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Stadio San Paolo
Stadio del Sole
Stadio San Paolo Serie A.jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneVia Jacopo De Gennaro[1]
Fuorigrotta
80125 Napoli (NA)
Tel. +39 081 6133911
Inizio lavori1952[2]
Inaugurazione6 dicembre 1959
StrutturaCemento armato, pianta ovale
CoperturaLega metallica e perspex su tutti i settori
Pista d'atletica8 corsie
Costo2 500 000 000 [3]
Ristrutturazione1990
Costi di ricostr.132 000 000 000 [4]
Mat. del terrenoErba
Dim. del terreno110 × 68 m
ProprietarioComune di Napoli
GestoreSocietà Sportiva Calcio Napoli
ProgettoCarlo Cocchia (1959)
Luigi Corradi (1990)
Uso e beneficiari
CalcioNapoli
(1959-presente)
Sorrento
(1971-1972)
Campania
(1983-1984)
Savoia
(1997-1999)
Capienza
Posti a sedere54 726
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°49′40.68″N 14°11′34.83″E / 40.827967°N 14.193008°E40.827967; 14.193008

Lo stadio San Paolo, già del Sole, è il principale impianto polisportivo della città di Napoli. Di proprietà del Comune di Napoli, è situato a Fuorigrotta, quartiere della X Municipalità. Dotato di palestre polifunzionali, spazi per le arti marziali e di un campo da pallacanestro, è conosciuto soprattutto dal punto di vista calcistico, essendo sede degli incontri interni della squadra del Napoli.

Esempio di architettura brutalista[5], gli accorgimenti adottati in fase di progettazione lo resero, alla sua inaugurazione, tra gli stadi più belli del panorama internazionale dell'epoca[6]; la ricercatezza dello stile originario ha indotto diversi tecnici a chiederne l'inserimento tra i beni paesaggistici vincolati dal Ministero dei Beni Culturali[7]. Costruito tra il 1952 e il 1959 sulla base del progetto del gruppo diretto dall'architetto Carlo Cocchia[8], vincitore del concorso nazionale indetto appositamente nel 1948, è il quarto stadio in Italia e il quarantatreesimo in Europa per capienza omologata.

Incluso tra le sedi di due edizioni dei campionati europei e di un'edizione dei campionati mondiali di calcio, è uno dei quattro stadi al mondo, al pari dello stadio Olimpico di Tokyo, dello stadio Olimpico Universitario di Città del Messico e dello stadio dei Lavoratori di Pechino, ad aver ospitato un evento sportivo di almeno un'edizione dei Giochi Olimpici, delle Universiadi e della manifestazione multidisciplinare locale — nel caso del San Paolo, i Giochi del Mediterraneo.

StoriaModifica

Progettazione e inaugurazioneModifica

 
Lo stadio del Sole in costruzione alla fine degli anni 1950

Dopo il bombardamento dello stadio Partenopeo, avvenuto nel 1942 durante la seconda guerra mondiale, la locale squadra di calcio del Napoli si trasferì allo stadio del Vomero. La ridotta capienza dell'impianto rese necessaria la realizzazione di una nuova struttura, capace di ospitare le decine di migliaia di tifosi che affollavano gli spalti ben oltre la capienza omologata[9], causando spesso problemi di ordine pubblico[10][11].

L'amministrazione comunale scelse Fuorigrotta, un quartiere caratterizzato in quegli anni da un forte processo di urbanizzazione, come sede del nuovo impianto[12]. La progettazione fu affidata all'architetto Carlo Cocchia che, avvalendosi della collaborazione di professionisti come Gerardo Mazziotti, realizzò un primo prospetto, basato sul concetto di uno stadio con un solo anello. Le successive modifiche portarono a un progetto basato su due anelli distinti, con l'inferiore posto al di sotto della sede stradale. La presentazione del plastico avvenne nel settembre 1954 alla presenza del sindaco nonché presidente del Napoli, Achille Lauro, e del presidente del Consiglio, Mario Scelba. I lavori di costruzione, iniziati nell'aprile del 1952, furono gestiti dal Genio civile con alcune modifiche in corso d'opera[13].

