Doraemon

serie di manga giapponesi
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Doraemon
ドラえもん
(Doraemon)
Doraemon.jpg
Copertina italiana del quarto numero
Genere fantastico, commedia
Manga
Autore Fujiko Fujio (1932-1996)
Editore Shogakukan
Rivista CoroCoro Comic
Target kodomo
1ª edizione dicembre 1969 – aprile 1996
Periodicità mensile
Tankōbon 45 (completa)
Editore it. Star Comics
1ª edizione it. 2003
Serie TV anime
Doraemon (anime 1973)
Autore Fujiko F. Fujio
Regia Tsutomu Shibayama
Musiche Shunsuke Kikuchi
Studio Tokyo Movie
Rete Nippon Television
1ª TV 1º aprile – 30 settembre 1973
Episodi 26 (completa)
Durata ep. 10 minuti
Serie TV anime
Doraemon (anime 1979)
Autore Fujiko F. Fujio
Regia Tsutomu Shibayama
Char. design Eiichi Nakamura
Musiche Shunsuke Kikuchi
Studio Shin-Ei Animation
Rete TV Asahi
1ª TV 2 aprile 1979 – 18 marzo 2005
Episodi 1787 (completa)
Durata ep. 24 (2 x 10) minuti
Distributore it. Rai, Mediaset, Yamato Video (VHS)
Rete it. Rai 2 (edizione Rai), Italia 1 (edizione Mediaset)
1ª TV it. 25 ottobre 1982 – 8 dicembre 2012
Episodi it. 1086 / 1787 Completa al 61%
Durata ep. it. 24 (2 x 10) minuti
Studio dopp. it. Cooperativa Rinascita Cinematografica, Merak Film
Dir. dopp. it. Giovanni Brusatori, Paolo Torrisi, Sergio Romanò
Serie TV anime
Doraemon (anime 2005)
Autore Fujiko F. Fujio
Regia Kôzô Kusuba, Kôzô Kuzuha
Char. design Eiichi Nakamura
Musiche Shunsuke Kikuchi, Kan Sawada
Studio Shin-Ei Animation
Rete TV Asahi
1ª TV 15 aprile 2005 – in corso
Episodi 402 (in corso)
Durata ep. da 7 a 21 minuti
Rete it. Boing
1ª TV it. 3 marzo 2014 – in corso
Episodi it. 260 (in corso) (seguendo la numerazione italiana)
Durata ep. it. da 10 a 23 minuti

Doraemon (ドラえもん Doraemon?) è un manga scritto e disegnato dal duo Fujiko Fujio, pubblicato in Giappone dal dicembre 1969 all'aprile 1996 sul mensile CoroCoro Comic di Shogakukan, per un totale di ventisette anni di serializzazione. Le 1345 storie sono state raccolte in 45 volumi tankōbon sotto l'etichetta Tentoumusi Comics; il manga è stato tradotto e pubblicato in diverse lingue, tra cui in italiano da Star Comics, in inglese da Shogakukan e AltJapan, in francese da Kana e in spagnolo da Planeta Comic.

La trama segue le avventure del giovane e sfortunato Nobita Nobi, il quale, con l'aiuto di un gatto robot di nome Doraemon, cerca di cambiare il suo futuro e diventare una persona migliore.

Dal manga sono state tratte tre serie televisive anime: la prima, prodotta da Tokyo Movie e composta da 52 episodi, è stata trasmessa su Nippon Television dal 1° aprile al 30 settembre 1973; la seconda, a cura di Shin-Ei Animation, è stata trasmessa dal 2 aprile 1979 al 18 aprile 2005 su TV Asahi e comprende 1787 episodi; la terza, sempre prodotta da Shin-Ei Animation, viene trasmessa su TV Asahi dal 15 aprile 2005. L'opera è stata inoltre trasposta in altri media come film e videogiochi.

Con oltre 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Doraemon viene considerato una delle serie manga e anime più famose e di successo in Giappone e nel mondo[1].

Il nome "Doraemon" può essere tradotto approssimativamente come "gatto randagio". Insolitamente, il nome "Doraemon" (ドラえもん?) è scritto con un misto delle due scritture giapponesi: il katakana (ドラ) e l'hiragana (えもん). "Dora" proviene da "dora neko" (gatto randagio, どら猫), ed è una corruzione di nora (randagio). "Emon" è un componente dei nomi maschili, come Goemon, benché non più molto diffuso come nel passato. "Dora" non proviene da dora, che in giapponese significa gong, ma approfittando della omofonia, la serie spesso fa giochi di parole e riferimenti su ciò, a partire dal fatto che Doraemon ama i dorayaki.

