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Strada statale 79 Ternana

strada statale italiana
Strada statale 79
Ternana
Strada Statale 79 Italia.svg
Denominazioni successiveStrada regionale 79 Ternana (tratto San Gemini-Terni)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniUmbria
Lazio
Italia - mappa strada statale 79.svg
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioSan Gemini
FineRieti
Lunghezza47,000[1] km
Provvedimento di istituzioneLegge 17 maggio 1928, n. 1094
GestoreTratte ANAS: da Terni a Rieti; dal 2001 la gestione del tratto San Gemini-Terni è passata alla Regione Umbria, che ha ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia di Terni

La strada statale 79 Ternana (SS 79), da Terni a Rieti, strada regionale 79 Ternana (SR 79) da San Gemini a Terni, è un'importante strada statale e regionale italiana, che rappresenta il principale collegamento ordinario tra il ternano e il reatino.

Da Rieti a Terni il vecchio percorso, che ricalcava quello dell'antica Via Curia, oggi è quasi del tutto sostituito in variante dalla SS 79 bis, una strada a scorrimento veloce ad una corsia per senso di marcia e carreggiata unica di tipo extraurbana secondaria, ad eccezione di un tratto di tre chilometri ancora in fase di costruzione, tra Piè di Moggio/Colli sul Velino e la Galleria Valnerina.

Insieme alla SS 578 Rieti-Torano collega l'A1 (casello di Orte) con le autostrade A24 ed A25 (casello di Valle del Salto).

Con la strada statale 675 Umbro-Laziale è parte dell'itinerario CIVITER (Civitavecchia-Viterbo-Terni-Rieti)[2], collegando il porto di Civitavecchia sul Tirreno a quello di Pescara sull'Adriatico[3]. Il tracciato pone in collegamento diretto le tre valli più meridionali della regione Umbria: quella del torrente Tescino, quella del fiume Nera e quella del fiume Velino.

Strada statale 79 TernanaModifica

 
La Ternana vecchia nei pressi di Colli sul Velino

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Via Curia.

La strada statale 79 venne istituita nel 1928 con il seguente percorso: "Orvieto - Todi - Terni - Rieti"[4].

Nel 1938 il suo percorso venne ridotto alla tratta dall'innesto con la nuova SS 3 bis presso Sangemini a Rieti; la tratta da Todi a Sangemini passò a far parte della stessa SS 3 bis, mentre il tratto da Orvieto a Todi andà a costituire la nuova SS 79 bis Orvietana[5].

PercorsoModifica

 
La vecchia Ternana attraversa Marmore

La strada inizia nel comune di San Gemini, dalla ex strada statale 3 ter di Narni e San Gemini. Dopo San Gemini entra in comune di Terni, attraversandolo praticamente tutta, da nord-ovest a sud-est, e salendo dal quartiere Campomicciolo verso Marmore e Piediluco, dove si trova il lago omonimo. Entra quindi nel Lazio nel territorio comunale di Labro e di Colli sul Velino; dopo diversi chilometri la strada termina entrando in Rieti, nella parte nord della città (è una delle Quattro Strade che si incrociano nel quartiere omonimo).

Il tratto dal km 35 al 42, tra Quattro Strade e Colli sul Velino, era uno dei cento punti con la maggiore incidentalità dell'intera rete stradale italiana.[6]

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001, la gestione del tratto San Gemini-Terni è passata dall'ANAS alla Regione Umbria, che ha ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia di Terni.

Strada statale 79 bis TernanaModifica

Strada statale 79 bis
Ternana (Terni-Rieti)
Localizzazione
Stato  Italia
RegioniUmbria
Lazio
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioInnesto con la SS 675 presso Terni Est
FineInnesto con la SS 4 presso Rieti (al termine della galleria Colle Giardino della SS4)
Lunghezza28,9 km
Data aperturaDagli anni ottanta[7] ad oggi
GestoreANAS
Percorso
Località serviteTerni
Rieti
Principali intersezioniSS 4
SS 675
SS 209
SS 79

La 79 bis, di più recente costruzione, è una strada a scorrimento veloce che collega Rieti e Terni con un percorso più breve e diretto. Si tratta di una strada ad una corsia per senso di marcia e carreggiata unica, di categoria C1 (strada extraurbana secondaria).

