Thailandia

stato del sud-est asiatico
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Thailandia
Thailandia – Bandiera Thailandia - Stemma
(dettagli) (dettagli)

(TH) ชาติ ศาสนา พระมหากษัตริย์
(Chat, Satsana, Phra Mahakasat)
(IT) Nazione, religione e re
Thailandia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno di Thailandia
Nome ufficiale ราชอาณาจักรไทย
Ratcha Anachak Thai
Lingue ufficiali thailandese
Capitale Seal Bangkok Metropolitan Admin (green).svg Bangkok  (Città: 8 305 218
Metropolitana: 14 626 225[1] ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Monarchia parlamentare
Re Rama X
Primo ministro Prayuth Chan-ocha
Indipendenza  
Ingresso nell'ONU 1946
Superficie
Totale 513.120 km² (51º)
% delle acque 0,4%
Popolazione
Totale 65 981 659 ab. (2010[1]) (21º)
Densità 129 ab./km²
Tasso di crescita 0,34% (tra il 2017 e il 2018)[2][3]
Nome degli abitanti thailandesi
Geografia
Continente Asia
Confini Laos, Cambogia, Malaysia, Birmania
Fuso orario UTC+7
Economia
Valuta Baht (simbolo: ฿) (ISO 4217: THB)
PIL (nominale) 365 966[4] milioni di $ (2012) (33º)
PIL pro capite (nominale) 6 593 $ (2012) (96º)
PIL (PPA) 645 172 milioni di $ (2012) (24º)
PIL pro capite (PPA) 15,579 $ (2014) (76º)
ISU (2013) 0,722 (alto) (89º)
Fecondità 1,53 (2018)[5]
Varie
Codici ISO 3166 TH, THA, 764
TLD .th, .ไทย
Prefisso tel. +66
Sigla autom. T
Inno nazionale Civile: Phleng Chat

Reale: Sansoen Phra Barami
Festa nazionale 28 luglio (compleanno del re)[6]
Thailandia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Thailand (1782).svg Regno di Rattanakosin
 

Coordinate: 14°N 101°E / 14°N 101°E14; 101

La Thailandia (pron. /taiˈlandja/[7]) o Tailandia[8][9] (in thailandese: ประเทศไทย?, traslitterato: Prathet Thai pronuncia[?·info]), ufficialmente il Regno di Thailandia (in thailandese: ราชอาณาจักรไทย?, traslitterato: Ratcha Anachak Thai pronuncia[?·info]), è uno Stato del Sud-est asiatico, confinante con Laos e Cambogia a est, golfo di Thailandia e Malaysia a sud, con il mare delle Andamane e la Birmania a ovest e con Laos e Birmania a nord. Secondo il censimento del 2010, gli abitanti erano 65 981 659.[1]

È nota anche come Siam (pron. /ˈsiam/[10]; in thailandese: สยาม?; /saˈja:m/ pronuncia[?·info]), che fu il nome ufficiale della nazione fino al 24 giugno 1939 e dal 1945 fino all'11 maggio 1949, data della definitiva assunzione dell'attuale denominazione.[11]

Tra gli anni ottanta e novanta, la Thailandia ha dato il via a un significativo processo di industrializzazione che l'ha portata ad essere una delle potenze a medio reddito tra i paesi che si affacciano sul Pacifico, diventando uno dei paesi più potenti del Sud Est Asiatico[12]; i settori chiave dell'economia thailandese sono quello turistico, manifatturiero e l'export[13][14].

Etimologia del nomeModifica

La parola "Thailandia" è la traduzione del termine locale Pathet Thai, terra dei thai, in cui il termine thai significa "libero" o "indipendente" nella lingua thailandese[15].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Thailandia.

AntichitàModifica

Ritrovamenti archeologici nel nord del paese sembrano confermare la presenza di gruppi di Homo erectus 500 000/600 000 anni fa. In un sito archeologico in provincia di Krabi sono stati trovate tracce risalenti a 27 000/38 000 anni fa che testimoniano la presenza dell'Homo sapiens. Tra le evidenze che confermano il passaggio da un'economia di caccia e raccolta a quella agricola vi sono quelle venute alla luce nel sito di Khok Phanom Di, in Thailandia dell'Est, abitato tra il 2000 e il 1500 a.C. Nei secoli immediatamente successivi vi furono importanti progressi tecnologici per la fusione di rame e stagno, e successivamente del bronzo, con la progressiva affermazione di comunità sempre più evolute[16].

Le prime civilizzazioni che si stanziarono risentirono dell'influenza della cultura indiana, fra queste la federazione "pre-khmer" di Funan, che si formò circa 2.000 anni fa nel nord-est, e le città-Stato Dvaravati, fondate principalmente dal popolo mon, che nacquero attorno alla metà del I millennio nella pianura centrale con il declino di Funan e diffusero il Buddhismo. I principati del Funan contribuirono alla nascita dell'Impero Khmer, nei territori dell'odierna Cambogia[16], che conquistò buona parte del territorio dove adesso c'è la Thailandia e diffuse nuovamente l'Induismo.

Migrazione dei popoli tai dalla CinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ngoenyang e Lanna.

Il dibattito accademico sulla provenienza dei popoli tai è ancora in corso: negli ultimi decenni, sulla base di studi linguistici, vari studiosi hanno sostenuto che i popoli tai provengono da un'area che oggi appartiene alla regione cinese del Guangxi. Sotto la spinta di altri popoli provenienti da nord, nel I millennio i tai avrebbero cominciato un processo di migrazione verso sud. Nel corso dei secoli successivi si sarebbero stabiliti in tutta l'Indocina settentrionale, arrivando fino all'odierno Stato indiano dell'Assam. Una delle prime etnie di questi popoli furono i tai yuan, fondatori nel 638 nell'odierna Thailandia del Nord del piccolo Regno di Hiran, che cadde sotto l'influenza Dvaravati. Avrebbe in seguito raggiunto l'autonomia diventando prima il Regno di Ngoenyang e, alla fine del XIII secolo, il potente Regno Lanna.[17]. Altri tai finirono per stanziarsi nel bacino del Chao Praya, nel centro dell'odierna Thailandia.

Regno di SukhothaiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Sukhothai.
 
Immagine di Buddha a Wat Mahathat - Parco storico di Sukhothai.

I governatori delle province di Sukhothai e della vicina Rad, rispettivamente Pho Khun Bangklanghao e Pho Khun Phameung, si ribellarono al controllo di Lavo e dichiararono i loro territori indipendenti nel 1238. Bangklanghao si proclamò re di Sukhothai con il nome di Pho Khun Sri Indraditya e alla fine del suo regno i territori di Sukhothai comprendevano tutto l'alto bacino del fiume Chao Phraya.

I successivi sovrani Ban Mueang e soprattutto Ramkhamhaeng il Grande, che regnò dal 1279 el 1298, espansero enormemente i confini dello Stato. Venne conquistato il potente Regno di Suvarnabhumi, l'odierna Suphanburi. A sud fu conquistata buona parte della penisola malese e in particolare fu posto sotto suzeraineté il Regno di Tambralinga, ponendo fine all'egemonia dell'Impero Khmer sulla penisola che durava da oltre 150 anni.[18] A nord-est venne sottomesso il Regno di Mueang Sua, l'odierna Luang Prabang, e a nord fu sottratta al Regno Hariphunchai l'importante municipalità di Phrae. Nei territori dell'odierna Birmania, il regno estese la sua influenza ponendo il principe Wareru di Sukhothai sul trono di Martaban, in quello che sarebbe diventato il Regno di Hanthawaddy, siglando così un'alleanza con i mon birmani.

 
Iscrizione del re Ramkamhaeng.

Ramkhamhaeng fece predisporre nel 1283 il nuovo alfabeto siamese, che è in uso in Thailandia. La prima testimonianza di tale alfabeto è la stele di Ramkhamhaeng, scoperta nel XIX secolo, la cui originalità è però messa in dubbio da alcuni studiosi.[19] Durante il suo regno, lo Stato raggiunse il suo massimo splendore anche nel delle arti e dell'economia, stabilendo rapporti commerciali con l'Impero Cinese, allora retto dalla dinastia Yuan. Instaurò un sistema di scambi commerciali con altri Stati esente da tasse, che assicurò al paese una notevole crescita economica. Con la morte di Ramkhanhaeng, Sukhothai iniziò un irreversibile declino e diversi regni vassalli si resero indipendenti.[20]

Regno di AyutthayaModifica

 
Rovine del tempio di Wat Chaiwatthanaram a Ayutthaya. Costruito nel 17 ° secolo, fu bruciato e saccheggiato nel 1767 dalle truppe birmane.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Ayutthaya.

Nel 1350 il principe thai Uthong fondò il Regno di Ayutthaya, che nel 1431 saccheggiò Angkor, capitale dell'Impero Khmer, e nel 1438 annesse il Regno di Sukhothai. In questo periodo il buddhismo theravada divenne il credo predominante. Sukhothai prima, ma soprattutto Ayutthaya dopo, divennero potenze di primo piano nel sudest asiatico.

Fiorì la raffinata cultura siamese, che risentiva delle arti indiane e khmer, la locale architettura tradizionale si sarebbe sviluppata fino all'assimilazione della cultura occidentale nel XIX secolo. Nel 1511 vi furono i primi contatti con gli europei, quando l'ambasciatore portoghese Duarte Fernandes giunse ad Ayutthaya.

 
Battaglia di elefanti tra Naresuan e Mingyi Swa, guerra tra Birmania e Siam (1584-1593).

La prima grande crisi del regno fu nel 1569, dopo che già nel 1551 era diventato uno Stato vassallo dei re birmani della dinastia di Taungù. Il tentativo di emancipazione fu punito dal grande conquistatore birmano Bayinnaung, che aveva sottomesso in precedenza il Regno Lanna. Fu il primo a espugnare Ayutthaya e deportò l'intera famiglia reale siamese a Pegu, la sua capitale. Il trono fu affidato a Maha Thammarachathirat, re di Sukhothai e alleato di Pegu.[21] Alla morte di Bayinnaung l'impero che aveva creato si sfaldò e i siamesi riacquistarono l'indipendenza con il re Naresuan.

 
Ayutthaya nel 1686 CE

Dopo aver riacquistato l'indipendenza, il regno si arricchì grazie agli scambi commerciali, in particolare con la Cina, il Giappone, la Francia e con la Compagnia olandese delle Indie orientali. Si è stimato che Ayutthaya fosse attorno al 1700 la più popolosa città del mondo con circa un milione di abitanti.[22] Alla crescita culturale ed economica si accompagnarono grandi progressi nel campo della medicina.[23] Nell'era del re Narai (regno dal 1656 al 1688) aumentarono gli scambi commerciali e diplomatici con l'Occidente. Ayutthaya divenne un crocevia del commercio internazionale, in particolare gli scambi con persiani e francesi contribuirono ad arricchire il regno. Narai promosse anche le arti e accolse a corte un gran numero di importanti scrittori e poeti in un periodo dorato per la letteratura siamese.

Nei decenni successivi Ayutthaya tornò a espandersi, arrivando a occupare diversi sultanati islamici della penisola malese, alcuni porti birmani nel mare delle Andamane, penetrando in Cambogia e a nord. Conflitti interni legati principalmente alla successione al trono e un senso di appagamento per i successi passati contribuirono a fiaccare lo Stato e nel 1767 Ayutthaya fu espugnata e rasa al suolo dai birmani: ebbe così fine il regno a 417 anni dalla sua fondazione.[24]

Regno di ThonburiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Thonburi.
Monumento del re Taksin a Chanthaburi.
Mappa del Regno di Thonburi.

Il paese, non occupato capillarmente dai birmani impegnati a respingere le invasioni cinesi a nord, cadde nel caos e si spaccò in sei territori in mano a locali signori della guerra. Il generale Taksin dell'esercito di Ayutthaya, che si era messo in salvo rompendo l'assedio della capitale, prese il controllo della zona a est di Bangkok. Nel giro di pochi mesi riorganizzò i siamesi e riuscì a cacciare gli invasori birmani nel novembre del 1767. Date le difficoltà di ricostruire la disastrata Ayutthaya, spostò la capitale 70 km più a sud, a Thonburi, riunificò il Siam e fu incoronato sovrano del Regno di Thonburi nel 1768. Questo regno, di cui fu l'unico monarca, durò solo quindici anni. Nel periodo in cui fu re, lo Stato espanse sensibilmente la sua influenza rendendo vassalli il Regno Lanna, i regni laotiani di Champasak, Vientiane e Luang Prabang e la Cambogia.[25] In seguito alla ribellione del re di Vientiane Anouvong, repressa nel 1829, i siamesi si annetterono i territori ad ovest del Mekong, compreso l'Isan, l'odierna Thailandia del Nordest.[26]

Regno di RattanakosinModifica

 
Wat Phra Kaew, architettura del periodo Rattanakosin
 Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Rattanakosin.

Nel 1782, Taksin fu rovesciato da una ribellione interna e Chao Phraya Chakri prese il suo posto. Fondò il Regno di Rattanakosin, detto anche Regno del Siam, e la dinastia Chakri che ancora oggi guida la Thailandia con re Rama X. Chao Phraya Chakri dopo la morte ricevette il nome postumo di Rama I. Spostò la capitale sulla sponda opposta del fiume, nell'allora piccolo villaggio di Bangkok, che ribattezzò Rattanakosin e trasformò in una sontuosa città, promosse la riorganizzazione dello Stato e la rinascita della cultura siamese. Sia Taksin che Rama I dovettero respingere ripetute invasioni dei birmani, la più pericolosa delle quali fu la guerra dei nove eserciti (1785-1786), tante furono le armate impiegate dai birmani. L'ultima invasione birmana si ebbe con la guerra del 1809-1812, vinta dai siamesi al tempo di re Rama II.

Tutti gli stati confinanti, la Birmania (Myanmar), il Laos, la Cambogia e la Malaysia, furono in seguito oggetto della colonizzazione europea a differenza del Siam. Solamente nel 1826, grazie a un accordo commerciale, la corona britannica ottenne considerevoli privilegi, stabilendo una certa influenza sul paese, che nonostante ciò non venne mai colonizzato. Per preservare l'indipendenza i siamesi dovettero concedere diversi territori alla Francia e al Regno Unito. Laos e Cambogia, che erano stati vassalli del Siam, divennero parte dell'Indocina francese, mentre lo Stato Shan a nord entrò a far parte della Birmania colonizzata dai britannici; anche diversi sultanati tributari del Siam situati nel nord dell'odierna Malesia furono ceduti ai britannici.

 
Napoleone III riceve l'ambasciata siamese nel palazzo di Fontainebleau nel 1864.

Rama IV, che regnò dal 1851 al 1868, avviò la modernizzazione del Paese con l'aiuto di alcuni consiglieri europei e il figlio Rama V (Chulalongkorn), suo successore, ne continuò l'opera rinforzando lo Stato e creando solide élite. Fu grazie alla politica di questi due sovrani che il Siam mantenne l'indipendenza.

Re Chulalongkorn in Russia nel 1897 con Nicola II di Russia Dalla Russia, Al Exander's Palace.
Bandiera nazionale tailandese "La bandiera dell'elefante bianco" dal 1855 al 1916

Rama V, proseguì l'opera di modernizzazione del Paese e fu il primo monarca thai a compiere viaggi in Europa. Nei primi anni di regno accentrò su di sé il potere, con l'aiuto dei molti fratelli, mettendo in disparte l'aristocrazia che nei decenni precedenti aveva assunto eccessiva importanza. Riformò radicalmente l'amministrazione, scegliendone i dirigenti, e mosse i primi passi verso la centralizzazione dello Stato con l'istituzione dei monthon, suddivisioni politico-amministrative governate da speciali commissari nominati dal monarca i quali gradualmente sostituirono i vecchi governatori provinciali e i sovrani tributari locali, entrambi tradizionalmente al potere per aver ereditato la carica.[27]

Introdusse nuovi sistemi educativi e legislativi di stile europeo e nel 1905 dichiarò illegale la schiavitù, pratica che rendeva il Siam agli occhi degli europei uno Stato retrogrado. Furono riorganizzate le forze armate. Fece costruire importanti infrastrutture, tra cui la prima ferrovia, e fece cambiare l'aspetto architettonico della capitale assumendo tecnici italiani.[28].

Durante la prima guerra mondiale il 22 Giugno 1917 la Tailandia dichiarò guerra all'impero Austro-Ungarico e all'impero Tedesco ottenendo così un posto tra i paesi vincitori. [29].

La monarchia costituzionale e il potere ai militariModifica

Le grandi spese per modernizzare il paese e la grave depressione che seguì il crollo di Wall Street del 29 ottobre 1929 diedero il via a un periodo di instabilità politica.[30] Durante il regno di Rama VII, il colpo di Stato del 1932 pose fine alla monarchia assoluta e diede inizio alla monarchia costituzionale. Nel 1935, il re abdicò in forte contrasto con il governo dei militari, che a suo dire utilizzavano il potere in maniera autocratica senza badare alla voce del popolo.[31][32]

Con il nuovo re Rama VIII che aveva solo 9 anni, furono nominati dei reggenti e il potere passò nelle mani dei militari; in particolare fu il nazionalista Plaek Phibunsongkhram che monopolizzò la scena politica fino al 1957, quando accusato di frode fu esiliato in Giappone. Con l'avvento dei militari ebbe inizio una lunga serie di colpi di Stato che tuttora mettono in pericolo l'unità del paese, rimasto comunque compatto nell'amore per la casa reale. Il 24 giugno 1939 il Siam cambiò il nome in Thailandia, che vuol dire "Terra degli uomini liberi". Il cambio del nome fu voluto dai militari nazionalisti che erano al potere e che vedevano di cattivo occhio la provenienza cinese del nome Siam.

Era post-modernaModifica

Durante la seconda guerra mondiale la Thailandia si schierò a fianco delle potenze dell'Asse e, approfittando dell'occupazione tedesca della Francia, nell'ottobre del 1940 intraprese la guerra franco-thailandese contro l'Indocina francese. Dopo sei mesi di combattimenti la pace fu siglata e, con l'intermediazione dei giapponesi, il 9 maggio 1941 la Thailandia si vide riconosciuti alcuni dei territori ceduti ai francesi da Rama V a inizio secolo. Con la sconfitta del Giappone dovette però restituire questi territori nel novembre del 1947. Verso la fine del conflitto, le cui sorti stavano premiando gli sforzi alleati, il movimento nazionale anti-giapponese Seri Thai costrinse Phibunsongkhram alle dimissioni da primo ministro, dando il via ad un periodo democratico nel Paese, che riprese il nome Siam nel 1945. In seguito, il dittatore uscì indenne dai processi per crimini di guerra.[33]

Nel 1946 venne misteriosamente assassinato a Bangkok Rama VIII e ascese al trono il giovane fratello Bhumibol Adulyadej Rama IX, che nel corso degli anni avrebbe acquisito notevole prestigio sia interno sia internazionale e che assicurò al Paese una certa stabilità politica anche nei momenti di maggiore turbolenza. Nel 1947, un colpo di Stato organizzato da Phibunsongkhram depose il primo ministro, un ufficiale di Marina già nel movimento anti-giapponese Seri Thai, e rimise al potere le vecchie gerarchie militari dell'anteguerra. L'8 aprile 1948 Phibunsongkhram ottenne il suo secondo mandato di primo ministro e l'11 maggio 1949 il Paese riprese il nome di Thailandia.

 
Sede Air America a Udon Thani, c. 1967

Con il consolidarsi della guerra fredda, negli anni successivi fu sviluppata la collaborazione con il governo degli Stati Uniti sia in funzione anti-comunista, concedendo l'utilizzo delle strutture aeroportuali all'aeronautica americana per le sue missioni nel Laos e nel Vietnam del Nord, sia in campo economico, con forti investimenti statunitensi nel Paese. La guerriglia comunista anti-governativa in Thailandia nacque negli anni sessanta e fu stroncata dall'esercito negli anni ottanta.[34] Particolarmente brutale fu la repressione del movimento studentesco, che avvenne dopo 3 anni di governo democratico. Il feroce massacro dell'Università Thammasat compiuto contro i manifestanti il 6 ottobre 1976, provocò la morte di oltre 100 persone (46 secondo la polizia di Bangkok) e il ferimento e l'arresto di molte altre.[35] Nella stessa giornata vi fu un nuovo colpo di Stato che rovesciò il governo del Partito Democratico e consegnò il potere all'ala estrema dei nazionalisti filo-monarchici.

All'inizio degli anni ottanta prese il potere una fazione dell'esercito vicina al re, ma di natura più democratica. Il nuovo governo contribuì alla pacificazione nazionale, concedendo l'amnistia ai ribelli comunisti che abbandonavano la lotta armata e promuovendo l'economia, facendo diventare la Thailandia una delle tigri asiatiche del settore. Un nuovo colpo di Stato dell'ala reazionaria dell'esercito pose fine nel 1991 alla riconciliazione nazionale. Un'imponente dimostrazione anti-governativa nel 1992 portò a un nuovo massacro della folla conosciuto come maggio nero, in cui persero la vita 52 persone e molte furono torturate o fatte scomparire. L'intervento del re pose fine alla rivolta e il governo golpista rassegnò le dimissioni, consegnando il potere a un esponente del Partito Democratico.

I conservatori del Partito della Nuova Aspirazione vinsero le elezioni del 1996 ma l'anno successivo furono travolti dalla crisi finanziaria asiatica. Il governo tornò al Partito Democratico di Chuan Leekpai, che ottenne un finanziamento dal Fondo Monetario Internazionale e stabilizzò la valuta.

Ventunesimo secoloModifica

Nel 2001, con la vittoria nelle elezioni del partito di Thaksin Shinawatra, i militari persero il controllo dei poteri legislativo ed esecutivo, questo portò a uno spaccamento della popolazione e a una radicalizzazione dello scontro fra i sostenitori del nuovo governo da una parte, entusiasti per le riforme populiste di Thaksin in favore dei poveri, e i conservatori dall'altra, guidati dai vertici delle forze armate, dalla nobiltà e dalla ricca borghesia. Questi ultimi si trovarono a pagare il prezzo maggiore per le riforme di Thaksin e cominciarono a opporsi con vigore al governo.

Il 26 dicembre 2004 un terremoto con epicentro a Sumatra (Indonesia) provocò uno tsunami che raggiunse le isole e le coste thailandesi causando oltre 5.000 vittime nel Paese e centinaia di migliaia in tutto il mondo. L'accentuarsi dell'instabilità politica sfociò nel nuovo colpo di Stato del settembre 2006. La presa del potere da parte dei militari avvenne senza vittime, con l'assenso del re e di una larga parte della popolazione. Il primo ministro Thaksin fu incriminato con diverse accuse, tra cui la corruzione e il conflitto di interessi, e fu costretto a rifugiarsi in esilio all'estero.

Durante il suo mandato Thaksin si era creato un grande seguito, promuovendo iniziative in favore della popolazione, tanto che nelle elezioni del dicembre 2007 vinse il partito del suo alleato Somchai Wongsawat. Nel novembre dell'anno successivo gli oppositori al governo provocarono gravi disordini e in segno di protesta occuparono l'aeroporto di Bangkok causando gravi disagi anche a cittadini stranieri. Il 2 dicembre 2008, la corte costituzionale riconobbe il partito di maggioranza colpevole di brogli e lo sciolse, bandendo per cinque anni dalla vita politica Somchai Wongsawat e altri capi del partito.[36]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Crisi politica in Thailandia del 2008.

Il potere rimase nelle mani di un partito controllato dai militari, ma visto che questo cambio al vertice avvenne per via gerarchica e non attraverso regolari elezioni, i sostenitori di Thaksin, le camicie rosse legate al neonato Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, non si diedero mai per vinti. Nel 2010 provocarono l'acutizzarsi della già grave crisi politica e sociale reclamando maggiori diritti, libertà e giustizia sociale, ma soprattutto la fissazione di nuove elezioni. Le massicce manifestazioni di aprile vennero brutalmente represse dall'esercito e i violentissimi scontri provocarono 87 morti, tra cui alcuni militari, e 1.378 feriti[37].

 
Yingluck Shinawatra è la prima donna a diventare primo ministro in Tailandia.

Le elezioni si tennero il 3 luglio del 2011 e videro il largo successo del partito di opposizione Pheu Thai, guidato da Yingluck Shinawatra, sorella minore di Thaksin, che è divenuta il nuovo primo ministro in un governo di coalizione. Dopo alcuni mesi di dure proteste anti-governative, che chiedevano le dimissioni del primo ministro perché rappresentava gli interessi del deposto fratello, nel maggio del 2014 Yingluck è stata destituita dalla Corte Costituzionale con l'accusa di "abuso del potere politico a fini personali". Con questa sentenza sono stati destituiti anche tutti gli altri ministri in carica quando successe il fatto.[38]

Con l'acutizzarsi della tensione e con l'intento di trovare una soluzione alla crisi, il 20 maggio 2014 l'esercito ha dichiarato la legge marziale a cui ha fatto seguito il colpo di Stato militare del successivo 22 maggio. La costituzione è stata soppressa, il governo ad interim è stato sciolto, è entrato in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti sono stati invitati a disperdersi. L'intervento militare è avvenuto dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone hanno perso la vita e 800 sono state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste. Si tratta del 19º tentativo di colpo di Stato nel Paese dopo l'istituzione della monarchia costituzionale nel 1932.[39]

La mattina del 23 maggio, il comandante in capo dell'esercito Prayuth Chan-ocha, guida del colpo di Stato, si è auto-proclamato primo ministro ad interim della Thailandia e ha convocato 23 leader politici nazionali nonché 114 esponenti delle dimostrazioni dei mesi precedenti. All'incontro ha partecipato Yingluck, che è stata tratta in arresto assieme ad alcuni familiari e a molti dei politici e attivisti presenti.[40] Negli anni immediatamente successivi, malgrado le sollecitazioni della comunità internazionale, il regime militare ha rifiutato di concedere nuove elezioni.[41]

 
Crematorio di re Rama IX di notte

Con la morte di re Rama IX il 13 ottobre 2016, è salito al trono il figlio Vajiralongkorn (Rama X), che nei primi mesi di regno è stato molto attivo politicamente allargando la sua sfera d'influenza nelle vicende interne thailandesi. L'imposizione dei suoi voleri alla giunta militare è stata vista da alcuni osservatori come il tentativo di rafforzare il prestigio della monarchia nel Paese centralizzando il potere secondo uno stile di stampo assolutista, al contrario di quanto fece il padre Rama IX nei rapporti con le varie giunte militari che guidarono la Thailandia durante il suo regno. Il 6 aprile 2017 Vajiralongkorn controfirmò la nuova Costituzione (la 20ª da quando fu introdotta la monarchia costituzionale nel 1932) che ha aumentato i poteri dei militari e della Corte costituzionale in ambito politico per prevenire il ritorno al potere di Thaksin Shinawatra e dei suoi alleati.[41] Le elezioni del 2019 si svolsero secondo quanto disposto dalla Costituzione, con i 250 membri del Senato scelti dalla giunta militare. Questa e altre circostanze maturate nel corso delle consultazioni sollevarono pesanti critiche contro la giunta.[42]

In Thailandia come negli altri paesi dell'area, è tuttora in vigore la pena di morte per l'omicidio, per il traffico di droga e per altri reati gravi. Un reato che viene punito con particolare durezza è quello di lesa maestà, che prevede pene dai 3 ai 15 anni di carcere per ogni singolo "insulto" a un membro della casa reale.[43]

GeografiaModifica

Picchi nel nord della Thailandia.
Spiagge nel sud della Thailandia.
Foreste nel nord della Thailandia.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Thailandia.

Con i suoi 513.120 km² di superficie, la Thailandia è il 51º stato del mondo per estensione. È paragonabile per dimensioni alla Spagna.

IdrografiaModifica

Il paese è sede di distinte regioni geografiche. La Thailandia del Nord è montuosa e ospita il Doi Inthanon, il rilievo più alto del paese con i suoi 2.576 metri; una serie di catene montuose e il fiume Saluen la separano a ovest dalla Birmania, il fiume Mekong fa da confine a nordest con il Laos. La Thailandia del Nordest, chiamata anche Isan, è costituita dall'altopiano di Khorat; anch'essa è separata dal Laos a nord e a est dal Mekong, mentre una serie di basse catene montuose ne segnano i confini meridionale e occidentale. A sud dell'Isan, la catena dei monti Dângrêk segna il confine con la Cambogia.

Il centro della nazione è dominato dalla valle in gran parte pianeggiante del fiume Chao Phraya, che si getta nel golfo del Siam; la parte occidentale è contrassegnata da catene montuose che fanno da confine con la Birmania e quella orientale dai monti Cardamomi, che demarcano il confine con la Cambogia. La Thailandia del Sud si estende lungo la penisola malese, che è attraversata dalla catena dei monti del Tenasserim e ha il suo punto più stretto nell'istmo di Kra, nei pressi di Ranong, dove termina a sud il confine tra la Thailandia e la Birmania.

Sul golfo del Siam e sul mare delle Andamane sono presenti molte isole dotate di attrezzature turistiche all'avanguardia, che rappresentano una delle principali fonti di ricchezza del paese. Oltre alla capitale Bangkok, tra le città più popolose e importanti vi sono Nonthaburi, Pak Kret, Nakhon Ratchasima, Chiang Mai, Hat Yai, Udon Thani, Khon Kaen, Ubon Ratchathani, Nakhon Si Thammarat, Nakhon Sawan, Nakhon Pathom, Phitsanulok, Pattaya, Songkhla, Surat Thani, Città di Phuket e Chiang Rai.

ClimaModifica

Il clima della Thailandia è di tipo tropicale e caratterizzato dalla presenza dei monsoni. La particolare forma geografica del paese che si sviluppa in senso meridiano crea diversi microclimi e le temperature variano in ragione delle zone. In generale la stagione fresca va da metà ottobre a gennaio, con il manifestarsi del monsone asciutto e freddo di nordest e temperature che a nord arrivano a toccare anche lo zero. La stagione calda intercorre tra febbraio e aprile con temperature che arrivano a 40 °C. La stagione delle piogge, determinata dal monsone sud-occidentale, ha inizio tra maggio e giugno e termina a ottobre/novembre. Nelle aree meridionali, più calde e umide, la stagione fredda è più breve; il monsone che soffia sulle coste del Mar delle Andamane fa sì che le piogge terminino un paio di mesi dopo rispetto al resto del Paese.

Flora e faunaModifica

La Thailandia è un paese di foreste, praterie disseminate da arbusti e aree umide paludose costellate da loti e ninfee. A partire dalla metà del XX secolo, la superficie totale del paese occupata dalle foreste è diminuita da oltre la metà a meno di un terzo. L'abbattimento delle foreste per creare terreni agricoli (comprese piantagioni di alberi), l'eccessivo sfruttamento del legname, e la scarsa gestione delle risorse sono state le cause principali di questo declino. Le foreste sono costituite soprattutto da essenze dure quali il teak e da specie della famiglia Dipterocarpaceae, sfruttate sia per il legname che per la resina. Come altrove nel Sud-est asiatico, sono comuni palme, rattan e molti tipi di felci. Dove le foreste sono state abbattute e non ripiantate, si è sviluppata una crescita secondaria di erbe e arbusti che spesso limita l'utilizzo del suolo per l'agricoltura. Loti e ninfee costellano la maggior parte degli stagni e delle paludi di tutto il paese.

La rapida deforestazione, assieme al notevole aumento della richiesta di animali esotici, si è rivelata deleteria per la fauna selvatica. Rinoceronti e tapiri, un tempo diffusi in molte parti del paese, sono pressoché scomparsi del tutto, così come le mandrie di elefanti selvatici. Una sorte simile è toccata ai gibboni e ad alcune specie di scimmie ed uccelli. Nonostante siano stati effettuati seri sforzi per impedire la vendita illegale di specie minacciate, essi hanno avuto solo un successo limitato. Come per altre normative sulla conservazione, che hanno una lunga storia in Thailandia, è stato difficile attuare e far rispettare tali leggi.

Un tempo le acque della Thailandia, sia di acqua dolce che marine, abbondavano di pesci, nonché di gamberetti, gamberi e granchi di mare, ma il loro numero è rapidamente precipitato a causa della sovrapesca e della distruzione dei loro habitat naturali. Molti dei gamberetti e dei gamberi che vengono venduti nei mercati locali o esportati provengono da appositi allevamenti. Oggi, è più facile vedere un serpente, tra cui cobra reali e alcune specie di velenosi serpenti d'acqua, nelle fattorie dei rettili piuttosto che in natura, nonostante siano ancora comuni. Lo stesso discorso è valido anche per i coccodrilli, ancora presenti in natura nel sud del paese.

PopolazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Thai.

DemografiaModifica

La Thailandia aveva una popolazione di 66.558.935 persone secondo una stima del 2019[44], in gran parte concentrata nelle aree rurali di coltivazione del riso delle regioni centrali, nord-orientali e settentrionali. Secondo il censimento del 2010, circa il 45,7% della popolazione thailandese viveva nelle aree urbane, soprattutto nella Regione metropolitana di Bangkok.

Il programma di pianificazione familiare sponsorizzato dal governo thailandese ha provocato un drammatico declino del tasso di crescita della popolazione, passato dal 3,1% nel 1960 a circa lo 0,4% del 2010. Nel 1970, una famiglia thailandese era composta in media da 5,7 persone, secondo il censimento del 2010, la dimensione media della famiglia thailandese era di 3,2 persone.

EtnieModifica

 
Ragazze delle tribù della collina nel nord-est della Thailandia

L'etnia thai fa parte della grande famiglia dei popoli tai i cui stanziamenti si estendevano dall'Assam all'isola di Hainan, e dal Sichuan al sud dell'odierna Thailandia. Ne fanno parte anche gli ahom nell'Assam, gli shan nella Birmania del Nordest, i lao in Laos e in Thailandia del Nordest, i tày in Laos e Vietnam, i nung in Vietnam, e i dai e gli zhuang in Cina. Questi popoli hanno in comune l'origine della lingua, alcune tradizioni e feste, e professano quasi tutti il Buddhismo Theravada.

Il popolo thai si suddivide in quattro grandi sottogruppi: thai centrali, nord-orientali (anche detti "Isan"), settentrionali e meridionali. I thai centrali hanno a lungo dominato il paese dal punto di vista politico, economico e culturale, pur rappresentando solo 1/3 circa dell'intera popolazione ed essendo così di poco superati in numero dai Thai nord-orientali. A seguito dei processi di scolarizzazione e di formazione di un'identità nazionale, oggi gran parte dei thailandesi parla, accanto ai propri dialetti locali, anche la lingua thailandese ufficiale che è quella dei thai centrali.

La principale minoranza non-thai è rappresentata dai cinesi, che hanno storicamente giocato un ruolo molto importante nell'economia nazionale, specie se rapportato alla loro consistenza numerica, e molti di essi sono ormai assimilati alla cultura thailandese. Uno dei principali luoghi dove sono concentrati i thai-cinesi è la zona di Yawarat, la Chinatown di Bangkok.

Altri gruppi etnici minoritari sono i malesi nella Thailandia del Sud, i mon, i khmer e diverse tribù delle colline. Con la fine della guerra in Vietnam, molti vietnamiti trovarono rifugio in Thailandia, specie nelle regioni nord-orientali.

ReligioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Thailandia.
 
Novizi buddisti meditando nella foresta.

Secondo la statistica governativa riguardante il 2015, il 94,6% circa dei thailandesi professa il buddhismo theravada. Seguono i musulmani (4,3%), concentrati nel sud del Paese e rappresentati in particolare dalla minoranza malese. I cristiani costituiscono invece l'1,02% della popolazione. Nelle città vi sono esigue minoranze di induisti, confuciani e sikh.[45] Tra i membri delle varie etnie tribali la fede principale è l'animismo.

LingueModifica

Lingua nazionale è il tailandese (detto anche thai), scritto con un proprio alfabeto. Numerosi e molto diffusi sono i dialetti tai, nel nord-est del Paese è diffusa la lingua isan, che si suddivide in diversi dialetti derivati dalla lao e sono mutualmente intelligibili con il thailandese. Le minoranze etniche utilizzano i propri idiomi (soprattutto mon e khmer). Sebbene sia ampiamente insegnato nelle scuole, l'inglese non è molto diffuso, specie nelle regioni più remote.

Ordinamento dello StatoModifica

Suddivisioni amministrativeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisioni della Thailandia.

La Thailandia è suddivisa in 76 province (in thailandese: จังหวัด, traslitterazione RTGS: changwat). La capitale Bangkok è dal 1975 una zona con lo statuto speciale di metropoli affidata all'Amministrazione metropolitana di Bangkok. Viene considerata come la 77ª provincia, poiché è amministrata allo stesso livello delle province. Il sistema di suddivisione amministrativa in 77 province è quello ufficiale adottato dal dipartimento governativo dell'Istituto Reale di Thailandia.

