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Ferenc Puskás

allenatore di calcio ed ex calciatore ungherese naturalizzato spagnolo (1927-2006)
Ferenc Puskás
Puskasreal.jpg
Puskás al Real Madrid negli anni 1960
Nazionalità Ungheria Ungheria
Spagna Spagna (dal 1961)
Altezza 169 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1966 - giocatore
1993 - allenatore
Carriera
Giovanili
1937-1942 Kispest
Squadre di club1
1943-1956 Honvéd[1] 341 (352)
1958-1966 Real Madrid 180 (156)
Nazionale
1945-1956 Ungheria Ungheria 85 (84)
1961-1962 Spagna Spagna 4 (0)
Carriera da allenatore
1967 Hércules
1967 S.F. Gales
1968 Vancouver Royals
1968-1969 Alavés
1970-1974 Panathīnaïkos
1974-1975 Real Murcia
1975-1977 Colo-Colo
1978 Arabia Saudita Arabia Saudita
1978-1979 AEK Atene
1979-1980 Al-Masry
1980-1981AEK Atene
1985Sol de América
1986 Cerro Porteño
1989-1991 South Melbourne
1993 Ungheria Ungheria
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Helsinki 1952
Transparent.png Coppa Internazionale
Oro 1948-53
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Argento Svizzera 1954
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ferenc Puskás (pron. [ˈfɛrɛnʦ ˈpuʃkaːʃ]; Budapest, 2 aprile 1927Budapest, 17 novembre 2006) è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese naturalizzato spagnolo, di ruolo attaccante.

Considerato il miglior calciatore ungherese[2][3][4][5][6][7][8] (Golden Player)[9][10] e uno dei migliori della storia,[2][3][4][11][12][13][14][15][16][17][8][18][19][20][21] è stato tra i marcatori più prolifici nella storia del calcio,[15][16][22][23] vincendo 16 classifiche per marcatori (4 volte Pichichi e 3 volte miglior cannoniere in Coppa Campioni) e segnando oltre 700 reti tra club e nazionale:[24] con 84 gol in 85 match è il miglior marcatore nella storia dell'Ungheria[13][14][24][25][26][8] e fino al 2018 è stato il miglior marcatore europeo di sempre in una nazionale, record battuto da Cristiano Ronaldo.[27]

Calciatore leggendario,[2][3][14][15] ha vestito i colori di Honvéd e Real Madrid vincendo da protagonista tre Coppe dei Campioni (1959, 1960 e 1966) e l'Intercontinentale 1960 con i Blancos.[3][28][29] Con l'Ungheria, suo Paese d'origine, ha vinto la Coppa Internazionale 1948-1953, è stato campione olimpico nel 1952 e vice-campione del mondo nel 1954 in seguito al Miracolo di Berna.[3][14] In seguito, ha giocato anche con la Spagna nel campionato del mondo 1962. Da allenatore ha guidato con notevoli risultati il Panathīnaïkos, vincendo due campionati e raggiungendo la finale di Coppa Campioni nel 1971, persa contro l'Ajax di Rinus Michels.

Tra le persone più iconiche nella storia dell'Ungheria,[2][15] nel 2002 il Népstadion di Budapest fu rinominato, in suo onore, stadio Ferenc Puskás.[3][23] Affetto negli ultimi anni della sua vita dal morbo di Alzheimer e ospitato in una casa di cura a Budapest grazie a un vitalizio del governo ungherese, morì a settantanove anni a causa di una polmonite nella notte del 17 novembre 2006. Nel 2009 la FIFA istituì in sua memoria il Premio Puskás, assegnato al gol giudicato più bello dell'anno.[30]

BiografiaModifica

Figlio a sua volta di un calciatore, nasce Ferenc Purczeld[2] a Budapest e deve il suo cognome attuale alla scelta di suo padre, Franz Sr. (1903-1952), uno svevo di etnia tedesca, di cambiare nome di famiglia magiarizzandolo nel 1937.[31] Cresce in una famiglia di umili origini[11][12] a Kispest,[2][11][12][29][8] all'epoca sobborgo e oggi parte della città.[2] Nel 1949[11] (o nel 1950)[23] sposa Erzsébet, dalla quale ha una figlia, Anikó.[2][12][14][23] Nel corso della sua carriera da calciatore scala rapidamente le gerarchie dell'esercito fino a ottenere il grado di maggiore prima[3][11] e quello di colonnello poi;[3][10][13][32][33][34] nel 1992 diviene tenente colonnello.[2][11]

Caratteristiche tecnicheModifica

Seconda punta di bassa statura e fisico corpulento,[4][7][13][14][23][29][35] ma molto agile a dispetto della corporatura,[29] nasce mezzala sinistra e gioca anche da regista negli anni della Grande Ungheria,[3][11][12][13][14][16][8][22][28] nel suo bagaglio tecnico rientravano molti colpi che lo resero uno dei migliori attaccanti della sua generazione,[2][16][8] per continuità in fase realizzativa.[28] Fuoriclasse dalla forte personalità,[2][3][13][8] dotato di grande senso tattico,[17] compensava la scarsa propensione al gioco aereo[4][7][35] con le abilità nel palleggio, passaggio, dribbling e un mancino molto potente e preciso spesso eseguito in modo rapido,[2][3][4][11][12][14][16][17][23][25][29][35][8] uno dei migliori della storia assieme a quello di Diego Armando Maradona,[2][3][10][30] abbinati peraltro a visione di gioco, fantasia e un innato fiuto per il gol.[3][4][11][12][14][16][17][22][25][8][30]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

HonvédModifica

 
Un giovane Puskás in azione con la maglia del Kispest nel 1949, sotto lo sguardo di Balogh II dell'Újpest.

