Verein für Bewegungsspiele Stuttgart 1893

società calcistica tedesca
VfB Stoccarda
Calcio Football pictogram.svg
VfB Stuttgart 1893 Logo.svg
Die Schwaben (gli Svevi), Die Roten (i rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco Con Striscia Rossa e scudo giallo.png bianco-rosso
Dati societari
Città Coat of arms of Stuttgart.svg Stoccarda
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Fußball-Bundesliga
Fondazione 1893
Presidente Germania Wolfgang Dietrich
Allenatore Germania Hannes Wolf
Stadio Mercedes-Benz Arena
(60.441 posti)
Sito web www.vfb.de
Palmarès
Campionato tedescoCampionato tedescoCampionato tedescoCampionato tedescoCampionato tedesco Coppa di GermaniaCoppa di GermaniaCoppa di Germania Coppa IntertotoCoppa Intertoto
Titoli di Germania 5
Trofei nazionali 3 Coppe di Germania
1 Supercoppa di Germania
Trofei internazionali 2 Coppe Intertoto
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Verein für Bewegungsspiele Stuttgart 1893 e.V., noto più semplicemente come VfB Stuttgart, in italiano VfB Stoccarda, è una società calcistica tedesca con sede a Stoccarda. Milita nella Bundesliga, la massima divisione del campionato tedesco di calcio, e gioca le partite casalinghe nella Mercedes-Benz Arena.

Fondata il 9 settembre 1893 con la denominazione di Stuttgart FV 93, si fuse con il Kronen-Club Cannstatt il 2 aprile 1912 e successivamente cambiò il suo nome in VfB Stuttgart 1893 e. V. L'incontro decisivo per la formazione del club, in occasione del quale la fusione fu approvata, si tenne all'hotel Concordia di Cannstatt (una città nel distretto di Stoccarda). I colori sociali dello Stoccarda sono il bianco e il rosso, con una banda rossa sul petto. I giocatori della squadra sono chiamati i rossi in opposizione ai rivali locali, i blu dello Stuttgarter Kickers.

Ha vinto cinque campionati tedeschi, tre Coppe di Germania e due Coppe Intertoto. In campo continentale ha inoltre disputato due finali di coppe europee, una di Coppa UEFA nell'edizione 1988-1989, e l'altra di Coppa delle Coppe in quella del 1997-1998, perdendo però in entrambe le occasioni.

Indice

StoriaModifica

Kronen-Klub CannstattModifica

 
Il Kronen-Klub Cannstatt nel 1898

Il Cannstatter Fußballklub viene fondato come squadra di rugby nel 1890, e solo in seguito gli viene aggiunta una sezione calcistica. Il club si scioglie dopo soli pochi anni di attività, ma gli ex membri si riorganizzano nel 1897 costituendo il FC Krone Cannstatt. Il nuovo club, avente solo una sezione di calcio[1], si affilia alla Süddeutschen Fußballverband (SFV); viene iscritto alla seconda divisione, e guadagna la promozione al livello superiore nel 1904. Il Krone possiede un proprio campo ancor oggi esistente, che è utilizzato come stadio casalingo dal TSV Münster.

FV StuttgartModifica

Lo Stuttgarter Fußballverein viene invece fondato all'hotel Zum Becher di Cannstatt il 9 settembre 1893[2]. Anche qui si pratica in origine il rugby, inizialmente a Stöckach-Eisbahn, e, dal 1894 a Cannstatter Wasen. I giocatori sono principalmente studenti locali che, sotto la direzione dell'insegnante Carl Kaufmann ottengono in breve tempo il loro primo successo: la disputa della finale del campionato nazionale nel 1909; sono qui tuttavia sconfitti dal FSV 1897 Hannover per 6–3[3].

Intanto, nel 1908 viene aperta una sezione calcio; questa si affilia nel 1909 alla Süddeutschen Fußballverband[4], e viene ammessa a giocare nel campionato di secondo livello. Nella sua seconda stagione lo Stuttgarter vince una finale di distretto contro il Kronen-Klub Cannstatt, squadra con cui si sarebbero poi fuso, prima di essere eliminato dallo Zuffenhausen nel campionato di contea. Nel 1912, infine, la squadra riesce ad accedere alla serie superiore, la Südkreis-Liga.

Dalla fondazione alla seconda guerra mondialeModifica

 
Lo Stoccarda nel 1912

Il Verein für Bewegungsspiele Stuttgart viene fondato il 2 aprile 1912 in seguito alla fusione tra lo Stuttgarter FV e il Kronen-Club Cannstatt, che avviene nell'hotel Concordia di Cannstatt. Entrambi i club progenitori sono composti da studenti provenienti dalle classi medie[5], che hanno appreso il calcio e il rugby grazie ad alcuni espatriati inglesi tra cui William Cail, che aveva introdotto quest'ultimo sport nella zona nel 1865[6].

Inizialmente lo Stoccarda gioca con maglia bianca e pantaloncini neri: la divisa attuale, con la caratteristica fascia orizzontale rossa, viene infatti adottata a partire dalla stagione 1925-1926[7]. In questo periodo la società milita prima nella Kreisliga Württemberg, e successivamente nella Bezirksliga Württemberg-Baden.

Nel 1933 lo Stoccarda si trasferisce nel campo attuale, chiamato allora Neckarstadion; il calcio tedesco proprio in quell'anno viene riformato dalla Germania nazista, che crea sedici campionati regionali chiamati Gauligen: ogni anno le migliori squadre regionali si qualificano al campionato nazionale. Lo Stoccarda milita nella Gauliga Württemberg, campionato che vince nel 1935, nel 1937, nel 1938, e nel 1943. Queste vittorie locali permettono alla squadra di accedere al campionato nazionale nelle stesse stagioni: in particolare nel 1935 la squadra sfiora la vittoria del titolo: perde per 4–6 la finale nazionale contro lo Schalke 04. Dopo un terzo posto nel campionato 1937 lo Stoccarda non riesce ad andare oltre i turni preliminari nelle successive edizioni; in questo periodo nasce un'intensa rivalità con lo Stuttgarter Kickers.

