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Renato Izzo

attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano
Renato Izzo nel 1984

Renato Izzo (Campobasso, 15 giugno 1929Roma, 30 luglio 2009) è stato un attore, doppiatore, direttore del doppiaggio e sceneggiatore italiano.

Inizialmente socio della C.I.D., poi della C.D. e infine fondatore nel 1980 della società di doppiaggio Gruppo Trenta (oggi chiamata Pumais Due e gestita dalla moglie Liliana D'Amico e dalle figlie) e direttore di doppiaggio di oltre mille film, tra i quali Apocalypse Now di Francis Ford Coppola e Taxi Driver di Martin Scorsese.

BiografiaModifica

Nato a Campobasso da famiglia proveniente dal Comune di Calvi Risorta, in provincia di Caserta, era il secondo degli otto figli del Prefetto Romolo Izzo e di Giuseppina Izzo.

Renato è capostipite di una tra le più celebri famiglie del doppiaggio italiano: le sue figlie sono Rossella e Simona (gemelle), Fiamma e Giuppy.

CarrieraModifica

Izzo è stato lo scopritore di tanti importanti doppiatori, tra i quali Massimo Lodolo, Claudia Catani, Tonino Accolla, Paolo Buglioni, Stefano Benassi, Perla Liberatori, Massimo Corvo, Mavi Felli e Francesca Draghetti.

Nel 1995 vinse il riconoscimento "Leggio d'oro direzione del doppiaggio".[1]

Nel 2007 vinse il premio alla carriera al Gran premio internazionale del doppiaggio e al Gran galà del doppiaggio romics DD.

FilmografiaModifica

 
Renato Izzo nel 1963

AttoreModifica

SceneggiatoreModifica

Prosa radiofonica RaiModifica

Prosa televisiva RaiModifica

Varietà radiofonici RaiModifica

  • Campidoglio, settimanale domenicale di vita romana, trasmissione locale di Roma e del Lazio, dal 1945.
  • La barca dei comici, commedia musicale in tre atti di Luigi Bonelli musiche di Alfredo Cuscina, 1954.
  • Viaggio sentimentale, varietà settimanale. Giugno-settembre 1963.
  • Non sparate sul cantante, varietà scritto e presentato da Renato Izzo, regia Silvio Gigli, 1967.

DoppiatoreModifica

NoteModifica

  1. ^ Il Palmarès 1995, su www.leggiodoro.it. URL consultato il 15 aprile 2015.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN120936886 · ISNI (EN0000 0001 1557 6211 · SBN IT\ICCU\CFIV\107926 · LCCN (ENnr94024623 · GND (DE141343648 · BNF (FRcb14108027v (data) · WorldCat Identities (ENnr94-024623