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Festa di san Rocco
Palmi statua di San Rocco.jpg
Tipo di festareligiosa
Datadal 7 agosto al 16 agosto[1]
Celebrata inPalmi[2]
ReligioneCattolicesimo
Feste correlateFiera di san Rocco
Tradizioni«Calata di san Rocco»,[3]
Processione,[4]
«Corteo degli Spinati»,[4]
Ex voto[5]
Tradizioni profaneSpettacoli pirotecnici,[6]
Sfilata dei Giganti,[7]
Luminarie,[8]
Spettacolo musicale[9]
Tradizioni culinarie'Nzuddu[10]
Data d'istituzioneXVI secolo[11]

«Dire di san Rocco a Palmi è come parlare dell'aria, della luce, dell'acqua. Egli è il santo di tutti, è il compatrono della città, è l'avvocato nei bisogni; non c'è famiglia in cui la sua immagine non sia venerata, in patria e fuori; il suo nome riscuote devozione, rispetto e timore.»

(Domenico Ferraro[12][13])

La festa in onore di san Rocco è un evento religioso e civile che si svolge annualmente a Palmi[14] il 16 agosto.[1] È l'evento annuale più importante della città[15] ed uno dei più importanti della Calabria.[2][16] La festa richiama migliaia di fedeli da tutti i centri vicini della città metropolitana di Reggio Calabria,[11][10] e fa registrare il ritorno in città di numerosi emigrati.[17] Inoltre l'evento è elencato dall'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma tra le feste principali d'Italia,[16] ed è rinomato anche per il «corteo degli Spinati».[18] Il corteo negli anni ha ricevuto l'attenzione di emittenti televisive e quotidiani nazionali come Rai Uno,[19] Rete 4,[20] TV2000[21] e La Stampa,[2][22] che hanno pubblicato documentari o articoli sulla festa. Nel 2010 le Poste Italiane hanno celebrato l'evento con un annullo filatelico speciale.[23]

San Rocco è riconosciuto attualmente quale compatrono e protettore della città di Palmi.[13][24]

StoriaModifica

La storia del culto cittadino verso san Rocco, e quindi della festa, si presume che risalga, quanto meno, alla fine del XVI secolo poiché è testimoniata, nella visita pastorale ex limina del vescovo della diocesi di Mileto Marcantonio Del Tufo nell'ottobre 1586, l'esistenza in città di una chiesa di san Rocco.[11] La descrizione del luogo di culto fu la seguente:[11]

«Die xxv mensis ottobris 1586. Continuando la sua visitazione visitò la chiesa di san Rocco di Palme, nella quale sorgeva. L'altare maggiore, il quale non era consacrato, ma adornato di tre tovaglie e candelieri e arredi altare di seta gialla e sopra un quadro di tela con l'immagine pinto ad oglio di S. Rocco con la cornice adorata»

Il vescovo rilevò anche la presenza di una congrega a lui dedicata. Pertanto è facile supporre che la confraternita, già in quel periodo, si adoperasse per divulgare il culto di san Rocco che era stato introdotto in città in precedenza, probabilmente a seguito di un evento catastrofico quale un sisma o lo scoppio di un'epidemia di peste o di colera.[25]

Del 12 maggio 1623 è un breve apostolico di Papa Gregorio XV relativo agli altari privilegiati, in cui è detto che in Palmi la chiesa di san Rocco veniva regolarmente officiata da cinque sacerdoti.[11]

 
L'antica chiesa di san Rocco, danneggiata dal terremoto del 1908, con accanto l'oratorio dell'Immacolata

Nel 1656, la devozione verso san Rocco ebbe un forte impulso, perché proprio a lui si rivolsero i palmesi durante l'epidemia di peste di quell'anno, che colpì duramente tutta la Calabria.[7]

Il 18 novembre 1777 venne fondata invece l'attuale Venerabile congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco, a seguito del regio assenso da parte del sovrano Ferdinando IV di Napoli.[26] La nuova congrega, che univa i due culti divisi in precedenza, aveva il compito, tra gli altri, di celebrare le festività dei due santi titolari.[27]

Nel settembre 1837 in città si propagò il colera, portando in pochi giorni alla morte 325 persone su una popolazione di circa 8.700 abitanti. Quando la malattia cessò di provocare morti, i palmesi ritennero che questo fosse dovuto ad un miracolo operato da san Rocco e, come ringraziamento, portarono la statua del santo in processione per le vie della città.[28]

A metà del XIX secolo, viene confermata al 16 agosto l'esistenza di una festività a Palmi dedicata appunto a san Rocco, nella chiesa a lui dedicata, quale «secondo protettore della città».[29]

L'importanza della devozione palmese verso san Rocco viene attestata anche nella ricorrenza del primo centenario del terremoto del 1783 quando, all'interno dei festeggiamenti, fu portata la statua del santo in processione assieme a quella di san Nicola, dalla chiesa madre fino alla piazza Vittorio Emanuele.[24]

 
La chiesa attuale che unisce i due culti dell'Immacolata e di san Rocco.

Un ulteriore uscita "straordinaria" della statua del santo si ebbe all'alba del 17 novembre 1894, giorno seguente il terremoto del 1894 ed il miracolo della Madonna del Carmine, quando l'icona venne spostata nella piazza principale assieme alle altre statue venerate in città.[30]

Il terremoto del 1908 recò gravi danni alla chiesa di san Rocco, ed anche al contiguo oratorio dell'Immacolata Concezione.[31] Pertanto la statua di san Rocco fu collocata in una cappella in legno e lamiere che, sconsacrata, tuttora esiste nella stessa piazza[32] mentre fu ricostruita in muratura e legname nel luogo primitivo la chiesa dell'Immacolata, dov'era quella di San Rocco.[11]

Nel secondo dopoguerra le due icone, venerate come detto fin dal 1777 da un'unica congrega, vennero collocate in un'unica nuova chiesa intitolata ad entrambi, realizzata da mons. Giovanni Ammendolia rettore e padre spirituale della confraternita.[11] Nei decenni seguenti la chiesa venne arricchita di altre due immagini di san Rocco, consistenti in due grandi pitture di quadri ad olio, raffiguranti episodi della vita del santo, opere di Maurizio Carnevali.[11]

In occasione della festa del 2010, nella piazza antistante la chiesa è stata inaugurata una fontana monumentale, detta Fonte di San Rocco, anch'essa opera dell'artista Maurizio Carnevali su progetto dell'architetto Carmelo Bagalà, che riproduce una scultura bronzea di san Rocco adagiato, con il cagnolino, nell'atto di abbeverarsi.[33] Il monumento è stato realizzato grazie al contributo economico della popolazione ed all'opera gratuita di maestranze locali.[33]

Durante la processione del 2016, in concomitanza con il Giubileo straordinario della misericordia, la statua di san Rocco è stata fatta entrare dentro il duomo cittadino, per l'occasione «chiesa giubilare».

La statuaModifica

San Rocco
La statua, la mattina del 16 agosto, dopo la vestizione con i paramenti pregiati
Autoresconosciuto
DataXVII secolo[34]
Materialelegno di tiglio[34]
UbicazioneAltare laterale della Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco, Palmi
 Lo stesso argomento in dettaglio: san Rocco.

StoriaModifica

La statua policroma di san Rocco, realizzata in legno di tiglio con stucchi per modellare i particolari, è di autore sconosciuto e si presume risalga quanto meno al XVII secolo.[34][35] L'autore si presume possa essere stato di scuola napoletana.[36]

Nel 1985 vennero evidenziate delle screpolature della statua e, pertanto, la congrega a seguito di esami commissionò un'identica copia del simulacro a dei maestri del legno di Ortisei, da usare per la processione preservando quella originale secolare, il tutto tra le polemiche della cittadinanza.[34] La copia realizzata non fu valutata come identica all'originale dalla congrega e dal comitato festeggiamenti e, di conseguenza, non venne comprata.[34] Questo episodio fece abbandonare l'idea di una sostituzione della statua secolare con una copia.[34]

L'opera è stata invece oggetto di restauro nel luglio 2006, da parte del restauratore Graziadei Tripodi.

DescrizioneModifica

(Dialetto palmese)

«A li pedi di Santu Rroccu,
e nu bellu cagnolu nci stà,
Santu Rroccu di la Francia,
Fatindilla la carità.»

(IT)

«Ai piedi di San Rocco,
vi è un bel cagnolino,
San Rocco dalla Francia,
Fateci la carità.»

(Prima strofa di un antico canto popolare palmese che descrive la statua in ogni sua parte.)

Molto venerato dal popolo palmese, il simulacro di san Rocco ripercorre l'iconografia tipica con cui è rappresentato il santo di Montpellier. Il volto è rappresentato con barba e capelli lunghi di colore scuro, mentre lo sguardo è rivolto verso l'orizzonte. Il vestiario è composto dall'abito, di color blu in varie tonalità, indossato solitamente per tradizione dai pellegrini, mentre alle spalle il santo è adornato da un mantello di colore rosso chiamato «sanrocchino».[37] Il suddetto mantello, oltre a coprire tutta la parte posteriore della statua fino a toccarne la base, è visibile anche frontalmente in quanto da un lato scende dalla spalla sinistra e dall'altro lato copre la gamba destra, essendo lo stesso trattenuto dal braccio destro. Con la mano sinistra il santo tiene un bastone mentre, con la mano destra, mostra i segni della peste visibili sulla coscia sinistra. La gamba destra risulta poggiata su di una piccola roccia e a lato sinistro vi è collocato un cane con in bocca una pagnotta e con la testa rivolta verso l'alto, in segno di donazione del cibo a san Rocco.[38]

La carnosità delle parti scoperte e le ampie pieghe dei vestiti riportano ad uno stile barocco, anche se in minima parte.[34] Gli oggetti con cui è adornata la statua sono i seguenti: una croce dorata sul lato sinistro del petto, una conchiglia dorata sul lato destro del petto, una borraccia sul fianco destro ed un'aureola dietro la testa.

La statuetta rappresentante il cane e la borraccia posta sul fianco, che solitamente adornano la statua durante l'anno, vengono sostituite il giorno della festa con altre di valore più pregiato che fanno parte del cosiddetto «tesoro di san Rocco». Fanno parte del «tesoro di san Rocco» anche un cappello, collocato alle spalle della statua, ed un medaglione d'oro che vengono anch'essi fatti indossare al simulacro il giorno della festa.

CollocazioneModifica

 
La statua di san Rocco collocata nella nicchia dell'altare sinistro realizzato da Alessandro Monteleone.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco.

Durante l'anno la statua è collocata dentro una nicchia posta sopra l'altare laterale sinistro della chiesa. Questo altare fu realizzato nel 1962 dall'artista Alessandro Monteleone.[11]

 
La vara processionale sulla quale viene collocata la statua durante la festa.

