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Diocesi di Fossano

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Fossano
Dioecesis Fossanensis
Chiesa latina
Fossano cattedrale.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Piero Delbosco
Vicario generale Pierangelo Chiaramello
Vescovi emeriti Giuseppe Cavallotto
Sacerdoti 54 di cui 37 secolari e 17 regolari
720 battezzati per sacerdote
Religiosi 26 uomini, 22 donne
Diaconi 4 permanenti
Abitanti 41.730
Battezzati 38.900 (93,2% del totale)
Superficie 275 km² in Italia
Parrocchie 33 (3 vicariati)
Erezione 15 aprile 1592
Rito romano
Cattedrale San Giovenale
Santi patroni San Giovenale
Indirizzo Via Vescovado 8, 12045 Fossano [Cuneo], Italia
Sito web www.diocesifossano.org
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Fossano (in latino: Dioecesis Fossanensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2016 contava 38.900 battezzati su 41.730 abitanti. È retta dal vescovo Piero Delbosco.

TerritorioModifica

La diocesi comprende i comuni di Fossano, Genola, Cervere, Salmour, Centallo, Villafalletto, Vottignasco e le frazioni Tetti Roccia e Levaldigi del comune di Savigliano. Confina a nord con l'arcidiocesi di Torino, ad est con le diocesi di Alba e di Mondovì, a sud con la diocesi di Cuneo e ad ovest con quella di Saluzzo.

Sede vescovile è la città di Fossano, dove si trova la cattedrale di San Giovenale.

Zone pastorali e parrocchieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Fossano.

Il territorio si estende su 275 km² ed è suddiviso in 33 parrocchie, raggruppate in tre zone pastorali:[1]

  • la zona pastorale di Fossano-Città comprende 9 parrocchie nel centro di Fossano e nelle sue frazioni di Boschetti, San Martino e Tagliata;
  • la zona pastorale sud-ovest comprende 14 parrocchie nei comuni di Centallo, Villafalletto e Vottignasco, e nelle frazioni fossanesi di Gerbo, Maddalene, Mellea, Murazzo, Piovani, San Sebastiano Comunia e San Vittore;
  • la zona pastorale nord-est comprende 10 parrocchie nei comuni di Cervere, Genola e Salmour, nelle frazioni Levaldigi e Tetti Roccia di Savigliano, e nelle frazioni Loreto, Sant'Antonio Baligio e San Lorenzo di Fossano.

Istituti religiosiModifica

Nel 2018 la diocesi ospita le seguenti comunità religiose:[2]

Istituti religiosi maschili
Istituti religiosi femminili
  • Monastero benedettino della Santissima Annunziata (Fossano)
  • Suore domenicane (Fossano)
  • Suore di San Giuseppe di Cuneo (Fossano)
  • Società di Maria Ausiliatrice di Chennai (Fossano)
  • Istituto secolare delle missionarie diocesane di Gesù Sacerdote (Fossano)

StoriaModifica

La diocesi fu eretta il 15 aprile 1592 con la bolla Cum Principatus Pedemontium di papa Clemente VIII, su istanza del duca di Savoia Carlo Emanuele I; lo stesso giorno il papa indirizzò ai fedeli e al popolo di Fossano la lettera Hodie ex certis con la quale annunciava l'erezione della nuova diocesi, il cui territorio venne costituito da quindici località sottratte all'arcidiocesi di Torino e da quattro località della diocesi di Asti.[3] La collegiata di Santa Maria, risalente al XIII secolo, divenne la cattedrale della nuova diocesi, che fu resa suffraganea dell'arcidiocesi di Torino.

Fu chiamato a reggere la nuova diocesi Camillo Daddeo, vescovo di Brugnato, il quale, appena giunto a Fossano, compì una visita pastorale della diocesi, al termine della quale, nel 1595, indisse il primo sinodo diocesano per la realizzazione dei decreti di riforma del concilio di Trento.

