Adriano Panatta

ex tennista italiano

Adriano Panatta (Roma, 9 luglio 1950) è un ex tennista italiano.

Adriano Panatta
Adriano Panatta 1976.jpg
Adriano Panatta agli Internazionali d'Italia 1976
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Termine carriera 29 agosto 1984
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 407-245 (62.42%)[1]
Titoli vinti 10
Miglior ranking 4º (24 agosto 1976)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1969)
Francia Roland Garros V (1976)
Regno Unito Wimbledon QF (1979)
Stati Uniti US Open 4T (1978)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals RR (1975)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 238-154 (60,71%)
Titoli vinti 18
Miglior ranking 15º (24 marzo 1980)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1969)
Francia Roland Garros QF (1975, 1977, 1980)
Regno Unito Wimbledon 3T (1975, 1976)
Stati Uniti US Open 2T (1977)
Palmarès
Oro Coppa Davis 1976
Argento Coppa Davis 1977
Argento Coppa Davis 1979
Argento Coppa Davis 1980
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Tra i migliori tennisti italiani di sempre,[2] nel suo palmarès vanta 10 tornei del circuito maggiore in singolare su 26 finali disputate, oltre a 18 titoli in doppio su 28 finali.

Nel 1976, il suo anno magico, trionfò in singolare agli Internazionali d'Italia e al Roland Garros, unico tennista italiano ad aver centrato l'accoppiata nella stessa stagione e, in era Open, ad aver conquistato una prova del Grande Slam. Nello stesso anno contribuì, inoltre, all'unica, storica, vittoria della Coppa Davis da parte della nazionale italiana. È stato numero 4 del mondo nell'agosto del 1976, miglior classifica ATP mai raggiunta in singolare da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato, ed è stato numero 1 italiano per un totale di 284 settimane.

Unico tennista italiano ad aver conquistato due titoli di categoria equipollente all'attuale ATP Masters 1000 in singolare, nel 1975 diventò il primo italiano a essersi qualificato per un'edizione delle finali di singolare maschile del Masters.

È stato l'unico giocatore al mondo in grado di sconfiggere al Roland Garros il sei volte campione del torneo Björn Borg.

Vinse per sei anni consecutivi il titolo ai Campionati italiani assoluti, dal 1970 al 1975.

Nel 1980, insieme a Paolo Bertolucci, si aggiudicò il torneo di doppio a Monte Carlo, unico titolo conquistato nell'era Open da una coppia italiana nel torneo del Principato.

CarrieraModifica

Primi passiModifica

È vissuto sin da piccolo a stretto contatto con il mondo del tennis grazie al padre Ascenzio (da cui il soprannome "Ascenzietto"), custode del "Tennis Club Parioli".[3] Da bambino sognava di diventare nuotatore ma fu proprio il papà a iscriverlo ai corsi del circolo in cui lavorava, quando Adriano aveva sei anni.[4] Nel 1959 la famiglia si trasferì nel quartiere Eur di Roma e Panatta fu iscritto al circolo tennis Tre Fontane, dove i maestri Wally Sandonnino e Simon Giordano, convinti delle sue qualità, furono i primi a impartirgli nozioni tattiche e comportamentali, oltreché tecniche.[5] I frutti dei nuovi insegnamenti si cominciarono a osservare in un torneo disputato proprio al Tennis Club Parioli, dove Panatta sconfisse per la prima volta, con un doppio 6-1, Roberto Valerio, avversario da lui considerato inarrivabile all'epoca.[6]

Nel 1964 si trasferì al centro federale di Formia, convocato dal coach e mentore Mario Belardinelli.[6][7][8]

1968: semifinale Wimbledon Juniores, esordio nell'era amatorialeModifica

Il 6 maggio, all'età di 17 anni e 9 mesi, fece la sua prima apparizione nel circuito amatoriale agli Internazionali d'Italia, che sarebbero diventati "Open" l'anno successivo, sconfiggendo all'esordio Álvaro Peña (6-1, 6-3, 6-3). Al secondo turno fu sconfitto da Ray Ruffels.

La Federazione Italiana Tennis optò per non iscriverlo agli Internazionali di Francia Juniores, facendogli invece disputare il torneo giovanile di Wimbledon[9] dove, dopo aver superato Fernando Gentil e lo svedese Terje Larsen, si arrese in semifinale a John Alexander, futuro vincitore del torneo.[10]

La sua seconda esperienza nel circuito amatoriale fu al torneo di Barcellona, dove venne subito sconfitto da Ramanathan Krishnan.

Concluse la stagione con una trasferta in Australia dove, insieme agli altri ragazzi del centro tecnico di Formia guidati dal coach Belardinelli, partecipò a una serie di tornei amatoriali su erba. Al Queensland Championships di Brisbane, dopo aver eliminato all'esordio Rod Brent, al secondo turno, il 10 dicembre, approfittò di un lieve infortunio di Clark Graebner, uno dei migliori giocatori del momento, superandolo in rimonta con il punteggio di 9-11, 9-7, 6-3.[11] Fu proprio quel successo a convincerlo che il tennis sarebbe diventato il suo futuro.[9] Negli ottavi di finale fu poi eliminato da Phil Dent.[12]

1969: esordio "Open" e primo successo nel circuito maggioreModifica

Il 1969 segnò il suo esordio nel circuito "Open" con la partecipazione a quattro tornei. Il primo lo disputò in gennaio sull'erba di Sydney, dove fu subito sconfitto da Malcolm Anderson. La settimana seguente fece il suo debutto nei tornei del Grande Slam, giocando l'unico incontro della sua carriera agli Australian Open, che in quell'anno si disputarono sull'erba di Brisbane. A eliminarlo fu Terry Addison (6-0, 7-5, 6-1).

Il 21 aprile, all'età di 18 anni e 9 mesi, vinse il suo primo incontro del circuito maggiore nell'era Open. Agli Internazionali d'Italia sconfisse all'esordio Wanaro N'Godrella con il punteggio di 6-3, 6-4. Fu poi eliminato nei 32esimi di finale da Manuel Orantes.

A maggio fece il suo debutto anche agli Internazionali di Francia del Roland Garros dove fu sconfitto al primo turno da Hans-Jürgen Pohmann.[13]

Nel mese di agosto prese parte al torneo Città di Senigallia, non ancora valevole per il circuito Gran-Prix, dove, negli ottavi di finale, sconfisse per la prima volta in carriera Nicola Pietrangeli con il punteggio di 6-3, 8-6. Il suo percorso si concluse in semifinale ad opera di Thomaz Koch.

1970: semifinale a Berlino, ottavi al Roland Garros, esordio in Davis, vittoria agli assolutiModifica

 
Un giovane Panatta agli esordi, 1970 circa.

Alla sua terza presenza agli Internazionali d'Italia si fermò nuovamente al secondo turno, corrispondente nell'occasione agli ottavi di finale, per mano di Željko Franulović, dopo che all'esordio aveva avuto la meglio su Owen Davidson.

Subito dopo fece il suo esordio in Coppa Davis, sulla terra rossa di Torino, contro la nazionale cecoslovacca. Panatta portò in pareggio l'Italia capitanata da Orlando Sirola, sconfiggendo Jan Kukal. Nella prova di doppio, in coppia con Di Domenico, superò il duo Kodeš / Kukal. Nella sfida decisiva tra Panatta e Kodeš, a imporsi fu il cecoslovacco, futuro campione del Roland Garros, decretando l'eliminazione dell'Italia per 3-2.[14]

L'11 maggio Panatta prese parte al torneo di Berlino dove raggiunse la sua prima semifinale in carriera grazie ai successi in sequenza su Hans-Jürgen Pohmann, Wilhelm Bungert e Harald Elschenbroich. A negargli la disputa della prima finale fu Georges Goven che lo superò in quattro partite.

Alla fine di maggio partecipò al suo secondo Roland Garros dove superò, in sequenza, John Alexander (al quale rimontò due set di svantaggio), Barry Phillips-Moore e Vladimír Zedník. Diventò così il più giovane (19 anni, 10 mesi e 21 giorni) tennista italiano a essersi qualificato per gli ottavi di finale del torneo, record battuto soltanto 50 anni più tardi da Jannik Sinner. Il cammino di Panatta fu poi interrotto da François Jauffret.

Il 22 giugno disputò il suo primo incontro sull'erba di Wimbledon, e Owen Davidson vendicò in quattro set la sconfitta subita a Roma.[13]

Il 27 settembre Panatta salì definitivamente alla ribalta del tennis italiano vincendo a sorpresa i Campionati italiani assoluti disputati alla Virtus Tennis di Bologna. In finale sconfisse in cinque set, dopo essere stato in svantaggio 1-4 nel quinto, l'ormai trentasettenne Nicola Pietrangeli, detentore del titolo, con il punteggio di 6-1, 3-6, 3-6, 10-8, 6-4. Fu un incontro spartiacque che segnò un autentico passaggio di consegne tra i due campioni.[15]

1971: primo titolo ATP, Trofeo Bonfiglio, bis agli assolutiModifica

Cominciò la stagione con due tornei ATP disputati consecutivamente in Sicilia. Nel primo, a Palermo, superò Lluis Bruguera e Sever Dron, approdando ai quarti di finale dove venne eliminato da Roger Taylor. Nel secondo, a Catania, il percorso fu identico al precedente. Nei primi due turni prevalse su Syd Ball e Patrice Dominguez, mentre nei quarti venne sconfitto da Pierre Barthes.

Alla quarta presenza agli Internazionali d'Italia, dopo aver sconfitto al primo turno Bill Bowrey, dovette nuovamente arrendersi nei 32esimi, stavolta per mano di Arthur Ashe.

Dal 14 al 16 maggio, nei quarti della Zona B europea di Coppa Davis disputati sulla terra rossa di Zagabria, l'Italia si trovò di fronte la Iugoslavia, che si impose per 3-2. Panatta fu battuto in singolare da Boro Jovanović e, in coppia con Massimo Di Domenico, perse anche la prova di doppio contro il duo Franulović / Jovanović.

Alla sua terza presenza al Roland Garros si arrese al terzo turno. A sbarrargli la strada fu Patrice Dominguez, dopo che nei primi due turni aveva superato Stanley Matthews e Wanaro N'godrella.

Alla seconda partecipazione a Wimbledon si spinse sino ai sedicesimi di finale dove venne sconfitto da Cliff Richey dopo aver eliminato al primo turno il qualificato Butch Seewagen e al secondo Charles Pasarell.

Al torneo di Gstaad, sconfisse al primo turno Ross Case per poi inchinarsi a Roy Emerson.

Nell'unica edizione del torneo di Senigallia valevole per il Grand Prix, disputò sui campi del Ponte Rosso il suo primo torneo del circuito maggiore come testa di serie nº 1. Se lo aggiudicò superando in finale Martin Mulligan col punteggio di 6-3, 7-5, 6-1, dopo aver sconfitto, nella sua seconda semifinale in carriera, František Pála, al quale rimontò uno svantaggio di 1-6, 1-4. Fu il primo titolo vinto da un tennista italiano nell'era Open.

Il 25 settembre conquistò la tredicesima edizione del Trofeo Bonfiglio superando in finale Jiří Hřebec col punteggio di 6-2, 3-6, 7-5, 4-6, 6-2.

Il 3 ottobre, al circolo le Cascine di Firenze, andò in scena la rivincita del match di dodici mesi prima contro Nicola Pietrangeli, nella finale dei Campionati italiani assoluti. Fu di nuovo Panatta a spuntarla, ancora in cinque set (6-4, 2-6, 6-1, 7-9, 6-4). Era la definitiva ascesa di una nuova stella, insieme a un sipario che calava sulla storia del tennis italiano.[16]

1972: quarti al Roland Garros, finali ad Amburgo e GstaadModifica

A Salisbury vinse il suo primo incontro in carriera sul cemento, superando al primo turno Szabolcs Baranyi prima di arrendersi a Tom Gorman.

A Madrid venne eliminato nei quarti di finale da František Pála, dopo aver superato nei primi due turni Raymond Moore e Stan Smith.

Sotto le aspettative fu la sua quinta partecipazione agli Internazionali d'Italia dove per la prima volta in carriera venne sconfitto all'esordio, da István Gulyás.

Dal 5 al 7 maggio, nel primo turno della Zona A europea di Coppa Davis, disputò la prova di doppio in coppia con Nicola Pietrangeli sconfiggendo il duo formato da Ernst Blanke e Rudolf Hoskowetz e conquistò il terzo dei cinque punti con cui l'Italia guidata da Giordano Maioli eliminò l'Austria.[17]

Dal 20 al 22 maggio l'Italia affrontò l'Olanda sconfiggendola per 4-1 nei quarti di finale della Zona A europea di Coppa Davis. Panatta vinse il primo singolare, contro Jan Hordijk, e in coppia, per la seconda volta in carriera, con Nicola Pietrangeli sconfisse Hordijk ed Hemmes.[18]

Al suo quarto Roland Garros raggiunse i quarti di finale, primo tennista italiano dell'era Open a essersi spinto così avanti in una prova del Grande Slam. Al primo turno superò il detentore del titolo e testa di serie numero 2 Ilie Năstase, che affrontava per la prima volta in carriera.[19] Nei sedicesimi di finale sconfisse il qualificato Vladimir Korotkov e negli ottavi Raymond Moore. A interrompere il suo cammino fu Aleksandre Met'reveli.

