Diocesi di Sulmona-Valva

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Sulmona-Valva
Dioecesis Sulmonensis-Valvensis
Chiesa latina
Sulmona - Cattedrale di San Panfilo.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi dell'Aquila
Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Vescovo Michele Fusco
Vicario generale Maurizio Nannarone
Vescovi emeriti Giuseppe Di Falco
Sacerdoti 75 di cui 55 secolari e 20 regolari
1.125 battezzati per sacerdote
Religiosi 23 uomini, 87 donne
Diaconi 8 permanenti
Abitanti 86.400
Battezzati 84.380 (97,7% del totale)
Superficie 1.814 km² in Italia
Parrocchie 76 (5 vicariati)
Erezione V secolo (Sulmona)
V secolo (Valva)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale San Panfilo
Concattedrale San Pelino
Santi patroni Panfilo di Sulmona
Pelino di Brindisi
Indirizzo Viale Roosevelt 7, 67039 Sulmona (L'Aquila), Italia
Sito web www.diocesisulmona-valva.it
Dati dall'Annuario pontificio 2018 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Sulmona-Valva (in latino: Dioecesis Sulmonensis-Valvensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi dell'Aquila appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2017 contava 84.380 battezzati su 86.400 abitanti. È retta dal vescovo Michele Fusco.

Il monastero di Santa Chiara di Sulmona, sede del museo diocesano.

TerritorioModifica

Il territorio diocesano comprende 49 comuni abruzzesi:

Sede vescovile è la città di Sulmona, dove si trova la cattedrale di San Panfilo; a Corfinio si trova la concattedrale di San Pelino. Nel centro storico di Pescocostanzo sorge la basilica minore di Santa Maria del Colle.

Il territorio si estende su 1.814 km² ed è suddiviso in 76 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati: Sulmona, Introdacqua, Castel di Sangro, Corfinio e Popoli.

Santuari ed eremiModifica

Nel territorio diocesano sorgono diversi santuari ed eremi:[1]

Istituti religiosiModifica

Istituti religiosi maschili
Istituti religiosi femminili

StoriaModifica

Le città di Sulmona e Valva (l'antica Corfinium, capitale dei popoli italici durante la guerra sociale, oggi Corfinio) risultano essere sedi vescovili almeno a partire dalla fine del V secolo. La tradizione attribuisce la fondazione della diocesi di Valva a san Feliciano, martire a Foligno nel 249. Due vescovi distinti, Geronzio di Valva e Palladio di Sulmona, sono menzionati sul finire del V secolo, il primo documentato nell'epistolario di papa Gelasio I (492-496), il secondo noto per la sua partecipazione al concilio romano indetto da papa Simmaco nel 499.

Successivamente, per alcuni secoli, non si hanno più notizie di queste due diocesi, a causa delle devastazioni operate dalle invasioni prima dei Goti e poi dei Longobardi, che portò alla scomparsa di diverse sedi episcopali italiane. In questo contesto venne meno anche la diocesi di Ofena, il cui territorio più tardi si troverà inglobato in quello della diocesi di Valva.

A partire dal VII secolo le due diocesi si trovano unite, con un unico vescovo a reggere entrambe le sedi. Questa unione fu sancita ufficialmente da bolla di papa Leone IX al vescovo Domenico, che fu riconosciuto titolare sia della sede di San Pelino (Valva) che di quella di San Panfilo (Sulmona).[2] Con la stessa bolla il pontefice determinò i confini delle due diocesi, che d'ora in avanti dovevano avere un solo vescovo, eletto dai due capitoli.

Questa decisione tuttavia fu causa di una lunga diatriba fra i capitoli delle due cattedrali, che pretendevano ognuno di avere il diritto esclusivo di elezione del vescovo. Questo conflitto trovò il suo apice nel 1229, quando i sulmonesi attaccarono manu militari Corfinio distruggendo l'episcopio e il castello, sottraendo le reliquie di San Pelino e catturando il vescovo Nicola, trascinato con la forza a Sulmona. Un trattato di pace fu siglato nel 1238, con la stipulazione di un accordo fra i due capitoli.

