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Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)

film d'animazione del 1951 diretto da Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske
Alice nel Paese delle Meraviglie
Aliceinwonderland-logo.svg
Logo originale del film
Titolo originaleAlice in Wonderland
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1951
Durata75 min
Rapporto1.37:1
Genereanimazione, avventura, commedia, musicale, fantastico
RegiaClyde Geronimi, Hamilton Luske, Wilfred Jackson
SoggettoLewis Carroll
SceneggiaturaWinston Hibler, Ted Sears, Bill Peet, Erdman Penner, Joe Rinaldi, Milt Banta, William Cottrell, Dick Kelsey, Joe Grant, Dick Huemer, Del Connell, Tom Oreb, John Walbridge
ProduttoreWalt Disney
Casa di produzioneWalt Disney Productions
Distribuzione in italianoRKO Radio Pictures
MontaggioLloyd L. Richardson
Effetti specialiUb Iwerks, Joshua Meador, George Rowley, Dan MacManus, Blaine Gibson
MusicheOliver Wallace
Art directorMary Blair, Claude Coats, John Hench, Don DaGradi, Ken Anderson
AnimatoriMilt Kahl, Ward Kimball, Frank Thomas, Eric Larson, John Lounsbery, Ollie Johnston, Wolfgang Reitherman, Marc Davis, Les Clark, Norman Ferguson, Hal King, Don Lusk, Judge Whitaker, Cliff Nordberg, Hal Ambro, Harvey Toombs, Bill Justice, Fred Moore, Phil Duncan, Marvin Woodward, Bob Carlson, Hugh Fraser, Charles A. Nichols
SfondiRay Huffine, Ralph Hulett, Art Riley, Brice Mack, Dick Anthony, Thelma Witmer
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) è un film d'animazione del 1951 diretto da Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson, prodotto dalla Walt Disney Productions e basato principalmente sul libro di Lewis Carroll Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, con alcuni elementi aggiuntivi da Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. 13º Classico Disney, uscì negli Stati Uniti il 26 luglio 1951, distribuito dalla RKO Radio Pictures. Presentato alla Mostra di Venezia 1951.

TramaModifica

 
Alice in una scena del film

Sulla riva di un fiume tranquillo, una ragazzina di nome Alice si annoia ascoltando la sua sorella maggiore che legge ad alta voce da un libro di storia su Guglielmo I d'Inghilterra. Quando sua sorella rimprovera i sogni ad occhi aperti di Alice, la ragazzina racconta al suo gattino Oreste che lei preferirebbe vivere in un mondo dei sogni privo di senso chiamato Paese delle Meraviglie. Alice e Oreste vedono passare un Bianconiglio con addosso un gilet, e Alice lo insegue mentre questo si precipita dicendo di essere in ritardo. Alice lo segue in una tana e cade in una voragine. Comincia a galleggiare, grazie alla sua gonna che le fa da paracadute, e finisce la caduta a testa in giù. Alice vede il coniglio bianco scomparire in una piccola porta e cerca di seguirlo, ma la serratura parlante della porta le consiglia di cambiare dimensione usando una bevanda e del cibo misterioso.

Alice beve da una bottiglia contrassegnata con "Bevimi", e si rimpicciolisce alla dimensione corretta per aprire la porta. Ma quando Alice viene a sapere che la porta è chiusa a chiave e lei è troppo piccola per raggiungerla in cima al tavolo, trova una scatola di biscotti con scritto "Mangiami". Ma una volta che Alice ne prende un morso, diventa gigantesca, riempiendo l'intera stanza. Poi comincia a piangere delle grosse lacrime che causano un'alluvione nella stanza. La serratura poi fa notare ad Alice che c'è ancora un po' di liquido nella bottiglia, così lei smette di piangere, beve l'ultima goccia e alla fine riesce a rimpicciolirsi nella bottiglia, a passare attraverso il buco della serratura e ad entrare nel Paese delle Meraviglie. Incontra alcuni strani personaggi tra cui il dodo Capitan Libeccio e i gemelli Pinco Panco e Panco Pinco, che le raccontano la storia "Il tricheco e il carpentiere".