Nella sua seconda esperienza al torneo di Amburgo raggiunse la prima finale in stagione, la seconda in carriera, dove fu sconfitto dallo spagnolo Manuel Orantes, dopo aver superato, nell'ordine, Patrick Hombergen, Dick Crealy, Barry Phillips Moore e Jan Kodeš, testa di serie numero 1.[20]

Dal 16 al 18 giugno, nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, l'Italia fu eliminata 4-1 dalla Romania. Panatta si arrese a Ion Țiriac e nell'ultima giornata anche a Ilie Nastase, a risultato acquisito.[21]

A Wimbledon, dove partecipava per la terza volta, non andò oltre i sedicesimi di finale. Dopo aver superato all'esordio Neale Fraser e nel secondo turno Jan Kukal, si arrese a Jimmy Connors. A Gstaad, nella sua seconda finale dell'anno, la terza in carriera, fu sconfitto da Andrés Gimeno, neo vincitore del Roland Garros, dopo aver superato, nell'ordine, Tadeusz Nowicki, Antonio Muñoz, Jean-Loup Rouyer e in semifinale Ion Tiriac.

A Toronto dovette arrendersi nei quarti di finale a Ilie Năstase, futuro vincitore del torneo, a causa di un fastidio alla schiena che lo costrinse al ritiro nel corso del primo set.

Sull'erba del torneo di Merion fu eliminato negli ottavi di finale da Jimmy Connors dopo aver sconfitto George Hardie e Anand Amritraj.

Alla sua prima partecipazione agli US Open, che si disputavano sull'erba del West Side Tennis Club di Forest Hills, fu subito eliminato da Clark Graebner.

Concluse la stagione con il terzo titolo consecutivo ai Campionati italiani assoluti, disputati al CT EUR di Roma, conquistato sconfiggendo in finale il compagno di doppio Paolo Bertolucci con un triplo 6-2.

1973: Bournemouth, semifinale al Roland Garros, sei finali, top 10Modifica

 
Panatta (a sinistra) nel 1973 con l'allora compagna Loredana Bertè

Al WCT di Milano eliminò all'esordio Ross Case ma al turno successivo dovette inchinarsi a Ken Rosewall.

A Valencia, il 1º aprile, disputò la sua quarta finale nel circuito maggiore, dove fu sconfitto in tre set da Manuel Orantes. Per arrivarci aveva superato negli ottavi il non ancora diciassettenne Björn Borg, che affrontava per la prima volta in carriera e che sconfisse col punteggio di 6-2, 6-1. Nei quarti di finale eliminò Harald Elschenbroich e in semifinale Patrick Proisy. Al torneo di Barcellona, l'8 aprile giocò la sua seconda finale ATP consecutiva. A impedirgli di sollevare il trofeo fu stavolta Ilie Năstase che si impose in quattro set. Per raggiungere l'ultimo atto Panatta aveva eliminato al primo turno Nicholas Kalogeropoulos e negli ottavi Björn Borg, sconfitto per la seconda volta in 7 giorni (2-6, 6-2, 6-3). Nei quarti di finale aveva eliminato Patrick Hombergen e in semifinale Manuel Orantes. A Nizza, il 15 aprile, disputò la sua terza finale ATP consecutiva, record nel tennis italiano dell'era Open, eguagliato da Fabio Fognini soltanto quaranta anni più tardi. In tabellone aveva superato Kim Warwick, Paul Gerken e nei quarti di finale Ion Tiriac. In semifinale si era imposto su Wanaro N'godrella in cinque set. A sbarrargli la strada in finale fu ancora Manuel Orantes, che lo piegò dopo un match maratona durato 4 ore e mezza e chiuso 12-10 al quinto set.[22]

Al torneo di Monte Carlo, superò i primi due turni contro Kjell Johansson e Bernard Mignot per poi inchinarsi nei quarti di finale a Georges Goven.

A Madrid eliminò al primo turno lo iugoslavo Nicola Spear. Negli ottavi di finale sconfisse Patrice Dominguez e nei quarti Juan Gisbert. In semifinale approfittò del ritiro di Manuel Orantes nel secondo set. Nella sua quarta finale in stagione dovette piegarsi nuovamente a Ilie Năstase.

A Firenze superò nei primi due turni i francesi Thierry Bernasconi e Jean-François Caujolle. Nei quarti si impose su Paul Gerken e in semifinale su Paolo Bertolucci. La quinta finale della stagione fu anche la terza in cui dovette soccombere a Ilie Năstase.

Al torneo di Bournemouth raggiunse la sesta finale in una sola stagione (record per il tennis italiano), in cui riuscì finalmente a conquistare il suo secondo titolo ATP, il primo di categoria assimilabile all'attuale ATP Tour 500, dopo sette finali perse consecutivamente. Nei primi due turni superò Paul Gerken (7-5, 6-0) ed Eddie Dibbs (6-2, 6-2). Negli ottavi di finale eliminò Željko Franulović (9-8, 6-0), mentre la sua vittima nei quarti fu Patrice Dominguez (5-7, 6-4, 6-4). In semifinale ebbe vita facile su Ross Case, superato per 6-2, 6-4. Nell'ultimo atto affrontò per la quarta volta in cinque settimane Ilie Năstase, imponendosi in rimonta sull'imminente nº 1 del mondo con il punteggio di 6-8, 7-5, 6-3, 8-6. Fu la seconda delle sue tre vittorie in carriera contro il campione romeno, nella circostanza molto polemico nei confronti del giudice di sedia per alcune chiamate a lui contrarie.[23]

Dal 18 al 20 maggio, per i quarti della Zona B europea di Coppa Davis, l'Italia guidata da Fausto Gardini affrontava la Bulgaria. Panatta concesse soltanto sei giochi a Ljuben Genov e, in coppia con Bertolucci, si aggiudicò anche la prova di doppio contro i gemelli Pampulov. A risultato acquisito Bertolucci e Panatta conquistarono anche gli ultimi due singolari, fissando il punteggio finale della sfida sul 5-0 per l'Italia.

Nella sua quinta partecipazione al Roland Garros Panatta, testa di serie numero 8, superati i primi tre turni, negli ottavi sconfisse per la terza volta consecutiva Björn Borg, alla sua prima presenza nel torneo e appena reduce dalle vittorie su Cliff Richey, Pierre Barthes e Dick Stockton. Per lo svedese fu la prima delle sue uniche due sconfitte subite agli Internazionali di Francia (6-7, 6-2, 5-7, 6-7). Nei quarti di finale Panatta si impose su Tom Okker diventando il primo tennista italiano dell'era Open, e il più giovane di sempre (22 anni, 10 mesi e 17 giorni), a raggiungere la semifinale in una prova del Grande Slam.[24] La partecipazione alla sua prima finale in un Major gli fu preclusa da Nikola Pilić che, in tre set, interruppe una serie di 13 vittorie consecutive.[25]

Gli Internazionali d'Italia, cui prendeva parte per la sesta volta, continuavano a non regalargli sorrisi. Dopo il successo su Andrew Pattison, arrivò la sconfitta nei sedicesimi di finale per opera di Patrice Dominguez.

Era l'anno del boicottaggio da parte dell'ATP nei confronti del torneo di Wimbledon, colpevole di aver rifiutato l'iscrizione al torneo di Nikola Pilić. Aderì anche Panatta al quale la decisione costò un anno di squalifica dalla Coppa Davis, inflittagli dalla Federazione Italiana Tennis.[26]

Con l'introduzione del nuovo sistema di calcolo computerizzato, il 23 agosto Panatta si issava alla posizione nº 8 della classifica mondiale,[27] primo di quattro tennisti italiani a essere mai entrati nella top 10.

Alla sua seconda partecipazione agli US Open riuscì a superare due turni eliminando, nell'ordine, Victor Amaya e Toma Ovici, prima di cedere il passo ad Allan Stone.

Tornato in Italia conquistò per la quarta volta consecutiva i Campionati italiani assoluti, disputati al Tennis Club Perugia, superando nuovamente Paolo Bertolucci in tre set (6-2, 6-4, 6-3).

A Madrid superò al primo turno lo spagnolo José Castanon e al secondo Roscoe Tanner. Negli ottavi di finale fu Jaime Fillol a chiudergli il cammino. Concluse la stagione alla posizione nº 14 della classifica mondiale, la prima computerizzata della storia.

1974: terzo titolo ATP, cinquina agli assolutiModifica

L'adesione al World Championship Tennis (WCT)[28] gli impose di iniziare la stagione dagli Stati uniti, con il torneo di Philadelphia dove raggiunse i quarti di finale. A eliminarlo fu Arthur Ashe.

Raggiunse i quarti di finale anche al torneo di Bologna, dopo aver eliminato al primo turno Vladimír Zedník e negli ottavi Corrado Barazzutti. A estrometterlo dal torneo fu Mark Cox. Al WCT di Londra, dopo aver eliminato Gerald Battrick, perse in due tie-break contro il britannico Stephen Warboys. Al WCT di Barcellona, nel primo turno ebbe la meglio su Lluis Bruguera e negli ottavi su Jun Kamiwazumi. Nei quarti di finale subì la prima sconfitta in carriera da Björn Borg (6-4, 6-4).

Al torneo WCT di San Paolo il suo cammino si fermò negli ottavi di finale per mano di Thomaz Koch. Nel primo turno del torneo di Tucson, sconfisse nuovamente Dick Crealy e nei sedicesimi Jim McManus, mentre negli ottavi di finale fu sconfitto da Rod Laver, nº 9 del mondo, nel primo dei suoi due confronti diretti in carriera con il fuoriclasse australiano. Al WCT di Tokyo il suo cammino si fermò ai quarti di finale per mano di Onny Parun.

Al suo ritorno in Italia conquistò il suo terzo torneo ATP in carriera, a Firenze. Nei sedicesimi di finale eliminò il francese Christophe Casa (6-1, 6-2), negli ottavi Ezio Di Matteo (6-2, 6-1) e nei quarti Vincenzo Franchitti (7-6, 6-2). In semifinale sconfisse l'argentino Julián Ganzabal, (3-6, 7-5, 6-2). La finale lo vide imporsi (6-3, 6-1) sul compagno di doppio in Davis Paolo Bertolucci, insieme al quale si aggiudicò il titolo in doppio.

A Monaco si spinse in semifinale dove si arrese a Jürgen Fassbender, vincitore del torneo.

Amara fu la sua settima partecipazione agli Internazionali d'Italia dove, per la seconda volta in carriera, fu eliminato al primo turno, per mano di Ismail El Shafei.

La sua sesta esperienza al Roland Garros, dove difendeva la semifinale dell'anno precedente, fu dal giocatore stesso definita "la peggiore".[29] Fu eliminato al secondo turno da Hans-Jürgen Pohmann, dopo che al primo aveva sconfitto Boro Jovanović, ritiratosi nel corso del secondo set.

Il risultato ottenuto a Parigi lo fece scendere repentinamente al nº 44 del ranking.

Alla sua quarta presenza a Wimbledon superò i primi due turni sconfiggendo, nell'ordine, Hans-Jürgen Pohmann e Patrick Proisy, per poi arrendersi a Jimmy Connors, nº 2 del ranking.

A Båstad raggiunse la sua undicesima finale in carriera superando i primi tre turni senza perdere un set contro Belus Prajoux, Steve Krulevitz e Leif Johansson. In semifinale Paolo Bertolucci gli strappò il secondo set arrendendosi poi in quattro partite. Nell'atto conclusivo, il 14 luglio, Panatta fu sconfitto per la seconda volta in carriera (la prima sulla terra rossa) da Björn Borg, nº 8 del mondo, con il punteggio di 3-6, 0-6, 7-6, 3-6.[13]

La settimana successiva tornò a giocare in Coppa Davis, dopo aver scontato la squalifica comminatagli l'anno precedente dalla F.I.T., nella semifinale della Zona A europea. L'Italia superò la Svezia con il punteggio di 3-2. Panatta vinse il singolare contro Leif Johansson. La coppia Panatta / Bertolucci conquistò il secondo punto per l'Italia superando il duo Borg-Bengtson. Ininfluente fu la terza sconfitta subita da Panatta in carriera contro Borg.

Dal 2 al 4 agosto l'Italia affrontava la Romania, nella finale della Zona A europea vinta dagli "azzurri" per 3-2. Panatta sconfisse Ion Țiriac e, insieme a Paolo Bertolucci, vinse la determinante sfida contro la coppia Năstase-Tiriac (6-4, 8-6, 6-8, 4-6, 6-2).

