America Latina

paesi del continente americano influenzati da nazioni latine
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America Latina
Chichen Itza 3.jpg
Piramide di Kukulkan a Chichén Itzá, Messico
Stati 20 + 2 dipendenze
Superficie 20 086 398 km²
Abitanti 578 297 299
Densità 28,79 ab./km²
Lingue spagnolo, portoghese, lingue native americane, francese
Fusi orari da UTC-6 a UTC-2
Nome abitanti latino-americani[1]
Latin America (orthographic projection).svg
Mappa dei paesi appartenenti all'America Latina

Con il termine America Latina si intende comunemente la parte dell'America composta dagli Stati che furono colonizzati da nazioni quali Spagna, Portogallo e Francia, in cui si parlano per eredità culturale lingue neolatine quali lo spagnolo, il portoghese e il francese, comprendendo dunque il Messico (facente parte del Nordamerica), il Centroamerica e il Sudamerica[2].

Nella definizione non ci si limita alla sola connotazione linguistica, ma si tiene conto anche delle caratteristiche culturali, etniche, storiche, geografiche, religiose, politiche, sociali ed economiche. Tali considerazioni sono valide generalmente per paesi indipendenti e autonomi. Per tale ragione è oggetto di discussioni l'appartenenza del territorio francofono del Canada all'America Latina. Invece Belize, Guyana, Suriname e altri paesi insulari delle Antille che sono tipicamente anglofoni o neerlandofoni sono esclusi dall'America Latina.

EtimologiaModifica

Il termine "America Latina" è stato utilizzato per la prima volta il 26 settembre 1856 dallo scrittore colombiano José María Torres Caicedo nel suo poema "Las dos Américas", che sarebbe stato pubblicato in seguito sulla rivista parigina El Correo de Ultramar il 15 febbraio del 1857.[3]

Il termine fu promosso dall'Impero francese di Napoleone III durante l'invasione francese del Messico (1862-1867) come un modo per includere la Francia tra i paesi che hanno influenza in America, al fine di escludere gli anglosassoni e come termine sostitutivo di Hispanoamérica per diminuire l'importanza della Spagna nel continente e giustificare l'invasione del Messico. Fin dalla sua comparsa, il termine si è evoluto in modo da comprendere una serie di caratteristiche culturali, etniche, politiche, sociali ed economiche che avessero tra loro una qualche similitudine e in contrapposizione alle stesse caratteristiche dell'America anglosassone.[4][5]

L'uso dell'aggettivo "Latino", derivato dal termine "America Latina", ha continuato col tempo ad ampliarsi includendo persone di origine ispanica o di lingua spagnola. il "Latino", in origine, indicava un abitante del Lazio regione italiana di cui faceva parte l'antica Roma, che a quei tempi si chiamava Latium. Successivamente, fu esteso a tutte le persone che parlavano una lingua derivata dal Latino volgare, vale a dire a quelli che parlavano una lingua romanza, come l'italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese e altre.[6][7][8][9]

StatiModifica

Gli stati considerati parte dell'America Latina sono i seguenti:

Stato Superficie (km²) Abitanti Capitale Lingua ufficiale Indipendenza
  Argentina 2 766 890 40 117 096 Buenos Aires spagnolo 9 luglio 1816 dalla Spagna
  Bolivia 1 098 581 10 907 778 Sucre
La Paz
spagnolo
lingue amerinde
6 agosto 1825 dalla Spagna
  Brasile 8 514 877 208 494 900 Brasilia portoghese 7 settembre 1822 dal Portogallo
  Cile 756 950 17 224 200 Santiago del Cile spagnolo 12 febbraio 1818 dalla Spagna
  Colombia 1 141 748 45 925 397 Bogotà spagnolo
inglese[10]
20 luglio 1810 dalla Spagna
  Costa Rica 51 100 4 608 426 San José spagnolo 1º luglio 1823 dal Messico
  Cuba 109 886 11 239 363 L'Avana spagnolo 10 ottobre 1868 dalla Spagna
  Rep. Dominicana 48 442 9 378 818 Santo Domingo spagnolo 16 agosto 1865 dalla Spagna
  Ecuador 272 046 15 007 343 Quito spagnolo
quechua
10 agosto 1809 dalla Spagna
  El Salvador 21 040 6 134 000 San Salvador spagnolo 15 settembre 1821 dalla Spagna
  Guatemala 108 890 13 276 517 Città del Guatemala spagnolo 15 settembre 1821 dalla Spagna
  Guyana francese[11] 83 534 217 000 Caienna francese
  Haiti 27 750 9 719 932 Port-au-Prince francese
creolo haitiano
1º gennaio 1804 dalla Francia
  Honduras 112 492 8 249 574 Tegucigalpa spagnolo 1º luglio 1823 dal Messico
  Messico 1 972 550 112 336 538 Città del Messico spagnolo 15 settembre 1810 dalla Spagna
  Nicaragua 130 373 5 891 199 Managua spagnolo 1º luglio 1823 dal Messico
  Panama 75 517 3 405 813 Panama spagnolo 3 novembre 1903 dalla Colombia
  Paraguay 406 752 6 460 000 Asunción spagnolo
guaraní
14 maggio 1811 dalla Spagna
  Perù 1 285 216 29 496 000 Lima spagnolo
quechua[12]
28 luglio 1821 dalla Spagna
  Porto Rico[13] 9 104 3 725 789 San Juan spagnolo
inglese
  Uruguay 176 215 3 494 382 Montevideo spagnolo 25 agosto 1825 dal Brasile
  Venezuela 916 445 29 105 632 Caracas spagnolo 5 luglio 1811 dalla Spagna

StoriaModifica

 
Simón Bolívar, uno dei protagonisti dell'indipendenza dell'America Latina

Nell'America Latina si stabilirono popolazioni provenienti da nord che, già prima del 7000 a.C., iniziarono a coltivare la zucca e altri vegetali come il mais. Alcune di queste popolazioni originarono civiltà complesse e fondarono centri urbani e Stati.