Un altro casus belli coinvolse la diocesi di Valva e quella dell'Aquila, che pretendeva di avere giurisdizione su diversi castelli, che dipendevano dal punto di vista ecclesiastico dalla diocesi valvense, ma che dal punto di vista amministrativo civile dipendevano dalla città aquilana. La controversia, che ebbe anche momenti drammatici, fu vinta dalla diocesi aquilana, che nel 1426 annetté al proprio territorio diciotto centri, tra cui Collepietro, Bominaco, Navelli e Civitaretenga.

Nella prima metà del XVII secolo si riaccese l'antica disputa tra Valva e Sulmona; la causa fu portata a Roma prima davanti alla Congregazione del concilio e poi alla Sacra Rota che nel 1628 si decise a favore di Sulmona, istituendo la doppia denominazione di "diocesi di Valva e Sulmona".[3]

Le tensioni fra i due capitoli fu una delle cause per cui furono celebrati pochi sinodi per l'attuazione dei decreti riformatori del concilio di Trento; infatti la scelta di una sede per la celebrazione del sinodo portava inevitabilmente alla reazione dell'altra sede episcopale che era stata esclusa. Si conoscono solo sei sinodi diocesani celebrati nel 1572, 1590, 1603, 1620, 1629 e 1715 e per trovarne uno celebrato in epoca moderna bisogna arrivare al 1929, con il sinodo celebrato dal vescovo Nicola Jezzoni.

Agli inizi dell'Ottocento la diocesi visse un periodo assai lungo di sede vacante, dal 1799 al 1818, e la diocesi rischiò di venir soppressa. Svanita questa possibilità, la diocesi vide ampliato il proprio territorio con l'annessione nel 1818 di alcuni feudi che dipendevano dalla soppressa abbazia celestina di Santo Spirito al Morrone, tra cui Pratola e San Benedetto in Perillis.[4]

Nel 1824 fu aperto a Sulmona il seminario diocesano ad opera del vescovo Felice Tiberi, che andò a sostituire quello che era stato fondato a Pentima (oggi Corfinio) nel XVIII secolo ma che funzionò per pochi anni.

Dopo il concilio Vaticano II, con la bolla Cum cognitum del 15 agosto 1972, papa Paolo VI dispose che le diocesi di Valva e Sulmona, fino a quel momento immediatamente soggette alla Santa Sede, fossero suffraganee dell'arcidiocesi dell'Aquila, contestualmente elevata al rango di metropolia.[5]

Nel 1977 la diocesi di Sulmona ampliò il proprio territorio con l'annessione dei comuni di Pescocostanzo, Ateleta, Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, le cui parrocchie erano sotto la giurisdizione dell'abbazia territoriale di Montecassino;[6] e dei comuni di Alfedena e di Castel di Sangro dalla diocesi di Trivento.[7] Il territorio della diocesi di Valva rimase invece immutato e comprendeva i comuni nella parte settentrionale dell'odierna diocesi fino a Cocullo, Prezza e Pratola Peligna, che costituivano il limite meridionale della diocesi valvense.[8]

Con il decreto Instantibus votis del 30 settembre 1986 la Congregazione per i Vescovi stabilì la plena unione delle diocesi di Valva e Sulmona nella nuova circoscrizione ecclesiastica di Sulmona-Valva.

Il 4 luglio 2010 la diocesi ha ospitato papa Benedetto XVI, in visita pastorale a Sulmona.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2017 su una popolazione di 86.400 persone contava 84.380 battezzati, corrispondenti al 97,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 122.000 122.138 99,9 147 105 42 829 16 112 62
1969 116.000 116.250 99,8 121 78 43 958 48 177 57
1980 90.000 91.052 98,8 124 77 47 725 52 177 78
1990 84.300 84.800 99,4 104 63 41 810 47 133 76
1999 82.828 83.562 99,1 89 58 31 930 34 133 76
2000 81.076 82.834 97,9 92 62 30 881 1 31 116 76
2001 80.839 81.555 99,1 94 62 32 859 1 33 116 76
2002 80.129 81.126 98,8 92 59 33 870 1 35 112 76
2003 80.421 81.488 98,7 86 58 28 935 1 31 114 76
2004 79.508 80.716 98,5 103 60 43 771 1 44 101 76
2010 81.058 82.618 98,1 72 50 22 1.125 4 23 92 76
2014 82.998 85.000 97,6 83 63 20 999 4 21 94 76
2017 84.380 86.400 97,7 75 55 20 1.125 8 23 87 76

