Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion

film d'animazione del 1997 diretto da Hideaki Anno e Kazuya Tsurumaki
Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion
Neon Genesis Evangelion The End of Evangelion logo.png
Logo del film
Titolo originale新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に
Paese di produzioneGiappone
Anno1997
Durata87 min
Genereanimazione, fantascienza
RegiaHideaki Anno, Kazuya Tsurumaki
SoggettoGainax
SceneggiaturaHideaki Anno, Shinji Higuchi
MontaggioSachiko Miki
MusicheShirō Sagisu
Art directorHiroshi Katō
AnimatoriGainax, Production I.G, TV Tokyo, SEGA, Toei
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion (新世紀エヴァンゲリオン劇場版 THE END OF EVANGELION Air(エア)/まごころを、君に Shin Seiki Evangerion Gekijō-ban: The End of Evangelion Air/Magokoro wo, Kimi ni?, lett. "Neon Genesis Evangelion versione cinematografica: The End of Evangelion Air/A te il mio animo sincero") è un film anime giapponese del 1997 diretto da Hideaki Anno. Il film è stato realizzato come finale alternativo della serie televisiva Neon Genesis Evangelion, andata in onda fino al 1996 e conclusasi con due episodi estremamente controversi. Poco prima della sua uscita Hideaki Anno e lo studio Gainax produssero un film chiamato Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth, formato da un riassunto dei primi ventiquattro episodi della serie e una breve anticipazione del film seguente. Come Death & Rebirth, The End of Evangelion fu concepito dai creatori per essere diviso in due parti chiamate "episodio 25" e "episodio 26", alternative alle ultime due puntate della serie televisiva originale. Nel 1998 i due film, parzialmente sovrapposti, vennero concatenati eliminando la parte in comune e ripubblicati con il nome Revival of Evangelion[1].

La storia è incentrata su Shinji Ikari, giovane pilota di un mecha chiamato Eva . Durante il lungometraggio Shinji si ritrova a decidere il corso di un processo chiamato Progetto per il perfezionamento dell'uomo, in cui le anime degli esseri umani si uniscono in un'unica entità divina. Durante il corso del processo il ragazzo accetta la realtà e se stesso per quel che è, rifiutando il Perfezionamento e preferendo vivere in un mondo in cui coesistere con le individualità degli altri esseri umani. Per il film venne chiamato tutto il cast dei doppiatori della serie originale, fra cui Megumi Ogata, Yūko Miyamura e Megumi Hayashibara.

Il film diventò un grande successo di botteghino e incassò un miliardo e mezzo di yen. Con gli anni e l'accrescersi della fama del franchise di Evangelion è diventato un cult dell'animazione giapponese; è stato premiato agli Awards of the Japanese Academy[2], agli Animation Kobe[3][4] e alla quindicesima edizione del Golden Gloss Award[5].

TramaModifica

Episodio 25': Air / Love is destructive.Modifica

L'agenzia speciale Nerv, formalmente sotto le dirette delle Nazioni Unite, ha sconfitto tutti gli angeli, misteriosi esseri antagonisti del genere umano. Nonostante ciò la base dell'organizzazione è ancora in stato di allerta di primo grado. Gendō Ikari, comandante in capo dell'agenzia, ha un colloquio con la Seele, una setta segreta intenzionata a dare avvio a un misterioso piano chiamato Progetto per il perfezionamento dell'uomo. Smascherato il tradimento del comandante Ikari la Seele invia le Forze di autodifesa giapponesi ad attaccare e prendere possesso della base della Nerv, così da poter requisire l'elemento chiave per dare avvio al Perfezionamento: le macchine umanoidi Evangelion. Le truppe delle Forze di autodifesa entrano nel quartier generale e sterminano la maggior parte dei dipendenti, dando la massima priorità alla cattura degli Eva e all'uccisione dei loro piloti.

Per proteggere i piloti il maggiore Misato Katsuragi ordina il trasferimento di Asuka Sōryū Langley nell'Unità 02, entrambe opportunamente posizionate in un lago sotterraneo situato nei pressi del quartier generale. Durante l'attacco Misato cerca di portare in salvo Shinji Ikari, pilota dell'Eva-01, e di condurlo a bordo dell'Evangelion-01, morendo nel tentativo. Il comandante Ikari intanto si ritira assieme a Rei Ayanami nella zona più profonda del quartier generale per dare avvio alla propria versione del Progetto per il perfezionamento. Nel frattempo Asuka riattiva l'Unità 02 e sconfigge le Forze di autodifesa. La Seele manda contro di lei le nove unità della serie degli Eva, che attaccano ferocemente l'Unità nemica, sfregiandola e divorandone le carni. Shinji, finalmente salito sull'Eva-01, vede il corpo dell'Unità 02 a brandelli e urla di terrore.

Episodio 26': A te il mio animo sincero / I need you.Modifica

Gendō Ikari tenta di fondersi con Rei Ayanami per dare inizio al proprio Perfezionamento. Rei tradisce le sue aspettative e si fonde contro la volontà del comandante con il secondo angelo, Lilith. Le due entità formano un essere luminescente in rapida crescita, con la pelle di Lilith e le sembianze di Rei. La serie degli Eva crocifigge l'Unità 01 e dà avvio al rituale per il Progetto per il perfezionamento. Rei, raggiungendo dimensioni gigantesche, fuoriesce dal quartier generale e assorbe l'Eva-01 con Shinji Ikari al proprio interno. A differenza di quanto previsto nei piani originali della Seele però Shinji si ritrova nella condizione di poter decidere il corso del Perfezionamento.

In un lungo flusso di coscienza egli rivive la propria vita, il suo arrivo alla Nerv e gli ultimi avvenimenti, analizzando la propria psiche tormentata e interrogandosi sulla sofferenza che viene dal contatto umano. Affranto e preso dall'angoscia augura a tutti gli esseri umani di morire, compreso se stesso. Intanto le anime degli esseri umani si fondono in un'unica coscienza collettiva, mentre i loro corpi si trasformano in una sostanza chiamata LCL. Nel processo egli interagisce con l'anima di sua madre, Yui Ikari, custodita all'interno dell'Unità 01. Yui lo aiuta nel suo processo di autoconsapevolezza, cercando di spingere il figlio ad accettarsi per quello che è. Non temendo più di venir ferito dalle altre persone, Shinji sceglie di vivere in un mondo in cui esistono anche gli altri e rifiuta il Perfezionamento, facendo fallire i piani dell'organizzazione. In seguito alla sua decisione l'Unità 01 fuoriesce dal corpo di Lilith, mentre il gigantesco corpo di Rei si smembra. I nove Eva diventano di pietra e precipitano sulla terra, mentre l'Eva-01 si dirige verso lo spazio con l’anima di Yui. Shinji, a distanza di tempo, si risveglia su una spiaggia con Asuka al proprio fianco. Il giovane cerca di strozzarla; Asuka però accarezza la guancia di Shinji, che scoppia in lacrime e allenta la presa.

ProduzioneModifica

GenesiModifica

La conclusione della prima messa in onda della serie animata Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax, lasciò molti spettatori insoddisfatti. A causa di una disastrosa tabella di marcia e di molti ritardi nella produzione, nonché di una certa indecisione personale del regista Hideaki Anno, i due episodi finali furono prodotti abbandonando il copione originale. Il titolo del penultimo episodio avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni degli autori, Air, e solo in un secondo momento venne cambiato in Un mondo che finisce[6][7]. Nel caso dell'ultima puntata invece, poi rinominata La bestia che gridò AMore nel cuore del mondo, Anno seguì almeno a grandi linee l'idea che aveva in mente fin dall'inizio[8][9]. I due episodi conclusivi, completamente incentrati sull'introspezione psicologica dei personaggi e su lunghi monologhi interiori dei protagonisti, soddisfarono pienamente le aspettative dei membri dello studio Gainax, ma diventarono presto motivo di accese discussioni per gli appassionati: pur dando compimento alle tematiche psicologiche più importanti della serie, il finale abbandonò completamente l'intreccio narrativo principale, dando adito a molte polemiche[10]. Il dibattito acquisì presto una portata nazionale, contribuendo ad alimentare la già grande popolarità dell'opera[11][12]. Gli appassionati pertanto richiesero a gran voce un nuovo finale o, quantomeno, una conclusione che desse una risposta ai numerosi interrogativi rimasti irrisolti[13][14]. Il 26 aprile 1996, circa un mese dopo la prima messa in onda dell'episodio conclusivo della serie, sulla rivista Monthly Shōnen Ace venne annunciata la produzione di un remake delle ultime due puntate e di un film con materiale completamente inedito[15][16]. Il remake avrebbe dovuto essere distribuito per il solo mercato home video sotto forma di OVA, ma dopo il grande successo della serie un consorzio di società giapponesi finanziò il progetto con un budget così elevato da far optare per un'uscita cinematografica[17]. Fra le varie società coinvolte nel progetto rientravano l'Imagica, una compagnia impegnata nel settore della post-produzione dei film, e varie aziende di moda per i costumi, come la Fiorucci, l'Americanino e l'Edwin[18].

