James Duckworth

tennista australiano
James Duckworth
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James Duckworth agli US Open 2016
Nazionalità Australia Australia
Altezza 183[1] cm
Peso 82[1] kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 47-76 (38.21%)[1]
Titoli vinti 0[1]
Miglior ranking 46º (31 gennaio 2022)
Ranking attuale 65º (21 febbraio 2022)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (2012, 2013, 2015, 2021)
Francia Roland Garros 2T (2021)
Regno Unito Wimbledon 3T (2021)
Stati Uniti US Open 2T (2016)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici 2T (2020)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 12-26 (31.58%)[1]
Titoli vinti 0
Miglior ranking 185º (10 febbraio 2020)
Ranking attuale 358º (14 febbraio 2022)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (2020)
Francia Roland Garros 1T (2015, 2020)
Regno Unito Wimbledon
Stati Uniti US Open 1T (2021)
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 21 febbraio 2022

James Duckworth (Sydney, 21 gennaio 1992) è un tennista australiano. Ha vinto diversi tornei nei circuiti Challenger e ITF Futures; nel circuito ATP ha raggiunto una finale in singolare all'Astana Open 2021 e una in doppio al Brisbane International 2016. I suoi migliori ranking ATP sono il 46º in singolare, raggiunto nel gennaio 2022, e il 185º in doppio nel febbraio 2020.

BiografiaModifica

Figlio di David e Karen Duckworth, ha un fratello di nome Nick e la sorella Kate. Anche la nonna Beryl Penrose era tennista e vinse negli anni 1950 un titolo in singolare, due in doppio femminile e uno in doppio misto all'Australian Open. Duckworth inizia a giocare a tennis a 7 anni e i suoi idoli da ragazzo sono Lleyton Hewitt e Patrick Rafter. Ha studiato Commercio all'Università Deakin nello Stato di Victoria (Australia).[1]

CarrieraModifica

JunioresModifica

Da juniores vince 3 titoli in singolare e 3 in doppio nei tornei ITF. Nei tornei juniores del Grande slam ottiene i migliori risultati nel 2010, in singolare raggiunge in gennaio i quarti all'Australian Open, in giugno le semifinali al Roland Garros, dove con Jason Kubler disputa i quarti nel torneo di doppio, e in luglio arriva nei quarti in singolare anche a Wimbledon. Alla fine di questo torneo raggiunge la sua migliore classifica di categoria al 7º posto del ranking mondiale.[2]

2008-2011, inizi da professionista, primi titoli ITF FuturesModifica

Fa il suo esordio nel circuito ITF nel novembre 2008 e subito guadagna i primi punti nel ranking raggiungendo i quarti di finale nel torneo Futures Australia F11. Dopo un'altra isolata apparizione, comincia a giocare in pianta stabile tra i professionisti nell'ottobre 2009. Nel gennaio 2010 disputa per la prima volta le qualificazioni in tornei del circuito maggiore subendo due secche sconfitte al primo turno nell'ATP 250 di Sydney e all'Australian Open. Supera per la prima volta le qualificazioni in un Challenger nel gennaio 2011 al Burnie International e viene eliminato al primo turno del tabellone principale. Nel maggio successivo, alla sua prima finale da professionista, vince il titolo al Poland F1 Futures superando in finale Grzegorz Panfil. Nel giro di tre mesi disputa altre 5 finali ITF Futures vincendone altre tre e il 29 agosto entra nella top 300 del ranking. In ottobre vince il primo incontro nel main draw di un torneo Challenger a São José do Rio Preto.