Indice

TramaModifica

Nobita Nobi è un ragazzo giapponese di dieci anni che frequenta la quinta elementare pigro e con scarsi risultati nello studio e negli sport, motivi per i quali viene costantemente rimproverato dalla madre e dal maestro. Il suo unico sogno, quello di sposare l'amica e compagna di classe Shizuka, viene anch'esso ostacolato dalla presenza di Dekisugi, un ragazzo intelligente e carismatico, che esercita un'attrazione sulla ragazza. Inoltre, Nobita deve sempre sottostare agli ordini di Gian e Suneo, rispettivamente il bullo del quartiere e il suo braccio destro.

Crescendo, Nobita colleziona fallimenti sia in campo scolastico che lavorativo, portando la famiglia e i suoi discendenti in condizioni di povertà. Sewashi, pronipote di Nobita del XXII secolo, decide allora di tornare indietro nel tempo per aiutare il ragazzo a migliorare il suo futuro, lasciando a vegliare su di lui un gatto robot, Doraemon. Quest'ultimo, grazie al gattopone, una tasca quadri-dimensionale contenente numerosi gadget detti chiusky, rivoluziona completamente la vita di Nobita: riesce infatti a migliorare i rapporti del ragazzo con gli amici e, soprattutto, con Shizuka.

Nobita e Doraemon vivono così insieme numerose avventure e il ragazzo, sebbene compia spesso degli errori, riesce comunque con l'aiuto dell'amico a risolvere i suoi problemi, facendo la cosa giusta e imparando la lezione. Il futuro del ragazzo diventa così roseo e riesce persino a sposare Shizuka. Doraemon può così tornare nel futuro: Nobita è infatti cresciuto e può affrontare da solo i problemi che la vita gli mette davanti[2].

PersonaggiModifica

ProtagonistiModifica

Doraemon (ドラえもん Doraemon?)

Voci giapponesi: Kōsei Tomita e Masako Nozawa (anime 1973), Nobuyo Ōyama (anime 1979), Wasabi Mizuta (anime 2005)
Voci italiane: Liù Bosisio (edizione Rai, 1982), Graziella Polesinanti (edizione Euro TV, 1985), Pietro Ubaldi (edizione Mediaset, dal 2003)
È un gatto robot proveniente dal XXII secolo, possiede una tasca quadri-dimensionale piena di speciali gadget chiamati chiusky. Responsabile e di buon cuore, cerca sempre di aiutare Nobita ed è il suo migliore amico. Ha una sorella minore, Dorami. Il suo cibo preferito sono i dorayaki, mentre i topi rappresentano la sua più grande paura.

Nobita Nobi (野比 のび太 Nobi Nobita?, chiamato Guglia (Guglielmo Guglielminetti) nelle edizioni Rai ed Euro TV)

Voci giapponesi: Yoshiko Ōta (anime 1973), Noriko Ohara (anime 1979), Megumi Ohara (anime 2005)
Voci italiane: Massimo Corizza e Marco Joannucci (edizione Rai, 1982), Alessio Cigliano (edizione Euro TV, 1985), Davide Garbolino (edizione Mediaset, dal 2003)
È un ragazzo di 10 anni, buono e altruista, non può mai fare a meno di aiutare le persone. Facile preda dei bulli del quartiere, gli amici-nemici Gian e Suneo, riesce a modificare il suo futuro con l'arrivo di Doraemon, che diventerà il suo migliore amico. Non è abile nello studio e negli sport, tuttavia è molto bravo nel ripiglino e nel tiro al bersaglio. Innamorato della compagna di classe Shizuka, in futuro la sposerà ed insieme avranno un figlio, Nobisuke.

Famiglia di Nobita (Nobi)Modifica

Tamako Kataoka (片岡 玉子 Kataoka Tamako?)

Voci giapponesi: Noriko Ohara (anime 1973), Sachiko Chijimatsu (anime 1979), Kotono Mitsuishi (anime 2005)
Voci italiane: Carla Comaschi (edizione Rai, 1982), Francesca Rossiello (edizione Euro TV, 1985), Elda Olivieri (edizione Mediaset, dal 2003)
È la madre di Nobita ha 38 anni ed è una casalinga. Abile nelle composizioni floreali, nel giardinaggio e nella cucina, teme animali come gli scarafaggi. Si arrabbia spesso con Nobita per il suo scarso rendimento scolastico e cerca in tutti i modi di farlo studiare: sebbene sembri severa, vuole comunque in realtà molto bene al figlio, che consola nei momenti di difficoltà.

Nobisuke Nobi (野比のび助 Nobi Nobisuke?)

Voci giapponesi: Ichirō Murakoshi (anime 1973), Masayuki Kato e Yosuke Naka (anime 1979), Yasunori Matsumoto (anime 2005)
Voci italiane: Pino Colizzi (edizione Rai, 1982), Bruno Cattaneo (edizione Euro TV, 1985), Cesare Rasini (edizione Mediaset, dal 2003)
È il padre di Nobita, ha 43 anni ed è un impiegato. Abile nel golf, nella pittura e nella pesca, ama bere birra e fumare sigarette, nonostante Tamako cerchi di impedirglielo. Rispetto alla moglie è di carattere bonario, sgrida quindi il figlio raramente.

Nonna Nobi

È la madre di Nobisuke, morta quando Nobita aveva 4 anni. Affezionata a Nobita, gli regala una bambola daruma per fargli capire l'importanza di rialzarsi dopo le difficoltà. Spesso Nobita si reca a trovarla, usando la macchina del tempo.

Nonno Nobi

È il padre di Nobisuke, morto prima della nascita di Nobita. Di carattere burbero e severo, sgrida spesso il figlio, di cui però in realtà si compiace ed è orgoglioso.

Amici di NobitaModifica

Shizuka Minamoto ((源静香 Minamoto Shizuka?, chiamata Susy nelle edizioni Rai ed Euro TV)

Voci giapponesi: Masako Ebisu (anime 1973), Michiko Nomura (anime 1979), Yumi Kakazu (anime 2005)
Voci italiane: Carla Comaschi (edizione Rai, 1982), Roberta Paladini (edizione Euro TV, 1985), Federica Valenti (edizione Mediaset, dal 2003)
È la migliore amica di Nobita, una bambina dolce e tranquilla. Le sue passioni sono il bagno caldo, la cucina e la musica, in particolare suonare il pianoforte e il violino (in quest'ultimo caso, con pessimi risultati). In futuro sposerà Nobita, di cui anche lei è innamorata, ed insieme avranno un figlio, Nobisuke.

Takeshi Goda (剛田 武 Gōda Takeshi?, chiamato Giangi nelle edizioni Rai ed Euro TV, soprannominato Gian nell'edizione Mediaset)

Voci giapponesi: Kaneta Kimotsuki (anime 1973), Kazuya Tatekabe (anime 1979), Subaru Kimura (anime 2005)
Voci italiane: Luca Bosisio (edizione Rai, 1982), Saverio Moriones (edizione Euro TV, 1985), Luca Bottale (edizione Mediaset, dal 2003)
È il bullo del quartiere, che con l'amico Suneo si diverte a tormentare Nobita. Abile nel baseball, è però estremamente stonato; obbliga comunque gli amici a seguire i suoi concerti. Di carattere irascibile, ha paura solo della madre, riesce però a mostrare il suo lato positivo con la sorella minore, Jaiko.

Suneo Honekawa (骨川スネ夫 Honekawa Suneo?, chiamato Zippo nelle edizioni Rai ed Euro TV)

Voci giapponesi: Shun Yashiro (anime 1973), Kaneta Kimotsuki (anime 1979), Tomokazu Seki (anime 2005)
Voci italiane: Fabrizio Vidale (edizione Rai, 1982), Riccardo Rossi (edizione Euro TV, 1985), Patrizia Scianca (edizione Mediaset, dal 2003)
È un ragazzo viziato ed opportunista, braccio destro di Gian. Poiché proviene da una famiglia molto ricca, ama vantarsi con gli amici di vari oggetti costosi che può permettersi. Abile nel costruire e pilotare macchine radiocomandate, è portato anche nel disegno.

Dekisugi Hidetoshi (出木杉 英才 Hidetoshi Dekisugi?)

Voci giapponesi: Sumiko Shirakawa (anime 1979), Shihoko Hagino (anime 2005)
Voci italiane: Barbara Cinquatti, Stefano Pozzi e Renata Bertolas (edizione Mediaset, dal 2003)
È un ragazzo maturo ed intelligente, studente modello e abile negli sport. Appare meno spesso degli altri personaggi, ma è comunque tenuto in considerazione dai suoi amici. Nobita, seppure lo stimi, prova nei suoi confronti una forte gelosia, poiché teme che Shizuka si possa innamorare di lui.

Famiglia di DoraemonModifica

Dorami (ドラミ Dorami?)

Voci giapponesi: Keiko Yokozawa (anime 1979), Chiaki (anime 2005)
Voci italiane: Laura Boccanera (edizione Rai, 1982), Serena Clerici (edizione Mediaset, dal 2003)
È la sorella di Doraemon, una gatta robot gialla che si prende cura del pronipote di Nobita, Sewashi. Di colore giallo, adora mangiare i melonpan, e come il fratello possiede numerosi chiusky. Sempre solare, talvolta è eccessivamente premurosa.

Sewashi Nobi (野比セワシ Nobi Sewashi?)

