Apri il menu principale

Campionato mondiale di Formula 1 1986

edizione del mondiale di Formula 1

Regolamento tecnicoModifica

  • I motori turbo di fatto diventano gli unici utilizzabili. Il regolamento infatti prevede un limite di cilindrata di soli 1500 cm³ per tutti i motori e con "sovralimentazione ammessa".
  • Il limite di benzina per la gara è abbassato a 195 contro i 220 del 1984-85.
  • Viene ritoccato anche il regolamento per alcune parti aerodinamiche, in particolare per le prese aria dei freni anteriori, diventate nel corso del 1985 delle e vere proprie carenature delle ruote.

Piloti e costruttoriModifica

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1986.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
  Marlboro McLaren International McLaren MP4/2C TAG Porsche TTE PO1 G 1   Alain Prost
2   Keke Rosberg
  Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 014
015
Renault EF4B
Renault EF15
G 3   Martin Brundle
4   Philippe Streiff
  Williams Grand Prix Engineering Williams FW11 Honda RA166E G 5   Nigel Mansell
6   Nelson Piquet
  Motor Developments Racing Brabham BMW BT55 BMW M12/13 P 7   Riccardo Patrese
8   Elio De Angelis
  Derek Warwick[1]
  RAM Racing for Australia [2] RAM 03B Hart 415T P 9   Mike Thackwell
  John Player Special Team Lotus Lotus 98T Renault EF15B G 11   Johnny Dumfries
12   Ayrton Senna
  West Zakspeed Formula Racing Zakspeed 841
861
Zakspeed 1500/4 G 14   Jonathan Palmer
29   Huub Rothengatter
  Team Beatrice Haas Lola THL1
THL2
Hart 415T
Ford Cosworth GBA
G 15   Alan Jones
16   Patrick Tambay
  Eddie Cheever
  Arrows Racing Team Arrows A8
A9
BMW M12/13 G 17   Marc Surer
  Christian Danner
18   Thierry Boutsen
  Benetton Formula Benetton B186 BMW M12/13 P 19   Teo Fabi
20   Gerhard Berger
  Osella Squadra Corse Osella FA1/F
FA1/G
FA1/H
Alfa Romeo 890T P 21   Piercarlo Ghinzani
22   Christian Danner
  Allen Berg
  Alex Caffi
  Minardi Team Minardi M185B
M186
Motori Moderni 615-90 P 23   Andrea De Cesaris
24   Alessandro Nannini
  Equipe Ligier Ligier JS27B Renault EF4B P 25   René Arnoux
26   Jacques Laffite
  Philippe Alliot
  Scuderia Ferrari SEFAC Ferrari F1/86 Ferrari 031 G 27   Michele Alboreto
28   Stefan Johansson
  Swedish Ekström F1[3] Ekström GP86-01 Motori Moderni 615-90 P 30   Mauro Baldi
  AGS Jolly Club AGS JH21C Motori Moderni 615-90 P 31   Ivan Capelli

Riassunto della stagioneModifica

Gran Premio del BrasileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 1986.

Dopo avere dominato, col nuovo motore Honda, le ultime gare del 1985, e avere ingaggiato per il 1986 il due volte campione del mondo Nelson Piquet, la Williams si presentava come favorita; tuttavia la squadra di Didcot doveva fare a meno del suo patron Frank, in ospedale dopo un gravissimo incidente stradale che lo costringerà per sempre su una sedia a rotelle.

Vi era grande attesa anche per l'innovativa Brabham BT55, soprannominata "sogliola", progettata da Gordon Murray e guidata da Riccardo Patrese ed Elio De Angelis. La vettura però si rivelò un disastro, e a maggio il pilota romano addirittura trovò la morte in un test privato.

La stagione si aprì a Jacarepaguà con Senna in pole position sulla Lotus-Renault, seguito dalle Williams-Honda di Piquet e Mansell e dalle Ligier-Renault gommate Pirelli di Arnoux e Laffite. In gara, Mansell andò a sbattere al primo giro tentando di superare Senna. Vinse Piquet, davanti a Senna, Laffite e Arnoux. Il campione in carica Prost, partito nono, arrivò fino in testa prima di ritirarsi col motore fuori uso, in uno dei pochi guasti meccanici per la McLaren in questa stagione; fuori per noie tecniche anche le due Ferrari di Alboreto e Johansson[4].

