Daniel Martin

ciclista su strada irlandese
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Daniel Martin
Dan Martin.jpg
Daniel Martin al Tour of Britain 2016
Nazionalità Irlanda Irlanda
Altezza 175[1] cm
Peso 59[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Squadra Israel
Carriera
Squadre di club
2005-2007La Pomme Marseille
2007Team Slipstreamstagista
2008Team Slipstream
2008-2014Garmin
2015Cannondale
2016Etixx-Quick Step
2017Quick Step
2018-2019UAE Emirates
2020-Israel
Nazionale
2009-Irlanda Irlanda
Statistiche aggiornate al 9 ottobre 2021

Daniel John Martin (Birmingham, 20 agosto 1986) è un ciclista su strada irlandese che corre per il team Israel Start-Up Nation. Ha caratteristiche di scalatore, ed è professionista dal 2008[1]. In carriera ha vinto un Giro di Lombardia, una Liegi-Bastogne-Liegi, un Tour de Pologne, una Volta a Catalunya, due tappe al Tour de France, due alla Vuelta a España e una al Giro d'Italia.

CarrieraModifica

Gli esordi nel ciclismoModifica

Nato a Birmingham, in Inghilterra, Daniel Martin è figlio di Neil Martin, ciclista professionista britannico negli anni ottanta, e di Maria Roche, sorella dell'irlandese Stephen Roche, vincitore di Tour de France e Giro d'Italia[2], quindi cugino di Nicolas Roche[3].

Nel 2004 vinse la corsa in linea ai campionati britannici junior, ma successivamente optò per la nazionalità irlandese. Dal 2005 al 2007 gareggiò tra i dilettanti con la squadra francese Vélo Club La Pomme Marseille: in quel triennio vinse due tappe al Giro della Valle d'Aosta[3], piazzandosi secondo nella generale della corsa nel 2006, e una tappa e la classifica generale del Tour des Pays de Savoie; ottenne anche alcuni piazzamenti tra i primi dieci al Ronde de l'Isard d'Ariège, dimostrando buone qualità di scalatore, e un secondo posto di tappa al Giro della Toscana Under-23.

Dopo aver rifiutato una prima offerta nel 2006, nel giugno del 2007 firmò un contratto professionistico con la squadra statunitense Team Slipstream[4], e già nel finale di stagione poté gareggiare come stagista insieme ai pro.

2008-2010: i primi anni nel professionismoModifica

Confermato per la stagione 2008 dalla Slipstream (divenuta durante l'anno, per ragioni di sponsor, Garmin), poté debuttare ufficialmente da professionista. Nel giugno del 2008, dopo un ottavo posto al GP Internacional CTT Correios de Portugal, prese parte alla Route du Sud con ambizioni di vittoria, trovando il percorso montagnoso adatto alle sue caratteristiche[5]. Sesto nella cronometro con percorso collinare[6], conquistò la vetta della classifica generale grazie al quarto posto a Luchon-Superbagnères[7] e si impose nella classifica finale davanti al francese Christophe Moreau. Una settimana più tardi divenne campione d'Irlanda in linea, mentre in settembre concluse in quarta posizione il Tour of Britain.

 
Daniel Martin in azione al Critérium du Dauphiné 2011.

Nella primavera del 2009 coglie alcuni piazzamenti di rilievo: il terzo posto al Tour Méditerranéen (ma migliore dei giovani)[1] e il secondo posto, alle spalle del solo Alejandro Valverde, nella graduatoria generale della Volta Ciclista a Catalunya, unitamente a due podi di tappa. Nella seconda parte di stagione è invece quinto al Grand Prix de Ouest-France e ottavo al Giro di Lombardia. L'anno successivo, dopo una primavera priva di vittorie, coglie diversi risultati tra luglio e agosto: durante tale bimestre si piazza infatti terzo al Brixia Tour[3], per poi vincere una tappa e la classifica finale del Tour de Pologne, corsa del calendario mondiale UCI, e la semiclassica italiana Tre Valli Varesine[3]. In ottobre si classifica quindi secondo al Giro dell'Emilia e primo nella Japan Cup, portando a quattro il computo di trionfi stagionali.

2011-2012: i piazzamenti nelle classicheModifica

Nel marzo 2011 ottiene, come già nel 2009, il secondo posto finale alla Volta Ciclista a Catalunya[1]. È però nella seconda parte di stagione che riesce a cogliere i migliori risultati: in giugno vince infatti il Giro di Toscana in volata ristretta e si piazza secondo ai campionati nazionali in linea, mentre in agosto si aggiudica una tappa al Tour de Pologne e poi la nona frazione della Vuelta a España, quella con l'arrivo in salita a La Covatilla[8] (concluderà le due corse rispettivamente al secondo e al tredicesimo posto). In ottobre si classifica infine terzo al Memorial Marco Pantani e secondo al Giro di Lombardia, una delle cinque "classiche monumento", battuto dal solo Oliver Zaugg.