Lo stadio fu consegnato al Comune il 2 dicembre 1959; come primo direttore dell'impianto fu designato Attila Sallustro, indimenticato attaccante della squadra partenopea nel periodo interbellico[14]. La struttura fu inaugurata ufficialmente quattro giorni dopo, con la gara di campionato fra Napoli e Juventus, terminata 2-1 per gli azzurri: la capienza al momento dell'inaugurazione era di 90 000 spettatori in piedi[15]. Lo stadio era strutturato su due anelli con spalti in travertino affacciati sul campo da gioco e la pista di atletica a sei corsie in tennisolite. Denominato in principio Stadio del Sole, cambiò denominazione nel 1963[16] per celebrare la tradizione secondo la quale Paolo di Tarso avrebbe raggiunto l'Italia attraccando nella zona dell'attuale Fuorigrotta. In quello stesso anno l'impianto ospitò le cerimonie di apertura[17] e di chiusura[18], oltreché le gare di atletica[19], della quarta edizione dei Giochi del Mediterraneo.

Il riammodernamento del 1980 e la ristrutturazione per Italia '90Modifica

 
Panoramica aerea del San Paolo nel corso degli anni 1980

In occasione del campionato d'Europa 1980 l'impianto fu ammodernato, al costo di un miliardo di lire, con il potenziamento dell'impianto di illuminazione — mal funzionante[20] fin dall'inaugurazione[21] —, l'edificazione di un fabbricato a due piani in corrispondenza della tribuna numerata (oggi tribuna Posillipo) e l'installazione nell'intersezione dei settori Distinti e Curva A di un tabellone luminoso dotato di orologio[22].

Nel 1985 il Napoli, complice l'aumento esponenziale della domanda di biglietti dovuta alla presenza in squadra di Maradona, tentò[23] — senza successo[24] — di ottenere l'autorizzazione amministrativa per realizzare un anello sopraelevato che avrebbe portato la capienza dello stadio a 100 000 spettatori.

Durante l'anno precedente, il 1984, la FIFA aveva assegnato all'Italia l'organizzazione del campionato del mondo 1990. Nonostante l'intenzione iniziale del presidente del Napoli Corrado Ferlaino di realizzare uno stadio privato da 150 000 posti a Casoria da proporre per la finale della manifestazione[25] e i problemi strutturali del San Paolo[13] si decise di indicare l'impianto come sede degli incontri assegnati alla città di Napoli[26].

A fronte dell'approssimarsi dei mondiali lo stadio fu interessato da una profonda ristrutturazione. I lavori iniziarono nel 1988 e si conclusero nel maggio 1990. Durante la messa in opera, in occasione delle esultanze dei tifosi, furono avvertite, negli edifici circostanti, delle scosse simili a quelle generate dai terremoti[27]. Gli interventi compresero la costruzione della copertura e della nuova tribuna stampa su progetto strutturale dell'ingegner Luigi Corradi, l'installazione di due ascensori di collegamento con la tribuna stampa, la realizzazione una struttura sopraelevata rispetto alla tribuna denominata Dirigibile e destinata a ospitare telecronisti e regie televisive, la ristrutturazione dell'edificio adiacente la tribuna, l'installazione dei seggiolini in tutti i settori dello stadio, l'ammodernamento della pista di atletica e dell'impianto di illuminazione, l'installazione di due display fissati alla balaustra in luogo del tabellone luminoso, il rifacimento degli ingressi, la costruzione di un parcheggio multipiano sotterraneo e l'adeguamento alle norme di sicurezza richieste dalla FIFA.

 
Panoramica esterna dell'impianto nel 2015, con la copertura aggiunta in occasione della ristrutturazione per il campionato del mondo 1990

I lavori per i mondiali furono completati solo nell'anno successivo la manifestazione, il 1991, causando dei malumori nella dirigenza del Napoli, che affrontò gli incontri interni di Coppa dei Campioni in uno stadio dalla capienza ridotta[28]. Gli interventi postumi furono la realizzazione del terzo anello, direttamente collegato alla struttura di sostegno della copertura, che portò la capienza dello stadio a 72 810 posti a sedere[29], l'installazione dei divisori di settore e la sistemazione delle scale di smistamento nelle curve[30].

1990-2010, il decadimento strutturaleModifica

Nonostante la ristrutturazione lo stadio iniziò a presentare problemi strutturali già nel 1995 quando la Commissione di Vigilanza revocò temporaneamente l'agibilità, prescrivendo alcuni interventi di risanamento[31]. I display, nel frattempo, erano guasti già dalla metà della stagione calcistica 1993-94.