NoteModifica

  1. ^ Elenco dei santuari e degli eremi dal sito web della diocesi.
  2. ^ Kehr, Italia pontificia, IV, p. 253, nº 3.
  3. ^ Kehr, Italia pontificia, IV, p. 252.
  4. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  5. ^ AAS 64 (1972), pp. 665-666.
  6. ^ AAS 69 (1977), p. 218.
  7. ^ AAS 70 (1978), pp. 58-59.
  8. ^ La divisione del territorio fra le due diocesi è riportata dal D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie del Regno delle Due Sicilie, p. 744. Non essendo intervenute modifiche successive, la descrizione del territorio della diocesi di Valva fatta da D'Avino nel 1848 è da ritenersi valida fino alla piena unione con Sulmona del 1986.
  9. ^ Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, p. 929.
  10. ^ Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. II, pp. 1573-1574.
  11. ^ In base all'edizione critica degli atti dei concili simmachiani del 501 e del 502, dei tre vescovi di nome Fortunato presenti alle assisi sinodali nessuno era vescovo di Valva, ma di Foligno, Anagni e Sessa. Theodor Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino, 1894, pp. 393-455. Anche Lanzoni e Pietri. Altri concili attribuiti all'epoca di papa Simmaco (503 e 504) sono dei falsi.
  12. ^ Immediato successore di san Panfilo: «Di questo soggetto non se ne trova altra memoria se non il nome» (Di Pietro, Memorie storiche della città di Solmona, p. 76).
  13. ^ Arnolfus episcopus Valbensis prese parte ai concili romani di dicembre 853 e di novembre 861. Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 843-859, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1984, p. 336,14. Id., Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 860-874, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover, 1998, p. 64,10.22.
  14. ^ a b c d e f g Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen kaisern, pp. 295-297.
  15. ^ a b c I vescovi Teodolfo, Transarico e Suavillo sono riportati da Ughelli (Italia sacra, I, col. 1364), il quale riferisce di una pergamena conservata nella Biblioteca vaticana riportante una biografia di San Pelino, nei margini della quale si troverebbe un testo con alcune notizie sulla diocesi di Valva, in cui si fanno i nomi di questi vescovi, ignoti alle fonti storiche, assieme a quelli di Domenico e Trasmondo, documentati anche da altre fonti. Le note manoscritte non riportano, per questi vescovi, alcun riferimento cronologico; gli anni assegnati in questa cronotassi a Teodolfo, Transarico e Suavillo sono quelli riferiti da Gams (p. 928) e Di Pietro (pp. 108-115), che risultano essere tuttavia puramente ipotetici.
  16. ^ Dodone (chiamato Oddone da Ughelli) ricevette da papa Innocenzo II la conferma dei suoi possedimenti il 25 marzo 1138 (Kehr, Italia pontificia, IV, p. 255), probabile anno della sua elezione.
  17. ^ Giraldo è documentato come vescovo eletto in un diploma di aprile 1145; secondo Ughelli venne eletto vescovo dai capitoli congiunti di Valva e Sulmona nel 1140, per Di Pietro nel 1143; quest'ultimo autore riporta il testo di un'antica pergamena (p. 126) , secondo il quale Giraldo rimase "vescovo eletto" per tre anni e poi rinunciò alla sua carica.
  18. ^ a b c d e f g h i j k l m Kamp, Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, vol. I, pp. 60–74.
  19. ^ La sede era vacante il 18 luglio 1235; in questo giorno il papa ordinò ai due capitoli di procedere al più presto all'elezione del vescovo (Eubel, Hierarchia catholica, vol. I, p. 513, nota 3; vol. II, p. XXXXIII).
  20. ^ Secondo Eubel, Prospero de Rusticis è confermato il 25 ottobre 1499, mentre Giovanni Acuti è sconosciuto all'Eubel, ma è menzionato nella lista episcopale di Gams dal 1499.
  21. ^ Antonino Chiaverini, La diocesi di Valva e Sulmona, vol. VIII, Sulmona, Accademia Cateriniana di Cultura, 1980, p. 137.
  22. ^ Nominato arcivescovo titolare, titolo personale, di Teodosiopoli di Armenia.
  23. ^ Nominato vescovo titolare di Sebaste di Palestina.

BibliografiaModifica

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