Matteo II Visconti

signore di Lodi, Piacenza, Bobbio, Parma, Bologna e co-Signore di Milano
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Matteo II Visconti
Matteo II Visconti.jpg
Incisione di Matteo II Visconti, opera di Eugenio Silvestri (1843?), tratta dal libro “Ritratti dei Visconti, Signori di Milano” del conte Pompeo Litta Biumi
Co-Signore di Milano
con Galeazzo II e Bernabò Visconti
Stemma
In carica 5 ottobre 1354 – 29 settembre 1355
Predecessore Giovanni Visconti
Successore Galeazzo II e Bernabò Visconti
Nome completo Matteo Visconti
Altri titoli Signore di Bobbio, Bologna, Lodi, Parma e Piacenza
Nascita 1319 circa
Morte Saronno, 29 settembre 1355
Sepoltura Chiesa di San Gottardo in Corte
Luogo di sepoltura Milano
Dinastia Visconti
Padre Stefano Visconti
Madre Valentina Doria
Consorte Egidiola Gonzaga
Figli Caterina
Andreola

Matteo II Visconti (Milano, 1319 circa – Saronno, 29 settembre 1355), fu signore di Bobbio, Bologna, Lodi, Parma, Piacenza e, insieme ai fratelli Galeazzo II e Bernabò, co-Signore di Milano. A causa delle sue dissipatezze, che rischiavano di portare alla rovina il dominio visconteo, venne con buona probabilità avvelenato dai suoi stessi fratelli, che, dopo la sua morte, si divisero le terre da lui controllate.

GenealogiaModifica

Signoria di Milano
Casato dei Visconti

(1277-1395)
'Vipereos Mores Non Violabo'
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Galeazzo I
Figli
Azzone co-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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BiografiaModifica

Le originiModifica

Matteo nacque a Milano, figlio primogenito di Stefano Visconti e di Valentina Doria (figlia di Bernabò Doria, figlio a sua volta di Branca Doria). I dati relativi alla sua infanzia sono scarsi. Con i fratelli Galeazzo II e Bernabò, si unì alla congiura di Francesco Pusterla contro lo zio Luchino Visconti, allora signore di Milano: la congiura venne sventata e Pusterla eliminato ma Luchino non trovò prove contro i nipoti. Nel 1342 . Per colpa di una nuova congiura inconcludente (1346) Matteo dovette fuggire da Milano insieme ai fratelli, scacciati da Luchino e dall'arcivescovo Giovanni Visconti, fratello di Luchino. Matteo riparò nel Marchesato del Monferrato.

La conquista del potereModifica

Matteo rientrò a Milano alla morte di Luchino (1349), richiamato dallo zio arcivescovo Giovanni insieme agli altri fratelli.

Nel 1340 l'arcivescovo Giovanni concluse delle alleanze matrimoniali per pacificare i confini del dominio visconteo, allargato dei conflitti del defunto Luchino. Matteo venne così fatto sposare con Egidiola Gonzaga, figlia del Capitano del Popolo di Mantova Filippino, Galeazzo II sposò Bianca di Savoia, figlia del conte Aimone di Savoia, mentre Bernabò sposò Beatrice Regina della Scala, figlia di Mastino II della Scala, signore di Verona. In occasione delle nozze Matteo partecipò alla corte bandita e ai torneit tenuti a Mantova dai Gonzaga, facendosi accompagnare da un opulento e numeroso corteo.[1]

Nel 1354, alla morte dell'arcivescovo Giovanni, il potere su Milano passò ai tre figli di Stefano Visconti. Mentre il giovane Bernabò prendeva possesso dei domini orientali, limitrofi alle terre degli Scaligeri, e Galeazzo II quelli occidentali, limitrofi ai domini sabaudi, a Matteo II spettarono: Lodi, Piacenza, Parma e Bologna tra le città maggiori così come Bobbio, Pontremoli, Fidenza, Massa e Lugo. Gli venne inoltre assegnato un terzo (due sestieri) della città di Milano, un terzo di Genova e la residenza in un palazzo fatto erigere dall'arcivescovo Giovanni e che si trovava accanto all'Arcivescovato. Fece inoltre edificare il castello di Saronno quale sua residenza di campagna.[2]

Bologna divenne subito argomento di contesa tra i tre fratelli. Governata da Giovanni Visconti d'Olona, la città di proclamò indipendente dal dominio milanese. Matteo II si limitò a lamentarsi della cosa con il papa, mentre Galeazzo II e, soprattutto, Bernabò premevano per un intervento armato. Divenne abbastanza evidente che i due più giovani figli di Stefano Visconti erano intenzionati a perseguire una linea politica ben diversa da quella del fratello maggiore.

La morteModifica

Il 29 settembre 1355, presso il castello di Saronno, al ritorno da una battuta di caccia presso Monza, Matteo lamentò forti dolori addominali. Morì dopo cena, quasi certamente avvelenato per ordine dei fratelli che poi si spartirono i suoi domini. Principale sostenitore della tesi dell'avvelenamento fu proprio la madre di Matteo, Galeazzo e Bernabò: Valentina Doria. Fu sepolto nella chiesa di San Gottardo in Corte.[3]

Aspetto e personalitàModifica

Pietro Azario lo descrive come di bell'aspetto ma pingue, facondo, pigro e negligente negli affari di governo.[4]

Matrimonio e discendenzaModifica

Matteo II Visconti si sposò nel 1340, Egidiola Gonzaga, figlia di Filippino Gonzaga ed ebbero una figlia:

Ebbe inoltre una figlia illegittima da un'altra donna:

Opere architettoniche legate a Matteo II ViscontiModifica

  • Nel 1355 fece edificare il castello di Saronno.

NoteModifica

  1. ^ Giulini, Memorie, vol. V, p. 287
  2. ^ Giulini, Continuazione delle Memorie, vol. II, pp. 3-4
  3. ^ Corio, p. 196.
  4. ^ Giulini, Memorie, vol. V, p. 411

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN87123190 · ISNI (EN0000 0000 6134 211X · BNE (ESXX1353446 (data) · BAV (EN495/197445 · WorldCat Identities (ENviaf-87123190