I successi degli anni cinquantaModifica

Dopo la guerra il club milita nella prima divisione dell'Oberliga Süd, vincendo il titolo regionale nel 1946, nel 1952, e nel 1954. Questo è un periodo di grandi successi per lo Stoccarda: la squadra, allenata da Georg Wurzer e condotta in campo da Robert Schlienz, calciatore che ha perso il braccio sinistro in un incidente automobilistico, conquista il titolo nazionale nel 1950 e nel 1952: vengono battuti in finale rispettivamente il Kickers Offenbach e il Saarbrücken. Lo Stoccarda giunge nuovamente in finale nel 1953, ma è in questa occasione battuto dal Kaiserslautern; nella stagione successiva viene invece vinta la prima DFB-Pokal, seguita dalla seconda nel 1958. Nonostante questi successi, però, nessun giocatore dello Stoccarda è convocato nella Nazionale tedesca vittoriosa ai Mondiali del 1954.

Il debutto in BundesligaModifica

In seguito alla diffusione del professionismo nello sport, nella stagione 1963-1964 nasce la Bundesliga, un campionato nazionale a girone unico e professionistico. Le buone prestazioni dello Stoccarda nel periodo immediatamente precedente consentono al club di essere tra i sedici che partecipano alla prima edizione del nuovo campionato. La squadra conclude questa edizione al quinto posto, e questo sarà per molto tempo il miglior piazzamento: il club esita a fare spese folli, ed alcuni giocatori continuano a svolgere un altro lavoro; una delle poche stelle della squadra è, nella seconda metà degli anni sessanta, Gilbert Gress, prelevato dallo Strasburgo.

Nella stagione 1964-1965 la squadra fa il suo esordio nella competizioni europee, partecipando alla Coppa delle Fiere; nell'edizione 1969-1970 di questa manifestazione viene eliminato dal Napoli. In seguito lo Stoccarda partecipa anche alla Coppa UEFA 1973-1974, e qui raggiunge le semifinali: i tedeschi sono sconfitti dai futuri campioni del Feyenoord.

La prima retrocessione e l'inizio era-MV (1975-2000)Modifica

Nel 1975 viene eletto come nuovo presidente della squadra un politico locale, Gerhard Mayer-Vorfelder, ma la stagione termina con la retrocessione. Nella stagione di esordio in cadetteria, che è considerata la peggiore della storia del club, lo Stoccarda ottiene solo un undicesimo posto. La situazione cambia tuttavia nella stagione successiva: la squadra, trascinata dal nuovo allenatore Jürgen Sundermann e da giovani promesse quali Karlheinz Förster e Hansi Müller riesce a tornare in massima serie, e a segnare cento gol in campionato; l'organico è composto da giovani promesse che attuano un gioco offensivo e spettacolare, pur mancando di esperienza. Al termine della stagione 1977–1978 lo Stoccarda si classifica quarto, ma ha una media di 53.000 spettatori ad incontro, che rimarrà record assoluto in campionato fino agli anni novanta.

Nella stagione 1978-1979 lo Stoccarda realizza il suo miglior piazzamento in Bundesliga fino a quel momento, il secondo posto, oltretutto ad un solo punto dai campioni dell'Amburgo. Questo permette al club di partecipare alla Coppa UEFA 1979-1980 e qui i tedeschi, dopo aver eliminato anche il Torino nel primo turno, raggiungono un'altra volta le semifinali; sono però sconfitti dai connazionali e campioni in carica del Borussia Mönchengladbach. I successivi campionati vedono il club arrivare sempre nelle prime tre posizioni, tranne che nel campionato 1981-1982, quando si classifica al nono posto.

Il terzo titolo, il primo di Bundesliga, viene conquistato nella stagione 1983-1984, quando alla guida della squadra c'è Helmut Benthaus e il club arriva a pari punti con Amburgo e Borussia Mönchengladbach. La partecipazione alla Coppa dei Campioni 1984-1985 è tuttavia breve: i rossi vengono eliminati nel primo turno dal Levski Sofia, squadra che aveva eliminato la compagine tedesca anche nel primo turno della precedente edizione di Coppa UEFA. In seguito lo Stoccarda perde la finale della DFB-Pokal 1985-1986 contro il Bayern Monaco per 2–5, ma tre anni dopo raggiunge la prima finale europea, nella Coppa UEFA 1988-1989: qui però i tedeschi, che sono allenati da Arie Haan e possono contare su giocatori come Günther Schäfer, Guido Buchwald, Karl Allgöwer e Jürgen Klinsmann sono battuti dal Napoli capitanato da Diego Armando Maradona.

Nella stagione 1991-1992 lo Stoccarda è guidato da Christoph Daum, e finisce il campionato al primo posto a pari punti con il Borussia Dortmund; conquista tuttavia il suo quarto titolo nazionale avendo la miglior differenza reti. Dopo aver conquistato anche la Supercoppa nazionale i tedeschi partecipano alla UEFA Champions League 1992-1993, ma il cammino nella manifestazione si conclude amaramente al primo turno, dopo aver incontrato il Leeds United: le due squadre si incontrano prima in Germania, e la partita termina 3-0 in favore dei padroni di casa. Nel ritorno in Inghilterra, invece, i tedeschi subiscono una sconfitta per 4-1, che tuttavia, in base alla regola dei gol fuori casa sarebbe sufficiente per qualificarli. Lo Stoccarda però manda in campo quattro stranieri, e il risultato della partita viene commutato in un 3-0 a tavolino in favore degli avversari. Questo pareggia esattamente il risultato della prima gara, e quindi si rende necessario disputare uno spareggio: a Barcellona sono però gli inglesi a prevalere, vincendo l'incontro per 2-1[8].

