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Vercurago

comune italiano
Vercurago
comune
Vercurago – Stemma Vercurago – Bandiera
Vercurago – Veduta
Vista dalla Valletta di Somasca
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
SindacoPaolo Giovanni Lozza (lista civica Insieme per Vercurago[1]) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°48′37.74″N 9°25′26.93″E / 45.810482°N 9.424146°E45.810482; 9.424146 (Vercurago)Coordinate: 45°48′37.74″N 9°25′26.93″E / 45.810482°N 9.424146°E45.810482; 9.424146 (Vercurago)
Altitudine225 m s.l.m.
Superficie2,12[3] km²
Abitanti2 821[4] (31-12-2018)
Densità1 330,66 ab./km²
FrazioniSomasca
Comuni confinantiCalolziocorte, Erve, Garlate, Lecco, Olginate
Altre informazioni
Cod. postale23808
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097086
Cod. catastaleL751
TargaLC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 389 GG[5]
Nome abitantivercuraghesi
Patronosan Girolamo Emiliani, santi Gervasio e Protasio[2]
Giorno festivo8 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vercurago
Vercurago
Vercurago – Mappa
Posizione del comune di Vercurago nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Vercurago (IPA: /verkuˈraɡo/[6]; Vercürach in dialetto bergamasco e lecchese[7]) è un comune italiano di 2 820 abitanti[4] della provincia di Lecco in Lombardia. Il paese è situato nel nord-ovest della Valle San Martino e confina con Lecco, dal cui centro dista circa 6 km[8]. Il comune è bagnato dal lago di Garlate ed è compreso tra il versante meridionale del monte Mudarga e il torrente Gallavesa[9].

Vercurago fu menzionata per la prima volta in un documento redatto nell'814, mentre il suo territorio è abitato sin dalla prima età del ferro. Il paese è sovrastato dal castello dell'Innominato che segnò il confine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano e nel quale si presume che il Manzoni ambientò la figura dell'Innominato nel romanzo I promessi sposi. Nel XVI secolo la frazione di Somasca diventò meta di pellegrinaggi dopo l'arrivo di san Girolamo Emiliani e nel XX secolo si avviarono le industrie e le prime imprese commerciali[10].

Geografia fisicaModifica

 
Il torrente Gallavesa dopo una pioggia primaverile

TerritorioModifica

Secondo la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino il territorio di Vercurago appartiene al supergruppo alpino delle Prealpi Bergamasche Occidentali dato che contiene parte del monte Mudarga. La casa comunale è situata a 225 m s.l.m., mentre le quote dei punti più basso e più alto sono rispettivamente 197 m s.l.m. sul lago di Garlate e 640 m s.l.m. sul monte Mudarga. Il territorio della frazione di Somasca e della fascia montana è in gran parte caratterizzato da diverse tipologie di rocce sedimentarie: maiolica, peliti, sass de la luna, marne bianche grigie e rosse, mentre il suolo dell'abitato di Vercurago è prevalentemente composto da depositi fluviali e glaciali che contengono le rocce tipiche del flysch lombardo[11]. La frazione di Somasca è coperta da boschi di latifoglie non molto fitti in cui le specie arboree caratterizzanti sono il carpino nero, il frassino e la roverella[12]. il territorio è caratterizzato da un basso rischio sismico, infatti il terremoto di Soncino del 1802 è stato l'ultimo avvertito dalla popolazione e si ipotizza che nella frazione di Somasca abbia raggiunto intensità cinque della scala macrosismica europea[13].

IdrografiaModifica

Il comune si affaccia sulla sponda idrografica sinistra del lago di Garlate, la quale è in parte coperta da canneti che permettono lo sviluppo della fauna lacustre[15]. Il comune è attraversato dal torrente Gallavesa che nasce a circa 1 700 m s.l.m. nel comune di Erve e si snoda per circa 8 km tra Calolziocorte e Vercurago dove poi sfocia nel lago. Nel 1987, a causa delle forti precipitazioni, il lago esondò allagando la strada e raggiungendo le case vicine; nel 2002 si verificò un episodio analogo, ma di entità maggiore. A causa della composizione carbonatica del suolo montano il territorio è caratterizzato dal carsismo, che a Somasca determina la presenza di due ruscelli stagionali affluenti del Gallavesa. I due ruscelli, scorrendo liberamente, sono soliti esondare durante i periodi di forti piogge: nel 1953 una di queste esondazioni causò danni ingenti alle abitazioni limitrofe[16].

ClimaModifica

 
La foce del torrente Gallavesa innevata e il lago di Garlate

Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani il centro abitato è situato in "zona E", GG 2 389[3].

Il clima di Vercurago è caratterizzato da inverni freddi ed estati calde e afose che risentono dell'azione mitigatrice del lago.

Secondo i dati delle vicine stazioni meteorologiche di Calolziocorte e Lecco, le temperature medie dei mesi invernali sono comprese tra i 3 °C e i 5 °C, mentre quelle estive sono comprese tra i 23 °C e i 24 °C. I venti hanno una velocità media di circa 5 km/h e raramente raggiungono punte massime di 70 km/h. Le precipitazioni sono frequenti e ogni anno mediamente cadono circa 1 400 mm di pioggia[17]. Secondo l'organizzazione meteorologica mondiale Vercurago, appartenendo all'area prealpina bergamasca, fa riferimento alla stazione meteorologica di Bergamo Orio al Serio[18], situata a circa di 26 km in linea d'aria dal centro del paese[19].

BERGAMO ORIO AL SERIO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,68,613,016,421,425,328,327,823,417,611,17,27,516,927,117,417,2
T. min. mediaC) −1,10,13,36,311,014,517,317,313,89,03,4−0,3−0,46,916,48,77,9
Precipitazioni (mm) 66,154,071,587,4122,5121,291,9100,3114,3121,587,564,4184,5281,4313,4323,31 102,6
Giorni di pioggia 75791196778771927222290
Umidità relativa media (%) 75716769686868687075777874,768687471,2

Origini del nomeModifica

 
il toponimo Vercurag dipinto nella galleria delle carte geografiche dei palazzi Vaticani

Nel testamento di Rotprando dell'814 è riportato il toponimo Vercoriaco, che nel XIII secolo si è poi trasformato in Vergurago e Vercurate, e che è infine diventato Vercuarg nel XVI secolo[20]. A parere degli etimologi Flechia e Olivieri il toponimo potrebbe derivare da un prediale, latifondo romano di epoca imperiale, appartenuto a un certo Vercorius. Il nome del latifondista dovrebbe avere origine celtica in quanto composto dagli elementi gallici ver, "sopra", e corius, "esercito" o "truppa". Il latifondista si sarebbe potuto chiamare anche Vercobius, dove cobio significa "vittoria", o Verconius, dove coni significa "cane" o "lupo". L'etimologo Delamarre invece propone che l'etimo derivi da Vercuriacon che attesterebbe a Vercorius la proprietà sul terreno[21].

La tradizione però vuole che in questo territorio si trovasse un tempio dedicato a Mercurio o forse anche a una divinità precedente di origine celtica o germanica e che dal nome della divinità sarebbe poi nato il toponimo Mercuriacus, il quale con la trasformazione della m in v sarebbe poi diventato Vercuriacus[22].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Vercurago.

