Nazionale di calcio del Portogallo

squadra di calcio
Portogallo Portogallo
Campione d'Europa in carica Campione d'Europa in carica
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FPF
Federação Portuguesa de Futebol
Confederazione UEFA
Codice FIFA POR
Soprannome A Seleção das Quinas
Selezionatore Portogallo Fernando Santos
Record presenze Cristiano Ronaldo (145)
Capocannoniere Cristiano Ronaldo (78)
Ranking FIFA (14 settembre 2017)
Esordio internazionale
Spagna Spagna 3 - 1 Portogallo Portogallo
Madrid, Spagna; 18 novembre 1921
Migliore vittoria
Portogallo Portogallo 8 - 0 Liechtenstein Liechtenstein
Lisbona, Portogallo; 18 novembre 1994
Portogallo Portogallo 8 - 0 Liechtenstein Liechtenstein
Coimbra, Portogallo; 9 giugno 1999
Portogallo Portogallo 8 - 0 Kuwait Kuwait
Leiria, Portogallo; 19 novembre 2003
Peggiore sconfitta
Portogallo Portogallo 0 - 10 Inghilterra Inghilterra
Lisbona, Portogallo; 25 maggio 1947
Campionato del mondo
Partecipazioni 6 (esordio: 1966)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 1966
Campionato d'Europa
Partecipazioni 7 (esordio: 1984)
Miglior risultato Oro Campioni nel 2016
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 2017)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 2017
Torneo Olimpico
Partecipazioni 1 (esordio: 1928)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1928

La nazionale di calcio del Portogallo (in portoghese: Seleção Portuguesa de Futebol) è la rappresentativa calcistica del Portogallo ed è gestita dalla Federação Portuguesa de Futebol.

Nella sua bacheca figura un campionato europeo, vinto nel 2016 in Francia.

Esordì nella fase finale di un mondiale nell'edizione del 1966, conclusa al terzo posto, che è a tutt'oggi il miglior piazzamento della nazionale nella competizione; tornò in semifinale quarant'anni dopo, a Germania 2006, quando arrivò quarta, per un totale di due piazzamenti nelle prime quattro posizioni su sei partecipazioni complessive. Agli europei, su sette partecipazioni, è sempre arrivata almeno ai quarti di finale, e per cinque volte è arrivata nei primi quattro posti (nel 1984, 2000, 2004, 2012 e 2016). Conta inoltre una partecipazione alla Confederations Cup, a Russia 2017, torneo concluso al terzo posto.

Nella graduatoria FIFA, in vigore da agosto 1993, la migliore posizione che ha occupato è il 3º posto, per la prima volta a maggio del 2010, mentre il peggior posizionamento è il 43º posto raggiunto nell'agosto del 1998. Attualmente occupa il 3º posto della graduatoria.[1]

Indice

StoriaModifica

 
Un'immagine del primo derby iberico, disputato a Madrid il 18 novembre 1921.

Esordi (1921-1928)Modifica

Il primo avversario del Portogallo fu la Spagna, con cui nascerà una rivalità storica tanto da far definire tale incontro il "derby iberico"[2]. Un'altra sentita rivalità è con il Brasile[3][4].

Il Portogallo esordì il 18 novembre 1921 contro la Spagna, vittoriosa per 3-1. Ottenne la prima vittoria battendo l'Italia per 1-0 il 18 giugno 1925.

Delusioni mondiali ed europee (1928-1966)Modifica

Dopo alcuni anni in cui disputò solo partite amichevoli, fu invitato a partecipare alle Olimpiadi Amsterdam del 1928, a cui presero parte le migliori nazionali di calcio del mondo. Il torneo è considerato l'antesignano della prima edizione della coppa del mondo di calcio, la cui prima edizione si tenne due anni più tardi. Nel turno preliminare contro il Cile il Portogallo passò in svantaggio di due reti, ma vinse l'incontro con il punteggio di 4-2 e guadagnò l'accesso al primo turno, dove batté per 2-1 la Jugoslavia. Nei quarti di finale fu sconfitto dall'Egitto per 2-1 ed eliminato.

La squadra lusitana non fu invitata a partecipare al mondiale del 1930, per il quale non erano previsti turni di qualificazione. Fece il suo esordio nella rassegna mondiale nelle qualificazioni al mondiale del 1934, ma l'11 marzo 1934 perse contro la Spagna per 9-0 allo Stadio Chamartín di Madrid e una settimana dopo per 2-1 nel ritorno allo Stadio do Lumiar di Lisbona. Stessa sorte toccò ai portoghesi nelle qualificazioni al mondiale del 1938: il 1º maggio 1938 una sconfitta per 2-1 contro la Svizzera in campo neutro, a Milano, condannò i lusitani all'eliminazione.

Fino al mondiale del 1950 non si disputarono altre edizioni della coppa del mondo e anche la nazionale lusitana disputò poche partite nel decennio seguente. Due anni dopo la fine della seconda guerra mondiale il Portogallo patì una sconfitta per 10–0 in casa dell'Inghilterra.

Il Portogallo fallì la qualificazione al mondiale del 1950: messo ancora una volta di fronte alla Spagna, perse per 5-1 a Madrid e pareggiò per 2-2 a Lisbona nella partita di ritorno. Mancò anche l'accesso al mondiale del 1954: contro l'Austria perse per 9-1 in trasferta e pareggiò a reti bianche a Lisbona. Non si qualificò neanche per il mondiale del 1958: inserita in un girone con Irlanda del Nord e Italia, pareggiò per 1-1 a Lisbona contro i nordirlandesi, perse a Belfast per 3-0, vinse per 3-0 in casa contro l'Italia e perse, ancora contro l'Italia, a Milano per 3-0; con tre punti in classifica, si piazzò terza, a due punti di distanza dall'Irlanda del Nord.

Anni sessantaModifica

 
Eusébio indossa la fascia di capitano del Portogallo contro l'Argentina nel 1972

Nel campionato europeo del 1960, la prima edizione dell'europeo, il Portogallo fu eliminato prima della fase finale. Dopo aver eliminato la Germania Est (battuta per 2-0 in trasferta e per 3-2 a Oporto), ebbe la peggio nei quarti di finale contro la Jugoslavia, battuta per 2-1 in Portogallo ma vittoriosa per 5-1 a Belgrado.

Nei primi anni '60 il calcio portoghese era in forte crescita. L'ossatura della nazionale lusitana era formata da Mário Coluna, dal fuoriclasse di origine mozambicana Eusébio, da José Augusto e da António Simões, che rappresentavano i quattro quinti dell'attacco del Benfica campione d'Europa nel 1962.