L'agibilità fu revocata nuovamente nel settembre 2001 dopo un nubifragio. Tra le strutture più colpite ci fu proprio lo stadio; il Napoli fu costretto a giocare gli incontri casalinghi prima a Cava de' Tirreni allo stadio Simonetta Lamberti e poi allo stadio Santa Colomba di Benevento, tornando al San Paolo solo nel gennaio 2002 in occasione del derby regionale con la Salernitana, dopo ingenti lavori di riqualificazione resi possibili dallo stato di calamità deciso dal Governo. Il problema, mai del tutto risolto, era legato all'insufficienza del collettore fognario Arena Sant'Antonio e a una criticità di carattere strutturale: nello stadio, situato nel punto più basso di Fuorigrotta, arrivano tutte le acque che provengono dalla zona collinare di Monte Sant'Angelo. In quegli anni si procedette anche alla chiusura del terzo anello, in quanto le esultanze dei spettatori provocavano vibrazioni che, attraverso i piloni di sostegno della copertura, si diramavano nel terreno propagandosi ai fabbricati adiacenti. Con la chiusura del terzo anello la capienza omologata dello stadio fu ridotta a 60 240 posti a sedere.

 
Panoramica interna dello stadio nel 2015, precedente la ristilizzazione per la XXX Universiade; spalti e pista di atletica versavano in condizioni di graduale degrado

Nel luglio 2008, in seguito al ritorno del Napoli nelle competizioni europee, furono apportate ulteriori migliorie: l'inserimento di serpentine all'esterno dello stadio, nuove indicazioni in italiano e in inglese in corrispondenza delle entrate principali, l'ampliamento della sala stampa e lavori di manutenzione alla copertura[32]. Il 6 dicembre 2009, in occasione del 50º anniversario dell'inaugurazione dell'impianto, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, prima dell'inizio della gara interna contro il Bari consegnò una maglia azzurra con il numero "50" a tre protagonisti della sfida inaugurale contro la Juventus, ovvero Luís Vinício, Elia Greco e Dolo Mistone[33].

2010-2019, gli interventi richiesti dalla UEFA e il restyling per le UniversiadiModifica

Nel corso dell'estate 2010 il Napoli e il Comune[34] hanno proceduto, dopo 23 anni, a una prima opera di restyling[35], che ha visto il rifacimento del manto erboso, del sistema di irrigazione, di drenaggio e di deflusso delle acque piovane e la riqualificazione di alcuni settori dello stadio[35]. Nell'estate 2011 lo stadio è stato ulteriormente adeguato alle norme richieste dalla UEFA per la partecipazione alle coppe europee[36], attraverso la rimozione della rete di protezione del settore ospiti e l'ammodernamento di sala e tribuna stampa.

 
Uno dei due maxischermi installati in occasione del restyling del 2019

Nel novembre 2012 il Napoli ha installato due schermi LED di 16 metri ognuno, in sostituzione dei due display non funzionanti[37]. Nell'estate 2013, su richiesta della UEFA, si è provveduto al rifacimento dei servizi igienici e del manto erboso, e al potenziamento dell'impianto d'illuminazione. L'8 ottobre 2013 la tribuna stampa dello stadio è stata intitolata a Carlo Iuliano, storico capo ufficio stampa della Società Sportiva Calcio Napoli, scomparso quell'anno[38].

Nel luglio 2015 il Napoli ha consegnato in Comune un progetto di ristrutturazione redatto dall'architetto Gino Zavanella, già dietro a restyling o progetti ex novo di vari stadi italiani. Questo prevedeva l'eliminazione della pista di atletica, la schermatura dell'anello inferiore in corrispondenza delle due curve e la realizzazione di una nuova gradinata, che avrebbe avvicinato i Distinti superiori al campo da gioco, oltreché l'installazione di alcuni skybox sull'area della pista prospiciente le tribune; erano previsti, inoltre, la realizzazione di nuovi volumi in corrispondenza delle aree esterne dello stadio più l'allungamento della copertura[39]. La proposta è stata bocciata dall'amministrazione comunale[40].