A settembre, alla Favorita di Palermo, Panatta conquistò i Campionati Italiani Assoluti per la quinta volta consecutiva, rimontando due set di svantaggio in finale a Corrado Barazzutti (3-6, 2-6, 6-2, 6-3, 6-2).[30]

Nella semifinale Interzone, perduta 1-4 contro il Sudafrica, disputata dal 3 al 5 ottobre sul cemento dell'Ellis Park di Johannesburg, Panatta venne battuto da Raymond Moore. In doppio la prima sconfitta in Coppa Davis della coppia Panatta / Bertolucci, per opera del duo Hewitt / McMillan, sancì l'eliminazione dell'Italia, rendendo inutile l'incontro vinto da Panatta su Hewitt a risultato ormai acquisito a favore del Sudafrica.[31]

Panatta concluse la stagione al nº 34 della classifica mondiale.

1975: Kitzbühel, Super Series Stoccolma, semifinale Roland Garros, finali MastersModifica

Nel WCT di Richmond fu eliminato ai quarti di finale dal nº 7 del mondo Arthur Ashe. Diverse furono le eliminazioni ai primissimi turni della prima parte del 1975, mentre al torneo di Monte Carlo riuscì ad arrivare ai quarti dove venne eliminato da Bob Hewitt.

Al WCT di Johannesburg perse per ritiro senza scendere in campo con Bob Hewitt. Al torneo WCT di Stoccolma subì un'altra eliminazione al primo turno, per mano del giocatore di casa Jan Zabrodsky.

A Firenze, dove era campione uscente, si fermò ai quarti di finale; fu Ramiro Benavides a eliminarlo a sorpresa. Seguirono due sconfitte al primo turno, rispettivamente nel torneo di Bournemouth e in quello di Amburgo.

La sua ottava esperienza agli Internazionali d'Italia lo vide giungere per la seconda volta in carriera agli ottavi di finale. Nel primo turno eliminò John Yuill e nei sedicesimi Paul Gerken. A eliminarlo fu Manuel Orantes.

Il suo ranking ATP scese al nº 53, il peggiore fino a quel momento dall'avvento del computer.

Al suo settimo Roland Garros superò facilmente i primi due turni. Nei sedicesimi di finale sconfisse per la terza e ultima volta in carriera Ilie Năstase, nº 6 del mondo. Fu la sua prima vittoria contro un top 10 dall'introduzione del computer. Nel turno successivo eliminò Jaime Fillol, conquistando i quarti di finale dove ebbe la meglio su John Andrews. Nella sua seconda semifinale Slam fu sconfitto per la quarta volta in carriera (l'unica sul rosso di Parigi) da Björn Borg, nº 4 del mondo, campione in carica e futuro vincitore del torneo, con il punteggio di 6-4, 1-6, 7-5, 6-4.[32]

Dal 20 al 22 giugno, nella semifinale della Zona B europea di Coppa Davis contro la Francia, l'Italia fu sconfitta per 3-2. Panatta perse il primo singolare con François Jauffret, mentre Panatta e Bertolucci si aggiudicarono la gara di doppio su Jauffret e Dominguez portando in vantaggio l'Italia, 2-1. Dominguez riportò la Francia in parità battendo Panatta. L'eliminazione dell'Italia dal torneo portò all'esonero del capitano non giocatore Fausto Gardini.[33] A causa delle due sconfitte subite, Panatta divenne oggetto di aspre critiche da parte di stampa e opinione pubblica.[34]

Al torneo di Wimbledon, dopo aver superato i primi due turni venne eliminato nei sedicesimi di finale da Raúl Ramírez.

Nella sua prima esperienza al torneo di Kitzbühel sconfisse all'esordio Szabolcs Baranyi con un netto 6-1, 6-1. Negli ottavi di finale vinse 6-4, 6-4 contro Harald Elschenbroich. Nessun problema neanche nei quarti contro Balázs Taróczy (6-4, 6-2). Altrettanto agevole fu la semifinale contro Wojciech Fibak, sconfitto per 6-0, 6-4.[35] L'unico set perso nel torneo fu il primo nella finale disputata contro Jan Kodeš, che lo vide imporsi per 2-6, 6-2, 7-5, 6-4. Fu il suo quarto titolo ATP conquistato in carriera in singolare, mentre, insieme a Paolo Bertolucci, si aggiudicò anche il suo settimo torneo di doppio.

Partecipò poi a una serie di tornei su terra negli Stati Uniti. A Indianapolis uscì negli ottavi di finale per mano di Onny Parun, che interruppe una serie di otto incontri vinti consecutivamente. A Montréal Panatta si spinse fino ai quarti di finale, dove fu sconfitto da Manuel Orantes, nº 9 del mondo. A Boston eliminò al primo turno il sudafricano John Eagleton e venne poi sconfitto da Rod Laver, nel secondo e ultimo confronto diretto tra i due giocatori.

Tornato in Italia vinse per la sesta volta consecutiva, a Bari, il suo ultimo titolo di Campione italiano assoluto in singolare, sconfiggendo per la terza volta nella finale di questa manifestazione Paolo Bertolucci, che lo spinse al quinto set (1-6, 6-2, 6-2, 3-6, 6-3)[36].

A Madrid raggiunse la sua tredicesima finale in carriera, senza perdere un set, grazie ai successi su Frew McMillan, Harald Elschenbroich, Onny Parun e sul nº 3 del ranking, Guillermo Vilas, che affrontava per la prima volta in carriera. In semifinale sconfisse per la quarta volta Björn Borg, nº 5 del mondo, con il punteggio di 7-5, 6-0, 6-2. Nell'atto conclusivo si arrese a Jan Kodeš in quattro set. La settimana successiva giunse per la quattordicesima volta in finale, al torneo Godó di Barcellona, dove venne sconfitto da Bjorn Borg con il punteggio di 1-6, 7-6, 6-3, 6-2.

Al Super Series di Stoccolma conquistò il titolo fino a quel momento più importante della sua carriera. Il primo turno lo vide superare Haroon Rahim per 6-3, 6-4.[37] Nei sedicesimi di finale eliminò Sherwood Stewart per 6-2, 7-5, mentre negli ottavi ebbe la meglio su Karl Meiler in tre tie-break. Nei quarti sconfisse per la prima volta in carriera Arthur Ashe, nº 7 del ranking, per 6-3, 6-2.[38] La semifinale lo vide imporsi su Onny Parun con un doppio 6-3. La sua quindicesima finale in carriera fu definita dallo stesso Panatta "una partita perfetta".[39] Dall'altra parte della rete c'era il nº 1 del mondo, Jimmy Connors, sconfitto in rimonta con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-5.[40] Per Panatta fu il quinto titolo ATP in carriera e il secondo in stagione, l'unico da lui conquistato su una superficie diversa dalla terra e l'unico vinto da un tennista italiano battendo in finale un giocatore posizionato al primo posto della classifica mondiale. Fu il primo titolo di categoria equipollente all'attuale ATP World Tour Masters 1000 vinto da un tennista italiano. Tre giorni dopo era già in Sudamerica, sulla terra rossa di Buenos Aires, dove raggiunse la quinta finale in stagione. Al primo turno eliminò Jairo Velasco, Sr., mentre negli ottavi di finale superò Patricio Cornejo e nei quarti José Edison Mandarino. In semifinale dovette ricorrere al quinto set per avere la meglio su Jaime Fillol.[41] Nell'atto conclusivo, dopo 10 incontri vinti consecutivamente, fu sconfitto col punteggio di 6-1, 6-4, 6-4 da Guillermo Vilas, nº 3 del ranking mondiale, mostrando nell'arco dell'incontro evidenti segni di nervosismo.[42] Nello stesso torneo si aggiudicò il titolo di doppio in coppia con Paolo Bertolucci sconfiggendo in finale il duo formato da Jürgen Fassbender e Hans-Jürgen Pohmann.

Pur avendo chiuso la stagione alla posizione nº 14, le rinunce di alcuni colleghi meglio di lui posizionati in classifica gli consentirono la partecipazione alle finali dei Masters di fine anno,[43] le prime disputate da un tennista italiano, alle quali giunse però privo delle necessarie energie psicofisiche, soprattutto per via delle numerose e complicate trasferte cui si era sottoposto negli ultimi due mesi.[39] Il torneo si disputò a Stoccolma e Panatta non andò oltre i tre turni di Round Robin dove subì altrettante sconfitte, rispettivamente da Manuel Orantes, nº 9 ATP, Arthur Ashe, nº 7 e Ilie Năstase, nº 8.

1976: accoppiata Roma-Parigi, Coppa Davis, top 4Modifica

La sua migliore stagione in assoluto cominciò con la partecipazione all'unica edizione ufficiale della Coppa Puma, disputata sul sintetico del Palazzo dello Sport dell'EUR di Roma, dove fu sconfitto in semifinale dal nº 4 del mondo, Arthur Ashe, futuro vincitore del torneo,[44] dopo aver superato al primo turno Frew McMillan[45] e nei quarti di finale Mark Cox.[46]

A Barcellona giunse in semifinale nella quale subì, in rimonta, l'unica sconfitta in carriera nel circuito maggiore contro Paolo Bertolucci, che si sarebbe poi aggiudicato il titolo. A Monte Carlo, dopo aver superato Jan Kodeš, si arrese nei quarti di finale a François Jauffret. Giunse poi in semifinale al torneo WCT di Stoccolma dove fu sconfitto dal nº 7 del mondo Ilie Năstase, dopo aver eliminato negli ottavi Jiří Hřebec e nei quarti Björn Borg, nº 3 del mondo, che sconfisse per la quinta volta in carriera, con il punteggio di 5-7, 6-3, 6-1.

Nei preliminari della Zona B europea di Coppa Davis, contro la Polonia, si aggiudicò i due singolari, contro Henrik Drzymalski e Czeslaw Dobrowolski, e il doppio insieme a Paolo Bertolucci (che vinse anche gli altri due singolari), contro la coppia formata da Henrik Drzymalski e Jerzy Jasinsky.[47] L'Italia, capitanata per la prima volta da Nicola Pietrangeli, si impose per 5-0.

Al torneo di Las Vegas sconfisse al primo turno Haroon Rahim, negli ottavi di finale eliminò Bob Lutz, per poi arrendersi a Ken Rosewall, nº 6 del ranking.

Nella penultima settimana di maggio, nei quarti di finale della Zona B europea di Coppa Davis, l'Italia superò la Iugoslavia per 5-0. Panatta si aggiudicò entrambi i singolari, rispettivamente contro Nikola Pilić e Željko Franulović, oltre al doppio con Paolo Bertolucci, contro il duo Pilić / Franulović.

La nona partecipazione agli Internazionali d'Italia fu quella dell'incoronazione. Panatta era nº 14 del ranking mondiale e testa di serie nº 3 del torneo. Nel primo turno, il 25 maggio, superò con il punteggio di 3-6, 6-4, 7-68 Kim Warwick, rimontando uno svantaggio di cinque giochi a uno nel terzo set, durante il quale annullò ben undici match-point (sei sul 5-2, tre consecutivi sul 5-4 e due sul 6-4 del tie-break), dieci dei quali in risposta.[48][49][50] Dopo di lui, nell'era Open, soltanto Simon Youl è riuscito a vincere un incontro salvando un numero altrettanto elevato di palle-match.[51] Al secondo turno ebbe la meglio su Tonino Zugarelli (7-6, 6-3). Negli ottavi di finale dispose agevolmente di Željko Franulović (6-4, 6-1), approdando per la prima volta in carriera ai quarti di finale del torneo, dove Harold Solomon, convinto di aver subito un torto arbitrale, abbandonò l'incontro per proteste nel set decisivo, quando, dopo aver rimontato uno svantaggio di quattro giochi a zero, si era trovato al servizio avanti 5-4 (0-30). Il punteggio registrato sugli almanacchi è 6-2, 6-7, 4-5 Rit.[52][53] In semifinale, la seconda disputata a Roma da un tennista italiano nell'era Open, Panatta sconfisse senza patemi John Newcombe (6-2, 6-4, 6-4). Il 30 maggio fu la data della prima finale giocata da un tennista italiano agli Internazionali d'Italia in era Open, la seconda per Panatta in un torneo di categoria equivalente all'attuale ATP World Tour Masters 1000. Dopo la finale persa nettamente a Buenos Aires sei mesi prima, affrontò nuovamente Guillermo Vilas, nº 2 del mondo e prima testa di serie del torneo, trionfando in rimonta con il punteggio di 2-6, 7-6(5), 6-2, 7-6(1), con tre set-point consecutivi salvati nel quarto set sul punteggio di 6-5 a favore dell'avversario.[54] Per Panatta fu il sesto titolo ATP in carriera, il secondo (record per il tennis italiano) e ultimo al livello Masters 1000.

Quello del 1976 è il sesto successo della storia ottenuto da un tennista italiano agli Internazionali d'Italia, l'unico conquistato in era Open. Prima della vittoria di Fabio Fognini al torneo di Monte Carlo del 2019 rimase per quasi 43 anni l'ultimo sigillo italiano in un torneo di livello Masters 1000.

 
Panatta premiato come vincitore a Roma nel 1976

L'incantesimo del Foro Italico[55] proseguì al Roland Garros, dove Panatta partecipava per l'ottava volta agli Internazionali di Francia, ed era la testa di serie nº 8. Tutto ricominciò, il 2 giugno, esattamente come era iniziato otto giorni prima a Roma: una palla-match annullata. A non trasformarla stavolta fu Pavel Hutka. In un equilibratissimo quinto set Panatta era al servizio in svantaggio 9-10 (30-40). Con una risposta di rovescio a una seconda di servizio seguita a rete Hutka colpì il nastro costringendo Panatta a giocare una demi-volee di dritto che cadde a due metri dalla riga di fondo. Il cecoslovacco confezionò un insidioso pallonetto liftato di rovescio che Panatta agganciò con la sua tipica "veronica", difensiva.[56] Hutka la raggiunse lasciando partire un passante incrociato di rovescio in slice sul quale l'italiano si distese con una volée vincente in tuffo di rovescio, che piegò definitivamente le resistenze dell'avversario.[57][58][59][60] Il punteggio finale fu 2-6, 6-2, 6-2, 0-6, 12-10. Decisamente più agevole fu il secondo turno contro Jun Kuki, sconfitto in tre set per 6-3, 6-2, 6-4. Nei sedicesimi di finale Panatta superò Jiří Hřebec con lo score di 6-3, 6-3, 2-6, 7-6. Gli ottavi lo videro imporsi per la terza volta in due settimane su Zeljko Franulovic (6-2, 6-2, 6-7, 6-3). Nei quarti di finale Björn Borg, nº 3 del mondo, testa di serie nº 1 e campione in carica del torneo, subì la sua seconda sconfitta in carriera al Roland Garros, dove era reduce da 18 vittorie consecutive[61] e dove nessun altro giocatore lo avrebbe più battuto.[62] Panatta si impose in quattro set, per 6-3, 6-3, 2-6, 7-62.[63] Fu la sua sesta e ultima vittoria sul campione svedese, grazie alla quale raggiunse la sua terza semifinale Slam (record per il tennis italiano nell'era Open detenuto a pari merito con Matteo Berrettini).[64] Sulla scia dell'entusiasmo, disputò quella che a detta dello stesso giocatore fu la sua migliore partita in carriera sulla terra rossa,[55] e si impose con facilità su Eddie Dibbs con il punteggio di 6-3, 6-1, 7-5, approdando alla sua unica finale di un torneo del Grande Slam, primo italiano ad aver realizzato questa impresa nell'era Open (uguagliata 45 anni più tardi da Matteo Berrettini a Wimbledon) e terzo nella storia dopo Giorgio De Stefani e Nicola Pietrangeli, entrambi in era amatoriale e al Roland Garros. Ad attenderlo nell'atto conclusivo, il 13 giugno, c'era Harold Solomon, che Panatta affrontava nuovamente dopo l'abbandono per proteste dell'americano nei quarti di finale di Roma. Nonostante la voglia di rivalsa del giocatore di Washington, Panatta impose la propria superiorità tecnica nei primi due parziali, risentendo di un appannamento nel terzo. A dispetto di un vantaggio di cinque giochi a due e servizio, nel quarto fu costretto al tie-break, dove riuscì a imporsi per sette punti a tre evitando un pericoloso calo fisico nell'eventuale quinta partita. L'incontro si chiuse con il punteggio di 6-1, 6-4, 4-6, 7-63.[65]

Quello del Roland Garros 1976 è l'unico titolo del Grande Slam conquistato da un tennista italiano nell'era Open, il terzo in assoluto dopo i due successi consecutivi ottenuti da Nicola Pietrangeli nel 1959 e nel 1960, sempre a Parigi. Panatta è l'unico tennista italiano ad aver centrato l'accoppiata Internazionali d'Italia-Internazionali di Francia nella stessa stagione. Nell'era Open è stato il terzo giocatore al mondo, su un totale di sette, ad aver realizzato l'impresa (dopo Nastase nel 1973 e Borg nel 1974), l'unico a non essere mai stato numero uno della classifica mondiale. Dopo di lui, infatti, ci riuscirono soltanto lo stesso Borg (1978), Ivan Lendl (1986), Jim Courier (1992), Thomas Muster (1995) e Rafael Nadal (2005, 2006, 2007, 2010, 2012, 2013, 2018, 2019).[66][67]

Al torneo di Nottingham, sconfisse al primo turno Haroon Rahim. Nei sedicesimi di finale, disputati soltanto qualche ora più tardi per via del maltempo, lo statunitense Mike Estep interruppe una serie di 16 incontri ATP[68] vinti consecutivamente da Panatta, la più lunga realizzata da un tennista italiano nell'era Open.

Alla sua sesta apparizione a Wimbledon Panatta fu accreditato della testa di serie numero 5, la più alta mai assegnata a un tennista italiano in questo torneo nell'era Open, e uscì di scena al terzo turno per mano di Charlie Pasarell dopo aver eliminato, nell'ordine, Jorge Andrew e il qualificato australiano Dale Collings che, in vantaggio per due set a uno, aveva servito invano per il match nella quarta partita.[69]

A Gstaad Panatta arrivò a disputare la sua diciannovesima finale, senza perdere un set, eliminando Jürgen Fassbender, Carlos Kirmayr, Ricardo Cano e Onny Parun. Nell'ultimo atto si arrese in quattro set a Raúl Ramírez, dopo 19 incontri vinti consecutivamente sulla terra rossa, record per il tennis italiano.

Le quattro settimane successive furono dedicate interamente alla Coppa Davis. Dal 16 al 18 luglio, per la semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontava una Svezia priva di Björn Borg, che diede sorprendentemente forfait dopo la sua prima vittoria a Wimbledon. Panatta sconfisse Rolf Norberg e, insieme a Paolo Bertolucci, batté la coppia svedese composta dallo stesso Norberg e Ove Bengtson. L'Italia si impose per 4-1 qualificandosi per la finale della Zona B europea, contro la Gran Bretagna, che si disputò dal 5 al 7 agosto sul campo nº 1 dell'impianto di Wimbledon. Panatta si aggiudicò il secondo singolare contro John Lloyd. Perse la sfida di doppio, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, contro il duo formato dai fratelli Lloyd (con cinque match-point non trasformati)[70] ed ebbe la meglio su Roger Taylor regalando all'Italia la qualificazione alla semifinale Interzone.

Il 24 agosto Panatta raggiunse il 4º posto nel ranking ATP di singolare, sua migliore classifica in carriera e miglior piazzamento di un tennista italiano dal 1973, anno dell'introduzione della classifica computerizzata.[71]

A Boston, giunse ai quarti di finale dove venne battuto per la sesta volta in carriera da Björn Borg, nº 4 del mondo.

Deludente fu la sua terza partecipazione agli US Open, di cui aveva saltato le due edizioni precedenti e che dal 1975 si giocavano sulla terra Har-Tru. Accreditato della testa di serie numero 4, la più alta mai assegnata a un tennista italiano in questo torneo nell'era Open, superò al primo turno Ove Bengtson, per poi uscire di scena per mano di Bill Scanlon.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, disputata contro l'Australia dal 24 al 27 settembre, gli "azzurri" si imposero per 3-2. Panatta subì nel singolare successivo la sua prima sconfitta "romana" in Coppa Davis, per mano di John Alexander; insieme a Paolo Bertolucci si aggiudicò la prova di doppio contro il duo formato da Newcombe e Tony Roche,[72] in una delle prove più brillanti mai offerte dalla coppia e, nel match decisivo, con le due squadre in parità sul 2-2, sconfisse Newcombe, in un incontro suddiviso in due giornate per via dell'oscurità, sospeso la domenica sul punteggio di 5‐7, 8‐6, 2‐2 e chiuso lunedì 27 settembre con lo score di 5‐7, 8‐6, 6-4, 6‐2 in favore di Panatta, che aprì le porte alla terza finale di Coppa Davis per l'Italia.

Dopo un mese di pausa dal circuito maggiore, prese parte contro il Cile alla terza finale di Coppa Davis disputata dall'Italia, andata in scena dal 17 al 19 dicembre all’Estadio Nacional de Chile di Santiago. Dopo il successo iniziale di Corrado Barazzutti su Jaime Fillol, Panatta vinse entrambi i singolari, prima contro Patricio Cornejo (6-3, 6-1, 6-3) e poi contro Jaime Fillol (8-6, 6-4, 3-6, 10-8), superando, in coppia con Paolo Bertolucci, anche il duo cileno Fillol / Cornejo (3-6, 6-2, 6-3, 9-7).[73] La sconfitta di Tonino Zugarelli contro Belus Prajoux fissò il risultato finale sul 4-1 per i ragazzi capitanati da Nicola Pietrangeli. L'Italia conquistava l'unica Coppa Davis della sua storia.[74]

 
Da sinistra: il capitano non giocatore Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti posano con il trofeo della Coppa Davis 1976.

Pur chiudendo la stagione alla posizione nº 7 della classifica mondiale, la migliore, a pari merito con Matteo Berrettini, con cui un tennista italiano abbia chiuso un'annata agonistica, Panatta, analogamente ad altri tennisti, decise di non partecipare alle finali del Masters di fine anno disputate a Houston, in un'edizione ricordata come una delle peggiori della storia in quanto a livello di partecipazione.[43]

1977: Houston, seconda finale DavisModifica

A gennaio prese parte al torneo WCT di Filadelfia, dove superò Tom Gorman e venne eliminato negli ottavi di finale da Tony Roche. Nelle semifinali del Pepsi Grand Slam, mini-torneo a 4 giocatori disputato sulla terra Har-Tru di Boca Raton, fu sconfitto da Björn Borg, nº 2 del mondo e futuro vincitore della manifestazione, dopo aver mancato tre match-point (6-2, 4-6, 6-7).[75]

Al WCT di Città del Messico, dopo aver eliminato negli ottavi di finale Corrado Barazzutti e nei quarti Jan Kodeš, giunse in semifinale dove fu sconfitto da Ilie Năstase, nº 3 del mondo, in un incontro caratterizzato da molte polemiche nei confronti dell'arbitraggio e da un black-out di energia elettrica di due minuti occorso durante il secondo set.[76]

Dopo quattro eliminazioni consecutive al primo turno, al torneo di Monte Carlo, fu sconfitto nei quarti di finale da Guillermo Vilas, nº 6 del mondo.

La settimana successiva partì per un'altra trasferta americana, che prese il via dalla settima edizione del torneo WCT di Houston, disputato sui campi in terra Har-Tru del River Oaks Country Club. Il 13 aprile, eliminando al primo turno il no 1 del mondo Jimmy Connors (6-1, 7-5), ottenne la sua seconda vittoria in carriera contro un giocatore in testa alla classifica mondiale computerizzata, impresa senza precedenti nel tennis italiano.[77][78][79] Nei quarti di finale superò col punteggio di 1-6, 6-3, 6-4 il quarantaduenne Ken Rosewall, due volte vincitore sulla terra del River Oaks Country Club. Nella semifinale, posticipata alla domenica per via delle avverse condizioni meteo, sconfisse Eddie Dibbs, nº 8 ATP, con un doppio 6-2. Nella sua ventesima finale in carriera, lunedì 18 aprile, prevalse col punteggio di 7-6(4), 6(3)-7, 6-1 su Vitas Gerulaitis, che fu colto da crampi all'inizio del terzo set dopo lo sforzo compiuto per riportare l'incontro in parità.[80][81] Per Panatta fu l'ottavo titolo ATP, il primo fuori dal continente europeo, e il primo vinto da un tennista italiano top 10, impresa uguagliata e poi superata soltanto 44 anni dopo da Matteo Berrettini. Nello stesso torneo Panatta si aggiudicò anche la prova di doppio giocando in coppia con Ilie Năstase.

Una settimana più tardi, al WCT di Charlotte, il suo cammino si concluse in semifinale per mano di Corrado Barazzutti, futuro vincitore del torneo. Grazie ai risultati ottenuti in stagione nel circuito WCT, si assicurò la partecipazione alle WCT Finals di Dallas dove fu sconfitto al primo turno dal nº 1 del mondo Jimmy Connors, futuro vincitore del titolo.

Alla sua decima presenza agli Internazionali d'Italia, l'unica da campione uscente, nonché testa di serie nº 1 del torneo, il suo cammino si fermò ai quarti di finale dove fu eliminato da Vitas Gerulaitis, nº 8 del mondo e futuro vincitore del torneo. Alla sfida contro l'americano era giunto senza perdere un set superando nell'ordine, Nick Saviano, Tom Gullikson e Trey Waltke.

Al Roland Garros, dove era campione in carica, fu accreditato della testa di serie numero 2, la più alta mai assegnata a un tennista italiano in una prova del Grande Slam nell'era Open. Al primo turno sconfisse il qualificato Patrice Beust e al secondo l'argentino Julián Ganzabal. Nei sedicesimi superò Paul McNamee e negli ottavi Buster Mottram, al quale recuperò due set di svantaggio. Nella sua quinta e ultima partecipazione ai quarti di finale degli Internazionali di Francia (record italiano dell'era Open) fu sconfitto da Raúl Ramírez, nº 5 del mondo, che interruppe una serie di undici incontri consecutivi vinti da Panatta sul rosso di Parigi.

Ai quarti di finale si fermò anche al Queen's di Londra. Dopo essere finalmente riuscito, al quarto tentativo, a superare il primo turno in questo torneo, contro Bernard Mitton, al secondo ebbe la meglio su Sherwood Stewart. Negli ottavi di finale ritrovò Kim Warwick dopo gli undici match-point che gli annullò tredici mesi prima a Roma e, anche in quella occasione, si impose salvando una palla per il match, nel secondo set. All'inizio del terzo, un crollo psicologico spinse Warwick ad abbandonare l'incontro (4-6, 9-8, 2-0 RIT).[82] Nei quarti di finale, disputati poche ore dopo per via del maltempo dei giorni precedenti, Panatta fu sconfitto da Brian Gottfried.

Nella sua settima partecipazione a Wimbledon non riuscì ad andare oltre il secondo turno. Dopo aver eliminato nel primo lo statunitense Erik Van Dillen, fu eliminato da Sandy Mayer.

Il mese di luglio fu interamente dedicato alla Coppa Davis dove l'Italia era campione in carica. Nella semifinale della Zona B europea gli "Azzurri" affrontarono la Svezia priva di Björn Borg. Panatta vinse il suo unico singolare contro Birger Andersson, e la prova di doppio con Paolo Bertolucci contro il duo formato da Jan Norback e Rolf Norberg. L'Italia sconfisse la Svezia per 4-1 conquistando il diritto di affrontare la Spagna nella finale della Zona B europea, dal 29 al 31 luglio. Panatta sconfisse Manuel Orantes, nº 6 del mondo e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, si aggiudicò la prova di doppio contro Higueras e Antonio Muñoz. Il successo di Corrado Barazzutti su Orantes regalò all'Italia il punto necessario al passaggio del turno, rendendo inutile il secondo incontro disputato a risultato acquisito da Panatta che, infastidito dalle continue provocazioni del pubblico spagnolo, lasciò la vittoria in mano a Javier Soler, aggiudicandosi un solo game e arrivando addirittura allo scontro fisico con uno spettatore che lo aveva colpito al rientro negli spogliatoi.[83] Il punteggio definitivo della sfida fu 3-2 per l'Italia.

Panatta prese quindi parte per la quarta volta agli US Open dove sì fermò al terzo turno. Nei primi due aveva eliminato il tedesco Frank Gebert e Steve Krulevitz. Nei sedicesimi fu eliminato da Dick Stockton.[13]

A metà settembre, al Foro Italico di Roma, l'Italia disputò la semifinale Interzone di Coppa Davis contro la Francia. Panatta superò Patrice Dominguez, e la vittoria di Panatta e Bertolucci su Dominguez e Jauffret garantì all'Italia la sua quarta finale di Coppa Davis. A risultato acquisito Panatta perse soltanto tre game con Jauffret.

La finale andò in scena a dicembre contro l'Australia sull'erba del White City Stadium di Sydney. Alla prima sconfitta di Panatta con Tony Roche seguì quella di Corrado Barazzutti con John Alexander. La vittoria in doppio di Panatta e Bertolucci su John Alexander e Phil Dent riaprì le speranze dell'Italia ma Alexander chiuse i conti contro Panatta rimontando uno svantaggio di due set a uno e imponendosi con il punteggio di 6-4, 4-6, 2-6, 8-6, 11-9, con Panatta che, a due punti dal match, in vantaggio 6-5 e servizio nel quarto set, commise un doppio fallo che riaprì l'incontro.[84] L'Australia vinse la sfida per 3-1 e si aggiudicò la sua XXIVa Coppa Davis.[85]

Panatta chiuse la stagione al nº 23 della classifica mondiale.

1978: Tokyo, finale a Roma, ottavi a New YorkModifica

Dopo tre sconfitte consecutive al primo turno sul sintetico negli Stati Uniti, partecipò al Milano Indoor dove si fermò nei quarti di finale sconfitto per l’ottava volta in carriera da Björn Borg, nº 3 del mondo (6-3, 6-3).

Al torneo di Monte Carlo venne fermato nei quarti di finale da Corrado Barazzutti, dopo aver superato al primo turno John Lloyd e negli ottavi il lucky loser Gianni Ocleppo.

Alla sua undicesima partecipazione, Panatta approdò per la seconda (record per il tennis italiano nell'era Open) e ultima volta in finale agli Internazionali d'Italia. Al primo turno il sorteggio gli riservò Vitas Gerulaitis, nº 4 del mondo e testa di serie nº 2, che superò con il punteggio di 7-6, 7-5, rimontando da 0-5 nel primo set, con due set-point salvati sul 2-5, e da 3-5 nella seconda partita, davanti a un pubblico in delirio di cui Gerulaitis non mancò di lamentarsi a fine incontro.[86] Al secondo turno Panatta eliminò Terry Moor. Negli ottavi di finale, la spuntò su Hank Pfister con il punteggio di 5-7, 6-3, 7-6(13) al termine di un tiebreak durato 28 minuti, con quattro match-point annullati. Dopo il successo su Victor Amaya nei quarti, in semifinale affrontò José Higueras che abbandonò l'incontro all'inizio del terzo set dopo essere stato in vantaggio per 6-0, 5-1, in plateale polemica nei confronti del comportamento assunto dal pubblico durante la rimonta di Panatta. Contestualmente, abbandonò la propria postazione anche il giudice di sedia, Bert Bowron, allorché il giudice arbitro Sergio Baruti gli impedì di concedere a Higueras la ripetizione di un punto disturbato dalle intemperanze dei tifosi.[87] Nella terza finale disputata da Panatta in un torneo Masters 1000, andò in scena il quindicesimo e penultimo capitolo della rivalità con Björn Borg, nº 3 del mondo, alla sua ultima partecipazione al torneo romano. Lo svedese si impose in cinque partite (1-6, 6-3, 6-1, 4-6, 6-3) conquistando per la seconda volta il torneo, nonostante la ferita a un occhio che si era procurato con la racchetta all'inizio del primo set per evitare la puntura di un insetto, e a dispetto del comportamento fazioso del pubblico che aveva indotto Borg a minacciare il ritiro dall'incontro.[88]

Decisamente meno brillante fu la decima esperienza di Panatta al Roland Garros, che si chiuse al secondo turno con la sconfitta per mano di Jeff Borowiak dopo il successo su Jiří Granát.

A Bruxelles, dopo aver superato nei primi tre turni François Jauffret, Georges Goven e Jiří Granát, in semifinale fu eliminato a sorpresa dal qualificato Werner Zirngibl.

Dal 13 al 15 luglio l'Italia, sotto la guida di Bitti Bergamo, affrontò l'Ungheria nella semifinale della zona B europea di Coppa Davis. Panatta perse il secondo singolare contro Balázs Taróczy. La coppia Panatta-Bertolucci perse quindi la propria imbattibilità sulla terra rossa in Davis contro il duo composto da Taróczy e Szőke. Con l'Ungheria in vantaggio per 2-1 Panatta subì una delle sconfitte più cocenti della sua carriera per mano di Szőke che si impose in quattro set.[89]

Alla quinta partecipazione ottenne il suo risultato migliore agli US Open, che da quell'anno si sarebbero disputati sul cemento del National Tennis Center di New york, a Flushing Meadows–Corona Park. Al primo turno vinse per ritiro contro Manuel Orantes, nº 8 del mondo. Al secondo superò il qualificato Bruce Nichols, mentre nei sedicesimi ebbe la meglio su Marty Riessen. Nel primo ottavo di finale disputato da un tennista italiano in una prova dello Slam su cemento, fu sconfitto in cinque set dal nº 2 del mondo Jimmy Connors. Fu uno degli incontri migliori mai disputati da Panatta, che viene ricordato soprattutto per il penultimo punto giocato. Nel quinto set, Connors era passato a condurre sei a cinque dopo essere stato sotto per cinque a due. Panatta era al servizio sul 40 pari dopo aver annullato quattro match-point, di cui tre consecutivi. Con Panatta che aveva seguito il servizio a rete, Connors giocò un passante di diritto lungo-linea sul quale l'italiano piazzò una strettissima volée incrociata di dritto. Quasi dalle tribune, Connors fece partire un passante di rovescio lungo-linea, a una mano, che passò lateralmente al paletto della rete, sfiorò il giudice del net e atterrò all'incrocio delle righe.[90][91] Panatta, fiaccato psicologicamente dalla prodezza dell'avversario, commise doppio fallo nel punto successivo concedendo la vittoria a Connors, futuro vincitore del torneo.[92]

A San Francisco giunse ai quarti di finale dove fu sconfitto da John McEnroe nel primo confronto diretto tra i due giocatori. Anche a Madrid raggiunse i quarti, senza perdere un set, superando nell'ordine Lito Álvarez, Colin Dowdeswell e Vladimír Zedník. A eliminarlo fu Tomáš Šmíd

A Tokyo superò nei primi tre turni altrettanti giocatori di casa, nell’ordine, Akinori Naguro (6-2, 6-1), Jun Kamiwazumi (6-7, 7-6, 6-3) e Jun Kuki (6-4, 6-4). In semifinale si impose su Buster Mottram (6-4, 4-6, 6-4). Nella sua ventiduesima finale ATP sconfisse Pat DuPré con il punteggio di 6-3, 6-3. Fu il suo nono titolo ATP in carriera, il secondo conquistato fuori dall'Europa e l'unico nel continente asiatico.

Chiuse la stagione con la finale conquistata al torneo di Bologna indoor. Al primo turno superò Ezio di Matteo; negli ottavi di finale sconfisse il francese Jean-Louis Haillet e nei quarti Tomáš Šmíd. In semifinale superò Željko Franulović. Nella sua ventitreesima finale ATP si arrese a Peter Fleming.[93]

Concluse la stagione al nº 24 della classifica mondiale.

1979: rimpianto Wimbledon, terza finale DavisModifica

Nei cinque incontri di Round Robin del WCT Tournament of Champions di Dorado, ottenne una sola vittoria, su Manuel Orantes, e quattro sconfitte, contro Peter Fleming, Ilie Năstase (la sua decima e ultima contro il tennista romeno), Vitas Gerulaitis, nº 5 ATP, e Jimmy Connors, nº 1.

Dal 16 al 18 marzo l'Italia affrontò la Danimarca, nel turno preliminare della zona A europea di Coppa Davis. Panatta conquistò il primo singolare, sconfiggendo Michael Mortensen. La successiva vittoria di Corrado Barazzutti su Carl-Edvard Hedelund e il successo in doppio di Panatta e Bertolucci su Mortensen e Hedelund garantirono all'Italia la qualificazione al turno successivo, rendendo inutili gli ultimi due singolari, con l’ultimo vinto da Panatta su Hedelund, che fissò il punteggio della sfida sul 5-0 per l'Italia.

Al WCT di Milano Panatta giunse in semifinale superando al primo turno Ismail El Shafei e negli ottavi di finale José Luis Clerc. Nei quarti eliminò Gene Mayer. A sbarrargli la strada nel penultimo atto fu John Alexander, che lo eliminerà anche all'esordio nel torneo di Monte Carlo dove non era mai stato sconfitto al primo turno.

Nel successivo torneo di Las Vegas si spinse fino ai quarti di finale sconfiggendo il qualificato Bruce Manson e Wojciech Fibak, per poi arrendersi a Gene Mayer.

Nella prima settimana di maggio, a Düsseldorf, prese parte alla seconda edizione della Nations Cup. Nei gironi eliminatori, contro la Spagna sconfisse Manuel Orantes e, contro l'Argentina Ricardo Cano. Affrontando gli Stati Uniti in semifinale ebbe la meglio su Eddie Dibbs, nº 6 del mondo. In finale l'Italia sfidò l’Australia e Panatta superò Phil Dent, successo che, tuttavia, non fu sufficiente alla sua squadra per conquistare il trofeo.

La dodicesima partecipazione di Panatta agli Internazionali d'Italia si concluse ai quarti di finale. Al primo turno aveva eliminato Ricardo Cano, nei sedicesimi Bill Scanlon e negli ottavi José Higueras, tornato al Foro Italico nonostante la promessa di non disputare più il torneo a causa delle vicende accadute nell'edizione precedente. A interrompere il cammino di Panatta fu Guillermo Vilas, nº 3 del mondo, che salvò due match point sul 3-5 in suo sfavore nel terzo set.