La collocazione del simulacro su di un altare laterale dell'edificio è avvenuta con la realizzazione della chiesa attuale, che unisce il culto di san Rocco a quello dell'Immacolata Concezione. Infatti in tutti i precedenti luoghi di culto dedicati esclusivamente al santo di Montpellier, che sorgevano sullo stesso sito, la statua era posizionata sopra l'altare maggiore e si ha notizia che nei secoli passati uno degli altari maggiori di san Rocco venne realizzato dall'artista Antonello Gagini.[28] La scelta del posizionamento della statua sopra l'altare maggiore fu fatta anche nella chiesa provvisoria in legno e lamiere che venne realizzata dall'altro lato della piazza san Rocco.

Invece durante il periodo dei festeggiamenti di agosto, l'icona viene scesa dalla suddetta nicchia per essere posta su di una vara in legno, che viene posizionata immediatamente sotto il presbiterio a lato destro. Questa base, che servirà principalmente per il trasporto processionale della statua per le vie cittadine la sera del 16 agosto, è di forma quadrangolare ed è dipinta con colorazione verde e con decorazioni dorate. Lo spostamento del simulacro dalla nicchia alla vara, per la venerazione dei fedeli, avviene solitamente il 12 agosto e l'evento viene chiamato «la calata di san Rocco».

Tradizioni religioseModifica

Le funzioni religioseModifica

Le funzioni religiose cominciano il 7 agosto con l'inizio della novena dedicata a san Rocco,[39] celebrata ogni giorno nell'omonima chiesa.[40] Invece nella mattinata del 16 agosto le celebrazioni eucaristiche vengono svolte ad ogni ora, con un'alta partecipazione popolare da parte della cittadinanza.[7]

La «calata di san Rocco»Modifica

 
Alcune fasi della «calata di san Rocco».

Il 12 agosto[2] tradizionalmente avviene quella che è comunemente chiamata la «calata di san Rocco» («'a calata i Santu Rroccu» in dialetto palmese), che consiste nell'esposizione della statua, per i giorni della festa, alla venerazione dei fedeli.[3]

La traslazione del simulacro di san Rocco avviene, alle ore 17.30 in punto, tramite una particolare attrezzatura meccanica (un carrello mobile) collegata da un lato alla base della nicchia e dall'altro alla vara in legno. La statua viene spostata, dal priore della congrega,[3] dalla nicchia alla piattaforma del carrello mobile e successivamente questa piattaforma viene scesa lentamente, tramite una manovella, fino alla quota del piano della vara.[34] La statua viene quindi spolverata e traslata dalla piattaforma alla base processionale e fissata a quest'ultima con quattro bulloni.[2][34] A questo punto il fercolo con la statua di san Rocco viene posizionato a lato destro del presbiterio.[41] Queste operazioni richiedono particolari attenzioni, con manovre adatte, per evitare danneggiamenti alla secolare statua.[35] L'esposizione della scultura alla venerazione dei fedeli si protrae fino al 23 agosto.[42]

Dagli anni novanta la «calata di san Rocco» è divenuto l'evento principale della festa dopo la processione per le vie cittadine del 16 agosto. La discesa del simulacro avviene infatti davanti ad una numerosa presenza di fedeli che gremisce la chiesa tra preghiere, canti ed applausi.[3]

La mattina della festaModifica

All'alba del 16 agosto il priore della congrega procede alla vestizione della statua del santo con i paramenti pregiati che fanno parte del «tesoro di san Rocco».[34] Mentre all'interno della chiesa vengono svolte le celebrazioni religiose, per le vie della città due bande musicali "allietano" la popolazione suonando brani di repertorio.[43] Nello scorso secolo, fuori la sede della congrega, veniva esposto un pannello sul quale erano affissi i soldi pervenuti dagli emigrati palmesi in Australia, America e Canada che contribuivano con le loro offerte alla realizzazione della festa.[44]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Varia di Palmi.

Negli anni in cui viene celebrata la festa della Varia di Palmi, dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO, nel centro storico di Palmi la mattina del 16 agosto avviene anche la «Calata du Cippu», evento che da inizio alla suddetta festa.[9]

La processioneModifica

 
La statua durante la processione.
 
L'uscita della vara di san Rocco dalla chiesa.

Alle ore 18.00 in punto del 16 agosto[45] inizia l'evento principale di tutta la festa, che è la tradizionale processione della statua di san Rocco per le vie cittadine.[2][14] Per l'occasione la vara in legno sopra la quale è collocata la statua, viene addobbata di fiori e le vengono inserite alla base due stanghe in legno di sei metri ciascuna rivestite di cuscini,[36] che servono a poter alzare e trasportare a spalla il fercolo. Il compito del trasporto a spalla per le vie cittadine della vara di san Rocco spetta a ventiquattro portatori chiamati in gergo locale «'mbuttaturi».[4]

La processione, che ha un percorso di oltre 7 chilometri ed una durata di circa 4 ore e mezza,[2][4][10] nell'ultima parte del tragitto raggiunge circa gli 800 metri di lunghezza non mostrando, a chi vi sta partecipando, né l'inizio né la fine del corteo.[46] Ciò in funzione dell'alta partecipazione di fedeli,[10] che fa seguito alla secolare devozione popolare di Palmi verso la figura di san Rocco.[17] L'evento che da unicità alla processione è però, senza dubbio, il «corteo degli Spinati». A causa di un provvedimento della diocesi Oppido Mamertina-Palmi la processione è stata ridotta a 2 ore dimezzando così anche il percorso tradizionale.

I 'mbuttaturiModifica

Ai ventiquattro portatori sotto le due stanghe, si aggiungono altri quattro portatori, che trasportano a spalla il simulacro ai lati della vara, e due "timonieri", uno davanti e uno dietro al centro delle stanghe,[47] che hanno il compito di indirizzare il cammino della base processionale guidando e correggendo con la forza delle braccia l'assetto di marcia della vara, per equilibrarla e distribuire equamente il peso sulle spalle di tutti i 'mbuttaturi.[48] Anticamente sotto le stanghe vi erano altri quattro 'mbuttaturi in più di quelli attuali, poiché il fercolo ero più pesante in funzione del posizionamento alla base della vara di una grata di ferro che reggeva pesanti ceri.[34]

I 'mbuttaturi appartengono principalmente alla Venerabile congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco ed il loro abbigliamento, per la processione, consiste nell'indossare jeans ed una maglietta bianca con l'effigie di san Rocco.[49] Sotto le stanghe il posto di ogni 'mbuttaturi è assegnato e viene ereditato e tramandato di padre in figlio o comunque all'interno della famiglia.[2][10][50] Viene lo stesso concesso di trasportare la vara di san Rocco a chiunque abbia un voto da adempiere.[34]

Il «Corteo degli spinati»Modifica

 
Modello di spalas usata durante la processione.

«Per San Rocco le ginestre si mutano in rovi, puntiglioni, chiodetti, aguzzissime schegge di vetro, fan paura a guardarsi.»

(Domenico Zappone[34])

Gli «Spinati di Palmi»[14] sono uomini penitenti che, per ex-voto, rimangono a torso nudo durante il percorso della processione di san Rocco indossando una cappa di spine chiamata spalas.[2][4][10][18][51]

Le spalas sono formate da rami pungenti di ginestra selvatica[52] che vengono tagliati alla base della pianta e legati tra di loro con canne, salici e vermene[34] in modo da formare una sorta di nassa conica con cerchi decrescenti.[34] Talvolta la punta del cono, dove poggia la testa, viene protetta internamente da una piccola ciambella in tessuto.[7] Le donne invece "vestono" solamente una corona,[53] sempre di rami di ginestra selvatica con spine, a ricordo di quella "indossata" da Gesù Cristo sulla Croce.

I penitenti, il giorno prima della festa, raccolgono i rami di ginestra dalle campagne lungo il costone del monte sant'Elia e costruiscono loro stessi la propria spalas.[34]

Questa cappa di spine viene poi indossata dai penitenti, con l'aiuto dei familiari, e ricade dal capo dello «spinato» fino al suo bacino.[49][54] In conseguenza della loro architettura, le spine tendono a lacere la pelle facendone uscire il sangue.[10] Solitamente tutti gli Spinati stringono al petto, sotto le spalas, un'immagine della statua di san Rocco tenendo le braccia incrociate.[34] I pantaloni indossati per il corteo devono essere di colore bianco ed inoltre i penitenti devono procedere scalzi.[49]

Questo tipo di ex-voto avviene con la promessa verso il santo di indossare la corona o la spalas per un anno o per tutta la vita.

Prima dell'inizio della processione gli Spinati, che in passato erano annualmente oltre trecento,[34] hanno il compito di entrare in chiesa, rendere omaggio al santo inginocchiandosi davanti la statua, per poi procedere durante il corteo disposti in due file indiane ai lati della strada.[4] Al più anziano spinato spetta il primo posto nella fila.[7] Al termine della processione, i penitenti tolgono le rispettive cappe per accatastarle nella piazza San Rocco.

(Dialetto palmese)

«O santu Rroccu filici e 'mbiatu, Cu cerca grazzia e cu di vui s'inchina, arretu a na spina fustu 'ndinocchiatu, di notti e jornu e di sir'e matina. E cu nu libriceddhu accreditatu, la studiau la leggi divina, e di Gesù Vui fustu mandatu, mi disponiti grazzij sir'e matina. Gloria Patri, Figghju e Spiritu Santu, santu Rroccu è nu gran santu, è gran santu di valuri, santu Rroccu lu protetturi.»

(IT)

«O san Rocco felice e beato, chi cerca grazia a voi s'inchina, dietro a una spina voi foste inginocchiato, di notte e di giorno e di sera a mattina. E con un libretto accreditato, avete studiato la legge divina, e di Gesù voi foste mandato, a disporre grazie da sera a mattina. Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, san Rocco è un gran santo, è gran santo di valore, san Rocco è il protettore.»

(Antica preghiera degli Spinati.[25])

Alcune copie di queste spalas possono essere ammirate, durante tutto l'anno, nel museo di etnografia e folklore "Raffaele Corso" di Palmi.

Questa particolare forma di fede e di tradizione ha spesso, nel corso degli anni, attirato l'attenzione di studiosi di scienze etnoantropologiche e di religioni.[10][52]

La composizione ed il percorsoModifica

 
La vara di san Rocco in via Pugliese.
 
La processione di san Rocco in via del Concordato.

La composizione della processione, elencata in ordine di sfilata, è la seguente:[4]

 
La processione di San Rocco davanti la chiesa del Rosario.

Il percorso della processione si sviluppa principalmente per le vie del centro storico cittadino,[7] effettuando una deviazione verso la parte alta della città per raggiungere l'ospedale civile[58] ed il rione Trodio. Durante il suo tragitto, la processione attua un percorso che le consente di far sostare l'effigie di san Rocco di fronte a molte delle istituzioni religiose e civili della città di Palmi.[8] Infatti, oltre al già citato ospedale, il corteo passa davanti a tutte le chiese del centro storico, agli uffici di curia della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, al municipio, alla caserma dei carabinieri,[8] al commissariato di Polizia di Stato ed al tribunale.

In molte strade percorse dalla processione vengono esposti dalla cittadinanza degli striscioni, attaccati ai balconi e/o alle finestre e sospesi sopra la carreggiata stradale, recanti la scritta "W San Rocco". Inoltre, al passaggio dell'effigie del santo, i fedeli che sostano nei balconi lanciano verso il simulacro piccole strisce di carta colorata riportanti scritte di preghiere e/o entusiastiche verso la figura di san Rocco, creando spesso un effetto scenografico.[8][59]

All'arrivo e sosta della processione in piazza I Maggio,[8] da alcuni anni viene effettuata da un palco una benedizione eucaristica, alla quale fa seguito uno spettacolo pirotecnico. Da qui la processione riparte lungo il percorso stabilito per fare ritorno in chiesa.[8]

Tradizioni civiliModifica

Le luminarieModifica

 
La chiesa con le luminarie del 2013.

In occasione della festa in onore di san Rocco, le principali vie e piazze del centro storico di Palmi vengono addobbate con luminarie.[52] Le serate di accensione delle luminarie corrispondono tradizionalmente ai giorni del 14, 15 e 16 agosto, eccezion fatta per la luminaria che viene posta alla facciata della chiesa, accesa per tutto il periodo della novena. Le luminarie sono collocate lungo il corso Giuseppe Garibaldi, il corso tenente Aldo Barbaro, la via Roma e nelle piazze I Maggio, della Libertà e Cavour, oltre ovviamente alla via san Rocco ed alla piazza san Rocco sulle quali prospetta la chiesa.

La fiera di san RoccoModifica

La fiera di san Rocco è una manifestazione civile collaterale alla festa in onore di san Rocco. La fiera viene svolta per le vie del centro cittadino nei giorni che vanno dal 10 agosto alla domenica seguente al 16 agosto.[60] È una fiera composta principalmente da bancarelle di venditori ambulanti[14] che occupano la carreggiata stradale e che commerciano dai dolci e prodotti alimentari ai mobili, dall'abbigliamento ai casalinghi. Fra i dolci venduti vi sono i famosi mostaccioli di farina e miele che assumono svariate forme (gallo, cuore, cane etc.)[14] e che prendono il nome dialettale di 'nzuddu.[10] Le strade interessate dalla fiera di san Rocco sono alcune arterie del centro storico cittadino e cioè la via Roma, la piazza Matteotti, la piazza Giovanni Amendola, la piazza della Libertà, la via Cardone, la via Cesare Battisti, la via san Rocco e la via Rocco Pugliese, che diventano un'isola pedonale per tutto il periodo della fiera. Fa eccezione l'edizione della fiera del 1996, che venne svolta all'interno dello stadio Giuseppe Lopresti anziché per le vie cittadine.

La sfilata dei GigantiModifica

 
I giganti di Palmi, coppia di proprietà della congrega.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Giganti di Palmi.

Nei giorni della festa, per le vie cittadine, avviene la "sfilata dei Giganti".[14] I Giganti sono due alte e grandi statue in cartapesta, con peso di circa 100 chilogrammi, che vengono portate a spalla per le strade roteando su sé stesse e simulando un ballo al suono incalzante dei tamburi.[7][61] I due Giganti vengono accompagnati del "complesso dei tamburinari" e dal palio. La coppia di Giganti che viene portata per le vie cittadine è quella realizzata nel 1885 dall'artista palmese Cicala, ed è di proprietà della congrega. Nel dettaglio la sfilata avviene nei seguenti giorni:

Spesso la sfilata dei Giganti riesce a formare un lungo corteo di genitori e nonni che portano i piccoli affascinati dal danzare delle due statue.[43]

Nel 2011 e nel 2012, il comitato organizzatore della festa ha svolto a Palmi un "raduno" di coppie di Giganti provenienti da vicini centri della Piana, nonché dalla provincia di Vibo Valentia.[61]

Concerti musicaliModifica

Al termine della processione di san Rocco, dopo le 22.00 circa, in piazza I Maggio viene svolto uno spettacolo musicale gratuito.[9] Lo spettacolo, offerto negli ultimi anni dall'amministrazione comunale o dalla Provincia, ha visto esibirsi i seguenti artisti:

Inoltre in precedenza hanno svolto un concerto a Palmi, per la festa di san Rocco, artisti quali Roberto Vecchioni, Al Bano e Romina Power, Donatella Rettore, Fausto Leali, Rossana Casale.

 
Immagine dello spettacolo pirotecnico del 2013.

Spettacoli pirotecniciModifica

In concomitanza con alcuni eventi della festa, per antica tradizione viene effettuato lo sparo di mortaretti. Nello specifico corrisponde all'inizio della novena, alla «calata di san Rocco», al «saluto alla città» (la mattina del 16 agosto), al «mezzogiorno della festa», e all'inizio della processione di san Rocco.[2]

Il vero e proprio spettacolo pirotecnico invece avviene solitamente a conclusione della festa, dopo la mezzanotte, al termine del concerto musicale in piazza I Maggio. Per alcuni decenni uno secondo spettacolo pirotecnico, inferiore a quello finale della festa, veniva svolto all'arrivo in piazza I Maggio della processione e del simulacro di san Rocco.

