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Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera

1leftarrow blue.svgVoce principale: Marina Militare.

Corpo delle capitanerie di porto
Guardia costiera
Guardia Costiera.svg
Emblema della Guardia costiera italiana
Descrizione generale
Attiva1865 - oggi
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Naval Ensign of Italy.svg Marina Militare
TipoGuardia costiera
Sicurezza della navigazione
Polizia tecnico amministrativa marittima
Polizia giudiziaria
Polizia ambientale
RuoloCorpo nazionale di soccorso in mare
Dimensione11.000
Comando generaleViale dell'Arte, 16 - 00144 Roma
PatronoSanta Barbara, patrona della Morte Improvvisa
MottoOMNIA VINCIT ANIMUS
Anniversari20 luglio (fondazione)
Sito internetwww.guardiacostiera.gov.it
Parte di
Comandanti
Comandante generaleAmmiraglio Ispettore Capo (CP)
Giovanni Pettorino
Simboli
BandieraNaval Ensign of Italy.svg
Bandiera di bompressoNaval Jack of Italy.svg-Naval Jack of Italy (verso).svg
Stemma forza armataCoat of arms of Marina Militare.svg
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Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera è uno dei corpi specialistici della Marina Militare italiana e svolge compiti relativi agli usi civili del mare, con funzioni di guardia costiera. Opera generalmente presso una capitaneria di porto, le quali esercitano comunque, in regime di concorso, funzioni di ordine militare nelle forme tipiche previste dalla legge.[1]

Viene storicamente ritenuto erede delle antiche magistrature del mare degli Stati preunitari italiani, alle quali era stata affidata l'amministrazione e la cura dei porti - venne istituito con l'emanazione del regio decreto 20 luglio 1865, n. 2438, subito dopo l'unità d'Italia. È competente in tema di sicurezza dei porti e delle spiagge, ed anche dei commerci che ivi si svolgono e vigila su tutte le attività che si svolgono in mare e sulle pertinenze del mare.

Tra le competenze vi sono la salvaguardia della vita umana in mare, della sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, oltreché la tutela dell'ambiente marino, dei suoi ecosistemi e l'attività di vigilanza dell'intera filiera della pesca marittima, dalla tutela delle risorse a quella del consumatore finale. A queste ultime si aggiungono le ispezioni sul naviglio nazionale mercantile, da pesca e da diporto, condotta anche sulle navi mercantili estere che scalano i porti nazionali.

Al 2015 disponeva di un organico di circa 11.000 unità, tra ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa.[2]

Indice

StoriaModifica

Negli Stati italiani preunitariModifica

Le repubbliche marinare lasciarono in eredità le loro solide istituzioni marittime e il corpus legislativo del mare agli stati preunitari della penisola italiana, che li adottarono adeguandone gli ordinamenti alle loro esigenze temporali.

Gli antichi stati preunitari italiani diponevano ognuno di un proprio ordinamento, ad esempio la Real Marina del Regno delle Due Sicilie, composte nei porti principali del Regno, dal capitano di porto e dal controllore dei dazi, alle dipendenze del ministro della Marina; il capitano del porto di Livorno era il responsabile dei porti e della Marina mercantile del granduca di Toscana, mentre nel Regno sardo piemontese vi erano due distinti corpi istituzionali: i consoli e i viceconsoli, ai quali era devoluta l'amministrazione della Marina mercantile e i capitani e gli ufficiali di porto, appartenenti al Corpo dello stato maggiore dei porti, ai quali era affidato il comando dei porti, la polizia e i servizi tecnico-nautici.

L'unità d'Italia e la nascita del corpoModifica

Con l'unità d'Italia si pose quindi il problema dell'unificazione degli ordinamenti portuali previgenti nel neonato Regno d'Italia, allo scopo venne emanato il regio decreto 20 luglio 1865, n. 2438 che tra l'altro istituì il corpo, creando nel contempo nel nuovo ordinamento statuale, una nuova istituzione per la disciplina dei porti e delle attività mercantili portuali e della navigazione. Con la nascita del corpo, vennero soppressi i consoli di marina e il corpo dello stato maggiore dei porti.

Il Corpo delle capitanerie di porto era all'epoca un corpo civile inquadrato militarmente e formato da capitani di porto di , e 3ª classe, ufficiali di porto , e 3ª classe e applicati di porto. Le giurisdizioni marittime erano costituite da compartimenti e circondari marittimi; i primi erano affidati al comando dei capitani, mentre i secondi erano di competenza degli ufficiali di porto. Al Corpo, erede delle precedenti istituzioni sabaude, fu dato carico di molteplici attività, dalla regolamentazione delle attività marittime, a funzioni meno mercantili come gli arruolamenti militari marittimi. Successivamente, con R.D. 8 dicembre 1910, n. 857,venne creato l'Ispettorato generale del corpo delle capitanerie di porto, con competenza su tutti gli organi periferici.

L'impiego operativoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra italo-turca e Prima guerra mondiale.
 
Il generale di porto ispettore Francesco Mazzinghi, fondatore delle capitanerie di porto

Il Corpo fu impiegato in vari teatri bellici, come ad esempio nella guerra italo-turca, e nelle varie fasi delle guerre coloniali italiane. Con lo scoppio della prima guerra mondiale partecipò al servizio di mobilitazione del personale militare, alla difesa delle coste, all'impiego e alla requisizione del naviglio mercantile per uso bellico, all'azione di polizia militare e soprattutto l'organizzazione e il funzionamento dell'attività portuale, indispensabile per assicurare l'approvvigionamento degli eserciti operanti. Con Decreto luogotenenziale del 3 febbraio 1918 il Ministro della Marina affidò definitivamente alle capitanerie di porto i servizi che interessavano la difesa militare e perciò tutti gli appartenenti al Corpo furono militarizzati per la durata della guerra in corso, con proroga di un semestre oltre la firma dei trattati di pace. Il Corpo fu definitivamente inquadrato militarmente nel mese di novembre del 1919[3] e infine entrò a far parte dei corpi della Regia Marina nel settembre del 1923.[4] Con il successivo Regio Decreto 3235 del 1923, vennero istituite le Direzioni marittime, alle quali fu demandato un certo numero di competenze, in precedenza riservate al Ministero. Nel contempo nacquero le capitanerie coloniali, nei territori entrati a far parte del Regno d'Italia.

Con il regio decreto legge 11 novembre 1938 n. 1902 l'ispettorato generale veniva soppresso e in sua vece istituito il Comando generale delle capitanerie di porto, retto da un ammiraglio di squadra, ridisegnandone organici e organizzazione.

La seconda guerra mondiale e la guerra civile in ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile in Italia (1943-1945).

Nel corso della seconda guerra mondiale estese la competenza anche nei territori via via occupati (Francia, Jugoslavia, Grecia, Tunisia), con la creazione di nuovi uffici di porto. Con la perdita dei territori in Africa e in Dodecanneso, il personale delle Capitanerie non rimpatriato, divenne prigioniero di guerra.

Durante la guerra civile in Italia e la divisione del territorio tra la Repubblica sociale italiana ed il Regno del Sud, a seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943, mentre nel Regno vigeva il preesistente ordinamento, con il comando generale a Taranto, nel nord Italia vennero istituiti presso il trasferito Ministero delle Comunicazioni, la Direzione generale della marina mercantile e il Comando generale delle capitanerie di porto, con sede a Verona e successivamente a Milano.

Queste due istituzioni, sorte in situazioni molto emergenziali, furono di grande utilità nella tutela del naviglio nazionale, dei porti e nella salvaguardia delle istituzioni marittime in genere.[senza fonte]

Dal secondo dopoguerra ad oggiModifica

 
Logo del Numero blu per le emergenze in mare e sulle spiagge.

La ricostruzione interessò tutti i porti della penisola e delle isole, totalmente distrutti, sia strutturalmente sia negli arredi, senza tralasciare il naviglio, completamente distrutto e la rinascita vide protagonisti anche gli uomini del Corpo, attivi anche nei settori economici, oltre che nel ruolo che compete loro di gestione dei porti e dell'amministrazione tecnico giuridica della navigazione marittima. Il "Comando generale delle capitanerie di porto", nel 1948, lasciò il posto a un ricostruito "Ispettorato generale delle capitanerie di porto", al cui Comando fu preposto l'Ufficiale Ispettore più anziano di grado in servizio permanente effettivo, appartenente ai ruoli del Corpo, e in questo contesto il Corpo fu posto alle dipendenze dell'allora Ministero della marina mercantile. Nel 1968 fu demandata direttamente al Corpo la gestione dei mezzi navali destinati ai compiti istituzionali. La nascita della componente aerea del Corpo avvenne nel 1988 quando furono acquisiti i primi quattro velivoli della linea Piaggio P166.

Con il Decreto interministeriale dell'8 giugno 1989 fu istituita la "Guardia Costiera", quale articolazione operativa delle Capitanerie di porto, costituita dall'inglobamento dei reparti aeronavali preesistenti. Dal 1996 con una serie di accorpamenti gli uffici delle capitanerie di porto passarono al Ministero dei trasporti e della navigazione, nato dall'unione dei Ministero dei trasporti con il Ministero della marina mercantile. Con la riforma Bassanini del governo D'Alema I di cui al d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, entrata in vigore nel 2001 col governo Berlusconi II, il "Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera", è stato inquadrato funzionalmente ed organizzativamente nell’ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, quale corpo specialistico della Marina Militare, al Ministero della difesa per le funzioni di ordine militare.[5] Ai sensi del d.lgs.19 agosto 2016, n. 177, la Guardia di Finanza ha acquisito le competenze in mare dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, lasciando al corpo solo quelle relative alla sicurezza della navigazione e di ricerca e soccorso.

Organizzazione e strutturaModifica

Ha dipendenza funzionale dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al quale si riconducono i suoi principali compiti istituzionali,[6] e dai dicasteri del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che si avvalgono della sua organizzazione e delle sue competenze specialistiche. Al vertice vi è Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera che ha sede a Roma (nel quartiere EUR) presso il palazzo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La carica è ricoperta da un ammiraglio ispettore capo mentre un ammiraglio ispettore ricopre la carica di vice comandante generale del corpo.[7]

 
Il Comando Generale a Roma, presso la sede all'EUR del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

L'organizzazione a livello territoriale è stata definita con il decreto interministeriale dell'8 giugno 1989.[8] Essa è attualmente ripartita in:

Reparti specialiModifica

Reparti voloModifica

La Componente Aerea della Guardia Costiera dispone di quattro basi aeree:

  • 1ª Sezione Volo Elicotteri - dislocata a Sarzana-Luni (SP), presso MARISTAELI Luni opera dal dicembre 1991 come 1º Nucleo Aereo Guardia Costiera. Ha in servizio quattro elicotteri AW 139 CP (Nemo).
  • 2ª Sezione Volo Elicotteri - istituita il 1º luglio 2006 a Catania Fontanarossa, presso MARISTAELI Catania. Opera con sei elicotteri AW 139, due ATR-42 e un P180.
  • 3ª Sezione Volo Elicotteri - opera dal gennaio 2016 nella sede di Pescara, dove sono schierati un ATR-42, 2 P166 e 2 elicotteri AW 139.[9]
  • 4ª Sezione Volo Elicotteri - opera dal 17 luglio 2018 nella sede dell'Aeroporto di Decimomannu con un AW 139.[10]

Competenze e funzioniModifica

Per quanto il corpo sia espressione della Marina Militare italiana, in quanto facente parte dell'organico alla stessa forza armata, svolge compiti e funzioni non strettamente legati all'attività istituzionale quale corpo armato. Tali compiti e funzioni sono, infatti, di natura e fini prevalentemente civili, legati all'uso pubblico del mare nella più ampia accezione del termine, e vengono svolti in dipendenza funzionale da vari ministeri, con particolare dipendenza dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, erede del Ministero della Marina mercantile, soppresso nel 1994. Ha poi funzioni di polizia giudiziaria, per le violazioni previste dal codice della navigazione, articolo 1235 e delle altre leggi speciali (pesca, demanio marittimo, diporto nautico, ambiente, ecc.) e attraverso l'articolazione operativa di guardia costiera opera in mare, nei porti e sulle pertinenze marittime, principalmente per la salvaguardia della vita umana in mare e la sicurezza della navigazione. Svolge inoltre attività di pronto intervento nei casi di soccorso marittimo o di crimini commessi in mare.

Per le ultime operazioni, le indagini spettano in collaborazione con la Polizia di Stato. Per il soccorso marittimo hanno mezzi dotati per intervenire in situazioni di mare estremamente agitato. Sono dotati anche di alcune idroambulanze. I servizi d'istituto sono effettuati con dipendenza da diversi organi dello Stato, dei quali il Comando generale del Corpo delle CC.PP. è l'interfaccia naturale. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è il principale organo istituzionale che si avvale dell'operato delle capitanerie di porto, per la maggior parte delle funzioni collegate all'uso del mare e attività connesse alla navigazione commerciale e da diporto e sul cui bilancio gravano le spese di funzionamento. Il Corpo poi esercita le competenze relative alle materie del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per cui la legge e altre disposizioni normative prevedono la diretta attribuzione allo stesso e svolge, in regime di avvalimento, le attività a esso conferite nei settori riconducibili al competente Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Sinteticamente, attività espletate si possono riassumere in:

  • ricerca e soccorso in mare (SAR);
  • sicurezza della navigazione;
  • supervisione del funzionamento del porto;
  • protezione ambiente marino;
  • centro di controllo nazionale della pesca marittima;
  • formazione del personale marittimo;
  • iscrizione del naviglio mercantile, da pesca e da diporto;
  • contenzioso per le violazioni amministrative marittime;
  • polizia tecnico-amministrativa marittima comprendente: la disciplina delle attività marittime (potere di ordinanza), controllo del traffico marittimo, manovra delle navi, inchieste sui sinistri marittimi, gestione dei porti non sede di Autorità portuale;
  • collaudi e ispezioni ai depositi costieri;
  • vigilanza e polizia demaniale marittima;
  • arruolamento del personale militare della Marina;
  • archeologia subacquea;
  • contrasto all'immigrazione clandestina via mare;
  • servizi di protezione civile;
  • servizi di polizia stradale nelle aree portuali (art. 12, c. 3 lett. f del codice della strada);
  • servizi antiterrorismo e di sicurezza, sia negli ambiti portuali sia a bordo delle navi nazionali ed estere, in adesione alla normativa nazionale e internazionale vigente.

Per la varietà di compiti e diversi dicasteri o enti amministrativi interessati, la componente del Corpo delle capitanerie di porto è uno sportello unico per le attività marittime.

Compiti di poliziaModifica

Il corpo esercita, dunque, la funzione di polizia giudiziaria in specifiche materie (codice della navigazione e altre leggi speciali), assumendo eccezionalmente competenza generale solo nei porti ove non sia presente un ufficio di pubblica sicurezza. Il Corpo non esercita funzioni di pubblica sicurezza. Inoltre, sono istituite Sezioni di polizia giudiziaria della guardia costiera presso le varie Procure della Repubblica: esse, in base alle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, dovrebbero essere specializzate ed occuparsi di reati attinenti alle materie di competenza del Corpo; tuttavia, concretamente si trovano spesso ad occuparsi di reati comuni. Il Corpo concorre all'attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nei termini stabiliti dagli articoli 5 e 99 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

Altre competenze sono:

  • comando dei porti ed esercizio delle funzioni di Autorità di sicurezza in materia di prevenzione da minacce, ai sensi del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 203;
  • polizia nei porti e in corso di navigazione;
  • sicurezza generale nei porti e nelle relative adiacenze, ai sensi dell'articolo 81 del codice della navigazione e, nei termini previsti dall'articolo 82 del predetto codice, sulle navi in porto e in corso di navigazione nel mare territoriale;
  • polizia marittima;
  • demanio marittimo ed esercizio dei relativi poteri di polizia amministrativa;
  • personale marittimo;
  • regime amministrativo della nave;
  • diporto nautico;
  • soccorso e polizia di sicurezza della navigazione nei laghi e nelle acque interne;
  • funzioni autorità portuale nei porti in cui non ve ne sia istituita una;
  • servizi tecnico - nautici;
  • sicurezza delle attività lavorative nei porti e a bordo di navi, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed esercizio delle potestà organizzative e dei poteri di vigilanza in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro nell'ambito delle proprie strutture e dei propri mezzi operativi;
  • attività ispettiva in funzione di controllo delle navi da parte dello Stato di approdo (port State control) e dello stato di bandiera (flag State), rispettivamente ai sensi delle direttive 2009/16/CE[11][12][13], 2009/15/CE[14][15] e 106/2001/CE[16][17] e successive modifiche;
  • indagini e inchieste sui sinistri marittimi al fine di individuarne cause, circostanze e responsabilità in linea con la previsione del codice della navigazione e del relativo regolamento di esecuzione, nonché ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 28;
  • responsabilità civile per i danni dovuti a inquinamenti da combustibile delle navi;
  • altre materie previste dal codice della navigazione e dalle altre leggi speciali che demandano al Corpo specifiche funzioni.