Gran Premio di SpagnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 1986.

Dopo 5 anni, la Formula 1 ritornava in Spagna sul circuito di Jerez de la Frontera da poco inaugurato. In prova, Senna ottenne nuovamente la pole davanti a Piquet, Mansell, Prost e Rosberg. La gara fu una lotta che vide protagonisti Senna e Mansell; l'inglese superava il brasiliano al 39° dei 72 giri, ma a 10 giri dalla fine doveva lasciar passare sia Senna sia Prost. Mansell allora tentò il tutto per tutto cambiando un'altra volta le gomme; rientrava terzo a 20 secondi dalla testa, ma in 9 giri prima superava Prost in crisi di carburante, e poi arrivava sul traguardo praticamente appaiato a Senna, anche se dietro per pochi millesimi[5].

Gran Premio di San MarinoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 1986.

A Imola si preannunciava, come già l'anno precedente, una gara difficile per i consumi. Ancora una volta era Senna in pole davanti a Piquet e Mansell. L'inglese ruppe presto il motore, e Senna il cuscinetto di una ruota poco dopo. Prost andò in testa davanti a Piquet e Rosberg dopo i cambi gomme; il finlandese rimase senza benzina, come anche Boutsen, Surer e Ghinzani. Lo stesso Prost restava a secco nel corso dell'ultimo giro, ma riuscì zigzagando a recuperare le ultime gocce di carburante per arrivare in fondo; tagliò il traguardo insieme a lui Berger che, terzo e doppiato, rallentava rimanendo dietro al francese per non dover fare un altro giro. Secondo fu Piquet[6].

Gran Premio di MonacoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 1986.

A Montecarlo fu dominio McLaren, con Prost che vinse e Rosberg secondo; il francese si aggiudicò anche la pole position (la sua prima e unica dell'anno) e il giro più veloce. Senna, che era stato in testa per alcuni giri, fu terzo, Mansell quarto e Piquet solo settimo[7].

Questa fu l'ultima corsa per Elio De Angelis. Pochi giorni dopo, al circuito Paul Ricard, in una sessione di test privati la sua Brabham uscì di strada per la rottura dell'alettone posteriore, si capottò più volte e infine si schiantò contro un albero prendendo fuoco. Il servizio antincendio era pressoché inesistente, e il pilota romano morì poi in ospedale sopraffatto dai fumi tossici inalati nell'incendio della sua vettura.

Gran Premio del BelgioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 1986.

Alla gara seguente, disputatasi a Spa-Francorchamps, la Brabham corse col solo Patrese (arrivato ottavo). In prova ottimo secondo tempo di Gerhard Berger con la Benetton-BMW; alla prima curva l'austriaco strinse Senna e Prost, che erano appaiati, provocando un incidente: il francese dovette cambiare il musetto e fare una gara di rimonta, conclusasi col sesto posto. Piquet, partito in pole, ruppe il turbo; vinse Mansell, seguito da Senna e dalle nuovamente competitive Ferrari di Johansson e Alboreto[8].

Gran Premio del CanadaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Canada 1986.

Il Gran Premio del Canada vide il debutto di Derek Warwick sulla Brabham che era del compianto De Angelis. Nel warm-up, Patrick Tambay ebbe un incidente per un problema alla sospensione della sua Lola; infortunato, saltò questo Gran Premio e il seguente. Mansell partì in pole e vinse dopo aver condotto in testa la maggior parte della gara, salvo essere per poco superato da Rosberg, che dovette però farsi da parte per problemi di consumo, in una lotta con Prost, Piquet e Senna per le posizioni di rincalzo, che videro alla fine il francese davanti a Piquet, Rosberg e Senna[9].

Gran Premio degli Stati UnitiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio degli Stati Uniti 1986.

