Arturo Merzario

pilota automobilistico italiano
Arturo Merzario
Arturo Merzario - Giro Automobilistico d'Italia 1980.jpg
Merzario al Giro Automobilistico d'Italia del 1980, con indosso il suo famoso cappello da cowboy.
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, Formula 2, 24 Ore di Le Mans, Sport Prototipo, Campionato Europeo Montagna
Termine carriera 27 maggio 2012
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 15 luglio 1972
Stagioni 1972-1979
Scuderie Ferrari 1972-1973
Iso-Marlboro 1974
FWRC 1975
Brasile Copersucar 1975
March 1976
FWRC 1976
Merzario 1977
Regno Unito Shadow 1977
Merzario 1978-1979
Miglior risultato finale 12º (1973)
GP disputati 85 (57 partenze)
Punti ottenuti 11
Carriera in Formula 2
Esordio 4 aprile 1971
Stagioni 1971, 1974-1978, 1980-1981
Scuderie Svizzera Racing Team IRIS 1971
Osella 1974-1975
Germania Willi Kauhsen Racing Team 1976
Osella 1976
Stati Uniti Fred Opert Racing 1977
Regno Unito ICI Chevron Cars 1978
Merzario 1980-1981
Miglior risultato finale 18º (1978)
GP disputati 24 (17 partenze)
Punti ottenuti 3
Carriera nella 24 Ore di Le Mans
Esordio 13 giugno 1970
Stagioni 1970, 1973
Scuderie Ferrari 1970, 1973
Miglior risultato finale 2º (1973)
GP disputati 2
Podi 2[1]
 

Arturo Francesco Merzario (Civenna, 11 marzo 1943) è un ex pilota automobilistico italiano, che ha corso in tutte le discipline, dalle piccole turismo fino alla Formula 1.

È diventato noto per aver salvato la vita a Niki Lauda nell'incidente subito dal pilota austriaco sulla pista del Nürburgring, circuito su cui peraltro l'italiano ha più volte primeggiato[2].

CarrieraModifica

Gli inizi e le corse in TurismoModifica

Conosciuto come Arturo (Arturio è frutto di un errore all'anagrafe), è figlio di un imprenditore edile e di una maestra.[3] Cresciuto in una famiglia benestante, riuscì a coltivare la sua passione per i motori e, nel 1962, prese parte con l'Alfa Romeo Giulietta Spider del padre alla Coppa Fisa, disputatasi a Monza, giungendo ottavo.[3] La buona prestazione lo fece notare a Mario Angiolini, fondatore del team Jolly Club, che gli offrì un contratto per correre un rally in Sardegna.[3] Alla guida della sua nuova Giulietta SZ, regalatagli dal padre Giorgio, riuscì a imporsi nella categoria GT e venne premiato dalla stessa CSAI.[3]

Dopo una stagione con l'Alfa Romeo Giulietta SZ, acquistò una Fiat Abarth 1000 con l'aiuto del padre, e ne affidò la preparazione a Samuele Baggioli di Milano. Nel 1964, con questa vettura, sfiorò il titolo di Campione Italiano per vetture turismo. Nel 1967, a bordo di una Fiat Abarth 1000 semi-ufficiale, si classificò terzo nel Campionato Europeo Turismo per la Scuderia del Lario. Nel 1975 disputò diverse gare del campionato italiano turismo al volante di una Ford Escort 2000.

Sport-prototipiModifica

 
Merzario affronta il passo del Giogo su Fiat Abarth 2000 nel vittorioso Gran Premio del Mugello del 1970

Fu ingaggiato dall'Abarth prima come collaudatore nel 1967, poi come pilota ufficiale. Nel 1968 vinse il Campionato Italiano della Montagna alla guida della barchetta 1000SP. La svolta della carriera giunse con la vittoria del circuito del Mugello 1969, con una Abarth 2000. In quella stagione disputò anche il Campionato europeo della montagna dove si classificò secondo assoluto e primo nella categoria Sport. Nel 1970 vinse per la seconda volta consecutiva il GP del Mugello, sempre con Abarth.