Alice alla fine trova il Bianconiglio nella sua casa, ma prima che possa chiedergli per cosa è in ritardo viene mandata a prendere un paio di guanti. Mangia un biscotto e torna gigantesca, rimanendo bloccata nella casa del coniglio. Il Bianconiglio, Capitan Libeccio e lo spazzacamino Biagio Lucertola credono che Alice sia un mostro e progettano di bruciare la casa. Alice fugge mangiando una carota e diventando piccola come un insetto. Incontra e canta con dei fiori parlanti, ma poi loro la scacciano accusandola di essere un'erbaccia. Alice viene poi istruita dal fumatore di narghilè, Brucaliffo, a mangiare un fungo per cambiare dimensione: mangiando un lato si diventa più piccoli; mangiando l'altro, invece, si diventa più grandi. Alice decide di mettere in tasca un pezzo del lato del fungo che fa crescere e un altro pezzo del lato che fa rimpicciolire.

Alice incontra lo Stregatto, che dopo un discorso sibillino sulla direzione presa dal Bianconiglio le consiglia di visitare il Cappellaio Matto, il Leprotto Bisestile e il Toperchio. I tre gestiscono una pazza festa del tè e celebrano il "non compleanno" di Alice, una giornata in cui non è il suo compleanno. Appare il Bianconiglio, ma il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile distruggono il suo orologio da taschino staccandogli le componenti meccaniche e imbrattandolo di cibi e bevande, fino a gettare fuori dalla festa il coniglio dopo avergli cantato "Un buon non compleanno a te" appena hanno saputo che l'orologio era un regalo di quell'occasione. Stufa della maleducazione e della pazzia degli abitanti del Paese delle Meraviglie, Alice decide di sospendere l'inseguimento del coniglio e vuole ritornare a casa, ma non riesce a ritrovare la strada del ritorno e s'imbatte nella Foresta di Tulgey. Lo Stregatto appare e conduce Alice in un labirinto di siepi giganti governato dalla terribile, infida e tirannica Regina di Cuori e il marito più piccolo, il Re di Cuori. La regina ordina la decapitazione dei giardinieri-carte pittrici (l'Asso, il Due e il Tre di Fiori), colpevoli di aver dipinto di rosso le rose bianche ed averla fatta infuriare per non aver piantato rose di colore rosso naturale, poi invita Alice ad una bizzarra partita a croquet con fenicotteri e porcospini come attrezzatura al posto delle vere mazze e delle vere palline e questo fa sì che Alice, pur avendo giocato secondo le regole, perda la partita mentre la Regina, illecitamente agevolata dai ricci, dai fenicotteri e dai soldati-carte che fungevano da archetti, riesce a vincere immeritatamente.

Lo Stregatto appare nuovamente e, approfittando del suo poter comparire e sparire a suo piacimento senza essere visto, fa uno scherzo alla regina, impigliando nella sua gonna il becco del fenicottero, così la sovrana, dopo essere finita a gambe all'aria, accusa ingiustamente Alice, che evita la decapitazione immediata solo perché il Re di Cuori propone di metterla sotto processo. In esso vengono chiamati a testimoniare il Leprotto Bisestile, il Toperchio e il Cappellaio Matto, i quali, del tutto ignari della faccenda, decidono di festeggiare il non-compleanno della Regina, regalandole pertanto una nuova corona più grande, che però si trasforma nello Stregatto. L'animale parlante, per essere stato nominato da Alice, fa spaventare il Toperchio e questo crea lo scompiglio, che può essere fermato soltanto spalmando la marmellata sul naso del piccolo roditore, ma quest'ultima finisce per sbaglio sulla testa della Regina, che oltretutto riceve una martellata in testa dal Re nel tentativo di placare la bestiola. La sovrana, infuriata, incolpa nuovamente Alice, ma proprio in quel momento, la bambina si ricorda di avere ancora in tasca dei pezzi del fungo del Brucaliffo e li mangia, crescendo ad un'altezza enorme che secondo il regolamento del re è proibita in tribunale. Ora che è gigantesca, Alice si sente libera di dire la sua e, così facendo, insulta apertamente la regina, senza accorgersi che stava restringendosi alla sua dimensione regolare, dal momento che ha mangiato in fretta entrambi i lati del fungo; dopo che lo Stregatto riferisce la frase detta da Alice quando era gigantesca ("semplicemente che siete una grassa, pomposa, bisbetica vecchia tiranna"), la regina ordina alle sue guardie di decapitare Alice e l'ordine stavolta viene approvato anche dal Re, che all'inizio parteggiava per lei. Così Alice è costretta a fuggire e, durante la sua fuga, viene inseguita dalla maggior parte dei personaggi del Paese delle Meraviglie (compresi il tricheco, il carpentiere e le ostriche dei racconti di Pinco Panco e Panco Pinco, divenuti personaggi a se stanti) finché si ricongiunge infine con la serratura parlante, che le dice che stava dormendo e aprendo il buco da chiave che fungeva da bocca, le mostra il suo doppione reale, così lei sollecita la sua alter-ego a svegliarsi per terminare questo sogno. Alice, la sorella e Oreste tornano quindi a casa per il tè.