Nelle stagioni successive lo Stoccarda non riesce a qualificarsi alle Coppe europee, ma nella stagione 1996-1997 la squadra, guidata da Joachim Löw, conquista la DFB-Pokal, che la fa partecipare alla Coppa delle Coppe 1997-1998. Qui i tedeschi giocano la loro seconda finale continentale: della squadra fanno parte anche il capitano Krasimir Balăkov, Giovane Élber e Fredi Bobic, ma a Stoccolma è decisiva la rete di Gianfranco Zola al settantunesimo minuto, che consegna la coppa al Chelsea. Nelle due stagioni successive lo Stoccarda ottiene prestazioni al di sotto delle aspettative.

Il dopo era-MV e il ritorno al successo (2000-2007)Modifica

Nel 2000 il presidente Gerhard Mayer-Vorfelder rassegna le dimissioni e viene sostituito da Manfred Haas: come nel 1976 la squadra viene ricostruita puntando sui giovani provenienti dal vivaio. Sotto la guida dell'allenatore Ralf Rangnick lo Stoccarda vince subito la prima Coppa Intertoto, e arriva in seguito agli ottavi della Coppa UEFA. Tuttavia questo sforzo provoca una flessione in campionato: alla fine la squadra è solo quindicesima, nonostante Rangnick venga sostituito in panchina da Felix Magath. Nella stagione successiva, grazie al contributo di giocatori quali Andreas Hinkel, Kevin Kurányi, Timo Hildebrand, Marcelo Bordon e Alexander Hleb, lo Stoccarda riesce a rilanciarsi, e termina al secondo posto il campionato 2002–2003. Questo risultato permette al club di partecipare per la seconda volta alla Champions League, dove il club passa la fase a gruppi insieme al Manchester United e viene poi eliminato agli ottavi dal Chelsea. Nelle due stagioni successive lo Stoccarda si classifica in campionato al quarto e al quinto posto, guadagnando due partecipazioni alla Coppa UEFA: viene eliminato ai sedicesimi in entrambi i casi, rispettivamente da Parma e Middlesbrough. Dopo di questo Magath e diversi giocatori abbandonarono la squadra: Kevin Kurányi viene ingaggiato dallo Schalke 04, Alexander Hleb dall'Arsenal, e Philipp Lahm torna al Bayern Monaco. Per la stagione 2005-2006 viene ingaggiato l'allenatore Giovanni Trapattoni, che tuttavia viene sostituito in febbraio da Armin Veh; in campionato arriva un nono posto.

Per la stagione 2006-2007 la dirigenza decide di continuare con Veh, ma il campionato inizia con una sconfitta per 3-0 nell'incontro casalingo contro il Norimberga[9]. Tuttavia, grazie al contributo di nuovi giocatori come i messicani Pável Pardo e Ricardo Osorio, il brasiliano Antônio da Silva, nonché di talenti locali quali Mario Gómez, Serdar Tasci e Sami Khedira la squadra riesce a risalire la classifica e, grazie a otto vittorie consecutive nelle ultime otto giornate conquista il titolo nazionale. Non riesce però a centrare il double, dato che viene sconfitto dal Norimberga nella finale di Coppa di Germania.

Dal 2007 al 2015Modifica

 
I calciatori dello Stoccarda lasciano il campo dopo il match di campionato contro il Werder Brema del 9 febbraio 2013

La squadra partecipa poi alla UEFA Champions League 2007-2008 dove viene sorteggiata nel gruppo insieme a Barcellona, Lione e Rangers; tuttavia conclude questa fase all'ultimo posto con soli tre punti, frutto della vittoria casalinga contro gli scozzesi, mentre in campionato, nonostante le diciannove reti di Gómez si classifica al sesto posto. Anche la stagione 2008–2009 inizia con una partenza poco entusiasmante, e a fine novembre la squadra si ritrova in undicesima posizione[10]; Veh viene esonerato, e al suo posto arriva Markus Babbel. Il nuovo allenatore riesce a risollevare la squadra, che alla fine si classifica al terzo posto, che sarebbe potuto anche essere il secondo se non fosse arrivata la sconfitta col Bayern nell'ultima giornata[11].

La stagione 2009-2010 inizia con la cessione di Gómez, ma nonostante questo il club accede alla fase a gironi della Champions League; qui si trova con Siviglia, Unirea Urziceni e Rangers, e si qualifica per gli ottavi, ma nello stesso tempo in campionato si ritrova in sedicesima posizione[12]. A questo punto Babbel viene sostituito dallo svizzero Christian Gross: lo Stoccarda viene eliminato dal Barcellona negli ottavi di Champions, ma in campionato ottiene un sesto posto. Un'altra annata in cui si assiste ad un nuovo cambio di allenatore è quella seguente, dove a campionato in corso la squadra viene affidata a Bruno Labbadia.

Lo Stoccarda conclude il campionato 2011-2012 al sesto posto, e può partecipare alla UEFA Europa League 2012-2013 dove viene eliminato negli ottavi dalla Lazio; in Bundesliga arriva un dodicesimo posto, ma la squadra accede alla finale della DFB-Pokal 2012-2013. Anche se viene sconfitto dal Bayern Monaco lo Stoccarda ottiene comunque la qualificazione all'Europa League come finalista perdente; viene però eliminato nei playoff dal Rijeka. A campionato in corso si registra il secondo cambio di panchina stagionale, con Huub Stevens che è chiamato alla guida della squadra.

Retrocessione e risalitaModifica

Ai nastri di partenza della stagione 2015-2016 lo Stoccarda viene dato tra le squadre che lotteranno per una salvezza tranquilla. Per raggiungere l'obbiettivo la panchina è stata affidata ad Alexander Zorniger. Dopo un pessimo avvio (5 sconfitte nelle prime 5 giornate) la squadra si riprende e comincia ad ottenere qualche buon risultato. Alla tredicesima giornata, con la squadra al terz'ultimo posto con 10 punti, Zorniger viene esonerato e al suo posto viene promosso l'allenatore della squadra Under 23 Jürgen Kramny. Alla 25ª giornata lo Stoccarda è a metà classifica con 8 punti di vantaggio sul penultimo posto che significa retrocessione diretta. Da quel momento i bianco-rossi conquisteranno solo 2 punti nelle successive 9 giornate subendo la rimonta di tutte le squadre che li seguivano fino a chiudere la stagione al penultimo posto con soli 33 punti, risultato che significa retrocessione in Zweite Bundesliga 41 anni dopo la prima ed ultima volta.[13]

La risalita in massima serie è immediata: nella stagione 2016-2017 lo Stoccarda vince il campionato di Zweite Bundesliga, tornando immediatamente in Bundesliga.

