David Goffin

tennista belga
David Goffin
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David Goffin nel 2021
Nazionalità Belgio Belgio
Altezza 179[1] cm
Peso 70 kg
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Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 292 – 197 (59.71%)
Titoli vinti 5
Miglior ranking 7º (20 novembre 2017)
Ranking attuale 33º (4 ottobre 2021)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (2017)
Francia Roland Garros QF (2016)
Regno Unito Wimbledon QF (2019)
Stati Uniti US Open 4T (2017, 2018, 2019, 2020)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals F (2017)
Olympic flag.svg Giochi olimpici 3T (2016)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 14 – 31 (31.11%)
Titoli vinti 1
Miglior ranking 158º (15 luglio 2019)
Ranking attuale 791º (4 ottobre 2020)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (2013)
Francia Roland Garros
Regno Unito Wimbledon
Stati Uniti US Open 1T (2012, 2015)
Palmarès
Argento Coppa Davis 2015
Argento Coppa Davis 2017
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 4 ottobre 2021

David Goffin (IPA: [david ɡɔfɛ̃]; Liegi, 7 dicembre 1990) è un tennista belga. È stato il nº 7 del mondo in singolare nel 2017, anno in cui è stato sconfitto in finale delle prestigiose ATP Finals. Vanta cinque titoli in singolare e uno in doppio nel circuito maggiore, e ha portato il Belgio due volte in finale di Coppa Davis. I suoi migliori risultati nelle prove del Grande Slam sono stati i quarti di finale raggiunti all'Australian Open, al Roland Garros e a Wimbledon.

BiografiaModifica

CarrieraModifica

JunioresModifica

Disputa i tornei dell'ITF Junior Circuit dal maggio 2006 al luglio 2008 e in questo periodo vince due tornei, tra i quali uno di Grade 1 ma nessuno di Grade A. Ottiene comunque diversi buoni piazzamenti e il suo miglior risultato in singolare è la finale raggiunta al Trofeo Bonfiglio del 2008. Si mette in luce nei tornei del Grande Slam solo in doppio con la semifinale raggiunta al Torneo ragazzi di Wimbledon 2008. Nel luglio di quell'anno raggiunge il 10º posto del ranking mondiale juniores, la settimana successiva disputa l'ultimo torneo nella categoria e arriva in semifinale in singolare al Campionato europeo juniores, torneo di Grade B1.[2]

2008-2010, inizi da professionista, primi titoli ITF e top 300 nel rankingModifica

Fa la sua prima apparizione tra i professionisti nell'agosto 2008 al torneo Futures ITF Luxembourg F1, vince il primo incontro e viene eliminato al secondo turno sia in singolare che in doppio, guadagnando i primi punti nel ranking ATP. Comincia subito a giocare con continuità nel circuito ITF e già nelle due settimane successive disputa le sue prime finali, perse nei tornei di doppio del Belgium F1 e Belgium F2. In settembre alza il suo primo trofeo sconfiggendo il connazionale Germain Gigounon nella finale del Greece F4. A fine mese debutta nel circuito Challenger a Mons con una sconfitta al primo turno. In novembre gioca la seconda finale in singolare al Dominican Republic F1 e viene sconfitto, la settimana dopo vince il primo torneo in doppio al Dominican Republic F2. Nel 2009 non vince alcun titolo ma comincia a mettersi in luce nel circuito Challenger raggiungendo ad agosto i quarti di finale al Samarkand Challenger e a novembre la semifinale a Todi, dopo aver eliminato il nº 137 ATP Kevin Anderson. Il giorno successivo fa il suo ingresso nella top 300 del ranking. In ottobre batte per la prima volta un top 100 al Challenger di Mons, il nº 93 ATP Christophe Rochus. Nel 2010 torna a vincere nel circuito ITF aggiudicandosi tre titoli in singolare e uno in doppio, mentre nei Challenger raggiunge in settembre la prima finale in carriera a Lubiana, persa al terzo set contro Blaž Kavčič. In novembre porta il suo miglior ranking alla 228ª posizione.

2011, esordio nel circuito ATP e top 200Modifica

Debutta nell'ATP Tour nel gennaio del 2011 dopo avere superato le qualificazioni del Chennai Open, sconfigge quindi al primo turno il giocatore di casa Somdev Devvarman prima di essere eliminato dal nº 21 ATP Stan Wawrinka dopo due tie-break. Nel corso della stagione non va oltre la semifinale di Mons nel circuito Challenger e vince tre tornei Futures, ponendo fine alla sua esperienza nella categoria vincendo in ottobre il France F20, dopo che in luglio era entrato per la prima volta nella top 200. Quell'anno fa inoltre le sue prime apparizioni nelle qualificazioni di prove del Grande Slam, eliminato al primo turno in quelle dell'Australian Open, perde invece l'incontro decisivo a Wimbledon e agli US Open.

2012, quarto turno al Roland Garros, primi titoli Challenger e top 50Modifica

 
Goffin agli US Open 2012

Inizia di nuovo la stagione a Chennai, dove si spinge fino ai quarti dopo aver eliminato il nº 49 ATP Xavier Malisse e viene sconfitto al terzo set dal nº 9 Janko Tipsarevic, che lo elimina al secondo turno anche a Marsiglia. In marzo fa il suo esordio in un torneo Masters 1000 a Miami e raggiunge il secondo turno. Il 1º aprile conquista il suo primo torneo Challenger battendo Miša Zverev nella finale dell'Orange Open Guadeloupe di Le Gosier. Una settimana dopo, al suo debutto in Coppa Davis sconfigge il britannico Josh Goodall e conquista il punto del 3-1 nella sfida valevole per il 2º turno della Zona Euro-Africana del Gruppo I. A fine maggio fa il suo esordio in un torneo dello Slam al Roland Garros, a cui accede come lucky loser,[1] supera in cinque set prima la 23ª testa di serie Radek Štěpánek e poi l'ex top 10 Arnaud Clément, elimina anche Łukasz Kubot e al quarto turno strappa il primo set a Roger Federer prima di perdere i tre parziali successivi. A fine torneo fa il suo ingresso nella top 100, in 64ª posizione.

Partecipa a Wimbledon con una wildcard, sconfigge al primo turno il nº 28 ATP Bernard Tomic e viene eliminato al terzo da Mardy Fish. Fa il suo esordio olimpico ai Giochi di Londra ed esce di scena al primo turno per mano di Juan Monaco. Raggiunge per la seconda volta i quarti di finale in un torneo ATP a Winston-Salem e viene sconfitto da John Isner, che vincerà il torneo. In settembre contribuisce alla promozione del Belgio nel Gruppo Mondiale di Coppa Davis aggiudicandosi i due singolari nella sfida vinta 5-0 con la Svezia. A fine mese vince a Orléans il secondo titolo Challenger battendo in finale Ruben Bemelmans per 6-4, 3-6, 6-3, risultato con cui entra nella top 50. Un mese più tardi raggiunge i quarti di finale all'ATP 500 di Valencia, dove si prende la rivincita sul nº 11 del mondo Isner e viene eliminato da Jurgen Melzer, portandosi al 42º posto nel ranking.

2013, discesa nel ranking e operazione al polsoModifica

Nel 2013 non ripete i grandi risultati della stagione precedente. Sconfitto in cinque set da Fernando Verdasco al primo turno dell'Australian Open, verrà eliminato al primo turno anche negli altri tornei stagionali del Grande Slam. Il primo risultato di rilievo è il terzo turno raggiunto al Miami Masters in marzo. Sulla terra rossa si distingue solo con la semifinale al Challenger di Bordeaux e con l'eliminazione al primo turno al Roland Garros scende all'84ª posizione nel ranking. Altre sconfitte nel circuito maggiore lo fanno uscire dalla top 100 e vi rientra aggiudicandosi in luglio il Challenger di Eskişehir. L'ultimo risultato positivo è il terzo turno raggiunto al Cincinnati Masters, dove Novak Djokovic gli concede solo 2 giochi. In settembre si frattura un polso mentre si sta allenando per la Coppa Davis e si sottopone a un intervento chirurgico, chiudendo in anticipo la stagione.[1]

2014, primi due titoli ATP, quattro titoli Challenger e nº 22 del rankingModifica

Riprende a giocare a inizio gennaio e si ritira al secondo turno del Challenger di Noumea. Rientra a fine mese in Coppa Davis e vince un solo incontro nella sfida persa 3-2 contro il Kazakistan. Nella prima parte della stagione non supera mai il secondo turno nei tornei ATP. La svolta della stagione avviene in luglio, quando dà inizio a una serie di 25 vittorie consecutive a cominciare dal Challenger di Scheveningen, dove batte in finale Andreas Beck. Si impone quindi nelle finali dei Challenger di Poznań – con il successo su Blaž Rola – e di Tampere, dove ha la meglio su Jarkko Nieminen. Il 2 agosto conquista il suo primo titolo ATP al successivo Austrian Open di Kitzbühel, battendo in finale l'idolo di casa Dominic Thiem per 4-6, 6-1, 6-3. La striscia vincente si interrompe a Winston-Salem, dove supera le qualificazioni, sconfigge tra gli altri Leonardo Mayer e viene eliminato nei quarti di finale da Jerzy Janowicz.

Raggiunge poi per la prima volta il terzo turno agli US Open e viene sconfitto dal più quotato Grigor Dimitrov in quattro set. Con le vittorie su Sergiy Stakhovsky e Illya Marchenko contribuisce alla permanenza nel Gruppo Mondiale del Belgio, che supera l'Ucraina per 3-2. Il 21 settembre si aggiudica l'ATP 250 di Metz, imponendosi in finale per 6-4, 6-3 su João Sousa dopo aver eliminato nei quarti di finale il nº 11 ATP Jo-Wilfried Tsonga. Con questo exploit si issa alla 32ª posizione del ranking mondiale. Continua a risalire la classifica aggiudicandosi in ottobre il Challenger di Mons, dove batte in finale Steve Darcis. Nei quarti di finale del successivo ATP 500 di Basilea sconfigge per la prima volta un top 10, il nº 9 Milos Raonic, raggiunge la finale e raccoglie solo 4 giochi contro il nº 2 Federer. Finisce il 2014 con il nuovo best ranking al 22º posto, dopo aver risalito 91 posizioni nel corso della stagione, impresa che gli vale il premio ATP per il "ritorno dell'anno".[1]