Il secondo posto nel girone di qualificazione al mondiale del 1962 con Inghilterra e Lussemburgo condannò i lusitani all'eliminazione: vinta la prima partita contro il Lussemburgo (6-0), il Portogallo pareggiò per 1-1 contro gli inglesi, perse poi per 4-2 contro il Lussemburgo e per 2-0 contro gli inglesi.

Il campionato europeo del 1964 aveva la medesima formula dell'edizione precedente. Nel turno preliminare il Portogallo se la vide con la Bulgaria: persa per 3-1 la partita di andata a Sofia, i lusitani vinsero per 3-1 a Lisbona. Nella "bella", giocata in campo neutro a Roma, il Portogallo fu sconfitto per 1-0 a causa di un gol subito nei minuti finali.

Nel 1964 il Portogallo fu invitato a partecipare alla Taça das Nações, competizione organizzata dalla Confederação Brasileira de Desportos per celebrare il cinquantennio della sua fondazione. Al torneo presero parte le quattro nazionali che avevano le migliori probabilità di vincere l'imminente mondiale del 1966: Brasile, Argentina, Inghilterra e Portogallo. Il torneo, strutturato secondo un girone all'italiana, si svolse a Rio de Janeiro e San Paolo tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Il 31 maggio il Portogallo perse per 2-0 contro l'Argentina al Maracanã di Rio de Janeiro, il 4 giugno pareggiò per 1-1 contro l'Inghilterra al Pacaembu di San Paolo e il 7 giugno fu travolto per 4-1 dal Brasile al Maracanã. Concluse il torneo al terzo posto, a pari punti con gli inglesi e con la stessa differenza reti.

Il Portogallo vinse il girone di qualificazione al mondiale del 1966 con quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta, precedendo in classifica Cecoslovacchia, Romania e Turchia e qualificandosi per la prima volta nella sua storia per la fase finale di un mondiale: i lusitani ottennero risultati di rilievo, tra cui le vittorie per 1-0 in Cecoslovacchia e in Turchia e una vittoria per 5-1 in casa contro i turchi.

L'avvio del mondiale in Inghilterra fu convincente. Con tre vittorie nella fase a gironi, contro Ungheria (3-1), Bulgaria (3-0) e Brasile (3-1) la squadra guidata dalla stella Eusébio vinse il proprio raggruppamento e si qualificò per i quarti di finale, dove vinse contro la Corea del Nord per 5-3, con quaterna di Eusébio, dopo essersi trovata in svantaggio per 3-0. In semifinale il Portogallo capitolò contro l'Inghilterra padrona di casa e poi campione, che si impose per 2-1 a Wembley, dove la partita fu spostata inaspettatamente (era inizialmente prevista a Liverpool). Nella finale per il terzo posto i lusitani sconfissero l'URSS per 2-1, guadagnando la medaglia di bronzo. Eusébio, con 9 centri in 6 partite, fu il miglior marcatore del torneo[5][6].

Inserita in un girone di qualificazione al campionato europeo del 1968 comprendente anche Bulgaria, Norvegia e Svezia, il Portogallo non riuscì a qualificarsi, piazzandosi secondo con sei punti, quattro in meno della Bulgaria, con un bilancio di 2 vittorie (entrambe per 2-1 contro la Norvegia), 2 pareggi e 2 sconfitte.

Anni settantaModifica

Il Portogallo non si risollevò neanche nelle qualificazioni al mondiale del 1970. Grecia, Romania e Svizzera precedettero nel girone i lusitani, capaci di conquistare quattro punti (1 vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte), quattro in meno della Romania capolista.

Nel girone di qualificazione all'europeo del 1972 la squadra portoghese si piazzò seconda alle spalle del Belgio e davanti a Danimarca e Scozia, con 7 punti (due in meno dei belgi) e 3 vittorie ottenute contro Danimarca (1-0 in trasferta e 5-0 in casa) e Scozia (2-0 in casa). Non si qualificò per la fase finale della competizione.

Nel 1972 il Portogallo prese parte alla Coppa d'Indipendenza Brasiliana, organizzata in occasione del 150º anniversario dell'indipendenza del Brasile dal Portogallo. Con quattro vittorie i lusitani vinsero uno dei tre gironi di prima fase precedendo Cile (battuto per 4-1), Irlanda (2-1), Ecuador (3-0) e Iran (3-0). Vinsero anche uno dei due gironi di seconda fase precedendo Argentina (battuta per 3-1), Unione Sovietica (2-1) e Uruguay (1-1), con due vittorie e un pareggio. Nella finale contro il Brasile, disputata al Maracanã di Rio de Janeiro, il Portogallo perse per 1-0, con un gol subito a un minuto dalla fine della partita.

In vista del mondiale del 1974 il Portogallo fu sorteggiato in un girone non complicato, ma non riuscì a sconfiggere la Bulgaria (2-2) nella partita decisiva e fallì dunque la qualificazione. In sei partite ottenne sette punti, frutto di 2 vittorie, entrambe contro Cipro (4-0 in casa e 1-0 a Nicosia), 3 pareggi e una sconfitta. Si piazzò secondo, dietro la Bulgaria e davanti a Irlanda del Nord e Cipro.

Il Portogallo fu assente anche alla fase finale del mondiale del 1978. La squadra si classificò seconda a due punti da una forte Polonia, precedendo Danimarca e Cipro nel girone di qualificazione.

Anni ottantaModifica

Inserito nel girone con Austria, Belgio, Norvegia e Scozia nelle qualificazioni a Euro 1980, il Portogallo si piazzò terzo con 9 punti, tre in meno rispetto al Belgio capolista. Le quattro vittorie ottenute, tra cui il 2-1 in terra austriaca e l'1-0 in casa contro la Scozia, non furono sufficienti a qualificarsi per la fase finale dell'europeo, in programma in Italia.

Messo di fronte a Israele, Irlanda del Nord, Scozia e Svezia nel girone di qualificazione al mondiale del 1982, il Portogallo concluse quarto con sette punti, quattro in meno della capolista. Le vittorie contro Scozia (2-1), Irlanda del Nord (1-0) e Israele (3-0), tutte ottenute in casa, non bastarono per qualificarsi al mondiale.

Dopo un lungo periodo senza gloria, il Portogallo si ripresentò alla fase finale dell'europeo del 1984 dopo aver vinto il girone di qualificazione con Finlandia, Polonia e la favorita Unione Sovietica. Nella decisiva gara disputata in casa all'ultima giornata i lusitani prevalsero per 1-0 con un gol realizzato nei minuti finali. Con 10 punti e 5 vittorie si qualificarono per la fase finale a spese dei sovietici, sopravanzandoli di un punto in classifica. Il Portogallo finì poi nel gruppo B con Spagna, Germania Ovest e Romania. Dopo il pareggio a reti bianche contro i tedeschi occidentali e l'1-1 contro la Spagna, si assicurò il passaggio alla fase a eliminazione diretta battendo per 1-0 i rumeni con un gol di Tamagnini Nené. Nella semifinale contro la Francia (nazione ospitante) i portoghesi andarono in svantaggio, ma riequilibrarono l'incontro dopo un'ora di gioco. Ai supplementari il Portogallo si portò in vantaggio, ma la Francia lo raggiunse al 114º minuto e segnò il gol della vittoria al 119º minuto[7].

Nelle qualificazioni al campionato mondiale del 1986 il Portogallo se la vide con Cecoslovacchia, Malta, Svezia e Germania Ovest. Nell'ultima partita, contro la Germania Ovest a Stoccarda, aveva bisogno di una vittoria e la conseguì, diventando la prima nazionale capace di battere i tedeschi occidentali in casa loro in un match ufficiale. La compagine lusitana non superò, però, il primo turno del mondiale messicano poiché quarta e ultima classificata nel girone. Vinta la prima partita contro l'Inghilterra (1-0), fu poi sconfitta da Polonia (1-0) e Marocco (3-1). Ad essere ripescata fu la Polonia (giunta terza). La partecipazione della nazionale al torneo fu segnata dal cosiddetto "caso Saltillo", dal nome della città messicana dove la nazionale lusitana alloggiava. Alcuni calciatori si rifiutarono di allenarsi tra la prima e la seconda partita in polemica con la federcalcio portoghese, a cui avevano chiesto premi di maggiore entità in caso di vittoria.

Il Portogallo mancò poi la qualificazione al campionato d'Europa 1988, piazzandosi terzo in un girone di qualificazione comprendente anche Italia, Malta, Svezia e Svizzera.

Anni novantaModifica

 
Luís Figo, qui con la fascia di capitano del Portogallo in una partita del campionato del mondo 2006, è secondo nella classifica di presenze con la maglia della nazionale portoghese

A gettare le basi per il rilancio furono le affermazioni delle squadre giovanili negli anni novanta. Nel 1989 la panchina della nazionale maggiore fu affidata a Carlos Queiroz, reduce dagli importanti successi ottenuti con l'Under-21, un'edizione del mondiale Under-20 e tre europei Under-17. I protagonisti dei successi giunsero alla ribalta anche con la nazionale maggiore. I principali nomi erano quelli di Rui Costa, Fernando Couto, João Pinto e Luís Figo[8].

Le qualificazioni al campionato del mondo 1990 misero il Portogallo di fronte a Belgio, Cecoslovacchia, Lussemburgo e Svizzera. I portoghesi cercarono di conquistare il primo o il secondo posto, validi per l'accesso alla fase finale del torneo, in programma in Italia, ma nell'ultima partita non andarono oltre lo 0-0 in casa contro la Cecoslovacchia, che così si qualificò come seconda classificata a spese dei lusitani.

Olanda, Grecia, Finlandia e Malta furono le avversarie del Portogallo sul cammino verso il campionato d'Europa 1992 in programma in Svezia. I portoghesi, che pure riuscirono a battere per 1-0 i forti olandesi allo Estádio das Antas di Oporto nella seconda partita del girone, nell'ottobre del 1990, alla fine si classificarono secondi proprio dietro l'Olanda, che nell'ottobre del 1991 aveva vendicato la sconfitta dell'andata prevalendo per 1-0 al De Kuip di Rotterdam. Per i portoghesi fatale si rivelò, a conti fatti, la sconfitta patita in Grecia (3-2) nel gennaio 1991. Il Portogallo concluse il girone con undici punti, due in meno della capolista, con un bilancio di 5 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte.

Nonostante i successi conseguiti con le giovanili, Queiroz non riuscì a traghettare la nazionale maggiore verso la fase finale del campionato del mondo 1994. Sorteggiato in un gruppo con Estonia, Italia, Malta, Scozia e Svizzera, il Portogallo si piazzò terzo dietro italiani e svizzeri. Al termine della fallimentare campagna di qualificazione a USA '94, conclusa il 17 novembre 1993 con una sconfitta per 1-0 a San Siro contro l'Italia, Queiroz si dimise in polemica con la federazione, invitata a "fare pulizia del casino che ha al suo interno".

La nazionale fu temporaneamente affidata a Nelo Vingada, che rimase in carica dal 14 dicembre 1993 al 30 giugno 1994. Con lui in panchina la squadra giocò in trasferta due amichevoli contro Spagna (2-2, 19 gennaio 1994) e Norvegia (0-0, 20 aprile 1994).

Nel settembre 1994 fece il suo esordio sulla panchina lusitana António Oliveira.

Nel gennaio 1995 il Portogallo fu invitato a partecipare alla SkyDome Cup con i padroni di casa del Canada e i campioni d'Europa in carica della Danimarca. La competizione amichevole, che prevedeva un girone all'italiana, si disputò al Rogers Centre di Toronto, noto come SkyDome. Nella prima partita i portoghesi pareggiarono per 1-1 contro i canadesi, poi vinsero per 1-0 contro i danesi, che in quel torneo presentavano un undici composto esclusivamente da calciatori militanti nella massima divisione danese. Si aggiudicarono così il torneo.

Al campionato d'Europa 1996 il Portogallo arrivò in modo autorevole, vincendo il girone di qualificazione comprendente anche Austria, Lettonia, Liechtenstein, Irlanda del Nord e Irlanda. In Inghilterra, dopo il pareggio per 1-1 contro la Danimarca, vinse per 1-0 contro la Turchia e batté per 3-0 contro la Croazia, guadagnando l'accesso ai quarti di finale da prima classificata. Nei quarti di finale il Portogallo fu sconfitto (1-0) ed eliminato dalla Rep. Ceca.

Il CT Oliveira lasciò il posto al rientrante Artur Jorge.

Con 5 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta il Portogallo si piazzò terzo nel suo girone e fallì la qualificazione al campionato del mondo 1998. I lusitani si classificarono dietro Germania (distante tre punti) e Ucraina (distante un solo punto) e davanti ad Armenia, Irlanda del Nord e Albania. Il secondo posto avrebbe portato la squadra ai play-off di qualificazione.

Nel dicembre 1997 il ruolo di CT fu assunto da Humberto Coelho.

