Apri il menu principale

Associazione Calcistica Dilettantistica Castel di Sangro Cep 1953

(Reindirizzamento da Castel di Sangro Calcio)
ACD Castel di Sangro Cep 1953
Calcio Football pictogram.svg
Castello, Sangrini, Castelsangro, Giallorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso Giallo e Rosso2.png Giallo, rosso
Simboli Castello, Toro
Inno Castello Olé!
Dati societari
Città Castel di Sangro
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Promozione
Fondazione 1953
Rifondazione2005
Rifondazione2012
Presidente Italia Lorenzo Caruso
Allenatore Italia Domenico Cristiano
Stadio Teofilo Patini
(7 200 posti)
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcistica Dilettantistica Castel di Sangro Cep 1953, meglio nota come Castel di Sangro, è una società calcistica italiana con sede a Castel di Sangro in provincia dell'Aquila. Fu fondata nel 1953 con il nome di Polisportiva C.E.P. Castel di Sangro.

Il club – denominato popolarmente Castello – divenne celebre nel 1996 quando, dopo una scalata cominciata dai campionati regionali, arrivò a conquistare la promozione in Serie B (terza abruzzese a riuscirci dopo L'Aquila e Pescara) realizzando un vero e proprio «miracolo sportivo»[1]. Castel di Sangro, che negli anni 1990 contava circa 5.500 abitanti, è il più piccolo centro d'Italia ad aver mai partecipato alla serie cadetta[2], categoria in cui i giallorossi disputarono due campionati consecutivi (1996-1997 e 1997-1998), risultando la quarta squadra abruzzese per presenze nella categoria, dietro a Pescara, Virtus Lanciano e L'Aquila.

Nel complesso, il Castel di Sangro ha totalizzato nella sua storia 19 campionati nazionali, 16 dei quali nei professionisti, prima del fallimento del 2005. Ricostituito come Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Castel di Sangro è poi fallito nuovamente nel 2012 e quindi scomparso dal panorama calcistico nazionale[3].

Dopo il fallimento avvenuto all'epoca della Serie C2, il calcio castellano fu rappresentato dall'A.S.D. Castello 2000 (fondata nel 2000) e dall'A.S.D. Pro Castel di Sangro sorta nel 2005; in quegli anni le due compagini disputavano rispettivamente la Seconda Categoria abruzzese e la Promozione abruzzese. Nel 2012 anche l'A.S.D. Pro Castel di Sangro fallisce e viene costituita l'ennesima società con il nome di Cep 1953 che verrà iscritta nell'ultima categoria calcistica del campionato dilettantistico molisano.

Il 31 luglio 2017 l’A.S.D. Castello 2000 rinuncia all’iscrizione al campionato di Promozione Abruzzese. Attualmente, dunque, il calcio locale è rappresentato dal Castel di Sangro Cep 1953 che milita per la stagione 2018-2019 nel campionato di Promozione molisana.

Il colori sociali sono il giallo e il rosso, mentre i simboli sono il Castello e il Toro. I giallorossi giocano le partite di casa allo Stadio Teofilo Patini.

Indice

StoriaModifica

Gli inizi del calcio sangrinoModifica

L'abitato di Castel di Sangro subì gravi distruzioni a opera di statunitensi e tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Al termine della guerra, un parroco, Don Adelchi Sansonetti, organizza una squadra calcistica per aiutare la ripresa della comunità. Nel 1953 viene ufficialmente fondato un sodalizio, emanazione del C.E.P. (il Centro di Educazione Popolare) peraltro già presente nel calcio dilettantistico con una squadra sin dagli anni 1920[4].

Il club, denominato Polisportiva C.E.P. Castel di Sangro, si iscrive al campionato di Terza Categoria regionale in cui rimarrà per un decennio. A metà degli anni 1960, con una doppia promozione, i giallorossi riescono a raggiungere la Prima Categoria che all'epoca costituiva la massima serie regionale, per poi riscendere velocemente di livello.

L'arrivo di Gravina e Rezza, l'approdo tra i professionistiModifica

Alla metà degli anni 1980, un imprenditore di origine pugliese, Pietro Rezza (detto Don Pierino), coadiuvato dal nipote acquisito Gabriele Gravina e con l'avallo dell'allora sindaco Siro Pietro Gargano, decide di investire nel calcio sangrino[5].

 
Il Castel di Sangro vincitore del campionato abruzzese di Prima Categoria 1984-1985

Nel primo anno della nuova gestione (1982-1983) i giallorossi riescono subito a centrare la promozione in Prima Categoria. L'anno successivo la squadra, affidata a Giuseppe D'Elia, si ferma al secondo posto, a un passo dall'approdo in Promozione, arrivato comunque l'anno seguente sotto la guida di Niccolò Stella. La stagione successiva (1985-1986) il Castello, ora allenato da Guido Colangelo e Bruno Pinna, centra la doppia promozione (la terza in quattro anni) e conquista l'Interregionale, arrivando — per la prima volta nella storia del club — a disputare un campionato nazionale.

Il club, ora denominato Castel di Sangro Calcio[6], disputa in Interregionale due campionati di transizione mantenendosi sempre nella parte alta della classifica, centrando un terzo e un secondo posto. Al terzo anno (1988-1989), sotto la guida di Pietro Fontana, riesce nell'impresa di battere, all'ultima giornata e con un gol al 92º minuto, la capolista Vastese prima in classifica, scavalcandola e conquistando così la promozione in Serie C2.

Il periodo d'oroModifica

Inizia così il periodo d'oro del Castel di Sangro che, tra il 1989 e il 2005 disputerà 16 campionati tra i professionisti, arrivando sino in Serie B.

Gli anni in Serie C2Modifica

Al primo campionato in Serie C2, nel 1989-1990, la formazione giallorossa modellata dal nuovo direttore generale Leandro Leonardi, si piazza a metà classifica. La stagione successiva (1990-1991) la salvezza arriva solamente grazie alla vittoria negli spareggi finali. Dopo un 14º posto in campionato, infatti, il Castel di Sangro, guidato da Renzo Rossi, è costretto a disputare un ulteriore mini torneo con le pari classificate degli altri gironi per evitare la retrocessione; gli abruzzesi riescono a centrare il primo posto e a mantenere la categoria. L'anno seguente (1991-1992) il Castel di Sangro, affidato a Luigi Boccolini, disputa nuovamente un campionato di metà classifica.

 
Una formazione della stagione 1992-1993, durante gli anni di stabile militanza in Serie C2.

Nel 1992 Gabriele Gravina diventa ufficialmente presidente. La squadra guidata dal confermato Boccolini viene notevolmente rinforzata con l'arrivo di Antonello Altamura, Claudio Bonomi, Tonino Martino e Pietro Fusco ma la penalizzazione di due punti per illecito condiziona l'esito del torneo del Castello, che chiude il campionato solo in 4ª posizione.

Per il campionato successivo (1993-1994) Gravina decide di affidare la panchina a Osvaldo Jaconi ma il tecnico lariano preferisce andare a Catania, così in Abruzzo giunge Pierluigi Busatta. Dopo solo tre mesi, però, il Catania viene escluso dal campionato per problemi di bilancio e Jaconi, una volta libero, rimpiazza Busatta al Castel di Sangro, sprofondato nei bassifondi della classifica. Con il nuovo tecnico, e gli acquisti di Roberto De Juliis e Gianluca Colonnello, i giallorossi disputa un ottimo girone di ritorno arrivando infine in 7ª posizione.

La doppia promozioneModifica

Nel 1994-1995, al sesto anno in Serie C2, il Castel di Sangro di Jaconi arriva 3º in campionato e si qualifica per la prima volta ai play-off per la promozione in Serie C1. Dopo aver battuto il Livorno in semifinale, gli abruzzesi hanno la meglio anche sul Fano, battuto 7-5 ai tiri di rigore nella finale disputatasi ad Ascoli Piceno, conquistando così l'approdo in terza serie.

 
I Giallorossi vittoriosi nei play-off di Serie C1 1995-1996

La storia si ripeterà anche l'anno seguente (1995-1996) in Serie C1. Dopo un campionato esaltante chiuso in 2ª posizione alle spalle del Lecce capolista, i giallorossi sconfiggono nei play-off dapprima il Gualdo in semifinale, quindi (nuovamente ai tiri di rigore) l'Ascoli nella finale di Foggia arrivando in questo modo a centrare la promozione in Serie B. È da ricordare che, durante l'ultimo atto degli spareggi, poco prima dei tiri di rigori, Jaconi mandò in campo il portiere di riserva (Pietro Spinosa, mai sceso in campo in campionato) al posto del titolare Roberto De Juliis; Spinosa fu poi determinante per la vittoria degli abruzzesi parando il rigore decisivo[7].

Il biennio in Serie BModifica

Nel 1996-1997 il Castello disputa quindi il suo primo campionato in Serie B; la squadra è la terza abruzzese – dopo L'Aquila e Pescara – a raggiungere detto traguardo e Castel di Sangro, con i suoi 5.500 abitanti, ha la soddisfazione di essere il più piccolo centro mai rappresentato in serie cadetta[2]. La stagione fu segnata da alcuni fatti tragici come la morte, in seguito a un incidente stradale sull'Autostrada del Sole, dei giocatori Filippo Biondi e Danilo Di Vincenzo[8], e l'arresto per concorso in traffico di droga di Pierluigi Prete, poi subito rilasciato[9][10].

 
Il Castello della stagione 1996-1997, quella dello storico debutto in Serie B.

Nonostante le difficoltà i giallorossi, impreziositi dall'arrivo nel calciomercato invernale di Daniele Franceschini e Gionatha Spinesi, riuscirono a compiere l'ennesima impresa centrando la salvezza con un turno d'anticipo grazie alla vittoria nel derby contro il Pescara. La favola del Castello superò i confini nazionali tanto che un celebre scrittore statunitense, Joe McGinniss, seguì la squadra per l'intera stagione e dando vita al libro Il miracolo di Castel di Sangro, pubblicato in Italia nel 2001[11][12].

Al secondo anno nei cadetti (1997-1998) gli abruzzesi non riescono nell'impresa di salvarsi per il secondo anno consecutivo. In crisi di risultati, a dieci giornate dal termine del torneo, Gravina sostituisce Jaconi con Franco Selvaggi ma il Castel di Sangro non riuscirà comunque a evitare l'ultimo piazzamento in classifica e la conseguente retrocessione in Serie C1. In Coppa Italia i giallorossi arrivano sino ai sedicesimi di finale venendo poi sconfitti dalla Fiorentina.

Il ritorno in Serie C1Modifica

Al ritorno in Serie C1, nel 1998-1999, il Castel di Sangro, guidato da Antonio Sala, si stabilizza sin da subito nella parte alta della classifica, anche grazie ai gol di un giovane Vincenzo Iaquinta. In Coppa Italia gli abruzzesi disputano un buon torneo arrivando a giocarsi gli ottavi di finale contro l'Inter di Roberto Baggio; dopo aver perso l'andata a San Siro per 1-0, i giallorossi si portano in vantaggio nella partita di ritorno con una rete di Alberto Bernardi ma vengono raggiunti allo scadere grazie a un discusso rigore siglato da Youri Djorkaeff[13][14]. L'entusiasmo per la Coppa fa perdere al Castel di Sangro il ritmo nelle partite di campionato, che chiude in 6ª posizione e fuori dai play-off.

L'anno seguente (1999-2000) la salvezza arriva solo nelle ultime giornate grazie alla vittoria sul Marsala fanalino di coda e a quella, esterna, sul Catania. Quella di Catania rappresenta l’ultima partita sotto la gestione-Gravina: il 75% delle azioni del Castel di Sangro passa nelle mani di una cordata di imprenditori romani capeggiata da Simone Gargano, segretario regionale dei DS. Come garanzia, in sede di presentazione Gargano porta con sé Gianni Rivera, che però con il Castello non avrà mai niente a che fare. Nel 2000/2001 la squadra arriva settima, togliendo non poche soddisfazioni alla tifoseria giallorossa. A partire dalla stagione 2001/2002, la squadra comincia la sua parabola discendente. Gargano si era presentato con un progetto triennale per riportare la squadra in B, ma al secondo anno ridimensiona i piani affidandosi a un allenatore alle prime armi, il quarantatreenne Gianluca Cesaro, chiamato a guidare una squadra poco competitiva. E come spesso accade, a pagare per tutti è l’allenatore: dopo sei gare di campionato, scatta l’inevitabile esonero. Il giorno dopo, alla porta di Gargano bussa un certo Pietro Belardelli, imprenditore romano che in precedenza aveva tentato di acquistare diverse squadre di C. L’accordo sembra raggiunto, tanto che è lo stesso Belardelli a scegliere il nuovo allenatore, Angelo Orazi, che però non siederà mai in panchina, visto che in extremis vi è la rottura fra le due parti. Gargano allora chiama Francesco Paolo Specchia, allenatore esperto della categoria che però faticherà non poco per dotare il Castello di un’identità. La squadra a marzo comincia a conquistare punti in casa e in trasferta, tuttavia proprio in questo periodo accade un evento che peserà non poco sul futuro dei giallorossi: Gargano, dopo aver acquistato a Natale il restante 25% da Rezza, per le continue contestazioni cede l’intera società a Belardelli, il quale sbandiera ai quattro venti le sue intenzioni di fare grande il Castel di Sangro entro due anni, ma finisce con l’interferire nelle scelte di natura tecnica senza, peraltro, risolvere i problemi societari. Specchia viene esonerato due volte, e alla delicata posizione in classifica si aggiungono i problemi di natura economica: i giocatori mettono in mora la società che non paga gli stipendi da mesi e cominciano le visite della Lega, della Covisoc e dell’Enpals. Belardelli si mostra tranquillo, e in una conferenza stampa annuncia di aver liquidato tutti i creditori. Nel frattempo, la squadra non vince più. Con la certezza matematica di dover disputare i play-out, viene chiamato Ferdinando Rossi. L’avvento dell’ex calciatore del Torino non riesce a impedire una triste retrocessione, maturata al Patini dove il Castello, all'andata sconfitto in pieno recupero dal Sora (1-0) non va oltre lo 0-0. Nonostante tutto, Belardelli promette di allestire una squadra in grado di risalire subito, ma i debiti (in verità mai saldati) gli fanno cambiare idea. Nel frattempo acquista il Lecco, società che poi fallirà miseramente. Stessa sorte sarebbe toccata al Castello se l’ex presidente Gravina, nel frattempo salito ai vertici federali, non fosse intervenuto, e insieme ai cittadini (che formeranno l’ “Associazione Giallorossa”) non avesse liquidato Belardelli.

La società sarà poi acquistata dalla famiglia Bergamotto per la simbolica cifra di 1 euro, ma con l’obbligo di farsi carico di tutti i debiti accumulati dalla precedente e sciagurata gestione.

La Serie C2 e il fallimentoModifica

Nel quarto livello del campionato italiano, il Castel di Sangro disputerà tre stagioni condite da numerose difficoltà. Nel 2002-2003 i giallorossi terminano il torneo al 15º posto venendo poi sconfitti dal Fano nei play-out e salvandosi dalla seconda retrocessione consecutiva solo grazie al ripescaggio. L'anno seguente (2003-2004) la storia si ripete: il Castel di Sangro chiude il torneo in 16ª posizione e, sconfitto nei play-out dal Ragusa in virtù della classifica avulsa, viene nuovamente ripescato.

Al terzo anno in Serie C2 (2004-2005) gli abruzzesi terminano il campionato in ultima posizione e non possono evitare la retrocessione in Serie D. Nell'estate del 2005 la società fallisce ed è costretta a ripartire dai campionati regionali, chiudendo così l'epopea d'oro del calcio sangrino[14].

Gli ultimi anniModifica

Sempre nel 2005 il club si ricostituisce con il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Castel di Sangro cui, per motivi sportivi, viene concesso di ripartire dal campionato di Promozione. I giallorossi guidati da Luigino Pasciullo mancano per un soffio la promozione in Eccellenza (2º posto e spareggi persi contro il Mosciano) ma centrano l'obiettivo l'annata seguente (2006-07), allenati da Emidio Oddi e sostenuti in campo dai fedeli Claudio Bonomi e Tonino Martino.

Al primo anno di Eccellenza (2007-2008) i sangrini, che partono con velleità di promozione, non riescono a tenere il passo del Chieti capolista e chiudono il torneo in 9ª posizione. Durante l'estate la società torna a chiamarsi Associazione Sportiva Castel di Sangro e l'anno successivo (2008-2009) tenta nuovamente la promozione alla Serie D ma è sconfitta dal San Nicola Sulmona nella finale dei play-off regionali; stessa sorte tocca nel 2009-2010 a opera del Mosciano.

Dopo un anno di transizione, chiuso in 7ª posizione con Bonomi e Martino in veste di allenatori, nel 2011-2012 i giallorossi disputano un torneo molto travagliato e sono costretti a disputare i play-out, fatali per la settima volta consecutiva al Castel di Sangro, che battuto dalla Rosetana, retrocede in Promozione.

Nell'estate del 2012, dopo quasi 60 anni di storia il club, in evidenti difficoltà societarie non viene iscritto al campionato ed è radiato dalla F.I.G.C.[3][14].

Attualmente la squadra più importante di Castel di Sangro è il Castel di Sangro Cep 1953 che milita nella Promozione molisana. Fondato all'indomani della scomparsa della società precedente, la società ha deciso di iscriversi ai tornei molisani anziché quelli abruzzesi motivando la scelta per contenere i costi; altra novità è il cambio di stadio, infatti la società si trasferisce alallo stadio Comunale, due anni dopo invece c'è lo spostamneto al Complesso Polisportivo Erba Sintetica. In Abruzzo ha invece continuato a giocare sino al 2017, anno dello scioglimento, il Castello 2000, squadra che aveva raggiunto il campionato di Promozione. Dopo 5 anni di Seconda Categoria il Castello vince i play-off e viene promosso in Prima Categoria. L'anno seguente, dopo un'altra vittoria ai play-off la squadra viene promossa in Promozione.

CronistoriaModifica

Cronistoria dell'Associazione Calcistica Dilettantistica Castel di Sangro Cep 1953
  • 1953 - Fondazione della Polisportiva C.E.P. Castel di Sangro.
  • 1954-1955 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1955-1956 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1956-1957 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1957-1958 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1958-1959 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1959-1960 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.

  • 1960-1961 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1961-1962 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1962-1963 - ?° in Terza Categoria Abruzzo.
  • 1963-1964 - 1° in Terza Categoria Abruzzo. Promosso in Seconda Categoria.
  • 1964-1965 - 1° in Seconda Categoria Abruzzo. Promosso in Prima Categoria.
  • 1965-1966 - 3° nel girone B di Prima Categoria Abruzzo.
  • 1966-1967 - 13° nel girone B di Prima Categoria Abruzzo.
  • 1967-1968 - 11° nel girone B di Prima Categoria Abruzzo.
  • 1968-1969 - 14° nel girone B di Prima Categoria Abruzzo.
  • 1969-1970 - 11° nel girone B di Prima Categoria Abruzzo.

  • 1970-1971 - 16° nel girone B di Prima Categoria Abruzzo. Retrocesso in Seconda Categoria.
  • 1971-1972 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1972-1973 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1973-1974 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1974-1975 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1975-1976 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1976-1977 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1977-1978 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1978-1979 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1979-1980 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.

  • 1980-1981 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1981-1982 - ?° in Seconda Categoria Abruzzo.
  • 1982-1983 - 1° in Seconda Categoria Abruzzo. Promosso in Prima Categoria.
  • 1983-1984 - 2° in Prima Categoria Abruzzo.
  • 1984-1985 - 1° in Prima Categoria Abruzzo. Promosso in Promozione.
  • 1985-1986 - 1° nel girone B di Promozione Abruzzo. Promosso nel Campionato Interregionale.
  • 1986 - Assume la denominazione di Castel di Sangro Calcio.
  • 1986-1987 - 3° nel girone G del Campionato Interregionale.
  • 1987-1988 - 2° nel girone G del Campionato Interregionale.
  • 1988-1989 - 1° nel girone G del Campionato Interregionale. Promosso in Serie C2.
  • 1989-1990 - 8° nel girone C della Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

  • 1990-1991 - 14° nel girone D della Serie C2. 1° nel girone finale degli spareggi retrocessione.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1994-1995 - 3° nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto i play-off.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1995-1996 - 2° nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1997-1998 - 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 - 11° nel girone B della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 - 14° nel girone B della Serie C1. Retrocesso in Serie C2 dopo aver perso i play-out.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 - 15° nel girone B della Serie C2. Retrocesso in Serie D dopo aver perso i play-out e successivamente riammesso.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 - 16° nel girone C della Serie C2. Retrocesso in Serie D dopo aver perso i play-out e successivamente riammesso.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-2005 - 18° nel girone C della Serie C2. Retrocesso in Serie D e successivamente radiato dalla F.I.G.C. per problemi finanziari.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2005 - Viene fondata la nuova società Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Castel di Sangro che riparte dal campionato di Promozione.
  • 2005-2006 - 2° nel girone A della Promozione Abruzzo. Eliminato in semifinale play-off.
  • 2006-2007 - 1° nel girone A della Promozione Abruzzo. Promosso in Eccellenza.
  • 2007-2008 - 9° nel girone unico dell'Eccellenza Abruzzo.
Primo turno di Coppa Italia Dilettanti Abruzzo.
  • 2008 - La società cambia denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Castel di Sangro.
  • 2008-2009 - 4° nel girone unico dell'Eccellenza Abruzzo. Perde la finale del play-off regionale.
Semifinale di Coppa Italia Dilettanti Abruzzo 2008-2009.
  • 2009-2010 - 4° nel girone unico dell'Eccellenza Abruzzo. Perde la semifinale play-off regionali.

  • 2010-2011 - 7° nel girone unico dell'Eccellenza Abruzzo.
Primo turno di Coppa Italia Dilettati Abruzzo.
  • 2011-2012 - 17° nel girone unico dell'Eccellenza Abruzzo. Retrocesso in Promozione dopo aver perso i play-out.
  • 2012 - La società non si iscrive al successivo campionato di Promozione Abruzzo e viene radiata dalla F.I.G.C.. Nell'estate, viene fondata l'Associazione Calcistica Dilettantistica Castel di Sangro Cep 1953 che si iscrive ai tornei regionali molisani ripartendo dal campionato di Seconda Categoria.
  • 2012-2013 - 10° nel girone A della Seconda Categoria Molisana
  • 2013-2014 - 10° nel girone A della Seconda Categoria Molisana. Salvo dopo aver vinto i play-out.
  • 2014-2015 - 5° nel girone A della Seconda Categoria Molisana
  • 2015-2016 - 6° nel girone A della Seconda Categoria Molisana.
  • 2016-2017 - 3° nel girone A della Seconda Categoria Molisana. Promosso in Prima Categoria dopo aver vinto i play-off.
  • 2017-2018 - 4° nel girone A della Prima Categoria Molisana. Vince i play-off. Ammesso in Promozione.
  • 2018-2019 - 7° in Promozione Molisana.
  • 2019-2020 -

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

I colori sociali del Castel di Sangro sono il giallo e il rosso, i quali sono i colori comunali.

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Lo stemma del Castel di Sangro ha ai sempre raprresentato il Castello, presente sullo stemma comunale. Attualmente lo stemma rappresenta un Toro.

InnoModifica

L'Inno del Castel di Sangro si chiama Castello Olé!.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: stadio Teofilo Patini.

Sin dagli anni venti è testimoniata la presenza di un campo sportivo in località Ara, chiamato Stadio Comunale, dove venivano disputati i primi incontri delle formazioni amatoriali sangrine; il campo era sprovvisto di spalti e semplicemente circondato da una recinzione in mattoni[4].

Con l'ascesa del Castel di Sangro il campo mutò lentamente il suo aspetto. Venne dapprima realizzata la tribuna principale, quindi furono costruite le tribune metalliche poste sul lato opposto[15]. Con l'approdo in Serie B nel 1996 lo stadio fu radicalmente ricostruito, mantenendo la sola tribuna ed eliminando la pista d'atletica, in soli 4 mesi durante i quali i giallorossi disputarono le loro partite interne allo stadio Guido Angelini di Chieti. Lo stadio fu inaugurato il 15 dicembre 1996, pochi giorni dopo la morte dei giocatori giallorossi Filippo Biondi e Danilo Di Vincenzo, cui è dedicato un monumento all'ingresso dell'impianto[15]. Lo stadio venne battezzato col nome Teofilo Patini, che era il nome di un pittore nato a Castel di Sangro.

La capienza ufficiale è di 7.220 posti a sedere, superiore a quella dei residenti della cittadina (circa 6.600); in alcuni casi l'aggiunta di tribune metalliche alle estremità delle curve hanno consentito alla struttura di contenere sino a 9.000 spettatori[15].

Dopo la rifondazione del 2012 i sangrini hanno optato per giocare allo Stadio Comunale le partite di casa; nel 2014 la società ha traslocato al complesso Polisportivo Erba Sintetica, dove tuttora gioca.

Allenatori e presidentiModifica

Allenatori
Presidenti
  • 1953-1984 ?
  • 1984-1992   Pietro Rezza
  • 1992-1996   Gabriele Gravina
  • 1996-1998   Luciano Russi
  • 1998-2000   Gabriele Gravina
  • 2000-2002   Simone Gargano
  • 2002-2005   Fausta Bergamotto
  • 2005-2011   Giuseppe Santostefano
  • 2011   Luigi Apreda
  • 2012-   Lorenzo Caruso

Il Castel di Sangro nella cultura di massaModifica

La rapida scalata che, negli anni novanta, ha trascinato il Castel di Sangro dai campionati regionali alla Serie B, ha portato i sangrini alla ribalta nazionale e internazionale.

La doppia promozione dalla Serie C2 alla serie cadetta della squadra di Osvaldo Jaconi è protagonista di un episodio di Sfide, mandato in onda all'interno della puntata "Davide contro Golia" dell'11 luglio 2011[16]. La trasmissione di Rai 3 si concentra in particolar modo sull'episodio decisivo della finale di Foggia contro l'Ascoli, ovvero sulla sostituzione del portiere titolare Roberto De Juliis con l'esordiente Pietro Spinosa, poi autore della parata decisiva.

È in questa occasione che la stampa nazionale accende i riflettori sull'impresa formazione giallorossa cui viene associato il termine «miracolo» che darà il titolo al libro di Joe McGinnis del 1999, The miracle of Castel di Sangro[17]. Il popolare scrittore statunitense, trovatosi in Italia per un'intervista al connazionale Alexi Lalas, viene a conoscenza della favola della squadra abruzzese e decide di seguirla per tutto l'arco della stagione 1996-1997. Nel libro, che ebbe in Gran Bretagna e negli U.S.A. un notevole successo di vendite e che venne pubblicato in Italia solo due anni più tardi, McGinniss accusava il club abruzzese di aver combinato il risultato dell'ultima partita di campionato contro il Bari[11][18].

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C.D. Castel di Sangro Cep 1953

PalmarèsModifica

Competizioni interregionaliModifica

1988-1989 (girone G)

Competizioni regionaliModifica

1985-1986 (girone B), 2006-2007 (girone A)
1984-1985
1964-1965, 1982-1983

Competizioni provincialiModifica

1963-1964

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 1995-1996 (girone B)
Terzo posto: 1994-1995 (girone B)
Secondo posto: 1987-1988 (girone G)
Terzo posto: 1986-1987 (girone G)
Secondo posto: 2005-2006 (girone A)
Terzo posto: 1965-1966 (girone B)
Secondo posto: 2016-2017 (girone A)

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionatiModifica

Il Castel di Sangro ha disputato 19 campionati nazionali a partire dall'esordio nel Campionato Interregionale nel 1986-1987.

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 2 1996-1997 1997-1998 2
Serie C1 5 1995-1996 2001-2002 5
Serie C2 9 1989-1990 2004-2005 9
Campionato Interregionale 3 1986-1987 1988-1989 3

Partecipazione alle coppeModifica

Il Castel di Sangro ha preso parte a 17 competizioni nazionali a partire dall'esordio in Coppa Italia Serie C nel 1989-1990.

Coppa Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 3 1996-1997 1998-1999 3
Coppa Italia Serie C 14 1989-1990 2004-2005 14

NoteModifica

  1. ^ Joe McGinnis, Il miracolo di Castel di Sangro, Milano, Kaos Edizioni, 2001.
  2. ^ a b AA.VV., Almanacco illustrato del calcio 1997, 1ª ed., Modena, Panini, 1997, p. 319.
  3. ^ a b Alberto Teti, Castel di Sangro resta senza calcio, in il Centro, 31 maggio 2012.
  4. ^ a b Sandro Solinas, Castel di Sangro, in Stadi d'Italia, 2ª ed., Pisa, Edizioni il Campano, 2012, p. 93.
  5. ^ Rocco Coletti, Castel di Sangro piange Pietro Rezza, l'artefice del miracolo, in la Repubblica, 25 settembre 2009.
  6. ^ Gasbarro, L'urlo. La storia appassionante del Castel di Sangro Calcio., Pescara, Carsa, 2000.
  7. ^ Stefano Tamburini, Osvaldo Jaconi come Louis Van Gaal con 18 anni di anticipo, in Il Tirreno, 6 luglio 2014.
  8. ^ Giancarlo Graziosi, Schianto, muoiono due calciatori, in Il Corriere della Sera, 11 dicembre 1996.
  9. ^ Giuseppe Tambone, Prete torna uno dei ragazzi del Castel di Sangro " ritrovare il campo è ricominciare a vivere", in Il Corriere della Sera, 11 dicembre 1996 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2014).
  10. ^ Giuseppe Tambone, Prete torna uno dei ragazzi del Castel di Sangro " ritrovare il campo è ricominciare a vivere", in La Gazzetta dello Sport, 6 aprile 1997.
  11. ^ a b Luca Bottura, Esce anche in Italia il libro-scandalo sulla serie B, in Il Corriere della Sera, 15 aprile 2001 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2014).
  12. ^ Addio a McGinniss, raccontò il Castel di Sangro in serie B, in il Centro, 11 marzo 2014.
  13. ^ Fabio Monti, Giorgio Tosatti, Inter Tombolini, la polemica resta di rigore, in Il Corriere della Sera, 12 novembre 1998 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2014).
  14. ^ a b c Marco Santopaolo, Castel di Sangro, una caduta lunga 12 anni, in il Centro, 11 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2014).
  15. ^ a b c Sandro Solinas, Castel di Sangro, in Stadi d'Italia, 2ª ed., Pisa, Edizioni il Campano, 2012, p. 94.
  16. ^   Sfide, Davide contro Golia, RAI, 11 luglio 2011, a 52:49. URL consultato il 4 dicembre 2014.
  17. ^ (EN) James Dart, Deliberately subbing goalkeepers for penalties, in The Guardian, 27 aprile 2005.
  18. ^ Un libroscandalo sul Castel di Sangro, in la Repubblica, 21 aprile 2001.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica