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John Adams (miniserie televisiva)

miniserie televisiva statunitense
John Adams
John Adams HBO.JPG
PaeseStati Uniti d'America
Anno2008
Formatominiserie TV
Generedrammatico, storico, biografico
Puntate7
Duratacirca 480 min (totale)
Lingua originaleinglese
Rapporto16:9
Crediti
RegiaTom Hooper
SoggettoDavid McCullough
SceneggiaturaKirk Ellis
Interpreti e personaggi
FotografiaTak Fujimoto
MontaggioMelanie Oliver
MusicheRobert Lane
Joseph Vitarelli
ScenografiaGemma Jackson
CostumiDonna Zakowska
Casa di produzioneHBO Films
Playtone
Prima visione
Dal16 marzo 2008
Al20 aprile 2008
Rete televisivaHBO

John Adams è una miniserie televisiva statunitense di genere storico/drammatico/biografico, costituita da sette episodi andati in onda per la prima volta sul canale via cavo HBO dal 16 marzo al 20 aprile 2008, mentre in Italia è inedita.

La miniserie ripercorre la vita politica e personale di John Adams, secondo Presidente degli Stati Uniti d'America, sullo sfondo della guerra d'indipendenza dall'Impero britannico. Il personaggio principale è interpretato dall'attore Paul Giamatti, mentre la miniserie è stata scritta da Kirk Ellis basandosi sul romanzo omonimo, vincitore del premio Pulitzer, di David McCullough.

Indice

EpisodiModifica

Titolo Prima TV USA
1 Join or Die 16 marzo 2008
2 Independence 16 marzo 2008
3 Don't Tread on Me 23 marzo 2008
4 Reunion 30 marzo 2008
5 Unite or Die 6 aprile 2008
6 Unnecessary War 13 aprile 2008
7 Peacefield 20 aprile 2008

Trame degli episodiModifica

Join or DieModifica

All'indomani del massacro di Boston, il futuro presidente Adams accetta di difendere in aula il capitano Thomas Preston, convinto che chiunque debba avere un processo giusto e imparziale. Benché criticato dalla maggior parte dei concittadini, Adams vince la causa, festeggiato dalla moglie Abigail. In seguito, cresce l'agitazione a proposito delle Leggi Intollerabili e Adams viene eletto come rappresentante del Massachusetts al Primo congresso continentale.

IndependenceModifica

I membri del Secondo congresso continentale sono impegnati a discutere l'indipendenza dalla Gran Bretagna e la stesura di una prima bozza di una Dichiarazione di indipendenza: Adams è il principale fautore di questa linea politica, ma con la sua eccessiva esuberanza finisce per farsi nemici molti dei membri del congresso. Sarà il collega al congresso Benjamin Franklin a consigliarli di adottare un comportamento più adatto alla situazione.

Don't Tread on MeModifica

Adams, alla ricerca di nuove alleanze nella guerra contro gli inglesi, viaggia verso l'Europa. La sua prima tappa è Parigi, alla corte di Luigi XVI, già residenza dell'amico Franklin, ma i rapporti con quest'ultimo si deteriorano alla vista di come sia stato influenzato dai costumi decadenti della corte. Al perseverare dei modi bruschi di Adams, Franklin riesce a rimuovere il collega da qualsiasi carica a Parigi. Adams si dirige così nelle Province Unite (gli attuali Paesi Bassi) e riesce ad ottenere dei fondi dalle potenti banche locali, anche se solo dopo che gli Stati Uniti hanno dimostrato la loro potenza nella vittoria di Yorktown.

ReunionModifica

In seguito alla vittoria americana, Adams viene inviato a Parigi per stipulare il trattato del 1783 e qui riceve la visita di Abigail. Il futuro presidente viene informato da Franklin di essere stato nominato primo Ambasciatore degli Stati Uniti in Gran Bretagna ed è così costretto a trasferirsi a Londra con la moglie. Massacrato dalla stampa britannica, Adams decide di tornare negli Stati Uniti in occasione delle prime elezioni presidenziali, che vedono l'elezione di George Washington a presidente e quella di Adams a vicepresidente.

Unite or DieModifica

Nel suo ruolo di vicepresidente, John Adams è sempre più frustrato: nessuno prende in considerazione le sue idee e non ha nessun vero potere, fatta eccezione per quello di sbloccare un'eventuale votazione in parità. È inoltre escluso dal giro dei collaboratori più stretti del presidente Washington, di cui fanno invece parte Thomas Jefferson e Alexander Hamilton. Poco dopo l'approvazione del Trattato di Jay, per la cui approvazione il suo voto è determinante, viene eletto secondo Presidente degli Stati Uniti.

Unnecessary WarModifica

Da presidente, la neutralità di Adams viene costantemente messa in discussione dai Federalisti di Hamilton e dagli esponenti del Partito Democratico-Repubblicano di Jefferson, vicepresidente in carica. I contrasti con quest'ultimo, in particolare, si acuiscono in seguito alla firma degli Alien and Sedition Acts, ma riceve critiche anche da Hamilton per il suo costante rifiuto a dichiarare guerra alla Francia. In famiglia, Adams rinnega il figlio Charles, in preda all'alcolismo a causa di cui morirà poco dopo. Il suo prestigio politico cala sempre più, fino a perdere le elezioni contro Jefferson, che diventa terzo Presidente. Adams lascia la residenza presidenziale (la futura Casa Bianca) e si ritira a vita privata.

PeacefieldModifica

Adams trascorrerà la vecchiaia nella sua tenuta a Peacefield, nel Massachusetts. Gli ultimi anni sono segnati dai lutti: la prima a morire è la figlia Nabby, affetta da cancro al seno, seguita dalla madre Abigail, colpita da febbre tifoide. Adams riuscirà a sapere dell'elezione del figlio John Quincy a sesto Presidente, ma è troppo malato per assistere all'inaugurazione. L'ex presidente si riconcilia con Jefferson scambiandosi continuamente delle lettere: entrambi moriranno a 50 anni dalla firma della Dichiarazione di indipendenza, a poche ore l'uno dall'altro. Adams ha 90 anni, Jefferson 83.

Collegamenti esterniModifica

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