Ricerca e soccorso (SAR) in mareModifica

 
Area SAR di competenza dell'Italia con le 16 zone MRSC

Nell'ambito delle funzioni sopraelencate, svolge la funzione generale di autorità marittima ai sensi del codice della navigazione, e ferme restando le attribuzioni in materia di coordinamento generale dei servizi di soccorso marittimo, di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 662, è competente per l'esercizio delle funzioni di ricerca e salvataggio in mare, ai sensi degli articoli 69, 70 e 830 del codice della navigazione, di disciplina, monitoraggio e controllo del traffico navale, di sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, nonché delle relative attività di vigilanza e controllo, ai sensi del codice della navigazione, della legge 28 dicembre 1989, n. 422 e delle altre leggi speciali.

Il regolamento di attuazione della convenzione di Amburgo del 1979 sul soccorso marittimo (d.P.R. 28 settembre 1994, n. 662), è il documento di coordinamento, anche innovativo, in materia di ricerca e soccorso in mare. Infatti questo documento dispone l'organizzazione del sistema di soccorso secondo precisi criteri aderenti alla normativa internazionale. In questo assetto, Il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, attraverso la propria centrale operativa, ha assunto le funzioni di "Italian Maritime Rescue Coordination Centre" con l'acronimo IMRCC (Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo). L'IMRCC, in tale veste, assume il coordinamento delle operazioni di soccorso in mare, nell'area marittima di competenza Italiana, ma in particolare è incaricato di promuovere, mantenendo i pertinenti collegamenti internazionali con gli omologhi di altri Stati, il soccorso in favore dei mezzi e cittadini italiani in qualsiasi mare; analogamente, è incaricato del soccorso a mezzi e persone straniere nelle acque italiane. In questo ambito le direzioni marittime, con le loro sale operative, assumono le funzioni di centri secondari di soccorso marittimo (MRSC) e assicurano il coordinamento delle operazioni SAR nelle aree di loro competenza, secondo i pertinenti piani di soccorso o in base alle deleghe dell'IMRCC.

Tutti gli altri uffici periferici del Corpo delle capitanerie di porto, sono classificati UCG (Unità costiere di guardia), i quali hanno la facoltà di coordinamento degli eventi SAR che accadono nelle proprie giurisdizioni, sempre secondo le deleghe permanenti o degli organi sovraordinati.
In fase di coordinamento di soccorsi marittimi, i Centri secondari di Soccorso e le unità costiere di guardia hanno facoltà di richiedere i mezzi necessari anche ad altre Amministrazioni dello Stato o privati.

Funzione di polizia militareModifica

Nell'ambito delle altre attribuzioni connesse allo svolgimento di compiti e mansioni di carattere militare discendenti dalle incombenze di forza armata, per quanto attiene le funzioni di polizia militare, oltre che all'Arma dei carabinieri, le stesse sono prescritte anche per il Corpo delle capitanerie di porto - guardia costiera per quanto riguarda esclusivamente gli appartenenti al Corpo, già a mente della legge 8 luglio 1926, n. 1178 (Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 1926), recante "Ordinamento della Regia Marina", e del precipuo art. 32 "Spettanze del Corpo delle capitanerie di porto", lettera M, che recitava: «concorrere alla difesa marittima e costiera, ai servizi ausiliari e logistici dell'armata, all'applicazione delle norme del diritto internazionale marittimo e all'esercizio della polizia militare.

Il codice dell'ordinamento militare[18] all'art. 132, comma 1º lett. a), richiama letteralmente il predetto articolo, e si evidenziano i contenuti ex comma 2 art. 90, stessa norma, dal titolo "Funzioni di polizia militare", che salvaguarda espressamente detta competenza riguardo ai militari del Corpo. In particolare alle capitanerie di porto sono riconosciute competenze in materia di polizia militare e polizia giudiziaria militare per quanto attiene la sicurezza della navigazione, la sicurezza dei porti e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Inoltre può essere incaricata delle medesime funzioni in ambito missioni militari internazionali, sia per i porti in cui opera la Marina Militare, oppure nelle ipotesi in cui sia autorizzata ad operare in acque territoriali straniere ove le competenze specifiche non esistano.

Vigilanza ambientale marittimaModifica

Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera dipende funzionalmente dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell'articolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e dell'articolo 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, esercitando funzioni di vigilanza e controllo in materia di tutela dell'ambiente marino e costiero. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, il Corpo delle capitanerie di porto esercita, specificatamente, le funzioni sottostanti:

  1. nelle zone sottoposte alla giurisdizione nazionale svolge, in via prevalente, le attività di controllo relative all'esatta applicazione delle norme del diritto italiano, del diritto dell'Unione europea e dei trattati internazionali in vigore per l'Italia in materia di prevenzione e repressione di tutti i tipi di inquinamento marino, ivi compresi l'inquinamento da navi e da acque di zavorra, l'inquinamento da immersione di rifiuti, l'inquinamento da attività di esplorazione e di sfruttamento dei fondi marini e l'inquinamento di origine atmosferica, nonché in materia di protezione dei mammiferi e della biodiversità;
  2. nelle acque di giurisdizione e di interesse nazionale esercita, per fini di tutela ambientale e di sicurezza della navigazione, ai sensi della legge 7 marzo 2001, n. 51, il controllo del traffico marittimo (Vessel Traffic Service);
  3. provvede, ai sensi degli articoli 135, 2° comma, e 195, 5° comma del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alla sorveglianza e all'accertamento delle violazioni in materia di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche se dalle stesse possono derivare danni o situazioni di pericolo per l'ambiente marino e costiero, nonché alla sorveglianza e all'accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti e alla repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti;
  4. esercita, ai sensi dell'articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, la sorveglianza nelle aree marine protette e sulle aree di reperimento;
  5. ai sensi dell'articolo 296, comma 9 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, accerta le violazione e irroga le sanzioni di cui ai commi da 5 a 8 del predetto articolo;
  6. per le attività di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, attraverso la sua organizzazione periferica a livello di compartimento marittimo, opera, ai sensi della legge 16 luglio 1998, n. 239, articolo 7, sulla base di direttive vincolanti, generali e specifiche, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; in forza della medesima disposizione normativa per altri interventi e attività in materia di tutela e difesa del mare, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare può avvalersi anche del Corpo delle capitanerie di porto, sulla base di specifiche convenzioni. Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera dipende funzionalmente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, per l'esercizio delle funzioni delegate in materia di pesca marittima.

