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Diocesi di Cuneo

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Cuneo
Dioecesis Cuneensis
Chiesa latina
I-CN-Cuneo11.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Piero Delbosco
Vicario generale Giovanni Battista Riberi
Vescovi emeriti Giuseppe Cavallotto
Sacerdoti 117 di cui 101 secolari e 16 regolari
897 battezzati per sacerdote
Religiosi 23 uomini, 264 donne
Diaconi 5 permanenti
Abitanti 117.000
Battezzati 105.000 (89,7% del totale)
Superficie 1.566 km² in Italia
Parrocchie 82 (7 vicariati)
Erezione 17 luglio 1817
Rito romano
Cattedrale Santa Maria del Bosco
Santi patroni Michele arcangelo
Dalmazzo di Pedona
Indirizzo Via Roma 7, 12100 Cuneo, Italia
Sito web new.diocesicuneo.it
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Entrata del palazzo vescovile.

La diocesi di Cuneo (in latino: Dioecesis Cuneensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2016 contava 105.000 battezzati su 117.000 abitanti. È retta dal vescovo Piero Delbosco.

TerritorioModifica

La diocesi comprende la parte sud-occidentale della provincia di Cuneo. Confina a nord con le diocesi di Saluzzo e di Fossano, ad est con la diocesi di Mondovì e per breve tratto con la diocesi di Ventimiglia-San Remo, a sud confina con la diocesi di Nizza e ad ovest con quella di Digne, entrambe in territorio francese.

Sede vescovile è la città di Cuneo, dove si trova la cattedrale di Santa Maria del Bosco.

Zone pastorali e parrocchieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Cuneo.
 
La mappa delle zone pastorali.

Il territorio si estende su 1.566 km² ed è suddiviso in 82 parrocchie divise in 7 zone pastorali:[1]

Santuari diocesaniModifica

Sono riconosciuti come santuari diocesani i seguenti edifici religiosi:[2]

Istituti religiosiModifica

Nel 2018 la diocesi ospita le seguenti comunità religiose:[3]

Istituti religiosi maschili
Istituti religiosi femminili
Istituti secolari
  • Compagnia di Sant'Orsola Istituto Secolare di Sant'Angela Merici
  • Istituto secolare "Missionarie diocesane Gesù Sacerdote"
Società di vita apostolica

StoriaModifica

In epoca napoleonica, in seguito all'invasione francese, il Piemonte venne annesso alla Francia diventandone una regione con il nome di Au delà des Alpes, suddivisa in cinque dipartimenti (1802). Come era già avvenuto sul suolo francese, anche in Piemonte Napoleone Bonaparte impose una riduzione delle diocesi, confermata da papa Pio VII con il breve Gravissimis causis del 1º giugno 1803.[4] Con la Restaurazione e la fine del regime napoleonico, fu ripristinata la situazione precedente, con l'erezione tuttavia di nuove diocesi.

Il 25 novembre 1814 il consiglio comunale di Cuneo aveva incaricato il conte Carlo Pascale d'Illonza e il marchese Paolo Della Valle di Clavesana, patrizi cuneesi, di convincere re Vittorio Emanuele I a elevare a sede di vescovato la città di Cuneo.[5] Questo tentativo ebbe successo quando Pio VII pubblicò la bolla Beati Petri il 17 luglio 1817, con la quale il pontefice restaurava le antiche diocesi piemontesi soppresse nel 1803, e al contempo istituiva la nuova diocesi di Cuneo, ricavandone il territorio dalla diocesi di Mondovì.

Primo vescovo fu Amedeo Bruno di Samone dei conti Bruno di Tornaforte che fece il suo ingresso solenne in diocesi il 15 ottobre 1817. Il palazzo vescovile fu legato dal conte Francesco Bruno di Tornaforte ed è ancora oggi sede della curia diocesana. Il 23 dicembre 1826 venne approvata dal consiglio comunale di Cuneo la proposta del vescovo Amedeo che eleggeva san Michele Arcangelo quale Patrono della città e della diocesi; con la stessa bolla il beato Angelo Carletti veniva eletto speciale protettore e difensore della città. Nel 1831 il vescovo Amedeo fece erigere il santuario della Madonna della Riva, prodigandosi negli anni del colera (1835), affinché venissero soccorse le popolazioni cuneesi. Al vescovo Amedeo si deve inoltre l'istituzione del seminario vescovile e la celebrazione nel 1827 del primo sinodo diocesano, preceduto da una visita pastorale di tutte le parrocchie.

Durante l'episcopato di Amedeo Bruno di Samone, il canonico Bartolomeo Manassero fondò nel 1831 la congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, approvata definitivamente dalla Santa Sede nel 1948.

Nel 1844 fu nominato vescovo di Cuneo il superiore generale dei carmelitani scalzi, Clemente Manzini, a cui si deve la costruzione del nuovo seminario, nei pressi della cattedrale, inaugurato nel 1845; nel 1853 aprì anche il seminario minore affidato ai Gesuiti.

