Nazionale di calcio della Norvegia

Norvegia Norvegia
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione NFF
Norges Fotballforbund
Confederazione UEFA
Codice FIFA NOR
Soprannome Løvene (Leoni)
Selezionatore Norvegia Ståle Solbakken
Record presenze John Arne Riise (110)
Capocannoniere Jørgen Juve (33)
Stadio Ullevaal Stadion
(25 572 posti)
Ranking FIFA 42º[1] (7 aprile 2021)
Esordio internazionale
Svezia Svezia 11 - 3 Norvegia Norvegia
Göteborg, Svezia; 12 luglio 1908
Migliore vittoria
Norvegia Norvegia 12 - 0 Finlandia Finlandia
Bergen, Norvegia; 28 giugno 1946
Peggiore sconfitta
Danimarca Danimarca 12 - 0 Norvegia Norvegia
Copenaghen, Danimarca; 7 ottobre 1917
Campionato del mondo
Partecipazioni 3 (esordio: 1938)
Miglior risultato Ottavi di finale nel 1938, 1998
Campionato d'Europa
Partecipazioni 1 (esordio: 2000)
Miglior risultato Primo turno nel 2000
Torneo Olimpico
Partecipazioni 3 (esordio: 1912)
Miglior risultato Bronzo Bronzo nel 1936
Nations League
Partecipazioni 2 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 6º posto nella Lega B 2020-2021

La nazionale di calcio della Norvegia (in norvegese Norges herrelandslag i fotball o Det norske herrelandslaget i fotball) è la selezione di calcio che rappresenta la Norvegia ed è controllata dalla NFF.

Conta tre partecipazioni alle fasi finali del campionato del mondo (1938, 1994, 1998), dove il miglior risultato sono gli ottavi di finale raggiunti nel 1938 e nel 1998, e una partecipazione al campionato europeo (2000), dove non è andata oltre il primo turno. Conta anche un bronzo olimpico, ottenuto nel 1936.

È l'unica nazionale al mondo a non aver mai perso con il Brasile: in quattro partite con i verdeoro ha totalizzato 2 vittorie e 2 pareggi[2].

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, vanta quale miglior piazzamento il 2º posto, occupato nell'ottobre 1993 e da luglio ad agosto 1995, mentre il peggiore piazzamento è l'88º posto del luglio 2017. Occupa la 42ª posizione della graduatoria.[1]

StoriaModifica

 
La nazionale norvegese prima di un incontro con la Danimarca (11 settembre 1955)

La Norvegia ottenne buoni risultati nella seconda metà degli anni '30. Alle Olimpiadi 1936 batté la Germania padrona di casa vinse il bronzo classificandosi terza, dietro l'Austria e l'Italia. Gli stessi azzurri, nel 1938, eliminarono la squadra (2-1 dopo i tempi supplementari) al debutto in un Mondiale.

Seguì un lungo periodo di lontananza dai massimi palcoscenici: dal secondo dopoguerra sino agli anni '80 la Norvegia fu una delle nazionali più deboli d'Europa, mancando ogni qualificazione a Europei o Mondiali e spesso concludendo i gironi di qualificazione agli ultimi posti.

Anni ottantaModifica

 
La nazionale norvegese in campo nel 1980

Gli anni '80 iniziarono con una vittoria contro la Bulgaria, un largo successo per 6-1 contro la Finlandia (con quattro gol di Pål Jacobsen) e una vittoria contro la Svizzera in una gara di qualificazione al campionato del mondo 1982. L'entusiasmo non si spense neanche dopo la sconfitta per 4-0 del 1980 contro l'Inghilterra.

La prospettiva di qualificazione a Spagna 1982 svanì dopo le sconfitte di misura patite nella primavera del 1981 contro Ungheria e Romania. Il 9 settembre 1981, contro l'Inghilterra all'Ullevaal Stadion, la Norvegia volle riscrivere la storia. Fino ad allora aveva sempre perso contro gli inglesi (5 sconfitte in altrettante partite ufficiali, con 2 gol fatti e 24 subiti). Malgrado lo sfavore dei pronostici, la squadra scandinava, guidata da Tom Lund e dal giovane Hallvar Thoresen, che avevano saltato il match di andata a Wembley l'anno prima, ritrovò slancio. L'iniziale gol di Bryan Robson portò in vantaggio gli inglesi, ma a metà del primo tempo la Norvegia trovò il pari con un cross di Tom Lund che finì in rete senza essere toccato da Roger Albertsen, a cui fu comunque assegnato il gol. Il gol del vantaggio norvegese arrivò prima della fine della prima frazione e portò la firma di Hallvar Thoresen. Nel secondo tempo, nonostante la pressione inglese, il risultato non cambiò e i norvegesi portarono a casa una storica vittoria, sebbene inutile ai fini della qualificazione al Mondiale spagnolo.

