Stanlio e Ollio

duo comico britannico - statunitense
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Stanlio e Ollio
Laurel and Hardy.png
Stan Laurel e Oliver Hardy nel film del 1939 I diavoli volanti
Nome orig.Laurel & Hardy
Lingua orig.Inglese
AutoreHal Roach
1ª app. inCane fortunato (1921): prima apparizione dei due attori
Metti i pantaloni a Philip (1927): apparizione ufficiale da protagonisti, noti come Stanlio e Ollio
Ultima app. inAtollo K (1951)
app. it. in1935
Interpretato daStan Laurel e Oliver Hardy
Voci italiane
SessoMaschi
Luogo di nascitaStati Uniti d'America
Data di nascita1927 (creazione della coppia da parte di Hal Roach)

«Il mondo è pieno di persone come Stanlio e Ollio. Basta guardarsi attorno: c'è sempre uno stupido al quale non accade mai niente, e un furbo che in realtà è il più stupido di tutti. Solo che non lo sa.»

(Oliver Hardy, intervista a John McCabe, 1953[2])

Stanlio e Ollio, in Inglese Laurel & Hardy,[N 1] sono stati il più famoso duo comico della storia del cinema,[3][4][5][6][7][8] interprete del genere slapstick, composto da Stan Laurel, (Stanlio in Italiano, Stanley o Stan in Inglese) di origini britanniche, e dallo statunitense Oliver Hardy[9] (Ollio in Italiano, in Inglese Oliver, Ollie o Babe).[10][N 2][N 3] Già prima di lavorare in coppia, erano entrambi attori affermati; Laurel aveva lavorato in 50 produzioni, Hardy in 250. Durante la loro carriera, durata dal 1919[11] (con una pausa di sette anni fino al 1926) al 1951 hanno interpretato 106 film[N 4].

Dal film "L'eredita" 1931

StoriaModifica

Gli inizi (1919-1927)Modifica

 
Stanlio & Ollio nel loro primo film, Cane fortunato (The Lucky Dog, 1921)

All'epoca del loro primo incontro, era prassi comune per gli attori comici non legarsi a particolari studi cinematografici e lavorare secondo le opportunità disponibili.[11] Fu così che nel 1919,[11][N 5] Stan Laurel e Oliver Hardy furono scritturati insieme nel cast della comica Cane fortunato (uscita poi nel 1921),[11] su iniziativa del produttore Gilbert Billy.[11] Sebbene i personaggi interpretati (Stan un giramondo pasticcione, Oliver un bandito)[11] non presentassero ancora nessuna delle caratterizzazioni future della coppia e nulla lasciasse presagire che avrebbero lavorato ancora insieme, questo corto è considerato come una sorta di proto-invenzione della coppia.[11]

Dopo quest'esperienza, approdati entrambi agli Hal Roach Studios,[12] (Hardy come attore, Laurel anche come sceneggiatore e regista),[12] si incrociarono di nuovo nel 1926 per il film Get 'em young,[12] di cui Laurel era il regista e Hardy uno degli attori principali.[12] La lavorazione ebbe un inizio travagliato, a causa di Oliver che si ustionò accidentalmente mentre cuoceva un cosciotto d'agnello in casa[12] e venne sostituito, per volere del produttore Hal Roach, dallo stesso Stan, che dovette quindi rinunciare alla regia.[13] Fu Roach a raccontare che Laurel, messo al corrente dell'incidente di Hardy e correndo sul set furioso, cadde a terra in maniera comica, suscitando l'interesse in Roach per la verve dei due attori.[13]

 
Laurel e Hardy con Walt Disney (1930)

Nel 1927 nacque ufficialmente il duo; nei loro primi lavori, tuttavia, i personaggi avevano nomi e connotati diversi da quelli con cui diventarono noti. Nel primo film, Zuppa d'anatra, ad esempio, utilizzarono i nomi "Hives" e "Maltraves"; il primo cortometraggio acclamato e riconosciuto come primo vero corto della coppia, da Leo McCarey e dallo stesso Stan, è Metti i pantaloni a Philip, anche qui interpretando ruoli non legati alle caratterizzazioni tipiche della coppia Laurel & Hardy.

Nel 1928 i loro personaggi, in alcune comiche, inizieranno a possedere il nome di Laurel e Hardy e infine solo nel 1929 raggiunsero e agglomerarono tutte le caratteristiche standard per poter essere chiamati "Stanlio e Ollio".

Nel 1928 Leo McCarey, regista prolifico soprattutto negli anni cinquanta e sessanta che lavorò molto con la coppia Stanlio e Ollio all'epoca del muto, ebbe molto da dire sulla comicità di Stanlio e Ollio per un episodio a cui assisté personalmente: «Un giorno stavamo girando una scena a dieci metri da terra. Stan era nervoso, diceva di non sentirsi sicuro. Babe cercava di rassicurarlo, ma alla vista di Stan sempre più terrorizzato, si spazientì e saltò giù per dimostrargli che non c'era nulla da temere [...] » con il prevedibile risultato, dato il suo peso di 130 chili,[N 6] del cedimento rovinoso della piattaforma tra le risate dei presenti.[14] Nacque così una tipica scenetta dei loro film, tante volte ripetuta ma sempre esilarante per il contrasto tra il faccione serio e irritato di Hardy e la ridicola caduta.

Gli anni d'oro con Hal Roach (1930-1934)Modifica

 
Poster della comica Un nuovo imbroglio

Con Metti i pantaloni a Philip comincia ufficialmente l'unione di Stan Laurel con Oliver Hardy, che li porterà a girare 106 film, a una media di 7-8 all'anno, accompagnati da cast di attori spesso ricorrenti. Le spalle che più spesso lavorarono con loro furono tra il 1927 e il 1929: James Finlayson nel ruolo di un venditore o affittacamere sempre vittima delle buffonerie di Stan e Oliver, Tiny Sandford nel ruolo del poliziotto burbero, Edgar Kennedy nei panni della guardia carceraria o di una semplice persona sempre di cattivo umore per i pasticci di Stanlio e Ollio. Per il ruolo delle mogli o delle ragazze con cui Stanlio e Ollio intrecciano buffi e divertenti incontri erano Dorothy Coburn, Anita Garvin, Viola Richard e Dorothy Christy.
Quasi tutte interpretavano il ruolo delle mogli tiranniche, di belle ragazze, o di donne con cui Stanlio e Ollio venivano a litigare per equivoci.

Dal 1931 in poi alcuni membri dei personaggi secondari delle comiche di Laurel e Hardy cambiarono, anche se alcuni accompagnarono la coppia per quasi tutta la loro carriera cinematografica. Fra gli altri vi sono Finlayson, presenza ricorrente fino al 1940, Mae Busch la moglie di Ollio, Billy Gilbert la guardia e il marito geloso, Charlie Hall l'omino burbero che è costretto a subire il danno delle azioni dei due, e molti altri.

Dal 1927 al 1935, i due personaggi interpreteranno circa 74 cortometraggi, 35 muti, 39 sonori (alcuni ripetitivi come I polli tornano a casa o Un altro bel guaio ma spesso con gag di sicuro effetto).

Fu verso la fine del 1929 che i due cominceranno a passare al sonoro girando i corti sia in versione muta che sonora, finché nel 1930 il passaggio è definitivo. Il primo film parlato sarà Non abituati come siamo (1929)[15]. Gran parte dei soggetti e delle sceneggiature si basa su canovacci ricorrenti: Stanlio e Ollio o sono impegnati in un particolare impiego, causando divertenti e strambe situazioni (come Il tocco finale o Blue Boy, un cavallo per un quadro), oppure recitano nel ruolo di mariti. Fu questa seconda opzione a metterli in condizione di esprimere al meglio la loro comicità, perché Stan e Oliver, essendo in compagnia di due donne che non approvavano il loro carattere e i loro modi di fare, mettevano nelle comiche in seria difficoltà gli stereotipi dei due personaggi, facendoli apparire più impacciati e goffi. Una buona spinta per dare maggiore ilarità a questa seconda situazione era un tentativo di Laurel e Hardy di tradire le mogli con una scappatella assieme a due ragazze più belle e più allegre che si concludeva sempre con la scoperta del misfatto da parte delle mogli severe mediante la soffiata di una vecchia pettegola che sfociava in una battaglia finale in cui soccombevano i poveri Stan e Oliver.

Sempre nel 1929 i due appariranno per la prima volta in un lungometraggio, in un buffo sketch di magia in Hollywood che canta e nell'anno successivo per la prima volta a colori nel film-operetta Il canto del bandito, diretto da Lionel Barrymore. Tutte le copie di questo film sono andate perdute a causa dei difetti del Technicolor dell'epoca: ne rimangono solo una scena musicale iniziale di 5 minuti, un altro sketch centrale, una buffa gag con Stanlio & Ollio che si ritirano nella caverna di un orso ed il trailer originale dell'epoca. Si disse in seguito che le parti di Laurel e Hardy fossero state aggiunte solo per attutire il fiasco preannunciato dall'anteprima.

Nel 1932 girarono La scala musicale, tra i cortometraggi di maggior successo, che vinse il premio Oscar per la migliore comica.[N 7] Nel 1997 venne scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[16] La pellicola narra di Stanlio e Ollio che devono consegnare una pianola in una villa in cima a una collina, come regalo di compleanno al marito di una donna. Tutta la comica si concentra sui monumentali tentativi dei due di trasportare la pianola per una lunga scalinata, salvo poi rendersi conto dell'esistenza di una via carrabile, molto più agevole solo a "opera" compiuta. Alla fine della storia, dopo che Stanlio e Ollio hanno semidistrutto la villa per riuscire a portarvi lo strumento (data l'assenza dei padroni di casa), si scopre che il marito detesta le pianole[N 8].

Dopo il periodo delle comiche conclusosi nel 1935, la coppia comica venne consacrata nel campo del lungometraggio con i film Fra' Diavolo del 1933, Nel paese delle meraviglie del 1934 e Noi siamo zingarelli del 1936. Tutti e tre questi film erano dei film-operetta, rielaborazioni comiche di lavori teatrali di successo del XIX secolo a opera di Daniel Auber, Victor Hehrbert e Michael William Balfe.

Già dal 1931 Laurel e Hardy si erano cimentati con il lungometraggio, girando Muraglie (1931), I due legionari ('31), Il compagno B (1932) e soprattutto I figli del deserto (1933), che ebbe un grande successo di pubblico.

Durante la lavorazione di Nel paese delle meraviglie (1934) Walt Disney, che era uno dei tantissimi fan di Laurel e Hardy nonché amico di Hal Roach, acconsentì che una scimmia interpretasse il ruolo di Topolino e che fossero presenti i Tre Porcellini (con tanto di tema originale); questa fu una delle poche volte che un personaggio Disney appariva in un film che non fosse prodotto dalla omonima casa di produzione. Sempre nel '34 Walt Disney partecipò alle riprese con Laurel e Hardy di La grande festa, introducendo (non nello sketch della coppia) il personaggio di Mickey Mouse[17][18]. Tra le più celebri comiche dei due in questo periodo si ricordano: I monelli, Andiamo a lavorare, Il circo è fallito, Anniversario di nozze, Il regalo di nozze, Il fantasma stregato, Vita in campagna e Fratelli di sangue.

L'era dei lungometraggi (1935-1937)Modifica

Nel 1935, dopo aver girato il corto Gelosia, la coppia iniziò la produzione del lungometraggio Gli allegri eroi.[19] Il film ebbe una lavorazione travagliata e rischiò di non vedere mai la luce quando il contratto di Laurel, in scadenza a maggio di quell'anno, fu rescisso unilateralmente da Roach il 16 marzo sulla base di dissidi inconciliabili sui soggetti dei film.[19] Roach riferì che, al rifiuto di Laurel di firmare un nuovo accordo a lungo termine sotto clausole riviste, non ci sarebbero stati altri film della coppia e che Hardy avrebbe ricoperto il ruolo di protagonista in una nuova serie intitolata The Hardy Family (poi cancellata) con Patsy Kelly e Spanky McFarland.[19] Alla fine, la controversia tra le parti si ricompose con la firma di un nuovo contratto l'8 aprile e la produzione poté proseguire.[19] Terminato questo film, Laurel & Hardy girarono il loro ultimo corto da protagonisti Fratelli di sangue,[20][N 9] dedicandosi da quel momento in poi solo a lungometraggi, a iniziare da La ragazza di Boemia (anche noto come Noi siamo zingarelli), di nuovo con una storia tratta da un'operetta di Balfe.[21] Le tensioni tra Laurel e Roach si acuirono di nuovo. Come già accaduto nel 1934, Laurel fece un ulteriore vano tentativo di negoziare un contratto congiunto e di ottenere una percentuale sui diritti dei loro film.[22] Roach non si mosse dalle sue posizioni e insistette nel mantenere il potere economico e contrattuale gli era garantito dagli accordi separati.[22] Al contrario di artisti come Charlie Chaplin, che produceva ed era l'unico beneficiario dei diritti dei suoi film, Laurel e Hardy erano e rimasero sempre semplici dipendenti degli studi Roach.[22]

Come concessione allo scopo di stabilire una tregua sui sempre più frequenti dissidi, Roach, pur rimanendo il finanziatore esclusivo,[22] abbandonò i propositi di ulteriori storie operettistiche, sempre invise a Laurel, e acconsentì che a produrre i due film successivi, Allegri gemelli (1936) e I fanciulli del West (1937) fosse Stan, attraverso la sua neonata società "Stan Laurel Productions".[22]

Gli ultimi film prodotti da Hal Roach (1938-1940)Modifica

 
Stanlio e Ollio ne I diavoli volanti (1939)

Nel 1938 i rapporti tra Roach e Laurel, già compromessi dalle vicissitudini sentimentali di quest'ultimo e dai continui contrasti sulla scelta delle storie da girare giunsero a una nuova rottura.[23] In quell'anno, mentre Stan e il suo team di sceneggiatori lavoravano a un copione che, tuttavia, stentava a prendere forma,[23] la Roach Productions si trovò in difficoltà finanziarie[23] e dovette ricorrere a un prestito bancario, la cui concessione era vincolata all'esistenza di un film in corso di riprese.[23] Per riuscire a mettere in cantiere una produzione economica e iniziare a girare nel pochissimo tempo disponibile, Laurel propose un rifacimento del loro primo film sonoro Non abituati come siamo, uscito 9 anni addietro. Si iniziò a girare appena una settimana dall'inizio della stesura della sceneggiatura; la lavorazione del film (intitolato Stanlio e Ollio teste dure) fu caratterizzata dalle frequenti assenze ingiustificate di Laurel, a causa dei suoi problemi matrimoniali;[23] sia Roach che il figlio, Hal junior (produttore esecutivo della pellicola) gli contestarono la cattiva pubblicità, generata dall'ampia eco sulla stampa, che questi causarono agli studios, e il presunto abuso di alcol durante le riprese, al punto da dichiarare di essersi trovati costretti a tagliare delle scene in cui Laurel sarebbe apparso visibilmente alterato.[23] Dopo alcuni tentativi falliti di mediazione per tramite del suo avvocato, la Roach Productions prima lo depennò dai compensi, poi, invocando la clausola morale,[24] risolse definitivamente il contratto il 12 agosto 1938.[23]

In assenza di Laurel, Roach decise di produrre un film mettendo in coppia Oliver Hardy, ancora legato da un contratto individuale, con Harry Langdon, ex stella del muto che collaborava ai copioni della coppia, e non recitava da diversi anni.[24] Uscito nel 1939, Zenobia - Ollio sposo mattacchione, per stessa ammissione di Roach, si rivelò un totale insuccesso, ottenendo risultati deludenti di critica e incassi[24] e inducendolo a rinunciare a un secondo film della coppia, già annunciato, dal titolo di lavorazione Road show.[25]

«Zenobia fu un disastro, dal principio alla fine, un fiasco (...) la peggior sceneggiatura che avessi mai visto e il peggior produttore che abbiamo mai avuto»

(Hal Roach, come riportato da Randy Skretwedt, op.cit.[26])

A questo punto, Roach e Laurel (che nel frattempo aveva citato in giudizio gli studios per 700.000 dollari di danni derivati dalla cessazione del contratto) decisero di ricomporre la controversia tramite un accordo extra-giudiziale.[24] Laurel ritirò la causa e ricevette a titolo di risarcimento una somma imprecisata, la cui disponibilità fu tuttavia vincolata all'esito della sua causa di divorzio, ancora in corso.[24] Roach riassunse Stan e firmò con lui e Oliver due nuovi contratti individuali di un anno, l'8 aprile 1939.

In quell'anno, gireranno tre film, uno per la RKO Pictures con la produzione di Boris Morros, I diavoli volanti, e due prodotti da Roach per la United Artists, Noi siamo le colonne e C'era una volta un piccolo naviglio entrambi usciti nel 1940.

Il periodo con la 20th Century-Fox e la Metro-Goldwin-Mayer (1941-1945)Modifica

Come già anticipato dalla stampa nel febbraio 1940,[27] i contratti che legavano Laurel, Hardy e la Hal Roach Productions terminarono il 5 aprile di quell'anno, e nessuna delle parti intese rinnovarli;[27] Laurel, in particolare, si sentiva finalmente libero dalle ingerenze di Roach ed era fiducioso di poter siglare altrove un nuovo accordo in cui, come produttore indipendente, avrebbe potuto disporre del pieno controllo creativo sui film.[27] Mentre il loro agente, Ben Shipman, era impegnato in trattative con varie case di produzione,[28] la coppia fece alcune apparizioni[27] per beneficenza[29] e intraprese un tour teatrale tutto esaurito[27] (the Laurel & Hardy revue)[29] negli Stati Uniti, debuttando a Omaha in settembre e concludendo a Buffalo nel dicembre 1940.[27]

 
Stanlio e Ollio in visita a una base militare (1941)

I tempi erano cambiati: l'epoca d'oro del cinema comico, a cavallo tra gli anni 1920 e 1930 era tramontata,[30] e la vecchia generazione di attori comici come Charlie Chaplin, Harold Lloyd, Buster Keaton e Harry Langdon si era già ritirata o era sul viale del tramonto;[30] nuovi interpreti come Gianni e Pinotto si affacciarono sulla scena con uno stile ritenuto più consono ai gusti dell'epoca.[30] Con questi presupposti, Shipman trovò grandi difficoltà a negoziare un contratto alle condizioni di Stan.[28] Le major erano riluttanti a esporsi finanziariamente in film in cui una sola persona avrebbe avuto pieno controllo; a suo sfavore, inoltre, giocava la fama di inaffidabilità[27] causata dai precedenti screzi con Roach, cui la stampa aveva dato ampio risalto.[28]

Laurel & Hardy risentirono economicamente dei quasi 2 anni di inattività dal loro ultimo film, principalmente a causa di tasse arretrate[28] e degli altissimi assegni di mantenimento dei loro precedenti matrimoni.[31] Dopo alcuni progetti non andati in porto, Shipman (che gestì sempre la trattativa per conto della coppia senza che questa fosse direttamente coinvolta nelle discussioni),[31] ricevette una proposta dalla 20th Century-Fox e si giunse, nell'aprile del 1941, alla firma di un contratto (a 50.000 dollari a film)[31] per produrre un lungometraggio,[29] con opzione per altri 9 in 5 anni.[31] L'accordo conteneva una clausola di non esclusività che avrebbe consentito loro di produrre film per altri studi, se lo avessero desiderato e a esibirsi in pubblico (come poi effettivamente avvenne).[31]

Dopo l'esperienza con una piccola casa di produzione con budget limitati come la Roach, Laurel era euforico all'idea di poter disporre degli imponenti mezzi di una major,[31] ma la realtà si mostrò presto diversa dalle sue aspettative.[31] Abituato ad avere il controllo, o a poter influenzare le varie fasi di realizzazione di un film, dal soggetto, alla sceneggiatura, alla regia, fino al montaggio[32] e privo del fidato cast e della troupe d'un tempo, si trovò con la Fox a dover lavorare nel contesto, a lui non congeniale, di una casa cinematografica senza esperienza in produzioni comiche[31] e con i diversi ruoli rigidamente organizzati e non comunicanti tra loro.[32][33] Anche il metodo di lavorazione dei film (da "catena di montaggio" come lo definì Laurel)[34] si conciliava male con le abitudini della coppia. Alla Fox (dove venivano prodotti oltre 50 film l'anno) era consuetudine lavorare su sceneggiature dettagliatissime che dovevano essere seguite fedelmente, per essere certi di non andare oltre i tempi e i budget allocati;[32] al contrario, la Roach perseguiva un approccio artigianale, non più di 6-7 produzioni l'anno, tipicamente girate in ordine sequenziale;[32][35] i soggetti e le sceneggiature erano meno dettagliati (talvolta semplici abbozzi)[35] e lasciavano molta discrezionalità alle modifiche creative in corso d'opera e all'improvvisazione.[32]

Ne risultò per Laurel la quasi impossibilità di poter esercitare il proprio talento artistico,[33] dovendosi limitare a interpretare copioni scritti da altri che stravolgevano le caratterizzazioni della coppia.[33]

«Non riesco a dirti di quanto mi abbia addolorato girare quei film e quanto me ne vergogni (...) continuavo a pensare che prima o poi ci avrebbero permesso di fare i film a modo nostro, ma la situazione non fece altro che peggiorare e non eravamo più in grado di sostenerla. Con Hal Roach non la pensavamo sempre allo stesso modo, ma per la maggior parte del tempo ci ha lasciati lavorare per conto nostro e di questo gli sarò sempre grato. Ma quella gente della Fox!»

(Stan Laurel, intervista a John McCabe negli anni 1950 a proposito dell'esperienza con la 20th Century-Fox[34])

Il sostanziale cambiamento di approccio ai film di Laurel e Hardy fu annunciato dalla Fox stessa, in un comunicato stampa, alla vigilia dell'uscita del primo film, Ciao amici! (1941):

«C'è un sottile quanto rivoluzionario cambiamento nella comicità di Stanlio e Ollio nel loro primo film con la Fox. Pur rimanendo gli interpreti slapstick e i pantomimi di sempre, la loro comicità è meno ampia di quanto fosse prima, ed è stata snellita. Anche il loro aspetto è stato rivisto (...) così come il loro abbigliamento. Questi cambiamenti sono il risultato di discussioni approfondite tra Stan, Ollie, il regista Monty Banks e i dirigenti della Fox. È opinione condivisa che i gusti del pubblico siano cambiati e che personaggi più credibili rendano le gag più godibili. In Ciao Amici, Stanlio e Ollio saranno una coppia stramba e divertente non più di quanto potreste trovarne sul serio nella vita reale, e sono certi che questo loro nuovo stile sarà gradito ai milioni di loro attuali ammiratori e gliene porterà di nuovi (...)»

(Comunicato stampa della Fox, 22 settembre 1941[36])

La pellicola riscosse il gradimento del pubblico e ottimi incassi,[37] ma la critica non fu concorde sui giudizi e sul nuovo stile della coppia. Ad esempio la rivista Variety, solitamente critica nei loro confronti, spese parole lodevoli definendola:

«Buona come i loro migliori film, piena delle caratteristiche gag della coppia che scorrono senza sosta e lasciano ampio spazio alle loro esilaranti buffonate»

(Variety, 1941[38])

Mentre il New York Times fu decisamente più critico (con giudizi via via sempre più negativi verso le loro produzioni degli anni 1940),[39] con un articolo rivelatore delle circostanze in cui la coppia si trovò a lavorare:

«Si dice che i cambiamenti migliorino le persone, ma non ci pare questo il caso di Laurel e Hardy (...) il loro ultimo film prodotto dalla 20th Century-Fox è il più scadente tra quelli interpretati. Non che sia da imputare a loro, ma è chiaro che hanno disperatamente bisogno di uno sceneggiatore che capisca e valorizzi il loro modo di fare comicità»

(The New York Times, 1941[38])

Gli ottimi riscontri indussero Laurel e Hardy a rinnovare il contratto, nella speranza di poter esercitare maggiore influenza artistica sulle produzioni future.[37] La situazione, tuttavia, non mutò nel film successivo Sim salà bim, la cui sceneggiatura fu scritta senza alcun apporto creativo di Laurel, mentre la coppia era impegnata nella tournée teatrale Hell-a-Belloo negli USA tra gennaio e febbraio del 1942.[40] Uscito pochi mesi dopo, nonostante il buon successo al botteghino, ricevette in prevalenza critiche negative.[41]

 
Stanlio e Ollio nel cortometraggio L'albero in provetta (1941)

La seconda guerra mondiale frattanto imperversava, influenzando significativamente il mondo del cinema su vari fronti.[39] Nel novembre 1941 Laurel e Hardy intrapresero una tournée, con altre celebrità dell'epoca (tra cui Chico Marx),[42] nelle basi militari di Porto Rico, Antigua, Saint Lucia, Trinidad e la Guyana britannica per sostenere il morale delle truppe;[42] nello stesso mese girarono L'albero in provetta, un breve documentario di carattere propagandistico finanziato dal governo degli Stati Uniti per il Dipartimento dell'Agricoltura. A oggi, è tra i pochissimi loro filmati a colori originali reperibili.[43] Nello stesso anno, il loro vecchio produttore Hal Roach fu richiamato in servizio, riprendendo il suo grado di Tenente colonnello, e i suoi studios messi a disposizione dell'esercito per girare film dimostrativi a supporto dello sforzo bellico.[39] Per le major che potevano permettersi di continuare la produzione, I budget e il personale per la realizzazione dei film erano ridotti (la Fox stessa si trovò in questa situazione quando, allo scoppio della guerra, circa 800 dipendenti vennero richiamati alle armi);[37] le storie, inoltre, erano spesso influenzate dagli eventi bellici (anche questo fatto estraneo alle tipiche ambientazioni dei film di Stanlio e Ollio, in cui l'attualità rivestiva di solito un ruolo marginale). Fu questo il caso del film successivo: dopo due produzioni con la Fox, per cambiare aria e nella speranza di ritoccare le vette del decennio precedente, si accordarono con la vecchia MGM per produrre il lungometraggio Il nemico ci ascolta (1943), in cui interpretano due agenti incaricati di scoprire i piani sabotatori dei nazisti; la produzione partì sotto migliori premesse, con Stan messo in condizioni di fornire contributi artistici, coadiuvato dal suo vecchio collaboratore Charley Rogers alla sceneggiatura e da altro personale degli studi Roach;[41] anche in questo film, a riscontri commerciali positivi seguirono giudizi critici deludenti.[39]

Di ritorno alla Fox, girarono Gli allegri imbroglioni e Maestri di ballo, entrambi nel 1943, per poi tornare di nuovo alla MGM per Sempre nei guai, alla cui sceneggiatura collaborò anche Buster Keaton.[39]

Laurel e Hardy si sforzano di ricreare le atmosfere dei vecchi lungometraggi Roach con il successivo film per la Fox, Il grande botto, di nuovo con una storia legata alla guerra in corso. Il film venne accolto molto freddamente sia da pubblico che critica[39] (fu addirittura l'unico lungometraggio con Stanlio e Ollio protagonisti che in Italia non uscì mai al cinema), subendo un'ondata di recensioni negative all'epoca negli USA[N 10][N 11] e persino l'inclusione nel libro I 50 peggiori film di tutti i tempi.[39]

Nel 1945 fu la volta dell'ultimo film Fox, I toreador.[39] La qualità della sceneggiatura era sempre scadente tanto che lo stesso Laurel, nelle occasioni in cui ne aveva la possibilità, interveniva a modificarla.[44] Quest'ultimo film, nonostante un buon successo al botteghino,[45] confermò ancora una volta, come nel caso de Il grande botto, che nel ripristinare i meccanismi comici dei vecchi film degli anni 1930, Laurel e Hardy finivano con l'essere ripetitivi e privi di freschezza recitativa.

La pausa cinematografica e i tour teatrali in Europa (1946-1950)Modifica

Scaduto il contratto con la Fox, Laurel e Hardy non lo rinnovarono (nonostante l'offerta della major)[39] e decisero di sospendere la carriera cinematografica, pur coltivando il proposito di tornare a lavorare per il grande schermo, a fronte di offerte di qualità.[46] Durante il 1946 Laurel lavorò a una storia con lo sceneggiatore Sam Locke che non venne mai completata.[46] Si parlò anche di un film basato sulla storia di Robin Hood, da girare in Inghilterra ma anche questo proposito restò sulla carta.[46]

Nel 1947, visto il successo negli Stati Uniti ormai ai minimi, la coppia accettò di buon grado la proposta dell'impresario britannico Bernard Delfont, loro vecchia conoscenza, di intraprendere una lunga serie di tournée in Europa; debuttarono a Southampton l'11 febbraio e toccarono il Regno Unito, Danimarca, Francia, Belgio e Svezia. Il tour si protrasse per quasi due anni con ottimi riscontri di pubblico[46] (con una necessaria pausa dopo 9 mesi per permettere ad Hardy il rinnovo del permesso di lavoro per cittadini stranieri), concludendosi nel gennaio 1948.[46]

Ammalatosi di diabete attorno al 1949,[46] Stan Laurel restò inattivo fino a metà del 1950; nel frattempo Hardy partecipò a un tour teatrale per lo spettacolo Uomini alla ventura (What price glory?) diretto da John Ford[47] e apparve in ruoli da non protagonista nei film Dopo Waterloo del 1949 con John Wayne[47] e Le gioie della vita l'anno dopo con Bing Crosby.[47]

Atollo K: l'ultimo film (1950-1951)Modifica

 
Scena del film Atollo K (1951)

In Europa, al contrario degli Stati Uniti, la popolarità della coppia era ancora intatta, grazie ai tour e agli 11 film girati dopo Teste dure del 1938 e distribuiti solo dopo il blocco causato dalla guerra, tra il 1947 e il 1949.[48] L'industria cinematografica europea era ansiosa di ripartire e si pensò che una produzione con due interpreti di spicco come Laurel e Hardy avrebbe dato uno slancio significativo alla ripresa.[48] Un consorzio di case cinematografiche italo-francese presentò un'offerta; Laurel si era frattanto rimesso abbastanza per lavorare e, considerato un budget di 2 milioni di dollari,[49] imponente per l'epoca, e un generoso cachet, la coppia accettò, intrigata dall'opportunità di lavorare per il loro primo film girato fuori dagli Stati Uniti[47] e ritenendo ci fossero le premesse per un prodotto di qualità.[49]

La lavorazione del film fu funestata da problemi organizzativi e imprevisti di ogni genere. Già durante la stesura del trattamento, il team di sceneggiatori (composto da italiani, francesi e americani che parlavano solo le rispettive lingue madri) si trovò nell'impossibilità di comunicare.[48] Quando, dopo svariati mesi di lavoro ritennero di avere un copione utilizzabile, Laurel e Hardy giunsero dagli Stati Uniti; fecero tappa in Italia per un rapido tour promozionale nel luglio 1950, toccando Sanremo[50] e la Liguria, Milano e Roma, venendo ovunque accolti trionfalmente;[51] si recarono infine a Parigi per iniziare la produzione.[48] Laurel restò profondamente deluso dalla qualità della sceneggiatura, e si mise al lavoro con l'aiuto del comico Monty Collins per migliorarla.[48]

Si iniziò a girare l'8 agosto del 1950, sotto la direzione di Léo Joannon;[48] secondo i piani originali, il cast avrebbe dovuto comprendere attori noti come Totò, Fernandel e Simone Simon;[48] si fece anche il nome di Walter Chiari,[51] ma nessuno di questi venne alla fine scritturato. I problemi di comunicazione, dovuti alla troupe multilingua, si ripresentarono sul set.[48] Stan e Oliver erano tra i pochi a parlare inglese, rendendo così difficile la collaborazione con il regista francese, il cast misto italiano-francese e la produzione.[52] Stan, già malato di diabete, venne colto da nuovi problemi di salute, subendo anche un intervento chirurgico, a Parigi, nel corso delle riprese:[48] le scene del film lo ritraggono visibilmente dimagrito. Anche Oliver soffrì di problemi cardiaci a causa del clima torrido ed entrambi contrassero una dissenteria.[48] Per loro venne preparata un'infermeria mobile da usare nelle pause tra le riprese; Laurel riusciva a lavorare per non oltre mezz'ora al giorno.[48] Per il completamento del film, originariamente stimato in 12 settimane, occorse quasi un anno.[34]

Negli Stati Uniti il film uscì nelle sale solo nel 1954 con il titolo Utopia, ridotto a 82 minuti rispetto ai 99 delle versioni europee.[48]

I nuovi tour teatrali in Europa e le ultime apparizioni in TV (1952-1954)Modifica

 
Laurel e Hardy nel programma TV This is your life (dicembre 1954)

Dopo l'insuccesso di Atollo K, la coppia trascorse il resto del 1951 e parte del 1952 a riposo per rimettersi in sesto.[49] Giunsero proposte di lavoro che non si concretizzarono, fra cui una partecipazione al film Two tickets to Broadway e un lungometraggio basato sulle loro vite, propostogli da Billy Wilder.[49] Vi furono offerte anche da uno studio giapponese e dall'italiana Scalera, per un rifacimento in chiave di commedia musicale della Carmen.[49]

Nel 1952 la coppia si ristabilì a sufficienza per imbarcarsi in due nuove tournée teatrali nel Regno Unito e Irlanda,[49] esibendosi con sketch come A spot of trouble e Birds of a Feather;[49] la prima si concluse a settembre del 1953, seguita da una seconda dall'ottobre del 1953 fino al 17 maggio 1954, quando, dopo uno spettacolo a Plymouth,[53] Hardy contrasse una polmonite e fu colpito da un lieve attacco cardiaco, che li costrinse ad annullare il resto delle date.[49] La coppia ripartì per gli Stati Uniti il 2 giugno, appena Hardy si rimise abbastanza per viaggiare.[53]

La TV, già molto diffusa nelle case degli americani agli inizi degli anni 1950, era nei piani futuri della coppia. In quel periodo, Hal Roach, intuendone il potenziale economico e oberato dai debiti, aveva ceduto i diritti di trasmissione di molti film di Stanlio e Ollio al distributore Regal Films,[54] che li vendette alle stazioni TV di tutti gli Stati Uniti.[34] L'esposizione mediatica di quegli anni portò alla coppia una rinnovata popolarità in patria che, tuttavia, non si tradusse in nuove opportunità cinematografiche, né fruttò loro alcun guadagno, non possedendo diritti sui loro film.[54]

Il 1º dicembre 1954 parteciparono al programma TV NBC This is your life, uno show celebrativo a sorpresa della loro carriera.[49] Convinti di dover incontrare il loro impresario Bernard Delfont per una riunione, furono invece introdotti, ignari di quanto stesse per accadere, nello studio, con la complicità, tra gli altri, delle mogli. Laurel ebbe a lamentarsi per il risultato scadente e per il fatto che fossero stati coinvolti senza possibilità di provare lo show.[49]

Nel 1955, Laurel e Hardy fecero la loro ultima apparizione pubblica in un breve intervento filmato per un programma TV della BBC.[55] Nello stesso anno, Hal Roach Junior, che nel frattempo aveva assunto il controllo degli studios del padre,[34] ebbe l'idea di riproporre la coppia in una serie di 4 telefilm di un'ora ciascuno, Le fiabe di Laurel & Hardy.[54] I due accettarono con entusiasmo la proposta. Laurel portò praticamente a termine anche il primo copione (Babes in the woods),[54] ma il 10 aprile 1955, 10 giorni prima dell'inizio programmato delle riprese,[54] fu colpito da un ictus[56] e la lavorazione venne rinviata; quando Stan si riprese, fu Oliver ad ammalarsi, e così il progetto venne definitivamente accantonato.[57]

Gli ultimi anni e la morte di Hardy (1955-1957)Modifica

 
La lapide sulla tomba di Oliver Hardy: «Genio della comicità. Il suo talento portò gioia e risate nel mondo. - Posta a memoria futura dai Figli del Deserto nel 1977»

«Cosa posso dire? Per me era come un fratello. Questa è la fine della storia di Laurel e Hardy»

(Stan Laurel, dichiarazione alla stampa a proposito della morte di Oliver Hardy, come riportato da Simon Louvish, op.cit.[58])

Nel settembre 1955 Hardy venne colpito da un secondo infarto e successivamente da un ictus. Soffriva anche di calcoli biliari, che tuttavia non poterono essere trattati chirurgicamente a causa delle condizioni cardiache compromesse.[34] Per questo, durante il 1956 si sottopose, su consiglio dei medici, a una dieta rigidissima che lo fece dimagrire di circa settanta chili.[54] L'ultima sessione fotografica della coppia[54] e un breve filmato amatoriale della famiglia di Laurel,[59] entrambi risalenti a quell'anno, ritraggono Stan sereno e sorridente, nonostante un braccio paralizzato dall'ictus dell'anno prima, mentre Oliver appare visibilmente invecchiato e dimagrito, i capelli radi e argentei.[54] Mentre non era ancora tramontato il progetto delle comiche TV e Laurel si dichiarava possibilista al riguardo,[54] il 14 settembre 1956 Hardy venne colpito da un secondo grave ictus che lo lasciò quasi del tutto paralizzato e incapace di parlare.[54] Ne subì altri due agli inizi di agosto 1957, entrando in un coma dal quale non si riprese più.[54]

Hardy morì il 7 agosto 1957 all'età di 65 anni.[60] Laurel, che negli ultimi mesi lo aveva assistito, rimase sconvolto, ma non presenziò alle sue esequie.[60] Questa assenza fu in seguito usata a sostegno dell'ipotesi che i due nella vita reale si ignorassero; in realtà Laurel non poté recarsi al funerale a causa del divieto di uscire impostogli dal medico curante[60] e commentò la sua assenza con le sole parole: "Babe avrebbe capito".[34]

Oliver Hardy era un membro della massoneria[58] e furono i suoi fratelli della loggia «Shrine, Ordine arabico dei nobili del santuario mistico», a prendersi cura dei suoi funerali.[58] Venne cremato e le sue ceneri tumulate al Valhalla Memorial Park Cemetery a Hollywood.[58][61]

Gli ultimi anni e la morte di Laurel (1957-1965)Modifica

 
La lapide sulla tomba di Stan Laurel: «Maestro della Commedia. Il suo genio nell'arte dell'umorismo portò felicità al mondo che amava»

Dalla morte di Hardy, Laurel decise di non partecipare più a nessun film e di ritirarsi completamente dalla vita pubblica.[56][62] Nell'estate del 1957 si trasferì con la moglie in un appartamento a Malibu[63] e da lì, nel 1958, a Santa Monica, in un appartamento dell'hotel Oceana,[34][63] dove continuò a scrivere materiale per film e spettacoli,[56] rispondere metodicamente alle lettere e alle telefonate degli ammiratori,[56][N 12] e riceverne di sconosciuti e famosi come Dick Van Dyke, Peter Sellers, Danny Kaye, Dick Cavett, Marcel Marceau[64] e Jerry Lewis.[65] Quest'ultimo gli offrì un contratto di consulenza artistica per i suoi film a 100.000 dollari l'anno, ma Laurel declinò.[65] Malgrado le voci di una sua presunta indigenza, generate da un articolo giornalistico del 1959,[34] Laurel visse agiatamente, grazie a investimenti effettuati già dagli anni 1930, nonostante il suo patrimonio fosse stato intaccato dal crollo di Wall Street del 1929, da tasse e assegni di mantenimento dei suoi numerosi matrimoni.[65]

Nel 1961 venne gratificato con il Premio Oscar alla carriera[56] e, nel 1963, con lo Screen Actors Guild Life Achievement Award;[56] in entrambi i casi, impossibilitato a ritirare i riconoscimenti di persona per ragioni di salute,[65] fu Danny Kaye a farlo per suo conto.[56] Sempre nel 1963 il regista Stanley Kramer gli propose un cameo nel suo film Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo ma Laurel, fedele al suo proposito di non lavorare più senza Hardy, rifiutò.[66]

La sua salute declinò verso la fine del 1964. Le biografie[67] riportano che, ricoverato in ospedale, in punto di morte si rivolse all'infermiera che lo assisteva per un'ultima gag: «Mi piacerebbe essere in montagna a sciare». L'infermiera gli chiese: «Le piace sciare, Signor Laurel?». «No, lo detesto, ma è sempre meglio che stare qui!».[68][N 13]

Morì di infarto il 23 febbraio 1965, all'età di 74 anni.[65] Venne sepolto presso il Forest Lawn Memorial Park a Los Angeles.

Caratterizzazione dei personaggiModifica

 
Caricatura portoghese di Stanlio e Ollio
(EN)

«Two minds without a single thought.»

(IT)

«Due menti senza un solo pensiero»

(Stan Laurel.[N 14][69])

La coppia dei due personaggi compare in oltre un centinaio di film con caratteristiche che vengono mantenute.

StanlioModifica

Il personaggio di Stanlio (Stanley Laurel, Stan, o Mr. Laurel nell'originale inglese) è magro dal volto sorridente, dalle orecchie a sventola e con i capelli spettinati, sempre ispidi e sollevati, che gratta spesso, specialmente quando non riesce a capire qualcosa o quando li arruffa contorcendo il viso in una buffa espressione di malessere e lamentandosi e frignando[N 15] per le percosse che talvolta Ollio esasperato per i disastri in cui è stato coinvolto gli infligge servendosi spesso della sua bombetta più larga di quella più piccola di Stanlio: due cappelli identici che alla fine si confondono quando Stanlio reagisce a cappellate all'ira di Ollio che conclude la zuffa scambiando il suo cappello con quello dell'amico che si accorge dello scambio perché la bombetta gli è calata sugli occhi rendendolo cieco; ma intanto Ollio ha placato la sua ira calpestando quello che crede essere la bombetta di Stanlio. Non sempre Stanlio soccombe nelle liti ma accade che quando viene provocato, reagisce così furiosamente da stendere al tappeto il suo aggressore (Andiamo a lavorare, Noi siamo zingarelli o Noi siamo le colonne).

Ollio, più adeguatamente al suo personaggio serioso, indossa la cravatta che egli usa per agitarla in segno di saluto o per accattivarsi la simpatia delle persone, mentre Stanlio porta il farfallino che gli dà un'aria più sbarazzina.

Stanlio è rappresentato a volte come un marito borghese che possiede una bella casa con una moglie dispotica condividendo così le stesse condizioni in cui versa Ollio e quando capita che i due cerchino di ingannare le loro mogli per andare a divertirsi, finiscono entrambi nei guai subendo un doppio attacco dalle relative consorti[70].

Tra le strane doti di Stanlio, nessuna naturalmente di qualità razionale, ci sono alcuni apparentemente semplici giochi con le mani[N 16] che Ollio si danna inutilmente nei tentativi di imitare (e con lui gli spettatori del film). Altre surreali qualità di Stanlio sono l'accensione del pollice come fosse un accendino e il movimento frenetico delle orecchie.

OllioModifica

Il personaggio di Ollio (Oliver Hardy, Ollie, Babe, Oliver o Mr. Hardy nell'originale inglese) è un tipo corpulento e saccente che crede di saperne più del compagno; è più alto dell'amico e aumenterà di più la mole a partire dai film del 1937 fino al 1951 legato alle reali condizioni di obesità dell'interprete. I suoi capelli neri, lisci e lucenti, sono incollati sulla fronte con della brillantina; ha un paio di baffetti a spazzolino e, come Stanlio, indossa una bombetta e una giacca. Rispetto a Stanlio, che appare sempre allegro, è un essere sconsolato, che entra in crisi morale dal primo momento in cui l'amico Stanlio incomincia a creare pasticci. Si rivela più sciocco dell'amico e persino la moglie non lo ascolta e lo contraddice sempre. Cerca sempre di migliorare le proprie condizioni economiche e sociali, tanto da arrivare a candidarsi come sindaco ne I polli tornano a casa. Quando si trova in un pasticcio con Stanlio, crede di essere il più intelligente e propone le sue idee, ma alla fine è sempre costretto a sottostare ai piani curiosi dell'amico. Cerca di affermarsi nei confronti di Stanlio, ad esempio se questi adocchia qualcosa o vuole compiere una specifica azione viene sempre frenato sul partire da Ollio, che lo agguanta per la giacca e lo trascina indietro a sé, indicandosi con il dito, facendo capire che per natura tocca sempre prima a lui. Alla fine sarà Stanlio a essere il più furbo, perché Ollio in queste situazioni, sia subito che dopo, incappa in qualche guaio e Stanlio lo deride con i suoi sorrisini spingendo Ollio a vendicarsi. Il personaggio è in grado di sventolare il proprio cravattino come per esprimere gioia, imbarazzo o mascherare la paura che è presente in tutti i film della coppia. Secondo il produttore ufficiale, questa gag risale alle riprese del corto muto Perché le ragazze amano i marinai?, in cui il personaggio si sarebbe deterso il sudore con la cravatta, ma trovandosi dinanzi a delle attrici, in profondo imbarazzo l'avrebbe sventolata per apparire divertente. Tale mossa sarebbe piaciuta ad Hal Roach che l'avrebbe consigliata ad Hardy di ripetere nelle prossime comiche.[N 17] Ollio, oltre ad essere un bravo cantante (essendo l'attore un tenore, come dimostra nei film Allegri legionari, Muraglie e I diavoli volanti), è anche un gran dongiovanni ed è sempre alla ricerca di una donna. Stanlio però riesce a rovinare anche questi progetti.

La coppiaModifica

 
Il museo dedicato alla coppia Laurel & Hardy a Ulverston, città natale di Stan Laurel

Le avventure della coppia si concludono spesso malamente per i due anche se Stanlio riesce in genere a uscirne illeso, con Ollio che lo rimprovera. Ed è in questa occasione che si verificava il look in camera (guardare rivolto alla macchina da presa) come se Ollio si rivolgesse sconsolato direttamente agli spettatori per cercare da loro comprensione e partecipazione alle sue disgrazie. Altra tipica situazione delle loro gag era la contemporanea e graduale distruzione reciproca di un qualche oggetto che per ripicca colpo su colpo veniva smontato e distrutto: famosa la scenetta dove l'auto (la Ford Model T) dei due e quella dell'antagonista vengono smantellate a poco a poco per ricambiarsi reciprocamente i danni ricevuti. Altra celebre caratteristica di entrambi i personaggi era la risata; in almeno una decina dei loro film più famosi, i due imperversano usando la loro strategia della risata come in Lo sbaglio (1930), Ospiti inattesi (1932) e in Frà Diavolo (1933). Nella prima comica Stanlio e Ollio si trovano in un night club, sebbene contro gli ordini della moglie di Laurel, ed hanno anche scolato una bottiglia di qualcosa che loro credono sia whisky (in realtà è ). Stanlio dopo che è scoppiato in un pianto dirotto per aver sentito la malinconica canzone di un ospite del club, comincia a manifestare i primi segnali del riso. Iniziando da dei lievi sorrisini, guardando Ollio che lo fissa serio, Stanlio in una lieve ma costante crescendo scoppia nella risata e raggiunge il culmine quando con una lieve battuta riesce a coinvolgere nel suo gioco anche Ollio. I due si sganasciano dalle risate mantenendo alto il livello d'ilarità per un tempo record: almeno tre minuti buoni. E così accade anche per Fra Diavolo in cui Stanlio e Ollio, sempre ubriachi, incominciano a sghignazzare pian piano per poi esplodere in fragorose risate a bocca aperta, coinvolgendo anche lo spettatore al culmine quando il duo incrocia brevemente lo sguardo di una persona seria: il capitano Lorenzo, per poi continuare a ridere ancor più di prima.

 
Stanlio, Ollio e Lupe Vélez in La grande festa (1934)

Celebre divenne il tema The Cuckoo Song, composto da Marvin Hatley e usato per la prima volta ne I ladroni (1930). Così in parte anche altri motivi e balletti improvvisati della coppia, come nel film I fanciulli del West o Guardo gli asini che volano nel ciel dal film I diavoli volanti o il balletto di Honolulu Baby de I figli del deserto.

FilmografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Stanlio e Ollio.

Edizioni in lingua stranieraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Edizione italiana dei film di Stanlio & Ollio.
 
Alberto Sordi, primo doppiatore ufficiale di Stanlio e Ollio assieme a Mauro Zambuto

Al di fuori dell'ambito anglosassone, una delle peculiarità della coppia è la loro dizione storpiata. Essa nacque nel 1929 da una trovata casuale del produttore Hal Roach: in quell'anno venne infatti girato il loro primo cortometraggio sonoro, Non abituati come siamo, ma il doppiaggio in lingue straniere non era stato ancora inventato. Desiderando rendere le proprie pellicole più appetibili per il mercato non anglofono, Roach fece pertanto girare ciascuna scena cinque volte in altrettante lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano): a ogni sequenza gli attori secondari venivano sostituiti con interpreti madrelingua, mentre Stanlio & Ollio via via recitavano nelle varie lingue (a loro perlopiù sconosciute) leggendo le battute sul teleprompter posizionato dietro la macchina da presa.

L'effetto di tale meccanismo fu involontariamente comico, perché i due protagonisti tendevano ad alterare le parole straniere spostandone gli accenti, come in "stupìdo" o "automobìle"; gli spettatori non anglofoni si affezionarono tanto a questo modo buffo di parlare che, quando nel 1933 il doppiaggio venne inventato, i distributori pretesero che i doppiatori conservassero questa peculiarità. La pronuncia inglesizzata venne quindi mantenuta nelle sonorizzazioni italiane, francesi, spagnole e tedesche.

Per quel che concerne la lingua italiana, varie coppie di doppiatori iniziarono ad alternarsi a prestare le voci a Laurel & Hardy, ciascuna con un proprio stile: l'identità vocale definitiva dei due personaggi si definì nel 1939 grazie a Mauro Zambuto e Alberto Sordi, che furono capaci di caratterizzarli in modo significativo e peculiare. Alberto Sordi apportò una modifica importante alla voce di Ollio, trasformandola in basso (mentre il vero Hardy aveva una dizione marcatamente tenorile), con risate profonde e lamenti vibranti nei momenti di malessere; Zambuto diede invece a Stanlio una voce acuta, che nel gridato e nel pianto sfocia addirittura nel falsetto. Le coppie di doppiatori che succedettero loro (Franco Latini-Carlo Croccolo e Enzo Garinei-Giorgio Ariani) si mantennero fedeli a questa impostazione.

Film recitati in spagnoloModifica

Film recitati in franceseModifica

Film recitati in tedescoModifica

Film recitati in italianoModifica

Entrambi i film girati in lingua italiana sono ritenuti perduti.