In virtù delle attribuzioni sopraccitate, il Corpo delle capitanerie di porto esercita, in particolare, le funzioni seguenti:

  1. direzione, vigilanza e controllo sulla filiera della pesca, ai sensi dell'articolo 21 della legge 14 luglio 1965, n. 963;
  2. attività amministrativa in materia di pesca marittima sulla base di direttive impartite dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 7, comma 1 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153;
  3. in base a quanto disposto dall'articolo 7, comma 2 del citato decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, centro di controllo nazionale della pesca, sulla base degli indirizzi concertati con le Regioni e in aderenza ai principi generali di cui all'art. 118 della Costituzione;
  4. vigilanza e controllo sull'esatto adempimento delle norme relative alle provvidenze in materia di pesca previste dalla normativa nazionale e comunitaria;
  5. verifica della corretta applicazione delle norme sul commercio di prodotti ittici e biologici marini;
  6. partecipazione, mediante personale specializzato, alle attività di verifica sull'esatto adempimento della normativa comunitaria in materia di pesca, in base alla pianificazione, e alle discendenti fasi operative, disposte dai competenti organi comunitari.

PersonaleModifica

ArmamentoModifica

MobilitàModifica

Modalità di reclutamentoModifica

I requisiti per l'arruolamento sono simili a quelli previsti per la Marina militare. In ordine crescente di grado, ci si può arruolare nella truppa come VFP1, con la possibilità successiva di partecipare al concorso per VFP4 e infine transitare in s.p.e. con il grado di sottocapo. Si può inoltre partecipare al concorso per allievi marescialli e per allievi ufficiali (entrambi per diplomati); c'è inoltre la possibilità di arruolarsi come ufficiali in ferma prefissata (30 mesi, per diplomati e laureati),[senza fonte] oppure la possibilità per i possessori di specifiche lauree quinquennali di arruolarsi come "Ufficiali a nomina diretta".

Mezzi utilizzatiModifica

Componente navaleModifica

Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera ha una flotta composta da oltre 300 unità navali di vario tipo, dislocate in 113 fra porti e approdi della penisola italiana e delle sue isole.

I mezzi navali utilizzati per l'assolvimento dei compiti istituzionali del corpo sono in fase di rinnovamento. Il potenziamento dei mezzi navali del Corpo delle capitanerie di porto ha origine con la promulgazione della legge 30 novembre 1998, n. 413[19], con la quale sono stati messi in cantiere 5 pattugliatori della classe 900 e 2 navi classe Dattilo con ponte di volo da mt.100 di lunghezza, una nave logistica da 65 m., 28 unità d'altura a grande autonomia (AGA) della classe 200/S, per investimenti complessivi di 40 miliardi di lire in 15 anni, e "la costruzione, d'intesa con il Ministro della difesa, di unità navali di tipologia simile ai pattugliatori classe "Cassiopea", affidate alla Marina militare per la vigilanza a tutela degli interessi nazionali, al di là del limite esterno del mare territoriale, e gestite dal Ministero della difesa;"per complessivi 35 miliardi di lire a partire dall'anno 2000[20]. Inoltre sono state commissionate 94 motovedette Classe 800, 26 motovedette classe 2000 e 32 unità navali classe 500 oltre che diversi mezzi litoranei.

Nel corso degli anni novanta erano entrate in servizio la motovedetta Ingianni le motovedette della classe Mazzinghi le cui prime unità erano entrate in servizio alla fine degli anni ottanta.

Attualmente la flotta in dotazione alla Guardia costiera comprende[21]:

Componente aereaModifica

Il servizio aereo della Guardia costiera fu attivato nel 1989. La componente aerea è formata da velivoli ad ala fissa e ala rotante stazionati presso le sedi del 1º, 2º e 3º nucleo aereo, rispettivamente negli aeroporti di Sarzana-Luni, Catania Fontanarossa e Pescara Fontanelle in cui operano 7 Piaggio P.166 (codice di chiamata radio: "orca") e 3 ATR 42 MP (uno in versione 400 e due in versione 500) ("manta"). Nelle sedi di Sarzana e Catania, esistono inoltre due sezioni elicotteri rispettivamente 1a e 2a sezione elicotteri che operavano con alcuni Agusta-Bell AB 412 ("koala"), ora dismessi, e 10 nuovi AgustaWestland AW139 ("nemo"). Dopo la dotazione del corpo degli AgustaWestland AW139, si sono formate 2 ulteriori sezioni elicotteri la 3a e la 4a a Pescara e Cagliari utilizzando 3 nuovi AgustaWestland AW139 e si sta valutando la possibilità di dislocare un nuovo nucleo elicotteri a Pontecagnano in provincia di Salerno.[senza fonte] Portando la dotazione a 14 nuove macchine ad ala rotante.

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio
(2016)[22]
Note
Aerei da ricognizione
Piaggio P.166 Orca   Italia aereo da sorveglianza aerea marittima P.166 DL3 SEM "Orca" 2[22] Dei 14 consegnati dal 1988 ne rimangono in servizio, al 2016, 2 esemplari assegnati al 3º Nucleo aereo di Pescara.[22]
ATR-42MP Manta   Italia aereo da sorveglianza aerea marittima ATR-42MP-420
ATR-42MP-500 "Manta"
1[22]
2[22]
Dopo l'ATR-42MP-420 acquistato nel 1998, gli hanno fatto seguito due esemplari della serie 500.[22]
Piaggio P.180 Avanti II   Italia aereo da sorveglianza aerea marittima P.180 "Avanti II" 1[22] Un esemplare consegnato a marzo 2011 ed in servizio al 2016.[22] Utilizzato per le esigenze di collegamento e, con la dotazione di bordo installata, per attività di sorveglianza.[22]
Elicotteri
Agusta AB-412 Koala   Italia
  Stati Uniti
SAR AB-412HP "Koala" 5[22] Sono stati consegnati complessivamente dieci esemplari, dei quali quattro nella versione AB-412SP e sei AB-412HP, uno dei quali perduto in un incidente il 17 ottobre 2001 (il Koala 9-07).[22] Nel 2015, gli esemplari versione SP sono stati ceduti ad AgustaWestland come previsto dal secondo contratto d'acquisto dei nuovi AW-139.[22]
AgustaWestland AW-139 Nemo   Italia SAR AW-139CP "Nemo" 10[22] Consegnati a partire dal 2010, le ultime due macchine sono state consegnate nel 2016.[22] Leonardo-Finmeccanica ha comunicato che ad agosto 2016 sono stati ordinati due nuovi esemplari, portando il numero totale a 12 esemplari.[23]

SimboliModifica

Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera è rappresentato da:

  •   stemma araldico della Forza armata
  •   bandiera navale della Marina Militare
  •   emblema del servizio di Guardia costiera
  •   stendardo delle unità navali della Guardia costiera
  •   santa Barbara, patrona della Marina Militare

L'emblema della Guardia costieraModifica

A seguito dell'istituzione dei reparti di Guardia costiera del Corpo delle capitanerie di porto di cui al decreto interministeriale dell'8 giugno 1989, a similitudine di quanto già avveniva in tutti i servizi di Guardia costiera del mondo, le unità navali e aeree del Corpo furono "vestite" della tradizionale banda diagonale rossa sugli scafi e sulle carlinghe.

Questo simbolo, appunto, distintivo del servizio di Stato «Guardia costiera» fu caricato di due piccole bande marginali verde e bianca, in ossequio alla bandiera nazionale; al centro è stata posta l'ancora nera della Marina Militare, in un tondo bianco.

Qualifiche e abilitazioniModifica

Nocchiere di Porto "NP"
 
  • senza specialità
    • Operatori di volo (NP/OV)
    • Tecnici di aeromobili (NP/TAER)
    • Condotta battelli pneumatici (NP/PN)
    • Vessel traffic service (NP/VTS)
  • Motoristi (NP/MS)
    • Servizio antincendio (NP/MS/SA)
    • Specialisti aeronautici (NP/MS/EAR)
  • Radaristi (NP/RD)
  • Radiotelefonisti (NP/RF)
  • Elaboratori dati (NP/OE)
  • Operatori (NP/OP)
    • Vessel traffic service (NP/OP/VTS)
  • Elettricisti (NP/E)
  • Tecnici elettronici (NP/ETE)
    • Tecnici di aeromobili (NP/ETE/TAER)
  • Montatori (NP/MO)
    • Tecnici di aeromobili (NP/MO/TAER)
  • Tecnici (NP/TC)
    • Tecnici di aeromobili (NP/TC/TAER)
    • Vessel traffic service (NP/TC/VTS)
  • Elettromeccanici (NP/EM)
  • Furieri segretari (NP/FR)
  • Furieri contabili (NP/FRC)
  • Maestri di mensa e cucina (NP/MCM)
  • Conduttori automezzi (NP/CNA)
  • Servizio difesa installazioni (NP/SDI)
  • Meccanici d'armi (NP/MA)

GradiModifica

Grado Distintivo per controspallina Distintivo per divisa ordinaria invernale Distintivo tubolare Codice NATO
Ufficiali
Ufficiali ammiragli
Ammiraglio Ispettore Capo (CP)

Comandante Generale

      OF-8
Ammiraglio Ispettore (CP)       OF-7
Contrammiraglio (CP)       OF-6
Ufficiali superiori
Capitano di Vascello (CP)       OF-5
Capitano di Fregata (CP)       OF-4
Capitano di Corvetta (CP)       OF-3
Ufficiali inferiori
Tenente di Vascello (CP)       OF-2
Sottotenente di Vascello (CP)       OF-1
Guardiamarina (CP)      
Sottufficiali
Ruolo Marescialli
Primo Luogotenente NP       OR-9
Luogotenente NP      
Primo Maresciallo NP      
Capo di 1ª Classe NP      
Capo di 2ª Classe NP       OR-8
Capo di 3ª Classe NP      
Ruolo Sergenti
Secondo Capo Scelto

"Qualifica Speciale" NP

    OR-7
Secondo Capo Scelto NP    
Secondo Capo NP     OR-6
Sergente NP     OR-5
Graduati
Volontari in Servizio Permanente
Sottocapo di 1ª Classe Scelto

"Qualifica Speciale" NP

    OR-4
Sottocapo di 1ª Classe Scelto NP    
Sottocapo di 1ª Classe NP    
Sottocapo di 2ª Classe NP    
Sottocapo di 3ª Classe NP    
Militari di Truppa
Volontari in Ferma Prefissata
Sottocapo NP