ProduzioneModifica

SviluppoModifica

La storia dell'associazione di Walt Disney con i libri su Alice di Lewis Carroll (Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò) si estende fino alla sua infanzia. Come molti bambini di allora aveva familiarità con i libri di Alice e li aveva letti come scolaro.[1]

Nel 1923, quando Disney era ancora un regista ventunenne che cercava di farsi un nome lavorando presso il Laugh-O-Gram Studio a Kansas City, creò un cortometraggio (l'ultimo dell'infruttuosa serie Newman Laugh-O-Grams) intitolato Il Paese delle Meraviglie di Alice, che era liberamente ispirato ai libri di Alice. Il corto vedeva una ragazza live-action (Virginia Davis) che interagiva in un mondo animato. Di fronte a problemi d'affari, tuttavia, il Laugh-O-Gram Studio fallì nel luglio 1923, e il film non venne mai distribuito al cinema.[2] Tuttavia, Disney partì per Hollywood e usò il film come una sorta di episodio pilota da mostrare ai potenziali distributori. Margaret J. Winkler della Winkler Pictures accettò di distribuire le Alice Comedies, e Disney collaborò con suo fratello Roy O. Disney e riassunse i collaboratori di Kansas City tra cui Ub Iwerks, Harman e Ising, Friz Freleng, e Carman Maxwell per formare i Disney Bros. Studios (in seguito Walt Disney Productions).[2] La serie iniziò nel 1924, prima di venire ritirata nel 1927.

Nel 1932 Walt cominciò ad accarezzare l'idea di fare un film d'animazione e ripetutamente si voltò verso l'idea di fare una versione di Alice che combinava animazione e live action interpretata da Mary Pickford, e acquistò anche i diritti per le illustrazioni di John Tenniel (ancora sotto copyright all'epoca).[1][3] Tuttavia, questi piani vennero poi demoliti a favore di Biancaneve e i sette nani, soprattutto perché Disney era stato anticipato dall'adattamento dal vivo del 1933 della Paramount.[1] Tuttavia, Disney non abbandonò del tutto l'idea di adattare Alice, e nel 1936 produsse il cortometraggio di Topolino Lo specchio magico.

Nel 1938, dopo l'enorme successo di Biancaneve, Walt Disney ripropose l'idea di fare un film su Alice e registrò ufficialmente il titolo Alice nel Paese delle Meraviglie con la Motion Picture Association of America e assunse l'artista degli storyboard Al Perkins e l'art director David S. Hall per sviluppare storia e concept art per il film.[1] Uno storyreel era completo nel 1939, ma Walt non era contento poiché sentiva che i disegni di Hall assomigliavano troppo a quelli di Tenniel ed erano troppo difficili da animare, e che il tono generale del copione di Perkins era troppo grottesco e cupo.[1] Rendendosi conto della quantità di lavoro necessario per Alice nel Paese delle Meraviglie, così come della devastazione economica della seconda guerra mondiale e le esigenze di produzione di Pinocchio, Fantasia e Bambi, Walt rimandò la produzione di Alice nel Paese delle Meraviglie poco dopo la proiezione.[3]

Nel 1945, poco dopo la fine della guerra, Disney rianimò nuovamente Alice nel Paese delle Meraviglie e incaricò l'autore britannico Aldous Huxley di riscrivere la sceneggiatura. Tuttavia Walt sentiva che la versione di Huxley era un adattamento letterale del libro di Carroll.[3] L'artista degli sfondi Mary Blair presentò alcuni disegni di concetto per Alice nel Paese delle Meraviglie. I dipinti della Blair si distaccavano dalle illustrazioni approssimative di Tenniel prendendo una posizione modernista, con colori audaci e irreali. A Walt piacquero i disegni della Blair, e la sceneggiatura venne riscritta concentrandosi sulla commedia, la musica, e il lato stravagante del libro di Carroll.[3]

Disney accarezzò l'idea di avere una versione di Alice nel Paese delle Meraviglie che combinasse animazione e live action (in modo simile alle sue Alice Comedies) che avrebbe avuto Ginger Rogers nel ruolo della protagonista e avrebbe utilizzato il processo di vapori di sodio recentemente sviluppato.[4] Lisa Davis (che avrebbe poi doppiato Anita Radcliffe ne La carica dei cento e uno) e Luana Patten vennero considerate anche per il ruolo di Alice.[3][5] Tuttavia Walt presto si rese conto che poteva fare giustizia al libro solo facendo un film completamente animato, e nel 1946 iniziarono i lavori su una versione tutta animata di Alice nel Paese delle Meraviglie.[1]

SceneggiaturaModifica

Attraverso varie stesure della sceneggiatura, molte sequenze che erano presenti nel libro di Caroll vennero trasportate dentro e fuori dalla storia. Tuttavia, Walt insisteva sul fatto che le scene si mantenessero vicine a quelle del romanzo poiché la maggior parte del suo umorismo è nella scrittura.[1] Una scena omessa dal trattamento del 1939 del film aveva luogo fuori dal maniero della Duchessa Brutta, dove il messo pesce dà al messo ranocchio un invito da portare alla duchessa, che è invitata a giocare a croquet con la Regina di Cuori. Alice sente questo e si intrufola nella cucina del maniero, dove trova la cuoca della duchessa che cucina maniacalmente e la duchessa che nutre il suo bambino. La cuoca sparge il pepe per tutta la stanza facendo starnutire la duchessa e Alice e facendo piangere il bambino. Dopo una rapida conversazione tra Alice e la duchessa, l'irascibile cuoca inizia a lanciare pentole e padelle al bambino rumoroso. Alice salva il bambino, ma appena lei esce di casa il bambino si trasforma in un maiale e scappa via.[6] La scena venne scartata per motivi di ritmo.

Un'altra scena che venne eliminata da un progetto seguente si verificava nella Foresta di Tulgey, dove Alice incontrava quello che sembrava essere un Ciciarampa dall'aspetto sinistro nascosto al buio, prima che questo si rivelasse essere una bestia comica simile a un drago con campane e fischietti di fabbrica sulla testa. Venne scritta anche la canzone "Beware the Jabberwock". Tuttavia, la scena venne scartata in favore del poema Il tricheco e il carpentiere.[1]

Un'altra scena tagliata nella Foresta di Tulgey mostrava Alice consultarsi con il Cavaliere Bianco, che era stato concepito per essere una sorta di caricatura di Walt Disney. Anche se a Walt piaceva la scena, sentiva che era meglio se Alice avesse imparato la lezione da sé, da cui il brano "Un ottimo consiglio".[1]

Altri personaggi, come la Falsa Tartaruga e il Grifone furono scartati per ragioni di ritmo.