Nella stagione 2012, sempre in maglia Garmin, ottiene il quarto posto alla Volta Ciclista a Catalunya; in quella stessa primavera partecipa anche alle classiche delle Ardenne, cogliendo il sesto posto nella Freccia Vallone e il quinto nella Liegi-Bastogne-Liegi[1]. Gareggia quindi per la prima volta al Tour de France – conclude trentacinquesimo – e alla prova in linea dei Giochi olimpici di Londra, nella quale termina novantesimo. In chiusura di stagione è quarto, e miglior scalatore, al Tour of Beijing, e secondo alla Japan Cup[1].

2013-2015: le vittorie alla Liegi e al LombardiaModifica

 
Martin vincitore della Volta Ciclista a Catalunya 2013.

Nel marzo 2013 si aggiudica una tappa e la classifica finale della Volta Ciclista a Catalunya, centrando finalmente il successo nella gara catalana. In aprile si piazza quarto alla Freccia Vallone, e quattro giorni dopo vince la Liegi-Bastogne-Liegi, la decana delle classiche monumento, giungendo solo all'arrivo dopo aver staccato lo spagnolo Joaquim Rodríguez nell'ultima salita[9]. Dopo aver partecipato al Tour de Suisse, in luglio riesce a imporsi nella tappa di Bagnères-de-Bigorre al Tour de France, battendo in una volata a due Jakob Fuglsang. Nel finale di stagione si piazza quarto al Giro di Lombardia e secondo nella classifica generale del Tour of Beijing. I risultati ottenuti, comprese le quattro vittorie, gli valgono il sesto posto nella graduatoria individuale World Tour 2013.

Nella primavera del 2014, ancora tra le file della Garmin-Sharp, si piazza secondo nella Freccia Vallone[1] alle spalle di Alejandro Valverde. Pochi giorni dopo, alla Liegi-Bastogne-Liegi, cade all'ultima curva mentre si trovava in testa alla corsa, e conclude solo trentanovesimo[10]; successivamente, a seguito di un'altra caduta, si ritira dal Giro d'Italia. Tra agosto e settembre si classifica terzo al Tour de l'Ain e settimo alla Vuelta a España, con un secondo posto in volata nella frazione di Arcos de la Frontera vinta da Michael Matthews. Il 5 ottobre dello stesso anno si aggiudica quindi il 108º Giro di Lombardia precedendo Valverde e Rui Costa grazie a un attacco portato a 600 metri dall'arrivo di Bergamo[11]. Chiude la stagione con un successo di tappa e il secondo posto generale al Tour of Beijing, e con la nona piazza individuale nel World Tour.

Nel 2015, con la nuova maglia Cannondale (ex Garmin), non ottiene vittorie. In stagione si piazza terzo in una tappa della Volta Ciclista a Catalunya (decimo in classifica generale), settimo al Critérium du Dauphiné e due volte secondo di tappa al Tour de France, anche se lontano dai migliori in classifica; a fine agosto è inoltre secondo nella frazione della Vuelta a España con arrivo sulla Sierra de Cazorla, ritirandosi però due giorno dopo, nell'ottava tappa (quando era terzo nella graduatoria generale), a causa di una caduta[12][13].

 
Martin in azione mentre affronta una discesa del Tour de France 2017.

2016-2017: il biennio alla Etixx/Quick StepModifica

Nel 2016 passa alla Etixx-Quick Step. Inizia la stagione vincendo due tappe di montagna con arrivo in salita, una alla Volta a la Comunitat Valenciana e una alla Volta Ciclista a Catalunya. A giugno è terzo al Critérium du Dauphiné e si presenta al Tour de France in buona forma. Dimostra di avere buona gamba già sui Pirenei, dove è spesso il primo a rispondere alle progressioni di Chris Froome e ad animare la corsa con diversi scatti come sul Peyresourde o sulla salita di Andorra.[senza fonte] Proprio sui Pirenei giunge secondo dietro al britannico al traguardo di Bagnères-de-Luchon; conclude la corsa francese al nono posto. Tra agosto e settembre è quindi tredicesimo nella prova in linea dei Giochi olimpici a Rio de Janeiro, e terzo nella tappa di Kendal al Tour of Britain.

