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Stadio San Paolo
Stadio del Sole
San Paolo - Curva A.jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazionePiazza Giorgio Ascarelli[1]
Fuorigrotta
80125 Napoli (NA)
Tel. +39 081 6133911
Inizio lavori1948
Inaugurazione6 dicembre 1959
StrutturaCemento armato, pianta ovale
CoperturaLega metallica e perspex su tutti i settori
Pista d’atletica8 corsie
Ristrutturazione1990
Mat. del terrenoErba
Dim. del terreno110 × 68 m
ProprietarioComune di Napoli
GestoreSocietà Sportiva Calcio Napoli
ProgettoCarlo Cocchia e Luigi Corradi
Uso e beneficiari
CalcioNapoli
(1959-presente)
Sorrento
(1971-1972)
Campania
(1983-1984)
Savoia
(1997-1999)
Capienza
Posti a sedere60 240[2]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°49′40.68″N 14°11′34.83″E / 40.827967°N 14.193008°E40.827967; 14.193008

Lo stadio San Paolo di Napoli, già del Sole, sorge nel quartiere di Fuorigrotta ed è il principale impianto polisportivo della città, dotato di palestre polifunzionali e di arti marziali, e di un campo da pallacanestro. È conosciuto soprattutto dal punto di vista calcistico, essendo sede delle partite interne della SSC Napoli.

È il terzo stadio in Italia per capienza omologata dopo lo stadio Giuseppe Meazza di Milano e l'Olimpico di Roma.

Indice

Cenni storiciModifica

 
Lo stadio del Sole in costruzione alla fine degli anni cinquanta.

Battezzato come stadio del Sole, cambiò successivamente denominazione per celebrare la tradizione secondo la quale Paolo di Tarso avrebbe raggiunto l'Italia attraccando nella zona dell'attuale Fuorigrotta. La struttura venne inaugurata il 6 dicembre 1959, con la gara di campionato fra Napoli e Juventus, terminata 2-1 per gli azzurri; un mese più tardi, il 6 gennaio 1960, ospitò la gara di Coppa Internazionale tra Italia e Svizzera (conclusa 3-0 per gli italiani).[3]

Il progetto originario prevedeva solo un anello, quello attualmente al livello superiore, ma su specifiche richieste ne fu aggiunto uno inferiore, al di sotto del livello stradale. La capienza iniziale era di 87 500 spettatori in piedi. Le tribune erano in travertino, sia nell'anello inferiore che in quello superiore. Parzialmente riammodernato in occasione dei campionati europei del 1980 e dei campionati mondiali di calcio ospitati dall'Italia nel 1990, lo stadio è stato oggetto di ulteriori lavori di ristrutturazione e riqualificazione che hanno compreso la costruzione della copertura e della nuova tribuna stampa su progetto strutturale dell'ingegner Luigi Corradi, il riammodernamento della pista di atletica e dell'impianto di illuminazione e l'adeguamento alle norme di sicurezza richieste dalla FIFA. Successivamente venne costruito un terzo anello, direttamente collegato alla struttura di sostegno della copertura, che portò la capienza dello stadio a 76 824 posti. Il suddetto anello, tuttavia, è stato poi inibito agli spettatori poiché, ogni volta che il Napoli segnava una rete, gli spettatori esultanti provocavano vibrazioni che, attraverso i piloni di sostegno della copertura, si diramavano nel terreno propagandosi successivamente ai fabbricati adiacenti allo stadio e causando, così, non pochi problemi agli abitanti (si sono verificate perfino lesioni all'interno degli appartamenti). L'ex assessore allo sport del comune di Napoli, Alfredo Ponticelli, aveva più volte affermato che a causa di questo disagio il terzo anello sarebbe stato smontato e rimosso, unitamente alla copertura.

 
Panoramica del San Paolo gremito nel corso degli anni 1980

Alla fine degli anni ottanta più volte era ventilata l'ipotesi di intitolare l'impianto ad Attila Sallustro, storico campione degli anni trenta, ma l'idea non è mai stata attuata.