Il Gran Premio di Detroit vide il ritorno di Eddie Cheever, alla sua unica apparizione stagionale, sulla Lola al posto di Tambay; si qualificò decimo con 2"8 sul compagno Jones, ma in gara fu costretto al ritiro. Senna partì in testa dalla pole, ma venne impensierito prima da Mansell, poi dal duo Ligier Laffite-Arnoux, complice una foratura del brasiliano. Dopo i cambi gomme, però, Senna riprese il comando per non lasciarlo più, mentre le Ligier e le Williams rimanevano indietro. Piquet si ritirò per incidente; la sua Williams incidentata rimaneva in posizione pericolosa, e veniva colpita da Arnoux, il quale, cercando di rientrare in pista, metteva fuori gioco anche Boutsen. Laffite rimontò fino al secondo posto, anche grazie ai problemi di accensione di Prost, che chiuse terzo[10].

Gran Premio di FranciaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Francia 1986.

Si andò quindi in Francia, su un Castellet rivisto e drasticamente accorciato dopo l'incidente mortale occorso a Elio De Angelis in maggio. Senna era ancora in pole, ma finì fuori pista dopo pochi giri scivolando sull'olio lasciato dalla Minardi di De Cesaris. Mansell, partito secondo, andò a vincere senza problemi, con le due McLaren a inseguire. Secondo fu Prost, terzo Piquet che riusciva a superare Rosberg (quarto) nonostante problemi elettrici. Ancora competitive le due Ligier, con Arnoux quinto (dopo essere stato anche secondo nelle prime fasi di gara) e Laffite sesto[11].

Gran Premio di Gran BretagnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Gran Bretagna 1986.

A Brands Hatch vi fu un grave incidente alla partenza, con Boutsen che andò a sbattere in mezzo al gruppo, tagliando la strada a Johansson che spinse così Laffite contro le barriere. Con questa corsa il francese uguagliava il record di presenze in Formula 1 di Graham Hill (176), ma fu per lui anche la fine della carriera, per via delle gravi fratture alle gambe riportate. Il gran premio ripartì quasi un'ora e mezzo dopo; Mansell prese il via col muletto, dopo avere avuto problemi alla prima partenza. La gara fu un duello tra l'inglese (che vinse davanti al suo pubblico) e Piquet, con le Williams che doppiarono tutti, proprio davanti al patron Frank Williams, che ritornava finalmente nel paddock dopo il grave incidente stradale subito in inverno. Prost finì terzo, con un cambio gomme in meno di Arnoux, quarto; Senna si ritirò per un guasto al cambio[12].

Gran Premio di GermaniaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Germania 1986.

A Hockenheim la Honda annunciò che nel 1987 avrebbe fornito i motori anche alla Lotus, oltre che alla Williams, e che Senna sarebbe stato affiancato dal debuttante giapponese Satoru Nakajima. La prima fila era tutta McLaren con in pole Rosberg, che contestualmente annunciò il ritiro dalle corse al termine della stagione. In gara però dominò Piquet, con Senna secondo, e Mansell, terzo, con problemi di assetto. Entrambe le McLaren finirono la benzina all'ultimo giro; a Prost, in particolare, si spense il motore a pochi metri dall'arrivo; il campione del mondo scese dalla macchina e cercò disperatamente, ma invano, di spingerla fin sulla linea del traguardo. Rosberg e Prost, a pieni giri al momento del ritiro, vennero perciò classificati come primi fra i doppiati, rispettivamente quinto e sesto, dietro anche ad Arnoux, che da questa gara aveva Philippe Alliot come compagno di squadra al posto dello sfortunato Laffite[13].

Gran Premio d'UngheriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Ungheria 1986.

Due settimane dopo, la Formula 1 si recava per la prima volta in un paese dell'Est Europeo, per il Gran Premio d'Ungheria, sul nuovo circuito dell'Hungaroring, particolarmente tortuoso e con poco spazio per superare. Oltre duecentomila spettatori assistettero alla gara, che si concluse al limite delle due ore e vide la vittoria di Nelson Piquet dopo una battaglia con Senna culminata con un sorpasso spettacolare del carioca sul paulista. Terzo fu Mansell, anche se staccato di un giro, davanti alla Ferrari di Johansson e alla Lotus di Dumfries, al suo miglior risultato in carriera; ritirate entrambe le McLaren. Dopo questa gara, i quattro piloti che si giocavano il titolo erano racchiusi in soli 11 punti: nell'ordine, Mansell, Senna, Piquet e Prost[14].