Anni duemilaModifica

 
Angelos Charisteas mette a segno il gol che decide in favore della Grecia la finale del campionato d'Europa 2004 contro il Portogallo padrone di casa

La partecipazione all'europeo del 2000 vide un altro raggiungimento delle semifinali, con una nuova eliminazione ad opera dei francesi[9]. La selezione iberica si era qualificata per la fase finale classificandosi seconda, ad un solo punto dalla Romania, nel suo girone di qualificazione. Ebbe accesso diretto in Belgio e Paesi Bassi come migliore delle seconde. Nella fase finale vinse il girone sconfiggendo l'Inghilterra (3-2), la Romania (1-0) e la Germania (3-0), chiudendo così il proprio girone a punteggio pieno. Nei quarti di finale ebbe la meglio sulla Turchia, battuta per 2-0. In semifinale il Portogallo passò in vantaggio, ma fu raggiunto e cedette alla Francia, che lo eliminò dopo tempi supplementari grazie ad un golden goal su calcio di rigore di Zinedine Zidane (2-1), a tre minuti dai tiri di rigore. Il fallo di mano di Abel Xavier sanzionato dall'arbitro suscitò le vibranti proteste dello stesso Xavier, di Nuno Gomes, autore del gol del momentaneo vantaggio, e di Paulo Bento. I tre furono squalificati rispettivamente per nove, otto e sei mesi dalla UEFA per aver spintonato l'arbitro austriaco Gunter Benko e alla federcalcio portoghese fu irrogata una multa di 70.000 sterline[10].

Al termine dell'europeo il CT Humberto Coelho lasciò il posto al rientrante António Oliveira.

Il Portogallo vinse il girone di qualificazione al campionato del mondo 2002 con Irlanda, Olanda, Estonia, Cipro e Andorra. Chiuse a 24 punti (7 vittorie, 3 pareggi e nessuna sconfitta), come gli irlandesi, ma con una migliore differenza reti. In Giappone e Corea del Sud la squadra allenata da António Oliveira fu eliminata al primo turno, classificandosi terza nel gruppo con Corea del Sud, Stati Uniti e Polonia. Persa la prima partita contro gli Stati Uniti (3-2), i portoghesi vinsero contro la Polonia (4-0) e persero contro la Corea del Sud (1-0) quando sarebbe bastato un pareggio per qualificarsi.

Due anni più tardi il Portogallo ospitò il campionato europeo e fu quindi automaticamente ammesso alla fase finale. La federazione aveva affidato la panchina al brasiliano Luiz Felipe Scolari, laureatosi campione del mondo con il Brasile nel 2002. L'esordio nel torneo fu per i padroni di casa uno shock: arrivò un'inopinata sconfitta contro la Grecia (2-1), che fino ai minuti di recupero era in vantaggio di due gol. La marcatura portoghese fu la prima in nazionale della 19enne stella Cristiano Ronaldo, che aveva esordito in nazionale nel 2003. I lusitani si ripresero battendo la Russia (2-0) e la Spagna (1-0) e qualificandosi per i quarti di finale come primi nel girone. Nei quarti di finale il Portogallo superò l'Inghilterra dopo i calci di rigore (2-2 al termine dei tempi supplementari) e in semifinale sconfisse l'Olanda per 2-1, presentandosi così alla finale del da Luz di Lisbona come grande favorita. Ciononostante il trofeo fu vinto dalla sorprendente Grecia[11], che sovvertì qualunque pronostico prevalendo per 1-0. A confermare il positivo stato di forma del calcio portoghese vi fu l'esplosione di vari talenti, come il già citato Ronaldo e Deco, Ricardo Carvalho, Paulo Ferreira e Simão[12].

Alla fine del torneo molti dei giocatori della generazione d'oro portoghese si ritirarono, compreso Luís Figo, che poco dopo tornò, però, sui propri passi. Il contratto di Scolari fu prolungato per altri due anni e la squadra fu affidata al talento di Cristiano Ronaldo, destinato a diventare uno dei migliori calciatori del mondo.

Qualificatosi al mondiale 2006 come primo classificato nel proprio girone di qualificazione, il Portogallo fu inserito in un raggruppamento con Angola, Iran e Messico. Batté angolani (1-0), iraniani (2-0) e messicani (2-1) e negli ottavi di finale, a Norimberga, anche gli olandesi (1-0). Nei quarti di finale ebbe la meglio sull'Inghilterra vincendo per 3-1 ai tiri di rigore (0-0 dopo i tempi supplementari), come avvenuto due anni prima all'europeo. Per i portoghesi si aprirono le porte della prima semifinale mondiale dopo quarant'anni. Ancora una volta a spegnere i sogni di gloria dei lusitani fu la Francia di Zidane, che vinse per 1-0. Nella finale per il terzo posto il Portogallo fu sconfitto per 3-1 dalla Germania padrone di casa. Malgrado la delusione, il torneo del Portogallo fu positivo. La squadra di Scolari propose un calcio divertente e dinamico e il contratto del CT brasiliano fu ancora una volta prolungato per altri due anni.

Il secondo posto nel girone di qualificazione dietro la Polonia (con 7 vittorie, 6 pareggi e una sconfitta e un punto in meno dei polacchi) valse ai portoghesi la qualificazione al campionato d'Europa 2008 in Austria e Svizzera. Battute Turchia (2-0) e Repubblica Ceca (3-1), la squadra di Scolari perse poi contro la Svizzera per 2–0 e nei quarti di finale fu costretta a vedersela con la Germania. Vinsero i tedeschi per 3-2, lasciando ancora una volta ai portoghesi l'amaro in bocca. Scolari annunciò le proprie dimissioni dopo cinque anni alla guida della nazionale. Al suo posto fu chiamato nuovamente Carlos Queiroz.

Anni duemiladieciModifica

Concluso il girone di qualificazione al campionato del mondo 2010 dietro la Danimarca e davanti a Svezia, Ungheria, Albania e Malta con un bilancio di 5 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta, il Portogallo affrontò la Bosnia ed Erzegovina nei play-off. Vinse con lo stesso punteggio (1-0) sia in casa sia in trasferta e staccò il biglietto per il Sudafrica, coronando un decennio di qualificazioni consecutive ai maggiori tornei internazionali.

Sorteggiato nel girone con Brasile, Costa d'Avorio e Corea del Nord, il Portogallo pareggiò a reti bianche contro gli ivoriani, sconfisse per 7-0 i nordcoreani e pareggiò a reti bianche contro il Brasile in un match che qualificò ambedue le squadre alla fase successiva. Negli ottavi di finale il Portogallo, reduce da 19 partite consecutive senza sconfitte, con solo tre gol concessi, perse contro la Spagna per 1-0 e fu eliminato. Queiroz fu criticato per l'atteggiamento tattico, giudicato dalla stampa portoghese troppo cauto.