Voci giapponesi: Keiko Yamamoto (anime 1973), Yoshiko Ota (anime 1979), Sachi Matsumoto (anime 2005)
Voci italiane: Renata Bertolas e Davide Garbolino (edizione Mediaset, dal 2003)
È il pronipote di Nobita e vive nel XXII secolo con Dorami. Simile a Nobita per aspetto, decide di mandare indietro nel tempo Doraemon per assistere il suo avo.

Minidora (ミニドラ Minidora?)

Voci giapponesi: Rei Sakuma (anime 1979), Tomato Akai (anime 2005)
Sono tre piccoli gatti robot (di colore rosso, verde e giallo). Sostituiscono Doraemon in sua assenza, e assistono Nobita prestandogli i loro chiusky, anche se sono di dimensione ridotta. Non sanno parlare e dicono solo "Dora dora", tuttavia Nobita riesce a comprendere ciò che dicono.

Famiglia di Shizuka (Minamoto)Modifica

  • Yoshio Minamoto: il padre di Shizuka. Appare molto raramente. Doppiato da Riccardo Rovatti.
  • Peeko: Il canarino giallo di Shizuka.
  • Pero: Il cane di Shizuka. Quando muore, Nobita e Doraemon lo riportano in vita grazie a delle speciali pastiglie e la macchina del tempo.

Famiglia di Suneo (Honekawa)Modifica

  • Haiza Honekawa: La madre di Suneo. Si vanta davanti allo specchio come il figlio, di essere la più bella del reame. Doppiata da Minami Takayama (2005) e da Elisabetta Spinelli.
  • Kudo Honekawa: Il padre di Suneo. Non appare quasi mai, per motivi di lavoro. Porta sempre souvenir, o animali rari a Suneo.
  • Chiruchiru: La gatta di Suneo, gli somiglia molto, ha la sua stessa faccia e il suo stesso ciuffo. Adora la carne più costosa.
  • Sunetsugu Honekawa: Il fratello minore di Suneo, è stato accolto in una famiglia negli Stati Uniti d'America, appare solo in un episodio. Doppiato da Patrizia Mottola.
  • Sunekichi Honekawa: Il cugino di Suneo, adora collezionare auto sportive, e ha una passione nel costruire modellini e addirittura macchine robotiche che addirittura possono muoversi.

Famiglia di Gian (Goda)Modifica

  • Signora Goda: La madre di Gian. Assai brusca nei confronti del figlio, lo obbliga spesso a badare al negozio, e se non lo fa lo picchia. Gian la teme per la sua straordinaria forza. Obesa proprio come il figlio. Doppiata da Miyako Takeuchi (2005) e da Rosalba Bongiovanni.
  • Ahiro Goda: Il padre di Gian. Appare raramente. Ha un paio di baffi.
  • Jaiko Goda: La sorella minore di Gian. Vuole fare la mangaka. Doppiata da Vanilla Yamazaki (2005) e da Jolanda Granato.
  • Muku: Il cane di Gian, è grigio/marrone e raccoglie tutte le cose che trova, è molto affezionato a Jaiko. In un episodio viene abbandonato da Gian e viene affidato a Nobita e Doraemon (grazie a un ciuski di quest'ultimo Muku parla). In un altro episodio muore e Doraemon e Nobita lo riportano in vita grazie alla macchina del tempo. Quest'ultimo viene morso da Muku perché modificando il passato per salvarlo, Nobita lo ha colpito con un sasso in testa, anche se Gian e Jaiko non ne sanno niente.
  • Zio: lo zio di Gian, è un lottatore di Judo professionista, appare in una puntata, dove consiglia Gian di usare la sua forza per fare del bene invece di picchiare gli altri.

Altri personaggiModifica

  • Aigo Teketoshi: Il maestro di Shizuka, Nobita, Gian, Suneo e Dekisugi. È molto brusco e spesso incontra i suoi alunni per strada e intima loro di tornare a casa a fare i compiti. Doppiato da Sergio Romanò.
  • Motoyama: Compagno di classe di Nobita, indossa sempre un berretto da baseball.
  • Uranary: Ragazzo solo, per via di suo padre che è andato in marina, e di sua madre è in ospedale.
  • Botako: Secondo i personaggi della serie è la bambina più brutta della scuola. Doppiata da Jolanda Granato.
  • Mi-Chan: Una gattina che si aggira nei pressi di casa Nobi, di cui Doraemon ne è innamorato e in un episodio della serie la fa ingelosire.

MediaModifica

MangaModifica

Nel dicembre 1969, il manga Doraemon comparve simultaneamente in sei differenti riviste mensili per bambini. Le riviste prendevano il titolo dall'anno scolastico dei propri lettori, quindi Yoiko (bravi bambini), Yōchien (asilo), Shogaku Ichinensei (prima classe delle scuole primarie) e Shogaku Yonnensei (quarta classe delle scuole primarie). Dal 1973, la serie iniziò su altre due riviste, Shogaku Gonensei (quinta classe delle scuole primarie) e Shogaku Rokunensei (sesta classe delle scuole primarie). Le storie pubblicate su ognuna rivista erano differenti, il che significava che gli autori stavano creando più di sei fumetti ogni mese. Nel 1977, CoroCoro Comic fu lanciata come rivista di Doraemon. Manga inediti basati sui film di Doraemon furono anche pubblicati su CoroCoro Comic. Le storie che vengono conservate sotto il marchio Tentōmushi sono proprio le storie che si trovavano in queste riviste.

