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Antonietta Bagarella, detta anche Ninetta (Corleone, 28 luglio 1944), è una criminale italiana, vedova del boss mafioso Salvatore Riina, sorella minore di Calogero e Leoluca Bagarella. È stata più volte incriminata per reati connessi alla mafia[1].

Indice

BiografiaModifica

La famiglia Bagarella era molto numerosa e ha dato a Cosa Nostra vari affiliati. La famiglia era composta da Salvatore Bagarella e Lucia Mondello che subito dopo il matrimonio vissero in un appartamento di Corleone ed ebbero sei figli: Giuseppe, Calogero, Giovanna, Leoluca, Antonietta e Maria. Vissero a Corleone fino a quando il padre fu mandato al soggiorno obbligato al confine nord dal 1963 al 1968 per crimini di mafia; la madre decise di lavorare come parrucchiera in casa. In famiglia, Ninetta era la quarta figlia femmina.

Ninetta frequentava il liceo classico. Dopo il diploma magistrale, divenne insegnante di italiano e si fidanzò con Salvatore Riina, che era il miglior amico d'infanzia del fratello Calogero. Il 16 aprile 1974 Salvatore e Ninetta decisero di sposarsi segretamente, diventando così entrambi latitanti; in seguito però il matrimonio venne dichiarato non valido. Dalla loro unione sono nati quattro figli: Concetta, Giovanni, Giuseppe e Lucia. Ninetta partorì tutti e quattro i figli in una clinica di Palermo.

Procedimenti giudiziariModifica

Subisce il primo processo nel luglio del 1971 perché ritenuta complice di Salvatore Riina. Per lei vengono proposti quattro anni di soggiorno obbligato in una località del nord Italia. Riesce tuttavia a evitare la condanna grazie a un appello accorato ai giudici, nel quale si definisce semplicemente una donna innamorata del proprio fidanzato.

Nel gennaio del 2007 la famiglia di Totò Riina è stata condannata a risarcire la famiglia di Paolo Borsellino con una cifra di 3 milioni e 360 mila euro, a seguito della causa intentata dalla vedova del giudice contro Ninetta Bagarella[2].

NoteModifica

  1. ^ Donne di Mafia, in lastoriasiamonoi.rai.it (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2008).
  2. ^ Riina condannato a risarcire la famiglia di Borsellino [collegamento interrotto], in Quotidiano.net, 5 gennaio 2007.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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