CronistoriaModifica

[14][15]

Cronistoria del Verein für Bewegungsspiele Stuttgart 1893
  • 1893 - 9 settembre: fondazione del club
  • 1902-03 ·
  • 1903-04 ·
  • 1904-05 ·
  • 1905-06 ·
  • 1906-07 ·
  • 1907-08 ·
  • 1908-09 ·
  • 1909-10 ·

  • 1910-11 ·
  • 1911-12 ·
  • 1912-13 ·
  • 1913-14 ·
  • 1915-16
  • 1916-17
  • 1917-18
  • 1918-19
  • 1919-20 ·

  • 1920-21 ·
  • 1921-22 ·
  • 1922-23 ·
  • 1923-24 ·
  • 1924-25 ·
  • 1925-26 ·
  • 1926-27 ·
  • 1927-28 ·
  • 1928-29 ·
  • 1929-30 ·

Finalista del campionato.
  • 1935-36 · 3º nella Gauliga Württemberg
  • 1936-37 Campione della Gauliga Württemberg (2º titolo)
Semifinalista in campionato.
  • 1937-38 Campione della Gauliga Württemberg (3º titolo)
3º nel gruppo C.
  • 1938-39 · 2º nella Gauliga Württemberg
  • 1939-40 · 2º nella Gauliga Württemberg

  • 1940-41 · 2º nella Gauliga Württemberg
  • 1941-42 · 2º nella Gauliga Württemberg
  • 1942-43 Campione della Gauliga Württemberg (4º titolo)
Eliminato nel primo turno.
  • 1943-44 · 4º nella Gauliga Württemberg
  • 1944-45
  • 1945-46 Campione dell'Oberliga Süd (1º titolo)
  • 1946-47 · 6º in Oberliga Süd
  • 1947-48 · 5º in Oberliga Süd
5º in Oberliga.
  • 1948-49 · 6º in Oberliga Süd
  • 1949-50 · 2º in Oberliga Süd
    Campione della Germania Ovest (1º titolo).

  • 1950-51 · 4º in Oberliga Süd
  • 1951-52 Campione dell'Oberliga Süd (2º titolo)
    Campione della Germania Ovest (2º titolo).
Finalista in campionato.
  • 1953-54 Campione dell'Oberliga Süd (3º titolo)
2º nel gruppo 1.
  Vince la DFB-Pokal (1º titolo).
  • 1954-55 · 13º in Oberliga Süd
  • 1955-56 · 2º in Oberliga Süd
3º nel gruppo 2.
  • 1956-57 · 4º in Oberliga Süd
  • 1957-58 · 9º in Oberliga Süd
  Vince la DFB-Pokal (2º titolo).
  • 1958-59 · 5º in Oberliga Süd
  • 1959-60 · 7º in Oberliga Süd

  • 1960-61 · 7º in Oberliga Süd
  • 1961-62 · 5º in Oberliga Süd
  • 1962-63 · 6º in Oberliga Süd
  • 1963-64 · 5º in Bundesliga.
  • 1964-65 · 12º in Bundesliga.
Eliminato nel secondo turno della Coppa delle Fiere.
Eliminato nel primo turno della Coppa delle Fiere.
Eliminato nel secondo turno della Coppa delle Fiere.

Semifinalista nella Coppa UEFA.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Coppa UEFA.

Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.
Finalista nella DFB-Pokal.
Eliminato nel secondo turno della Coppa delle Coppe.
Finalista nella Coppa UEFA.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.

Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
  Vince la DFL-Supercup (1º titolo).
Eliminato nel primo turno della Champions League.
  Vince la DFB-Pokal (3º titolo).
Finalista nella Coppa delle Coppe.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.

Vince la Coppa Intertoto
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Vince la Coppa Intertoto
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Eliminato negli ottavi della Champions League.

Eliminato nei sedicesimi dell'Europa League.
Eliminato negli ottavi dell'Europa League.
Finalista nella DFB-Pokal.
Eliminato nei playoff dell'Europa League.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

I colori della maglia dello Stoccarda sono, dalla stagione 1925-1926, il bianco come principale, e il rosso; con quest'ultimo è realizzata anche la caratteristica banda orizzontale. In precedenza infatti la divisa era semplicemente bianca, ed era completata con dei pantaloncini neri[16].

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Il simbolo dello Stoccarda è composto da uno scudo d'oro su cui compaiono tre corna di cervo[17].

MascotteModifica

La mascotte ufficiale del club è il coccodrillo Fritzle[18].

StruttureModifica

StadioModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Mercedes-Benz Arena (Stoccarda).
 
L'interno della Mercedes-Benz Arena

La Stoccarda gioca le partite casalinghe alla Mercedes-Benz Arena, che può ospitare fino a 60.441 spettatori. L'impianto, inaugurato nel 1933, è stato in passato conosciuto anche con altri nomi, ed è stato utilizzato in tutte le principali manifestazioni internazionali organizzate nel Paese (Mondiali del 1974 e del 2006, Europei del 1988). È stato inoltre sede di almeno una di ciascuna delle finali delle tre principali competizioni europee di calcio.

