Lauren Bacall

attrice statunitense

Lauren Bacall, pseudonimo di Betty Joan Perske (Bronx, 16 settembre 1924Manhattan, 12 agosto 2014[1]), è stata un'attrice e modella statunitense.

Lauren Bacall nel 1945
Statuetta dell'Oscar Oscar alla carriera 2010LaurenBacall.png

Nel 1993 le è stato conferito il Golden Globe alla carriera, mentre nel 1997 ha ricevuto un Golden Globe e uno Screen Actors Guild Award per il film L'amore ha due facce, per il quale ha ottenuto la sua unica candidatura agli Oscar. Nel novembre 2009 le è stato conferito il premio Oscar alla carriera "in riconoscimento del suo ruolo centrale nell'età dell'oro dei film".

Nel 1999 è stata classificata al ventesimo posto nella lista delle più grandi star femminili di tutti i tempi dall'American Film Institute.[2] Molto attiva anche in campo teatrale, vinse due Tony Award alla miglior attrice protagonista in un musical: nel 1970 per Applause e nel 1981 per Woman of the Year.

Biografia e carrieraModifica

Figlia unica del polacco Wulf Perske, detto William, e della romena Natalie Weinstein[3][4], entrambi di religione ebraica e immigrati negli Stati Uniti, crebbe senza la figura paterna, in quanto suo padre abbandonò la famiglia quando lei era ancora piccola. Visse quindi la sua infanzia con la madre e gli zii materni, ai quali era molto affezionata. Un aneddoto caratterizza la storia del suo cognome materno, che in origine era "Weinstein Bacal" (ossia "Bicchiere di vino"). Un cognome che fu abbreviato quando la famiglia materna giunse dall'Europa a Ellis Island (USA). Qui, per motivi di praticità, durante la registrazione fu abbreviato in un più semplice Bacal.

 
Lauren Bacall in un'intervista radiofonica con Humphrey Bogart

Preso il cognome della madre, dovette per motivi linguistici anglosassoni aggiungere una "L" trasformandolo in Bacall, affinché non venisse storpiato o mal trascritto senza un corretto spelling. Fin da piccola avrebbe voluto fare la ballerina. Allo stesso tempo, in età adolescenziale, si appassionò al cinema, prediligendo in particolare gli attori Leslie Howard, di cui era espressamente innamorata[5], e Bette Davis, che incontrò quando aveva appena sedici anni: un incontro che le valse un autografo da parte della celebre attrice e un ricordo per lei straordinario.[4]

Prima di entrare nel mondo del cinema, frequentò per qualche tempo l'Accademia americana di arti drammatiche ed ebbe alcune esperienze di recitazione a Broadway. Si affermò quindi come fotomodella e in tale veste fu notata su una copertina della rivista Harper's Bazaar in cui un suo primo piano catturò l'attenzione del regista Howard Hawks. Nonostante la sua esperienza come attrice fosse ancora limitata, debuttò subito sul grande schermo come protagonista accanto a uno fra i massimi divi di Hollywood, l'attore Humphrey Bogart, nel film Acque del sud (1944), tratto dal romanzo Avere e non avere di Ernest Hemingway.

 
Lauren Bacall con Humphrey Bogart a Portofino nel 1954

Fu proprio sul set di questo film che tra Bogart e la Bacall, appena diciannovenne, nacque l'amore e, nonostante l'attore avesse venticinque anni più di lei, fu un sentimento molto profondo. Bogart fu l'unico amore della sua vita, come ebbe lei stessa a dire molte volte e al quale rimase accanto fino alla morte, avvenuta nel 1957. I due si sposarono nel 1945 e dal matrimonio nacquero due figli, Stephen (1949) e Leslie (1952). Tra il 1946 e il 1949 recitarono insieme in altri tre film: Il grande sonno (1946) ancora di Howard Hawks, La fuga (1947) di Delmer Daves e L'isola di corallo (1949) di John Huston. Negli anni cinquanta l'attrice interpretò diversi film, eccellendo in particolare nelle commedie Come sposare un milionario (1953) di Jean Negulesco, accanto a Marilyn Monroe e Betty Grable, e La donna del destino (1957) di Vincente Minnelli, ove ebbe come partner Gregory Peck. Il 14 gennaio 1957 Bogart morì per un cancro all'esofago.

Negli anni sessanta l'attrice accettò alcuni lavori per la televisione, pur proseguendo a recitare per il teatro e in qualche film, anche se in ruoli non da protagonista, ovvero Elettroshock (1964) di Denis Sanders, Donne, v'insegno come si seduce un uomo (1964) di Richard Quine e Detective's Story (1966) di Jack Smight, ove recitò al fianco di Paul Newman. Dopo vari anni di assenza dal grande schermo, si distinse per la sua apparizione in Assassinio sull'Orient Express (1974) di Sidney Lumet, tratto un'opera di Aghata Christie. Rilevanti anche le sue partecipazioni in Il pistolero (1976) di Don Siegel, ultimo film di John Wayne, e Health (1980) di Robert Altman.

L'esperienza con il genere giallo-thriller venne ripetuta nei film Un'ombra nel buio di Ed Bianchi (1981), nel quale l'attrice interpretò un personaggio quasi autobiografico accanto a James Garner, e Appuntamento con la morte (1988) di Michael Winner. In teatro, nella stagione 1970-1971, recitò in Applause!, rifacimento musicale del celebre film Eva contro Eva (1950) di Joseph L. Mankiewicz, riscuotendo un enorme successo personale nella parte di Margo Channing, ruolo che le valse anche il premio Tony Award alla miglior attrice protagonista in un musical. Sempre in teatro, nel 1985 si distinse in La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams, per la regia di Harold Pinter, ove interpretò un personaggio reso celebre anni prima da Geraldine Page.

 
Lauren Bacall alla conferenza di The Walker (2007)

Dopo un decennio in cui rimase lontana dal cinema, a partire dagli anni novanta la Bacall venne riscoperta da Hollywood e da registi della nuova generazione. Ottenne un ruolo non marginale in Misery non deve morire (1990) di Rob Reiner, e venne nuovamente diretta da Altman in Prêt-à-Porter (1994). L'interpretazione dell'eccentrica madre della protagonista nel film L'amore ha due facce (1996) di Barbra Streisand le valse la sua prima e unica candidatura all'Oscar alla miglior attrice non protagonista e la conquista di un Golden Globe.

Sempre nel 1996 fu diretta dal filosofo Bernard-Henri Lévy nel film Le jour et la nuit, accanto ad Alain Delon. Nell'ultima parte della sua carriera ebbe ruoli importanti anche nei film The Venice Project (1999) di Robert Dornhelm, Dogville (2003) e Manderlay (2005), entrambi diretti da Lars von Trier, e The Walker (2007) di Paul Schrader. La sua ultima apparizione sul grande schermo avvenne in The Forger (2012) di Lawrence Roeck.

Autrice di due autobiografie: Io, Lauren Bacall nel 1974, e Now nel 1996, la Bacall era cugina di primo grado dello statista israeliano Shimon Peres. Dopo il matrimonio con Bogart, dal 1961 al 1969 fu sposata con il collega Jason Robards, dal quale ebbe un figlio, Sam Robards, divenuto anch'egli attore. Il 14 novembre 2009 le venne conferito il premio Oscar alla carriera dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Fu la prima star premiata a ricevere questa onorificenza al di fuori della cerimonia ufficiale, svoltasi il 7 marzo 2010. Era dal 1994 che un Oscar alla carriera non veniva conferito a una donna: l'ultima vincitrice era stata infatti Deborah Kerr.

Morì il 12 agosto 2014 in seguito a un ictus, all'età di 89 anni[6].

RiconoscimentiModifica

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

DoppiaggioModifica

Teatrografia parzialeModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Lauren Bacall è stata doppiata da:

Da doppiatrice è stata sostituita da:

OnorificenzeModifica

  Kennedy Center Honors
— 7 dicembre 1997

NoteModifica

  1. ^ (EN) Actress Lauren Bacall dead at 89 - Bogart Estate, su reuters.com. URL consultato il 13 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2014).
  2. ^ (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends, su afi.com, American Film Institute. URL consultato il 16 novembre 2014.
  3. ^ Lauren Bacall Biography Jewish Virtual Library, abgerufen am 7. September 2011.
  4. ^ a b Obituary: Lauren Bacall, su bbc.com. URL consultato il 15 agosto 2014.
  5. ^ Lauren Bacall: By Myself and Then Some. IT Books, 2005. p. 1.
  6. ^ Addio a Lauren Bacall, icona di Hollywood, su lastampa.it. URL consultato il 15 agosto 2014.
  7. ^ Palmares 1996 - 21st Cesar Award Ceremony, su academie-cinema.org, Académie des Arts et Techniques du Cinéma. URL consultato il 16 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2016).

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