Dalla preistoria all'Alto Medioevo carolingioModifica

I primi frequentatori del territorio di Vercurago probabilmente appartennero alla cultura di Polada che si sviluppò nell'Italia settentrionale tra il XXII secolo a.C. e il XVII secolo a.C.[23]; nella vicina Calolziocorte sono stati infatti rinvenuti i resti dei pali delle palafitte costruite da questa popolazione lungo le sponde dell'Adda[24]. Il primo insediamento stabile risale alla prima età del ferro, fu costruito da alcuni membri della cultura di Golasecca, una popolazione celtica che si sviluppò tra il IX secolo a.C. e il V secolo a.C. L'insediamento e i reperti edilizi e ceramici contenuti vennero rinvenuti tra il 1986 e il 1988 in prossimità del castello dell'Innominato[25]. Dall'abitato era possibile controllare il lago, i collegamenti verso le valli e la via che ancora oggi collega Bergamo a Como[26], la quale venne migliorata in epoca romana[27] e che nel III secolo fu dotata di un ponte stabile per attraversare l'Adda. Durante l'amministrazione romana il territorio vercuraghese entrò a far parte del circondario di Bergamo che fino al I secolo a.C. appartenne alla Regio XI Transpadana, per poi passare alla Regio X Venetia et Histria nel I secolo d.C.[28]

Nel 476, con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le popolazioni barbariche iniziarono una serie di battaglie per la conquista dell'Italia e nel 490 una di queste scoppiò tra gli Eruli comandati da Odoacre e i Goti. La battaglia si svolse nei pressi del ponte romano sull'Adda e durante lo scontro morì il comes domesticorum erule Pierius. A ottenere il dominio completo sull'Italia però furono i Longobardi che nel 570 estesero il Ducato di Bergamo fino all'Adda; regnarono fino al 774 quando furono sconfitti da Carlo Magno che nell'800 fondò il Sacro Romano Impero[29]. Le prime notizie sull'esistenza del villaggio di Vercurago si trovano nel testamento di Rotprando che venne redatto dal notaio Nannone il 3 marzo 814 dopo la morte del nobile di origine longobarda Rotprando de Watingo. Rotprando trovandosi senza eredi lasciò la gran parte dei suoi beni alla basilica di Sant'Ambrogio e permise a un certo Punno di comprare alcuni dei suoi terreni tra i quali il villaggio di Vercoriaco e l'oratorio dedicato a san Protasio[10][30]. Da un estratto del documento si legge:

(LA)

«Et si forsitans Punno ipse suprascripte tres locas emmere noluerit tunc post diae obedi mei deveniat in potestate et jura Sancti Petri pro missa et luminaria mea vel parentorum meorum vel abere oratorio Sacti Prodaci in Vercoriaco post diae obedi mei territoria juris mei in ipso vico Vercoriaco mea portione ex integro.»

(IT)

«Se poi, al contrario, Punno preferisse non acquistare i suddetti tre fondi, essi, al mio decesso, entrino nei poteri della chiesa di San Pietro, per alimentare esequie e celebrazioni a mio suffragio così come voglio che all'oratorio di San Protaso di Vercurago vadano le porzioni di beni a me spettanti nel luogo di Vercurago[31]

(notaio Nannone, "Testamento di Rotprando")

Nell'887 si citò per prima volta la località di Cremellina che scomparve durante le lotte tra guelfi e ghibellini e che dovrebbe corrispondere all'attuale territorio di confine tra Vercurago e Pascolo, frazione di Calolziocorte[29][32].

Il Basso Medioevo milaneseModifica

 
La facciata della cappella di Sant'Ambrogio e l'ingresso del castello dell'Innominato

Con il feudalesimo Vercurago entrò nella sfera di influenza dei Benaglio, la famiglia che possedette il castello dell'Innominato, già usato nel 1158[33]. Nel 1250 Filippo Benaglio ricevette la cittadinanza bergamasca[10] e i suoi possedimenti, tra i quali Vercurago, furono inclusi nello statuto del comune di Bergamo del 1263[34] e l'anno seguente la chiesa di Vercurago ottenne una curazia stabile all'interno della pieve di Garlate. Nel 1274 il guelfo Napoleone della Torre, signore di Milano, conquistò la Valle San Martino e designando Filippo Benaglio a signore di Calolzio e Vercurago nel 1282. Il 30 marzo 1297 Lecco e i territori circostanti tra cui Vercurago vennero messi a ferro e fuoco da Matteo I Visconti che riuscì a catturare Filippo Benaglio[35], questo avvenne ben trentacinque anni dopo l'inizio della guerra tra la famiglia ghibellina dei Visconti e la guelfa dei della Torre per il predominio sulla Signoria di Milano[36]. Nel 1299 si citò nel Liber notitiae Sanctorun Mediolani per la prima volta la chiesa di Sumasca San Bartolomeo e quindi il toponimo della frazione vercuraghese di Somasca. La guerra tra le due famiglie si concluse nel 1311 con la vittoria di Matteo Visconti su Guido della Torre[37] che nel 1312 possedeva ancora il castello dell'Innominato anche se già nel 1320 Azzone Visconti aveva conquistato Vercurago e la Valle San Martino[28]. Per controllare totalmente la Signoria Bernabò Visconti cominciò una guerra contro la riottosa Valle San Martino dove nel 1363 permise ai ghibellini di uccidere i guelfi. Nel 1373, dopo l'uccisione di Ambrogio Visconti a Caprino Bergamasco, Vercurago venne nuovamente devastata e nel 1376 a seguito di una rivolta Bernabò radunò diversi banditi che devastarono la valle[38]. Iniziarono poi le battaglie tra i guelfi di Calolzio e Vercurago e i ghibellini di Olginate e Garlate che vinsero quella dell'8 settembre 1383 in cui venne cacciata la famiglia Benaglio[39] e quella dell'estate 1393[40], mentre il 27 maggio 1398 ne venne combattuta un'altra[28].

Il 3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiarò guerra al Ducato di Milano conquistando Vercurago e mantenendone il controllo fino al 1428 quando con la pace di Ferrara Vercurago ritornò nel Ducato di Milano. Tornò sotto il domino veneto tra il gennaio 1431 e il 1433 diventando zona di confine con il Ducato nel quale venne riassorbito fino al 1441 con la pace di Cremona. Durante il periodo milanese nel 1435 quando fu promulgato un insieme di leggi valide nella valle, gli Statuta Municipalia Vallis Sancti Martini. La guerra riprese nel 1443, due anni dopo l'armistizio e il Ducato di Milano decise di espandersi nuovamente il 16 maggio 1452 perdendo però la guerra con Venezia che l'11 aprile 1454 con la pace di Lodi riottenne definitivamente il territorio di Vercurago[41]. Una volta stabilizzati i confini a Vercurago si decise di costruire una dogana i cui muri partivano dal castello dell'Innominato per poi gettarsi nell'Adda[42]. Il 9 settembre 1455 il paese fu visitato dall'arcivescovo di Milano Gabriele Sforza e nello stesso anno la parrocchia si distaccò per un breve periodo dalla pieve di Garlate[43] dopo che già lo aveva fatto quella di Somasca. Durante la guerra tra i due stati Vercurago e la valle vennero saccheggiati molto spesso e quindi il governo veneto decise di esentarli dalle tasse in alcune annate tra il 1431 e il 1489[44]. Il 18 ottobre 1499 la famiglia Sforza venne spodestata dal Ducato di Milano da Luigi XII di Francia e la guerra tra i due stati riprese[45].

La Repubblica di Venezia dal XVI al XVIII secoloModifica

 
Disegno della chiusa di Vercurago

Dopo essersi unito alla Lega di Cambrai[46] il governatore milanese Carlo II d'Amboise conquistò Vercurago nel 1509 distruggendo il castello dell'Innominato[10] e da quel momento il paese venne nuovamente conteso tra Milano e Venezia fino al 13 agosto 1516 con la firma del trattato di Noyon. Con la seconda guerra di Musso, combattuta dal conte Gian Giacomo Medici fino al 1532, Vercurago venne saccheggiata molte volte e l'intenzione del fratello del Medici di ricostruire il castello non si compì[47]. Nel 1533 Girolamo Emiliani stabilì la sua Congregazione dei servi dei poveri a Somasca che si spostò al castello dopo averlo restaurato. Nel 1534 il Miani iniziò la costruzione della Valletta dove fece scaturire dell'acqua dalla roccia miracolosamente; nel 1536 iniziò a vivere in un eremo vicino alla Valletta e l'8 febbraio 1537 morì[29][48]. Intanto le dispute causate dal muro della chiusa iniziarono a provocare i primi morti[49] e i primi problemi per la difesa del castello[50]. Nel 1566 il cardinale Carlo Borromeo visitò Vercurago e decise di separare la parrocchia di Somasca da quella di Calolzio[51], fondare il primo seminario foraneo della diocesi milanese[52] e spostare i somaschi dal castello all'abitato di Somasca. Durante la visita Vercurago era una delle sei curae della pieve di Garlate e passò a quella di Olginate nel 1574[43]. Nel 1576 scoppiò la peste di San Carlo[53] ed è in questi anni che Vercurago si dotò di un vero e proprio governo[34].

A fine secolo i traffici commerciali tra Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe si intensificarono e il porticciolo di Vercurago divenne un importante luogo di scambio commerciale. Proprio a Vercurago nel 1589 Gian Gerolamo Grumelli iniziò le negoziazioni per un'alleanza tra i due stati[54] che si concluse nel 1603[10]. Grazie ai nuovi commerci il governo veneto investì nella ricostruzione della strada che congiungeva Vercurago a Bergamo[55]. Nel XVII secolo i morti lungo il confine con Chiuso superarono la decina[56] e alla violenza nel 1630 si sommò la peste, in questo secolo inoltre i nobili, grazie ai loro bravi, commisero diversi omicidi senza essere segnalati alla legge[57]. A Vercurago inoltre c'era il divieto di pesca sulle rive dell'Adda che con la pace di Lodi era diventato di proprietà milanese e questo causò diversi problemi ai pescatori vercuraghesi che si ritrovarono costretti a uscire di notte[58][59].

Nel 1723 iniziarono i lavori di costruzione della via delle cappelle che si conclusero dopo oltre un secolo[60]. Nel 1750 a Vercurago si costruì la cappella di San Mauro[61] e venne rinnovata la chiesa da Carlo Giuseppe Merlo[62]. Nel 1767 beato Girolamo Emiliani fu proclamato santo e la costruzione della via poté continuare nel 1787 grazie alle donazioni del senatore veneto Giacomo Emiliani[63]. Con la campagna d'Italia portata avanti dal generale Napoleone Bonaparte Vercurago entrò a far parte della Repubblica Cisalpina e il 24 aprile 1798 entrò nel dipartimento della Montagna all'interno del distretto del Caldone per poi passare al dipartimento del Serio[64]. Nel 1799 durante la campagna italiana di Suvorov le truppe del generale russo transitarono per Vercurago in direzione Lecco distruggendo a cannonate il castello dell'Innominato[10].

Il XIX secolo, la Francia, l'Austria e l'ItaliaModifica

 
L'Istituto per frenastenici fondato da Antonio Gonelli-Cioni

Nonostante la battaglia di Lecco Vercurago rimase nella Repubblica Cisalpina e il 13 maggio del 1801 entrò a far parte del dipartimento del Serio anche dopo l'istituzione del Regno d'Italia[64]. La maggior parte degli intellettuali lombardi era favorevole alla dominazione francese e tra questi vi era Samuele Biava, nato a Vercurago nel 1792 si dedicò inizialmente alla scrittura di poesie classiche ed encomiastiche[65]. Dopo la sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna del 1815 la Lombardia e il Veneto vennero annessi all'Impero austriaco che procedette all'istituzione del Regno Lombardo-Veneto, nel quale dal 12 febbraio 1816 includeva Vercurago nel distretto VII di Caprino[66]. Gli intellettuali lombardi si opposero al governo reazionario austriaco e tra questi lo stesso Biava, che coi suoi testi ambientati nel Medioevo e dai toni risorgimentali attirò l'attenzione della Biblioteca Italiana, la quale richiese la sospensione del poeta dal suo lavoro di insegnante[65]. La restaurazione austriaca ricostituì il potere delle istituzioni religiose e quindi i padri somaschi poterono riprendere i lavori per la costruzione degli edifici religiosi come la via delle cappelle e la chiesa della Resurrezione[60], inoltre nel 1829 Caterina Cittadini e la sorella Giuditta iniziarono ad accogliere in una casa di Somasca alcune orfane, fondando il 14 dicembre 1857 l'istituto religioso delle Suore orsoline di San Girolamo[67]; in quello stesso anno il 20 settembre venne anche inaugurata la chiesa di Vercurago. La povertà era però ancora molto diffusa e nel 1836 esplose un'epidemia di colera nella vicina Calolzio che a causa delle rive lacustri paludose si propagò ben presto anche a Vercurago[28].

Il Regno Lombardo-Veneto però non durò molto e nel 1859 con lo scoppio della seconda guerra d'indipendenza italiana il Regno di Sardegna e la Francia lo conquistarono[68] includendo il 23 ottobre 1859 il comune di Vercurago nel circondario di Bergamo[69]. Nel 1862 iniziò la costruzione della ferrovia Lecco-Bergamo che si concluse nel 1863[29] sulla quale venne aperta la stazione di Vercurago-San Girolamo che dal 27 dicembre 1873, con l'inaugurazione della tratta ferroviaria Calolziocorte-Monza, permise di collegare il paese sia a Bergamo che a Milano[29]. La ferrovia portò una ventata di modernità all'interno di una società ancora prevalentemente contadina e costellata dai piccoli commercianti che operavano via lago[70]. Nel 1865 in base alla legge sull'ordinamento comunale la reggenza del comune venne affidata a un sindaco, una giunta e un consiglio mentre durante il dominio austriaco questa era affidata a un consiglio di quindici membri e a una giunta di due[69]. Dopo la costruzione delle ferrovie la produzione manifatturiera iniziò a svilupparsi; in questi anni infatti la famiglia Scola costruì due filande attive sul torrente Gallavesa[71] e nel 1889 si annotano diverse attività artigianali[72]. Nel 1891 la casa padronale degli Scola venne convertita dal pedagogista Antonio Gonelli-Cioni in un centro di riabilitazione per bambini affetti da malattie psichiche, il primo di questo tipo in Italia[73].