Il terzo turno fu invece il capolinea dell'undicesima presenza di Panatta al Roland Garros, che all'esordio aveva eliminato Ángel Giménez e nel secondo turno si era imposto su Jan Kodeš. Nei sedicesimi fu eliminato da Eliot Teltscher nonostante due set di vantaggio.

Dal 15 al 17 giugno l'Italia affrontò la Polonia, nei quarti della zona A europea di Coppa Davis. Panatta fu sconfitto nel primo singolare da Wojciech Fibak, mentre in doppio, insieme a Barazzutti, sconfisse Fibak e Tadeusz Nowicki portando in vantaggio l'Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Barazzutti su Fibak rese inutile il successo di Panatta su Drzymalski, a risultato acquisito a favore dell’Italia, che fissò il punteggio della sfida sul 4-1.

L'ottava partecipazione a Wimbledon fu la sua migliore in carriera. Al primo turno sconfisse Ángel Giménez, vincendo per la prima volta in carriera un incontro in tre set in questo torneo. Nel turno successivo dovette ricorrere invece alla quinta partita per eliminare la wild card Jonathan Smith. Nei sedicesimi sconfisse in tre tie-break Ove Bengtson. Nella sua ottava e ultima presenza agli ottavi di finale di una prova del Grande Slam (record italiano detenuto a pari merito con Fabio Fognini e Matteo Berrettini), superò Sandy Mayer ancora in tre set. Il primo quarto di finale raggiunto da un tennista italiano a Wimbledon in era Open (quarto della storia), perso da Panatta contro Pat DuPrè nonostante un vantaggio di due set a uno,[94] costituisce uno dei più grandi rimpianti nella carriera del giocatore.[95]

Dal 13 al 15 luglio, nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, l'Italia sconfisse l'Ungheria per 3-2, sulla terra rossa del campo centrale del Foro Italico di Roma. Dopo la traumatica sconfitta subita l'anno precedente, Panatta nel suo primo singolare concesse a Péter Szőke soltanto tre game. In doppio Taróczy e Szőke riaprirono il confronto superando Panatta e Bertolucci, ma il successo di Barazzutti su Szőke regalò la qualificazione all'Italia.

Non andò oltre il primo turno la sua sesta partecipazione agli US Open, dove fu sconfitto da Kevin Curren.

Dal 14 al 16 settembre, nella finale della Zona A europea di Coppa Davis, disputata ancora al Foro Italico di Roma, l'Italia sconfisse 4-1 la Gran Bretagna. Panatta esordì con la sua seconda sconfitta in Coppa Davis al Foro Italico, contro Buster Mottram. La vittoria di Panatta su John Lloyd sancì la qualificazione dell'Italia alla semifinale Interzone.

Subito dopo Panatta raggiunse la semifinale al torneo di Palermo. Al primo turno eliminò l'italiano Roberto Meneschincheri. Nei sedicesimi superò John Feaver, mentre nei quarti dovette ricorrere al tie-break del terzo set, per spuntarla su Peter McNamara. In semifinale Corrado Barazzutti gli concesse soltanto tre game.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, vinta per 4-1 sulla Cecoslovacchia e disputata al Foro Italico dal 5 al 7 ottobre, Panatta sconfisse Ivan Lendl aggiudicandosi per 6-0 sia il terzo sia il quarto set.[96] In doppio, superando Šmíd e Jan Kodeš, Panatta e Bertolucci portarono in vantaggio l'Italia prima dell’ultima giornata, quando il successo di Barazzutti su Lendl assicurò agli azzurri la loro quinta finale di Coppa Davis. A risultato acquisito, Panatta sconfisse Šmíd.

Al torneo Godó di Barcellona superò il primo turno a spese dello spagnolo Miguel Mir. Al secondo eliminò Jairo Velasco. Negli ottavi sconfisse per la seconda volta in pochi giorni Ivan Lendl. Fu Raúl Ramírez, nº 8 del mondo, a eliminarlo nei quarti di finale.[93]

Dal 14 al 16 dicembre l'Italia disputò la sua quinta finale di Coppa Davis (la terza per Panatta), dove fu sconfitta 5-0 dagli Stati Uniti sul sintetico del Civic Auditorium di San Francisco. La squadra era capitanata da Vittorio Crotta che sostituiva Bitti Bergamo, tragicamente scomparso in un incidente stradale il 12 ottobre, cinque giorni dopo la semifinale contro la Cecoslovacchia. Panatta uscì nuovamente sconfitto dal suo secondo confronto diretto con John McEnroe[97] e nulla poté in doppio, insieme a Paolo Bertolucci, contro la coppia formata da Bob Lutz e Stan Smith. A risultato acquisito a favore degli Stati Uniti, Panatta fu battuto anche da Gerulaitis. Gli Stati Uniti alzarono la Coppa per la 26ª volta.[98][99]

Panatta chiuse la stagione al nº 28 della classifica mondiale.[100]

1980: quarta finale Davis, decimo titolo in singolare, doppio a Monte CarloModifica

 
Panatta nei primi anni 1980 circa

Al torneo di Rotterdam superò al primo turno Butch Walts per poi arrendersi allo statunitense Chris Delaney. Seguì una serie di sconfitte al primo turno, tra cui quella subita a Monte Carlo contro Guillermo Vilas, nº 6 ATP. Nel torneo di doppio del Principato, dove era testa di serie nº 2 insieme a Paolo Bertolucci, conquistò però il più importante dei suoi diciotto titoli nel circuito maggiore, sconfiggendo in finale la coppia formata da John McEnroe e Vitas Gerulaitis in tre set. Nell'era Open Panatta / Bertolucci è l'unica coppia italiana ad aver trionfato a Monte Carlo.

Nel mese di maggio prese parte alla terza edizione della Nations Cup dove l'Italia arrivò in finale per il secondo anno consecutivo. Contro la Cecoslovacchia sconfisse Tomáš Šmíd. Contro l'Argentina superò José Luis Clerc, mentre nell'ultimo turno del round robin, contro la Germania, concesse soltanto due game a Rolf Gehring. Nella semifinale, in cui l'Italia sconfisse gli Stati Uniti, Panatta superò Harold Solomon, nº 8 del mondo. In finale l'Italia affrontò l'Argentina, vincitrice della manifestazione e Panatta fu sconfitto da José Luis Clerc.

Nel successivo torneo di Firenze, conquistò il suo decimo e ultimo titolo ATP in carriera. Arrivò in finale senza perdere un set superando, nell'ordine, l'australiano Warren Maher (6-2, 6-3), Jiří Hřebec (6-4, 6-2), José Luis Clerc (6-4, 7-5) e nei quarti Gianni Ocleppo (6-3, 6-3). L'unico set del torneo lo cedette a Raúl Ramírez imponendosi con il punteggio di 6-2, 2-6, 6-4 nella sua ventiquattresima finale ATP. Quello di Firenze fu il suo ottavo titolo del circuito maggiore conquistato su terra rossa outdoor (record italiano).

Nella sua tredicesima presenza agli Internazionali d'Italia il cammino si fermò al secondo turno per mano di Brian Gottfried.

Nella sua dodicesima partecipazione al Roland Garros, un sorteggio poco fortunato lo mise di fronte a Jimmy Connors, nº 2 del ranking mondiale, che Panatta affrontava per la decima e ultima volta in carriera. Il tennista statunitense si impose in quattro set, chiudendo con otto vittorie e due sconfitte il proprio bilancio nei confronti diretti tra i due giocatori.

Dal 13 al 15 giugno l'Italia sconfisse per 5-0 la Svizzera nella semifinale della zona A europea di Coppa Davis.[101]Panatta superò Roland Stadler. In doppio Panatta e Paolo Bertolucci si imposero sui fratelli Heinz e Markus Günthardt, garantendo all'Italia la qualificazione alla finale europea.

Nella sua nona e ultima presenza a Wimbledon Panatta superò i primi due turni in cinque set, rispettivamente contro Erik Van Dillen (rimontando due set di svantaggio) e Corrado Barazzutti. Nei sedicesimi fu superato facilmente da Gene Mayer. Fu l'ultimo incontro ATP da lui disputato sull'erba.

Dall’11 al 13 luglio l'Italia superò la Svezia per 3-2 nella finale della zona A europea di Coppa Davis, disputata al Foro Italico di Roma. Panatta fu sconfitto nel secondo singolare da Stefan Simonsson. Il successo in doppio di Panatta e Bertolucci sui fratelli Hans e Stefan Simonsson riportò in vantaggio l'Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Panatta su Johansson assicurò all'Italia il punto della qualificazione.

Al torneo di Palermo Panatta giunse in semifinale senza perdere un set superando, rispettivamente, Ismail El Shafei, Balázs Taróczy e il boliviano Mario Martínez. Nel penultimo atto del torneo fu sconfitto da Paul McNamee.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, vinta dall'Italia per 3-2 sull'Australia e disputata al Foro Italico dal 19 al 21 settembre, Panatta sconfisse Paul Mcnamee. In doppio Panatta e Bertolucci superarono McNamara e McNamee, portando in vantaggio l'Italia prima dell’ultima giornata. Nel suo secondo singolare, battendo Mcnamara, Panatta assicurò all'Italia la sua sesta finale di Coppa Davis della storia.

A Ginevra raggiunse la sua venticinquesima finale ATP, superando nell'ordine Onny Parun, Rick Fagel e Vitas Gerulaitis, nº 4 del mondo. In semifinale non ebbe problemi contro Roland Stadler. A sollevare il trofeo fu Balázs Taróczy, che in finale concesse a Panatta soltanto cinque giochi.

Al torneo Godó di Barcellona, Panatta raggiunse la semifinale eliminando, rispettivamente, Georges Goven, Stanislav Birner, Eddie Dibbs, nº 10 ATP e nei quarti Corrado Barazzutti. In semifinale fu sconfitto per la prima volta in carriera da Ivan Lendl.

Al torneo indoor di Parigi disputò la sua ventiseiesima (record per il tennis italiano) e ultima finale ATP, dove arrivò senza perdere un set eliminando Christophe Casa, Miguel Mir, Paolo Bertolucci e il qualificato José López Maeso. Nell'ultimo atto si inchinò a Brian Gottfried.

Dal 14 al 16 dicembre l'Italia disputò la sua sesta finale di Coppa Davis (la quarta per Panatta), dove fu sconfitta 4-1 dalla Cecoslovacchia. Nel primo singolare Panatta fu battuto da Tomáš Šmíd dopo essere stato in vantaggio per due set a zero. Anche il doppio Panatta-Bertolucci perse la sfida contro la coppia Lendl-Šmíd. La finale era già decisa al termine della seconda giornata,[102] in una sfida che non mancò di suscitare vaste polemiche sull'arbitraggio, giudicato molto parziale dalla squadra italiana.[103]

Panatta chiuse la stagione al nº 32 della classifica mondiale.

1981: semifinale a Monte CarloModifica

La stagione partì con il primo turno della nuova formula del World Group di Coppa Davis, contro la Gran Bretagna Panatta fu sconfitto nel primo singolare da Buster Mottram, e in coppia con Paolo Bertolucci, perse il doppio contro Andrew Jarrett e Jonathan Smith ma ristabilì la parità sconfiggendo Lewis in singolare. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram determinò l’eliminazione dell’Italia.[104]

La semifinale del 1981 è il miglior risultato ottenuto da Panatta a Monte Carlo. Superando i primi due turni senza perdere un set, contro Fernando Luna e Victor Pecci, raggiunse per la sesta volta i quarti di finale nel Principato (record per il tennis italiano), dove sconfisse José Higueras, prima di cedere a Guillermo Vilas.

Alla sua quattordicesima partecipazione agli Internazionali d'Italia giunse ai quarti di finale cedendo soltanto otto giochi in tre turni. All'esordio superò lo spagnolo Gabriel Urpi e nei sedicesimi Tom Gullikson. Negli ottavi, contro Marko Ostoja, vinse l'ultimo incontro della sua carriera agli Open d'Italia. A interrompere il suo cammino, al tie-break del terzo set, fu José Luis Clerc, nº 8 del mondo e futuro vincitore del torneo.

Al primo turno del suo tredicesimo Roland Garros, andò in scena la replica della finale del 1976. Contro Harold Solomon, nº 7 del mondo, Panatta ottenne la sua ventiquattresima e ultima vittoria in carriera contro un top 10 (record per il tennis italiano). Al turno successivo fu estromesso da Thierry Tulasne.

Al torneo di Bruxelles sconfisse al primo turno Eduardo Bengoechea e al secondo Jan Norback. Nei quarti di finale fu eliminato da Steve Krulevitz. A Venezia fu sconfitto nuovamente nei quarti, da Pedro Rebolledo.

Dopo tre tornei Challenger disputati in Italia, riuscì a superare due turni alla sua ultima partecipazione agli US Open, rispettivamente contro Ferdi Taygan e Roland Stadler, prima di inchinarsi a Guillermo Vilas, nº 4 del mondo.