CriticaModifica

«Strano, davvero strano, la nostra popolarità è durata tanto tempo. I nostri ultimi buoni film li avevamo fatti nel Trenta, e si sarebbe anche potuto pensare che la gente li avesse scordati, ma non è stato così. Forse il pubblico amava noi e le nostre comiche perché ci avevamo messo dentro tanto amore. Non so»

(Stan Laurel. Intervista riportata nel libro di John McCabe, Mr Laurel & Mr Hardy. Ediz. critica, Sagoma, 2017)

I film della coppia sono stati spesso sottovalutati dalla critica cinematografica, probabilmente perché accusati di non possedere un messaggio sociale come i capolavori di Charlie Chaplin. In realtà Laurel & Hardy interpretano la società statunitense degli anni trenta ancora prostrata dalla crisi del 1929, formata da emarginati vittime dei prepotenti e dei ricchi. A questa società essi non offrono sogni e speranze per l'avvenire ma soltanto risate, medicina efficace ma temporanea, un palliativo anestetizzante dei mali quotidiani.[71]

 
Statua raffigurante Stanlio e Ollio (Ulverston-Inghilterra)

La morale dei loro film, molto spesso realisticamente pessimista, raramente vede il trionfo del bene e della giustizia con il classico "lieto fine". Sotto la veste comica i loro film nascondono una grande quantità di situazioni sociali quotidiane: drammi domestici, soprusi verso il più debole, vagabondi e disoccupati in cerca di lavoro.[N 18] Il loro è un esempio di umorismo puro in tutte le sue sfumature che nasce senza espliciti messaggi ideali, senza doppi sensi, senza riferimenti salaci, senza eccessive movenze del corpo: la loro è una normalità comica connaturata. Si offrono come sono e il pubblico li accoglie con le risate.[N 19]

Come diceva il regista e comico francese Pierre Etaix: «Basta vederli, anche se non fanno niente». «Secondo Jean-Pierre Coursodon la radice del fenomeno, che è anche la ragione del perdurante successo della coppia, risiederebbe in «un fatto morfologico indiscutibile: erano piacevoli da guardare […] Il loro contrasto era così totale che si sarebbero potuti credere due personaggi dei fumetti cui fosse stata magicamente donata la vita». Il critico francese non manca di ricordare che lo stesso Hardy dichiarava d'aver basato il proprio personaggio su un oscuro cartoon degli anni Venti, Helpful Henry di J. P. Arnot.» «Non solo si opponevano fisicamente, ma si completavano […] Qualsiasi gesto, qualsiasi iniziativa dell'uno trovava la propria causa e conseguenza nell'altro[72].

Le personalità di Stanlio & Ollio sono prive di cattiveria: quando provano ad agire maliziosamente qualcosa li tramuta in uomini ingenui e buoni che cercano, sia pure maldestramente, di rendersi utili a chi ne ha bisogno. Sono due adulti rimasti bambini che non capiscono cosa sia il male, lo ignorano e ne diventano vittime inconsapevoli. Non a caso sono proprio i bambini che si appassionano ancora oggi alle storie dei due personaggi, li sentono amici coetanei poiché vedono in quei due adulti la loro stessa infanzia, così come gli adulti riscoprono nella risata la loro stessa innocenza infantile.[73]

Se alcuni dei loro numerosi film sono da considerare di scarsa qualità, questo è dovuto essenzialmente alle scarse capacità dei produttori, sceneggiatori e registi delle maggiori case cinematografiche di allora, come la Twentieth Century Fox ad esempio negli anni quaranta, che dopo aver fatto conoscere al mondo intero la grande coppia, ne vollero sfruttare commercialmente il successo sino all'ultimo, proponendo film dal contenuto improbabile, associandoli ad attori non alla loro altezza o inserendoli in commedie musicali in cui la loro recitazione il più delle volte risultava avulsa dal resto del film. Al di là delle considerazioni della critica, il pubblico di ogni tempo continua a consacrare il successo di questi due attori.[74]

SuccessoModifica

 
Poster del film con Stanlio e Ollio: Gli allegri Scozzesi (Bonnie Scotland) del 1935

I due attori comici cominciarono ad essere noti in Italia in piena era fascista quando nel 1931 fu importato il loro film Muraglie. Mussolini stesso spesso si lasciava andare all'ilarità assistendo in proiezioni private alle loro scenette. Il "Duce" era un grande ammiratore della coppia comica, al punto di girare con la bombetta in testa sentenziando: «Siamo rimasti in tre a portare la bombetta: io, Laurel e Hardy!».[N 20] Un altro inatteso fan della coppia si dice sia stato papa Pio XII, personaggio mistico e riflessivo, che si sarebbe deliziato dei film dei due che addirittura, come si dice in alcune fonti[N 21], volle ricevere in Vaticano in udienza privata, sebbene non ignorasse il tormentato percorso matrimoniale di Stan, sposato per cinque volte, e di Hardy, che ripeté l'esperienza matrimoniale per tre volte[75].

Inizialmente i due erano conosciuti come Crik e Crok[76] è con questi soprannomi che negli anni '40 e '50 i ragazzini, che avevano adattato delle parole alla musichetta marchio dei loro film The cuckoo song, cantavano il motivetto cantilenante: «È morto Crik, è morto Crok, povero Crik, povero Crok.» I nomi "Stanlio" e "Ollio" furono un'idea di Hal Roach che nel film Fra' Diavolo diede ai due protagonisti nomi italianizzati in quanto la storia si svolgeva nel nord Italia.

Il successo in America cominciò a declinare e così Stan ed Ollie si recarono in Europa, dove fecero, dal 1947 al 1954, numerose tournée in Francia, Inghilterra, Belgio e Danimarca: il nuovo successo fu immediato, dato che le TV locali decisero di trasmettere gran parte delle comiche di Stanlio e Ollio di una volta e una buona parte dei loro film degli anni trenta.

In Italia il successo di Stanlio e Ollio fu assai popolare, tanto che ancora oggi le loro comiche vengono riproposte sulle reti televisive. Dopo la loro comparsa nel cinema italiano, Stanlio e Ollio sbarcarono in televisione. Verso la fine del 1960 fino agli anni settanta la TV trasmise tutti i cortometraggi della coppia, con il doppiaggio di Franco Latini e Carlo Croccolo, mentre a partire dalla seconda metà del 1980 la RAI mandò in onda tutte le comiche mute rese "sonore" dalle musiche di Piero Montanari e il doppiaggio di Enzo Garinei e Giorgio Ariani, che leggevano i cartelli delle battute ad alta voce. Vennero doppiati anche i lungometraggi Allegri eroi del 1935, Allegri gemelli del 1936 e I fanciulli del West del 1937 in quanto i doppiaggi precedenti non erano disponibili. Dal 1991 al 1992 vennero doppiate anche alcune comiche come La scala musicale oppure Ospedale di contea, per il commercio in VHS anche nella versione colorata dal restauro americano degli anni ottanta. Negli anni ottanta ci furono le trasmissioni Laurel & Hardy - Due teste senza cervello (1985) e Zuppa e noccioline (1988) trasmesse da Rai 1, negli anni novanta vennero trasmesse le comiche nelle nuove versioni colorizzate, trasmesse da Rai 2 nel ciclo Quando ridere faceva ridere. Dai primi anni del 2000 le reti Mediaset hanno acquistato i diritti per trasmettere tutte le comiche e i film di Stanlio e Ollio e in alcuni casi venne prodotto una versione restaurata di alcune comiche come il ricolorato Tempo di pic-nic (1929), Tutto in ordine (1932) oppure Stanlio e Ollio teste dure (1938) e, tra il 2003 e il 2008, ha finanziato anche il nuovo doppiaggio dei film Sim salà bim (1942), Ciao amici! (1941) e I maestri di ballo (1943). Dal 2011 Rai 3 ha trasmesso Per ridere insieme con Stanlio e Ollio. Le comiche e i film vengono tuttora vendute in DVD.

Influenza culturaleModifica

CinemaModifica

Nel 2019 è uscito il film Stanlio & Ollio (Stan & Ollie), diretto da Jon S. Baird e interpretato da Steve Coogan e John C. Reilly.

DocumentariModifica

TelevisioneModifica

Dal 1966 al 1967 la Hanna-Barbera, produsse una serie televisiva animata di 148 episodi intitolata Stanlio & Ollio.

MerchandisingModifica

Sono state pubblicate numerose serie a fumetti sulla coppia dal 1949,[77] un gioco da tavolo nel 1962,[78] un gioco di carte nel 1972,[79] e il videogioco Laurel & Hardy nel 1987.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ La coppia è stata variamente ribattezzata in molti paesi e la maggior parte dei soprannomi ricevuti pone in evidenza le loro opposte caratteristiche fisiche: "il grasso e il magro" è un modo assai diffuso di riferirsi ai due, come avviene nei paesi di lingua spagnola dove sono conosciuti come "El Gordo y el Flaco", in Brasile dove sono "O Gordo e o Magro" (mentre invece in Portogallo sono noti come "Bucha e Estica"), in Grecia ("Χονδρός και Λιγνός"), in Germania ("Dick und Doof") e nei Paesi Bassi ("De Dikke en de Dunne"). In Polonia vengono chiamati "Flip i Flap" e negli anni trenta e quaranta in Italia erano noti come "Cric e Croc". A Roma venivano popolarmente chiamati "Ciccione e Seccardino".
  2. ^ Agli inizi della sua carriera, a Jacksonville Oliver e altri attori della sua compagnia si facevano radere da un barbiere italo-americano che dimostrava una vera passione per lui, soprattutto per il suo viso paffuto. Quando gli metteva del borotalco sulle guance dopo averlo rasato gli diceva: «Nice-a babee!» (Che bel bambino!). Ollie divento così per gli amici "Babe" (cfr. Skretwedt, op.cit. p.25)
  3. ^ Nella cerimonia di premiazione degli Oscar del 1984 vennero proiettate alcune foto di Hal Roach, Stan Laurel e Oliver Hardy insieme. L'attore Robert De Niro disse: «è grazie a loro se oggi siamo qui».
  4. ^ Filmografia ufficiale di Laurel e Hardy stabilita come Stanlio e Ollio: The Magic Behind the Movies di Randy Skretvedt e Laurel and Hardy di John McCabe, Al Kilgore e Richard R. Bann (pp=468–469). Ogni libro elenca 105 film, mentre, nell'appendice, Skredvedt ne aggiunge un 106°, Now I'll Tell One, un film precedentemente perso che è stato parzialmente riscoperto.
  5. ^ Le fonti sono discordi sulla datazione di questo film, facendone risalire la produzione tra il 1917 e il 1921. Tuttavia da ricerche effettuate dagli storiografi, l'ipotesi prevalente e più accreditata fissa il periodo di produzione a novembre 1919 e la data di uscita nelle sale nel dicembre 1921 (cfr. Skretwedt, op.cit., pp.31-33)
  6. ^ Durante gli anni venti a Ollie veniva alzata la paga giornaliera di qualche dollaro se aumentava di una libbra di peso, e nel 1954 Ollie pesava 150 chili. Normalmente Stan pesava circa la metà di Oliver (76 chili), ma percepiva il doppio della sua paga, perché negli studi svolgeva più mansioni. Inoltre, Laurel era alto m. 1,73 m, Hardy m.1,86 (1,88 da ragazzo), differenza enfatizzata dalle scarpe senza tacchi che usava in scena Stanlio per caratterizzare il suo sbilenco modo di camminare.
  7. ^ Il film è una versione sonora del cortometraggio perduto Giù i cappelli, sempre con Stanlio e Ollio. Nella storia raccontata in quella pellicola, i due devono consegnare una lavatrice trascinandola su per le scale. Dopo aver fallito, i protagonisti inscenano una battaglia con generale distruzione di cappelli che coinvolge tutto il vicinato.
  8. ^ La versione doppiata da Zambuto e Sordi è stata accorciata di circa 10 minuti. Mancano numerose scene come quella in cui Stanlio e Ollio litigano con Lilyan Irene o gran parte della sequenza in cui i due tentano di entrare in casa dei destinatari per consegnare il pianoforte.
  9. ^ Se si eccettua un loro brevissimo cameo nel corto Sulla strada sbagliata interpretato da Charley Chase nel 1936 (cfr. Louvish p.292)
  10. ^ Bosley Crowther, scrivendo per il New York Times, affermò che "ha tanto senso dell'umorismo come un buco di due metri sotto terra"
  11. ^ Crowther riguardo all'età avanzata del duo scrisse: "Una volta, tanto tempo fa, era divertente vederli all'opera con la vernice fresca e letti pieghevoli ma ora sembra noioso e patetico"
  12. ^ Il numero telefonico di Laurel era presente sull'elenco telefonico, cfr. Lawrence pp. 93-95
  13. ^ Altre biografie (ad esempio Lawrence, op.cit., p.95) riportano un dialogo differente: "Non sapevo che fosse uno sciatore, Signor Laurel". "Non lo sono, ma preferirei farlo invece che avere tutti questi aghi infilati dentro di me!"
  14. ^ Tale motto fu suggerito da Stan Laurel per l'associazione parodistica I figli del deserto, ispirata all'omonimo film del duo, come variazione umoristica del detto romantico "Two minds with a single thought" (Due menti e un solo pensiero)
  15. ^ In Italia il suo pianto divenne famoso per la voce in falsetto del doppiatore Mauro Zambuto
  16. ^ Tali giochini introdotti in alcune comiche a partire dal 1928 e continuatamente fino alla fine della sua carriera cinematografica nel 1951, Stanlio li propone in film come: Noi sbagliamo, Buone vacanze (versione integrale americana), Gli allegri Scozzesi, Fra Diavolo, Noi siamo zingarelli e Ciao amici!.
  17. ^ Oliver inventò il "Tie-Twiddle",lo sfarfalleggiamento della cravatta, per caso in un film del 1927 (Why Girls Love Sailors - Perché le ragazze amano i marinai)
  18. ^ La stessa soggezione dei due protagonisti alle loro mogli, spesso manesche nei loro confronti, rappresenta l'aspetto sociale del matriarcato statunitense e della condizione della donna già molto avanzata negli Stati Uniti in quei tempi, soprattutto se la confrontiamo con la situazione italiana di quel periodo. (in Ernesto G. Laura, Quando Los Angeles si chiamava Hollywood, Bulzoni, 1996 p.355 (prima edizione in rivista, “Bianco e Nero”, 1977)).
  19. ^ « È un modo di far ridere semplice e genuino che non agita problemi di costume e non lancia messaggi sociali, che non ha tempo e che quindi è sempre fresco e attuale tanto da continuare a suscitare interesse e curiosità tra il pubblico, » Giuliano Bruscagnin in La Comicità di Laurel e Hardy
  20. ^ Secondo un'altra versione il Duce invece era tediato dal dover portare, come richiedeva il protocollo, quel copricapo, tipico di Laurel e Hardy, davanti al Re. (Cfr. Anita Pensotti, Rachele, Bompiani 1983). In vero esistono foto dell'epoca dove Mussolini anche in altre occasioni, che non la visita al re, appare del tutto a suo agio con la bombetta.
  21. ^ Riguardo l'autenticità della notizia la moglie di Oliver Hardy riferiva di essere stata ricevuta da papa Pacelli.
Fonti
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  3. ^ The chaotic love lives of Laurel and Hardy revealed | Daily Mail Online
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  5. ^ https://libreriamo.it/intrattenimento/dal-1-maggio-al-cinema-film-su-stanlio-e-ollio/
  6. ^ https://www.picenonews24.it/il-cineocchio-stanlio-e-ollio-omaggio-allo-storico-duo-comico-in-un-film-commovente-e-divertente/
  7. ^ https://www.dire.it/28-04-2019/256777-stanlio-ollio-recensione-uscita-cinema/
  8. ^ https://cinema.fanpage.it/le-lacrime-di-stanlio-e-ollio-conquistano-come-le-risate-il-film-sul-podio-del-box-office/
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BibliografiaModifica

In ingleseModifica

In italianoModifica

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  • Marco Giusti, Stan Laurel & Oliver Hardy, ed. Nuova Italia, Roma, 1997 (prima edizione nel 1978, Castoro Cinema n. 57).
  • Giancarlo Governi, Laurel & Hardy, due teste senza cervello, Magazzini Salani, Roma, 2009 (prima edizione ERI RAI, Torino, 1985)
  • Ernesto G. Laura, Quando Los Angeles si chiamava Hollywood, Bulzoni, 1996 (prima edizione in rivista, "Bianco e Nero", 1977).
  • John McCabe, Mr. Laurel & Mr. Hardy, l'unica biografia autorizzata di Stanlio e Ollio, a cura di Andrea Ciaffaroni, Stefano Cacciagrano, Benedetto Gemma, Gabriele Gimmelli, ed. Sagoma editore, Vimercate (MB), novembre 2017
  • Camillo Moscati, Stanlio & Ollio, la coppia della risata, ed. Lo Vecchio, Milano, 1989.
  • Mario Quargnolo, La parola ripudiata, La Cineteca del Friuli, Gemona (Ud) 1986

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