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Dario Frigo
Tour de france 2005 10th stage mpk 04.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 181 cm
Peso 64 kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Ritirato 2005
Carriera
Squadre di club
1996-1999Saeco
2000-2001Fassa Bortolo
2002Tacconi Sport
2003-2005Fassa Bortolo
Nazionale
2003-2004 Italia Italia
 

Dario Frigo (Saronno, 18 settembre 1973) è un ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1996 al 2005, conta due successi di tappa al Giro d'Italia e uno al Tour de France e un titolo nazionale a cronometro.

Indice

CarrieraModifica

Gli esordiModifica

Incomincia a correre a 13 anni con la divisa del Genova 1913. La prima corsa la disputa nel milanese ma si ritira. Nei primi due anni i risultati non arrivarono. Maturando gradatamente passa allievo con la FGM-Michelin di Varedo, formazione in cui corre per due anni: nel secondo anno ottiene la sua prima a Puginate di Bregnano nel comasco, nella corsa d'inizio stagione.

Poi passa nella UC Comense nella categoria juniores e trionfa a Campofiorenzo in Brianza. Al secondo anno, conquista 5 vittorie. Approda tra i dilettanti alla Cosmos dove i primi successi arrivano nel secondo anno: conquista 6 vittorie, tra cui la tappa di Crevacol al Giro della Valle d'Aosta e la cronoscalata Baveno-Levo. Poi ancora altri successi nelle stagioni successive: ancora al Giro della Valle d'Aosta nella tappa di Les Contamines. Nell'ultima stagione vince la cronoscalata Berceto-Passo Cisa.

1996-2001Modifica

Il passaggio al professionismo, arriva al Giro del Veneto 1995, con la maglia della Mercatone Uno-Saeco, quell'anno era la formazione di Michele Bartoli, Mario Cipollini, Francesco Casagrande. Dal 1996 la Saeco sarà la sua formazione per quattro anni e nel 1999 ottiene la prima vittoria al Dekra Open, in Germania. Nel 2000, passa nelle file della Fassa Bortolo e arrivano i successi nella tappa di Arco di Trento al Giro del Trentino e in una edizione del Giro di Campania è 2º al Tour de Suisse alle spalle di Camenzind. Arrivano successi all'inizio del 2001: la cronoscalata al Col d'Èze e la classifica Finale della Parigi-Nizza e la classifica finale del Tour de Romandie.

Comincia il Giro d'Italia ed è tra i favoriti per la vittoria finale anche se è un'incognita la sua tenuta in una gara a tappe di tre settimane. Nel prologo è secondo dietro il vincitore Verbrugghe e grazie a questo piazzamento nella quarta tappa con arrivo in salita, arrivando con i primi, riesce a conquistare la maglia rosa.[1] Terrà il simbolo del primato per nove giorni cedendolo a Gilberto Simoni al termine della tappa con arrivo al Passo Pordoi, nella tredicesima frazione. Il distacco in classifica tra i due è comunque minimo. Il 3 giugno Frigo vince la quindicesima tappa, la Sirmione-Salò, una prova a cronometro, ma Simoni secondo riesce a tenere la maglia.[1] Il 7 giugno è prevista un'importante tappa la Imperia-Sant'Anna di Vinadio, ma la tappa viene annullata in seguito alle perquisizioni dei NAS negli alberghi di Sanremo dove alloggiavano le squadre partecipanti al Giro; i corridori rimangono per lungo tempo a disposizione dei carabinieri e finanzieri senza avere la possibilità di riposare adeguatamente e così si decide per l'annullamento.[1]

Durante le perquisizioni a Frigo vengono trovate fialette con sostanze dopanti[1] che, per sua ammissione, possedeva, sebbene affermarse di non averle mai usate. La mattina dopo Dario non parte da Busto Arsizio perché licenziato dal suo Gruppo Sportivo. In seguito si scopre che Dario era stato anche truffato dato che l'etichetta di quelle fialette non corrispondeva al prodotto che avrebbero dovuto contenere. Ma era un dettaglio: Frigo aveva cercato di procurarsi un prodotto illecito e così è condannato ad una squalifica di 6 mesi, fino all'8 marzo 2002.