La devozione popolareModifica

Ex-votoModifica

Gli ex-voto assumono, nella festa di san Rocco a Palmi, un ruolo importante che non è ritrovabile, in tali proporzioni, negli altri culti della zona. Oltre al già citato «corteo degli Spinati», sono forme di ex-voto della festa anche gli oggetti di metallo prezioso che formano il «tesoro di San Rocco», nonché gli ex-voto in cera.

Il «Tesoro di san Rocco»Modifica

Il «tesoro di san Rocco» consiste nella raccolta e conservazione di tutti gli ex voto in metallo pregiato che, nel corso dei secoli, i fedeli hanno donato o lasciato in eredità alla congrega come seguito di una grazia ricevuta per intercessione del santo. Nel 2010, per la prima volta, è stato redatto un inventario del «tesoro di san Rocco», comprendendo anche i doni fatti all'Immacolata Concezione, venerata nello stesso luogo di culto.[11]

Infatti l'oggetto più prezioso della raccolta è la corona dell'Immacolata Concezione, risalente al 1856 ed offerta in dono da Nicolino Porchi.[11] Sempre appartenente all'Immacolata è anche una statua con base in argento del 1861 donata da P. Savoia Governatore[11] mentre gli oggetti più pregiati attribuibili alla statua di san Rocco sono formati dal cane, dal cappello e dalla borraccia che adornano la statua il giorno della festa.[10] Questi tre oggetti sono stati donati dai fedeli Suriano, Cianducale, Pugliese, Sandulli e Porco nel 1921.[11]

Altri piccoli oggetti in metallo prezioso sono stati donati dai fedeli a partire dal 1974 e, per ognuno di essi, vi è una foto con descrizione del peso, del nominativo del donatore e della data di donazione. Sempre nel 2010 è stata realizzata una teca blindata per esporre il tesoro in determinate occasioni.[11]

Gli ex-voto in ceraModifica

 
Gli ex-voto di cera collocati sotto l'altare laterale di san Rocco.

Gli ex-voto in cera invece sono formati da oggetti modellati, nel suddetto morbido materiale, con forme di parti anatomiche, che testimoniano gravi malattie superate oppure operazioni chirurgiche subite.[5] Tra questi vi sono occhi, seni, pancreas, gambe, cervello, fegato, stomaco, reni e cuore.[69] Inoltre gli oggetti possono assumere la forma di bambinelli di cera,[2] come testimonianza della grazia concessa dal santo a chi non aveva più speranza di poter avere figli,[5] oppure di un'abitazione per ringraziare dell'avvenuta costruzione di una casa o di un libro a simboleggiare il conseguimento di un titolo di studio.[52] La forma di ex-voto consistente in bambinelli di cera è anche un ricordo del passato dove era grande l'incidenza della mortalità infantile. Tutti questi ex-voto sono realizzati da artigiani locali[70] e vengono deposti in chiesa sotto l'altare laterale di san Rocco.[3][14]

Alcune copie di questi ex-voto in cera possono essere ammirate, durante tutto l'anno, nel museo di etnografia e folklore "Raffaele Corso" di Palmi.

La camminata in ginocchioModifica

Un'altra forma di ex-voto, usata spesso in passato per grazia ricevuta, era effettuata dalle donne che camminavano scalze e percorrevano in ginocchio lo spazio compreso tra la porta d'ingresso della chiesa e l'altare.[71]

La vestizione da pellegrinoModifica

Fino allo scorso secolo era usanza, durante la processione, di assistere al passaggio di alcune persone (soprattutto donne e bambini) vestite da pellegrini ad imitazione di san Rocco, indossando quindi un mantello, un cappello sulle spalle ed una zucca vuota ai fianchi, appoggiandosi ad un bastone.[48]

La reliquiaModifica

Una reliquia di san Rocco è custodita a Palmi nel "Sacrario diocesano" della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, realizzato nella cripta della chiesa del Santissimo Crocifisso.[72]

Canti, lodi e preghiereModifica

In onore di san Rocco, nel corso dei secoli, la popolazione locale ha composto canti, lodi e preghiere che vengono riproposti durante i giorni della festa.[14]

Questi scritti, realizzati soprattutto in dialetto locale da autori sconosciuti, raccontano e descrivono episodi della vita del santo.[39] Le lodi arrivano ad avere come oggetto anche il cane che procurò il cibo al santo o il bastone che egli utilizzava per i pellegrinaggi.[73] Spesso la fantasia popolare ha creato in questi canti delle originali versioni sulla storia del santo, che non hanno riscontro sulle biografie storiche.[74]

Il musicista locale Giuseppe Grassi de Joannon compose invece, il 16 agosto 1840, una cantata dal titolo: "Melodramma in onore di san Rocco protettore della città di Palmi".[75]

LeggendeModifica

Attorno al santo miracoloso di Montpellier si diffusero in passato delle leggende che ancora oggi si tramandano e si ricordano.[76]

La più famosa di esse narra che, nel XVI secolo, alcuni malintenzionati avessero nottetempo tentato di avvelenare l'acqua potabile del condotto idrico che passando dalle campagne di Seminara alimentava Palmi, e che questi furono dissuasi per intervento miracoloso di san Rocco che «li disperse a colpi del suo bastone».[76]

Il prenome RoccoModifica

Fin dal XV secolo ai nuovi nascituri di Palmi viene dato, tra gli altri, il prenome Rocco.[77] Ma è dopo le miracolose guarigioni evidenziate durante la peste che colpì Palmi nel 1656, nelle quali la popolazione testimoniò di aver ricevuto l'intercessione di san Rocco per la guarigione, che l'usanza del prenome Rocco ebbe un forte impulso e divenne il più diffuso in città.[7] Nei decenni e nei secoli successivi, negli archivi parrocchiali, si registrò come detto l'aumento dell'uso del prenome Rocco e da ricerche effettuate si può stabilire che oltre duemila palmesi abbiano ricevuto alla nascita il prenome Rocco.[7][77]

Fonte di San RoccoModifica

 
La statua bronzea di San Rocco della fonte.