Il 6 dicembre 2009, in occasione del 50º anniversario dell'inaugurazione dell'impianto, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha consegnato, prima dell'inizio della gara in programma Napoli-Bari, una maglia azzurra con il numero "50" a tre protagonisti della gara inaugurale contro la Juventus, ovvero Luís Vinício, Elia Greco e Dolo Mistone[4].

L'8 ottobre 2013 la Tribuna Stampa dello Stadio San Paolo è stata intitolata a Carlo Iuliano, storico capo ufficio stampa della Società Sportiva Calcio Napoli, scomparso nel 2013.[5]

Critiche alla ristrutturazione del 1990Modifica

Durante la ristrutturazione fu aggiunta la copertura sullo stadio nonostante non vi fosse stata alcuna norma della FIFA che prevedesse la copertura obbligatoria degli impianti utilizzati; l'aggiunta della copertura, inoltre, comportò la rimozione del preesistente tabellone elettronico che era posto sulla sommità fra i settori distinti e curva A, sostituito da due scarni e semplici display elettronici monoriga sulla balaustra dell'anello superiore del settore "distinti" e di quello della tribuna centrale, che furono utilizzati, peraltro, solo durante i mondiali del 1990; sono stati criticati anche i lavori che vennero svolti all'esterno dello stadio, come quelli alle aree fra l'impianto e l'adiacente Mostra d'Oltremare: la pavimentazione era stata realizzata con vecchie traversine di legno di derivazione ferroviaria, già di per sé altamente tossiche causa il loro originario utilizzo.

La cosa fu di estrema gravità, sia perché si trattava di aree pedonali, sia perché la pericolosità dei materiali utilizzati fu totalmente ignorata dai progettisti che invece pensarono a un originale preziosismo di natura coreografica. Le traversine vennero poi rimosse soltanto quando iniziarono a deformarsi a causa degli agenti atmosferici, sollevandosi così dal terreno e rendendo di fatto pericoloso il passaggio a piedi su di esse. Inoltre, non vennero realizzati tombini e strutture adeguate per lo sversamento dell'acqua piovana: quest'ultimo fattore fu poi, in seguito, causa di problemi della struttura.[6]

 
Il San Paolo il 10 maggio 1987, giorno del primo scudetto del Napoli

La vicenda è stata oggetto del vaglio della magistratura, al fine di chiarire i dubbi sulla effettiva sussistenza di un complesso sistema di truffe e corruzioni che - ove accertato - sarebbe risultato enorme. Tale vicenda processuale, iniziata già nel 1991, ha trovato una sua conclusione nel 2006: la I sezione del Tribunale di Napoli è pervenuta a una sentenza complessa. Essa ha infatti accertato l'esistenza del fenomeno di tangenti e corruttela, ritenendo responsabili cinque degli innumerevoli imputati (tra cui molti noti politici, amministratori e imprenditori): per questi, tuttavia, la condanna non è scattata grazie al maturare della prescrizione.

Per tutti gli altri imputati - pur coinvolti in un processo durato complessivamente 15 anni - vi è stata un'assoluzione completa[7].

I problemiModifica

Gli onerosi costi di gestione dell'impianto, che ha già superato da tempo il mezzo secolo di vita hanno dato luogo a un progressivo decadimento della struttura, aggravato dalla concomitanza di eventi ambientali particolarmente avversi. Il processo di degrado della struttura ha reso più volte il San Paolo inagibile per lo svolgimento di gare di campionato; ciò si è verificato in particolare nel settembre del 2001 dopo un drammatico nubifragio, che fra l'altro provocò due morti e miliardi di danni in tutta la città. Tra le strutture più colpite ci fu proprio lo stadio; il Napoli (che allora militava in serie B) fu costretto a giocare gli incontri casalinghi prima a Cava de' Tirreni allo stadio Simonetta Lamberti e poi allo stadio Santa Colomba di Benevento, tornando a giocarvi solo a gennaio del 2002 in occasione del derby con la Salernitana, dopo ingenti lavori di riqualificazione resi possibili dallo stato di calamità deciso dal Governo. Il problema è legato all'insufficienza del collettore fognario Arena Sant'Antonio, ma anche a un problema di carattere strutturale: nello stadio, situato nel punto più basso di Fuorigrotta, arrivano tutte le acque che scendono dalla zona collinare di Monte Sant'Angelo. Inoltre, nel febbraio del 2005, il presidente del Napoli De Laurentiis esprimeva l'assoluto bisogno almeno di un nuovo manto erboso, dato che quello vecchio era stato erroneamente poggiato su sabbia di mare e non di fiume. I rapporti tra il club e il Comune sono regolati da una convenzione firmata nel novembre del 2005 dopo un lunghissimo dibattito in Consiglio comunale. Con il passare degli anni, molti esponenti politici si sono convinti dell'errore commesso con l'approvazione della delibera. Nel 2009, in seguito all'accertamento di un deficit importante nelle casse comunali, la Giunta Iervolino aveva annunciato l'intenzione di vendere l'impianto.