Gioca a calcio in strada[2][12] coi ragazzi del suo quartiere tra cui József Bozsik e László Kubala,[2] tra i più grandi calciatori di sempre.[2] In seguito, inizia la sua carriera nelle giovanili del Kispest,[3][23] dove suo padre, il quale in precedenza aveva giocato per il club,[4][13] era allenatore.[2][3][10][12] Inizialmente usa lo pseudonimo di Miklós Kovács per aiutare a eludere le norme minime di età (tredici) prima di firmare ufficialmente all'età di dodici anni.[2][10][13] Tra i suoi primi compagni di squadra vi è il suo amico d'infanzia Bozsik. Esordisce con il Kispest all'età di sedici anni,[2][3][4][11][16][29][36] nel novembre 1943, in un match contro il Nagyváradi[2][12] perso 3-0:[2] è in quest'occasione che ottiene il soprannome di "Öcsi" ("fratellino").[2][12][13]

Il Kispest è nel frattempo rilevato dal Ministero della Difesa ungherese nel 1949,[2] diventando la squadra dell'esercito magiaro e cambiando il suo nome nella Honvéd di Budapest.[2][3][11][13][23] Come risultato, ai calciatori sono dati ranghi militari e la squadra si può permettere l'acquisto dei calciatori migliori della Nazione:[12][23] arrivano Zoltán Czibor e Sándor Kocsis,[23] mentre Puskás è promosso fino al grado di maggiore[3][11][23] (in ungherese: Őrnagy), che porta al soprannome "The Gallopin Major"[4][11][12][15][23][29][35] ("Il maggiore a cavallo").[13]

Durante la sua carriera in Ungheria, Puskás aiuta il club di Budapest a vincere cinque campionati (1949-1950, 1950, 1952, 1954 e 1955),[11][13][29] aggiudicandosi quattro volte la classifica dei marcatori (1947-1948, 1949-1950, 1950 e 1953): nella stagione 1947-1948, è capace di andare a segno in campionato per 50 volte.[3][11][35][36] Nel 1956, alla prima edizione del Pallone d'oro, è votato quarto miglior calciatore d'Europa dalla rivista di France Football. In totale gioca 354 partite nella massima serie magiara, segnando ben 357 gol:[11][35][37] primato assoluto nel rapporto partite giocate e gol segnati. La Honvéd di Puskás è la base della squadra d'oro ungherese.[11]

 
Puskás e Hidegkuti (sullo sfondo) nel 1954, in uno speciale match tra le selezioni cittadine di Amsterdam XI e Budapest XI.

L'esilio in EuropaModifica

Allo scoppiare della rivoluzione ungherese del 1956, Puskás si trova insieme a tutta la Honvéd in Europa[32] per una tournée di amichevoli.[10] Al ritorno in patria, la Honvéd è impegnata nella Coppa Campioni e deve giocare l'andata degli ottavi di finale a Bilbao contro l'Athletic Bilbao:[2] nei giorni prima della trasferta, inizia a circolare la falsa notizia della morte di Puskás, ucciso mentre combatteva assieme ai rivoluzionari.[2][11][16][32] La squadra riesce ad arrivare in autobus a Vienna[2] –– l'autobus è fermato al confine perché Puskás è ancora creduto morto[2] –– per poi prendere un volo per Bilbao:[2] gli ungheresi perdono l'incontro 3-2, la settimana seguente giocano il ritorno in campo neutro a Bruxelles, pareggiano 3-3 ed escono dalla competizione.[2] Nel frattempo, in Ungheria la rivoluzione è stata soppressa violentemente.[2][13][23] Il 10 novembre successivo, il governo ungherese ordina ai calciatori dell'Honvéd di rientrare nel Paese:[2][32] la maggior parte della squadra decide di non tornare in Ungheria[2][16][23][32][33] e per questa diserzione tutti i giocatori ricevono una squalifica di due anni da parte della FIFA,[2][33][38] sollecitata dalla federcalcio ungherese,[3][18] e la Honvéd è sciolta dallo Stato,[3] cosa che impedisce loro di giocare in Europa.[18] All'epoca Puskás ha il grado militare di colonnello, non rientrando in patria è accusato di diserzione.[2][33] In questo periodo la Honvéd inizia una tournée mondiale che porta gli ungheresi a giocare anche in Brasile.[2][11][22] Alcuni giocatori della Honvéd cercano di far emigrare clandestinamente anche le proprie famiglie:[2] la moglie e la figlia di Puskás, ancora in Ungheria, riescono a passare clandestinamente il confine e a fuggire a Vienna,[2][11] raggiungendo Puskás a Milano nel dicembre 1956.[2] Dopo un periodo tra Italia e Austria,[16] Puskás si ferma con la famiglia nella città di Bordighera[2] e in questo periodo Kubala, calciatore del Barcellona, è tra i tanti che lo aiutano economicamente.[2][18] Gioca diverse amichevoli in giro per l'Europa, anche all'Espanyol;[18] a Signa, in Toscana, accetta di giocare un'amichevole con la maglia della squadra calcistica locale, il 23 gennaio 1958, contro l'Empoli;[2] in ricordo di quella sfida, vinta 3-0 dal Signa,[2][33] il 14 maggio 2016 il Signa ha intitolato a Puskás un campo riservato al settore giovanile.[33]

Nonostante la squalifica e i dubbi legati alla scarsa condizione fisica,[2] lo avvicinano diverse formazioni di rilievo,[2] tra cui l'Inter e il Manchester Utd:[2] si accorda con il club italiano che attende la scadenza della squalifica FIFA,[2][18] mentre lo United è frenato dalle regola della Football Association in materia di stranieri.[2] Pochi mesi dopo, consigliato a Santiago Bernabéu da un ex dirigente della Honvéd che lavora per il Real Madrid,[2] il centravanti si accorda con gli spagnoli del Real Madrid,[2] che sfruttano la riduzione della squalifica imposta dalla FIFA e lo mettono sotto contratto.[18]