A inizio 2017, in maglia Quick Step, ottiene buoni risultati: è infatti quinto alla Volta a la Comunitat Valenciana, sesto alla Volta ao Algarve, aggiudicandosi la frazioni con traguardo sull'Alto da Fóia, terzo alla Parigi-Nizza e quinto alla Volta Ciclista a Catalunya; conclude la sua primavera con due secondi posti nella Freccia Vallone e nella Liegi-Bastogne-Liegi, in entrambi i casi battuto da Alejandro Valverde[14]. Rientrato alle gare in giugno al Critérium du Dauphiné, si piazza secondo nell'ultima tappa, risalendo al terzo posto nella classifica finale della corsa. Nel mese seguente al Tour de France ottiene due podi di tappa, tra cui un secondo posto alla Planche des Belles Filles, e chiude sesto in classifica generale, suo miglior piazzamento in carriera alla Grande Boucle, nonostante due piccole fratture alle vertebre rimediate in una caduta[15]. Conclude la stagione con piazzamenti fuori dalle Top 10[14].

2018-2019: il biennio alla UAE EmiratesModifica

 
Martin alla partenza della Liegi-Bastogne-Liegi 2018.

A inizio 2018, firmando un contratto biennale, si trasferisce alla UAE Emirates con la prospettiva di essere capitano al Tour de France. Dopo un inizio di stagione sotto le aspettative, torna al successo al Critérium du Dauphiné, che conclude al quarto posto in classifica[16]. Successivamente vince la sesta tappa del Tour de France, con traguardo sull'impegnativo strappo del Mûr-de-Bretagne, scattando a 1,2 km dalla conclusione e contenendo il ritorno del gruppo dei migliori[17]; conclude la corsa francese all'ottavo posto della classifica, ricevendo anche il premio di supercombattivo della corsa. Successivamente prende il via della Vuelta a España per aiutare il compagno Fabio Aru e cercare di vincere una tappa, ma si ritira al termina della nona tappa in quanto è imminente la nascita delle sue due figlie gemelle[18]. Chiude la stagione con il nono posto al Giro di Lombardia.

A inizio 2019 si classifica quarto alla Volta a la Comunitat Valenciana, settimo allo UAE Tour e secondo, grazie al secondo posto nell'ultima frazione, all'Itzulia Basque Country; non ottiene invece risultati nelle classiche delle Ardenne[19]. Dopo l'ottavo posto al Critérium du Dauphiné, partecipa al Tour de France con ambizioni di classifica ma, dopo essersi staccato dai migliori sia sui Pirenei che sulle Alpi, conclude solo diciottesimo nella graduatoria finale[20]. Nelle gare tra agosto e ottobre ottiene infine come miglior risultato il quinto posto al Gran Piemonte[19]. A fine anno è ufficiale il suo trasferimento alla Israel Start-Up Nation, nuova formazione World Tour.

2020-2021: Israel Start Up NationModifica

Il 26 maggio 2021 vince per distacco la diciassettesima tappa di montagna del Giro d'Italia Canazei - Sega di Ala, dopo una lunga fuga dapprima insieme ad alcuni corridori e poi in solitaria.

PalmarèsModifica

  • 2006 (Vélo Club La Pomme Marseille, Under-23)
6ª tappa Giro della Valle d'Aosta
  • 2007 (Vélo Club La Pomme Marseille, Under-23)
2ª tappa Giro della Valle d'Aosta (Châtel > Ville-la-Grand)
4ª tappa Tour des Pays de Savoie (Colle del Glandon)
Classifica generale Tour des Pays de Savoie
  • 2008 (Garmin-Chipotle presented by H30, due vittorie)
Campionati irlandesi, Prova in linea
Classifica generale Route du Sud
  • 2010 (Garmin-Transitions, quattro vittorie)
5ª tappa Tour de Pologne (Jastrzębie-Zdrój > Ustroń)
Classifica generale Tour de Pologne
Tre Valli Varesine
Japan Cup
  • 2011 (Team Garmin-Cervélo, tre vittorie)
Giro di Toscana
6ª tappa Tour de Pologne (Terma Bukovina > Bukowina Tatrzańska)
9ª tappa Vuelta a España (Villacastín > La Covatilla)
  • 2013 (Garmin-Sharp, quattro vittorie)
4ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Vall de Camprodon > Port Ainé)
Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya
Liegi-Bastogne-Liegi
9ª tappa Tour de France (Saint-Girons > Bagnères-de-Bigorre)
  • 2014 (Garmin-Sharp, due vittorie)
Giro di Lombardia
4ª tappa Tour of Beijing (Contea di Yanqing > Mentougou Miaofeng Mountain)
  • 2016 (Etixx-Quick Step, due vittorie)
2ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (Castellón de la Plana > Fredes)
3ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Gerona > La Molina)
  • 2017 (Quick-Step Floors, una vittoria)
2ª tappa Volta ao Algarve (Lagoa > Alto da Fóia)
  • 2018 (UAE Team Emirates, due vittorie)
5ª tappa Critérium du Dauphiné (Grenoble > Valmorel)
6ª tappa Tour de France (Brest > Mûr-de-Bretagne)
  • 2020 (Israel Start Up-Nation, una vittoria)
3ª tappa Vuelta a España (Lodosa > La Laguna Negra - Vinuesa)
  • 2021 (Israel Start Up-Nation, una vittoria)
17ª tappa Giro d'Italia (Canazei > Sega di Ala)

