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Leicester City Football Club

società calcistica inglese
(Reindirizzamento da Leicester City)
Leicester City FC
Calcio Football pictogram.svg
Leicester City Logo (2009).svg
The Foxes (le volpi), The Filberts
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Blu Reale con Bande Bianche.png Blu reale, bianco
Simboli volpe, corno da caccia
Inno When You're Smiling
Jersey Budd
Dati societari
Città Leicester
Nazione Regno Unito Regno Unito
Inghilterra Inghilterra
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Premier League
Fondazione 1884
Proprietario Thailandia King Power
Presidente Thailandia Khun Aiyawatt Srivaddhanaprabha
Allenatore Irlanda del Nord Brendan Rodgers
Stadio King Power Stadium
(32 312 posti)
Sito web www.lcfc.com
Palmarès
Premiership inglese Coppa di LegaCoppa di LegaCoppa di Lega Community Shield
Titoli d'Inghilterra 1
Coppe di Lega inglesi 3
Charity/Community Shield 1
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Leicester City Football Club (meglio noto come Leicester City, Leicester e con la sigla LCFC) è una società calcistica inglese con sede nella città di Leicester.

Fondato nel 1884, il Leicester è affiliato alla Football Association (FA) e milita in Premier League, la massima serie del campionato inglese di calcio. Costituito con la denominazione di Leicester Fosse Football Club, il club acquisì la ragione sociale corrente nel 1919. Dopo aver esordito nel campionato di Second Division nella stagione 1894-1895, nel corso della sua storia ha preso parte a 48 edizioni della massima divisione inglese e a 62 della seconda divisione.

Il traguardo più prestigioso nella storia del Leicester City è rappresentato dalla vittoria della Premier League nella stagione 2015-2016, quando la squadra era allenata da Claudio Ranieri, che ha peraltro conferito al club una grande popolarità anche al di fuori del Regno Unito; apparentemente meno competitivo di altri club più blasonati, il Leicester si è reso protagonista di una delle vittorie più sorprendenti nella storia dello sport.[1][2]

Nel suo palmarès il club annovera anche tre League Cup (1963-1964, 1996-1997, 1999-2000), un Community Shield (1971) e sette campionati di seconda divisione (1924-1925, 1936-1937, 1953-1954, 1956-1957, 1970-1971, 1979-1980, 2013-2014).

StoriaModifica

Dagli inizi al cambio di nomeModifica

Il Leicester City fu fondato nel 1884 da un gruppo di studenti della Wyggeston School con il nome di "Leicester Fosse"[3]. Il club si unì alla Football Association solo nel 1890. Prima di trasferirsi al Filbert Street, il Leicester giocò in cinque diversi campi, incluso il Victoria Park nella zona sud-est del centro della città. Nel 1891 il club partecipò alla Midland League, dove nel 1894 terminò seconda guadagnandosi la promozione alla Division Two della Football League. Il primo match nella lega nazionale fu una sconfitta per 4–3 a Grimsby, mentre la prima vittoria ufficiale giunse la settimana dopo contro il Rotherham al Filbert Street[4]. Nella stessa stagione il club realizzò la più ampia vittoria della sua storia, un 13–0 contro il Notts Olympic nel turno di qualificazione della FA Cup[3].

Nella stagione 1907-08 il Leicester terminò seconda in Second Division, conquistando la promozione in First Division, la massima serie calcistica inglese. Tuttavia, il club retrocesse dopo una sola stagione, nella quale si registrò anche la peggior sconfitta di sempre, un 12–0 contro il Nottingham Forest[4]. Nel 1919, al ritorno al calcio giocato dopo l'interruzione causata dalla prima guerra mondiale, il Leicester Fosse fallì per problemi di natura economica. Tuttavia, grazie all'intervento del distretto di Leicester, che acquisì lo status di città proprio in quell'anno[3], il club venne rifondato e ribattezzato "Leicester City Football Club".

Il secondo posto e il declinoModifica

Dopo il cambio di nome, negli anni Venti, incominciò un periodo di discreti successi: con in panchina Peter Hodge e con il capocannoniere Arthur Chandler in attacco, nella stagione 1924-25 il Leicester vinse la Division Two e nella stagione 1928–29 raggiunse la seconda posizione in classifica, terminando in First Division ad un solo punto dallo Sheffield Weds. Tuttavia gli anni Trenta videro un forte calo dei Foxes, compromesso in un sali e scendi dalla prima alla seconda divisione[3]. Nel 1949 il Leicester raggiunse la finale di FA Cup per la prima volta nella sua storia, dove venne sconfitto per 3-1 dal Wolverhampton[5].

1954-1969: l'avventura in Premier LeagueModifica

Nel 1954 i Foxes vinsero la Second Division grazie ad Arthur Rowley, uno dei più prolifici attaccanti della storia del club. La retrocessione dalla massima serie arrivò la stagione seguente, ma sotto la guida di Dave Halliday nel 1957 venne riconquistato un posto in First Division e Rowley siglò il record del club con 44 goal in una sola stagione. Il Leicester rimase in prima categoria fino al 1969, il più lungo periodo di permanenza per i Foxes. Con Matt Gillies in panchina e Bert Johnson ad assisterlo, il Leicester raggiunse la finale di FA Cup per ben due volte, perdendole entrambe nelle edizioni del 1961 e del 1963[3]. Nella finale persa del 1961 contro i già campioni d'Inghilterra del Tottenham però il club si guadagnò la possibilità di accedere all'edizione 1961-62 della Coppa delle Coppe.

Nella stagione 1962-63 la squadra terminò quarta in First Division, grazie a prestazioni sensazionali sui difficili campi ghiacciati e innevati che quel duro inverno impose, tale che gli valse il soprannome di The Ice Kings, i re del ghiaccio. Nel 1964, Gillies portò il primo trofeo in casa Leicester, vincendo la League Cup contro lo Stoke City. Anche l'anno seguente raggiunsero la finale di League Cup, questa volta perdendola contro i londinesi del Chelsea. Il gioco proposto da Gillies e Johnson diventò piuttosto influente nel calcio britannico per la sua innovatività e capacità di cambiare rispetto agli schemi tradizionali. Dopo un brutto avvio di stagione, Matt Gillies abbandonò i Foxes nel novembre del 1968. il suo successore Frank O'Farrell non riuscì ad evitare la retrocessione, ma riuscendo comunque a raggiungere la finale di FA Cup del 1969, poi persa contro i Manchester City[3].

Dalla vittoria del Community Shield a Gary LinekerModifica

Nel 1971, il Leicester fece ritorno nella massima serie e vinse la sua prima ed unica Charity Shield. Infatti i Foxes furono chiamati straordinariamente, in quanto campioni della seconda divisione, a sostituire i campioni d'Inghilterra dell'Arsenal che non parteciparono, a contendersi il trofeo contro il Liverpool, finalista della FA Cup precedente. Il Leicester batté i Reds per 1-0 portando un altro trofeo in bacheca. Frank McLintock, vecchia gloria degli anni Cinquanta e Sessanta del Leicester, prese nel 1977 il posto in panchina di Jimmy Bloomfield, che nei precedenti anni aveva solo raggiunto una semifinale di FA Cup[3]. I Foxes retrocessero nella stagione 1977–78 e McLintock venne esonerato. Jock Wallace prese il posto da manager e non tradì la favorevole tradizione degli allenatori scozzesi (dopo Peter Hodge e Matt Gillies) portando il Leicester nel 1980 a vincere la Second Division[3].

Sfortunatamente Wallace non riuscì a rimanere in Division One, ma 1982 raggiunse la semifinale di FA Cup. Con Wallace, uno dei più famosi pupilli di casa Leicester, Gary Lineker, riuscì ad emergere in prima squadra. Come nuovo allenatore venne ingaggiato Gordon Milne, che raggiunse la promozione nel 1983. Lineker guidò il Leicester mantenendo il proprio posto in First Division, ma venne venduto all'Everton nel 1985 e due anni dopo la retrocessione fu nuovamente inevitabile per i Foxes. Milne abbandonò nel 1986 e venne rimpiazzato nel 1987 da David Pleat, che venne esonerato nel gennaio del 1991 dopo una sconfitta che relegò il Leicester al quart'ultimo posto[3].

Gordon Lee venne incaricato di traghettare il club fino a fine stagione; il Leicester vinse le ultime partite del campionato, evitando così la retrocessione in terza categoria[3]. Venne così ingaggiato Brian Little nel 1991 ed alla fine della stagione 1991–92, il Leicester giocò i playoff per la promozione in Premiership, ma la sconfitta a Blackburn contro i Blackburn non permise a Foxes di raggiungere la neonata lega massima. Anche l'anno seguente il club raggiunse i playoff, fallendo nuovamente, questa volta contro lo Swindon Town, che sotto di 3 goal ribaltò un incredibile match. La stagione 1993–94 fu quella buona per il City, che battendo ai playoff il Derby County, questa volta riuscì a raggiungere la promozione tanto combattuta negli anni precedenti. Il c.t. Little si trasferì all'Aston Villa, ed il suo successore Mark McGhee non fu capace di salvare la massima categoria, terminando penultimi nella stagione 1994–95[3]. McGhee lasciò il club inaspettatamente nel dicembre 1995, quando il Leicester era in testa alla Division One (che sostituiva la seconda divisione).

L'era Martin O'NeillModifica

McGhee fu rimpiazzato da Martin O'Neill, con lui il Leicester si qualificò nella stagione 1995–96 ai playoffs che valsero la promozione in Premiership ai danni del Crystal Palace. Nelle seguenti quattro stagioni il Leicester riuscì a classificarsi in Premiership sempre tra le prime dieci. Con O'Neill i Foxes vinsero per due volte la League Cup nel 1997 e nel 2000, e ad arrivare in finale nel 1999. Il club si qualificò alla Coppa UEFA nella stagione 1997–98 ed in quella 2000–01. Nel giugno 2000, O'Neill fu ceduto al Celtic. Al suo posto venne ingaggiato Peter Taylor, selezionatore della nazionale inglese under-21.

Dopo una lunga striscia negativa di risultati, Taylor venne esonerato nell'ottobre 2001 e venne rimpiazzato dal duo composto da Dave Bassett e Micky Adams, che tuttavia non riuscirono a rendere onore all'ultima stagione giocata al Filbert Street, terminando nella zona retrocessione della Premiership. Dalla stagione 2002-03 il Leicester si trasferì al nuovo Walkers Stadium, una moderna struttura da 32 500 posti. La Walkers, un importante marchio di snack della città, si aggiudicò l'acquisto del nome dello stadio per dieci anni. Nell'ottobre 2002, il club sprofondò in una crisi di liquidità, che vide un debito pari a circa 30 milioni di sterline.

L'allenatore Adams guidò il Leicester al secondo posto in Division One che automaticamente promosse il club in Premiership, con più di 90 punti. Ma la permanenza nella serie massima fu breve e l'anno seguente i Foxes tornarono in seconda divisione, ora denominata Football League Championship. Quando Adams rassegnò le sue dimissioni dalla panchina nell'ottobre 2004, venne designato Craig Levein. La sua esperienza fu breve e deludente. L'assistente allenatore Rob Kelly, lo sostituì e dopo una serie positiva di tre vittorie su quattro match, venne confermato per il termine della stagione. Kelly traghettò il Leicester alla salvezza e nell'aprile 2006 gli fu confermato il contratto come allenatore stabile.

La presidenza MandaricModifica

Nell'ottobre 2006, l'ex-presidente del Portsmouth, il serbo Milan Mandarić, si interessò all'acquisto del club ad un prezzo che si aggirava intorno ai 6 milioni di sterline. Il cambio di proprietà venne ufficializzato il 13 febbraio 2007. L'11 aprile 2007 Rob Kelly venne esonerato dalla panchina dei Foxes, al suo posto fu ingaggiato Nigel Worthington, che salvò il club dalla retrocessione, ma a cui non venne confermato il contratto a fine stagione. Il 25 maggio 2007 il club annunciò l'arrivo di Martin Allen, ex allenatore dell'MK Dons. Il rapporto tra coach Allen ed il presidente Mandarić si inasprì e dopo solo quattro partite, di comune accordo, si interruppe il contratto tra l'allenatore e la società. Il 13 settembre 2007, Mandarić annunciò Gary Megson come nuovo manager del Leicester, allenatore d'esperienza.

Tuttavia, Megson lasciò il 24 ottobre 2007 dopo sole sei settimane, accettando il contratto offertogli dai Bolton. Mandarić piazzò la coppia formata da Frank Burrows e Gerry Taggart sulla panchina, duo che sarebbe rimasto in carica fino all'assuzione di un nuovo allenatore. Il 22 novembre, Ian Holloway approdò sulla panchina dei Foxes. Holloway passò immediatamente alla storia per essere stato il primo allenatore del Leicester dopo 50 anni ad aver vinto alla partita d'esordio, battendo il Bristol City per 2–0. Malgrado ciò il Leicester venne retrocesso dalla Championship alla fine della stagione 2007–08 dopo un pareggio con lo Stoke City, condannando così la stagione 2008–09 ad essere la prima nella storia del club, in terza categoria.

La disastrosa retrocessione in League One costò la panchina ad Holloway, che venne rimpiazzato da Nigel Pearson. Il Leicester ritornò in Championship la stagione seguente, vincendo il titolo della League One con due match d'anticipo. La stagione 2009–2010 vide continuità, infatti il Leicester terminò in quinta posizione aggiudicandosi la possibilità immediata di poter partecipare ai playoff e dunque tornare in Premier League. In semifinale di playoff però i Foxes vennero battuti ai calci di rigore dal Cardiff City. Il 29 giugno 2010, venne confermata la partenza di Nigel Pearson in direzione Hull City, Mandarić lo sostituì con Paulo Sousa.

La cordata Asian Football InvestmentsModifica

Nell'agosto 2010, successivamente ad un accordo per la sponsorizzazione sulla casacca con la King Power Group, Mandarić vendette il club ad una cordata thailandese chiamata Asian Football Investments (AFI), guidata proprio dalla King Power Group di Vichai Raksriaksorn.

 
Jamie Vardy, acquistato dal Leicester nel 2012, fu tra i protagonisti del titolo nazionale vinto nel 2016

Mandarić, azionista dell'AFI, fu comunque mantenuto come presidente del club. Il primo ottobre 2010, dopo una deludente partenza che vide il Leicester ultimo in Championship con una sola vittoria nelle prime nove partite, Paulo Sousa venne immediatamente esonerato dal club. Due giorni dopo lo svedese Sven-Göran Eriksson venne chiamato a rimpiazzarlo, firmando un contratto biennale con i Foxes. Il 10 febbraio 2011, Vichai Raksriaksorn divenne presidente della società, dopo l'approdo di Mandarić in novembre allo Sheffield Weds. Il Leicester fu tra le favorite nella stagione 2011-12, ma nell'ottobre 2011 – successivamente ad un'altra partenza in sordina – Sven-Göran Eriksson lasciò il club[6]. Tre settimane dopo, il 15 novembre 2011, Nigel Pearson fu richiamato sulla panchina dei Foxes e li condusse fino al sesto posto finale nel campionato 2012-13 conquistando l'accesso ai playoff. In semifinale però il Leicester fu eliminato dal Watford.

Il ritorno in Premier LeagueModifica

Il ritorno in massima serie avviene un anno più tardi, nell'aprile 2014.[7] Il 21 settembre, la squadra si rende protagonista di una rimonta ai danni del Manchester United dal 3-1 al 5-3.[8] Un finale di campionato con 7 vittorie in 9 giornate porta alla salvezza; il manager Nigel Pearson, per motivi estranei alla gestione sportiva, non viene tuttavia confermato e il 13 luglio viene sostituito dall'italiano Claudio Ranieri.[9]

Il titolo con Ranieri e il debutto in Champions LeagueModifica

 
I calciatori delle Foxes alzano al cielo il trofeo di vincitori della Premier League.

In avvio di stagione il Leicester si propone, contro ogni pronostico, nelle posizioni di vertice della Premier League[10], fino ad issarsi in prima posizione. Grazie soprattutto alle vittorie negli scontri diretti con le altre squadre di prima fascia[11][12], e trascinata dal centravanti Jamie Vardy (miglior marcatore del team della stagione nonché secondo in campionato dopo Harry Kane) e dal fantasista Riyad Mahrez, la squadra riesce a mantenere il primato e ottiene la qualificazione per la Champions League già in aprile[13]. Complice un pareggio per 2-2 nel derby londinese fra Chelsea e Tottenham, la squadra di Ranieri ottiene, il 2 maggio 2016, la certezza aritmetica del primo posto in campionato, laureandosi quindi campione di Inghilterra per la prima volta nella sua storia ultracentenaria.[14] Questa vittoria, che dà alla squadra il diritto a giocare la Community Shield, viene celebrata come un trionfo da favola sia dai giornali nazionali[15] sia da quelli esteri[16][17].

La nuova stagione si apre con la sconfitta nel Community Shield contro il Manchester United (2-1)[18]. Nell'autunno 2016 il Leicester di Ranieri, al debutto nella massima competizione europea, compie un'altra impresa vincendo il suo girone (in anticipo) e qualificandosi per gli ottavi di finale[19][20]. Il 23 febbraio 2017 l'allenatore Ranieri viene esonerato[21], a causa dello scivolamento del club in zona retrocessione al culmine di una serie negativa: gli subentra Craig Shakespeare. Il 14 marzo, in virtù della vittoria per 2-0 contro il Siviglia, il Leicester accede per la prima volta nella sua storia ai quarti di finale di Champions League. Il 18 aprile è eliminato dalla massima competizione europea per club dopo aver pareggiato per 1-1 in casa dell'Atlético Madrid, già vittorioso per 1-0 all'andata. Dopo l'esonero del tecnico italiano il Leicester registra una serie di risultati utili consecutivi in campionato, fino a raggiungere una tranquilla salvezza con il dodicesimo posto.

La stagione seguente vede l'avvicendamento tra Shakespeare e Claude Puel, che subentra nell'ottobre 2017 e guida la squadra al nono posto finale. Il 27 ottobre 2018, dopo la partita finita 1-1 in casa contro il West Ham, un tragico evento colpisce l'ambiente del Leicester: l'elicottero del presidente Vichai Srivaddhanaprabha si schianta al suolo; nell'incidente muoiono il presidente, il pilota ed altri tre passeggeri. Il 23 febbraio 2019 il tecnico francese è esonerato dopo la sconfitta interna per 1-4, la quarta consecutiva in casa in campionato, contro il Crystal Palace. Lo rimpiazza Brendan Rodgers che conduce la squadra al nono posto.

Il 25 ottobre 2019 il Leicester fa un nuovo record in Premier League, vincendo in casa del Southampton Football Club 0-9; questa è la vittoria esterna più larga nella storia del campionato inglese.[22][23][24][25]

CronistoriaModifica

Cronistoria del Leicester City Football Club
  • 1884 – Fondazione ufficiale del Leicester Fosse, poi Leicester City Football Club
  • 1885-94 – Club inattivo.
  • 1894/95 – 4º in Second Division.
  • 1895/96 – 8º in Second Division.
  • 1896/97 – 9º in Second Division.
  • 1897/98 – 7º in Second Division.
  • 1898/99 – 3º in Second Division.
  • 1899/00 – 5º in Second Division.
  • 1900/01 – 11º in Second Division.
  • 1901/02 – 14º in Second Division.
  • 1902/03 – 15º in Second Division.
  • 1903/04 – 18º in Second Division.
  • 1904/05 – 14º in Second Division.
  • 1905/06 – 7º in Second Division.
  • 1906/07 – 3º in Second Division.
  • 1907/08 – 2º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1908/09 – 20º in First Division.   Retrocede in Second Division.
  • 1909/10 – 5º in Second Division.
  • 1910/11 – 15º in Second Division.
  • 1911/12 – 10º in Second Division.
  • 1912/13 – 15º in Second Division.
  • 1913/14 – 18º in Second Division.
  • 1914/15 – 19º in Second Division.
  • 1915/19 – Tutti i campionati vengono sospesi a causa della Prima guerra mondiale.
  • 1919/20 – 14º in Second Division.
  • 1920/21 – 12º in Second Division.
  • 1921/22 – 9º in Second Division.
  • 1922/23 – 3º in Second Division.
  • 1923/24 – 12º in Second Division.
  • 1924/25 – 1º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1925/26 – 17º in First Division.
  • 1926/27 – 7º in First Division.
  • 1927/28 – 3º in First Division.
  • 1928/29 – 2º in First Division.
  • 1929/30 – 8º in First Division.
  • 1930/31 – 16º in First Division.
  • 1931/32 – 19º in First Division.
  • 1932/33 – 19º in First Division.
  • 1933/34 – 17º in First Division.
  • 1934/35 – 21º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1935/36 – 6º in Second Division.
  • 1936/37 – 1º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1937/38 – 16º in First Division.
  • 1938/39 – 22º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1939/46 – Tutti i campionati inglesi vengono sospesi a causa della Seconda guerra mondiale.
  • 1946/47 – 9º in Second Division.
  • 1947/48 – 9º in Second Division.
  • 1948/49 – 19º in Second Division.
  • 1949/50 – 15º in Second Division.
  • 1950/51 – 14º in Second Division.
  • 1951/52 – 5º in Second Division.
  • 1952/53 – 5º in Second Division.
  • 1953/54 – 1º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1954/55 – 21º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1955/56 – 5º in Second Division.
  • 1956/57 – 1º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1957/58 – 18º in First Division.
  • 1958/59 – 19º in First Division.
  • 1959/60 – 12º in First Division.
  • 1960/61 – 6º in First Division.
  • 1961/62 – 14º in First Division.
  • 1962/63 – 4º in First Division.
  • 1963/64 – 11º in First Division.
  Vincitore della League Cup (1º titolo).
  • 1964/65 – 18º in First Division.
  • 1965/66 – 7º in First Division.
  • 1966/67 – 8º in First Division.
  • 1967/68 – 13º in First Division.
  • 1968/69 – 21º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1969/70 – 3º in Second Division.
  • 1970/71 – 1º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1971/72 – 12º in First Division.
  Vincitore della Community Shield (1º titolo).
  • 1972/73 – 16º in First Division.
  • 1973/74 – 9º in First Division.
  • 1974/75 – 18º in First Division.
  • 1975/76 – 7º in First Division.
  • 1976/77 – 11º in First Division.
  • 1977/78 – 22º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1978-79 – 17º in Second Division.
  • 1979-80 – 1º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1980/81 – 21º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1981-82 – 8º in Second Division.
  • 1982-83 – 3º in Second Division.   Promosso in First Division.
  • 1983-84 – 15º in First Division.
  • 1984-85 – 15º in First Division.
  • 1985-86 – 19º in First Division.
  • 1986-87 – 20º in First Division.   Retrocesso in Second Division.
  • 1987-88 – 13º in Second Division.
  • 1988-89 – 15º in Second Division.
  • 1989-90 – 13º in Second Division.
  • 1990-91 – 22º in Second Division.
  • 1991-92 – 4º in Second Division, perde ai playoff contro il Blackburn.
  • 1992-93 – 6º in First Division.
  • 1993-94 – 4º in First Division.   Promosso in Premier League.
  • 1994-95 – 21º in Premier League.   Retrocesso in First Division.
  • 1995-96 – 5º in First Division, vince i playoff.   Promosso in Premier League.
  • 1996-97 – 9º in Premier League.
  Vincitore della League Cup (2º titolo).
  • 1997-98 – 10º in Premier League.
  • 1998-99 – 10º in Premier League.
  • 1999-00 – 8º in Premier League
  Vincitore della League Cup (3º titolo).
  • 2000-01 – 13º in Premier League.
  • 2001-02 – 20º in Premier League.   Retrocesso in First Division.
  • 2002-03 – 2º in First Division.   Promosso in Premier League.
  • 2003-04 – 18º in Premier League.   Retrocesso in Championship.
  • 2004-05 – 15º in Championship.
  • 2005-06 – 16º in Championship.
  • 2006-07 – 19º in Championship.
  • 2007-08 – 22º in Championship   Retrocesso in League One.
  • 2008-09 – 1º in League One   Promosso in Championship.
  • 2009-10 – 5º in Championship, perde ai playoff contro il Cardiff City.
  • 2010-11 – 10º in Championship.
  • 2011-12 – 9º in Championship.
  • 2012-13 – 6º in Championship, perde ai playoff contro il Watford.
  • 2013-14 – 1º in Championship   Promosso in Premier League.
  • 2014-15 – 14º in Premier League.
  • 2015-16    Campione d'Inghilterra (1º titolo).
  • 2016-17 – 12º in Premier League.
Quarti di finale di Champions League

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
First Division 38 1908-1909 1986-1987 51
Premier League 13 1994-1995 2018-2019
Second Division 49 1894-1895 1991-1992 62
First Division 4 1992-1993 2002-2003
Championship 9 2004-2005 2013-2014
League One 1 2008-2009 1

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 
La casacca adottata nel 1948 fu la prima recante il simbolo del club ricamato sul petto.

Dopo aver adottato dal 1884 al 1886 maglie nere con sbarra diagonale azzurra sul torso, il club ha adottato quali colori sociali il blu reale (tinta tradizionalmente dominante sulle maglie casalinghe) e il bianco (tinta complementare e talora dominante nelle maglie esterne). Egualmente presente nel patrimonio dell'identità visiva delle Foxes è il colore giallo/dorato, molto ricorrente nelle finiture dei completi e talora dominante nelle casacche secondarie.[26]

Le divise adottate per la stagione 2018-2019, con la firma di un nuovo contratto di sponsorizzazione[27], vengono prodotte dallo sponsor tecnico Adidas, e sono così strutturate:

  • La divisa casalinga è costituita da una maglia blu con colletto a V bordato d'oro, decorata sul torso con una trama tono su tono a righe diagonali, con le caratteristiche tre strisce parallele di colore bianco sulle spalle; le maniche di un unico fondo blu bordate d'oro; pantaloncini blu con le tre strisce parallele bianche; calzettoni egualmente blu con fascia alta bianca solcata in maniera orizzontale dalle tre strisce parallele di colore blu, numerazione e scritte color bianco e nero[28].
  • La maglia esterna è di colore grigio con colletto a girocollo bordato internamente d'arancio, decorata sul torso e sulle maniche con un motivo a righe orizzontali di diversa larghezza e quadri verticali regolari che intersecandosi tra loro producono una differente tonalità di grigio rispetto al tono di fondo; sulle fasce sulle spalle presenta le caratteristiche tre strisce parallele di colore giallo/dorato. I pantaloncini e i calzettoni sono in tinta unita grigia, con l'inserimento delle tre strisce parallele di colore giallo/dorato, mentre le scritte e la numerazione sono di colore bianco e nero[29].
  • La terza divisa è integralmente bianca con colletto a V, decorata sul torso con una striscia orizzontale blu; la fascia delle spalle anteriore e posteriore è caratterizzata da una fascia blu; lungo i fianchi sono state inserite le tre strisce parallele di colore blu; le maniche di un unico fondo bianche; pantaloncini bianchi con le bordature inferiori e le tre strisce blu; calzettoni egualmente bianchi con fascia alta bianca solcata in maniera orizzontale dalle tre strisce parallele di colore blu, numerazione e scritte color blu e bianco[30].

Sponsor di maglia è il gruppo King Power, attivo a livello internazionale (principalmente in Asia) nella gestione di negozi duty-free ubicati in strutture aeroportuali e controllato dalla proprietà del club; sponsor di manica è Bia Saigon, società controllata dalla ThaiBev, multinazionale thailandese nel campo delle bevande.

Simboli ufficialiModifica

L'emblema della volpe è associato al club dal 1948; esso evoca la larga presenza di tale animale (e la diffusione della relativa pratica venatoria) nel Leicestershire.[31] In virtù di ciò, i giocatori del club sono soprannominati "volpi" (Foxes in inglese).

Sempre riferito alla pratica della caccia era il corno adottato come simbolo nel 1941; tale strumento è poi rimasto associato al club, in quanto il suo suono viene diffuso all'atto dell'ingresso in campo della squadra nelle partite casalinghe.

StemmaModifica

L'emblema societario adottato dal 1992 e successivamente modificato lievemente negli anni seguenti è costituito da un cerchio bianco-blu contenente il muso di una volpe sovrapposto ad un cinquefoglia bianco (mutuato dallo stemma cittadino di Leicester). Nella corona circolare esterna è inscritta la denominazione societaria, a caratteri stampatelli azzurri.

In occasione del centoventicinquesimo anniversario di fondazione, nella stagione 2009–2010, al di sotto dello stemma venne inserita una striscia contenente la dicitura 125 years; nell'emblema vero e proprio venne inserito un bordo d'oro, la volpe venne egualmente ricolorata d'oro e nella corona esterna venne sostituita la dicitura Football Club con 1884-2009.[32]

MascotteModifica

La mascotte del club è una volpe chiamata Filbert Fox, il cui nome ricalca quello della strada in cui sorge il King Power Stadium.

InnoModifica

L'inno ufficiale del Leicester City è il brano When You're Smiling, nella versione eseguita da Jersey Budd, mentre il motto ufficiale è Foxes Never Quit (letteralmente "Le volpi non mollano mai").

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Filbert Street e Leicester City Stadium.
 
Leicester City Stadium visto dal Grand Union Canal

Nei primi sette anni di esistenza, dal 1884 al 1891, il club adottò vari terreni per disputarvi le gare casalinghe. Una prima sistemazione stabile fu raggiunta nel 1891, allorché la squadra si spostò al campo di Filbert Street, che tra vari interventi di ampliamento ed adeguamento rimase lo stadio casalingo del Leicester fino al 2002[33], allorché venne demolito e sostituito dal moderno Leicester City Stadium, costruito a poca distanza e noto per ragioni di sponsorizzazione anche come King Power Stadium.

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

Dal sito Internet ufficiale della società[34].

Staff dell'area amministrativa

Modifica

Di seguito la cronologia dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali del Leicester City F. C.

Cronologia degli sponsor tecnici
  • fino al 1962 …
  • 1962-1964 Bukta
  • 1964-1976 …
  • 1976-1979 Admiral
  • 1979-1983 Umbro
  • 1983-1988 Admiral
  • 1988-1990 Scoreline
  • 1990-1992 Bukta
  • 1992-2000 Fox Leisure
  • 2000-2005 Le Coq Sportif
  • 2005-2007 JJB
  • 2007-2009 Jako
  • 2009-2010 Joma
  • 2010-2012 Burrda[35]
  • 2012-2018Puma[36]
  • 2018-Adidas
Cronologia degli sponsor ufficiali

Settore giovanileModifica

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Leicester City F.C.

Di seguito le liste degli allenatori e dei presidenti.[38]

 
Allenatori
  • 1884–1892   Ernest Marson
  • 1892–1894   George Johnson
  • 1894–1895   J. Lee
  • 1895–1897   Henry Jackson
  • 1897–1898   William Clark
  • 1898–1912   George Johnson
  • 1912–1914   John W. Bartlett
  • 1914–1915   Louis Ford
  • 1915–1919   Harry Linney
  • 1919-1926   Peter Hodge
  • 1926-1931   Willie Orr
  • 1931-1932   Willie Orr (lug.-gen.)
    Commissione (gen.-mar.)
      Peter Hodge (mar.-giu.)
  • 1932-1934   Peter Hodge
  • 1934-1935   Peter Hodge (lug.-ago.)
    Commissione (ago.-ott.)
      Arthur Lochhead (ott.-giu.)
  • 1935-1936   Arthur Lochhead
  • 1936-1937   Arthur Lochhead (lug.-set.)
    Commissione (set.-ott.)
      Frank Womack (ott.-giu.)
  • 1937-1939   Frank Womack
  • 1939-1945   Tom Bromilow
  • 1945-1946   Tom Mather (ago.-mar.)
      Johnny Duncan (mar.-giu.)
  • 1946-1949   Johnny Duncan
  • 1949-1950   Johnny Duncan (lug.-ott.)
    Commissione (ott.-dic.)
      Norman Bullock (dic.-giu.)
  • 1950-1954   Norman Bullock
  • 1954-1955   Norman Bullock (lug.-feb.)
    Commissione (feb.-mag.)
      Dave Halliday (giu.)
  • 1955-1958   Dave Halliday
  • 1958-1959   Dave Halliday (lug.-nov.)
      Matt Gillies (nov.-giu.)
  • 1959-1968   Matt Gillies
  • 1968-1969   Matt Gillies (lug.-nov.)
      Frank O'Farrell (dic.-giu.)
  • 1969-1970   Frank O'Farrell
  • 1970-1971   Frank O'Farrell (lug.-giu.)
      Jimmy Bloomfield (giu.)
 
Presidenti

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Leicester City F.C.

Giocatori ammessi nella Hall of Fame del calcio ingleseModifica

Sei giocatori che hanno militato nelle file del Leicester sono stati ammessi nella Hall of Fame del calcio inglese:

Giocatori ammessi nella Football League 100 LegendsModifica

Cinque giocatori che hanno militato nelle file del Leicester sono stati inclusi nella lista della Football League 100 Legends[44]:

Player of the YearModifica

A partire dal 1988 il premio Player of the Year (calciatore dell'anno) viene assegnato dai tifosi al termine di ogni stagione.[45]

 
Robbie Savage, player of the year per due stagioni consecutive (2000-2002).
 
Esteban Cambiasso, player of the year per la stagione 2014-2015.

CapitaniModifica

Di seguito la lista dei capitani.[senza fonte]

 
Wes Morgan, capitano del club dal 2012.

Vincitori di titoliModifica

Campioni del mondo

PalmarèsModifica

Statistiche e recordModifica

Statistiche individualiModifica

Di seguito le top 10 dei primatisti di presenze e reti.[45]

 
Record di presenze
 
Record di reti

Statistiche di squadraModifica

Statistiche nelle competizioni UEFAModifica

Tabella aggiornata alla fine della stagione 2019-2020

Competizione Partecipazioni G V N P RF RS
UEFA Champions League 1 10 5 2 3 11 10
Coppa delle Coppe 1 4 2 1 1 8 5
Coppa UEFA/UEFA Europa League 2 4 0 1 3 3 8

OrganicoModifica

Staff tecnicoModifica

Dal sito Internet ufficiale della società[48].

Staff dell'area tecnica
Area tecnica
  •   Brendan Rodgers – Allenatore
  •   Chris Davies – Viceallenatore
  •   Glen Driscoll – Assistente Tecnico
  •   Adam Sadler – Assistente Tattico
  •   Kolo Touré – Collaboratore Tecnico
  •   Mike Stowell – Allenatore dei portieri
  •   Eduardo Macía – Capo osservatori
  •   Paul McAndrew – Magazziniere
  •   Jon Sanders – Rapporti con la squadra
Area sanitaria
  •   Dave Rennie – Capo fisioterapista
  •   Simon Murphy – Fisioterapista
  •   Ian Patchett – Medico sociale
  •   Gary Silk – Massaggiatore
  •   Reuben Walker – Massaggiatore
Ricerca scientifica e preparazione atletica
  •   Paul Balsom – Resp. settore ricerca e analisi scientifica
  •   Andy Blake – Capo Analista
  •   Peter Clark – Analista
  •   Matt Reeves – Osservatore scientifico
  •   Ollie Waldron – Coordinatore Scouting
  •   Tom Joel – Preparatore atletico
  •   Mitch Willis – Preparatore atletico
  •   Matthew Edge – Analista preparazione atletica e performance
  •   Chris Edwards – Nutrizionista
  •   Jack Milligan – Assistente Scienze dello sport

TifoseriaModifica

RivalitàModifica

Essendo una squadra dell'East Midlands sono molte le squadre con cui le volpi possono vantarsi di avere dei derby. I più sentiti sono sicuramente quelli contro Derby County e Nottingham Forest. Ma anche altre squadre possono vantare delle rivalità dovute soprattutto all'ambito geografico con il Leicester: Notts County, Northampton Town, Mansfield Town, Lincoln City, Boston Utd e Chesterfield. Molte delle squadre sopraccitate hanno avuto confronti recenti nelle varie coppe inglesi con i Foxes. Il derby geograficamente più vicino è quello con il Coventry City denominato The M69 Derby dal nome della strada che unisce i due centri distanti appena 24 miglia. Altri incontri noti semplicemente come derby delle Midlands vengono disputati contro: Birmingham City, West Bromwich, Wolverhampton e l'Aston Villa.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Sport's greatest-ever upset, Sporting Life, 2 maggio 2016. URL consultato il 3 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2016).
  2. ^ (EN) Just what were the odds? Leicester City the bookie bashers, Daily Mail, 1º maggio 2016. URL consultato il 3 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2016).
  3. ^ a b c d e f g h i j k (EN) The History Of Leicester City Football Club, su lcfc.com (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2009).
  4. ^ a b Albert Sewell, Observers Book of Association Football, London, England: Frederick, 1974, p. 58
  5. ^ (EN) FA Cup 1949, su Soccerbase.com.
  6. ^ (EN) Sven-Goran Eriksson leaves his role as Leicester boss, BBC, 25 ottobre 2011.
  7. ^ Il Leicester City torna in Premier League: promozione dopo 10 anni!, su goal.com, 5 aprile 2014.
  8. ^ Leicester-Manchester United 5-3. Balotelli sfotte: insulti razzisti per lui, su gazzetta.it, 21 settembre 2014.
  9. ^ Leicester, è Claudio Ranieri il nuovo allenatore. Prende il posto di Pearson, su gazzetta.it, 13 luglio 2015.
  10. ^ Premier, Ranieri è secondo: rimontona Leicester da 0-2 a 3-2, su gazzetta.it, 13 settembre 2015.
  11. ^ Campionati esteri Mou ancora ko, panchina a rischio. Leicester 1º, in la Repubblica, 6 dicembre 2015, p. 60.
  12. ^ Premier League il Leicester vola con Vardy. Solo 0-0 dell'Arsenal, in la Repubblica, 3 febbraio 2016, p. 46.
  13. ^ Leicester in Champions! E può vincere la Premier tra 15 giorni se..., su gazzetta.it, 10 aprile 2016.
  14. ^ Stefano Cantalupi, Ranieri nella storia: la Premier è sua! Leicester campione per la prima volta, su gazzetta.it, 2 maggio 2016.
  15. ^ City explodes with joy as underdogs Leicester grab glory, in Mail Online. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  16. ^ SPIEGEL ONLINE, Hamburg Germany, Premier League: Warum Leicesters Titel kein Fußballwunder ist, su SPIEGEL ONLINE. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  17. ^ Leicester City campione d'Inghilterra! Il trionfo da sogno di Ranieri, in Eurosport, 2 maggio 2016. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  18. ^ Federico Sala, Leicester-Manchester Utd 1-2: Ibra regala il primo trofeo a Mourinho, su repubblica.it, 7 agosto 2016.
  19. ^ Leicester, favola senza fine. Esordio con il botto: 3-0 contro il Brugge, su gazzetta.it, 15 settembre 2016.
  20. ^ Valerio Clari, Champions, Ranieri storico: Leicester agli ottavi. Anche Real e Monaco avanti, su gazzetta.it, 22 novembre 2016.
  21. ^ Leicester, ufficiale: Ranieri è stato esonerato, Tuttosport.com, 23 febbraio 2017.
  22. ^ Salvatore Riggio, Southampton-Leicester finisce 0-9: la prima volta in 131 anni per un punteggio così, su Corriere della Sera, 26 ottobre 2019. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  23. ^ (EN) 'This cannot happen like this': Leicester demolishes Southampton to tie record for biggest EPL win, su ABC News, 26 ottobre 2019. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  24. ^ (EN) Leicester City hungry for record victory, says Jamie Vardy, su AS.com, 26 ottobre 2019. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  25. ^ The eye-catching stats from Leicester's huge win over Southampton, su Mail Online, 25 ottobre 2019. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  26. ^ Leicester City, Historical Football Kits. URL consultato il 17 settembre 2009.
  27. ^ (EN) Leicester City & adidas Announce Multi-Year Partnership, su lcfc.com, 16 maggio 2018.
  28. ^ (EN) Introducing Leicester City's 2018/19 adidas Home Kit, su lcfc.com, 1º giugno 2018.
  29. ^ (EN) Introducing Leicester City's 2018/19 adidas Away Kit, su lcfc.com, 1º luglio 2018.
  30. ^ (EN) Leicester City’s 2018/19 adidas White Away Kit Revealed!, su lcfc.com, 1º agosto 2018.
  31. ^ John Hutchinson, City Shirts – A Potted History, LCFC.com, 18 luglio 2012. URL consultato il 31 ottobre 2013.
  32. ^ Leicester City unveil new home kit, in Leicester Mercury, 25 aprile 2009. URL consultato il 31 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2015).
  33. ^ (EN) The History of Filbert Street, su filbertstreet.net. URL consultato il 21 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2011).
  34. ^ (EN) Who's Who, su lcfc.com. URL consultato il 6 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2016).
  35. ^ Burrda Announced As Official Kit Supplier, LCFC.com, 14 luglio 2010. URL consultato il 31 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2010).
  36. ^ LCFC & PUMA Unveil 13/14 Home Kit, LCFC.com, 6 luglio 2013. URL consultato il 31 ottobre 2013.
  37. ^ Sleeve Sponsor per tutte le maglie
  38. ^ Smith-Taylor, 2001, p. 381.
  39. ^ a b (EN) BBC SPORT | Football | English football's finest honoured, BBC News, 30 novembre 2002. URL consultato il 12 maggio 2016.
  40. ^ (EN) BBC SPORT | Football | Football Focus | Robson joins Hall of Fame, BBC News, 2 dicembre 2003. URL consultato il 12 maggio 2016.
  41. ^ (EN) James Riach, Revie remembered | Football News, Sky Sports. URL consultato il 12 maggio 2016.
  42. ^ (EN) Stephen Halliday, Football Hall of Fame: Pat Stanton and Gordon McQueen among five new inductees, The Scotsman, 12 novembre 2012. URL consultato il 12 maggio 2016.
  43. ^ (EN) Sir Trevor Brooking inducted into National Football museum Hall of Fame, https://www.telegraph.co.uk/, 9 luglio 2009. URL consultato il 22 maggio 2016.
  44. ^ (EN) Football | Legends list in full, BBC News, 5 agosto 1998. URL consultato il 6 maggio 2016.
  45. ^ a b Smith-Taylor, 2001.
  46. ^ (EN) Leicester City Squad Numbers For 2018/19 Confirmed, su lcfc.com, 10 agosto 2018.
  47. ^ (EN) First Team, su lcfc.com.
  48. ^ (EN) Staff, su lcfc.com.

BibliografiaModifica

  • Dave Smith e Paul Taylor, Of Fossils and Foxes: The Official Definitive History of Leicester City Football Club, 2001, ISBN 978-1-899538-21-8.

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