Nell'America del Nord la più antica civiltà fu quella degli Olmechi, alla quale seguirono quelle di Teotihuacan, dei Toltechi e dei Maya e infine, nel XIV secolo d.C., quella degli Aztechi: questi ultimi fondarono un vasto impero nel Messico centrale.

Nell'America Meridionale, popolata più tardi, i primi centri urbani nacquero sulle Ande, dove fiorirono diverse civiltà, tra cui quella di Tiahuanaco e degli Inca.

Lo sviluppo delle civiltà amerindie o precolombiane fu interrotto dall'arrivo degli europei: nel 1492 un navigatore genovese, Cristoforo Colombo, alla ricerca delle Indie, sbarcò in America, convinto d'aver raggiunto la propria meta. Egli chiamò dunque gli abitanti della regione «indiani».

Dopo lo sbarco di Colombo vi furono altre spedizioni, tra cui quella di Hernán Cortés in Messico (1519-1524, conquista della capitale azteca) e di Francisco Pizarro in Perù (1531-1536, conquista della capitale incaica). I territori così conquistati divennero dominio spagnolo: solo il Brasile divenne colonia portoghese e alcune delle isole Antille vennero occupate da francesi, inglesi e olandesi.

La popolazione indigena, già decimata dalle malattie portate dagli europei e massacrata nelle guerre di conquista, fu costretta a lavorare nelle miniere e nelle piantagioni dei conquistatori. Dato che quasi tutti gli indios morirono di fame, fatica e maltrattamenti, molti schiavi neri furono portati dall'Africa a lavorare al posto degli indios.

All'inizio del XIX secolo i discendenti dei coloni spagnoli richiesero e ottennero con una serie di guerre contro la Spagna l'indipendenza dei loro territori. Anche il Brasile divenne indipendente.

L'indipendenza creò però nuovi conflitti: per tutto l'Ottocento e inizio Novecento l'America Latina fu dilaniata da guerre tra i diversi Stati, che impoverirono questi paesi e rafforzarono il potere dell'esercito. Furono perciò frequenti i colpi di Stato, i quali instaurarono più volte dittature militari, tra cui si distinsero quella di Pinochet, di Videla e dei Duvalier.

Dalla fine dell'Ottocento gli Stati Uniti d'America iniziarono a intervenire attivamente nell'America Latina, cercando di impedire la formazione di governi che avrebbero potuto ostacolare i loro interessi nel continente (come nel corso della seconda guerra mondiale).

Un'economia in via di sviluppoModifica

La regione è afflitta dai problemi delle società in via di sviluppo: la scarsità di risorse alimentari, servizi sociali e sanitari insufficienti, un forte indebitamento con l'estero e, soprattutto, una diseguale distribuzione della ricchezza. L'economia è arretrata, nonostante le grandi risorse, soprattutto minerarie e forestali. All'agricoltura e all'allevamento di sussistenza, praticati con mezzi inadeguati, si contrappongono le colture per l'esportazione, a cui sono riservati i maggiori investimenti.

L'industria si limita alla trasformazione dei prodotti agricoli, all'estrazione e alla prima lavorazione dei minerali. Le comunicazioni sono ostacolate dagli sbarramenti montuosi e dalla fitta foresta.

Dal 1961 il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy diede inizio ad un programma di aiuti e di sviluppo per l'America Latina, che prese il nome di Alleanza per il Progresso. Gli Stati Uniti fornirono, nel quadro della realizzazione del programma dell'Alleanza, 20 miliardi di dollari in dieci anni, oltre all'assistenza tecnica ai Paesi dell'America Latina, per promuovere lo sviluppo economico e sociale, come la lotta contro l'analfabetismo. Tuttavia i risultati furono molto modesti per varie cause, in particolare:

  • la mancanza di esperienza dei tecnici e politici americani, che non comprendevano la mentalità ed i costumi dei latino-americani
  • la scarsa volontà dei governi latino-americani che, nonostante avessero approvato il programma proposto, erano restii a promuovere le riforme necessarie, in particolare la riforma agricola.

CulturaModifica

L'America Latina è conosciuta per le sue musiche ed i suoi balli; ci sono infatti: la salsa, il tango, la bachata, il cha cha cha, il merengue, il rock latino, la danza moderna e molte altre ancora. Questi tipi di balli prevedono specialmente il movimento delle spalle, del bacino e dei piedi.

Il fenomeno migratorio latinoamericanoModifica

StoriaModifica

Si può situare l'inizio del fenomeno migratorio contemporaneo partendo dagli anni sessanta, quando a causa delle crisi di alcuni distretti minerari o agricoli dove da tempo vivevano popolazioni numerose si verificò il fenomeno dell'evacuazione di intere regioni. L'abbandono dei campi dovuto all'insufficienza dei redditi o dei salari agricoli fu un fenomeno comune a quasi tutti i paesi latino-americani. Le destinazioni finali di queste migrazioni erano le grandi città, invitanti soprattutto per una certa industrializzazione e lo sviluppo del settore terziario. L'incapacità delle autorità pubbliche di controllare questo fenomeno si dimostrò con la crescita smisurata di quartieri subnormali, chiamati favelas in Brasile, villas miserias in Argentina, ranchitos in Venezuela, tugurios in Colombia, guasmos in Ecuador, casuchas in Repubblica Dominicana, barrios marginales in Perù, callampa a Santiago del Cile e ciudades perdidas in Messico. Questo era il contesto sociale da cui partirono nel secondo dopoguerra la maggior parte dei migranti che avevano come destinazione New York (come i portoricani), Londra (come i giamaicani e gli abitanti delle Barbados), gli stati meridionali degli Stati Uniti (come milioni di messicani) o la Florida, come quasi due milioni di cubani scappati dal regime di Fidel Castro.

