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Futbol'nyj Klub Šachtar

società calcistica ucraina
FK Šachtar Donec'k
Calcio Football pictogram.svg
Shakhtar Donetsk.png
Kroty (Talpe) Hirnyky (Minatori)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px horizontal Black White Orange HEX-EB6A0A.svg Arancione, nero
Dati societari
Città Donec'k
Nazione Ucraina Ucraina
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Ukraine.svg UFS
Campionato Prem"jer-liha
Fondazione 1936
Presidente Ucraina Rinat Achmetov
Allenatore Portogallo Paulo Fonseca
Stadio Stadio Metalist (Charkiv)
(34 915 posti)
Sito web www.shakhtar.com
Palmarès
Coppa UEFA
Titoli nazionali 10 campionati ucraini
Trofei nazionali 12 Coppe d'Ucraina
8 Supercoppe d'Ucraina
4 Coppe sovietiche
1 Supercoppa sovietica
Trofei internazionali 1 Coppe UEFA/Europa League
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Futbol'nyj Klub Šachtar Donec'k (in ucraino: Футбольний Клуб Шахтар?, "minatore"), conosciuto anche come Šachtar Donec'k, è una società calcistica ucraina (e, in precedenza, sovietica) di Donec'k. Avendo rappresentato l'Unione Sovietica nelle competizioni europee fino al 1991, la società è nota anche con il nome russo di Šachtër (in russo: Шахтёр?).

Fondato nel 1936 come Stachanovec', nome con cui partecipò al campionato sovietico è insieme alla Dinamo Kiev una delle due formazioni leader del campionato ucraino. Insieme alla squadra di Kiev è una delle due compagini ucraine ad aver trionfato nelle coppe europee e il primo e finora unico club ucraino, dopo lo scioglimento dell'URSS, ad avere vinto una competizione europea, la Coppa UEFA 2008-09[1].

Nella sua bacheca figurano 10 campionati ucraini, 12 Coppe d'Ucraina (record condiviso), 8 Supercoppe d'Ucraina (record), 4 Coppe sovietica e una Supercoppa sovietica.

Il club di Donec'k è culturalmente legato all'area industrializzata del Bacino del Donec, meglio conosciuto come Donbass, che dà il nome alla Donbas Arena, lo stadio del club (34.915 posti).

Indice

StoriaModifica

Fondazione e periodo dello StachanovecModifica

Il calcio nella regione di Donec'k si sviluppò ai tempi dell'Impero russo, dove l'industrializzazione era appena cominciata. Tanti stranieri, in particolare i lavoratori inglesi, formavano le proprie squadre di calcio. Nel settembre del 1911 fu costituita l'associazione sportiva Yuzovka, che conteneva anche una squadra di calcio. Il club fu attivo fino al 1919. All'inizio degli anni venti il club fu riorganizzato con il nome di Club di Lenin. Uno dei giocatori più promettenti di quei periodi era Viktor Shylovsky[2], che diventò anche famoso, giocando nel Dinamo Kiev.

 
Lo Šachtar, allora Stachanovec, nel 1937

Il club è soprannominato la "squadra dei minatori", dal nome šachtar, che significa, appunto, "minatori". Il club fu originariamente fondato nel maggio del 1936 e fu inizialmente chiamato Stachanovec in memoria di Aleksej Grigor'evič Stachanov, il leggendario minatore del Bacino del Donec, la cui estrema dedizione al lavoro divenne proverbiale. La prima squadra era formata da due squadre locali partecipanti tutti e due alle Spartachiadi: Dynamo Horlivka e Stalino. La prima partita non ufficiale fu contro il Dynamo Odessa il 12 maggio 1936. La partita venne persa per 2-3. La prima partita ufficiale, contro il Dynamo Kazan', fu di nuovo persa, questa volta per 1-4. Il club fu uno dei più importanti del paese alla fine degli anni trenta. L'ultimo match disputato sotto il nome di Stachanovec fu contro il Tratkor Stalingrado[3]. La partita si tenne il 24 giugno, due giorni prima lo scoppio della cosiddetta Grande Guerra Patriottica[4].

Dagli anni '60 alla dissoluzione dell'URSSModifica

Dagli anni sessanta lo Šachtar dell'allenatore Oleg Ošenkov fu tre volte finalista della Coppa dell'URSS, vincendola in due circostanze, nel 1961 e nel 1962. Il club fu soprannominato "la squadra della coppa" per i successi mietuti ogni anno nel cammino verso la finale, anche se i maggiori traguardi la squadra li avrebbe tagliati tra la metà degli anni settanta e i primi anni ottanta.