(dopo 18 mesi nel ruolo VFP4)

    OR-3
Comune di 1ª Classe NP

(VFP4)

    OR-2
Comune di 2ª Classe NP

(VFP1)

    OR-1

Onorificenze concesse al Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costieraModifica

Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera, nel corso della sua storia, è stata insignita delle seguenti onorificenze:

Individuali[24][25]Modifica

Al valor militare

  9 medaglie d'argento

  26 medaglie di bronzo

  60 croci di guerra

  63 encomi solenni

Al valor civile

  13 medaglie d'argento

  67 medaglie di bronzo

  143 attestati di benemerenza

  12 encomi solenni

Al valor di Marina

  4 medaglie d'oro

  33 medaglie d'argento

  90 medaglie di bronzo

  12 encomi solenni

Al merito civile

  3 medaglie d'oro (allo Stendardo)

  3 medaglie d'argento

  27 medaglie di bronzo

  51 attestati di benemerenza

Al merito di Marina (già medaglia di benemerenza marinara)

  3 medaglie d'oro

  35 medaglie d'argento

  171 medaglie di bronzo

Allo stendardo delle Unità navali (aggiornamento al dicembre 2018)Modifica

  Medaglia d'oro al valor di Marina
«Le Unità Navali del Corpo delle Capitanerie di Porto, con i loro equipaggi, nel corso degli anni prestavano incessantemente la loro rischiosa e complessa opera di soccorso, spesso condotta fino al limite della propria capacità operativa, in condizioni meteorologiche e marine severe, con la consapevolezza di intervenire per salvare numerosissimi migranti provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa, che disperatamente sfidavano le insidie del mare per raggiungere le coste Italiane in situazioni di costante pericolo e, in alcuni casi, al limite della loro sopravvivenza. Esempio di straordinaria umanità, altruismo, coraggio e non comune perizia marinaresca, rafforzavano ed esaltavano l'immagine del Paese e il prestigio della Forza Armata. Stretto di Sicilia, luglio 2011- febbraio 2015»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2015[26]
  Medaglia d'argento al valor di Marina
«Gli equipaggi delle Unità Navali del Corpo delle Capitanerie di Porto, nel segno delle più nobili tradizioni marinare, si prodigavano strenuamente con encomiabile spirito di sacrificio, incuranti del pericolo, per strappare dai perigliosi flutti migranti nordafricani che, numerosissimi, avevano disperatamente sfidato le insidie del mare per raggiungere le nostre coste. Fulgidi esempi di eccezionale altruismo, coraggio, umanità, ardimento e straordinaria perizia marinaresca, contribuivano a rafforzare l'immagine del Paese e il prestigio della Forza Armata. Canale di Sicilia, 31 luglio 2011»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 13 luglio 2012[26]
  Medaglia d'oro al valor civile
«Per l'instancabile e valoroso impegno profuso dagli uomini e dalle donne del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera nell'affrontare, spesso in condizioni meteo marine avverse e in ore notturne, la recrudescenza del fenomeno degli sbarchi di profughi e migranti, giunti con mezzi di fortuna, nel mare di Sicilia. I molteplici interventi protesi alla salvaguardia del supremo valore della vita umana, hanno dimostrato la straordinaria professionalità nello svolgimento degli specifici compiti di vigilanza e l'eccezionale abnegazione del personale tutto, riscuotendo la riconoscenza e l'ammirazione dell'intero Paese. Mare di Sicilia, 2012-2014»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 1º luglio 2015[26]
  Medaglia d'oro al merito di Marina
«Gli equipaggi delle Unità Navali del Corpo delle Capitanerie di Porto, strategicamente impiegati in relazione all'eccezionalità dell'evento del naufragio occorso alla Motonave Costa Concordia e al repentino evolversi della situazione, con encomiabile spirito di sacrificio, grande coraggio e incurante sprezzo del pericolo si adoperavano senza sosta, per trarre in salvo migliaia di persone a bordo della Motonave naufragata all'Isola del Giglio, scongiurando una tragedia di proporzioni immaginabili. Questo evento si aggiunge a innumerevoli interventi di salvataggio e soccorso prestati dai mezzi navali del Corpo, in straordinaria perizia marinaresca, grande solidarietà umana e generosa abnegazione. Isola del Giglio (GR), 13-14 gennaio 2012»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2013[26]
  Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione dei massicci e reiterati episodi di immigrazione clandestina il personale del Corpo, con grande tempestività e encomiabile professionalità, interveniva in soccorso dei numerosissimi profughi abbandonati in mare aperto o lungo i litorali. Operando generosamente per il superiore fine di salvaguardare comunque la vita umana, offriva alla Nazione tutta splendido esempio di umana solidarietà ed elevato spirito di sacrificio. 1990-2000, Canale di Otranto»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 11 maggio 2000[26]

Allo stendardo del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera (aggiornamento al dicembre 2018)Modifica

