Apri il menu principale
Corona real abierta.svg
Marzano
Coa fam ITA marzano3.jpg
D'argento, alla croce potenziata di nero.
StatoItalia Italia
TitoliCroix pattée.svg Principi di Rossano
Croix pattée.svg Duchi di Monteleone e Sessa
Croix pattée.svg Conti di Carinola, Corigliano, Montalto e Squillace
Croix pattée.svg Signori di Baia, Dragone, Maida, Marzano, Palazzo San Gervasio, Sasso e Tufara
FondatoreRiccardo Marzano
EtniaItaliana

La famiglia Marzano è stata una famiglia nobile italiana, una delle sette grandi casate del Regno di Napoli.

Indice

StoriaModifica

La casata ebbe origine dal cavaliere Riccardo Marzano, nominato per la prima volta nel Catalogus baronum, elenco dei feudatari e dei vassalli presenti nel Sud-Italia, al servizio dei conti normanni, redatto verso la metà del XII secolo.

Il nome "Marzano" compare invece per la prima volta nel 936, in una vertenza relativa al possesso di venti terre situate nel territorio di Teano, tra cui figurano anche Grottola e Marzano.

I suoi membri ebbero originariamente domini in Terra di Lavoro, fra cui Alife, Baia e Latina, Carinola, Dragoni, Marzano Appio, Roccamonfina, Sessa Aurunca e, nell'attuale provincia di Isernia, a Tufara.

Con il dominio della casata dei d'Angiò nel Regno di Napoli, l'importanza di questa famiglia crebbe notevolmente e in particolare con le figure di Goffredo Marzano e Marino Marzano.

La casata assunse un grande rilievo, anche per l'articolata politica di imparentamento con quelle che venivano considerate le "serenissime sette grandi case" del Regno di Napoli, che comprendevano le casate Acquaviva, Berardi, Evoli, Molise, Ruffo e Sanseverino. In tal modo i Marzano estesero i propri domini anche in altre regioni, soprattutto in Calabria, in particolare sulle città di Briatico, Monteleone (antica denominazione di Vibo Valentia), Rossano e Squillace.

Con il dominio degli Aragonesi la famiglia fu privata dei suoi feudi e perse la propria supremazia. Marino Marzano aveva partecipato alla congiura dei baroni contro il Re Ferrante d'Aragona e fu a lungo imprigionato nel Castel Nuovo di Napoli. Tutti i possedimenti della casata furono confiscati e riportati al demanio reale. Anche il figlio di Marino, Giovanni Battista, venne imprigionato, ma venne liberato alla morte del padre e sposò in seguito la nobile Costanza d'Avalos, figlia del marchese di Pescara Innico I d'Avalos. Giovan Battista, alla sua morte, avvenuta nel 1508, lasciò i suoi averi ad un suo parente, Sigismondo Marzano, ma tale volontà testamentaria non ebbe effetto, non avendo ricevuto il consenso da parte del sovrano.

Alcuni comuni in provincia di Caserta, come Marzano Appio e Baia e Latina, conservano ancora, nel loro armoriale, la croce potenziata su campo d'oro, antico stemma della casata Marzano.

Attualmente l'isola di Tavolara, al largo di Olbia, in Sardegna, è di proprietà di un ramo dei conti Marzano.

Membri principaliModifica

NoteModifica


BibliografiaModifica

  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia (6 volumi), Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1875.
  • Ferrante della Marra, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere, o non comprese ne' Seggi di Napoli, imparentate colla Casa della Marra, Napoli, 1641.
  • Filiberto Campanile, Dell'armi, overo insegne dei nobili, Napoli, 1680.
  • Scipione Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, volume 1, Firenze, 1580.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Storia di famiglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Storia di famiglia