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BiografiaModifica

Nato nella provincia di Utrecht, crebbe ad Amsterdam, figlio, con altre tre sorelle, di una coppia di attori drammatici. Sulle orme del nonno, capitano di lungo corso, a 15 anni lasciò la famiglia per imbarcarsi su una nave mercantile. Costretto a tornare sulla terraferma a causa del daltonismo da cui era affetto, svolse lavori saltuari di elettricista e carpentiere, mentre frequentava le scuole serali di recitazione.

Interruppe nuovamente le scuole per intraprendere per un breve periodo la carriera militare in marina, ma dopo poco si trasferì in Svizzera, dove cominciò a lavorare come guida alpina e, in seguito, come macchinista in un teatro di Basilea[2]. Tornato ad Amsterdam, ottenne il diploma di arte drammatica nel 1967.

Da un primo matrimonio ebbe una figlia, l'attrice Aysha Hauer (1966), che lo rese nonno nel 1987 di Leandro Maeder, modello. In seguito si legò a Ineke Ten Kate, che sposò nel 1985.

Hauer svolse diverse attività a favore dell'ambiente e nel sociale. Nel 1994 si batté per la liberazione del cofondatore di Greenpeace Paul Watson (successivamente fondatore di Sea Shepherd Conservation Society), arrestato con l'accusa di avere causato l'affondamento di una nave baleniera. Costituì una fondazione, la Rutger Hauer Starfish Association per la ricerca sull'AIDS e l'aiuto dei malati nel mondo. Nel 2007 pubblicò un'autobiografia, All Those Moments: Stories of Heroes, Villains, Replicants, and Blade Runners, scritta con Patrick Quinlan.

È morto il 19 luglio 2019, dopo una breve malattia all'età di 75 anni nella città di Beetsterzwaag. La notizia è stata data dal suo agente solamente il 24 luglio, e il funerale si è svolto in forma privata lo stesso giorno.[3][4][5]

CarrieraModifica

 
Hauer nel 1969 sul set della serie televisiva Floris

Durante gli anni 60 si unì a un gruppo di recitazione sperimentale con il quale rimase per cinque anni, fino a quando nel 1969 ottenne un buon ruolo come cavaliere in Floris, una serie televisiva olandese ambientata nel medioevo, sulla scorta di Ivanhoe.

La sua carriera ebbe una svolta quando il regista Paul Verhoeven gli offrì un ruolo da protagonista nei film Fiore di carne, del 1973 (basato su un libro di Jan Wolkers), e in Kitty Tippel... quelle notti passate sulla strada (1974). La nuova star fu invitata al suo debutto in lingua inglese con Il seme dell'odio (1975), un un dramma sulla vicenda dell'apartheid ambientato in Sudafrica, con Michael Caine e Sidney Poitier come protagonisti. Il ruolo di Hauer fu di supporto, ma sufficientemente impegnativo da metterlo in evidenza agli occhi di Hollywood. Successivamente partecipò a diverse produzioni in Europa, tra cui Donna tra cane e lupo (1979) e Soldato d'Orange (1979). Questi due film portarono Hauer al livello di un altro attore olandese di fama internazionale, Jeroen Krabbé.

Hauer fece il suo debutto a Hollywood nel film I falchi della notte (1981), al fianco di Sylvester Stallone. Chiamato da Ridley Scott a interpretare il replicante Roy Batty in Blade Runner (1982), film di culto, pronunciò anche il famoso monologo Io ne ho viste cose che voi umani..., destinato a rimanere impresso nell'immaginario collettivo. Passò poi al filone avventuroso, dapprima corteggiando Theresa Russell nel film Eureka (1983), che ebbe però scarso successo, e quindi nel film romantico/fantastico Ladyhawke (1985) con Michelle Pfeiffer.

 
Hauer nel 1987 nel film TV Fuga da Sobibor

I suoi personaggi continuavano a impressionare il pubblico, specialmente in The Hitcher - La lunga strada della paura (1986), dove interpretava un killer misterioso deciso a uccidere un automobilista (interpretato da C. Thomas Howell) e chiunque si mettesse sulla sua strada. Fu candidato al ruolo di protagonista in RoboCop, del suo amico Paul Verhoeven, e fu proposto per Intervista col vampiro.

Il regista Ermanno Olmi, nel film La leggenda del santo bevitore (1989), evidenziò l'aspetto più delicato, mistico e spirituale della personalità di Hauer. Egli interpretava la parte di un vagabondo alcolizzato parigino che spira in una chiesa mentre paga il suo debito con Dio. Nacque in quell'occasione un'amicizia con Olmi che durò fino alla scomparsa di quest'ultimo. Le qualità spirituali di Rutger furono impiegate, anche se con minore successo, anche da Phillip Noyce in Furia cieca (1989).

Dopo questo periodo egli ritornò alla fantascienza con Giochi di morte (1990), dove interpretava il ruolo di un campione di lotta in un violento gioco praticato in un'epoca successiva a un'apocalisse mondiale. Con Joan Chen, presente in questo film, interpretò altri due film, Sotto massima sorveglianza (1991) e 2049 - L'ultima frontiera (1996).

A partire dagli anni novanta Hauer apparve in pubblicità televisive e partecipò a diversi film a basso budget. Tra questi, Detective Stone (1992), in cui in una Londra inquinata e allagata a causa del riscaldamento globale, un investigatore dà la caccia a un serial killer. Sempre sulla scia dei b-movie, da ricordare Omega Doom (1996), in cui Hauer interpretava nuovamente un androide. In questo periodo comparve anche nel video musicale On a Night Like This di Kylie Minogue. Nel 1998 vestì i panni del tiranno Vortigern in Merlino, miniserie televisiva prodotta e diretta da Steve Barron.

 
Rutger Hauer nel 2010

Nei primi anni duemila Rutger apparve in parti minori di film importanti, come Confessioni di una mente pericolosa (2003), Sin City (2005) e Batman Begins (2005). Ebbe un ruolo nel film Il villaggio di cartone (2011) dell'amico Ermanno Olmi e nel visionario film I colori della passione (2011) di Lech Majewski, in cui interpretava il ruolo di Pieter Bruegel il Vecchio. Nel 2017 partecipò come doppiatore alla realizzazione del videogioco Observer, mentre nel 2019 ha dato la voce al Maestro Xehanort in Kingdom Hearts III, sostituendo Leonard Nimoy.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

RiconoscimentiModifica

Lucca Film Festival & Europacinema 2019: Premio alla carriera

Doppiatori italianiModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Rutger Hauer è stato doppiato da:

NoteModifica

  1. ^ (NL) Acteur Rutger Hauer (75) vrijdag in Beetsterzwaag overleden na kort ziekbed, su lc.nl. URL consultato il 24 luglio 2019.
  2. ^ Ciak, anno IV, n. 10, ottobre 1988
  3. ^ (NL) Acteur Rutger Hauer (75) overleden, su NOS.nl, 24 luglio 2019. URL consultato il 24 luglio 2019.
  4. ^ (EN) Rutger Hauer, ‘Blade Runner’ Co-Star, Dies at 75, su Variety, 24 luglio 2019. URL consultato il 24 luglio 2019.
  5. ^ È morto Rutger Hauer, il replicante di Blade Runner, su la Repubblica, 24 luglio 2019. URL consultato il 24 luglio 2019.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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