SocietàModifica

Modifica

 
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1975-1976 Adidas
  • 1977-1978 Erima
  • 1978-1979 Adidas
  • 1979-1980 Erima
  • 1980-2002 Adidas
  • 2002- Puma
 
Cronologia degli sponsor ufficiali

Fonte[19]

  • 1976-1979 Frottesana
  • 1979-1982 Canon
  • 1982-1986 Dinkelacker
  • 1986-1987 Sanwald Extra
  • 1987-1997 Südmilch
  • 1997-1999 Göttinger Gruppe
  • 1999-2005 Debitel
  • 2005-2010 EnBW
  • 2010-2012 Gazi
  • 2012- Mercedes-Benz Bank

Settore giovanileModifica

Il settore giovanile del club ospita più di cento giocatori; in passato ha accolto anche Sami Khedira, Mario Gomez e Kevin Kurányi[20].

Altre sezioni del clubModifica

Lo Stoccarda è una società polisportiva, quindi, oltre al calcio si praticano anche altre attività, che sono fistball, hockey, atletica leggera, ping-pong, arbitri e guardie[21].

Allenatori e presidentiModifica

Allenatori del club dal 1920:[22]

Nome Periodo Piazzamenti importanti
  Grünwald 1920
  Edward Hanney (1889–1964) 1º luglio 1924 – gennaio 1927 Campione del Württemberg/Baden 1927
  Lajos Kovács (n. 1894) settembre 1927 – 31 dicembre 1929 Campione del Württemberg 1929/30
  Emil Friz (1904–1966) 1º gennaio 1930 – 15 giugno 1930
  Karl Preuß 15 giugno 1930–1933
  Willi Rutz (1907–1993) luglio 1933–1934
  Emil Gröner (n. 1892) 1934–1935
  Fritz Teufel (n. 1910) 1935 – 30 giugno 1936 Finalista del campionato tedesco 1935,
Campione della Gauliga Württemberg 1935
  Leonhard "Lony" Seiderer (1895–1940) 1º luglio 1936 – 30 giugno 1939 Campione della Gauliga Württemberg 1937, 1938
  Karl Becker (1902–1942) marzo 1939 – aprile 1939
  Josef Pöttinger (1903–1970) 1º maggio 1939 – ottobre 1939
  Fritz Teufel 1º luglio 1945 – 30 giugno 1947 Campione dell'Oberliga Süd 1946
  Georg Wurzer (1907–1982) 1º luglio 1947 – 30 aprile 1960 Campione di Germania 1949-1950 e nel 1951-1952; Secondo posto nel 1952-1953
DFB-Pokal 1953-1954, DFB-Pokal 1957-1958
Campione dell'Oberliga Süd 1952, 1954
  Kurt Baluses (1914–1972) 1º maggio 1960 – 24 febbraio 1965
  Franz Seybold (1912–1978) 25 febbraio 1965 – 7 marzo 1965
  Rudi Gutendorf (n. 1926) 8 marzo 1965 – 6 dicembre 1966
  Albert Sing (1917–2008) 7 dicembre 1966 – 30 giugno 1967
  Gunther Baumann (1921–1998) 1º luglio 1967 – 30 giugno 1969
  Franz Seybold 1º luglio 1969 – 30 giugno 1970
  Branko Zebec (1929–1988) 1º luglio 1970 – 18 aprile 1972
  Karl Bögelein (n. 1927) 19 aprile 1972 – 30 giugno 1972
  Hermann Eppenhoff (1919–1992) 1º luglio 1972 – 1º dicembre 1974
  Fritz Millinger 2 dicembre 1974 – 13 dicembre 1974
  Albert Sing 14 dicembre 1974 – 30 giugno 1975
  István Sztáni (n. 1937) 1º luglio 1975 – 31 marzo 1976
  Karl Bögelein 1º aprile 1976 – 30 giugno 1976
  Jürgen Sundermann (n. 1940) 1º luglio 1976 – 30 giugno 1979 2º posto in Bundesliga nel 1978-1979
  Lothar Buchmann (n. 1936) 1º luglio 1979 – 30 giugno 1980
  Jürgen Sundermann 1º luglio 1980 – 30 giugno 1982
  Helmut Benthaus (n. 1935) 1º luglio 1982 – 30 giugno 1985 Campione di Germania 1983-1984
  Otto Barić (n. 1932) 1º luglio 1985 – 4 marzo 1986
  Willi Entenmann (n. 1943) 5 marzo 1986 – 30 giugno 1986 Finalista nella DFB-Pokal 1985-1986
  Egon Coordes (n. 1944) 1º luglio 1986 – 30 giugno 1987
  Arie Haan (n. 1948) 1º luglio 1987 – 26 marzo 1990 Finalista nella Coppa UEFA 1988-1989
  Willi Entenmann 27 marzo 1990 – 19 novembre 1990
  Christoph Daum (n. 1953) 20 novembre 1990 – 10 dicembre 1993 Campione di Germania 1991-1992
  Jürgen Röber (n. 1953) 15 dicembre 1993 – 25 aprile 1995
  Jürgen Sundermann 26 aprile 1995 – 30 giugno 1995
  Rolf Fringer (n. 1957) 1º luglio 1995 – 13 agosto 1996
  Joachim Löw (n. 1960) 14 agosto 1996 – 30 giugno 1998 DFB-Pokal 1996-1997, Finalista nella Coppa delle Coppe 1997-1998
  Winfried Schäfer (n. 1950) 1º luglio 1998 – 4 dicembre 1998
  Wolfgang Rolff (n. 1959) 5 dicembre 1998 – 31 dicembre 1998
  Rainer Adrion (n. 1953) 1º gennaio 1999 – 2 maggio 1999
  Ralf Rangnick (n. 1958) 3 maggio 1999 – 23 febbraio 2001
  Felix Magath (n. 1953) 24 febbraio 2001 – 30 giugno 2004 2º posto Bundesliga 2002-2003
  Matthias Sammer (n. 1967) 1º luglio 2004 – 3 giugno 2005
  Giovanni Trapattoni (n. 1939) 17 giugno 2005 – 9 febbraio 2006
  Armin Veh (n. 1961) 10 febbraio 2006 – 23 novembre 2008 Campione di Germania 2006-2007, Finalista nella DFB-Pokal 2006-2007
  Markus Babbel (n. 1972) 23 novembre 2008 – 6 dicembre 2009
  Christian Gross (n. 1954) 6 dicembre 2009 – 13 ottobre 2010
  Jens Keller (n. 1970) 13 ottobre 2010 – 12 dicembre 2010
  Bruno Labbadia (n. 1966) 12 dicembre 2010 – 26 agosto 2013 Finalista nella DFB-Pokal 2012-2013
  Thomas Schneider (n. 1972) 26 agosto 2013 – 9 marzo 2014
  Huub Stevens (n. 1953) 9 marzo 2014 – 12 maggio 2014
  Armin Veh (n. 1961) 12 maggio 2014 – 24 novembre 2014
  Huub Stevens (n. 1953) 25 novembre 2014 – 29 giugno 2015
  Alexander Zorniger (n. 1967) 29 giugno 2015 – 24 novembre 2015
  Jürgen Kramny (n. 1971) 24 novembre 2015 – 16 maggio 2016
  Jos Luhukay (n. 1963) 17 maggio 2016 – 15 settembre 2016
  Olaf Janßen (n. 1966) 15 settembre 2016 – 20 settembre 2016
  Hannes Wolf (n. 1981) 20 settembre 2016 –