Gran Premio d'AustriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Austria 1986.

In Austria, le Benetton-BMW di Teo Fabi e Gerhard Berger conquistarono la prima fila e partirono subito in testa, salvo poi avere problemi meccanici che costrinsero l'italiano al ritiro e l'austriaco fuori dai punti. Si ritirarono anche Senna (accensione), Mansell (differenziale) e Piquet (surriscaldamento), col risultato che Prost andò a vincere indisturbato doppiando tutti e rilanciandosi così nella corsa al mondiale. Sul podio anche Alboreto e Johansson su Ferrari, davanti a Jones e Tambay su Lola; fu il miglior risultato stagionale per entrambe queste squadre[15].

Gran Premio d'ItaliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Italia 1986.

Il weekend di Monza fu contrassegnato dall'annuncio del clamoroso passaggio del progettista John Barnard dalla McLaren alla Ferrari. Sulla griglia di partenza Fabi e Prost, i piloti in prima fila, ebbero entrambi problemi meccanici all'inizio del giro di ricognizione; ma mentre Fabi riuscì ad avviarsi e a partire in coda al gruppo, Prost corse ai box dai quali partì con il muletto: questa manovra gli valse la squalifica; il francese ruppe tuttavia il motore subito dopo aver ricevuto bandiera nera. Senna fu subito fuori con la frizione rotta; vinse Piquet, in rimonta su Mansell, secondo, con Johansson terzo su Ferrari; anche Alboreto era stato nelle prime posizioni, ma fu prima rallentato da un testacoda, poi eliminato dalla rottura del motore[16].

Gran Premio del PortogalloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Portogallo 1986.

A Estoril, la Renault e la Pirelli annunciarono il ritiro dalla Formula 1 alla fine della stagione, mentre la Ferrari ufficializzò l'ingaggio di Gerhard Berger dalla Benetton, come compagno di Alboreto per il 1987. La gara fu un monologo di Mansell; Senna, partito in pole e avviato verso un tranquillo secondo posto, finì la benzina all'ultimo giro e si classificò quarto, dietro anche a Prost e Piquet nell'ordine[17].

A questo punto, a due gare dal termine, Mansell appariva come il grande favorito per il titolo con i suoi 70 punti, davanti a Piquet con 60 e Prost con 59. Senna, a 51, era già matematicamente tagliato fuori.

Negli ultimi due Gran Premi gli pneumatici giocarono un ruolo determinante.

Gran Premio del MessicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Messico 1986.

La Formula 1 tornava in Messico dopo 16 anni, sul rinnovato circuito di Città del Messico, dal fondo stradale sconnesso. Mentre Prost, Senna (partito in pole), Piquet e Mansell (autore di una brutta partenza) andavano in crisi con le loro gomme Goodyear e si fermavano più volte a cambiarle, Gerhard Berger, con la Benetton gommata Pirelli, fece tutta la gara senza pit-stop e andò a vincere la corsa (prima vittoria sia per lui sia per la Benetton), presentandosi nel migliore dei modi alla Ferrari per l'anno venturo. Secondo fu Prost, davanti a Senna e alle Williams di Piquet e Mansell, entrambi doppiati: il pilota della McLaren si rimetteva così in corsa per il mondiale, quando mancava una gara alla fine[18].

Gran Premio d'AustraliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Australia 1986.

Ad Adelaide, quindi, erano tre i piloti a giocarsi il titolo, con Mansell a quota 70 punti, Prost a 64 e Piquet a 63. L'inglese, a cui bastava un terzo posto per diventare campione, ottenne anche la pole davanti a Piquet, Senna e Prost. La mescola di gomme portata dalla Goodyear avrebbe dovuto permettere, stando alla casa di Akron, di disputare tutta la gara senza fermarsi ai box. In partenza fu Senna ad avere lo spunto migliore, ma durò poco: dopo essere scivolato indietro, il brasiliano ruppe il motore a circa metà gara.