Questi successi aprirono a Merzario le porte della Ferrari. Nel 1970 partecipò al Campionato del Mondo Marche con una Ferrari 512S ufficiale e vinse per la seconda volta consecutiva il GP del Mugello con l'Abarth. Nel 1971, continuò alternadosi alla guida delle Abarth 2000 e di Ferrari 512M private, vincendo la Coppa Shell Interserie di Imola e, a fine stagione, il Trofeo Ignazio Giunti a Vallelunga.

Nel 1972 con la Ferrari 312 P, in coppia con Sandro Munari, ottenne la vittoria alla Targa Florio e s'impose anche nella 1000 km di Spa con Brian Redman. Seguirono altri piazzamenti che consentirono alla Ferrari di vincere il Mondiale Marche. A fine anno vinse la 500 km di Imola e la 9 ore di Kylami (in coppia con Regazzoni), prove non valide per il Mondiale. Nella stagione 1972 fu anche pilota ufficiale Osella-Abarth, e vinse il Campionato Europeo Sport 2000.

 
Merzario su Ferrari 312 PB alla 1000 km del Nürburgring del 1973

L'anno successivo fu un anno di crisi e, per il 1974, la Ferrari offrì a Merzario un ingaggio limitato ai soli prototipi e a qualche gara in Formula 1. Merzario rifiutò tale proposta e si vincolò all'Alfa Romeo. Nel 1975, alla guida di un'Alfa Romeo Tipo 33, tornò a imporsi nel Mondiale Marche vincendo le gare di Digione, Monza, Enna e Nürburgring. Vinse per la seconda volta la Targa Florio in coppia con Nino Vaccarella. Partecipò inoltre, senza fortuna, alla corsa in salita Malegno - Borno al volante di una Osella 2000 sport.

Nel 1976 disputò qualche gara con l'Alfa Romeo 33SC12. Nel 1985 Merzario vinse il Campionato Italiano Prototipi con una Lucchini leggermente modificata. Nel 1986 costruì, partendo da un telaio Lucchini, sei esemplari della Symbol, una biposto corsa con motore Alfa Romeo. Con la Symbol disputò varie edizioni del Campionato italiano, fino al 1990. All'inizio della stagione 1991 ebbe l'incidente più grave della sua carriera: a bordo di una vettura prototipo uscì di pista a Magione, riportando numerose fratture agli arti inferiori. Nel mese di ottobre tornò alle corse del Campionato Italiano Prototipi e pochi giorni dopo giunse 2º alla 6 Ore di Vallelunga.

Le FormuleModifica

Nel 1971 iniziò a correre in F2 con una Tecno del Team Iris ceramiche, senza fortuna. Nel 1972 debuttò in Formula 1 al circuito di Brands Hatch, dando alla Ferrari il sesto posto al Gran Premio di Gran Bretagna e vincendo il premio della combattività assegnato dai giornalisti specializzati. Nel 1974 la Ferrari offrì a Merzario un ingaggio limitato alle sole corse dei prototipi ed eventualmente a qualche gara in Formula 1, ma Merzario rifiutò e fu preso dalla Iso-Williams. In Formula 1, dopo scarsi risultati, abbandonò il Team Williams a causa di divergenze col manager.

Corse il gran premio d'Italia su una Fittipaldi Copersucar. Nel 1976 disputò il campionato mondiale di F1 alla guida di una March 761 della Wolf Williams. Con Guy Edwards, Brett Lunger e Harald Ertl salvò Niki Lauda dalle fiamme al Nürburgring nel Gran Premio di Germania 1976. Nel 1977, a causa di una caduta sugli sci, non prese parte alle prime gare del Mondiale di F1; decise così di rientrare da privato con una sua squadra, alla guida di una March 761B, ma con poca fortuna.

Per il 1978 tentò la strada del costruttore di Formula 1 ma con scarsi mezzi economici a disposizione, la Merzario A1 lottò per qualificarsi in ogni gara. Nel 1979, con i modelli A2 e A3, Merzario continuò la sua avventura, ma i risultati stentarono ad arrivare, anche per il mutato livello professionistico della F1, sempre più riservata ai grandi gruppi industriali. Per il 1980 Merzario aveva in progetto un nuovo modello per rientrare nel giro mondiale al GP del Belgio, ma fu solo una pre-iscrizione. L'A4 venne adattata ai più piccoli motori BMW di Formula 2 e con questa macchina, chiamata M1, Merzario disputò il Campionato Europeo F2.

Nel 1981 e 1982 il Team Merzario decise di correre in Formula 2 con numerose March-Bmw, ottenendo buoni piazzamenti con Necchi e Gartner. Nel 1983, in collaborazione con Degan (ex Autodelta), fu costruita una Merzario con telaio in carbonio, affidata al francese Richard Dallest. Il team partecipò anche al campionato italiano F3, in una occasione con lo stesso Merzario alla guida di una sua monoposto. Ancora una volta i pochi mezzi a disposizione resero impossibile l'ottenimento di risultati e, a metà stagione 1984, Merzario e il suo Team si ritirarono dalle competizioni, e fallì definitivamente l'esperienza come costruttore.

I Trofei MonomarcaModifica

Nel 1995, a 52 anni, Merzario rientrò nel giro internazionale su richiesta della Maserati, disputando il Trofeo Ghibli Open Cup nel quale contese la vittoria a Denny Zardo. Nel 1996 e 1997 mise a punto la Centenari-Alfa Romeo nella neonata ISRS (International Sport Racing Series) vincendo la propria categoria. Nel 1999 il costruttore Tampolli gli affidò una delle sue macchine, ancora per la ISRS, e vinse a Monza e a Spa.

Dall'anno 2000 in poi si concentrò sulle gare GT con Ferrari e Porsche, aggiudicandosi alcune vittorie di classe. Nel 2010 è stato eletto presidente onorario della Scuderia del Portello, dedicata alla conservazione e preparazione dei modelli sportivi e storici dell'Alfa Romeo.

PalmarèsModifica

1963
  • 1º Rally Sardegna - Alfa Romeo Giulietta SZ
1964
  • 1º Bolzano-Mendola - Fiat Abarth 1000
  • 1º Trofeo Micangeli - Fiat Abarth 1000
  • 1º Trofeo Lumezzane - Fiat Abarth 1000
1967
  • 3º Campionato Europeo Turismo - Fiat Abarth 1000
1968
  • 1º Colle di Nizza - Fiat Abarth 1000
  • 1º V.Veneto-Cansiglio - Abarth 1000SP
  • 1º Coppa Acqua Cerelia - Abarth 1000SP
  • 3º 500 km Nürburgring - Abarth 1600SP
1969
  • 1º GP del Mugello - Abarth 2000
  • 1º Campionato Europeo Montaga - Abarth 2000
1970
  • 1º GP del Mugello - Abarth 2000
  • 1º Cesana-Sestriere - Abarth 2000
  • 3º 24 ore Daytona - Ferrari 512S
  • 4º 1000 km Monza - Ferrari 512S
1971
  • 1º Imola - Ferrari 512M
  • 1º Vallelunga - Abarth 2000
1972
1973
  • 2º 1000 km Nürburgring - Ferrari 312 PB
  • 2º 24 ore Le Mans - Ferrari 312 PB
  • 4º GP Brasile - Ferrari 312 B2
  • 4º GP Sudafrica - Ferrari 312 B2
  • 7º GP Francia - Ferrari 312 B3
  • 7º GP Austria - Ferrari 312 B3·
1974
  • 1000 km di Monza - Alfa Romeo 33
  • 3º GP Presidente Medici - Iso Williams
  • 4º GP Italia - Iso Williams
  • 6º GP Sud Africa - Iso Williams
1975
1976
  • 2º 500 km Imola - Alfa Romeo 33
  • 9º GP Francia - March
1977
  • 1º 500 km di Digione - Alfa Romeo 33
  • 1º Coppa Florio - Alfa Romeo 33
  • 1º 2h 30 dell'Estoril - Alfa Romeo 33
  • 1º 500 km de Le Castellet - Alfa Romeo 33
  • 1º Hockenheim - Alfa Romeo 33 Turbo
1978
  • 5º GP Adriatico - Chevron B42
  • 6º GP Mugello - Chevron B42
  • 16º GP Svezia - Merzario A1
1979
  • 11º Imola F1 - Merzario A4
1980
  • 7º Donington - Bmw M1
  • 8º Avus - Bmw M1
  • 9º Pau - Merzario-Bmw M1
1985
  • 1º Campionato Italiano Prototipi (Lucchini-Merzario)
1988
  • 2º Pergusa - Symbol LM89
  • 2º Varano - Symbol LM89
1990
  • 3º Imola - Symbol LM90
1991
  • 3º Varano - Giada T118
  • 2º 6 ore Vallelunga - Alfa Romeo 75 V6
1992
  • 1º Pergusa - Lucchini
1993
  • 1º Mugello - Osella
1994
  • 2º Monza - Centenari M1
  • 3º Varano - Centenari M1
1995
  • 1º Vallelunga - Centenari-Alfa
  • 1º Imola - Maserati Ghibli
  • 1º Estoril - Maserati Ghibli
  • 1º Nürburgring - Maserati Ghibli
  • 1º Misano - Maserati Ghibli
1996
  • 1º Monza - Centenari M1
  • 1º Mugello - Centenari M1
1997
  • 1º Vallelunga - Centenari M1
  • 1º Donington - Cenetanri M1
  • 1º Brno - Centenari M1
  • 1º Jarama - Centenari M1
1998
  • 1º Paul Ricard - Centenari M1
1999
  • 1º Monza - Tampolli AR
  • 1º Spa - Tampolli AR
  • 1º 6 Ore Vallelunga - Porsche 996
  • 2º Pergusa - Tampolli AR
2000
  • 1º Misano - Ferrari 355GT
2001
  • 1º Monza Khumo Euro Gt - Ferrari F355 GT
2002
  • 1º Barcellona Khumo Euro Gt - Ferrari F355 GT
  • 1º Misano - Porsche 996 GT3
  • 1º Ledenon - Porsche 996 GT3
2003
  • 1º Imola - Ferrari F355 GT
  • 1º Mugello - Ferrari F355 GT
  • 1º Vallelunga - Ferrari F355 GT
2004
  • 1º 6 ore Vallelunga - Porsche 996 Supercup
2005
  • 1º Magione - Maserati Gt Light
2007
  • 1º Adria - Porsche 997 GT3 Cup
  • 1º Magione - Porsche 997 GT3 Cup
  • 1º Mugello - Porsche 997 GT3 Cup
  • 1º Monza - Porsche 997 GT3 Cup
2008
  • 2º Barcellona - Nissan 350ZCup
2009
  • 1º Albacete - Nissan 350ZCup
  • 1º Alcañiz - Nissan 350ZCup
  • 1º Mores - Lotus Exige
  • 1º Imola - Lotus Exige
2010
  • 3º Valencia - Nissan 350ZCup
  • 3º Monza - Lotus Exige
  • 3º Magny Cours - Lotus Exige
  • 3º Spa - Lotus Exige
2011
  • 1º Valencia - Nissan 350ZCup
  • 3º Mugello - Lotus Exige
  • 3º Varano - Lotus Exige
  • 2º Giro d'Italia - Abarth 500 Assetto Corse
2012
  • 1º Imola - Lotus Exige

RisultatiModifica

Formula 1Modifica

1972 Scuderia Vettura                         Punti Pos.
Ferrari 312 B2 6 12 1 20º
1973 Scuderia Vettura                               Punti Pos.
Ferrari 312 B2 e 312 B3 9 4 4 Rit 7 7 Rit 15 16 6 12º
1974 Scuderia Vettura                               Punti Pos.
Iso Marlboro FW Rit Rit 6 Rit Rit Rit INF Rit 9 Rit Rit Rit 4 Rit Rit 4 17º
1975 Scuderia Vettura                             Punti Pos.
Williams
Copersucar[4]
FW e FW04
FD03
NC Rit Rit Rit NQ Rit 11 0 31º
1976 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
March
Williams[5]
761
FW05
NQ Rit Rit NQ 14 9 Rit Rit Rit Rit NP Rit Rit Rit 0 26º
1977 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Merzario
Shadow[6]
March 761
DN8
Rit NQ 14 Rit Rit NQ Rit NQ 0 41º
1978 Scuderia Vettura                                 Punti Pos.
Merzario A1 Rit NQ Rit Rit NPQ NPQ NQ NC NQ Rit NQ NQ Rit Rit Rit NQ 0 34º
1979 Scuderia Vettura                               Punti Pos.
Merzario A1, A2 e A4 Rit NQ NQ Rit NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 0 33º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

24 Ore di Le MansModifica

Anno Classe Gomme Vettura Squadra Co-piloti Giri Pos.
Assol.
Pos. di
Classe
1970 S
5.0
8 F Ferrari 512 S
Ferrari 5.0L V12
Ferrari   Clay Regazzoni 38 DNF DNF
1973 S
3.0
16 G Ferrari 312 PB
Ferrari 3.0L Flat-12
Ferrari   Carlos Pace 349

Formula 2Modifica

Stagione Team 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Punti Pos.
1971 Racing Team IRIS HOC
Rit
THR NÜR JAR
NQ
CRY ROU
NQ
MAN TUL ALB VAL VAL 0 NC
1974 Osella MON HOC PAU SAL HOC MUG KAR PER HOC VAL
Rit
0 NC
1975 Osella EST THR HOC NÜR PAU HOC SAL ROU MUG PER SIL
Rit
ZOL NOG VAL
Rit
0 NC
1976 Willi Kauhsen Racing Team
Osella
HOC THR VAL SAL PAU HOC ROU MUG PER
NP
EST NOG HOC
NQ
0 NC
1977 Fred Opert Racing Team SIL THR HOC NÜR VAL PAU MUG ROU NOG PER MIS
Rit
EST DON 0 NC
1978 ICI Chevron Cars THR HOC NÜR PAU MUG
4
VAL ROU DON NOG PER MIS
5
HOC 3 18°
1980 Merzario THR
Rit
HOC
Rit
NÜR
Rit
VAL PAU
9
SIL
Rit
ZOL MUG
16
ZAN
17
PER
NP
MIS HOC
Rit
0 27°
1981 Merzario SIL
NQ
HOC THR
NP
NÜR
Rit
VAL MUG PAU PER SPA DON MIS MAN
Rit
0 NC

RiconoscimentiModifica

  • Casco di bronzo della rivista Autosprint nel 1968
  • Premio della combattività dei giornalisti al Gran Premio d'Inghilterra nel 1972
  • Campionato Italiano Assoluto di Velocità della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana nel 1973 e 1975[7]
  • Premio speciale dell'Autosprint Slot Club Genova nel 1976
  • Presidente onorario della Scuderia del Portello dal 2010
  • Premio speciale della Scuderia del Lario
  • Premio gli automobili dell'Automobile Club di Perugia nel 2013

NoteModifica

  1. ^ Uno l'ha ottenuto per la posizione in classifica della Classe S 3.0.
  2. ^ Grandi corse mai dimenticate, di Mario Donnini e Arturo Merzario, Autosprint Collection, Conti Editore, marzo 2018, p. 34
  3. ^ a b c d Carlo Canzano, Merzario, settant'anni di corsa, in Sportweek, 11 marzo 2013. URL consultato il 6 aprile 2015.
  4. ^ Con la Fittipaldi nel GP d'Italia.
  5. ^ Con la Williams dal GP di Germania.
  6. ^ Con la Shadow nel GP d'Austria.
  7. ^ Assoluto Di Velocità 1953-2003. URL consultato il 12 novembre.

BibliografiaModifica

  • Romano Brusini, Il cowboy delle corse. Arturo Merzario, un campione italiano, Romano Brusini, 2012, ISBN 978-84-615-7134-5.
  • Romano Brusini, Tanto di cappello! Cronache di corse leggendarie con Arturo Merzario (PDF), Romano Brusini, 2013.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) Arturo Merzario, su racing-reference.info, NASCAR Digital Media LLC.  
  • (EN) Arturo Merzario, su driverdb.com, DriverDB AB.  
  • Arturo Merzario Fans Club, su arturomerzario.net. URL consultato il 12 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2012).
  • Arturo Merzario, su arturomerzario.4000.it. URL consultato il 1º novembre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012).
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