StoriaModifica

L'idea di costruire una superstrada tra Rieti e Terni risale agli anni sessanta[8][9], quando le giunte comunali e provinciali di Rieti la individuarono come un obiettivo fondamentale per lo sviluppo della Sabina[10]. Il progetto inizialmente fu accolto con poco calore da parte delle autorità di Terni, che temevano il trasferimento delle industrie Ternane nel nucleo industriale di Rieti-Cittaducale a causa delle agevolazioni offerte dalla Cassa del Mezzogiorno.[10]

In seguito ad un dibattito parlamentare sulla povertà delle aree interne dell'Italia centrale, nel gennaio 1970 il deputato reatino Franco Maria Malfatti annunciò che il progetto aveva ottenuto il supporto del governo Rumor e fu inserito nel più vasto progetto di un'autostrada Civitavecchia-Viterbo-Orte-Terni-Rieti-Torano[11][12][13] (oggi noto come itinerario CIVITER, di cui oltre alla Rieti-Terni fanno parte la SS675 Umbro-Laziale e SS578 Salto Cicolana).

La costruzione del tratto lazialeModifica

 
La superstrada allo sbocco nord della galleria Terria

La prima a muoversi fu la provincia di Rieti, grazie alla giunta comunale di Ettore Saletti che nella seconda metà degli anni settanta prese la decisione di avviare la progettazione del tratto all'interno del territorio provinciale, da Rieti al confine regionale prima di Marmore.[14] Tuttavia l'avvio dei lavori subì dei ritardi, a causa degli scarsi finanziamenti destinati all'opera dai partiti della Camera, compagni di partito dei richiedenti al governo di Rieti, e a causa del blocco delle procedure di appalto per il primo lotto messo in atto dal Ministero per i beni culturali e ambientali.[15]

Inizialmente era stato previsto un tracciato simile a quello della vecchia statale 79, che sarebbe partito a nord di Rieti passando in mezzo ai laghi Lungo e Ripasottile proseguendo per Poggio Bustone, Colli sul Velino e Piediluco.[14][16]

Tuttavia questo progetto suscitò numerose polemiche, dato che avrebbe tagliato a metà la Piana Reatina (danneggiando sia l'agricoltura che il suo potenziale turistico) e avrebbe attraversato un'area di grande pregio ambientale (una zona umida che di lì a breve sarebbe diventata riserva naturale parziale); inoltre i partiti ambientalisti temevano che l'opera avrebbe indirizzato l'espansione urbana di Rieti nell'area dei laghi.[17]

A causa di queste polemiche il progetto (che era già stato appaltato come strada extraurbana principale, cioè prevedeva carreggiate separate e due corsie per senso di marcia[17]) venne rivisto in corso d'opera con la riduzione della sezione stradale ad una sola corsia per senso di marcia, e con una sostanziale modifica del percorso adottato.[11][17] Questa circostanza ha provocato una notevole strozzatura nel corridoio CIVITER, dato che la statale 675 Umbro-Laziale, che ne costituisce il tratto Terni-Civitavecchia, fu realizzata sin da allora con le due corsie per senso di marcia.

Nel tracciato rivisto la superstrada partiva da sud-ovest di Rieti e seguiva il bordo della pianura ai piedi dei monti Sabini, passando per Contigliano e Greccio in un'area caratterizzata già dalla presenza della ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila[18], con il risultato di rimanere ai margini della Piana e di compromettere in minor misura il colpo d'occhio. In attesa della definizione del tracciato da seguire nella provincia di Terni, la superstrada fu progettata per terminare dopo circa 19 chilometri a Piè di Moggio, innestandosi sulla strada provinciale n. 1 a pochi metri dal confine regionale, e a 6,5 km da Marmore dove il traffico si sarebbe immesso sulla vecchia statale 79 per Terni.

 
Gli ultimi metri della superstrada, in direzione Rieti, prima dell'innesto con la statale 4 Via Salaria

Insieme alla superstrada per Terni venne progettato e appaltato anche un adeguamento della rete stradale intorno a Rieti per sostenere un traffico di lunga percorrenza. Infatti del progetto faceva parte anche la variante alla strada statale Salaria, che prevedeva la sostituzione del tratto urbano della statale con un percorso di 11 km a due corsie per senso di marcia; proprio su questa nuova arteria si sarebbe innestata la superstrada, che da lì avrebbe iniziato il suo percorso per Terni. La variante, estesa da San Giovanni Reatino a Santa Rufina di Cittaducale, comprende anche la lunga galleria a doppia canna Colle Giardino, e costituisce una specie di tangenziale sud di Rieti che evita l'attraversamento della città al traffico proveniente da Terni e da Roma.

I lavori partirono nella seconda metà degli anni Ottanta[7] da Piè di Moggio, nei pressi del confine regionale con l'Umbria, sviluppandosi in direzione Rieti con lo scavo della galleria Montelungo e la posa del rilevato, mentre in parallelo si lavorava alla "tangenziale" di Rieti.[19]

Il tratto laziale della superstrada (Rieti-Piè di Moggio) venne completato a gennaio del 1994 ma rimase a lungo chiuso al traffico,[20] un fatto che all'epoca scatenò allarme circa l'eventuale presenza di errori progettuali[21] o di problemi di staticità dei terreni;[20] l'effettiva inaugurazione ebbe luogo solo il 20 aprile 1995.[22] In quella occasione il tratto Rieti-Marmore della vecchia strada venne declassificato, mentre entrarono a far parte del percorso della statale 79 il tratto di superstrada Rieti-Piè di Moggio appena realizzato e anche il tratto di strada provinciale Piè di Moggio-Marmore, con le chilometriche da Marmore in poi riviste per corrispondere alla minore lunghezza del nuovo tracciato. La "tangenziale" di Rieti era già stata inaugurata nel 1993,[23] mentre per la galleria Colle Giardino si dovette aspettare il 2003.

La costruzione del tratto umbroModifica

Progettazione

Rimaneva ancora tutto fermo, invece, sul lato umbro. Per il tratto Piè di Moggio-Terni, ad inizio anni settanta erano stati realizzati i due progetti Aguzzi (che prevedeva il passaggio ad est della città di Terni) e Corsini-Santucci (che prevedeva di circonvallare la città sul lato sud-ovest); inizialmente la scelta cadde sul progetto Aguzzi,[9] ma successivamente gli fu preferito un terzo progetto realizzato dal compartimento ANAS di Perugia (progetto preliminare n. 19011), simile ma caratterizzato da minore lunghezza, che venne approvato dal consiglio di amministrazione dell'azienda il 22 novembre 1977.[22]

Tuttavia, negli anni successivi si formò un vasto movimento di opinione (formato da associazioni ambientaliste come Italia Nostra) che si opponeva al progetto dell'ANAS, sostenendo che questo avrebbe avuto un eccessivo impatto sulla Valnerina e sulla cascata delle Marmore.[22] Per questo motivo, nel piano urbanistico territoriale approvato nel 1983, la regione Umbria bocciò sia il progetto Aguzzi che quello dell'ANAS e formulò un nuovo tracciato radicalmente diverso, che avrebbe avuto inizio a ovest di Terni, in corrispondenza dell'intersezione tra SS675 ed E45, per poi passare a sud della città, con un tracciato simile a quello del progetto Corsini e della ferrovia Rieti-Terni.[22]