2002-2005Modifica

Nel 2002 è ingaggiato dalla Tacconi Sport e al suo rientro alle corse, nella Parigi-Nizza, vince la tappa più dura con arrivo al Col d'Èze. In seguito vince una tappa e la classifica finale del Tour de Romandie. Si ripresenta alla partenza del Giro d'Italia, ma pur riuscendo a rimanere sempre con i primi, conclude con un modesto 10º posto in classifica a 11'50" dal vincitore Paolo Savoldelli. Dopo il Giro vince il campionato italiano nella prova a cronometro e si presenta al via al Tour: è subito fuori classifica ma nel finale riesce a vincere la 17ª tappa con una fuga azzeccata. Dopo aver finito il Tour in crescendo di condizione, nel mese di agosto vince il Campionato di Zurigo, prova di Coppa del Mondo e firma per il 2003 per la Fassa Bortolo. Conclude la stagione al 5º posto della classifica UCI.

Nel 2003 parte forte e nella prima metà della stagione vince 6 corse: tappa alla Paris-Nice, una tappa e la classifica finale sia alla Volta a la Comunitat Valenciana che alla Setmana Catalana e una tappa al Giro che conclude con il 7º posto. Poi si concentra sul finale di stagione, porta a termine la Vuelta con la ventunesima piazza e partecipa ai Mondiali di Hamilton sia nella prova a Cronometro che conclude al 5º posto sia su strada dove si ritira ma solo dopo aver lavorato per la squadra. Chiude l'anno con il terzo posto al Giro di Lombardia e nella classifica UCI di fine stagione occupa la 14ª posizione.

Il 2004 è un anno molto duro per Frigo: tre mesi lontano dalle corse, per problemi fisici, e un recupero lento e difficile non gli permettono di vincere alcuna corsa. Nonostante tutto, per il secondo anno consecutivo è selezionato per i Mondiali a Verona.

Nel 2005 Dario parte ancora male: i risultati non arrivano e a luglio, durante il Tour de France, lui e sua moglie sono fermati dalla polizia francese, dopo che sull'auto guidata dalla donna erano state rinvenute una decina di dosi di Epo, l'eritropoietina, sostanza vietata che aumenta la concentrazione di globuli rossi nel sangue e ne favorisce dunque l'ossigenazione. Il corridore, escluso dal Tour de France, e sua moglie sono posti in libertà vigilata dopo l'interrogatorio ma Dario annuncia la sua decisione di porre fine alla carriera agonistica.

SqualificheModifica

La sua carriera è stata profondamente segnata da due squalifiche. Nel 2001 al Giro d'Italia è stato accusato di essere in possesso di sostanze dopanti in seguito a un blitz dei NAS negli alberghi di Sanremo che ospitavano i corridori.[2] La squadra (Fassa Bortolo) lo licenziò, seguendo una regolamentazione interna. Frigo si dichiarò colpevole e fu in seguito squalificato.

Nel 2005, al termine della tappa di Courchevel del Tour de France, fu arrestato dalla gendarmeria francese. La moglie era stata infatti fermata al posto doganale di Albertville e sulla sua auto erano state trovate sostanze proibite dall'UCI. A seguito della vicenda viene licenziato dal team Fassa Bortolo e si ritira definitivamente dall'attività professionistica.[3]

Inchieste GiudiziarieModifica

A seguito delle dichiarazioni rilasciate da Dario Frigo, il Capitano di Polizia Jean-Philippe Casano svolge approfondite indagini e attestava ai Giudici quanto segue: “L’inchiesta diligentemente conforme alle vostre istruzioni permette di verificare e di validare le asserzioni contenute nella lettera di Dario Frigo, in particolare identificando i differenti protagonisti che egli mette in causa in una organizzazione di doping in seno alla sua vecchia squadra Fassa Bortolo, oggi dissolta.”(Verbale 2006/7 di Polizia Giudiziaria).

Cyril Troussard (C.P.L.D) dichiara:”il metodo di doping organizzato in seno alla Fassa Bortolo nel 2003, descritto da Frigo nella sua lettera è comparabile col metodo Festina”(Verbale 2006/7 di Polizia Giudiziaria).

M. Alain Garnier(A.M.A.) validava le dichiarazioni di Frigo su l’esistenza di un omerta’ nel mondo sportivo riguardante le pratiche dopanti all’interno delle squadre come la Fassa Bortolo. (Verbale 2006/7 di Polizia Giudiziaria).

In data 15/9/2008 presso il Tribunale di Albertville Dario e la moglie vengono condannati a 6 mesi con la condizionale. Il Procuratore della Repubblica ricorre in Appello. Il 23/4/2009 la Corte di Appello di Chambery riduce la pena di entrambi a 3 mesi con la condizionale.

Il Tribunale di Chambery nelle motivazioni della sentenza di condanna precisa: “Le indagini svolte su commissione rogatoria hanno permesso di dare credibilità all'architettura del sistema denunciato da Dario Frigo, ovvero una pratica del doping degli atleti istituzionalizzata e organizzata dai dirigenti del team Fassa Bortolo anche se il magistrato istruttore lamentava l’assenza di qualsiasi collaborazione con le autorità italiane. Le pressioni subite da Dario Frigo per piegarsi a nuove pratiche sistematiche di doping istituzionalizzato in seno alla sua squadra sono appurate. Le umiliazioni e le vessazioni dei dirigenti della Fassa Bortolo hanno particolarmente colpito un corridore di cui la salute fisica e psicologica era fragile da più anni di doping in seno a un sistema scandoloso e ben lontano dall’etica sportiva.” (Dossier nr. 08/00899 del 23/4/09 Corte di Appello Chambery).

E proprio il condizionamento subito dal corridore in un comprovato ambiente in cui il ricorso alla pratica del doping viene definito come istituzionalizzato ha giustificato “ l’applicazione più dolce della legge penale” (Dossier nr. 08/00899).

Durante l’interrogatorio D96 davanti al capo della Polizia Jean-Philippe Casano il Ferretti dichiara: “il(Frigo) était payé près de ... euros par an et à ce tarif là, un employer a le droit de faire pression …”.

Varin, manager antidoping dell’UCI nel 2005, é stata la prima persona ad essere interrogata e ad essere messa al corrente di quanto dichiarato dal Frigo.(Dossier nr. 08/00899).

Né l’UCI né la procura antidoping del CONI hanno mai aperto un fascicolo d’inchiesta contro medici e dirigenti della Fassa Bortolo.

Tom Danieson che nel 2004 militava nella Fassa Bortolo nel suo Affidavit all’USADA descrive una situazione molto simile a quella evidenziata dal Frigo, tirando in ballo medici e dirigenti. (24-34).

Il Tribunale di Ravenna sede distaccata di Lugo ha stabilito che la Fassa Bortolo non ha chiuso per colpa di Dario Frigo.

Nonostante i giudici abbiano ricosciuto il “doping organizzato e istituzionalizzato” nel 2010 presso il Tribunale di Treviso la Fassa Bortolo intenta causa civile contro Dario Frigo per lesa immagine della Fassa S.p.a, per risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla Fassa Bortolo e in qualità di autore delle dichiarazioni riportate sul quotidiano il Gazzettino, ove è rimasto per un mese, con conseguente riparazione pecuniaria.

Con sentenza nr 2146/15 del 5/10/2015 il Tribunale di Treviso rigetta la richiesta danni della Fassa Bortolo. [1]

Il giudice del Tribunale di Treviso dichiara: ”A fronte delle compiute indagini svolte dall’autorità francese, la Fassa Bortolo nulla ha provato in ordine alla falsita’ di quanto affermato dal Frigo, posto chel’apparente formale rigore verso l’uso di sostanze illecite assunto dalla societa’ Fassa Bortolo è poi stato smentito dalle scelte dalla stessa operate, in particolare, non può essere trascurato che la medesima si è avvalsa di un direttore sportivo, Giancarlo Ferretti, con trascorsi non particolarmente limpidi, avendo lo stesso proceduto ad assumere corridori già condannati per doping o essendosi adoperato per ottenere la collaborazione per Fassa Bortolo e verso pagamento “in nero”, del dottor Marcos Maynar, noto per le sue sperimentazioni e l’utilizzo di sostanze vietate”. [2]

Il dottor Marcos Maynar era presente ai ritiri di Castrocaro Terme(11/2002) e Marina di Bibbona(01/2003), al Trofeo Puig, Vuelta Valenciana, Semana Catalana, Vuelta al Pais Vasco, Vuelta a Catalunya, Tour de Luxembourg, Deutschland Tour, Vuelta a Burgos e Vuelta a Espana ’03 (70gg di gare c.ca).

La Fassa Bortolo ricorre in Appello presso il Tribunale di Venezia. Con sentenza del 30/7/2018 viene rigettato l’Appello. A marzo 2019 sono scaduti i termini per un eventuale ricorso in Cassazione.[3]

PalmarèsModifica

Gran Premio Sportivi di Poggiana
1ª tappa Hofbrau Cup
Classifica generale Hofbrau Cup
Giro di Campania
4ª tappa Giro del Trentino (Malcesine > Arco di Trento)
7ª tappa Paris-Nice (Nizza > Col d'Èze, cronometro)
Classifica generale Paris-Nice
15ª tappa Giro d'Italia (Sirmione > Salò, cronometro)
Classifica generale Tour de Romandie
6ª tappa Paris-Nice (Saint-Raphaël > Nizza-Col d'Èze)
Campionati italiani, Prova a cronometro
2ª tappa Tour de Romandie (Bellelay > Charmey)
Classifica generale Tour de Romandie
17ª tappa Tour de France (Aime > Cluses)
Meisterschaft von Zürich
Subida a Urkiola
1ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (San Vicente del Raspeig, cronometro)
Classifica generale Volta a la Comunitat Valenciana
4ª tappa Paris-Nice (Source Perrier > Vergèze, cronometro)
4ª tappa Setmana Catalana (Parets del Vallès > Bagà-Coll de Pal)
Classifica generale Setmana Catalana
18ª tappa Giro d'Italia (Santuario Vicoforte > Chianale)
3ª tappa Tour de Luxembourg (Mersch > Lussemburgo)

Altri successiModifica

Classifica combinata Vuelta Valenciana

PiazzamentiModifica

Grandi GiriModifica

1996: 84º
1997: 14º
1998: 42º
1999: ritirato (13ª tappa)
2000: 13º
2001: non partito (20ª tappa)
2002: 10º
2003: 7º
Tour de France
1997: ritirato (14ª tappa)
2002: 25º
2005: non partito (11ª tappa)
1998: ritirato (11ª tappa)
1999: ritirato (5ª tappa)
2003: 21º

Classiche monumentoModifica

1998: 93º
2000: 11º
2001: 59º
2002: 61º
2005: 55º
1999: 40º
2002: 9º
2003: 3º
2004: 8º

Competizioni mondialiModifica

Hamilton 2003 - In linea: ritirato
Hamilton 2003 - Cronometro: 5º
Verona 2004 - In linea: 22º

NoteModifica

  1. ^ a b c d Giro d'Italia - 2001 / La storia[collegamento interrotto], centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato il 6 maggio 2011.
  2. ^ L'incubo doping non finisce Dario Frigo licenziato, repubblica.it, 8 giugno 2001. URL consultato il 14 ottobre 2010.
  3. ^ Frigo, tre mesi di carcere per doping al Tour 2005, sky.it, 24 aprile 2009. URL consultato il 14 ottobre 2010.

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