Il XX e il XXI secoloModifica

Con l'inizio del XX secolo si concluse la costruzione della via delle cappelle con l'inaugurazione dell'XI cappella nel 1902[60]. Gli anni venti videro l'ascesa del fascismo e il cambiamento della struttura amministrativa del comune, nel 1926 infatti Arturo Borgomanero venne nominato podestà e in quello stesso anno decise la costruzione di un patriottico monumento ai caduti[74]. Due anni dopo a Somasca si tennero i festeggiamenti per i quattrocento anni dalla fondazione dei chierici regolari di Somasca e l’urna d’argento contenente le reliquie di san Girolamo fu portata processionalmente per tutta la Valle San Martino e il 21 luglio 1928 il patriarca di Venezia Pietro La Fontaine celebrò una messa alla Valletta[60]. Nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale e nel settembre del 1943 il Nord Italia passò sotto il governo dello stato fantoccio della Repubblica Sociale Italiana. In questo periodo le rappresaglie contro i partigiani aumentarono e nella notte tra il 16 e il 17 ottobre i militari tedeschi disposero diversi obici 152/13 tra Vercurago e Calolziocorte in modo da accerchiare e annientare le forze partigiane dislocate tra la bassa Valtellina e la bergamasca. L'azione di rastrellamento si protrasse per tre giorni e provocò numerose perdite fra i tedeschi, i quali a seguito della disfatta devastarono e bruciarono i paesi della valle[75]. A seguito del maggiore potere delle forze naziste anche a Vercurago le leggi razziali vennero applicate come nella Germania nazista, si conosce infatti la storia di una famiglia di origine ebraica residente a Somasca che nel 1944 riuscì a fuggire in Svizzera prima di essere scoperta dai repubblichini[76]. Nell'aprile del 1945 dopo la fine della guerra il Comitato di Liberazione Nazionale istituì nuovamente la carica di sindaco e nominò primo cittadino di Vercurago Giovanni Battista Valsecchi.

Con la fine della guerra iniziò il miracolo economico italiano e nel paese aprirono molte piccole attività commerciali[10], anche lo stabilimento chimico della Pirelli costruito nel 1917 sulla foce del Gallavesa incrementò i posti di lavoro fino ad assumere ben centocinquanta operai. Lo stabilimento rimase nelle mani della Pirelli fino al 1967 quando fu ceduto all'ACNA per poi essere venduta alla Safilo, un'impresa di saldature,[77][78], di proprietà di Crippa Fulvio, un imprenditore lecchese, per poi chiudere definitivamente nel 2003. Il 26 settembre 1953 il patriarca di Venezia, futuro papa Giovanni XXIII, consacrò la chiesa dedicata alla Mater orphanorum e il 10 dicembre 1958, una volta eletto papa, elevò la chiesa di Somasca a basilica minore[79]. Nel 1967 in occasione del duecentesimo anniversario della canonizzazione di san Girolamo Emiliani i padri somaschi fondarono la comunità di accoglienza Casa San Girolamo[80]. Con l'avvento degli anni sessanta cominciò una forte espansione urbanistica che diede avvio alla costruzione di diversi condomini con un conseguente aumento della popolazione[81]. Insieme all'espansione urbanistica di costruirono anche diversi edifici pubblici come la cappella degli alpini nel 1972[82] e negli anni novanta si completò la costruzione del palasport, dello stadio comunale[83] e della sede della biblioteca istituita nel 1972[84]. Con l'avvento del XXI secolo nel 2000 a Somasca viene aperta la casa museale Le sorgenti, unico museo del comune[85] e nel 2005 venne posato L'Abbraccio la statua in marmo commissionata dal sindaco allo scultore Antonio Guerra[86]. Negli anni duemiladieci ci sono stati progressi anche dal punto di vista viabilistico infatti nel dicembre 2012 per far fronte al traffico intenso che attraversa il paese è iniziata la costruzione di un bypass scavato al di sotto della frazione di Somasca[87] e nel 2015 è stata inaugurata una pista ciclabile panoramica che permette di collegare Trezzo sull'Adda a Lecco[88]. Dal punto di vista amministrativo il 3 dicembre 1970 vennero concessi al paese lo stemma comunale e il gonfalone[10] e nel 1992 Vercurago entrò a far parte della provincia di Lecco, dopo oltre un millennio di storia con Bergamo[69].

SimboliModifica

 
Stemma civico
 
Gonfalone civico

StemmaModifica

«STEMMA: tagliato, nel primo d'azzurro alla «Montagna della Croce» al naturale; nel secondo di rosso alla freccia e alla lancia d'argento poste in croce di S. Andrea e a due palle astate, pure d'argento, poggiate con le aste sulla freccia. Ornamenti esteriori da Comune.»

(Descrizione dello Stemma Civico del Comune di Vercurago, Art. 1, Statuto Comunale[3])

Il 4 ottobre 1969 la giunta comunale incaricò il professore milanese Giuseppe Bonfanti di realizzare lo stemma e il gonfalone di Vercurago, che all'epoca ancora non esistevano. Nello stemma, disegnato dal pittore vercuraghese Giovanni Secomandi, sono richiamati il ricordo della lotta per la libertà contro il potere visconteo e la figura di san Girolamo Emiliani. Nella metà sinistra spicca il castello dell'Innominato, simbolo di Vercurago e in particolare della frazione Somasca dove san Girolamo trascorse l'ultima parte della sua vita. Il cielo azzurro che fa da sfondo al castello richiama la fazione guelfa alla quale Vercurago apparteneva e a causa della quale Bernabò Visconti devastò il paese nel 1373 dopo l'uccisione del figlio Ambrogio Visconti in Valle San Martino. Nella seconda metà, sono presenti una freccia e una lancia d'argento poste in croce di sant'Andrea e due palle astate d'argento, appoggiate sulla freccia con le aste. In questa metà lo sfondo rosso rappresenta la fazione ghibellina, in particolare i Visconti, contro la quale il paese ha dovuto battersi lungo il corso del Medioevo. Sulla sommità dello stemma è presente la corona comunale ed è contornato dagli elementi propri degli stemmi comunali: fronde di quercia che simboleggiano la forza e rami d'alloro, simbolo di pace. Lo stemma venne approvato il 3 dicembre 1970 dal presidente della repubblica Giuseppe Saragat e dal presidente del consiglio Emilio Colombo.

GonfaloneModifica

«GONFALONE: drappo tagliato, di rosso e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: «Comune di Vercurago».»

