Johnny Dorelli

cantante, pianista, conduttore radiofonico, attore e conduttore televisivo italiano
Johnny Dorelli
Johnny Dorelli 58.jpg
Johnny Dorelli nel 1958
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Easy listening
Swing
Periodo di attività musicale1951 – in attività
EtichettaCGD, CAM, Five Record, Carosello
Album pubblicati20
Premio Festival di Sanremo 1958 Categoria Campioni
Premio Festival di Sanremo 1959 Categoria Campioni

Johnny Dorelli, pseudonimo di Giorgio Domenico Guidi (Milano, 20 febbraio 1937), è un cantante, pianista, conduttore radiofonico, attore e conduttore televisivo italiano.

BiografiaModifica

Nasce a Milano il 20 febbraio del 1937 ma vive la sua infanzia a Meda. Figlio d'arte, nel 1948 si trasferisce negli Stati Uniti, dove suo padre Giovanni Guidi (morto nel 1958), cantante tenore con lo pseudonimo di Nino D'Aurelio, si era trasferito per lavoro insieme alla moglie Teresa. Studia il contrabbasso e il pianoforte alla High School of Music and Art di New York[1] e si fa notare in concorsi televisivi per giovani talenti, dove si esibisce con il nome d'arte di Johnny Dorelli (il cognome D'Aurelio storpiato dagli statunitensi).

Esordì nel 1951 a 14 anni con il 78 giri Arrotino/Famme durmì per "La voce del padrone". Rientrò in Italia nel 1955 e fu messo sotto contratto dalla CGD di Teddy Reno, per la quale incise i primi 78 giri, cover di brani statunitensi.

Cantante confidenzialeModifica

Dorelli impose uno stile elegante e raffinato, lontano dai gorgheggi "all'italiana". Uno stile che si ispirava al modello americano del crooner, che in Italia ebbe come esponenti cantanti come Natalino Otto, Fred Bongusto, Nicola Arigliano, Emilio Pericoli, Bruno Martino, Teddy Reno e altri.

Il primo successo, del 1956, fu Calypso melody, inserita nella colonna sonora del film Totò, Peppino e le fanatiche in cui Dorelli recitava una particina. Altre famose canzoni del periodo sono: Tipitipitipso, Piccolissima Serenata, Concerto d'autunno, Non Ti Vedo, Refrain.

Pianista JazzModifica

Reduce dalla gavetta d'oltreoceano il giovane Dorelli inizia la carriera come pianista jazz, interpretando spesso classici appartenenti al cosiddetto "American Songbook" portando autori come Porter, Gershwin, Rodgers e tanti altri sulla nostra penisola, difatti in numerose sue incisioni dell'epoca (tra cui Love Me Or Leave Me, Lover, What Is Thing Called Love) il crooner di Meda è accreditato sia come pianista che vocalist. In seguito si dedicherà sporadicamente all'attività di musicista, se non come autore ed in alcune trasmissioni televisive dell'epoca (come Johnny Sette, Johnny Sera e Senza Rete), per poi ritornare in sala d'incisione solamente nel 1988 collaborando con la Doctor Dixie Jazz Band nel brano "Jeepers Creepers" inserito nel LP "The Band & The Friends". Del periodo è da segnalare LP "Dance With" del 1957, prodotto per il mercato americano ed inciso interamente in inglese, nel quale Dorelli interpreta successi del momento (tra cui Calypso Melody, Bernardine, Love Letters In The Sand) in chiave jazz, accompagnato dall'orchestra di Jack Marshall e dai Jazzmen di Franco Pisano.

Il MusichiereModifica

Nel 1957 fu scelto dalla RAI per prendere parte, insieme a Nuccia Bongiovanni, al Musichiere di Mario Riva ma fu sostituito dopo tre puntate da Paolo Bacilieri.

Il Festival di SanremoModifica

Johnny Dorelli ha partecipato a nove edizioni del Festival di Sanremo (1958, 1959, 1960, 1962, 1963, 1967, 1968, 1969 e 2007) arrivando otto volte in finale. Dorelli è, insieme a Modugno, Nilla Pizzi e Nicola Di Bari, l'unico ad aver vinto 2 Festival consecutivi. Debutta al Festival di Sanremo nel 1958 in coppia con Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu, che vince inaspettatamente il primo premio. La coppia si ripresenta l'anno successivo con Piove, ottenendo una nuova vittoria. Anche se gran parte del merito artistico e del successo commerciale dei due brani va inevitabilmente a Modugno (che ne è anche autore), Dorelli riesce a non farsi schiacciare dall'esuberanza del cantautore pugliese e a ritagliarsi una sua fetta di estimatori.

 
Johnny Dorelli con Mina in una pausa del Festival di Sanremo 1960

Cominciava così ad entrare nel cast fisso di alcune trasmissioni televisive, la prima delle quali è Buone Vacanze con il Quartetto Cetra e l'orchestra di Gorni Kramer, che va in onda nell'estate del 1959 e del 1960 e ha il merito di far conoscere al pubblico i classici del jazz e i grandi standard americani, attraverso le voci di Dorelli e di altri giovani talenti quali Betty Curtis (sua compagna di scuderia discografica), Jula de Palma, Wilma De Angelis e Gino Corcelli.

Sono gli anni di My funny Valentine, Boccuccia di rosa, Julia, Love in Portofino, Meravigliose labbra, Lettera a Pinocchio (quest'ultima tratta dalla prima edizione dello Zecchino d'Oro), tutti entrati in classifica.

 
Johnny Dorelli assieme a Gino Paoli e Riccardo Del Turco nel 1964

Un grande trampolino di lancio per questi brani è rappresentato dai caroselli che Johnny Dorelli girava per la Galbani con lo slogan «Galbani vuol dire fiducia». Altre incisioni (CGD) da menzionare sono i due LP 30 anni di canzoni d'amore (1964) e Viaggio sentimentale (1965), quest'ultimo sorta di viaggio immaginario con canzoni dedicate a varie città (tra le canzoni: Firenze sogna, Rome by night, Nustalgia de Milan, Lisbona antica, A foggy day (in London town) e Vienna Vienna).

Dal 1963 in poi conduce fortunati spettacoli televisivi (Johnny 7, Johnny Sera, Se te lo raccontassi) in cui dà prova delle sue doti di attore brillante recitando in numerosi sketch al fianco di attrici famose e creando il personaggio di Dorellik, a cui faranno riferimento in Arnoldo Mondadori Editore per creare il personaggio di Paperinik[2], figura caricaturale parzialmente ispirata al fumetto Diabolik, che però si declina in versione positiva (Paperinik combatte il crimine, invece di appartenere ad esso).
In questi spettacoli ha l'opportunità di lanciare nuovi motivi, alcuni dei quali verranno usati come sigle, quali Twist così così, Era settembre, L'appuntamento, Probabilmente, Su ragazza hush, Al buio sto sognando e Arriva la bomba.

Fu per molti anni compagno dell'attrice Lauretta Masiero, dalla quale nel 1967 ebbe un figlio: Gianluca Guidi.

Gran VarietàModifica

 
Il matrimonio di Johnny Dorelli con Catherine Spaak nel 1972

Il nome di Johnny Dorelli è legato anche allo show radiofonico Gran varietà, in onda sul secondo programma (l'attuale Radio2), tutte le domeniche, scritto da Amurri, Jurgens e Verde, per la regia di Federico Sanguigni. Dorelli lo inaugura nel 1966 come conduttore, e ne presenta la maggior parte delle edizioni, fino alla conclusione nel 1979.

Nel 1967 presenta a Sanremo, in coppia con l'autore Don Backy, L'immensità che è ad oggi il suo maggior successo discografico. Dello stesso periodo ricordiamo Solo più che mai e Non è più vivere, cover italiane di brani di Frank Sinatra (rispettivamente Strangers in the Night e My Way of Life). Torna a Sanremo l'anno dopo, con La farfalla impazzita, scritta da Mogol-Battisti e presentata in coppia con Paul Anka.

Nel 1968 interpreta la parte del conte Danilo nell'adattamento televisivo dell'operetta La vedova allegra, curato da Giuseppe Patroni Griffi e diretto da Antonello Falqui. Protagonista femminile dovrebbe essere Mina, ma le trattative con la cantante non vanno a buon fine, e il personaggio di Anna Glavary viene affidato a Catherine Spaak (che nelle parti cantate viene "doppiata" da Lucia Mannucci del Quartetto Cetra). Tra Catherine e Johnny nasce un legame sentimentale che durerà parecchi anni e che diventerà anche un legame artistico: risalgono infatti ai primi anni settanta alcuni brani interpretati in duetto da Dorelli e Spaak: Non mi innamoro più, Una serata insieme a te e Proviamo a innamorarci.

 
Johnny Dorelli con Sabina Ciuffini nel 1970

Nel 1969 presenta, insieme a Raimondo Vianello e alle gemelle Kessler, una controversa edizione di Canzonissima, bersagliata dalla stampa per lo spreco di denaro pubblico (avrà il più elevato costo per puntata di tutta la serie). A risollevare le sorti critiche del programma sarà Raimondo Vianello che, partito come semplice ospite, diviene presenza fissa in tutte le puntate. Inoltre, sempre nello stesso anno interpreta il brano principale del cartoon Un ragazzo di nome Charlie Brown.

Dopo un periodo di crisi artistica, ritorna alla ribalta grazie al successo dello spettacolo teatrale Aggiungi un posto a tavola del 1974, portato anche in Inghilterra nel 1978 con Daniela Goggi e di Accendiamo la Lampada nel 1980. Tra il 1977 e il 1978 conduce con Mina la penultima edizione del programma radiofonico Gran varietà, in ogni puntata del quale interpreta con la cantante e con l'ospite di turno una fantasia musicale a tema (il tango, lo swing, la commedia musicale, le colonne sonore dei film italiani, le colonne sonore dei film stranieri, la canzone napoletana, la rivoluzione musicale di Renato Carosone, la hit parade, le canzoni di Bruno Martino, le canzoni dei bambini, la canzone latina, le sigle televisive).

Il cinemaModifica

Sul grande schermo, dopo alcune commedie girate alla fine degli anni Cinquanta nelle quali ha piccole parti, e un tentativo di lanciarlo come protagonista nel film Arriva Dorellik (1967) diretto da Steno - il personaggio di Dorellik, che era stato presentato da lui in precedenza anche in alcune trasmissioni televisive, ispirerà quello fumettistico di Paperinik - si impone nel filone della commedia all'italiana in numerose pellicole che ottengono un buon successo, in ruoli brillanti (Una sera c'incontrammo, La presidentessa, Spogliamoci così senza pudor, Mi faccio la barca, Sesso e volentieri, A tu per tu) e anche drammatici (Pane e cioccolata, Agnese va a morire, Il mostro).

 
Johnny Dorelli e Gloria Guida sul set di Bollenti spiriti (1981)

Vanno ricordate su tutte alcune interpretazioni del suo periodo più maturo, nelle quali Dorelli riesce ad unire il suo tratto ironico e scanzonato ad una profonda umanità: è il caso del film di Marco Vicario Il cappotto di Astrakan, del 1979, tratto da un romanzo di Piero Chiara, o di State buoni se potete, del 1983, nel quale interpreta, sotto la regia di Luigi Magni, il ruolo di San Filippo Neri, con le musiche di Angelo Branduardi. Notevole nel 2005 la sua interpretazione nel film di Pupi Avati Ma quando arrivano le ragazze? e anche il film del 1981 Ciao nemico, ambientato durante la seconda guerra mondiale.

Gli anni della maturitàModifica

Diverse le sue attività, televisive, canore e cinematografiche che Dorelli ha continuato a seguire dagli anni ottanta ad oggi. Nel 1983, affiancato da Amanda Lear, Nadia Cassini, Gigi e Andrea e Gigi Sabani, conduce su Canale 5 la gara musicale Premiatissima che riesce persino a superare il Fantastico di Gigi Proietti. Nel 1984 conduce una nuova edizione di Premiatissima stavolta affiancato da Ornella Muti e Miguel Bosé; in questa edizione partecipano alla gara musicale molte "signore" della musica italiana: da Fiorella Mannoia a Orietta Berti, da Gabriella Ferri a Patty Pravo. Sempre per la televisione, nel 1984 interpreta il maestro Perboni nel Cuore di Luigi Comencini e nel 1988 La coscienza di Zeno di Sandro Bolchi.

 
Johnny Dorelli con Mario Merola e Ornella Muti durante Premiatissima nel 1984.

Nel 1985 guida la sua terza Premiatissima affiancato da Nino Manfredi e da un'esordiente Sabrina Salerno. A questa edizione partecipano 4 gruppi musicali: I RoBoT (Little Tony, Rosanna Fratello e Bobby Solo), i Passengers, i Ricchi e Poveri e il Gruppo Italiano. Nel 1986 è alle prese con l'ultima edizione di Premiatissima, insieme a Enrico Montesano (in seguito sostituito da Lello Arena) e da una showgirl diversa ogni settimana: una di queste sarà Lola Falana in una delle sue ultime apparizioni televisive.

Dopo tre anni, nel 1989, prende parte allo show su Canale 5 Finalmente venerdì assieme a Heather Parisi, Gloria Guida, Corrado Pani, Paola Quattrini e un giovanissimo Gioele Dix. Incide nel 1989 il 45 giri Mi son svegliato e c'eri tu di Alberto Testa e Augusto Martelli.

Prende parte a una nuova edizione del Festival di Sanremo nel 1990, questa volta come conduttore assieme a Gabriella Carlucci, e l'anno successivo presenta il varietà del sabato sera Fantastico insieme a Raffaella Carrà.

 
Da sinistra: Dorelli conduttore del Festival di Sanremo 1990, mentre premia Marco Masini insieme all'altra conduttrice Gabriella Carlucci.

Dal 1995 è in tutti i teatri italiani insieme a Loretta Goggi con la quale interpreta Bobbi sa tutto. Lo spettacolo vince il premio Biglietto d'oro. Dal 1997 al 1999 è protagonista nuovamente con la Goggi, della sitcom di Canale 5 Due per tre, in onda la domenica pomeriggio all'interno del contenitore Buona domenica.

Nel 2002, Johnny Dorelli tornò al timone di una trasmissione di Rai1 presentando Sette in condotta in onda dal lunedì al venerdì alle 20.45, che aveva per protagonisti dei baby opinionisti che erano dieci bambini tra i sei e i dodici anni chiamati a commentare il fatto del giorno con la presenza in studio, dei protagonisti del fatto di cronaca al centro di ogni puntata.

Nel 2004 torna alla musica con l'album Swingin che vende oltre centomila copie conseguendo il disco di Platino, seguito dal DVD Swingin' Live.

Del 2007 è la sua ottava partecipazione al Festival di Sanremo come cantante in gara (la prima nel 1958), con il brano Meglio così, pubblicando quello che resta a tutt'oggi, il suo ultimo album in studio, Swingin' - Parte Seconda. Nel medesimo anno partecipa al gran galà delle 50 edizioni dello Zecchino d'Oro cantando Lettera a Pinocchio, che viene definita "la canzone regina dello Zecchino d'Oro".

Nel 2011, riceve il riconoscimento speciale Leggio d'oro "Alberto Sordi".[3]

Il 4 febbraio 2018, torna in tv, dopo sei anni di assenza, nella trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa.[4]

Compositore/cantautoreModifica

Occasionalmente, Dorelli è stato l'autore della parte musicale di sue canzoni (soprattutto Lati B) che in alcuni casi hanno ottenuto un discreto successo. In alcuni casi Dorelli firmava con il nome "Guidi", suo vero nome, collaborando molte volte con Bruno Pallesi, autore di moltissimi suoi testi: infatti molte canzoni scritte da Dorelli presentano la collaborazione Guidi-Pallesi.

Ecco alcune delle canzoni scritte (parte musicale) da Dorelli - alias Guidi.

  • 1957 - Calypso Romance/Kilindini Docks
  • 1958 - Grande come il mare
  • 1959 - Non ti vedo
  • 1959 - Un po' di Blues
  • 1959 - Italiana
  • 1961 - Fra le canne di bambù per Betty Curtis
  • 1962 - Questa sera per Arturo Testa
  • 1962 - Non verrà
  • 1962 - Buongiorno amore - Sanremo 1962 - Con Betty Curtis
  • 1962 - Il regno di Biancaneve - Le canzoni di Walt Disney
  • 1962 - Scende dal cielo
  • 1963 - Vina del Mar
  • 1963 - Non verrà
  • 1964 - Era settembre - Johnny 7
  • 1965 - New York
  • 1965 - Ancora una volta pericolosamente (Sigla della serie TV "Le avventure di Laura Storm") per Fausto Leali
  • 1965 - La domenica insieme
  • 1965 - Silvia
  • 1965 - Probabilmente (Un disco per l'estate 1965)
  • 1966 - Finirà
  • 1967 - Soltanto Il sottoscritto
  • 1968 - Strano
  • 1968 - Troppo presto
  • 1968 - Proviamo a cominciare
  • 1968 - Arriva Dorellik - Colonna sonora del film con Franco Pisano
  • 1968 - A me
  • 1969 - Era scritto così
  • 1969 - Io lavoro come un negro
  • 1969 - Prima di te, dopo di te
  • 1970 - Prima di incontrare un angelo
  • 1972 - Strano
  • 1975 - Amare significa... - Colonna sonora del film Una sera c'incontrammo
  • 1975 - Ora che c'è lei

Vita privataModifica

Johnny Dorelli ha tre figli: Gianluca, attore teatrale e cantante, nato da una relazione con l'attrice Lauretta Masiero durata dal 1959 al 1968; Gabriele da Catherine Spaak, sua prima moglie dal 1972 al 1979, e Guendalina dalla sua unione con l'attrice Gloria Guida, con cui convive dal 1979 e che ha sposato nel 1991.

Tifoso dell'Inter, ha una particolarità: gli occhi di colore diverso, caratteristica chiamata eterocromia.

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Johnny Dorelli.

AlbumModifica

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatori italianiModifica

Programmi televisiviModifica

Spot pubblicitariModifica

  • Serie caroselli per Galbani, con il famoso slogan "Galbani vuol dire fiducia", (anni 60-70)
  • Testimonial Renault (1985-1988)

OnorificenzeModifica

  Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1975[5]

NoteModifica

  1. ^ Johnny Dorelli | Biography & History | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 5 febbraio 2018.
  2. ^ PAPERINIK IL DIABOLICO VENDICATORE, su salimbeti.com.
  3. ^ SPECIALE LEGGIO D'ORO 2011, su www.antoniogenna.net. URL consultato il 15 aprile 2015.
  4. ^ Che tempo che fa, 4 febbraio 2018.
  5. ^ i discorsi e le interviste del Presidente della Repubblica italiana

BibliografiaModifica

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Dorelli Johnny, di Roberto Ruggeri, pagg. 580-581
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Johnny Dorelli, pag. 690

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