Dal debutto di Doraemon nel 1969, le storie sono state selettivamente raccolte in quarantacinque volumi, pubblicati fra il 1974 ed il 1996, che hanno avuto una tiratura di oltre 80 milioni nel 1992. Inoltre, Doraemon è comparso anche in numerose serie manga della Shogakukan. Nel 2005 la Shōgakukan ha pubblicato una serie di cinque volumi dal titolo Doraemon+, che comprendevano alcune delle storie escluse dai quarantacinque volumi originali.

AnimeModifica

 
Logo italiano della serie animata del 1979 e del 2005.

L'anime si divide in tre serie animate, distinte da variazioni nel doppiaggio e nella grafica:

Anime 1973Modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Doraemon (anime 1973).

La serie del 1973 è stata trasmessa per soli sei mesi, poiché non ebbe successo, ed è per questo rimasta inedita in Italia. I disegni dei personaggi risultano più stilizzati rispetto a quelli della serie successiva, che sono più realistici. Il materiale della serie è ormai raro, perché le pellicole furono distrutte in un incendio. Nel 1995, sono stati ritrovati sedici episodi negli archivi della società Studio Rush (ora conosciuto come IMAGICA). Successivamente, sono state trovate altre puntate, anche se due di esse rimangono senza tracce audio e molte altre rimangono comunque introvabili. Sono stati inoltre rinvenute la sigla iniziale e finale dell'anime e un film pilota prodotto nel 1972.Tutto questo materiale è occasionalmente mostrato ai convegni di fan di Doraemon in Giappone, ma non può essere rilasciato legalmente in DVD a causa di una complicazione di diritti dato il fallimento dello studio produttore.

Questa versione dell'anime è stata brevemente replicata dal 24 luglio 1979 al 3 agosto dello stesso anno sulla televisione giapponese, ma è stata bruscamente interrotta su richiesta di Shogakukan, che non voleva una reputazione negativa del nuovo adattamento, che avrebbe potuto causare confusione tra gli spettatori più giovani.

La serie presenta alcune differenze rispetto alle serie successive, in particolare:

  • Gian vive con il padre vedovo, che è più debole e basso di lui ed è spesso vittima di atti di bullismo da parte del figlio. Al contrario, nelle serie successive, la madre è un personaggio ricorrente, mentre il padre compare raramente.
  • Doraemon lascia Nobita, e la serie si conclude in questo modo. Evidentemente ci sarebbe stata una seconda stagione in cui Doraemon torna da Nobita, ma a causa della sua cancellazione, essa non fu mai prodotta.
  • Personaggi come Jaiko, Minidora, Dorami e Dekisugi in questa serie non sono presenti.

Anime 1979Modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Doraemon (anime 1979).
 
I protagonisti della serie animata del 1979.

Trasmessa per oltre 26 anni, le serie del 1979 (considerando anche il proseguimento del 2005), è dopo Sazae-san la serie più longeva del Giappone e la più longeva in assoluto fra quelle esportate negli altri paesi. Con uno share del 31,2% per ogni stagione, il produttore Junichi Kimura ha rivelato che in alcune zone del sud-est asiatico esso supera anche il 70%.

Alla morte di uno dei due autori, nel 1996, la famiglia di Fujio chiese che la serie venisse conclusa. Data la crescente popolarità dell'anime, ciò non è in seguito avvenuto.

Da notare che nell'anime 1979 sono presenti doppiatori che avevano un ruolo, seppur differente, anche nell'anime 1973; essi sono: Noriko Ohara, Kaneta Kimotsuki e Yoshiko Ota.

I 1787 episodi della serie sono stati trasmessi con cadenza regolare, sempre su TV Asahi:

  • dal 2 aprile 1979 al 23 settembre 1981, solo nella regione di Kanto, dal lunedì al sabato (18:50 - 19:00)
  • dall'8 aprile 1979 al 30 marzo 1980 in tutto il paese, la domenica (20:30 - 21:00)
  • dal 6 aprile 1980 al 27 settembre 1981 in tutto il paese, la domenica (21:30 - 22:00)
  • dal 2 ottobre 1981 al 9 ottobre 1987 in tutto il paese, il venerdì (19:00 - 19:30)
  • dal 23 ottobre 1987 al 31 marzo 1989 in tutto il paese, il venerdì (18:50 - 19:20)
  • dal 14 aprile 1989 al 18 marzo 2005 in tutto il paese, il venerdì (19:00 - 19:30)

Anime 2005Modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Doraemon (anime 2005).