La Fonte di San Rocco è una fontana monumentale dedicata all'omonimo santo. L'opera venne promossa, nel 2009, dall'associazione cittadina denominata "Prometeus",[78] per realizzare un nuovo monumento nello stesso luogo dove, fino al XIX secolo, sorgeva il "pozzo di San Rocco", fontana che serviva per l'approvvigionamento idrico di gran parte della città.

La fontana venne realizzata nel 2010 dall'artista Maurizio Carnevali su progetto dell'architetto Carmelo Bagalà.[79] I fondi vennero reperiti tramite donazioni volontarie della popolazione o grazie a iniziative di vario genere.[78] Lo slogan della raccolta fondi fu: «Quando il sogno di un piccolo gruppo diventa il sogno della collettività, è molto probabile che possa trasformarsi in realtà».[78] La sua inaugurazione avvenne il 12 agosto dello stesso anno,[78] all'interno degli eventi della festa di San Rocco.

La fontana riproduce una scultura bronzea di San Rocco adagiato, con il cagnolino, nell'atto di abbeverarsi.[78] La scultura è posizionata sopra una base di granito.

RiconoscimentiModifica

 
L'annullo filatelico del 2010 delle Poste Italiane.

CuriositàModifica

  • A Palmi la figura di san Rocco è rappresentata anche nell'oggetto d'arte più prezioso, per fede, della città, e cioè il reliquario del Sacro Capello. Il santo di Montpellier è raffigurato, con san Giovanni Battista, nella base in argento del reliquiario stesso.[81]
  • Il maggior scrittore palmese, Leonida Repaci, nel suo libro Storia dei Rupe, racconta tramite la suggestiva e surreale narrazione di un immaginario evento tellurico, la forte devozione del popolo palmese nei confronti di san Rocco.[25]