Altri successiModifica

Classifica giovani Giro del Mediterraneo
Classifica scalatori Tour of Beijing
Premio della Combattività Tour de France

PiazzamentiModifica

Grandi GiriModifica

2010: 57º
2014: ritirato (1ª tappa)
2021: 10º
2012: 35º
2013: 33º
2016: 9º
2017: 6º
2018: 8º
2019: 18º
2020: 41º
2021: 40º
2009: 53º
2011: 13º
2013: non partito (8ª tappa)
2014: 7º
2015: ritirato (8ª tappa)
2018: non partito (10ª tappa)
2020: 4º

Classiche monumentoModifica

2008: 118º
2009: 99º
2010: 58º
2011: ritirato
2012: 5º
2013: vincitore
2014: 39º
2015: ritirato
2016: 47º
2017: 2º
2018: 18º
2019: ritirato
2020: 11º
2009: 8º
2010: ritirato
2011: 2º
2012: 16º
2013: 4º
2014: vincitore
2015: 52º
2016: 48º
2017: 36º
2018: 9º
2019: 18º
2021: 38º

Competizioni mondialiModifica

Competizioni europeeModifica

Plumelec 2016 - In linea Elite: 13º

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h (EN) Dan Martin, su slipstreamsports.com, www.slipstreamsports.com. URL consultato il 9 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2013).
  2. ^ (EN) Shane Stokes, Martin chasing pro deal, in www.cyclingnews.com, 9 giugno 2007. URL consultato l'8 agosto 2010.
  3. ^ a b c d Ciro Scognamiglio, La Tre Valli è di Martin Brutta caduta per Garzelli, in www.gazzetta.it, 17 agosto 2010. URL consultato il 20 giugno 2011.
  4. ^ (EN) Daniel Martin: Recycling the family name, in www.cyclingnews.com, 25 giugno 2007. URL consultato l'8 agosto 2010.
  5. ^ (FR) Dan Martin : « Je me mets moi-même la pression », in www.cyclismag.com, 18 giugno 2008. URL consultato l'8 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2011).
  6. ^ (EN) Stage 2 - June 20: Pierrefitte Nestalas - Cauterets Cambasque (ITT), 16.9km, in www.cyclingnews.com, 20 giugno 2007. URL consultato l'8 agosto 2010.
  7. ^ (EN) Stage 3 - June 21: Pierrefitte Nestalas - Luchon Superbagneres, 180.6km, in www.cyclingnews.com, 21 giugno 2007. URL consultato l'8 agosto 2010.
  8. ^ Claudio Bagni, Vuelta, l'aquila è Martin Mollema nuovo leader, in www.gazzetta.it, 28 agosto 2011. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  9. ^ Ciclismo, Liegi-Bastogne-Liegi a Martin Scarponi quinto, cedono Nibali e Gilbert, in www.repubblica.it, 21 aprile 2013. URL consultato il 21 aprile 2013.
  10. ^ Liège-Bastogne-Liège 2014: Simon Gerrans wins 100th edition after disaster strikes for Dan Martin on final bend, in www.telegraph.co.uk, 27 aprile 2014. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  11. ^ Alessandro Conti, Giro di Lombardia, Martin vince con un colpo a sorpresa, in www.gazzetta.it, 5 ottobre 2014. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  12. ^ (EN) Dan Martin - 2015, su procyclingstats.com. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  13. ^ (EN) Dan Martin out of the Vuelta after crash, 29 agosto 2015. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  14. ^ a b (EN) Dan Martin - 2017, su procyclingstats.com. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  15. ^ Daniel Martin ha terminato il Tour de France con due piccole fratture vertebrali, 28 luglio 2017. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  16. ^ (EN) Dan Martin - 2018, su procyclingstats.com. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  17. ^ Tour de France, sul Mûr de Bretagne trionfa Daniel Martin., su ilgiornale.it, 13 luglio 2018.
  18. ^ Daniel Martin abbandona la Vuelta: l’irlandese è prossimo a diventare papà, su cicloweb.it, 4 settembre 2018.
  19. ^ a b (EN) Dan Martin - 2019, su procyclingstats.com. URL consultato il 6 gennaio 2021.
  20. ^ (EN) Dan Martin raises questions over team prep after disappointing Tour de France, 27 luglio 2019. URL consultato il 6 gennaio 2021.

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