Il primo avvio dei lavori e il ripensamento

Seguendo il tracciato indicato dalla regione, nel 1985 l'ANAS redasse il progetto preliminare n. 13309 che fu approvato l'anno successivo.[22] Sul finire del 1989 venne completato il progetto definitivo per i primi due lotti (dall'innesto con la E45 alla strada vicinale Ponte San Lorenzo),[22] ma l'appalto si concluse solo nel novembre del 1991[24] e si dovette aspettare la giunta Ciaurro per vedere i primi cantieri,[8] che furono consegnati alla ditta costruttrice il 5 febbraio 1993.[22] Tuttavia si trattò di una falsa partenza: quando i lavori erano completi per oltre il 35%[22] e si erano già spesi 128 miliardi di lire,[21] intervennero dei ripensamenti sul progetto[9] (che già in precedenza era stato criticato dai rappresentanti reatini, in quanto avrebbe avuto un tracciato lungo il triplo e costi molto superiori rispetto all'ipotesi "orientale"[21]); i finanziamenti vennero pertanto revocati e i lavori si fermarono per mancanza di fondi.[8]

Erano stati realizzati in totale due chilometri di superstrada a doppia carreggiata (comprensivi di uno svincolo a quadrifoglio con la E45, di uno scavalco della ferrovia e di un lungo viadotto translacustre), che hanno inizio dall'intersezione tra SS675 ed E45, e terminano in aperta campagna in corrispondenza della "strada vicinale delle Campore". A causa del ripensamento, questo tratto rimase "monco" e privo di prosecuzione; è tuttora visibile e in esercizio, e riporta ancora la denominazione di "Terni-Rieti" nonché un'erronea cartellonistica che indica di percorrerlo per raggiungere Rieti.

La classificazione

Contrariamente a quanto fatto sul lato reatino, la nuova strada Terni-Marmore non è stata classificata come statale 79, in sostituzione di quella vecchia: venne invece classificata come strada statale 79 bis, senza declassare la vecchia strada Terni-Marmore che, insieme al tratto di superstrada reatino (Marmore-Rieti), continua ad essere gestita da ANAS come strada statale 79. Mentre la strada statale 79 ha una progressiva chilometrica che inizia da Rieti, quella della statale 79 bis ha inizio da Terni, con le due chilometriche che si incrociano in corrispondenza del confine regionale.

Avvio definitivo dei lavori

Per alcuni anni l'opera sembrò destinata a rimanere incompiuta, ma sul finire del decennio il suo iter ripartì (anche grazie alla spinta della ThyssenKrupp, che acquisì le acciaierie di Terni e individuò nel miglioramento dei collegamenti viari una condizione indispensabile per investire nello stabilimento). Tra le nuove ipotesi di tracciato poste sul tavolo, nella primavera del 2000 la giunta comunale Raffaelli avanzò la proposta poi divenuta definitiva, che prevedeva il passaggio ad est di Terni e lo scavalco della Valnerina in viadotto.[8] L'ipotesi fu appoggiata dal ministro dei lavori pubblici (il ternano Micheli)[8] e nel 2000 l'ANAS realizzò il progetto preliminare, approvato l'11 novembre dello stesso anno.[25] Contemporaneamente il governo Berlusconi II inserì la parte mancante dell'opera (tratto Terni-confine regionale) tra le infrastrutture ritenute strategiche, disciplinate dalla legge Obiettivo.