Migrazioni interneModifica

Si sono registrate anche delle migrazioni interne all'area centro americana, caratterizzate dalla ricerca di opportunità di lavoro nel campo dell'industria petrolifera. In Argentina, la presenza dell'industria petrolifera nella zona della Patagonia, l'estrazione del carbone e il conseguente sviluppo economico di isolati nuclei urbani hanno attirato numerosi gruppi di lavoratori con le proprie famiglie.

In qualche caso più limitato si sono registrate anche ondate migratorie per motivi politici. Si può quindi notare un quadro caratterizzato da una spiccata instabilità, anche dovuto a un incessante incremento demografico che continua ancora oggi.

I latinos negli Stati UnitiModifica

È possibile dire che si è avuto a che fare con una vera e propria rivoluzione sociale e demografica sull'intero scenario americano. A Los Angeles e a Miami i latinos sono attualmente la maggioranza della popolazione e lo spagnolo è la lingua più parlata in interi quartieri di Chicago, Boston e Filadelfia. Verso la fine del 1996 il numero dei latinos superò quello degli afroamericani, divenendo il secondo gruppo etnico presente a New York (anche se già da tempo rappresentavano la maggioranza assoluta nel Bronx). Quattro anni dopo la California diventò il secondo Stato dopo il Nuovo Messico a presentare una società «a maggioranza di minoranza». Le conseguenze di questo fenomeno stanno avendo ripercussioni sulle politiche pubbliche e sull'intera dimensione culturale americana.

I latinos preferiscono stabilirsi nelle grandi aree metropolitane, infatti tutti i principali gruppi si concentrano nelle venti maggiori città del Paese. Los Angeles registra una popolazione salvadoregna maggiore di quella residente a San Salvador e New York un numero di portoricani superiore a San Juan e un numero di dominicani pari a Santo Domingo.

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

 
Piantagione di canna da zucchero a San Paolo. Nel 2018, il Brasile è stato il più grande produttore mondiale, con 746 milioni di tonnellate. L'America Latina produce più della metà della canna da zucchero del mondo.
 
Piantagione di soia in Mato Grosso. Nel 2020, il Brasile è stato il più grande produttore mondiale, con 130 milioni di tonnellate. L'America Latina produce metà della soia mondiale.

I quattro paesi con la maggiore agricoltura in Sud America sono Brasile, Argentina, Cile e Colombia. Attualmente:

In America centrale, spiccano i seguenti:

Messico è il più grande produttore mondiale di avocado, uno dei cinque principali produttori mondiali di peperoncino, limone, arancio, mango, papaya, fragola, pompelmo, zucca e asparagi e uno dei 10 maggiori produttori mondiali di canna da zucchero, mais, sorgo, fagiolo, pomodoro, cocco, ananas, melone e mirtillo.[15]

BestiameModifica

 
Camion di un'azienda di carne in Brasile. L'America Latina produce il 25% della carne di manzo e di pollo del mondo.

Brasile è il più grande esportatore mondiale di carne di pollo: 3,77 milioni di tonnellate nel 2019.[16][17] Il paese è il proprietario della seconda mandria di bestiame più grande del mondo, 22,2% della mandria mondiale. Il paese è stato il secondo maggior produttore di manzo nel 2019, responsabile del 15,4% della produzione mondiale.[18] È stato anche il terzo produttore di latte al mondo nel 2018. Quest'anno il paese ha prodotto 35,1 miliardi di litri.[19] Nel 2019, il Brasile è stato il 4 ° più grande produttore di maiale al mondo, con quasi 4 milioni di tonnellate.[20]

Nel 2018, Argentina è stato il quarto produttore mondiale di manzo, con una produzione di 3 milioni di tonnellate (solo dopo Stati Uniti, Brasile e Cina). Uruguay è anche un importante produttore di carne. Nel 2018 ha prodotto 589 mila tonnellate di carne bovina.[21]

Nella produzione di carne di pollo, il Messico è tra i 10 maggiori produttori al mondo, l'Argentina tra i 15 maggiori e il Perù e la Colombia tra i 20 maggiori. Nella produzione di manzo, il Messico è uno dei 10 maggiori produttori al mondo e la Colombia è uno dei 20 maggiori produttori. Nella produzione di carne di maiale, il Messico è tra i 15 maggiori produttori al mondo. Nella produzione di miele, l'Argentina è tra i 5 maggiori produttori al mondo, il Messico tra i 10 maggiori e il Brasile tra i 15 maggiori. In termini di produzione di latte di vacca, il Messico è tra i 15 maggiori produttori al mondo e l'Argentina tra i 20.[22]

Estrazione minerariaModifica

 
Miniera di ametista a Ametista do Sul. L'America Latina è un importante produttore di gemme come ametista, topazio, smeraldo, acquamarina e tormalina
 
Miniera di rame in Cile. L'America Latina produce più della metà del rame mondiale
 
Miniera di ferro a Minas Gerais. Il Brasile è il secondo esportatore mondiale di minerale di ferro.