Piquet prese la testa della corsa nei primi giri, ma fu presto superato da Rosberg (alla sua ultima gara in Formula 1); Prost intanto superava Mansell e si metteva in caccia di Piquet, che però faceva un testacoda e rientrava dietro anche a Mansell. Il campione uscente intanto subiva una foratura ed era costretto a rientrare ai box, dove cambiò tutte e quattro le gomme: questa mossa fu per lui decisiva. Infatti, mentre Piquet aveva intanto superato Mansell e Prost si era avvicinato alle due Williams, il leader della corsa Rosberg era costretto al ritiro con una gomma dechappata: era chiaro a quel punto che le gomme Goodyear non erano in grado di resistere per tutta la gara.

Infatti, dopo due giri a Mansell scoppiò una gomma in pieno rettilineo e per l'inglese fu costretto il ritiro. A questo punto la Williams si vedeva costretta a richiamare ai box Piquet, lasciando così via libera a Prost, che vinse corsa e campionato, davanti a Piquet e a Johansson, alla sua ultima corsa in Ferrari. L'altra Ferrari di Alboreto si era ritirata per un contatto in partenza. Chiusero la zona punti Brundle e Streiff su Tyrrell e Dumfries su Lotus, all'ultima corsa del suo unico anno in Formula 1[19].

Prost si confermava così, seppur in maniera rocambolesca, campione del mondo con 72 punti validi (su 74 totali), seguito da Mansell con 70 (su 72 totali), Piquet con 69, Senna con 55, quindi Johansson, Rosberg e Berger. La coppa costruttori fu vinta con largo margine dalla Williams (141 punti) davanti a McLaren (96), Lotus (58), Ferrari (37), Ligier (29) e Benetton (19). Bisognerà attendere 21 anni per vedere un campionato con tre piloti in lizza all'ultima gara: e anche nel 2007, la rivalità tra due compagni di squadra (Fernando Alonso e Lewis Hamilton) finirà col favorire il terzo incomodo (Kimi Räikkönen).

Classifica PilotiModifica

Pos. Pilota                                 Punti
1   Alain Prost Rit 3 1 1 6 2 3 2 3 6 * Rit 1 SQ 2 2 1 72 (74)
2   Nigel Mansell Rit 2 Rit 4 1 1 5 1 1 3 3 Rit 2 1 5 Rit 70 (72)
3   Nelson Piquet 1 Rit 2 7 Rit 3 Rit 3 2 1 1 Rit 1 3 4 2 69
4   Ayrton Senna 2 1 Rit 3 2 5 1 Rit Rit 2 2 Rit Rit 4 * 3 Rit 55
5   Stefan Johansson Rit Rit 4 10 3 Rit Rit Rit Rit 11 * 4 3 3 6 12 * 3 23
6   Keke Rosberg Rit 4 5 * 2 Rit 4 Rit 4 Rit 5 * Rit 9 * 4 Rit Rit Rit 22
7   Gerhard Berger 6 6 3 Rit 10 Rit Rit Rit Rit 10 Rit 7 5 Rit 1 Rit 17
8   Jacques Laffite 3 Rit Rit 6 5 7 2 6 Rit 14
9   Michele Alboreto Rit Rit 10 * Rit 4 8 4 8 Rit Rit Rit 2 Rit 5 Rit Rit 14
10   René Arnoux 4 Rit Rit 5 Rit 6 Rit 5 4 4 Rit 10 Rit 7 15 * 7 14
11   Martin Brundle 5 Rit 8 Rit Rit 9 Rit 10 5 Rit 6 Rit 10 Rit 11 4 8
12   Alan Jones Rit Rit Rit Rit 11 * 10 Rit Rit Rit 9 Rit 4 6 Rit Rit Rit 4
13   Johnny Dumfries 9 Rit Rit NQ Rit Rit 7 Rit 7 Rit 5 Rit Rit 9 Rit 6 3
14   Philippe Streiff 7 Rit Rit 11 12 11 9 Rit 6 Rit 8 Rit 9 Rit Rit 5 * 3
15   Patrick Tambay Rit 8 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 7 5 Rit NC Rit NC 2
16   Teo Fabi 10 5 Rit Rit 7 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 Rit 10 2
17   Riccardo Patrese Rit Rit 6 * Rit 8 Rit 6 7 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 13 * Rit 2
18   Christian Danner Rit Rit Rit NQ Rit Rit Rit 11 Rit Rit Rit 6 8 11 9 Rit 1
19   Philippe Alliot Rit 9 Rit Rit Rit 6 8 1
-   Thierry Boutsen Rit 7 7 8 Rit Rit Rit NC NC Rit Rit Rit 7 10 7 Rit 0
-   Derek Warwick Rit 10 9 8 7 Rit NP Rit Rit Rit Rit 0
-   Jonathan Palmer Rit Rit Rit 12 13 Rit 8 Rit 9 Rit 10 Rit Rit 12 10 * 9 0
-   Huub Rothengatter Rit NQ Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 8 Rit Rit Rit 0
-   Andrea De Cesaris Rit Rit Rit NQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 8 Rit 0
-   Elio De Angelis 8 Rit Rit Rit 0
-   Marc Surer Rit Rit 9 9 9 0
-   Piercarlo Ghinzani Rit Rit Rit NQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit 0
-   Allen Berg Rit Rit Rit 12 Rit Rit 13 16 NC 0
-   Alessandro Nannini Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit NC 14 Rit 0
-   Alex Caffi NC 0
-   Ivan Capelli Rit Rit 0
-   Eddie Cheever Rit 0
Pos. Pilota                                 Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