Le province thailandesi vengono di seguito riportate secondo l'appartenenza geografica alle regioni del paese. Le regioni non sono enti amministrativi ed esistono vari sistemi di suddivisione in regioni (viene qui utilizzato quello a sei regioni).

 
Mappa delle province della Thailandia suddivise nel sistema a sei macro-regioni: non è evidenziata la provincia di Bueng Kan, istituita nel 2011, a cui è stato assegnata la parte orientale del territorio della provincia di Nong Khai
 
Huai Nam Dang, Chiang Mai
 
Khao Sam Roi Yot, Prachuap Khiri Khan

Nord

  1. Chiang Mai (เชียงใหม่)
  2. Chiang Rai (เชียงราย)
  3. Lampang (ลำปาง)
  4. Lamphun (ลำพูน)
  5. Mae Hong Son (แม่ฮ่องสอน)
  6. Nan (น่าน)
  7. Phayao (พะเยา)
  8. Phrae (แพร่)
  9. Uttaradit (อุตรดิตถ์)

Ovest

  1. Kanchanaburi (กาญจนบุรี)
  2. Phetchaburi (เพชรบุรี)
  3. Prachuap Khiri Khan (ประจวบคีรีขันธ์)
  4. Ratchaburi (ราชบุรี)
  5. Tak (ตาก)

Nordest

  1. Amnat Charoen (อำนาจเจริญ)
  2. Buri Ram (บุรีรัมย์)
  3. Chaiyaphum (ชัยภูมิ)
  4. Kalasin (กาฬสินธุ์)
  5. Khon Kaen (ขอนแก่น)
  6. Loei (เลย)
  7. Maha Sarakham (มหาสารคาม)
  8. Mukdahan (มุกดาหาร)
  9. Nakhon Phanom (นครพนม)
  10. Nakhon Ratchasima (นครราชสีมา)
  11. Nong Bua Lamphu (หนองบัวลำภู)
  12. Nong Khai (หนองคาย)
  13. Roi Et (ร้อยเอ็ด)
  14. Sakon Nakhon (สกลนคร)
  15. Si Sa Ket (ศรีสะเกษ)
  16. Surin (สุรินทร์)
  17. Ubon Ratchathani (อุบลราชธานี)
  18. Udon Thani (อุดรธานี)
  19. Yasothon (ยโสธร)
  20. Bueng Kan (บึงกาฬ)

Centro

  1. Ang Thong (อ่างทอง)
  2. Phra Nakhon Si Ayutthaya (พระนครศรีอยุธยา)
  3. Bangkok (Krung Thep Maha Nakhon) (กรุงเทพมหานคร), zona a statuto speciale
  4. Chai Nat (ชัยนาท)
  5. Kamphaeng Phet (กำแพงเพชร)
  6. Lop Buri (ลพบุรี)
  7. Nakhon Nayok (นครนายก)
  8. Nakhon Pathom (นครปฐม)
  9. Nakhon Sawan (นครสวรรค์)
  10. Nonthaburi (นนทบุรี)
  11. Pathum Thani (ปทุมธานี)
  12. Phetchabun (เพชรบูรณ์)
  13. Phichit (พิจิตร)
  14. Phitsanulok (พิษณุโลก)
  15. Sukhothai (สุโขทัย)
  16. Samut Prakan (สมุทรปราการ)
  17. Samut Sakhon (สมุทรสาคร)
  18. Samut Songkhram (สมุทรสงคราม)
  19. Saraburi (สระบุรี)
  20. Sing Buri (สิงห์บุรี)
  21. Suphan Buri (สุพรรณบุรี)
  22. Uthai Thani (อุทัยธานี)

Est

  1. Chachoengsao (ฉะเชิงเทรา)
  2. Chanthaburi (จันทบุรี)
  3. Chonburi (ชลบุรี)
  4. Prachin Buri (ปราจีนบุรี)
  5. Rayong (ระยอง)
  6. Sa Kaeo (สระแก้ว)
  7. Trat (ตราด)

Sud

  1. Chumphon (ชุมพร)
  2. Krabi (กระบี่)
  3. Nakhon Si Thammarat (นครศรีธรรมราช)
  4. Narathiwat (นราธิวาส)
  5. Pattani (ปัตตานี)
  6. Phang Nga (พังงา)
  7. Phatthalung (พัทลุง)
  8. Phuket (ภูเก็ต)
  9. Ranong (ระนอง)
  10. Satun (สตูล)
  11. Songkhla (สงขลา)
  12. Surat Thani (สุราษฎร์ธานี)
  13. Trang (ตรัง)
  14. Yala (ยะลา)

Città principaliModifica

Le città principali della Thailandia sono Bangkok, con 8,281 milioni di abitanti (2010), Nonthaburi (270 000), Nakhon Ratchasima (174.000), Chiang Mai (174.000), Hat Yai (157.000) e Udon Thani (155.000).

IstituzioniModifica

 
studenti in un'università.

UniversitàModifica

Il 26 marzo 1917 fu istituita l'Università Chulalongkorn, fondata da re Vajiravudh (Rama VI), è il più antico ateneo thailandese e tra i più prestigiosi del paese.

PoliticaModifica

La Thailandia è una monarchia parlamentare con un Parlamento bicamerale (Camera dei Rappresentanti e Senato). Vi è stato di recente un periodo di dittatura militare durato dal 2014 al 2019.

Il sovrano attuale è Vajiralongkorn, in carica dal 13 ottobre 2016[46] con il nome regale di Rama X, succeduto al padre Bhumibol Adulyadej (Rama IX).

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Thailandia.
 
Bangkok, la capitale, è anche la città più grande e il centro economico e finanziario del paese.

Nel corso del 2013 il tasso di disoccupazione è risultato inferiore all'1%.

Quasi il 70% dell'intera popolazione thailandese è costituito da agricoltori, che coltivano una terra alluvionale così ricca che la Thailandia è al primo posto nel mondo per l'esportazione di tapioca, al secondo per quella di riso e di caucciù, al terzo per quella di ananas in scatola. Inoltre questo paese è tra i principali esportatori di zucchero, granoturco e stagno. In via di sviluppo sono l'industria dell'abbigliamento e l'elettronica. In via di incremento il turismo internazionale che si concentra, in particolar modo, nella zona costiera.

La moneta locale è il Baht thailandese, che nel 1997 venne pesantemente svalutato in seguito a una grave crisi economica, dando il via a un effetto domino che fu una delle cause della famosa crisi delle "tigri asiatiche".

Tradizionalmente la pesca viene fatta sulla tipica imbarcazione, la Kolae.

Settore primarioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Agricoltura in Thailandia.

Gli sviluppi in agricoltura dal 1960 hanno sostenuto la transizione della Thailandia verso un'economia industrializzata. Nel 2008 l'agricoltura, silvicoltura e pesca hanno contribuito 8,4 per cento del PIL; nelle zone rurali, i lavori agricoli forniscono lavoro. La Thailandia è uno dei primi esportatori mondiali di riso, e un grande esportatore di gamberetti. Altre coltivazioni includono noci di cocco, mais, gomma, soia, canna da zucchero e tapioca. Secondo un'indagine degli anni 2010 del Ministero thailandese dell'Agricoltura e delle Cooperative, il 46,5% del territorio nazionale è usato per l'agricoltura. L'8,8% del terreno agricolo è destinato all'orticoltura e i frutti principali sono mango (20,5%), longan (10,4%), durian (5,8%), mangostano (4,1%), longkong (3,7%), rambutan (3%), lychee (1,3%) e mandarino tangerino (0,9%).[47]

 
La Thailandia è il secondo esportatore di riso al mondo.

Nel 1985 la Thailandia ha designato il 25 per cento della sua superficie per la protezione delle foreste e del 15 per cento per la produzione di legname. Le foreste sono state scelte per la conservazione e la ricreazione della fauna e della flora, mentre le foreste di legname sono disponibili per il settore forestale. Tra il 1992 e il 2001 le esportazioni di tronchi e legname sono aumentate da 50.000 a 2.000.000 di metri cubi all'anno.

L'epidemia di influenza aviaria regionale contratta della Thailandia dal settore agricolo nel 2004 e lo tsunami del 26 dicembre dello stesso anno hanno devastato il settore della pesca west-coast. Nel 2005 e nel 2006 il PIL agricolo è calato del 10%.

Nel settore agricolo il riso è l'alimento base, ed è coltivato nelle pianure del Chao Phraya e del Mekong. Mais e manioca sono gli altri due prodotti coltivati nel paese. Banane, caffè, tabacco, ananas, canna da zucchero e iuta sono le colture da piantagione principali, mentre la ricca vegetazione della Thailandia fornisce vari tipi di legname pregiato, come il teak, il sandalo, il sapan e l'ebano.

Settore terziarioModifica

Un monumento culturale che attira molti turisti in Thailandia
Wat Arun, Bangkok

Il turismo contribuisce in modo significativo all'economia thailandese, e l'industria turistica ha beneficiato del deprezzamento del baht e della stabilità della Thailandia. Gli arrivi turistici nel 2002 sono stati di 10.9 milioni di persone con un aumento del 7.3% rispetto all'anno precedente (10.1 milioni nel 2001).

Il turismo fornisce un contributo grande per l'economia della Thailandia (circa il 6% del PIL). I turisti vengono in Thailandia per una serie di motivi, in primo luogo per la bellezza delle sue spiagge, ma anche Bangkok ha visto un forte aumento del turismo negli ultimi anni.

Secondo il World Travel and Tourism Council, la Thailandia è al quinto posto della più grande destinazione del turismo medico per la spesa in entrata del turismo medico, attirando oltre 2.5 milioni di visitatori nel 2018.[48] Il paese è anche il numero uno dell'Asia.[49] Il paese è popolare per la crescente pratica della chirurgia di riassegnazione del sesso (SRS) e della chirurgia estetica. Nel 2010-2012, oltre il 90% dei visitatori si è recato in Thailandia per SRS.

Nel 2007 circa 14 milioni di turisti hanno visitato la Thailandia. Il settore del turismo comprende il turismo sessuale, anche se la prostituzione è illegale in Thailandia. Il numero di turisti nel 2009 è stato stimato in circa 14 milioni, in calo del 4% rispetto al 2008.

Settore secondarioModifica

Nel 2007 l'industria ha contribuito con il 43,9% del PIL, impiegando il 14% della forza lavoro. L'industria è cresciuta a un tasso medio annuo del 3,4% nel periodo 1995-2005. Il sottosettore più importante del settore è la produzione, che rappresentano il 34,5% del PIL nel 2004.

La Thailandia sta diventando un centro per la produzione di automobili per l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) di mercato. Nel 2004 la produzione di automobili ha raggiunto 930.000 unità, più del doppio di quanto nel 2001. Toyota e Ford sono attive in Thailandia, e l'espansione del settore automobilistico ha aumentato la produzione di acciaio nazionale. L'industria elettronica della Thailandia è frenata dalla concorrenza di Malesia e Singapore, mentre quella tessile la concorrenza di Cina e Vietnam.I prodotti più esportati dalla Thailandia sono: vestiario come le calzature, diamanti e preziosi, derivati del petrolio, inoltre il riso, crostacei e molluschi.

SaluteModifica

 
Siriraj Hospital di Bangkok, l'ospedale più antico e più grande della Thailandia.

La Thailandia è al 6 ° posto al mondo e al 1 ° in Asia nell'Indice di sicurezza sanitaria globale 2019 delle capacità di sicurezza sanitaria globale in 195 paesi[50], rendendolo l'unico paese in via di sviluppo nella top ten mondiale. La Thailandia aveva 62 ospedali accreditati dalla Joint Commission International.[51] Nel 2002, Bumrungrad divenne il primo ospedale in Asia a soddisfare lo standard.

L'assistenza sanitaria e medica è supervisionata dal Ministero della sanità pubblica (MOPH), insieme a diverse altre agenzie governative non ministeriali, con una spesa nazionale totale per la salute pari al 4.3% del PIL nel 2009. Le malattie non trasmissibili costituiscono l'onere maggiore di la morbilità e la mortalità, mentre le malattie infettive tra cui la malaria e la tubercolosi, nonché gli incidenti stradali, sono anche importanti problemi di salute pubblica. L'attuale ministro della sanità pubblica è Anutin Charnvirakul.

Nel dicembre 2018 il parlamento ad interim ha votato per legalizzare l'uso della cannabis per motivi medici. L'uso ricreativo è rimasto illegale. L'Assemblea Legislativa Nazionale ha avuto 166 voti a favore dell'emendamento alla legge sugli stupefacenti, mentre non ci sono stati voti contrari e 13 astensioni. Il voto rende la Thailandia il primo paese del sud-est asiatico a consentire l'uso della cannabis medica.[52]

CulturaModifica

LetteraturaModifica

Verso la fine del XVIII secolo si afferma l'epica nazionale thailandese del Ramakien (in lingua thai: รามเกียรติ์, Gloria di Rama)

Una produzione letteraria thailandese nasce nel XIV secolo per affermarsi nel XIX con la poesia :Sunthorn Phu e uno di questi autori che ha valorizzato la letteratura thailandese. Il genere della prosa si riscontra invece durante il XX secolo lasciando spazio a vari temi non solo di carattere popolare.

Patrimoni dell'umanitàModifica

 
La Città storica di Ayutthaya

La Thailandia, a livello culturale, vanta una ricca tradizione paesaggistica e artistica, omaggiata a livello universale, tanto che cinque dei suoi siti sono stati inseriti nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO:

DivertimentoModifica

Gli attori dei film thailandesi di fama internazionale lo sono Tony Jaa. I famosi film di arti marziali :Ong-Bak - Nato per combattere, Ong-Bak 2 - La nascita del dragone, Ong-Bak 3, The Protector - La legge del Muay Thai.[53][54][55]

Lalisa Manoban

Famosi film horror in Tailandia: Shutter (2004), Alone (2007), Coming Soon (2008), 4bia (2008), Phobia 2 (2009), The Swimmer (2014). Pee Mak è un film thailandese di genere commedia dell'orrore del 2013, ispirato a Mae Nak Phra Khanong, una leggenda popolare thailandese.[56]

I drammi televisivi della Thailandia, noti come Lakorn, Lakorn sono diventati popolari in Thailandia e fuori dalla Thailandia.[57] Molti drammi tendono ad avere un focus romantico, come ad esempio Ugly Duckling (2015), U-Prince (2017), Bai Mai Tee Plid Plew (2019), e serie drammatiche per adolescenti, come The Gifted (2018), Social Death Vote (2018), Girl from Nowhere (2018), e Wolf (2019).

Una delle più note interpreti della musica thailandese e Pumpuang Duangjan (1961-1992), ricordata, in particolare, per i testi, che descrivono i poveri rurali della Thailandia. artisti pop dance di fama internazionale includono Tata Young, Lalisa Manoban.[58]

SportModifica

Muay thaiModifica

Ram Muay, Rituali pre-combattimento.
Match di muay thai a Bangkok
Buakaw, famosi praticanti di muay thai internazionali

Lo sport nazionale thailandese è la muay thai, arte marziale che traccia le sue origini dall'antica muay boran sviluppatasi ai tempi di re Naresuan nel XVI secolo. Assunse lo stile odierno verso la metà del XVIII secolo[59] ed è oggi praticata in molti Paesi al mondo. Tra i campioni thailandesi della muay thai vi sono Buakaw Banchamek, più volte campione del mondo, Sudsakorn Sor Klinmee, Yodsanklai Fairtex e Sitthichai Sitsongpeenong.

CalcioModifica

La Nazionale di calcio della Thailandia risulta una delle più forti del Sud-est asiatico. Nel suo palmares spiccano i numerosi trionfi ai Giochi del Sud-est asiatico. La disciplina ha acquistato grande popolarità nel Paese in particolar modo tra i giovani, molti dei quali la preferiscono alla tradizionale muay thai.[60] Il magnate thailandese Vichai Srivaddhanaprabha è stato il presidente che ha guidato il Leicester City alla conquista del suo primo storico scudetto nella Premier League 2015-2016. In precedenza l'ex primo ministro Thaksin Shinawatra era stato presidente del Manchester City.

Altri sportModifica

Tra gli sport tradizionali thailandesi figura il takraw, una sorta di footvolley giocato su superficie sintetica in cui una piccola palla di rattan può essere toccata con tutto il corpo ad eccezione delle braccia e delle mani. Le squadre thailandesi si sono imposte in questa disciplina nelle prime due Coppe del mondo , nel 2011 e 2017, sia a livello maschile che femminile.[61][62].

La nazionale di pallavolo femminile della Thailandia ha compiuto grandi progressi e si è laureata per due volte campione di Asia e Oceania. Ha inoltre raggiunto il quarto posto nel World Grand Prix di pallavolo femminile 2012. Anche gli atleti thailandesi del badminton hanno collezionato diversi successi, in particolare Ratchanok Intanon, campionessa del mondo in singolare a Canton 2013. Nel 2014 è stato realizzato il circuito internazionale di Buriram, che dal 2015 fa parte del calendario del Campionato mondiale Superbike e nel 2018 ha ospitato la prima edizione del Gran Premio motociclistico di Thailandia del motomondiale. Nei primi anni duemila ha avuto grande successo nel tennis Paradorn Srichaphan, giunto tra i top ten del ranking ATP nel 2003.

Giochi olimpiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Thailandia ai Giochi olimpici.

La prima medaglia d'oro olimpica per la Thailandia fu conquistata da Somluck Kamsing, nel pugilato, pesi piuma, ai Giochi olimpici di Atlanta 1996. Oltre alle varie medaglie ottenute nel pugilato, la Thailandia vanta diversi titoli olimpici anche nel sollevamento pesi.

TradizioniModifica

GastronomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina thailandese.

cucina nazionale della Thailandia. Mischiando i diversi elementi delle tradizioni del sud-est asiatico, la cucina thailandese dà enfasi a piatti leggeri con forti componenti aromatiche.

Come in molte altre cucine asiatiche il dettaglio e la varietà sono di grande significato per gli chef thailandesi. Il cibo è conosciuto per il bilanciamento dei quattro sapori fondamentali per ogni piatto o per il pasto in generale: aspro, dolce, salato e amaro. I pasti sono basati sul riso, che ha storicamente un ruolo centrale nella cultura del paese. Il termine mangiare in lingua thai è kin khao, che letteralmente significa "mangiare riso"[63].

Tra gli ingredienti principali della cucina thailandese c'è il pesce, che al pari del riso rappresenta il pilastro della gastronomia locale[63]. I sapori della cucina thai derivano anche dalle spezie che vengono utilizzate, tra le più caratteristhe vi sono il basilico sacro, il basilico thai e il peperoncino thai. Altri ingredienti vegetali importanti sono aglio, scalogno, citronella, pandan e taro.

Uno dei piatti tipici e famosi della cucina thailandese è il Pad thai, un piatto di pasta di riso saltata in padella e condita con vari elementi culinari.

RicorrenzeModifica

Festività e ricorrenze nazionaliModifica

Data Nome Significato
13 aprile Songkran celebrazione del Capodanno thailandese
26 giugno Sunthorn Phu Day celebra la nascita del poeta Sunthorn Phu, nel 1786
28 luglio Compleanno del Re Festa nazionale: Compleanno del Re di Thailandia Vajiralongkorn (Rama X)
29 luglio Giornata nazionale della Lingua Thai per onorare Sua Maestà il Re che ha evidenziato nel 1962 l'importanza e il valore della lingua thailandese.
12 agosto Festa della Mamma Giorno del compleanno dell'attuale Regina Madre di Thailandia Sirikit
28 settembre Giorno della Bandiera Nazionale Giorno della Bandiera della Thailandia, concessa da re Vajiravudh, nel 1917
12º mese calendario lunare thailandese Loi Krathong tipico festival popolare o festival delle Lanterne o delle Luci
5 dicembre Compleanno del Re e Festa del Papà si celebra il compleanno del defunto re Bhumibol Adulyadej (Rama IX il Grande), impostato come Festa del papà

NoteModifica

  1. ^ a b c (ENTH) The 2010 Population and Housing Census: the Whole Kingdom (PDF), su popcensus.nso.go.th, Ufficio nazionale di statistica, 2010, p. 32. URL consultato il 6 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2019).
  2. ^ (TH) Popolazione al 31 dicembre 2018, su stat.bora.dopa.go.th, Ufficio statistiche del Ministero thailandese della Pubblica Amministrazione, 31 dicembre 2018. URL consultato il 12 luglio 2019.
  3. ^ (TH) Popolazione al 31 dicembre 2017, su stat.bora.dopa.go.th, Ufficio statistiche del Ministero thailandese della Pubblica Amministrazione, 31 dicembre 2017. URL consultato il 12 luglio 2019.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013, su imf.org.
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2018, su data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ Thailand National Day, Dipartimento di Stato U.S.A.. URL consultato il 15 marzo 2018.
  7. ^ Luciano Canepari, Thailandia, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  8. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Tailandia", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  9. ^ Enciclopedia Sapere, su sapere.it.
  10. ^ Luciano Canepari, siam, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
    Meno consigliata la pronuncia /siˈam/.
  11. ^ (EN) Nicholas Grossman (a cura di), Chronicle of Thailand, Editions Didier Millet, 2009, p. 43, ISBN 981-4217-12-3. URL consultato il 23 giugno 2018.
  12. ^ (EN) Jonathan H. Ping, Middle Power Statecraft: Indonesia, Malaysia, and the Asia Pacific, Ashgate, 2005 ISBN 0754644677, p. 104.
  13. ^ Thailand and the World Bank, su worldbank.or.th. URL consultato il 17 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2011)., World Bank on Thailand country overview.
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Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • (THEN) Sito web ufficiale, su thaigov.go.th, รัฐบาลไทย - Royal Thai Government. URL consultato il 12 marzo 2019.
  • (THEN) Sito web ufficiale, su mfa.go.th, Ministry of Foreign Affairs, Kingdom of Thailand. URL consultato il 12 marzo 2019. (informazioni ai visitatori e ottenimento del visto ...)
  • (THEN) Sito web ufficiale, su tmd.go.th, Dipartimento Meteorologico Thailandese (ente di governo). URL consultato il 12 marzo 2019.
  • Regolamento visti (PDF), su consolatothailandia.it, Consolato onorario thailandese di Venezia. URL consultato il 12 marzo 2019.
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