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Rafael Nadal

tennista spagnolo
Rafael Nadal
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Rafael Nadal al Roland Garros del 2017
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 185[1] cm
Peso 85[1] kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 918 – 189(82,93%)
Titoli vinti 80[1]
Miglior ranking 1º (18 agosto 2008)
Ranking attuale 1º (25 giugno 2018)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open V (2009)
Francia Roland Garros V (2005, 2006, 2007, 2008, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2017, 2018)
Regno Unito Wimbledon V (2008, 2010)
Stati Uniti US Open V (2010, 2013, 2017)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals F (2010, 2013)
Olympic flag.svg Giochi olimpici Oro (2008)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 131 – 72 (64,68%)
Titoli vinti 11
Miglior ranking 26º (8 agosto 2005)
Ranking attuale 543º (20 novembre 2017)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 3T (2004, 2005)
Francia Roland Garros -
Regno Unito Wimbledon 2T (2005)
Stati Uniti US Open SF (2004)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici Oro (2016)
Palmarès
Oro Coppa Davis 2004
Oro Coppa Davis 2008
Oro Coppa Davis 2009
Oro Coppa Davis 2011
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 5 settembre 2018

Rafael Nadal Parera, detto Rafa (Manacor, 3 giugno 1986) è un tennista spagnolo, numero 1 della classifica ATP[1].

In virtù dei record e dei titoli conseguiti, dello stile di gioco potente, completo ed efficace su tutte le superfici, è ampiamente riconosciuto come uno dei migliori tennisti di tutti i tempi.[2][3][4][5][6][7][8] Le sue numerose vittorie sulla terra rossa (record di 57 titoli) gli sono valse il soprannome di The King of Clay ("Il Re della terra battuta"), superficie sulla quale è considerato il più grande giocatore della storia del tennis.[9][10][11][12][13][14][15]

Nella sua carriera ha vinto 17 titoli del Grande Slam (secondo alle spalle di Roger Federer) su 24 finali disputate (1 Australian Open, 11 Roland Garros, 2 Wimbledon e 3 US Open), la medaglia d'oro olimpica nel singolare del 2008 e la medaglia d'oro olimpica nel doppio del 2016, 33 tornei ATP Masters 1000 (record assoluto), 20 tornei ATP 500 (record condiviso con Roger Federer), 9 tornei ATP 250 e 4 Coppe Davis con la nazionale spagnola (2004, 2008, 2009 e 2011).

È numero uno della classifica ATP e lo è stato per un totale di 194 settimane: ha conquistato la vetta del ranking per la prima volta il 18 agosto 2008 mantenendola fino al 5 luglio 2009, e in seguito si è dimostrato in grado di riconquistarla in sei ulteriori occasioni: dal 7 giugno 2010 al 3 luglio 2011, dal 7 ottobre 2013 al 6 luglio 2014, dal 21 agosto 2017 al 18 febbraio 2018, dal 2 aprile 2018 al 13 maggio 2018, dal 21 maggio 2018 al 17 giugno 2018, riconquistandola dopo appena una settimana, il 25 giugno 2018. È il tennista che ha occupato più a lungo la seconda posizione del ranking mondiale per un record di 280 settimane complessive, di cui 160 consecutive dietro al suo rivale Roger Federer.[16]

Nel 2009 è diventato il primo giocatore della storia a detenere contemporaneamente tre titoli del Grande Slam su tre diverse superfici (terra battuta, erba e cemento).

Nel 2010, dopo aver vinto lo US Open, è diventato uno degli otto giocatori ad aver completato il Career Grand Slam, il più giovane a farlo nell'era Open[1]. Inoltre è stato il secondo tennista della storia (il terzo giocatore in assoluto dopo Steffi Graf e Andre Agassi) a raggiungere il Career Golden Slam.[17]

È l'11º tennista della storia ad aver raggiunto il traguardo delle 1000 partite ATP giocate, il 5° ad averne vinte 900 in singolare ed il 6º giocatore ad aver raggiunto quello delle 100 finali giocate nei tornei del singolare.

Nadal è l'unico giocatore nella storia del tennis maschile e il secondo in totale ad aver vinto uno Slam per 11 volte (Nadal 11 volte il Roland Garros, Margaret Court 11 volte l'Australian Open) e l'unico tennista ad aver vinto almeno uno Slam ed un Masters 1000 per 10 stagioni consecutive (2005-2014).

È anche l'unico tennista della storia ad aver vinto 50 set consecutivi su una singola superficie (nel suo caso la terra rossa). Il primato è cominciato con la vittoria al primo turno degli Open di Francia 2017 ed è terminato con la sconfitta ai quarti al Mutua Madrid Open 2018, subita per opera dell'austriaco Dominic Thiem.

È l'unico tennista della storia ad aver vinto 11 volte lo stesso Slam (Roland Garros), 11 volte lo stesso Masters1000 (Monte Carlo) e 11 volte lo stesso ATP 500 (Barcellona) e il solo ad aver vinto almeno 400 partite su due superfici diverse, ossia cemento e terra rossa.

In occasione delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, il tennista maiorchino, vincendo la medaglia d'oro nel doppio maschile in coppia con Marc López, è diventato il primo tennista della storia a vincere tutti e quattro i tornei dello Slam, la coppa Davis e la medaglia d'oro olimpica sia nel singolare che nel doppio maschile.

È l'unico tennista della storia ad aver vinto per tre volte (2010, 2013 e 2017) il Roland Garros e gli US Open nella stessa stagione. L'impresa era riuscita due volte a Rod Laver (1962,1969) e Ivan Lendl (1986, 1987).

Con un montepremi di 100 milioni di dollari è il terzo tennista ad aver guadagnato di più nella storia del tennis, preceduto da Roger Federer e Novak Djokovic.

È inoltre uno degli sportivi più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato attorno ai 300 milioni di dollari.

Indice

BiografiaModifica

Rafael Nadal Parera è nato a Manacor, sull'isola di Maiorca, da Sebastián Nadal e Ana María Parera. Ha una sorella minore di nome María Isabel. È nipote ex fratre dell'ex calciatore Miguel Ángel Nadal, difensore del RCD Mallorca, del Barcellona e della nazionale spagnola.[18] Avendo compreso il talento naturale di Rafael per il tennis un altro zio paterno, Toni Nadal, ex-tennista professionista, iniziò a farlo giocare quando aveva appena tre anni e, sin da allora, è stato il suo allenatore fino al 2017.[19]

Lo spagnolo ha continuato a vivere a Manacor anche dopo essere diventato professionista e vi fa ritorno appena può per rilassarsi pescando e giocando a golf;[20] qui ha anche conosciuto la sua ragazza María Francisca Perelló, fidanzati dal dicembre 2005, che per la prima volta è andata con Rafael in Australia per assistere al primo torneo del Grand Slam l'Australian Open.[21]

Nel 2008 l'osservatorio astronomico di Maiorca ha dedicato al tennista un asteroide noto come 128036 Rafaelnadal,[22] e nello stesso anno Rafael ha fondato un'associazione benefica che porta il suo nome, la Rafa Nadal Foundation.[23]

Questa fondazione, la cui presidente è sua madre Ana María, ha come scopo lo sviluppo di azioni di assistenza sociale e di progetti cooperativi in Spagna e nei paesi in via di sviluppo.[24] Sempre nel 2008 è stato il primo tennista maschile ad aver vinto per i suoi meriti sportivi il Premio Principe delle Asturie, dopo le tenniste Arantxa Sánchez Vicario, Steffi Graf e Martina Navrátilová.[25] Nel 2010 la celebre cantante colombiana Shakira lo ha voluto come protagonista assieme a lei nel video del suo singolo Gypsy.[26] Nello stesso anno, in occasione della sua partecipazione al torneo di Bangkok, Nadal ha partecipato al progetto Un milione di alberi per il Re, piantando un albero in onore del monarca Bhumibol Adulyadej.[27]

È socio onorario del Real Madrid.[28]

Carriera sportivaModifica

Gli esordiModifica

All'età di 8 anni Rafael praticava sia il calcio che il tennis, e in quest'ultima disciplina vinse un torneo regionale per under-12.[18][29] Visto il notevole risultato, suo zio Toni intensificò gli allenamenti; Rafael colpiva sia il dritto che il rovescio usando entrambe le mani, ma il suo allenatore gli disse: "Nessun giocatore professionista gioca con due mani e noi non saremo i primi, quindi devi cambiare". A Rafael venne naturale utilizzare la sinistra per il dritto, sebbene nella vita sia destro.[29][30][31]

All'età di 12 anni, Nadal vinse i titoli spagnoli ed europei di tennis nella sua fascia di età, nonostante continuasse a giocare a calcio.[29] A quel punto suo padre gli fece scegliere quale dei due sport continuare, per evitare di danneggiare il suo rendimento scolastico:[29] Rafael scelse il tennis, ma nonostante l'abbandono del calcio giocato, continua tuttora a seguirlo.

Quando aveva 14 anni la federazione spagnola di tennis gli chiese di lasciare Maiorca per trasferirsi a Barcellona, in modo da continuare più efficacemente i suoi allenamenti. La famiglia di Rafael rifiutò la richiesta, in parte perché temevano che avrebbe influito sulla sua educazione,[29] ma anche perché Toni Nadal disse: "Non voglio credere che occorra andare in America, o in altri posti per essere un buon atleta. Puoi riuscirci anche stando a casa."[19] La decisione di rimanere a Maiorca fece sì che Nadal ricevesse un minore sostegno finanziario da parte della federazione, tuttavia suo padre coprì i costi. Nel maggio del 2001 Rafael riuscì a sconfiggere in un match di esibizione sulla terra rossa l'ex-vincitore di Wimbledon Pat Cash.[18] Sempre nel maggio di quell'anno partecipò a uno dei suoi primi tornei internazionali, i Giochi delle Isole, disputatisi proprio nelle "sue" Baleari, contribuendo alla vittoria della medaglia d'oro.[32] Nadal non ebbe una vera e propria carriera da juniores. Partecipò infatti a pochi degli eventi organizzati dall'ITF, raggiungendo le semifinali del torneo junior di Wimbledon 2002[33] e vincendo tutte le partite disputate per la Coppa Davis Junior.[34][35] Prese parte invece a diversi tornei futures e alcuni Challenger, vincendo il suo primo match ATP il 29 aprile 2002 a Maiorca contro l'allora nº 81 del mondo Ramón Delgado. Divenne così il nono under-16 a vincere un match nell'era open[1]. A fine 2002 era al 200º posto nella classifica mondiale ATP.[36]

2003-2004: i primi anniModifica

Nel 2003 conquistò il suo primo titolo challenger a Barletta, e poche settimane dopo giocò il suo primo torneo Master a Monte Carlo. Qui raggiunse il terzo turno partendo dalle qualificazioni, e batté fra gli altri Albert Costa, all'epoca detentore del Roland Garros. Questa performance gli permise di entrare a 16 anni e 10 mesi fra i primi 100 al mondo, secondo più giovane della storia a riuscirci dopo Aaron Krickstein.[34] Saltò il Roland Garros per un infortunio al gomito,[1] ma si riprese in tempo per debuttare a Wimbledon, dove divenne il primo under-18 a raggiungere il terzo turno dopo Boris Becker nel Torneo di Wimbledon 1984.[1] Dopo un mese era fra i top 50, e a fine anno si classificò in 49ª posizione, vincendo il premio per il miglior esordiente ATP.[37]

Nel gennaio 2004 raggiunse la sua prima finale ATP ad Auckland, e un mese dopo debuttò in Coppa Davis nel match di primo turno contro la Repubblica Ceca. Perse all'esordio con Jiří Novák, ma quella fu la sua ultima sconfitta in singolare nella competizione per nazioni: due giorni dopo ottenne il punto decisivo per la Spagna battendo Radek Štěpánek. Nel torneo Master Series di Miami, dove partiva come ultima testa di serie, ottenne al terzo turno un risultato prestigioso, affrontando e battendo con un doppio 6-3 il numero uno del mondo Roger Federer, e dando così inizio alla più interessante rivalità del tennis contemporaneo. Nei mesi successivi, a causa di una frattura da stress al piede sinistro,[34] fu costretto a saltare praticamente tutta la stagione sulla terra rossa, incluso il Roland Garros. Poco dopo il rientro dalla pausa forzata, in agosto, vinse a Sopot il suo primo titolo ATP, battendo in finale José Acasuso e senza perdere nemmeno un set durante il torneo.

L'anno si chiuse con la finale di Davis contro gli Stati Uniti; Nadal fu scelto al posto di Juan Carlos Ferrero per disputare il secondo match contro il nº 1 americano e nº 2 del mondo Andy Roddick, che pochi mesi prima l'aveva battuto con facilità al secondo turno degli US Open. Rafael perse il primo set al tie-break, ma si aggiudicò i successivi tre; grazie alla sua vittoria e agli altri due punti portati da Carlos Moyá la Spagna conquistò la sua seconda insalatiera e Nadal divenne, a 18 anni e 6 mesi, il più giovane vincitore nella storia del trofeo.[34][38][39] Terminò la stagione al 51º posto della classifica mondiale.

2005: la consacrazione: 1° Roland GarrosModifica

Il 2005 si aprì con la sconfitta al quarto turno all'Australian Open 2005, in cui perse contro Lleyton Hewitt, che avrebbe poi raggiunto la finale. Due mesi più tardi Nadal arrivò in finale al Masters di Miami dove fu sconfitto, nella rivincita dell'anno precedente, da Roger Federer in cinque set. Questi risultati sono considerati da molti osservatori come il punto di svolta della carriera di Nadal,[40] dato che nei mesi successivi cominciò la scalata alla classifica.

La primavera successiva infatti vide l'inizio del dominio di Rafael sulla terra rossa. Con 24 vittorie consecutive infranse il record di Andre Agassi di vittorie per un teenager,[41] conquistando nel giro di due mesi il suo primo Masters di Monte Carlo, il Masters Series di Roma, dove vinse contro Guillermo Coria dopo una sfida infinita durata 5 ore e 14 minuti, e il Torneo Godó di Barcellona. Infine, alla sua prima partecipazione al Roland Garros, nel giorno del suo compleanno sconfisse Federer in semifinale e due giorni più tardi batté in finale Mariano Puerta, conquistando il suo primo torneo del Grande Slam. Nadal divenne così il terzo tennista a vincere uno Slam alla prima partecipazione dopo Mats Wilander nel 1982, e Andre Agassi nell'Australian Open 1995, e il primo teenager a farlo dopo la vittoria di Pete Sampras allo US Open 1990. Con questa serie di vittorie si issò fino al 3º posto della classifica ATP.[42]

Tre giorni dopo il trionfo parigino, al torneo di Halle sull'erba, arrivò una brusca battuta d'arresto contro il tedesco Alexander Waske.[43] A Wimbledon arrivò l'eliminazione al secondo turno per mano del lussemburghese Gilles Müller. Subito dopo il torneo Nadal infilò una nuova serie di 16 vittorie consecutive in tre tornei diventando, il 25 luglio, il nº 2 del mondo; non scenderà più sotto questa posizione fino al 17 agosto 2009.

La stagione sul cemento nordamericano iniziò con la vittoria in finale in Canada contro Andre Agassi, grazie alla quale conquistò il primo titolo ATP della sua carriera su questa superficie. Nel successivo Masters Series di Cincinnati fu però eliminato al primo turno per mano del ceco Tomas Berdych. Agli US Open, dove era testa di serie nº 2, dopo aver superato due wild-card statunitensi, Bobby Reynolds e Scoville Jenkins, si arrese in quattro set al nº 49 del mondo James Blake. In settembre sconfisse Guillermo Coria nella finale di Pechino, e vinse entrambe le partite in singolare contro l'Italia in Coppa Davis. Il mese successivo ottenne la quarta vittoria in un torneo della categoria Masters Series, a Madrid, contro Ivan Ljubičić, la prima sul cemento indoor. Durante la partita, tuttavia, Nadal si infortunò gravemente allo scafoide tarsale del piede sinistro, scoprendo così di avere una malformazione congenita dell'osso. Fu, pertanto, costretto a rinunciare all'esordio al Masters di fine anno di Shanghai, chiudendo la stagione al secondo posto del ranking mondiale.[44]

Il 2005 fu l'anno della consacrazione: conquistò ben undici tornei in stagione (Salvador, Acapulco, Monte Carlo, Barcellona, Roma, Open di Francia, Bastad, Stoccarda, Montréal, Pechino, Madrid) su dodici finali disputate (solo Federer fece altrettanto quell'anno), stabilendo il record di tornei Masters Series vinti in un anno (4, record che ha condiviso con Federer fino ai 5 titoli di Đoković nel 2011). Otto dei tornei vinti si giocarono sulla terra rossa, gli altri sul cemento. Nel corso dell'anno Nadal ottenne 79 vittorie, secondo soltanto alle 81 di Federer; vinse inoltre il Golden Bagel Award per i ben 12 set vinti per 6-0.[45] Conquistò infine la più alta posizione in classifica a fine anno per uno spagnolo, e il premio ATP per il giocatore che è migliorato di più.[37]

2006: 2° Roland GarrosModifica

 
Nadal al torneo Godó 2006 di Barcellona.

Il 2006 si aprì con il forfait agli Australian Open ancora a causa dell'infortunio allo scafoide: secondo i medici la malformazione avrebbe potuto costringere Rafael al ritiro dal tennis, ma l'utilizzo di una soletta speciale per la scarpa sinistra lo aiutò a tenere il problema sotto controllo, accrescendo tuttavia il rischio di infortunio per altre parti del corpo, fra cui le ginocchia.[44] Tale accorgimento gli consentì di tornare in campo a Marsiglia, dove raggiunse la semifinale. Il ritorno alla vittoria arrivò poche settimane dopo a Dubai, dove sconfisse in finale Federer. L'inizio di stagione sul cemento si concluse con le eliminazioni in semifinale a Indian Wells (da James Blake) e al secondo turno a Miami (da Carlos Moyá).

 
Nadal col trofeo del Roland Garros 2006.

Al ritorno del circuito sui campi di terra rossa europea, Nadal si aggiudicò nuovamente il Masters Series di Monte Carlo, il torneo casalingo di Barcellona, e gli Internazionali d'Italia, battendo nelle finali di entrambi i Masters Series Federer (al Torneo Godó batté Tommy Robredo). A Roma il torneo si concluse con un match deciso al tie-break del quinto set, dopo più di cinque ore di gioco, in cui Nadal annullò ben due match point allo svizzero. Con questi risultati eguagliò il record di 16 vittorie in tornei ATP di un teenager, appartenuto a Björn Borg.[1] L'11 giugno Nadal batté nuovamente il rivale svizzero nella finale del Roland Garros, conquistando il suo secondo torneo dello Slam: la partita cominciò con due set brevi, finiti 6-1 prima per Federer e poi per Nadal; nel terzo set, Nadal vinse con un break di vantaggio per 6-4, e nel quarto arrivò a servire per il match.

A questo punto però Roger recuperò il break di svantaggio, costringendo Rafael al tie-break, che vinse quest'ultimo per 7-4. Nadal divenne così il primo giocatore a sconfiggere Federer in una finale dello Slam.[46] Inoltre, con il passaggio del primo turno del Roland Garros contro lo svedese Robin Söderling, stabilì il nuovo record di vittorie consecutive sulla terra rossa, 54, superando la striscia dell'argentino Guillermo Vilas: la serie aveva avuto inizio nel 2005 a Monte Carlo. Commentando questo risultato lo stesso Vilas lo definì come meno impressionante del suo, in quanto le vittorie ottenute da Nadal erano distribuite in due anni, e includevano tornei di livello inferiore.[47]

Sull'erba Nadal si infortunò alla spalla nella partita contro Lleyton Hewitt al torneo del Queen's:[48] costretto a ritirarsi, pose fine ad una serie di 26 vittorie consecutive. A Wimbledon Rafael rischiò l'eliminazione al secondo turno da parte dell'americano Robert Kendrick, passato dalle qualificazioni ma, dopo aver annullato due match point, riuscì a vincere al quinto set.[49] Al turno successivo, Nadal affrontò e sconfisse in tre set l'ex nº 1 del mondo Andre Agassi, in quella che fu l'ultima partita dell'americano al torneo londinese. Anche nei turni successivi Rafael vinse in tre set, raggiungendo in finale Federer, già detentore del trofeo dal 2003. L'ultimo spagnolo a giocare in finale a Londra era stato Manuel Santana nel 1966. Lo svizzero, nella prima sfida con il suo rivale sulla sua erba, si prese la rivincita della finale di Parigi, battendo il mancino di Manacor in quattro set (6-0, 7-65, 62-7, 6-3).

Il dopo Wimbledon fu deludente: Nadal venne eliminato nei primi turni nei tornei nordamericani del Canada e di Cincinnati. Agli US Open raggiunse per la prima volta i quarti di finale dove fu sconfitto in 4 set dal russo Michail Youzhny. Nel resto dell'anno partecipò soltanto a tre tornei. All'Open di Stoccolma fu eliminato inaspettatamente dal nº 690 del mondo Joachim Johansson, mentre la settimana successiva, al torneo di Madrid in cui era campione uscente, fu sconfitto da Tomas Berdych ai quarti. Alla sua prima Masters Cup fu sconfitto da Blake nel Round Robin, ma vinse contro il russo Nikolaj Davydenko e Robredo, accedendo alla semifinale. Qui venne battuto in due set 6-4, 7-5 da Federer, concludendo anche questa stagione al secondo posto dietro lo svizzero. Dopo Agassi nel biennio 1994-1995 fu il primo tennista a restare nº 2 per due anni consecutivi.[1]

2007: 3° Roland GarrosModifica

L'anno iniziò con la partecipazione a sei tornei sul cemento. Nei primi due venne sconfitto in semifinale (a Chennai) e al primo turno (a Sydney), per recarsi quindi agli Australian Open, dove uscì ai quarti di finale per mano del cileno Fernando González, futuro finalista. Dopo una nuova sconfitta ai quarti a Dubai, dove difendeva la vittoria dell'anno precedente, riuscì per la prima volta a conquistare il Masters di Indian Wells, battendo in finale Novak Đoković. Il serbo tuttavia si rifece eliminandolo pochi giorni dopo ai quarti del Masters di Miami.

Sulla terra rossa, come sempre, Nadal diede il meglio di sé: al Masters di Monte-Carlo vinse il suo terzo trofeo battendo ancora una volta in finale Roger Federer, e confermò poco dopo il suo dominio anche a Barcellona (finale con Guillermo Cañas) e al Masters di Roma, sconfiggendo in finale González. Nel corso di questo torneo, inoltre, superò il record di 75 vittorie consecutive su una singola superficie (nel suo caso sulla terra), detenuto in precedenza da John McEnroe sul sintetico. La striscia si interruppe a quota 81 al torneo di Amburgo dove, per la prima volta, Federer riuscì a batterlo sul rosso. Nel frattempo, fra i tornei di Barcellona e Roma, i due si erano affrontati ancora una volta in un match di esibizione a Maiorca, chiamato Battaglia delle Superfici, su un campo per metà in terra battuta e per metà in erba (la superficie preferita da Federer). Anche in questa occasione Nadal era riuscito a imporsi sul rivale svizzero.[50] Nonostante la sconfitta di Amburgo due settimane più tardi Nadal affrontò e sconfisse nuovamente Federer nella loro seconda finale del Roland Garros. Ottenne dunque per il terzo anno consecutivo il titolo nello Slam rosso (unico tennista dopo Borg nell'era Open), col punteggio di 6-3, 4-6, 6-3, 6-4, cedendo proprio nell'ultima partita l'unico set perso nel torneo, e allungando la sua serie positiva sulla terra parigina a 21 vittorie consecutive.

Sull'erba inglese ancora una volta Nadal fu eliminato dal torneo del Queen's ai quarti di finale e, esattamente come l'anno precedente, raggiunse la finale di Wimbledon, ancora una volta contro Federer. La partita però seguì un copione ben diverso da quello del 2006: per la prima volta in cinque anni infatti lo svizzero fu costretto a un match di cinque set.[51] Alla fine fu il campione elvetico a prevalere con il punteggio di 7-67, 4-6, 7-63, 2-6, 6-2, ma la partita mostrò gli enormi progressi fatti da Nadal su questa superficie.[52]

Nel prosieguo di stagione Nadal si aggiudicò il torneo di Stoccarda ma, come l'anno precedente, non brillò nella seconda parte dell'anno: fu eliminato in semifinale a Montréal e al secondo turno a Cincinnati, per poi fermarsi negli ottavi degli US Open per mano del connazionale David Ferrer in 4 set. Chiuse la stagione con la finale del torneo Masters Series di Parigi Bercy (sconfitto dall'argentino David Nalbandian per 6-4, 6-0), e con una nuova semifinale alla Masters Cup di Shanghai (ancora battuto da Federer per 6-4, 6-1), confermandosi al secondo posto del ranking.

2008: 4° Roland Garros, 1° Wimbledon, oro olimpico e numero 1 del mondoModifica

Il 2008, assieme al 2005, al 2010, al 2013 e al 2017, è stato uno degli anni migliori nella carriera del maiorchino: cominciò con la finale a Chennai, dove riuscì a vincere soltanto un game contro il russo Michail Youzhny, e con la prima semifinale agli Australian Open, dove venne sconfitto dalla sorpresa del torneo Jo-Wilfried Tsonga. Arrivato al primo Masters Series di Indian Wells dopo le non brillanti prestazioni di Rotterdam (sconfitto al secondo turno da Seppi) e Dubai (eliminato ai quarti da Roddick), batté Tsonga e Blake prima di soccombere in semifinale a Đoković, che gli successe poi nell'albo d'oro del torneo, e la settimana successiva perse la finale di Miami contro Nikolaj Davydenko.

Dopo aver giocato e vinto a Brema in Davis contro Nicolas Kiefer, in aprile si aggiudicò per la quarta volta di fila il Masters Series di Monte Carlo, battendo ancora Federer in finale, nonostante lo svizzero fosse avanti per 4-0 nel secondo set.[53] Il giorno dopo divenne il primo giocatore ad aggiudicarsi nella stessa edizione del torneo singolare e doppio, sconfiggendo insieme a Tommy Robredo la coppia formata da Mahesh Bhupathi e Mark Knowles con il punteggio di 6-3, 6-3. A Barcellona confermò il poker di Monte Carlo, battendo David Ferrer con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-1.

A Roma Nadal uscì al secondo turno, sconfitto dal connazionale Ferrero per 7-5, 6-1, anche a causa di un problema di vesciche al piede.[54] Si riprese però in tempo per vincere per la prima volta ad Amburgo, eliminando in semifinale Đoković e sbarrando la strada al campione uscente Federer in finale. Al Roland Garros vinse per la quarta volta consecutiva, la prima senza perdere un set, battendo in finale il solito Federer. Quello fu il match più a senso unico fra quelli disputati fra i due negli Slam; Rafael concesse soltanto quattro game all'avversario, chiudendo 6-1, 6-3, 6-0: Federer non subiva un bagel (set finito 6-0) dal 1999.[53] Fu eguagliato così il primato di Borg, che si impose consecutivamente dal 1978 al 1981 nel torneo francese, e Nadal divenne il quarto giocatore, dopo lo stesso Borg, Sampras e Federer a vincere uno Slam quattro volte di fila.

 
Rafael Nadal con il trofeo della Rogers Cup 2008.

Al torneo del Queen's Nadal si dimostrò competitivo anche sull'erba battendo per 7-66, 7-5 Đoković, e diventando il secondo spagnolo a conquistare un torneo su questa superficie dopo la vittoria a Eastbourne di Andrés Gimeno nel 1972.[55] A Wimbledon arrivò ancora in finale dopo aver perso un solo set nel match contro Gulbis, e come nelle ultime tre edizioni si trovò di fronte Federer, che non aveva ancora perso un set nel torneo. Questa partita è considerata da molti la più bella della storia.[56][57][58][59] Per due volte il match fu interrotto dalla pioggia, dapprima nel terzo set sul 5-4 per Federer ma con lo spagnolo avanti due set a zero, poi sul 2-2 e 40 pari nel quinto set, e terminò alle 21:15 GMT, quand'era sul punto di essere sospeso per oscurità. Vinse Nadal per 6–4, 6–4, 65–7, 68–7, 9–7, dopo 4 ore e 48 minuti di gioco ed essersi visto annullare tre match point, di cui due nel tie-break del quarto set. Con questo primo Slam lontano dalla terra battuta del Roland Garros Nadal divenne il terzo giocatore dell'era open dopo Rod Laver e Borg a vincere nello stesso anno i tornei Parigi e Londra (impresa poi eguagliata da Federer nel 2009 e ripetuta dallo spagnolo nel 2010), e interruppe la serie di 65 vittorie consecutive di Federer sull'erba. Il 27 luglio lo spagnolo conquistò anche il Toronto Master Series, battendo in finale il tedesco Nicolas Kiefer con il punteggio di 6-3, 6-2, e avvicinandosi ulteriormente alla vetta del ranking mondiale.

Nel successivo torneo Masters Series di Cincinnati arrivò in semifinale, ma venne sconfitto nettamente da Novak Đoković 6-1, 7-5, fermando a 32 la sua serie di vittorie consecutive. Tuttavia, grazie a questo risultato e alla concomitante e inaspettata sconfitta di Federer al terzo turno, Nadal si assicurò l'aritmetica certezza di diventare, dopo 160 settimane consecutive da nº 2, il ventiquattresimo numero uno del mondo della classifica ATP, terzo spagnolo dopo Juan Carlos Ferrero e Carlos Moyá. A causa dell'inserimento in calendario del torneo olimpico e del conseguente anticipo di quindici giorni dei due Masters Series nordamericani (novità che provocò un disallineamento nella scadenza dei punteggi), il sorpasso ai danni di Federer avvenne solamente due settimane più tardi, il 18 agosto. La consacrazione come nº 1 arrivò però il giorno precedente, al torneo olimpico di Pechino dove, sconfitto il cileno Fernando González (6-3, 7-6, 6-3), si aggiudicò la medaglia d'oro.[60] Nadal divenne quindi il primo giocatore spagnolo ad aver vinto l'oro olimpico nell'era Open.

Sui campi in cemento di Flushing Meadows si presentò come grande favorito. Per la prima volta in carriera si spinse fino alla semifinale dove fu eliminato dallo scozzese Andy Murray, che in finale fu poi sconfitto da Roger Federer. Nelle settimane successive Rafael contribuì alla vittoria della Spagna in semifinale di Coppa Davis contro gli Stati Uniti. Con il raggiungimento della semifinale al Masters di Madrid, sconfitto dal francese Gilles Simon, Nadal ebbe la matematica certezza di chiudere l'anno in prima posizione nel ranking mondiale, primo spagnolo a riuscirci.[61] Nel torneo Masters Series di Bercy arrivò ai quarti di finale, ma dopo aver perso 6-1 il primo set contro Nikolaj Davydenko si ritirò per un problema al ginocchio.[62] Il 3 novembre annunciò, dal suo sito internet, che non avrebbe preso parte alla Masters Cup di Shanghai, per evitare un peggioramento delle sue condizioni fisiche in vista della finale di Coppa Davis contro l'Argentina, programmata fra il 21 e il 22 novembre. Una settimana più tardi tuttavia Rafael comunicò che non avrebbe potuto partecipare nemmeno a questo torneo, a causa di una tendinite:[63] la squadra spagnola riuscì comunque ad imporsi, facendo conquistare il trofeo al nº 1 del mondo per la seconda volta nonostante la sua assenza.

2009: la vittoria agli Australian OpenModifica

Il 2009 cominciò con il torneo di Doha; al termine del primo incontro (6-0, 6-1 a Fabrice Santoro), Rafael ricevette il premio per la vittoria nell'ATP Tour 2008.[64] Eliminato ai quarti dal francese Gaël Monfils si rifece nel doppio dove, assieme a Marc López, sconfisse il team nº 1 del mondo formato da Daniel Nestor e Nenad Zimonjić, nel primo incontro in una finale fra il nº 1 del singolare e il nº 1 del doppio dal 1990.[65]

 
Nadal agli Australian Open del 2009.

Nel primo Slam stagionale Nadal riuscì a centrare l'obiettivo mai raggiunto prima della finale, dopo aver sconfitto al quinto set il connazionale Fernando Verdasco in un incontro durato 5 ore e 14 minuti.[66] In finale, dopo un'altra maratona di 4 ore e 23 minuti, e con i parziali di 7-5, 3-6, 7-63, 3-6, 6-2, sconfisse Federer, conquistando il suo primo Slam sul cemento. Con questa vittoria, Nadal fu il primo spagnolo a trionfare in Australia, e il quarto tennista a vincere uno Slam su ogni superficie.

Sconfitto in finale al torneo di Rotterdam dallo scozzese Andy Murray,[67] Nadal saltò l'impegno successivo nel torneo di Dubai,[68] rientrando solo a marzo per il primo turno di Coppa Davis, dove sulla terra rossa di Benidorm batté la Serbia di Tipsarević e Đoković. Nei tornei del World Tour tornò al successo conquistando il Masters di Indian Wells dove, dopo essere stato costretto ad annullare cinque match point al terzo turno contro David Nalbandian, sconfisse Murray in finale con un netto 6-1, 6-2 senza concedere palle break, in una partita condizionata dal forte vento.[69] Nel secondo Masters 1000 di Miami venne eliminato nei quarti di finale dall'argentino Juan Martín del Potro con il punteggio di 6-4, 3-6, 7-63, dopo aver insolitamente sprecato un vantaggio di 3-0 nel terzo set. Durante il torneo Nadal iniziò ad avvertire le prime fitte di dolore alle ginocchia, causate da una tendinite che condizionerà fortemente la parte centrale della sua stagione.[70]

Al rientro in Europa vinse ancora sulla terra rossa di Monte Carlo, battendo in finale Đoković (6-3, 2-6, 6-1)[71] e diventando il primo tennista capace di vincere lo stesso torneo Masters 1000 per cinque volte consecutive. La settimana successiva ottenne il quinto successo di fila anche al Torneo Godó dove, nella replica della finale 2008, sconfisse David Ferrer per 6-2, 7-5.[72] Agli Internazionali di Roma lo spagnolo si riprese lo scettro perduto l'anno precedente, affrontando con successo il campione uscente Đoković per la seconda volta in un mese (7-62, 6-2) e diventando il primo tennista a vincere per quattro volte il torneo italiano.[73] Conquistò così il 15º Masters della carriera, staccando Federer, allora fermo a 14 titoli. Lo svizzero tuttavia lo riagguantò nel giro di una settimana, battendolo in finale a Madrid per 6-4, 6-4, e interrompendo la striscia di 33 vittorie sul rosso dello spagnolo. La semifinale di quello stesso torneo, vinta al tie-break del terzo set contro Đoković e durata 4 ore e 3 minuti, divenne il match sui 3 set più lungo della storia.[74] Allo slam parigino Nadal partecipò partendo da grande favorito.[75] Al terzo turno, con la vittoria sull'australiano Lleyton Hewitt, stabilì il record assoluto di vittorie consecutive nel torneo (30, superando Chris Evert fermatasi a quota 29, e Borg a 28). Al quarto turno, tuttavia, venne sconfitto a sorpresa dallo svedese Robin Söderling (6-2, 62-7, 6-4, 7-62), fermandosi a 31 partite vinte di fila nello Slam sul rosso; si trattò della prima sconfitta in carriera di Nadal in un match a 5 set sul campo di terra battuta, dopo 48 vittorie in 48 partite. Si spezzò così il sogno di vincere il torneo parigino per la quinta volta consecutiva, superando Borg (e se stesso), fermo a quota 4. Il torneo lo vinse Federer, che con il Roland Garros chiuse il suo Career Grand Slam.

Dopo la dura sconfitta di Parigi Nadal annunciò la sua assenza al torneo del Queen's a causa della tendinite alle ginocchia.[76] A Londra per allenarsi sull'erba, fu sconfitto dall'australiano Lleyton Hewitt e dallo svizzero Stanislas Wawrinka in due match di esibizione all'Hurlingham Club[77], e il 19 giugno, a causa del persistere della tendinite, arrivò la sofferta decisione di ritirarsi da Wimbledon, rinunciando alla difesa del titolo.[70][78] Il 5 luglio, con la vittoria di Federer nel torneo londinese, Nadal perse la prima posizione nel ranking a favore dello svizzero, tornando al nº 2.

Il rientro arrivò soltanto 70 giorni dopo alla Rogers Cup di Montréal,[79] dove Nadal tentò senza successo di ripetere la vittoria dell'anno precedente, fermandosi ai quarti contro del Potro.[80] Il giorno seguente, con la vittoria di Andy Murray in semifinale, venne scalzato proprio dallo scozzese dalla seconda posizione nella classifica ATP, sotto la quale non scendeva dal 2005. Al successivo Masters di Cincinnati venne eliminato in semifinale da Novak Đoković col punteggio di 6-1, 6-4, ma subì uno strappo ad un muscolo addominale, che influì sulla sua resa al servizio.[70] Allo US Open arrivò in semifinale bissando il risultato dell'anno precedente ma ancora una volta fu sconfitto dal futuro vincitore del torneo, che in quell'edizione fu Juan Martin del Potro, col punteggio di 6-2, 6-2, 6-2. Tuttavia, grazie alla battuta d'arresto di Murray al quarto turno, riuscì ugualmente a riprendere la seconda posizione nel ranking. Al Masters di Shanghai giunse senza troppi problemi in finale, dove però venne sconfitto da Nikolaj Davydenko, mentre a Bercy si arrese in semifinale a Novak Đoković. Dopo aver disputato la Masters Cup, nella quale perse tutti e tre gli incontri del round robin senza vincere nemmeno un set, chiuse la stagione aiutando la Spagna a conquistare la sua quarta insalatiera sulla terra rossa di Barcellona, battendo nel primo incontro di singolare Tomas Berdych per 7-5, 6-0, 6-2. Terminò l'anno in seconda posizione del ranking, ancora una volta dietro a Roger Federer.

2010: l'anno migliore: 5° Roland Garros, 2° Wimbledon, 1° US Open e ritorno al numero 1Modifica

Il 2010 per Nadal fu la stagione migliore:[81] ebbe inizio con una finale persa al torneo di Doha, dove venne battuto in 3 set da Nikolaj Davydenko dopo aver sprecato alcuni match point nel secondo set della partita. Due settimane dopo partecipò agli Australian Open, dove la sua corsa si interruppe al cospetto di Andy Murray, impedendo di difendere il titolo conquistato l'anno precedente.[82] A causa di questa sconfitta, Nadal perse la seconda posizione nel ranking ATP.

A causa di un riacutizzarsi del problema ai tendini delle ginocchia fu costretto a prendersi una pausa di un mese,[83] e si ripresentò al tennis giocato nei due Masters 1000 primaverili americani. Sia a Indian Wells che a Miami dovette però fermarsi alle semifinali, dopo aver ceduto rispettivamente ad Ivan Ljubičić e ad Andy Roddick. Si aggiudicò però in coppia con Marc López il torneo di doppio di Indian Wells.

La stagione su terra battuta si aprì con la sesta vittoria consecutiva nel torneo di Monte Carlo, che rappresentò per Nadal il punto di svolta della stagione.[70] Nel corso del torneo monegasco Nadal lasciò ai suoi avversari appena 14 game e nessun set in cinque incontri; in finale sconfisse Fernando Verdasco con il secco punteggio 6-0, 6-1. Grazie a questa vittoria Nadal divenne il primo giocatore dell'era open ad aggiudicarsi un torneo per sei volte consecutive. La settimana seguente rinunciò a partecipare al torneo di Barcellona, dove deteneva il titolo dal 2005, per recarsi a Vitoria e sottoporsi a una terapia mirata a eliminare la tendinite alle ginocchia. L'intervento ebbe successo, e il dolore scomparve completamente.[70]

Agli Internazionali d'Italia raggiunse la quinta finale, lasciando per strada un solo set nella semifinale contro Gulbis: in un match interrotto per due volte dalla pioggia si impose 7-5, 6-2 su David Ferrer, conquistando il suo quinto titolo nella capitale italiana. Al successivo torneo di Madrid ancora una volta perse soltanto un set in semifinale contro il connazionale Nicolas Almagro. In finale superò in due set Federer (6-4, 7-65): con questa terza vittoria consecutiva, dopo quelle di Monte Carlo e Roma, divenne il primo giocatore nella storia ad aggiudicarsi i tre Masters sulla terra rossa nello stesso anno. Inoltre superò il record di Agassi di 17 Masters 1000 vinti in carriera, e riguadagnò la seconda posizione nel ranking mondiale.[84]

Al Roland Garros riuscì per la quinta volta in carriera a conquistare la finale, dove incontrò Söderling, unico giocatore capace di batterlo nello Slam parigino. Nadal vendicò la sconfitta dell'anno precedente, imponendosi per 6-4, 6-2, 6-4 e conquistando il quinto titolo, avvicinando ancora il record di 6 vittorie di Borg. Per la seconda volta dopo il 2008 fu inoltre capace di aggiudicarsi il torneo senza perdere nemmeno un set. Grazie alla contemporanea sconfitta di Federer, uscito di scena ai quarti proprio contro Söderling, Nadal riconquistò il vertice della classifica mondiale, e si qualificò per primo al Master di fine anno. Infine, con il trionfo di Parigi, Nadal divenne il primo giocatore della storia a realizzare il cosiddetto Clay Slam o Slam rosso, avendo vinto nello stesso anno tutti i tornei maggiori sulla terra battuta (Monte Carlo, Roma, Madrid, Roland Garros)[1].[85]

Nel suo primo torneo sull'erba dal 2008, il Queen's, venne eliminato ai quarti dal connazionale Feliciano López, mentre a Wimbledon si presentò come testa di serie nº 2. Non senza qualche difficoltà Nadal riuscì a raggiungere la sua quarta finale dei Championships, dove si trovò di fronte Tomáš Berdych, giustiziere ai quarti di Federer e in semifinale di Đoković. Il ceco, alla sua prima finale Slam, non riuscì a opporre resistenza: con il punteggio di 6-3, 7-5, 6-4 Nadal conquistò per la seconda volta il torneo più prestigioso.

Dopo la pausa estiva, al torneo di Toronto Nadal disputò sia il singolare che il doppio. In quest'ultimo partecipò in coppia con il numero 2 del mondo Đoković: non accadeva da 34 anni (dai tempi di Connors/Ashe) che i primi due giocatori della classifica di singolare disputassero insieme un torneo di doppio. La coppia viene tuttavia eliminata al primo turno dalle wild card canadesi Vasek Pospisil e Milos Raonic. Nel singolare invece raggiunse la semifinale, ma venne nettamente sconfitto da Murray in due set. Anche a Cincinnati Nadal uscì prematuramente di scena, battuto ai quarti da Baghdatis. Allo US Open però lo spagnolo dettò legge: raggiunta la sua prima finale a New York, affrontò e sconfisse Novak Đoković con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-4, 6-2, perdendo l'unico set del torneo nell'atto conclusivo, subendo appena 5 break in 7 incontri.[86] Con questa vittoria Nadal divenne il più giovane giocatore dell'era open a completare il Career Grand Slam e allo stesso tempo il Career Golden Slam, avendo vinto in carriera i quattro Major e l'oro olimpico; gli unici tennisti a riuscirvi fino ad allora erano stati Andre Agassi e Steffi Graf.[87]

Dopo una breve pausa per lo spagnolo iniziarono tre settimane di intensa trasferta asiatica. Al torneo di Bangkok, cui partecipò per la prima volta, venne eliminato in semifinale da Guillermo García López per 2-6, 7-63, 6-3 dopo non aver sfruttato 24 palle break.[88] Lo spagnolo fece quindi il suo esordio al torneo di Tokyo, conquistando il settimo titolo della stagione dopo aver sconfitto in finale Gaël Monfils per 6-1, 7-5. A Shanghai, dove difendeva la finale raggiunta nel 2009, venne eliminato al terzo turno da Jürgen Melzer. Si interruppe quindi con questa centesima sconfitta in carriera (su 568 partite) la striscia di 21 quarti di finale consecutivi nei Masters 1000 iniziata ad Amburgo nel 2008.

All'ultimo Masters di Parigi-Bercy lo spagnolo non si presentò per una lieve tendinite alla spalla sinistra,[89] e tornò in campo dopo un mese di inattività all'ATP World Tour Finals di Londra. Qui per la prima volta in carriera raggiunse la finale, dopo aver vinto tutte le partite del suo round robin e aver eliminato in semifinale Murray in un match fra i più belli dell'anno.[90] Nell'atto conclusivo però si arrese a Federer, che lo batté per 6-3, 3-6, 6-1, impedendogli di conquistare l'unico titolo di alto livello ancora assente dal suo palmarès.[91] Durante il torneo gli venne anche assegnato lo Stefan Edberg Sportsmanship Award, premio per la sportività conferito grazie al voto degli altri tennisti e degli addetti ai lavori, insieme a quello per la prima posizione nel ranking ATP.[92] Qualche settimana dopo divenne il nuovo campione del mondo ITF,[93] il giornale L'Équipe lo nominò Campione dei campioni 2010[94] e il giornale Marca sportivo dell'anno e del decennio.[95]

2011: 6° Roland GarrosModifica

Inizia la stagione celebrando il capodanno con la vittoria al torneo di esibizione di Abu Dabi, dove sconfigge in finale Roger Federer. Al torneo di Doha, nonostante una forma influenzale che lo costringe ad assumere antibiotici[96], raggiunge la semifinale, dove come nel 2010 viene sconfitto da Nikolaj Davydenko. Nel torneo di doppio, in coppia con Marc López, riesce a invece a conquistare il trofeo battendo il duo italiano Bracciali/Seppi, conquistando il titolo per la terza volta in carriera. Agli Australian Open la sua corsa si ferma ancora una volta ai quarti di finale, nuovamente con il "contributo" di un infortunio, questa volta contro David Ferrer. Svanisce così il sogno di vincere quattro Slam consecutivi. Il nuovo stop, causato da uno strappo al muscolo adduttore lungo della coscia sinistra, lo tiene fermo per dieci giorni.[97] Durante la pausa, si reca ad Abu Dhabi per ritirare il Laureus Sportsman of the Year Award 2011, assegnatogli per i successi nella stagione 2010.[98]

 
Nadal al Roland Garros 2011.

Il ritorno alle gare arriva con il primo turno di Coppa Davis, in cui contribuisce alla vittoriosa trasferta della Spagna per 4-1 contro il Belgio sul cemento di Charleroi, sconfiggendo Ruben Bemelmans e, a punteggio acquisito, Olivier Rochus.[99] La settimana seguente, al Masters 1000 di Indian Wells, raggiunge la sua terza finale nel torneo, battendo fra gli altri Juan Martín del Potro. Nell'ultimo atto del torneo si deve però arrendere a Novak Đoković, che lo sconfigge in tre set per 4-6, 6-3, 6-2. Nel Masters 1000 di Miami, il copione si ripete. Dopo aver eliminato Roger Federer in semifinale, nell'ultimo atto incontra nuovamente Novak Đoković. Dopo un match estremamente equilibrato, gli è fatale un doppio fallo nel tie-break decisivo. Il match si conclude con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-64.[100]

Il circuito si sposta quindi sulla terra battuta del Masters 1000 di Monte Carlo, dove Nadal conquista il titolo battendo in finale David Ferrer per 6-4, 7-5, diventando il secondo giocatore a vincere lo stesso torneo per 7 volte consecutive, dopo Richard Sears, che lo fece agli US Open fra il 1881 e il 1887, nell'epoca del Challenge Round.[101] La settimana successiva, nella finale di Barcellona trova nuovamente David Ferrer e l'esito dell'incontro non cambia. Imponendosi per 6-2, 6-4 sul tennista valenciano, conquista il suo sesto trofeo in Catalogna. A Madrid raggiunge la quinta finale consecutiva dopo aver eliminato Roger Federer in semifinale e ancora una volta deve inchinarsi a Novak Đoković che, in serie positiva da 34 partite, lo batte per 7-5, 6-4. A Roma la sfida con il serbo continua sulla stessa falsariga: 6-4, 6-4 è il punteggio a favore del serbo, che segna la prima sconfitta di Nadal in una finale degli Internazionali d'Italia, dopo 5 successi. Al Roland Garros, John Isner diventa l'unico avversario ad averlo mai spinto al quinto set al primo turno del torneo. Più agevoli si rivelano gli incontri seguenti, nonostante lo stesso Nadal si dichiari insoddisfatto del proprio tennis.[102] In semifinale supera Andy Murray per 6-4, 7-5, 6-4. Nell'ultimo atto affronta, come nelle edizioni 2006, 2007 e 2008, Roger Federer, che in semifinale aveva interrotto la serie positiva di Novak Đoković. L'ex numero uno del mondo a Parigi deve arrendersi ancora una volta a Nadal. In un match caratterizzato da una breve interruzione per pioggia, lo spagnolo rimonta nel primo set da 2-5 a 7-5; chiude il secondo 7-63; perde la terza frazione 5-7 e nella quarta partita, sfruttando l'evidente calo dello svizzero, si impone con un netto 6-1, conquistando il suo sesto Roland Garros ed eguagliando il record di successi di Björn Borg nel torneo parigino.

Dopo l'eliminazione ai quarti del Queen's per mano di Jo-Wilfried Tsonga, Nadal raggiunge a Wimbledon la sua quinta finale in carriera. Di fronte trova ancora una volta Novak Đoković, che grazie al risultato raggiunto ha già sottratto al maiorchino lo scettro di n° 1 del mondo. Nadal subisce la quinta sconfitta in stagione contro il serbo, la prima in un torneo dello Slam, con il punteggio di 6-4, 6-1, 1-6, 6-3.

 
Nadal a Tokyo nel 2011

Al rientro dalla pausa estiva, a Montréal Nadal viene sconfitto al secondo turno da Ivan Dodig, mentre a Cincinnati si arrende a Mardy Fish nei quarti di finale. Agli US Open alza il proprio livello di gioco, raggiungendo la sua seconda finale in carriera, dopo aver perso un solo set, in semifinale contro Andy Murray. Nell'atto conclusivo trova per la sesta volta in stagione Novak Đoković, che conquista il suo terzo Slam del 2012, dopo una battaglia di 4 ore e 10 minuti terminata 6-2, 6-4, 63-7, 6-1.[103]

Nella semifinale di Coppa Davis contro la Francia, Nadal vince entrambi i suoi singolari contro Richard Gasquet e Jo-Wifired Tsonga regalando la finale alla Spagna. Tenta quindi di difendere il titolo a Tokyo ma deve arrendersi a Andy Murray che lo batte per 3-6, 6-2, 6-0 infliggendogli la settima sconfitta stagionale in finale. La settimana seguente, nel Masters 1000 di Shanghai, viene sconfitto al terzo turno da Florian Mayer nell'ultimo incontro da lui disputato prima del Masters di fine anno.[104] Sui campi indoor della O2 Arena non riesce a cambiare passo e, dopo una stentata vittoria contro Mardy Fish, subisce la più severa sconfitta in carriera (6-3, 6-0) da Roger Federer.[105] La successiva battuta d'arresto contro Jo-Wilfried Tsonga ne decreta l'eliminazione dal torneo.[106]

L'ultima apparizione della stagione è sulla terra battuta dello Stadio Olimpico de la Cartuja di Siviglia per la finale di Coppa Davis contro l'Argentina. Nadal, dopo aver sconfitto Juan Mónaco nella partita d'esordio (6-1, 6-1, 6-2), ottiene il punto decisivo battendo del Potro in un match durato 4 ore e 7 minuti e terminato col punteggio di 1-6, 6-4, 6-1, 7-60, regalando alla Spagna la quinta insalatiera della sua storia.[107]

Chiude una stagione da lui definita molto complicata[108] confermandosi al vertice della classifica ATP.

2012: 7° Roland Garros e infortunio al ginocchioModifica

Dopo la sconfitta in semifinale contro Gaël Monfils a Doha, Nadal è a Melbourne per gli Australian Open dove, perdendo un solo set, contro Tomas Berdych, giunge in semifinale in cui va in scena la 27a sfida con Roger Federer, la prima dal 2005 a non disputarsi in una finale. Battendo lo svizzero con il punteggio di 65-7, 6-2, 7-65, 6-4, Nadal raggiunge la sua quarta finale consecutiva in tornei dello Slam (impresa riuscita soltanto a quattro giocatori nella storia del tennis), la seconda in carriera in Australia. A impedirgli un nuovo trionfo a Melbourne è Novak Đoković che, nella terza finale slam consecutiva tra i due giocatori, si impone con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-2, 65-7, 7-5 in 5 ore e 53 minuti di gioco, l'incontro più lungo nella storia degli Australian Open e la finale di maggior durata nei tornei del Grande Slam.[109]

Il 16 febbraio viene ufficialmente nominato portabandiera per la Spagna alle Olimpiadi di Londra 2012, come già preannunciato da re Juan Carlos.[110][111]

 
Nadal a Parigi nel 2012

A marzo torna a Indian Wells, dove si arrende in semifinale a Roger Federer, con il punteggio di 6-3, 6-4. Nello stesso torneo si aggiudica la prova di doppio insieme all'amico Marc López, battendo in finale gli americani John Isner e Sam Querrey. A Miami giunge nuovamente in semifinale ma un nuovo problema al ginocchio, che lo penalizzerà pesantemente nel finale di stagione, lo costringe al forfait dall'incontro con Andy Murray.[112][113]

Le soddisfazioni arrivano sulla terra rossa. Nel torneo di Monte Carlo, torna a battere Novak Đoković, dopo sette sconfitte consecutive subite contro il serbo, che supera in finale col punteggio di 6-3, 6-1. Per Nadal è l'ottavo titolo consecutivo nel Principato. Diventa così il primo giocatore nella storia del tennis ad aver vinto lo stesso torneo per otto anni consecutivi.[114] Nuovo successo anche al torneo Godó di Barcellona, dove in finale supera David Ferrer (7-61, 7-5), sollevando il trofeo per la settima volta. Sorprendente è invece la sua uscita di scena sulla terra blu di Madrid dove viene sconfitto, per la prima volta dopo 14 sfide dirette, dal connazionale Fernando Verdasco, col punteggio di 3-6, 6-3, 5-7. La sconfitta, unita alla concomitante vittoria del torneo da parte di Roger Federer, gli costa la seconda posizione nella classifica ATP.[115] Agli Internazionali d'Italia va in scena la replica della finale di Monte Carlo, con Nadal che conquista il titolo per la sesta volta superando Novak Đoković con il punteggio di 7-5, 6-3. Grazie a questo successo, torna n° 2 della classifica ATP, scavalcando Roger Federer.[116]

Il 2012 è l'anno del settimo trionfo al Roland Garros. Nadal arriva in finale cedendo solo 35 game e nessun set. Per la prima volta nella storia del tennis, due stessi giocatori si incontrano in 4 finali Slam consecutive. Anche a Parigi, l'avversario di Nadal è Novak Đoković. L'esito è stavolta diverso dagli ultimi tre. Nadal si impone in un incontro interrotto due volte dalla pioggia e terminato il lunedì, con il punteggio di 6-4, 6-3, 2-6, 7-5. Supera il record maschile di 6 vittorie a Parigi, detenuto a pari merito con Borg, eguagliando a livello assoluto i 7 successi di Chris Evert.[117][118][119]

La sua stagione sull'erba parte dal torneo di Halle, preferito stavolta al Queen's.[120] In Germania, Nadal si ferma ai quarti di finale perdendo, per la prima volta in 9 confronti diretti, dal tedesco Philipp Kohlschreiber. A Wimbledon esce clamorosamente di scena al secondo turno per mano del ceco Lukáš Rosol, n° 100 del mondo, vincitore col punteggio di 69-7, 6-4, 6-4, 2-6, 6-4.[121] E' l'ultimo incontro della stagione 2012 di Nadal. Il 19 luglio annuncia infatti il ritiro dalle Olimpiadi di Londra, dove sarebbe stato portabandiera della squadra spagnola e cancella la propria partecipazione da tutti i tornei ancora da disputare.[122][123][124][125][126] Il motivo è una rottura parziale del tendine rotuleo unita a una contemporanea infiammazione dei tessuti del ginocchio sinistro (nota come sindrome di Hoffa).[113][127]

L'assenza dalle gare gli costa due posizioni in classifica. Chiude l'anno al n° 4, alle spalle di Novak Đoković, Roger Federer ed Andy Murray.

2013: l'anno dei record: 8° Roland Garros, 2° US Open e 5 Masters 1000 in stagioneModifica

 
Nadal a Indian Wells 2013.

La stagione 2013 è una delle sue migliori in assoluto. Il rientro, previsto per il torneo esibizione di Abu Dhabi, viene ulteriormente rinviato per un virus intestinale che, interrompendo la sua preparazione, lo tiene fuori anche dal torneo di Doha e, soprattutto, dagli Australian Open.[128] L'assenza gli costa un'altra posizione in classifica in favore di David Ferrer.

Il ritorno sul circuito avviene in Cile, al torneo di Viña del Mar, dove gioca anche il doppio in coppia con l'amico Juan Mónaco. Nadal raggiunge la finale in entrambe le prove ma viene sconfitto sia in singolare da Horacio Zeballos per 62-7, 7-66, 6-4, sia in doppio dagli italiani Paolo Lorenzi e Potito Starace. La settimana seguente è a São Paulo, dove conquista il torneo sconfiggendo in finale l'argentino David Nalbandian per 6-2, 6-3. Partecipa poi al torneo di Acapulco, che si aggiudica per la seconda volta in carriera, battendo David Ferrer con un netto 6-0, 6-2. La trasferta americana si conclude al Masters 1000 di Indian Wells dove batte Roger Federer nei quarti e Tomas Berdych in semifinale. In finale ha la meglio su Juan Martin del Potro per 4-6, 6-3, 6-4, vincendo il suo 600° incontro in carriera, che gli vale il 22º titolo Masters 1000 e il primo torneo sul cemento dopo tre anni[129].

Sul rosso di Monte Carlo, Nadal raggiunge la sua nona finale consecutiva. Tuttavia, dopo una serie record di otto trionfi (e 46 incontri) consecutivi vinti nel Principato, deve arrendersi a Novak Đoković che, dopo due finali perse contro Nadal, alza il suo primo trofeo monegasco imponendosi in due set (6-2, 7-61).[130]

 
Rafael a Madrid nel 2013

La settimana successiva, al torneo ATP 500 di Barcellona, supera in finale Nicolas Almagro per 6-4, 6-3, conquistando per l'ottava volta il trofeo. Seguono i successi ai Masters 1000 di Madrid, dove batte in finale Stanislas Wawrinka per 6-2, 6-4, e Roma, dove in finale sconfigge Roger Federer per 6-1, 6-3.

Al Roland Garros difende il titolo per la terza volta consecutiva, puntando a conquistare il suo ottavo trionfo. Nonostante la scarsa brillantezza dei primi incontri, approda in semifinale dove affronta Novak Đoković in una battaglia di oltre 4 ore in cui la spunta per 9-7 al quinto[131]. Raggiunge così l'ottava finale a Parigi, la nona consecutiva nel circuito, dove affronta l'amico David Ferrer per la prima volta nell'ultimo atto di un Major. Nadal vince il suo ottavo Roland Garros imponendosi per 6-3, 6-2, 6-3. Entra nella storia del torneo affiancando Max Décugis per numero di titoli conquistati a Parigi, stabilendo inoltre il record di 8 successi su 9 partecipazioni e 59 incontri vinti nel torneo.[132]

Alla vigilia della finale aveva annunciato il forfait ad Halle, dove avrebbe messo a punto la preparazione per l'erba di Wimbledon[133]. Nel Major londinese esordisce, invece, senza disputare alcun incontro precedente sul verde e, per la prima volta in uno Slam, esce di scena al turno d'esordio, per mano del belga Steve Darcis che lo sconfigge in tre set per 7-64, 7-68, 6-4[134], interrompendo una striscia di 22 incontri vinti consecutivamente da Nadal. La sconfitta di Roger Federer al secondo turno gli consente comunque di salire al 4° posto nel ranking ATP, scavalcando lo svizzero.

Dopo la pausa estiva si presenta come testa di serie nº 4 sul cemento di Montréal. Senza perdere un set arriva in semifinale dove supera Novak Đoković per 6-4, 3-6, 7-62, impresa che sul duro non gli riusciva dal 2010. In finale ha la meglio sul beniamino di casa Milos Raonic con un doppio 6-2. Con questo risultato Nadal mette in bacheca il 25° Masters 1000 della sua carriera e torna al nº 3 della classifica ATP, scavalcando David Ferrer.[135]

La settimana successiva si ripete a Cincinnati, dove raggiunge la sua prima finale in carriera superando il ceco Tomas Berdych. Nell'ultimo atto del torneo, si impone sullo statunitense John Isner con un doppio tie-break. E' il quarto tennista nell'era open a realizzare l'accoppiata Canada-Cincinnati nella stessa stagione, dopo Andre Agassi, Patrick Rafter e Andy Roddick.[136] Nel ranking ATP torna al nº 2 scavalcando lo scozzese Andy Murray. Agli US Open si presenta quindi come testa di serie nº 2 e vincitore delle US Open Series che precedono lo Slam newyorkese. Giunge in semifinale senza subire break. A strappargli per la prima volta il servizio è Richard Gasquet, sconfitto comunque in tre set[137] per 6-4, 7-61, 6-2. Nella sua terza finale nel torneo sconfigge, come tre anni prima, Novak Đoković, col punteggio di 6-2, 3-6, 6-4, 6-1.[138] Per Nadal è la tredicesima vittoria in un torneo del Grande Slam, grazie alla quale stacca Roy Emerson che ne conquistò dodici. E' inoltre il quarto torneo vinto su quattro disputati in stagione sul cemento americano. Con il successo agli US Open diventa il terzo tennista della storia ad aver vinto per due volte (l'altra fu nel 2010) il Roland Garros e gli US Open nella stessa stagione. L'impresa era già riuscita a Rod Laver (1962,1969) e Ivan Lendl (1986, 1987).

A ottobre disputa l'ATP 500 di Pechino dove, raggiungendo la finale, riesce a strappare la prima posizione mondiale a Novak Đoković che, tuttavia, si imporrà in 2 set nell'ultimo atto del torneo.[139] Dopo oltre due anni, torna quindi in vetta al ranking mondiale da dove era stato scalzato dallo stesso Djokovic.

Prende poi parte al Masters 1000 di Shanghai, da n° 1 del mondo ma, dopo aver superato in due set i primi 3 turni, in semifinale incappa in un ispirato del Potro che ferma la sua corsa al titolo col punteggio di 6-2, 6-4.

Nel Masters 1000 di Parigi-Bercy si ferma ancora in semifinale, sconfitto nettamente da David Ferrer, che interrompe la serie di nove scontri diretti favorevoli al maiorchino, iniziata dopo gli Australian Open 2011.

Torna alle ATP World Tour Finals di Londra, che aveva saltato l'anno precedente a causa dell'infortunio al ginocchio. Grazie alle vittorie nei primi due match nel round robin, ai danni di Ferrer e Wawrinka, ha la certezza matematica di chiudere l'anno da n° 1 del mondo per la terza volta in carriera dopo il 2008 e il 2010.[140] In semifinale affronta Roger Federer, nella 32ª edizione del "classico", battendolo per 7-5, 6-3. Nella sua seconda finale in carriera al Masters affronta l'altro grande rivale Novak Đoković, che questa volta lo sconfigge 6-3, 6-4, impedendogli di conquistare uno dei pochi grandi trofei ancora assenti dalla sua bacheca.

Nel 2013 conquista 10 titoli, guadagnando 14.570.935 dollari di soli premi, nuovo record assoluto, e chiude la stagione in vetta al ranking ATP.

2014: 9° Roland Garros e nuovo infortunioModifica

 
Nadal al Masters 1000 di Madrid nel 2014.

Il nuovo anno parte con il classico torneo esibizione di Abu Dhabi, dove Nadal perde in semifinale dal connazionale David Ferrer, vincendo poi la finale per il terzo e quarto posto contro il francese Jo-Wilfired Tsonga. Il ritorno alle gare ufficiali fa registrare la prima vittoria in assoluto nel torneo di Doha grazie al successo in finale su Gaël Monfils per 6-1, 65-7, 6-2.

Negli Australian Open parte con 3 agili vittorie. A partire dagli ottavi di finale risente di un fastidio causato da una vescica alla mano sinistra, che ne limita l'efficacia al servizio. Dopo aver sconfitto il giapponese Kei Nishikori in 3 set, si impone nei quarti sul bulgaro Grigor Dimitrov in 4 partite, in un incontro molto combattuto in cui salva 2 set-point nel terzo set. In semifinale va in scena il 33° atto dell'eterna sfida con Roger Federer. I problemi alla mano sembrano risolti e Nadal giunge alla terza finale agli Australian Open, sconfiggendo Federer per 7-64,6-3, 6-3. In finale affronta lo svizzero Stanislas Wawrinka, reduce dalle vittorie contro Novak Đoković e Tomáš Berdych. Nel match decisivo Nadal è vittima di un infortunio alla schiena[141] e non può opporre resistenza al tennista elvetico che in 4 set trionfa per la prima volta in una prova dello Slam.

Nadal torna alla vittoria al torneo di Rio de Janeiro, eliminando in sequenza gli spagnoli Daniel Gimeno Traver e Albert Montanes, il portoghese Joao Sousa, lo spagnolo Pablo Andujar in semifinale e, nell'ultimo atto, l'ucraino Aleksandr Dolgopolov, conquistando il 43º torneo su terra rossa, il 62° in totale.

A Indian Wells si presenta da campione in carica. Dopo aver superato il ceco Radek Stepanek al primo turno, si arrende al secondo a un ispirato Aleksandr Dolgopolov. A Miami si spinge fino in finale, dove subisce la 18a sconfitta in carriera da Novak Đoković col punteggio di 3-6 3-6.

Il 18 aprile, dopo 9 finali consecutive, viene eliminato ai quarti di finale dal torneo di Montecarlo per opera del connazionale David Ferrer, che non lo batteva sulla terra da 10 anni.[142] L'11 maggio si aggiudica il Masters 1000 di Madrid battendo in finale il giapponese Kei Nishikori ritiratosi sul punteggio di 2-6, 6-4, 3-0. La settimana successiva disputa il Masters 1000 di Roma dove gioca tre partite molto impegnative contro il francese Gilles Simon, il russo Michail Youzhny e lo scozzese Andy Murray (tutte finite al set decisivo), accumulando in totale più di 8 ore di gioco. In semifinale sconfigge agevolmente il bulgaro Grigor Dimitrov. In finale è Novak Đoković a impedirgli di sollevare il trofeo sconfiggendolo col punteggio di 4-6, 6-3 6-3.

La stagione prosegue con il Roland Garros, dove approda ai quarti di finale senza perdere un set sconfiggendo in sequenza la wild card americana Robby Ginepri, cui concede appena 3 giochi, l'astro nascente austriaco Dominic Thiem, l'argentino Leonardo Mayer e il serbo Dušan Lajović. Le prime difficoltà arrivano contro David Ferrer nei quarti di finale. Il tennista valenciano si aggiudica il primo set per 6-4 ma rimedia soltanto 5 game nei tre parziali successivi. In semifinale Nadal affronta Andy Murray, che liquida col punteggio di 6-3, 6-2, 6-1, giocando il suo match migliore del torneo. In finale ritrova il rivale di sempre Novak Đoković per la 42ª volta in carriera, e lo sconfigge in quattro set per 3-6, 7-5, 6-2, 6-4, conquistando il nono Roland Garros e il 14° titolo del Grande Slam con cui eguaglia i successi di Pete Sampras.[143]

La sua stagione sull'erba parte dal torneo ATP 250 di Halle dove viene sconfitto al turno d'esordio dalla wild-card di casa Dustin Brown che si impone in 59 minuti con il punteggio di 6-4, 6-1. A Wimbledon vince i primi tre incontri concedendo sempre il primo set, rispettivamente con lo slovacco Martin Klizan, il ceco Lukas Rosol e il kazako Michail Kukuščkin. Negli ottavi di finale incontra il diciannovenne australiano Nick Kyrgios, da cui esce sconfitto con il punteggio di 7-65, 5-7, 7-65, 6-3.

Il 30 luglio annuncia la mancata partecipazione ai Masters 1000 di Toronto e Cincinnati per via di un infortunio al polso destro procuratosi in allenamento, che gli impedirà anche di difendere il titolo ai successivi US Open[144].

Ritorna in campo all'ATP 500 di Pechino dove viene sconfitto nei quarti da Martin Kližan, mentre al Masters 1000 di Shanghai esce subito per mano del connazionale Feliciano López, complice anche un attacco di appendicite.[145] In ottobre scende in campo a Basilea dove viene eliminato dal giovane croato Borna Ćorić. Annuncia quindi la sua assenza anche da Parigi Bercy, ultimo Masters 1000 dell'anno, per lo stesso problema di appendicite.

Rinuncia alle ATP Finals di Londra per sottoporsi il 3 novembre a un intervento di appendicectomia.[146] Termina anticipatamente la stagione al nº 3 della classifica mondiale.

2015: l'anno peggioreModifica

 
Nadal al Roland Garros 2015

La stagione ha inizio con una sconfitta al primo turno nel torneo ATP 250 di Doha per mano di Michael Berrer per 6-1, 3-6, 4-6. Nello stesso evento, si aggiudica invece il titolo di doppio in coppia con Juan Mónaco, battendo gli austriaci Philipp Oswald e Julian Knowle.[147]

Agli Australian Open, dove è testa di serie nº 3, sconfigge al primo turno il russo Michail Youzhny per 6-3, 6-2, 6-2. Al secondo, esce vincitore a fatica per 6-2, 3-6, 6-7, 6-3, 7-5 contro l'americano Tim Smyczek, dopo oltre 4 ore di gioco. Più agevole è invece l'approdo ai quarti di finale grazie ai successi nel terzo turno sull'israeliano Dudi Sela per 6-1, 6-0, 7-5 e negli ottavi sul sudafricano Kevin Anderson per 7-5, 6-1, 6-4. Nei quarti si arrende al ceco Tomáš Berdych con il punteggio di 6-2, 6-0, 7-6.

Prende parte come prima testa di serie al torneo ATP 500 di Rio de Janeiro, dove è campione uscente e nel match d'esordio sconfigge il tennista di casa Thomaz Bellucci per 6-4, 6-1. Riesce ad arrivare fino alle semifinali dove viene sconfitto clamorosamente dall'italiano Fabio Fognini per 6-1, 2-6, 5-7. Nel ranking mondiale scende al 4° posto, cedendo il 3° a Andy Murray.

Nella sua seconda esperienza all'ATP 250 di Buenos Aires supera il turno d'esordio battendo l'argentino Facundo Argüello per 6-4, 6-0. E' la sua 714ª vittoria ATP, grazie alla quale entra a far parte dei primi 10 giocatori ad aver vinto più incontri nell'era open, superando Boris Becker.[148] Nei tre match successivi sconfigge altrettanti tennisti argentini, nell'ordine, Federico Delbonis per 6-1, 6-1, Carlos Berlocq per 7-6, 6-2 e Juan Mónaco per 6-4, 6-1, trionfando per la prima volta nel torneo e toccando quota 65 titoli in carriera, di cui 46 sulla terra rossa.

Nel primo Masters 1000 della stagione, a Indian Wells, perde inaspettatamente ai quarti di finale contro il canadese Milos Raonic per 6-4, 6-7, 5-7. Nel secondo, a Miami, esce al terzo turno per mano dello spagnolo Fernando Verdasco per 4-6, 6-2, 3-6.

Inizia la stagione sul rosso con il Masters 1000 di Monte Carlo, a caccia del suo nono titolo, arrivando in semifinale dove affronta per la 43ª volta in carriera Novak Đoković. A imporsi è il serbo che, in due set (3-6, 3-6), mette a segno la sua vittoria n° 20 su Nadal. Il risultato non impedisce tuttavia a quest'ultimo di risalire alla 4ª posizione nel ranking, scavalcando il giapponese Kei Nishikori. Nel suo turno d'esordio all'ATP 500 di Barcellona, Nadal sconfigge il connazionale Nicolas Almagro in 2 set. Negli ottavi subisce in due set la seconda sconfitta in carriera contro Fabio Fognini, la terza in assoluto nel torneo. Al Masters 1000 di Madrid giunge in finale, dove subisce la prima sconfitta da Andy Murray su terra battuta (3-6, 2-6). Dopo dieci anni trascorsi tra i primi 5 giocatori della classifica ATP, scende al settimo posto del ranking mondiale. Agli Internazionali d'Italia insegue l'ottavo titolo in carriera ma viene fermato nei quarti da Stan Wawrinka per 6-7, 2-6. Ancora all'asciutto di titoli Masters 1000 sulla terra, tenta di vincere il suo decimo Roland Garros, ma nei quarti di finale subisce la seconda sconfitta della sua carriera sul rosso di Parigi per opera di Novak Đoković con il risultato di 5-7 3-6 1-6. Dopo 11 anni si ritrova in 10ª posizione nel ranking ATP.

Dopo il pessimo inizio di stagione, comincia la campagna sull'erba partecipando al torneo ATP 250 di Stoccarda, che per la prima volta si disputa su manto verde. Nadal si aggiudica il titolo per la terza volta in carriera, battendo in finale il serbo Viktor Troicki per 7-6, 6-3, conquistando il 66º trofeo ATP in carriera, il 4° sull'erba. A Wimbledon, dove è la 10a testa di serie, passa al secondo turno superando il brasiliano Thomaz Bellucci per 6-4, 6-2, 6-4 ma, inaspettatamente, subisce la seconda sconfitta in carriera dal tedesco Dustin Brown, col punteggio di 5-7, 6-3, 4-6, 4-6.

Ritorna dopo 7 anni sulla terra rossa di Amburgo, dove riesce a conquistare il 67° titolo in carriera, il 47° sulla terra rossa, battendo in finale Fabio Fognini per 7-5, 7-5. Risale al nono posto del ranking ATP.

Nella Rogers Cup di Montréal, dopo aver superato per 7-6 6-3 l'ucraino Serhij Stachovs'kyj e il russo Michail Youzhny con un doppio 6-3, esce ai quarti sconfitto da Kei Nishikori per 2-6 4-6. Risale tuttavia al n° 8 del ranking scavalcando il croato Marin Čilić.


La settimana successiva prende parte al Masters 1000 di Cincinnati dove, dopo aver superato al suo turno d'esordio il francese Jérémy Chardy, esce dal torneo agli ottavi per mano di Feliciano López perdendo al tie-break del terzo set.

Agli US Open è la testa di serie numero 8. Dopo aver superato il croato Borna Ćorić in quattro set e l'argentino Diego Schwartzman in tre, cede inaspettatamente, per la terza volta in stagione, la prima sul cemento, a Fabio Fognini, col punteggio di 6-3, 6-4, 4-6, 3-6, 4-6. E' l'unica sconfitta subita in carriera da Nadal in un torneo del Grande Slam dopo essere stato in vantaggio di due set.[149]E' la prima stagione dal 2004 in cui non riesce a conquistare nessun Major.

Risale, tuttavia di una posizione nel ranking, al n° 7, scavalcando il connazionale David Ferrer.

Ritorna a competere sul cemento al torneo di Pechino, arrivando per la 97ª volta in carriera in una finale ATP, dove viene sconfitto per la 22ª volta dal n° 1 del ranking Novak Djokovic con un doppio 6-2.

Al Masters 1000 di Shanghai, nei quarti di finale contro Stan Wawrinka, centra la 300a vittoria in un Masters 1000, diventando il secondo tennista della storia (dietro a Roger Federer) a raggiungere questo traguardo. In semifinale si arrende dopo un match spettacolare al francese Jo-Wilfried Tsonga per 4-6, 6-0, 5-7. Le prestazioni ottenute a Pechino gli consentono di qualificarsi alle ATP World Tour Finals.

Disputa il torneo di Basilea giungendo per la 98ª volta in una finale ATP, dove affronta per la 34ª volta lo storico rivale Roger Federer, perdendo in tre set per 3-6, 7-5, 3-6. Non perdeva contro lo svizzero dall'edizione 2012 del torneo di Indian Wells.[150] Grazie alla finale di Basilea conquista una posizione nel ranking salendo al sesto posto.

Nell'ultimo Masters 1000 dell'anno a Parigi Bercy si ferma ai quarti di finale per opera di Stan Wawrinka che lo sconfigge in due tie-break. Per la prima volta dal 2004 non riesce a conquistare un torneo Masters 1000. Sale tuttavia al n° 5 del ranking ATP superando Tomas Berdych.

Alle ATP World Tour Finals è testa di serie nº 5. Imbattuto nel suo girone, giunge in semifinale dove incontra per la 46ª volta Novak Djokovic dal quale viene sconfitto con un doppio 6-3.

Conclude la stagione peggiore della sua carriera al n° 5 della classifica mondiale, senza aver vinto nessun titolo del Grande Slam e nessun Masters 1000.

2016: l'oro olimpico in doppio ed ennesimo infortunioModifica

 
Nadal a Indian Wells nel 2016

Comincia la stagione cambiando modello di racchetta e passando a un tipo di attrezzo simile al prototipo sperimentato nel 2015 al torneo di Montecarlo.

Rispetto all'anno precedente, il 2016 comincia in modo migliore, con la terza vittoria nel torneo di esibizione di Abu Dabi, dove in finale sconfigge Milos Raonic per 7-6, 6-3. Partecipa al primo torneo ufficiale della stagione all'ATP 250 di Doha, raggiungendo la 99a finale in carriera, dove perde nettamente dal n° 1 del mondo Novak Djokovic per 1-6, 2-6.

Debutta come testa di serie n° 5 agli Australian Open ma perde clamorosamente, per la prima volta in carriera al primo turno di questo torneo e per la seconda all'esordio in uno Slam, per mano del connazionale Fernando Verdasco, in 5 set, dopo 4 ore e 41 minuti di match.

Al torneo ATP 250 di Buenos Aires punta alla difesa del titolo, ma subisce una nuova inaspettata sconfitta in semifinale dall'austriaco Dominic Thiem dopo un match durato quasi 3 ore, col punteggio di 4-6, 6-4, 6-7. La storia non cambia al torneo ATP 500 di Rio de Janeiro, dove perde in semifinale per mano di Pablo Cuevas col punteggio di 7-6, 6-7, 4-6 dopo quasi 3 ore e mezza di incontro.

Debutta al primo Masters 1000 dell'anno a Indian Wells, dove arriva in semifinale con non poche difficoltà, perdendo nuovamente dal n° 1 del ranking Novak Djokovic per 6-7, 2-6.

A Miami, al suo turno d'esordio è costretto al ritiro a causa di un colpo di calore di cui è vittima durante il match contro il bosniaco Damir Džumhur.[151]

Inizia la stagione sul rosso con il torneo di Monte Carlo. Al primo turno supera il britannico Aljaž Bedene con un doppio 6-3, mentre negli ottavi vendica la sconfitta di Buenos Aires contro l'austriaco Dominic Thiem con il punteggio di 7-5, 6-3. Nei quarti ha la meglio sul n° 4 del mondo Stan Wawrinka, concedendogli appena 5 game. In semifinale sconfigge il n° 2 ATP Andy Murray con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-2, raggiungendo così la 100a finale in carriera. Tornato in finale dopo 3 anni, si scontra con il francese Gaël Monfils, che durante la settimana monegasca non ha perso neanche un set. Nadal si impone con il punteggio di 7-5, 5-7, 6-0. Con il nono successo a Monte Carlo, torna a vincere un Masters 1000 dopo due anni, appaiando Novak Djokovic nella classifica dei titoli conquistati nei tornei di questa categoria (28). E' il 48º trofeo ATP conquistato sulla terra rossa e il 68° in carriera.

Vince per la nona volta anche il torneo ATP 500 di Barcellona, senza perdere un set, battendo in finale Kei Nishikori per 6-4, 7-5. Grazie a questo successo Nadal diventa il primo tennista della storia a vincere per 9 volte lo stesso torneo del Grande Slam (Roland Garros), lo stesso torneo ATP Masters 1000 (Monte Carlo) e lo stesso torneo ATP 500 (Barcellona). Inoltre eguaglia il record di titoli vinti sulla terra rossa di Guillermo Vilas (49).

Al torneo di Madrid, dopo tre finali consecutive, perde in semifinale contro Andy Murray per 5-7, 4-6.

Arriva agli Internazionali d'Italia per provare a vincere l'ottavo titolo. Esordisce battendo al suo turno d'esordio Philipp Kohlschreiber con un doppio 6-3; al terzo turno supera Nick Kyrgios 6-7, 6-2, 6-4; nei quarti di finale perde nuovamente contro Novak Djokovic per 5-7, 6-7, portando così il bilancio tra i due a 26-23 in favore del serbo.

Al Roland Garros, grazie alla vittoria nel secondo turno contro l'argentino Facundo Bagnis, centra la vittoria numero 200 nei tornei del Grande Slam e sale al quarto posto nel ranking, sorpassando Stan Wawrinka. Prima di scendere in campo per il terzo turno, si ritira clamorosamente per problemi al polso sinistro. Si tratta del primo ritiro in carriera dello spagnolo nel torneo parigino. Sfuma così nuovamente il sogno di diventare campione del Roland Garros per la decima volta.

Dopo il ritiro in Francia, Nadal annuncia la sua mancata partecipazione ai tornei del Queen's e di Wimbledon,[152] cui fa seguito la cancellazione dalla Rogers Cup. Conferma, invece, la presenza ai Giochi Olimpici di Rio 2016 (dove sarà portabandiera della nazionale spagnola) sia in singolare sia in doppio, in coppia con Marc López. Decide invece di non prendere parte alla prova di doppio misto, dove era iscritto con Garbiñe Muguruza, a causa della stanchezza accumulata nelle altre due specialità.[153] [154] Battendo il brasiliano Thomaz Bellucci nei quarti di finale del singolare, Nadal centra la vittoria numero 800 in carriera, diventando l'ottavo giocatore della storia a raggiungere tale traguardo. Il 12 agosto insieme a Marc López vince la medaglia d'oro nel doppio maschile, battendo in finale i romeni Florin Mergea e Horia Tecau, divenendo così il primo tennista della storia a conquistare i quattro i titoli del Grande Slam, la Coppa Davis e l'oro olimpico sia in singolare sia in doppio. Nella semifinale del singolare viene sconfitto dall'argentino Juan Martin del Potro, nell'incontro più spettacolare dell'Olimpiade, dopo 3 ore di gioco, per 7-5, 4-6, 6-7.

Al Masters 1000 di Cincinnati, dopo aver battuto Pablo Cuevas al secondo turno, si arrende come l'anno precedente al terzo. A eliminarlo stavolta è il croato Borna Ćorić con il punteggio di 1-6, 3-6.

Agli US Open, dopo aver passato i primi tre turni senza perdere un set, viene sconfitto clamorosamente agli ottavi di finale per mano del giovane francese Lucas Pouille al tiebreak del quinto set dopo oltre 4 ore, col punteggio di 1-6, 6-2, 4-6, 6-3, 6-7. E' la prima stagione dal 2004 in cui non riesce a raggiungere i quarti di finale in nessuna prova dello Slam. Risale, tuttavia, al 4° posto nel ranking mondiale.

Nell'ATP 500 di Pechino, dove era la seconda testa di serie, viene sconfitto nettamente ai quarti di finale dal bulgaro Grigor Dimitrov per 2-6, 4-6. Nello stesso torneo vince il titolo di doppio in coppia con Pablo Carreno Busta. Al Masters 1000 di Shanghai perde al suo turno d'esordio contro il serbo Viktor Troicki per 3-6, 6-7. La sconfitta lo induce a non prendere parte agli ultimi tornei dell'anno, ovvero Basilea, il Masters 1000 di Parigi e le ATP World Tour Finals di Londra, chiudendo nuovamente in anticipo la stagione con soli 2 titoli in bacheca.

Per la prima volta dal 2004 Nadal non figura tra i primi 5 giocatori del mondo alla fine dell'anno (9).[155]

2017: la rinascita, 10° Roland Garros, 3° US Open e ritorno al numero 1 del mondoModifica

Il 2017 è l'anno della sua rinascita tennistica. Comincia conquistando nuovamente il classico torneo d'esibizione di Abu Dhabi, dove batte in finale il belga David Goffin per 6-4, 7-6, diventando il giocatore più vincente della storia del torneo (4 volte: 2010, 2011, 2016, 2017).

Debutta per la prima volta in carriera all'ATP 250 di Brisbane. Dopo aver superato i primi due turni, dimostrando un ottimo stato di forma, viene sconfitto a sorpresa ai quarti di finale dal canadese Milos Raonic per 6-4, 3-6, 4-6.[156]

Agli Australian Open vince al primo turno contro il tedesco Florian Mayer in tre set, 6-3, 6-4, 6-4. Nel secondo dispone del cipriota Marcos Baghdatis in tre set, 6-3, 6-1, 6-3, mentre al terzo torna a vincere una partita in 5 set, contro il giovane tedesco Alexander Zverev col punteggio di 4-6, 6-3, 6-7, 6-3, 6-2 in un match durato oltre 4 ore. Negli ottavi elimina in quattro set il francese Gaël Monfils per 6-3, 6-3, 4-6, 6-4, giungendo dopo quasi due anni (Roland Garros 2015) a un quarto di finale di un Major, dove si impone in tre set sul canadese Raonic per 6-4, 7-6, 6-4 e approda in semifinale dopo quasi 3 anni (Roland Garros 2014). Supera Grigor Dimitrov in una delle partite più lottate e belle della storia del torneo, durata quasi 5 ore e vinta al quinto set con il punteggio di 6-3, 5-7, 7-6, 6-7, 6-4, raggiungendo la sua 4a finale agli Australian Open, la 21a negli Slam e la 102a in carriera, dove affronta per la 35ª volta il rivale di sempre Roger Federer. Perde in cinque set per 4-6, 6-3, 1-6, 6-3, 3-6, vedendo sfumare la possibilità di vincere il 15° Slam in carriera.

La stanchezza accumulata durante gli Australian Open gli suggerisce di dare forfait al Torneo di Rotterdam, e fissare il ritorno alle gare all'ATP 500 di Acapulco, dove fa il suo debutto battendo al primo turno il tedesco Miša Zverev per 6-4, 6-3. Al secondo supera l'italiano Paolo Lorenzi con il netto punteggio di 6-1, 6-1. Ai quarti batte il qualificato giapponese Yoshihito Nishioka per 7-6, 6-3. Sconfiggendo in semifinale Marin Čilić con il punteggio di 6-1, 6-2, raggiunge la 103a finale in carriera, dove viene battuto da Sam Querrey con il punteggio di 3-6, 6-7.

A Indian Wells prende parte al primo Masters 1000 della stagione, dove al primo turno supera l'argentino Guido Pella per 6-3, 6-2. Nei sedicesimi batte il connazionale Fernando Verdasco per 6-3, 7-5, per poi arrendersi nuovamente a Roger Federer, per 2-6, 3-6, negli ottavi.

Partecipa poi al Masters 1000 di Miami, battendo al primo turno l'israeliano Dudi Sela per 6-3, 6-4. Al secondo turno, superando in rimonta il tedesco Philipp Kohlschreiber per 0-6, 6-2, 6-3, Nadal disputa la sua partita numero 1.000 in carriera, diventando l'11º tennista della storia a raggiungere questo traguardo.[157] Negli ottavi, elimina il francese Nicolas Mahut per 6-4, 7-6 e ai quarti ha la meglio sullo statunitense Jack Sock con il punteggio di 6-2, 6-3. In semifinale sconfigge l'italiano Fabio Fognini per 6-1, 7-5. In finale perde nuovamente da Roger Federer per 3-6, 4-6, non riuscendo a conquistare uno dei pochi tornei che non figurano nel suo palmares. Nel ranking mondiale risale tuttavia al 5º posto.

Apre la stagione sulla terra rossa battendo all'esordio del Masters 1000 di Monte-Carlo il britannico Kyle Edmund per 6-0, 5-7, 6-3. Negli ottavi sconfigge nettamente Alexander Zverev, col punteggio di 6-1, 6-1, mentre ai quarti batte l'argentino Diego Schwartzman per 6-4, 6-4. In semifinale supera agevolmente il belga David Goffin per 6-3, 6-1 e centra la 105ª finale in carriera, dove trionfa per la decima volta in questo torneo, sconfiggendo in un derby spagnolo Albert Ramos-Viñolas per 6-1, 6-3. Grazie a questo risultato stabilisce altri nuovi primati: è il primo tennista della storia a vincere lo stesso torneo per 10 volte; supera il record di titoli vinti sulla terra rossa (50) che era detenuto da Guillermo Vilas; conquista il titolo ATP numero 70 e il 29º Masters 1000.

Al torneo ATP 500 di Barcellona diventa il primo giocatore della storia a giocare su un campo a lui intitolato[158]. Nei primi 2 turni batte il brasiliano Dutra Silva per 6-1, 6-2 e Kevin Anderson per 6-3, 6-4. Ai quarti supera il sudcoreano Henyon Chung con il punteggio di 7-6, 6-2, mentre in semifinale dispone dell'argentino Horacio Zeballos per 6-3, 6-4. Approda così alla sua decima finale nel torneo, che conquista in 2 set con il punteggio di 6-4, 6-1 sconfiggendo Dominic Thiem, n° 8 del mondo. È il decimo trionfo a Barcellona e il 51º titolo sul rosso. Grazie a questa vittoria diventa inoltre il tennista con più titoli vinti nei tornei ATP 500 (18), scavalcando Roger Federer fermo a 17.

Al Mutua Madrid Open va alla ricerca del suo quinto trionfo. Al turno d'esordio, in un match molto combattuto durato quasi 3 ore, supera l'italiano Fabio Fognini col punteggio di 7-6, 3-6, 6-4. Al terzo turno dispone facilmente dell'australiano Nick Kyrgios per 6-3, 6-1; nei quarti sconfigge David Goffin, n° 10 ATP, per 7-6, 6-2, approdando in semifinale, dove incontra per la cinquantesima volta Novak Djokovic, che sconfigge per 6-2, 6-4, interrompendo una striscia di 7 sconfitte consecutive contro il tennista serbo. In finale trionfa per la quinta volta bissando il successo di pochi giorni prima su Dominic Thiem, per 7-6, 6-4 ed eguagliando Novak Djokovic nel numero di Masters 1000 vinti (30). Risale alla posizione n° 4 del ranking ATP, scavalcando Roger Federer.

Torna agli Internazionali d'Italia, dove, nel suo primo turno, sfrutta il ritiro di Nicolás Almagro. Negli ottavi sconfigge lo statunitense Jack Sock per 6-3, 6-4, ma nei quarti si arrende a Dominc Thiem col punteggio di 6-4, 6-3.

 
Nadal al torneo di Wimbledon 2017.

Al Roland Garros 2017 riassapora il successo in uno Slam. Nei primi tre turni elimina il francese Benoit Paire per 6-1, 6-4, 6-1, l'olandese Robin Haase per 6-1, 6-4, 6-3 e il georgiano Nikoloz Basilashvili, con il netto punteggio di 6-0, 6-1, 6-0, in appena 90 minuti. Agli ottavi batte il connazionale Roberto Bautista Agut col punteggio di 6-1, 6-2, 6-2. In quattro turni, ha concesso solo 20 game, uno solo in più del 2012, quando ne perse 19. Nei quarti di finale affronta lo spagnolo Pablo Carreño Busta, che abbandona l'incontro per infortunio quando è in svantaggio 6-2, 2-0. Per Nadal è la venticinquesima semifinale nei tornei dello Slam e la decima al Roland Garros. Sconfigge in tre set anche Dominc Thiem (6-3, 6-4, 6-0) e raggiunge la sua ventiduesima finale in un Major, dove sconfigge lo svizzero Stan Wawrinka in tre set per 6-2, 6-3, 6-1. Dopo 3 anni torna a conquistare un torneo del Grande Slam, arrivando a 15 successi in carriera, lasciandosi alle spalle Pete Sampras, che ne vinse 14. Diventa il primo tennista della storia a conquistare per 10 volte lo stesso Major. Torna nº 2 del mondo ed è il primo tennista a qualificarsi per le ATP Finals di Londra.

La sua stagione sull'erba parte con il forfait all'ATP 500 di Londra, con l'obbiettivo di recuperare al meglio la condizione fisica in vista del torneo di Wimbledon, dove torna a giocare dopo 2 anni. Al primo turno firma la sua 850esima vittoria in carriera sconfiggendo l'australiano John Millman per 6-1, 6-3, 6-2. Al secondo elimina l'americano Donald Young per 6-4, 6-2, 7-5. Nei sedicesimi, sconfigge il russo Karen Khachanov per 6-1, 6-4, 7-6, portando a 28 il numero di set vinti consecutivamente. Tornato alla seconda settimana dello Slam londinese dopo 3 anni, perde clamorosamente negli ottavi di finale in cinque set contro Gilles Müller, in una delle partite più lunghe ed emozionanti della storia del torneo, con il lussemburghese che si impone col punteggio di 3-6, 4-6, 6-3, 6-4, 13-15. Il quinto set è stato il più lungo disputato da Nadal in carriera, in un incontro in cui ha servito 23 ace, suo record personale.

Dopo un mese di riposo torna alla Rogers Cup di Montréal battendo al turno d'esordio il croato Borna Ćorić con un netto 6-1, 6-2. Al terzo turno viene sconfitto dal giovane canadese Denis Shapovalov per 6-3, 4-6, 6-7, vedendo sfumare la possibilità di riconquistare la vetta del ranking mondiale, obbiettivo che si ripresenta al Masters 1000 di Cincinnati, grazie al contemporaneo forfait dal torneo di Andy Murray e Roger Federer. Al turno di esordio batte il francese Gasquet per 6-3, 6-4. Al terzo supera il connazionale Albert Ramos-Vinolas per 7-61, 6-2. Nei quarti deve arrendersi all'australiano Nick Kyrgios per 2-6, 5-7. La sconfitta non gli impedisce di issarsi al vertice della classifica ATP, per la quarta volta, dopo tre anni.

Agli US Open, partecipa come prima testa di serie per la prima volta dal 2010. Al primo turno, elimina il serbo Dušan Lajović per 7-66, 6-2, 6-2. Al secondo batte in quattro set il giapponese Tarō Daniel per 4-6, 6-3, 6-2, 6-2 e al terzo, sempre in quattro set, ha la meglio sull'argentino Leonardo Mayer per 63-7, 6-3, 6-1, 6-4. Negli ottavi Nadal firma la sua vittoria numero 50 nel torneo, battendo in tre set l'ucraino Aleksandr Dolgopolov per 6-2, 6-4, 6-1. Approda per la sesta volta in semifinale, sconfiggendo nettamente il giovane russo Andrey Rublev col risultato di 6-1, 6-2, 6-2. Al penultimo atto batte l'argentino Juan Martín del Potro per 4-6, 6-0, 6-3, 6-2 e, dopo 4 anni, raggiunge la finale degli US Open, la sua quarta in carriera e la 23a in uno Slam, dove sconfigge la rivelazione del torneo, il sudafricano Kevin Anderson per 6-3, 6-3, 6-4. E' il suo terzo US Open e il 16° Slam conquistato in carriera, il 2° nello stesso anno, impresa già compiuta nel 2008 e nel 2013, in quella che diventerà una delle sue migliori stagioni. Con il successo agli US Open diventa l'unico tennista della storia ad aver vinto per tre volte (2010, 2013 e 2017) il Roland Garros e gli US Open nella stessa stagione. L'impresa era riuscita due volte a Rod Laver (1962,1969) e Ivan Lendl (1986, 1987).

Dopo un breve periodo di pausa decide di partecipare a Praga alla prima edizione della Laver Cup, torneo maschile a squadre intitolato al leggendario Rod Laver. Nadal fa parte del "Team Europe", capitanato da Björn Borg. Gli avversari sono il "Team World", capitanati da John McEnroe. Nadal debutta nel match di doppio in coppia con il giocatore di casa Tomáš Berdych, con cui viene sconfitto per 6-3, 6-7, 7-10 dal duo Sock/Kyrgios al match tie-break. Il giorno successivo gioca sia il singolare sia il doppio. Nel primo match vince contro Jack Sock per 6-3, 3-6, 11-9, portando il Team Europe a 7 punti contro 1, mentre nel doppio, in coppia col suo grande rivale Roger Federer, vince contro gli americani Sock/Querrey per 6-4, 1-6, 10-5; è stata la prima occasione in cui i due campioni hanno giocato insieme in doppio. Il terzo giorno Nadal perde contro John Isner per 5-7, 6-7 ma, grazie alla vittoria di Federer ai danni dell'australiano Kyrgios, si aggiudica la prima edizione della Laver Cup insieme al Team Europe.

L'ultima parte di stagione comincia con il China Open di Pechino, dove batte in sequenza Lucas Pouille per 4-6, 7-6, 7-5, (annullando due match point), Karen Kachanov per 6-3, 6-3, John Isner per 6-4, 7-6 e in semifinale il bulgaro Grigor Dimitrov con il punteggio di 6-3, 4-6, 6-1. In finale conquista dopo 12 anni il suo secondo titolo a Pechino, il 75esimo in carriera, battendo l'australiano Nick Kyrgios con un netto 6-2, 6-1. Con questa vittoria porta a 19 il bilancio dei tornei ATP 500 vinti in carriera, superando il record che già gli apparteneva.

Al Masters 1000 di Shanghai batte al secondo turno il giovane americano Jared Donaldson con il punteggio di 6-2, 6-1 e al terzo l’italiano Fabio Fognini per 6-3, 6-1. Ai quarti, sconfiggendo per la terza volta consecutiva Grigor Dimitrov, con il punteggio di 6-4, 6-7, 6-3, arriva a quota 870 vittorie in carriera, eguagliando Andre Agassi. In semifinale batte il croato Marin Čilić per 7-5, 7-6 e raggiunge la finale dove ritrova per la 38esima volta Roger Federer, che gli impedisce di sollevare uno dei pochi trofei che ancora mancano nel suo palmares, sconfiggendolo per la quinta volta consecutiva, per 4-6, 3-6.

Decide di prendersi una pausa rinunciando all'ATP 500 di Basilea per un fastidio al ginocchio destro già avvertito al torneo di Shanghai.

Torna dopo 2 anni a Parigi Bercy, ultimo Masters 1000 dell'anno, dove al turno d'esordio sconfigge il sudcoreano Hyeon Chung per 7-5, 6-3. Questa vittoria assicura a Nadal la certezza matematica di chiudere l'anno al primo posto della classifica mondiale per la quarta volta in carriera, diventando così, a 31 anni, il tennista più anziano a concludere una stagione in vetta al ranking dal 1973, anno della nascita della classifica computerizzata. Al terzo turno sconfigge dopo una battaglia di oltre 2 ore l’uruguaiano Pablo Cuevas, per 6-3, 6-7, 6-3. Decide di ritirarsi prima di disputare il suo quarto di finale, per recuperare al meglio le condizioni fisiche in vista delle ATP Finals di Londra.

Nell'ultimo torneo dell'anno gli viene consegnato per la quarta volta il trofeo di n° 1 di fine stagione. Dopo aver perso il primo match del suo girone contro il belga David Goffin per 6-7, 7-6, 4-6, annuncia il proprio ritiro dalla manifestazione, complice anche l'infortunio al ginocchio destro.

Con 6 titoli vinti divisi in 2 Slam, 2 Masters 1000 e 2 ATP 500, chiude una delle stagioni migliori della sua carriera.

2018: 11° Roland GarrosModifica

Il 2018 inizia con il forfait al torneo di esibizione di Abu Dhabi per lo stesso problema al ginocchio destro, che gli fa decidere di saltare anche il primo torneo ATP dell'anno, a Brisbane. In dubbio è anche la sua partecipazione agli Australian Open.

Il 10 gennaio, partecipando al torneo d'esibizione TieBreak Tens a Melbourne, conferma la propria presenza al primo Slam stagionale, dove gioca il suo primo incontro ufficiale della stagione, battendo al primo turno il dominicano Estrella Burgos per 6-1, 6-1, 6-1, dimostrandosi in buone condizioni fisiche. Al secondo turno supera l'argentino Leonardo Mayer per 6-3, 6-4, 7-6. Al terzo sconfigge il bosniaco Damir Džumhur per 6-1, 6-3, 6-1, arrivando alla seconda settimana senza aver perso un set e avendo ceduto solo 21 giochi. Negli ottavi sconfigge l'argentino Diego Schwartzman per 6-3, 6-7, 6-3, 6-3 in un incontro durato quasi 4 ore, accedendo per la decima volta ai quarti di finale nel torneo, la 34esima a livello Slam, assicurandosi anche il primo posto nella classifica ATP. Durante il quinto set del quarto di finale contro Marin Cilic, è costretto al ritiro per uno stiramento alla coscia destra occorso sul punteggio di 6-3, 3-6, 7-6, 2-6, 0-2 a favore del croato.

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Il 19 febbraio viene scavalcato in classifica da Roger Federer e scende in seconda posizione nel ranking. Il problema al muscolo della coscia destra gli impedisce di disputare il torneo di Acapulco. Decide di prendere una pausa dando forfait anche ai primi due Masters 1000 dell'anno, Indian Wells e Miami, per recuperare al meglio dall'infortunio, fissando il rientro alle competizioni per la stagione sulla terra rossa.

Il 2 aprile torna nuovamente n° 1 del mondo superando Roger Federer. Diventa il primo tennista della storia a conquistare la prima posizione per 5 volte.

Dopo tre anni, torna a competere in Coppa Davis, tornando alle gare dopo uno stop di due mesi per l'infortunio al ginocchio destro. Gioca a Valencia contro la nazionale tedesca, battendo Philipp Kohlschreiber per 6-2, 6-2, 6-3 e Alexander Zverev per 6-1, 6-4, 6-4. Con questi due successi arriva a quota 879 vittorie in carriera, superando John McEnroe ed entrando tra i primi 5 tennisti per numero di partite vinte in singolare.

La stagione sul rosso segna il ritorno di Nadal nel circuito ATP dopo due mesi e mezzo di stop. Comincia dal Masters 1000 di Monte Carlo, dove è campione in carica e punta all'undicesimo trofeo. Al turno d'esordio batte facilmente lo sloveno Aljaz Bedene per 6-1, 6-3. Supera Karen Kachanov 6-3, 6-2 al terzo turno, mentre nei quarti di finale sconfigge agevolmente Dominic Thiem in meno di un'ora di gioco per 6-0, 6-2. In semifinale sconfigge Grigor Dimitrov per 6-4, 6-1 e, senza aver perso un set, giunge per la dodicesima volta in finale a Monte Carlo; l'ultimo set perso sulla terra rossa risale all'edizione 2017 degli Internazionali d'Italia. Con 34 set vinti consecutivamente, supera il suo stesso record di 32. Sconfiggendo in finale, sempre in due set (6-3, 6-2), il giapponese Kei Nishikori, si conferma campione di Monte Carlo, stabilendo il record di 11 successi nel torneo, che vince per la quinta volta senza perdere un set. È il suo 54º titolo sulla terra rossa, il 76° in carriera. Si posiziona, inoltre, in testa alla classifica dei successi nei tornei Masters 1000, con 31, davanti a Novak Djokovic.

Trionfa per l'undicesima volta anche a Barcellona portando a 46 i set vinti consecutivamente sulla terra rossa e conquistando il 55º titolo sul rosso, il 77° in carriera e il 20° ATP 500 (record). Sconfiggendo in finale il greco Stefanos Tsitsipas in due set, diventa inoltre il primo giocatore dell'era open a vincere 400 incontri sia sulla terra battuta sia sul cemento.

Al Masters 1000 di Madrid Nadal supera il record di 49 set vinti consecutivamente su una singola superficie, detenuto in precedenza dall'americano John McEnroe (che lo aveva stabilito sul sintetico indoor), arrivando a quota 50 sulla terra rossa, record assoluto nella storia del tennis.[160] Ai quarti di finale viene battuto a sorpresa dall'austriaco Dominic Thiem per 7-5, 6-3. Nadal termina così la sua striscia di imbattibilità sulla terra battuta, durata quasi un anno e cede il primo posto del ranking a Roger Federer.

Si aggiudica il Masters 1000 di Roma per l'ottava volta, a 5 anni dall'ultimo trionfo, battendo in sequenza: Damir Dzumur 6-1, 6-0, Denis Shapovalov 6-4, 6-1, Fabio Fognini 4-6, 6-1, 6-2, Novak Djokovic 7-6, 6-3 e Alexander Zverev 6-1, 1-6, 6-3. Con gli otto titoli vinti a Roma, è nettamente in testa alla classifica dei plurivincitori del torneo, seguito da Novak Djokovic con 4. Grazie al 32esimo successo in un torneo Masters 1000 (record assoluto), Nadal torna nuovamente n° 1 del mondo.

Torna al Roland Garros da grande favorito per la vittoria del torneo. Arriva ai quarti di finale battendo in sequenza Simone Bolelli per 6-4, 6-3, 7-6, Guido Pella per 6-2. 6-1, 6-1, Richard Gasquet per 6-3, 6-2, 6-2 e Maximilian Marterer per 6-3, 6-2, 7-6. Quest'ultima è la vittoria numero 900 in carriera per Nadal, che diventa il 5º tennista della storia a raggiungere questo traguardo. Ai quarti batte l'argentino Diego Schwartzman con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-2, 6-2. In semifinale elimina Juan Martín del Potro con un netto 6-4, 6-1, 6-2. In finale sconfigge l'austriaco Dominic Thiem con il punteggio di 6-4, 6-3, 6-2, aggiudicandosi il suo 11° Roland Garros, il 17° Slam in carriera. Grazie al trionfo di Parigi, eguaglia Margaret Smith Court (11 volte vincitrice dell'Australian Open) per maggior numero di vittorie in un unico torneo Slam.

Anche nel 2018, la stagione sull'erba inizia con il forfait al Queen's, alla vigilia di Wimbledon, dove si presenta da n° 1 del mondo e testa di serie n° 2.

Nello Slam londinese approda ai quarti di finale senza perdere un set e senza mai esser andato al tie-break, per la prima volta nella sua carriera in questo torneo. Al primo turno, supera l'israeliano Dudi Sela (6-3 6-3 6-2), al secondo, si impone sul kazako Mikhail Kukushkin (6-4 6-3 6-4) e, al terzo, sconfigge l'australiano Alex De Minaur (6-1 6-2 6-4), mantenendo così il primo posto del ranking, anche in caso di sconfitta al turno successivo. Grazie a un altro agevole successo (6-3 6-3 6-4) negli ottavi sul mancino ceco Jiri Vesely, Nadal conquista, dopo sette anni, l’ingresso ai quarti di finale, dove perde i suoi primi set nel torneo (interrompendo una striscia di 22 vinti consecutivamente, tra terra battuta ed erba) e supera, dopo 4 ore e 47 minuti in 5 set (7-5 6-7 4-6 6-4 6-4), l’argentino Juan Martin del Potro, n° 4 della classifica mondiale, conquistando per la sesta volta in carriera la semifinale, dove va in scena il cinquantaduesimo capitolo della storica rivalità con Novak Djokovic. La sfida inizia alle 20:08 e, in ragione dell’orario tardivo, viene disputata con il tetto chiuso e i riflettori accesi, nonostante le buone condizioni meteorologiche. Al termine di uno spettacolare tie-break vinto da Djokovic, grazie al quale il serbo si porta in vantaggio due set a uno, il protocollo di Wimbledon impone la sospensione del match per il superamento del limite orario delle 23. L’incontro viene quindi ripreso alle 14 del giorno successivo, sempre con tetto chiuso e riflettori accesi. Nadal si aggiudica il quarto set ma capitola in una memorabile quinta partita, interrompendo così il suo cammino a Wimbledon dopo oltre 5 ore di grande tennis, con il punteggio di 4-6 6-3 69-7- 3-6 10-8. Per lo spagnolo, è la prima semifinale persa in uno Slam dagli US Open 2009 e la prima persa a Wimbledon, nonostante l'ottimo torneo da lui disputato.

 
Nadal alla Rogers Cup di Toronto nel 2018

Riprende le competizioni l’8 agosto, affrontando il primo dei due appuntamenti Masters 1000 nordamericani, la Rogers Cup di Toronto. Al turno d'esordio supera il francese Benoit Paire, col punteggio di 6-2, 6-3. Negli ottavi, ottiene la diciassettesima vittoria nei confronti dello svizzero Stan Wawrinka, sconfitto in due set (7-5, 7-6). Nei quarti di finale, trova il croato Marin Cilic, n° 7 ATP e testa di serie n° 6 del torneo e si impone in rimonta, col punteggio di 2-6, 6-4, 6-4. Conquista, così, la sua sesta semifinale in questa manifestazione (la 67a in un Masters 1000) e il quattordicesimo accesso consecutivo alle ATP Finals di fine anno. In semifinale - il suo incontro n° 1.100 ATP in carriera - supera in due set il russo Karen Khachanov (7-63, 6-4) e approda per la quarta volta in finale in questo torneo, la 49a in un Masters 1000, e la 116a in un torneo ATP. Nell'ultimo atto, trova il greco Stefanos Tsitsipas, rivelazione del torneo, alla sua prima finale in un Masters 1000. Nadal si impone in due set (6-2, 7-64), conquista la sua quarta Rogers Cup, il 33° torneo Masters 1000 (ritoccando il record che già gli apparteneva) e l'80° titolo ATP in carriera.

Rinuncia al sesto 1000 dell'anno, il torneo di Cincinnati, per presentarsi al meglio agli US Open, dove difende il titolo.

Al primo turno degli Us Open supera il connazionale David Ferrer, ritiratosi per un infortunio al polpaccio occorsogli nel secondo set dopo aver perso il primo.[161]Al turno successivo elimina in tre set (6-3, 6-4, 6-2) il canadese Vasek Pospisil. Affronta al terzo turno un ostico Karen Khachanov, che batte dopo 4 ore e 23 minuti in quattro set (5-7, 7-5, 7-67, 7-63) annullando anche un set point nell'ultima partita.[162] Accede così agli ottavi di finale, dove supera in quattro set (6-3, 6-3, 66-7, 6-4) il georgiano Nikoloz Basilashvili, regalandosi il turno successivo, dove a sfidarlo trova, per la prima volta sul cemento, l'austriaco Dominic Thiem[163] che riesce a piegare in un combattuto incontro durato quasi 5 ore (il suo più lungo mai giocato a New York) con il punteggio di 0-6, 6-4, 7-5, 64-7, 7-65, arrivando per la settima volta in semifinale nel torneo[164], dove affronta Juan Martin del Potro per la terza volta nell'anno. Dopo aver perso i primi due set (63-7, 2-6), si ritira per problemi occorsi al ginocchio,[165] subendo la quarta sconfitta in stagione, la seconda causata da un ritiro per infortunio.

Ulteriori accertamenti evidenziano una lesione al tendine rotuleo destro, che lo tiene fuori per un mese, costringendolo a rinunciare alla semifinale di Coppa Davis contro la Francia, oltre che il 500 di Pechino e il Masters 1000 di Shangai, programmando il suo rientro al 1000 di Parigi Bercy.

Rivalità con Roger FedererModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Federer-Nadal.
 
Nadal e Federer all'Arthur Ashe Kid's Day nel 2010.

Nadal e Federer hanno iniziato a giocare fra loro nel 2004 e questa rivalità ha segnato le carriere di entrambi:

  • Sono gli unici due uomini nell'era Open ad aver disputato l'uno contro l'altro 9 finali del Grande Slam; Nadal è uscito vincitore in 6 casi, 4 volte sulla terra rossa del Roland Garros, una a Wimbledon e una all'Australian Open.[53]
  • La loro finale di Wimbledon 2008 è considerata da molti esperti come la più bella partita di tennis di tutti i tempi.[166][167]
  • La finale degli Australian Open 2009, vinta da Nadal al quinto set, viene definita da Federer come la migliore partita che i due abbiano giocato uno contro l'altro.
  • Molti critici considerano la loro rivalità come la più accesa nella storia del tennis.[168][169][170][171]
  • La finale del Masters Series di Roma 2006, vinta da Nadal al quinto set, è l'incontro più lungo disputato tra i due giocatori, con una durata di 5 ore e 5 minuti.
  • Tredici delle 23 vittorie di Nadal su Federer sono arrivate sulla terra battuta. Globalmente, lo spagnolo è in vantaggio nel testa a testa per 23-15 su 38 incontri, con i parziali 13-2 su terra rossa, 1-2 sull'erba, 9-11 sul cemento (5-1 per lo svizzero indoor, 8-6 per lo spagnolo outdoor).
  • Il loro dominio è stato senza precedenti nella storia del tennis: fra il 2005 e il 2010 i due si sono aggiudicati 21 tornei dello Slam su 24 (87,5%, 12-9 per Federer) e 31 tornei Masters Series/Masters 1000 su 54 disputati (57,4%, 18-13 per Nadal), hanno occupato i primi due posti del ranking mondiale per 271 settimane su 313 senza mai perdere il nº 1, e terminato le sei stagioni sempre al primo e secondo posto.

Rivalità con Novak DjokovicModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Djokovic-Nadal.

Nadal e Djokovic hanno giocato fra loro a partire dal 2006, disputando 52 incontri, con un bilancio in favore del serbo, 25-27.[172]

  • Tale rivalità è la prima dell'era open per numero di incontri disputati, e ha caratterizzato soprattutto la seconda parte della carriera di Nadal, dalla stagione 2009 in poi, quando i due hanno disputato fra loro la prima finale in un torneo dello Slam agli US Open. Nonostante ciò, era considerata dall'ATP la terza rivalità più intensa del decennio 2000-2009.[173]
  • Sulla terra battuta il bilancio è favorevole al maiorchino: 16-7; sull'erba è parità: 2-2; mentre sul cemento è favorevole al serbo 18-7.[174]
  • I due giocatori hanno disputato fra loro 7 finali dello Slam, di cui ben 4 consecutive (record),[175] fra cui si ricorda in particolare la finale degli Australian Open 2012, durata 5 ore e 53 minuti e vinta da Đoković per 5-7, 6-4, 6-2, 65-7, 7-5, la più lunga finale di sempre in uno Slam e una delle più belle partite della storia.[176] Il bilancio delle finali Slam è di 4-3 per Nadal, mentre quello complessivo nei major è di 9-5 sempre per Nadal. I due hanno disputato anche una semifinale olimpica nel 2008, vinta da Nadal, e 24 match nei Masters 1000 (12-12).[172]
  • La semifinale di Wimbledon 2018, vinta da Djokovic per 4-6 6-3 69-7- 3-6 10-8, e durata 5 ore e 15 minuti, è la seconda semifinale più lunga della storia di Wimbledon, dopo l'altra semifinale della stessa edizione, vinta in 5 set da Kevin Anderson su John Isner e durata 6 ore e 36 minuti.

Caratteristiche tecnicheModifica

Lo stile di gioco di Rafael Nadal è quello di un forte difensore, caratterizzato da colpi aggressivi, potenti e carichi di topspin, tirati da dietro la linea di fondo. Per rendere efficace questo stile, lo spagnolo necessita di doti fisiche notevolissime: velocità sia nella corsa che nel gioco di gambe, potenza muscolare, tenuta, equilibrio.[177][178] Grazie a queste caratteristiche, e alla capacità di colpire bene anche in corsa, Nadal è in grado di effettuare recuperi impressionanti, e di arrivare a tirare un vincente pur partendo da posizioni di difesa. Per conquistargli un punto occorrono, soprattutto sulla terra battuta, diversi colpi vincenti consecutivi, ed è necessario mantenere al minimo il numero di errori: Nadal infatti è in grado di sostenere lunghissimi scambi da fondo campo commettendo pochi errori non forzati, e questo gli permette di ottenere molti punti grazie agli errori non forzati degli avversari.

 
Nadal esegue una volée.

Nadal è in grado di giocare una drop volley molto efficace, anche grazie alla rapida rotazione impressa alla palla; molto spesso infatti questo colpo si trasforma in un vincente.[179] Vista la sua attitudine difensiva, lo spagnolo non utilizza spesso il gioco di volo, sebbene, come hanno notato diversi commentatori (fra i quali John McEnroe), esegua molto bene le volée; questo è stato infatti uno dei fattori che hanno contribuito alle sue due vittorie e tre finali sull'erba di Wimbledon. Nadal, solitamente, è più forte nelle volée di rovescio, nonostante abbia una buona sensibilità anche in quella di diritto.

Il dritto è probabilmente il suo colpo migliore, e viene effettuato utilizzando una presa western. Il colpo è caratterizzato da un movimento molto ampio del braccio, che resta completamente disteso, e del busto. Le gambe sono ben distanziate fra loro, in modo da offrire una base più ampia da cui colpire la palla. Il movimento della racchetta è di quasi 360°: il suo braccio sinistro, dopo il colpo, prosegue nel movimento fino a portare la racchetta al di sopra della spalla destra (tradizionalmente il braccio dovrebbe avvolgersi intorno al busto, o al massimo attorno alla spalla opposta).[180][181] Ma la caratteristica sicuramente più importante nel diritto di Nadal è l'esasperato topspin impresso alla palla dalla racchetta, molto maggiore di quello utilizzato da tutti i suoi contemporanei.[182] Uno studioso di tennis di San Francisco, John Yandell, ha utilizzato una telecamera ad alta velocità e un software apposito per misurare il numero di rivoluzioni effettuate da una pallina da tennis colpita a piena potenza da Nadal: «I primi tennisti su cui abbiamo effettuato la misura sono stati Sampras e Agassi. Questi colpivano di diritto imprimendo una rotazione compresa fra 1800 e 1900 giri al minuto. Anche Federer colpisce con una grande rotazione, giusto? 2700 giri al minuto. Bene, abbiamo misurato un dritto di Nadal a 4900 giri al minuto. La sua media era di 3200.»[183] Il diritto di Nadal a volte non è troppo profondo, tuttavia il topspin compensa completamente questo problema, facendo rimbalzare molto più alta la palla, e impedendo all'avversario di aggredire come potrebbe una palla troppo corta.[184] Nonostante i colpi in top siano predominanti, lo spagnolo può anche effettuare un diritto più profondo e piatto, che di solito utilizza come vincente; prima si predispone però con i piedi ben allargati e paralleli alla linea di fondo, per poter ruotare ed esprimere la massima forza possibile; in questo modo la palla raggiunge, e a volte supera, i 175 km/h.

Il rovescio, soprattutto quello incrociato, è un colpo sul quale lo spagnolo ha lavorato molto, fino a renderlo uno dei propri colpi migliori. Lo esegue a due mani: la mano dominante (la sinistra) utilizza una presa Continental, mentre la destra una semi-western, che facilita, come per il diritto, l'utilizzo del topspin. Nel rovescio bimane, la maggior parte del colpo viene eseguita dalla mano non dominante, che nel caso di Nadal è la destra. Tuttavia lo spagnolo è mancino solo nel tennis (nei suoi giovanissimi esordi colpiva dritto e rovescio entrambi a due mani), dunque questo gli fornisce un buon vantaggio, visto che gli permette di avere un buon controllo sulla palla, oltre che di imprimere una grande potenza. Riesce dunque a conferire alla palla una buona velocità e a trovare, a volte, angoli molto stretti che spesso diventano colpi vincenti. Pochi giocatori hanno una forza sufficiente negli addominali per essere così aggressivi da una posizione prettamente difensiva.[185][186] Il difetto principale del suo rovescio bimane è, ovviamente, l'impossibilità di conferire rotazione all'indietro alla palla. Tuttavia Nadal ha imparato ad utilizzare il rovescio in back ad una mano, che impiega ormai molto spesso soprattutto sulle superfici veloci, dove questo colpo facilita di molto la gestione delle palle basse.[186]

 
Il rovescio bimane di Nadal

Il suo servizio è caratterizzato da un movimento molto semplice, su cui lo spagnolo ha lavorato e sta ancora lavorando, con ottimi risultati. La velocità della sua prima di servizio è aumentata da circa 159 km/h del 2003 fino ai 185 km/h del 2008,[187] arrivando a superare nel 2010 i 210 km/h.[188] Nadal è in grado di mantenere un'alta percentuale di prime, posizionate strategicamente.[177] Per la seconda, invece, utilizza un colpo mancino in slice che si scontra con il rovescio destro degli avversari; in generale punta comunque ad ottenere un vantaggio strategico dal servizio, piuttosto che raccogliere punti diretti:[189] dal punto di vista degli ace infatti Nadal è rimasto a lungo più debole rispetto a molti altri giocatori del circuito. Durante gli US Open 2010 lo spagnolo ha dimostrato di riuscire ad ottenere risultati molto migliori con questo colpo cambiando la catena cinetica del colpo e non l'impugnatura come molti credono, tale lavoro è stato possibile grazie a Oscar Borras che fin dall'inizio della stagione 2010 fu inserito nello staff di Nadal; l'enorme mole di lavoro sul servizio dello spagnolo durante tutto l'arco della stagione ha portato molti punti gratuiti risparmiando così molte energie, il picco per l'appunto lo raggiunse al torneo di Flushing Meadows, arrivando a toccare velocità di punta molto elevate (fino a 217 km/h).[188] Dopo quel torneo tuttavia Nadal ha preferito servire a velocità minori, per evitare un abbassamento della percentuale di prime di servizio e per mantenere più facilmente il controllo del gioco.[190]

Un altro punto chiave del suo gioco sono la sua tenuta mentale e il suo approccio strategico alla partita. Nadal non perde mai fiducia indipendentemente dal punteggio, e questo gli permette di restare sempre concentrato per vincere ogni singolo punto: spesso in questo modo può recuperare da situazioni di momentaneo svantaggio. Lo spagnolo riesce a gestire in maniera strategica tutte le variabili esterne alla partita, come la superficie di gioco o le condizioni meteo. Quando gioca sulla terra, ad esempio, Nadal si muove circa 2-3 metri dietro la linea di fondo, mentre sull'erba o sul cemento si sposta molto più avanti, colpendo proprio all'altezza della linea, o anche da dentro il campo. Inoltre è capace di adattarsi alle tattiche e al gioco di chi ha di fronte, trovandone i punti deboli e sfruttandoli a proprio vantaggio; il suo diritto mancino in top, ad esempio, serve anche a mettere in difficoltà gli avversari sul lato del rovescio, che è il tallone di Achille di molti tennisti.[191]. Ad esempio, nella sua autobiografia ha dichiarato che contro Federer preferisce insistere costantemente sul suo rovescio con lo scopo di renderlo innocuo da quella zona di campo, anche quando potrebbe piazzare un colpo vincente dalla parte del dritto. La difficoltà nel batterlo (alcuni esperti dicono il più difficile che ci sia mai stato da battere, in particolare sulla terra rossa), deriva proprio dal fatto che con la sua concentrazione e la sua forza mentale (probabilmente ineguagliata nella storia del tennis), Nadal impone ai suoi avversari di giocare ogni singolo punto del match senza cali di tensione e di spinta.

Sebbene all'inizio fosse considerato soltanto uno specialista della terra battuta, Nadal ha a poco a poco dimostrato di essere estremamente competitivo su tutte le superfici, diventando il primo giocatore della storia a detenere contemporaneamente (per due volte) tre titoli dello Slam su erba, cemento e terra, e vincendo 8 Masters1000, 3 Slam e la medaglia d'oro olimpica sul cemento.[177][192] Alcuni tuttavia si stanno interrogando sulla possibile durata della sua carriera che, a causa del suo stile di gioco molto dispendioso, potrebbe essere interrotta prematuramente dagli infortuni. Nel 2009, ad esempio, una tendinite alle ginocchia ha causato l'eliminazione prematura dello spagnolo dal Roland Garros, e il suo forfait ai Championships di Wimbledon.[193] Lo stesso Nadal ha ammesso che giocare molto sul cemento è usurante, e ha più volte richiesto che il calendario dell'ATP venga modificato, riducendo il numero di tornei e aumentando le settimane di riposo.[194]

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Nadal con l'outfit della Nike e la racchetta Babolat AeroPro Drive.

La rivista Forbes ha stimato i guadagni di Nadal dovuti agli sponsor in 25 milioni di dollari nel 2011, facendone il 16º sportivo più pagato del mondo.[195] Lo spagnolo è inoltre classificato quinto sportivo più influente del mondo nella graduatoria dell'agenzia Bloomberg, in base alla sua popolarità e all'affluenza di pubblico alle sue partite.[196][197] Il tennista è ambasciatore mondiale della Kia Motors, ed è più volte apparso nelle loro pubblicità.[198][199] Nadal ha anche un contratto di sponsorizzazione con la Universal DVD.[200]

Lo sponsor di vestiario e scarpe di Nadal è la Nike; il suo nome ha caratterizzato una linea di canottiere abbinate a pantaloni pinocchietto.[201] Per la stagione 2009, Nadal ha adottato sui campi da tennis un abbigliamento più classico, anche perché incoraggiato dalla Nike. L'azienda riteneva infatti che un aggiornamento del suo aspetto fosse d'obbligo, in modo da rispecchiare meglio il suo status di numero 1 del mondo,[202] e da associare lo spagnolo ad uno stile che, sebbene meno unico di quello precedente da "pirata", avrebbe potuto essere imitato più facilmente dai consumatori.[203] Ai tornei di Abu Dhabi e Doha, Nadal ha partecipato indossando una maglietta polo disegnata appositamente per lui dalla Nike,[204] assieme a dei pantaloncini corti tagliati sopra il ginocchio. Questo stile è stato adottato a partire dagli Australian Open 2009.[205] Nadal indossa le scarpe Nike Air CourtBallistec 3.3, cambiando spesso modello nel corso della stagione, ma che in comune hanno il soprannome "Rafa" scritto sulla parte posteriore della scarpa destra, e il logo stilizzato del toro su quella sinistra.[206]

Nel 2010, l'orologiaio di lusso Richard Mille ha annunciato di aver sviluppato un nuovo orologio da polso ultra-leggero in collaborazione con Nadal, chiamato Richard Mille RM027 Tourbillon.[207] In titanio e litio, è valutato 525 000 $. Il tennista è stato coinvolto nel design e nel testing dell'orologio, e l'ha indossato in tutti i tornei a partire dal Roland Garros 2010, come previsto da un contratto di sponsorizzazione. A partire dal 2011, lo spagnolo viene scelto da Giorgio Armani come testimonial mondiale per le linee Emporio Armani Underwear e Armani Jeans.[208] Nello stesso anno ha inoltre firmato un contratto triennale con Bacardi per una campagna sul bere responsabile chiamata Champions drink responsibly;[209] l'azienda ha realizzato per questo un nuovo drink analcolico, il Rafa Berry Smash.[210] Nel giugno 2012 Nadal è diventato ambasciatore della room online di PokerStars, e partecipa a campagne pubblicitarie ed eventi di beneficenza come membro del Team PokerStars SportStars, assieme ad altri nomi dello sport come Gianluigi Buffon e Boris Becker.[211]

La racchetta di Nadal è una Babolat AeroPro Drive, in grafite e tungsteno con un piatto corde ampio di 100 pollici quadrati e un peso, nella versione di serie, di 300 grammi senza le corde.[212] Il manico è di misura L2 da 4 pollici e 1/4.[213] Nella stagione 2010 è stata ridipinta per essere uguale alla linea AeroPro Drive GT in commercio,[214] e dal 2012 la testa della racchetta è stata resa più pesante per aumentare l'efficacia dei colpi.[215] Lo spagnolo ha utilizzato nel corso del 2010 le corde Duralast 15L, per poi passare alle corde sintetiche nere monofilamento in copoliestere Babolat RPM Blast a sezione esagonale; il reticolo prevede 16 passaggi in verticale e 19 in orizzontale.[212] Le sue racchette sono di solito incordate con una tensione di 25 kg, indipendentemente dalla superficie su cui gioca.[216] Nel 2015 avviene un altro cambiamento molto importante riguardo alla racchetta: infatti è passato da una normale Babolat Aeropro Drive GT ad una racchetta "tecnologica", la nuova Babolat Aeropro Drive Play, una racchetta che dispone di un sensore inserito all'interno del manico e che si connette tramite Bluetooth sul proprio smartphone dove registra ed elabora ogni aspetto del gioco. La struttura della racchetta è simile a quella che ha utilizzato negli anni 2013-2014. Nel 2016 Nadal cambia completamente il modello della racchetta precedente, passando da una normale Babolat Aeropro Drive Play alla Babolat Pure Aero Play. Questa racchetta presenta alcune differenze: il suo peso è di 320 g (più pesante rispetto alla normale Aeropro Drive che pesa circa 300 g), e soprattutto dispone della tecnologia FSI (Frame String Interaction), che ha aumentato la distanza tra le corde orizzontali così da poter conferire alla racchetta una maggior presa sulla palla ed uno spin più efficace, oltre ad una maggiore profondità e maggior potenza nei colpi. Già ad aprile del 2015 lo spagnolo aveva provato un prototipo simile.

StatisticheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record di Rafael Nadal.

Tornei dello SlamModifica

Vittorie (17)Modifica

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 23 maggio 2005   Roland Garros, Parigi (1) Terra rossa   Mariano Puerta 66–7, 6–3, 6–1, 7–5
2. 11 giugno 2006   Roland Garros, Parigi (2) Terra rossa   Roger Federer 1–6, 6–1, 6–4, 7–64
3. 10 giugno 2007   Roland Garros, Parigi (3) Terra rossa   Roger Federer 6–3, 4–6, 6–3, 6–4
4. 8 giugno 2008   Roland Garros, Parigi (4) Terra rossa   Roger Federer 6–1, 6–3, 6–0
5. 6 luglio 2008   Wimbledon, Londra (1) Erba   Roger Federer 6–4, 6–4, 65–7, 68–7, 9–7
6. 1º febbraio 2009   Australian Open, Melbourne Cemento   Roger Federer 7–5, 3–6, 7–63, 3–6, 6–2
7. 6 giugno 2010   Roland Garros, Parigi (5) Terra rossa   Robin Söderling 6–4, 6–2, 6–4
8. 4 luglio 2010   Wimbledon, Londra (2) Erba   Tomáš Berdych 6–3, 7–5, 6–4
9. 13 settembre 2010   US Open, New York (1) Cemento   Novak Đoković 6–4, 5–7, 6–4, 6–2
10. 5 giugno 2011   Roland Garros, Parigi (6) Terra rossa   Roger Federer 7–5, 7–63, 5–7, 6–1
11. 11 giugno 2012   Roland Garros, Parigi (7) Terra rossa   Novak Ðokovic 6–4, 6–3, 2–6, 7–5
12. 9 giugno 2013   Roland Garros, Parigi (8) Terra rossa   David Ferrer 6–3, 6–2, 6–3
13. 9 settembre 2013   US Open, New York (2) Cemento   Novak Ðokovic 6–2, 3–6, 6–4, 6–1
14. 8 giugno 2014   Roland Garros, Parigi (9) Terra rossa   Novak Ðokovic 3–6, 7–5, 6–2, 6–4
15. 11 giugno 2017   Roland Garros, Parigi (10) Terra rossa   Stan Wawrinka 6–2, 6–3, 6–1
16. 10 settembre 2017   US Open, New York (3) Cemento   Kevin Anderson 6–3, 6–3, 6–4
17. 10 giugno 2018   Roland Garros, Parigi (11) Terra rossa   Dominic Thiem 6–4, 6–3, 6–2

Finali perse (7)Modifica

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 9 luglio 2006   Wimbledon, Londra (1) Erba   Roger Federer 0–6, 65–7, 7–62, 3–6
2. 8 luglio 2007   Wimbledon, Londra (2) Erba   Roger Federer 67–7, 6–4, 63–7, 6–2, 2–6
3. 3 luglio 2011   Wimbledon, Londra (3) Erba   Novak Đoković 4–6, 1–6, 6–1, 3–6
4. 12 settembre 2011   US Open, New York Cemento   Novak Đoković 2–6, 4–6, 7–63, 1–6
5. 29 gennaio 2012   Australian Open, Melbourne Cemento   Novak Đoković 7–5, 4–6, 2–6, 7–65, 5–7
6. 26 gennaio 2014   Australian Open, Melbourne (2) Cemento   Stan Wawrinka 3–6, 2–6, 6–3, 3–6
7. 29 gennaio 2017   Australian Open, Melbourne (3) Cemento   Roger Federer 4–6, 6–3, 1–6, 6–3, 3–6

Testa a testaModifica

Nella seguente tabella vengono elencati i primi cinque tennisti per numero di sfide contro Nadal. È indicato il numero degli incontri totali disputati contro ciascun avversario, il bilancio sulle varie superfici e quello globale.[217]

# Tennista Totale Terra Cemento Erba Bilancio
1.   Novak Djoković 52 16-7 7-18 2-2 25-27
2.   Roger Federer 38 13-2 9-11 1-2 23-15
3.   David Ferrer 31 19-2 6-4 0-0 25-6
4.   Andy Murray 24 7-2 7-5 3-0 17-7
5.   Tomáš Berdych 23 6-0 11-4 2-0 19-4

OnorificenzeModifica

PremiModifica

NoteModifica

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