 
La vecchia sede della Gainax a Koganei, Tokyo

Il primo lungometraggio, Neon Genessi Evangelion: Death and Rebirth, avrebbe dovuto concludere definitivamente la narrazione della serie originale. Il secondo film invece sarebbe stato un'opera cinematografica inedita, distaccata dalla serie originale e con una ambientazione completamente diversa[19]. Sotto suggerimento del character designer Yoshiyuki Sadamoto la pellicola avrebbe dovuto essere ambientata in inverno, in contrasto con l'eterna estate in cui il Giappone è intrappolato nella serie animata[20]. Anno inoltre desiderava ardentemente ricreare delle battaglie fra Evangelion su montagne innevate, nonostante la difficoltà tecnica che l'idea avrebbe richiesto[21]. In uno scenario post-apocalittico, con un pianeta Terra quasi completamente distrutto e invivibile, gli esseri umani avrebbero vissuto all'interno di un'area protetta da un AT Field. Gli angeli, principali nemici della serie originale, avrebbero attaccato l'area concentrando le proprie forze sull'unico ponte di collegamento con il resto del mondo, divorando gli esseri umani[22]. Tale pellicola avrebbe dovuto essere pubblicata nell'estate del 1997. La produzione di Rebirth però subì dei rallentamenti e il materiale prodotto raggiunse una mole tale da spingere a spezzettarlo e farlo confluire in due film diversi[23][24]. A ciò si aggiunse anche la riluttanza dimostrata dai membri dello staff, vessato dai ritmi di produzione, che fece rimandare a tempo indeterminato la realizzazione del film inedito, che dunque non vide mai la luce[25].

Abbandonato il progetto inedito a marzo del 1997 uscì Death and Rebirth. Il film fu diviso in due segmenti di sessanta e venticinque minuti circa. Il primo segmento, Shi (? "morte") o Death, diventò un montaggio di vari spezzoni animati tratti dai primi ventiquattro episodi della serie, più alcune sequenze inedite[26]. L'ultimo segmento invece, Shinsei (新生? "rinascita") o Rebirth, divenne una semplice anticipazione del vero finale della serie. Nel segmento furono inclusi i primi venti minuti del film seguente, fermandosi proprio all'inizio dello scontro fra Eva-02 e serie degli Eva. La Gainax annunciò quindi un secondo film conclusivo, che avrebbe offerto, secondo le parole degli stessi autori, «lo stesso finale [della serie], ma visto da una prospettiva diversa»[27][28].

Regia e sviluppoModifica

 
Hideaki Anno, regista e sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion

Dopo la conclusione della serie Hideaki Anno, vessato dalle tempistiche e lo stress lavorativo, cadde in uno stato psicologico disastroso, e Hayao Miyazaki, suo mentore e grande amico, notando il suo stato d'animo gli consigliò di fermarsi e prendere una pausa. Seguendo il consiglio di Miyazaki il regista si riposò per qualche mese; non appena si sentì pronto incominciò a lavorare come regista per i due nuovi film. Anno iniziò ufficialmente a lavorare, per la precisione, l'8 novembre 1996, circa sei mesi dopo la messa in onda della puntata finale di Evangelion[29]. La regia di Air venne affidata a Kazuya Tsurumaki, già assistente alla regia della serie televisiva. Nel processo furono coinvolti altri membri dello studio Gainax, come Masayuki e Shinji Higuchi, che collaborarono nella realizzazione degli storyboard seguendo fedelmente le direttive di Tsurumaki[30]. Per A te il mio animo sincero la regia fu affidata interamente ad Anno, che nelle fasi di realizzazione dello storyboard venne coadiuvato dallo stesso Higuchi e Jun'ichi Satō, creditato sotto lo pseudonimo di Kiichi Jinme[31][32].

Lo staff iniziò a lavorare a The End of Evangelion prima ancora della conclusione della messa in onda della serie; come per Evangelion e per Death and Rebirth però la produzione subì dei rallentamenti e gli autori lavorarono fino all'ultimo minuto pur di completare in tempo il secondo lungometraggio[33]. La Gainax inizialmente propose di chiamare il film Evangelion: Rebirth 2, ma in un secondo momento il titolo fu cambiato e si scelse per il definitivo The End of Evangelion[34]. Per il nuovo lungometraggio, a differenza della grande campagna mediatica fatta per Death and Rebirth, non si svolse nessuna campagna pubblicitaria speciale e le attività promozionali furono intenzionalmente ridotte all'osso. L'idea degli autori era quella di ricreare un funerale e «seppellire» Evangelion[35]: Anno chiamò il film End per rappresentare la metaforica morte del progetto Evangelion; lui stesso fece in modo che l'opera morisse con le sue stesse mani, piuttosto che vedere la sua popolarità svanire lentamente[36].

Come il precedente lungometraggio il film venne diviso in due segmenti, chiamati "episodio 25" e "episodio 26", chiaramente alternativi a quelli della serie animata[37]. Entrambe le puntate furono dotate, come gli episodi di Evangelion, di un doppio titolo: uno in giapponese, poi tradotto nelle varie edizioni italiane, e uno in inglese. Come titolo del primo segmento si pensò, in una prima ipotesi, a La porta sull'estate (夏への扉 Natsu e no tobira?), in riferimento all'omonimo romanzo fantascientifico di Robert A. Heinlein[38][39]. Lo staff in un secondo momento optò per Love is destructive (lett. "l'amore distrugge") o Air, con il doppio significato di "atmosfera" e di brano musicale[40]. Al secondo episodio si diede il titolo di Magokoro wo, kimi ni, tradotto in italiano come A te il mio animo sincero, inizialmente previsto per l'episodio finale della serie originale[6]. Seguendo una tradizione dello studio Gainax, solito scegliere come titolo dell'episodio conclusivo di una serie quello di un racconto o un film già esistente, Magokoro wo, kimi ni rappresenta un omaggio al film I due mondi di Charly, tratto dal celebre romanzo di fantascienza Fiori per Algernon, che venne distribuito in Giappone con lo stesso titolo[41][39].

SceneggiaturaModifica

 
Shinji Higuchi collaborò con Anno sugli storyboard di A te il mio animo sincero

A causa dei limiti di tempo il copione originale del venticinquesimo e penultimo episodio della serie classica, Un mondo che finisce, rimase inutilizzato. Quando si decise di riprendere mano a Evangelion Anno scrisse la sceneggiatura del segmento Air basandosi sul copione scartato[42][43]. L'episodio venne strutturato in modo da avvicinarsi il più possibile al finale inizialmente voluto dagli autori. Per il secondo, A te il mio animo sincero, vennero aggiunte diverse linee narrative al copione originale, approfondendo le tematiche già proposte nell'episodio finale della serie classica[31]. I due finali, cinematografico e televisivo, furono concepiti come concettualmente identici; a differenza della conclusione televisiva, incentrata sulla psicologia dei personaggi principali, per la versione cinematografica si decise di affrontare il Progetto per il perfezionamento dell'uomo da un punto di vista "esterno", laddove nella serie classica si era lasciato tutto all'introspezione dei personaggi principali, Shinji in particolare[44].

Hideaki Anno, già durante la realizzazione della serie e di Death and Rebirth, chiese a chiunque partecipasse alla produzione di Evangelion di dare il proprio contributo e di dare dei suggerimenti per chiudere finalmente gli eventi; il regista confidò, in particolar modo, in Higuchi, Sadamoto e Ikuto Yamashita, già mecha designer[45]. Una delle proposte di Yamashita prevedeva che l'Eva-01 attaccasse la sede della filiale tedesca della Nerv, in possesso di un'arma chiamata Cannone per l'invasione universale a lunga gittata o Colonna vertebrale del dio morto. Nello scenario del mecha designer ci sarebbe stata una guerra fra Evangelion, in un mondo colpito da dei misteriosi raggi di luce capaci di trasformare le persone in creature simili a lupi mannari[46].

In fase di sceneggiatura vennero apportate diverse modifiche. In una delle sequenze iniziali, per esempio, Shinji avrebbe salutato i suoi due ex compagni di classe e amici, Kensuke Aida e Tōji Suzuhara, presso la loro scuola media di Neo Tokyo-3, poco prima della loro partenza improvvisa per la Germania[47]. Riprendendo l'ultima scena del diciottesimo episodio di Evangelion, Tōji avrebbe fatto un tiro al canestro mentre è costretto su una sedia a rotelle[48]. Per l'ultima sequenza, in cui Shinji strangola Asuka e si interrompe di scatto quando la ragazza gli accarezza dolcemente la guancia, Anno si basò su un fatto realmente accaduto a una sua conoscente. La donna in un'occasione venne strangolata da un uomo malintenzionato, ma, nel momento in cui stava per essere uccisa, lo accarezzò senza ragione. Quando l'uomo smise di stringerle il collo la donna subito riacquistò un atteggiamento freddo, pronunciando le parole che Asuka avrebbe detto a Shinji nel copione originale: «Non sopporto l'idea di farmi uccidere da uno come te» (あんたなんかに殺されるのは真っ平よ?)[49]. In fase di storyboard, comunque, furono pensati due finali alternativi. Nel primo finale Shinji avrebbe costruito su una spiaggia varie tombe con i nomi dei personaggi principali di Evangelion, ad eccezione di Rei Ayanami. Fra le altre ci sarebbe stata quella di Asuka, in seguito buttata giù con un calcio dalla stessa ragazza, sopravvissuta e risvegliatasi dopo il Perfezionamento. Dopo la celebre scena dello strangolamento avrebbero dovuto cominciare i titoli di coda, con uno scrolling orizzontale alla Punta al Top! GunBuster, dietro ai quali ci sarebbe stata un'immagine dell'Eva-01 disteso sulla luna, con il volto coperto da una maschera spezzata e dei capelli di donna[50]. Nel secondo finale invece Shinji, stringendo la mano di qualcuno, avrebbe intimato se stesso di continuare a vivere nonostante tutto e avrebbe visto, in un veloce flash, Rei. In tale scenario neanche Asuka sarebbe sopravvissuta al Perfezionamento, e la mano si sarebbe scoperta essere priva di corpo[51].

CastModifica

Per Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion furono chiamati tutti i doppiatori della serie animata originale, ad eccezione di alcuni personaggi esclusi in fase di produzione dalla sceneggiatura, come Tōji Suzuhara e Kensuke Aida. Dopo l'ultima sessione di doppiaggio prevista Hideaki Anno chiese a tutti i membri del cast di rifare il film interamente da capo. I doppiatori dunque rifecero tutte le scene, con questa volta istruzioni precise e dettagliate da parte dello stesso regista[52]. Anno in particolare chiese a tutti i membri del cast di recitare proprio come un film dal vivo, distaccandosi il più possibile dai tipici doppiaggi di prodotti d'animazione. Per questioni di tempistiche di produzione, inoltre, lo staff decise di adottare in toto il sistema del doppiaggio a posteriori, senza prescoring e senza registrare prima che i disegni fossero prodotti. Nei punti in cui Anno volle concentrarsi sui dialoghi e enfatizzare la recitazione del doppiatore decise di puntare la telecamera di spalle, lasciando i personaggi fuori campo o in campo lungo, così da evitare che le espressioni del viso o il labiale condizionassero troppo la recitazione dei doppiatori[53]. Per l'occasione anche le scene di Air già presenti in Rebirth vennero doppiate nuovamente[54].

Yuriko Yamaguchi e Yuko Miyamura, interpreti di Ritsuko Akagi e Asuka Langley
  • Megumi Ogata interpreta Shinji Ikari, quattordicenne protagonista di Neon Genesis Evangelion. Come per la serie televisiva Ogata si immedesimò molto nel ruolo, trovando però molte difficoltà per via dei vari urli che fu costretta a fare nelle varie sessioni[52]. Al momento di doppiare l'ultima scena del lungometraggio, in cui Shinji strozza Asuka, Ogata strangolò effettivamente la collega Yūko Miyamura. Miyamura infatti, nonostante i numerosi tentativi, non riusciva a riprodurre dei suoni realistici di uno strangolamento e chiese personalmente aiuto alla collega[55]. A causa dell'agitazione però Ogata le strinse il collo in maniera troppo forte, rischiando di guastarle la voce e non riuscire a farle recitare le battute rimanenti[56]. Nonostante la scena sia lunga solo pochi minuti e cinque pagine di copione la registrazione richiese circa un'ora e mezza di lavoro[57].
  • Yūko Miyamura riprende il ruolo di Asuka Sōryū Langley. Come per la serie originale Miyamura ebbe grande influenza sul regista, cambiando alcuni dettagli del proprio personaggio. Nello storyboard originale Asuka, dopo essere appena stata strozzata da Shinji, avrebbe pronunciato la frase finale, «Non sopporto l'idea di farmi uccidere da uno come te», con il tono più freddo possibile[58][59]. Insoddisfatto della battuta e dell'interpretazione di Miyamura, Anno le chiese di immaginare uno sconosciuto che si intrufola di soppiatto nella sua stanza, che potrebbe violentarla in qualunque momento ma preferisce masturbarsi guardandola dormire. Il regista le domandò inoltre che cosa avrebbe detto se si fosse svegliata di colpo, accorgendosi di quel che ha fatto. Miyamura, disgustata dalla scena, rispose dicendogli «Che schifo» (気持ち悪い kimochi warui?). Dopo la conversazione la battuta fu cambiata ricalcando la reazione della doppiatrice[60].
  • Megumi Hayashibara dà voce a Rei Ayanami e Yui Ikari.
  • Kotono Mitsuishi interpreta il maggiore Misato Katsuragi. Come gli altri doppiatori Mitsuishi trovò parecchie difficoltà durante il processo di recitazione, principalmente a causa della particolare personalità del personaggio, «perché Misato non è il tipo che parla facilmente dei propri veri sentimenti»[52][61].
  • Fumihiko Tachiki è Gendō Ikari. Come per la serie originale Tachiki trovò difficoltoso riuscire a immedesimarsi o a comprendere il personaggio. Durante le sessioni però ricevette il continuo supporto dello staff, venendo istruito e diretto passo dopo passo da Hideaki Anno e dal direttore del suono, che lo aiutarono a completare il lavoro[52]. Le sessioni per il doppiaggio di Gendō durarono due giorni circa[57].
  • Yuriko Yamaguchi ritorna nel ruolo di Ritsuko Akagi. Nell'ultima scena del personaggio Ritsuko cerca di distruggere il quartier generale della Nerv, ma viene uccisa dall'ex amante Gendō Ikari con un colpo di pistola. Poco prima di spararle, il comandante Ikari dice: «Ritsuko Akagi, in realtà..». La parte conclusiva della battuta non venne doppiata, lasciando alla sensibilità e all'interpretazione dello spettatore decidere come completarla. Ritsuko, alle parole del comandante, risponde «Che gran bugiardo». La battuta richiese alla Yamaguchi particolari sforzi interpretativi e recitativi, ma non seppe mai con precisione quali fossero le parole di Gendō. Al momento di doppiare la scena Hideaki Anno, notando il suo stato emotivo, le diede solo un indizio nascosto; Yamaguchi stessa disse che «con quell'unico e incredibile indizio che mi diede Anno, io e Ritsuko fummo definitivamente sconfitte»[52].

Animazione ed effetti sonoriModifica

Come direttori del character design e del mecha design furono chiamati Kazuchika Kise, conosciuto anche come Kouse Kazuya, membro della Production I.G e direttore artistico di alcuni episodi della serie televisiva, e Takeshi Honda, animatore della sigla di apertura di Zankoku na tenshi no these[43]. Come art director del ventiseiesimo episodio, invece, furono scelti Shunji Suzuki, Teishi Hiramatsu e lo stesso Hideaki Anno. Suzuki e Hiramatsu si occuparono della direzione delle scene, mentre Anno gestì e coordinò le scene con combattimenti fra mecha[31]. Anche Tsurumaki venne coinvolto nella realizzazione delle animazioni e fu chiamato all'ultimo minuto per aiutare nel processo di colorazione[62]. Masayuki, assistente alla regia di Neon Genesis Evangelion e regista di Death, partecipò attivamente alla produzione delle animazioni, degli storyboard e dei poster promozionali del film. Lo staff lo incaricò di sovraintendere a tutte le sequenze in cui fosse prevista la presenza di acqua o di onde, generalmente considerate la parte più difficile del lavoro di un animatore, in qualità di visual water artist[31][63]. Come direttore degli effetti speciali del film, invece, fu scelto Makoto Kamiya[64]. Come assistenti animatori furono nominati Hisaki Furukawa e Yō Yoshinari, Harumi Takaboshi come colorista, Hiroshi Katō in qualità di direttore artistico e Hisao Shirai di direttore della fotografia[65][66].