Trasmessa dal 2005, la serie del 2005 è sia il rifacimento che il seguito della serie del 1979; sono infatti presenti numerosi episodi con trama identica ai loro corrispettivi della serie precedente, tuttavia non c'è alcun episodio introduttivo.

La serie è caratterizzata da un totale cambio di doppiaggio e di musiche (viene infatti sostituita la storica sigla Doraemon no Uta). Inoltre, vengono effettuate notevoli modifiche grafiche:

  • Vengono completamente ridisegnate le case dei vari personaggi e i luoghi nei quali si recano (la scuola, il parco abbandonato)
  • I personaggi perdono la caratteristica di avere un colore che li contraddistingue: nella serie precedente essi avevano sempre l'abito di uno stesso colore (Nobita il giallo, Shizuka e la madre di Nobita il rosa, Gian l'arancione, Suneo il verde), mentre in questo caso il colore varia a seconda dell'episodio.

Gli oltre 820 episodi della serie sono trasmessi con cadenza regolare, su TV Asahi:

  • dal 15 aprile 2005 in tutto il paese, il venerdì (19:00 - 20:00), solo per le puntate speciali
  • dal 22 aprile 2005 in tutto il paese, il venerdì (19:00 - 19:30)
  • dal 30 dicembre 2013 in tutto il paese, l'ultimo o il penultimo giorno dell'anno (17:30 - 18:30), solo per le puntate speciali
  • il 10 aprile 2015 in tutto il paese, il venerdì (19:00 - 19:45)

Adattamento italianoModifica

Edizione RaiModifica

Doraemon viene per la prima volta trasmesso in Italia il 25 ottobre 1982 su Rai 2, all'interno del programma per ragazzi Tandem. Il numero totale di episodi trasmessi è 94. La serie non ebbe inizialmente grande successo, di conseguenza il 30 giugno 1983, conclusa la trasmissione dei primi episodi, non ne furono doppiati altri e furono replicati soltanto da varie televisioni locali.

La serie, conosciuta anche come Edizione storica, è stata adattata in italiano da Giovanni Brusatori e si caratterizza per l'italianizzazione dei nomi dei personaggi:

Edizione MediasetModifica

L'edizione Mediaset dell'anime 1979 è stata trasmessa fra il 3 marzo 2003 e l'8 dicembre 2012 su Italia 1 e si divide in sette serie (di cui la settima è divisa in due formando un'ottava serie), per un totale di 992 episodi. Essa è caratterizzata dal ripristino dei nomi originali dei personaggi, oltre che da un cambio di doppiaggio. Quest'edizione è stata un vero e proprio revival in Italia per Doraemon, e ha di fatto rilanciato la serie, che oggi gode di molto successo.

Gli episodi successivi dell'anime 2005 sono trasmessi su Boing dal 3 marzo 2014: attualmente sono state trasmesse tre stagioni, per un totale di oltre 260 episodi.

Distribuzione nel mondoModifica

La serie animata è stata trasmessa in vari paesi asiatici, fra cui l'India, la Corea del Sud e la Thailandia, ma anche in paesi europei, fra cui la Spagna. In paesi quali la Francia la serie è arrivata solo nel 2014, con il titolo Doraemon: le chat cosmique (Doraemon: il gatto spaziale), e non sono stati trasmessi molti episodi. La serie, sempre dal 2014, viene mandata in onda anche negli Stati Uniti, con il titolo Doraemon: gadget cat from the future (Doraemon: gatto di accessori dal futuro), grazie ad un accordo fra le società giapponesi detentrici i diritti di Doraemon e la Disney. Quest'ultima ha però effettuato modifiche sostanziali all'anime, intervenendo sui disegni e americanizzando l'anime (sono stati tolti tutti i riferimenti nipponici, sostituiti gli yen con dollari usa e le bacchette giapponesi con forchette). Sono stati anche censurati numerosi momenti in cui erano presenti lacrime o anche soltanto cassette medicinali, stravolgendo di fatto il significato delle varie scene. Il doppiaggio americano ha inoltre variato i nomi ai personaggi: Nobita diventa Noby, Shizuka diventa Sue, Gian si trasforma in Big G e Suneo in Sneech.

SigleModifica

La maggior parte delle sigle ha seguito l'arrangiamento giapponese (Doraemon no uta) compresa la sigla italiana di chiusura (La canzone di Doraemon, I nostri figli, diretto da Nora Orlandi). Seguono un arrangiamento diverso la sigla italiana di apertura dell'edizione dell'82 (Il gatto Doraemon cantata dagli Oliver Onions) e quella dell'edizione Mediaset cantata da Cristina D'Avena.

FilmModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Media di Doraemon § Film.

Dal 1980 fino ad oggi sono stati creati dei lungometraggi con cadenza annuale. I film hanno un tono un po' più avventuroso, dove i vari personaggi vengono calati in situazioni esotiche, avventurose e futuristiche. Alcuni dei film sono basati su leggende o trame letterarie, altri affrontano temi "seri", in particolare su soggetti ambientalistici e sull'uso della tecnologia. Sebbene in Giappone siano usciti ben 38 film, in Italia ne sono stati doppiati solo 10.

I primi tre film (Doraemon nel paese preistorico, Doraemon esplora lo spazio, Doraemon nel paese delle meraviglie) sono stati pubblicati in Italia da Yamato Video e distribuiti in VHS. Presentano inoltre un diverso doppiaggio dai successivi.

Dal 2004 al 2013 Mediaset ha curato il doppiaggio di altri tre film (Doraemon - The movie: Le 1000 e una notte, Doraemon - The movie: Il Regno delle Nuvole, Doraemon - The movie: Il dinosauro di Nobita), di cui non esiste alcuna edizione in VHS o DVD.

Dal 2014 i film di Doraemon sono distribuiti da Lucky Red al cinema con cadenza annuale e poi in DVD e Blu-ray. Per ora questi film sono: Doraemon - Il film (realizzato interamente con tecnologia 3D), Doraemon - Il film: Le avventure di Nobita e dei cinque esploratori, Doraemon - Il film: Nobita e gli eroi dello spazio, Doraemon - Il film: Nobita e la nascita del Giappone.

VideogiochiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Media di Doraemon § Videogiochi.

Sono stati prodotti 65 videogiochi ispirati a Doraemon[3] e pubblicati esclusivamente per il mercato giapponese. I videogiochi sono stati realizzati a partire dal sistema Arcadia 2001 sino ad arrivare ai più moderni Nintendo 3DS. Il personaggio di Doraemon inoltre compare nella popolare serie della Namco Taiko no Tatsujin.

MusicalModifica

Butaiban Doraemon Nobita to animal planet (舞台版ドラえもん のび太とアニマル惑星(プラネット) Butaiban Doraemon Nobita to animaru puranetto?, lett. Doraemon il musical - Nobita e animal planet) è un musical del 2008 basato sul film del 1990 dal titolo omonimo[4][5]. La storia è la stessa del film originale: Nobita scopre della polvere magica nella propria casa in grado di teletrasportarlo sul pianeta degli animali. Il musical ha debuttato al Tokyo Metropolitan Art Space il 4 settembre 2008, concludendosi il 14 settembre dello stesso anno[6]. Doraemon ha inoltre avuto la voce della sua doppiatrice originale, Wasabi Mizuta, che peraltro è una cantante.

AccoglienzaModifica

 
Bus con Doraemon al Museo di Fujiko F. Fujio a Kawasaki

La serie ha debuttato nel dicembre 1969, pubblicata simultaneamente in sei riviste. In totale, sono state create 1.344 storie nella serie originale, pubblicate dalla Shogakukan per l'etichetta manga Tentōmushi (てんとう虫?), per un totale di quarantacinque volumi. I volumi sono raccolti presso la Takaoka Central Library di Toyama, Giappone, dove l'autore è nato. La fine del manga è stata collocata in base all'anno di morte di chi l'ha creato (1996), ma il personaggio è stato riutilizzato anche in seguito per svariate mansioni, come dalla pubblicità alla semplice oggettistica.

La maggior parte delle storie di Doraemon sono commedie che insegnano ai bambini i valori dell'integrità, della perseveranza, del coraggio, della famiglia e del rispetto. Inoltre sono spesso affrontati temi ambientalisti come il riscaldamento globale, le specie di animali in via di estinzione, il disboscamento e l'inquinamento ed in alcune occasioni sono stati affrontati argomenti didattici come i dinosauri, i viaggi di Gulliver o la storia del Giappone.

Il termine "Doraemon" è ormai un termine di conoscenza comune in tutto il mondo. Persino i quotidiani fanno regolarmente riferimenti a esso come qualcosa con la capacità di soddisfare tutti i desideri. Anche gli altri personaggi della serie sono frequentemente citati in TV. Alcune riviste hanno usato l'analogia che l'America è il Takeshi del mondo e il Giappone è il suo compagno Suneo. Inoltre è un fenomeno culturale molto diffuso e può essere visto in vari luoghi; ad esempio, Doraemon è utilizzato come carattere promozionale da Art Hikkoshi Center (アート 引越 センター Āto Hikkoshi Sentā?), una società, e da Cocos, una catena di ristoranti. I personaggi della serie vengono menzionati anche in diversi anime e manga da altri mangaka.