(Descrizione del Gonfalone Civico del Comune di Vercurago, Art. 1, Statuto Comunale[3])

Il gonfalone è composto da un drappo posto su un'asta verticale ricoperta da velluto rosso e azzurro alternato e fissato con bullette argentate poste a spirale. Le parti metalliche e i cordoni sono d'argento e nella freccia che sormonta l'asta è inscritto lo stemma comunale mentre nel gambo il nome del comune. Nella parte superiore sono presenti delle cravatte e nastri tricolori sempre frangiati d'argento[10].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
 
Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani
 
Chiesa della Resurrezione alla Valletta
 
Cappella degli Alpini
 
Cappella di San Mauro
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
Situata nel centro storico del paese venne menzionata per la prima volta nell'814 all'interno del testamento di Rotprando, si tratta quindi della chiesa più antica della provincia di Lecco[89]. Ricostruita e consacrata nel 1550 in stile tardogotico, venne nuovamente rifabbricata a navata unica in stile rococò a partire dal 1750 da Carlo Giuseppe Merlo[10]. Nel XIX secolo alla chiesa vennero aggiunti diversi elementi decorativi come il protiro in stile neoclassico, l'organo Serassi e nel 1973 venne rinnovato l'altare e l'ultimo restauro risale al 2013. Sulla parete sinistra della chiesa è stata costruita dai Disciplinati di Bergamo una cappella.
Cappella della Madonna di Lourdes[62]
Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani
Edificata a partire dal 1544 sulla precedente chiesa di San Bartolomeo dai chierici regolari di Somasca è la chiesa parrocchiale della frazione di Somasca. Divenne di proprietà dei padri somaschi nel 1592 che nel corso del XVII e del XVIII secolo la ampliarono più volte, fu nuovamente rimaneggiata nel XX secolo con la costruzione di alcune arcate frontali è stata poi elevata a basilica minore nel 1958 più volte restaurata fino al 2013. L'edificio in stile barocco ha pianta basilicale rettangolare e si costituisce di tre navate[90][91].
Chiesa della Mater Orphanorum
Situata vicino alla basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani è una piccola chiesa dedicata a Maria madre degli orfani. Venne ricavata in quella che era la casa di san Girolamo Emiliani ed è stata consacrata nel 1953 dal patriarca di Venezia, che poi diventerà papa Giovanni XXIII. L'interno della chiesa è a un'unica navata e termina nell'abside con una scultura lignea avente per soggetti san Girolamo Emiliani e tre orfanelli inginocchiati d'innanzi alla Madonna. Sulla parete destra della chiesa è presente una stanza in cui si trova la croce rossa che san Girolamo tracciò poco prima di morire[92].
Via delle Cappelle di Somasca
Realizzata a partire dal 1723 permette il collegamento tra il centro abitato di Somasca e la zona della Valletta. Sulla strada pavimentata e ciottolata si affacciano nove cappelle, la decima è nella Valletta, mentre l'undicesima è collocata in una torre del castello dell'Innominato. Le cappelle vennero realizzate a partire dal 1837 e riproducono i momenti significativi della vita di san Girolamo attraverso delle statue, sulla via si trova anche una scala santa di centouno gradini aperta nel 1828 che porta all'eremo dove san Girolamo era solito raccogliersi in preghiera, luogo in cui nel 1837 è stata ostruita una cappella[60].
Valletta di Somasca
Fu fondata da san Girolamo Emiliani come oratorio nel quale educare gli orfani e poi ampliata maggiormente nel XIX secolo con la costruzione di diversi edifici[60]. Posta al termine della via delle cappelle si compone di due piazzole nelle quali sono presenti il cimitero dei padri somaschi, la X cappella, la sala della fonte miracolosa e l'antico orfanotrofio, oggi adibito ad archivio. Sono presenti anche due edifici religiosi:
Chiesa della Valletta
Chiesa della Resurrezione[93]

Cappelle ed edicole votiveModifica

Nel comune di Vercurago ci sono diverse edicole votive a tema religioso che spesso raffigurano la Madonna o san Girolamo Emiliani. Inoltre su tutto il territorio comunale sono state costruite alcune cappelle, oltre a quella dedicata alla Madonna di Lourdes e a quelle presenti sulla via delle cappelle, che sono:

Cappella di Sant'Ambrogio
Della cappella si ha prima notizia scritta nel 1339[29], probabilmente venne edificata per commemorare la vittoria del Ducato di Milano nella battaglia di Parabiago nella quale si credeva fosse apparso sant'Ambrogio. La cappella era già frequentata nel XV secolo, ma dopo le guerre tra guelfi e ghibellini finirono le processioni dirette alla cappella e nel 1533 san Girolamo la restaurò costruendo sotto il pavimento una cisterna[94]. Nel 1894 iniziarono i nuovi lavori di restauro che culminarono l'anno successivo[95] e negli anni settanta vennero fatte le ultime sistemazioni[60].
Cappella degli Alpini
Dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli alpini, la cappella è stata aperta il 17 settembre 1972. La struttura è a pianta quadrata, la muratura è in pietra e sull'ingresso è stato dipinto un affresco a tema alpino[82].
Cappella padronale
Posta al confine con Calolziocorte in località Galavesa era la cappella della casa padronale degli Scola, nel 2019 la struttura ha subito un intervento di restauro[96].
Cappella di San Mauro
Edificata nel 1750 è a pianta esagonale e in stile neoclassico. La cappella di San Mauro è circondata su tre lati da un breve appezzamento di terreno a erba protetto da basso muro e ringhiera in ferro. Sulle pareti esterne è presente una zoccolatura alta interrotta nella parte centrale dove due lesene poste alle estremità alle estremità sorreggono un timpano triangolare posizionato su un cornicione che percorre il perimetro dell’edificio. Al centro è posto l’ingresso ad arco rialzato di un gradino e protetto da una cancellata in ferro. Il tetto coperto di tegole è a a sei falde. Sulle pareti interne sono contenuti degli affreschi riguardanti la vita del santo risalenti al 1961 e un altare in muratura centrale[61]. Sulla parete sinistra adiacente alla facciata si trova un mosaico circolare che rappresenta una croce arancione su sfondo blu realizzato il 18 ottobre 1981[97].

Architetture civiliModifica

Villa Borgomanero
Nel centro storico cittadino vicino al municipio è presente Villa Borgomanero, una villa con giardino in stile liberty costruita dalla famiglia di impresari edili Secomandi nei primi anni del XX secolo. Dal 2002 è protetta dalla Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali di Milano dato che si tratta di un significativo esempio di villa liberty[98].

Architetture militariModifica

 
Interno del castello dell'Innominato
Castello dell'Innominato
Situato al di sopra della frazione di Somasca prende il nome dall'Innominato, personaggio de I promessi sposi, in quanto la tradizione vuole che per la descrizione del castello nel romanzo il Manzoni abbia fatto riferimento proprio a questo edificio. In origine il castello era una torre di segnalazione di un sistema di fortificazione carolingio dato che è stato menzionato per la prima volta nel 1158. Il castello fu utilizzato durante le lotte tra guelfi e ghibellini iniziate con la faida tra i Visconti e i Della Torre per poi diventare definitamente di proprietà della Repubblica di Venezia nel 1454. A seguito della guerra scoppiata tra la Francia e Venezia l'8 settembre 1509 i francesi smantellarono il castello che venne poi restaurato e abitato da san Girolamo Emiliani nel 1534[99]. Il castello fu definitivamente distrutto dai cannoni russi nel 1799 durante lo scontro tra i francesi e gli austro-russi per la conquista di Lecco[10].