Il seminario vescovile fu fondato dal vescovo Tommaso Piolatto nel 1608, ma spesso, nel corso del Seicento, dovette chiudere i battenti a causa dell'insufficienza dei mezzi necessari al suo funzionamento. In questi casi, i seminaristi frequentavano i corsi nel collegio aperto dai padri Somaschi a Fossano durante l'episcopato di Federico Sandri-Trotti (1627-1646). Il seminario venne definitivamente riaperto da Maurizio Bertone (1678-1701), che pose mano anche alla costruzione del nuovo vescovado; mentre si deve a Carlo Giuseppe Morozzo, tra il 1771 e il 1777, la costruzione di un nuovo edificio per il seminario, adiacente al palazzo vescovile, e l'edificazione della nuova cattedrale, i cui lavori si iniziarono nel 1778 e si conclusero nel 1791.

Durante il periodo napoleonico la diocesi fu soppressa il 1º giugno 1803 e il suo territorio aggregato a quello della diocesi di Mondovì.[4] Fu poi ristabilita da papa Pio VII il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri; contestualmente furono ridefiniti i confini diocesani, ridimensionati rispetto al territorio precedente, con la cessione di otto parrocchie alla nuova diocesi di Cuneo e quattro a quella di Saluzzo, e l'acquisizione del comune di Centallo dall'arcidiocesi torinese.[5]

Il primo vescovo della restaurata diocesi fu Luigi Fransoni, che si impegnò in particolare per ricostruire le strutture diocesane, andate perse nel periodo francese; nominato metropolita di Torino, continuò a governare la sede fossanese come amministratore apostolico fino al 1836. La seconda metà dell'Ottocento, dopo un ventennale periodo di sede vacante, fu segnata dall'episcopato di Emiliano Manacorda, che governò la diocesi dal 1871 al 1909: «vescovo intransigente, compì una dettagliata visita pastorale, convocò un sinodo e ricostruì il santuario diocesano di Cussanio che fu dedicato, ricordando le apparizioni del Cinquecento, a "Maria, Madre della Divina Provvidenza". Fondò il settimanale diocesano "La Fedeltà", edito tuttora come settimanale cattolico fossanese.»[5]

Dal 1926 al 1934 la diocesi, pur mantenendo la propria autonomia amministrativa, fu unita in persona episcopi alla diocesi di Cuneo durante l'episcopato di Quirico Travaini; tale tipologia di unione è stata ripresa il 1º febbraio 1999 ed è in vigore ancora oggi.

Nel 2004 è stato inaugurato, nei locali del'ex seminario fossanese, il museo diocesano d'arte sacra.

Cronotassi dei vescoviModifica

  • Camillo Daddeo † (15 aprile 1592 - 24 settembre 1600 deceduto)
  • Pedro de León † (4 marzo 1602 - prima di maggio 1606 deceduto)
  • Tommaso Piolatto (Biolato), C.R.L. † (prima di maggio 1606 succeduto - 14 novembre 1620 deceduto)
  • Agostino (Agaffino) Solaro di Moretta † (29 marzo 1621 - 18 giugno 1625 deceduto)[6]
  • Federico Sandri-Trotti † (20 dicembre 1627 - 3 novembre 1646 deceduto)
  • Nicola Dalmazzo, O.S.A. † (23 novembre 1648 - 20 aprile 1653 deceduto)
    • Sede vacante (1653-1658)
  • Clemente Ascanio Sandri-Trotti † (8 luglio 1658 - 20 aprile 1675 deceduto)
  • Ottaviano della Rovere, B. † (17 giugno 1675 - 10 ottobre 1677 deceduto)
  • Maurizio Bertone, C.R.S. † (28 marzo 1678 - 27 novembre 1701 deceduto)
    • Sede vacante (1701-1727)
  • Cristoforo Lorenzo Baratta † (26 novembre 1727 - 20 luglio 1740 deceduto)
  • Giambattista Pensa † (17 aprile 1741 - 1º giugno 1754 deceduto)
  • Filippo Mazzetti † (17 febbraio 1755 - 3 marzo 1761 deceduto)
  • Carlo Giuseppe Morozzo † (19 aprile 1762 - 18 novembre 1800 deceduto)
    • Sede vacante (1800-1803)
    • Sede soppressa (1803-1817)
    • Sede vacante (1817-1821)[7].
  • Luigi Fransoni † (13 agosto 1821 - 24 febbraio 1832 nominato arcivescovo di Torino)
    • Sede vacante (1832-1836)
  • Ferdinando Bruno di Tornaforte † (1º febbraio 1836 - 27 settembre 1848 deceduto)
  • Luigi Fantini † (28 settembre 1849 - 28 agosto 1852 deceduto)
    • Sede vacante (1852-1871)
  • Emiliano Manacorda † (24 novembre 1871 - 29 luglio 1909 deceduto)
  • Giosuè Signori † (15 aprile 1910 - 23 dicembre 1918 nominato vescovo di Alessandria)
  • Quirico Travaini † (16 gennaio 1919 - 19 marzo 1934 deceduto)
  • Angelo Soracco † (12 dicembre 1934 - 11 marzo 1943 deceduto)
  • Dionisio Borra † (30 aprile 1943 - 2 settembre 1963 ritirato)
  • Giovanni Francesco Dadone † (17 settembre 1963 - 29 ottobre 1980 deceduto)
  • Severino Poletto (29 ottobre 1980 succeduto - 16 marzo 1989 nominato vescovo di Asti)
    • Sede vacante (1989-1992)[8]
  • Natalino Pescarolo † (4 maggio 1992 - 24 agosto 2005 ritirato)
  • Giuseppe Cavallotto (24 agosto 2005 - 9 ottobre 2015 ritirato)
  • Piero Delbosco, dal 9 ottobre 2015

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 41.730 persone contava 38.900 battezzati, corrispondenti al 93,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 39.191 39.400 99,5 18 8 10 2.177 17 210 30
1970 35.250 35.250 100,0 86 72 14 409 21 135 32
1980 36.670 36.685 100,0 80 67 13 458 1 21 84 32
1990 39.400 39.600 99,5 75 58 17 525 22 65 33
1999 39.900 40.300 99,0 64 47 17 623 19 28 33
2000 39.900 40.300 99,0 61 44 17 654 19 28 33
2001 39.540 40.100 98,6 61 43 18 648 23 27 33
2002 39.520 40.100 98,6 61 43 18 647 25 26 33
2003 39.320 40.100 98,1 64 46 18 614 25 24 33
2004 39.350 40.100 98,1 58 43 15 678 22 20 33
2006 39.400 40.100 98,3 55 40 15 716 26 19 33
2013 39.200 41.200 95,1 59 40 19 664 1 30 21 33
2016 38.900 41.730 93,2 54 37 17 720 4 26 22 33

NoteModifica

  1. ^ Situazione a maggio 2018 dal sito web della diocesi.
  2. ^ Elenco dal sito web della diocesi.
  3. ^ Informazioni dal sito web della diocesi.
  4. ^ Lettera apostolica Gravissimis causis, pubblicata in edizione latina e traduzione francese in: Bulletin des lois de l'Empire français, quarta serie, tomo terzo, pp. 58-69. A seguire la lettera esecutoria del cardinale Caprara, pp. 69-92, dove si trovano gli elenchi dei comuni appartenenti ad ogni singola sede vescovile.
  5. ^ a b Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web
  6. ^ Secondo la cronotassi proposta dal sito web della diocesi, fu trasferito nel 1625 alla sede di Saluzzo, ma morì prima di prendere possesso della nuova diocesi. In Eubel non v'è traccia di questo trasferimento, e la nomina del successore Federico Sandri-Trotti è dovuta alla morte di Agostino Solaro di Moretta.
  7. ^ Dopo il ripristino della diocesi fu nominato vescovo il canonico sardo Pietro Sisternes ma rifiutò. Morì nel 1828. Cfr. Marcello Derudas, Il Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari. Una finestra aperta su quattrocento anni di storia, Sassari, Carlo Delfino, 2018, ISBN 978-88-9361-071-1, p. 182
  8. ^ Dal 7 aprile 1990 al 4 maggio 1992 fu amministratore apostolico della diocesi Natalino Pescarolo, in seguito nominato vescovo.

BibliografiaModifica

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