Real MadridModifica

 
Puskás (a destra) in allenamento al Real Madrid assieme al compagno di reparto Di Stéfano

È accolto allo stesso tempo con entusiasmo[3] e scetticismo[4][30] dall'ambiente madridista: firma con il Real Madrid a 31 anni e presentandosi fuori forma,[2][3][4][8][30][25][39] molti addetti ai lavori lo danno per finito,[4] invece l'attaccante ungherese vive una seconda giovinezza.[2][3][4][13][8] Dopo pochi mesi di rigida preparazione fisica, Puskás torna in condizione[17][8] e si adatta al calcio spagnolo.[8]

Nonostante il già ricco palmarès, è negli anni a Madrid che Puskás conobbe fama a livello internazionale, formando con Di Stéfano uno degli attacchi più forti della storia.[2][11][12][15][17][25][33][35][39][40][41][42] Durante la sua prima stagione nella Liga ha segnato quattro triplette, di cui una nella sua seconda partita, contro lo Sporting Gijón, il 21 settembre 1958. Nella sfida contro il Las Palmas del 4 gennaio 1959, Puskás e Alfredo Di Stéfano hanno segnato una tripletta a testa nella vittoria di 10-1. All'ultima partita della Primera División 1958-1959 i due bomber erano arrivati segnando lo stesso numero di gol ma lui, Ferenc Puskas, dribblò il portiere e a porta vuota toccò indietro per Di Stefano, che segnò facilmente diventando Pichici. Contribuisce notevolmente alla quarta Coppa Campioni vinta dal Real al termine della stagione 1958-1959,[25] ma non prende parte alla finale di Stoccarda,[39] temendo ritorsioni da parte delle autorità tedesche:[39] al suo posto gioca e segna Enrique Mateos, Di Stéfano realizza il 2-0 definitivo contro lo Stade Reims.[39] A dicembre France Football lo inserisce al settimo posto per il Pallone d'oro, vinto da Di Stéfano.

Segna quattro gol in quella del 1959-1960.[25] Durante la stagione 1960-1961, il magiaro ha segnato quattro volte nella partita contro l'Elche, andando poi a segno con una doppietta nella gara di ritorno della Coppa Intercontinentale contro gli uruguaiani del Peñarol, mentre la stagione successiva ha segnato cinque gol sempre all'Elche. Nel 1963 Puskás ha inoltre realizzato due triplette nel clásico contro il Barcellona, una al Bernabéu e una al Camp Nou.

Nella stagione 1959-1960, Puskás vince la sua seconda Coppa dei Campioni consecutiva:[39] dopo aver rifilato un doppio 3-1 al Barcellona, il Real passa in svantaggio nella finale dell'Hampden Park di Glasgow di fronte a 135.000 spettatori contro l'Eintracht Francoforte.[39] Di Stéfano e Puskás rimontano e firmano rispettivamente tre e quattro reti,[2][39][3][43][44] in una partita ritenuta tra le migliori finale nella storia del gioco.[39][41][44][45] Puskás segna 12 reti e si laurea capocannoniere del torneo. In campionato eguagliano il risultato dell'annata precedente, superati ancora dai catalani, mentre in Coppa del Generalissimo, dopo aver eliminato l'Athletic Bilbao con un 8-1 nella partita di ritorno, cadono 3-1 in rimonta contro l'Atlético Madrid. Il centravanti ungherese firma due reti nel ritorno vinto 5-0 dell'Intercontinentale contro il Peñarol.

L'anno seguente, il Real esce agli ottavi della Coppa dei Campioni 1960-1961, contro il Barcellona (4-3) dopo una partita di ritorno controversa.[46] Vince con grande margine la Liga, ma perde la finale della coppa nazionale, nuovamente in rimonta con l'Atlético Madrid (3-2). Nella stagione 1961-1962 vince per la prima volta il double nazionale, vincendo la Coppa di Spagna a distanza di 15 anni dall'ultima volta: in finale, i Blancos superano il Siviglia 2-1 con due reti di Puskás a ribaltare l'iniziale vantaggio biancorosso. È secondo al Pallone d'oro 1960 dietro a Luisito Suárez, l'anno dopo è quinto nella stessa graduatoria di France Football. In Coppa Campioni il Real raggiunge la finale del torneo per la terza volta, dopo aver escluso Juventus e Standard Liegi: contro il Benfica di Eusébio,[43] gli spagnoli passano in vantaggio due volte,[43] conducendo alla fine del primo tempo col risultato di 3 reti a 2,[2] tuttavia nella seconda metà di gioco i lusitani salgono fino al 5-3 con una doppietta di Eusébio.[39] Non basta la tripletta di Puskás, il Real perde la sua prima finale di Coppa dei Campioni:[43] ciononostante, è tra i migliori marcatori della competizione per la seconda volta in carriera, con 7 gol. Nell'autunno 1963, i Blancos escono prematuramente dalla massima competizione europea contro l'Anderlecht. La squadra vince con largo anticipo il campionato spagnolo davanti ai concittadini dell'Atlético. Ritorna nella classifica del Pallone d'oro nel 1965, a 38 anni, finendo tredicesimo.