AltroModifica

 
Monumento ai caduti delle due guerre mondiali
 
Monumento agli Alpini
Monumento ai caduti delle due guerre mondiali
Situato in un'aiuola del centro storico il monumento si compone di una statua bronzea scolpita dallo scultore Angelo Montegani nel 1926 e posta su un basamento granitico. La statua raffigura un soldato che regge il tricolore e che abbraccia un bambino e sul basamento su cui poggia sono poste lapidi bronzee con i nomi dei caduti vercuraghesi della prima e della seconda guerra mondiale. Sul lato del basamento sono scritti su una targa marmorea i nomi dei dispersi e nel centro è ornato dalla scritta bronzea: «Vercurago nel culto degli eroi ritempra la fede nella patria»[74].
Monumento ai caduti di Somasca
Posto vicino alla basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, è composto da una lapide con i nomi dei diciassette giovani morti nel corso delle due Guerre sormontata da una nicchia contenente un affresco inaugurato con una messa il 15 luglio 2018. L'affresco, dipinto da Rosalba Citera, raffigura nel centro la Madonna incoronata con due angeli che le sorreggono il mantello aperto così come le braccia che proteggono il giovane che ha donato la sua vita[100].
Monumento a tutti gli Alpini
Posto in prossimità della cappella dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli Alpini è un monumento bronzeo dedicato a tutti gli Alpini. La scultura è composta da tre pennacchi rocciosi che sostengono il busto di un alpino, l'intera composizione è stata scolpita nel bronzo ed è stata posata il 16 giugno 1974[101].
L'Abbraccio
Situato nel piazzale vicino al cimitero, si tratta di una statua in marmo di Carrara alta 3,2 m e del peso di 750 kg scolpita da Antonio Guerra, uno scultore calolziese operante prevalentemente nella Valle San Martino[102]. La statua raffigura san Girolamo Emiliani e beata Caterina Cittadini immersi in un fascio di luce all'interno del quale è incastonata una sfera rappresentante il mondo, questi due elementi ultraterreni inoltre ricordano le opere del pittore vercuraghese Gianni Secomandi. La statua venne commissionata nella primavera 2002 e i primi schizzi risalgono all'autunno dell stesso anno, fu poi inaugurata il 2 giugno 2005[86]. La targa posta sul basamento in cemento riporta il nome della statua e la dedica dell'allora sindaco Antonio Benedetto Moretti ai vercuraghesi corredata dalla fase di Cicerone: «Onora la giustizia e rispetta i valori, ma più d'ogni altra cosa ama la patria. Tale è la vita che conduce al cielo».

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[103]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 1º gennaio 2019 gli stranieri residenti a Vercurago con regolare permesso di soggiorno erano 159, pari a circa il 5,6% della popolazione. Le due nazionalità più rappresentate erano:[104]:

  1. Egitto, 26
  2. Romania, 26

Lingue e dialettiModifica

Oltre alla lingua italiana che rimane quella maggiormente utilizzata, a Vercurago è parlato dalla popolazione più anziana il dialetto bergamasco, una variante della lingua lombarda, che si è diffuso grazie al legame di lunga data che lega il comune a Bergamo[105]. Il dialetto bergamasco parlato a Vercurago, e più in generale della zona occidentale della Valle San Martino, risente della vicinanza a Lecco e di conseguenza il vernacolo locale presenta delle affinità con il dialetto lecchese del quale riprende diverse parole[106].

ReligioneModifica

 
Vista di Somasca dal castello dell'Innominato

La principale confessione religiosa è il cristianesimo, qui di rito ambrosiano, come nella vicina arcidiocesi di Milano[107]. Nel comune sono presenti due parrocchie appartenenti alla diocesi di Bergamo: la parrocchia di Vercurago dedicata santi Gervasio e Protasio nata nel 814 e la parrocchia riferita alla frazione di Somasca nata nel 1564[108] e intitolata a san Bartolomeo apostolo e a san Girolamo Emiliani[109]. Nella frazione di Somasca hanno sede le due congregazioni religiose del comune: quella dei chierici regolari di Somasca fondata da san Girolamo Emiliani nel XVI secolo[110] e quella delle Suore Orsoline di San Girolamo fondata da beata Caterina Cittadini nel XIX secolo[67].

Tradizioni e folcloreModifica

Nella frazione di Somasca ogni 8 febbraio si celebra con la messa la festa patronale che ricorre nell'anniversario della morte di san Girolamo Emiliani e la prima domenica successiva si tengono rispettivamente la fiera di San Girolamo presso il piazzale della basilica e la fiera della Valletta nel centro storico di Somasca[111][112][113]. A Somasca il ricordo della sua morte è celebrato fin dal XVI secolo, molto tempo prima dell'instaurazione di una data ufficiale che avvenne soltanto nel 1769, ben due anni dopo la sua canonizzazione[114]. A differenza di oggi però la festa veniva celebrata il 20 luglio, data che rimase in vigore sino al 1965, quando con il Concilio Vaticano II questa fu spostata all'8 febbraio[115].

CulturaModifica

ScuoleModifica

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti scuole: un asilo nido, una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria[116].

BibliotecaModifica

La biblioteca comunale nacque nel 1972 grazie a un gruppo di volontari i quali la stabilirono nella centrale Piazza Marconi, nel 1983 il consiglio comunale la intitolò al pittore vercuraghese Gianni Secomandi e nel 1994 venne completata la costruzione della sede, che si trova vicino alla scuola primaria[84]. La biblioteca aderisce al Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese ed è possibile interrogare il catalogo on-line della biblioteca[117].

MuseiModifica

L'unica raccolta museale del territorio comunale si trova nella frazione di Somasca e appartiene alle Suore Orsoline di San Girolamo, si tratta della casa museale Le sorgenti che è stata riconosciuta come tale nel 2000. Si tratta di un edificio risalente al XVII secolo precedentemente adibito a tintoria e poi a partire dal 1826 a orfanotrofio femminile dalle sorelle Giuditta e Caterina Cittadini. Nel polo museale sono ricostruiti i momenti più significativi della vita della beata e gli ambienti tipici della vita contadina ottocentesca con la maggioranza dei mobili e degli oggetti provenienti dalla raccolta originale[85].

ArteModifica

«Il castello dell’Innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d’un poggio che sporge in fuori da un’aspra giogaia di monti, ed è, non si saprebbe dir bene, se congiunto ad essa o separatone, da un mucchio di massi e di dirupi, e da un andirivieni di tane e di precipizi, che si prolungano anche dalle due parti. Quella che guarda la valle è la sola praticabile; un pendio piuttosto erto, ma uguale e continuato; a prati in alto; nelle falde a campi, sparsi qua e là di casucce. Il fondo è un letto di ciottoloni, dove scorre un rigagnolo o torrentaccio, secondo la stagione: allora serviva di confine ai due stati.»

(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XX)

Vercurago è uno dei paesi in cui Alessandro Manzoni ambienta I promessi sposi, sin dal primo capitolo l'autore descrive il paesaggio lecchese dell'Adda e del lago di Garlate, sul quale si affaccia anche Vercurago. Il comune però diventa centrale nel capitolo XX quando la scena si concentra sulla figura dell'Innominato, il potente bandito da cui si reca Don Rodrigo per chiedere il rapimento di Lucia Mondella e che grazie alle parole di lei si convertirà al cristianesimo. Questo personaggio infatti abita un castello che è per tradizione assimilato al castello dell'Innominato, dato che la descrizione dell'autore contiene tutti gli elementi realmente ravvisabili nel castello reale. La piccola fortezza sovrasta la frazione di Somasca dalla roccia del Tremasasso, così chiamata per la presenza dei bravi che nel XVII secolo infestavano la zona[118]. Tra il castello e l'abitato di Somasca ci sono infatti i ruderi della cascina della bicocca che sono considerati i resti della Malanotte, la taverna dove i bravi dell'Innominato risedevano[119].