Cile contribuisce a circa un terzo della produzione mondiale di rame. Nel 2018, Perù è stato il secondo produttore mondiale di argento e rame e il sesto produttore di oro (i 3 metalli che generano il maggior valore), oltre a "essere il terzo produttore mondiale di zinco e stagno e quarto di piombo. Brasile è il secondo esportatore mondiale di minerale di ferro, possiede il 98% delle riserve note di niobio nel mondo ed è uno dei 5 maggiori produttori mondiali di bauxite, manganese e stagno. Bolivia è il quinto produttore mondiale di stagno, il settimo produttore di argento e l'ottavo produttore di zinco al mondo.[23][24]

Messico è il più grande produttore di argento nel mondo, rappresenta quasi il 23% della produzione mondiale, producendo più di 200 milioni di once nel 2019. Ha anche importanti rame e zinc e produce una quantità significativa di oro.[25]

Petrolio e gasModifica

Nella produzione di petrolio, il Brasile è stato il decimo produttore mondiale di petrolio nel 2019, con 2,8 milioni di barili / giorno. Il Messico era il dodicesimo più grande, con 2,1 milioni di barili / giorno, al ventunesimo posto il Venezuela, con 877mila barili / giorno, la Colombia al 22º con 886mila barili / giorno, l'Ecuador al 28º con 531mila barili / giorno e l'Argentina. 29 con 507mila barili / giorno. Dato che Venezuela ed Ecuador consumano poco petrolio ed esportano la maggior parte della loro produzione, fanno parte dell'OPEC. Il Venezuela ha registrato un forte calo della produzione dopo il 2015 (dove ha prodotto 2,5 milioni di barili / giorno), scendendo nel 2016 a 2,2 milioni, nel 2017 a 2 milioni, nel 2018 a 1,4 milioni e nel 2019 a 877mila, per mancanza di investimenti.[26]

Nella produzione di gas naturale, nel 2018, l'Argentina ha prodotto 1.524 bcf (miliardi di piedi cubi), Il Messico ha prodotto 999, Venezuela 946, Brasile 877, Bolivia 617, Perù 451, Colombia 379.[27]

TurismoModifica

 
Copacabana Palace, il miglior hotel del Sud America, a Rio de Janeiro

Nell'elenco delle destinazioni turistiche mondiali, nel 2018, Messico è stato il settimo paese più visitato al mondo, con 41,4 milioni di turisti internazionali (e un reddito di 22,5 miliardi di dollari), buona parte dei quali dal confine con gli Stati Uniti. Argentina è stato il 47 ° paese più visitato, con 6,9 milioni di turisti internazionali (e ricavi per 5,5 miliardi di dollari); Brasile è stato il 48 ° più visitato con 6,6 milioni di turisti (e ricavi per 5,9 miliardi di dollari); Repubblica Dominicana al 49 ° posto con 6,5 milioni di turisti (e ricavi per 7,5 miliardi di dollari); Cile al 53 ° posto con 5,7 milioni di turisti (e un reddito di 2,9 miliardi di dollari); Perù in posizione 60 con 4,4 milioni di turisti (e un reddito di 3,9 miliardi di dollari); Colombia 65 ° con 3,8 milioni di turisti (e ricavi per 5,5 miliardi di dollari); Uruguay 69 ° con 3,4 milioni di turisti (e un reddito di 2,3 miliardi di dollari); Costa Rica 74 ° con 3 milioni di turisti (e un reddito di 3,9 miliardi di dollari). Si noti che il numero di turisti non riflette sempre l'importo monetario che il paese riceve dal turismo. Alcuni paesi svolgono un turismo di livello superiore, ottenendo maggiori benefici. Il turismo in Sud America è ancora poco evoluto: in Europa, ad esempio, i paesi ottengono valori turistici annuali come 73,7 miliardi di dollari (Spagna), ricevendo 82,7 milioni di turisti o 67,3 milliardi di dollari (Francia) che ricevono 89,4 milioni di turisti. Mentre l'Europa ha ricevuto 710 milioni di turisti nel 2018, l'Asia 347 milioni e il Nord America 142,2 milioni, il Sud America solo 37 milioni, l'America Centrale 10,8 milioni e i Caraibi 25,7 milioni.[28]

IndustrieModifica

 
EMS, la più grande industria farmaceutica brasiliana
 
Braskem, la più grande industria chimica brasiliana
 
Fabbrica di cioccolato Neugebauer a Arroio do Meio. L'America Latina è specializzata nella lavorazione degli alimenti
 
Siderúrgica CSN, in Volta Redonda. Il Brasile è uno dei 10 maggiori produttori di acciaio al mondo; Il Messico è uno dei 15 più grandi e l'Argentina uno dei 30 più grandi
 
Stabilimento General Motors a Rosario. Il Messico e il Brasile sono tra i 10 maggiori produttori di veicoli al mondo e l'Argentina tra i 30 maggiori.
 
