Discussione:Verona

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Panorama di VeronaModifica

[@ Michael Igol] giustamente ha sostituito il collage di immagini presente nel template iniziale con la foto di un panorama, visto che esso richiede una "Immagine rappresentativa della divisione amministrativa" e non un collage di foto che tra l'altro sono già presenti nella voce. Visto che ci siamo pensavo di scegliere l'immagine tramite consenso (possibilmente si chiede un opinione o un voto commentato), sperando di riuscire a catturare l'attenzione di [@ Adert], [@ OrbiliusMagister], [@ Kirk39], [@ Epìdosis] e [@ Phantomas], che sono tra i maggiori contributori della voce ancora attivi, e [@ Filippof], [@ Ombra] e [@ FeltriaUrbsPicta], registrati nel progetto Veneto. Ho fatto una prima cernita di immagini tra quelle trovate su commons, selezionando quelle orizzontali, di qualità migliore, possibilmente con alto numero di pixel, e ovviamente con vista di Verona dall'alto; la dimensione in cui vedete l'immagine in galleria dovrebbe essere circa la stessa in cui apparirà una volta inserita nel template. Altri suggerimenti sono ovviamente ben accetti.

Commenti
  • Personalmente sarei portato a scegliere una delle foto che sono state scattate dalla terrazza di castel San Pietro (6-7-8-9-10), perché si tratta della classica cartolina di Verona, essendo il posto più facilmente raggiungibile dai turisti (tramite scalinate o la funicolare di Verona) e più famoso anche tra i veronesi. Tra queste immagini sono più portato a scegliere, per mio semplice gusto estetico, la 10, anche se pure le altre non mi dispiacciono e sarei per scartare solo la 8, troppo scura. Altri commenti? --LoScaligero 12:22, 18 dic 2019 (CET)
  • Eccellente. Le voci che riguardano Verona sono in genere ammirevoli. --Φilippoφ (500+ a.k.) - Discutimi 12:25, 18 dic 2019 (CET)
  • Premesso anche l'attuale non è male, io sarei per la 7, buona risoluzione e in realtà a parte i pixel mi pare meglio definita e in migliore luce della 6. Altrimenti anche la 5 non è male. Non ricordo dove se ne parlava, ma come principale si tendeva ad escludere le foto notturne, belle e da cartolina ma che in realtà ingrandite lasciano intravedere meno particolari, una alla luce naturale del Sole sarebbe meglio. L'autore è lo stesso, ma ingrandendo è evidente che la 7 gli è venuta meglio della 6, un po' sfocata e scura.--Kirk Dimmi! 12:55, 18 dic 2019 (CET)
Forse hai ragione ad escludere quelle notturne, che effettivamente possono apparire più da pro loco che da enciclopedia (anche se sono veramente innamorato della 10! e dal suo ha il fatto di non essere eccessivamente buia, rispetto ad altre foto notturne). Anche a me non dispiace l'attuale, però credo sia leggermente meno rappresentativa, forse perché troppo da lontano o per il fatto di essere una prospettiva poco comune. In tal caso anche io propenderei per la 7. --LoScaligero 13:20, 18 dic 2019 (CET)
  • 7 anch'io. --Phantomas (msg) 13:21, 18 dic 2019 (CET)
  • La 10 è stupenda ma concordo anch'io di non considerare quelle in notturna. La 7 mi sembra un po' troppo zoomata, si perde un po' di elementi, meglio forse la 6 come contenuti anche se come qualità inferiore (e quel "coso" blu in primissimo piano che comunque può essere tagliato!). Insomma, sarebbe bella una composizione della 6 con dei colori della 7! Ma non si può certamente avere tutto, pertanto una delle due va più che bene. Grazie a LoScaligero per aver proposto il sondaggio. --Adert (msg) 10:04, 21 dic 2019 (CET)
  • Visto che mi sembra ci sia una convergenza verso la 7 (e 6, che però in effetti non si discosta eccessivamente), ho provveduto a sostituire e inserire una breve didascalia. --LoScaligero 13:16, 21 dic 2019 (CET)
Senza aver letto prima la discussione mi ero diretto verso la 9: ha un campo un po' più lungo della 7; dalla destinazione dell'immagine nella voce non è fondamentale che si colgano tutti i minimi particolari (altrimenti avrei scelto la 7) ed è meno "turistica" della 8 o della 10. Certo la 7 ha una nitidezza maggiore, ma la 9 mi dà il compromesso migliore tra "panoramica a volo d'uccello con visione molto ampia" e "cartolina HDR con possibilità di notare il piccione in cima al campanile". - OrbiliusMagister - εΔω 11:09, 22 dic 2019 (CET)

DubbioModifica

cb La discussione proviene dalla pagina Discussioni progetto:Coordinamento/Template.
– Il cambusiere Gce ★★★+4 16:51, 25 mag 2020 (CEST) Volevo chiedervi un suggerimento a proposito della voce Verona. La voce supera leggermente le dimensioni consentite, quindi la sto revisionando e sto cercando di eliminare o ridurre gli elementi meno importanti. Stavo pensando, per ridurre ulteriormente le dimensioni, di creare un template (denominato {{Clima di Verona}}) in cui inserire la tabella presente nell'omonimo capitolo. Secondo voi è opportuno? Posso procedere? Oltretutto in questo modo si potrebbe inserire in altre voci, tipo quella sulla provincia, senza ricopiare ogni volta il codice. --Lo Scaligero 11:47, 29 feb 2020 (CET)

Spostare una parte in un template, che viene comunque incluso, non riduce veramente la dimensione totale della pagina. Semmai potresti scorporare la sezione in Clima di Verona, ma non mi pare neanche così enorme --Bultro (m) 14:51, 29 feb 2020 (CET)
No, direi che una voce a parte non è il caso, non c'è materiale sufficiente :) Secondo me il dato in kb per le voci che si trova in cronologia è un dato fittizio, visto che non conteggia template e immagini allegati. Non so, non ho mai ben capito quel criterio! Comunque, al di là del fatto meramente matematico, stavo pensando che creare un template per quella tabellina tornerebbe comodo anche per inserirla facilmente nelle voci dei comuni veronesi o della provincia. --Lo Scaligero 17:39, 29 feb 2020 (CET)

Collegamenti esterni interrottiModifica

Una procedura automatica ha modificato uno o più collegamenti esterni ritenuti interrotti:

In caso di problemi vedere le FAQ.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 22:45, 22 giu 2020 (CEST)

Sezioni "Stranieri" e "Amministrazione"Modifica

Ciao [@ Ceppicone], scrivo qui a proposito delle modifiche fatte alla sezione "Stranieri" e "Amministrazione".

Per la prima sezione, ho provveduto a ripristinare parte del testo perché ritengo importante sapere anche la percentuale di stranieri sulla popolazione residente (1 su 10 o 1 su 100 fa una bella differenza!), statistica anche più interessante rispetto al numero totale di stranieri stessi. Eventualmente si può riscrivere, se non piace, la prima parte del testo, però i dati della popolazione totale confrontata con la popolazione straniera e la percentuale li terrei.

Per quanto quanto riguarda la seconda sezione, ho ripristinato il testo perché il {{vedi anche}} deve servire per approfondire quello che c'è scritto nel capitolo...ma se nel capitolo non c'è scritto niente...:D Il testo che hai inserito va benissimo, anzi in passato ho cercato qualche libro o pubblicazione sulla politica a Verona in modo da poter impostare una sezione più corposa e fontata, ma purtroppo non ho avuto fortuna nella ricerca. Mi chiedo però, perché non lasciare anche le informazioni presenti prima della modifica? Mi sembrano utili, in quanto si indica il sindaco attuale e si trova un link alle ultime elezioni, il tutto in due righe scarse. In fin dei conti si parla di amministrazione, il cui massimo rappresentante è il sindaco attuale.

--Lo Scaligero 11:50, 17 lug 2020 (CEST)

[@ Lo Scaligero] Ciao, ho eliminato la frase generica sugli stranieri, che sostanzialmente non ci sta a dire nulla, concordo invece sulla percentuale di stranieri sulla popolazione residente. Come fonte ho inserito le tavole ISTAT specifiche, migliori nella lettura immediata nei confronti dell'indice generale. Nella sezione Amministrazione (IMO) quando è presente la voce ancillare va bene un riassuntino della storia amministrativa del Comune, sono invece inutili i richiami al sindaco attuale, primo perché trattasi di informazione recentista ripetuta dall'infobox, quindi superflua, secondo perché i risultati elettorali sono deprecati dalle Linee guida. Per il resto, essendo questa una voce di qualità, suggerirei di sfoltire un po' l'incipit...bene qualche capoverso sulla storia, ma forse così è un po' troppo. Purtroppo in questo periodo non ho più tanto tempo da dedicare al progetto, ma quando posso se vuoi sono disponibile a migliorare la voce, come vedi tempo fa ho cercato di mantenerla a tutti i costi in vetrina, ma non ci sono riuscito ;). Ciao, buona serata.--Ceppicone 18:03, 17 lug 2020 (CEST)
Allora, ottima la modifica alla sezione "Stranieri", invece sulla questione "Amministrazione" non so, sono più dubbioso, però vedo in effetti che nel modello di voce c'è scritto di non inserire i risultati elettorali e mi adeguo!
Per quanto riguarda invece l'incipit sono molto contrario al ridurlo di dimensioni poiché, come dice la pagina di wikipedia sulla "Sezione iniziale", «In generale, la sezione iniziale dovrebbe riassumere brevemente tutti i punti più importanti che vengono trattati nella voce. Idealmente, dovrebbe costituire una versione concisa ma completa della voce stessa, in grado di esistere in modo autonomo» e ritengo che che quello che c'è scritto sia il minimo sindacale, in poche righe si riescono a raccontare i fatto salienti della storia della città e in qualche riga in più a elencare i monumenti principali. Anzi, per riuscire a comprimere così tanto la storia, cosa che da solo non credo che sarei riuscito a fare, mi sono aiutato con la descrizione dell'UNESCO (anzi devo ricordarmi appena possibile di aggiungere una nota). Poi questa mi sembra un minuzia rispetto ad altre carenze...in questi mesi ho quasi riscritto la voce, migliorando la prosa, rivedendo quasi completamente alcuni sezioni basandomi su fonti migliori, aggiunto fonti bibliografiche, inserito fotografie di migliore qualità e meglio correlate al testo, e ritengo che ora il principale problema sia la sezione "Monumenti e luoghi di interesse", che è impostata diversamente rispetto al modello di voce: tra le cose da fare mi sono appuntato la riorganizzazione completa di quel capitolo. Poi ci sono un altro paio di informazioni importanti che volevo aggiungere, su carnevale e cucina, ma sto aspettando di consultare le fonti in biblioteca.
Comunque, più avanti nel tempo vorrei aprire un altro vaglio; sicuramente ti avviserò per un aiuto, visto che eri stato di supporto anche in quella segnalazione, in modo da rivedere se ci sono cose da aggiustare capitolo per capitolo, magari cercando di coinvolgere ulteriori utenti per avere più opinioni. Lo Scaligero 09:37, 18 lug 2020 (CEST)

Collegamenti esterni interrottiModifica

Una procedura automatica ha modificato uno o più collegamenti esterni ritenuti interrotti:

In caso di problemi vedere le FAQ.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 02:24, 22 lug 2020 (CEST)

Incipit inadeguatoModifica

Rimarco l'inadeguatezza dell'incipit, sostanzialmente un riassuntino prolisso di storia e monumenti, non adatto per una voce di qualità. Sono disponibile alla sistemazione. A mio modesto parere andrebbe eliminato l'ultimo "mega capoverso" riguardante la lista dei monumenti presenti a Verona...sorvoliamo sul pittoresco mercato di frutta e verdura che ho già eliminato. Parliamone...--Ceppicone 11:35, 4 ott 2020 (CEST)