  • Solo i migliori undici risultati erano conteggiati come punti: tra parentesi i punti reali fatti segnare dai piloti.

Classifica costruttoriModifica

Posizione Costruttore Telaio Motore Pneumatici Punti Vittorie Podi Pole position
1   Williams - Honda FW11 Honda RA166E G 141 9 19 4
2   McLaren - TAG Porsche MP4/2C TAG Porsche TTE PO1 G 96 4 12 2
3   Lotus - Renault 98T Renault EF15B G 58 2 8 8
4   Ferrari F1/86 Ferrari 032 G 37 5
5   Ligier - Renault JS27 Renault EF4B
Renault EF15
P 29 2
6   Benetton - BMW B186 BMW M12/13 P 19 1 2 2
7   Tyrrell - Renault 014
015
Renault EF4B
Renault EF15
G 11
8   Lola Haas - Ford THL2 Ford Cosworth GBA G 6
9   Brabham - BMW BT54
BT55
BMW M12/13 P 2
10   Arrows - BMW A8
A9
BMW M12/13 G 1
11   Zakspeed 861 Zakspeed 1500/4 G
12   Osella - Alfa Romeo FA1/F
FA1/G
FA1/H
Alfa Romeo 890T P
13   Haas Lola - Hart THL1 Hart 415T G
14   AGS - Motori Moderni JH21C Motori Moderni Tipo 615-90 P
15   Minardi - Motori Moderni M185B
M186
Motori Moderni Tipo 615-90 P

NoteModifica

  1. ^ In sostituzione di Elio De Angelis, deceduto
  2. ^ Iscrittasi, partecipò ai test precampionato, ma non si presentò a nessuna gara
  3. ^ La scuderia non prese tuttavia parte ad alcun Gran Premio.
  4. ^ (EN) Grand Prix Results : Brazilian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  5. ^ (EN) Grand Prix Results : Spanish GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  6. ^ (EN) Grand Prix Results : San Marino GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  7. ^ (EN) Grand Prix Results : Monaco GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  8. ^ (EN) Grand Prix Results : Belgian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  9. ^ (EN) Grand Prix Results : Canadian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  10. ^ (EN) Grand Prix Results : United States GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  11. ^ (EN) Grand Prix Results : French GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  12. ^ (EN) Grand Prix Results : British GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  13. ^ (EN) Grand Prix Results : German GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  14. ^ (EN) Grand Prix Results : Hungarian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  15. ^ (EN) Grand Prix Results : Austrian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  16. ^ (EN) Grand Prix Results : Italian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  17. ^ (EN) Grand Prix Results : Portuguese GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  18. ^ (EN) Grand Prix Results : Mexican GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  19. ^ (EN) Grand Prix Results : Australian GP, 1986, su grandprix.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN157782449 · GND (DE2089765-0 · WorldCat Identities (EN157782449
  Portale Formula 1: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Formula 1