Portico del calzaturificio uomo Democrata, a Franca. Il Brasile è il quarto produttore di scarpe al mondo

La Banca mondiale elenca ogni anno i principali paesi produttori in base al valore di produzione totale. Secondo l'elenco del 2019, il Messico avrebbe la dodicesima industria più preziosa al mondo (217,8 miliardi di dollari), il Brasile ha la tredicesima più grande (173,6 miliardi di dollari), il Venezuela la trentesima (58,2 miliardi di dollari, tuttavia, che dipendono dal petrolio per ottenere questo valore), l'Argentina il 31 ° più grande ($ 57,7 miliardi), la Colombia il 46 ° più grande ($ 35,4 miliardi), il Perù il 50 ° più grande ($ 28,7 miliardi) e il Cile il 51 ° più grande (28,3 miliardi di dollari).[29]

In America Latina, pochi paesi ottengono una proiezione nell'attività industriale: Brasile, Argentina, Messico e, in modo meno prominente, Cile. Iniziata tardi, l'industrializzazione di questi paesi ha ricevuto un grande impulso dalla seconda guerra mondiale: ciò ha impedito ai paesi in guerra di acquistare i prodotti che erano abituati a importare ed esportare ciò che producevano. Allora, beneficiando delle abbondanti materie prime locali, dei bassi salari pagati alla forza lavoro e di una certa specializzazione portata dagli immigrati, paesi come Brasile, Messico e Argentina, oltre a Venezuela, Cile, Colombia e Perù, hanno potuto implementare grandi parchi industriali. In generale, in questi paesi ci sono industrie che richiedono poco capitale e tecnologia semplice per la loro installazione, come l'industria alimentare e tessile. Spiccano anche le industrie di base (acciaio, ecc.), Nonché le industrie metallurgiche e meccaniche.

I parchi industriali di Brasile, Messico, Argentina e Cile, tuttavia, presentano una diversità e una raffinatezza molto maggiori, producendo articoli tecnologici avanzati. Nel resto dei paesi dell'America Latina, principalmente in America Centrale, predominano le industrie di trasformazione dei prodotti primari per l'esportazione.

Il Brasile è il leader industriale in America Meridionale. In industria alimentare, nel 2019, il Brasile è stato il secondo esportatore mondiale di alimenti trasformati.[30][31][32] Nel 2016, il paese è stato il 2 ° produttore di cellulosa al mondo e l'8 ° produttore di carta.[33][34][35] In industria di scarpa, nel 2019, il Brasile si è classificato al 4 ° posto tra i produttori mondiali.[36][37][38][39][40] Nel 2019, il paese è stato l'8 ° produttore di veicoli e il 9 ° produttore di acciaio nel mondo[41][42][43]. Nel 2018, industria chimica del Brasile si è classificata all'8 ° posto nel mondo[44][45][46]. In Industria tessile, il Brasile, sebbene nel 2013 fosse tra i 5 maggiori produttori mondiali, è poco integrato nel commercio mondiale.[47] Nel settore dell'aviazione, il Brasile ha Embraer, il terzo produttore di aeromobili al mondo, dietro solo Boeing e Airbus.

GalleriaModifica

TrasportiModifica

 
Ruta 9 / 14 a Zarate, Argentina
 
Aeroporto internazionale di Rio de Janeiro
 
Porto di Itajaí, Santa Catarina, Brasile

Il trasporto in America Latina è sostanzialmente effettuato in modalità autostrada, la più sviluppata della regione. Esiste anche una notevole infrastruttura di porti e aeroporti. Il settore ferroviario e fiume, sebbene abbia un potenziale, viene solitamente trattato in modo secondario.

Il Brasile ha più di 1,7 milioni di chilometri di strade, di cui 215.000 km asfaltati e circa 14.000 km strade divise. Le due autostrade più importanti del paese sono BR-101 e BR-116. [48] L'Argentina ha più di 600.000 km di strade, di cui circa 70.000 km sono asfaltate e circa 2.500 km sono autostrade divise. Le tre autostrade più importanti del paese sono Ruta 9, Ruta 7 e Ruta 14. [48] La Colombia ha circa 210.000 km di strade e circa 2.300 km sono divisi in autostrade. [49] Il Cile ha circa 82.000 km di strade, 20.000 delle quali sono asfaltate e circa 2.000 km sono strade divise. L'autostrada più importante del paese è Ruta 5 (Panamericana) [50] In Sud America, questi 4 paesi hanno la migliore infrastruttura stradale e il maggior numero di autostrade a doppia corsia.

La rete stradale messicana ha un'estensione di 366.095 km, di cui 116.802 km asfaltati; Di questi, 10.474 km sono autostrade a più corsie: 9.544 km sono autostrade a quattro corsie e il resto ha 6 o più corsie. [51][52]

A causa delle Cordigliera delle Ande, Rio delle Amazzoni e Foresta Amazzonica, ci sono sempre state difficoltà nell'attuare strade transcontinentali o bi-oceaniche. Praticamente l'unica rotta che esisteva era quella che collegava il Brasile con Buenos Aires, in Argentina e poi con Santiago, in Cile. Tuttavia, negli ultimi anni, con gli sforzi congiunti dei paesi, hanno iniziato a emergere nuove rotte, come Brasile-Perù (Carretera Interoceánica), e una nuova autostrada tra Brasile, Paraguay, Argentina settentrionale e Cile settentrionale (Corridoio Bioceanico).

Ci sono più di 2.000 aeroporti in Brasile. Il paese ha il secondo più grande numero di aeroporti al mondo, dietro solo agli Stati Uniti. L 'Aeroporto di San Paolo-Guarulhos, situato nella regione metropolitana di San Paolo, è il più grande e il più trafficato del paese: l'aeroporto collega San Paolo con praticamente tutte le principali città del mondo. Il Brasile ha 44 aeroporti internazionali, come Rio de Janeiro, Brasilia, Belo Horizonte, Porto Alegre, Florianópolis, Cuiabá, Salvador, Recife, Fortaleza, Belém e Manaus, tra gli altri. L'Argentina ha importanti aeroporti internazionali come Buenos Aires, Córdoba, Bariloche, Mendoza, Salta, Puerto Iguazú, Neuquén e Usuhaia, tra gli altri. Il Cile ha importanti aeroporti internazionali come Santiago, Antofagasta, Puerto Montt, Punta Arenas e Iquique, tra gli altri. La Colombia ha importanti aeroporti internazionali come Bogotá, Medellín, Cartagena, Cali e Barranquilla, tra gli altri. Il Perù ha importanti aeroporti internazionali come Lima, Cuzco e Arequipa. Altri aeroporti importanti sono quelli nelle capitali dell'Uruguay (Montevideo), Paraguay (Asunción), Bolivia (La Paz) e Ecuador (Quito). I 10 aeroporti più trafficati del Sud America nel 2017 sono stati: São Paulo-Guarulhos (Brasile), Bogotá (Colombia), São Paulo-Congonhas (Brasile), Santiago (Cile), Lima (Perù), Brasilia (Brasile), Rio di Janeiro. (Brasile), Buenos Aires-Aeroparque (Argentina), Buenos Aires-Ezeiza (Argentina) e Minas Gerais (Brasile). [53]

Ci sono 1.834 aeroporti in Messico, il terzo più grande numero di aeroporti per paese nel mondo. [54] I sette maggiori aeroporti, che assorbono il 90% dei viaggi aerei, sono (in ordine di traffico aereo): Città del Messico, Cancún, Guadalajara, Monterrey, Tijuana, Acapulco e Puerto Vallarta. Considerando tutta l'America Latina, i 10 aeroporti più trafficati nel 2017 sono stati: Città del Messico (Messico), San Paolo-Guarulhos (Brasile), Bogotá (Colombia), Cancun (Messico), San Paolo-Congonhas (Brasile), Santiago (Cile), Lima (Perù), Brasilia (Brasile), Rio de Janeiro (Brasile) e Tocumen (Panama). [53]

In relazione ai porti, il Brasile ha alcuni dei porti più trafficati del Sud America, come Porto di Santos, Porto di Rio de Janeiro, Porto di Paranaguá, Porto di Itajaí, Porto di Rio Grande e Porto di Suape. L'Argentina ha porti come Porto di Buenos Aires e Porto di Rosario. Il Cile ha importanti porti in Valparaíso, Caldera, Mejillones, Antofagasta, Iquique, Arica e Puerto Montt. La Colombia ha porti importanti come Buenaventura e Baia di Cartagena. Il Perù ha importanti porti in Callao, Ilo e Matarani. I 15 porti più attivi del Sud America sono: Porto di Santos (Brasile), Porto di Bahía de Cartagena (Colombia), Callao (Perù), Guayaquil (Ecuador), Buenos Aires (Argentina), San Antonio (Cile), Buenaventura (Colombia), Itajaí (Brasile), Valparaíso (Cile), Montevideo (Uruguay), Paranaguá (Brasile), Rio Grande (Brasile), São Francisco do Sul (Brasile), Manaus (Brasile) e Coronel (Cile). [55]

I quattro principali porti marittimi che concentrano circa il 60% del traffico merci in Messico sono Altamira e Veracruz nel Golfo del Messico e Manzanillo e Lázaro Cárdenas nell 'Oceano Pacifico. Considerando tutta l'America Latina, i 10 porti più grandi in termini di movimento sono: Colón (Panama), Santos (Brasile), Manzanillo (Messico), Bahía de Cartagena (Colombia), Pacífico (Panama), Callao (Perù), Guayaquil ( Ecuador), Buenos Aires (Argentina), San Antonio (Cile) e Buenaventura (Colombia).[56]

La rete ferroviaria brasiliana ha un'estensione di circa 30.000 chilometri. Fondamentalmente è utilizzato per il trasporto di minerali. [57] La ferrovia argentina La rete, con 47.000 km di strade, era una delle più grandi al mondo e continua ad essere la più lunga dell'America Latina. Aveva circa 100.000 km di rotaie, ma il sollevamento dei binari e l'enfasi posta sul trasporto motorizzato lo ridussero gradualmente. Ha quattro diversi percorsi e collegamenti internazionali con Paraguay, Bolivia, Cile, Brasile e Uruguay. Il Cile ha quasi 7.000 km di ferrovie, con collegamenti con Argentina, Bolivia e Perù. La Colombia ha solo circa 3.500 km di ferrovie. [58]

Tra i principali rotte navigabili brasiliani, due spiccano: Corso d'acqua Paraná-Tieté (che ha una lunghezza di 2.400 km, 1.600 nel fiume Paraná e 800 km nel fiume Tietê, prosciugando la produzione agricola dagli stati di Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Goiás e parte di Rondônia, Tocantins e Minas Gerais) e Corso d'acqua Solimões-Amazonas (ha due sezioni: Solimões, che va da Tabatinga a Manaus, con circa 1600 km, e Amazonas, che si estende da Manaus a Belém, con 1650 km. Quasi tutto il trasporto di passeggeri dalla pianura amazzonica viene effettuato da questa via d'acqua, oltre a praticamente tutto il trasporto di merci che va al principali centri regionali di Belém e Manaus). In Brasile, questo trasporto è ancora sottoutilizzato: le sezioni più importanti delle vie navigabili interne, dal punto di vista economico, si trovano nel sud-est e nel sud del Paese. Il suo pieno utilizzo dipende ancora dalla costruzione di chiuse, grandi lavori di dragaggio e, principalmente, dai porti che consentono l'integrazione intermodale. In Argentina, la rete di vie navigabili è costituita dai fiumi La Plata, Paraná, Paraguay e Uruguay. I principali porti fluviali sono Zárate e Campana. Il porto di Buenos Aires è storicamente il primo per importanza individuale, ma l'area conosciuta come Up-River, che si estende per 67 km della porzione Santa Fé del fiume Paraná, riunisce 17 porti che concentrano il 50% del esportazioni totali del paese.

EnergiaModifica

BrasileModifica

 
Complesso solare Pirapora, il più grande del Brasile e dell'America Latina con 321 MW.

Il governo brasiliano ha intrapreso un ambizioso programma per ridurre la dipendenza dal petrolio importato. Le importazioni in precedenza rappresentavano oltre il 70% del fabbisogno di petrolio del paese, ma il Brasile è diventato autosufficiente in termini di petrolio nel 2006-2007. Il Brasile è stato il decimo produttore di petrolio al mondo nel 2019, con 2,8 milioni di barili / giorno. La produzione riesce a soddisfare la domanda del paese. [59] all'inizio del 2020, nella produzione di petrolio e gas naturale, il paese ha superato per la prima volta i 4 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno. Nel gennaio di quest'anno sono stati estratti 3,168 milioni di barili di petrolio al giorno e 138,753 milioni di metri cubi di gas naturale.[60]

Il Brasile è uno dei principali produttori mondiali di energia idroelettrica. Nel 2019, il Brasile aveva 217 impianti idroelettrici in funzione, con una capacità installata di 98.581 MW, il 60,16% della produzione di energia del paese. [61] Nella produzione totale di elettricità, nel 2019 il Brasile ha raggiunto 170.000 MW di capacità installata, oltre il 75% da fonti rinnovabili (il maggioranza, idroelettrico).[62][63]

Nel 2013, la Regione Sudest ha utilizzato circa il 50% del carico del Sistema Integrato Nazionale (SIN), essendo la principale regione che consuma energia nel paese. La capacità di generazione elettrica installata nella regione è stata di quasi 42.500 MW, che rappresentava circa un terzo della capacità di generazione del Brasile. La generazione idroelettrica ha rappresentato il 58% della capacità installata della regione, con il restante 42% corrispondente sostanzialmente alla generazione termoelettrica. San Paolo rappresentava il 40% di questa capacità; Minas Gerais di circa il 25%; Rio de Janeiro del 13,3%; e Espírito Santo ha rappresentato il resto. La Regione Sud possiede la Diga di Itaipu, che è stata la più grande centrale idroelettrica del mondo per diversi anni, fino all'inaugurazione della Diga delle Tre Gole in Cina. Rimane il secondo più grande idroelettrico operante al mondo. Il Brasile è comproprietario dello stabilimento di Itaipu con Paraguay: la diga si trova sul fiume Paraná, al confine tra paesi. Ha una capacità di generazione installata di 14 GW per 20 unità di generazione da 700 MW ciascuno. Regione nord ha grandi impianti idroelettrici, come Diga di Belo Monte e Diga di Tucuruí, che producono gran parte dell'energia nazionale. Il potenziale idroelettrico del Brasile non è stato ancora pienamente sfruttato, quindi il paese ha ancora la capacità di costruire diversi impianti di energia rinnovabile nel proprio territorio.[64][65]

Nel 2019, è stato stimato che il paese aveva un potenziale di generazione stimato energia eolica di circa 522 GW (questo, solo a terra), energia sufficiente per soddisfare il triplo della domanda attuale del paese. A settembre 2020, secondo ONS, la capacità totale installata di energia eolica era di 16,3 GW, con fattore di capacità medio del 58%. Mentre la media mondiale dei fattori di capacità di produzione eolica è del 24,7%, ci sono aree nel nord del Brasile, specialmente nello Stato di Bahia, dove alcuni parchi eolici registrano con fattori di capacità media superiori al 60%; il fattore di capacità medio nella Regione Nordest è del 45% sulla costa e del 49% nell'entroterra. Nel 2019 l'energia eolica rappresentava il 9% dell'energia generata nel Paese.[66][67][68]

Energia nucleare rappresenta circa il 4% dell'elettricità del Brasile. Il monopolio della generazione di energia nucleare è di proprietà di Eletronuclear (Eletrobrás Eletronuclear S / A), una consociata interamente controllata di Eletrobrás. L'energia nucleare è prodotta da due reattori ad Angra. Si trova presso il Central Nuclear Almirante Álvaro Alberto (CNAAA) sulla Praia de Itaorna ad Angra dos Reis, Rio de Janeiro. Consiste di due reattori ad acqua pressurizzata, Angra I, con una capacità di 657 MW, collegati alla rete elettrica nel 1982, e Angra II, con una capacità di 1.350 MW, collegati nel 2000. Un terzo reattore, Angra III, con una potenza prevista di 1.350 MW, dovrebbe essere terminato.[69][70]

A partire da settembre 2020, secondo ONS, la capacità totale installata del fotovoltaico energia solare è stata di 6,9 GW, con una media del fattore di capacità del 23%. Alcuni degli stati brasiliani più irradiated sono MG ("Minas Gerais"), BA ("Bahia") e GO (Goiás), che hanno effettivamente record a livello mondiale di irradiation. Nel 2019, l'energia solare ha rappresentato l'1,27% dell'energia generata nel paese.[71][72]

NoteModifica

  1. ^ America Latina, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ (ES) Latinoamérica, su RAE.es, Diccionario panhispánico de la Real Academia Española. URL consultato il 9 maggio 2020.
  3. ^ José María Torres Caicedo, Las dos Américas, in El Correo de Ultramar, 15 febbraio 1857.
  4. ^ Ernesto Bohoslavsky, Qué es América Latina? El nombre, la cosa y las complicaciones para hablar de ellos, Universidad Nacional de General Sarmiento.
  5. ^ América ¿Latina? barriozona.com
  6. ^ Francisco Gimeno MENÉNDEZ: "Situaciones sociolingüísticas dispares en el proceso de formación de las lenguas romances". En Aemilianense: revista internacional sobre la génesis y los orígenes históricos de las lenguas romances, ISSN 1698-7497, Nº. 1, 2004, págs. 171-223.
  7. ^ La civilización latina
  8. ^ "La latinidad y su sentido en América Latina" Manuel Lucena Salmoral ISBN 968-837-093-2
  9. ^ Idiomas, culturas y el mundo
  10. ^ Co-ufficiale nel dipartimento dell'Arcipelago di San Andrés, Providencia e Santa Catalina.
  11. ^ Dipartimento d'oltremare della Francia.
  12. ^ Aymara.
  13. ^ Stato associato agli Stati Uniti.
  14. ^ Produzione dei paesi sudamericani nel 2018, dalla FAO
  15. ^ Producción de Centroamérica y México, por la FAO
  16. ^ Conoce los 3 países que desafían a Brasil en las exportaciones de pollo
  17. ^ Los mayores exportadores de carne de pollo entre los años 2015 y 2019
  18. ^ IBGE: El rebaño bovino ascendió a 218,23 millones cabezas en 2016
  19. ^ Brasil es el 3er productor de leche en el mundo, superando el estándar europeo en algunos municipios
  20. ^ Principales países productores de carne de cerdo entre 2017 y estimación para 2019
  21. ^ Producción de Argentina y Uruguay en 2018, por la FAO
  22. ^ Producción de carne y leche, por FAO
  23. ^ [1]
  24. ^ Directorio de minerales brasileños 2018
  25. ^ La minería en México se reiniciará la próxima semana
  26. ^ Production of Crude Oil including Lease Condensate 2019
  27. ^ Natural Gas production
  28. ^ International Tourism Highlights
  29. ^ Manufacturing, value added (current US$)
  30. ^ A indústria de alimentos e bebidas na sociedade brasileira atual
  31. ^ Faturamento da indústria de alimentos cresceu 6,7% em 2019
  32. ^ https://agenciabrasil.ebc.com.br/economia/noticia/2020-02/industria-de-alimentos-e-bebidas-faturaram-r-6999-bi-em-2019
  33. ^ Produção nacional de celulose cai 6,6% em 2019, aponta Ibá
  34. ^ Sabe qual è o estado brasileiro que mais produz Madeira? Não è São Paulo
  35. ^ São Mateus è o 6º maior produtor de madeira em tora para papel e celulose no país, diz IBGE
  36. ^ Saiba quais são os principais polos calçadistas do Brasil
  37. ^ Industrias calcadistas em Franca SP registram queda de 40% nas vagas de trabalho em 6 anos
  38. ^ Produção de calçados deve crescer 3% em 2019
  39. ^ Abicalçados apresenta Relatório Setorial 2019
  40. ^ Exportação de Calçados: Saiba mais
  41. ^ Minas Gerais produz 32,3% do aço nacional em 2019
  42. ^ O novo mapa das montadoras, su istoedinheiro.com.br.
  43. ^ Indústria automobilística do Sul do Rio impulsiona superavit na economia
  44. ^ Indústria Química no Brasil
  45. ^ Estudo de 2018 (PDF), su www2.deloitte.com.
  46. ^ Produção nacional da indústria de químicos cai 5,7% em 2019, diz Abiquim
  47. ^ Industria Textil no Brasil, su bnb.gov.br.
  48. ^ a b Anuário CNT do transporte 2018
  49. ^ Transporte en Cifras Estadísticas 2015
  50. ^ Carta Caminera 2017
  51. ^ CIA - Le World Factbook
  52. ^ Infraestructura Carretera
  53. ^ a b Brasil tem 9 dos maiores aeroportos da América Latina
  54. ^ Raking sobre el número de aeropuertos por país. CIA Factbook
  55. ^ attività portuale in America Latina e Caraibi 2018
  56. ^ actividad portuaria de América Latina y el Caribe 2018
  57. ^ The World Factbook - Central Intelligence
  58. ^ Diagnostico Transporte
  59. ^ Production of Crude Oil including Lease Condensate 2019
  60. ^ Produção de petróleo e gás no Brasil ultrapassa 4 milhões de boe/d pela primeira vez
  61. ^ How many power plants do we have in Brazil?
  62. ^ Brasil alcança 170 mil megawatts de capacidade instalada em 2019
  63. ^ IEMA (Instituto de Energia e Meio Ambiente),2016.Série TERMOELETRICIDADE EM FOCO: Uso de água em termoelétricas
  64. ^ O BNDES e a questão energética e logística da Região Sudeste
  65. ^ Power: World's biggest hydroelectric facility
  66. ^ Ventos promissores a caminho
  67. ^ Brazilian onshore wind potential could be 880 GW, study indicates
  68. ^ Boletim Mensal de Geração Eólica Setembro/2020
  69. ^ Nuclear Power in Brazil
  70. ^ Brazil plans to build seven nuclear reactors
  71. ^ Quantas usinas geradoras de energia temos no Brasil?
  72. ^ Boletim Mensal de Geração Solar Fotovoltaica Setembro/2020

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