Durante otto stagioni ai Blancos, Puskás ha giocato 262 partite segnando 242 gol[2] (156 reti in 180 match di Liga); nello specifico, ha siglato più di 20 gol in ciascuna delle sue prime sei stagioni nel campionato spagnolo, vincendo il Trofeo Pichichi per quattro volte: nel 1959-1960, 1960-1961, 1962-1963 e 1963-1964, con 26, 27, 26 e 20 marcature rispettivamente.[12]

Con i madrileni vinse 6 campionati spagnoli nonché 3 Coppa dei Campioni,[13] negli anni 1959, 1960 e 1966; nell'edizione del 1960, nella quale gli spagnoli si imposero in finale sui tedeschi d'Occidente dell'Eintracht Francoforte per 7-3, Puskás segnò 4 reti nella sfida, cosa mai più riuscita a nessun altro calciatore nella storia della Coppa dei Campioni. A Madrid Puskás fece sue anche 1 Coppa Intercontinentale e 1 Coppa di Spagna; in questo ultimo caso segnando una doppietta nella vittoria per 2-1 in finale contro il Siviglia. Si ritirò dal calcio giocato nel club madrileno nel 1966, a 39 anni.[3][4]

NazionaleModifica

UngheriaModifica

 
Puskás (accosciato, al centro) nella squadra d'oro ungherese nel 1953

Fece il suo debutto nell'Ungheria il 20 agosto 1945, a 18 anni, segnando nella vittoria per 5-2 contro l'Austria.[4][16] Il suo record di gol internazionali comprendeva due triplette contro i succitati austriaci, una contro il Lussemburgo e quattro gol in una vittoria di 12-0 sull'Albania.[47] Insieme a Zoltán Czibor, Sándor Kocsis, József Bozsik, e Nándor Hidegkuti, ha formato il nucleo della squadra d'oro[2][16] rimasta imbattuta per 31 partite consecutive.[2]

Con gli stessi giocatori nella nazionale olimpica, partecipa con la fascia di capitano[8] ai giochi di Helsinki 1952: l'Ungheria elimina Romania (1-2), Italia (3-0), Turchia (7-1; doppietta), Svezia (6-0; un gol) e Jugoslavia 2-0 in finale:[2][3][12][23][48][47] Puskás sbaglia un rigore a inizio partita[2][12] (arriva alla finale senza averne praticamente mai fallito uno),[2] poi segna il primo gol ai balcanici,[2][12] Czibor segna il 2-0 nel finale. L'Ungheria è campione olimpica.[2][12][48]

La squadra d'oro passa alla storia come una delle più forti di sempre:[2][7][11][12][22][33][35][48] passano alla storia i risultati conseguiti sull'Inghilterra, battuta due volte nell'arco di sei mesi,[2] prima con una vittoria per 6-3 a Wembley,[2][3][11][12][13][16][48] e poi 7-1 a Budapest:[2][3][11][13][15][16][48] Puskás realizza due reti in entrambe le partite.[2] Il primo match segna la prima sconfitta casalinga dell'Inghilterra da parte di una nazionale continentale:[11][14][23][35] resta particolarmente impressa nella memoria storica del calcio la rete di Puskás del 3-1, realizzata calciando in porta da pochi passi dopo aver scartato in dribbling il difensore inglese Billy Wright, che aveva provato a fermarlo con una scivolata.[2][11][12][35]

Nel 1953, hanno primeggiato nella quarta edizione della Coppa Internazionale, vincendo il torneo dopo averlo terminato in testa alla classifica con 11 punti; Puskás si è laureato capocannoniere con 10 gol, e ha segnato due volte nella decisiva vittoria per 3-0 all'Olimpico di Roma contro l'Italia.

 
Puskás guida in campo l'Ungheria in occasione di una sfida contro l'Italia nel 1955

L'Ungheria arriva al campionato del mondo 1954 in Svizzera come una delle squadre favorite alla vittoria finale:[2][11][12][15][23] realizza tre gol in due partite della fase a gironi, sconfiggendo prima la Corea del Sud 9-0[2] (doppietta) e poi la Germania Ovest 8-3:[2] segna un gol scherzando per tutto l'incontro con Werner Liebrich,[2] poi il difensore tedesco lo placca fratturandogli la caviglia.[11][12][23][18] Puskás è costretto a saltare quarti (4-2 sul Brasile[2] nella cosiddetta «battaglia di Berna»[11]) e semifinale (4-2 ai supplementari contro l'Uruguay):[2][11] su pressione dello stesso Puskás,[2][12] il CT Sebes prende la controversa decisione[2][11][12] di schierarlo per la finale contro la Germania Ovest già sconfitta ai gironi,[2][11][12] rischiandolo nonostante l'infortunio[2][11][12][13][29][32][48] –– all'epoca le sostituzioni a partita in corso non si possono effettuare[32] –– Puskás segna il vantaggio iniziale e l'Ungheria sale 2-0,[2][12][32] per poi essere rimontata e sconfitta dai tedeschi per 3-2.[2][12][13][32] Nel finale, Puskás sigla anche il 3-3, ma la rete, regolare, è annullata dall'arbitro.[2][11][12][18] È la prima sconfitta della squadra d'oro dal 1950[2][11][13][23][29][32] e sarà l'unica fino al febbraio 1956.[23][29][18]

Gioca nella nazionale magiara fino al 1956, segnando 84 gol in 85 incontri (record ungherese).[13][24][25][26] I suoi 84 gol internazionali sono un primato mondiale fino al 28 novembre 2003, quando è superato dal calciatore iraniano Ali Daei (che chiude poi la carriera a quota 109 reti), e anche un primato europeo, quando il 20 giugno 2018 è superato da Cristiano Ronaldo.[27]

SpagnaModifica

Nel 1961 Puskás, all'età di trentaquattro anni, prese la nazionalità spagnola[4][15][23][29] venendo subito convocato nella Spagna dal commissario tecnico Helenio Herrera per la partita di qualificazione ai mondiali contro il Marocco; in seguito fu convocato per il campionato del mondo 1962 in Cile uscendo subito di scena alla fase a gironi, lasciando alla fine dell'anno, all'età di trentacinque anni, la nazionale spagnola con un totale di 4 presenze e, per la prima e unica volta della sua carriera, con zero gol.[16][29][35]

AllenatoreModifica

 
Puskás nel 1971, durante gli anni sulla panchina del Panathīnaïkos.

Se durante la sua carriera da calciatore aveva vestito la maglia di sole due squadre, quella di allenatore porterà Puskás, al contrario, a girovagare per il mondo.[2][11][34] Comincia la sua esperienza in panchina nel 1967, in Spagna, alla guida dell'Hércules di Alicante, prima di andare a guidare oltreoceano gli statunitensi dei S.F. Gales e i canadesi dei Vancouver Royals.[12]

Dopo un breve ritorno in Spagna, a partire dal 1970 allena il Panathīnaïkos, restando in Grecia per quattro anni e raggiungendo l'apice della sua carriera in panchina:[2] per due anni (1970 e 1972) è nominato miglior tecnico del Paese, e nel 1971 porta per la prima volta i verdi di Atene a disputare la finale di Coppa dei Campioni, venendo poi sconfitto 2-0 dall'Ajax di Johan Cruijff;[2][3][10][11][12] questa rimane tuttora la prima e unica finale europea raggiunta da un club greco. Ad Atene riesce a vincere anche due campionati nazionali.

Nel 1986 vince il campionato paraguaiano con il Sol de América. Nel 1989 è chiamato ad allenare in Australia:[2] in origine arriva a Melbourne per aprire una scuola calcio, ma la società non ha abbastanza fondi.[2] Tornato in Spagna, è richiamato in Australia per allenare il South Melbourne, la squadra della comunità greca:[2] vince la Coppa d'Australia nella stagione 1989-1990 e il campionato nella stagione seguente.[2]

Torna in patria una prima volta nel 1981, per giocare una partita,[13][8] e stabilmente dopo il 1990 con la caduta del comunismo:[13] la sua ultima esperienza è quella di commissario tecnico dell'Ungheria, nel 1993, con un incarico ad interim.[11][34] Lascia l'incarico dopo 4 partite e 3 sconfitte. Dal 2000 inizia a soffrire della sindrome di Alzheimer[3][49] e per pagare le cure della malattia la famiglia è costretta a vendere tutti i trofei e i riconoscimenti ottenuti in carriera.[14] Nel settembre del 2006 è ricoverato nell'ospedale di Budapest,[50] dove muore il 17 novembre 2006[49] a causa di una polmonite. Gli è riservato un funerale di stato, la sua bara parte dal Ferenc Puskás Stadion per arrivare alla Piazza degli Eroi per i ventuno spari di commiato.

StatisticheModifica

Tra club, nazionale maggiore e nazionali giovanili, Puskás ha totalizzato globalmente 709 presenze segnando 700 reti, alla media di 0,98 gol a partita.

Presenze e reti nei clubModifica

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1943-1944    Kispest NBI 18 7 MK ? ? - - - - - - 18 7
1944 NBI 14 7 - - - - - - - - - 14 7
1945 NBI 20 10 - - - - - - - - - 20 10
1945-1946 NBI 33 35 - - - - - - - - - 33 35
1946-1947 NBI 30 32 - - - - - - - - - 30 32
1947-1948 NBI 32 50 - - - - - - - - - 32 50
1948-1949 NBI 30 46 - - - - - - - - - 30 46
1949-1950   Honvéd NBI 30 31 - - - - - - - - - 30 31
1950 NBI 15 25 - - - - - - - - - 15 25
1951 NBI 21 21 MK ? ? - - - - - - 21 21
1952 NBI 26 22 MK ? ? - - - - - - 26 22
1953 NBI 26 27 - - - - - - - - - 26 27
1954 NBI 20 21 MK ? ? - - - - - - 20 21
1955 NBI 26 18 - - - CM 4 4 - - - 30 22
1956 NBI - - - - - CC 2 1 - - - 2 1
Totale Honvéd 341 352 11 17 6 5 358 374
1958-1959   Real Madrid PD 24 21 CG 5 2 CC 5 2 - - - 34 25
1959-1960 PD 24 25 CG 5 10 CC 7 12 - - - 36 47
1960-1961 PD 28 28 CG 9 14 CC 2 0 CI 2 2 41 44
1961-1962 PD 23 20 CG 8 13 CC 9 7 - - - 40 40
1962-1963 PD 30 26 CG 7 5 CC 2 0 - - - 39 31
1963-1964 PD 25 21 CG 0 0 CC 8 7 - - - 33 28
1964-1965 PD 18 11 CG 4 4 CC 3 2 - - - 25 17
1965-1966 PD 8 4 CG 3 1 CC 3 5 - - - 14 10
Totale Real Madrid 180 156 41 49 39 35 2 2 262 242
Totale carriera 521 508 52 66 47 42 2 2 620 616

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Ungheria
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
20-8-1945 Budapest Ungheria   5 – 2   Austria Amichevole 1
30-9-1945 Budapest Ungheria   7 – 2   Romania Amichevole 2
14-4-1946 Vienna Austria   3 – 2   Ungheria Amichevole -
6-10-1946 Budapest Ungheria   2 – 0   Austria Amichevole -
30-10-1946 Esch-sur-Alzette Lussemburgo   2 – 7   Ungheria Amichevole 3
4-5-1947 Budapest Ungheria   5 – 2   Austria Amichevole 1
11-5-1947 Torino Italia   3 – 2   Ungheria Amichevole 1
29-6-1947 Belgrado Jugoslavia   2 – 3   Ungheria Coppa Balcani 1
14-9-1947 Vienna Austria   3 – 4   Ungheria Amichevole -
12-10-1947 Bucarest Romania   0 – 3   Ungheria Coppa Balcani 2
21-4-1948 Budapest Ungheria   7 – 4   Svizzera Coppa Internazionale 2
2-5-1948 Vienna Austria   3 – 2   Ungheria Coppa Internazionale -
23-5-1948 Budapest Ungheria   2 – 1   Cecoslovacchia Coppa Internazionale -
6-6-1948 Budapest Ungheria   9 – 0   Romania Coppa Balcani 2
24-10-1948 Bucarest Romania   1 – 5   Ungheria Amichevole 3
7-11-1948 Sofia Bulgaria   1 – 0   Ungheria Coppa Balcani -
10-4-1949 Praga Cecoslovacchia   5 – 2   Ungheria Coppa Internazionale 1
2-5-1949 Budapest Ungheria   6 – 1   Austria Coppa Internazionale 3
12-6-1949 Budapest Ungheria   1 – 1   Italia Coppa Internazionale -
19-6-1949 Stoccolma Svezia   2 – 2   Ungheria Amichevole -
10-7-1949 Debrecen Ungheria   8 – 2   Polonia Amichevole 2
16-10-1949 Vienna Austria   3 – 4   Ungheria Amichevole 2
30-10-1949 Budapest Ungheria   5 – 0   Bulgaria Amichevole 2
20-11-1949 Budapest Ungheria   5 – 0   Svezia Amichevole 1
30-4-1950 Budapest Ungheria   5 – 0   Cecoslovacchia Amichevole 2
15-5-1950 Vienna Austria   5 – 3   Ungheria Amichevole 1
4-6-1950 Varsavia Polonia   2 – 5   Ungheria Amichevole 2
24-9-1950 Budapest Ungheria   12 – 0   Albania Amichevole 4
29-10-1950 Budapest Ungheria   4 – 3   Austria Amichevole 3
12-11-1950 Sofia Bulgaria   1 – 1   Ungheria Amichevole -
27-5-1951 Budapest Ungheria   6 – 0   Polonia Amichevole 2
14-10-1951 Ostrava Cecoslovacchia   1 – 2   Ungheria Amichevole -
18-11-1951 Budapest Ungheria   8 – 0   Finlandia Amichevole 2
18-5-1952 Budapest Ungheria   5 – 0   Germania Est Amichevole -
24-5-1952 Mosca Unione Sovietica   1 – 1   Ungheria Amichevole -
27-5-1952 Mosca Unione Sovietica   2 – 1   Ungheria Amichevole 1
15-6-1952 Varsavia Polonia   1 – 5   Ungheria Amichevole 2
22-6-1952 Helsinki Finlandia   1 – 6   Ungheria Amichevole 1
15-7-1952 Turku Ungheria   2 – 1   Romania Olimpiadi 1952 - 1º turno -
21-7-1952 Helsinki Ungheria   3 – 0   Italia Olimpiadi 1952 - 2º turno -
24-7-1952 Helsinki Ungheria   7 – 1   Turchia Olimpiadi 1952 - Quarti di finale 2
28-7-1952 Helsinki Ungheria   6 – 0   Svezia Olimpiadi 1952 - Semifinale 1
2-8-1952 Helsinki Ungheria   2 – 0   Jugoslavia Olimpiadi 1952 - Finale 1 Medaglia d'oro
20-9-1952 Berna Svizzera   2 – 4   Ungheria Coppa Internazionale 2
19-10-1952 Budapest Ungheria   5 – 0   Cecoslovacchia Amichevole -
26-4-1953 Budapest Ungheria   1 – 1   Austria Amichevole -
17-5-1953 Roma Italia   0 – 3   Ungheria Coppa Internazionale 2
5-7-1953 Stoccolma Svezia   2 – 4   Ungheria Amichevole 1
4-10-1953 Praga Cecoslovacchia   1 – 5   Ungheria Amichevole 1
11-10-1953 Vienna Austria   2 – 2   Ungheria Amichevole -
15-11-1953 Budapest Ungheria   2 – 2   Svezia Amichevole -
25-11-1953 Londra Inghilterra   3 – 6   Ungheria Amichevole 2
12-2-1954 Il Cairo Egitto   0 – 3   Ungheria Amichevole 2
11-4-1954 Vienna Austria   0 – 1   Ungheria Amichevole -
23-5-1954 Budapest Ungheria   7 – 1   Inghilterra Amichevole 2
17-6-1954 Zurigo Ungheria   9 – 0   Corea del Sud Mondiali 1954 - 1º turno 2
20-6-1954 Basilea Ungheria   8 – 3   Germania Ovest Mondiali 1954 - 1º turno 1
4-7-1954 Berna Germania Ovest   3 – 2   Ungheria Mondiali 1954 - Finale 1 2º posto
19-9-1954 Budapest Ungheria   5 – 1   Romania Amichevole -
26-9-1954 Mosca Unione Sovietica   1 – 1   Ungheria Amichevole -
10-10-1954 Budapest Ungheria   3 – 0   Svizzera Amichevole -
24-10-1954 Budapest Ungheria   4 – 1   Cecoslovacchia Amichevole -
8-12-1954 Glasgow Scozia   2 – 4   Ungheria Amichevole -
24-4-1955 Vienna Austria   2 – 2   Ungheria Coppa Internazionale -
8-5-1955 Oslo Norvegia   0 – 5   Ungheria Amichevole 1
11-5-1955 Stoccolma Svezia   3 – 7   Ungheria Amichevole 2
15-5-1955 Copenaghen Danimarca   0 – 6   Ungheria Amichevole -
19-5-1955 Helsinki Finlandia   1 – 9   Ungheria Amichevole 1
29-5-1955 Budapest Ungheria   3 – 1   Scozia Amichevole -
17-9-1955 Losanna Svizzera   4 – 5   Ungheria Coppa Internazionale 2
25-9-1955 Budapest Ungheria   1 – 1   Unione Sovietica Amichevole 1
2-10-1955 Praga Cecoslovacchia   1 – 3   Ungheria Coppa Internazionale -
16-10-1955 Budapest Ungheria   6 – 1   Austria Coppa Internazionale 1
13-11-1955 Budapest Ungheria   4 – 2   Svezia Amichevole 1
27-11-1955 Budapest Ungheria   2 – 0   Italia Coppa Internazionale 1
19-2-1956 Istanbul Turchia   3 – 1   Ungheria Amichevole 1
29-2-1956 Beirut Libano   1 – 4   Ungheria Amichevole 1
29-4-1956 Budapest Ungheria   2 – 2   Jugoslavia Coppa Internazionale -
3-6-1956 Bruxelles Belgio   5 – 4   Ungheria Amichevole 1
9-6-1956 Lisbona Portogallo   2 – 2   Ungheria Amichevole -
15-7-1956 Budapest Ungheria   3 – 0   Polonia Amichevole -
16-9-1956 Belgrado Jugoslavia   1 – 3   Ungheria Coppa Internazionale 1
23-9-1956 Mosca Unione Sovietica   0 – 1   Ungheria Amichevole -
7-10-1956 Parigi Francia   1 – 2   Ungheria Amichevole -
14-10-1956 Vienna Austria   0 – 2   Ungheria Amichevole 1
Totale Presenze (4º posto) 85 Reti (1º posto) 84
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Spagna
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
12-11-1961 Casablanca Marocco   0 – 1   Spagna Qual. Mondiali 1962 -
31-5-1962 Viña del Mar Cecoslovacchia   1 – 0   Spagna Mondiali 1962 - 1º turno -
3-6-1962 Viña del Mar Spagna   1 – 0   Messico Mondiali 1962 - 1º turno -
6-6-1962 Viña del Mar Brasile   2 – 1   Spagna Mondiali 1962 - 1º turno -
Totale Presenze 4 Reti 0

Panchine da commissario tecnico della nazionale unghereseModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Ungheria
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
15-4-1993 Budapest Ungheria   0 – 2   Svezia Amichevole - Cap:Emil Lőrincz
28-4-1993 Mosca Russia   3 – 0   Ungheria Qual. Mondiali 1994 - Cap:Emil Lőrincz
29-5-1993 Dublino Irlanda   2 – 4   Ungheria Amichevole 2 István Hamar
Tibor Balog
Flórián Urbán
Cap:Emil Lőrincz
16-6-1993 Reykjavík Islanda   2 – 0   Ungheria Qual. Mondiali 1994 - Cap:Emil Lőrincz
Totale Presenze 4 Reti 4

RecordModifica

Durante la sua carriera Puskás è riuscito a battere alcuni record:

  • Unico calciatore a segnare almeno 20 reti per undici stagioni consecutive in NBI.
  • Unico calciatore nella storia della NBI ad aver segnato fuori casa in tutte le partite in una stagione.
  • Calciatore ungherese ad aver giocato più partite (41) e realizzato più gol in Coppa Campioni/Champions League (35).[5]
  • Calciatore ungherese ad aver realizzato più gol nelle competizioni UEFA (37).[5]
  • Calciatore ad aver realizzato il maggior numero di gol in una singola finale di Coppa Campioni/Champions League (4).[2][51]

Con la HonvédModifica

  • Calciatore con il maggiore numero di reti realizzate in campionato (357).[11][35][37]
  • Calciatore con il maggiore numero di reti realizzate in tutte le competizioni ufficiali (374).

Nella nazionale unghereseModifica

  • Calciatore con il maggior numero di gol realizzati (84).[25][26]

PalmarèsModifica

IndividualeModifica

1947-1948 (50 gol), 1949-1950 (31 gol), 1950 (25 gol), 1953 (27 gol)
1959-1960 (26 gol), 1960-1961 (27 gol), 1962-1963 (26 gol), 1963-1964 (20 gol)
1959-1960 (10 gol), 1960-1961 (14 gol), 1961-1962 (13 gol), 1962-1963 (5 gol)
1959-1960 (12 gol), 1961-1962 (7 gol ex aequo con Alfredo Di Stéfano, Bent Løfqvist, Heinz Strehl, Justo Tejada), 1963-1964 (7 gol)
1948-1953 (10 gol)
1950
  • Calciatore mondiale dell'anno secondo la rivista World Soccer: 1
1953
  • Inserito nella Top 11 della rivista World Soccer: 4
1960, 1961, 1962, 1963
  • Giocatore europeo dell'anno: 1
1953
  • Vincitore del pallone d'oro al campionato del mondo 1954
  • Inserito nell'All-Star Team al campionato del mondo 1954
  • Miglior giocatore europeo del XX secolo secondo il quotidiano L'Équipe
  • Miglior giocatore ungherese del XX secolo
  • Miglior giocatore del XX secolo secondo la IFFHS
  • Inserito nella FIFA 100
  • UEFA Jubilee Awards: Ungheria
  • Inserito nella Inaugural Inductee into Goal Hall of Fame 2014
  • Inserito nei 10 migliori giocatori del XX secolo secondo la rivista World Soccer
  • Inserito nei 10 migliori giocatori al mondo del XX secolo dalla IFFHS
  • Inserito nei 10 migliori giocatori europei del XX secolo dalla IFFHS
  • Inserito nelle "Leggende del calcio" del Golden Foot (2006)

AllenatoreModifica

ClubModifica

Panathīnaïkos: 1969-1970, 1971-1972
Sol de América: 1986
  • Dockerty Cup: 2
South Melbourne: 1989, 1991
  • Coppa d'Australia: 1
South Melbourne: 1989-1990
South Melbourne: 1990-1991

IndividualeModifica

1969-1970, 1971-1972

NoteModifica

  1. ^ Dall'anno della fondazione fino al 1949 con la denominazione di Kispest.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm Ferri, Buffa, 2015.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae Germano Bovolenta, Addio, grande Puskas, su gazzetta.it, 17 novembre 2006. URL consultato il 12 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2018).
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (EN) FIFA President: FIFA to help the Galloping Major, FIFA, 12 ottobre 2005. URL consultato il 17 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  5. ^ a b c (ES) Página oficial de la UEFA (a cura di), Los mejores húngaros en Europa, su es.uefa.com, 2 ottobre 2015.
  6. ^ (ES) Diario El Mundo (a cura di), Hungría llora al mejor jugador de su historia, su elmundo.es, 2 ottobre 2015.
  7. ^ a b c d Il calcio perde una delle leggende morto a 79 anni il grande Puskas, repubblica.it.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (HU) Ferenc Puskas, honvedfc.hu.
  9. ^ (EN) Golden Players take centre stage, UEFA, 29 novembre 2003 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2005).
  10. ^ a b c d e f g Puskás, il più grande, uefa.com.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am (EN) Ferenc Puskas, The Telegraph, 18 novembre 2006. URL consultato il 25 maggio 2019.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag (EN) Brian Glanville, Ferenc Puskas, The Guardian, 17 novembre 2006. URL consultato il 25 maggio 2019.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Si è spento Puskás, la stella magiara, uefa.com.
  14. ^ a b c d e f g h i j k Forza Puskas malato e truffato, repubblica.it.
  15. ^ a b c d e f g h i (EN) Ferenc Puskas dies aged 79, in The Guardian, London, 17 novembre 2006. URL consultato il 27 novembre 2006.
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  17. ^ a b c d e f La rinascita, gazzetta.it.
  18. ^ a b c d e f g h i j Il sinistro del vecchio Puskas, guerinsportivo.it.
  19. ^ Coronel Puskas, el zurdo de oro, in AS, 17 novembre 2006. URL consultato il 17 novembre 2006.
  20. ^ (EN) Duncan Mackay, Lineker tees up another nice little earner, London, Guardian Unlimited, 13 ottobre 2005. URL consultato il 17 novembre 2006.
  21. ^ (ES) Diario El País (a cura di), Muere el legendario futbolista húngaro Ferenc Puskás, su elpais.es, 1º ottobre 2015.
  22. ^ a b c d e Il capitano, gazzetta.it.
  23. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u (EN) Jack Bell, Ferenc Puskas, 79, International Soccer Star, Dies, The New York Times, 18 novembre 2006. URL consultato l'8 marzo 2008.
  24. ^ a b c (EN) Prolific Scorers Data - Puskas, rsssf.com.
  25. ^ a b c d e f g h i Le migliori squadre di sempre: Real Madrid 1956-60, uefa.com.
  26. ^ a b c (EN) Hungary - Record International Players, rsssf.com.
  27. ^ a b Nessuno come Cristiano Ronaldo: superato Puskás, uefa.com.
  28. ^ a b c Puskas, Ferenc, treccani.it.
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  30. ^ a b c d e (EN) Puskas, realmadrid.com.
  31. ^ (HU) Isten futballistának teremtette, in Nemzeti Sport, 27 novembre 2006. URL consultato il 4 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  32. ^ a b c d e f g h i j La disgrazia di Berna, gazzetta.it.
  33. ^ a b c d e f g h Signa dedica campo a Puskas, il Real Madrid chiama e ringrazia, su corrierefiorentino.corriere.it, 13 maggio 2016.
  34. ^ a b c PUSKAS, UN SOGNO DURATO 37 ANNI, repubblica.it.
  35. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Obituary: Ferenc Puskas, bbc.co.uk.
  36. ^ a b Carlo F. Chiesa, We are the champions – I 150 fuoriclasse che hanno fatto la storia del calcio, in Calcio 2000, nº 24, novembre 1999, p. 62.
  37. ^ a b (EN) Best of Best, honvedfc.hu.
  38. ^ Puskas, the Galloping Major, in ESPNFC.com. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  39. ^ a b c d e f g h i j DiStefano.
  40. ^ Madrid, è morto Alfredo Di Stefano, repubblica.it.
  41. ^ a b (EN) Brian Glanville, Alfredo Di Stéfano obituary, su theguardian.com, 7 luglio 2014. URL consultato il 21 maggio 2019.
  42. ^ (EN) Página oficial de la UEFA (a cura di), The greatest teams of all time: Real Madrid 1956-60, su uefa.com, 18 marzo 2018.
  43. ^ a b c d Una coppa che esalta i campioni, gazzetta.it.
  44. ^ a b (EN) Alfredo Di Stefano - obituary, su telegraph.co.uk, 7 luglio 2014. URL consultato il 21 maggio 2019.
  45. ^ Jack Bell, Alfredo Di Stéfano, Soccer Great for Real Madrid, Dies at 88, The New York Times, 7 luglio 2014. URL consultato il 21 maggio 2019.
  46. ^ (ES) Martin Narrillos, De Mr. Ellis a Mr. Leafe, su El País (a cura di), elpais.com, 23 aprile 2002. URL consultato il 20 aprile 2010.
  47. ^ a b (EN) Ferenc Puskás — Goals in International Matches, in RSSSF. URL consultato il 10 dicembre 2006.
  48. ^ a b c d e f Calcio - Ungheria, treccani.it.
  49. ^ a b (EN) Hungary legend Puskas dies at 79, BBC, 17 novembre 2006.
  50. ^ (EN) Puskas 'taken to intensive care', BBC, 13 settembre 2006.
  51. ^ I record che Ronaldo e Messi non hanno (ancora) battuto, uefa.com.

BibliografiaModifica

VideografiaModifica

  • Federico Ferri e Federico Buffa, Storie di Campioni - Buffa Racconta: Ferenc Puskás, Sky Sport, 2015.
  • Federico Ferri e Federico Buffa, Storie di Campioni - Buffa Racconta: Alfredo Di Stéfano, Sky Sport, 2015.

Voci correlateModifica

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