Non mi sembra così inadeguata, anzi ho cercato di riprendere come schema per l'incipit la voce Verona dell'Encyclopaedia Britannica e la breve descrizione dell'Unesco. Magari si può rivedere la seconda parte aggiungendo qualcosa sull'arte e limando dove si riesce, ma vedo complicato riuscire a ridurre ulteriormente l'incipit. In effetti potrebbe mancare qualche riga sull'economia per essere più completi, questo è vero (si potrebbe riprendere quanto scrive la Treccani nell'incipit della voce. --Lo Scaligero 12:23, 4 ott 2020 (CEST)
PS volendo potremmo aprire un vaglio dove discutere dell'incipit, della sezione "monumenti", che andrebbe rivista secondo gli standard attuali, e per altre eventuali questioni. La voce l'ho rivista completamente nel corso di questo anno, ma la sezione monumenti è rimasta indietro (tuttavia ho riscritto la voce Monumenti di Verona, che è abbastanza completa anche se non terminata, e che può servire come base della sezione). --Lo Scaligero 12:27, 4 ott 2020 (CEST)
Capisco l'accostamento alle enciclopedie cartacee, ma consiglio di seguire le nostre regole che vogliono l'incipit più conciso e impostato sulle peculiarità del comune, non sulla lista dei monumenti. Riporto qualche esempio di voce in vetrina da seguire 1, 2... e se facessimo l'elenco dei monumenti di Roma? Ciao, buon lavoro e buona domenica.--Ceppicone 13:23, 4 ott 2020 (CEST)
Vero che deve essere concisa, ma anche che «la sezione iniziale dovrebbe riassumere brevemente tutti i punti più importanti che vengono trattati nella voce. Idealmente, dovrebbe costituire una versione concisa ma completa della voce stessa, in grado di esistere in modo autonomo.» Tra i punti importanti per una voce di un città sito UNESCO con 2000 e passa anni di storia direi che ci sono anche i monumenti. Comunque provo un po' a lavorarci, togliendo qualche aggettivo dalla prima parte, asciugando a solo i monumenti principali la seconda, e vedendo se riesco a mettere due righe sull'economia. --Lo Scaligero 08:54, 5 ott 2020 (CEST)
PS prima di modificare la voce ripropongo qui l'incipit. --Lo Scaligero 09:09, 5 ott 2020 (CEST)

RevisioneModifica

Originale

Verona (ascolta[?·info], AFI: /veˈrona/[1][2]), comune italiano di 259 608 abitanti e capoluogo dell'omonima provincia, è situata in Veneto, lungo il fiume Adige e ai piedi dei monti Lessini. Secondo gli ultimi dati ISTAT, Verona è la prima città del Veneto per numero di abitanti, superando così il capoluogo di regione Venezia[3]. Di origine preistorica, l'abitato divenne municipium romano nella metà del I secolo a.C., quando venne rifondato all'interno dell'ansa dell'Adige, accrescendo velocemente la sua importanza e rimanendo sotto il governo romano fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande, che per il suo legame con la città è conosciuto nelle saghe nordiche col nome di Teodorico da Verona. In seguito finì sotto il dominio del Longobardi prima e dei Franchi poi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del Sacro Romano Impero. Con il passare del tempo la città assunse sempre maggiore autonomia per divenire libero Comune all'inizio del XII secolo e prosperare sotto il governo degli Scaligeri, in particolare grazie a Cangrande I. La città si dedicò alla Serenissima nel 1405, godendo di quattro secoli di relativa serenità e vivacità intellettuale e artistica sotto il governo della Repubblica Veneta. Occupata da Napoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico, per essere annessa al Regno d'Italia nel 1866, insieme a Veneto e Friuli.

La città ospita ricche testimonianze di età romana, che includono porta Borsari, porta Leoni, l'arco dei Gavi, che venne smantellato durante i pochi anni di egemonia napoleonica e ricomposto accanto a Castelvecchio negli anni trenta del Novecento, il ponte Pietra, il teatro romano e l'anfiteatro Arena, simbolo della città insieme a Romeo e Giulietta, tragedia che il drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare ambientò nella Verona medievale. Gli Scaligeri ampliarono le mura durante il basso Medioevo, abbracciando un territorio molto vasto che finì per custodire e contenere l'abitato fino agli inizi del Novecento e al cui interno si situa il cuore di Verona, costituito da piazza delle Erbe e dei Signori, attorno alle quali emergono edifici monumentali quali il palazzo della Ragione, il palazzo del Podestà, la loggia del Consiglio e le arche scaligere; quindi piazza Bra, caratterizzata da un palinsesto di edifici risalenti a epoche diverse tra cui spiccano l'Arena romana, la Gran Guardia e palazzo Barbieri. Infine si devono elencare anche complessi ecclesiastici di grande valore, quali la basilica di San Zeno, la basilica di Santa Anastasia e il duomo di Verona.


Modificata

Verona (ascolta[?·info], AFI: /veˈrona/[4][5]), comune italiano di 259 608 abitanti e capoluogo dell'omonima provincia, è situata in Veneto, lungo il fiume Adige e ai piedi dei monti Lessini. Di origine preistorica, l'abitato venne rifondato dai Romani all'interno dell'ansa del fiume intorno alla metà del I secolo a.C., rimanendo sotto il governo dell'Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. In seguito entrò a far parte del dominio dei Longobardi prima e dei Franchi poi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del Sacro Romano Impero. Con il passare del tempo la città assunse sempre maggiore autonomia per divenire libero Comune all'inizio del XII secolo e prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri, in particolare grazie a Cangrande I. La città si dedicò alla Serenissima nel 1405, godendo di quattro secoli di relativa serenità e vivacità intellettuale e artistica sotto il governo della Repubblica Veneta. Occupata militarmente da Napoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico, per essere infine annessa al Regno d'Italia nel 1866.