 
La scena del Perfezionamento, con Lilith che raccoglie le anime dell'intera umanità. La scena fu realizzata grazie alla grafica computerizzata e al contributo della Production I.G

Mentre la serie originale fu prodotta in formato 16 millimetri, per la versione cinematografica si usò la pellicola 35 millimetri[67]. Nella realizzazione la Gainax coinvolse lo studio Production I.G, che aveva precedentemente collaborato alla realizzazione di numerosi episodi della serie originale[31]. Durante la realizzazione si decise di migliorare la qualità del segmento di Air già incluso in Rebirth e fu fatto largo uso della grafica computerizzata per dare più tridimensionalità alle immagini e superare qualitativamente le animazioni della serie televisiva originale[68]. Il contributo più importante venne dallo studio Omnibus Japan, noto per aver contribuito alla realizzazione di Patlabor 2: The Movie e Ghost in the Shell. Gran parte delle sequenze in computer grafica furono inserite all'inizio del Progetto per il perfezionamento e nelle scene del Third Impact, in cui il globo terrestre viene cosparso di luci cruciformi[69]. Le varie società si divisero i compiti a seconda delle necessità tecniche e delle scelte stilistiche delle varie scene da animare. La Production I.G, ad esempio, si occupò delle scene in computer grafica 3D, praticamente impossibili da realizzare con metodi tradizionali, come i fotogrammi introduttivi delle nove unità della serie degli Eva, mentre lo studio Gainax realizzò le scene che richiesero una più semplice computer grafica in 2D, come quelle con le schermate dei computer della Nerv[31]. Le sequenze dello scontro fra Unità 02 e Forze strategiche di autodifesa, inoltre, furono animate ricalcando la scena della battaglia fra l'angelo Sachiel e le truppe delle Nazioni Unite presente nel primo episodio della serie animata originale[70]. Durante il Perfezionamento, invece, furono inseriti brevissimi fotogrammi in cui Shinji vede dei corpi femminili nudi, tutti disegnati ad acquarello[71].

Gli effetti sonori furono commissionati personalmente da Hideaki Anno a Toru Noguchi, che aveva lavorato con lui già per la serie televisiva Nadia - Il mistero della pietra azzurra, uscita qualche anno prima di Evangelion. Anno chiese a Noguchi il massimo del realismo, così da poter comunicare sensazioni che i rodovetri e le cell animation non sono in grado di esprimere, proprio come in un normale prodotto cinematografico. Grande attenzione fu data al rumore dei laser, dell'AT Field o del canto delle cicale di sottofondo tipico della serie, che venne appositamente modulato per armonizzarsi con la colonna sonora. In particolare per i movimenti degli Evangelion chiese di ricreare «il rumore che farebbero i fasci di fili metallici se si contraessero come fossero muscoli», trattandoli come se fossero esseri viventi[72]. Per tale ragione si evitarono tutti i suoni normalmente usati in altri anime mecha. Per riprodurre il suono del coltello Prog-Knife, ad esempio, Noguchi e Anno rielaborarono il rumore metallico di un vero cutter. Anche in tal caso le richieste del regista furono maniacalmente minuziose; egli chiese in particolare di usare gli stessi effetti di una mitragliatrice apparsa in un film sulla seconda guerra mondiale o di riprodurre i suoni di particolari navi da guerra storicamente esistite[73]. Durante il processo Noguchi fu affiancato da Makoto Sumiya, tecnico di registrazione della Tokyo TV Center[74].

RipreseModifica

Per la realizzazione del segmento A te il mio animo sincero si decise di inserire alcune sequenze live action, così da rappresentare l'universo interiore di Shinji attraverso delle riprese del mondo reale[75]. Fra le varie scene dal vivo furono introdotti diversi scorci urbani, di lampioni, treni, graffiti e alcune riprese ritraenti le tre doppiatrici femminili principali della serie, Megumi Hayashibara, Kotono Mitsuishi e Yūko Miyamura[76]. Tutte le sequenze dal vivo, filmate da una troupe chiamata Special Production Team, furono otticamente distorte[77]. Hideaki Anno si occupò del copione delle scene live action fungendo da capo regista; durante il processo fu assistito da Shinji Higuchi in qualità di direttore degli effetti speciali, con cui discusse varie idee e confrontò le proprie opinioni in merito a ogni singolo fotogramma delle sequenze[31]. Il mondo di Shinji venne intenzionalmente rappresentato con toni più aspri rispetto al finale televisivo, dunque le sequenze di introspezione vennero eseguite con diverse metodologie operative, come riprese a più rodovetri sovrapposti o rovesciati o sequenze in 3DCG, ossia computer grafica tridimensionale. Alcune scene furono girate nel cinema Shinjuku Milano-za (新宿ミラノ座?), sito nel quartiere Shinjuku di Tōkyō[78][79]. Nel montaggio finale infatti venne aggiunta la ripresa di una sala dello Shinjuku Milano piena di spettatori del precedente lungometraggio di Evangelion[80].

 
Lo Shinjuku Milano-za, cinema di cui fu ripresa una sala durante la proiezione di Death and Rebirth

Alla fine del segmento live action furono inseriti anche dei fotogrammi ritraenti dei graffiti scritti sui muri del Gainax Shop, degli scarabocchi e diverse e-mail apparentemente scritte da alcuni fan della serie[81], inclusa la scritta "Anno, ti ucciderò!!" (庵野、殺す!!?). Essa sarebbe, secondo alcune voci di corridoio, una delle lettere minatorie che alcuni appassionati, insoddisfatti degli ultimi due episodi di Evangelion, avrebbero inviato al regista dopo il finale della serie[82]. Le lettere, in verità, non sono reali, ma vennero create ad hoc dallo staff del film sulla base di alcune e-mail realmente ricevute dalla Gainax. Quasi tutte le finte lettere sono di apprezzamento e di encomio agli autori dopo l'uscita di Death & Rebirth[83]. Con le finte e-mail lo staff cercò di simulare le ipotetiche reazioni degli appassionati, così da riflettere sui rapporti che si instaurano «fra un'opera e i suoi ammiratori»[84]. Negli intenti originali degli autori, comunque, era previsto un segmento live action molto più lungo, con un contenuto molto differente dalla versione finale[80][85]. Il segmento originale verteva sul personaggio di Asuka, che si sarebbe svegliata in un appartamento dopo aver bevuto e aver passato la notte con Tōji Suzuhara, con il quale avrebbe intrapreso una relazione sessuale e sentimentale. Misato Katsuragi sarebbe stata la coinquilina dell'appartamento accanto al suo, e Rei Ayanami, nella serie originale sua rivale, sarebbe stata una sua collega di lavoro e una sua senpai, vivendo dunque un rapporto molto meno teso. Nell'universo alternativo del live action Shinji non sarebbe mai esistito; camminando per le strade di Neo Tokyo-2, però, Asuka avrebbe sentito la voce del ragazzo chiamarla[86].

Colonna sonoraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Colonne sonore di Neon Genesis Evangelion § The End of Evangelion OST.
Arrangiamento di Jesus bliebt meine Freunde (info file)
Durata: 3:13 minuti

La colonna sonora di The End of Evangelion fu composta da Shirō Sagisu, già autore delle tracce della serie originale. Per il film vene utilizzata una vasta selezione di brani di Johann Sebastian Bach. Il venticinquesimo episodio venne intitolato Air per omaggiare il secondo movimento della celebre suite per orchestra n. 3, conosciuto come Aria sulla quarta corda e utilizzato in una delle scene chiave della puntata. Nella seconda metà della pellicola fu inserito invece il decimo movimento della cantata Herz und Mund und Tat und Leben dello stesso compositore[31].

Per Aria sulla quarta corda fu usata una versione arrangiata e registrata da Sagisu, mentre per Jesus bliebt meine Freunde una versione proveniente da una fonte già esistente. Per il lungometraggio furono scritte due canzoni originali. La prima, Thanatos: If I can't be yours (lett. "Thanatos: Se non posso essere tua"), è basata su una colonna sonora della serie originale. Il brano venne affidato alla cantante gospel Loren assieme all'artista Martin Lascelles, creditato sotto pseudonimo di Mash. Loren registrò il singolo nel giugno del 1997 a Londra, sotto supervisione di Toshimichi Ōtsuki[87][88]. Il pezzo venne poi usato per dei titoli di coda posti fra i due segmenti del film. La seconda canzone, Komm, süsser Tod (lett. "Vieni, dolce morte" in lingua tedesca), è interpretata dalla cantante Arianne, con testo in inglese tradotto direttamente da un originale giapponese di Hideaki Anno. L'espediente di una canzone scritta dal regista e usata in un film conclusivo di una serie animata era stato usato anni prima per Mobile Suite Gundam III: Incontri nello spazio, terzo film sulla serie Mobile Suit Gundam[89]; la melodia del pezzo, omonimo a una sinfonia di Bach (BWV 478), ricorda Hey Jude dei The Beatles[90]. Sagisu cercò di far girare il suono della chitarra di Komm, süsser Tod in rotazione da tutte le uscite surround. Il regista infatti chiese al compositore di creare un pezzo in modo che tutto, dalle progressioni armoniche alle sovrapposizioni degli strumenti, si accordasse alle immagini del film[91]. In A te il mio animo sincero inoltre lo stesso regista chiese, per dare maggiore realismo a una scena ambientata in un parco giochi, di usare una canzone giapponese cantata da bambini di quell'età. Per soddisfare le sue richieste il produttore Satsukawa, assieme a un apposito team di produzione, fecero visita all'asilo comunale Haishima di Akishima frequentato dalla figlia di Mitsuhisa Ishikawa, cofondatore della Production IG[31].

Per il film furono composti e registrati diciotto brani originali[31]. Oltre a Komm, süsser Tod fu scritta una canzone chiamata Everything You'Ve Ever Dreamed, pensata per essere inclusa nelle sequenze del Progetto per il perfezionamento. Il brano, scartato in fase di produzione, venne poi inserito nell'album Refrain of Evangelion[89]. La colonna sonora fu raccolta in due album pubblicati nell'agosto e nel 26 novembre del 1997. Nel primo album, chiamato The End of Evangelion, furono incluse solamente tre tracce: Thanatos -If I Can't Be Yours-, Komm, süsser Tod e II Air. Nel secondo, anch'esso chiamato The End of Evangelion, furono incluse quattordici tracce in totale[92].

Tematiche trattate e riferimenti culturaliModifica

 
L'albero della vita con le dieci sĕfirōt. In A te il mio animo sincero i nove Mass Production Model e l'Eva-01 formano tale diagramma durante l'inizio del rituale per il Perfezionamento

«Non daremo mai tutte le risposte agli spettatori, neanche nella versione cinematografica. Molti appassionati di Evangelion credono che distribuiremo delle enciclopedie in cui spiegheremo ogni cosa su Eva, ma non lo faremo mai. Non aspettatevi di ricevere risposte da qualcun altro. Non aspettatevi di essere assecondati sempre. Tutti dobbiamo trovare le nostre risposte.»

(Hideaki Anno[93])

Per lo scenario di Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion gli autori presero spunto da alcune opere giapponesi precedenti, come Devilman di Gō Nagai e Ideon: Be Invoked di Yoshiyuki Tomino[94][95], film conclusivo della serie Densetsu kyojin Ideon in cui viene proposto lo sterminio della razza umana e uno scenario molto simile a quello del film, con scene registicamente identiche. Il massacro del personale della Nerv, in particolare, è simile alla strage della nave Solo, l'albero della vita all'Ide e il Third Impact all'Armageddon finale perpetrato dall'Ideon[96]. Come la serie originale, permeata da numerosi riferimenti culturali alla filosofia e alla psicologia, The End of Evangelion addensa in poche battute una gran quantità di informazioni, in uno stile definito dagli stessi autori «pedante»[97]. Hideaki Anno, stando a quanto da lui stesso riferito, inserì molti termini per creare atmosfera e far credere che ci fosse qualcosa di più profondo dietro, così da poter «sembrare intelligente»[98][99].

Nel corso della pellicola vengono citati diversi elementi dell'ebraismo e del cristianesimo, come il numero della Bestia, l'albero della vita, l'albero delle sefirot, le stimmate, il diluvio universale, l'arca di Noè e l'Apocalisse di Giovanni[100]. Ai riferimenti spirituali si aggiungono diversi riferimenti alla psicoanalisi di Sigmund Freud, più in particolare la dicotomia pulsionale fra Eros e Thanatos. Tutti i personaggi del film, infatti, si ritrovano costantemente in bilico fra la pulsione sessuale e di vita, o libido, e quella distruttiva e suicidiaria di destrudo[101]. Diverse scene della pellicola potrebbero essere interpretate come una rappresentazione degli istinti sessuali di Shinji, a partire dalla discussa sequenza iniziale, in cui si masturba di fronte al corpo inerme di Asuka, a quella in cui costruisce una piramide di sabbia con due bambine. Altre scene invece si focalizzano sulla sua pulsione di morte, come quella in cui strangola Asuka o appaiono disegni infantili di animali morti[102]. Anche i testi delle due canzoni del film, incisivamente intitolate Thanatos e Komm, süsser Tod, sottolineano l'importanza della dialettica pulsionale per il percorso del protagonista[103]. Lo stesso Perfezionamento, in cui Shinji augura la morte di tutti gli esseri umani, lui compreso, è collegabile al Thanatos e alla destrudo. Alla fine del film, però, il ragazzo rifiuta il processo e Yui gli dice che «tutti gli esseri viventi possiedono la capacità di riacquistare la propria forma umana e il desiderio di continuare a vivere», facendo valere la pulsione di vita[104]. Altro simbolismo psicoanalitico molto ricorrente è quello del ritorno al grembo e dell'utero, individuabile nel nucleo dell'Eva-01[105][106], nelle stimmate e sulla fronte di Lilith e nella forma della sabbionaia in cui Shinji da piccolo costruisce un castello di sabbia[107].

Dopo l'uscita alcuni appassionati interpretarono le numerose scene violente del film come una risposta alle critiche alzate dai fan in seguito alla conclusione della serie originale, una sorta di vendetta nei confronti degli appassionati[108][109]. Gli autori però negarono fermamente tali ipotesi; l'assistente Kazuya Tsurumaki affermò che il finale venne concepito violento e cupo fin dall'inizio, «affinché gli appassionati capissero che un'opera di animazione può avere anche un finale tragico»[110]. The End of Evangelion, comunque, rispecchia lo stato d'animo dello staff e di Hideaki Anno in particolare[62][111], che andò incontro a un profondo stato depressivo e tentò il suicidio poco dopo la conclusione della serie[112]. Nel film il regista si concentrò soltanto sul rapporto fra Shinji e Asuka; Shinji, in particolare, rappresenterebbe lo stesso regista, mentre Asuka la sua doppiatrice Miyamura, secondo alcune voci di corridoio allora sentimentalmente legata con Anno[2]. Alcune sequenze finali, inoltre, potrebbero essere state influenzate dalla copertina della raccolta di racconti fantascientifici The general zapped an angel di Howard Fast, illustrata da Karel Thole; sulla copertina è visibile infatti il volto di un gigantesco essere adagiato su un mare tinto di rosso[113].

La scena finaleModifica

Nell'ultima scena del film, in cui Shinji si risveglia con la sola Asuka su una spiaggia deserta, quest'ultimo strangola senza apparente motivo la ragazza. Quando lui allenta la presa, lei chiude il film dicendo: «Che schifo». Molti fan hanno interpretato le due figure solitarie di Asuka e Shinji, scampati al Third Impact, come «due nuovi Adamo ed Eva»[114]. La frase finale di Asuka è diventata sin da subito oggetto di numerosi dibattiti fra gli appassionati della serie. Il sito Anime Nation ha provato a darne una propria interpretazione, considerandola come la presa di consapevolezza di Asuka dell'esistenza di un altro essere umano, Shinji stesso. La medesima frase viene pronunciata dalla stessa Asuka in una scena della director's cut del ventiduesimo episodio, quando, disgustata dal contatto umano, rifiuta di condividere lo spazio e la propria stessa esistenza con Misato e Shinji. Per Anime Nation Shinji strangolerebbe Asuka per dimostrare a se stesso che lei è un «essere distinto e separato da lui», cioè l'Altro, mentre le parole finali di Asuka sarebbero «una rielaborazione della famosa citazione di Jean-Paul Sartre "L'inferno sono gli altri"»[115]. Nel gioco di figurine ufficiali della serie viene fornita una spiegazione simile, ossia: «La prima cosa che fa [Shinji] dopo essere ritornato in sé è quella di mettere le mani intorno al collo di Asuka, per sentire l'esistenza di un "altro" e confermare il rifiuto e la negazione»[116].

Per Takashi Murakami, Shinji, tentando di uccidere Asuka, in realtà starebbe chiudendo aiuto alla ragazza, in cerca di comprensione. Vedendo uno Shinji «patetico», capace di comunicare soltanto con se stesso, lei prova disgusto, e la sua risposta rappresenterebbe per Murakami ciò che tutte le altre persone pensano di lui[117]. In contrasto con il tono ottimistico del finale della serie, Shinji sembra fermarsi solo perché inizia a piangere e provare di nuovo disgusto per se stesso. Con la frase finale, inoltre, Asuka si riappropria dell'orgoglio e dell'egoismo che contraddistinguono il suo personaggio; secondo alcuni critici le parole «Che schifo» lascerebbe intendere che, nonostante tutto, nessun personaggio sia davvero cambiato o diventato una persona migliore, e che nulla di quanto visto nel film abbia un vero significato[118][119]. Lo scrittore Kazuhiza Fujie invece ha interpretato il gesto dello strangolamento come un riferimento al Thanatos freudiano, inevitabilmente presente in ogni momento della vita, e all'impossibilità di vivere da soli, come suggerisce il titolo I need you. Shinji, secondo Fujie, alla fine allenta la presa facendo apparentemente prevalere di nuovo la libido verso l'Altro, cioè Asuka, donandole "il suo animo sincero"[104]. Anche l'assistente alla regia Tsurumaki ha dato una propria interpretazione della sequenza, dicendo:

(JA)

«これは僕の個人的な考えだけど、「そういう心の問題というのは、補続されなきゃいけないものなの?」と。補院されようがされまいが、悩みがあろうがあるまいが、答えが見つかろうが見つかるまいが、人間関係はあるし、世界は進んでいく。で、人生は終わらない、と。そういうラストだと僕は思っています。本当は、ちがうのかもしれないけど。»

(IT)

«Questa è solo la mia opinione, ma "dobbiamo veramente colmare i vuoti dei nostri animi?". Se noi esseri umani ci perfezionassimo, avessimo problemi, trovassimo le nostre risposte oppure no, esistono comunque le relazioni interpersonali e il mondo va avanti. Credo che l'ultima scena significhi semplicemente che la vita va avanti, ma potrei sbagliarmi.»

(Kazuya Tsurumaki[62])

The End of Evangelion come critica agli otakuModifica

(JA)

«でも、結局のところ「エヴァンゲリオン」+「エヴァンゲリオン」に関する庵野秀明のコメントっていうのは、彼自身を含めた、もちろん僕も含めたアニメファンに向けてのメッセージなんです。実はアニメファン以外の人が観てもしょうがない。普通に生活できて、普通にコミュニケーションとれてる人が観ても仕方ない作品なんてすよで。»

(IT)

«Ma, alla fine, tutto quello che Hideaki Anno ha sempre detto è che in Evangelion c'è un forte messaggio per gli appassionati di animazione, incluso se stesso e, ovviamente, me. In altre parole per una persona che non è già fan di anime sarebbe inutile vederlo. Se una persona è già in grado di vivere la propria vita e comunicare con le altre persone, da Evangelion non imparerà niente.»

(Kazuaya Tsurumaki[62])

The End of Evangelion riprende ed estremizza il messaggio principale della serie classica, che venne concepita come una «storia sulla comunicazione interpersonale» e una critica agli otaku, cioè gli appassionati ossessivi di anime, manga e videogiochi[62][120]. Hideaki Anno, lui stesso con un trascorso da otaku, in molte occasioni li giudicò «eccessivamente chiusi», autoreferenziali e introversi; dopo la fine della serie, inoltre, criticò molto gli appassionati che, assorbiti da internet, fuggivano dalla realtà, dicendo che i loro pareri «sono come i graffiti nei bagni pubblici»[121]. Nel 1996 lo stesso regista si dichiarò molto deluso dell'accoglienza della serie originale, diventata «un luogo di rifugio in cui fuggire dalle cose spiacevoli»[122]. La sua intenzione, con The End of Evangelion, era quella di dare agli spettatori «una bella doccia fredda» e farli svegliare, portandoli bruscamente alla realtà. Nell'ottica di Anno tale critica, nonostante l'apparenza, è una forma di servizio o, stando alle sue parole, di fan service, perché in qualche modo utile agli spettatori[123][99].

 
Il complesso fenomeno degli otaku, fan ossessionati da anime, manga e videogiochi, spesso chiusi in casa e con pochissime relazioni sociali, è oggetto di studio da parte di sociologi e antropologi giapponesi e non

Il Perfezionamento, in particolare, in cui l'esistenza fisica dell'individuo svanisce in una fusione cosmica accomodante, può essere inteso come una metafora della situazione degli otaku[124]. Secondo il critico giapponese Manabu Tsuribe il film si conclude proprio nel momento in cui Shinji riconosce Asuka come un essere separato da sé, l'Altro che «non potrà mai essere interiorizzato» completamente dalla coscienza, rifiutando il Perfezionamento. Per Shinji infatti, interpretato da alcuni come un rappresentante degli otaku e di Anno, Asuka è «un'esistenza ambigua» che sfugge al suo controllo; il loro rapporto è segnato da violenza e possessività, in una ironica critica alla tendenza autistica ed escapista degli appasionati d'animazione, incapaci di rapportarsi realmente alle altre persone e chiusi «nella propria stessa interiorità»[125].

In A te il mio animo sincero Shinji, chiuso nella propria interiorità, in un flusso di coscienza discute con Rei Ayanami, interrogandosi sulla vera natura dei sogni. Durante la scena live action Rei gli dice che non si può sognare da soli, perché «non sarebbe un sogno, ma solo un'alternativa alla realtà», accusandolo di aver voluto «ingannare la realtà» con la propria fantasia. Nel frattempo scorrono le foto di graffiti sugli uffici della Gainax e le immagini di alcuni appassionati allo Shinjuku Milano, dunque il concetto di «sogno» allude metatestualmente a quello di anime. In sovrimpressione gli autori inserirono la didascalia "È piacevole?" (気持ち、いいの??)[80]; la domanda è rivolta sia agli appassionati, sia allo staff del film[59]. Il segmento live action fu aggiunto infatti per dimostrare che «gli appassionati di animazione hanno gli stessi problemi di cui soffre Shinji e, al contempo, criticare i fan che si rifugiano nella finzione»[126]. Per lo scrittore Andrea Fontana in quel momento gli otaku «potevano ammirare loro stessi, discutersi, proprio come faceva Shinji con se stesso», interpretando la scena come «una auspicabile rinascita per tutti»[127]. Alla fine del live action la Lilith con le sembianze di Rei si smembra e Shinji rifiuta definitivamente la fusione cosmica del Perfezionamento. Rei, personaggio di gran lunga più popolare della serie originale, funge da metafora dello stesso Evangelion o dell'animazione in genere, e la sua morte indica la fine del sogno otaku e un ritorno alla vita vera[126].

DistribuzioneModifica

Copertine delle edizioni DVD italiane di End of Evangelion e The Feature Film

Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion uscì nelle sale giapponesi il 19 luglio del 1997. Le prevendite iniziarono il 17 maggio, con la possibilità di usare dei biglietti inusati per Death and Rebirth[128]. Assieme ai biglietti gli spettatori potevano ricevere in omaggio una copia del poster ufficiale del film. Il 17 luglio inoltre si svolse un'anteprima al cinema Yomiuri Hall[129]. Nel 2014 la versione The Feature Film è stata proiettata ai Toho Cinema di Nihonbashi durante il 27º Tokyo International Film Festival[130]. Il 28 e il 29 agosto 2015, per celebrare l'uscita del box Blue-ray, la pellicola è stata trasmessa assieme al primo episodio di Evangelion al Toho Cinema di Shinjuku[131].

In tutti gli altri paesi fu distribuito solamente per il mercato home video o per la trasmissione televisiva[132]. In un primo momento l'azienda nordamericana A.D. Vision, responsabile dell'adattamento della serie originale, dichiarò di non essere interessata all'acquisizione dei diritti di distribuzione a causa dell'alto prezzo che la Gainax richiese per le licenze. Tuttavia, sulla scia del grande successo della serie animata, nel luglio del 1998 smentì le precedenti dichiarazioni e annunciò di voler trattare con la Gainax per portare il film oltreoceano[133]. Nel 2001 però i diritti furono acquistati per due milioni di dollari dall'azienda Manga Entertainment[134]. L'azienda annunciò l'uscita dell'edizione occidentale del film per l'ottobre dello stesso anno, ma la data di distribuzione slittò per varie ragioni[135][136]. Inizialmente Manga Enterteinment dichiarò di voler intervistare Hideaki Anno e Kazuya Tsurumaki, così da fornire ai fan occidentali una spiegazione ufficiale del film, ma nella versione finale del DVD non fu inclusa alcuna intervista e la data di uscita fu rimandata ulteriormente nel settembre del 2002[137][138]. In lingua portoghese, sotto il nome di Evangelion: la fi, venne trasmesso il 6 maggio 2011 alle ore 23:15 dall'emittente Canal 3XL[139]. Nel novembre del 2018 la piattaforma Netflix annunciò di aver acquisito i diritti per lo streaming del film e della serie originale, prevedendo un'uscita su scala mondiale per la primavera del 2019, poi posticipata al 21 giugno. Per la pubblicazione su Netflix la serie e i film vennero doppiati ex novo in varie lingue[140][141].

Date di uscitaModifica

Le varie date di uscita internazionali per l'home video furono[132]:

DivietiModifica

Il film venne vietato ai minori di dodici anni in Francia; ai minori di tredici anni in Québec; ai minori di quattordici anni in gran parte del Canada e in Italia; vietato ai minori di quindici anni in Giappone e nel Regno Unito; vietato ai minori di sedici anni in Germania e a Singapore e ai minori di diciotto in Ontario, in Finlandia e in Corea del Sud[145].

Edizione italianaModifica

 
L'adattamento italiano Netflix di Gualtiero Cannarsi è stato il centro di numerose polemiche e di grande attenzione da parte dei media italiani

Nel 2005 l'azienda italiana Panini Video, in collaborazione con il distributore nordamericano Manga Enterteinment, annunciò di aver acquistato i diritti del film e di volerlo pubblicare senza censure[146][147]. Per doppiare il lungometraggio furono chiamati gran parte dei doppiatori usati per l'adattamento italiano della serie originale, curato dalla Dynamic Italia[148]. Il doppiaggio si svolse presso lo Studio P.V. di Milano e fu diretto da Fabrizio Mazzotta. Rispetto all'adattamento Dynamic alcuni doppiatori furono sostituiti; Kaworu Nagisa fu doppiato da David Chevalier, Misato Katsuragi da Francesca Guadagno e Shigeru Aoba da Davide Marzi[149]. Nel 2009 Dynit acquistò i diritti per l'edizione Revival of Evangelion, comprensiva di entrambi i film del 1997[150]. Per la nuova edizione, intitolata Neon Genesis Evangelion: The Feature Film, i due lungometraggi furono doppiati con tutto il cast originale Dynamic[151]. Per l'edizione Dynit in particolare l'audio venne rimasterizzato in DTS, similmente all'edizione Renewal della serie originale[152]. Nel cofanetto dell'edizione deluxe, limitata a tremila pezzi, vennero inclusi in omaggio delle speciali pellicole raffiguranti dei frame originali e un booklet contenente diverse interviste allo staff del film[153]. L'edizione però conteneva dei dischi con serigrafia invertita e sottotitoli poco leggibili, poi sostituiti dalla stessa Dynit[154].

Il film venne pubblicato, assieme alla serie, su Netflix Italia il 21 giugno 2019. Per la nuova versione, registrata presso lo studio VSI di Roma, dialoghi e direzione del doppiaggio furono curati da Mazzotta e Gualtiero Cannarsi, mentre il cast vocale venne quasi del tutto rinnovato[155]. Il nuovo adattamento dei dialoghi andò incontro a diverse critiche per alcune scelte di traduzione e per la sintassi delle frasi, giudicate ampollose e difficilmente comprensibili; secondo Mazzotta la riscrittura dei copioni fece saltare alcuni turni di doppiaggio e il linguaggio «involuto e complicato» avrebbe creato problemi in sala, tanto da far minacciare alcuni doppiatori l'abbandono della serie[156]. Il 28 giugno Netflix annunciò, a causa delle critiche ricevute, un nuovo doppiaggio italiano di The End of Evangelion e della serie, con una revisione dell'attuale adattamento: la traccia audio corrispondente venne rimossa dalla piattaforma streaming, rendendoli visibili in lingua italiana soltanto attraverso i sottotitoli[157].

Home videoModifica

Il 12 agosto e il 9 settembre del 1998 furono distribuiti due volumi Laserdisc chiamati Genesis 0:13 e Genesis 0:14, contenenti Air e A te il mio animo sincero, come parte integrante dell'edizione Laserdisc di Neon Genesis Evangelion[158][159]. Il 23 dicembre dello stesso anno uscì un Lasedirsc box giapponese chiamato Shinseiki Evangelion gekijō-ban BOX LD (紀エヴァンゲリオン劇場版BOX LD? lett. "Evangelion Edizione Cinematografica BOX LD"), contenente una versione del film Death & Rebirth chiamata Death(true)² ed entrambi i segmenti di The End of Evangelion. Oltre ai Laserdisc nel box furono inclusi diversi contenuti extra, un fascicolo illustrativo e gli storyboard originali dei film[160][161]. Nel giugno del 2001 i film furono pubblicati all'interno di un'uscita chiamata Second Impact Box[162]. Due anni più tardi la Gainax pubblicò una nuova edizione DVD della serie animata chiamata Renewal. Il missaggio stereo per Magokoro wo, kimi ni si svolse il 12 e il 13 marzo, quello per Air il 15 marzo 2003[163]. La nuova versione di The End fu inclusa nella decima uscita della Renewal, assieme ad alcuni materiali di produzione inclusi nell'undicesimo DVD[164][165]; nel giugno dello stesso anno, poi, uscì un DVD box contenente tutti e ventisei gli episodi della serie e i due film conclusivi[166][167]. Nell'equivalente edizione occidentale, chiamata Platinum Edition, i film furono esclusi. Un nuovo box venne pubblicato dalla King Records il 1º agosto 2007, con il titolo di Neon Genesis Evangelion DVD-BOX '07 Edition[168]. Ad agosto del 2015, per celebrare il ventesimo anniversario della serie, The End of Evangelion venne pubblicato in un box dell'edizione Blu-ray Disc di Evangelion con video masterizzato in HD[169][170]. A giugno 2019, in concomitanza con l'uscita su Netflix, i Blue-Ray vennero ripubblicati in un'edizione speciale chiamata Standard Edition[171].

AccoglienzaModifica

Incassi e successo di pubblicoModifica

Vendite home video giapponesi(28 aprile 2008)[172]
Titolo Data d'uscita Unità vendute (in decine di migliaia)
DVD The Feauture Film 22 settembre 1999 1.6
Second Impact DVD-Box 22 giugno 2001 0.4
Neon Genesis Evangelion DVD-box 25 giugno 2003 2.6
Riedizione The Feauture Film 27 novembre 2003 3.2
DTS Collector's Edition 3 novembre 2004 0.1
DVD-Box '07 Edition 1º agosto 2007 2.6

Nel 1997 Neon Genesis Evangelion in Giappone diventò un fenomeno sociale e motivo di numerosi dibattiti di portata nazionale, ragion per cui attirò un gran numero di persone nei cinema, incuriosite dalle polemiche suscitate dal finale originale. Nello stesso periodo la versione cinematografica conquistò l'attenzione dei giornali e anche di una gran fetta di pubblico totalmente estranea all'animazione[173][174]. The End of Evangelion in Giappone riuscì a incassare circa un miliardo e mezzo di yen, equivalenti a circa dodici milioni di euro, battendo il precedente lungometraggio Death & Rebirth e diventando il quarto film più venduto del 1997[175][176]. In concomitanza con il film uscì nelle sale Princess Mononoke di Hayao Miyazaki; i media dell'epoca in particolare furono attirati dal contrasto fra i poster dei due film, uno con l'esortazione «vivi!» e l'altro che invece sosteneva che «sarebbe meglio se morissero tutti»[177]. Come la serie originale il film diventò subito centro di accese controversie, soprattutto per le numerose scene di sesso e di violenza. Molte discussioni si generarono per la scena iniziale, in cui Shinji si masturba sul corpo di Asuka, ritenuta da molti appassionati una delle più sgradevoli della storia dell'animazione nipponica[178]. Con gli anni il dibattito sui due finali di Evangelion non accennò a diminuire, rimanendo fonte di accese polemiche su internet anche dopo vent'anni dall'uscita del lungometraggio[179][180]. Ulteriori polemiche si ebbero quando la pellicola andò in onda nella mezzanotte del 25 agosto 2014 su Nippon Television; NTV tagliò e censurò pesantemente molte scene, causando proteste sia da parte degli appassionati sia da parte degli stessi autori[181][182]. Il 30 agosto dello stesso anno il film venne trasmesso anche dalla rete televisiva TBS alle 2:53 di mattina, toccando lo 0,9% di share[183].

 
Cosplayer nei panni di Lilith al Romics 2016

La colonna sonora fu un grande successo di vendite; l'album, pubblicato nel settembre del 1997, riuscì a vendere più di centomila copie solamente nella prima settimana di uscita[184]. Le vendite superarono tutte le aspettative e l'album riuscì a entrare nella top 3 Oricon, un traguardo che nessun anime dopo Galaxy Express 999 era riuscito a segnare e che rimase intoccato per altri dieci anni[185]. In totale la colonna sonora riuscì a vendere circa quattrocentomila unità, a cui si aggiunsero le seicentomila copie vendute dal solo singolo Thanatos: If I can't be yours[186]. Unendo i biglietti e le vendite home video il film incassò in totale circa due miliardi e mezzo di yen, ossia più di venti milioni di euro[187]. Anche l'edizione americana della Manga Entertainmente ebbe successo, conquistando il ventesimo posto fra i DVD più venduti della settimana d'esordio[188].

Nel 1998 The End of Evangelion raggiunse il primo posto nel sondaggio annuale sul miglior anime del momento compiuto dalla rivista giapponese Animage. Il brano Thanatos - If I Can't Be Yours invece emerse in quarta posizione nella categoria relativa ai migliori brani musicali[189]. Nel 2016 il sito spagnolo 20 Listas chiese ai propri utenti quale fosse la loro pellicola animata giapponese preferita e The End of Evangelion conquistò il sesto posto fra i titoli più votati, grazie a più di duemila preferenze[190]. Lo stesso anno il Time Out New York propose lo stesso sondaggio a diversi animatori e registi; The End of Evangelion alla fine raggiunse il 65º posto[191]. A marzo è risultato il 59º anime degli anni novanta preferito dagli utenti di AnimeClick.it[192]. Sui siti giapponesi Yahoo! Japan e Anikore detiene, rispettivamente, 3,83 e quattro stelle su cinque[193][194]. A maggio 2020 è al 61º posto fra i film più incomprensibili e al 49º fra le migliori pellicole anime di Ranker[195][196]. Il film è inoltre 97º nella top anime degli utenti di MyAnimeList e, con 8,51 punti, uno degli anime acquistati da Netflix con il ponteggio più in alto della piattaforma[197][198]. Su Anime Planet detiene quattro stelle su quattro[199], mentre su Anime News Network è il 53º anime più visto dagli utenti[200]. Sull'Internet Movie Database detiene otto punti su dieci ed è fra i dieci film d'animazione giapponese più popolari in assoluto[201][202], mentre su Rotten Tomatoes ha l'88% di recensioni positive, figurando fra i film giapponesi acquisiti da Netflix con il punteggio più alto[203][204].

CriticaModifica

Fin dalla sua uscita The End of Evangelion venne frequentemente citato in molte classifiche sui migliori film d'animazione di tutti i tempi[205]. Paste, ad esempio, lo inserì al 49º posto, elogiandolo per il surrealismo e lo sperimentalismo[206][207], mentre la rivista cinematografica giapponese Cut lo nominò terzo[208]. Per Legit è fra i quindici film d'azione migliori della storia dell'animazione giapponese, per WatchMojo uno dei migliori dieci anime sequel[209][210]. Lo scrittore Patrick Macias nominò il film terzo fra le migliori pellicole della storia del cinema[211], definendolo «il film d'animazione giapponese più importante degli anni novanta»[212], e Slant Magazine al 42º posto fra le migliori cento pellicole di fantascienza mai prodotte[213]. Nick Creamer di Anime News Network lo decretò «il miglior finale della storia dell'animazione giapponese», descrivendo lo strangolamento di Asuka come «l'immagine più catarchica che abbia visto in qualunque medium, una tragedia e una ricerca di onestà che riassume il vero significato di Evangelion»[214]. La battaglia fra Asuka e le nove unità della serie degli Eva invece venne descritta da Real Life come una delle scene più memorabili della storia dell'animazione nipponica[215]. Per Mike Crandol di Anime News Network la battaglia è un «trionfo di sangue a schizzi» che supera di gran lunga tutti i combattimenti della serie classica[216]. WatchMojo l'ha inserita al quarto posto fra i migliori momenti del franchise di Evangelion e ha nominato l'assalto alla Nerv fra le dieci scene più terrificanti degli anime[217][218].

 
Il regista Wes Anderson ha posizionato il film tra le dieci pellicole animate migliori di tutti i tempi[219]

Le numerose scene violente e il pessimismo di fondo sono stati generalmente ben accolti dalla critica[220][221]. Movie Mezzazine[222] e diversi recensori di Mania.com[223][224] lo hanno descritto, per i toni maturi e adulti, come «un capolavoro», Steven Lochran di The Cheers come «un poema epico, nel più ampio senso della parola»[225]. L'animazione e la regia di Hideaki Anno ricevettero il pauso di Michael Johnson del sito Monsters At Play[226] e della scrittrice Dani Cavallaro, che descrisse le scene metafisiche di A te il mio animo sincero come «una densa poesia visiva, così sfumata da lasciare spazio a infinite interpretazioni»[227]. Il sito Phantasmagoria apprezzò molto il flashback sul piccolo Shinji al parco e il suo effetto rétro, nonché le sequenze live action[228], mentre la colonna sonora di Sagisu ricevette il paluso di Tiffani Nadeau di Mania.com[229]. Molti fan e diversi recensori però rimasero estremamente confusi dalla trama, trovando molte scene confusionarie e le riflessioni filosofiche fuori posto[230][231]. Carlos Ross di THEM Anime scrisse una recensione molto critica sulla pellicola; secondo lui la seconda metà del film «è così incoerente e ottusa da perdere il pubblico mainstream» che la serie originale era riuscita ad attirare, nonché «qualsiasi tipo di pubblico». Ross arrivò a dire che The End of Evangelion «cerca di andare oltre [il concetto di] anime», e che, così facendo, esso non riesca a «intrattenere e farsi almeno capire dagli spettatori»[232]. Matthew Wise di The Anime Cafè ne giudicò negativamente lo sviluppo dei personaggi e la pesantezza dei rimandi filosofici, preferendo l'episodio finale della serie classica[233]. Parere altrettanto critico fu espresso da Anime Planet, secondo cui il film «è crollato sotto il proprio peso filosofico»; il recensore ne criticò aspramente «le inutili simbologie», chiamandolo «sofisticato e deludente», e concluse la recensione dicendo: «End of Evangelion è certamente tra i peggiori anime che abbia mai visto»[234].

Il sito Screen Cruch l'ha inserito fra i film più disorientanti della storia del cinema[235]. In una controversa recensione Newtype USA lo stroncò definendolo «la saga del fumo negli occhi»; la rivista ne criticò ferocemente i riferimenti religiosi, «il melodramma adolescenziale e i pessimi genitori», suscitando in tal modo le proteste della Manga Enterteinment, distributore nordamericano del film[236][237]. La gran quantità di riferimenti culturali fu molto apprezzata invece da altri critici, come Mark Schilling e Chris Luedtke di Passport Cinema[238][239], e venne difesa dallo scrittore Brain Camp, che scrisse che: «Non c'è bisogno di capire qualcosa per apprezzarla. Una grande opera d'arte custodita in un museo o in una galleria non sempre è comprensibile, ma può comunque affascinare»[240]. Ryan Atkinson di Cultured Vultures elogiò la «potenza» delle scene introspettive del segmento, «perché fanno accedere a una comprensione profonda, una comprensione che altri film non hanno neanche cercato di raggiungere»[241]. Anche Chris Beveridge di Mania.com giudicò positivamente la densità di simbologie: «Si possono formulare le interpretazioni più disparate, e questo per me è il segno di un ottimo film»[242].

Merchandising e influenza culturaleModifica

Poco fa ho finalmente visto la versione cinematografica di Evangelion. [...] È ovvio che le persone che l'hanno creata non hanno amato la storia o i personaggi [della serie originale], quindi sono un po' deluso. Ma la realizzazione, l'azione il montaggio sono superbi. [...] Non so se alla maggior parte delle persone è piaciuto, ma come scrittore, sono stato in grado di portarne a casa qualcosa.

Nobuhiro Watsuki[243]

In occasione dell'uscita vennero distribuiti una vasta gamma di prodotti di merchandising dedicati a The End of Evangelion, fra i quali poster, bevande[244], action figure, portachiavi[245], sedie, borse[246] e indumenti[247][248]. Dato il finale aperto del lungometraggio, che come la serie originale lasciò molti misteri irrisolti, in Giappone iniziarono a circolare diversi libri e monografie su Evangelion per cercare di sciogliere gli enigmi o i punti ancora poco chiari[249]. Nei cinema che trasmisero il film venne distribuito, al prezzo di ottocento yen, un opuscolo illustrativo ufficiale in formato A4, soprannominato dagli appassionati occidentali Red Cross Book e contenente diverse interviste allo staff e ai doppiatori[250]. Nel 1997 la Kadokawa Shoten pubblicò due anime comic su The End of Evangelion: uno su Air, il 28 ottobre 1997, e l'altro su A te il mio animo sincero, il 18 novembre dello stesso anno[251][252]. La Bandai inoltre pubblicò un gioco di carte collezionabili sul film, Evangelion Carddass Masters G (エヴァンゲリオン カードダスマスターズG?), uscito nel settembre del 1998 in allegato alla rivista giapponese RPG Magazine[253]. I materiali di produzione, come storyboard, bozzetti e studi preparatori vennero poi raccolti in due artbook chiamati Groundwork of Evangelion: The Movie, pubblicati rispettivamente il 26 ottobre 2001 e il 18 gennaio 2002[254][255].

Nel 2012 durante l'evento Shiohaku Expo 2012 venne costruita una fedele riproduzione del personaggio di Rei Ayanami nei pressi della sede dell'emittente televisiva Nippon Television, prendendo spunto dalla scena del film in cui questa assume delle dimensioni gigantesche dopo essersi unita a Lilith[256].

Su internet The End of Evangelion generò diversi meme, molti dei quali sulla canzone Komm, süßer Tod e il poster ufficiale, usato e modificato digitalmente dagli appassionati per crearne diverse parodie[257][258]. La pellicola esercitò una certa influenza su Wes Anderson, già fan della serie animata originale, per il suo film L'isola dei cani[259]. La sequenza del combattimento fra Eva-02 di Asuka e i nove Eva Series fu fonte di ispirazione per diversi animatori, come Yoshimichi Kameda e Yokota Takumi, character designer di Nijigasaki High School Idol Club[260][261]. The End of Evangelion ispirò inoltre Testsu dei L'Arc~en~Ciel, che scrisse un canzone intitolata Anata (あなた? lett. "tu") prendendo spunto dal personaggio di Asuka, nella speranza che riuscisse finalmente «ad aprire il proprio cuore» nel corso del film[262]. Citazioni e riferimenti alla pellicola sono rintracciabili nella serie animata americana Steven Universe[263], nel film One Hour Photo[264], nell'anime Claymore[265], in Hayate no gotoku![266] e nell'ultimo episodio di Devilman Crybaby[267]. Anche il lungometraggio d'animazione cinese One Hundred Thousand Bad Jokes omaggia The End of Evangelion nelle sequenze finali, in cui è udibile un pezzo assai simile a Komm, süsser Tod[268]. Uno scenario apocalittico simile a quello del film è presentato nel videogioco Death Stranding, sceneggiato e diretto da Hideo Kojima[269].

NoteModifica

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