2012, primi incontri vinti nel circuito maggiore, due semifinali Challenger e top 200Modifica

Inizia la stagione al Brisbane International 2012 – dove entra con una wild card – e al primo turno vince il suo primo match del circuito maggiore sconfiggendo il nº 80 del ranking Nicolas Mahut, per essere poi eliminato da Gilles Simon. Con un'altra wild card prende parte all'Australian Open e supera il primo turno con la vittoria su Jürgen Zopp prima di cedere in quattro set a Janko Tipsarevic. Continua a salire in classifica con la sua prima semifinale in un Challenger a Caloundra, dopo la quale fa il suo ingresso nella top 200. In aprile disputa la sua seconda semifinale Challenger a San Paolo del Brasile e si porta alla 167ª posizione del ranking. Nel prosieguo della stagione partecipa senza successo alle qualificazioni al Roland Garros, a Wimbledon e agli US Open, mentre nel circuito Challenger raggiunge per tre volte i quarti di finale. Verso fine anno deve osservare un periodo di convalescenza a seguito di un'operazione al gomito destro.[1]

2013, primo titolo Challenger in doppio, 132º nel ranking in singolareModifica

Torna a giocare il secondo turno all'Australian Open ma in singolare non ottiene risultati di rilievo nei Challenger né vince altri incontri nei tornei ATP di inizio stagione. In febbraio disputa la sua prima finale Challenger in carriera al torneo di doppio di Adelaide in coppia con Greg Jones, e vengono sconfitti in due set da Samuel Groth / Matt Reid. Rientra nel circuito ITF e si aggiudica in singolare due delle tre finali disputate tra febbraio e maggio, mentre in doppio conquista il primo titolo Challenger in aprile a Itajaí, dove in coppia con Pierre-Hugues Herbert sconfigge per 7-5, 6-2 in finale Guilherme Clezar / Fabricio Neis. In maggio arriva in semifinale in singolare al Challenger di Rio Quente; a fine mese supera per la prima volta le qualificazioni in una prova del Grande Slam al Roland Garros e al primo turno viene eliminato da Blaz Kavcic. Subisce la stessa sorte a Wimbledon, vince i tre incontri di qualificazione e al primo turno cede a Denis Kudla al quinto set. Raggiunge il secondo turno all'ATP 250 di Bogotà e subito dopo disputa la sua prima finale Challenger a Lexington, persa in tre set contro James Ward. Dopo il secondo turno raggiunto a Washington sale al 149º posto del ranking. Non supera il primo turno agli US Open e torna a migliorare il ranking con due semifinali raggiunte in tornei Challenger australiani di fine anno, arrivando al 132º posto.

 
Duckworth a Wimbledon 2014

2014, primi titoli Challenger in singolareModifica

Inizia la stagione con l'uscita al primo turno a Brisbane e all'Australian Open, dove viene sconfitto seccamente da Federer. Il primo risultato positivo è la semifinale raggiunta in febbraio al Challenger di Adelaide, nella quale però si ritira dopo tre soli giochi del primo set. Si sottopone a una nuova operazione al gomito destro,[1] torna a giocare dopo quasi due mesi e subito arriva in finale al Challenger di Santiago, dove viene sconfitto in tre set da Thiemo de Bakker. Supera di nuovo le qualificazioni al Roland Garros e come l'anno precedente viene eliminato al primo turno. Sconfitto al secondo turno al Queen's, il sorteggio di Wimbledon lo mette di fronte al primo turno al nº 14 ATP Richard Gasquet, che si impone al quinto set. Il 27 luglio Duckworth vince il suo primo titolo Challenger in singolare a Lexington, sconfiggendo James Ward con il punteggio di 6-3, 6-4. Ha quindi inizio un periodo negativo in cui raccoglie soprattutto sconfitte che ha termine in novembre, quando vince a Charlottesville il suo secondo Challenger battendo in tre set Liam Broady. Questo risultato gli fa chiudere la stagione con il nuovo best ranking in 127ª posizione.