Lund si ritirò dalla nazionale alla fine del 1982, non prima di aver segnato un gol, il primo dell'incontro, nella partita vinta per 3-1 contro la Jugoslavia e valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 1984. Gli altri gol della gara furono di Økland e Åge Hareide. A metà delle eliminatorie i norvegesi parvero avere ottime chance di qualificarsi per la fase finale dell'Europeo, ma il ritiro di Lund pesò: la squadra ottenne un solo punto in classifica nelle restanti partite e restò ancora una volta fuori dalla fase finale della rassegna continentale.

La nazionale olimpica norvegese terminò poi al terzo posto il girone di qualificazione alle Olimpiadi del 1984, dietro Polonia e Germania Est. Malgrado il piazzamento sfavorevole, il boicottaggio delle Olimpiadi di Los Angeles deciso dal blocco orientale fece sì che la Norvegia subentrasse al posto dei tedeschi orientali. La Norvegia esordì contro il Cile e pareggiò senza reti, poi perse di misura contro la Francia e batté inutilmente per 2-0 il Qatar, rimanendo fuori al primo turno. Durante il torneo si misero in luce Per Egil Ahlsen, Terje Kojedal, Tom Sundby e il portiere Erik Thorstvedt, che sarebbero divenute colonne della nazionale negli anni a venire.

A metà degli anni '80 la Norvegia ottenne altri risultati deludenti. Rimane comunque negli annali una vittoria per 2-1 del settembre 1985 contro gli italiani, per altro detentori del titolo mondiale, in amichevole allo stadio Via del mare di Lecce[3]. Qualche settimana dopo il successo di Lecce, la Norvegia perse per 5-1 in casa contro la Danimarca in un match di qualificazione al campionato del mondo 1986. Nella primavera del 1986 la Norvegia batté in amichevole anche i futuri campioni del mondo dell'Argentina per 1-0 all'Ullevaal Stadion.

Dopo la mancata qualificazione a Messico 1986, la Norvegia rimase fuori anche dal campionato d'Europa 1988.

Anni novantaModifica

Nell'ottobre 1990 il C.T. Ingvar Stadheim si dimise dopo un brutto inizio delle qualificazioni al campionato d'Europa 1992. Gli subentrò il C.T. dell'Under-21 Egil "Drillo" Olsen, il cui approdo segnò l'inizio di un'epoca di soddisfazioni per la nazionale norvegese.

All'inizio degli anni '90 il movimento calcistico norvegese non poteva contare su moltissimi talenti, ad eccezione del difensore Rune Bratseth e del portiere Erik Thorstvedt, star di livello internazionale. Attorno a questi due elementi l'allenatore costruì una squadra solida, che includeva anche giovani quali Øyvind Leonhardsen, Stig Inge Bjørnebye, Lars Bohinen ed Erik Mykland.

Il 5 giugno 1991, contro l'Italia, la Norvegia colse un'importante vittoria per 2-1, con reti di Bohinen e Tore André Dahlum. Sebbene la squadra non riuscì a qualificarsi per Euro '92, rimase in lotta per un posto nella fase finale sino alla fine, concludendo il girone al terzo posto dietro l'Unione Sovietica e gli azzurri di Azeglio Vicini.

Verso la fine della campagna di qualificazione europea Olsen richiamò in nazionale il centrocampista Kjetil Rekdal, rimasto fuori dalla squadra per più di due anni dopo una serie di prestazioni negative in Bundesliga. Rekdal sarebbe divenuto una delle colonne della nuova nazionale nel decennio a venire.