 
La Nazionale portoghese a UEFA Euro 2012

Alla fine del mondiale si ritirarono dalla nazionale Simão, Paulo Ferreira, Miguel e Tiago. A Queiroz fu comminata una squalifica di sei mesi[13], poi annullata dal TAS di Losanna[14], per aver ostacolato un controllo anti-doping a sorpresa di alcuni addetti UEFA, insultati dal tecnico il 16 maggio 2010 quando si erano presentati a sorpresa nel ritiro della nazionale lusitana prima dei Mondiali in Sudafrica. Il coinvolgimento nella vicenda e l'avvio difficile nelle prime due partite di qualificazione al campionato d'Europa 2012 furono tra i motivi che, il 9 settembre 2010, indussero la federazione a sollevare Queiroz dall'incarico. Al suo posto fu chiamato Paulo Bento.

Bento condusse la nazionale iberica alla qualificazione all'europeo 2012 tramite i play-off. Giunto secondo dietro la Danimarca e davanti a Norvegia (a pari punti e risultati negli scontri diretti con i portoghesi, ma con una peggiore differenza reti), Islanda e Cipro con 5 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte in otto partite, il Portogallo affrontò nella fase finale in programma in Polonia e Ucraina la Germania (vittoriosa per 1-0), la Danimarca (sconfitta in rimonta per 3-2) e l'Olanda (sconfitta in rimonta per 2-1) e si qualificò per i quarti di finale come seconda nel girone. Sconfisse quindi la Repubblica Ceca (1-0) e in semifinale si trovò nuovamente di fronte alla Spagna, che ancora una volta sconfisse i portoghesi, stavolta dopo i tiri di rigore (0-0 dopo i tempi supplementari), e li eliminò dal torneo.

Giunto secondo ad un punto dalla Russia nel girone con Israele, Azerbaigian, Irlanda del Nord e Lussemburgo (6 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta), il Portogallo si qualificò per il campionato del mondo 2014 battendo la Svezia ai play-off (1-0 in casa e 3-2 in trasferta). In Brasile rimediò una cocente eliminazione al primo turno. All'esordio contro i tedeschi la compagine lusitana fece registrare la sua peggiore sconfitta nella storia della fase finale dei mondiali (4-0), poi pareggiò contro gli Stati Uniti (2–2) e nell'ultima partita, con le speranze di superamento del turno ridotte ormai al lumicino, sconfisse inutilmente il Ghana per 2-1. I portoghesi speravano che l'altra partita del girone non finisse in parità. Malgrado la sconfitta contro la Germania per 1-0, furono gli Stati Uniti a superare il turno a scapito dei portoghesi, a pari punti ma con una peggiore differenza reti rispetto alla nazionale a stelle e strisce. Nonostante il fallimento, il CT Paulo Bento fu riconfermato.

Inserito in un girone di qualificazione al campionato d'Europa 2016 con Danimarca, Serbia, Albania e Armenia, il Portogallo debuttò con una clamorosa sconfitta in casa contro gli albanesi (1-0) il 7 settembre 2014. Paulo Bento si dimise quattro giorni dopo. Il 23 settembre 2014 fu ingaggiato al suo posto Fernando Santos, che con sette vittorie consecutive condusse la squadra alla qualificazione a Francia 2016 come prima classificata nel girone. Malgrado le grandi attese, nella fase a gironi dell'europeo francese il Portogallo ottiene solo tre pareggi contro Islanda (1-1), Austria (0-0) e Ungheria (3-3), sufficienti comunque a centrare la qualificazione agli ottavi di finale come una delle quattro migliori terze classificate. Negli ottavi di finale ha ragione della Croazia, battendola per 1-0 dopo i tempi supplementari, e nei quarti della Polonia, sconfitta dopo i tiri di rigore (1-1 dopo 120 minuti di gioco). Dal campionato d'Europa 1996, prima edizione con fase finale a 16 squadre, nessuna nazionale era arrivata in semifinale senza aver battuto almeno un'avversaria in novanta minuti[15]. In semifinale batte per 2-0 il Galles e raggiunge per la seconda volta nella sua storia la finale dell'europeo. In finale allo Stade de France di Parigi il Portogallo, pur privo della sua stella Ronaldo, uscito dopo 25 minuti di gioco per infortunio, batte i padroni di casa della Francia per 1-0 dopo i tempi supplementari con un gol di Éder realizzato al 109º minuto di gioco.[16] Per i lusitani è il primo trofeo internazionale.

Il Portogallo, in qualità di nazionale campione d'Europa, disputa la Confederations Cup 2017 giocata in Russia, esordendo così nella competizione. Vince il girone di prima fase grazie ad un pareggio (2-2 al debutto contro il Messico) e due vittorie (1-0 contro la Russia e 4-0 contro la Nuova Zelanda), ma perde la semifinale contro il Cile (0-0 dopo i tempi supplementari, 3-0 dopo i tiri di rigore, con i portoghesi che falliscono tutti e tre i tiri). Nella "finalina" la nazionale portoghese vince per 2-1 dopo i tempi supplementari contro il Messico, concludendo così il torneo al terzo posto.

Colori e simboliModifica

La divisa di gioco riprende i colori della bandiera nazionale: il rosso e il verde, cui viene aggiunto il giallo. Dal 1997 lo sponsor della Nazionale è la Nike, succeduta all'Olympic, azienda belga che a sua volta sostituì l'Adidas nel 1994.

Nei primi anni duemila, la maglia era di color vino anziché rosso: fu usata per l'Europeo 2000 e per i Mondiali 2002 e 2006. La maglia da trasferta era invece bianca, con due tipi di dettagli: blu scuro e gialli oppure verdi e rossi.

Divise storicheModifica

Mondiali 1966
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Europei 1984
Casa Trasferta
adidas
Mondiali 1986
Casa Trasferta
adidas
Europei 1996
Casa Trasferta
Olympic


1998
Casa Trasferta
Nike
Europei 2000
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2002
Casa Trasferta
Nike
Europei 2004
Casa Trasferta
Nike


Mondiali 2006
Casa Trasferta
Nike
Europei 2008
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2010
Casa Trasferta
Nike
Europei 2012
Casa Trasferta
Nike


2013
Casa Trasferta
Nike
Mondiali 2014
Casa Trasferta
Nike
2015
Casa Trasferta
Nike
Europei 2016
Casa Trasferta
Nike

Record individualiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale portoghese.
 
Cristiano Ronaldo detiene i primati di presenze e di reti con la nazionale portoghese

Dati aggiornati al 3 settembre 2017.

Il grassetto indica giocatori ancora in attività in nazionale.

