggio 1887
Piadena-San Zeno 45 km 1º agosto 1893[8]

La linea entrò nella Rete Adriatica il 1º luglio 1885 e l'esercizio dei tratti attivi fu affidato alla Società Italiana per le strade ferrate meridionali.

Nell'agosto 1893 l'intera linea fu completata con la realizzazione della San Zeno-Piadena, lungo 45,7 km[9].

La Rete Adriatica gestì la ferrovia fino al 1905, quando, con la statizzazione delle ferrovie, passò alle Ferrovie dello Stato. Nell'ottobre 1907, a seguito di un accordo tra le FS e la SNFT[10], quest'ultima assunse l'esercizio della Brescia-Iseo, che da quel momento fu gestita separatamente.

Nel primo decennio del XXI secolo, la linea è stata interessata da alcuni lavori che hanno permesso l'introduzione progressiva del SSC e del Dirigente Centrale Operativo (DCO). Il primo fu attivato sul tronco Brescia-Torrile il 29 febbraio 2008[11], poi esteso sul Torrile-Parma nel dicembre dell'anno seguente[12]. Il sistema d'esercizio con DCO fu invece attivato sulla San Zeno-Piadena il 14 dicembre 2008[13], quindi sulla Piadena-Torrile il 28 giugno dell'anno successivo[14] e sui due tronchi restanti il 13 dicembre del medesimo anno[12]. Inizialmente, il posto centrale del DCO ebbe sede presso la stazione di Cremona[13], mentre a partire dal 13 gennaio 2013, esso fu trasferito a Milano Lambrate[15].

Fra il 2004 e il 2009 la ferrovia fu interrotta nella tratta meridionale Torrile San Polo-Parma, allo scopo di alloggiare i cantieri di costruzione della ferrovia ad alta velocità Milano-Bologna. Il servizio passeggeri riprese regolarmente, così come quello merci diretto a Torrile, il 13 dicembre 2009[16].

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
     
linea per Lecco e per Milano
     
linea FN per Edolo
 
39+365 Brescia 139 m s.l.m.
     
linea per Venezia
 
Autostrada A4 - Strada europea E64
 
33+704
85+481
San Zeno-Folzano 111 m s.l.m.
     
linea per Cremona
 
Autostrada A21 - Strada europea E70
 
Autostrada A21 racc
     
raccordo ferriera
 
80+414 Montirone 107 m s.l.m.
 
74+702 Ghedi 89 m s.l.m.
 
69+015 Viadana Bresciana 77 m s.l.m.
 
65+681 Calvisano 69 m s.l.m.
 
62+042 Visano 59 m s.l.m.
 
57+769 Remedello Sopra 48 m s.l.m.
 
55+323 Remedello Sotto 44 m s.l.m.
 
51+055 Asola 39 m s.l.m.
     
tranvia Cremona-Asola
 
42+829 Canneto sull'Oglio 33 m s.l.m.
 
fiume Oglio
     
linea per Pavia Inizio elettrificazione
 
39+738 Piadena 34 m s.l.m.
     
linea per Mantova Termine elettrificazione
     
raccordo tranvia Ca' de Soresini-San Giovanni in Croce
 
33+578 San Giovanni in Croce 28 m s.l.m.
 
23+625 Casalmaggiore 28 m s.l.m.
 
fiume Po confine Lombardia-Emilia-Romagna
 
19+681 Mezzani-Rondani 32 m s.l.m.
 
torrente Parma
 
15+136 Colorno 33 m s.l.m.
 
10+125 Torrile-San Polo 32 m s.l.m.
     
linea AV Milano-Bologna Inizio elettrificazione
 
Autostrada A1 - Strada europea E35
     
linee per Suzzara (FER) e Bologna (AV/AC)
     
ex Bivio Cristo linea per Bologna
 
0+000 Parma 59 m s.l.m.
     
linea per La Spezia
     
linea per Milano

La linea, gestita da Rete Ferroviaria Italiana che la qualifica come linea complementare[17], è una ferrovia a binario semplice, non elettrificata, lunga circa 92 chilometri. Lo scartamento adottato è quello ordinario da 1435 mm.

L'esercizio è affidato al DCO con sede a Milano Greco Pirelli con regime di Blocco Conta Assi[18].

Il sistema di controllo marcia treno adottato è il Sistema Supporto Condotta (SSC)[11].

PercorsoModifica

La ferrovia si svolge completamente in pianura ed è a binario singolo, ad eccezione del tratto in comune con l'interconnessione di Parma Est.

Partendo dalla stazione di Brescia, la linea ferroviaria percorre il medesimo binario della Brescia-Cremona fino alla stazione di San Zeno-Folzano, presso la quale avviene la biforcazione tra le due linee.

La ferrovia piega quindi verso sud-est per raggiungere dapprima la stazione di Montirone, sede di un raccordo dismesso con la locale ferriera, e successivamente gli impianti di Ghedi, Viadana Bresciana, con altrettante stazioni, e la stazione trasformata in fermata[19] di Calvisano.

Dopo Visano, mantenendosi poi sulla riva destra del fiume Chiese, la linea passa nei pressi degli abitati delle due frazioni di Remedello, con la stazione di Remedello Sopra e la fermata di Remedello Sotto, anch'essa già stazione[19] e quindi nei quartieri occidentali di Asola, nel mantovano, servita anch'essa da una stazione; presso quest'ultima fra il 1927 e il 1955 Isola Dovarese osservava coincidenza la tranvia Cremona-Asola, gestita in ultimo dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi[20]. Da quest'impianto la linea s'indirizza verso sud-ovest per toccare la stazione di Canneto sull'Oglio, il cui scalo merci era in passato utilizzato per inoltrare sui mercati nazionali la locale produzione di giocattoli[19] e, dopo aver attraversato il fiume Oglio, Piadena.

Per entrare e uscire dalla stazione di Piadena, concepita e costruita a servizio della Cremona-Mantova e dunque in comune con la stessa, la ferrovia effettua una duplice curva, per proseguire in direzione sud nella parte orientale della provincia di Cremona verso San Giovanni in Croce dove fra il 1888 e il 1928 era presente un raccordo con la diramazione Ca' de Soresini-San Giovanni in Croce della tranvia Cremona-Casalmaggiore, gestita in ultimo dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi[20].

Presso la stazione successiva, Casalmaggiore, è attivo uno scalo merci. Dopo aver passato tale cittadina, la linea si dirige verso sud-ovest per attraversare trasversalmente il fiume Po ed entrare nella provincia parmense. Dopo la fermata di Mezzani-Rondani, la ferrovia riprende il percorso in direzione sud per raggiungere la stazione di Colorno e in seguito quella di Torrile-San Polo; anche tale impianto è caratterizzato per un significativo traffico merci costituito da autovetture nuove[19].

Dopo una tratta che interseca la viabilità stradale con sette passaggi a livello[19], il binario si innesta sull'interconnessione di Parma Est che collega la linea ad alta velocità Milano-Bologna a quella Tradizionale.

TrafficoModifica

 
Coppia di ALn 668 in servizio sulla linea

Il movimento passeggeri sull'intera tratta è gestito da Trenord ed è servito da treni regionali a cadenza oraria sull'intera linea.

Come rotabili sono impiegate composizioni di materiale leggero conferito a tale società da Trenitalia, prevalentemente automotrici ALn 668 serie 1000, 1200, 1800 e 3100, sebbene nel 2002 la stessa Trenitalia avesse sostituito stesse con composizioni di carrozze per medie distanze trainate da locomotive D.445[21].

La linea è inoltre interessata da diverse relazioni merci facenti capo a Bozzolo (riparazioni ferroviarie) e Torrile-San Polo (trasporto di autoveicoli)[22]. I traffici di materiali ferrosi diretti su Casalmaggiore, attivi fino al 2013, a partire dall'anno successivo sono stati dirottati su Piadena in conseguenza dell'apertura del centro logistico privato di Piadena[23]. Traffici di tipo sporadico possono comunque essere riattivati[24] in cui la Trasporti Pesanti, azienda precedentemente basata a Castelmaggiore in un'area di 70.000 m² realizzata nel 1995[25], trasferì la propria sede.

NoteModifica

  1. ^ La linea ferroviaria fu finanziata dalla legge del 29 luglio 1879, n. 5002, come Parma-Brescia-Iseo. Poiché la Brescia-Iseo dal 1907 è gestita in regime concessorio, la denominazione storica della linea ferroviaria è ora Parma-Brescia.
  2. ^ a b Pennacchio, p. 38
  3. ^ Pennacchio, p. 39
  4. ^ Legge 29 luglio 1879, n. 5002, per la costruzione di nuove linee di completamento della rete ferroviaria del Regno, testo su Wikisource
  5. ^ Pennacchio, p. 42
  6. ^ Pennacchio, p. 43
  7. ^ Trenidicarta.it - Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, trenidicarta.it. URL consultato il 3 giugno 2008.
  8. ^ Il tratto San Zeno–Brescia era stato costruito nel 1866.
  9. ^ G. Gregorini, G. Tacchini, M. Pennacchio e R. Predali, L'economia bresciana di fronte all'Unità d'Italia. Il lanificio sebino, FdP, Brescia, 2012. p. 12. ISBN 978-88-902714-6-5. Consultabile su Google books.
  10. ^ Regio Decreto 21 agosto 1907, n. 386, approvante il contratto stipulato fra governo e Società nazionale Ferrovie e Tramvie dell'11 luglio 1907. Vedi Donni, p. 136. Nota 230
  11. ^ a b RFI, Circolare compartimentale MI 14/2008. p. 2.
  12. ^ a b RFI SpA. Circolare Compartimentale MI 44/2009. p. 1.
  13. ^ a b RFI SpA. Circolare Compartimentale MI 66/2008. p. 2.
  14. ^ RFI SpA. Circolare Compartimentale MI 23/2009. pp. 1-2.
  15. ^ RFI SpA. Circolare Territoriale MI 1/2013. p. 2.
  16. ^ Notizia su I Treni, n. 322, gennaio 2010, p. 7.
  17. ^ RFI - Rete in esercizio (PDF), rfi.it. URL consultato il 2 maggio 2008.
  18. ^ Notizia su I Treni, n. 172, giugno 1996, p. 6.
  19. ^ a b c d e F. Melotti, Itinerari di viaggio..., op. cit.
  20. ^ a b Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª edizione, Editrice Turris, Cremona, 1994. ISBN 88-85635-89-X.
  21. ^ Notizia su Mondo Ferroviario, n. 189, maggio 2002, p. 11.
  22. ^ Fabrizio Sozzi, Torrile San Polo multicolore, in I Treni, n. 274, ottobre 2005, pp. 14-17.
  23. ^ Fabrizio Sozzi, Merci a Piadena, I Treni, n. 377, gennaio 2015, pp. 10-13.
  24. ^ Notizia su I Treni, n. 376, dicembre 2014, p. 5.
  25. ^ Notizia su I Treni, n. 164, ottobre 1995, p. 4.

BibliografiaModifica

  • Gianni Donni, Monterotondo di Passirano - Un borgo antico in Franciacorta, Brescia, Edizioni Brixia, 1995. ISBN non esistente
  • Mauro Pennacchio, La meccanica viabilità - La ferrovia nella storia del lago d'Iseo e della Vallecamonica, Marone, Circolo culturale Guglielmo Ghislandi, Fdp Editore, 2006, ISBN 88-902714-0-X.
  • Francesco Melotti, Itinerari di viaggio in treno alla scoperta di linee e stazioni - 2° percorso: da Brescia a Parma, in La Tecnica Professionale, CIFI, n. 10, ottobre 2014, pp. 14–25.
  • Mauro Bicchierai, Parma Brescia, una secondaria in salute, in Tutto Treno, n. 118, marzo 1999, p. 24.

Voci correlateModifica

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