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Adriano Panatta

ex tennista italiano
Adriano Panatta
Adriano Panatta 1976.jpg
Panatta agli Internazionali d'Italia 1976
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Ritirato 19 luglio 1983
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 401-240 (62,56%)[1]
Titoli vinti 10
Miglior ranking 4º (24 agosto 1976)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1969)
Francia Roland Garros V (1976)
Regno Unito Wimbledon QF (1979)
Stati Uniti US Open 4T (1978)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals RR (1975)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 233 - 152 (60,52%)
Titoli vinti 17
Miglior ranking 15º (24 marzo 1980)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1969)
Francia Roland Garros QF (1975, 1977, 1980)
Regno Unito Wimbledon 3T (1975, 1976)
Stati Uniti US Open 2T (1977)
Palmarès
Oro Coppa Davis 1976
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Adriano Panatta (Roma, 9 luglio 1950) è un ex tennista italiano.

Considerato il più grande giocatore italiano dell'era Open e uno dei più grandi di sempre[2][3], nel suo palmarès figurano 10 tornei del circuito maggiore in singolare (record per il tennis italiano) su 26 finali disputate, oltre a 18 titoli su 28 finali in doppio.

Nel 1975, diventò il primo tennista italiano a qualificarsi a un'edizione delle finali del Masters, impresa dopo di lui riuscita soltanto a Corrado Barazzutti e Matteo Berrettini.

Nel 1976, il suo anno migliore, conquistò gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros, contribuendo inoltre alla storica vittoria della Coppa Davis da parte della nazionale italiana. Con il 4º posto raggiunto nell'agosto di quello stesso anno vanta la miglior classifica ATP mai raggiunta da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato, e il 7º posto del 1976 è la migliore classifica con cui un tennista italiano abbia mai chiuso una stagione agonistica.

Unico giocatore al mondo in grado di sconfiggere Björn Borg agli Internazionali di Francia, è il tennista italiano che vanta il maggior numero di vittorie (23) contro avversari posizionati in top 10 ed è il solo tennista italiano ad aver vinto un torneo ATP sconfiggendo in finale il nº 1 della classifica computerizzata, nonché ad aver battuto in due occasioni il miglior giocatore del mondo.

È l'unico italiano ad aver conquistato due titoli di categoria equipollente all'attuale ATP World Tour Masters 1000 nell'era Open, e ad aver disputato sei finali del circuito maggiore in una sola stagione. Vinse per sei anni consecutivi il titolo ai Campionati italiani assoluti, dal 1970 al 1975. Nell'era Open, è il tennista che ha salvato il maggior numero di match point in un incontro vinto.

CarrieraModifica

Primi passiModifica

Visse sin da piccolo a stretto contatto con il mondo del tennis grazie al padre Ascenzio (da cui il soprannome "Ascenzietto"), che era custode del "Tennis Club Parioli" dove Adriano cominciò a cimentarsi con questo sport. Il suo desiderio da bambino era quello di diventare nuotatore, ma fu proprio il papà a iscriverlo ai corsi del circolo in cui lavorava, quando Adriano aveva sei anni.[4] Nel 1959 si trasferì al club Tre Fontane, nel quartiere Eur di Roma, dove fu affidato a due maestri, Wally Sandonnino e Simon Giordano che, convinti delle sue qualità, furono i primi a insegnargli nozioni tattiche e comportamentali, oltreché tecniche.[5] Di lì a poco si trasferì al centro federale di Formia dove fu convocato dal suo coach e mentore Mario Belardinelli.[6][7]

1968: semifinali Wimbledon Juniores - esordio nell'era amatorialeModifica

Nel 1968 fece la sua prima apparizione nel circuito amatoriale esordendo agli Internazionali d'Italia, che sarebbero diventati "Open" l'anno successivo, sconfiggendo Álvaro Peña (6-1, 6-3, 6-3), per poi essere eliminato al secondo turno da Ray Ruffels. In quella stagione la Federazione Italiana Tennis optò per non iscriverlo agli Internazionali di Francia Juniores, facendogli invece disputare il torneo giovanile di Wimbledon[8] dove, dopo aver superato Fernando Gentil e Terje Larsen, si arrese in semifinale a John Alexander, futuro vincitore del torneo.[9]

La sua seconda esperienza di quell'anno nel circuito amatoriale fu al torneo di Barcellona dove venne sconfitto da Ramanathan Krishnan. Nella sua prima trasferta in Australia all'età di 18 anni partecipò, insieme al coach Belardinelli e agli altri ragazzi del centro tecnico di Formia, a una serie di tornei amatoriali su erba, tra i quali il Queensland Championships di Brisbane dove, dopo aver eliminato al primo turno Rod Brent, sconfisse al secondo Clark Graebner, uno dei migliori giocatori del momento, col punteggio di 9-11, 9-7, 6-3.[10] Fu quel successo a convincerlo che il tennis sarebbe diventato il suo futuro.[11]Negli ottavi fu poi eliminato da Phil Dent.[12]

1969: primo successo ATPModifica

Il 1969 segnò il suo esordio nel circuito "Open", con la partecipazione a quattro tornei. Il primo lo disputò in gennaio sull'erba di Sydney, dove fu subito sconfitto da Malcolm Anderson. La settimana seguente fece il suo debutto nei tornei del Grande Slam, giocando l'unico incontro della sua carriera agli Australian Open (che all'epoca si disputarono sull'erba di Brisbane). A eliminarlo fu Terry Addison (6-0, 7-5, 6-1). Il 21 maggio è la data della sua prima vittoria nell'Era Open. Agli Internazionali d'Italia sconfisse all'esordio Wanaro N'Godrella col punteggio di 6-3, 6-4. Fu poi eliminato nei 32esimi di finale da Manuel Orantes. A maggio fece il suo debutto anche agli Internazionali di Francia del Roland Garros dove fu sconfitto al primo turno da Hans-Jürgen Pohmann.[13]

1970: vittoria agli assoluti e ottavi al Roland GarrosModifica

 
Un giovane Panatta agli esordi, 1970 circa.

Alla sua terza presenza agli Internazionali d'Italia si fermò nuovamente al secondo turno per mano di Željko Franulović, dopo che al primo aveva avuto la meglio su Owen Davidson.

Subito dopo fece il suo esordio in Coppa Davis, sulla terra battuta di Torino, contro la nazionale cecoslovacca. Dopo la sconfitta di Massimo Di Domenico con Jan Kodeš, Panatta portò l'Italia in pareggio sconfiggendo Jan Kukal. Nella prova di doppio, in coppia con Di Domenico, superò il duo Kodes-Kukal. Di Domenico perse anche con Kukal rendendo decisiva la sfida nell'ultimo singolare tra Panatta e Kodes. A imporsi fu il cecoslovacco, futuro campione del Roland Garros, decretando l'eliminazione dell'Italia per 3-2.[14]

Alla fine di maggio Panatta partecipò al suo secondo Roland Garros dove superò, in sequenza, John Alexander, Barry Phillips-Moore e Vladimír Zedník. Fu la sua prima qualificazione agli ottavi del torneo dove venne eliminato da François Jauffret. Il 22 giugno fece il suo esordio assoluto sull'erba di Wimbledon, dove Owen Davidson vendicò la sconfitta subita a Roma eliminandolo in quattro set.[13]

Il 27 settembre Panatta salì definitivamente alla ribalta del tennis italiano vincendo a sorpresa i Campionati italiani assoluti disputati a Bologna. Sconfisse in cinque set, dopo essere stato in svantaggio 1-4 nel quinto, il trentasettenne Nicola Pietrangeli, il giocatore italiano più titolato di sempre e campione in carica. Fu un incontro spartiacque che segnò un autentico passaggio di consegne tra i due campioni.[15]

1971: primo titolo ATP e bis agli assolutiModifica

La stagione cominciò con due tornei ATP disputati consecutivamente in Sicilia, entrambi su terra battuta. Nel primo, a Palermo, superò Lluis Bruguera e Sever Dron, approdando per la prima volta nei quarti di un torneo ATP dove venne eliminato da Roger Taylor. Nel secondo, tenutosi a Catania, il percorso fu identico al precedente. Nei primi due turni, prevalse su Syd Ball e Patrice Dominguez. Nel secondo quarto di finale della sua carriera, venne sconfitto da Pierre Barthes.

Sempre ad aprile l'Italia di Coppa Davis affrontava la Bulgaria nel primo turno della Zona B europea, disputato sulla terra battuta di Perugia e vinto dagli "azzurri" per 5-0. Dopo il successo di Massimo Di Domenico su Božidar Pampulov, Panatta superò Ljuben Genov. Il giorno seguente vinse la prova di doppio, con Massimo Di Domenico, sui gemelli Božidar e Matei Pampulov, rendendo ininfluenti le successive due vittorie, a risultato acquisito, di Tonino Zugarelli e dello stesso Di Domenico. Alla quarta presenza agli Internazionali d'Italia, dopo aver sconfitto al primo turno Bill Bowrey, dovette nuovamente arrendersi nei 32esimi, stavolta per mano di Arthur Ashe.

Dal 14 al 16 maggio, nei quarti della Zona B europea di Coppa Davis disputati sulla terra rossa di Zagabria, l'Italia si trovò di fronte la Iugoslavia che si impose per 3-2. Dopo la sconfitta di Nicola Pietrangeli contro Zeljko Franulovic, Panatta fu battuto da Boro Jovanović. In coppia con Massimo Di Domenico, perse anche la prova di doppio contro il duo Franulovic-Jovanovic. Gli ultimi due incontri furono vinti da Pietrangeli e Tonino Zugarelli a risultato acquisito a favore della Iugoslavia. I match delle prime due giornate furono caratterizzati da innumerevoli, accalorate proteste da parte dei giocatori italiani nei confronti di presunti errori da parte di arbitro e giudici di linea.[16]

Alla sua prima partecipazione al torneo di Amburgo, fu sconfitto al turno d'esordio da István Gulyás. Alla sua terza presenza al Roland Garros, si arrese al terzo turno. A sbarrargli la strada fu Patrice Dominguez, dopo che nei primi due turni aveva superato rispettivamente, Stanley Matthews e Wanaro N'godrella. A giugno iniziò la sua stagione sull'erba. Al suo esordio assoluto al Queen's fu subito estromesso da Pancho Gonzales. Alla seconda apparizione a Wimbledon si spinse sino ai sedicesimi dove venne sconfitto da Cliff Richey, dopo aver eliminato al primo turno il qualificato Butch Seewagen e al secondo Charles Pasarell.

Al torneo di Gstaad, sconfisse al primo turno Ross Case per poi inchinarsi a Roy Emerson.

Nell'unica edizione valevole per il Grand Prix del torneo di Senigallia, giocò il suo primo torneo come testa di serie nº 1. Negli ottavi sconfisse Vincenzo Franchitti (6-4, 5-7, 6-2) e nei quarti ebbe la meglio su Atet Wijono (6-3, 6-3). Nella sua prima semifinale in carriera sconfisse in rimonta František Pála (1-6, 6-4, 6-4). L'8 agosto, nella sua prima finale nel circuito maggiore, la prima disputata da un tennista italiano nell'era Open, piegò Martin Mulligan col punteggio di 6-3, 7-5, 6-1. Fu il suo primo titolo ATP, il primo vinto da un tennista italiano da quando i tornei erano stati aperti a professionisti e dilettanti.

A settembre, al circolo le Cascine di Firenze, andò in scena la rivincita del match di dodici mesi prima contro l'ormai trentottenne Nicola Pietrangeli, nella finale dei Campionati italiani assoluti. Fu di nuovo Panatta a spuntarla, ancora in 5 set. Era la definitiva ascesa di una nuova stella, insieme a un sipario che calava sulla storia del tennis italiano.[17]

Dopo una pausa di oltre tre mesi dal circuito maggiore, Panatta concluse la stagione con il torneo indoor di Bologna, sua prima esperienza ATP su una superficie sintetica. Superò i primi due turni contro Roy Barth e Frew McMillan, arrendendosi negli ottavi a Ken Rosewall.[13]

1972: quarti al Roland Garros, finali ad Amburgo e GstaadModifica

Iniziò la stagione con il torneo di Des Moines dove venne eliminato al primo turno da Jim Osborne. Fu sconfitto all'esordio anche nel torneo di Los Angeles da Tom Gorman. Senza soluzione di continuità partecipò al torneo di Salisbury dove vinse il suo primo incontro in carriera sul sintetico, superando al primo turno Szabolcs Baranyi prima di arrendersi nuovamente a Tom Gorman. La trasferta USA si concluse con il Clean Air Classic di New York con un'altra sconfitta al primo turno per mano di Tom Edlefsen.

Prese poi parte al torneo di Johannesburg dove superò il primo turno a spese di Jean-Baptiste Chanfreau, per poi essere sconfitto al turno successivo da Bob Hewitt. Al torneo di Madrid, venne eliminato nei quarti da Frantisek Pala, dopo aver superato nei primi due turni, rispettivamente Raymond Moore e Stan Smith. Sotto le aspettative fu la sua quinta partecipazione agli Internazionali d'Italia dove per la prima volta in carriera venne sconfitto all'esordio, da István Gulyás.