Record presenze
# Giocatore Periodo Pres. Reti
1 Cristiano Ronaldo 2003-oggi 145 78
2 Luís Figo 1991-2006 127 32
3 Nani 2006-oggi 112 24
4 Fernando Couto 1990-2004 110 8
5 João Moutinho 2005-oggi 104 7
6 Rui Costa 1993-2004 94 26
6 Bruno Alves 2007-oggi 94 11
8 Ricardo Carvalho 2003-2016 89 5
9 Pauleta 1997-2006 88 47
9 Pepe 2007-oggi 88 5
Record reti
# Giocatore Periodo Reti Pres. Reti/pr.
1 Cristiano Ronaldo 2003-oggi 78 145 0,54
2 Pauleta 1997-2006 47 88 0,53
3 Eusébio 1961-1973 41 64 0,64
4 Luís Figo 1991-2006 32 127 0,25
5 Nuno Gomes 1996-2011 29 79 0,37
6 Hélder Postiga 2003-2014 27 71 0,38
7 Rui Costa 1993-2004 26 94 0,28
8 Nani 2006-oggi 24 112 0,21
9 João Vieira Pinto 1991-2002 23 81 0,28
10 Nené 1971-1984 22 66 0,33

AllenatoriModifica

 
Fernando Santos, primo allenatore a vincere un trofeo internazionale con la nazionale portoghese.

Confronti con altre NazionaliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della Nazionale di calcio del Portogallo.

Questi sono i saldi del Portogallo nei confronti delle Nazionali con cui sono stati disputati almeno 10 incontri.

  • Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari sono considerate pareggi.

Saldo positivoModifica

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
  Belgio 17 6 6 5 21 22 –1 29 marzo 2016 23 febbraio 2000 6 settembre 1989
  Danimarca 16 11 2 3 32 18 +14 8 ottobre 2015 5 settembre 2009 11 ottobre 2011
  Lussemburgo 15 13 1 1 46 7 +39 17 novembre 2015 12 ottobre 1991 8 ottobre 1961
  Scozia 14 7 3 4 18 13 +5 20 novembre 2002 14 ottobre 1992 26 marzo 1980
  Irlanda 13 7 2 4 20 10 +10 10 giugno 2014 2 giugno 2001 9 febbraio 2005
  Irlanda del Nord 13 4 7 2 14 13 +1 6 settembre 2013 16 ottobre 2012 29 aprile 1981
  Paesi Bassi 12 7 4 1 15 7 +8 17 giugno 2012 14 agosto 2013 16 ottobre 1991
  Norvegia 11 8 2 1 18 5 +13 29 maggio 2016 20 aprile 1994 7 settembre 2010
  Ungheria 12 8 4 0 27 10 +17 3 settembre 2017 22 giugno 2016
  Polonia 11 4 4 3 14 10 +4 10 giugno 2002 30 giugno 2016 11 ottobre 2006
  Romania 11 5 2 4 11 9 +2 17 giugno 2000 8 settembre 1999 10 ottobre 1991
  Finlandia 10 5 4 1 14 6 +8 29 marzo 2011 21 novembre 2007 27 marzo 2002
  Cipro 10 9 1 0 31 6 +25 2 settembre 2011 3 settembre 2010
  Malta 10 9 1 0 28 5 +23 14 ottobre 2009 29 marzo 1987

Saldo negativoModifica

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
  Spagna 38 8 13 17 44 75 –31 17 novembre 2010 27 giugno 2012 29 giugno 2010
  Francia 25 6 1 18 29 49 –20 10 luglio 2016 29 aprile 1928 4 settembre 2015
  Italia 25 5 2 18 22 51 –29 16 giugno 2015 31 maggio 1992 6 febbraio 2008
  Inghilterra 23 3 10 10 25 46 –21 12 giugno 2000 1º luglio 2006 2 giugno 2016
  Svizzera 21 6 5 10 25 32 –7 13 ottobre 1993 31 marzo 1993 6 settembre 2016
  Brasile 20 4 3 13 16 39 –23 6 febbraio 2007 25 giugno 2010 19 novembre 2008
  Germania 18 3 5 10 16 29 –13 20 giugno 2000 6 settembre 1997 16 giugno 2014
  Svezia 17 5 6 6 18 26 –8 19 novembre 2013 28 marzo 2009 14 novembre 1984
  Grecia 14 4 5 5 16 18 –2 27 marzo 1996 31 maggio 2014 26 marzo 2008
  Bulgaria 13 4 3 6 16 18 –2 11 novembre 1992 15 aprile 1981 25 marzo 2016
  Austria 11 2 6 3 11 19 –8 13 novembre 1994 18 giugno 2016 21 novembre 1979

PalmarèsModifica

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non qualificata
1938 Non qualificata
1950 Non qualificata
1954 Non qualificata
1958 Non qualificata
1962 Non qualificata
1966 Terzo posto  
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Primo turno
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Non qualificata
2002 Primo turno
2006 Quarto posto
2010 Ottavi di finale
2014 Primo turno
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Non qualificata
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Semifinali
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Quarti di finale
2000 Semifinali
2004 Secondo posto  
2008 Quarti di finale
2012 Semifinali  [17]
2016 Campione  
Giochi olimpici[18]
Edizione Risultato
1924 Non partecipante
1928 Quarti di finale
1936 Non partecipante
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Terzo posto  


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

Campionato del mondoModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930   Uruguay Non partecipante - - - -
1934   Italia Non qualificata - - - -
1938   Francia Non qualificata - - - -
1950   Brasile Non qualificata - - - -
1954   Svizzera Non qualificata - - - -
1958   Svezia Non qualificata - - - -
1962   Cile Non qualificata - - - -
1966   Inghilterra Terzo posto   5 0 1 17:8
1970   Messico Non qualificata - - - -
1974   Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978   Argentina Non qualificata - - - -
1982   Spagna Non qualificata - - - -
1986   Messico Primo turno 1 0 2 2:4
1990   Italia Non qualificata - - - -
1994   Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998   Francia Non qualificata - - - -
2002   Corea del Sud /   Giappone Primo turno 1 0 2 6:4
2006   Germania Quarto posto 4 1 2 7:5
2010   Sudafrica Ottavi di finale 1 2 1 7:1
2014   Brasile Primo turno 1 1 1 4:7
2018   Russia - - - -

Campionato europeoModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960   Francia Non qualificata - - - -
1964   Spagna Non qualificata - - - -
1968   Italia Non qualificata - - - -
1972   Belgio Non qualificata - - - -
1976   Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980   Italia Non qualificata - - - -
1984   Francia Semifinali 1 2 1 4:4
1988   Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992   Svezia Non qualificata - - - -
1996   Inghilterra Quarti di finale 2 1 1 5:2
2000   Belgio /   Paesi Bassi Semifinali 4 0 1 10:3
2004   Portogallo Secondo posto   3 1 2 8:6
2008   Austria /   Svizzera Quarti di finale 2 0 2 7:6
2012   Polonia /   Ucraina Semifinali  [17] 3 1 1 6:4
2016   Francia Campione   3 4 0 9:5
2020   Europa - - - -

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Reti
1992   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997   Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999   Messico Non qualificata - - - -
2001   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2003   Francia Non qualificata - - - -
2005   Germania Non qualificata - - - -
2009   Sudafrica Non qualificata - - - -
2013   Brasile Non qualificata - - - -
2017   Russia Terzo posto   3 2 0 9:3

Giochi olimpiciModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Quarti di finale 2 0 1 7:5
1936 Berlino Non partecipante - - - -
1948 Londra Non partecipante - - - -

Nota: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Tutte le roseModifica

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 1966
Américo, 2 Carvalho, 3 Pereira, 4 Vicente, 5 Germano, 6 Peres, 7 Figueiredo, 8 Lourenço, 9 Hilário, 10 Coluna, 11 Simões, 12 J. Augusto, 13 Eusébio, 14 Cruz, 15 Duarte, 16 Graça, 17 Morais, 18 Torres, 19 Pinto, 20 Baptista, 21 J. Carlos, 22 Festa, CT: Glória
Coppa del Mondo FIFA 1986
Bento, 2 J.D. Pinto, 3 Sousa, 4 Ribeiro, 5 Álvaro, 6 C. Manuel, 7 Pacheco, 8 Frederico, 9 F. Gomes, 10 Futre, 11 Bandeirinha, 12 J. Martins, 13 Morato, 14 Magalhães, 15 A. Oliveira, 16 J. Antonio, 17 Diamantino, 18 Sobrinho, 19 Águas, 20 Inácio, 21 André, 22 Damas, CT: Torres
Coppa del Mondo FIFA 2002
Baía, 2 J. Costa, 3 Xavier, 4 Caneira, 5 Couto, 6 Sousa, 7 Figo, 8 Pinto, 9 Pauleta, 10 Rui Costa, 11 Conceição, 12 Viana, 13 Andrade, 14 Barbosa, 15 Nélson, 16 Ricardo, 17 Bento, 18 Frechaut, 19 Capucho, 20 Petit, 21 Nuno Gomes, 22 Beto, 23 Rui Jorge, CT: Oliveira
Coppa del Mondo FIFA 2006
Ricardo, 2 Ferreira, 3 Caneira, 4 Costa, 5 Meira, 6 Costinha, 7 Figo, 8 Petit, 9 Pauleta, 10 Viana, 11 Simão, 12 Quim, 13 Miguel, 14 Valente, 15 Boa Morte, 16 Carvalho, 17 Ronaldo, 18 Maniche, 19 Tiago, 20 Deco, 21 Nuno Gomes, 22 Paulo Santos, 23 Postiga, CT: Scolari
Coppa del Mondo FIFA 2010
Eduardo, 2 Alves, 3 Ferreira, 4 Rolando, 5 Duda, 6 Carvalho, 7 Ronaldo, 8 Mendes, 9 Liédson, 10 Danny, 11 Simão, 12 Beto, 13 Miguel, 14 Veloso, 15 Pepe, 16 Meireles, 17 Amorim, 18 Almeida, 19 Tiago, 20 Deco, 21 Costa, 22 Fernandes, 23 Coentrão, CT: Queiroz
Coppa del Mondo FIFA 2014
Eduardo, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Veloso, 5 Coentrão, 6 William, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 H. Almeida, 10 Vieirinha, 11 Éder, 12 Rui Patrício, 13 Costa, 14 Neto, 15 Rafa, 16 Meireles, 17 Nani, 18 Varela, 19 A. Almeida, 20 Amorim, 21 Pereira, 22 Beto, 23 Postiga, CT: Bento

EuropeiModifica

Campionato d'Europa UEFA 1984
Bento, 2 Nené, 3 Jordão, 4 Chalana, 5 Vermelhinho, 6 F. Gomes, 7 C. Manuel, 8 Veloso, 9 J.D. Pinto, 10 Lima Pereira, 11 Eurico, 12 J. Martins, 13 A. Sousa, 14 Frasco, 15 Pacheco, 16 Bastos Lopes, 17 Álvaro, 18 E. Luís, 19 Diamantino, 20 Damas, CT: Cabrita
Campionato d’Europa UEFA 1996
Baía, 2 Secretário, 3 Paulinho Santos, 4 Oceano, 5 F. Couto, 6 J. Tavares, 7 Paneira, 8 João Pinto, 9 Sá Pinto, 10 Rui Costa, 11 Cadete, 12 Castro, 13 Dimas, 14 P. Barbosa, 15 Domingos, 16 Hélder, 17 Porfírio, 18 Folha, 19 Paulo Sousa, 20 Figo, 21 Paulo Madeira, 22 Rui Correia, CT: Oliveira
Campionato d'Europa UEFA 2000
Baía, 2 J. Costa, 3 Rui Jorge, 4 Vidigal, 5 F. Couto, 6 Paulo Sousa, 7 Figo, 8 João Pinto, 9 Sá Pinto, 10 Rui Costa, 11 S. Conceição, 12 P. Espinha, 13 Dimas, 14 Abel Xavier, 15 Costinha, 16 Beto, 17 P. Bento, 18 Pauleta, 19 Capucho, 20 Secretário, 21 Nuno Gomes, 22 Quim, CT: Humberto Coelho
Campionato d'Europa UEFA 2004
Ricardo, 2 Ferreira, 3 Rui Jorge, 4 Andrade, 5 Couto, 6 Costinha, 7 Figo, 8 Petit, 9 Pauleta, 10 Rui Costa, 11 Simão, 12 Quim, 13 Miguel, 14 Nuno Valente, 15 Beto, 16 Carvalho, 17 Ronaldo, 18 Maniche, 19 Tiago, 20 Deco, 21 Nuno Gomes, 22 Moreira, 23 Postiga, CT: Scolari
Campionato d'Europa UEFA 2008
Ricardo, 2 Ferreira, 3 Alves, 4 Bosingwa, 5 Meira, 6 Meireles, 7 Ronaldo, 8 Petit, 9 Almeida, 10 Moutinho, 11 Simão, 12 Nuno, 13 Miguel, 14 Ribeiro, 15 Pepe, 16 Carvalho, 17 Quaresma, 18 Veloso, 19 Nani, 20 Deco, 21 Nuno Gomes, 22 Rui Patrício, 23 Postiga, CT: Scolari
Campionato d'Europa UEFA 2012
Eduardo, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Veloso, 5 Coentrão, 6 Custódio, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 Almeida, 10 Quaresma, 11 Nélson Oliveira, 12 Rui Patrício, 13 Costa, 14 Rolando, 15 Micael, 16 Meireles, 17 Nani, 18 Varela, 19 Lopes, 20 Viana, 21 Pereira, 22 Beto, 23 Postiga, CT: Bento
Campionato d'Europa UEFA 2016
Rui Patrício, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Fonte, 5 Guerreiro, 6 Carvalho, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 Éder, 10 João Mário, 11 Vieirinha, 12 Lopes, 13 Danilo, 14 William, 15 Gomes, 16 Sanches, 17 Nani, 18 R. Silva, 19 Eliseu, 20 Quaresma, 21 Cédric, 22 Eduardo, 23 A. Silva, CT: Santos