Il marchio "Doraemon" fa appello anche per la carità, il "Fondo Doraemon".

Il lottatore di sumo Takamisugi è stato soprannominato "Doraemon" per via della sua forte somiglianza con il personaggio.

Alla fine del 2011, Shogakukan e Toyota hanno unito le forze per creare una serie di spot live-action come parte della campagna pubblicitaria della Toyota. Gli spot raffigurano i personaggi quasi 20 anni più vecchi. L'attore di Hollywood Jean Reno interpreta il ruolo di Doraemon[7].

Doraemon è stato insignito del Japan Cartoonists Association Award per l'eccellenza nel 1973; ha inoltre vinto il Premio Shogakukan per i manga nella categoria dei fumetti per bambini nel 1982[8], ed il primo Osamu Tezuka Culture Award nel 1997[9].

Il 22 aprile 2002, sullo speciale Asian Hero nella rivista Time Magazine, Doraemon è stato selezionato come uno dei 22 eroi asiatici. Essendo l'unico personaggio anime selezionato, Doraemon è stato descritto come "L'eroe più tenero dell'Asia"[10].

Nel 2005 il Taiwan Society of New York ha selezionato Doraemon come significato culturale giapponese otaku della cultura pop nella mostra Little Boy: The Arts of Japan's Exploding Subculture, curata dal famoso artista Takashi Murakami.

Nel marzo 2008, è stato nominato "ambasciatore degli anime nel mondo", dal Ministro degli Esteri giapponese Masahiko Komura per promuovere la cultura e l'industria dell'animazione fuori dal Giappone[11][12][13].

Il 3 settembre 2011 apre a Kawasaki il Museo di Fujiko.F.Fujio, con Doraemon come star del museo[14].

Il 3 settembre 2012, a Doraemon è stata concessa la residenza ufficiale nella città di Kawasaki, 100 anni prima della sua nascita[15]. Secondo il manga, Doraemon è infatti stato assemblato nel 2112.

Il 21 agosto 2016, alle ore 20:00, si tiene la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Al centro dello stadio Maracanã, appare (probabilmente da una piattaforma) il primo ministro giapponese Shinzō Abe che tiene in mano una sfera rossa (che rappresenta il sole rosso nella bandiera Giapponese) e, il cappello di Super Mario, per presentare i giochi Olimpici di Tokyo nel 2020. In un video mostrato prima, in Live TV, si vede che Shinzō Abe si trasforma in Super Mario e cerca un modo di raggiungere Rio, allora Doraemon (che appare in 3D come in Doraemon - Il film) lo aiuta tirando fuori dal gattopone un Tubo Warp verde che scava un enorme tunnel attraversando la Terra e fermandosi a Rio de Janeiro. Così Mario-Primo ministro Abe scende con il tubo verso il Brasile (apparendo al centro dello stadio come detto sopra), mentre Doraemon sventola le bandiere del Giappone e del Brasile.

NoteModifica

  1. ^ I 20 manga più popolari di sempre!, mangaforever.net.
  2. ^ Curiosità: I vari finali di Doraemon, ilragazzocomics.blogspot.it.
  3. ^ Doraemon screenshots and statistics, Universal Videogame List. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  4. ^ Event Animal, dora-world.com.
  5. ^ News sul musical, dora-world.com.
  6. ^ Calendario, Tokyo Metropolitan Art Space. URL consultato il 13 agosto 2008.
  7. ^ Jean Reno Goes to Olympics as Doraemon in New Live-Action Ad - News, Anime News Network, 27 gennaio 2013. URL consultato il 31 gennaio 2013.
  8. ^ (JA) 小学館漫画賞: 歴代受賞者, Shogakukan. URL consultato il 19 agosto 2007.
  9. ^ (JA) 第1回 マンガ大賞 藤子・F・不二雄 『ドラえもん』(小学館), Asahi Shinbun. URL consultato il 18 luglio 2010.
  10. ^ L'eroe più tenero dell'Asia, Time Asia, 29 aprile 2002. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  11. ^ Doraemon diventa Ambasciatore del Giappone, su AnimeClick.it. URL consultato il 26 novembre 2008.
  12. ^ ドラえもん、初の「アニメ文化大使」に任命". (15 marzo 2008) AFPBB News. 11 febbraio 2010.
  13. ^ (JA) Shingo, Takaoka. "Secret power of Otaku culture Spirits". The WASEDA Guardian. 11 febbraio 2010.
  14. ^ The Independent, 29 agosto 2011, http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/tv/anime-star-doraemon-to-have-own-museum-2345688.html.
  15. ^ (EN) Doraemon becomes official resident of Kawasaki a century before his birth, The Japan Times, 4 settembre 2012. URL consultato il 6 agosto 2013.

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