Dal 5 al 7 maggio, nel primo turno della Zona A europea di Coppa Davis, svoltosi sulla terra battuta di Reggio Calabria, disputò la prova di doppio in coppia con Nicola Pietrangeli, aggiudicandosi il terzo dei 5 punti con cui l'Italia eliminò l'Austria, sconfiggendo la coppia formata da Ernst Blanke e Rudolf Hoskowetz.[18]

Al torneo di Bruxelles, sconfisse al primo turno Daniel Contet, per poi arrendersi ad Andrés Gimeno. Dal 20 al 22 maggio l'Italia affrontò l'Olanda sconfiggendola per 4-1 nei quarti di finale della Zona A europea di Coppa Davis, svoltisi sulla terra battuta di San Benedetto del Tronto. Panatta vinse il primo singolare, contro Jan Hordijk, cui fece seguito il successo di Paolo Bertolucci su Fred Hemmes. In coppia, per la seconda volta in carriera, con Nicola Pietrangeli sconfisse Hordijk e Hemmes. A risultato acquisito Bertolucci sconfisse Hordijk, e Panatta concesse appena 3 giochi a Hemmes.[19]

Al suo quarto Roland Garros si spinse per la prima volta fino ai quarti di finale. Al primo turno superò la testa di serie nº 2 e campione uscente, Ilie Năstase, che affrontava per la prima volta in carriera.[20] Nei sedicesimi sconfisse il qualificato sovietico Vladimir Korotkov e negli ottavi Raymond Moore. A interrompere il suo cammino fu nei quarti Aleksandre Met'reveli. Nella sua seconda esperienza ad Amburgo raggiunse la prima finale in stagione, la seconda in carriera, dove fu sconfitto dallo spagnolo Manuel Orantes, dopo aver superato, nell'ordine, Patrick Hombergen, Dick Crealy, Barry Phillips Moore e Jan Kodeš.[21]

Dal 16 al 18 giugno nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, disputata sulla terra rossa di Bucarest, l'Italia fu eliminata, 4-1, dalla Romania. Corrado Barazzutti perse il primo singolare contro Ilie Nastase, mentre Panatta si arrese a Ion Țiriac. Nella terza e ultima gara di doppio giocata insieme a Nicola Pietrangeli, la coppia italiana fu sconfitta dal duo Nastase-Tiriac. A risultato acquisito a favore della Romania, Panatta venne battuto anche da Nastase.[22]

Al Queen's venne nuovamente eliminato al primo turno, da Bernard Mignot. Al torneo di Wimbledon, dove partecipava per la terza volta, non andò oltre i sedicesimi. Dopo aver superato all'esordio Neale Fraser e nel secondo turno Jan Kukal, si arrese nei sedicesimi a Jimmy Connors. A Gstaad, nella sua seconda finale dell'anno, la terza in carriera e la quarta disputata da un tennista italiano nell'era Open, fu sconfitto da Andrés Gimeno dopo aver superato, nell'ordine, Tadeusz Nowicki, Antonio Muñoz, Jean-Loup Rouyer e in semifinale Ion Tiriac. Al torneo di Indianapolis, superò al primo turno Jim Osborne ma si arrese subito dopo a Mike Belkin.

Al torneo di Toronto, dovette arrendersi ai quarti, sconfitto da Ilie Nastase, per ritiro. Nei primi turni, aveva superato John Cooper, Brian Gottfried e Roscoe Tanner. Al torneo di Merion, si arrese al secondo turno ad Anand Amritraj, dopo aver superato George Hardie. Alla sua prima partecipazione agli US Open, che si disputavano sull'erba del West Side Tennis Club di Forest Hills, fu subito eliminato da Clark Graebner.[13] Concluse la stagione aggiudicandosi per il terzo anno consecutivo i Campionati Italiani Assoluti sconfiggendo il compagno di Davis Corrado Barazzutti nella finale disputata al CT EUR di Roma.

1973: Bournemouth, semifinale al Roland Garros, sei finali (3 consecutive) e top 10Modifica

 
Panatta (a sinistra) nel 1973 con l'allora compagna Loredana Bertè

Al WCT di Milano, eliminò al primo turno Ross Case ma al turno successivo dovette inchinarsi a Ken Rosewall.

A Valencia, suo primo torneo su terra della stagione, raggiunse la quarta finale in carriera. Fu sconfitto in tre set da Manuel Orantes. Per arrivarci aveva superato al primo turno Piero Toci mentre negli ottavi aveva incontrato, per la prima volta in carriera, l'allora sedicenne Björn Borg, che sconfisse 6-2, 6-1. Nei quarti eliminò Harald Elschenbroich e in semifinale Patrick Proisy.

Al torneo di Barcellona, giunse alla sua seconda finale ATP consecutiva. A impedirgli di sollevare il trofeo fu stavolta Ilie Nastase. Per raggiungere l'ultimo atto, aveva eliminato al primo turno Nicholas Kalogeropoulos e negli ottavi Björn Borg, sconfitto per la seconda volta in 7 giorni (2-6, 6-2, 6-3). Nei quarti aveva eliminato Patrick Hombergen e in semifinale Manuel Orantes. Al torneo di Nizza disputò la sua terza finale ATP consecutiva, impresa che rimase ineguagliata per 40 anni nel tennis italiano dell'era Open, prima dell'exploit compiuto da Fabio Fognini nel 2013. Per arrivarci aveva superato Kim Warwick, Paul Gerken e nei quarti Ion Tiriac. In semifinale si era imposto su Wanaro N'godrella. A sbarrargli la strada in finale fu ancora Manuel Orantes, che lo piegò dopo un match maratona chiuso 12-10 al quinto set.[23] Al torneo di Montecarlo, superò i primi due turni contro Kjell Johansson e Bernard Mignot. Nei quarti fu eliminato da Georges Goven.

A Madrid eliminò al primo turno lo iugoslavo Nicola Spear. Negli ottavi sconfisse Patrice Dominguez e nei quarti Juan Gisbert. In semifinale sfruttò il ritiro dello spagnolo Manuel Orantes nel secondo set. Nella sua quarta finale in stagione dovette piegarsi a Ilie Nastase.

A Firenze superò nei primi due turni i francesi Thierry Bernasconi e Jean François Caujolle. Nei quarti si impose su Paul Gerken e in semifinale su Paolo Bertolucci. La quinta finale della stagione lo vide soccombere per l'ennesima volta a Ilie Nastase.

Al torneo di Bournemouth raggiunse la sesta finale in una stagione (record per il tennis italiano), in cui riuscì finalmente a conquistare il suo secondo titolo ATP dopo sette finali perse consecutivamente. Nei primi due turni superò Paul Gerken (7-5, 6-0) ed Eddie Dibbs (6-2, 6-2). Negli ottavi eliminò Zeljco Franulovic (9-8, 6-0), mentre la sua vittima nei quarti fu Patrice Dominguez (5-7, 6-4, 6-4). In semifinale ebbe vita facile su Ross Case, superato per 6-2, 6-4. Nell'ultimo atto affrontò per la quarta volta in cinque settimane Ilie Nastase, imponendosi in rimonta col punteggio di 6-8, 7-5, 6-3.[24] Fu la seconda delle sue tre vittorie in carriera contro il tennista romeno.

Dal 18 al 20 maggio, per i quarti della Zona B europea di Coppa Davis, l'Italia affrontava la Bulgaria sulla terra rossa di Reggio Emilia. Paolo Bertolucci portò in vantaggio i padroni di casa sconfiggendo Bozhidar Pampoulov. Panatta concesse soltanto 6 giochi a Ljuben Genov e, in coppia con Bertolucci, si aggiudicò anche la prova di doppio contro i gemelli Pampoulov. A risultato acquisito, Bertolucci e Panatta conquistarono anche gli ultimi due singolari, fissando il risultato finale della sfida sul 5-0 per l'Italia.

Nella sua quinta partecipazione al Roland Garros, Panatta superò i primi due turni contro Bob Carmichael e Bernard Mignot. Agevoli furono anche i sedicesimi contro Jaime Fillol. Negli ottavi Panatta trovò il non ancora diciassettenne Björn Borg, alla sua prima presenza nel torneo e reduce dalle vittorie su Cliff Richey, Pierre Barthes e Dick Stockton. Per lo svedese fu la prima delle sue uniche due sconfitte subite agli Internazionali di Francia (6-7, 6-2, 5-7, 6-7). Nei quarti Panatta si impose su Tom Okker diventando il primo e il più giovane tennista italiano a raggiungere la semifinale in una prova del Grande Slam nell'era Open, 16 anni dopo Orlando Sirola e Nicola Pietrangeli in era amatoriale e sempre al Roland Garros.[25] La partecipazione all'atto conclusivo del torneo gli fu preclusa da Nikola Pilić che interruppe una serie di 13 vittorie consecutive.[26]

Gli Internazionali d'Italia, cui prendeva parte per la sesta volta, continuavano a non regalargli sorrisi. Dopo il successo su Andrew Pattison, arrivò la sconfitta nei sedicesimi per opera di Patrice Dominguez. La stagione su erba si limitò a una fugace partecipazione al Queen's dove fu eliminato al primo turno da Harold Solomon. Era l'anno del boicottaggio da parte dell'ATP nei confronti del torneo di Wimbledon, colpevole di aver rifiutato l'iscrizione al torneo di Nikola Pilic. Al boicottaggio aderì anche Panatta al quale la decisione costò un anno di squalifica dalla Coppa Davis, inflittagli dalla Federazione Italiana Tennis.[27]

Dovendo saltare la sfida contro la Spagna e quella successiva contro la Cecoslovacchia, prese parte alla trasferta nordamericana cominciando dal torneo di Cincinnati. Dopo aver superato lo statunitense John Fort, fu fermato al secondo turno da John Alexander. Non gli regalarono soddisfazioni neanche i successivi due tornei, Indianapolis e Montréal (entrambi su terra battuta) dove fu sconfitto sempre al primo turno, rispettivamente da William Higgins e Mike Belkin.

Nel frattempo, con l'introduzione del nuovo sistema di calcolo computerizzato, il 3 agosto si issava alla posizione nº 8 della classifica mondiale,[28] primo di quattro tennisti italiani a essere mai entrati nella top 10.

Alla sua seconda partecipazione agli US Open riuscì a superare due turni eliminando, nell'ordine, Victor Amaya e Toma Ovici, prima di cedere il passo ad Allan Stone. Tornato in Italia, conquistò per la quarta volta consecutiva i Campionati Italiani Assoluti, disputati al Tennis Club Perugia, superando Paolo Bertolucci in tre set.

Nel torneo Godó di Barcellona, disputato a ottobre, uscì al secondo turno per mano di Corrado Barazzutti, dopo aver eliminato nei 32esimi lo spagnolo Felix Morey. A Madrid superò al primo turno lo spagnolo José Castanon e al secondo Roscoe Tanner. Negli ottavi fu Jaime Fillol a chiudergli il cammino. A Parigi, si fermò al secondo turno, sconfitto da Roscoe Tanner dopo aver eliminato al primo Frew McMillan.[29]

Concluse la stagione al nº 14 della classifica mondiale, la prima computerizzata della storia.

1974: terzo titolo ATP a Firenze e cinquina agli assolutiModifica

L'adesione al World Championship Tennis (WCT)[30] gli impose di iniziare la stagione dagli Stati uniti, con il torneo di Philadelphia dove raggiunse i quarti, sconfiggendo al primo turno Pat Cramer, nei sedicesimi Buster Mottram e negli ottavi Raúl Ramírez. A eliminarlo fu Arthur Ashe. Raggiunse i quarti anche al torneo di Bologna, dopo aver eliminato al primo turno Vladimír Zedník e negli ottavi Corrado Barazzutti.

Il suo giustiziere nei quarti fu Mark Cox. Al torneo WCT di Londra, dopo aver eliminato Gerald Battrick, perse in due tie-break contro il britannico Stephen Warboys. Al WCT di Barcellona, nel primo turno ebbe la meglio su Lluis Bruguera e negli ottavi su Jun Kamiwazumi. Nei quarti subì la prima sconfitta in carriera da Björn Borg (6-4, 6-4). Al torneo WCT di San Paolo, il suo cammino si fermò negli ottavi per mano di Thomaz Koch. Al primo turno Panatta aveva eliminato Dick Crealy.

Nel primo turno del torneo di Tucson, sconfisse nuovamente Dick Crealy e nei sedicesimi Jim McManus, mentre negli ottavi fu sconfitto da Rod Laver, nº 9 del mondo, nel primo dei suoi due confronti diretti in carriera con il fuoriclasse australiano. Nel WCT di Palm Desert, fu eliminato al primo turno da Dennis Ralston. Al WCT di Tokyo, il suo cammino si fermò ai quarti per mano di Onny Parun. Nei primi due turni, aveva sconfitto Mark Cox e Gerald Battrick. Al WCT di Houston, uscì al primo turno per mano di Arthur Ashe, nº 6 del mondo.

Al suo ritorno in Italia, conquistò il suo terzo torneo ATP in carriera, a Firenze. Nei sedicesimi eliminò il francese Christophe Casa (6-1, 6-2), negli ottavi Ezio Di Matteo (6-2, 6-1) e nei quarti Vincenzo Franchitti (7-6, 6-2). In semifinale sconfisse l'argentino Julian Ganzabal, (3-6, 7-5, 6-2). La finale lo vide imporsi (6-3, 6-1) sul suo compagno di doppio Paolo Bertolucci.

Al torneo di Monaco, superò al primo turno Nicola Spear e negli ottavi Toma Ovici per essere poi fermato nei quarti dopo 8 vittorie consecutive da Karl Meiler. Amara fu la sua settima partecipazione agli Internazionali d'Italia dove, per la seconda volta in carriera fu eliminato al primo turno, per mano di Ismail El Shafei.

Sconfitta al primo turno la settimana successiva anche nel torneo di Bourmemouth, dove era campione uscente. A estrometterlo fu Paul Kronk. La sua sesta esperienza al Roland Garros, da lui definita "la peggiore"[31], lo vide fermarsi al secondo turno, eliminato da Hans-Jürgen Pohmann dopo che al primo aveva eliminato Boro Jovanovic, ritiratosi nel corso del secondo set. La sconfitta di Parigi lo fece scendere repentinamente al nº 44 del ranking.

A Nottingham, sconfisse al primo turno Patricio Cornejo, per poi arrendersi nei sedicesimi a Raúl Ramírez. Alla sua quarta presenza a Wimbledon, superò i primi due turni sconfiggendo, nell'ordine, Hans-Jürgen Pohmann e Patrick Proisy, per poi arrendersi a Jimmy Connors, nº 2 del ranking.

A Bastad, raggiunse la sua undicesima finale in carriera. Superò i primi tre turni senza perdere un set eliminando, nell'ordine, Belus Prajoux, Steve Krulevitz e Leif Johansson. In semifinale, Paolo Bertolucci, suo partner di doppio in Coppa Davis, gli strappò il secondo set arrendendosi poi in 4 partite. Nell'atto conclusivo, Panatta fu sconfitto per la seconda volta in carriera da Björn Borg, nº 8 del mondo, col punteggio di 3-6, 0-6, 7-6, 3-6.[13]

Dal 19 al 21 luglio tornò a giocare in Coppa Davis, dopo aver scontato la squalifica comminatagli l'anno precedente dalla F.I.T., nella semifinale della Zona A europea. L'Italia affrontò la Svezia al Bastad Tennis Stadium di Bastad, qualificandosi con un 3-2 complessivo. Dopo il successo di Björn Borg su Paolo Bertolucci, Panatta vinse il singolare contro Leif Johansson. La coppia Panatta-Bertolucci conquistò il secondo punto per l'Italia superando il duo Borg-Bengtson. Il successo di Bertolucci su Johansson determinò la qualificazione dell'Italia alla finale della Zona A europea. Ininfluente fu pertanto la terza sconfitta subita da Panatta in carriera da Björn Borg (4-6, 6-4, 7-9, 3-6). Dal 2 al 4 agosto l'Italia affrontava per la prima volta la Romania, nella finale della Zona A europea disputata sulla terra battuta di Mestre e vinta dall'Italia per 3-2.

Dopo la vittoria di Ilie Nastase su Corrado Barazzutti, Panatta sconfisse Ion Țiriac e, insieme a Paolo Bertolucci, vinse la determinante sfida contro la coppia Nastase-Tiriac (6-4, 8-6, 6-8, 4-6, 6-2). Il successo di Barazzutti su Tiriac rese ininfluente la sconfitta subita da Panatta contro Nastase, a punteggio ormai acquisito a favore dell'Italia. A settembre conquistò alla Favorita di Palermo i Campionati Italiani Assoluti per la quinta volta consecutiva rimontando due set di svantaggio a Corrado Barazzutti (3-6, 2-6, 6-2, 6-3, 6-2).[32]

Nella semifinale Interzone, perduta 1-4 contro il Sudafrica, disputata dal 3 al 5 ottobre, sul cemento dell'Ellis Park di Johannesburg, dopo la sconfitta di Tonino Zugarelli per mano di Bob Hewitt, Panatta venne battuto da Raymond Moore. In doppio, la coppia Panatta-Bertolucci perse la propria imbattibilità in Coppa Davis per opera del duo Hewitt-McMillan. La sconfitta di Zugarelli per mano di Moore sancì l'eliminazione dell'Italia, rendendo inutile l'incontro vinto da Panatta su Hewitt a punteggio ormai acquisito a favore del Sudafrica.[33] Panatta concluse la stagione al nº 34 della classifica mondiale.

1975: Kitzbühel, Super Series Stoccolma, semifinale Roland Garros e finali MastersModifica

Al WCT di Filadelfia venne sconfitto al primo turno da Eddie Dibbs. Nel WCT di Richmond, conquistò i quarti superando nei primi due turni Buster Mottram e Bob Hewitt. Nei quarti fu eliminato dal nº 7 del mondo Arthur Ashe. Al torneo di Bologna Indoor, superò i primi due turni, rispettivamente con Zeljko Franulovic e Dick Crealy, prima di arrendersi a Bob Hewitt. Al torneo indoor di Barcellona, riuscì a superare soltanto il primo turno a spese di Balázs Taróczy, prima di lasciare strada a Steve Krulevitz.

A Rotterdam, non andò oltre il primo turno sconfitto da Buster Mottram. Sul sintetico del torneo WCT di Londra, si fermò al secondo turno, dopo aver eliminato Frew McMillan al primo, per poi piegarsi a Jan Kodeš. Al torneo di Montecarlo, venne eliminato nei quarti da Bob Hewitt, dopo aver sconfitto nei sedicesimi Balazs Taroczy e negli ottavi Onny Parun.

Al WCT di Johannesburg, perse per ritiro, senza scendere in campo, con Bob Hewitt. Altra eliminazione al primo turno al torneo WCT di Stoccolma per mano del giocatore di casa Jan Zabrodsky. Al torneo di Firenze si fermò ai quarti, dopo le vittorie su Gerald Battrick e Fernando Gentil. Fu Ramiro Benavides a eliminarlo a sorpresa. Seguirono altre due sconfitte al primo turno, rispettivamente nel torneo di Bournemouth per mano di Patrice Dominguez e in quello di Amburgo dove a sconfiggerlo fu Hans Kary.

La sua ottava esperienza agli Internazionali d'Italia lo vide giungere agli ottavi di finale. Nel primo turno eliminò John Yuill e nei sedicesimi Paul Gerken. A eliminarlo fu Manuel Orantes. Il suo ranking ATP scese, intanto, al nº 53, il peggiore, fino a quel momento, dall'avvento del computer. Al suo settimo Roland Garros, superò facilmente i primi due turni, con Rolf Gehring e Doug Crawford. Nei sedicesimi sconfisse per la terza e ultima volta in carriera, Ilie Nastase, nº 6 del mondo. Fu la sua prima vittoria contro un Top 10 dall'introduzione del computer.

Nel turno successivo eliminò il cileno Jaime Fillol, conquistando i quarti di finale dove ebbe la meglio su John Andrews. Nella sua seconda semifinale Slam fu sconfitto per la quarta volta in carriera (l'unica sul rosso di Parigi) da Björn Borg, nº 4 del mondo e futuro vincitore del torneo, col punteggio di 6-4, 1-6, 7-5, 6-4.[34]

Dal 20 al 22 giugno, nella semifinale della Zona B europea di Coppa Davis contro la Francia, disputata allo Stade Roland Garros, l'Italia fu sconfitta per 3-2. Panatta perse il primo singolare con François Jauffret. Corrado Barazzutti portò la situazione in parità, battendo Patrice Dominguez. Panatta e Bertolucci si aggiudicarono la gara di doppio su Jauffret e Dominguez, portando in vantaggio l'Italia, 2-1. Dominguez riportò la Francia in parità, battendo Panatta. L'incontro decisivo, vinto da Jauffret su Barazzutti, decretò l'eliminazione dell'Italia dal torneo.[35] A causa delle due sconfitte subite, Panatta divenne oggetto di aspre critiche da parte di critica e opinione pubblica.[36]

Al torneo di Wimbledon, dopo aver superato i primi due turni con il qualificato Lito Álvarez e Ismail El Shafei, venne eliminato nei sedicesimi da Raùl Ramirez. Nella sua prima esperienza al torneo di Kitzbühel, sconfisse all'esordio Szabolcs Baranyi con un netto 6-1, 6-1. Negli ottavi vinse 6-4, 6-4 contro Harald Elschenbroich. Nessun problema neanche nei quarti di finale contro Balazs Taroczy (6-4, 6-2). Altrettanto agevole fu la semifinale contro Wojciech Fibak, sconfitto per 6-0, 6-4.[37] L'unico set perso nel torneo fu il primo nella finale disputata contro Jan Kodeš, che lo vide imporsi per 2-6, 6-2, 7-5, 6-4. Fu il quarto titolo ATP conquistato in carriera e il quinto trionfo di un giocatore italiano nel circuito maggiore.

Partecipò poi a una serie di tornei su terra battuta negli Stati Uniti. A Indianapolis, dopo aver eliminato Byron Bertram e Belus Prajoux, uscì negli ottavi per mano di Onny Parun, dopo 8 incontri vinti consecutivamente A Montreal, si spinse fino ai quarti, dove fu sconfitto da Manuel Orantes, nº 9 del mondo, dopo aver eliminato, rispettivamente Tenny Svensson, Frantisek Pala e Harold Solomon. A Boston, dopo aver eliminato al primo turno il sudafricano John Eagleton, fu sconfitto da Rod Laver, nel secondo e ultimo confronto diretto tra i due giocatori.

Tornato in Italia, vinse per la sesta volta consecutiva, a Bari, il suo ultimo titolo di Campione Italiano Assoluto, sconfiggendo per la seconda volta nella finale di questa manifestazione Paolo Bertolucci.[38]

A Madrid, raggiunse la sua tredicesima finale in carriera, arrivando ai quarti senza perdere un set, grazie ai successi su Frew McMillan, Harald Elschenbroich, Onny Parun e sul nº 3 del ranking, Guillermo Vilas, che affrontava per la prima volta in carriera. In semifinale sconfisse per la quarta volta Björn Borg, nº 5 del mondo, con il punteggio di 7-5, 6-0, 6-2, per poi arrendersi a Jan Kodeš nella finale. La settimana successiva, giunse per la quattordicesima volta in finale, al torneo Godó di Barcellona. Nel primo turno superò José Castanon. Nei sedicesimi eliminò facilmente un altro spagnolo, Antonio Barranco. Negli ottavi sconfisse Karl Meiler. Altrettanto facile fu la vittoria nei quarti su Manuel Orantes. In semifinale dovette ricorrere al quarto set per imporsi su Jaime Fillol. Nell'epilogo del torneo Björn Borg vendicò la sconfitta della settimana precedente, sconfiggendolo per la quinta volta in carriera, col punteggio di 1-6, 7-6, 6-3, 6-2.

Al torneo di Teheran, dopo aver eliminato al primo turno Bob Hewitt, cedette a Patrick Proisy. Al torneo di Parigi indoor, risentì del repentino cambio di superficie e fu sconfitto al primo turno in due rapidi set da Tom Okker, nº 6 del mondo.

Al Super Series di Stoccolma, conquistò il titolo fino a quel momento più importante della sua carriera. Il primo turno lo vide superare Haroon Rahim per 6-3, 6-4.[39] Nei sedicesimi di finale eliminò Sherwood Stewart per 6-2, 7-5, mentre negli ottavi ebbe la meglio su Karl Meiler in tre tie-break. Nei quarti sconfisse per la prima volta in carriera Arthur Ashe, nº 7 del ranking, per 6-3, 6-2.[40] La semifinale lo vide imporsi su Onny Parun con un doppio 6-3. La sua quindicesima finale in carriera fu definita dallo stesso Panatta "una partita perfetta".[41] Dall'altra parte della rete c’era il nº 1 del mondo, Jimmy Connors, sconfitto in rimonta con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-5.[42] Per Panatta fu il quinto titolo ATP in carriera e il secondo in stagione, l'unico da lui conquistato su una superficie diversa dalla terra e l'unico vinto da un tennista italiano battendo in finale un giocatore posizionato al primo posto della classifica mondiale. Fu il primo titolo ATP vinto da un tennista italiano in era Open di categoria equipollente all'attuale ATP World Tour Masters 1000.

A Buenos Aires, giunse per la sedicesima volta in finale, eliminando al primo turno Jairo Velasco, Sr. Negli ottavi prevalse su Patricio Cornejo e nei quarti superò José Edison Mandarino. In semifinale dovette ricorrere al quinto set per avere la meglio su Jaime Fillol.[43] Nella finale si arrese, dopo 10 vittorie consecutive, alla maggiore freschezza fisica di Guillermo Vilas, nº 3 del ranking mondiale. A Johannesburg, superò, nei primi due turni, due giocatori di casa, rispettivamente George Rudman e Mike Styles. Negli ottavi fu sconfitto da Andrew Pattison.

Pur chiudendo la stagione alla posizione no 14, le rinunce di alcuni colleghi meglio di lui posizionati in classifica gli consentirono la partecipazione alle finali dei Masters di fine anno,[44] le prime disputate da un tennista italiano, alle quali giunse però privo delle necessarie energie psicofisiche, soprattutto per via delle numerose e complicate trasferte cui si era sottoposto negli ultimi due mesi.[41] Il torneo si disputò a Stoccolma, e Panatta non andò oltre i tre turni di Round Robin dove subì altrettante sconfitte, rispettivamente da Manuel Orantes, nº 9 ATP, Arthur Ashe, nº 7 e Ilie Nastase, nº 8.

1976: anno d'oro con accoppiata Roma-Parigi, Coppa Davis e 4º posto nel rankingModifica

La sua migliore stagione in assoluto cominciò dal WCT di Roma, disputato sul sintetico del Palazzo dello Sport dell'EUR dove fu sconfitto in semifinale dal nº 4 del mondo, Arthur Ashe, futuro vincitore del torneo,[45] dopo aver superato al primo turno Frew McMillan[46] e nei quarti Mark Cox.[47]

A Barcellona giunse in semifinale nella quale subì, in rimonta, l'unica sconfitta in carriera nel circuito maggiore contro Paolo Bertolucci, futuro vincitore del torneo. Nei turni precedenti aveva eliminato lo spagnolo Alberto Martorell e Ramiro Benavides. Negli ottavi aveva avuto la meglio su Zeljko Franulovic, mentre nei quarti aveva sconfitto José Higueras. Al torneo di Nizza, superò al primo turno Jun Kuki per poi arrendersi negli ottavi a Jean François Caujolle. Al torneo di Montecarlo, dopo aver superato Jan Kodeš, si arrese nei quarti a François Jauffret. Giunse poi in semifinale al torneo WCT di Stoccolma dove fu sconfitto dal nº 7 del mondo Ilie Nastase, dopo aver eliminato negli ottavi Jiří Hřebec e nei quarti Björn Borg, nº 3 del mondo, che sconfisse per la quinta volta in carriera. col punteggio di 5-7, 6-3, 6-1.

Nei preliminari della Zona B europea di Coppa Davis, disputati alla fine di aprile contro la Polonia al circolo Le Cascine di Firenze e vinti dall'Italia per 5-0, si aggiudicò i due singolari, contro Henrik Drzymalski e Czeslaw Dobrowolski e il doppio, insieme a Paolo Bertolucci, che vinse anche gli altri due singolari, contro la coppia formata da Henrik Drzymalski e Jerzy Jasinsky.[48]

A Firenze, si fermò al secondo turno dove fu sconfitto da Colin Dibley dopo aver eliminato al primo Ramiro Benavides, suo giustiziere nell'edizione precedente. Al torneo di Las Vegas, sconfisse al primo turno Haroon Rahim. Negli ottavi eliminò Robert Lutz per poi arrendersi a Ken Rosewall, nº 6 del ranking. Nell'ultima settimana di maggio, nei quarti di finale della Zona B europea di Coppa Davis, disputati contro la Iugoslavia sulla terra rossa di Bologna e vinti dall'Italia per 5-0, Panatta si aggiudicò entrambi i singolari, rispettivamente contro Nicola Pilic e Zeljko Franulovic, oltre al doppio, con Paolo Bertolucci, contro il duo Pilic-Franulovic.

La nona partecipazione agli Internazionali d'Italia fu quella dell'incoronazione. Panatta era nº 14 del ranking mondiale e testa di serie nº 3 del torneo. Nel primo turno, disputato il 25 maggio, superò col punteggio di 3-6, 6-4, 7-6 Kim Warwick, rimontando uno svantaggio di 5-1 nel terzo set e annullando ben 11 match-point, di cui dieci in risposta.[49][50][51] Nessun giocatore nell'Era Open è mai riuscito a vincere un incontro salvando un numero così elevato di palle-match.[52] Al secondo turno Panatta ebbe la meglio su Tonino Zugarelli (7-6, 6-3) e negli ottavi di finale dispose agevolmente di Zeljko Franulovic (6-4, 6-1). Nei quarti Harold Solomon, convinto di aver subito un torto arbitrale, abbandonò l'incontro per proteste nel set decisivo, quando era in vantaggio 5-4 (0-30) sul proprio servizio. 6-2, 6-7, 4-5 RET è il punteggio registrato sugli almanacchi.[53][54] In semifinale Panatta sconfisse senza patemi John Newcombe (6-2, 6-4, 6-4). La sua diciassettesima finale in carriera, la seconda equivalente all'attuale ATP World Tour Masters 1000, lo vide trionfare in quattro partite su Guillermo Vilas, nº 2 del mondo e prima testa di serie del torneo, con il punteggio di 2–6, 7–6, 6–2, 7–6.[55] Per Panatta fu il sesto titolo ATP in carriera. Nell'Era Open è l'unico successo ottenuto da un tennista italiano agli Internazionali d'Italia. Prima della vittoria di Fabio Fognini al torneo di Montecarlo del 2019, rimase per quasi 43 anni l'ultimo conseguito in un torneo Masters 1000. Nella storia del tennis italiano è il sesto e ultimo successo al torneo di Roma.

 
Panatta premiato come vincitore a Roma nel 1976

L'incantesimo del Foro Italico[56] proseguì al Roland Garros, dove Panatta partecipava per l'ottava volta agli Internazionali di Francia, ed era la testa di serie nº 8. Tutto ricominciò esattamente come era iniziato una settimana prima a Roma: una palla-match annullata. A non trasformarla stavolta fu Pavel Hutka. In un equilibratissimo quinto set, Panatta era al servizio in svantaggio 9-10 (30-40). Con una risposta di rovescio a una seconda di servizio seguita a rete, Hutka colpì il nastro costringendo Panatta a giocare un dritto difensivo che cadde a due metri dalla riga di fondo. Il cecoslovacco confezionò un pallonetto liftato di rovescio che in molti altri casi sarebbe stato vincente. Panatta lo agganciò con la sua tipica "veronica".[57] Hutka la raggiunse lasciando partire un difficile passante stretto di rovescio sul quale l'italiano si distese con una volée vincente in tuffo di rovescio, che piegò definitivamente le resistenze dell'avversario.[58][59][60][61] Il punteggio finale fu 2-6, 6-2, 6-2, 0-6, 12-10. Decisamente più agevole il secondo turno contro Jun Kuki, sconfitto in 3 set per 6-3, 6-2, 6-4. Nei sedicesimi Panatta superò Jiri Hrebec con lo score di 6-3, 6-3, 2-6, 7-6. Gli ottavi lo videro imporsi per la terza volta in 2 settimane su Zeljko Franulovic (6-2, 6-2, 6-7, 6-3). Nei quarti Björn Borg, nº 3 del mondo, testa di serie nº 1 e campione in carica del torneo, subì la seconda delle sue uniche due sconfitte al Roland Garros, dove era reduce da 18 vittorie consecutive[62] e dove nessun altro giocatore riuscì più a batterlo.[63] Panatta si impose in 4 set, per 6-3, 6-3, 2-6, 7-6. Fu la sua sesta e ultima vittoria sul campione svedese, grazie alla quale raggiunse la sua seconda semifinale nello slam parigino. Sulla scia del successo nei quarti, in semifinale giocò quella che, a detta del giocatore, fu la sua migliore partita in assoluto[56], imponendosi con facilità su Eddie Dibbs col punteggio di 6-3, 6-1, 7-5 e approdando alla sua unica finale di un torneo del Grande Slam, solo italiano a realizzare questa impresa nell'Era Open e secondo nella storia dopo le due finali disputate da Nicola Pietrangeli al Roland Garros nel 1959 e 1960. Ad attenderlo nell'atto conclusivo c'era Harold Solomon che Panatta affrontava nuovamente dopo l'abbandono per proteste dell'americano durante la semifinale di Roma. Nonostante la voglia di rivalsa del giocatore di Washington, Panatta impose la propria superiorità tecnica vincendo i primi due parziali, facendosi sfuggire il terzo ma chiudendo al tie-break del quarto, evitando un pericoloso calo fisico in un'eventuale quinta partita. L'incontro si chiuse col punteggio di 6-1, 6-4, 4-6, 7-6.[64] È l'unica vittoria di un torneo del Grande Slam ottenuta da un tennista italiano nell'Era Open, la terza nella storia dopo i due successi ottenuti da Nicola Pietrangeli, sempre a Parigi, nel 1959 e nel 1960. Nell'Era Open Panatta fu il terzo giocatore (dopo Nastase, nel 1973 e Borg nel 1974) a centrare l'accoppiata Internazionali d'Italia-Internazionali di Francia e l'unico ad aver realizzato l'impresa senza mai essere salito al primo posto del ranking mondiale. Dopo di lui, ci riuscirono soltanto lo stesso Borg (1978), Ivan Lendl (1986), Jim Courier (1992), Thomas Muster (1995) e Rafael Nadal (2005, 2006, 2007, 2010, 2012, 2013, 2018, 2019).[65][66]

Al torneo di Nottingham, sconfisse al primo turno Haroon Rahim. Nei sedicesimi lo statunitense Mike Estep interruppe una serie di 16 incontri ATP[67] vinti consecutivamente da Panatta, la più lunga fatta registrare da un tennista italiano nell'Era Open. Alla sua sesta apparizione a Wimbledon, Panatta uscì di scena al terzo turno per mano di Charlie Pasarell dopo aver eliminato, nell'ordine, Jorge Andrew e il qualificato australiano Dale Collings che, in vantaggio per 2 set a 1, aveva servito invano per il match nella quarta partita.[68]

A Gstaad, Panatta arrivò in semifinale senza perdere un set, eliminando Jürgen Fassbender, Carlos Kirmayr, Ricardo Cano e Onny Parun. Nella sua diciannovesima finale ATP in carriera si arrese in quattro set a Raùl Ramirez. Le 4 settimane successive furono dedicate interamente alla Coppa Davis. Dal 16 al 18 luglio, per la semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontava al Foro Italico di Roma una Svezia priva di Björn Borg, che diede sorprendentemente forfait dopo la sua prima vittoria a Wimbledon. Panatta sconfisse Rolf Norberg e, insieme a Paolo Bertolucci, batté la coppia svedese composta da Ove Bengtson e Rolf Norberg.

L’Italia si impose per 4-1 qualificandosi per la finale della Zona B europea contro la Gran Bretagna, che si disputò dal 5 al 7 agosto sul campo nº 1 dell'impianto di Wimbledon. Dopo la prima vittoria di Tonino Zugarelli su Roger Taylor, Panatta si aggiudicò il secondo singolare contro John Lloyd. Perse la sfida di doppio, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, contro il duo formato dai fratelli Lloyd (con 5 match-point non trasformati)[69] ed ebbe la meglio su Roger Taylor regalando all’Italia la qualificazione alla semifinale Interzone.

Il 24 agosto Panatta raggiunse il 4º posto nel ranking ATP di singolare, sua migliore classifica in carriera e miglior piazzamento di un tennista italiano dal 1973, anno dell'introduzione della classifica computerizzata.[70] A Boston, giunse ai quarti dove venne battuto per la sesta volta in carriera da Björn Borg, nº 4 del mondo. Nei turni precedenti aveva sconfitto Tonino Zugarelli, Ramiro Benavides e Mark Edmondson. Deludente fu la sua terza partecipazione agli US Open che dall'anno precedente si giocavano sulla terra Har-Tru. Dopo aver superato al primo turno Ove Bengtson, fu eliminato da Bill Scanlon.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, disputata contro l'Australia dal 24 al 26 settembre al Foro Italico di Roma, gli "azzurri" si imposero per 3-2. Dopo la vittoria in singolare, ottenuta, nell'incontro di apertura, da Corrado Barazzutti su John Newcombe, Panatta subì nel singolare successivo la sua prima sconfitta "romana" in Coppa Davis, per mano di John Alexander; insieme a Paolo Bertolucci si aggiudicò la prova di doppio contro il duo formato da Newcombe e Roche[71] in una delle prove più brillanti mai offerte dalla coppia e, nel match decisivo, con le due squadre in parità sul 2-2 (dopo la sconfitta di Barazzutti con Alexander), sconfisse Newcombe regalando all'Italia la prima finale di Coppa Davis.

Nel torneo indoor di San Paolo, dopo aver superato lo statunitense Norman Holmes e il francese Christophe Casa, fu eliminato nei quarti da José Higueras.[13] Dopo un mese di pausa dal circuito maggiore, disputò la finale di Coppa Davis contro il Cile, andata in scena dal 17 al 19 dicembre all’Estadio Nacional de Chile di Santiago. Dopo il successo iniziale di Corrado Barazzutti su Jaime Fillol, Panatta vinse entrambi i singolari, prima contro Patricio Cornejo (6-3, 6-1, 6-3) e poi contro Jaime Fillol (8-6, 6-4, 3-6, 10-8), superando, in coppia con Paolo Bertolucci, anche il duo cileno formato da Fillol e Cornejo (3-6, 6-2, 6-3, 9-7).[72] La sconfitta di Tonino Zugarelli contro Belus Prajoux, a risultato acquisito, fissò il risultato finale sul 4-1 per i ragazzi capitanati da Nicola Pietrangeli. L'Italia aveva conquistato l'unica Coppa Davis della sua storia.[73]

 
Da sinistra: il capitano non giocatore Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti posano con il trofeo della Coppa Davis 1976.