Confederations CupModifica

FIFA Confederations Cup 2017
Rui Patrício, 2 Alves, 3 Pepe, 4 Neto, 5 Guerreiro, 6 Fonte, 7 Ronaldo, 8 Moutinho, 9 An. Silva, 10 B. Silva, 11 Semedo, 12 , 13 Danilo, 14 William, 15 Gomes, 16 Pizzi, 17 Nani, 18 Martins, 19 Eliseu, 20 Quaresma, 21 Cédric, 22 Beto, 23 Ad. Silva, CT: Santos

Giochi olimpiciModifica

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1928
Cipriano, P Roquete, D Alves, D Carvalho, D José, D Vieira, C Matos, C L. Santos, C A. Silva, C Tamanqueiro, A A. Martins, A J. Martins, A Mota, A Ornelas, A Pepe, A Ramos, A J. Santos, A V. Silva, A Tavares, CT: de Oliveira

Nota: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attualeModifica

Lista dei 23 giocatori convocati da Fernando Santos per la partita di qualificazione al Campionato mondiale 2018 contro l'Ungheria del 3 settembre 2017.

Presenze e reti aggiornate al 3 settembre 2017.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Rui Patrício 15 febbraio 1988 (29 anni) 66 -58   Sporting Lisbona
12 P Bruno Varela 4 novembre 1994 (22 anni) 0 0   Benfica
22 P Beto 1º maggio 1982 (35 anni) 11 -7   Göztepe
2 D Bruno Alves 27 novembre 1981 (35 anni) 94 11   Rangers
3 D Pepe 26 febbraio 1983 (34 anni) 88 5   Beşiktaş
4 D Ricardo Pereira 6 ottobre 1993 (23 anni) 2 0   Porto
5 D Fábio Coentrão 11 marzo 1988 (29 anni) 52 5   Sporting Lisbona
6 D José Fonte 22 dicembre 1983 (33 anni) 26 0   West Ham Utd
19 D Eliseu 1º ottobre 1983 (33 anni) 26 1   Benfica
21 D Cédric Soares 31 agosto 1991 (26 anni) 24 1   Southampton
8 C João Moutinho 8 settembre 1986 (31 anni) 104 7   Monaco
10 C João Mário 19 gennaio 1993 (24 anni) 27 0   Inter
13 C Danilo Pereira 9 settembre 1991 (26 anni) 23 1   Porto
14 C William Carvalho 7 aprile 1992 (25 anni) 38 2   Sporting Lisbona
15 C André Gomes 30 luglio 1993 (24 anni) 26 0   Barcellona
16 C Bruno Fernandes 8 settembre 1994 (23 anni) 0 0   Sporting Lisbona
23 C Adrien Silva 15 marzo 1989 (28 anni) 20 1   Sporting Lisbona
7 A Cristiano Ronaldo   5 febbraio 1985 (32 anni) 145 78   Real Madrid
9 A André Silva 6 novembre 1995 (21 anni) 15 9   Milan
11 A Bernardo Silva 10 agosto 1994 (23 anni) 17 2   Manchester City
17 A Nélson Oliveira 8 agosto 1991 (26 anni) 17 2   Norwich City
18 A Gelson Martins 11 maggio 1995 (22 anni) 12 0   Sporting Lisbona
20 A Ricardo Quaresma 26 settembre 1983 (33 anni) 71 9   Beşiktaş

NoteModifica

  1. ^ Fifa World Ranking, fifa.com, fifa.com.
  2. ^ Elisabetta Rosaspina, Il derby tra due popoli uniti dalla «zattera» ma separati dalle ambizioni, Corriere della Sera, 27 giugno 2012, pp. 56-57.
  3. ^ Elisabetta Rosaspina, Il derby tra due popoli uniti dalla «zattera» ma separati dalle ambizioni, Corriere della Sera, 27 giugno 2012, pp. 56-57. (archiviato dall'url originale il ).
  4. ^ Mauricio Cannone, Brasile, capolavoro Neymar Portogallo affondato 3-1, La Gazzetta dello Sport, 11 settembre 2013.
  5. ^ Eusebio, la pantera nera che fece sognare il Portogallo, Gazzetta.it.
  6. ^ Mauricio Cannone, Eusebio, triste Pantera Nera, La Gazzetta dello Sport, 4 maggio 2009.
  7. ^ Gianni Mura, E santo Platini salvò la Francia, la Repubblica, 24 giugno 1984.
  8. ^ (PT) Figo, Rui Costa e Fernando Couto apadrinham livro da selecção, Record, 26 aprile 2004.
  9. ^ Corrado Sannucci, Il Portogallo fa rigore al 116' Francia in finale col golden gol, 29 giugno 2000.
  10. ^ (EN) Uefa suspends Portuguese trio, BBC Sport, 2 luglio 2000.
  11. ^ Giorgio Tosatti, La Grecia nel mito del calcio. Con il catenaccio, Corriere della Sera, 5 luglio 2004, p. 29. (archiviato dall'url originale il ).
  12. ^ Portogallo, fantasisti al potere, Il Piccolo, 1° giugno 2006.
  13. ^ (EN) Portugal coach Carlos Queiroz 'banned' for disrupting doping test, The Guardian, 30 agosto 2010.
  14. ^ Portogallo, Tas annulla la squalifica a Queiroz, calcionews24, 23 marzo 2011.
  15. ^ Portogallo in semifinale senza mai vincere: il controsenso di un torneo con poca logica, Il Fatto Quotidiano, 1º luglio 2016.
  16. ^ Euro 2016, Portogallo campione: 1-0 alla Francia, Eder gol ai supplementari, La Gazzetta dello Sport, 11 luglio 2016.
  17. ^ a b Medaglia di bronzo: (EN) Regulations of the UEFA European Football Championship 2010-12 (PDF), su uefa.com, p. 3. URL consultato il 1º luglio 2016.
  18. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

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