 
Lo stadio nel 1987

Si era addirittura pensato di costruire un nuovo stadio nella zona di Scampìa, sul modello dell'Allianz Arena di Monaco di Baviera, ma il progetto è stato bocciato a causa della mancata assegnazione all'Italia dei campionati europei di calcio 2012. Da più parti si spinge per la costruzione di un nuovo impianto nel quartiere Ponticelli, alla periferia orientale della città.

Con la chiusura del terzo anello la capienza omologata dello stadio è ridotta a 60 240 posti. Vari lavori sono stati, comunque, eseguiti per l'adeguamento della struttura alle direttive della legge Pisanu: sono stati installati tornelli e costruite zone di prefiltraggio; inoltre, sono state installate 76 telecamere all'interno e all'esterno dello stadio, alcune delle quali direttamente collegate alla stazione di polizia, per monitorare gli spettatori. Con un sopralluogo effettuato nel settembre 2007, i commissari FIGC, responsabili delle autorizzazioni UEFA, hanno autorizzato lo svolgimento di partite europee al San Paolo. Attualmente lo stadio vanta una valutazione di tre stelle UEFA. Nel luglio 2008, in seguito al ritorno del Napoli in competizioni europee, sono state apportate ulteriori ristrutturazioni: l'inserimento di serpentine all'esterno dello stadio, cartelloni italiano-inglese all'esterno delle entrate principali, l'ampliamento della sala Stampa e lavori di manutenzione alla copertura[8]. Nell'estate 2009 la precaria qualità della struttura ha portato alla chiusura di un settore dello stadio per permettere lo svolgimento di lavori di manutenzione, finanziati dal comune di Napoli. Tuttavia, il presidente della società sportiva SSC Napoli rilasciò, pochi mesi dopo, un'intervista con la quale chiarì i suoi progetti per lo stadio San Paolo, dicendo che avrebbe provveduto a ristrutturare il precario stadio.

RestylingModifica

Nel corso dell'estate 2010 la società di calcio e il comune napoletano[9] hanno proceduto, dopo 23 anni, a un'ampia opera di restyling del San Paolo,[10] che ha visto il rifacimento del manto erboso, del sistema di irrigazione, di drenaggio e di deflusso delle acque piovane e la riqualificazione di alcuni settori dello stadio.[10]

Nell'estate 2011 lo stadio è stato ulteriormente adeguato alle norme richieste dell'UEFA per la partecipazione alle coppe europee,[11] con la rimozione della rete di protezione del settore ospiti, e l'ammodernamento di sala e tribuna stampa. Nel novembre 2012 la squadra di calcio ha inoltre provveduto a sue spese all'installazione due schermi LED di 16 metri ognuno, al posto dei due vecchi display, non funzionanti e risalenti a Italia '90.[12] Nell'estate 2013, ancora dopo richieste UEFA, si è provveduto al rifacimento dei servizi igienici e del manto erboso, e al potenziamento l'impianto d'illuminazione.

Dopo l'assegnazione alla città di Napoli dell'organizzazione della XXX Universiade, nel 2019 il San Paolo è oggetto di un più massiccio restyling in tutti i settori, con la sostituzione dei seggiolini, la ristrutturazione della pista di atletica e l'installazione di due maxischermi all'altezza della tribuna laterale e dei Distinti.[13]

Le partiteModifica

Lo stadio ospita regolarmente le gare del Napoli. Allo stadio San Paolo si è tenuta la partita con il maggior numero di spettatori paganti in Italia, 89 992, in occasione di Napoli-Perugia del campionato italiano 1978-79, disputatasi il 21 ottobre 1979 e terminata col punteggio di 1-1. Tuttavia, non si riuscì mai a stabilire il numero di spettatori realmente presenti, molti di più di quelli ufficiali[14]; record italiano tuttora imbattuto. Addirittura, in occasione di Napoli-Juventus del campionato 1976-77, una stima quantificava gli spettatori presenti in circa 95.000 persone.[15]

Torneo olimpico di Roma 1960Modifica

Campionato d'Europa 1968Modifica

  •   Italia -   URSS 0-0 (Semifinale, 5 giugno) 80 000 spettatori: Italia qualificata alla finale per sorteggio.

Campionato d'Europa 1980Modifica

Campionato del mondo 1990Modifica

Attività extracalcisticheModifica

Il San Paolo ha ospitato anche alcuni concerti di artisti del calibro di Rolling Stones, Ariana Grande, U2, Frank Zappa, Jovanotti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori,[16] Pino Daniele, Edoardo Bennato, Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo. In passato, la struttura è stata teatro di importanti meeting di atletica leggera.

TrasportiModifica

Lo stadio è raggiungibile utilizzando:

  • in autobus - da Piazza Garibaldi prendere il bus 151, dal terminal Circumvesuviana di Porta Nolana linea Napoli-Monte di Procida dell'Eavbus; Da piazza Vittoria linea C12; da Via Giordano Bruno/Mergellina linee 607 (non effettua servizio nei festivi) e 618; da Pianura linea R6; da Secondigliano-Napoli Nord linea 180 (580 nei giorni festivi) ANM; dal Vomero Linea 181 e linea C33;
  • in automobile - Tangenziale uscita 10 Fuorigrotta;
  • da San Giovanni-Barra/Area Vesuviana Metropolitana linea 2, Stazione Campi Flegrei;
  • da Montesanto/Centro Storico e da Pozzuoli Ferrovia Cumana, Stazione Mostra.

NoteModifica

  1. ^ http://www.worldofstadiums.com/europe/italy/stadio-san-paolo/[collegamento interrotto]
  2. ^ Stadi Serie A 2015-2016 (PDF), su osservatoriosport.interno.gov.it (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2015).
  3. ^ Gianni Brera, Storia critica del calcio italiano, Baldini & Castoldi, 1998
  4. ^ Articolo[collegamento interrotto] sportitalia.com
  5. ^ http://www.sscnapoli.it/static/news/Tribuna-Stampa-del-San-Paolo-intitolata-a-Carlo-Iuliano-985.aspx.
  6. ^ Marco Azzi, San Paolo, stadio delle beffe nel '90 costò 250 miliardi, in la Repubblica, 19 settembre 2001, p. 6.
  7. ^ "Cronache di Napoli", 4 novembre 2006, pag. 4, articolo a firma di M. Galletta
  8. ^ Esclusiva Tuttonapoli – Ecco Come Cambia Look Il San Paolo - Tutto Napoli, su tuttonapoli.net. URL consultato il 24 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2008).
  9. ^ Ponticelli: "Stiamo ultimando i lavori allo stadio San Paolo", su areanapoli.it. URL consultato il 29 agosto 2010.
  10. ^ a b De Laurentiis presenta i lavori al San Paolo, su tuttonapoli.net. URL consultato il 29 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2010).
  11. ^ Napolipress – quotidiano online su napoli calcio
  12. ^ Napoli Magazine[collegamento interrotto]
  13. ^ Universiadi, «regali» al San Paolo: maxischermo 120 mq e seggiolini, su ilmattino.it, 12 febbraio 2019.
  14. ^ C'era una volta lo stadio "gremito", e per Napoli-Perugia erano 90mila..., su dire.it (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2010).
  15. ^ [1]
  16. ^ Banana Republic 1979: intervista a Marco Nanni

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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