NoteModifica

  1. ^ a b Guida Touring, pag. 628.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l La Stampa viaggi "Palmi, processione con gli spinati" «Incastonata in un magnifico scenario naturale, la località in provincia di Raggio Calabria è nota nel mondo per le sentite celebrazioni del 16 agosto in onore di San Rocco», su lastampa.it. URL consultato il 22 settembre 2014.
  3. ^ a b c d e I festeggiamenti in onore di San Rocco, su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2013).
  4. ^ a b c d e f g La Processione di San Rocco a Palmi, su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2013).
  5. ^ a b c Gli Ex voto, su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2013).
  6. ^   Fuochi di San Rocco PALMI 16/08/2013, su YouTube, 17 agosto 2013, a 14 min 06 s. URL consultato il 22 settembre 2014.
  7. ^ a b c d e f g h i j Plenair Online "Spinati e Giganti", su pleinair.it. URL consultato il 13 aprile 2013.
  8. ^ a b c d e f g Processione parte finale [collegamento interrotto], su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014.
  9. ^ a b c Programma tradizionale della Varia di Palmi, su web.tiscali.it. URL consultato il 12 aprile 2013.
  10. ^ a b c d e f g h i j Mostra alla Galleria 291 Est di Roma sul "Corteo degli Spinati" di Palmi, Novembre-Dicembre 2010, su galleria291est.com. URL consultato il 13 aprile 2013.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n LA FESTA DI SAN ROCCO A PALMI, su arteculturafotoin.it. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2014).
  12. ^ Scrittore e storico locale, già sindaco di Palmi.
  13. ^ a b Ferraro, p. 16.
  14. ^ a b c d e f g h Ferraiuolo, p. 79.
  15. ^ Il secondo in assoluto dopo la Varia di Palmi, inserita nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, a sua volta patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO, che però non ha una cadenza annuale di celebrazione.
  16. ^ a b c Feste e tradizioni » Feste » Calabria » San Rocco a Palmi, su idea.mat.beniculturali.it. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  17. ^ a b San Rocco 16 agosto Palmi - Home, su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2014).
  18. ^ a b Guida Touring 2003, pag. 154.
  19. ^ Servizio su Unomattina nel 2009.
  20. ^ Servizio su Gentes nel 2005.
  21. ^ Puntata intera dedicata alla festa nell'ambito del programma "I santi del popolo", nel 2002.
  22. ^ a b [ La Stampa, pag. 29, "San Rocco a Palmi il 16 agosto è un evento religioso molto sentito in Calabria", 28 luglio 2016.]
  23. ^ a b Annulli filatelici delle Poste Italiane dell'agosto 2010, su fsfi.it. URL consultato il 13 aprile 2013.
  24. ^ a b Leopardi, pag. 149.
  25. ^ a b c AA.VV., cap. 6.
  26. ^ De Salvo, p. 257.
  27. ^ Ferraro, pag. 28.
  28. ^ a b Lovecchio, pag. 70.
  29. ^ Guardata, pag. 36.
  30. ^ Calogero, pag. 10.
  31. ^ Lovecchio, pag. 59.
  32. ^ Ridimensionata però nella parte anteriore per l'apertura di via Oberdan.
  33. ^ a b PALMI La fonte di San Rocco - Un'idea che si fa simbolo di un popolo, su costaviolaonline.it. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  34. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Festa grande a Palmi in onore di San Rocco, su costaviolaonline.it. URL consultato il 17 settembre 2014.
  35. ^ a b AA.VV., p. 21.
  36. ^ a b Ferraro, pag. 22.
  37. ^ Grande Dizionario Italiano di Gabrielli Aldo - Dizionario della Lingua Italiana. Lemma "Sanrocchino", su grandidizionari.it. URL consultato il 15 settembre 2014.
  38. ^ Viaggiare in Calabria, Festa di San Rocco, Palmi, su viaggiareincalabria.com. URL consultato il 22 settembre 2014.
  39. ^ a b Ferraro, pag. 20.
  40. ^ Durante la novena, dal 7 agosto al 15 agosto, vengono svolte due celebrazioni eucaristiche, una al mattino ed una nel tardo pomeriggio.
  41. ^ La discesa dall'altare [collegamento interrotto], su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014.
  42. ^ Data che può subire uno spostamento negli anni in cui viene celebrata la Varia di Palmi, in modo da non sovrapporre la risalita della statua di san Rocco con altre manifestazioni.
  43. ^ a b c AA.VV., p. 25.
  44. ^ Ferraro, pag. 21.
  45. ^ L'uscita dalla chiesa [collegamento interrotto], su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014.
  46. ^ Lovecchio, pag. 75.
  47. ^   Festa di San Rocco - Palmi - 16 agosto, su YouTube, 18 dicembre 2012, a 00 min 55 s. URL consultato il 24 settembre 2014.
  48. ^ a b Lovecchio, pag. 74.
  49. ^ a b c Festa di San Rocco e gli Spinati - Palmi (Reggio Calabria) 16 Agosto, su mariodalfonso.com. URL consultato il 24 luglio 2014.
  50. ^ le tradizioni, su sanroccopalmi.eu. URL consultato il 16 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2013).
  51. ^ AA.VV., p. 22.
  52. ^ a b c d Gli Spinati di San Rocco, su taccuinoaltrove.wordpress.com. URL consultato il 24 luglio 2014.
  53. ^ MARIS - Le tradizioni della Calabria, su mariscalabria.it. URL consultato il 13 aprile 2013.
  54. ^ Cutulli, p. 48.
  55. ^ a b c AA.VV., p. 26.
  56. ^ Ferraro, pag. 23.
  57. ^   "Vibonese"- Marcia Militare - Nino Ippolito, su YouTube, 31 agosto 2013, a 2 min 55 s. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  58. ^   Festa di San Rocco di Palmi (Rc) 16 agosto Part 2., su YouTube, 17 luglio 2011, a 04 min 13 s. URL consultato il 24 settembre 2014.
  59. ^   Festa di San Rocco di Palmi (Rc) 16 agosto Part 3, su YouTube, 17 luglio 2011, a 03 min 00 s. URL consultato il 24 settembre 2014.
  60. ^ Regolamento Comunale per il commercio su aree pubbliche (Approvato con Del. C.P. n. 77 del 14/05/2007), art. 10 lett. h): Festa di San Rocco.
  61. ^ a b   Palmi - Raduno dei Giganti 2012, su YouTube, 8 agosto 2012, a 11 min 21 s. URL consultato il 24 settembre 2014.
  62. ^ Viaggi di musica, su it.groups.yahoo.com. URL consultato il 20 luglio 2014.
  63. ^ Notizie sugli Spettacoli dal 16/5 al 6/8, su nuovacosenza.com. URL consultato il 20 luglio 2014.
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  65. ^ Su YouTube un video dei Gemelli Diversi al concerto di Palmi il 16 agosto, su gdv.fansblog.it. URL consultato il 5 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2013).
  66. ^ Scheda sul concerto di Renga a Palmi, su radiovasco.com. URL consultato il 5 marzo 2013.
  67. ^ Scheda su concerto di Giuliano Palma, su citynow.it. URL consultato il 5 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  68. ^ Paolo Belli Big Band a Palmi, su turismoincalabria.it. URL consultato il 20 luglio 2014.
  69. ^ AA.VV., p. 24.
  70. ^ Ferraro, pag. 24.
  71. ^ Paule Lerou, p. 204.
  72. ^ AA.VV., p. 38.
  73. ^ Lovecchio, pag. 72.
  74. ^ Bagalà, p. 16.
  75. ^ GRASSI DE JOANNON, Giuseppe - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 58 (2002), su www.treccani.it. URL consultato il 9 marzo 2015.
  76. ^ a b Lovecchio, pag. 71.
  77. ^ a b Bagalà, p. 23.
  78. ^ a b c d e Articolo sulla Fonte di san Rocco, su costaviolaonline.it. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  79. ^ eccellenzecalabresi.it Palmi: in soli otto mesi ideata progettata e realizzata la Fonte di San Rocco, su eccellenzecalabresi.it. URL consultato il 16 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  80. ^ Biografia di Oreste Pace, collaboratore del servizio di Rete 4, su kessel.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2012).
  81. ^ Giuseppe Cricrì, pag. 34.

BibliografiaModifica

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