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James King/Jaime King
Jamie King in San Diego Comic-Con 2008 cropped.jpg
Jaime King al San Diego Comic-Con nel luglio 2008
Altezza175 cm
Misure86-63-91
Taglia34 (UE) - 4 (US)
Peso58 kg
Scarpe38 (UE) - 7.5 (US)
OcchiAzzurri
CapelliBiondi

Jaime King, anche nota come Jamie King e James King[1][2] (Omaha, 23 aprile 1979), è un'attrice e modella statunitense.

BiografiaModifica

Figlia di Nancy, un'ex-reginetta di bellezza, e di Robert King, ha una sorella maggiore (Sandi), una sorella (Barry) e un fratello (Robert) minori. Nata a Omaha, Nebraska, il 23 aprile 1979, è stata chiamata così in onore di Jaime Sommers, personaggio interpretato da Lindsay Wagner nella popolare serie degli anni settanta La donna bionica.

CarrieraModifica

ModellaModifica

Nel 1994, all'età di quindici anni, dopo la separazione dei suoi genitori, frequenta la scuola per modelle Nancy Bounds' Studios, nella quale verrà scoperta dall'agente Michael Flutie. In seguito, nel 1995 si trasferisce a New York dopo aver abbandonato il Westside High School, dove inizia a lavorare come modella professionista, alternando lavoro e studio e iscrivendosi nel frattempo ad un programma di studio a domicilio gestito dall'Università del Nebraska. Sale alla ribalta nel 1996 in seguito alla pubblicazione del controverso articolo James Is a Girl del The New York Times, il quale documenta i primi passi della modella durante la settimana della moda di Parigi, con una serie di fotografie curate da Nan Goldin.

Il suo mestiere la porta a sfilare per Chanel, Alexander McQueen, Miu Miu, Christian Dior, Vivienne Tam, Jill Stuart, Anna Molinari, Olivier Theyskens, Givenchy, Elsa Schiaparelli, Nicole Miller, Nina Ricci, Salvatore Ferragamo, Sonia Rykiel, John Rocha, Givenchy, Marc Jacobs, Missoni, John Galliano, Chloé, Max Mara, Antonio Berardi, Gucci, Tom Ford, Karl Lagerfeld, Yohji Yamamoto, Dolce & Gabbana, Blumarine, Vivienne Westwood, Cristobal Balenciaga, Betsey Johnson, Dries van Noten e Victoria's Secret nel 1998 e 1999.

Viene inoltre richiesta per editoriali e copertine di riviste come Vogue, Glamour, Harper's Bazaar, Seventeen, Mademoiselle, Elle, Cosmopolitan, Allure, Marie Claire, Dazed & Confused, GQ, Teen Vogue, Tatler, Maxim, Le Figaro, Paper, Details e I-D. Inoltre la King apparve in diverse campagne pubblicitarie di noti brand tra cui Calvin Klein, Abercrombie & Fitch, Cesare Paciotti, Benetton, Guess? e Revlon.

Nel 2002 prende parte nel noto calendario Pirelli insieme ad altre modelle e personalità dello spettacolo. Nel 1998, sotto la conduzione della modella Rebecca Romijn, fu inviata nel noto programma di MTV House of Style.

AttriceModifica

Debutta come attrice nel 2001 nel film indipendente Maial Campers - Porcelloni al campeggio, presentato al Sundance Film Festival, successivamente ottiene una parte di Blow ed interpreta l'infermiera Betty in Pearl Harbor, ma la popolarità arriva nel 2005 interpretando l'affascinante dark lady Goldie e la sua gemella Wendy nel film Sin City. Successivamente lavora nei film Rischio a due e Il ritorno della scatenata dozzina. Nel 2008 prende parte all'adattamento cinematografico del fumetto The Spirit, nella parte di Lorelei Rox ed il ruolo di Vanessa Flood, una giovane divorziata, nella sitcom statunitense Provaci ancora Gary.[3] Per il 2009 lavora nella commedia Fanboys, nel remake horror San Valentino di sangue 3D e nella serie animata Star Wars: The Clone Wars in cui compare come guest star in sette episodi. È apparsa nei videoclip Chariot di Gavin DeGraw, Take a Picture dei Filter, Sexed Up di Robbie Williams, Never Say Never dei The Fray e Summertime Sadness di Lana Del Rey. Tra i suoi registi preferiti figurano George Lucas, Steven Spielberg, Danny Boyle e Tim Burton.[4] Dal 2011 al 2015 aumenta la sua popolarità grazie al ruolo di Lemon Breeland nella serie televisiva Hart of Dixie.

 
Jamie King nel 2015

Vita privataModifica

Durante i suoi primi anni come modella, la King ha iniziato a usare eroina e ha sofferto di tossicodipendenza e alcolismo dai 14 ai 19 anni. Nel 1997 il suo fidanzato, il fotografo di moda Davide Sorrenti, morì a seguito di un'overdose. La King ha quindi deciso di disintossicarsi ed è andata in riabilitazione a 19 anni per l'abuso di alcool ed eroina.

Nel gennaio del 2005, sul set di Fanboys, conosce il regista Kyle Newman. Dopo solo tre mesi di relazione, i due iniziano a convivere. Newman ha proposto a Jaime di sposarlo nella primavera del 2007 e i due si sono sposati il 23 novembre 2007 al Greystone Park and Manor di Los Angeles, lo stesso luogo in cui Newman le aveva proposto il matrimonio. La coppia ha avuto un figlio, James Knight Newman, nato il 6 ottobre 2013, tenuto a battesimo dalla collega e amica, Jessica Alba.

Nel 2014 ha rivelato di aver intrapreso una terapia contro l'endometriosi e la sindrome dell'ovaio policistico. La King ha infatti sofferto cinque aborti spontanei e una gravidanza extrauterina prima della nascita del suo primo figlio.

Nel febbraio 2015 annuncia di essere incinta del secondo figlio e che Taylor Swift sarà la madrina.[5][6] Il 16 luglio 2015 nasce il secondogenito della coppia, Leo Thames.[7]

La King ha stretto rapporti di amicizia con Taylor Swift, Selena Gomez e Jessica Alba.

AgenzieModifica

FilmografiaModifica

AttriceModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

VideoclipModifica

DoppiatriceModifica

Opere letterarieModifica

Doppiatrici italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) James is a girl, su Idea Now.
  2. ^ (EN) James King 90's Model, su Tumblr.
  3. ^ Jaime King è Vanessa Flood in Provaci ancora Gary, su cinetivu.com.
  4. ^ (EN) Bonnie Burton, Jaime King Catches the Fan Spirit - Delving into Comics, in StarWars.com, 24 dicembre 2008, p. 2. URL consultato il 2 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2008).
  5. ^ (EN) Jaime King Pregnant With Second Child, su huffingtonpost.com. URL consultato il 10 marzo 2015.
  6. ^ Taylor Swift sarà la madrina del figlio di Jaime King, gingergeneration, 3 marzo 2015. URL consultato il 29 luglio 2015.
  7. ^ Jaime King mamma per la seconda volta, gossipblog, 21 luglio 2015. URL consultato il 29 luglio 2015.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN55995889 · ISNI (EN0000 0001 1472 960X · LCCN (ENn2003124118 · GND (DE139878564 · BNF (FRcb145143895 (data) · WorldCat Identities (ENn2003-124118