Dopo l'assegnazione alla città di Napoli dell'organizzazione della XXX Universiade, nell'estate del 2019 il San Paolo è stato oggetto di un più massiccio restyling in tutti i settori, con la sostituzione dei seggiolini, il rifacimento della pista di atletica, l'installazione di due maxischermi all'altezza della tribuna laterale e dei Distinti, oltreché l'ammodernamento degli spogliatoi, degli impianti audio e d'illuminazione[41]. La maggiore distanza tra le sedute e la diversa grandezza dei seggiolini rispetto a quelli installati nel 1990, oltre agli spazi ricavati per l'installazione dei maxischermi, hanno ridotto la capienza a 54 726 posti a sedere[42]. Nel mese di luglio l'impianto ha ospitato le cerimonie di apertura e di chiusura della manifestazione, oltreché le gare di atletica leggera.

Panorama dello stadio in occasione di un incontro di UEFA Champions League 2019-2020

CapienzaModifica

La capienza attuale dello stadio San Paolo è di 54 726 posti, tutti a sedere, suddivisi come segue:

 
L'aspetto dello stadio in seguito alla sostituzione dei seggiolini in occasione del restyling del 2019
 
Gli spalti del San Paolo gremiti durante un'amichevole tra il Napoli e la nazionale argentina nel 1986
Settore Posti a sedere Note
Anello inferiore Tribuna Centrale Autorità 1 056
Tribuna Centrale Inferiore 1 404
Tribuna Family 944 Include 44 postazioni riservate ai disabili e altrettante agli accompagnatori
Tribuna Ospiti 1 029 Include 38 postazioni riservate ai disabili e altrettante agli accompagnatori
Distinti 6 384
Curva A 4 623 Include 28 postazioni riservate ai disabili e altrettante agli accompagnatori
Curva B 5 015 Include 28 postazioni riservate ai disabili e altrettante agli accompagnatori
Totale dell'anello inferiore 20 455
Anello superiore Tribuna Posillipo 4 581 Include 237 postazioni destinate alla tribuna stampa "Carlo Iuliano"
Tribuna Nisida 2 105
Tribuna Ospiti 2 482
Distinti 9 575
Curva A 7 484
Curva B 8 044
Totale dell'anello superiore 34 271

CriticitàModifica

Lo stadio è caratterizzato da diverse criticità che, a più riprese, hanno provocato polemiche tra la società calcistica e il Comune[43]. Gli onerosi costi di gestione hanno determinato una manutenzione insufficiente[44], causa del deterioramento strutturale di alcune aree dell'impianto. La copertura, incapace di offrire riparo alla totalità degli spalti, è sorretta da una pesante struttura che ha provocato diverse polemiche sull'antiesteticità e sulla scarsa funzionalità[45]; Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli dal 2004, ha più volte auspicato la rimozione in favore di una nuova più moderna e funzionale[46].

La copertura non è l'unica delle criticità determinate dalla ristrutturazione di Italia '90, causa pochi anni dopo di un lungo strascico giudiziario nell'ambito di Tangentopoli[47][48][49][50]. Il parcheggio multipiano realizzato al di sotto del piano ipogeo e accessibile dal sottopasso di via Claudio non è mai entrato in funzione[51][52], e risulta attualmente inservibile a causa delle sopravvenute modifiche normative che prescrivono misure diverse per le aree di accesso e di sosta. Altri dubbi sono legati alla presenza della pista di atletica, quasi mai protagonista degli eventi sportivi ospitati allo stadio, che pone gli spalti a distanza dal terreno di gioco, con una visuale peggiore rispetto agli impianti con le tribune a ridosso del campo[53]; in particolar modo l'anello inferiore, in alcuni punti, offre una pessima visuale anche a causa della presenza dei rotor pubblicitari a bordocampo[54].

Incontri calcistici di rilievoModifica

 
Il San Paolo gremito il 10 maggio 1987, giorno del primo scudetto del Napoli

Incontri del NapoliModifica

Lo stadio ospita regolarmente le gare del Napoli. In occasione di Napoli-Juventus del campionato italiano di Serie A 1974-1975, disputatasi il 15 dicembre 1974, gli spettatori furono 90 736 (53 311 abbonati più 37 425 biglietti venduti)[55]; la partita fu interrotta a pochi minuti dal termine per motivi di ordine pubblico, sul parziale di 6-2 per gli ospiti, con risultato sul campo poi omologato: trattasi — probabilmente — della partita di calcio con il maggior numero di spettatori in Italia[56].