Nel 2003 il progetto definitivo venne completato e approvato dal CIPE,[25] e l'intero importo dei lavori (pari a 234,7 milioni di euro) venne finanziato dall'ANAS nell'ambito del "Piano Straordinario 2003",[25] tramite l'utilizzo di residui passivi recuperati dai bilanci degli anni precedenti. Nel 2005 si svolse la gara d'appalto, che fu vinta dalla Tecnis per mezzo dell'apposita cooperativa "Ternirieti scarl", e nel 2006 vennero avviati i lavori nei cantieri.[8][26]

Il primo tratto di 3,3 km, tra Terni (innesto con la SS 675) e lo svincolo Valnerina, venne inaugurato e aperto al traffico il 28 luglio 2011.[3] Il lotto comprende una galleria (Tescino, di 1 545 metri), tre viadotti, e uno svincolo che la collega alla statale 209 Valnerina con la rampa di accesso realizzata da una galleria ascendente (tunnel Libero Liberati, 1 018 metri di lunghezza e circa 100 di dislivello). La sua apertura permise al traffico passante di non attraversare l'abitato di Terni.

 
Il ponte delle Marmore e il paese di Papigno fotografati nel 2011 dalla vecchia statale

Il tratto più importante, che consente l'effettivo superamento del dirupo delle Marmore, venne inaugurato il 10 dicembre 2013. Il lotto, che si estende per 4,7 km tra lo svincolo Valnerina e Marmore, comprende le due principali opere d'arte della superstrada: la galleria di valico "Valnerina" (3 694 metri) e il ponte ad arco "delle Marmore" (lungo 300 metri e alto 90), che in unica campata scavalca l'intera valle del fiume Nera. La sua apertura al traffico permise un drastico abbattimento dei tempi di percorrenza: nel tratto Terni-confine regionale il vecchio tracciato (pieno di curve e passante per l'abitato di Marmore) richiedeva 50-60 minuti, quello nuovo poco più di 15.[27]

Lotto galleria Valnerina-confine regionale
 
I lavori del lotto galleria Valnerina-confine regionale fotografati nel 2008, con il rilevato già realizzato e il sedime dello svincolo di Marmore (successivamente arretrato in corso d'opera)

L'ultimo tratto previsto nell'appalto del 2005, lungo circa due chilometri, va dallo sbocco sud della galleria Valnerina al confine di regione; prevede un ponte sul Velino e lo svincolo per Piediluco-Marmore. Il suo completamento era previsto entro la fine del 2015,[28] ma nello stesso anno l'esecuzione dei lavori fu interrotta a causa di difficoltà economiche della società esecutrice Tecnis (commissariata per mafia all'interno dell'inchiesta "Dama Nera";[29]) l'azienda si impegnò a riattivare i cantieri e concludere i lavori con un ulteriore ritardo di sei mesi,[28] ma il cantiere è tuttora fermo.

Lotto conclusivo confine regionale-galleria MontelungoModifica

Per connettere il tratto umbro della superstrada, appaltato nel 2005, con quello realizzato in territorio laziale negli anni ottanta, rimaneva un tratto di circa ottocento metri interamente compreso in territorio laziale, compreso tra il confine regionale e l'imbocco nord della galleria Montelungo.

Questo tratto, che prevede anche uno svincolo a servizio di Colli sul Velino, è stato finanziato nel luglio 2013 con 22 milioni di euro grazie ad un emendamento presentato dai deputati Fabio Melilli e Marina Sereni al cosiddetto decreto del fare.[30][31] Dopo un iniziale parere negativo dovuto all'eccessivo impatto ambientale, il progetto della provincia di Rieti è stato approvato dall'ANAS in conferenza di servizi nel febbraio 2014[32] e poi di nuovo a novembre;[33] il 30 dicembre 2014 sono stati presentati progetto esecutivo e bando di gara,[7] il 15 luglio 2016 i lavori sono stati appaltati, con un tempo di completamento stimato in 900 giorni,[34] e il 24 novembre 2017 i lavori sono stati consegnati all'impresa.

Problemi in fase di esercizioModifica

In seguito alla loro apertura al traffico, alcune delle opere realizzate nel tratto umbro della superstrada hanno manifestato diversi problemi tecnici.