In vista delle qualificazioni al campionato del mondo 1994 la Norvegia fu inserita nel gruppo di Inghilterra, Paesi Bassi, Polonia e San Marino. Malgrado fosse sfavorita dai pronostici, la nazionale scandinava riuscì a centrare la qualificazione. Esordì con una vittoria casalinga per 10-0 contro i sammarinesi e con un altro successo contro i favoriti olandesi. Proseguì con una vittoria 0-2 contro San Marino a Serravalle. Il pareggio in trasferta contro gli inglesi, grazie ad un gol dalla distanza di Rekdal, valse alla squadra di Olsen un altro importante punto in classifica. Nel 1993 arrivarono altre vittorie, una per 3-1 contro la Turchia e una per 2-0 contro l'Inghilterra. A Rotterdam i norvegesi fermarono sullo 0-0 i Paesi Bassi e il 13 ottobre ottennero la certezza aritmetica dell'approdo negli Stati Uniti sconfiggendo per 3-0 la Polonia a Poznań, con gol di Jostein Flo, Jan Åge Fjørtoft e Ronny Johnsen. Dal 1938 la Norvegia non raggiungeva la fase finale di un Mondiale. Nel ranking FIFA dell'ottobre 1993 la Norvegia si issò addirittura al secondo posto, alle spalle del Brasile.

Dopo l'iniziale vittoria contro il Messico (gol di Rekdal, subentrato dalla panchina), nella fase finale di Stati Uniti 1994 la Norvegia uscì sconfitta per 1-0 dalla seconda partita contro l'Italia (contro cui giocò per larga parte dell'incontro in dieci uomini). Tutte le squadre del girone si trovavano a quota tre punti in classifica. Per qualificarsi al turno successivo ai norvegesi sarebbe bastato vincere contro l'Irlanda o anche pareggiare nel caso in cui la partita tra Messico e Italia non fosse finita in parità[4]. Lo 0-0 contro gli irlandesi, unito al pareggio (1-1) tra Italia e Messico, volle dire per i norvegesi eliminazione al primo turno.

Durante le eliminatorie dell'Europeo di Inghilterra 1996 la Norvegia parve ben avviata verso la qualificazione, ma due sconfitte nelle ultime due partite contro Rep. Ceca e Paesi Bassi provocarono l'eliminazione. Bratseth e Thorstvedt si erano entrambi ritirati ed erano stati sostituiti rispettivamente con Henning Berg e Frode Grodås.

Nelle qualificazioni al campionato del mondo 1998 fecero la loro comparsa in squadra i giovani Tore André Flo e Ole Gunnar Solskjær. Solskjær segnò una doppietta nella vittoria per 5-0 contro l'Azerbaigian e fu in seguito acquistato dal Manchester Utd. Flo conobbe la ribalta quando segnò due gol nella prestigiosa vittoria per 4-2 contro il Brasile all'Ullevaal Stadion, nel 1997, in amichevole. La Norvegia si assicurò la partecipazione a Francia 1998 con due partite ancora da giocare, battendo per 4-0 la Finlandia alla terzultima giornata del proprio girone. Per la prima volta nella sua storia la compagine scandinava ottenne dunque due qualificazioni consecutive alla fase finale dei Mondiali.

Nelle prime partite disputate nella fase finale, in Francia, la Norvegia non impressionò. Pareggiò, infatti, contro Marocco e Scozia, presentandosi all'ultimo match contro il Brasile con l'obbligo di vincere. Il 23 giugno 1998 al Vélodrome di Marsiglia andò in scena il match più memorabile della storia del calcio norvegese. Bebeto portò in vantaggio i brasiliani dopo 78 minuti di gioco e la Norvegia parve ormai fuori dai giochi. In pochi minuti, però, Flo riuscì a pareggiare e a due minuti dalla fine ottenne un calcio di rigore. Sul dischetto si presentò Rekdal, che realizzò il rigore, dando una grande gioia ad un'intera nazione[5]. Le due vittorie ottenute contro il Brasile (l'amichevole del 1997 e la partita di Francia '98) rendono la Norvegia l'unica formazione a non aver mai perso contro i verde-oro, contro cui la Norvegia ha anzi un bilancio positivo[6]. Agli ottavi di finale, contro l'Italia, un gol di Christian Vieri eliminò gli scandinavi[7][8], mettendo fine ad una loro striscia di imbattibilità di 17 partite consecutive.

Anni duemilaModifica

Dopo le dimissioni di Olsen, sulla panchina della nazionale arrivò Nils Johan Semb, che inserì in nazionale giocatori di valore quali Steffen Iversen, John Carew e John Arne Riise.

 
Formazione della Norvegia in un incontro con l'Inghilterra (maggio 2012)

Dopo un inizio incerto, la Norvegia inanellò ben sette vittorie consecutive nelle qualificazioni e staccò il biglietto per la fase finale di Euro 2000, vincendo il girone con 8 punti di vantaggio sulla Slovenia seconda in classifica e con un bilancio lusinghiero di 8 vittorie, un pareggio e una sconfitta. In Belgio e Paesi Bassi la squadra di Semb uscì, però, al primo turno: dopo un buon esordio (vittoria per 1-0 sulla Spagna[9]), fu battuta dalla Jugoslavia per 1-0[10] e pareggiò senza reti l'ultima partita contro la Slovenia. Ai norvegesi sarebbe bastato il pari per qualificarsi solo se la Spagna non avesse vinto contro la Jugoslavia e questa eventualità sembrava sul punto di verificarsi, dato che la Jugoslavia conduceva per 3-2 la sua partita al novantesimo minuto di gioco. Due gol spagnoli al quarto e al quinto minuto di recupero del secondo tempo ribaltarono, però, il punteggio e le sorti della Norvegia, che con la vittoria degli iberici concluse il girone al terzo posto (a pari punti con la Jugoslavia, ma svantaggiata dallo scontro diretto) e uscì dal torneo.

L'infausto avvio delle eliminatorie del campionato del mondo 2002 (un solo punto dopo cinque partite) mise nell'occhio del ciclone Semb, che tuttavia rimase in carica per tutta la durata della campagna di qualificazione, conclusasi con un deludente quarto posto nel girone da sei squadre, alle spalle di Polonia, Ucraina e Bielorussia. Malgrado le critiche, Semb rimase in carica anche per l'inizio delle qualificazioni al campionato d'Europa 2004, che la Norvegia chiuse al secondo posto nel suo raggruppamento, ad un punto dalla Danimarca capolista e a pari punti dalla Romania, su cui i norvegesi ebbero la meglio per via degli scontri diretti, accedendo così ai play-off. Contro la favorita Spagna gli uomini di Semb persero per 2-1 in trasferta e per 3-0 in casa nella partita di ritorno all'Ullevaal. Il CT si dimise dopo l'eliminazione.

Nel gennaio 2004 Semb fu rimpiazzato da Åge Hareide, reduce dalla vittoria del campionato alla guida del Rosenborg. La squadra vinse sei partite di fila, sebbene contro avversari modesti. Nel girone di qualificazione al mondiale 2006, complice una sconfitta con la Scozia[11], la Norvegia si piazzò seconda nel girone (ancora dietro gli azzurri) e nello spareggio per accedere alla fase finale del mondiale venne battuta dalla Repubblica Ceca con un doppio 1-0[12].

L'8 dicembre 2008, dopo un anno solare senza vittorie, Hareide si dimise e fu sostituito, il 14 gennaio 2009, dal rientrante Egil Olsen, che esordì nuovamente alla guida della nazionale l'11 febbraio seguente, in una partita amichevole vinta per 0-1 in casa della Germania. Drillo guidò i suoi al secondo posto nel girone di qualificazione al campionato del mondo 2010 dominato dai Paesi Bassi, chiudendo con 10 punti, a pari merito con la Scozia, ma con una migliore differenza reti. Il piazzamento non fu tuttavia sufficiente per accedere agli spareggi per la qualificazione al mondiale, perché la Norvegia risultò la peggiore delle nove seconde classificate nei gironi UEFA e fu dunque l'unica seconda a rimanere fuori dalla fase successiva. Malgrado l'insuccesso, nel novembre 2009 Olsen prolungò il proprio contratto con la federazione sino alla fine delle qualificazioni al campionato d'Europa 2012 e fu annunciato contestualmente che il testimone sarebbe poi passato a Ståle Solbakken.

Malgrado l'ottimo inizio delle eliminatorie di Polonia-Ucraina 2012, con tre vittorie consecutive (per 1-2 a Reykjavík contro l'Islanda, per 1-0 in casa contro il Portogallo e per 1-2 in casa di Cipro), la Norvegia incappò in una serie di risultati negativi, iniziata con una sconfitta (2-0) in casa della Danimarca, che consentì ai portoghesi di superare la nazionale di Olsen al primo posto del girone per una migliore differenza reti. Il girone alla fine fu vinto dai danesi, mentre fu proprio la differenza reti sfavorevole a impedire ai norvegesi di ottenere il secondo posto nel gruppo H, che andò al Portogallo.

Dodicesima nel ranking FIFA del luglio 2011, la Norvegia fu inserita tra le teste di serie del sorteggio per i gironi UEFA di qualificazione al campionato del mondo 2014. La squadra, inserita in un girone con Svizzera, Islanda, Slovenia, Albania e Cipro, deluse le aspettative e si piazzò quarta, dietro svizzeri, islandesi e sloveni, con un bilancio di 3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Nel settembre 2013, dopo una sconfitta per 0-2 in casa contro la Svizzera, a Olsen subentrò, a girone non ancora ultimato, Per-Mathias Høgmo.

Sotto la guida di Høgmo la Norvegia centrò il terzo posto nel girone di qualificazione al campionato d'Europa 2016, dietro Italia e Croazia e davanti a Bulgaria, Azerbaigian e Malta, con 6 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte, chiudendo a un solo punto dai croati. L'eliminazione arrivò contro l'Ungheria nel play-off (sconfitte per 0-1 in casa e per 2-1 in trasferta)[13].

A Høgmo, dimessosi nel novembre 2016, successe nel febbraio 2017 Lars Lagerbäck[14], che non riuscì a condurre la Norvegia al campionato del mondo 2018. Le speranze di qualificazione tramontarono definitivamente alla terzultima giornata, dopo una sconfitta per 6-0 in casa della Germania. La Norvegia chiuse il girone con Germania, Irlanda del Nord, Rep. Ceca, Azerbaigian e San Marino al quarto posto, con un bilancio di 4 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte.

Il tecnico svedese guidò la Norvegia anche nella prima edizione della UEFA Nations League, dove la squadra, inserita nel girone 3 della Lega C con Bulgaria, Cipro e Slovenia, ottenne il primo posto (4 vittorie, un pareggio e una sconfitta) e la conseguente promozione in Lega B.

Colori e simboliModifica

 
Esempio di kit classico della nazionale norvegese

La divisa della nazionale è tradizionalmente composta da una maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni blu scuro e rispecchia i colori della bandiera norvegese. La maglia, soprattutto a partire dagli anni 90, non è monocromatica, ma presenta spesso bordini o disegni bianchi e blu scuri: il disegno più emblematico fu quello del periodo 1995-1997, quando i giocatori mostravano sul petto una croce norvegese sfumata.

In trasferta solitamente la tenuta è bianca con inserti rossi e blu scuri.

Dagli anni 1920, per circa novant'anni, le maglie della nazionale hanno portato ricamata sul petto la sola bandiera norvegese, tipicamente racchiusa in un cerchio bianco; tra gli anni 1980 e 1990 essa fu affiancata dal simbolo federale (il monogramma NFF). Nel maggio 2008 la federcalcio norvegese propose un primo rebranding, sostituendo la bandiera e il logo con uno scudetto recante l'immagine di un drago (ispirata alla mitologia vichinga); la scelta fu poco gradita dai tifosi, che protestarono fino a ottenere il ritiro del marchio.[15] Il cambio di simbolo si è concretizzato il 12 dicembre 2014, allorché le selezioni nazionali norvegesi hanno adottato quale stemma uno scudetto con la bandiera nazionale sormontato da un cimiero costituito da due leoni dorati affrontati (mutuati dal simbolo nazionale) che reggono tra le zampe il monogramma NFF; a coronamento di tutto vi è la dicitura Norge.[16]

StadioModifica

La nazionale norvegese disputa le partite in casa nello stadio nazionale Ullevaal Stadion di Oslo, che ha una capacità massima attuale di 25.572 posti. Il record di spettatori fu di 35 495 per una partita internazionale tra Norvegia e Spagna.

Stadio casalingo anche di vari club della capitale, l'Ullevaal è gestito dal marzo 2007 dalla Federazione calcistica della Norvegia.

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Non partecipante
1938 Ottavi di finale
1950 Non partecipante
1954 Non qualificata
1958 Non qualificata
1962 Non qualificata
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Non qualificata
1990 Non qualificata
1994 Primo turno
1998 Ottavi di finale
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Non qualificata
2018 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Non qualificata
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Non qualificata
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Non qualificata
2000 Primo turno
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
2016 Non qualificata
Giochi olimpici[17]
Edizione Risultato
1908 Non partecipante
1912 Quarti di finale
1920 Quarti di finale
1924 Non partecipante
1928 Non partecipante
1936 Bronzo  
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

MondialiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930   Uruguay Non partecipante - - - -
1934   Italia Non partecipante - - - -
1938   Francia Ottavi di finale 0 0 1 1:2
1950   Brasile Non partecipante - - - -
1954   Svizzera Non qualificata - - - -
1958   Svezia Non qualificata - - - -
1962   Cile Non qualificata - - - -
1966   Inghilterra Non qualificata - - - -
1970   Messico Non qualificata - - - -
1974   Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978   Argentina Non qualificata - - - -
1982   Spagna Non qualificata - - - -
1986   Messico Non qualificata - - - -
1990   Italia Non qualificata - - - -
1994   Stati Uniti Primo turno 1 1 1 1:1
1998   Francia Ottavi di finale 1 2 1 5:5
2002   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2006   Germania Non qualificata - - - -
2010   Sudafrica Non qualificata - - - -
2014   Brasile Non qualificata - - - -
2018   Russia Non qualificata - - - -

EuropeiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960   Francia Non qualificata - - - -
1964   Spagna Non qualificata - - - -
1968   Italia Non qualificata - - - -
1972   Belgio Non qualificata - - - -
1976   Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980   Italia Non qualificata - - - -
1984   Francia Non qualificata - - - -
1988   Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992   Svezia Non qualificata - - - -
1996   Inghilterra Non qualificata - - - -
2000   Belgio /   Paesi Bassi Primo turno 1 1 1 1:1
2004   Portogallo Non qualificata - - - -
2008   Austria /   Svizzera Non qualificata - - - -
2012   Polonia /   Ucraina Non qualificata - - - -
2016   Francia Non qualificata - - - -
2020[18]   Europa Non qualificata - - - -

Nations LeagueModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2018-2019   Portogallo 2° in Lega C [19] 4 1 1 7:2
2020-2021   Italia 6° in Lega B 3 1 2 12:7

OlimpiadiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1908 Londra Non partecipante - - - -
1912 Stoccolma Quarti di finale 0 0 1 0:7
1920 Anversa Quarti di finale 1 0 1 3:5
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Non partecipante - - - -
1936 Berlino Bronzo   3 0 1 10:4
1948 Londra Non partecipante - - - -

Tutte le roseModifica

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 1938
Johansen, P Kihle, P Nordby, D Amundsen, D Andersen, D Eriksen, D Holmsen, D Johannessen, D Juve, C Andreassen, C Hansen, C Henriksen, C Holmberg, C Ulleberg, A Andresen, A Brustad, A Brynildsen, A Frantzen, A Ileby, A Isaksen, A Kvammen, A Martinsen, CT: Halvorsen
Coppa del Mondo FIFA 1994
Thorstvedt, 2 Halle, 3 Johnsen, 4 Bratseth, 5 Bjørnebye, 6 J. Flo, 7 Mykland, 8 Leonhardsen, 9 Fjørtoft, 10 Rekdal, 11 Jakobsen, 12 Grodås, 13 By Rise, 14 Nilsen, 15 Løken, 16 Sørloth, 17 Eggen, 18 Håland, 19 Strand, 20 Berg, 21 Rushfeldt, 22 Bohinen, CT: Olsen
Coppa del Mondo FIFA 1998
Grodås, 2 Halle, 3 Johnsen, 4 Berg, 5 Bjørnebye, 6 Solbakken, 7 Mykland, 8 Leonhardsen, 9 T. Flo, 10 Rekdal, 11 Jakobsen, 12 Myhre, 13 Baardsen, 14 Heggem, 15 Eggen, 16 J. Flo, 17 H. Flo, 18 Østenstad, 19 Hoftun, 20 Solskjær, 21 Riseth, 22 Strand, CT: Olsen

EuropeiModifica

Campionato d’Europa UEFA 2000
Myhre, 2 Bergdølmo, 3 Bragstad, 4 Berg, 5 Andersen, 6 Strand, 7 Mykland, 8 Solbakken, 9 Flo, 10 Rekdal, 11 Skammelsrud, 12 Olsen, 13 Bakke, 14 Heggem, 15 Riise, 16 Eggen, 17 Carew, 18 Iversen, 19 Bakke, 20 Solskjær, 21 Riseth, 22 Bjørnebye, CT: Semb

Giochi olimpiciModifica

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1912
Clementz, P I. Pedersen, D M. Aas, D Baastad, D Due, D Skou, C Andersen, C Grubbe, C Herlofson, C Jensen, C Johansen, C Lund, A R. Aas, A Brekke, A Endrerud, A Engebretsen, A Haraldsen, A Krefting, A E. Maartmann, A R. Maartmann, A C. Pedersen, A Reinholdt, CT: Hayes
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1920
Lagesen, P Wathne, D Aulie, D Johnsen, D Skou, C G. Andersen, C Graff-Wang, C Halvorsen, C Mohn, C Olsen, C Wold, A Aas, A A. Andersen, A Gundersen, A Helgesen, A Holm, A Paulsen, A Semb-Thorstvedt, A Wilhelms, CT: McPherson
Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1936
Gundersen, P Johansen, D Eriksen, D Holmsen, D Horn, C Henriksen, C Holmberg, C Juve, C Ulleberg, A Brustad, A Frantzen, A Hansen, A Ileby, A Isaksen, A R. Kvammen, A Martinsen, A Monsen, CT: Halvorsen

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa attualeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale norvegese.

Lista dei giocatori convocati per le sfide amichevoli contro Lussemburgo e Grecia del 2 e 6 giugno 2021.

Presenze e reti aggiornate al 6 giugno 2021, al termine della sfida contro la Grecia.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Ørjan Nyland 10 settembre 1990 (30 anni) 28 0   Norwich City
P André Hansen 17 dicembre 1989 (31 anni) 8 0   Rosenborg
P Per Kristian Bråtveit 15 febbraio 1996 (25 anni) 1 0   Groningen
D Jonas Svensson 6 marzo 1993 (28 anni) 23 1   AZ
D Kristoffer Ajer 17 aprile 1998 (23 anni) 23 0   Celtic
D Birger Meling 17 dicembre 1994 (26 anni) 19 0   Nîmes
D Stefan Strandberg 25 luglio 1990 (30 anni) 17 1   Ural
D Julian Ryerson 17 novembre 1997 (23 anni) 5 0   Union Berlino
D Stian Rode Gregersen 17 maggio 1995 (26 anni) 3 0   Molde
D Andreas Hanche-Olsen 17 gennaio 1997 (24 anni) 3 0   Gent
D Ruben Gabrielsen 10 marzo 1992 (29 anni) 1 0   Tolosa
D Fredrik André Bjørkan 21 agosto 1998 (22 anni) 1 0   Bodø/Glimt
C Mohamed Elyounoussi 4 agosto 1994 (26 anni) 32 6   Southampton
C Martin Ødegaard 17 dicembre 1998 (22 anni) 30 1   Arsenal (Capitano)
C Fredrik Midtsjø 11 agosto 1993 (27 anni) 11 0   AZ
C Mathias Normann 28 maggio 1996 (25 anni) 7 1   FC Rostov
C Morten Thorsby 5 maggio 1996 (25 anni) 7 0   Sampdoria
C Patrick Berg 24 novembre 1997 (23 anni) 4 0   Bodø/Glimt
C Jens Petter Hauge 12 ottobre 1999 (21 anni) 3 0   Milan
C Kristoffer Zachariassen 27 gennaio 1994 (27 anni) 1 0   Rosenborg
C Aron Dønnum 20 marzo 1998 (23 anni) 1 0   Vålerenga
C Fredrik Aursnes 10 dicembre 1995 (25 anni) 1 0   Molde
A Alexander Sørloth 5 dicembre 1995 (25 anni) 31 11   RB Lipsia
A Erling Haaland 21 luglio 2000 (20 anni) 12 7   Borussia Dortmund
A Kristian Thorstvedt 13 marzo 1999 (22 anni) 5 1   Genk

Record individualiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale norvegese.

Aggiornato al 31 marzo 2021.

I giocatori in grassetto sono ancora in attività in nazionale.

Record presenzeModifica

Pos. Giocatore Presenze Reti Periodo
1 John Arne Riise 110 16 2000-2013
2 Thorbjørn Svenssen 104 0 1947-1962
3 Henning Berg 100 9 1992-2004
4 Erik Thorstvedt 97 0 1982-1996
5 John Carew 91 24 1998-2011
Brede Hangeland 4 2002-2014
7 Øyvind Leonhardsen 86 19 1990-2003
8 Kjetil Rekdal 83 17 1987-2000
Morten Gamst Pedersen 17 2004-2014
10 Steffen Iversen 79 21 1998-2011

Record retiModifica

Pos. Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Jørgen Juve 33 45 1928-1937
2 Einar Gundersen 26 33 1917-1928
3 Harald Hennum 25 43 1949-1960
4 John Carew 24 91 1998-2011
5 Ole Gunnar Solskjær 23 67 1995-2007
Tore André Flo 76 1995-2004
7 Gunnar Thoresen 22 64 1946-1959
8 Steffen Iversen 21 79 1998-2011
9 Jan Åge Fjørtoft 20 71 1986-1996
10 Øyvind Leonhardsen 19 86 1990-2003
Odd Iversen 45 1967-1979
Olav Nilsen 62 1962-1971

Commissari tecniciModifica

CT Periodo
Willibald Hahn 1953-1955
Ron Lewin 1956-1957
Edmund Majowski 1958
Ragnar Nikolai Larsen 1958
Kristian Henriksen 1959
Wilhelm Kment 1960-1962
Ragnar Nikolai Larsen 1962-1966
Wilhelm Kment 1967-1969
Øivind Johannessen 1970-1971
George Curtis 1972-1974
Kjell Schou-Andreassen e Nils Arne Eggen 1975-1977
Tor Røste Fossen 1978-1987
Tord Grip 1987-1988
Ingvar Stadheim 1988-1990
Egil Olsen 1990-1998
Nils Johan Semb 1998-2003
Åge Hareide 2004-2008
Egil Olsen 2009-2013
Per-Mathias Høgmo 2013-2016
Lars Lagerbäck 2017-2020
Stale Solbakken 2020-

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com.
  2. ^ Norway national football team: record v Brazil, 11v11.com
  3. ^ Mario Sconcerti, L' ITALIA S' È PERSA, in La stagione dei Mondiali - la Repubblica, 26 settembre 1985, p. 27.
  4. ^ EIRE - NORVEGIA, VINCERE E COSÌ SIA, in Mondiali USA '94 - la Repubblica, New York, 28 giugno 1994, p. 3.
  5. ^ Incredibile Brasile La Norvegia passa, su repubblica.it, 23 giugno 1998.
  6. ^ Luigi Garlando, Giancarlo Galavotti e Sebastiano Vernazza, attenti a Flonaldo, il fenomeno dei fiordi, in La Gazzetta dello Sport, Aix-en-Provence, 25 giugno 1998.
  7. ^ Emanuela Audisio, Olsen punta tutto su Flo Bella la vostra difesa, in Sport - la Repubblica, Aix-en-Provence, 27 giugno 1998, p. 48.
  8. ^ Zampata di Vieri l'Italia è nei quarti, su repubblica.it, 27 giugno 1998.
  9. ^ Alessandro De Calò e Giampietro Agus, Solita Spagna: falsa partenza, in La Gazzetta dello Sport, Rotterdam, 14 giugno 2000.
  10. ^ Milosevic e nervi tesi la Jugoslavia va, su repubblica.it, Liegi, 18 giugno 2000.
  11. ^ Filippo Maria Ricci, Miller colpisce ancora, ma stavolta ci fa un favore, in La Gazzetta dello Sport, Oslo, 8 settembre 2005.
  12. ^ Australia ai mondiali dopo 32 anni ok Spagna, Svizzera e Rep. Ceca, su repubblica.it, 16 novembre 2005.
  13. ^ L'Ungheria batte la Norvegia, giocherà gli Europei dopo 44 anni, su repubblica.it, Budapest, 15 novembre 2015.
  14. ^ (EN) Former Iceland coach Lars Lagerback hired by struggling Norway, espnfc.com, 1º febbraio 2017.
  15. ^ (NO) NFF snur i drakt-saken, su www.nrk.no, NRK, 22 maggio 2008. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  16. ^ (NO) Dette emblemet skal pryde den norske landslagsdrakta [This crest shall adorn the national kit of Norway], in Dagbladet. Retrieved 12 December 2014
  17. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  18. ^ Originariamente previsto per il 2020, fu posticipato al 2021 in seguito alla pandemia di COVID-19 del 2019-2021
  19. ^ Promossa in Lega B

Voci correlateModifica

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