2015, due volte nei quarti di finale in tornei ATP, top 100Modifica

Al primo impegno stagionale a Brisbane disputa per la prima volta i quarti di finale in un torneo ATP; al primo turno concede solo quattro giochi al nº 21 ATP Gilles Simon, elimina Jarkko Nieminen e nei quarti vince un solo gioco contro Federer. Non va oltre il secondo turno all'Australian Open, ma gli è sufficiente per salire al 107º posto del ranking. A fine febbraio arriva in finale sia in singolare che in doppio al Challenger di Kolkata e le perde entrambe. Supera per la prima volta le qualificazioni a un Masters 1000 a Indian Wells, al primo turno sconfigge Dominic Thiem e viene eliminato al secondo da Fernando Verdasco. A fine torneo fa il suo ingresso nella top 100. Si ripete al Miami Masters, dove è ancora Verdasco a batterlo al secondo turno, e con la semifinale al successivo Challenger di San Luis Potosì sale all'82ª posizione. In maggio si spinge fino ai quarti nell'ATP 250 di Nizza. Nei successivi nove tornei, tutti del circuito maggiore tra i quali gli ultimi tre Slam stagionali, non supera mai il secondo turno e vince in totale tre incontri. Torna a giocare nei Challenger a fine stagione e non ottiene risultati significativi, chiudendo il 2015 al 120º posto del ranking.

 
Duckworth al Citi Open 2016 di Washington

2016, prima finale ATP in doppio, infortuni, discesa e risalita nel rankingModifica

Inizia la stagione nei tornei del circuito maggiore e il 10 gennaio 2016 disputa la sua prima finale ATP nel torneo di doppio a Brisbane in coppia con Chris Guccione, e vengono battuti da Henri Kontinen / John Peers con il punteggio di 6-7, 1-6. Nei primi tornei in singolare ha un bilancio di una vittoria e tre sconfitte, tra cui quella al primo turno all'Australian Open. A fine gennaio accede alla semifinale del Challenger di Maui ma deve dare forfait per un problema ai flessori del gomito destro. La convalescenza si protrae per un infortunio al polso sinistro,[3] al rientro in maggio si trova oltre la 200ª posizione e subito vince due titoli consecutivi, l'ITF China F6 a Wuhan e il Challenger di Bangkok. Gioca senza successo tre tornei sull'erba in preparazione a Wimbledon e nello Slam londinese viene eliminato al primo incontro di qualificazione. Nei successivi sette tornei americani supera il primo turno solo a Washington e agli US Open. Raggiunge il secondo turno anche a Tokyo e chiude bene la stagione raggiungendo tre finali Challenger, vincendo quelle di Canberra e Toyota e tornando a ridosso della top 100.

2017-2018, infortuni, lunghe convalescenze, crollo e risalita nel rankingModifica

Disputa il suo unico torneo del 2017 all'Australian Open e viene eliminato al primo turno, subisce quindi una frattura da stress al piede destro che lo costringe a due operazioni e lo tiene lontano dai campi per un'intera stagione; nel marzo di quell'anno si sottopone inoltre a un'operazione alla spalla sinistra. Nonostante il dolore al piede persista, rientra nel gennaio 2018 con il nº 992 del ranking e non supera le qualificazioni né all'ATP di Brisbane né all'Australian Open. Si opera per la terza volta al piede in febbraio, il mese successivo al gomito destro e inizia una nuova faticosa riabilitazione, con seri dubbi sulla possibilità di poter tornare a giocare.[1][4] Rientra a fine maggio 2018, con il ranking protetto entra nel tabellone principale del Roland Garros e viene subito eliminato. Prende quindi parte al torneo ITF Turkey F22, raggiunge la finale e si ritira nel corso del secondo set. Riprende a giocare tre settimane più tardi a Wimbledon ed esce di nuovo al primo turno, ma il dolore al piede è passato e comincia a giocare con regolarità. Dopo altre due eliminazioni al primo turno, torna a vincere un incontro ATP a Washington dove supera prima Thai-Son Kwiatkowski e poi Jason Kubler prima di essere eliminato al terzo turno da Stefanos Tsitsipas. Sconfitto al primo turno agli US Open, il 16 settembre vince il suo primo torneo dopo quasi due anni al Challenger di Cary, superando in due set nella finale Reilly Opelka, successo che gli vale il ritorno nella top 300 del ranking. Unico risultato degno di nota a fine stagione è la semifinale al Tiburon Challenger.