A ottobre l'Italia affrontò la Corea del Sud negli spareggi retrocessione del World Group di Coppa Davis. Per conquistare la salvezza furono sufficienti le prime due giornate in cui Panatta vinse il proprio singolare con Choon-Ho Kim e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, il doppio contro il duo Choon-Ho Kim / Dong-Wook Song.

Nel torneo di Barcellona fu eliminato nei quarti di finale in tre partite da Ivan Lendl, nº 6 del mondo e futuro vincitore del torneo, dopo aver superato i primi tre turni senza perdere un set, rispettivamente contro Georges Goven, Roland Stadler e Corrado Barazzutti.

Concluse l'annata alla posizione nº 40 della classifica mondiale.

1982: tramontoModifica

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, si ripropose a campi invertiti la sfida dell'anno precedente. Al Foro Italico di Roma Panatta fu nuovamente sconfitto nel primo singolare da Buster Mottram, mentre insieme a Paolo Bertolucci vinse il doppio contro Andrew Jarret e Jonathan Smith. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram rese quindi decisivo il quinto match, in cui Panatta superò Lewis in tre set regalando la qualificazione all'Italia. Fu l'ultimo incontro da lui vinto in Coppa Davis in singolare.

Nella sua ultima partecipazione in carriera al torneo di Monte Carlo, dopo aver superato al primo turno Paul McNamee, disputò il suo ultimo confronto diretto con Björn Borg, nº 6 del mondo, che lo sconfisse per la decima volta, con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-4.

Dopo un anno d'assenza tornò a giocare la Nations Cup dove ottenne le vittorie contro l'argentino Alejandro Ganzabal e Thierry Tulasne, arrendendosi poi a Paul McNamee.

Nella sua quindicesima presenza agli Internazionali d'Italia fu sconfitto per la terza volta in carriera al primo turno, da Bruce Manson. La sua ultima presenza al Roland Garros lo vide fermarsi al secondo turno per mano di Wojtek Fibak, dopo aver superato all'esordio Pascal Portes.

Nei quarti di finale del World Group di Coppa Davis e vinti dalla Nuova Zelanda per 3-2, Panatta perse in cinque set contro Russell Simpson. In coppia con Paolo Bertolucci accorciò le distanze per l'Italia superando il duo Chris Lewis-Simpson. La sconfitta che Panatta subì in singolare contro Chris Lewis decretò però l'eliminazione dell'Italia dalla competizione.[105]

Il 9 agosto uscì per la prima volta dalla top 100, dopo 468 settimane consecutive di permanenza.

Seguirono quattro uscite al primo turno. A distanza di quattro mesi dall'ultima, arrivò una vittoria, nel primo turno del torneo di Vienna a spese di Per Hjertquist. Negli ottavi di finale Panatta fu sconfitto da Brian Gottfried.

Nel torneo di Parigi riuscì per la prima volta in stagione a superare due turni eliminando, rispettivamente, João Soares e Mel Purcell, prima di venire sconfitto da Bill Scanlon. L'ultimo torneo da lui disputato in stagione, a Stoccolma, lo vide fermarsi agli ottavi di finale dove fu fermato dallo statunitense Erick Iskersky, dopo aver eliminato il qualificato Ulf Pettersson e Hans Simonsson.[93] Chiuse la stagione alla posizione nº 174 della classifica mondiale.

1983: ritiroModifica

Nel 1983 disputò soltanto sei tornei di singolare nel circuito maggiore. Nei primi quattro subì altrettante sconfitte al primo turno: nell'ultimo match da lui disputato sul cemento, al torneo indoor di Nancy, fu battuto da Wojciech Fibak; a Milano, suo ultimo incontro in carriera sul sintetico, fu eliminato da Tim Mayotte; a Firenze a sconfiggerlo fu Eddie Dibbs, mentre alla sedicesima e ultima partecipazione agli Internazionali d'Italia, uscì di scena all'esordio per mano di Pablo Arraya in due set.

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro l'Irlanda, fu schierato soltanto in doppio e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, vinse il suo ultimo match di Davis, contro la coppia Matt Doyle / Sean Sorensen, contribuendo alla qualificazione, 3-2, dell'Italia al turno successivo.[106]

Giungendo ai quarti di finale del torneo di Venezia ottenne le sue uniche due vittorie di quella stagione in singolare. Al primo turno superò il francese Jean Marc Piacentile. Il successo in due set (6-3, 6-1) negli ottavi di finale contro lo statunitense Pender Murphy fu la sua ultima vittoria ATP in singolare. Nei quarti fu eliminato da Bernard Fritz.

A luglio si concluse la sua carriera in Coppa Davis. Nei quarti di finale del World Group, contro l'Argentina, nella sua ultima apparizione al Foro Italico di Roma, fu sconfitto sia in singolare, da Guillermo Vilas, sia in doppio, insieme a Paolo Bertolucci, dalla coppia Vilas / Clerc.[107]

Al termine della sfida di Davis convocò una conferenza stampa in cui annunciò ufficialmente il ritiro dalle competizioni agonistiche entro la fine della stagione.[108]

Il 18 luglio del 1983, al primo turno del torneo di Kitzbühel, fu sconfitto (6-4, 6-4) dal tedesco Hans Dieter Beutel. Fu l'ultimo incontro di singolare da lui disputato in carriera.[109][110][111]

Dopo il ritiroModifica

 
Panatta (a destra), capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis, esulta con Camporese nei quarti dell'edizione 1997.

Dopo aver abbandonato le competizioni nel 1983 ricoprì la carica di capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis dal 1984 al 1997, guidando la sua squadra fino alle semifinali nel 1996 e 1997.

Terminata la carriera tennistica si dedicò alla motonautica ottenendo ottimi risultati nell'offshore: nel 1991 stabilì il primato mondiale di velocità nella categoria entrobordo,[112] mentre nel 2004 si laureò campione del mondo nella classe Evolution con il team romano Thuraya.[113]

Dal 2010 al 2012 è stato ospite fisso, insieme allo scrittore Fulvio Abbate, della trasmissione televisiva di LA7 (ah)iPiroso condotta da Antonello Piroso.

Nel 2017 è protagonista, insieme ad Edoardo Vianello, Claudio Lippi e Lando Buzzanca del docureality di Rai 2 Meglio tardi che mai, girato in Giappone. Sua è anche la voce fuori campo che commenta gli episodi.[114]

Dal 2018 al 2021 è stato ospite fisso e opinionista della trasmissione Quelli che il calcio su Rai 2.

Dall'ottobre del 2022 affianca Paola Ferrari nella conduzione di Domenica Dribbling, in onda la domenica pomeriggio su Rai 2.

StatisticheModifica

Grande SlamModifica

Torneo 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 V–S
Roland Garros 1T 4T 3T QF SF 2T SF V QF 2T 3T 1T 2T 2T A 35–13
Wimbledon A 1T 3T 2T A 3T 2T 3T 2T A QF 3T A A A 17-9
US Open (erba) A A A 1T 3T A Non più disputato su questa superficie 2–2
US Open (Terra) Disputato su erba A 2T 3T Non più disputato su questa superficie 3–2
US Open (cemento) Disputato su erba Disputato su terra Har-Tru 4T 1T A 3T A A 5–3
Australian Open 1T A A A A A A A A A A A A A A 0–1
Titoli 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1
Vittorie-Sconfitte 0–2 3–2 4–2 5–3 7–2 3–2 7–2 10–2 7–3 4–2 6–3 2-2 3-2 1-1 0-0 62-30

SingolareModifica

Vittorie (10)Modifica

Grande Slam (1)
ATP Tour Masters 1000 (2)
ATP Tour 500 (1)
ATP Tour 250 (6)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1971   Senigallia Terra rossa   Martin Mulligan 6–3, 7–5, 6–1
2. 1973   Bournemouth Terra rossa   Ilie Năstase 6–8, 7–5, 6–3, 8–6
3. 1974   Firenze (1) Terra rossa   Paolo Bertolucci 6–3, 6–1
4. 1975   Kitzbühel Terra rossa   Jan Kodeš 2–6, 6–2, 7–5, 6–4
5 1975   Stoccolma Cemento Indoor   Jimmy Connors 4–6, 6–3, 7–5
6. 1976   Roma Terra rossa   Guillermo Vilas 2–6, 7–65, 6–2, 7–61
7. 1976   Roland Garros Terra rossa   Harold Solomon 6-1, 6-4, 4-6, 7-63
8. 1977   Houston Terra Har-Tru   Vitas Gerulaitis 7-6(4), 6(3)-7, 6-1
9. 1978   Tokyo Terra rossa   Pat Du Pré 6–3, 6–3
10. 1980   Firenze (2) Terra rossa   Raúl Ramírez 6–2, 2–6, 6–4

Sconfitte (16)Modifica

ATP Tour Masters 1000 (1)
ATP Tour 500 (5)
ATP Tour 250 (10)
No. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1972   Amburgo Terra rossa   Manuel Orantes 3–6 8–9 0–6
2. 1972   Gstaad Terra rossa   Andrés Gimeno 5–7, 8–9, 4–6
3. 1973   Valencia Terra rossa   Manuel Orantes 4–6, 4–6, 3–6
4. 1973   Barcellona Terra rossa   Ilie Năstase 1–6, 6–3, 1–6, 2–6
5. 1973   Nizza Terra rossa   Manuel Orantes 6–7, 7–5, 6–4, 6–7, 10–12
6. 1973   Madrid Terra rossa   Ilie Năstase 3–6, 6–7, 7–5, 1–6
7. 1973   Firenze Terra rossa   Ilie Năstase 3–6, 6–3, 6–0, 6–7, 4–6
8. 1974   Båstad Terra rossa   Björn Borg 3–6, 0–6, 7–6(2), 3–6
9. 1975   Madrid (2) Terra rossa   Jan Kodeš 2–6, 6–3, 6–7, 2–6
10. 1975   Barcellona (2) Terra rossa   Björn Borg 6–1, 6–7(5), 3–6, 2–6
11. 1975   Buenos Aires Terra rossa   Guillermo Vilas 1-6, 4–6, 4-6
12. 1976   Gstaad (2) Terra rossa   Raúl Ramírez 5–7, 7–6, 1–6, 3–6
13. 1978   Roma Terra rossa   Björn Borg 1-6, 6-3, 6-1, 4-6, 6-3
14. 1978   Bologna Sintetico indoor   Peter Fleming 2–6, 6–7(5)
15. 1980   Ginevra Terra rossa   Balázs Taróczy 3–6, 2–6
16. 1980   Parigi Sintetico indoor   Brian Gottfried 6–4, 3–6, 1–6, 6–7

Titoli vinti in doppio (18)Modifica

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1973   ATP Firenze, Firenze Terra rossa   Paolo Bertolucci   Juan Gisbert /   Ilie Năstase 6-3, 6-4
2. 1974   ATP Firenze, Firenze (2) Terra rossa   Paolo Bertolucci   Robert Machan /   Balázs Taróczy 6-3, 3-6, 6-4
3. 1974   Swedish Open, Båstad Terra rossa   Paolo Bertolucci   Ove Nils Bengtson /   Björn Borg 6-3, 2-6, 6-3
4. 1974   Sao Paulo WCT, San Paolo del Brasile Sintetico indoor   Ion Țiriac   Ove Nils Bengtson /   Björn Borg 7–5, 3–6, 6–3
5. 1975   Bologna Indoor, Bologna Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Arthur Ashe /   Tom Okker 6-3, 3-6, 6-3
6. 1975   Rothmans International London, Londra Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Jürgen Fassbender /   Hans-Jürgen Pohmann 6-3, 6-4
7. 1975   Austrian Open, Kitzbühel Terra rossa   Paolo Bertolucci   Patrice Dominguez /   François Jauffret 6-2, 6-2, 7-6
8. 1975   ATP Buenos Aires, Buenos Aires Terra rossa   Paolo Bertolucci   Jürgen Fassbender /   Hans-Jürgen Pohmann 3-6, 6-1, 8-6
9. 1977   Houston Open, Houston Terra rossa   Ilie Năstase   John Alexander /   Phil Dent 6-3, 6-4
10. 1977   St. Louis WCT, St. Louis WCT Sintetico indoor   Ilie Năstase   Vijay Amritraj /   Dick Stockton 6–4, 3–6, 7–6
11. 1977   Rothmans International London, Londra (2) Sintetico indoor   Ilie Năstase   Mark Cox /   Eddie Dibbs 7-6(5), 6-7(3), 6-3
12. 1978   ATP Firenze, Firenze (3) Terra rossa   Corrado Barazzutti   Mark Edmondson /   John Marks 6-3, 6-7, 6-3
13. 1979   Torneo Godó, Barcellona Terra rossa   Paolo Bertolucci   Carlos Kirmayr /   Cássio Motta 6-4, 6-3
14. 1979   ATP Firenze, Firenze (4) Terra rossa   Paolo Bertolucci   Ivan Lendl /   Pavel Složil 6-4, 6-3
15. 1980   Monte Carlo Open, Monte Carlo Terra rossa   Paolo Bertolucci   Vitas Gerulaitis /   John McEnroe 6-2, 5-7, 6-4
16. 1980   Paris Open, Parigi Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Brian Gottfried /   Raymond Moore 6-4, 6-4
17. 1981   Lorraine Open, Nancy Cemento indoor   Ilie Năstase   John Feaver /   Jiří Hřebec 6–4, 2–6, 6–4
18. 1982   ATP Firenze, Firenze (5) Terra rossa   Paolo Bertolucci   Sammy Giammalva Jr. /   Tony Giammalva 7-6, 6-1