  Medaglia d'oro al merito civile
«Nel corso di oltre un ventennio, dando prova di elevatissima professionalità, di encomiabile spirito di sacrificio e di incondizionato impegno, interveniva con uomini e mezzi in aiuto delle popolazioni costiere e degli abitanti delle isole, prodigandosi con immediatezza, efficacia, sensibilità e perizia marinaresca in un'attività generosa ed instancabile ed in innumerevoli operazioni di soccorso di quanti, sul litorale nazionale, si trovassero in condizioni di difficoltà. Territorio nazionale, 1968 -1996»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1996[26]
  Medaglia d'oro al merito civile
«Il personale delle Capitanerie di porto ha fronteggiato le emergenze legate all'enorme flusso dell'immigrazione clandestina via mare, rendendosi protagonista del soccorso, anche in condizioni atmosferiche avverse, dei cittadini extracomunitari presenti sulle imbarcazioni intercettate da unità del Corpo. La molteplicità degli interventi, effettuati con elevata professionalità, sia di giorno che di notte, hanno dato testimonianza di generoso spirito di umana solidarietà, di eccezionale coraggio, e di diffuso senso di abnegazione e dedizione al dovere, contribuendo a rafforzare la fiducia nelle Istituzioni. Lampedusa e Linosa, 2001-2003»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 2004[26]
  Medaglia di bronzo al merito civile
«In occasione di un vasto incendio che aveva interessato il litorale, il personale della Capitaneria di porto con grande abnegazione accorreva immediatamente, nonostante la scarsissima visibilità dovuta alle fiamme e al fumo, per prestare soccorso ai numerosi turisti che, in preda al panico, si erano tuffati in mare, riuscendo a trarli in salvo. Chiaro esempio di alto senso del dovere e di elette virtù civiche che hanno suscitato la riconoscenza della collettività locale. Peschici (FG), 24 luglio 2007»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 2011[26]
  Medaglia d'oro al merito della Croce Rossa Italiana
«Per lo straordinario, prolungato e costante impegno nel soccorso in mare di decine di migliaia di migranti che con mezzi di fortuna fuggono da situazioni di povertà o conflitto, realizzando così appieno i valori umanitari del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. In tale contesto il personale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera ha generosamente supportato logisticamente il personale C.R.I. dando prova di sensibile partecipazione agli alti e nobili fini istituzionali dell'Associazione. Questa onorificenza vuole essere un segno di riconoscenza e di affetto da parte di Croce Rossa Italiana tutta»
— Roma, 13 luglio 2015[26]
  Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per i servizi prestati in occasione dell’emergenza sismica del 6 aprile 2009 (Terremoto in Abruzzo)

(al Comando Generale del Corpo)»
— Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 aprile 2011[26]

  Diploma di medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte

(Per l'attività di tutela del patrimonio archeologico sommerso, 28 novembre 1992)[27]

  Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica (14 maggio 1996)[25]

  Medaglia d'oro con spade pro Merito Melitensi del Sovrano militare Ordine di Malta (12 febbraio 2009)[25][28]

AbbreviazioniModifica

Elenco delle abbreviazioni utilizzate dalla Guardia costiera:

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ http://www.guardiacostiera.gov.it/chi-siamo
  2. ^ Marina Militare - Conosciamoci - Capitanerie di porto, su marina.difesa.it. URL consultato il 26 settembre 2015.
  3. ^ Regio decreto n. 2349 del 27 novembre 1919.
  4. ^ Regio decreto n. 2068 del 10 settembre 1923.
  5. ^ www.guardiacostiera.gov.it
  6. ^ http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/organizzazione/guardiacostiera/Pagine/default.aspx
  7. ^ guardiacostiera.gov.it, http://www.guardiacostiera.gov.it/organizzazione/Pages/comando-generale.aspx.
  8. ^ [Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 24 giugno 1989, n. 14.
  9. ^ Le basi aeree
  10. ^ Basi aeree, su www.guardiacostiera.gov.it. URL consultato il 26 novembre 2018.
  11. ^ Direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009 relativa al controllo da parte dello Stato di approdo.
  12. ^ Regolamento (UE) n. 428/2010 della Commissione del 20 maggio 2010 recante attuazione dell'articolo 14 della direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le ispezioni estese delle navi.
  13. ^ Decreto legislativo 24 marzo 2011, n. 53: Attuazione della direttiva 2009/16/CE recante le norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri.
  14. ^ Direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009 relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime.
  15. ^ Decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104 Attuazione della direttiva 2009/15/CE relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime Archiviato il 25 luglio 2011 in Internet Archive..
  16. ^ Direttiva 2001/106/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 2001 che modifica la direttiva 95/21/CE del Consiglio relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (controllo dello Stato di approdo).
  17. ^ Decreto legislativo 30 settembre 2004, n. 268. Attuazione della direttiva 2001/16/CE in materia di interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale.
  18. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 106 dell'8 maggio 2010, serie ordinaria n. 84.
  19. ^ http://www.camera.it/parlam/leggi/98413l.htm art. 8.
  20. ^ http://www.camera.it/parlam/leggi/98413l.htm art. 8 comma 1a e 3a, 1b e 3b.
  21. ^ Mezzi e tecnologie della Guardia costiera italiana, su guardiacostiera.gov.it, 1º giugno 2016. URL consultato il 1º giugno 2016.
  22. ^ a b c d e f g h i j k l m n "I mezzi aerei della Guardia Costiera" - "Aeronautica & Difesa" N. 354 - 4/2016 pag. 60-61
  23. ^ "LA GUARDIA COSTIERA ITALIANA AGGIUNGE DUE ULTERIORI AW139 ALLA PROPRIA FLOTTA". difesaonline.it, 4 agosto 2016. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  24. ^ Dati suscettibili di aggiornamento costante
  25. ^ a b c Onorificenze, su www.guardiacostiera.gov.it. URL consultato il 27 dicembre 2018.
  26. ^ a b c d e f g h i j http://www.guardiacostiera.gov.it/chi-siamo/Pages/onorificenze.aspx
  27. ^ Le onorificenze della Repubblica Italiana, su www.quirinale.it. URL consultato il 27 dicembre 2018.
  28. ^ Dal sito web del Sovrano Militare Ordine di Malta.

BibliografiaModifica

  • Walter Gonzales, Sentinelle in blu, Mursia Editore.
  • a cura di Ugo Bertelli, Il libro delle Capitanerie di porto - Guardia costiera, Testi e Interviste: Enrico Alderotti e Daniela Stanco, Progetto Grafico e Impaginazione: Daniela Stanco, Editrice Imago Media.

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