La "galleria dei veleni" e la pioggia al cromoModifica

Sul finire del 2013 vennero notate delle copiose infiltrazioni di liquido all'interno della galleria Tescino (inaugurata appena due anni prima); per l'ANAS si sarebbe trattato di semplice acqua, mentre le associazioni ambientaliste ipotizzarono che si trattasse del percolato proveniente dalla sovrastante discarica di residui delle lavorazioni metallurgiche delle acciaierie di Terni, da tempo inclusa tra i siti di interesse nazionale che necessitano di interventi di bonifica.[35] Tra gennaio e febbraio del 2014, l'ANAS esegue diversi interventi per ripristinare l'impermeabilizzazione della volta della galleria.[36][37] Ma durante lo svolgimento degli stessi la procura di Terni dispone delle analisi, che confermano come il liquido che piove all'interno del tunnel sia effettivamente contaminato da metalli pesanti, in particolare cromo esavalente.[38] Contestualmente, emerse il caso di un operaio del cantiere che nel 2009, durante la costruzione del tunnel, era entrato a contatto con il liquido riportando un'invalidità permanente.[39] Fu scoperto inoltre che, nel corso dei lavori, il ministero dell'ambiente avrebbe suggerito un cambio di tracciato per non far passare la superstrada sotto la discarica, ma alla raccomandazione non venne dato ascolto.[40] La vicenda ebbe una vasta eco, e le testate nazionali che se ne occuparono soprannominarono il tunnel "galleria dei veleni".[41] Nei mesi successivi l'ANAS eseguì nuovi lavori che fecero cessare le infiltrazioni, con l'installazione sulla volta di un rivestimento a tenuta stagna che raccoglie il liquido inquinato.[42][43] Il processo penale si è invece concluso con la prescrizione del reato.[44]

Il cedimento nel viadotto San CarloModifica

Il 20 dicembre 2017, a causa di alcune spaccature improvvisamente apertesi nell'asfalto sul viadotto San Carlo (inaugurato sei anni prima), viene chiuso al traffico prima l'intero tratto Valnerina-Terni,[45] poi il solo svincolo Terni Est, per timore di un cedimento del viadotto.[46] Sul fatto, la procura di Terni ha aperto un'inchiesta per verificare la qualità dei materiali usati.[46] Dopo aver eseguito la messa in sicurezza del viadotto, il 28 aprile 2018 l'ANAS ha riaperto lo svincolo;[47] sono in corso di progettazione degli ulteriori interventi per risolvere definitivamente le origini del dissesto.[47]

Il cedimento nella galleria ValnerinaModifica

Il 7 febbraio 2018 i tecnici dell'ANAS[48] riscontrano nella galleria Valnerina (inaugurata quattro anni prima) il cedimento di alcuni dei tiranti che sostengono il solaio del tunnel[49] (che si trova sopra la carreggiata e inoltre ospita le condotte di aerazione e la via di fuga in caso di emergenza[50]), con un conseguente, notevole abbassamento della soletta.[49] La galleria viene immediatamente chiusa,[51] con grave disagio per il traffico, e puntellata con delle travi metalliche nel tratto interessato dal cedimento.[49] In seguito agli accertamenti, è emerso che il problema è stato causato da un'errata esecuzione dei lavori, e in particolare dall'insufficiente quantità di resina impiegata per incollare i tiranti alla calotta.[49] Nei mesi seguenti, l'ANAS installa degli estensimetri e redige il progetto per adeguare tutti i tiranti (con un costo previsto di circa un milione di euro).[49] In seguito a pressioni per la riapertura della galleria, è stato deciso di eseguire i lavori senza interdire il traffico,[52] e il 19 luglio 2018 la galleria è stata riaperta dopo sei mesi di chiusura.[53]

PercorsoModifica

 
Il punto dove finisce la superstrada Terni-Rieti, con l'innesto sulla statale 4 Via Salaria.
A sinistra, dove inizia lo spartitraffico e il tratto a doppia carreggiata, la Salaria in direzione Ascoli Piceno; a destra, la rampa per accedere alla Salaria in direzione Roma (galleria Colle Giardino); alle spalle di chi fotografa, la statale 79 in direzione Terni. In corrispondenza del cavalcavia finisce la Ternana e comincia la Salaria in direzione Ascoli, senza alcuna soluzione di continuità.

Il percorso inizia a sud-ovest di Rieti sul tracciato della SS 4 Roma-Ascoli Piceno. A differenza della vecchia Ternana, che ha inizio a Nord della città e procede subito verso nord, la superstrada per i primi chilometri si dirige ad Est, procedendo con un andamento rettilineo sul bordo della Piana Reatina e toccando Contigliano, ricalcando il tracciato della ferrovia Terni-Sulmona. Nei chilometri successivi si incontrano le prime gallerie, la maggiore delle quali è quella di Montelungo (oltre due km).

Subito dopo l'uscita della galleria (km 18) ha termine il tratto di superstrada, si supera la ferrovia con un passaggio a livello e in attesa del completamento dei lavori si prosegue per tre chilometri su una strada provvisoria di raccordo, varcando il confine regionale Lazio-Umbria.

La superstrada riprende e supera la zona di Marmore e Papigno con la lunga galleria Valnerina (quasi quattro km) e il ponte delle Marmore (300 metri), arrivando a ridosso dell'abitato di Terni, dove si innesta sulla SS 675.

A Terni est costituisce, in pratica, una tangenziale sud per la città di Terni che collega la città e la zona industriale delle acciaierie attraverso due rotatorie.

Al km 12+600 è percorsa mediamente da 4486 veicoli al giorno, di cui l'11% di mezzi pesanti.[54]

 
Lo svincolo di Rieti Ovest
 
Lo svincolo di Contigliano
 
Lo svincolo di Greccio
SS 79 bis
Strada Statale Ternana
Tipo Indicazione ↓ km ↓ ↑ km ↑ Provincia Stato dell'opera
  Confluenza nella   Salaria
Ascoli Piceno
L'Aquila
Valle del Salto/Avezzano
0 RI Aperta al traffico
aprile 1995
    Salaria
Roma (via galleria Colle Giardino)
0,1 RI
  Rieti Ovest
  Santuario di Fonte Colombo
S. Elia
Piani Poggio Fidoni
0,8 RI
  Viadotto Tancia (363 m)
sulla ferrovia Terni-L'Aquila e sulla SP 46 Tancia
1 RI
  Stazione di rifornimento 2 RI
  Viadotto sul fosso Formone (25 m) 4,3 RI
  Contigliano
  di Fontecerro - Cottanello
  Via Tancia - Poggio Mirteto, Monte S. Giovanni
5,3 RI
    Stazione di rifornimento - Bar - Area camper 6,6 RI
  Galleria Terria (285 metri) 8,9 RI
  Greccio
  Santuario francescano di Greccio
Montisola
Reopasto
12,6 RI
  Galleria Montelungo (2116 metri) 15,7 RI
  Colli sul Velino (solo direz. Rieti)
  Lago di Ventina
Labro
Leonessa
RI   Lavori in corso
dal 2017
("lotto laziale")
  Galleria artificiale RI
  Colli sul Velino (solo direz. Terni) TR   Lavori in corso
dal 2006
("lotto umbro")
  Viadotto Velino
sul fiume Velino e sulla ferrovia Terni-L'Aquila
TR
  Marmore - Piediluco
  Cascata delle Marmore, belvedere superiore
  Lago di Piediluco
TR
  Galleria Valnerina (3694 metri) 7,7 TR Aperta al traffico
dicembre 2013
  Ponte delle Marmore (300 metri) 4 TR
  Ponte della Valnerina (40 metri) 3,7 TR
  Galleria artificiale Valnerina (92 metri) 3,6 TR
  Valnerina
  SR 209 Valnerina - Norcia, Visso
  Cascata delle Marmore, belvedere inferiore
  ThyssenKrupp - Acciai Speciali Terni
3,4 TR Aperta al traffico
luglio 2011
  Galleria Tescino (1545 metri) 2,6 TR
  Viadotto Prisciano (126 metri) 0,9 TR
  Viadotto Tescino (90 metri) 0,7 TR
  Terni Est 0,6 TR
  Viadotto San Carlo (90 metri) 0,2 TR
    SS3 Flaminia - Spoleto 0,1 TR
  Confluenza nella   Umbro-Laziale
  A1 - Firenze
  E45 - Perugia, Ravenna
Terni Nord
  Stadio Liberati
0 TR

NoteModifica

  1. ^ Per la SS79 selezionare nella cartina il Lazio, poi la sezione Strade e infine nel menù a tendina la SS79
  2. ^ Terni, progetto Civiter operativo: firmata l'alleanza con Rieti e Viterbo, si attende Civitavecchia | Umbria24.it
  3. ^ a b Paolo Tigli, INAUGURATO IL PRIMO TRATTO DELLA TERNI-RIETI, in Rieti in vetrina, 28 luglio 2011. URL consultato il 3 ottobre 2015.
  4. ^ Legge 17 maggio 1928, n. 1094
  5. ^ Regio decreto legge n° 1594 del 5 settembre 1938, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 239 del 18 ottobre 1938
  6. ^ Cento i «punti neri» per gli automobilisti, in La Stampa, 21 agosto 1987, p. 8. URL consultato il 19 ottobre 2016.
  7. ^ a b c Rieti-Terni: ok al progetto esecutivo degli ultimi 800 metri. Il 31 c'è il bando di gara, in Il Messaggero, 29 dicembre 2014. URL consultato il 3 ottobre 2015.
  8. ^ a b c d e f Paolo Grassi, Terni-Rieti, la strada infinita diventa realtà, in Il Messaggero, 10 dicembre 2013. URL consultato il 2 ottobre 2015.
  9. ^ a b c Adriano Marinensi, Per la “sospirata” Terni-Rieti: un’altra pietra d’inciampo, in Quotidiano dell'Umbria.it, 17 febbraio 2014. URL consultato il 2 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2015).
  10. ^ a b Gianfranco Paris, Galleria Terni-Rieti. Aperta per i reati la via del Nord, sembra di sognare!, in Notizie radicali, 11 dicembre 2013. URL consultato il 23 settembre 2016.
  11. ^ a b OTTORINO PASQUETTI, LA TERNI-RIETI E IL TEMPO DELLE MELE, in Rieti in Vetrina, 9 dicembre 2013. URL consultato l'8 aprile 2016.
  12. ^ Alberto Provantini, Realizzare subito la «strada dei due mari», in L'Unità, 24 giugno 1966. URL consultato il 23 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2016).
  13. ^ Quando l'Umbria si affaccerà sulle rive del mare Tirreno..., in L'Unità, 21 febbraio 1981. URL consultato il 23 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2016).
  14. ^ a b Cristiano Euforbio, A Rieti le case, le strade, le idee del «cambiamento», in L'Unità edizione Roma-regione, 22 aprile 1980, p. 12. URL consultato il 23 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2016).
  15. ^ Cristiano Euforbio, Tutti per la Rieti-Terni. Ma poi nessuno la vuole, in L'Unità edizione Roma-regione, 4 gennaio 1983, p. 15. URL consultato il 23 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2016).
  16. ^ Roberto Lorenzetti, Rieti: da capoluogo a periferia di se stessa, su Rieti Libertaria, 1987.
  17. ^ a b c Cristiano Euforbio, L'ambiente non «viaggia» su questa Rieti-Terni. Una strada che spacca il territorio (PDF), in L'Unità Roma-regione, 18 giugno 1985, p. 17. URL consultato il 23 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2016).
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