CucinaModifica

La cucina vercuraghese riprende quella lariana e quella tipica della bergamasca. Uno dei piatti della tradizione bergamasca di maggiore rilevanza è la polenta. Somasca ha ospitato per molto tempo coltivazioni di grano turco di ottima qualità, che dopo essere stato raccolto veniva trasformato in loco in farina gialla[120]. Alla polenta generalmente si abbina un secondo di carne che nella tradizione bergamasca è dato dagli uccelletti, con i quali si prepara polenta e osei[121]. Le castagne sono un altro alimento di grande importanza nella cucina locale trattandosi di un cibo povero e facile da raccoglierei[72]. La vicinanza al lago ha portato la popolazione a cucinare anche piatti a base di pesce come il risotto al pesce persico che vengono abitualmente serviti durate la tradizionale sagra del pesce che si svolge nella maggior parte dei comuni lariani[122][123].

Geografia antropicaModifica

 
Il complesso residenziale sorto sull'ex-area industriale

UrbanisticaModifica

Fino al XIX secolo l'abitato di Vercurago si sviluppò principalmente su due strade, partendo dalla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio fino al confine con Lecco dove un tempo c'era la dogana. Il centro storico è caratterizzato da una moltitudine di piccole vie e dalla piccola piazza Marconi sulla quale si affacciano gli edifici più antichi dell'abitato, mentre vicino alla chiesa sono presenti due scalinate che portano alla frazione di Somasca. La frazione è anche raggiungibile grazie a una strada che parte dal nucleo Galavesa locato vicino all'omonimo torrente al confine con Calolziocorte. L'abitato di Somasca è stato costruito attorno alla basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani e da qui partono le strade che portano alle altre località montane del territorio. Nel secondo dopoguerra, dato il rapido incremento demografico, iniziò lo sviluppo della città attorno alla strada provinciale e al lago, inoltre nei pressi della foce del Gallavesa si è andata a formare un'area industriale già dal 1917 con la costruzione del complesso industriale Pirelli. A seguito dello sviluppo urbanistico la ferrovia portò a una divisione della città sanata da un piccolo sottopassaggio e da un passaggio a livello. Lo sviluppo edilizio interessò anche la frazione di Somasca, dove negli anni sessanta vennero costruite diverse palazzine[81]. Nel 2015 dopo oltre due anni di lavori con la costruzione di un complesso residenziale costruito su una porzione di quella che era l'area industriale[124] è stata inaugurata la pista ciclabile panoramica collegata all'itinerario ciclabile lungo le rive dell'Adda che permette di collegare Trezzo sull'Adda a Lecco[88]. Per la riduzione dei volumi di traffico che transitano nel centro del paese dal 2012 è in corso la costruzione della galleria di San Girolamo, una variante della strada provinciale scavata al di sotto della frazione di Somasca[87][125].

FrazioniModifica

 
La mappa del comune di Vercurago, con i centri storici e le località
Somasca
Oltre al centro cittadino, il comune di Vercurago comprende la sola frazione di Somasca che è posta nella fascia collinare del paese. Somasca venne nominata per la prima volta nel 1299 all'interno del Liber notitiae Sanctorun Mediolani di Goffredo da Bussero[29] e rimase contrada di Vercurago fino al XVII secolo dato che nel 1652 venne citata per la prima volta come comune autonomo[126]. Con l'arrivo dei francesi e l'instaurazione della Repubblica Cisalpina si ebbe una razionalizzazione delle amministrazioni locali che portarono all'aggregazione del comune di Somasca a quello di Vercurago il 26 settembre 1798 (5 vendemmiale anno VII del calendario rivoluzionario), da quel momento in poi, anche dopo la calata degli austriaci reazionari, Somasca è rimasta parte del comune di Vercurago[127].

Altre località del territorioModifica

  • Galavesa, si trova sul confine con Calolziocorte lungo la strada provinciale. Il nucleo abitativo si è sviluppato attorno alla casa padronale degli Scola che nel 1891 è diventata l'istituto per frenastenici fondato da Antonio Gonelli-Cioni, gli edifici che lo compongono sono in gran parte quelli destinati alla residenza dei braccianti oltre a una piccola cappella che serviva la casa padronale.
  • Folla, si trova nella frazione di Somasca lungo il torrente Gallavesa. Le prime testimonianze risalgono alla fine del XV secolo, quando è menzionata una fóla, cioè una macchina idraulica per la battitura e il lavaggio dei panni, la quale ha poi dato il nome alla piccola località[128].
  • Cascina Malvada, come la Folla è situata a Somasca lungo il corso del torrente Gallavesa,
  • Cascina Beseno, è una località montana e rurale come la Cascina Provada,
  • Cascina Provada[129].

EconomiaModifica

Le attività economiche di Vercurago, così come quelle lombarde, sono cambiate negli anni passando dalla preponderanza del settore primario e secondario, rappresentato da piccole industrie tessili e meccaniche, a quello terziario grazie alla crescita dei servizi e delle attività turistiche.

AgricolturaModifica

A causa della sua conformazione territoriale Vercurago non è particolarmente favorevole all'agricoltura estensiva, ma nonostante ciò il settore primario è rimasto quello predominante fino alla fine del XIX secolo. La produzione era caratterizzata per lo più da un'agricoltura di sussistenza basata sulla coltivazione di ortaggi, cereali, frutta e vitigni, nella frazione di Somasca si coltivava il granoturco che veniva poi trasformato in farina gialla[121] e venduto, inoltre i suoi boschi erano ricchi di castagni che continuano a essere coltivati ancora oggi[72][130]. Gli abitanti si dedicarono anche alla coltivazione del gelso le cui foglie sono tutt'ora usate per l'allevamento del baco da seta, la produzione di questo tessuto è stata una delle principali attività economiche dell'Italia settentrionale fino all'avvento delle prime fibre artificiali negli anni trenta[70]. La produzione della seta nel comune poté svilupparsi grazie alla presenza di un porticciolo attivo fin dal XVI secolo durante gli scambi commerciali tra la Repubblica di Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe[54].

Industria e artigianatoModifica

La produzione manifatturiera a Vercurago ha iniziato a svilupparsi concretamente solo a partire dal XIX secolo grazie alla costruzione di due filande attive sul torrente Gallavesa possedute dalla famiglia Scola[71]. La produzione artigianale però si è diversificata solo alla fine del secolo infatti nel 1889 a Vercurago è annotata la presenza di: un pastificio, alcune officine dedite alla tornitura del legno e del ferro e un'azienda produttrice di dinamo elettriche. Nei primi anni del XX secolo è cominciato lo sviluppo industriale vero e proprio grazie alla costruzione del grande complesso industriale della Pirelli inaugurato nel 1917. Lo stabilimento era incaricato della produzione dei prodotti chimici usati per la preparazione della gomma e come molti altri impianti industriali sfruttava l'energia idroelettrica che era fornita dal vicino torrente Gallavesa. Durante gli anni del boom economico la fabbrica impiegava circa centocinquanta operai, ma con il declino dell'industria chimica italiana lo stabilimento dopo alcuni passaggi di proprietà e cambi di produzione venne chiuso definitivamente nel 1987[77]. Ancora oggi la maggior parte delle aziende manifatturiere di Vercurago operano nell'industria meccanica e nella lavorazione del ferro[131].