Colonna sonoraModifica

Nel tentativo di mantenere alcuni dei versi e poesie fantasiose di Carroll, Disney commissionò ai migliori cantautori di comporre canzoni costruite attorno ad essi per l'utilizzo nel film. Un numero record di potenziali canzoni vennero scritte per il film, basate sui versi di Carroll - oltre 30 - e molte di esse trovarono posto nel film, anche se solo per pochi brevi istanti. Alice nel Paese delle Meraviglie avrebbe incluso più canzoni di ogni altro film Disney, ma poiché alcune di esse durano pochi secondi (come "Piacere", "Daremo fuoco alla casa", "La canzone dello Stregatto","La maratonda" e altri), questo fatto è spesso trascurato. La canzone originale che Alice avrebbe dovuto cantare all'inizio era intitolata "Beyond the Laughing Sky". La canzone, come tante altre canzoni omesse, non fu utilizzata dai produttori. Tuttavia, la composizione venne mantenuta e il testo modificato. In seguito divenne la canzone dei titoli di testa de Le avventure di Peter Pan (che era in produzione allo stesso tempo), "La seconda stella a destra".

La canzone dei titoli, composta da Sammy Fain, fu in seguito adottata dal pianista jazz Bill Evans e inserito nel suo Sunday at the Village Vanguard.

DistribuzioneModifica

Data di uscitaModifica

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italianaModifica

La versione italiana del film è a cura di Roberto De Leonardis, con la direzione musicale di Alberto Brandi[7]. Il doppiaggio venne eseguito dalla CDC negli stabilimenti Fono Roma, diretto da Mario Almirante. De Leonardis, contrariamente a quanto faceva solitamente, apportò sostanziali modifiche ai dialoghi dell'opera, volti a tradurre, per quanto possibile, alcuni giochi di parole, e ad inventarne altri in sostituzione di quelli intraducibili. Per scelta, però, non vennero utilizzati i nomi delll'edizione italiana del libro, ma vennero fatte delle nuove traduzioni (il Coniglio Bianco diventa il Bianconiglio, Bill diventa Biagio, il Ghiro diventa il Toperchio, la Lepre Marzolina diventa il Leprotto Bisestile, il Dodo diventa Capitan Libeccio, il gatto del Cheshire diventa Stregatto, Tweedledum e Tweedledee diventano Pinco Panco e Panco Pinco). Inoltre la gattina di Alice, che in originale si chiama Dinah, nella versione italiana è un gattino di nome Oreste; questo per tradurre la compitazione che ne fa Alice al Cappellaio Matto (in originale "C-A-T") nella sillabazione "O-res-te", così che in entrambi i casi il Cappellaio pensi al tè. La sillabazione di Alice è scorretta, ma il personaggio commette errori grammaticali sia nella versione originale del film che nel libro. Inoltre, Alice nel paese delle meraviglie fu l'ultimo film doppiato da Mauro Zambuto prima del suo ritiro definitivo dal mondo dello spettacolo.

Per la scena riproposta nell'episodio "Avventure nella fantasia" della serie TV Disneyland, tuttavia, non fu utilizzato il doppiaggio del film, ma essa fu doppiata ex-novo insieme al resto dell'episodio (su dialoghi differenti sempre a cura di De Leonardis) con Serena Verdirosi nel ruolo di Alice e Luigi Pavese in quello della serratura.

Edizioni home videoModifica

 
Logo del film usato nelle edizioni home video

VHSModifica

L'unica edizione VHS del film uscì in Italia per il noleggio nel novembre 1984, e venne rieditata nel settembre 1990 per la vendita (lasciando in copertina sempre l'anno 1984)[8], nell'agosto 1997, nel gennaio 2002 e di nuovo nel gennaio 2005.

DVDModifica

La prima edizione DVD del film uscì in Italia nel 1999 distribuito dalla Warner Home Video. Questo, come altri DVD Disney distribuiti dalla Warner, era privo di contenuti speciali. La seconda edizione DVD uscì nel 2001. La terza edizione DVD uscì il 16 maggio 2002.

La quarta edizione DVD uscì il 12 gennaio 2005. Si tratta di un'edizione speciale che presenta per la prima volta il film rimasterizzato e restaurato in digitale. Presentava tutti i contenuti speciali dell'edizione precedente insieme ad altri nuovi.

La quinta edizione DVD è uscita il 31 maggio 2010. Questa ulteriore edizione speciale presenta tutti i contenuti della precedente insieme a due nuovi filmati.

Blu-rayModifica

La prima edizione BD del film è uscita in Italia il 13 aprile 2011. Il BD include tutti i contenuti speciali del DVD eccetto i giochi, insieme a molto materiale inedito.

AccoglienzaModifica

Tutte queste decisioni creative vennero accolte con grandi critiche dai fan di Lewis Carroll, così come dal cinema britannico e dai critici letterari che accusarono Disney di "americanizzare" una grande opera della letteratura inglese.[9] Disney non fu sorpreso dalla ricezione critica di Alice nel Paese delle Meraviglie - la sua versione di Alice era stata progettata per un vasto pubblico di famiglie, non per critici letterari - ma nonostante i lunghi anni di lavorazione, il film incontrò una risposta tiepida al botteghino e fu una forte delusione nella sua uscita iniziale,[10] guadagnando una cifra stimata di 2,4 milioni di dollari al box office statunitense nel 1951, a fronte di un budget di 3 milioni.[11]

Anche se non fu un disastro completo, il film non venne mai rieditato nei cinema durante la vita di Walt Disney, venendo invece trasmesso ogni tanto in televisione. Infatti, Alice nel Paese delle Meraviglie andò in onda come secondo episodio della serie TV di Walt Disney Disneyland sulla ABC nel 1954, in una versione pesantemente modificata ridotta a meno di un'ora. In The Disney Films, Leonard Maltin racconta che l'animatore Ward Kimball sentiva che il film aveva fallito perché "soffriva di troppi cuochi (registi). Era un caso di cinque registi che cercavano di superarsi l'un l'altro e di fare la sequenza più grande e più pazza dello spettacolo. Ciò ebbe un effetto di auto-cancellazione del prodotto finale".[12] Walt Disney stesso pensava che il film avesse fallito perché il personaggio di Alice non aveva "cuore".[13]

Quasi due decenni dopo la sua uscita originale, dopo il successo nordamericano del film d'animazione di George Dunning Yellow Submarine (1968), la versione Disney di Alice nel Paese delle Meraviglie si trovò improvvisamente in auge con i tempi. Infatti, a causa della direzione artistica di Mary Blair e l'associazione di lunga data di Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll con la cultura della droga, il film venne riscoperto come una sorta di "film di testa" (insieme a Fantasia e I tre caballeros) tra i giovani e venne mostrato in diverse città universitarie in tutto il paese. La Disney resistette a questa associazione, e ritirò anche le copie del film dalle università, ma poi, nel 1974, diede ad Alice nel Paese delle Meraviglie sua prima riedizione cinematografica in assoluto, e l'azienda lo promosse anche come un film in sintonia con i tempi "psichedelici" (per lo più dalla canzone di successo White Rabbit, eseguita dai Jefferson Airplane). Questa riedizione ebbe abbastanza successo da giustificarne una riedizione successiva nel 1981. In Italia l'unica riedizione in assoluto era uscita nel 1970.

Sul sito aggregatore di recensioni, Rotten Tomatoes, il punteggio complessivo del film è un "fresco" 79% da 28 recensioni critiche con una valutazione media di 6.4/10. Il suo consenso afferma che "Una buona introduzione al classico di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie vanta alcune delle immagini più surreali e contorte del canone Disney".[14]

Il film venne nominato per un Oscar alla migliore colonna sonora di un musical, ma perse contro Un americano a Parigi.[15]

RiconoscimentiModifica

Altri mediaModifica

Versione teatraleModifica

Alice nel Paese delle Meraviglie è stato condensato in una versione teatrale ad atto unico intitolata Alice and Wonderland, Jr.. La versione teatrale è destinata esclusivamente alle produzioni delle scuole medie e superiori e comprende la maggior parte delle canzoni del film e altre tra cui "Zip-a-Dee-Doo-Dah" da I racconti dello zio Tom, due nuove riprese di "È tardi!" e tre nuovi numeri dal titolo "Ocean of Tears", "Simon Says" e "Who Are You?". Questa versione di 60-80 minuti è di proprietà di Music Theatre International nella Broadway, Jr. Collection insieme ad altri show teatrali Disney come Disney's Aladdin, Jr., Disney's Mulan, Jr., La bella e la bestia, High School Musical: On Stage!, l'Aida di Elton John e Tim Rice e molti altri.[16]

Film e serie TVModifica

Parchi a temaModifica

 
Alice a Disneyland nel 2012.