Pur chiudendo la stagione alla posizione nº 7 della classifica mondiale, la migliore con cui un tennista italiano abbia chiuso un'annata agonistica, Panatta, analogamente ad altri tennisti, decise di non partecipare alle finali del Masters di fine anno disputatesi a Houston, in un'edizione ricordata come una delle peggiori della storia in quanto a livello di partecipazione.[74]

1977: Houston e seconda finale DavisModifica

In gennaio, prese parte al torneo WCT di Filadelfia dove superò Tom Gorman e venne eliminato negli ottavi da Tony Roche. Nelle semifinali del Pepsi Grand Slam, mini-torneo a 4 giocatori disputato sulla terra Har-Tru del Boca West Racquet Club di Boca Raton, fu sconfitto da Björn Borg, nº 2 del mondo e futuro vincitore della manifestazione, dopo aver mancato tre match-point (6-2, 4-6, 6-7).[75]Nel WCT di Richmond, sconfisse negli ottavi di finale Vijay Amritraj, per poi arrendersi nei quarti a Vitas Gerulaitis. Al WCT di Città del Messico, giunse in semifinale dove fu sconfitto da Ilie Nastase, nº 3 del mondo, dopo aver eliminato negli ottavi Corrado Barazzutti e nei quarti di finale Jan Kodeš.

Arrivarono poi quattro eliminazioni al primo turno. La prima a Lakeway dove fu sconfitto da Vijay Amritraj; la seconda, nel WCT di St. Louis per opera di Cliff Drysdale; la terza, al torneo di Rotterdam dove si ritirò contro John Alexander nel secondo set; l'ultima nel WCT di Londra dove ebbe la peggio contro Eddie Dibbs, nº 9 del mondo.

Al torneo di Montecarlo, dopo aver superato lo svedese Birger Andersson, fu eliminato nei quarti da Guillermo Vilas, nº 6 del mondo.

Il 13 aprile cominciò un’altra trasferta americana, con il torneo WCT di Houston, disputato sui campi in terra Har-Tru del River Oaks Country Club. Al primo turno, eliminando Jimmy Connors (6-1, 7-5), Panatta ottenne la sua seconda vittoria in carriera contro un giocatore in testa al ranking mondiale, impresa senza precedenti nel tennis italiano dell'era Open.[76][77][78]Nei quarti superò il quarantaduenne Ken Rosewall per 1-6, 6-3, 6-4 e in semifinale sconfisse facilmente Eddie Dibbs, nº 9 ATP, con un doppio 6-2. Nella sua ventesima finale in carriera prevalse su Vitas Gerulaitis col punteggio di 7-6, 6-7, 6-1.[79][80] Fu il suo ottavo titolo ATP, il primo conquistato fuori dal continente europeo.

Una settima più tardi, al WCT di Charlotte, il suo cammino si concluse in semifinale per mano di Corrado Barazzutti, futuro vincitore del torneo. Nei turni precedenti, Panatta aveva sconfitto Tim Wilkison e Cliff Drysdale. La tappa seguente fu a Las Vegas dove fu eliminato da Marty Riessen. Grazie ai risultati ottenuti in stagione nel circuito WCT, si assicurò la partecipazione alle WCT Finals di Dallas dove fu sconfitto al primo turno dal nº 1 del mondo Jimmy Connors.

Alla sua decima presenza agli Internazionali d'Italia, l'unica da campione uscente e testa di serie nº 1 del torneo, il suo cammino si fermò ai quarti di finale dove fu eliminato da Vitas Gerulaitis, nº 8 del mondo. Alla sfida contro l'americano era giunto senza perdere un set superando nell'ordine, Nick Saviano, Tom Gullikson e Trey Waltke.

Ai quarti si concluse anche la sua nona esperienza al Roland Garros, dove era campione in carica e testa di serie nº 2. Al primo turno sconfisse il qualificato Patrice Beust e al secondo l'argentino Julian Ganzabal. Nei sedicesimi superò Paul McNamee e negli ottavi, in 5 set, Buster Mottram. Fu sconfitto nei quarti di finale da Raùl Ramirez, nº 5 del mondo.

Al Queen’s di Londra fu eliminato nei quarti di finale. Dopo essere finalmente riuscito a superare il primo turno in questo torneo, contro Bernard Mitton, al secondo ebbe la meglio su Sherwood Stewart. Negli ottavi ritrovò Kim Warwick, 13 mesi dopo gli 11 match-point annullatigli l'anno precedente a Roma, e si impose ancora in rimonta.[81] Nei quarti si arrese a Brian Gottfried. Nella sua settima partecipazione a Wimbledon, non riuscì ad andare oltre il secondo turno. Dopo aver eliminato nel primo lo statunitense Erik Van Dillen, fu eliminato da Sandy Mayer.

Il mese di luglio fu interamente dedicato alla Coppa Davis dove l'Italia era campione in carica. Nella semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontò la Svezia, priva di Björn Borg, al Bastad Tennis Stadium di Båstad. Panatta vinse il suo unico singolare contro Birger Andersson, e la prova di doppio con Paolo Bertolucci contro il duo formato da Jan Norback e Rolf Norberg. L'Italia sconfisse la Svezia per 4-1. Dal 29 al 31 luglio, nella finale della Zona B europea, l'Italia sfidò la Spagna, al Real Club de Tenis Barcelona. Dopo la sconfitta di Corrado Barazzutti contro José Higueras, Panatta sconfisse Manuel Orantes e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, si aggiudicò la prova di doppio contro Higueras e Antonio Munoz. Il successo di Corrado Barazzutti su Orantes regalò all'Italia il punto necessario al passaggio del turno, rendendo inutile il secondo incontro disputato a risultato acquisito da Panatta che, infastidito dalle continue provocazioni del pubblico spagnolo, lasciò la vittoria in mano a Javier Soler, aggiudicandosi un solo game e arrivando addirittura allo scontro fisico con uno spettatore che lo aveva colpito al rientro negli spogliatoi.[82] Il punteggio definitivo della sfida fu 3-2 per l'Italia.

Panatta prese quindi parte per la quarta volta agli US Open (terra Har-Tru) dove sì fermò al terzo turno. Nei primi due, aveva eliminato il tedesco Frank Gebert e Steve Krulevitz. Nei sedicesimi fu eliminato da Dick Stockton.[13]

A metà settembre, al Foro Italico di Roma, l'Italia disputò la semifinale Interzone di Coppa Davis contro la Francia. Al successo di Panatta su Patrice Dominguez, fece seguito quello di Corrado Barazzutti su François Jauffret. La vittoria di Panatta e Bertolucci su Dominguez e Jauffret garantì all'Italia la sua seconda finale di Coppa Davis. A risultato acquisito, Panatta perse soltanto 3 game con Jauffret.

A dicembre l'Italia prese parte alla sua seconda finale consecutiva di Coppa Davis affrontando l'Australia sull'erba del White City Stadium di Sydney. Alla prima sconfitta di Panatta con Tony Roche, seguì quella di Corrado Barazzutti con John Alexander. La vittoria in doppio di Panatta e Bertolucci su John Alexander e Phil Dent riaprì le speranze dell'Italia ma Alexander chiuse i conti contro Panatta rimontando uno svantaggio di 2 set a 1 e imponendosi col punteggio di 6-4, 4-6, 2-6, 8-6, 11-9, con Panatta che, a due punti dal match, sul 6-5 in suo favore nel quarto set, commise un doppio fallo che riportò in partita l'avversario.[83] L'Australia vinse la sfida per 3-1 e si aggiudicò la sua XXIV Coppa Davis.[84] Panatta chiuse la stagione al nº 23 della classifica mondiale.

1978: successo a Tokyo, finale a Roma e ottavi a New YorkModifica

La stagione partì con tre sconfitte consecutive sul sintetico. La prima a Birmingham contro Dick Stockton, la seconda a Baltimora per opera di George Hardie e la terza a Filadelfia dove fu eliminato dal nº 1 del mondo, Jimmy Connors. Di ritorno in Europa, partecipò al Milano Indoor dove si fermò nei quarti sconfitto per l’ottava volta in carriera da Björn Borg, nº 3 del mondo (6-3, 6-3). Alla sfida con lo svedese, era arrivato superando al primo turno Mike Machette e negli ottavi Dick Stockton, nº 8 del ranking.

Al torneo di Montecarlo venne fermato nei quarti da Corrado Barazzutti, dopo aver superato al primo turno John Lloyd e negli ottavi il lucky loser Gianni Ocleppo. Al WCT di Houston, dove era campione uscente, fu sconfitto al primo turno da Nick Saviano. Prese poi parte alla prima edizione della Nations Cup, competizione a squadre disputata a Düsseldorf. Nei gironi eliminatori, contro il Cile sconfisse Jaime Fillol e, contro la Spagna Manuel Orantes, nº 7 del ranking. Fu sconfitto, invece, contro la Germania da Jurgen Fassbender. In semifinale l’Italia affrontò l’Australia e Panatta fu battuto da Phil Dent.

A Firenze, dopo aver superato facilmente il primo turno a spese di Terry Rocavert, fu eliminato negli ottavi da Rick Fagel.

Alla sua undicesima partecipazione, Panatta approdò per la seconda volta in finale agli Internazionali d'Italia. Al primo turno il sorteggio gli riservò Vitas Gerulaitis, nº 4 del mondo, al quale rimontò da 0-5 nel primo set, salvando due set-point sul 2-5 davanti a un pubblico in delirio di cui Gerulaitis non mancò di lamentarsi a fine incontro.[85] Panatta eliminò poi altri tre giocatori statunitensi: Terry Moor, Hank Pfister e Victor Amaya. Nella semifinale José Higueras si ritirò dall'incontro all’inizio del terzo set dopo essere stato in vantaggio per 6-0, 5-1, in plateale polemica nei confronti del comportamento degli spettatori, deterioratosi in concomitanza della rimonta di Panatta. Contestualmente abbandonò la propria postazione anche il giudice di sedia, Bert Bowron, allorché il giudice arbitro, Sergio Baruti, gli impedì di concedere a Higueras la ripetizione di un punto disturbato dalle intemperanze dei tifosi.[86] Nella sua ventunesima finale ATP, la terza in un torneo Masters 1000, andò in scena il quindicesimo e penultimo capitolo della rivalità tra Panatta e Björn Borg, nº 3 del mondo, alla sua ultima partecipazione al torneo romano. Lo svedese si impose in 5 partite (1-6, 6-3, 6-1, 4-6, 6-3) conquistando per la seconda volta il torneo, nonostante una partenza ad handicap causata da una ferita all'occhio subita nel terzo gioco del primo set da un colpo di racchetta infertosi nel tentativo di evitare la puntura di un insetto, e il comportamento eccessivamente fazioso del pubblico che aveva indotto Borg a minacciare il ritiro dall'incontro.[87]

Decisamente meno brillante fu la decima esperienza di Panatta al Roland Garros, che si chiuse al secondo turno con la sconfitta per mano di Jeff Borowiak dopo il successo su Jiří Granát. A Bruxelles, aveva superato nei primi tre turni François Jauffret, Georges Goven e Jiří Granát. In semifinale fu eliminato a sorpresa dal qualificato Werner Zirngibl. L'unico incontro sull'erba disputato nella stagione fu una sconfitta al Queen’s per mano di Chris Lewis.[88]

Dal 13 al 15 luglio l'Italia affrontò l'Ungheria nella semifinale della zona B europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Budapest. Dopo il successo di Corrado Barazzutti su Peter Szoke, Panatta perse il secondo singolare contro Balazs Taroczy. In coppia con Paolo Bertolucci, perse anche la sfida di doppio contro il duo composto da Taroczy e Szoke. Con l’Ungheria in vantaggio per 2-1, Panatta subì una delle sconfitte più cocenti della sua carriera per mano di Szoke che si impose in 4 set.[89] La vittoria di Taroczy su Barazzutti a risultato acquisito fissò il punteggio finale sul 4-1 per l’Ungheria.[90]

A Indianapolis, fu eliminato negli ottavi da Corrado Barazzutti, nº 9 del mondo. Al primo turno aveva eliminato David Carter e al secondo lo statunitense Howard Schoenfield. A Toronto, dopo aver superato Éric Deblicker, fu sconfitto da Heinz Günthardt. Nuova eliminazione al secondo turno anche a Boston per mano del qualificato Steve Krulevitz. Al primo turno aveva superato Bob Hewitt.