2019, quattro titoli Challenger e rientro nella top 100Modifica

Apre il 2019 arrivando in semifinale nel torneo di doppio a Brisbane insieme a Jordan Thompson. In singolare viene eliminato al primo turno nei primi tre tornei stagionali del circuito maggiore, torna a giocare nei Challenger e a fine febbraio vince quello di Bangkok II sconfiggendo in due set Alejandro Davidovich Fokina in finale, risultato che lo porta nella top 200. Nel periodo che segue continua a risalire la classifica nei Challenger senza ottenere particolari successi, e viene eliminato nelle qualificazioni sia al Roland Garros che a Wimbledon. Torna a mettersi in luce in agosto con la finale a Yokkaichi, dove viene sconfitto nel tiebreak decisivo da Yūichi Sugita, e il 1º settembre batte Sasikumar Mukund nella finale di Baotou. Esce nelle qualificazioni agli US Open e in ottobre perde contro Vasek Pospisil la finale del Las Vegas Challenger. Con le finali vinte in novembre nei Challenger di Playford e Pune – dove batte rispettivamente Yasutaka Uchiyama e Jay Clarke – chiude la stagione al 100º posto del ranking.

2020, prima semifinale ATP, un titolo Challenger, esordio in Coppa Davis e 71º nel rankingModifica

Inizia il 2020 ad Adelaide e vince al primo turno contro Federico Delbonis, al secondo viene sconfitto da Félix Auger-Aliassime. Ai successivi Australian Open ottiene il suo miglior risultato in una prova del Grande Slam raggiungendo i quarti di finale nel torneo di doppio in coppia con Marc Polmans, mentre in singolare viene eliminato al primo turno da Aljaž Bedene in 5 set. In febbraio raggiunge la sua prima semifinale in singolare in un torneo ATP a Pune e viene sconfitto per 6-7, 4-6 da Jahor Herasimaŭ. La settimana successiva vince il Challenger di Bangalore superando in finale Benjamin Bonzi. I risultati di inizio stagione gli consentono di ritoccare i propri migliori ranking ATP, issandosi al 185º posto in doppio e al 71º in singolare. In marzo fa il suo esordio nella squadra australiana di Coppa Davis in occasione della sfida vinta 3-1 contro il Brasile, viene schierato in doppio in coppia con John Peers e perde al tiebreak del set decisivo da Felipe Meligeni Alves / Marcelo Demoliner. Quello stesso mese si sottopone a un intervento chirurgico alla spalla destra già operata tre anni prima.[1] Rientra a fine agosto e nei 9 incontri disputati nell'ultimo scorcio stagionale ne vince solo 3 nei tabelloni di qualificazione ATP.

 
Roland Garros 2021

2021, prima finale ATP in singolare, esordio olimpico, un titolo Challenger e top 50 nel rankingModifica

L'esordio stagionale avviene in febbraio a Melbourne, dove esce al terzo turno dopo aver eliminato al secondo l'emergente Ugo Humbert, nº 32 del ranking ATP. Al secondo turno dell'Australian Open raccoglie solo 7 giochi contro Auger-Aliassime, mentre in doppio, ancora con Polmans, si spinge fino al terzo turno. In marzo ottiene al secondo turno del Miami Masters una delle vittorie più significative in carriera infliggendo un severo 6-3, 6-1 al nº 13 del mondo David Goffin, per poi essere eliminato da Alexander Bublik al terzo turno. Con la vittoria su Salvatore Caruso, accede per la prima volta al secondo turno del Roland Garros e viene eliminato da Ricardas Berankis. Ottiene la sua migliore prestazione anche a Wimbledon spingendosi fino al terzo turno grazie ai successi su Radu Albot e Sam Querrey, prima di cedere in tre set a Lorenzo Sonego. A fine luglio fa il suo esordio olimpico ai Giochi di Tokyo e viene eliminato al secondo turno da Karen Khachanov.

Due settimane più tardi supera le qualificazioni al Toronto Masters, sconfigge quindi in due set Taylor Fritz e il nº 15 ATP Jannik Sinner e viene battuto al terzo turno dal nº 2 del mondo Daniil Medvedev. A fine torneo porta il suo miglior ranking alla 69ª posizione. Eliminato al primo turno degli US Open, in settembre riprende a salire nel ranking con la vittoria in finale nell'Istanbul Challenger contro il taiwanese Wu Tung-lin. La settimana successiva disputa la prima finale ATP in carriera all'Astana Open di Nur-Sultan, dove supera nell'ordine Kukushkin, Krajinović, il campione uscente Millman e in semifinale Ivashka; in finale cede a Kwon Soon-woo, che si impone con il punteggio di 7-6, 6-3. Al Sofia Open viene eliminato nei quarti da Jannik Sinner – che conquisterà il titolo – e nei successivi tre tornei vince un solo incontro. Si riscatta raggiungendo i quarti di finale al Masters di Parigi, viene eliminato da Hubert Hurkacz dopo aver sconfitto tra gli altri il nº 20 ATP Roberto Bautista Agut e a fine torneo sale alla 47ª posizione mondiale, nuovo best ranking.

2022Modifica

Nonostante inizi la stagione con tre sconfitte su altrettanti incontri all'ATP Cup e agli Australian Open, a fine gennaio porta il best ranking alla 46ª posizione.

StatisticheModifica

SingolareModifica

Finali perse (1)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP Tour 500 (0)
ATP Tour 250 (1)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 26 settembre 2021   Astana Open, Nur-Sultan Cemento (i)   Kwon Soon-woo 6(6)–7, 3–6

DoppioModifica

Finali perse (1)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP Tour 500 (0)
ATP Tour 250 (1)
N. Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 10 gennaio 2016   Brisbane International, Brisbane Cemento (i)   Chris Guccione   Henri Kontinen
  John Peers
6(4)–7, 1–6

Tornei minoriModifica

SingolareModifica

Vittorie (19)Modifica
Legenda tornei minori
Challenger (12)
Futures (7)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 22 maggio 2011   Poland F1 Futures, Cracovia Terra rossa   Grzegorz Panfil 6–3, 6–4
2. 12 giugno 2011   Poland F4 Futures, Bytom Terra rossa   Peter Torebko 6–3, 3–6, 6–4
3. 10 luglio 2011   Italy F17 Futures, Sassuolo Terra rossa   Thomas Fabbiano 6–1, 6–2
4. 20 agosto 2011   Italy F24 Futures, Este Terra rossa   Daniele Giorgini 6–2, 6–3
5. 31 marzo 2013   Australia F5 Futures, Bundaberg Terra rossa   Jason Kubler 7–69, 6–2
6. 5 maggio 2013   Chile F3 Futures, Santiago del Cile Terra rossa   Christian Garín 6–1, 6–3
7. 27 luglio 2014   Fifth Third Bank Tennis Championships, Lexington Cemento   James Ward 6–3, 6–4
8. 21 novembre 2014   Charlottesville Men's Pro Challenger, Charlottesville Cemento (i)   Liam Broady 5–7, 6–3, 6–2
9. 15 maggio 2016   China F6, Wuhan Cemento   Yusuke Takahashi 6–3, 6–2
10. 22 maggio 2016   Bangkok Challenger III, Bangkok Cemento   Sam Barry 7–65, 6–4
11. 6 novembre 2016   Canberra Tennis International, Canberra Hard   Marc Polmans 7–5, 6–3
12. 13 novembre 2016   Dunlop World Challenge, Toyota Sintetico (i)   Tatsuma Itō 7–5, 4–6, 6–1
13. 16 settembre 2018   Cary Challenger, Cary Cemento   Reilly Opelka 7–64, 6–3
14. 24 febbraio 2019   Bangkok Challenger II, Bangkok Cemento   Alejandro Davidovich Fokina 6–4, 6–3
15. 1º settembre 2019   International Challenger Baotou, Baotou Terra battuta (i)   Sasikumar Mukund 6–4, 6–3
16. 3 novembre 2019   City of Playford Tennis International, Playford Cemento   Yasutaka Uchiyama 7–62, 6–4
17. 17 novembre 2019   Pune Challenger, Pune Cemento   Jay Clarke 4–6, 6–4, 6–4
18. 16 febbraio 2020   Bengaluru Open, Bangalore Cemento   Benjamin Bonzi 6–4, 6–4
19. 19 settembre 2021   Istanbul Challenger, Istanbul Cemento   Wu Tung-lin 6–4, 6–2
Finali perse (10)Modifica
Legenda tornei minori
Challenger (6)
Futures (4)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 29 maggio 2011   Poland F2 Futures, Katowice Terra rissa   Marcin Gawron 4–6, 2–6
2. 3 luglio 2011   Italy F16 Futures, Bologna Terra rossa   Daniele Giorgini 64–7, 63–7
3. 17 febbraio 2013   Australia F1 Futures, Melbourne Cemento   Stéphane Robert 63–7, 3–6
4. 22 luglio 2013   Fifth Third Bank Tennis Championships, Lexington Cemento   James Ward 6–4, 3–6, 4–6
5. 20 aprile 2014   Santiago Challenger, Santiago del Cile Terra battuta   Thiemo de Bakker 6–4, 610–7, 1–6
6. 28 febbraio 2015   State Bank of India ATP Challenger Tour, Kolkata Cemento   Radu Albot 60-7, 1-6
7. 13 novembre 2016   Kobe Challenger, Kobe Cemento (i)   Chung Hyeon 4–6, 62-7
8. 10 giugno 2018   Turkey F22, Antalya Terra battuta   Thomas Statzberger 3–6, 0–1 rit.
9. 11 agosto 2019   Yokkaichi Challenger, Yokkaichi Cemento   Yūichi Sugita 6–3, 3–6, 6 1-7
10. 20 ottobre 2019   Las Vegas Challenger, Las Vegas Cemento   Vasek Pospisil 5–7, 7–611, 3–6

DoppioModifica

Vittorie (1)Modifica
Legenda tornei minori
Challenger (1)
Futures (0)
N. Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 14 aprile 2013   Taroii Open de Tênis, Itajaí Terra rossa   Pierre-Hugues Herbert   Guilherme Clezar
  Fabricio Neis
7–5, 6–2
Finali perse (2)Modifica
Legenda tornei minori
Challenger (2)
Futures (0)
N. Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 10 febbraio 2013   Charles Sturt Adelaide International, Adelaide Cemento   Greg Jones   Samuel Groth
  Matt Reid
2–6, 4–6
2. 27 febbraio 2015   State Bank of India ATP Challenger Tour, Kolkata Cemento   Luke Saville   Jeevan Nedunchezhiyan
  Somdev Devvarman
walkover

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) James Duckworth - Bio, su atpworldtour.com. URL consultato il 22 agosto 2021.
  2. ^ (EN) James Duckworth Juniors Singles Overview, su itftennis.com.
  3. ^ (EN) DUCKWORTH OUT TO MAKE UP FOR LOST TIME, su tennis.com.au, 9 agosto 2016.
  4. ^ (EN) Five Surgeries Later, Duckworth Makes Triumphant Return, su atptour.com, 22 settembre 2018.

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