2015, due finali ATP, finale di Coppa Davis e 14º nel rankingModifica

A inizio stagione perde in semifinale a Chennai contro Stan Wawrinka e viene eliminato al secondo turno all'Australian Open da Marcos Baghdatis. In marzo si mette in luce a Miami raggiungendo gli ottavi di finale e viene sconfitto seccamente da Kei Nishikori. Eliminato al secondo turno nei primi due Masters 1000 sulla terra battuta a Monte Carlo, da Tsonga, e a Madrid, di nuovo da Nishikori, a Roma si spinge per la prima volta nei quarti di finale in un Masters dopo essersi preso la rivincita su Tsonga al secondo turno e dopo il forfait di Andy Murray al terzo; viene sconfitto in tre set da David Ferrer e a fine torneo si porta al 18º posto nel ranking. Al Roland Garros non supera il terzo turno, battuto in tre set da Jeremy Chardy; raggiunge quindi la sua prima finale stagionale a 's-Hertogenbosch e perde in due parziali contro Nicolas Mahut. Sconfigge Baghdatis al terzo turno a Wimbledon, eguagliando il suo miglior risultato in uno Slam che aveva ottenuto arrivando al quarto turno al Roland Garros tre anni prima, e per la seconda volta in stagione viene sconfitto da Wawrinka. A fine torneo raggiunge il miglior ranking salendo alla 14ª posizione.

In marzo aveva contribuito a eliminare la Svizzera al primo turno di Coppa Davis, dopo Wimbledon vince contro Filip Peliwo il primo singolare nei quarti di finale e il Belgio accede alla semifinale sconfiggendo il Canada 5-0. Due settimane più tardi viene sconfitto per 5-7, 2-6 nella finale dell'ATP 250 di Gstaad da Dominic Thiem. Viene eliminato al terzo turno nei Masters 100 che precedono lo Slam di New York, a Montréal subisce la terza sconfitta stagionale contro Nishikori e a Cincinnati perde al terzo set contro il nº 1 mondiale Djokovic. Esce al terzo turno anche agli US Open, dove si ritira durante il match con Roberto Bautista Agut che conduceva per 2 set a 1. È di nuovo protagonista in Coppa Davis nella sfida di Bruxelles contro l'Argentina, vince entrambi i singolari contro Federico Delbonis e Diego Schwartzman, e grazie al successo di Steve Darcis su Delbonis nell'incontro decisivo il Belgio torna a disputare la finale del trofeo dopo quella persa nell'edizione del 1904. Eliminato nei quarti a Basilea da Federer e al terzo turno del Masters di Parigi da Murray, chiude la stagione con la finale di Coppa Davis disputata a Gand. In svantaggio di due set nel primo singolare contro Kyle Edmund, si impone lasciando al rivale tre soli giochi nei restanti parziali. Il giorno dopo perde al quarto set il doppio assieme a Darcis contro i fratelli Murray e la Gran Bretagna si aggiudica il trofeo con il successo di Andy Murray su Goffin per 6-4, 4-6, 6-3, 6-2.

2016, prime semifinali Masters, primo quarto di finale nel Grande Slam, nº 11 nel ranking e esordio alle ATP FinalsModifica

Raggiunge per la prima volta il quarto turno all' Australian Open sconfiggendo Dominic Thiem negli ottavi e raccoglie solo sette giochi contro Federer. In febbraio esce ai quarti di finale dal torneo di Marsiglia per mano di Tomas Berdych. Vince i due singolari contro Borna Coric e Marin Cilic nel primo turno di Coppa Davis, ma perde in doppio assieme a Ruben Bemelmans e la Croazia si impone per 3-2. In marzo disputa la sua prima semifinale in un Masters 1000 a Indian Wells, al secondo turno ha la meglio su Frances Tiafoe dopo aver salvato due matchball, al turno successivo elimina al tiebreak del set decisivo il nº 4 del mondo Stan Wawrinka, e dopo il successo su Cilic viene sconfitto in tre set da Milos Raonic. Subito dopo raggiunge la semifinale anche a Miami e viene battuto in due set dal nº 1 mondiale Djokovic, risultato che lo porta al 13º posto del ranking. A Monte Carlo salva un matchball contro Fernando Verdasco e viene eliminato al terzo turno da Marcel Granollers. Al primo turno a Madrid spreca quattro matchball contro Lucas Pouille e perde al tiebreak del terzo set. Al terzo turno degli Internazionali d'Italia batte per 6-0, 6-0 il nº 8 del mondo Berdych, infliggendogli la peggiore sconfitta in carriera,[1] e al turno successivo viene nuovamente sconfitto da Murray. Disputa per la prima volta i quarti di finale in uno Slam al Roland Garros e viene eliminato in quattro set da Thiem, a fine torneo raggiunge il nuovo best ranking in 11ª posizione.

Eliminato da Federer nei quarti di finale ad Halle, al quarto turno di Wimbledon Goffin spreca il vantaggio di 2 set a 0 contro il nº 7 mondiale Raonic, che si impone in rimonta al quinto set. Viene eliminato al terzo turno sia a Toronto che ai Giochi di Rio, mentre agli US Open perde all'esordio contro il qualificato Jared Donaldson. A settembre viene di nuovo sconfitto da Pouille nella semifinale a Metz e un mese dopo disputa la sua unica finale del 2016 a Tokyo, dove elimina in semifinale Cilic e viene sconfitto da Nick Kyrgios che vince per 7-5 il set decisivo. Raggiunge i quarti allo Shanghai Masters battendo Juan Martín del Potro al primo turno e Gael Monfils al terzo, ed è ancora Murray a eliminarlo. Al successivo ATP 250 di Anversa perde in semifinale contro Diego Schwartzman. Eliminato al terzo turno del Masters di Parigi, vede sfumare la possibilità di qualificarsi alle ATP Finals di Londra, ma viene aggregato come riserva. Monfils si ritira dal torneo per infortunio dopo il suo secondo incontro e gli subentra Goffin, che al suo esordio nella manifestazione raccoglie solo tre giochi contro Djokovic e viene eliminato.[1]

2017, due titoli ATP, prima volta in top 10 e finale alle ATP FinalsModifica

Apre il 2017 ad Abu Dhabi, dove sconfigge Jo-Wilfried Tsonga nei quarti di finale e in semifinale il n° 1 del mondo Andy Murray, per poi essere sconfitto in finale da Rafael Nadal. Nel successivo Open in Qatar esce al secondo turno per mano di Fernando Verdasco. Prende parte agli Australian open come testa di serie n°11 e sconfigge nell'ordine Reilly Opelka, l'ex top ten Radek Štěpánek e la testa di serie n° 20 Ivo Karlović. Negli ottavi di finale elimina Dominic Thiem e, ai suoi primi quarti di finale agli Australian Open, viene eliminato in tre set da Dimitrov. A febbraio raggiunge la finale del Sofia Open, dopo avere battuto il campione uscente Roberto Bautista Agut, e subisce la seconda sconfitta consecutiva da Dimitrov. All'Open di Rotterdam si prende la rivincita sul bulgaro nei quarti di finale e perde la finale contro Jo-Wilfried Tsonga. Grazie a questo risultato entra per la prima volta in top 10 e diventa il primo tennista belga a riuscire nell'impresa.[3] Al Masters di Indian Wells sconfigge Karen Chačanov e Albert Ramos-Viñolas prima di cedere in tre set a Pablo Cuevas. Raggiunge gli ottavi anche al Miami Open con i successi su Darian King e Diego Schwartzman, e viene eliminato da Nick Kyrgios.

Inizia la stagione su terra a Monte-Carlo, supera Steve Darcis, Nicolás Almagro e al terzo turno Dominic Thiem in tre combattuti set; nei quarti di finale sconfigge il n° 2 del mondo Novak Đoković – contro il quale aveva perso i primi cinque incontri – con il punteggio di 6-2, 3-6, 7-5 e viene fermato in semifinale da Rafael Nadal, che lo batte 6-3, 6-1. Al successivo torneo di Barcellona viene sconfitto al terzo turno in rimonta da Karen Chačanov, sul quale si prende subito la rivincita al primo turno del Madrid Masters, dove batte anche Florian Mayer e Milos Raonic e nei quarti viene sconfitto ancora da Nadal. Eliminato da Marin Čilić al terzo turno a Roma, al terzo turno del Roland Garros è costretto al ritiro contro Horacio Zeballos per un infortunio alla caviglia che lo costringe a saltare la stagione sull'erba.[4][5] Torna in campo a Gstaad e viene sconfitto da Robin Haase nei quarti di finale.

Eliminato al primo turno al Masters di Montréal e al secondo a Cincinnati, si spinge fino al quarto turno agli US Open con i successi su Julien Benneteau e Guido Pella e grazie al ritiro di Gaël Monfils. Viene eliminato in tre set da Andrej Rublëv, anche a causa di evidenti problemi fisici.[6] Contribuisce alla vittoria per 3-2 del Belgio nella semifinale di Coppa Davis contro l'Australia battendo John Millman e Nick Kyrgios. A Metz non va oltre i quarti di finale, sconfitto in tre set da Benoît Paire. La settimana successiva conquista a Shenzhen il suo terzo titolo ATP in carriera, con la vittoria in finale su Aleksandr Dolhopolov per 6–4, 65–7, 6–3. Si ripete al successivo torneo di Tokyo, dove si impone in finale in due set su Adrian Mannarino conquistando il primo titolo in un ATP 500. La striscia vincente viene interrotta al primo turno di Shanghai da Gilles Simon.

Raggiunge poi i quarti di finale ad Anversa e le semifinali a Basilea. Nell'ultimo Master 1000 della stagione a Parigi non va oltre il terzo turno, sconfitto in due set da Julien Benneteau. Nonostante l'uscita prematura conquista un posto alle ATP Finals come nº 7 del ranking e viene inserito nel gruppo di Rafael Nadal, Dominic Thiem e Grigor Dimitrov. Nel Round Robin batte per la prima volta in carriera Nadal con il punteggio di 7–65, 64–7, 6–4, supera quindi Thiem per 6-4, 6-1 e viene sconfitto da Dimitrov per 6-0, 6-2. Nonostante la sconfitta raggiunge le semifinali come secondo classificato del girone e affronta Roger Federer, che sconfigge per la prima volta in carriera con il punteggio di 2-6, 6-3, 6-4. Raggiunge così la sua quinta finale in stagione e viene sconfitto nuovamente da Dimitrov con il punteggio di 5-7, 6-4, 3-6. Partecipa poi alla finale di Coppa Davis persa 3-2 contro la Francia, nonostante le sue vittorie su Lucas Pouille e Jo-Wilfried Tsonga. Chiude l'anno al 7º posto della classifica mondiale.

2018: infortuni all'occhio e al gomito, uscita dalla top 20Modifica

Inizia la stagione alla Hopman Cup in coppia con Elise Mertens, battono Canada e Australia ma finiscono secondi nel girone dietro alla Germania. Al secondo turno degli Australian Open viene sconfitto in rimonta da Julien Benneteau. Nel primo turno di Coppa Davis vinto 3-2 contro l'Ungheria, supera Attila Balázs e Márton Fucsovics e spinge il Belgio nei quarti di finale. La settimana successiva perde in tre set la semifinale a Montpellier contro Richard Gasquet. Anche a Rotterdam raggiunge la semifinale, e si ritira durante il match contro Dimitrov dopo essere stato colpito da una palla sull'occhio.[7]. L'infortunio lo fa stare fuori dal circuito un mese e scende alla 9ª posizione del ranking. Rientra a Miami e viene sconfitto 0-6, 1-6 all'esordio da João Sousa. A Montecarlo raggiunge i quarti di finale e viene nuovamente eliminato da Dimitrov. Al successivo torneo di Barcellona batte in tre set Marcel Granollers, Karen Chačanov e Roberto Bautista Agut e in semifinale viene sconfitto da Nadal per 6-4, 6-0. Eliminato al terzo turno a Madrid da Kyle Edmund, raggiunge i quarti a Roma e viene sconfitto dal nº 3 del mondo Alexander Zverev, che si aggiudicherà il titolo. Al primo turno del Roland Garros supera Robin Haase dopo aver perso i primi due parziali e al terzo turno salva quattro matchball contro Monfils,[1] viene eliminato al turno successivo dalla rivelazione del torneo Marco Cecchinato.

Sconfitto al primo turno sull'erba del Queen's e di Wimbledon, inizia la trasferta americana a Washington con la sconfitta subita nei quarti di finale contro Stefanos Tsitsipas e viene quindi battuto all'esordio a Toronto dall'idolo locale Raonic. A Cincinnati si prende la rivincita su Tsitsipas, supera nella stessa giornata Anderson e del Potro[1] – rispettivamente nº 6 e nº 3 del mondo – e in semifinale contro Federer si deve ritirare per un problema alla spalla dopo aver vinto il primo parziale.[1] Agli US Open si spinge fino al quarto turno e perde in tre set contro Cilic. In settembre fa il suo esordio nella prestigiosa Laver Cup con una vittoria in singolare contro Schwartzman e una sconfitta in doppio assieme a Dimitrov contro Kyrgios / Sock. Un nuovo infortunio, questa volta al gomito destro, lo costringe a chiudere la stagione a fine settembre[1] e a fine anno scende al 22º posto del ranking.

2019, primo titolo ATP in doppio, prima finale in un Masters 1000 e 11º nel rankingModifica

Torna a giocare all'inizio della stagione 2019 a Doha e viene eliminato al primo turno in singolare, mentre in doppio, specialità in cui non aveva mai superato i quarti nei tornei ATP, vince a sorpresa il titolo in coppia con Pierre-Hugues Herbert battendo in finale Robin Haase / Matwé Middelkoop con il punteggio di 5-7, 6-4, [10-4]. Viene quindi eliminato al terzo turno dell'Australian Open da Daniil Medvedev. Raggiunge la semifinale a Marsiglia e viene sconfitto da Tsitsipas, mentre a Miami perde al quarto turno contro Frances Tiafoe. Ad aprile viene di nuovo battuto in semifinale da Tsitsipas all'Estoril, e dopo le premature eliminazioni a Madrid e a Roma viene sconfitto al terzo turno al Roland Garros da Nadal. A fine torneo scende nel ranking alla 33ª posizione, la più bassa dal settembre 2014. Dopo sei sconfitte nelle ultime semifinali disputate, torna a giocare una finale ad Halle grazie ai successi sul nº 5 del mondo Alexander Zverev e in semifinale su Matteo Berrettini, e cede in due set a Federer che vince il torneo per la decima volta. Raggiunge per la prima volta i quarti di finale a Wimbledon, eliminando tra gli altri Daniil Medvedev, e contro Djokovic raccoglie solo sei giochi.

La trasferta americana ha inizio con due sconfitte a Washington e a Montréal, e si riscatta a Cincinnati raggiungendo la finale – la prima di un belga in un torneo Masters 1000[1] – nella quale Medvedev si prende la rivincita di Wimbledon imponendosi per 7-6, 6-4. Goffin conferma il buon momento spingendosi fino al quarto turno agli US Open ed è ancora sconfitto da Federer. Un mese più tardi salva tre matchball contro Pablo Carreño Busta al primo turno a Tokyo e raggiunge la semifinale, dove ancora una volta viene battuto da Djokovic. In ottobre viene sconfitto da Federer anche al terzo turno di Shanghai e il mese dopo torna a occupare l'11ª posizione nel ranking.

2020-2021, un titolo ATP, nuovi infortuni e discesa nel rankingModifica

L'esordio stagionale è all'ATP Cup, nel round robin vince con Radu Albot e Dimitrov, perde contro Daniel Evans ma il Belgio passa il turno. Nei quarti di finale sconfigge Nadal, ma gli spagnoli vincono gli altri due incontri e accedono alla semifinale. Eliminato al terzo turno dell'Australian Open da Andrej Rublëv, raggiunge la semifinale a Montpellier e viene sconfitto da Vasek Pospisil. Non ottiene altri risultati significativi nella prima parte della stagione e torna a giocare in agosto dopo la pausa del tennis mondiale a causa del COVID-19. Non va oltre il terzo turno a Cincinnati, mentre agli US Open cede in quattro set al quarto turno a Denis Shapovalov. Negli ultimi quattro tornei stagionali, compreso il Roland Garros, raccoglie solo sconfitte. Ritrova il successo all'inizio del 2021 ad Antalya e arriva in semifinale, dove viene eliminato da Alex de Minaur. Esce al primo turno dall'ATP di Melbourne 1 e dall'Australian Open e a fine febbraio torna a vincere dopo più di tre anni un titolo ATP a Montpellier, battendo in tre set Roberto Bautista Agut. Nei tornei successivi non supera il secondo turno ed è di nuovo protagonista a Monte Carlo eliminando al terzo turno il nº 6 del mondo Alexander Zverev, e al turno successivo perde in tre set contro Daniel Evans. Si ritira durante l'incontro di terzo turno a Barcellona, rientra due settimane dopo e vince un solo incontro in quattro tornei. In giugno si infortuna la caviglia sinistra ad Halle e deve restare fermo altre otto settimane.[1] Al suo rientro viene sconfitto al primo turno a Cincinnati e scende alla 30ª posizione del ranking. Esce all'esordio anche agli US Open e a fine torneo annuncia che non giocherà più nel 2021 per un infortunio al ginocchio sinistro.[1]

Caratteristiche tecnicheModifica

Ha un tennis molto pulito e fatto di grandi anticipi, peculiarità che gli permette di essere competitivo su tutte le superfici (ha conquistato quattro titoli ATP tre su cemento e uno su terra). Per via di un fisico più minuto rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi e per sopperire alla minor potenza, Goffin si affida molto alla qualità dei suoi fondamentali, ma soprattutto all'agilità e al notevole gioco di gambe, che gli permettono di reggere anche lunghi scambi. Nonostante l'altezza contenuta, ha nel servizio un'arma molto efficace. Predilige il rovescio al dritto (pur essendo molto solidi entrambi) ed è dotato di buona sensibilità nel tocco e a rete.

StatisticheModifica

SingolareModifica

Vittorie (5)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP Tour 500 (1)
ATP Tour 250 (4)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 2 agosto 2014   Generali Open, Kitzbühel Terra rossa   Dominic Thiem 4-6, 6-1, 6-3
2. 21 settembre 2014   Moselle Open, Metz Cemento (i)   João Sousa 6-4, 6-3
3. 1º ottobre 2017   Shenzhen Open, Shenzhen Cemento   Aleksandr Dolhopolov 6-4, 6(5)-7, 6-3
4. 8 ottobre 2017   Japan Open Tennis Championships, Tokyo Cemento   Adrian Mannarino 6-3, 7-5
5. 28 febbraio 2021   Open Sud de France, Montpellier Cemento (i)   Roberto Bautista Agut 5-7, 6-4, 6-2

Finali perse (9)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Finals (1)
ATP Masters 1000 (1)
ATP Tour 500 (4)
ATP Tour 250 (3)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 26 ottobre 2014   Swiss Indoors, Basilea Cemento (i)   Roger Federer 2-6, 2-6
2. 14 giugno 2015   TOPSHELF Open, 's-Hertogenbosch Erba   Nicolas Mahut 6(1)-7, 1-6
3. 2 agosto 2015   Swiss Open Gstaad, Gstaad Terra rossa   Dominic Thiem 5-7, 2-6
4. 9 ottobre 2016   Japan Open Tennis Championships, Tokyo Cemento   Nick Kyrgios 6-4, 3-6, 5-7
5. 12 febbraio 2017   Sofia Open, Sofia Cemento (i)   Grigor Dimitrov 5-7, 4-6
6. 19 febbraio 2017   ABN AMRO World Tennis Tournament, Rotterdam Cemento (i)   Jo-Wilfried Tsonga 6-4, 4-6, 1-6
7. 19 novembre 2017   ATP Finals, Londra Cemento (i)   Grigor Dimitrov 5-7, 6-4, 3-6
8. 23 giugno 2019   Noventi Open, Halle Erba   Roger Federer 6(2)-7, 1-6
9. 18 agosto 2019   Western & Southern Open, Cincinnati Cemento   Daniil Medvedev 6(3)-7, 4-6

DoppioModifica

Vittorie (1)Modifica

Legenda doppio
Grande Slam (0)
ATP Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP Tour 500 (0)
ATP Tour 250 (1)
N. Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 4 gennaio 2019   Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento   Pierre-Hugues Herbert   Robin Haase
  Matwé Middelkoop
5-7, 6-4, [10-4]

Tornei minoriModifica

Vittorie (13)Modifica

Legenda tornei minori
Challenger (7)
Futures (6)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 21 settembre 2008   Greece F4, Cefalonia Cemento   Germain Gigounon 6–1, 6–2
2. 11 luglio 2010   Germany F8, Römerberg Terra battuta   Éric Prodon w/o
3. 15 agosto 2010   Belgium F1, Eupen Terra battuta   Peter Torebko 6–3, 4–6, 6–3
4. 17 ottobre 2010   France F18, Saint-Dizier Cemento   Adrien Bossel 6–4, 7–5
5. 23 ottobre 2011   France F19, La Roche-sur-Yon Cemento indoor   Peter Torebko 6–2, 1–6, 7–64
6. 30 ottobre 2011   France F20, Rodez Cemento indoor   Adrián Menéndez Maceiras 6–3, 6–2
7. 1º aprile 2012   Orange Open Guadeloupe, Le Gosier Cemento   Miša Zverev 6–2, 6–2
8. 30 settembre 2012   Open d'Orleans, Orléans Cemento   Ruben Bemelmans 6–4, 3–6, 6–3
9. 21 luglio 2013   Eskişehir Cup, Eskişehir Cemento   Marsel İlhan 4–6, 7–5, 6–2
10. 13 luglio 2014   The Hague Open, Scheveningen Terra battuta   Andreas Beck 6–3, 6–2
11. 20 luglio 2014   Poznań Open, Poznań Terra battuta   Blaž Rola 6–4, 6–2
12. 27 luglio 2014   Tampere Open, Tampere Terra battuta   Jarkko Nieminen 7–63, 6–3
13. 5 ottobre 2014   Ethias Trophy, Mons Terra battuta   Steve Darcis 6–3, 6–3

Finali perse (6)Modifica

Legenda tornei minori
Challengers (1)
Futures (5)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 23 novembre 2008   Dominican Republic F1, Santo Domingo Cemento   Nikolaus Moser 4–6, 3–6
2. 28 giugno 2009   Italy F16, Castelfranco Veneto Terra battuta   Adam Kellner 4–6, 7–69, 3–6
3. 18 luglio 2010   Germany F9, Treviri Terra battuta   Grigor Dimitrov 6–4, 1–6, 4–6
4. 6 agosto 2010   Germany F11, Wetzlar Terra battuta   Alexander Flock 5–7, 2–6
5. 26 settembre 2010   BMW Ljubljana Open, Lubiana Terra battuta   Blaž Kavčič 2–6, 6–4, 5–7
6. 6 novembre 2010   Israel F4, Ramat HaSharon Cemento   Daniel Cox 6–3, 4–6, 4–6

Risultati in progressioneModifica

SingolareModifica

Legenda
 V   F  SF QF #T RR Q#  A  Z# PO  O   F-A  SF-B ND

(V) Torneo vinto; raggiunto (F) finale, (SF) semifinale, (QF) quarti di finale, (#T) turni 4, 3, 2, 1; (RR) round - robin; (Q#) Turno di qualificazione; (A) assente dal torneo; (Z#) Zona gruppo Coppa Davis/Fed Cup (con indicazione numero); (PO) play-off Coppa Davis o Fed Cup; vinto un (O) oro, (F-A) argento o (SF-B) bronzo ai Giochi Olimpici; (ND) torneo non disputato.


Aggiornato a fine Australian Open 2018.

Torneo 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 Titoli V–S V %
Tornei del Grande Slam
Australian Open A A Q1 Q2 1T A 2T 4T QF 2T 3T 3T 1T 0 / 8 13–8 62%
Roland Garros A A A 4T 1T 1T 3T QF 3T 4T 3T 1T 1T 0 / 10 16–10 62%
Wimbledon A A Q3 3T 1T 1T 4T 4T A 1T QF ND A 0 / 7 12–7 63%
US Open A A Q3 1T 1T 3T 3T 1T 4T 4T 4T 4T 1T 0 / 10 16–10 62%
Vittorie–Sconfitte 0–0 0–0 0–0 5–3 0–4 2–3 8–4 10–4 9–3 7–4 11–4 5–3 0–3 0 / 35 57–35 62%
Torneo di fine anno
ATP Finals Non Qualificato RR F Non Qualificato 0 / 2 3–3 50%
ATP World Tour Masters 1000
Indian Wells A A A A 2T 1T A SF 4T A 2T ND A 0 / 5 7-5 58%
Miami A A A 2T 3T 1T 4T SF 4T 2T 4T ND 2T 0 / 9 13–9 59%
Monte Carlo A A A A 1T 1T 2T 3T SF QF 2T ND QF 0 / 8 13–8 62%
Madrid A A A A 1T A 2T 1T QF 3T 1T ND A 0 / 6 5–6 45%
Roma A A A A A A QF QF 3T QF 2T 2T 2T 0 / 3 7–3 70%
Montreal/Toronto A A A A 1T A 3T 3T 2T 1T 1T ND A 0 / 6 4–6 40%
Cincinnati A A A Q2 3T A 3T 2T 1T SF F 3T 1T 0 / 8 14–8 64%
Shanghai A A A A A A 2T QF 2T A 3T ND ND 0 / 4 6–4 60%
Parigi A A A Q1 A 2T 3T 3T 3T A 2T 2T A 0 / 6 6–6 50%
Vittorie–Sconfitte 0–0 0–0 0–0 1–1 5–6 1–4 12–8 19–9 15–9 10–6 10–9 1–3 4–4 0 / 59 78–59 57%
Nazionale
  Giochi Olimpici Non disputati 1T Non disputati 3T Non disputati A 0 / 2 2–2 50%
Coppa Davis A A A PO 1T 1T F 1T F QF RR ND 0 / 6 24–4 86%
Vittorie–Sconfitte 0–0 0–0 0–0 3–1 1–1 3–1 5–1 5–1 6–0 2–0 1–1 0–0 0 / 8 26–6 81%
Statistiche Carriera
Titoli 0 0 0 0 0 2 0 0 2 0 0 0 1 5 28%
Finali 0 0 0 0 0 3 2 1 5 0 2 0 1 14
Cemento V–S 0–0 0–0 2–2 10–7 8–13 19–10 20–14 32–18 43–17 17–19 20–18 12–9 9–9 192–126 60%
Terra V–S 0–0 0–0 0–0 5–3 3–7 5–3 12–8 12–5 16–7 12–5 6–6 0–2 5–5 76–51 60%
Erba V–S 0–0 0–0 0–0 2–4 0–3 1–2 6–3 5–2 0–0 0–2 10–3 0–0 0–1 24–20 55%
Totale V–S 0–0 0–0 2–2 17–14 11–23 25–15 38–25 49–25 59–24 29–16 36–27 12–11 14–15 292–197
Vittorie % –% –% 50% 55% 32% 63% 60% 66% 71% 64% 57% 52% 48% 59.71%
Ranking 24 229 174 46 110 22 16 11 7 22 11 15

Vittorie contro giocatori Top 10Modifica

Anno 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 Totale
Vittorie 0 0 0 0 0 1 0 3 7 3 1 1 1 17
# Giocatore Rank Evento Superficie Turno Punteggio
2014
1.   Milos Raonic 9   Swiss Indoors, Basilea Cemento (i) QF 63–7, 6–3, 6–4
2016
2.   Stan Wawrinka 4   Indian Wells Masters, Indian Wells Cemento 4T 6–3, 5–7, 7–65
3.   Tomáš Berdych 8   Internazionali d'Italia, Roma Terra 3T 6–0, 6–0
4.   Gaël Monfils 8   Shanghai Masters, Shanghai Cemento 3T 4–6, 6–4, 6–2
2017
5.   Dominic Thiem 8   Australian Open, Melbourne Cemento 4T 5–7, 7–64, 6–2, 6–2
6.   Dominic Thiem 9   Monte-Carlo Rolex Masters, Monaco Terra 3T 7–64, 4–6, 6–3
7.   Novak Djokovic 2   Monte-Carlo Rolex Masters, Monaco Terra QF 6–2, 3–6, 7–5
8.   Milos Raonic 6   Madrid Masters, Madrid Terra 3T 6–4, 6–2
9.   Rafael Nadal 1   ATP Finals, Londra Cemento (i) RR 7–65, 64–7, 6–4
10.   Dominic Thiem 4   ATP Finals, Londra Cemento (i) RR 6–4, 6–1
11.   Roger Federer 2   ATP Finals, Londra Cemento (i) SF 2–6, 6–3, 6–4
2018
12.   Juan Martín del Potro 6   Internazionali BNL d'Italia, Roma Terra 3T 6–2, 4–5 rit.
13.   Kevin Anderson 6   Cincinnati Masters, Cincinnati Cemento 2T 6–2, 6–4
14.   Juan Martín del Potro 3   Cincinnati Masters, Cincinnati Cemento QF 7–65, 7–64
2019
15.   Alexander Zverev 5   Gerry Weber Open, Halle Erba QF 3–6, 6–1, 7–63
2020
16.   Rafael Nadal 1   ATP Cup, Sydney Cemento QF 6–4, 7–63
2021
17.   Alexander Zverev 6   Monte-Carlo Rolex Masters, Monaco Terra 3T 6–4, 7–67

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) David Goffin - Bio, su atpworldtour.com.
  2. ^ (EN) David Goffin Juniors Singles Overview, su itftennis.com.
  3. ^ Luca Marianantoni, Tennis, Goffin sbarca nei Top 10, primo belga nella storia, Gazzetta dello Sport, 20 febbraio 2017. URL consultato l'8 settembre 2017.
  4. ^ Luca Marianantoni, Tennis, Roland Garros, Djokovic trema, poi ok al 5º. Nadal travolgente, Gazzetta dello Sport, 2 giugno 2017. URL consultato l'8 settembre 2017.
  5. ^ Luigi Gatto, David Goffin salta anche Wimbledon: 'Non sono ancora al 100 per cento', Tennis World Italia, 14 giugno 2017. URL consultato l'8 settembre 2017.
  6. ^ Simone Eterno, Rublev non si ferma più: steso Goffin in tre set, il russo è ai quarti di finale!, Eurosport, 4 settembre 2017. URL consultato l'8 settembre 2017.
  7. ^ (EN) Dimitrov Through After Goffin Accident, su atptour.com, 17 febbraio 2018.

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