Partecipò per la quinta volta agli US Open, che da quell'anno si sarebbero sempre disputati sul cemento del National Tennis Center di New york, a Flushing Meadows–Corona Park. Al primo turno Panatta vinse per ritiro contro Manuel Orantes, nº 8 del mondo. Al secondo superò il qualificato Bruce Nichols. Nei sedicesimi ebbe la meglio su Marty Riessen. L'ottavo di finale in cui fu sconfitto in 5 set dal nº 2 del mondo, Jimmy Connors, è uno degli incontri migliori da lui disputati ed è ricordato anche per il punto giocato nel quinto set con Panatta al servizio sul 40 pari, e Connors in vantaggio 6 giochi a 5. Dopo un'insidiosa volée incrociata di dritto di Panatta, Connors giocò quasi dalle tribune un passante di rovescio lungo-linea che passò lateralmente al paletto della rete, sfiorò il giudice del net e atterrò all'incrocio delle righe.[91] Panatta, fiaccato psicologicamente dalla prodezza dell'avversario, commise doppio fallo nel punto successivo, concedendo la vittoria a Connors, futuro vincitore del torneo.[92]

Al torneo di San Francisco giunse ai quarti di finale dove fu sconfitto da John McEnroe nel primo confronto diretto tra i due giocatori. Al primo turno aveva eliminato Roger Taylor. Nei sedicesimi aveva superato lo statunitense Mike Fishbach, mentre negli ottavi aveva beneficiato del forfait di Vitas Gerulaitis, nº 4 del mondo. A Madrid, raggiunse i quarti senza perdere un set superando, nell'ordine, Lito Alvarez, Colin Dowdeswell e Vladimir Zednik. A eliminarlo fu Tomáš Šmíd. La settimana successiva, sempre in Spagna, disputò il torneo Godó di Barcellona dove, dopo aver superato al primo turno Georges Goven, fu nuovamente eliminato da Tomas Smid.

A Tokyo, superò nei primi tre turni altrettanti giocatori di casa, nell’ordine, Akinori Naguro (6-2, 6-1), Jun Kamiwazumi (6-7, 7-6, 6-3) e Jun Kuki (6-4, 6-4). In semifinale si impose su Buster Mottram (6-4, 4-6, 6-4). Nella sua ventiduesima finale ATP sconfisse Pat DuPré col punteggio di 6-3, 6-3. Fu il suo nono titolo ATP in carriera, il secondo conquistato fuori dall'Europa e il primo nel continente asiatico. Sempre a Tokyo, disputò il Tokyo Indoor dove fu eliminato al primo turno dal qualificato Terry Moor.

A Stoccolma, superò al primo turno Dick Stockton e al secondo Tomas Smid. Nei quarti fu sconfitto da Tom Okker. A Wembley, superò i primi due turni, eliminando, nell'ordine, Balazs Taroczy e il nº 6 del mondo Eddie Dibbs. Nei quarti fu eliminato da Dick Stockton. La stagione si chiuse con la finale conquistata al torneo di Bologna indoor. Al primo turno superò Ezio di Matteo. Negli ottavi sconfisse il francese Jean-Louis Haillet e nei quarti Tomas Smid. In semifinale superò Zeljco Franulovic, per poi arrendersi nell'ultimo atto a Peter Fleming,[29]nella sua ventitreesima finale ATP. Concluse anche questa stagione al nº 23 della classifica mondiale.

1979: rimpianto Wimbledon e finale DavisModifica

La stagione partì col torneo di Rancho Mirage dove fu eliminato al primo turno da Álvaro Fillol. Prese poi parte al WCT Tournament of Champions di Dorado dove nei 5 incontri di Round Robin ottenne una sola vittoria, su Manuel Orantes e quattro sconfitte, contro Peter Fleming, Ilie Nastase (la sua decima e ultima contro il tennista romeno), Vitas Gerulaitis, nº 5 ATP e Jimmy Connors, nº 1. Al torneo di Memphis, superò Terry Moor per poi arrendersi al secondo turno a Stan Smith.

Dal 16 al 18 marzo, l'Italia affrontò la Danimarca, nel turno preliminare della zona A europea di Coppa Davis, disputatosi sulla terra battuta di Palermo. Panatta conquistò il primo singolare, sconfiggendo Michael Mortensen. La successiva vittoria di Corrado Barazzutti su Carl-Edvard Hedelund, e il successo in doppio di Panatta e Bertolucci su Mortensen e Hedelund garantirono all’Italia la qualificazione al turno successivo, rendendo inutili gli ultimi due singolari, con l’ultimo vinto da Panatta su Hedelund, che fissò il punteggio della sfida sul 5-0 per l'Italia.

Al WCT di Milano, Panatta giunse in semifinale superando al primo turno Ismail El Shafei e negli ottavi José Luis Clerc. Nei quarti eliminò Gene Mayer. Al penultimo atto fu John Alexander a sbarrargli la strada. Fu ancora l’australiano a eliminarlo, all'esordio nel torneo di Montecarlo dove non era mai stato sconfitto al primo turno. A Houston, fu estromesso al secondo turno da Roscoe Tanner. Nei sedicesimi aveva eliminato Víctor Pecci.

Nel successivo torneo di Las Vegas, si spinse fino ai quarti sconfiggendo il qualificato Bruce Manson e Wojtek Fibak, per poi arrendersi a Gene Mayer. Nella prima settimana di maggio, a Dusseldorf, prese parte alla seconda edizione della Nations Cup,, vinta dall’Australia. Nei gironi eliminatori, contro la Spagna, sconfisse Manuel Orantes e, contro l’Argentina, Ricardo Cano. In semifinale affrontando gli Stati Uniti, ebbe la meglio su Eddie Dibbs. In finale l’Italia sfidò l’Australia e Panatta superò Phil Dent. Il successo non fu, tuttavia, sufficiente alla sua squadra per conquistare il trofeo.

La dodicesima partecipazione di Panatta agli Internazionali d'Italia si concluse ai quarti. Al primo turno aveva eliminato Ricardo Cano, nei sedicesimi Bill Scanlon e negli ottavi José Higueras, tornato al Foro Italico nonostante la promessa di non disputare più il torneo a causa delle vicende accadute nell'edizione precedente. A interrompere il cammino di Panatta nei quarti fu Guillermo Vilas, nº 3 del mondo. Il terzo turno fu invece il capolinea della sua undicesima presenza al Roland Garros, dopo che nel primo aveva eliminato Ángel Giménez e nel secondo Jan Kodeš. A eliminarlo nei sedicesimi fu Eliot Teltscher.

Dal 15 al 17 giugno, l'Italia affrontò la Polonia, nei quarti della zona A europea di Coppa Davis, disputati sulla terra battuta di Varsavia. Panatta fu sconfitto nel primo singolare da Wojtek Fibak. La successiva vittoria di Corrado Barazzutti su Henrik Drzymalsky e il successo in doppio di Panatta e Barazzutti su Fibak e Tadeusz Nowicky portarono in vantaggio l’Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Barazzutti su Fibak rese inutile il successo di Panatta su Drzymalsky, a risultato acquisito a favore dell’Italia, che fissò il risultato della sfida sul 4-1.

L'unico torneo di adattamento all'erba di Wimbledon lo disputò a Surbiton dove fu subito eliminato da Hank Pfister. L'ottava partecipazione allo Slam di Londra fu la sua migliore in carriera. Al primo turno sconfisse Angel Giménez, vincendo per la prima volta in carriera un incontro in 3 set in questo torneo. Nel turno successivo dovette ricorrere invece alla quinta partita per eliminare la wild card Jonathan Smith. Nei sedicesimi sconfisse in tre tie-break Ove Bengtson e negli ottavi Sandy Mayer ancora in tre set. Il quarto di finale perso da Panatta contro Pat DuPrè, nonostante un vantaggio di 2 set a 1[93], costituisce uno dei più grandi rimpianti nella carriera del giocatore.[94]

Dal 13 al 15 luglio, nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, l'Italia sconfisse l’Ungheria per 3-2, sulla terra battuta del campo centrale del Foro Italico di Roma. Dopo la traumatica sconfitta subita l’anno precedente con Peter Szoke, Panatta, nel suo primo singolare, concesse all’ungherese soltanto tre game. Corrado Barazzutti sconfisse Balázs Taróczy, portando l’Italia sul 2-0. In doppio, Taroczy e Szoke riaprirono il confronto superando Panatta e Bertolucci, ma il successo di Barazzutti su Szoke regalò la qualificazione all’Italia.

A Cleveland, suo primo torneo della stagione sul cemento americano, Panatta sconfisse al primo turno l'australiano Dale Collings, per poi cedere al tie-break del terzo set al giocatore di casa Gene Stuart Malin. Non andò oltre il primo turno, invece, nella sua sesta partecipazione agli US Open dove fu sconfitto da Kevin Curren.

Dal 14 al 16 settembre, nella finale della Zona A europea di Coppa Davis, disputata ancora al Foro Italico di Roma, l'Italia sconfisse 4-1 la Gran Bretagna. Panatta esordì con la sua seconda sconfitta in Coppa Davis al Foro Italico, contro Buster Mottram, cui seguì la vittoria di Corrado Barazzutti su John Lloyd. Il doppio composto da Barazzutti e Zugarelli portò l’Italia in vantaggio 2-1, con il successo su Mark Cox e David Lloyd. La vittoria di Panatta su John Lloyd sancì la qualificazione dell'Italia alla semifinale Interzone.

Subito dopo, Panatta raggiunse le semifinali al torneo di Palermo. Al primo turno eliminò l'italiano Roberto Meneschincheri. Nei sedicesimi superò John Feaver, mentre nei quarti dovette ricorrere al tie-break del terzo set, per spuntarla su Peter McNamara. In semifinale Corrado Barazzutti, gli concesse soltanto tre game.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, vinta per 4-1 sulla Cecoslovacchia e disputata al Foro Italico dal 5 al 7 ottobre, dopo la sconfitta subita da Barazzutti per mano di Tomas Smid, Panatta sconfisse Ivan Lendl, vincendo per 6-0 sia il terzo sia il quarto set.[95] In doppio, superando Smid e Jan Kodeš, Panatta e Bertolucci portarono in vantaggio l’Italia prima dell’ultima giornata, quando il successo di Barazzutti su Lendl assicurò agli azzurri la loro terza finale di Coppa Davis. A risultato acquisito, Panatta sconfisse Smid.

Al torneo Godó di Barcellona, superò il primo turno a spese dello spagnolo Miguel Mir. Al secondo eliminò Jairo Velasco. Negli ottavi sconfisse per la seconda volta in pochi giorni Ivan Lendl. Fu Raùl Ramirez, nº 8 del mondo, a eliminarlo nei quarti.[29]

Dal 14 al 16 dicembre, l'Italia disputò la sua terza finale di Coppa Davis dove fu sconfitta 5-0 dagli Stati Uniti sul sintetico del Civic Auditorium di San Francisco. La squadra era capitanata da Vittorio Crotta che sostituiva Bitti Bergamo tragicamente scomparso in un incidente stradale il 12 ottobre, cinque giorni dopo la semifinale contro la Cecoslovacchia. Corrado Barazzutti perse il primo singolare con Vitas Gerulaitis per ritiro, a causa di un infortunio occorsogli durante il secondo set. Panatta uscì nuovamente sconfitto dal suo secondo confronto diretto con John McEnroe[96] e nulla poté in doppio, insieme a Paolo Bertolucci, contro la coppia formata da Bob Lutz e Stan Smith. A risultato acquisito a favore degli Stati Uniti, Panatta fu battuto anche da Gerulaitis. Gli Stati Uniti alzarono la Coppa per la XXVIa volta.[97][98]

Panatta chiuse la stagione al nº 28 della classifica mondiale.[99]

1980: quarta finale Davis, decimo titolo ATPModifica

 
Panatta nei primi anni 1980 circa

Al torneo di Rotterdam, superò al primo turno Butch Walts per poi arrendersi allo statunitense Chris Delaney. Seguirono cinque sconfitte al primo turno: a Francoforte per mano di Tomas Smid, a Milano, di Rod Frawley, a Montecarlo di Guillermo Vilas, nº 6 ATP, a Los Angeles di Yannick Noah e a Las Vegas dove a sconfiggerlo fu Vitas Gerulaitis, nº 3 del mondo.

Nel mese di maggio prese parte alla terza edizione della Nations Cup dove l'Italia arrivò in finale per il secondo anno consecutivo. Contro la Cecoslovacchia sconfisse Tomas Smid. Contro l'Argentina superò José Luis Clerc mentre nell'ultimo turno del round robin, contro la Germania, concesse soltanto due game a Rolf Gehring. In semifinale, in cui l'Italia sconfisse gli Stati Uniti, Panatta superò Harold Solomon. In finale l'Italia affrontò l'Argentina, vincitrice della manifestazione. Panatta fu sconfitto da José Luis Clerc.

Nel successivo torneo di Firenze, conquistò il suo decimo e ultimo titolo ATP in carriera. Arrivò in semifinale senza perdere un set, superando, nell'ordine, l'australiano Warren Maher (6-2, 6-3), Jiri Hrebec (6-4, 6-2), José Luis Clerc (6-4, 7-5) e nei quarti Gianni Ocleppo (6-3, 6-3). L'unico set del torneo lo cedette a Raùl Ramirez, imponendosi con il punteggio di 6-2, 2-6, 6-4 nella sua ventiquattresima finale ATP.

Nella sua tredicesima presenza agli Internazionali d'Italia il suo cammino si fermò al secondo turno per mano di Brian Gottfried. Al primo turno Panatta aveva superato Shlomo Glickstein. Nella sua dodicesima partecipazione al Roland Garros, un sorteggio poco fortunato lo mise di fronte a Jimmy Connors, nº 2 del ranking mondiale, che Panatta affrontava per la decima e ultima volta in carriera. Il tennista statunitense si impose in 4 set, chiudendo con 8 vittorie e 2 sconfitte il proprio bilancio nei confronti diretti tra i due giocatori.

Dal 13 al 15 giugno l'Italia sconfisse per 5-0 la Svizzera nella semifinale della zona A europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Torino. Dopo la vittoria di Corrado Barazzutti su Heinz Gunthardt, Panatta superò Roland Stadler. In doppio Panatta e Paolo Bertolucci si imposero sui fratelli Heinz e Markus Günthardt, garantendo all’Italia la qualificazione alla finale europea.

Nella sua nona e ultima presenza a Wimbledon, Panatta superò i primi due turni in 5 set, rispettivamente contro Erik Van Dillen e Corrado Barazzutti. Nei sedicesimi fu superato facilmente da Gene Mayer. Fu l'ultimo incontro ATP da lui disputato sull'erba.

Dall’11 al 13 luglio, l'Italia superò la Svezia per 3-2 nella finale della zona A europea di Coppa Davis, disputata al Foro Italico di Roma. Dopo la vittoria di Corrado Barazzutti su Kjell Johansson, Panatta fu sconfitto nel secondo singolare da Stefan Simonsson. Il successo in doppio di Panatta e Bertolucci sui fratelli Hans e Stefan Simonsson riportò in vantaggio l’Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Panatta su Johansson assicurò all’Italia il punto della qualificazione.

Al torneo di Palermo, giunse in semifinale senza perdere un set superando, rispettivamente Ismail El Shafei, Balazs Taroczy e il boliviano Mario Martinez. Nell'ultimo atto del torneo fu sconfitto da Paul McNamee.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis vinta dal'Italia per 3-2 sull'Australia e disputata al Foro Italico dal 19 al 21 settembre, Panatta sconfisse Paul Mcnamee, mentre Barazzutti si arrese a Peter McNamara. In doppio, Panatta e Bertolucci superarono McNamara e McNamee, portando in vantaggio l’Italia prima dell’ultima giornata. Nel suo secondo singolare, battendo Mcnamara, Panatta assicurò all'Italia la sua quarta finale di Coppa Davis della storia.

A Ginevra, raggiunse la sua venticinquesima finale ATP, superando nell'ordine Onny Parun, Rick Fagel e Vitas Gerulaitis. In semifinale non ebbe problemi contro Roland Stadler. A sollevare il trofeo fu Balazs Taroczy, che in finale gli concesse soltanto 5 giochi. Al torneo Godó di Barcellona, raggiunse le semifinali eliminando, rispettivamente Georges Goven, Stanislav Birner, Eddie Dibbs e nei quarti Corrado Barazzutti. In semifinale fu sconfitto per la prima volta in carriera da Ivan Lendl. Al torneo indoor di Parigi, disputò la sua ventiseiesima e ultima finale ATP, dove arrivò senza perdere un set eliminando Christophe Casa, Miguel Mir, lo storico compagno di doppio Paolo Bertolucci e il qualificato José López Maeso. All'ultimo atto si inchinò a Brian Gottfried. Il suo ultimo torneo individuale della stagione lo disputò a Bologna dove non andò oltre il secondo turno, superando al primo il compagno di Davis Tonino Zugarelli. Si arrese negli ottavi a Rick Meyer.[29]

Dal 14 al 16 dicembre l'Italia disputò la sua quarta finale di Coppa Davis, nella Sportovni Hala di Praga dove fu sconfitta 4-1 dalla Cecoslovacchia. Nel suo primo singolare Panatta fu battuto da Tomas Smid, seguito da Corrado Barazzutti che si arrese a Ivan Lendl. Anche il doppio Panatta-Bertolucci perse la sfida contro la coppia Lendl-Smid. La finale era già decisa al termine della seconda giornata[100], in una sfida che non mancò di suscitare vaste polemiche sull'arbitraggio, giudicato molto parziale dalla squadra italiana.[101] Panatta chiuse la stagione al nº 32 della classifica mondiale.

1981: semifinale a MontecarloModifica

La stagione partì con il primo turno del World Group di Coppa Davis, contro la Gran Bretagna, disputato sul sintetico del Conference Center di Brighton. Panatta fu sconfitto nel primo singolare da Buster Mottram. Corrado Barazzutti pareggiò i conti battendo Richard Lewis. In coppia con Paolo Bertolucci, Panatta perse il doppio contro Andrew Jarrett e Jonathan Smith ma ristabilì la parità sconfiggendo Lewis. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram determinò l’eliminazione dell’Italia.[102]

Al torneo di Nancy, Panatta fu eliminato negli ottavi da Mark Edmondson dopo aver sconfitto al primo turno Eric Deblicker. Al torneo di Milano, fu eliminato al primo turno da Carlos Kirmayr.

Il 1981 fu l’anno del suo miglior risultato al torneo di Montecarlo dove raggiunse le semifinali superando i primi due turni senza perdere un set, contro Fernando Luna e Victor Pecci. Nei quarti sconfisse Josè Higueras prima di cedere nettamente in semifinale a Guillermo Vilas.

Un infortunio gli impedì di affrontare Larry Stefanki al primo turno del torneo di Forest Hills. Al torneo di Firenze, subì una nuova sconfitta al secondo turno per mano di Gilles Moretton. Nei sedicesimi aveva superato Hans Simonsson. Alla sua quattordicesima partecipazione agli Internazionali d'Italia superò agevolmente i primi due turni a spese dello spagnolo Gabriel Urpi e di Tom Gullikson. Contro Marko Ostoja, negli ottavi di finale, vinse l'ultimo incontro della sua carriera agli Open d'Italia. Nei quarti fu eliminato al tie-break del terzo set da José Luis Clerc, nº 8 del mondo.

Al primo turno del suo tredicesimo Roland Garros, andò in scena la replica della finale del 1976 dove, contro Harold Solomon, nº 7 del mondo, Panatta ottenne la sua ventitreesima e ultima vittoria in carriera contro un top 10 (record per il tennis italiano). Al turno successivo fu estromesso da Thierry Tulasne. Al torneo di Bruxelles, sconfisse al primo turno Eduardo Bengoechea e al secondo Jan Norback. Nei quarti fu eliminato da Steve Krulevitz. A Venezia, fu sconfitto nuovamente nei quarti di finale, da Pedro Rebolledo dopo che nei sedicesimi aveva eliminato l'argentino Fernando Dalla Fontana e negli ottavi il qualificato tedesco Damir Keretic.

Dopo tre tornei Challenger disputati in Italia, riuscì a superare due turni alla sua ultima partecipazione agli US Open, rispettivamente contro Ferdi Taygan e Roland Stadler, prima di inchinarsi a Guillermo Vilas, nº 4 del mondo. Nel primo turno del torneo di Palermo si ritirò contro Pedro Rebolledo durante il secondo set. A ottobre, l’Italia affrontò la Corea del Sud negli spareggi retrocessione del World Group di Coppa Davis, disputati sulla terra rossa di Sanremo e vinti dall’Italia per 4-1.

Per conquistare la salvezza furono sufficienti le prime due giornate in cui Panatta vinse il proprio singolare con Choon-Ho Kim e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, il doppio contro il duo formato da Choon-Ho Kim e Dong-Wook Song. Nel torneo di Barcellona, fu eliminato nei quarti di finale da Ivan Lendl, nº 6 del mondo, dopo aver superato i primi tre turni senza perdere un set, rispettivamente contro Georges Goven, Roland Stadler e Corrado Barazzutti. Concluse la stagione con due sconfitte al primo turno. Al torneo di Parigi indoor, fu eliminato da Richard Lewis, mentre al Bologna indoor a estrometterlo fu Jiří Granát.[29] Chiuse la stagione al nº 39 della classifica mondiale.

1982: il tramontoModifica

La sua penultima stagione prese il via dal torneo di La Quinta dove fu sconfitto all'esordio da Jeff Borowiak. Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, si ripropose a campi invertiti la sfida dell'anno precedente. Al Foro Italico di Roma Panatta fu nuovamente sconfitto nel primo singolare da Buster Mottram, e Corrado Barazzutti portò l'Italia in parità superando Richard Lewis. Panatta e Paolo Bertolucci vinsero però il doppio contro Andrew Jarret e Jonathan Smith. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram rese quindi decisivo il quinto match, in cui Panatta superò Lewis regalando la qualificazione all’Italia. Fu l'ultimo incontro di singolare da lui vinto in Coppa Davis.

Al torneo di Milano, Panatta fu eliminato al primo turno da Kevin Curren. Nella sua ultima partecipazione in carriera al torneo di Montecarlo, dopo aver superato al primo turno Paul McNamee, disputò il suo ultimo confronto diretto con Björn Borg, nº 6 del mondo, che lo sconfisse per la decima volta, col punteggio di 6-2, 3-6, 6-4. Dopo un anno d'assenza tornò a giocare la Nations Cup dove ottenne le vittorie contro l'argentino Alejandro Ganzabal e Thierry Tulasne, arrendendosi poi a Paul McNamee.

Al torneo di Firenze, sconfisse al primo turno lo statunitense Mark Vines per poi cedere a Stefan Simonsson. Nella sua quindicesima presenza agli Internazionali d'Italia fu sconfitto per la terza volta in carriera al primo turno, da Bruce Manson. Nella sua ultima presenza al Roland Garros, dopo aver superato Pascal Portes, si arrese a Wojtek Fibak. Al torneo di Venezia, eliminò al primo turno Fernando Luna per poi arrendersi negli ottavi a Steve Krulevitz.

Nei quarti di finale del World Group di Coppa Davis, disputati sulla terra rossa di Cervia e vinti dalla Nuova Zelanda per 3-2, Panatta perse in 5 set contro Russell Simpson, dopo la sconfitta subita da Corrado Barazzutti contro Chris Lewis. In coppia con Paolo Bertolucci, accorciò le distanze per l'Italia superando il duo Chris Lewis-Simpson. La sconfitta che Panatta subì in singolare contro Chris Lewis decretò però l'eliminazione dell'Italia dalla competizione.[103]

Seguirono poi quattro eliminazioni al primo turno. A Palermo, fu eliminato da Juan Avendaño. A Ginevra, lo sconfisse Vitas Gerulaitis, nº 5 del mondo. Al torneo Godó di Barcellona fu battuto da Pablo Arraya, mentre a Basilea si arrese a Chip Hooper. A distanza di 4 mesi dall'ultima arrivò una vittoria, nel primo turno del torneo di Vienna a spese di Per Hjertquist. Negli ottavi fu sconfitto da Brian Gottfried.

Nel torneo di Parigi, riuscì per la prima volta in stagione a superare due turni eliminando rispettivamente, João Soares e Mel Purcell, prima di venire sconfitto da Bill Scanlon. L'ultimo torneo da lui disputato in stagione, a Stoccolma, lo vide fermarsi agli ottavi di finale dove fu fermato dallo statunitense Erick Iskersky, dopo aver eliminato gli svedesi Ulf Pettersson, proveniente dalle qualificazioni e Hans Simonsson.[29] Chiuse la stagione al nº 174 della classifica mondiale.

1983: il ritiroModifica

Nel 1983 disputò soltanto dieci incontri di singolare nel circuito maggiore. Nei primi 4 subì altrettante sconfitte al primo turno. Nell'ultimo match da lui disputato sul cemento, al torneo indoor di Nancy, fu battuto da Wojtek Fibak, mentre a Milano, suo ultimo incontro in carriera sul sintetico, fu eliminato da Tim Mayotte. A Firenze, a sconfiggerlo fu Eddie Dibbs. Alla sedicesima e ultima partecipazione agli Internazionali d'Italia, all'esordio lo eliminò in due set Pablo Arraya.

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro l'Irlanda, fu schierato soltanto in doppio e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, vinse il suo ultimo match di Davis in questa specialità contro la coppia formata da Matt Doyle e Sean Sorensen, contribuendo alla qualificazione, 3-2, dell'Italia al turno successivo.[104] Giungendo ai quarti di finale del torneo di Venezia, ottenne le sue uniche due vittorie in quella stagione. Al primo turno superò il francese Jean Marc Piacentile.

Il successo in due set (6-3, 6-1) negli ottavi di finale contro lo statunitense Pender Murphy fu la sua ultima vittoria ATP in singolare. Nei quarti fu eliminato da Bernard Fritz. A luglio si concluse la sua carriera in Coppa Davis. Nei quarti di finale del World Group, contro l'Argentina, nella sua ultima apparizione al Foro Italico di Roma, fu sconfitto sia in singolare, da Guillermo Vilas, sia in doppio, insieme a Paolo Bertolucci, dalla coppia Vilas-Clerc.[105]

Al termine della sfida di Davis, convocò una conferenza stampa in cui annunciò ufficialmente il ritiro dalle competizioni agonistiche entro la fine della stagione.[106] Il 18 luglio del 1983, al primo turno del torneo di Kitzbühel, fu sconfitto (6-4, 6-4) dal tedesco Hans Dieter Beutel. Fu l'ultimo incontro di singolare da lui disputato in carriera.[107][108][109]

Dopo il ritiroModifica

 
Panatta (a destra), capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis, esulta con Camporese nei quarti dell'edizione 1997.

Dopo aver abbandonato le competizioni nel 1983, ricoprì la carica di capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis dal 1984 al 1997. Terminata la carriera da tennista, si dedica alla motonautica ed eccelle anche nell'offshore: nel 1991 diventa campione del mondo nella classe Evolution e primatista mondiale di velocità sull'acqua.

StatisticheModifica

Grande SlamModifica

Torneo 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 V–S
Roland Garros 1T 4T 3T QF SF 2T SF V QF 2T 3T 1T 2T 2T A 35–13
Wimbledon A 1T 3T 2T A 3T 2T 3T 2T A QF 3T A A A 17-9
US Open (erba) A A A 1T 3T A Non più disputato su questa superficie 2–2
US Open (Terra) Disputato su erba A 2T 3T Non più disputato su questa superficie 3–2
US Open (cemento) Disputato su erba Disputato su terra Har-Tru 4T 1T A 3T A A 5–3
Australian Open 1T A A A A A A A A A A A A A A 0–1
Titoli 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1
Vittorie-Sconfitte 0–2 3–2 4–2 5–3 7–2 3–2 7–2 10–2 7–3 4–2 6–3 2-2 3-2 1-1 0-0 62-30

Titoli vinti in singolare (10)Modifica

No. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1971   Senigallia Terra rossa   Martin Mulligan 6–3, 7–5, 6–1
2. 1973   Bournemouth Terra rossa   Ilie Năstase 6–8, 7–5, 6–3, 8–6
3. 1974   Firenze (1) Terra rossa   Paolo Bertolucci 6–3, 6–1
4. 1975   Kitzbühel Terra rossa   Jan Kodeš 2–6, 6–2, 7–5, 6–4
5 1975   Stoccolma Cemento Indoor   Jimmy Connors 4–6, 6–3, 7–5
6. 1976   Roma Terra rossa   Guillermo Vilas 2–6, 7–6, 6–2, 7–6
7. 1976   Roland Garros Terra rossa   Harold Solomon 6–1, 6–4, 4–6, 7–6
8. 1977   Houston Terra rossa   Vitas Gerulaitis 7–6, 6–7, 6–1
9. 1978   Tokyo Terra rossa   Pat DuPré 6–3, 6–3
10. 1980   Firenze (2) Terra rossa   Raúl Ramírez 6–2, 2–6, 6–4

Finali perse in singolare (16)Modifica

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1972   Amburgo Terra battuta   Manuel Orantes 3–6 8–9 0–6
2. 1972   Gstaad Terra battuta   Andrés Gimeno 5–7, 8–9, 4–6
3. 1973   Valencia Terra battuta   Manuel Orantes 4–6, 4–6, 3–6
4. 1973   Barcellona Terra battuta   Ilie Năstase 1–6, 6–3, 1–6, 2–6
5. 1973   Nizza Terra battuta   Manuel Orantes 6–7, 7–5, 6–4, 6–7, 10–12
6. 1973   Madrid Terra battuta   Ilie Năstase 3–6, 6–7, 7–5, 1–6
7. 1973   Firenze Terra battuta   Ilie Năstase 3–6, 6–3, 6–0, 6–7, 4–6
8. 1974   Båstad Terra battuta   Björn Borg 3–6, 0–6, 7–6, 3–6
9. 1975   Madrid (2) Terra battuta   Jan Kodeš 2–6, 6–3, 6–7, 2–6
10. 1975   Barcellona (2) Terra battuta   Björn Borg 6–1, 6–7, 3–6, 2–6
11. 1975   ATP Buenos Aires Terra battuta   Guillermo Vilas 1-6, 4–6, 4-6
12. 1976   Gstaad (2) Terra battuta   Raúl Ramírez 5–7, 7–6, 1–6, 3–6
13. 1978   Roma Terra battuta   Björn Borg 6–1, 3–6, 1–6, 6–4, 3–6
14. 1978   Bologna Sintetico   Peter Fleming 2–6, 6–7
15. 1980   Ginevra Terra battuta   Balázs Taróczy 3–6, 2–6
16. 1980   Parigi Sintetico   Brian Gottfried 6–4, 3–6, 1–6, 6–7

Posizioni nella classifica ATP di fine annoModifica

  • 1973: 14º
  • 1974: 34º
  • 1975: 14º
  • 1976: 7º
  • 1977: 23º
  • 1978: 23º
  • 1979: 28º
  • 1980: 32º
  • 1981: 39º
  • 1982: 174º[110]

Titoli vinti in doppio (18)Modifica

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1973   ATP Firenze, Firenze Terra battuta   Paolo Bertolucci   Juan Gisbert /   Ilie Năstase 6-3, 6-4
2. 1974   ATP Firenze, Firenze (2) Terra battuta   Paolo Bertolucci   Robert Machan /   Balázs Taróczy 6-3, 3-6, 6-4
3. 1974   Swedish Open, Båstad Terra battuta   Paolo Bertolucci   Ove Nils Bengtson /   Björn Borg 6-3, 2-6, 6-3
4. 1974   Sao Paulo WCT, San Paolo del Brasile Sintetico indoor   Ion Țiriac   Ove Nils Bengtson /   Björn Borg 7–5, 3–6, 6–3
5. 1975   Bologna Indoor, Bologna Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Arthur Ashe /   Tom Okker 6-3, 3-6, 6-3
6. 1975   Rothmans International London, Londra Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Jürgen Fassbender /   Hans-Jürgen Pohmann 6-3, 6-4
7. 1975   Austrian Open, Roma Terra battuta   Paolo Bertolucci   Patrice Dominguez /   François Jauffret 6-2, 6-2, 7-6
8. 1975   ATP Buenos Aires, Buenos Aires Terra battuta   Paolo Bertolucci   Jürgen Fassbender /   Hans-Jürgen Pohmann 3-6, 6-1, 8-6
9. 1977   Houston Open, Houston Terra battuta   Ilie Năstase   John Alexander /   Phil Dent 6-3, 6-4
10. 1977   St. Louis WCT, St. Louis WCT Sintetico indoor   Ilie Năstase   Vijay Amritraj /   Dick Stockton 6–4, 3–6, 7–6
11. 1977   Rothmans International London, Londra (2) Sintetico indoor   Ilie Năstase   Mark Cox /   Eddie Dibbs 7-6(5), 6-7(3), 6-3
12. 1978   ATP Firenze, Firenze (3) Terra battuta   Corrado Barazzutti   Mark Edmondson /   John Marks 6-3, 6-7, 6-3
13. 1979   Torneo Godó, Barcellona Terra battuta   Paolo Bertolucci   Carlos Kirmayr /   Cássio Motta 6-4, 6-3
14. 1979   ATP Firenze, Firenze (4) Terra battuta   Paolo Bertolucci   Ivan Lendl /   Pavel Složil 6-4, 6-3
15. 1980   Monte Carlo Open, Monte Carlo Terra battuta   Paolo Bertolucci   Vitas Gerulaitis /   John McEnroe 6-2, 5-7, 6-4
16. 1980   Paris Open, Parigi Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Brian Gottfried /   Raymond Moore 6-4, 6-4
17. 1981   Lorraine Open, Nancy Cemento indoor   Ilie Năstase   John Feaver /   Jiří Hřebec 6–4, 2–6, 6–4
19. 1982   ATP Firenze, Firenze (5) Terra battuta   Paolo Bertolucci   Sammy Giammalva Jr. /   Tony Giammalva 7-6, 6-1

Finali perse in doppio (10)Modifica

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1973   British Hard Court Championships, Bournemouth Terra battuta   Ion Țiriac   Juan Gisbert /   Ilie Năstase 4-6, 6-8
2. 1975   Richmond WCT, Richmond Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Hans Kary /   Fred McNair 6-7, 7-5, 6-7
3. 1975   Barcelona WCT, Barcellona Sintetico indoor   Paolo Bertolucci   Arthur Ashe /   Tom Okker 5-7, 1-6
4. 1976   Swiss Open Gstaad, Gstaad Terra battuta   Paolo Bertolucci   Jürgen Fassbender /   Hans-Jürgen Pohmann 5-7, 3-6, 3-6
5. 1976   Stockholm WCT, Stoccolma Sintetico indoor   Tom Okker   Aleksandre Met'reveli /   Ilie Năstase 4-6, 5-7
6. 1977   Carolinas International Tennis, Charlotte Sintetico indoor   Corrado Barazzutti   Tom Okker /   Ken Rosewall 1-6, 6-3, 6-7
7. 1977   Mexico City WCT, Città del Messico Cemento   Ilie Năstase   Wojciech Fibak /   Tom Okker 2-6, 3-6
8. 1977   Masters Doubles WCT, Kansas City Sintetico indoor   Vitas Gerulaitis  Vijay Amritraj /   Dick Stockton 6-7, 6-7, 6-4, 3-6
9. 1979   Alan King Tennis Classic, Las Vegas Cemento   Raúl Ramírez   Marty Riessen /   Sherwood Stewart 6-4,4-6, 6-7
10. 1981   ATP Firenze, Firenze Terra battuta   Paolo Bertolucci   Raúl Ramírez /   Pavel Složil 3-6, 6-3, 3-6

RiconoscimentiModifica

OnorificenzeModifica

  Collare d'oro al merito sportivo
«Coppa Davis 1976»
— 2018[113]

NoteModifica

  1. ^ Il totale delle vittorie e sconfitte in singolare comprende gli incontri ATP nei tornei Open e quelli in Coppa Davis
  2. ^ Riccardo Bisti, E se gli Assoluti..., su tennisbest.com, 17 giugno 2012. URL consultato il 31 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2015).
  3. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 355.
  4. ^ Adriano Panatta, Più dritti che rovesci, p. 12.
  5. ^ Adriano Panatta, Più dritti che rovesci, p. 16.
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  11. ^ Adriano Panatta, Più dritti che rovesci, p. 20.
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  69. ^ 1976, annus mirabilis per Panatta & Co.. URL consultato il 23 agosto 2018.
  70. ^ Profilo ATP di Adriano Panatta, su atpworldtour.com.
  71. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 354.
  72. ^ Nell'incontro decisivo della famosa finale di Coppa Davis contro il Cile nel 1976, in doppio insieme a Paolo Bertolucci, indossò una maglietta rossa in segno di protesta e dissenso verso la dittatura militare retta da Augusto Pinochet. Su questo gesto simbolico, e più in generale sul personaggio Panatta, il regista Mimmo Calopresti realizzò il documentario La maglietta rossa, nel 2009. Inoltre, i Modena City Ramblers dedicarono a questa impresa la canzone "Due magliette rosse" dell'album Niente di nuovo sul fronte occidentale (album).
  73. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
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  80. ^ (EN) Panatta Defeats Gerulaitis in Final. URL consultato il 24 agosto 2018.
  81. ^ Secondo quanto riferisce Panatta nel suo libro Più dritti che rovesci, Warwick abbandonò l'incontro all’inizio del terzo game del terzo set, per un senso di frustrazione, avendo mancato alcuni set-point sul 5-1 in suo favore nel primo set. Trattasi ovviamente di un refuso: come dimostra il punteggio dell'incontro (4-6, 9-8, 2-0 RIT), Warwick mancò addirittura dei match-point durante il secondo set.
  82. ^ Adriano Panatta, Più dritti che rovesci, p. 138.
  83. ^ MonrifNet, Ubitennis - I match "azzurri" da leggenda - parte 1: da Pietrangeli a Panatta, su www.ubitennis.com. URL consultato il 16 agosto 2018.
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  107. ^ In doppio, disputò anche il primo turno degli US Open 1984, in coppia con Ilie Nastase, e fu sconfitto da Jerome Jones e Kelly Jones. Errata è l'indicazione fornita dal sito dell'ATP, secondo cui, in quello stesso anno, Panatta avrebbe disputato, insieme a Henrik Sundström, la prova di doppio del torneo di Palermo. In quel torneo, in coppia con il giocatore svedese, era iscritto e partecipò, giungendo in finale, il fratello di Panatta, Claudio.
  108. ^ Adriano Panatta 1984 ATP, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  109. ^ Sundstrom finalista in doppio - Palermo 1984, su atpworldtour.com.
  110. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 13 agosto 2018.
  111. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  112. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  113. ^ Collari d'oro 2018, su coni.it. URL consultato il 21 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Gianni Clerici, 500 anni di tennis, Verona, Mondadori Electa, 2007.
  • Adriano Panatta, Io e il tennis. La mia vita raccontata a Luca Liguori, Torino, SEI, 1977.
  • Adriano Panatta, Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo, Milano, Rizzoli, 2009.

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