Finali perse in doppio (10)Modifica

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1973   British Hard Court Championships, Bournemouth Terra rossa   Ion Țiriac   Juan Gisbert /   Ilie Năstase 4-6, 6-8
2. 1975   Richmond WCT, Richmond Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Hans Kary /   Fred McNair 6-7, 7-5, 6-7
3. 1975   Barcelona WCT, Barcellona Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Arthur Ashe /   Tom Okker 5-7, 1-6
4. 1976   Swiss Open Gstaad, Gstaad Terra rossa   Paolo Bertolucci   Jürgen Fassbender /   Hans-Jürgen Pohmann 5-7, 3-6, 3-6
5. 1976   Stockholm WCT, Stoccolma Sintetico indoor   Tom Okker   Aleksandre Met'reveli /   Ilie Năstase 4-6, 5-7
6. 1977   Carolinas International Tennis, Charlotte Sintetico indoor   Corrado Barazzutti   Tom Okker /   Ken Rosewall 1-6, 6-3, 6-7
7. 1977   Mexico City WCT, Città del Messico Cemento   Ilie Năstase   Wojciech Fibak /   Tom Okker 2-6, 3-6
8. 1977   Masters Doubles WCT, Kansas City Sintetico indoor   Vitas Gerulaitis  Vijay Amritraj /   Dick Stockton 6-7, 6-7, 6-4, 3-6
9. 1979   Alan King Tennis Classic, Las Vegas Cemento   Raúl Ramírez   Marty Riessen /   Sherwood Stewart 6-4,4-6, 6-7
10. 1981   ATP Firenze, Firenze Terra rossa   Paolo Bertolucci   Raúl Ramírez /   Pavel Složil 3-6, 6-3, 3-6

Posizioni nella classifica ATP di fine annoModifica

  • 1973: 14º
  • 1974: 34º
  • 1975: 14º
  • 1976: 7º
  • 1977: 23º
  • 1978: 24º
  • 1979: 28º
  • 1980: 32º
  • 1981: 40º

Record assolutiModifica

  • È l'unico tennista al mondo ad aver vinto nella stessa stagione gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros senza aver mai raggiunto la prima posizione della classifica mondiale computerizzata.
  • È il tennista che in era Open ha salvato il maggior numero di match point (11) in un incontro vinto, a pari merito con Simon Youl.

Record nazionaliModifica

È l’unico tennista italiano ad aver:

  • vinto nella stessa stagione gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros.
  • vinto almeno un torneo in tutte le categorie del circuito maggiore (Grande Slam, ATP Tour Masters 1000, ATP Tour 500, ATP Tour 250).

È l’unico tennista italiano dell'era Open ad aver:

  • vinto una prova del Grande Slam.
  • vinto gli Internazionali di Francia.
  • vinto due titoli di categoria equivalente all'attuale ATP Tour Masters 1000.
  • vinto gli Internazionali d'Italia.
  • vinto 10 titoli del circuito maggiore.
  • vinto otto titoli del circuito maggiore su terra rossa outdoor.
  • vinto un torneo ATP sconfiggendo in finale il nº 1 della classifica mondiale.
  • disputato una finale al Roland Garros.
  • disputato due finali agli Internazionali d'Italia.
  • disputato tre finali in un torneo di categoria equivalente all'attuale ATP Tour Masters 1000.
  • disputato 26 finali nel circuito maggiore.
  • disputato sei finali ATP in una stessa stagione.
  • disputato tre semifinali al Roland Garros.
  • disputato due semifinali consecutive al Roland Garros.
  • disputato cinque volte i quarti di finale al Roland Garros.
  • disputato sei volte i quarti di finale al torneo di Monte Carlo.
  • disputato cinque volte i quarti di finale agli Internazionali d'Italia.
  • disputato sei volte gli ottavi di finale al Roland Garros.
  • battuto in due occasioni il nº 1 della classifica mondiale.
  • ottenuto almeno 24 vittorie contro avversari top 10.
  • disputato la finale in una prova del Grande Slam, a pari merito con Matteo Berrettini.
  • vinto due tornei ATP battendo in finale un avversario classificato nella top 10 (a pari merito con Corrado Barazzutti).
  • vinto due tornei ATP consecutivamente (a pari merito con Andrea Gaudenzi, Fabio Fognini, Jannik Sinner e Matteo Berrettini).
  • vinto un torneo del circuito maggiore su terra Har-Tru (a pari merito con Corrado Barazzutti).
  • disputato tre semifinali al livello di Grande Slam, a pari merito con Matteo Berrettini.
  • disputato sei volte i quarti di finale al livello di Grande Slam (a pari merito con Matteo Berrettini).
  • disputato tre volte consecutivamente gli ottavi di finale al Roland Garros, a pari merito con Jannik Sinner.
  • disputato tre finali ATP consecutivamente, a pari merito con Fabio Fognini e Matteo Berrettini.

È stato il primo tennista italiano:

  • ad aver disputato gli ottavi di finale di una prova del Grande Slam su cemento.
  • a essere entrato in top 10 dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato.

È stato il primo tennista italiano dell'era Open:

  • ad aver disputato la finale di un torneo del Grande Slam.
  • ad aver disputato la finale al Roland Garros.
  • ad aver vinto un torneo del circuito maggiore.
  • ad aver vinto un torneo equipollente all'attuale ATP Tour Masters 1000.
  • ad aver vinto un torneo equipollente all'attuale ATP Tour 500.
  • ad aver vinto un torneo equipollente all'attuale ATP Tour 250.
  • ad aver vinto due titoli del circuito maggiore consecutivamente.
  • ad aver vinto un torneo del circuito maggiore su terra rossa.
  • ad aver vinto un torneo del circuito maggiore su cemento indoor.
  • ad aver vinto un torneo del circuito maggiore su terra Har-Tru.
  • ad aver disputato la semifinale in una prova del Grande Slam.
  • ad aver disputato la semifinale al Roland Garros.
  • ad aver disputato i quarti di finale in una prova del Grande Slam.
  • ad aver disputato i quarti di finale al Roland Garros.
  • ad aver disputato i quarti di finale a Wimbledon.
  • ad aver partecipato alle finali dei Masters di fine anno.

È il più giovane tennista italiano:

  • ad aver raggiunto la semifinale in una prova del Grande Slam (22 anni, 10 mesi e 17 giorni).
  • ad aver raggiunto la semifinale al Roland Garros (22 anni, 10 mesi e 17 giorni).
  • ad aver vinto 7 titoli del circuito maggiore (25 anni, 11 mesi, 4 giorni).
  • ad aver vinto 8 titoli del circuito maggiore (26 anni, 9 mesi, 9 giorni).
  • ad aver vinto 9 titoli del circuito maggiore (28 anni, 3 mesi, 26 giorni).

Inoltre:

  • Vanta il miglior ranking ATP (4°) raggiunto da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato.
  • È il tennista italiano accreditato della testa di serie più alta (4) agli US Open.
  • È il tennista italiano accreditato della testa di serie più alta (2) in una prova del Grande Slam (Roland Garros) in era Open.
  • È il tennista italiano accreditato della testa di serie più alta (5) al torneo di Wimbledon in era Open.
  • Vanta la più lunga serie (16) di incontri vinti consecutivamente da un tennista italiano in era Open.
  • Vanta la più lunga serie (19) di incontri vinti consecutivamente da un tennista italiano su una singola superficie (terra rossa) in era Open.
  • Vanta la più lunga serie (11) di incontri vinti consecutivamente da un tennista italiano in una prova dello Slam (Roland Garros) in era Open.
  • Vanta il miglior ranking ATP (7°) con cui un tennista italiano abbia vinto un torneo del circuito maggiore.
  • Vanta, a pari merito con Matteo Berrettini, il miglior ranking ATP (7°) raggiunto da un tennista italiano alla chiusura di una stagione agonistica dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato.

Omaggi e riconoscimentiModifica

  • Nel maggio del 2015 fu inserita una targa a lui dedicata nella Walk of Fame dello sport italiano, a Roma, riservata agli ex-atleti italiani distintisi in campo internazionale.[116][117]
  • Nella serie tv Boris (in cui c'è un regista appassionato di tennis), tutti i pesci rossi presenti sul set portano il nome di tennisti famosi: il pesce Panatta è appunto ispirato all'omonimo tennista.

FilmografiaModifica

TelevisioneModifica

OnorificenzeModifica

  Collare d'oro al merito sportivo
«Coppa Davis 1976»
— 2018[118]

NoteModifica

  1. ^ Il totale delle vittorie e sconfitte in singolare comprende tutti gli incontri "Open" nel circuito maggiore e in Nations Cup, nonché quelli in Coppa Davis, riportati invece parzialmente dal sito ufficiale della ATP
  2. ^ CLASSIFICHE ALL TIME DEGLI ITALIANI Nicola Pietrangeli il più grande di sempre, su federtennis.it. URL consultato il 7 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2016).
  3. ^ Panatta, il più grande tennista italiano compie 70 anni: auguri campione! - Sportmediaset, su Sportmediaset.it. URL consultato il 22 agosto 2021.
  4. ^ Panatta, Più dritti che rovesci, p. 12.
  5. ^ Panatta, Più dritti che rovesci, p. 16.
  6. ^ a b Panatta, Più dritti che rovesci, p. 17.
  7. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 351.
  8. ^ Paolo Bertolucci racconta il miracolo tennistico di Formia, su Latinaoggi.eu. URL consultato il 5 aprile 2020.
  9. ^ a b Panatta, Più dritti che rovesci, p. 20.
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  15. ^ Museo dello Sport Bologna - Adriano Panatta, su museodellosportbologna.it. URL consultato il 23 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2018).
  16. ^ (EN) Gesti bianchi: quel 5º set che chiuse l'era di Nick, da allora il nuovo re diventò Adriano, in UBITENNIS, 21 agosto 2015. URL consultato il 23 agosto 2018.
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  71. ^ Profilo ATP di Adriano Panatta, su atpworldtour.com.
  72. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 354.
  73. ^ Nell'incontro decisivo della famosa finale di Coppa Davis contro il Cile nel 1976, in doppio insieme a Paolo Bertolucci, indossò una maglietta rossa in segno di protesta e dissenso verso la dittatura militare retta da Augusto Pinochet. Su questo gesto simbolico, e più in generale sul personaggio Panatta, il regista Mimmo Calopresti realizzò il documentario La maglietta rossa, nel 2009. Inoltre i Modena City Ramblers dedicarono a questa impresa la canzone "Due magliette rosse" dell'album Niente di nuovo sul fronte occidentale (album).
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  109. ^ In doppio disputò anche il primo turno degli US Open 1984, in coppia con Ilie Năstase, e fu sconfitto da Jerome Jones e Kelly Jones. Errata è l'indicazione fornita dal sito dell'ATP, secondo cui, in quello stesso anno, Panatta avrebbe disputato, insieme a Henrik Sundström, la prova di doppio del torneo di Palermo. In quel torneo, in coppia con il giocatore svedese, era iscritto e partecipò, giungendo in finale, il fratello di Panatta, Claudio.
  110. ^ Adriano Panatta 1984 ATP, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  111. ^ Sundstrom finalista in doppio - Palermo 1984, su atpworldtour.com.
  112. ^ MOTONAUTICA, PER PANATTA MONDIALE DI VELOCITA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  113. ^ Panatta campione del mondo - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  114. ^ «Meglio tardi che mai», le peripezie di quattro amici in Giappone, su TV Sorrisi e Canzoni, 19 maggio 2017. URL consultato il 17 novembre 2020.
  115. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 13 agosto 2018.
  116. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  117. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  118. ^ Collari d'oro 2018, su coni.it. URL consultato il 21 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Gianni Clerici, 500 anni di tennis, Verona, Mondadori Electa, 2007.
  • Adriano Panatta, Io e il tennis. La mia vita raccontata a Luca Liguori, Torino, SEI, 1977.
  • Adriano Panatta, Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo, Milano, Rizzoli, 2009, ISBN 978-88-17-03475-3.
  • Adriano Panatta, Il tennis è musica, Milano, Sperling & Kupfer, 2018, ISBN 978-88-200-6618-5.

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