Di seguito viene riportata la lista dei presidenti dello Stoccarda[23][24][25]:

 
Presidenti
  • 1912–1918: Wilhelm Hinzmann
  • 1914–1918: Julius Lintz
  • 1918–1919: Gustav Schumm
  • 1919–1923: Egon Reichsgraf von Berlodingen
  • 1923–1931: Karl-Adolf Deubler
  • 1931–1932: Albert Bauer
  • 1932–1944: Hans Kiener
  • 1944–1968: Fritz Walter
  • 1969–1975: Hans Weitpert
  • 1975–2000: Gerhard Mayer-Vorfelder
  • 2000–2003: Manfred Haas
  • 2003–2011: Erwin Staudt
  • 2011–2013: Gerd E. Mäuser
  • 2013-2016 : Bernd Wahler

GiocatoriModifica

PalmarèsModifica

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionaliModifica

Campionati nazionaliModifica

Dalla stagione 1933-1934 alla stagione 2017-2018 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Gauliga Württemberg 11 1933-1934 1943-1944 80
Oberliga Süd 17 1945-1946 1962-1963
Bundesliga 52 1963-1964 2017-2018
2. Fußball-Bundesliga 3 1975-1976 2016-2017 3

Partecipazione alle coppe europeeModifica

Nelle competizioni europee lo Stoccarda ha ottenuto contro i ciprioti dell'Olympiakos Nicosia la miglior vittoria in assoluto, un 9-0 nei trentaduesimi della Coppa UEFA 1973-1974, mentre la peggior sconfitta, un 4-0, è avvenuta in due occasioni: nel ritorno degli ottavi della Coppa UEFA 1978-1979 contro i cecoslovacchi del Dukla Praha, e nel ritorno degli ottavi della UEFA Champions League 2009-2010 contro gli spagnoli del Barcellona[27].

Alla stagione 2015-2016 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[27]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 5 1984-1985 2009-2010
Coppa delle Coppe 2 1986-1987 1997-1998
Coppa UEFA/UEFA Europa League 18 1973-1974 2013-2014
Coppa Intertoto 4 1996 2008
Coppa delle Fiere 3 1964-1965 1969-1970

Viene ora riportato in dettagio il cammino delo Stoccarda nelle coppe europee:

Stagione Competizione Turno Nazione Club Casa Trasferta Tot.
1964-1965 Coppa delle Fiere Primo turno   Danimarca B 1913 1–0 3–1 4–1
Secondo turno   Scozia Dunfermline Athletic 0–0 0–1 0–1
1965-1966 Coppa delle Fiere Primo turno   Inghilterra Burnley 1–1 0–2 1–3
1969-1970 Coppa delle Fiere Trentaduesimi   Svezia Malmö 3–0 1–1 4–1
Sedicesimi   Italia Napoli 0–0 0–1 0–1
1973-1974 Coppa UEFA Trentaduesimi   Cipro Olympiakos Nicosia 9–0 4–0 13–0
Sedicesimi   Slovacchia Tatran Prešov 3–1 5–3 8–4
Ottavi   URSS Dinamo Kiev 3–0 0–2 3–2
Quarti   Portogallo Vitória Setúbal 1–0 2–2 3–2
Semifinali   Paesi Bassi Feyenoord 2–2 1–2 3–4
1978-1979 Coppa UEFA Trentaduesimi   Svizzera Basilea 4–1 3–2 7–3
Sedicesimi   URSS Torpedo Mosca 2–0 1–2 3–2
Ottavi   Cecoslovacchia Dukla Praha 4–1 0–4 4–5
1979-1980 Coppa UEFA Trentaduesimi   Italia Torino 1–0 1–2 2–2
Sedicesimi   Germania Est Dinamo Dresda 0–0 1–1 1–1
Ottavi   Svizzera Grasshopper 3–0 2–0 5–0
Quarti   Bulgaria Lokomotiv Sofia 3–1 1–0 4–1
Semifinale   Germania Borussia Mönchengladbach 2–1 0–2 2–3
1980-1981 Coppa UEFA Trentaduesimi   Cipro Pezoporikos Larnaca 6–0 4–1 10–1
Sedicesimi   Germania Est Vorwärts Francoforte 5–1 2–1 7–2
Ottavi   Germania Colonia 3–1 1–4 4–5
1981-1982 Coppa UEFA Trentaduesimi   Croazia Hajduk Spalato 2–2 1–3 3–5
1983-1984 Coppa UEFA Trentaduesimi   Bulgaria Levski Sofia 1–1 0–1 1–2
1984-1985 Coppa dei Campioni Sedicesimi   Bulgaria Levski Sofia 2–2 1–1 3–3
1986-1987 Coppa delle Coppe Sedicesimi   Slovacchia Spartak Trnava 1–0 0–0 1–0
Ottavi   URSS Torpedo Mosca 3–5 0–2 3–7
1988-1989 Coppa UEFA Trentaduesimi   Ungheria Tatabánya 2–0 1–2 3–2
Sedicesimi   Croazia Dinamo Zagabria 1–1 3–1 4–2
Ottavi   Paesi Bassi Groningen 2–0 3–1 5–1
Quarti   Spagna Real Sociedad 1–0 0–1 1–1
Semifinale   Germania Est Dinamo Dresda 1–0 1–1 2–1
Finale   Italia Napoli 3–3 1–2 4–5
1989-1990 Coppa UEFA Trentaduesimi   Paesi Bassi Feyenoord 2–0 1–2 3–2
Sedicesimi   URSS Zenit Leningrado 5–0 1–0 6–0
Ottavi   Belgio Anversa 1–1 0–1 1–2
1991-1992 Coppa UEFA Trentaduesimi   Ungheria Pécs 4–1 2–2 6–3
Sedicesimi   Spagna Osasuna 2–3 0–0 2–3
1992-1993 UEFA Champions League Primo turno   Inghilterra Leeds United 3–0 1–4 4–4
1997-1998 Coppa delle Coppe Sedicesimi   Islanda ÍBV 2–1 3–1 5–2
Ottavi   Belgio Germinal Ekeren 2–4 4–0 6–4
Quarti   Rep. Ceca Slavia Praga 2–0 1–1 3–1
Semifinali   Russia Lokomotiv Mosca 2–1 1–0 3–1
Finale   Inghilterra Chelsea N/A 0–1 0–1
1998-1999 Coppa UEFA Trentaduesimi   Paesi Bassi Feyenoord 1–3 3–0 4–3
Sedicesimi   Belgio Club Brugge 1–1 2–3 3–4
2000-2001 Coppa UEFA Primo turno   Scozia Hearts 1–0 2–3 3–3
Secondo turno   Austria Wacker Innsbruck 3–1 0–1 3–2
Sedicesimi   Paesi Bassi Feyenoord 2–1 2–2 4–3
Ottavi   Spagna Celta Vigo 0–0 1–2 1–2
2002-2003 Coppa UEFA Primo turno   Lettonia FK Ventspils 4–1 4–1 8–2
Secondo turno   Ungheria Ferencváros 2–0 0–0 2–0
Sedicesimi   Belgio Club Brugge 1–0 2–1 3–1
Ottavi   Scozia Celtic 3–2 1–3 4–5
2003-2004 UEFA Champions League Fase a gironi   Scozia Glasgow Rangers 1–0 1–2 2–2
  Inghilterra Manchester United 2–1 0–2 2–3
  Grecia Panathinaikos 2–0 3–1 5–1
Ottavi   Inghilterra Chelsea 0–1 0–0 0–1
2004-2005 Coppa UEFA Primo turno   Ungheria Újpest 4–0 3–1 7–1
Fase a gironi   Belgio Beveren N/a 5–1 5–1
  Portogallo Benfica 3–1 N/A 3–1
  Paesi Bassi Heerenveen N/A 0–1 0–1
  Croazia Dinamo Zagabria 2–1 N/A 2–1
Sedicesimi   Italia Parma 0–2 0-0 0–2
2005-2006 Coppa UEFA Primo turno   Slovenia Domžale 2–0 0–1 2–1
Fase a gironi   Francia Rennes N/A 2-0 2–0
  Ucraina Shakhtar Donetsk 0–2 N/A 0–2
  Grecia PAOK N/A 2-1 2–1
  Romania Rapid Bucarest 2–1 N/A 2-1
Sedicesimi   Inghilterra Middlesbrough 1–2 1-0 2-2
2007-2008 UEFA Champions League Fase a gironi   Scozia Glasgow Rangers 3–2 1–2 4–4
  Spagna Barcellona 0–2 1-3 1-5
  Francia Lione 0–2 2-4 2-6
2008-2009 Coppa UEFA Secondo turno di qualificazione   Ungheria Gyori ETO 2–1 4–1 6–2
Primo turno   Bulgaria Cerno More Varna 2–2 2-1 4-3
Fase a gironi   Spagna Siviglia N/A 0-2 0-2
  Serbia Partizan Belgrado 2–0 N/A 2-0
  Italia Sampdoria N/A 1-1 1-1
  Belgio Standard Liegi 3–0 N/A 3-0
Sedicesimi   Russia Zenit San Pietroburgo 1–2 1-2 2-4
2009-2010 UEFA Champions League Terzo turno di qualificazione   Romania Politehnica Timisoara 0–0 2–0 2–0
Fase a gironi   Scozia Glasgow Rangers 1–1 2-0 3-1
  Spagna Siviglia 1–3 1-1 2-4
  Romania Unirea Urziceni 3–1 1-1 4-2
Ottavi   Spagna Barcellona 1–1 0-4 1-5
2010-2011 UEFA Europa League Terzo turno di qualificazione   Norvegia Molde 2–2 3–2 5–4
Play-Off   Slovacchia Slovan Bratislava 2–2 1-0 3-2
Fase a gironi   Svizzera Young Boys 3–0 2-4 5-4
  Spagna Getafe 1–0 3-0 4-0
  Danimarca Odense 5–1 2-1 7-2
Sedicesimi   Portogallo Benfica 0–2 1-2 1-4
2012-2013 UEFA Europa League Play-off   Russia Dinamo Mosca 2-0 1-1 3-1
Fase a gironi   Romania Steaua Bucarest 2-2 5-1 7-3
  Danimarca Copenaghen 0–0 2-0 2-0
  Norvegia Molde 0-2 0-1 0-3
Sedicesimi   Belgio Genk 1-1 2-0 3-1
Ottavi   Italia Lazio 0-2 1-3 1-5
2013-2014 UEFA Europa League Terzo turno di qualificazione   Bulgaria Botev Plovdiv 1-1 0-0 1-1
Play-Off   Croazia Rijeka 1-2 2-2 3-4

Statistiche individualiModifica

Per quanto riguarda le competizioni internazionali, Zvonimir Soldo è il giocatore con più presenze totali, 58, mentre Karl Allgöwer è il miglior marcatore, avendo realizzato 16 reti durante tutta la sua militanza nel club[27].