Incontri della nazionale italianaModifica

Il San Paolo ha ospitato 23 incontri della nazionale calcistica italiana[57]. La prima partita degli azzurri fu una gara di Coppa Internazionale contro la Svizzera[58], giocata il 6 gennaio 1960, e vinta dai padroni di casa per 3-0[59].

 
L'Italia schierata al San Paolo prima della semifinale contro l'Argentina del campionato del mondo 1990

Lo stadio è stato sede di tre incontri dell'Italia nelle maggiori competizioni internazionali. È stato sede della semifinale del campionato d'Europa 1968 tra l'Italia e l'Unione Sovietica, il 5 giugno, conclusasi 0-0 dopo i supplementari e vinta dalla squadra di casa per sorteggio[60]. Ha ospitato la finale per il terzo posto del campionato d'Europa 1980, il 21 giugno, persa dalla nazionale ai rigori contro la Cecoslovacchia con il risultato di 9-8[61]. È stato infine teatro della sconfitta dell'Italia per 4-3 ai rigori contro l'Argentina nella semifinale del campionato del mondo 1990, il 3 luglio[62].

In un'occasione il San Paolo ha ospitato la gara interna dell'Italia valevole per lo spareggio di qualificazione ai mondiali: è accaduto il 15 novembre 1997 quando, nel ritorno dei play-off per l'accesso al campionato del mondo 1998, la nazionale si impose per 1-0 sulla Russia guadagnando, stante l'1-1 dell'andata a Mosca, il pass per la fase finale del torneo in Francia[63].

Il 22 novembre 1969, in occasione della partita contro la Germania Est, decisiva per la qualificazione al campionato del mondo 1970 e vinta dagli azzurri per 3-0, fu fissato il record di affluenza, tuttora imbattuto, per una gara casalinga della nazionale con 91 000 spettatori presenti al San Paolo[64].

Incontri dei campionati internazionali per nazionaliModifica

Torneo olimpico di Roma 1960Modifica

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Spettatori
26 agosto 1960   Italia 4-1   Taiwan Fase a gironi 36 092
29 agosto 1960   Ungheria 6-2   Perù Fase a gironi 8 068
1º settembre 1960   Argentina 2–0   Polonia Fase a gironi 4 304
5 settembre 1960   Italia 1–1 d.t.s*   Jugoslavia Semifinali 16 568

*   Jugoslavia qualificata per sorteggio

Campionato d'Europa 1968Modifica

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Spettatori
5 giugno 1968   Italia 0-0 d.t.s*   Unione Sovietica Semifinali 68 582

*   Italia qualificata per sorteggio

Campionato d'Europa 1980Modifica

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Spettatori
11 giugno 1980   Paesi Bassi 1-0   Grecia Fase a gironi 14 990
14 giugno 1980   Germania Ovest 3-2   Paesi Bassi Fase a gironi 26 546
18 giugno 1980   Spagna 1–2   Inghilterra Fase a gironi 14 440
21 giugno 1980   Italia 1-1 d.t.s; 8-9 d.c.r.   Cecoslovacchia Finale terzo posto 24 652

Campionato del mondo 1990Modifica

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Spettatori
13 giugno 1990   Argentina 2-0   Unione Sovietica Fase a gironi 42 907
18 giugno 1990   Argentina 1-1   Romania Fase a gironi 38 687
23 giugno 1990   Camerun 2-1 d.t.s   Colombia Ottavi di finale 50 026
1º luglio 1990   Inghilterra 3-2 d.t.s   Camerun Quarti di finale 55 205
3 luglio 1990   Italia 1-1 d.t.s; 3-4 d.c.r.   Argentina Semifinali 59 978

Finali di competizioni europee per clubModifica

Coppa UEFAModifica

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Spettatori
3 maggio 1989 Napoli 2-1 Stoccarda 81 093

Attività extracalcisticheModifica

ConcertiModifica

 
Lo stadio in occasione della cerimonia di apertura della XXX Universiade, 3 luglio 2019

Il San Paolo ha ospitato anche alcuni concerti di artisti del calibro di Rolling Stones, U2, Frank Zappa, Jovanotti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori[65], Pino Daniele, Edoardo Bennato, Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo.

Altri sportModifica

In ambito sportivo, Ia struttura ha ospitato meeting e competizioni ufficiali di atletica leggera[66][67], tra cui le gare dei IV Giochi del Mediterraneo nell'autunno 1963 e della XXX Universiade nell'estate 2019.

Il 4 ottobre 1969 lo stadio è stato teatro dell'incontro di pugilato valido per la contesa delle corone mondiali WBA e WBC dei pesi medi tra Nino Benvenuti e Fraser Scott, vinto dall'italiano per squalifica dell'avversario[68]. Nel 2006 il San Paolo ha ospitato la "Champions Motor Race", rassegna motoristica con protagonisti piloti di Formula 1, WRC e MotoGP, tenutasi su di un circuito montato per l'occasione all'interno dell'ovale[69].

Il San Paolo nella cultura di massaModifica

Lo stadio San Paolo è apparso in diversi film come Operazione San Gennaro, Mi manda Picone, Quel ragazzo della curva B, L'uomo in più, Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me e Maradona - La mano de Dios.

È inoltre citato nella canzone Un solo colore dei Fuossera, ed è rappresentato nella 50ª puntata della serie animata I ragazzi del Mundial intitolata Tragedia a Napoli. Appare inoltre tra gli stadi giocabili del videogioco del 1997 PC Calcio 6.0.

TrasportiModifica

Lo stadio è raggiungibile utilizzando:

  • in autobus - da Piazza Garibaldi prendere il bus 151, dal terminal Circumvesuviana di Porta Nolana linea Napoli-Monte di Procida dell'Eavbus; Da piazza Vittoria linea C12; da Via Giordano Bruno/Mergellina linee 607 (non effettua servizio nei festivi) e 618; da Pianura linea R6; da Secondigliano-Napoli Nord linea 180 (580 nei giorni festivi) ANM; dal Vomero Linea 181 e linea C33;
  • in automobile - Tangenziale uscita 10 Fuorigrotta;
  • da San Giovanni-Barra/Area Vesuviana Metropolitana linea 2, Stazione Campi Flegrei;
  • da Montesanto/Centro Storico e da Pozzuoli Ferrovia Cumana, Stazione Mostra.

NoteModifica

  1. ^ Elenco impianti sportivi, su comune.napoli.it.
  2. ^ Vittorio Pozzo, Con Napoli-Juventus si inaugura il grandioso «Stadio dei Settantacinquemila», in La Stampa, 6 dicembre 1959, p. 9.
  3. ^ Due sopralluoghi a Napoli per lo stadio di Fuorigrotta, in La Stampa, 24 novembre 1959, p. 8.
  4. ^ Ma Italia '90 è ancora un cantiere, in La Stampa, 16 maggio 1990, p. 3.
  5. ^ Antonio Cunazza, Breve storia della decadenza del San Paolo, su ultimouomo.com, 3 ottobre 2018.
  6. ^ Gerardo Mazziotti, Lo stadio San Paolo, su nagora.org, 26 luglio 2018.
  7. ^ Gerardo Mazziotti, Lo stadio San Paolo, un primato napoletano, su ilroma.net.
  8. ^ Flavia Fascia, Lo stadio San Paolo di Napoli, su iris.unina.it.
  9. ^ Corrado Sannucci, Contro la Juve la folla immobile, in la Repubblica, 10 marzo 1988.
  10. ^ Crescenzo Guarino, Un ispettore generale di Pubblica Sicurezza inviato a Napoli per gli incidenti del Vomero, in La Nuova Stampa, 8 novembre 1955, p. 5.
  11. ^ Vittorio Pozzo, Incidenti e feriti all'ingresso, colpi di scena in gara per Napoli-Juventus partita più emozionante del torneo, in Stampa Sera, 21 aprile 1958, p. 5.
  12. ^ Anche Napoli avrà lo stadio dei 100 mila?, in Nuova Stampa Sera, 8 settembre 1948, p. 4.
  13. ^ a b Luca Argentieri, I prigionieri del San Paolo, in la Repubblica, 9 ottobre 1987.
  14. ^ Il Napoli si allena nel nuovo Stadio in vista della gara con la Juventus, in La Stampa, 3 dicembre 1959, p. 8.
  15. ^ Almanacco "Calciatori 1962/63", Panini, 1962
  16. ^ Almanacco "Calciatori 1963/64", Panini, 1963
  17. ^ Ugo Irace, Prova generale a Napoli per le Olimpiadi di Tokyo, in Stampa Sera, 20 settembre 1963, p. 8.
  18. ^ La cerimonia di chiusura, in Stampa Sera, 30 settembre 1963, p. 8.
  19. ^ Italia-Francia, duello accanito, in La Stampa, 27 settembre 1963, p. 8.
  20. ^ Giulio Accatino, Savoldi fa felice Napoli, in Stampa Sera, 25 agosto 1975, p. 12.
  21. ^ Paolo Bertoldi, Tre fotoelettriche della Marina militare per garantire l'illuminazione allo Stadio, in La Stampa, 10 dicembre 1960, p. 9.
  22. ^ Alberto Gaino, L'«operazione stadi» è costata sette miliardi, in Stampa Sera, 15 dicembre 1980, p. 11.
  23. ^ Ermanno Corsi, Centomila in uno stadio, in la Repubblica, 16 giugno 1985.
  24. ^ Il Coreco boccia l'ampliamento del San Paolo, in la Repubblica, 20 giugno 1985.
  25. ^ Il Napoli vende tutto il San Paolo in abbonamento, in la Repubblica, 13 settembre 1984.
  26. ^ Vittorio Raio, Ma che confusione, stanno nascendo le nuove cattedrali del calcio, in Stampa Sera, 12 ottobre 1987, p. 7.
  27. ^ Fulvio Milone, Maradona fa il terremoto, in La Stampa, 6 aprile 1989, p. 9.
  28. ^ Vittorio Raio, L'eredità del mondiale è uno stadio dimezzato, in Stampa Sera, 26 luglio 1990, p. 16.
  29. ^ Almanacco "Calciatori 1992/93", Panini, 1992
  30. ^ San Paolo a pezzi, salta Napoli-Juventus?, in La Stampa, 16 ottobre 1991, p. 32.
  31. ^ Scarsa sicurezza, dichiarato inagibile lo stadio di Napoli, in la Repubblica, 18 febbraio 1995.
  32. ^ Ecco come cambia look il San Paolo, su tuttonapoli.net. URL consultato il 24 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2008).
  33. ^ Articolo[collegamento interrotto] sportitalia.com
  34. ^ Ponticelli: "Stiamo ultimando i lavori allo stadio San Paolo", su areanapoli.it. URL consultato il 29 agosto 2010.
  35. ^ a b De Laurentiis presenta i lavori al San Paolo, su tuttonapoli.net. URL consultato il 29 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2010).
  36. ^ Napolipress – quotidiano online su napoli calcio
  37. ^ Napoli Magazine[collegamento interrotto]
  38. ^ Tribuna Stampa del San Paolo intitolata a Carlo Iuliano, su sscnapoli.it, 8 ottobre 2013.
  39. ^ Pasquale Tina, Stadio, consegnato in Comune il progetto definitivo: "Ecco come rilanceremo il San Paolo e Fuorigrotta", su napoli.repubblica.it, 16 luglio 2015.
  40. ^ L’architetto Zavanella: «Il Comune bocciò il mio progetto per il San Paolo, avrebbe pagato Adl», su ilnapolista.it, 25 febbraio 2017.
  41. ^ Universiadi, «regali» al San Paolo: maxischermo 120 mq e seggiolini, su ilmattino.it, 12 febbraio 2019.
  42. ^ Paolo Cuozzo, Nuovo San Paolo, tutti i sediolini azzurri ma settemila posti in meno, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 14 dicembre 2018.
  43. ^ Napoli, rabbia De Laurentiis: «Il San Paolo è un cesso», su corrieredellosport.it, 4 agosto 2018.
  44. ^ Assist del Coni al Napoli: "San Paolo fatiscente, il canone va diminuito", su spazionapoli.it, 5 settembre 2014.
  45. ^ Angelo Forgione, Stadio "San Paolo" ferro vecchio, su angeloforgione.com, 27 giugno 2012.
  46. ^ De Laurentiis: "Si potrebbe smontare la copertura del San Paolo", su napolitoday.it, 30 maggio 2019.
  47. ^ Giovanni Marino, Napoli tremano i potenti registrate le maxitangenti, in la Repubblica, 12 marzo 1993.
  48. ^ Cadono in un giorno tutti i Re di Napoli, in la Repubblica, 27 marzo 1993.
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