TurismoModifica

La frazione di Somasca è da secoli meta dei pellegrini devoti a san Girolamo Emiliani, il quale in questo luogo stabilì la congregazione dei chierici regolari di Somasca la quale oltre che alla alla cura degli orfani si è dedicata alla costruzione della Valletta, della via delle cappelle e della basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani. Oltre all'attrattiva religiosa Somasca è rinomata anche dal punto di vista storico-culturale dato che qui sorge il castello dell’Innominato al quale Alessandro Manzoni si ispirò per descrivere l'abitazione dell'omonimo personaggio de I promessi sposi. Dal canto suo Vercurago offre un lungolago con spiagge e una pista ciclo-pedonale lunga 20 km che si congiunge a quella dei laghi di Olginate e Garlate e che consente di raggiungere Lecco rimanendo sulla stessa sponda[132][133].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il paese è attraversato per tutta la sua lunghezza dalla strada provinciale 639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate che collega i capoluoghi di provincia: Como, Lecco e Bergamo[134].

FerrovieModifica

La stazione di Vercurago-San Girolamo è una fermata di Rete Ferroviaria Italiana servita dai treni regionali Trenord della ferrovia Lecco-Brescia e della ferrovia Lecco-Milano[135][136].

Mobilità urbanaModifica

La mobilità urbana è garantita dagli autoservizi gestiti dalla società Linee Lecco[137] e dalla SAB Autoservizi[138].

AmministrazioneModifica

Elenco dei sindaci di VercuragoModifica

 
Il municipio di Vercurago, alla sinistra del quale si trova villa Borgomanero
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1871 Francesco Scola Sindaco [139]
1872 1895 Angelo Manzoni Sindaco
1896 1898 Giovanni Battista Ambrosini Sindaco
1899 1901 Angelo Manzoni Sindaco
1902 1919 Anania Scola Sindaco
1920 gennaio 1926 Emilio Bolis Sindaco
febbraio 1926 1937 Arturo Borgomanero Partito Nazionale Fascista Podestà
1938 1939 Giuseppe Meroni Partito Nazionale Fascista Podestà
1940 1943 Silvio Lozza Partito Nazionale Fascista Podestà
1944 1944 Innocenzo Cola Partito Fascista Repubblicano Podestà
1945 marzo 1945 Italo Carsana Partito Fascista Repubblicano Podestà
aprile 1945 marzo 1946 Giovanni Battista Valsecchi Sindaco
aprile 1946 maggio 1946 Luigi Biffi Sindaco
giugno 1946 27 maggio 1956 Riccardo Losa Sindaco
28 maggio 1956 7 giugno 1970 Giuseppe Rondalli Sindaco
8 giugno 1970 1971 Adelio Bolis Sindaco [140]
maggio 1971 8 giugno 1980 Attilio Lozza Democrazia Cristiana Sindaco [141]
9 giugno 1980 12 giugno 2004 Antonio Moretti Democrazia Cristiana e lista di centro Sindaco [142]
14 giugno 2004 25 maggio 2019 Carlo Greppi Lista civica - Ancora Insieme Sindaco [143]
28 maggio 2019 in carica Paolo Giovanni Lozza Lista civica - Insieme per Vercurago Sindaco [144]

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Vercurago fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

SportModifica

 
Il batell di Vercurago

La principale squadra di calcio del comune è il Vercurago, fondata nel 1987[148], milita nel girone L della Seconda categoria[149] e la squadra maschile di cestisti è il Basket Vercurago, fondata nel 2006[150], gioca nella Serie D regionale[151]. Il comune ospita anche la Victory, una delle poche squadre italiane di inter-crosse. Nella sua storia ha vinto tutti i campionati italiani e le Coppe Italia dal 1999 al 2005. Nel 2009 si è aggiudicata nuovamente la vittoria nel campionato italiano e tra il 2010 e il 2015 ha vinto quattro Coppe Europa[152].

Sono diffusi anche gli sport lacustri infatti nel 1978 è stata fondata l'associazione di canoisti Canoa Kayak 90 che è parte della Federazione Italiana Canoa Kayak[153]. Dal 2008 inoltre si svolge la Regata delle Lucie nella quale viene assegnato al vincitore il trofeo Arnaldo Mondonico e dove i comuni di: Abbadia Lariana, Bellano, Calolziocorte, Dervio, Garlate, Malgrate, Olginate, Oliveto Lario, Pescate e Vercurago si sfidano gareggiando con il batell, una storica imbarcazione lariana che veniva utilizzata nella pesca e nei trasporti[122][154].

Impianti sportiviModifica

Il comune possiede un palazzetto dello sport che viene utilizzato per gli eventi e per gli allenamenti del Basket Vercurago e della Victory oltre a essere frequentato dagli studenti della scuola elementare alla quale quale è collegato[155]. Sul territorio è anche presente anche lo stadio comunale costruito nel 1990 e utilizzato dalla squadra calcistica del Vercurago; è composto da un campo da calcio in erba a undici e da uno da sei in erba sintetica che inizialmente era in terra battuta, ci sono poi anche altri due campetti più piccoli di cui uno da pallavolo[83].

NoteModifica

  1. ^ Ministero dell'Interno - Comunali 26/05/2019 Vercurago, su elezioni.interno.gov.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  2. ^ I santi patroni Lombardia provincia di Lecco - Vercurago, su enrosadira.it. URL consultato il 17 dicembre 2018 (archiviato il 23 gennaio 2016).
  3. ^ a b c d Statuto Comunale, su comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato il 30 luglio 2018).
  4. ^ a b ISTAT - Popolazione, su demo.istat.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  6. ^ Dizionario di pronuncia italiana online - Vercurago, su dipionline.it. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato il 20 aprile 2017).
  7. ^ Francia, Gambarini, 2001.
  8. ^ Distanza Vercurago - Lecco, su distanza.org. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato il 7 agosto 2018).
  9. ^ Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio (PDF), su comune.vercurago.lc.it, p. 19. URL consultato il 7 settembre 2018 (archiviato il 6 agosto 2018).
  10. ^ a b c d e f g h i j k Comune di Vercurago - La Storia, su http://www.comune.vercurago.lc.it, 6 febbraio 2015. URL consultato il 7 settembre 2018 (archiviato il 24 giugno 2018).
  11. ^ Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, p. 55-59.
  12. ^ Piergiorgio Tosetti, Piano di Governo del Territorio (PDF), su comune.vercurago.lc.it, pp. 78-79. URL consultato il 6 settembre 2018 (archiviato il 6 agosto 2018).
  13. ^ Paola Albini e Andrea Moroni, Il terremoto del 12 maggio 1802, Valle dell'Oglio (PDF), su provincia.cremona.it, p. 5. URL consultato il 7 ottobre 2018 (archiviato l'8 ottobre 2018).
  14. ^ Rischio sismico di Vercurago, su https://www.tuttitalia.it. URL consultato il 10 agosto 2018 (archiviato il 10 agosto 2018).
  15. ^ Piano di Governo del Territorio, p. 75
  16. ^ Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, p. 8-11.
  17. ^ Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, p. 21.
  18. ^ Archivio il Meteo, su ilmeteo.it. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato il 7 agosto 2018).
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