Vengono riportati di seguito i calciatori per numero di presenze e gol con la maglia dello Stoccarda:

 
Record di presenze

I primi dieci giocatori per numero di presenze[28]:

 
Record di gol

I primi dieci giocatori per numero di gol[29]:

TifoseriaModifica

 
Tifosi nella Cannstatter Kurve

Gemellaggi e rivalitàModifica

Esiste una rivalità con i corregionali del Karlsruhe, e anche con il Bayern Monaco[30]. Un tempo era un classico l'incontro con i concittadini dello Stuttgarter Kickers, lo Stuttgarter Stadtderby; questo si disputava regolarmente in Gauliga e in Oberliga, ma i Blu contano nella loro storia solo due partecipazioni in Bundesliga. Negli ultimi anni però svolge in 3. Liga la sfida tra la seconda squadra del VfB e il Kickers[31].

Esiste invece un'amicizia con il Reutlingen[32]. Piuttosto recente il gemellaggio con il Cesena.

Rosa 2017-2018Modifica

Rosa aggiornata al 5 settembre 2017

N. Ruolo Giocatore
2   D Emiliano Insúa
3   D Dennis Aogo
5   D Timo Baumgartl
6   C Santiago Ascacíbar
7   A Josip Brekalo
8   C Anto Grgić
9   A Simon Terodde
11   A Takuma Asano
13   P Jens Grahl
14   A Anastasios Donis
15   C Carlos Mané
16   P Ron-Robert Zieler
19   C Chadrac Akolo
N. Ruolo Giocatore
20   C Christian Gentner
21   D Benjamin Pavard
22   C Ebenezer Ofori
23   C Orel Mangala
24   C Dženis Burnić
25   D Matthias Zimmermann
26   P Alexander Meyer
28   D Holger Badstuber
29   D Ailton
31   C Berkay Özcan
32   D Andreas Beck
33   A Daniel Ginczek
35   D Marcin Kaminski

Staff tecnicoModifica

Allenatore:   Hannes Wolf
Vice-Allenatore:   Miguel Moreira
Allenatore portieri:   Marco Langner
Medico sociale:   Matthias Schiffers

NoteModifica

  1. ^ Vereinschronik Kronen-Club 1897, hefleswetzkick.de.
  2. ^ Chronik 19
  3. ^ Chronik 19
  4. ^ Chronik 19
  5. ^ Hardy Grüne: Mit dem Ring auf der Brust Vorwort S. 7
  6. ^ (DE) Philipp Heineken, Erinnerungen an den Cannstatter Fussball-Club [Memories of the Cannstatter Fussball-Club], Heidelberg, Verlag Hermann Meister, 1930, p. 10.
  7. ^ La “Traditionstrikot” di Puma per celebrare i 120 anni dello Stoccarda, in www.passionemaglie.it. URL consultato il 24 marzo 2014.
  8. ^ (EN) The UEFA Champions League 1992/93 - VfB Stuttgart (GER), in www.rsssf.com. URL consultato il 26 marzo 2014.
  9. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 29 marzo 2014.
  10. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 29 marzo 2014.
  11. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 29 marzo 2014.
  12. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 29 marzo 2014.
  13. ^ 14 maggio da dramma calcistico a Stoccarda: 3 squadre della città retrocesse, goal.com, 14 maggio 2016.
  14. ^ Das deutsche Fußball-Archiv (DE) Historical German domestic league tables
  15. ^ Fussball.de - Ergebnisse (DE) Tables and results of all German football leagues
  16. ^ La “Traditionstrikot” di Puma per celebrare i 120 anni dello Stoccarda, in soccerstyle24.it. URL consultato il 1 marzo 2016.
  17. ^ Una sfida tra nobili, in it.uefa.com. URL consultato il 1 marzo 2016.
  18. ^ (DE) VfB Fritzle-Club, in vfb.de. URL consultato il 1 marzo 2016.
  19. ^ (DE) Willkommen bei meiner Trikotsammlung des VfB Stuttgart!, in spielertrikots.com. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  20. ^ (DE) Die Ausbildungskonzeption des VfB Stuttgart, in vfb.de. URL consultato il 2 marzo 2016.
  21. ^ (DE) Weitere Abteilungen des VfB Stuttgart 1893 e.V., in vfb.de. URL consultato il 2 marzo 2016.
  22. ^ VfB Stuttgart .:. Trainer von A-Z (DE) weltfussball.de, accessed: 18 September 2011
  23. ^ (DE) Rückblick: Von Hinzmann bis Staudt, in stuttgarter-zeitung.de. URL consultato il 3 marzo 2016.
  24. ^ (DE) Gerd E. Mäuser, in vfb.de. URL consultato il 3 marzo 2016.
  25. ^ (DE) Bernd Wahler ist Präsident, in vfb.de. URL consultato il 3 marzo 2016.
  26. ^ (DE) Weiß-rote Legenden - Die Jahrhundert-Elf des VfB Stuttgart, in vfb.de. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  27. ^ a b c (EN) VfB Stuttgart pubblicazione=www.uefa.com, uefa.com. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  28. ^ calciozz.it, http://www.calciozz.it/team_players.php?id=97&pais=0&pos=0&active=99&o=j . URL consultato il 25 febbraio 2016.
  29. ^ calciozz.it, http://www.calciozz.it/team_players.php?id=97&pais=0&pos=0&active=99&o=gm . URL consultato il 25 febbraio 2016.
  30. ^ (EN) VfB Stuttgart, in abseits-soccer.com. URL consultato il 3 marzo 2016.
  31. ^ (DE) Einzige Bundesliga-Duelle in Saison 1991/92 und 1988/89, in 3-liga.com. URL consultato il 3 marzo 2016.
  32. ^ (DE) Freundschaft, in szene-e.de. URL consultato il 3 marzo 2016.

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