La città ospita ricche testimonianze di età romana, che includono porta Borsari, porta Leoni, l'arco dei Gavi, il ponte Pietra, il teatro romano e l'anfiteatro Arena, simbolo della città insieme a Romeo e Giulietta. Importante fu pure la committenza degli Scaligeri, che ampliarono le mura abbracciando un territorio molto vasto che finì per custodire e contenere l'abitato sino agli inizi del Novecento, e che edificarono importanti monumenti gotici quali le arche scaligere, castelvecchio e il suo ponte militare. Nel corso dei secoli si sono infine sviluppati complessi ecclesiastici di grande valore, quali la basilica di San Zeno, la basilica di Santa Anastasia e il duomo di Verona.

Note

Prosecuzione discussioneModifica

Ho asciugato l'asciugabile, mantenendo solo quei monumenti che più caratterizzano il paesaggio cittadino. Che ne dici? --Lo Scaligero 11:12, 5 ott 2020 (CEST)

Volendo, in fondo si potrebbe aggiungere: «Dal punto di vista economico l'industria è il settore trainante della città, sviluppatasi in particolare nei comparti meccanico, agroalimentare, chimico, tipografico-editoriale, dell'abbigliamento e delle calzature. Inoltre, grazie alla presenza dell'interporto Quadrante Europa, dell'aeroporto di Villafranca e alla presenza di importanti vie di comunicazione ferroviarie e stradali con il nord Europa, il settore della logistica ha assunto un ruolo fondamentale. Verona, infine, è divenuta importante meta del turismo culturale e fieristico.» --Lo Scaligero 16:08, 5 ott 2020 (CEST)

Asciugherei sintetizzando sul "modello" delle voci in vetrina:

Verona (ascolta[?·info], AFI: /veˈrona/[1][2]), è un comune italiano di 259 608 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. Si trova al margine settentrionale della Pianura Padana, lungo il fiume Adige, ai piedi dei monti Lessini.

Di origine preistorica, l'abitato venne rifondato dai Romani all'interno dell'ansa del fiume intorno alla metà del I secolo a.C., rimanendo sotto il governo dell'Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Entrò a far parte del dominio dei Longobardi prima e dei Franchi poi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del Sacro Romano Impero. Divenne libero Comune all'inizio del XII secolo per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri.

Si dedicò alla Serenissima nel 1405, passando sotto il governo della Repubblica di Venezia; occupata militarmente da Napoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico, per essere annessa al Regno d'Italia nel 1866.

Verona è conosciuta nel mondo per l'opera di William Shakespeare Romeo e Giulietta, il suo simbolo è l'Arena. L'industria riveste un ruolo chiave nell'economia della città, come il turismo fieristico e culturale [Fonte], è sede universitaria e importante snodo di scambio logistico e intermodale tramite il Quadrante Europa.

Ho lasciato i capoversi storici sintetizzando il più possibile, lasciato i "simboli" principali e aggiunto i settori chiave dell'economia. La lista dei monumenti si può approfondire nelle sezioni dedicate, manca una fonte per le attività economiche, ma si può recuperare in voce. Ho citato l'università. Naturalmente il tutto a mio modesto parere. --Ceppicone 18:59, 6 ott 2020 (CEST)
Non sono d'accordo. Si tratta di una voce che tratta di una città d'arte...se togli le tre righe di trattazione dei monumenti dall'incipit, a quel punto puoi eliminare pure le informazioni su storia e geografia, tanto si possono approfondire nelle sezioni dedicate. (Le fonti non sono un problema perché, come detto, le info sono prese dagli incipit di enciclopedie online). --Lo Scaligero 07:49, 8 ott 2020 (CEST)
Mah, non capisco la necessità di avere la lista dei monumenti nell'incipit. In Italia i centri abitati sono "quasi tutti" città d'arte, quindi dovremmo farlo in tutte le voci? La teoria del togliere vale pure per il mettere, ma non possiamo indicare tutto nell'incipit. Se ragioni così non avrebbe senso avere le sezioni ;). Faccio presente che questa è una voce di qualità, che deve servire come esempio, le liste dei monumenti, dove presenti, a mio modesto parere sarebbero da elimimare. Perfino in Milano, Torino e Napoli che hanno incipit ipertrofici non vengono citati né il Duomo, né la Mole, né il Maschio Angioino, che sono i simboli inconfutabili di queste città. In Bologna città d'arte al pari di Verona, vengono citate le Torri e i Portici, due simboli per eccellenza, non vengono citate la basilica di San Petronio, le Sette Chiese, San Luca o Piazza Maggiore, proprio come ho fatto nella mia bozza sopra, citando l'Arena e Romeo e Giulietta. Forse è il caso di sentire altri pareri? Essendo questa una voce di qualità segnalo la discussione al progetto comuni, ma vale per le liste di monumenti e luoghi d'interesse nell'incipit di tutti i centri abitati. Ciao, buona serata.--Ceppicone 18:29, 8 ott 2020 (CEST) PS: anche il capoluogo di Verona è una discreta città d'arte ;).
Sarà che sono un po' stanco per via del lavoro, ma il PS non l'ho capito :-P Secondo me è difficile confrontare una città media come Verona con metropoli del calibro di Milano, Napoli o Roma. Comunque credo che, se proprio si devono "perdere" i monumenti, bisognerebbe almeno controbilanciare citando la nomina UNESCO, come nella citata voce su Venezia. --Lo Scaligero 20:57, 8 ott 2020 (CEST)
Il PS era una simpatica battuta per dire che Venezia, città d'arte per eccellenza, non ha nessun "monumento" del suo mega patrimonio artistico citato nell'incipit ;). Gli esempi sulle città più importanti sono presi "al volo", quello più calzante è sicuramente riferito a Bologna, ma se ne possono fare a centinaia senza problemi su città simili a Verona... Per me no problem a citare UNESCO nell'incipit, ma sembra di ricordare che in vecchie discussioni qualche utente preferiva citare le nomine nel corpo voce...devo fare una ricerca. Ciao.--Ceppicone 21:17, 8 ott 2020 (CEST)

[ Rientro] Nelle discussioni pregresse, non ho trovato contoindicazioni evidenti all'inserimento nell'incipit del titolo UNESCO, pertanto ho inserito la tua richiesta che riassume sostanzialmente la lista dei monumenti. Se sei d'accordo propongo l'inserimento del seguente testo:

Verona (ascolta[?·info], AFI: /veˈrona/[1][2]), è un comune italiano di 259 608 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. Si trova al margine settentrionale della Pianura Padana, lungo il fiume Adige, ai piedi dei monti Lessini.

Di origine preistorica, l'abitato venne rifondato dai Romani all'interno dell'ansa del fiume intorno alla metà del I secolo a.C., rimanendo sotto il governo dell'Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Entrò a far parte del dominio dei Longobardi prima e dei Franchi poi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del Sacro Romano Impero. Divenne libero Comune all'inizio del XII secolo per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri.

Si dedicò alla Serenissima nel 1405, passando sotto il governo della Repubblica di Venezia; occupata militarmente da Napoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico, per essere annessa al Regno d'Italia nel 1866.

Verona è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per le peculiarità urbanistiche e per il patrimonio artistico e culturale.[3] Il suo simbolo è l'Arena ed è conosciuta nel mondo per l'opera di William Shakespeare Romeo e Giulietta. L'industria riveste un ruolo chiave nell'economia della città, come il turismo fieristico e culturale[4], è sede universitaria e importante snodo di scambio logistico e intermodale tramite il Quadrante Europa.

BibliografiaModifica

Se poi qualcuno obbietta le nostre decisioni la discussione è stata segnalata...Cosa ne pensi?--Ceppicone 18:26, 9 ott 2020 (CEST)


Farei qualche mini modifica...in particolare aggiungere una congiunzione, "invertirei" l'ultima frase e nella parte sulla storia terrei un unico capoverso, così:

Verona (ascolta[?·info], AFI: /veˈrona/[1][2]) è un comune italiano di 259 608 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. Si trova al margine settentrionale della Pianura Padana, lungo il fiume Adige e ai piedi dei monti Lessini.

Di origine preistorica, l'abitato venne rifondato dai Romani all'interno dell'ansa del fiume intorno alla metà del I secolo a.C., rimanendo sotto il governo dell'Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Entrò a far parte del dominio dei Longobardi prima e dei Franchi poi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del Sacro Romano Impero. Divenne libero Comune all'inizio del XII secolo per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri. Si dedicò alla Serenissima nel 1405, passando sotto il governo della Repubblica di Venezia; occupata militarmente da Napoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico, per essere annessa al Regno d'Italia nel 1866.

Verona è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per le peculiarità urbanistiche e per il patrimonio artistico e culturale.[3] Il suo simbolo è l'Arena ed è conosciuta nel mondo per l'opera di William Shakespeare Romeo e Giulietta. Sede universitaria e importante snodo di scambio logistico e intermodale tramite il Quadrante Europa, l'industria riveste un ruolo chiave nell'economia della città, come il turismo fieristico e culturale.[4]Questo commento senza la firma utente è stato inserito da Lo Scaligero (discussioni · contributi) 10 ottobre 2020.

  Fatto Ho inserito la tua versione dell'incipit. Per ogni eventuale piccolo aggiustamento ne possiamo parlare qui. Se hai bisogno in futuro per ulteriori miglioramenti sulla voce... fammi un fischio ;). Ciao, buon week end.--Ceppicone 10:44, 10 ott 2020 (CEST)
Sicuramente lo farò, perché la sezione sui monumenti ha bisogno di una revisione profonda! --Lo Scaligero 11:19, 10 ott 2020 (CEST)

Sezione "Monumenti e luoghi di interesse" - revisioneModifica

Segnalo che ho completamente rivisto la sezione "Monumenti e luoghi di interesse" adattandola al Modello di voce/Centro abitato. Incollo qua sotto il testo cancellato dalla voce:

Monumenti e luoghi d'interesse - Old
 Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Verona.
  Bene protetto dall'UNESCO
Città di Verona
  Patrimonio dell'umanità
TipoArchitettonico
CriterioC (ii) (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal2000
Scheda UNESCO(EN) City of Verona
(FR) Scheda

Verona è una delle maggiori città d'arte d'Italia per le sue ricchezze artistiche e archeologiche. La città ha uno sviluppo complesso, ma due opere murarie ne accentuano la divisione tra parte romana e moderna (fino alla seconda metà dell'Ottocento): da una parte le mura romane che circondano il cuore della città tra porta Borsari, porta Leoni e le mura di Gallieno, dall'altra la cosiddetta circonvallazione interna con fortilizi rinascimentali (completati sotto gli austriaci).

Nella Verona antica è sensibile l'opera restauratrice di Cangrande della Scala: il forte impatto visivo dato dal colore rosso dei mattoni degli splendidi palazzi gotici è temperato dal sapiente utilizzo dell'antico marmo bianco romano; opera, questa, frutto della politica scaligera di ritorno ideale ai fasti imperiali. Da qui la nuova urbs marmorea, rifulgente nel bianco lastricato di piazza delle Erbe, al centro della quale troneggia luminosa la fontana di Madonna Verona, composta di parti provenienti dalle antiche terme romane.

Epoca romana
 
La romana Porta Borsari vista dall'esterno

Verona presenta numerosi monumenti di epoca romana, costruiti tutti dopo il I secolo a.C., quando ci fu la ricostruzione della città all'interno dell'ansa dell'Adige. Il monumento più famoso in assoluto, diventato simbolo della città stessa, è l'Arena, il terzo anfiteatro romano in Italia per dimensione dopo il Colosseo e l'anfiteatro capuano,[1] ma il meglio conservato tra questi, tanto che viene utilizzato oggi per ospitare il famoso festival lirico areniano, oltre a numerosi concerti.

Altro famoso monumento è il teatro romano, del I secolo a.C., ma tornato alla luce solo nel 1834, quando gli edifici che letteralmente lo ricoprivano vennero abbattuti.[2] D'estate si tengono nel teatro una serie di spettacoli che prendono il nome di estate teatrale veronese.

Sono entrambe del I secolo d.C. le due porte romane che si aprivano nelle mura della città, delle quali rimangono ancora visibili alcuni resti: porta Borsari e porta Leoni. Della prima è ben conservata tutta la facciata, mentre della seconda rimane solo metà della facciata interna. Non lontano dalla prima, inoltre, doveva sorgere il tempio di Giove Lustrale.

Arco monumentale posto fuori della cinta urbana romana è l'Arco dei Gavi, posto sulla via Postumia che portava verso il centro abitato, e dedicato ad alcuni membri della gens Gavia[3].

Sempre di epoca romana è il ponte Pietra, l'unico ponte romano ancora ben visibile della città, poiché del ponte Postumio, crollato nel 1153, si può vedere oggi solo la base dei piloni durante le secche dell'Adige. Il ponte Pietra è composto da cinque archi, quattro dei quali furono fatti saltare nel 1945 dai soldati tedeschi in ritirata, e vennero poi ricostruiti con le pietre recuperate dal fiume. Caratteristico e pittoresco è l'utilizzo di diversi materiali.

Presso piazza Erbe, corrispondente all'antico Foro romano, sono presenti nei sotterranei di numerosi edifici i tracciati di strade, fognature e i resti di case e di una basilica romana. È possibile vedere alcuni resti del complesso del Capitolium della città nell'adiacente Corte Sgarzerie. Una parte di esse sono visibili lungo il percorso del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, un museo sotterraneo creato dal recupero dell'area negli anni settanta, lavori intrapresi per poter dare un assetto definitivo ai numerosi resti archeologici romani e medievali presenti nelle fondazioni della zona del palazzo del Tribunale.

Epoca medievale

L'Alto Medioevo ha lasciato a Verona pochi ricordi, a causa del devastante terremoto del 3 gennaio 1117 che ebbe come epicentro proprio il veronese, e vide la città fortemente danneggiata. A causa del terremoto crollò addirittura parte dell'anello esterno dell'Arena, lasciandone in piedi solo una porzione, che fu danneggiata ulteriormente in un successivo terremoto nel 1183, creando così l'attuale suggestiva forma dell'Arena con la sua "ala". Inoltre molti palazzi e quasi tutte le chiese, i monasteri e i monumenti vennero seriamente danneggiati, se non distrutti: questo fatto ha lasciato lo spazio per una forte diffusione del romanico come stile della ricostruzione.

I principali monumenti sono dunque databili successivamente al XII secolo. In particolare questo periodo vide un grande sviluppo di edifici di culto, il più famoso dei quali è forse la basilica di San Zeno, considerata uno dei capolavori del romanico in Italia, e legata all'omonima abbazia, di cui rimangono la torre e alcuni chiostri.[4][5]

Importante è anche il Duomo, il cui nome sarebbe più propriamente cattedrale di Santa Maria Matricolare, nato dalle ceneri di due chiese paleocristiane crollate per colpa del terremoto.

Epoca scaligera

Quello scaligero è stato un periodo positivo per Verona sotto il profilo urbanistico: esso infatti ha visto la costruzione di molti edifici e monumenti tutt'oggi visibili. Il centro storico (in particolare piazza Erbe, piazza dei Signori e piazza San Zeno) presenta edifici nati durante la Signoria, come il palazzo del Podestà, che venne abitato certamente da Alberto I della Scala, e fu probabilmente adibito a dimora dei signori della città. Nel palazzo trovarono ospitalità anche molti uomini illustri, tra cui spiccano personalità di primo piano come Dante e Giotto, che durante il suo soggiorno eseguì, secondo Giorgio Vasari, alcuni ritratti di Cangrande I, che però sono andati perduti. Altro importante palazzo scaligero è il palazzo di Cansignorio, la cui costruzione venne decisa da Cansignorio, terminato probabilmente nel 1363. Questo edificio originariamente era un palazzo-fortezza, dotato di tre grandi torri agli angoli del fabbricato. In alcuni scritti è chiamato anche Palazzo Grande, proprio per la sua imponenza. Del palazzo originario rimane un solo torrione, risistemato durante i lavori del 1882, mentre il resto dell'edificio risale al XVI secolo.

Importantissimo fu il sistema difensivo costruito dagli Scaligeri, che faceva perno su Castelvecchio, fatto costruire da Cangrande II della Scala insieme al ponte scaligero. Il castello venne costruito tra il 1354 e il 1376, e concepito non tanto per la difesa della città da nemici, ma come difesa verso i cittadini stessi;[6] infatti il ponte scaligero originariamente aveva la funzione di facilitare un'eventuale fuga del signore verso la Germania, dove regnava il genero di Cangrande II, Ludovico il Bavaro. Il ponte scaligero venne costruito nell'arco di tre anni, tra il 1354 e il 1356, e la sua robustezza gli consentì di passare indenne cinque secoli di storia, fino alla notte del 24 aprile 1945, quando, alla fine della seconda guerra mondiale, i tedeschi, per coprire la ritirata, fecero saltare tutti i ponti di Verona. La sua robustezza è dovuta all'ampiezza delle arcate e alla mole dei piloni, studiati in modo da resistere alla diversa forza d'urto dell'Adige nei vari punti dell'ansa: infatti verso Castelvecchio, dove passa la maggior mole d'acqua, l'arcata è più lunga rispetto alle altre due, e i piloni sono più grossi.[7] Castelvecchio ospita inoltre il Museo Civico, tra i più importanti della città.[8] Restaurato con criteri moderni, presenta ventinove sale e diversi settori: scultura, pittura italiana e straniera, armi antiche, ceramiche, oreficerie, miniature e le antiche campane cittadine.

Un importante edificio commissionato dagli Scaligeri è la torre del Gardello, che segna una delle prime conquiste del progresso tecnologico meccanico: è infatti il primo orologio pubblico, consultabile da tutti. Non molto distante da questo sorgono le arche scaligere, un complesso funerario in stile gotico, destinate a contenere le arche (ovvero le tombe) dei più illustri rappresentanti della casata: racchiusi da un recinto in ferro battuto in cui ricorre il motivo della scala, simbolo della casata, i sarcofagi si trovano a terra o su piani rialzati. Le arche sono state indicate come uno dei più insigni e significativi monumenti dell'arte gotica. A esse adiacente si trova la chiesa di Santa Maria Antica, sopra al cui ingresso è posta la tomba di Cangrande I della Scala: il sarcofago è sormontato da una statua equestre che ritrae il signore di Verona in atteggiamento sorridente (l'originale si trova al Museo di Castelvecchio).

Epoca veneziana

L'epoca della Repubblica Veneta a Verona fu molto feconda soprattutto per l'edilizia privata e militare. In particolare, protagonista assoluto del XVI secolo fu l'architetto veronese Michele Sanmicheli, che abbellì Verona di numerosi palazzi, e venne scelto dalla Serenissima per la costruzione delle porte d'ingresso alla città. Porta Nuova è un esempio dello stile sanmicheliano: eretta tra il 1535 e il 1540,[9] la sua posizione andava a generare l'importante corso Porta Nuova, che si conclude ai portoni della Bra. Le due facciate sono costruite in ordine dorico: quella verso la città in tufo, mentre la facciata rivolta verso la campagna in pietra bianca. La porta è importante anche storicamente perché durante una serie di rivolte, dette Pasque veronesi, contro le guarnigioni napoleoniche, rimasero intrappolati all'interno circa duecento soldati francesi, che avevano cercato di difendere la porta.

Ci fu successivamente anche la costruzione di porta Palio, tra il 1542 e il 1557, che, nonostante la minore importanza rispetto porta Nuova, appare più interessante sotto il profilo culturale e artistico: di pianta rettangolare, verso l'esterno presenta tre archi con colonne doriche, all'interno cinque archi, ognuno munito di due colonne. La facciata esterna riprende schemi compositivi desunti dal teatro romano di Verona.

Vi è poi Porta San Zeno, conclusa nel 1542, la cui facciata Sanmicheli ha interpretato come un arco di trionfo, con colonne di ordine ionico, e molte decorazioni (come medaglie, stemmi e fregi). In questo caso come materiale sono stati utilizzati, oltre a pietra bianca, anche mattoni rossi, molto utilizzati soprattutto negli edifici scaligeri.

Sempre opera del Sanmicheli sono palazzo Canossa, palazzo Pompei, palazzo Bevilacqua, e palazzo Della Torre. Quest'ultimo, però, secondo alcuni critici è ritenuto opera di Domenico Curtoni nel XVII secolo. L'autore più probabile potrebbe essere però Bernardino Brugnoli, un parente del Sanmicheli, che lavorò spesso con lui, e dunque prese in parte il suo stile e la sua tecnica.

Sicuramente opera di Michele Sanmicheli fu invece palazzo Canossa, costruito su commissione della famiglia dei marchesi di Canossa, una delle famiglie più antiche e illustri d'Italia. L'edificio ospitò tra l'altro, nel 1822, il celebre congresso di Verona, a cui parteciparono quasi tutti gli Stati d'Europa. Sanmicheli cercò di allineare, mediante la facciata monumentale, i fondali opposti di Porta Borsari e dell'arco dei Gavi, dando un'impostazione scenografica alla via che permane tutt'oggi. Un soffitto fu affrescato da Tiepolo, ma è andato perduto durante i bombardamenti che colpirono la città durante la seconda guerra mondiale.

Palazzo Bevilacqua è uno dei palazzi più raffinati e ricchi di particolari della città, con una facciata realizzata in due ordini, quello inferiore più massiccio, e quello superiore maggiormente slanciato ed elegante. Il palazzo accoglieva celebri dipinti, tra cui Pietà della lacrima di Giovan Francesco Caroto, il Paradiso del Tintoretto, un ritratto di Donna con bambino di Paolo Veronese.[10]

Palazzo Pompei segue lo stile neoclassico di Sanmicheli, e grazie alla donazione dai proprietari, alla loro morte, al comune di Verona del palazzo, l'edificio ospita oggi il museo civico di storia naturale, con oltre due milioni di reperti geologici, paleontologici, zoologici, preistorici e di botanica.[11]

 
Il Leone di San Marco, posto su una colonna in piazza Erbe, simbolo massimo della Verona veneziana

Una storia particolare ha poi palazzo Turchi, commesso dal cavaliere Pio Turchi, e costruito pochi anni dopo la battaglia di Lepanto del 1571, dove la flotta della Serenissima sconfisse la flotta ottomana; Pio Turchi fu portavoce della comunità veronese alle grandi celebrazioni della vittoria a Venezia. Il palazzo era decorato da statue di personaggi turchi, facenti parte del bottino della battaglia di Lepanto, e ad alcune di queste venne decapitata la testa, che fu esposta in piazza delle Erbe, proprio nel luogo dove venivano solitamente mostrate le teste dei condannati a morte.

Altri palazzi, situati rispettivamente in piazza dei Signori e piazza Erbe, sono la Loggia del Consiglio e palazzo Maffei. La Loggia del Consiglio possiede colonne di marmo, molte sculture e affreschi, tra cui due altorilievi bronzei raffiguranti l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata, tolti però nell'Ottocento. Può essere considerata uno dei simboli maggiori del Rinascimento veronese. Palazzo Maffei è un palazzo del XV secolo, ingrandito nel 1629 su decisione di Marcantonio Maffei. Costruito in stile barocco, è allo stesso tempo imponente ed elegante, su tre piani, con una facciata talmente bella da catturare l'attenzione del turista occasionale e non. Di fronte al palazzo si trova una colonna sormontata dal Leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia a cui i veronesi sono particolarmente legati.

Epoca austriaca
 Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema difensivo di Verona e Verona austriaca.

Verona fu sotto servitù militare per tutto il periodo in cui vi fu la dominazione austriaca, per cui lo sviluppo edilizio privato fu scarso, a fronte però di un grande sviluppo delle strutture militari. In particolare furono ricostruiti e potenziati tutti i bastioni (che erano stati semidistrutti dai francesi) e venne creata ex novo un'impenetrabile rete di forti, in particolare a ovest della città (rivolti verso il crescente stato sabaudo) e sul colle San Pietro. Uno degli edifici che può riassumere il pensiero architettonico asburgico è l'arsenale Franz Josef I, gigantesco complesso militare, con un perimetro di 392 metri per 176 metri, e munito di numerose torri di guardia; composto da nove edifici, sul lato maggiore si trova l'edificio di comando, internamente si trovano tre isolati destinati agli uffici amministrativi e progettuali, e ai loro lati trovano posto magazzini e scuderie. L'arsenale si ispira all'architettura tedesca, ma anche allo stile neogotico, stili fino ad allora lontani alla realtà veronese, tanto che vennero utilizzati in parte mattoni rossi nella costruzione, materiale molto utilizzato nell'epoca scaligera, in modo da non allontanare troppo lo stile architettonico da quello cittadino.

Simile all'arsenale nell'architettura è il Castel San Pietro, una caserma ispirata in parte ai castelli tedeschi. Nell'edificio erano presenti le camerate per l'esercito, alloggi e uffici per gli ufficiali, depositi e officine. Il piazzale davanti a castel San Pietro poteva essere utilizzato dall'artiglieria per colpire la città dall'alto in caso di guerra (o rivolta).

 
La Gran Guardia, iniziata dai veneziani e conclusa dagli austriaci

Due palazzi importanti, costruiti inizialmente a uso civile e per chiudere piazza Bra, anche se poi utilizzati dall'esercito asburgico, sono il palazzo della Gran Guardia e palazzo Barbieri, originariamente chiamato Palazzo della Gran Guardia Nuova. La costruzione del palazzo della Gran Guardia è stata molto lunga e travagliata, iniziata già nel XVII secolo. Nel 1848 i lavori erano ancora in corso, e furono fermati perché l'edificio venne utilizzato dall'esercito austriaco durante la prima guerra d'indipendenza. La Gran Guardia fu finalmente conclusa nel 1853. Grazie alla sua mole e alla sua forma è riuscita a tenere testa all'Arena, che si trova a poche decine di metri di distanza, oltre i giardini di piazza Bra. Palazzo Barbieri è un edificio in stile neoclassico progettato dall'ingegnere Giuseppe Barbieri; la sua costruzione iniziò nel 1836 e venne portata a termine nel 1848. Durante l'occupazione austriaca il palazzo fu adibito prevalentemente a usi bellici e solo dopo l'unione del Veneto al Regno d'Italia si scelse, per la sua importanza e la sua centralità, di destinarlo a sede degli uffici comunali.
Un altro palazzo degno di nota è il Palazzo Negri, di stile neoclassico e progettato dall'architetto Giannantonio Selva nel XVIII secolo.

Edificio molto importante è il Teatro Nuovo, inaugurato il 12 settembre 1846, con la rappresentazione dell'Attila di Verdi. Nel teatro si svolsero numerosi episodi di insofferenza verso il dominio austriaco: il primo, già all'inaugurazione del teatro, vide il veronese Vittorio Merighi comporre un sonetto patriottico dedicato alla prima donna dello spettacolo, che entusiasmò il pubblico. Questo fatto portò disagio alla polizia austriaca (che nemmeno si era accorta dell'accaduto), dato che il componimento riportava:

«Donna, il vento ora mugge, e la procella
gravida rota, e tuon freme che intima
ad Austria morte, e Italia a vita appella»

Alla chiusura della stagione teatrale vi fu una nuova dimostrazione. Merighi si beffò nuovamente della polizia: scrisse una nuova ode, praticamente un inno all'Italia personificata e contro lo Straniero, che codardo e maligno ha perenne sull'Italia il sogghigno. Il giornale di Verona, controllato dalla polizia austriaca, non poté negare l'accaduto, ma non spiegò nemmeno il vero motivo dell'entusiasmo e il contenuto dell'ode. Il 18 marzo 1848 giunse a Verona ad assistere a un dramma nel Teatro Nuovo addirittura il viceré del Regno Lombardo-Veneto, e la polizia, per creare consenso, divulgò la voce che era venuto a portare vantaggi alla città. Lo stesso giorno arrivò la notizia che Vienna stava insorgendo, che Metternich era fuggito, e l'imperatore Ferdinando I aveva dovuto concedere la Costituzione. L'annuncio si sparse per Verona, e la cittadinanza si radunò al Teatro Nuovo durante lo spettacolo. Le cronache raccontano di un vero delirio, e di una folla festosa e inneggiante all'Italia e a Pio IX. Il teatro venne per questo chiuso sino alla fine del 1849.[12]

  1. ^ Solinas, p. 171.
  2. ^ Lenotti, p. 121.
  3. ^ Notiziario della Banca Popolare di Verona, Verona, 1992, n. 3.
  4. ^ Borelli, pp. 50-53.
  5. ^ Lenotti, p. 8.
  6. ^ Baschirotto, p. 40.
  7. ^ Notiziario della Banca Popolare di Verona, Verona, 1998, n. 1.
  8. ^ Museo di Castelvecchio, su portale.comune.verona.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  9. ^ Lenotti, p. 48.
  10. ^ Lenotti, p. 72.
  11. ^ Comune di Verona, Museo di storia naturale, su portale.comune.verona.it. URL consultato il 22 aprile 2012.
  12. ^ Teatro Nuovo, Verona.com. URL consultato il 22 aprile 2012.

Il testo nuovo si suddivide tra architetture religiose, civili, militari e siti archeologici, riuscendo così a trattare tutti i principali monumenti, rimandando a pagine specifiche per ulteriori approfondimenti. --Lo Scaligero 13:10, 16 nov 2020 (CET)

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