Versioni in costume di Alice, il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, La Regina di Cuori, Pinco Panco e Panco Pinco appaiono regolarmente presso i resort e i parchi a tema Disney, e altri personaggi del film (tra cui il tricheco e il Leprotto Bisestile) sono presenti nei parchi a tema. Tutti e cinque i parchi a tema in stile Disneyland dispongono del Mad Tea Party, una giostra con le tazze da tè basata sull'adattamento Disney di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Alice nel Paese delle Meraviglie è anche frequentemente presente in molte sfilate e spettacoli nei parchi a tema Disney, tra cui The Main Street Electrical Parade, SpectroMagic, Fantasmic!, Dreamlights, The Move It! Shake It! Celebrate It! Street Party e Walt Disney's Parade of Dreams. Disneyland contiene una dark ride basata sul film, oltre alle tazze da tè,[17] e Disneyland Paris contiene anche un labirinto di siepi chiamato Alice's Curious Labyrinth, che prende ispirazione dal film.[18] L'ormai liquidata Mickey Mouse Revue, mostrata a Walt Disney World Resort e poi a Tokyo Disneyland, conteneva personaggi e scene del film.

Il successivo film Disney di Tim Burton ha avuto molto meno effetto sul parco, ispirando solo il Mad T Party, un evento notturno a Disney California Adventure.

VideogiochiModifica

Una versione videogioco del film venne distribuita per il Game Boy Color dalla Nintendo il 4 ottobre 2000 in Nord America. Inoltre, nei videogiochi di Kingdom Hearts e Kingdom Hearts: Chain of Memories, il Paese delle Meraviglie è uno dei mondi giocabili.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Through the Keyhole: A Companion's Guide to Alice in Wonderland, Alice in Wonderland: 60th Anniversary Edition, 2011 Blu-Ray
  2. ^ a b Barrier, Michael, 1999, Hollywood Cartons, Oxford University Press, United Kingdom
  3. ^ a b c d e Refections on Alice, Alice in Wonderland: 50th Universary Edition, 2005 DVD
  4. ^ Gabler, Neal, 2006, Walt Disney: The Triumph of American Imagination, Alfred A. Knoff, New York City, USA
  5. ^ UltimateDisney.com's Interview with Lisa Davis, the voice and model for 101 Dalmatians' Anita Radcliff
  6. ^ Deleted Scene: The Pig and Pepper, Alice in Wonderland, 2011 Blu-Ray
  7. ^ Alice nel Paese delle Meraviglie OST: dettagli ed interpreti
  8. ^ "Alice nel Paese delle meraviglie - Versione noleggio 1984", su "Disney: Tapes & More". URL consultato il 25 agosto 2019.
  9. ^ Bob Thomas, Walt Disney: An American Original, New York, Hyperion Press, 1976, pp. 220–221, ISBN 0-7868-6027-8.
  10. ^ Alice in Wonderland: The Aftermath, su disney.go.com.Template:Failed verification
  11. ^ 'The Top Box Office Hits of 1951', Variety, January 2, 1952
  12. ^ Leonard Maltin, The Disney Films, New York, Crown, 1973, p. 103, ISBN 0-7868-8527-0.
  13. ^ Disney, Tim Burton & Linda Woolverton deliver an “Alice” for the ages
  14. ^ Alice in Wonderland Movie Reviews, Pictures, su Rotten Tomatoes, Flixster. URL consultato il 13 luglio 2010.
  15. ^ Romanization, su romanization.com. URL consultato il 13 luglio 2010.
  16. ^ Music Theatre International: Licensing Musical Theater Theatrical Performance Rights and Materials to Schools, Community and Professional Theatres since 1952, su mtishows.com. URL consultato il 29 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2013).
  17. ^ Disneyland's Mad Tea Party Page, su disneyland.disney.go.com. URL consultato il 13 luglio 2010 (archiviato il 20 giugno 2010).
  18. ^ Disneyland Paris' Alice's Curious Labyrinth Page, su parks.disneylandparis.co.uk. URL consultato il 13 luglio 2010 (archiviato il 24 luglio 2010).

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