Nel 1860 la diocesi acquisì le testate delle valli Vesubia e Tinea (dalla diocesi di Nizza) più l'alta Valle Roja (Briga Marittima e Tenda) dalla diocesi di Ventimiglia. Quest'ultima fino al 1886, quando tornò alla diocesi ventimigliese, mentre le testate delle valli Tinea e Vesubia tornarono alla diocesi di Nizza dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1947, a seguito della sconfitta dell'Italia e della modifica dei confini nazionali.

A fine Ottocento, la diocesi fu retta dal vescovo Teodoro Valfrè di Bonzo, molto attivo nell'opera di rinnovamento del clero e del laicato; dopo essere stato trasferito alla diocesi di Como, fu creato cardinale nel 1919. Il suo successore Andrea Fiore (1895-1914) celebrò il secondo sinodo diocesano (1901), istituì gli oratori nelle parrocchie della città di Cuneo, diede impulso all'Azione Cattolica e al quotidiano cattolico Lo Stendardo.

Durante l'episcopato di Quirico Travaini (1926-1934), la diocesi di Cuneo fu unita per la prima volta in persona episcopi alla diocesi di Fossano. Al vescovo Travaini si deve la fondazione nel 1929 della rivista diocesana cuneese e la celebrazione a Cuneo nel 1931 di un congresso eucaristico mariano.

Il 19 gennaio 1950 furono rivisti i confini con la vicina diocesi di Mondovì nei comuni di Montanera e di Morozzo.[6]

Il vescovo Guido Tonetti (1957-1971) prese parte al concilio Vaticano II e, sulla spinta del rinnovamento ecclesiale introdotto da questa assise conciliare, riorganizzò le varie strutture pastorali della diocesi promuovendo in successione l'anno eucaristico mariano, l'anno liturgico, l'anno biblico e l'anno del Concilio; portò a termine i lavori di restauro nella cattedrale; promosse in particolare la pastorale giovanile, anche grazie all'istituzione di giornate di studio sulla catechesi degli adolescenti e dei giovani.

Il 1º febbraio 1999 fu ripristinata l'unione in persona episcopi delle diocesi di Cuneo e di Fossano, in vigore ancora oggi.

A fine settembre 2012 è stato inaugurato il museo diocesano d'arte sacra, ospitato nel complesso monumentale di San Sebastiano, che per l'occasione ha subito una notevole opera di restauro e di recupero delle varie strutture, comprensive della chiesa di San Sebastiano e delle sue adiacenze.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 117.000 persone contava 105.000 battezzati, corrispondenti all'89,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 89.400 90.000 99,3 214 182 32 417 88 987 72
1969 102.231 102.469 99,8 197 160 37 518 50 664 77
1980 113.178 113.780 99,5 198 165 33 571 37 602 85
1990 107.550 108.200 99,4 176 149 27 611 33 502 82
1999 107.326 109.176 98,3 160 139 21 670 27 420 82
2000 107.881 109.856 98,2 163 142 21 661 26 402 82
2001 107.740 110.120 97,8 161 140 21 669 29 400 82
2002 90.530 92.287 98,1 158 137 21 572 34 369 81
2003 90.552 92.315 98,1 154 133 21 588 34 369 81
2004 90.540 92.310 98,1 148 126 22 611 34 350 82
2006 108.100 119.195 90,7 138 117 21 783 33 306 82
2013 108.600 120.200 90,3 120 104 16 905 4 23 277 82
2016 105.000 117.000 89,7 117 101 16 897 5 23 264 82

NoteModifica

  1. ^ Elenco delle parrocchie suddivise per zone pastorali dal sito web Archiviato il 3 settembre 2018 in Internet Archive. della diocesi.
  2. ^ Elenco dei santuari dal sito web Archiviato il 3 settembre 2018 in Internet Archive. della diocesi.
  3. ^ Elenchi tratti dal sito web della diocesi.
  4. ^ Testo del breve, in latino e in francese, in: Bulletin des lois de l'Empire français, quarta serie, tomo terzo, pp. 58-69. A seguire la lettera esecutoria del cardinale Caprara, pp. 69-92, con l'elenco dei borghi e dei paesi facenti parte di ciascuna diocesi.
  5. ^ Maria Alberta Sarti, Barbaroux: un talento della diplomazia e della scienza giuridica alla corte sabauda, Cedam, Padova 2011, p. 46.
  6. ^ AAS 42 (1950), pp. 444-445.
  7. ^ Rinunciò alla diocesi per entrare nella Congregazione della Missione (Beweb). Non sembra abbia mai ricevuto una sede titolare.
  8. ^ Nominato vescovo titolare di Cidiesso.
  9. ^ Nominato vescovo titolare di Mindo.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica