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Polisportiva Dinamo

squadra di pallacanestro di Sassari
(Reindirizzamento da Dinamo Basket Sassari)
Polisportiva Dinamo
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Detentore della FIBA Europe Cup Detentore della FIBA Europe Cup
Logo Dinamo Sassari.png
«Banco, Biancoblù, Giganti»
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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FIBA Europe Cup
Colori sociali 600px Blu Bianco e Blu (1).png Bianco e azzurro
Simboli Fulmine, Giganti di Mont'e Prama
Dati societari
Città Sassari
Nazione Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A
Fondazione 1960
Denominazione Dinamo Sassari
(1960–presente)
Presidente Italia Stefano Sardara
General manager Italia Federico Pasquini
Allenatore Italia Gianmarco Pozzecco
Impianto PalaSerradimigni
(5 000 posti)
Sito web www.dinamobasket.com
Palmarès
ScudettoCoppa ItaliaCoppa ItaliaSupercoppa
Scudetto 1
Coppe Italia 2
Supercoppa italiana 1
Coppe europee 1 FIBA Europe Cup
Altri titoli 4 Coppe Disciplina
Basketball current event.svg Stagione in corso

La Polisportiva Dinamo s.r.l., meglio nota come Dinamo Sassari, è una società cestistica italiana di Sassari. In massima divisione dalla stagione 2010-11, è il primo club sardo a vincere lo scudetto nella pallacanestro al termine del campionato 2014-15, trofeo che giungeva al culmine di due Coppe Italia (2014 e 2015) consecutive, e una Supercoppa nel 2014. Nel 2019, vincendo la FIBA Europe Cup, diventa la prima squadra sarda a vincere un titolo internazionale di qualsiasi sport olimpico.[1]

I giocatori sono da qualche anno soprannominati I giganti (in sardo: Sos gigantes/Is gigantis) in riferimento ai giganti di Mont'e Prama, un gruppo di statue di pietra di epoca nuragica, divenuti uno dei simboli dell'archeologia e della cultura sarda.

La prima squadra è nota con il nome di Dinamo Banco di Sardegna Sassari per via di un accordo di sponsorizzazione con l'omonimo istituto di credito.

Indice

StoriaModifica

La fondazioneModifica

Nel 1960 dieci giovani sassaresi (Pietro Barracani, Rosario Cecaro, Graziano Bertrand, Antonio Manca, Giuseppe Pilo, Bruno Sartori, Antonio Lavosi, Roberto Centi, Francesco Soccolini e Salvatore Virdis) studenti del Liceo Azuni di Sassari, spinti dal professor Fadda, insegnante di educazione fisica che nei sotterranei della scuola insegnava i fondamentali della pallacanestro, incominciavano a darsi appuntamento nei campetti della scuola di San Giuseppe per giocare a pallacanestro. Sul campetto di via Enrico Costa nacque progressivamente l’idea di dare vita a una squadra e la fondazione avvenne il 23 aprile 1960, con Giovanni Pilo primo presidente. Per la scelta del nome il gruppo volle discostarsi da nomi tradizionali delle società già esistenti in città come ad esempio Libertas, direttamente riconducibile a movimenti a trazione politica cattolica, in modo da preservare un animo laico. I fondatori provarono ad ispirarsi alle realtà cestistiche già esistenti e si pensò a Virtus, ma per mantenere un diretto legame con il liceo classico alla quale facevano tutti parte, decisero di tradurlo nel greco Dinamis. Tuttavia, l'avvenuta difficoltà nel recuperare lettere greche per la creazione delle maglie, decisero di tradurlo ulteriormente in Dinamo. Paradossalmente, tale scelta riscontrò una certa avversione nella comunità sassarese in quanto il nome era spesso utilizzato da società dell'Est Europa, territori allora sotto l'egemonia comunista e iniziò a diffondersi l'idea che la squadra si ispirasse e fosse vicina a tale ideale. Tra i vari inconvenienti, capitò che altre squadre appartenenti alle varie parrocchie cattoliche davano forfait pur di non giocare contro una squadra considerata comunista. All'inizio diversi esponenti consigliarono ai membri del club di cambiare il nome considerato scomodo, ma questi ultimi la presero come sfida e pur portando avanti la laicità decisero si mantenere e difendere tale nome. Contestualmente alle partite di pallacanestro, gli stessi ragazzi fondatori giocavano anche a pallavolo nei campionati CSI, pertanto scelsero di adottare come nome societario Polisportiva Dinamo, nome che tuttora resiste anche oggi pur di fatto essendo un club solamente cestistico.[2][3]

Gli inizi e lo sbarco in ItaliaModifica

L’atto di affiliazione alla Federazione Italiana Pallacanestro fu la base con cui nel 1963 la Dinamo giocò il suo primo campionato, in B regionale, sul campo del “Meridda” e si spostò poi alla palestra del CONI. La squadra salì di categoria ma retrocedette subito, però anche complice la veloce crescita del basket in Italia, la Dinamo già nel 1967 militò nel campionato nazionale di Serie C. In questa stagione si assiste a un primo sostanziale cambio: Le maglie biancoblù con la D stampata sul fronte, si trasformano in amaranto. Sassari disputò anche la Coppa Italia, arrivando al terzo turno. Curiosamente non uscì mai dall'Isola, vincendo infatti primo e secondo turno rispettivamente contro Aquila e Olimpia, entrambe di Cagliari e perse al terzo turno contro l'allora blasonata Brill Cagliari. Nel frattempo, a cavallo fra i ‘60 ed i ‘70, si succedono alla presidenza oltre a Pilo, Alessandro Ponti, Sandro Agnesa e soprattutto Dino Milia, il quale diede la prima spinta per una crescita sostanziale del sodalizio.[4]

 
Azione di gioco durante il campionato di Legadue.

La crisi degli anni '70Modifica

Se a Cagliari si assisteva al periodo di massimo splendore con l'era della Brill, Sassari incominciò a vedere i primi tempi bui per quanto riguarda la palla a spicchi. Nel 1974 la squadra militò in Serie D, e l’Avvocato Milia capì che era necessario trovare il primo sponsor da affiancare alla maglia: ci pensa un'azienda ligure che aveva interessi nella zona industriale di Porto Torres, la L.I.S.A. Parodi, mentre per le successive tre stagioni fu targata Olio Berio. Sportivamente la Dinamo si stabilì nel campionato di C nazionale (la quarta serie) con qualche sortita in serie B (terzo livello), come nel 1981, anno particolare in cui si spostò nel neonato Palazzetto dello Sport di Piazzale Segni.[4]

La conquista della Serie A2Modifica

 
La squadra che ha esordito in Serie A2.

Dopo le apparizioni degli sponsor Sella&Mosca e Mercury Assicurazioni, le basi per la risalita vennero poste nel 1984 sotto il marchio della banca sassarese Banco Popolare. Quattro anni a metà classifica nel terzo livello (prima Serie B poi Serie B d'Eccellenza) per poi ottenere la consacrazione nel 1988-1989 con il secondo posto in regular season alle spalle della Stefanel Trieste e la successiva vittoria in tre gare nel playoff contro la Mens Sana Siena. Il primo anno di Serie A2 non fu semplice per la matricola sassarese: la panchina fu affidata a Cesare Pancotto e ci furono i primi due americani della storia sassarese, Floyd Allen e Tom Sheehey guidati dal playmaker italiano Lino Lardo. La prima salvezza arrivò sul filo di lana e dopo due tempi supplementari, e ci fu anche la soddisfazione di essere ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Italiana, il sassarese Francesco Cossiga.[4]

Gli anni '90 in Legadue: l'era Banco di SardegnaModifica

 
Il Banco di Sardegna Sassari nella stagione 1995-1996. Si nota la divisa biancoverde imposta dal main sponsor negli anni '90

Dal 1990 il main sponsor diventa il Banco di Sardegna, il quale due anni dopo impone anche il secondo cambio di colori sociali: dall'amaranto si passa al biancoverde, i colori dell'istituto finanziario sassarese, e la Pintadera diventa un simbolo del club. Nel 1991 entra a far parte della squadra Emanuele Rotondo, che diventerà bandiera della Dinamo fino alla stagione 2007-2008. Sono campionati non semplici, e due stagioni con i play-out lo dimostrano, ma la salvezza viene raggiunta quasi sempre, e anzi nel 1994-1995 la Dinamo arriva fino alla semifinale playoff, persa per 3-0 contro Basket Rimini. Sulla fine del millennio arriva il primo periodo di difficoltà in colori biancoverdi: la stagione 1998-99 si chiude con la retrocessione in Serie B d'Eccellenza ma grazie all'acquisizione del titolo sportivo di Fulgor L. Forlì la Dinamo parteciperà ugualmente al campionato di A2. A fine stagione si ripresenterà però ancora una volta la retrocessione. In terza serie sono comunque annate da protagonista per la Dinamo: nel 2000-2001 domina la regular season, arrivando prima nel suo girone, ma incredibilmente esce nel primo turno dei playoff contro Cefalù 3-0 nella serie. La stagione successiva è seconda in regular season ma il sogno promozione sfuma in finale contro Osimo in due gare. Dovrà attendere il 2003 con Franco Ciani in panchina, dopo la finale vinta contro Trapani per festeggiare il ritorno in Legadue.[4]

Dopo due salvezze abbastanza tranquille, nel giugno del 2005, il controllo della società vede l'addio alla presidenza dall'avvocato Dino Milia dopo 33 anni, il quale passa la mano all'imprenditore Luciano Mele e che resterà in sella per sei stagioni, coadiuvato dai suoi soci e da suo figlio Pinuccio Mele nelle vesti di general manager societario. Da quell'anno torneranno anche i colori originari della società, il biancoblù. Sono anni di transizione alla ricerca della stabilità nella serie cadetta (con tre playoff di fila) e i primi passi per uno step in avanti avvengono nel 2009 dopo un biennio con coach Demis Cavina, il quale dopo la finalissima playoff persa con Soresina lascerà Sassari per scelta e la squadra viene affidata a Meo Sacchetti, ex giocatore, medaglia d'argento alle Olimpiadi del 1980 e oro agli Europei del 1983. Nella prima stagione del coach varesino, i sassaresi arrivano terzi in regular season ma ai playoff questa volta non falliscono: le vittorie contro Pistoia Basket ai quarti, Casale Monferrato in semifinale e Veroli Basket in finale regalano la Serie A per la prima volta nella storia e dopo 31 per la Sardegna.[4]

La Serie A e i primi titoliModifica

 
Il roster della prima stagione in Serie A.

Nella stagione 2010-2011 la Dinamo Banco di Sardegna Sassari affronta il suo primo campionato nella massima serie con una rosa che comprende Manuel Vanuzzo, Giacomo Devecchi e Jiří Hubálek. A questi si aggiungono Alessandro Cittadini, Dīmītrīs Tsaldarīs, Brian Sacchetti e Mauro Pinton e i tre ex NBA James White, Othello Hunter e Travis Diener. Al termine della stagione la Dinamo ottiene il sesto posto, accedendo ai playoff scudetto, traguardo raggiunto nel primissimo campionato di serie A solo da un'altra squadra, la Società Sportiva Basket Napoli, venendo eliminata ai quarti ad opera dell'Olimpia Milano che vincerà la serie 3 a 1. Alla fine di questa stessa serie si la società viene rilevata dall'imprenditore sassarese Stefano Sardara, da allora presidente della società.

Nella stagione successiva l'acquisto più importante fu Drake Diener, che si raggiunse quindi il cugino Travis. Il 15 gennaio del 2012 la squadra conquista per la prima volta la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, ma viene eliminata al primo turno dalla Mens Sana Siena. Alla fine della stagione regolare 2011-2012 conquista il 4º posto in classifica e ai playoff i sassaresi eliminano ai quarti la Canadian Solar Bologna con un secco 3-0, raggiungendo per la prima volta la semifinale scudetto nella quale ritrovano Siena, da cui vengono come in coppa sconfitti. Questo risultato consente in ogni caso l'accesso per la prima volta a una competizione europea, l'Eurocup, e a coach Meo Sacchetti viene assegnato il premio come miglior allenatore della Serie A.

Nella stagione 2012-2013, la Dinamo Sassari bissa l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia, questa volta grazie a un 2º posto nel girone di andata, ma ancora una volta è la Mens Sana Siena, in semifinale, a eliminare i biancoblu. Al termine della stagione regolare conferma il secondo posto in classifica, ma ai playoff l'eliminazione arriva a sorpresa al primo turno ad opera della Pallacanestro Cantù in una serie molto combattuta in sette partite. La partecipazione all'Eurocup, iniziata il 7 novembre, si conclude al termine della prima fase dopo due vittorie contro il Siviglia e due sconfitte contro la Stella Rossa e l'Orléans Loiret.

 
Azione di gioco durante una partita contro l'Angelico Biella.

Il punto di svolta societario avviene nella stagione successiva (2013-14): gli innesti di punta sono il play Marques Green e l'ala grande Caleb Green. La regular season non è fenomenale, ma il sesto posto garantisce la terza partecipazione alla Coppa Italia. Ai quarti di fronte la favorita Olimpia Milano e la Dinamo fa l'impresa vincendo di due punti. In semifinale incontra l'altra sorpresa Reggiana che eliminò la numero 2 del seeding Pall. Cantù e la vittoria è facile. In finale, il 9 febbraio 2014, incontra ancora una volta la Montepaschi Siena e con il punteggio di 80 a 73 conquista da outsider il suo primo trofeo nazionale. Nel campionato riconquista l'accesso ai playoff, piazzandosi al quarto posto nella classifica della stagione regolare. Accede alla semifinale contro l'Olimpia Milano, dopo aver eliminato Brindisi ai quarti in una serie conclusa 3-0. In semifinale, nonostante due vittorie in trasferta, la squadra sassarese perde tutte e tre le partite casalinghe, venendo quindi eliminata con il risultato di 4-2 nella serie. In Europa gioca per la seconda volta l'Eurocup: la campagna internazionale è migliore e arriva fino agli ottavi di finale, in cui viene sconfitta dall'Alba Berlino.

2014-2015: la Dinamo è campione d'ItaliaModifica

La stagione 2014-2015 è di per se storica poiché, il 25 giugno 2014, grazie alla vittoria in Coppa Italia, viene ufficializzata la sua prima partecipazione all'Eurolega. Il 10 luglio, con il sorteggio, la Dinamo viene inserita nel gruppo insieme a Real Madrid, Anadolu Efes Spor Kulübü, Zalgiris Kaunas e Nižnij Novgorod. Dal punto di vista del roster avvengono alcuni cambiamenti importanti: abbandonano i cugini Travis (ritiro) e Drake Diener (direzione Reggiana), autentici protagonisti delle cavalcate della prima Era Sardara e arrivano, per comporre il quintetto base, i forti americani Jeff Brooks, David Logan, Jerome Dyson e Rakim Sanders e il nigeriano Shane Lawal. A completare il roster l'ossatura degli italiani.

Nel weekend del 4 e 5 ottobre il PalaSerradimigni di Sassari ospita la Supercoppa italiana, disputatasi con la formula della Final Four. In semifinale i Giganti incontrano la Virtus Roma, semifinalista Scudetto, dilagando di 16 punti. In finale invece c'è la rivincita dei playoff della stagione passata, contro l'Olimpia Milano detentrice dello scudetto. La Dinamo si impone per 96-88 e conquista il secondo trofeo della sua storia.

Il 14 novembre 2014 la Dinamo vince la sua prima partita di Eurolega battendo lo Zalgiris Kaunas in casa con il punteggio 92-80 ma il suo cammino nella massima competizione continentale si conclude con 9 sconfitte in 10 partite.

In Serie A invece la partenza è super e dopo quattro giornate è per la prima volta nella sua storia in testa alla classifica. Con sole quattro sconfitte, ottiene l'accesso alla Coppa Italia 2015 come seconda classificata. Primo turno contro Corona Cremona, secondo ancora la Reggiana, entrambe vinte facilmente e il 22 febbraio 2015, la finale contro l'ormai rivale Olimpia Milano. Con la vittoria 104-91 la Dinamo Sassari conquista la sua seconda Coppa Italia consecutiva.

Chiude la stagione regolare classificandosi al 5º posto in classifica, e al primo turno di play-off affronta l'Aquila Trento. I quarti di finale si giocano al meglio delle 5 partite. La squadra di Meo Sacchetti perde nettamente gara-1 al PalaTrento, ma si rifà prontamente in gara-2 per poi aggiudicarsi la serie vincendo i due seguenti incontri disputatisi al PalaSerradimigni.
In semifinale c'è l'Olimpia Milano vincitrice della Regular season: Sassari vince gara-1 e perde gara-2, si aggiudica le due successive sfide disputatesi al PalaSerradimigni portandosi così ad una sola vittoria dalla conquista della finale. Tuttavia la squadra lombarda, con uno scatto d'orgoglio, si aggiudica le due successive sfide portando la serie in parità. La serie viene decisa in gara-7 all'over time che la squadra sarda si aggiudica ottenendo il diritto di partecipare alla Finale scudetto dove affronta la Reggiana. L'approccio alla finale non è dei migliori, infatti viene sconfitta piuttosto nettamente sia in gara-1 che gara-2, ma vince le due successive in Sardegna. Si torna al PalaBigi in parità e Gara-5 se la aggiudica la squadra di casa che si porta così ad una sola vittoria dalla conquista del tricolore. In gara-6 vi è la pronta rivincita della squadra sarda che si aggiudica la sfida dopo ben 3 over time. Il campionato viene così deciso all'ultimo tiro dell'ultima partita. Infatti con la Dinamo in vantaggio per 75-73 a poco più di 3 secondi dalla fine dell'incontro Reggiana ha a disposizione una rimessa in zona d'attacco: la palla finisce nelle mani di Drake Diener che tenta un tiro da tre punti. Il buzzer beater non va a segno pertanto la Dinamo Sassari il 26 giugno 2015 si aggiudica il primo scudetto della propria storia e siglando uno storico Triplete italiano: Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa, impresa riuscita fino ad allora solo a Siena e Treviso.

Gli anni post Scudetto e il primo trofeo europeoModifica

 
Azione al Palaserradimigni durante la finale della FIBA Europe Cup 2018-2019

Nella stagione successiva Jack Devecchi diventa capitano al posto di Vanuzzo, trasferitosi ad Udine. Confermati anche Brian Sacchetti, Matteo Formenti e David Logan. A Sassari arrivano l'ex Siena, Milano e Maccabi Tel Aviv MarQuez Haynes, Brenton Petway dall'Olympiacos, Jarvis Varnado (in precedenza a Pistoia e Roma), l'ex L.A. Lakers e Varese Christian Eyenga, il playmaker croato Rok Stipčević e Joe Alexander, già prima scelta al draft NBA. Come nuovi giocatori italiani arrivano Denis Marconato e Lorenzo D'Ercole.

 
Jack Cooley contende la palla a Mike Morrison nella finale della FIBA Europe Cup

La Dinamo nonostante i cambi nel roster sembra però appagata, sia in campionato che in Eurolega, tant'è che il 21 novembre in conferenza stampa il presidente Stefano Sardara annuncia che Meo Sacchetti termina la sua esperienza di allenatore alla Dinamo dopo 4 trofei in 6 stagioni, e viene sostituito da Marco Calvani.

La Dinamo chiude la regular season di Eurolega all'ultimo posto del suo gruppo e nelle Last 32 di Eurocup (inserita nel gruppo N) viene appaiata al Galatasaray, al Saragozza 2002 e allo Szolnoki Olaj. C'è comunque la qualificazione per il quinto anno consecutivo la Final Eight di Coppa Italia, ma viene eliminata dalla Vanoli Cremona. Il campionato non è dei migliori e il 6 marzo, in seguito alla sconfitta contro la Virtus Bologna, coach Calvani ufficializza le proprie dimissioni. La squadra viene affidata al General Manager Federico Pasquini che conclude la stagione in panchina, portando la squadra comunque ai playoff, ma viene eliminata ai quarti di finale dalla Grissin Bon Reggio Emilia nella rivincita della finale Scudetto.

La stagione successiva Pasquini viene confermato a sorpresa come coach, ma la squadra viene smantellata, lasciando solo il capitano Jack Devecchi (alla sua 11ª stagione a Sassari), Brian Sacchetti (7ª stagione) e Rok Stipčević. La squadra è lontana parente di quella del Triplete, ma nel 2017 raggiunge comunque le Final Eight di Coppa Italia e dopo aver battuto ai quarti di finale la Scandone Avellino e in semifinale il Germani Basket Brescia, viene sconfitta in finale dall'Olimpia Milano. Partecipa anche alla neonata Basketball Champions League, dove sfoggia dopo 15 anni nuovamente una divisa biancoverde in onore del passato negli anni '90, ma esce di scena ai quarti contro il Monaco. In campionato è quinta, ma ai playoff Aquila Trento elimina i sardi in tre gare.

L'annata seguente è da dimenticare e risulta la peggiore dall'arrivo in massima serie. Per la prima volta dopo 7 anni la Dinamo è fuori dalla Coppa Italia e dai playoff. Ad aprile viene anche destituito Pasquini, che ritorna ad essere general manager, e il traghettatore è un ex Dinamo, il macedone Zare Markovski. Disputa la Europe Cup, quarta coppa continentale, la seconda per importanza delle competizioni sotto l'egida FIBA, ma il cammino si ferma agli ottavi contro i francesi de Le Portel.

La stagione 2018-2019 riparte con un nuovo allenatore: l'ex giocatore casertano, secondo italiano della storia NBA, Vincenzo Esposito. Vengono confermati solo gli americani Dyshawn Pierre e Scott Bamforth e gli italiani Marco Spissu, Achille Polonara e ovviamente Devecchi. Arrivano gli americani lunghi Jack Cooley e Rashawn Thomas e il play Jamie Smith, più l'italiano Stefano Gentile. Causa rottura del legamento crociato anteriore di Bamforth, a gennaio viene acquistato Tyrus McGee, ex Reyer Venezia, più Justin Carter. La prima parte di stagione non è esaltante, sembra un remake dell'annata precedente. La squadra è discontinua e non sembra esserci margine di miglioramento, tuttavia una serie di vittorie consentono di riagguantare l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia con la sesta piazza. Ciononostante, per ragioni personali coach Esposito si dimette proprio nella settimana che precede l'appuntamento del Nelson Mandela Forum di Firenze e Sardara è costretto a chiamare un sostituto: viene scelto l'ex play di Varese e Fortitudo Bologna Gianmarco Pozzecco. In Coppa si arriva quasi all'improvvisata, ma una partita con grande cuore al primo turno contro la Reyer Venezia fa ottenere sul fil di sirena le semifinali. Questa è un remake del primo turno, ma questa volta allo scadere è N.B. Brindisi a conquistare la finale di un punto. Pozzecco riesce a dare entusiasmo da subito ma non le vittorie. Sono 3 le sconfitte del Poz, sommate alle 2 di Esposito fanno 5 di fila, facendo piombare la Dinamo fuori dalle zone verdi dei playoff. È l'avventura in FIBA Europe Cup a dare linfa vitale ai sardi. La Dinamo era partita addirittura dal secondo turno preliminare contro i portoghesi del Benfica. Poi le due fasi a girone, passate agevolmente. Inizia la fase ad eliminazione diretta con formule di andata e ritorno proprio con Pozzecco in panchina. Nell'ordine incontra Leida , Pınar Karşıyaka e Hapoel Holon, non perdendo mai nelle sei partite totali. La finale, sempre in due match, è contro i tedeschi del s.Oliver Würzburg. L'andata è a Sassari e i biancoblu si impongono di 5 punti con una bellissima partita vinta grazie ad una rimonta incredibile nel quarto quarto. Il 1 maggio 2019 si gioca il ritorno alla s.Oliver Arena di Wurzburg. La Dinamo non parte benissimo, la partita è sporca ma i ragazzi di Pozzecco, in fiducia dalla striscia positiva di 13 vittorie tra campionato e coppa, rimangono attaccati al match per poi strappare nel terzo quarto. Wurzburg ha un sussulto e rimane li, ma non riesce più a mettere la testa davanti: la Dinamo vince anche il ritorno per 91-89 e conquista così il primo titolo europeo della sua storia. Al termine della stagione regolare, la Dinamo arriva quarta in campionato. Dopo aver battuto ai quarti Brindisi e in semifinale Milano, entrambe per 3-0, disputa la sua seconda finale scudetto contro la Reyer Venezia: la serie finisce 4-3 per i lagunari.

CronistoriaModifica

Cronistoria della Polisportiva Dinamo
  • 1960 · Fondazione della Polisportiva Dinamo con sede a Sassari.

  • 1961-1962 · Campionato Allievi
  • 1962-1963 · in Serie B regionale.
  • 1963-1964 · in Serie B regionale.
  • 1964-1965 · in Serie B regionale.
  • 1965-1966 · in Serie B regionale,   promossa in Serie C.
  • 1966-1967 · in Serie C.
  • 1967-1968 · 11ª nel girone C di Serie C, retrocessa in Serie D   ma successivamente ripescata.
  • 1968-1969 · 12ª nel girone C di Serie C,   retrocessa in Serie D.
Seconda fase di Coppa Italia.
  • 1969-1970 · in Serie D,   promossa in Serie C.

  • 1970-1971 · 12ª nel girone C di Serie C,   retrocessa in Serie D.
  • 1971-1972 · in Serie D,   promossa in Serie C.
  • 1972-1973 · nel girone C di Serie C
  • 1973-1974 · in Serie C,   retrocessa in Serie D.
  • 1974-1975 · in Serie D,   promossa in Serie C.
  • 1975-1976 · in Serie C
  • 1976-1977 · in Serie C
  • 1977-1978 · in Serie C
  • 1978-1979 · in Serie C
  • 1979-1980 · in Serie C

4ª nel girone A degli ottavi di finale di Coppa Italia.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Challange round di Coppa Italia LNP.
Semifinali di Coppa Italia LNP.
Semifinali di Coppa Italia LNP.
Vince la Coppa Disciplina di Legadue (1º titolo).
Vince la Coppa Disciplina di Legadue (2º titolo).
Vince la Coppa Disciplina di Legadue (3º titolo).
Semifinali di Coppa Italia di Legadue.
Semifinali di Coppa Italia di Legadue.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Disciplina di Serie A (1º titolo).
Semifinali di Coppa Italia.
Regular season di Eurocup.
  Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Ottavi di finale di Eurocup.
  Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
  Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Regular season di Eurolega.
Last 32 di Eurocup.
Semifinale di Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Regular season di Eurolega.
Last 32 di Eurocup.
Finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Basketball Champions League.
Semifinali di Supercoppa italiana.
Regular season di Basketball Champions League.
Ottavi di finale di FIBA Europe Cup.
Semifinali di Coppa Italia.
  Vince la FIBA Europe Cup (1º titolo).

Stagione 19/20

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Sono in totale sei i marchi che nella storia della società si sono legati al club di via Roma. La prima azienda a cui furono concessi i naming rights, dal 1974 al 1975, fu la L.I.S.A. Parodi, azienda attiva nel settore industriale dell'attigua zona industriale di Porto Torres e successivamente, per un quadriennio, arrivò la Filippo Berio, azienda attiva nella produzione di oli commestibili e derivati. Dal 1979 al 1982 arrivò il primo sponsor sardo, con l'azienda vinicola Sella&Mosca di Alghero. Per una stagione la squadra biancoblu (allora in maglia granata) fu denominata Mercury Assicurazioni mentre dal 1983 iniziò il rapporto con le banche locali. Da quell'anno per sette stagioni infatti la squadra fu marchiata Banca Popolare di Sassari mentre dal 1990 ad oggi la squadra si legò al Banco di Sardegna. Con oltre 30 anni di sponsorizzazione, si tratta della partnership più longeva nel basket italiano, primato che è valso nel 2015 la vittoria del Premio Speciale Reverberi. Il forte legame con l'istituto finanziario sardo riuscì anche a cambiare il colore delle divise da gioco, che infatti dal 1992 al 2005 passò dal granata che caratterizzò gli anni '70 e '80 al biancoverde.[5] Dal 2005 la Dinamo assunse i colori di fondazione biancoblu ma dalla stagione 2015-2016 la società ha riproposto una divisa di colore verde per le competizioni europee.[6]

Main sponsorModifica

Cronologia dei main sponsor

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Aggiornati al 4 giugno 2019.

Il PalaSerradimigniModifica

 
L'interno del PalaSerradimigni.

Costruito negli anni ottanta, il PalaSerradimigni è la casa della Dinamo Sassari. La struttura ha una capienza totale di 5000 posti e dispone di punti ristoro, baby parking, sala video con 15 postazioni e sala stampa.

Si trova nella parte alta della città, di fronte allo stadio cittadino di calcio “Vanni Sanna”. In passato, nell'impianto si sono disputati anche incontri di pallamano, pallavolo maschile e femminile e varie edizioni del Trofeo Internazionale Guido Sieni di judo.

Il palazzetto nel 2007 è stato intitolato a Roberta Serradimigni, campionessa del basket isolano e nazionale scomparsa nel 1996, a 32 anni, in seguito ad un incidente stradale. Fra le migliori cestiste sarde approdate ai massimi livelli della disciplina, più volte convocata nelle selezioni nazionali, nel 1980 ha vinto la medaglia d'argento ai Campionati Europei categoria cadette, aggiudicandosi il titolo di miglior marcatrice della manifestazione.

Roster 2019-2020Modifica

Aggiornato al 12 agosto 2019.[11]

Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso Note
0   P Marco Spissu 1995 184 75
2   C Miro Bilan 1989 213 121
7   GA Lorenzo Bucarelli 1998 196 93
8   GA Giacomo Devecchi 1985 196 88  
11   A Dwayne Evans 1992 201 104
15   C Daniele Magro 1987 208 105
21   A Dyshawn Pierre 1993 198 104
22   PG Stefano Gentile 1989 191 90
27   C Marco Maganza 1991 205 111
31   G Michele Vitali 1991 196 89
33   AG Achille Polonara 1991 205 102
55   PG Curtis Jerrells 1987 185 88
Pos. Quintetto Panchina Panchina Riserve
P Marco Spissu Curtis Jerrels
G Michele Vitali Stefano Gentile
AP Dyshawn Pierre Lorenzo Bucarelli Giacomo Devecchi
AG Dwyane Evans Achille Polonara
C Miro Bilan Daniele Magro Marco Maganza

Staff dirigenziale e tecnicoModifica

 
Organigramma
  • Presidente: Stefano Sardara
  • Vice presidente: Gianmario Dettori
  • Amministratore Delegato: Renato Nicolai
  • General manager: Federico Pasquini
  • Dir. marketing e rel. esterne: Luigi Peruzzu
  • Team Manager: Emanuele Fara
  • Allenatore: Gianmarco Pozzecco
  • Assistente allenatore: Edoardo Casalone
  • Assistente allenatore: Giorgio Gerosa
  • Preparatore fisico: Matteo Boccolini
  • Fisioterapista: Simone Unali
  • Fisioterapista: Ugo D'Alessandro
  • Fisioterapista: Andrea Giordo
  • Fisioterapista: Raffaele Cabizza
  • Medico sportivo: Antonello Cuccuru
  • Ortopedico: Andrea Manunta
  • Medico sociale: Giuseppe Casu
  • Responsabile tecnico settore giovanile: Massimo Bisin
  • Responsabile organizzazione settore giovanile: Giovanni Piras
  • Pres. Fondazione Dinamo: Antonio Tilocca
  • Ufficio Stampa: Angela Recino e Valentina Sanna
  • Segreteria: Tiziana Piga

PalmarèsModifica

Titoli nazionaliModifica

2014-2015

Trofei nazionaliModifica

2014, 2015
2014

Trofei internazionaliModifica

2018-2019

Titoli giovaniliModifica

  •   Campionato Italiano Under 18 Elite: 1
2015-2016

Record assolutiModifica

  • 65 minuti giocati da un giocatore in una singola partita
    Jonathan Haynes in Banco di Sardegna Sassari - Lineltex Trieste 121-116
    Serie A2 1998-99, 4ª giornata di andata (18 ottobre 1998)[12]
  • 5 tempi supplementari giocati in una singola partita
    Banco di Sardegna Sassari - Lineltex Trieste 121-116
    Serie A2 1998-99, 4ª giornata di andata (18 ottobre 1998)[12]
  • 9 schiacciate di uno stesso giocatore in una singola partita
    George Banks in Banco di Sardegna Sassari - Koncret Rimini 92-87
    Serie A2 1996-97, 6ª giornata di ritorno (5 gennaio 1997)[13]
  • 158 punti totali in una singola partita*
    Banco di Sardegna Sassari - Pallacanestro Pavia 158-91
    Serie A2 1994-95, 9ª giornata di ritorno (12 febbraio 1995)[14]
  • 216 valutazione totale in una singola partita*
    Banco di Sardegna Sassari - Pallacanestro Pavia 158-91
    Serie A2 1994-95, 9ª giornata di ritorno (12 febbraio 1995)[14]
  • 34 rimbalzi concessi al singolo giocatore avversario
    Mark Landsberger in Lotus Montecatini - Banco di Sardegna Sassari 93-73
    Serie A2 1990-91, 9ª giornata di andata (11 novembre 1990)[15]


* Questi due record sono stati superati nella Serie A 2009-10. Tuttavia, in seguito al fallimento della Nuova AMG Sebastiani, le partite in questione sono state omologate con il risultato di 20-0. Pertanto, il record è ancora detenuto dalla Dinamo Sassari.

Migliori marcatori di sempreModifica

 
Trent Whiting durante i play-off 2008-09.
Giocatore Stagioni Punti
1 Rotondo, Emanuele Emanuele Rotondo 13 4 613
2 Diener, Drake Drake Diener 3 1 987
3 Casarin, Federico Federico Casarin 5 1 923
4 Vanuzzo, Manuel Manuel Vanuzzo 9 1 901
5 Bonino, Mauro Mauro Bonino 4 1 856
6 Diener, Travis Travis Diener 4 1 728
7 Rowe, Jason Jason Rowe 2 1 593
8 Thompson, Paul Paul Thompson 2 1 436
9 Haynes, Jonathan Jonathan Haynes 2 1 345
10 Whiting, Trent Trent Whiting 2 1 333
11 Comegys, Dallas Dallas Comegys 2 1 315
12 Logan, David David Logan 2 1 295
Giocatore Stagioni Punti
13 Banks, George George Banks 3 1 257
14 Devecchi, Giacomo Giacomo Devecchi 12 1 256
15 Sacchetti, Brian Brian Sacchetti 7 1 224
16 Kemp, Marcelus Marcelus Kemp 1 919
17 Stipčević, Rok Rok Stipčević 3 873
18 Longobardi, Francesco Francesco Longobardi 2 867
19 Mastroianni, Sergio Sergio Mastroianni 2 860
20 Hubálek, Jiří Jiří Hubálek 2 824
21 Frederick, Anthony Anthony Frederick 1 782
22 Curcic ,Radisav Radisav Ćurčić 1 759
23 Dyson, Jerome Jerome Dyson 1 700
24 Easley, Tony Tony Easley 2 699
  • I dati si riferiscono ai soli campionati di: Serie A, A2 e Legadue (Playoff inclusi)
  • I nomi in grassetto sono atleti ancora presenti nel roster della Dinamo
  • Aggiornato al 28 maggio 2018

AllenatoriModifica

 
Gli allenatori della Dinamo
 
Demis Cavina, allenatore della Dinamo dal 2007 al 2009.
 
Romeo Sacchetti, allenatore dalla promozione in Serie A nella stagione 2009-2010 allo storico triplete del 2014-2015.
 
L'allenatore Gianmarco Pozzecco durante la finale della FIBA Europe Cup 2018-2019

GiocatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Cestisti della Polisportiva Dinamo

Tifo organizzatoModifica

 
La curva dei tifosi della Dinamo.
  • Eagles (presenti nella palestra CONI dal 1978-79)
  • Warriors (settore "C" del PalaSerradimigni dal 1991)
  • Onda D'Urto (1991 - X)
  • Alta Marea (X - 2000)
  • Dinamo Web Club (2001 - 2002)
  • Commando Ultrà Dinamo (2002 - oggi)
  • Coordinamento Settore D (2013 - 2016)
  • Orgoglio Biancoblu (2016 - oggi)

GemellaggiModifica

  • Arsân - Pallacanestro Reggiana (Commando Ultrà Dinamo)

RivalitàModifica

Negli anni '80, in Serie B, esisteva una rivalità regionale con l'Esperia Cagliari. Negli ultimi anni si è creata rivalità sportiva con l'Olimpia Milano e Pallacanestro Varese.

Maglie ritirateModifica

 
Emanuele
Rotondo
[16]
Guardia
1991-2007
 
Travis
Diener
[16]
Playmaker

2010-2014

NoteModifica

  1. ^ In precedenza ci furono solo vittorie paralimpiche, nello specifico nella pallacanestro in carrozzina con il GSD Anmic Sassari nell'IWBF Champions Cup nel 2002 e del GSD Porto Torres che vinse la Coppa Vergauwen nel 2003 e la Brinkmann Cup nel 2013.
  2. ^   (IT) DinamoTV, COME NACQUE LA DINAMO, Polisportiva Dinamo, 23 aprile 2019. URL consultato il 23 aprile 2019.
  3. ^ [https://www.dinamobasket.com/sr/blog/buon-compleanno-dinamo-1 Dinamobasket.com - BUON COMPLEANNO, DINAMO!
  4. ^ a b c d e La storia, Polisportiva Dinamo Sassari. URL consultato il 23 aprile 2019.
  5. ^ Dinamobasket.com - All time Rosters
  6. ^ PianetaBasket.com - Champions League - In Champions con i colori della Storia: per la Dinamo Sassari ritorno al biancoverde
  7. ^ Dinamobasket.com - BANCO DI SARDEGNA, su dinamobasket.com. URL consultato il 4 giugno 2019.
  8. ^ Dinamobasket.com - EYE SPORT, su dinamobasket.com. URL consultato il 4 giugno 2019.
  9. ^ Dinamobasket.com - GOLD SPONSOR, su dinamobasket.com. URL consultato il 3 giugno 2019.
  10. ^ Dinamobasket.com - SILVER SPONSOR, su dinamobasket.com. URL consultato il 4 giugno 2019.
  11. ^ dinamobasket.com, http://www.dinamobasket.com/it/roster.
  12. ^ a b Banco di Sardegna Sassari - Lineltex Trieste 121-116, Legabasket.it. URL consultato il 24 settembre 2014.
  13. ^ Banco di Sardegna Sassari - Koncret Rimini 92-87, Legabasket.it. URL consultato il 24 settembre 2014.
  14. ^ a b Banco di Sardegna Sassari - Pallacanestro Pavia 158-91, Legabasket.it. URL consultato il 24 settembre 2014.
  15. ^ Lotus Montecatini - Banco di Sardegna Sassari 93-73, Legabasket.it. URL consultato il 24 settembre 2014.
  16. ^ a b Andrea Sini, La leggendaria "12" saluta per sempre (PDF), La Nuova Sardegna, 21 agosto 2014. URL consultato il 30 agosto 2017.

BibliografiaModifica

  • Flaminio Mancaleoni, Da San Giuseppe al paradiso, a cura di Sabrina Giuliodori, Sassari, Compagnia di Ventura, 1993.
  • Gianluca Derelitto, Dinamo, un viaggio lungo mezzo secolo, Sassari, 2009.
  • Roberto Sanna, Dinamo 50 anni, Sassari, EDES, 2010.
  • Nando Mura e Giampiero Marras, Dinamite a canestro. La favola della Dinamo, Cagliari, L'Unione Sarda, 2013.
  • Andrea Sini, L'anno della coppa, Sassari, EDES, 2014, ISBN 978-88-6025-331-6.
  • Giovanni Dessole, #GigantiAlCubo Diario di un viaggio possibile, Sassari, Dinamo Sassari, 2015.

Collegamenti esterniModifica

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