Nel 1975 lo Šachtar giunse secondo nel campionato sovietico, ottenendo così il diritto a rappresentare l'Unione Sovietica nelle coppe europee. Nel 1978 si classificò terzo nel campionato sovietico e un anno più tardi si issò nuovamente alla seconda piazza della graduatoria. Il capitano e attaccante Vitalij Staruchin fu eletto miglior giocatore del campionato sovietico e si laureò capocannoniere del campionato sovietico con 26 gol segnati.

Lo Šachtar portò per due volte la Coppa dell'URSS in riva al Donec, nel 1980 e nel 1983, anno in cui vinse anche la Supercoppa dell'URSS battendo i campioni in carica del Dnipro Dnipropetrovsk.

Nel campionato ucraino: l'era AchmetovModifica

Anni 1990 e l'inizio della gestione LucescuModifica

A partire dagli anni novanta, con la nascita del campionato ucraino, lo Šachtar insidiò la leadership della Dinamo Kiev in ambito nazionale.

Nel 1992 e nel 1993 lo Šachtar allenato da Valerij Jaremčenko ottenne il quarto posto e nel campionato 1993-1994 divenne vice-campione d'Ucraina. Nel 1995-1996 concluse, invece, al decimo posto un'annata caratterizzata da instabilità societaria e dall'assassinio del presidente Achat Bragin, uomo d'affari molto noto, ucciso nell'esplosione di una bomba allo stadio di Donec'k domenica 15 ottobre 1995.

Un anno dopo, l'11 ottobre 1996, il magnate Rinat Achmetov rilevò la squadra diventandone il presidente. Nel volgere di pochi anni egli realizzò corposi investimenti volti a migliorare le infrastrutture sportive (nel 1999 fu aperta la scuola calcio FC Šachtar, che conta tremila bambini, e fu inaugurato il centro di allenamento Kirša, tra i più all'avanguardia nell'ambito dei complessi sportivi europei e sede degli allenamenti della prima squadra) e ad allestire una squadra competitiva anche nel palcoscenico continentale[5]. Dall'avvento di Achmetov hanno vestito la maglia dello Šachtar giocatori di valore internazionale, affermatisi anche anche in altri club europei.

Da quel momento lo Šachtar inanellò una serie di cinque piazzamenti al secondo posto in campionato, dal 1996-1997 al 2000-2001, sempre alle spalle della Dinamo Kiev. Nei primi anni 2000 il club iniziò ad arricchirsi di calciatori stranieri e nel 2000-2001 riuscì a qualificarsi alla fase a gironi di UEFA Champions League, beneficiando dell'allargamento del torneo. Nel girone con Arsenal, Lazio e Sparta Praga ottenne il terzo posto con 2 vittorie e 4 sconfitte, andando a punti in casa contro i cechi (2-1) e contro gli inglesi all'ultima giornata (3-0).

Nella stagione 2001-2002, sotto la guida tecnica di Nevio Scala, primo straniero a guidare lo Šachtar, i minatori si aggiudicarono per la prima volta il campionato ucraino, chiudendo con un punto di vantaggio sulla Dinamo Kiev, mentre in UEFA Champions League la squadra ucraina eliminò il Lugano al secondo turno, ma fu eliminata al terzo turno preliminare dal Borussia Dortmund, da cui fu sconfitta nettamente. Scala lasciò la squadra dopo soli nove mesi in carica e fu sostituito dal rientrante Jaremčenko. Nella stagione seguente lo Šachtar fu estromesso al terzo turno preliminare di Champions dal Bruges ai tiri di rigore e al primo turno di Coppa UEFA (dove era "retrocesso") dall'Austria Vienna, mentre in campionato si piazzò secondo a tre punti dalla Dinamo. Di simile tenore fu l'annata 2003-2004, chiusa, sotto la guida di Bernd Schuster, con la seconda piazza in Vyšča Liha, a tre punti dalla Dinamo campione.

Nel maggio 2004 si aprì la lunga gestione del romeno Mircea Lucescu. Nel 2004-2005 la squadra rivinse il campionato, stavolta con ben sette punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev, mantenendo la vetta della graduatoria per tutta la stagione. Più combattuto fu, invece, il campionato 2005-2006, che vide comunque trionfare i minatori sulla Dinamo: dopo aver concluso il torneo a pari punti, le due squadre si affrontarono in una partita secca di spareggio, conclusasi con la vittoria per 2-1 dello Šachtar dopo i tempi supplementari. Al secondo posto del 2006-2007 fece seguito un nuovo trionfo nel 2007-2008, con tre punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev.

La conquista della Coppa UEFA e il dominio nazionaleModifica

 
I giocatori festeggiano la vittoria della coppa nazionale nel 2011

La stagione 2008-2009 fu una delle più memorabili nella storia del club. La squadra, eliminata dalla UEFA Champions League nella fase a gironi a causa del terzo posto nel raggruppamento con Barcellona, Sporting Lisbona e Basilea, vinse infatti il primo trofeo internazionale della propria storia, la Coppa UEFA, sconfiggendo in finale il Werder Brema per 2-1 dopo i tempi supplementari allo Stadio Şükrü Saraçoğlu di Istanbul (gol decisivo di Jadson al 97º minuto) e diventando, così, l'unica compagine ucraina a vincere il trofeo, giunto alla sua ultima edizione. Lo Šachtar partì dai sedicesimi di finale, dove eliminò il Tottenham, poi ebbe la meglio sul CSKA Mosca agli ottavi e in semifinale eliminò i connazionali della Dinamo Kiev, che però prevalse in ambito nazionale vincendo il campionato ucraino con 15 punti di distacco dallo Šachtar secondo. Nella finale di Coppa d'Ucraina la squadra dei minatori fu sconfitta per 1-0 dal Vorskla alla Dnipro Arena.

La stagione 2009-2010 si aprì con la clamorosa eliminazione al terzo turno preliminare di UEFA Champions League per opera del Timişoara per la regola dei gol fuori casa (2-2 in Ucraina e 0-0 in Romania), ma il club poté proseguire il proprio cammino europeo nella fase a gironi della Europa League 2009-2010, dove fu testa di serie essendo detentore del trofeo. Pochi giorni più tardi, il 28 agosto 2009, allo Stadio Louis II di Montecarlo, lo Šachtar uscì sconfitto per 1-0 dopo i tempi supplementari della sfida contro il quotato Barcellona, valevole per la Supercoppa europea. Il 29 agosto 2009 aprì i battenti la Donbass Arena, uno degli stadi più avanzati d'Europa. Fu il primo stadio dell'Europa orientale progettato e costruito in conformità con gli standard della categoria "cinque stelle". Secondo UEFA e FIFA l'edificio rientra nella categoria élite. In Europa League la squadra vinse il proprio girone, ma fu poi eliminata ai sedicesimi di finale dal Fulham. Si rifece aggiudicandosi il campionato ucraino con sei punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev, grazie alla vittoria contro i diretti rivali ottenuta il 5 maggio 2010.

Vinta la Supercoppa d'Ucraina alla Slavutyč-Arena di Zaporižžja battendo il Tavrija con il punteggio di 7-1, nella stagione seguente lo Šachtar di Lucescu si fece strada nella UEFA Champions League, dove vinse il girone con Arsenal, Braga e Partizan con 5 vittorie e una sconfitta in 6 partite, per poi ottenere una storica qualificazione ai quarti, cosa mai accaduta nella storia del club, battendo in casa la Roma con un secco 3-0 nel ritorno degli ottavi di finale, dopo aver vinto anche nella gara di andata all'Olimpico con il risultato di 2-3. Il cammino degli ucraini si arrestò poi contro il Barcellona, vittorioso per 5-1 al Camp Nou e per 0-1 a Donec'k. In ambito nazionale ottenne il double campionato-coppa nazionale, subendo solo 4 sconfitte in 30 giornate di campionato, vinto con 7 punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev, e battendo nella finale di coppa i rivali della capitale per 2-0 a Sumy.

La stagione 2011-2012 si aprì con la sconfitta nella partita di Supercoppa d'Ucraina contro la Dinamo Kiev (1-3 a Poltava), ma fu ugualmente fruttuosa, essendosi conclusa con l'accoppiata di vittorie di campionato e coppa nazionale. In campionato i punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev seconda furono quattro, mentre in finale di coppa fu sconfitto il Metalurh Donec'k per 1-2 dopo i tempi supplementari. In ambito internazionale il percorso fu un fallimento: nel girone di UEFA Europa League gli ucraini rimediarono solo due pareggi, tre sconfitte e una sola vittoria, per altro all'ultima giornata del girone contro la capolista APOEL, non riuscendo a evitare l'ultimo posto.

La stagione 2012-2013 cominciò con la vittoria della Supercoppa d'Ucraina contro il Metalurh Donec'k, sconfitto per 2-0 allo Stadio Avanhard di Luhans'k, e proseguì con altri successi in patria, fino ad aggiudicarsi l'ennesimo double campionato-coppa nazionale (vinta per 3-0 a Charkiv contro il Čornomorec’); per lo Šachtar fu il quarto titolo nazionale consecutivo. In UEFA Champions League la squadra dei minatori superò la fase a gironi con 3 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte, grazie al secondo posto nel girone vinto dalla Juventus, sopravanzando in classifica il Chelsea campione d'Europa in carica e il Nordsjælland. A parità di punti e di risultati negli scontri diretti, gli inglesi furono penalizzati dal minor numero di gol segnati in trasferta negli scontri diretti con lo Šachtar, che si qualificò con una giornata di anticipo. Agli ottavi di finale la squadra ucraina uscì contro il Borussia Dortmund (pareggio per 2-2 in casa e sconfitta per 3-0 a Dortmund).

 
Giocatori dello Šachtar in festa per la vittoria del campionato ucraino 2012-2013

Il 6 giugno 2013 lo Šachtar concluse quella che all'epoca era la cessione più esosa della storia del calcio ucraino, vendendo il centrocampista brasiliano Fernandinho al Manchester City per 40 milioni di euro[6]. La stagione 2013-2014 iniziò con la vittoria della Supercoppa d'Ucraina contro il Čornomorec’, sconfitto per 1-3 a Odessa, e si chiuse con la vittoria del campionato e la sconfitta in finale di Coppa d'Ucraina contro la Dinamo Kiev (1-2 a Poltava). In ambito europeo, dopo il terzo posto nel girone di UEFA Champions League con Manchester Utd, Bayer Leverkusen e Real Sociedad (2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte), la squadra arancio-nera fu eliminata ai sedicesimi di finale di UEFA Europa League dal Viktoria Plzeň (pareggio per 1-1 in Repubblica Ceca e sconfitta per 1-2 in casa).

La vittoria della sesta Supercoppa d'Ucraina (2-0 alla Dinamo Kiev a Leopoli) fece da preludio alla stagione 2014-2015, un'annata tribolata dal punto di vista societario a causa dello scoppio dei conflitti armati che da maggio 2014 interessarono l'Ucraina e l'autoproclamata Repubblica Popolare di Donec'k. Dall'estate 2014 la squadra ha giocato i propri match casalinghi a Leopoli e dalle stagioni successive a Charkiv, per via delle ribellioni autonomiste filorusse scoppiate nell'est dell'Ucraina, conflitti che hanno provocato danneggiamenti anche alla Donbas Arena nell'agosto 2014[7]. Nell'estate del 2014 Bernard chiese di essere ceduto, ma un infortunio occorso con la nazionale brasiliana lo tenne in stand by. Nel mese di luglio i calciatori Alex Teixeira, Fred, Dentinho, Douglas Costa, Facundo Ferreyra e Ismaily disertarono il ritiro, comunicando di voler essere ceduti il prima possibile.[8] Una settimana dopo tornarono per unirsi al gruppo, tranne l'argentino, che fu ceduto in prestito al Newcastle United.

La stagione 2014-2015 fu quindi caratterizzata dall'impossibilità di utilizzare la Donbas Arena. In UEFA Champions League, dopo il secondo posto nel girone vinto dal Porto davanti ad ucraini, Athletic Bilbao e BATĖ Borisov (il bilancio dello Šachtar fu di 2 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta), l'eliminazione giuse agli ottavi di finale contro il Bayern Monaco, vittorioso per 7-0 all'Allianz Arena dopo lo 0-0 dell'andata in Ucraina. In campionato la squadra si piazzò seconda, a undici punti dalla vetta occupata dalla Dinamo Kiev, che batté lo Šachtar anche nella finale della Coppa d'Ucraina, per 5-4 ai tiri di rigore. La partita, giocata a Kiev, ebbe un epilogo singolare, dato che lo Šachtar era in vantaggio per 3-1 dopo i primi sei rigori (tre per parte), ma fallì ambedue i tiri successivi, mentre la Dinamo li realizzò, per poi vincere la coppa nella serie ad oltranza.

La stagione 2015-2016 vide lo Šachtar partire bene, con la vittoria della Supercoppa d'Ucraina allo Stadio Čornomorec' di Odessa, grazie al successo per 2-0 contro la Dinamo Kiev, maturato con due gol nei minuti di recupero del secondo tempo. In campionato la squadra giunse seconda, a sette punti dalla capolista Dinamo Kiev, ma riuscì a vincere la Coppa d'Ucraina battendo per 2-0 lo Zorja a Leopoli. Sorteggiata in un difficile girone di UEFA Champions League con Real Madrid, Paris Saint-Germain e Malmö FF, la compagine di Donec'k si piazzò terza, con una vittoria e 5 sconfitte in 6 partite, a pari punti con gli svedesi, ma in vantaggio negli scontri diretti. Il cammino europeo proseguì dunque in UEFA Europa League, dove lo Šachtar eliminò lo Schalke 04 ai sedicesimi di finale, l'Anderlecht agli ottavi e il Braga ai quarti, approdando alla semifinale contro il Siviglia. Dopo il pareggio per 2-2 a Leopoli, fu il Siviglia, futuro vincitore del trofeo, a vincere per 3-1 al Stadio Ramón Sánchez-Pizjuán. La vittoria del mese successivo nella finale di coppa nazionale coincise con l'ultima partita come allenatore dello Šachtar per l'allenatore Mircea Lucescu, che lasciò la panchina della squadra di Donec'k dopo aver vinto 22 trofei in 12 anni[9], giocando sempre la fase a gironi di UEFA Champions League ad eccezione dell'annata 2005-2006[10].

Il post-Lucescu (dal 2016)Modifica

Per la successione del tecnico rumeno la dirigenza si affidò, il 1º giugno 2016, a Paulo Fonseca, emergente tecnico lusitano, eliminato dallo Šachtar ai quarti di finale di Europa League appena qualche mese prima[11].

Il 16 luglio 2016, nella prima partita ufficiale sotto la guida del tecnico portoghese, lo Šachtar perse contro la la Dinamo Kiev ai tiri di rigore la Supercoppa d'Ucraina. Perse ai rigori anche al terzo turno preliminare di Champions League contro gli svizzeri dello Young Boys, mancando l'accesso alla fase a gironi della competizione per la prima volta dopo sette anni. Retrocesso in Europa League, vinse 9 partite di fila. Ottenne dapprima il primo posto nel girone, diventando l'unica squadra capace di ottenere 18 punti (punteggio pieno) in 6 partite, poi vinse in casa del Celta Vigo (0-1), portando a 9 le vittorie consecutive, nuovo record di squadra per l'Europa League. Avendo perso per 0-2 la gara di ritorno in casa, fu tuttavia eliminato dagli spagnoli dopo i tempi supplementari. Il 6 maggio 2017 lo Šachtar vinse il suo decimo campionato ucraino con un turno di anticipo, battendo il Metalist per 3-2. Al titolo aggiunse anche la Coppa d'Ucraina, vinta battendo in finale per 1-0 la Dinamo Kiev a Charkiv.

La stagione 2017-2018 si aprì con la vittoria della Supercoppa d'Ucraina grazie alla vittoria per 2-0 contro la Dinamo Kiev. In Champions League gli ucraini iniziarono con una vittoria interna contro il Napoli (2-1) e ottennero la qualificazione all'ultima giornata, battendo per 2-1 in casa il Manchester City, che non perdeva da 29 partite di fila[12]. Con 12 punti e il secondo posto lo Šachtar si qualificò dunque agli ottavi di finale, dove, a causa di una sconfitta per 1-0 all'Olimpico di Roma, fu eliminato dalla Roma per la regola dei gol fuori casa, malgrado la vittoria per 2-1 ottenuta in casa all'andata. In patria arrivò l'undicesimo titolo nazionale[13], accompagnato dalla vittoria della Coppa d'Ucraina (2-0 alla Dinamo Kiev alla Dnipro Arena nella finale)[14].

La stagione seguente iniziò con la sconfitta (0-1) nella gara di Supercoppa d'Ucraina contro la Dinamo Kiev. Qualificatosi per la fase a gironi di UEFA Champions League grazie al successo in campionato, lo Šachtar fu inserito nel gruppo F con Manchester City, Hoffenheim e Olympique Lione. Concluso il girone al terzo posto con 6 punti, frutto di una sola vittoria (3-2 in casa dei tedeschi) e di 3 pareggi, retrocesse in UEFA Europa League, dove fu eliminato ai sedicesimi di finale dall'Eintracht Francoforte.

Cronistoria recenteModifica

Stagione Divisione Posizione Giocate Vinte Nulle Perse Gol fatti Gol subiti Punti Coppa Supercoppa Europa
1992 4 18 10 6 2 31 10 26 semifinale
1992-93 4 30 11 12 7 44 32 34 Sedicesimi di finale
1993-94 2 34 20 9 5 64 32 49 Ottavi di finale
1994-95 4 34 18 8 8 52 29 62 campione UC Turno preliminare
1995-96 10 34 13 6 15 44 43 45 semifinale CWC 1º turno
1996-97 2 30 19 5 6 72 28 62 campione
1997-98 2 30 20 7 3 61 25 67 Ottavi di finale CWC 2º turno
1998-99 2 30 20 5 5 70 25 65 semifinale UC 2º turno preliminare
1999-00 2 30 21 3 6 60 16 66 Quarti di finale UC 1º turno
2000-01 2 26 19 6 1 71 21 63 campione UC 3º turno
2001-02 1 26 20 6 0 49 10 66 campione UC 1º turno
2002-03 2 30 22 4 4 61 24 70 finale UC 1º turno
2003-04 2 30 22 4 4 62 19 70 campione secondo posto UC 1º turno
2004-05 1 30 26 2 2 63 19 80 finale campione UC Ottavi di finale
2005-06 1 30 23 6 1 64 14 75 Ottavi di finale secondo posto UC Sedicesimi di finale
2006-07 2 30 19 6 5 57 20 63 finale secondo posto UC Ottavi di finale
2007-08 1 30 24 2 4 75 24 74 campione campione UCL Fase a gruppi
2008-09 2 30 19 7 4 47 16 64 finale UC Campione
2009-10 1 30 24 5 1 62 18 77 semifinale campione EL Sedicesimi di finale
2010-11 1 30 23 3 4 53 16 72 campione secondo posto UCL Quarti di finale
2011-12 1 30 25 4 1 80 18 79 campione campione UCL Fase a gruppi
2012-13 1 30 25 4 1 82 18 79 campione campione UCL Ottavi di finale
2013-14 1 28 21 2 6 62 23 65 finale campione UCL Ottavi di finale
2014-15 2 26 17 5 4 71 21 56 finale secondo posto UCL Ottavi di Finale
2015-16 2 26 20 3 3 79 25 63 campione secondo posto EL Semifinale
2016-17 1 32 25 5 2 66 24 80 campione campione EL Sedicesimi di finale
2017-18 1 32 24 3 5 71 24 75 campione secondo posto UCL Ottavi di finale
2018-19 EL Sedicesimi di finale

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Šachtar, Donbas Arena, Arena Lviv e Stadio Metalist.

In passato lo stadio del club era lo Stadio Šachtar, che oggi è sede dei match del Metalurh Donec'k e della Squadra B. Il nuovo stadio, il Donbas Arena, è stato inaugurato il 29 agosto 2009. Lo stadio ha una capacità di 50.149 posti ed è nel novero dei 25 stadi che hanno ricevuto 5 stelle dalla UEFA.

Nell'agosto 2014, a causa della guerra dell'Ucraina orientale con combattimenti tra filorussi e forze governative ucraine nella città di Donec'k, lo stadio ha subito gravi danni alla facciata nord-ovest e alle strutture in seguito a due esplosioni provocate da altrettante bombe. Per la sicurezza e incolumità dei giocatori, già a luglio dello stesso anno il tecnico Mircea Lucescu aveva annunciato il trasferimento della squadra nella città occidentale di Leopoli, in attesa di un ritorno alla normalità nell'est dell'Ucraina. La squadra ha giocato l'intera stagione 2014-2015, comprese le gare casalinghe di Champions League, all'Arena Lviv[15].

A partire dalla seconda metà della stagione 2016-2017, la squadra gioca le partite interne allo Stadio Metalist di Charkiv.

La mascotte Minatore (minatori è il soprannome del club) intrattiene il pubblico durante le partite di casa.

Identità socialeModifica

SimboliModifica

 
Il simbolo sociale usato fino al 2008 riprodotto sul muro esterno di un centro informativo del club

Il primo simbolo del club fu disegnato nel 1936 ed era composto da un esagono blu con una 'S' rossa al centro cui si sovrapponeva un martello pneumatico. Nel 1946, quando il club cambiò nome, il logo cambiò in bianco e nero con la semplice aggiunta del denominativo sociale. A metà degli anni sessanta fu scelto un iconico simbolo che durò a lungo con due martelli incrociati inseriti in un cerchio con la scritta Šachtar 'Donec'k'. Nello stesso periodo quel simbolo cominciò ad apparire sulle divise e vi rimase almeno fino agli anni novanta, salvo qualche eccezione. Il nome del club era spesso inserito in russo, così come per tutte le altre partecipanti della competizione sovietica.

Nel 1989 l'artista Viktor Savilov, sull'onda di una ventata di rinnovamento all'interno del club, offrì una variante al simbolo inserendo un pallone e un campo da gioco stilizzato. Fu aggiunto alla divisa, leggermente modificato, dal 1997.[16]

Nel 2007, durante la presentazione del nuovo stadio, fu mostrato anche il nuovo simbolo creato dalla società italiana Interbrand. Per la prima volta dopo 30 anni riapparvero i martelli incrociati, simbolo storico del club.[17][18]

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Abbigliamento tecnico
Sponsor ufficiale

DiviseModifica

 
Henrikh Mkhitaryan con la maglia dello Šachtar nel 2011

I colori odierni del club, arancione acceso e nero, non sono da sempre quelli della squadra. In origine, ricalcando anche la colorazione del logo, lo Stachanovets vestiva una maglia azzurra con bordatura rossa e calzettoni bianchi. Anche il primo Šachtar continuò con l'azzurro, abbandonando il rosso e scegliendo un blu come colore di contrasto e inserendo una V bianca sul petto occasionalmente. Soltanto negli anni sessanta si scelse l'attuale e definitiva colorazione. In genere lo Šachtar gioca in maglia arancione con pantaloncini neri e calzettoni arancioni. La divisa classica adottata negli anni sessanta era semplice, al limite, a seconda delle annate, con maniche nere. Negli anni settanta fu adottata una divisa a bande verticali, che divenne altrettanto iconica. Negli anni più recenti il fornitore di turno, attualmente Nike, ha spesso oscillato proprio tra l'una e l'altra scelta di stile.

Stakhanovets
Shakhtar anni 50
Dal 1961
Shakhtar anni '70
Dal 1983
Dal 1986

OrganicoModifica

AllenatoriModifica

Anni Nome Trofei vinti
1936–37   Nikolaj Naumov
1938   Vasilij Borisenko
1938   Grigorij Archangelskij
1939–41   Abram Dangulov
1944–45   Nikolaj Kuznecov
1946–48   Aleksej Kostylev
1949   Georgij Mazanov
1949–51   Viktor Novikov
1952   Konstantin Kvašnin
1952–56   Aleksandr Ponomarëv
1956–57   Vasilij Ėrmilov
1958   Abram Dangulov
1959   Viktor Novikov
1959–60   Konstantyn Šegodskij
1960–69   Oleg Ošenkov 2 Kubok SSSR
1969–70   Jurij Vojnov
1970–71   Artem Faljan
1971   Jurij Zacharov
1971–72   Nikolaj Morozov
1972–73   Oleh Bazylevyč
1974   Jurij Zacharov
1974–78   Vladimir Sal'kov
1979–85   Viktor Nosov 2 Kubok SSSR
1 USSR Super Cup
1986   Oleh Bazylevyč
1987–89   Anatolij Kon'kov
1989–94  /  Valerij Jaremčenko
1995   Vladimir Sal'kov 1 Kubok Ukraïny
1995–96   Valerij Rudakov
Agosto 1996–Marzo 1999   Valerij Jaremčenko 1 Kubok Ukraïny
Aprile 1999–Settembre 1999   Anatolij Byšovec
1999   Oleksij Drozdenko
Novembre 1999–Ottobre 2001   Viktor Prokopenko 1 Kubok Ukraïny
Ottobre 2001–Dicembre 2001   Valerij Jaremčenko (interim)
Gennaio 2002–Settembre 2002   Nevio Scala 1 Prem"jer-liha
1 Kubok Ukraïny
Settembre 2002–Giugno 2003   Valerij Jaremčenko
Luglio 2003–Maggio 2004   Bernd Schuster
Maggio 2004–Maggio 2004   Viktor Prokopenko
Maggio 2004–Maggio 2016   Mircea Lucescu 8 Prem"jer-liha
6 Kubok Ukraïny
7 Supercoppa d'Ucraina
1 UEFA Europa League
Maggio 2016-   Paulo Fonseca 1 Prem"jer-liha
1 Kubok Ukraïny
1 Supercoppa d'Ucraina

PalmarèsModifica

StatisticheModifica

Partecipazioni alle coppe europeeModifica

Migliori risultati nelle competizioni internazionaliModifica

Stagione Miglior piazzamento Note
Coppa dei Campioni / UEFA Champions League
2010-2011 Quarti di finale eliminato dal   Barcellona (sconfitta per 5-1 a Barcellona, sconfitta per 0-1 a Donec'k)
Coppa UEFA / UEFA Europa League
2008-2009 Vincitore vittorioso sul   Werder Brema per 2-1 a Istanbul
2015-2016 Semifinale eliminato dal   Siviglia (pareggio per 2-2 a Leopoli, sconfitta per 3-1 a Siviglia)
Coppa delle Coppe
1983-1984 Quarti di finale eliminato dal   Porto (sconfitta per 3-2 a Porto, pareggio per 1-1 a Donec'k)
Supercoppa europea
2009 Finalista sconfitto dal   Barcellona (sconfitta per 0-1 nel Principato di Monaco)

RivalitàModifica

La rivalità principale è quella contro la Dinamo Kiev. La sfida tra le due compagini è conosciuta come "Derby d'Ucraina".

L'altra rivalità è con il Metalurh Donec'k, sebbene non sia sentita quanto quella con la Dinamo Kiev, la sfida registra sempre il tutto esaurito nel cosiddetto "Derby del Bacino del Donec".

In campo europeo molto sentite sono le sfide con l'Arsenal e il Barcellona.

NoteModifica

  1. ^ La prima formazione ucraina in assoluto ad avere vinto una competizione europea fu la Dinamo Kiev nel 1975, ma all'epoca rappresentava l'Unione Sovietica
  2. ^ Шиловский Виктор Константинович
  3. ^ Club History / Shakhtar Donetsk / Clubs / Ukrainian Soccer Portal
  4. ^ Il nome della Campagna di Russia nell'Unione Sovietica
  5. ^ Football: Dynamo Kyiv and Shakhtar Donetsk square up in one of tonight's Uefa Cup semi-finals, writes Jonathan Wilson | Football | guardian.co.uk
  6. ^ Calciomercato Manchester City, UFFICIALE: preso Fernandinh, calciomercato.it, 6 giugno 2013.
  7. ^ Donetsk, bombe allo stadio dello Shakhtar, su gazzetta.it. URL consultato il 23 agosto 2014.
  8. ^ Shakhtar, il presidente: "I giocatori in fuga? Pagheranno le conseguenze" - La Gazzetta dello Sport
  9. ^ Analisi Tattica: lo Shakhtar Donetsk di Paulo Fonseca, assoanalisti.it, 8 febbraio 2018.
  10. ^ Shakhtar Donetsk, dopo 12 anni di successi lascia il tecnico Mircea Lucescu, Fanpage, 21 maggio 2016.
  11. ^ Shakhtar Donetsk appoint Paulo Fonseca as new coach, ESPN, 1º giugno 2016.
  12. ^ Shakhtar Donetsk 2-1 Manchester City, BBC Sport, 6 dicembre 2017.
  13. ^ Campionati in Europa: Ucraina, 11º titolo per lo Shakhtar, Tutto Mercato Web, 15 maggio 2018.
  14. ^ (EN) Shakhtar Donetsk win their 11th domestic title, securing "golden double" this season, unian.info, 13 maggio 2018.
  15. ^ Ucraina, la guerra non risparmia lo stadio dello Shakhtar Donetsk - Rai News
  16. ^ Copia archiviata, su shakhtar.com. URL consultato l'8 novembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2016). Short crest history
  17. ^ Shakhtar Crest | The Club | FC Shakhtar Donetsk official website Archiviato l'11 novembre 2016 in Internet Archive.
  18. ^ Interbrand | Our Work | Shakhtar Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive.

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