Roberto Bautista Agut

tennista spagnolo
Roberto Bautista Agut
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Roberto Bautista Agut nel 2017
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 183 cm
Peso 75 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 336 – 205 (62.11%)
Titoli vinti 9
Miglior ranking 9º (4 novembre 2019)
Ranking attuale 19º (8 novembre 2021)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (2019)
Francia Roland Garros 4T (2016, 2017)
Regno Unito Wimbledon SF (2019)
Stati Uniti US Open 4T (2014, 2015)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici QF (2016)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 21 – 42 (33.33%)
Titoli vinti 0
Miglior ranking 169º (3 marzo 2014)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (2013, 2014)
Francia Roland Garros 3T (2013)
Regno Unito Wimbledon 2T (2014)
Stati Uniti US Open 2T (2013)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici QF (2016)
Palmarès
Oro Coppa Davis 2019
Argento ATP Cup 2020
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate all'8 novembre 2021

Roberto Bautista Agut (Castellón de la Plana, 14 aprile 1988) è un tennista spagnolo.

È stato n° 9 della classifica ATP il 4 novembre 2019. In carriera ha vinto in singolare 9 tornei del circuito maggiore e nelle prove del Grande Slam vanta la semifinale al torneo di Wimbledon 2019. Nel 2014 ha fatto il suo esordio nella squadra spagnola di Coppa Davis, con la quale ha vinto l'edizione del 2019 del prestigioso trofeo. In doppio non ha ottenuto risultati di rilievo e dal marzo del 2018 ha giocato quasi esclusivamente in singolare.

CarrieraModifica

2004-2008, primi titoli ITFModifica

Debutta tra i professionisti nel luglio 2004 con una sconfitta al primo turno del torneo ITF Futures Spain F14, nel settembre successivo vince il primo incontro al suo secondo torneo, lo Spain F23, e si spinge fino ai quarti di finale. Inizia a giocare a tempo pieno nel circuito ITF nel 2005 ma i primi risultati di rilievo arrivano nel 2007, in aprile fa la sua prima esperienza in un torneo ATP a Valencia e supera i primi due turni di qualificazione prima di essere eliminato nel turno decisivo. In giugno alza il suo primo trofeo da professionista allo Spain F24 e si ripete due mesi dopo allo Spain F29, sconfiggendo in entrambe le finali Pedro Clar-Rosselló. Non compie sostanziali progressi nel 2008, stagione in cui si aggiudica tre titoli ITF Futures; in aprile fa il suo esordio con una wild card in un tabellone principale del circuito ATP con una sconfitta al primo turno nel torneo di doppio a Valencia. In agosto esordisce invece nell'ATP Challenger Tour a Cordova, dove vince al primo turno e al secondo viene eliminato da Fernando Vicente.

2009-2011, top 200 e medaglia d'oro ai Giochi del MediterraneoModifica

Nel 2009 vince altri due titoli Futures in Spagna e in giugno fa il suo ingresso nella top 300 del ranking ATP. Il 3 luglio conquista il trofeo più importante di inizio carriera trionfando ai Giochi del Mediterraneo di Pescara, con la vittoria in finale per 6-4, 6-7, 7-6 su Marsel İlhan. Subito dopo ottiene la sua prima vittoria su un top 100 sconfiggendo il veterano Nicolás Massú, nº 94 del ranking, al primo turno del Challenger di San Benedetto del Tronto. In agosto batte il nº 82 ATP Evgeny Korolev al secondo turno a Segovia raggiungendo per la prima volta i quarti in un Challenger, e viene eliminato da Adrian Mannarino. A fine anno, ancora a Valencia, supera per la prima volta le qualificazioni in un torneo ATP sconfiggendo i quotati Steve Darcis e Robert Kendrick, e al primo turno cede solo al terzo set contro il nº 34 ATP Albert Montanes.

All'inizio del 2010 fa la sua prima tournée in Oceania e viene eliminato nelle qualificazioni sia a Auckland che all'Australian Open, alla sua prima esperienza in una prova del Grande Slam, dove sfiora la qualificazione perdendo al terzo set dell'incontro decisivo. Nel corso della stagione disputa i suoi ultimi tornei ITF Futures e ne vince tre. Inizialmente non ottiene grandi risultati nei Challenger e nel circuito maggiore; non supera le qualificazioni alla sua prima esperienza al Roland Garros e a Wimbledon. In luglio disputa la sua prima finale Challenger a Pozoblanco e viene sconfitto in due set da Rubén Ramírez Hidalgo, risultato con cui entra nella top 200 del ranking, al 163º posto. Nel finale di stagione non va oltre una semifinale Challenger a Rennes. Anche il 2011 non fa registrare progressi di rilievo, gioca soprattutto nei tornei Challenger e raggiunge una sola finale ad Alessandria, persa in tre set contro Pablo Carreño-Busta in maggio. Non entra nel tabellone principale di alcun torneo del circuito maggiore; partecipa senza successo alle qualificazioni di tutti i tornei dello Slam compresi gli US Open, dove alla sua prima esperienza viene subito eliminato al primo incontro. In settembre perde la finale in doppio al Challenger di Lubiana.

2012, primi titoli Challenger, top 100Modifica

In gennaio supera le qualificazioni a Doha e all'Australian Open, facendo il suo esordio nel tabellone principale di una prova dello Slam; in entrambi i tornei viene eliminato al primo turno e subisce la stessa sorte a Montpellier e a Marsiglia. In marzo supera le qualificazioni e debutta in un Masters 1000 a Miami, al primo turno batte il nº 45 ATP Andreas Seppi ed esce di scena al secondo per mano di Gilles Simon. Il 22 aprile conquista il suo primo titolo Challenger a Roma battendo in tre set nella finale Rui Machado. Continua a salire in classifica vincendo i Challenger di Orbetello in luglio e di Pozoblanco in agosto, sconfiggendo in finale rispettivamente Dušan Lajović e Arnau Brugués-Davi. Dopo quest'ultimo torneo fa il suo ingresso nella top 100, in 95ª posizione. In settembre raggiunge per la prima volta i quarti in un torneo ATP a San Pietroburgo e viene eliminato da Fabio Fognini dopo aver sconfitto Teymuraz Gabashvili e Yen-Hsun Lu. Il mese successivo disputa in doppio i quarti anche a Mosca in coppia con Igor Sijsling. Chiude la stagione all'80º posto del ranking in singolare, dopo essere stato 74º in ottobre.

2013, prima finale ATP, top 50Modifica

 
Wimbledon 2013

All'esordio stagionale raggiunge a Chennai la sua prima finale ATP, supera nei primi turni in due set Blaž Kavčič e Matthias Bachinger, nei quarti ha la meglio in tre set sul nº 6 del mondo Tomáš Berdych, primo top 10 sconfitto in carriera e piega in tre set anche Benoît Paire in semifinale. Nell'incontro decisivo si fa rimontare dal nº 9 del mondo Janko Tipsarević con il punteggio di 6-3, 1-6, 3-6, ma a fine torneo porta il suo best ranking al 55º posto. Vince il suo primo incontro in una prova dello Slam battendo in 5 set Fognini al primo turno dell'Australian Open ed esce al secondo dopo un'altra battaglia risoltasi al quinto set contro Jürgen Melzer. Raggiunge il secondo turno anche a Marsiglia e a Dubai, mentre viene sconfitto all'esordio nei Masters americani di Indian Wells e Miami. Esce al secondo turno a Monte Carlo, dopo aver eliminato il nº 13 ATP Gilles Simon, e al Roland Garros, battuto in tre set da Jérémy Chardy; nello Slam parigino si spinge fino al terzo turno nel torneo di doppio. Arriva nei quarti anche sull'erba di 's-Hertogenbosch, dove viene sconfitto da Xavier Malisse. Supera il primo turno a Wimbledon e al secondo strappa un set al nº 4 del mondo David Ferrer.

Sulla terra battuta di Stoccarda sconfigge Tobias Kamke e in rimonta Martin Kližan, approfitta del ritiro di Michael Berrer durante il match dei quarti di finale e approda alla sua seconda semifinale ATP in carriera , nella quale raccoglie solo 4 giochi contro Fabio Fognini, che vincerà il titolo. Chiude la stagione sulla terra battuta al 48º posto del mondo, nuovo best ranking, dopo il secondo turno raggiunto ad Amburgo, dove costringe al terzo set Fernando Verdasco, e dopo il ritiro al secondo turno di Gstaad. Inizia la trasferta americana a Winston-Salem e dopo aver nuovamente battuto Klizan esce a sorpresa contro il nº 126 ATP Ričardas Berankis. Come a Wimbledon, anche al secondo turno degli US Open il sorteggio lo mette di fronte a Ferrer, che di nuovo lo sconfigge in 4 set. Al primo turno di San Pietroburgo elimina il nº 23 ATP Janko Tipsarević, al secondo piega la resistenza di Evgeny Donskoy nel tiebreak decisivo ed esce nei quarti per mano di Ernests Gulbis. Nel torneo di Pechino supera nelle qualificazioni Jack Sock e al primo turno il nº 29 del mondo Grigor Dimitrov prima di cedere in tre set al nº 16 John Isner. Esce al secondo turno a Valencia dopo aver eliminato il top 20 Kevin Anderson.

2014, primi due titoli ATP, semifinale a Madrid e 14º nel rankingModifica

Con l'uscita al primo turno a Chennai, dove era stato finalista l'anno prima, perde molti punti nel ranking e si trova al 73º posto. Inizia subito a risalire arrivando in semifinale a Auckland, dove perde al terzo set da Isner. Al secondo turno dell'Australian Open sconfigge la testa di serie nº 5 del Potro, al nº 29 ATP Paire concede solo 7 giochi e al quarto turno perde contro Dimitrov. L'impresa gli vale la prima convocazione nella squadra spagnola di Coppa Davis in occasione della sfida valida per il primo turno di Gruppo Mondiale a Francoforte contro la Germania, dove perde entrambi i singolari. Riprende a vincere nei primi Masters 1000 stagionali, a Indian Wells viene eliminato al quarto turno da Gulbis dopo aver battuto il nº 5 del mondo Berdych, e ritocca il best ranking in 47ª posizione, mentre al secondo turno di Miami sconfigge il nº 20 Jerzy Janowicz e perde al terzo da Fognini, che lo elimina anche a Monte Carlo. Continua l'ascesa nel ranking in maggio raggiungendo la sua prima semifinale in un Masters 1000 al torneo di Madrid, supera tra gli altri i quotati connazionali Robredo e Verdasco prima di perdere contro Nadal per 6-4 6-3.

 
Bautista riceve il premio alle ATP World Tour Finals 2014 per il giocatore che si è migliorato di più nel corso della stagione

Raggiunge per la prima volta il terzo turno al Roland Garros e perde in 4 set da Berdych. Il 21 giugno vince il suo primo titolo ATP a 's-Hertogenbosch battendo in finale il tedesco Benjamin Becker con il punteggio di 2-6 7-6 6-4. Al terzo turno di Wimbledon raccoglie solo 7 giochi contro l'idolo di casa Andy Murray. Al successivo torneo di Stoccarda conquista il suo secondo titolo ATP, elimina tra gli altri il campione uscente Fognini e in finale ha la meglio su Lukáš Rosol per 6-3, 4-6, 6-2, entrando così per la prima volta in carriera nelle prime venti posizioni del ranking. Conferma l'ottimo momento arrivando al quarto turno agli US Open e cede in tre set al nº 3 del mondo Federer. Si aggiudica l'unico punto della Spagna nei playoff di Davis persi 3-1 con il Brasile e perde il secondo singolare. Il 20 ottobre figura al 14º posto della classifica ATP, suo nuovo miglior ranking, grazie al terzo turno raggiunto al Masters di Shanghai e alla successiva finale raggiunta a Mosca, persa in due set contro Čilić. Chiude la stagione al 15º posto mondiale dopo il terzo turno raggiunto al Masters di Parigi. In quel periodo, i colleghi dell'ATP gli assegnano il premio per il giocatore che si è maggiormente migliorato nel 2014.

2015, due finali ATPModifica

Inizia il 2015 a Chennai e perde a sorpresa in semifinale contro il nº 156 ATP Aljaž Bedene. Si ritira al primo incontro disputato a Auckland ed esce al secondo turno dell'Australian Open. Al ritorno in Europa viene eliminato da Gaël Monfils al secondo turno a Rotterdam e in semifinale a Marsiglia. Nei Masters di Indian Wells e Miami raccoglie una sola vittoria su tre incontri disputati. Raggiunge per la prima volta il terzo turno a Monte Carlo ed esce di scena per mano di Tomáš Berdych, mentre è Kei Nishikori a eliminarlo nei quarti a Barcellona. A Monaco di Baviera perde in semifinale contro Andy Murray e non conferma la semifinale dell'anno prima a Madrid, dove viene nuovamente eliminato da Nishikori al terzo turno. Nei successivi 4 tornei, tra i quali l'Open di Francia, non va mai oltre il secondo turno e si riscatta raggiungendo per la prima volta il quarto turno a Wimbledon, dove viene di nuovo seccamente battuto da Federer.

Al successivo torneo di Umago perde in semifinale contro João Sousa e si ferma al secondo turno ad Amburgo e nei Masters americani di Montréal e Cincinnati. Come l'anno precedente raggiunge il quarto turno agli US Open, dove strappa un set al futuro vincitore del torneo e nº 1 del mondo Novak Đoković. Dopo la semifinale raggiunta a San Pietroburgo, viene eliminato al secondo turno a Tokyo e al Masters di Shanghai. In ottobre torna a disputare una finale ATP a Mosca a distanza di un anno da quella persa l'anno prima nella stessa capitale russa, e come l'anno precedente la perde contro Čilić con lo stesso punteggio di 4-6, 4-6. Arriva in finale anche al successivo torneo di Valencia e subisce la seconda sconfitta stagionale da parte di Sousa, chiudendo il 2015 al 25º posto del ranking.

2016, due titoli ATP, finale a Shanghai, vittoria su Djokovic e 13º nel rankingModifica

Sconfitto da Borna Ćorić nei quarti all'esordio stagionale a Chennai, al successivo torneo di Auckland vince il suo terzo titolo ATP approfittando del ritiro in finale di Jack Sock, dopo aver eliminato il nº 11 del mondo John Isner e in semifinale il nº 10 Jo-Wilfried Tsonga, al quale annulla un match-point.[1] All'Australian Open lotta cinque set per eliminare Martin Kližan e Dušan Lajović, al terzo turno sconfigge in tre parziali il nº 13 ATP Marin Čilić ed esce al turno successivo per mano del nº 6 Tomáš Berdych che si impone per 6-3 al quinto set. Continua a risalire la classifica vincendo il titolo a Sofia, non perde alcun set durante il torneo e in finale ha la meglio su Viktor Troicki per 6-3, 6-4. Si ferma ai quarti nei successivi ATP 500 di Rotterdam e Dubai; nei primi Masters 1000 stagionali perde il primo incontro disputato a Indian Wells mentre a Miami batte nuovamente Tsonga, per poi essere eliminato al quarto turno da Kei Nishikori.

 
Bautista nel settembre 2016 agli US Open

Inizia la stagione europea con il terzo turno raggiunto a Monte Carlo, dove perde in due set da Federer. Viene eliminato a sorpresa dal qualificato Karen Khachanov all'esordio a Barcellona e al terzo turno di Madrid raccoglie solo 3 giochi contro Djokovic. Torna a mettersi in luce raggiungendo per la prima volta il quarto turno al Roland Garros e si trova nuovamente di fronte a Djokovic, al quale riesce a strappare il primo parziale prima di venire rimontato e sconfitto al quarto set. Non va oltre il terzo turno al Queen's e a Wimbledon, sconfitto rispettivamente da Milos Raonic e Bernard Tomić. Nel successivo confronto di Davis vinto 4-1 contro la Romania si impone in entrambi gli incontri in singolare. In agosto viene chiamato per la prima volta a rappresentare la Spagna alle Olimpiadi ai Giochi di Rio e viene eliminato nei quarti dal futuro finalista Juan Martín del Potro. In coppia con David Ferrer si spinge fino ai quarti anche nel torneo di doppio e vengono sconfitti da Steve Johnson / Jack Sock.

A Winston-Salem disputa la sua terza finale stagionale e viene sconfitto in rimonta da Pablo Carreño Busta, mentre agli US Open viene eliminato al terzo turno da Lucas Pouille dopo cinque set. A San Pietroburgo esce di scena in semifinale, battuto in due parziali dal nº 3 ATP Stan Wawrinka. Inizia lo swing asiatico uscendo al secondo turno a Pechino e raggiunge per la prima volta la finale in un Masters 1000 al successivo torneo di Shanghai; elimina nell'ordine Bernard Tomić, Taylor Fritz, Viktor Troicki e nei quarti Jo-Wilfried Tsonga, in semifinale ottiene una delle più significative vittorie in carriera sconfiggendo 6-4, 6-4 il nº 1 del mondo Djokovic, contro il quale aveva perso tutti e cinque gli incontri disputati in precedenza. Nell'incontro per il titolo cede al nº 2 Andy Murray con il punteggio di 6-7, 1-6. Il grande risultato gli vale il nuovo best ranking al 13º posto mondiale. Arrivano quindi a sorpresa le sconfitte nel match d'esordio a Mosca contro il nº 266 ATP Alexander Bublik e a Vienna contro il nº 417 Jürgen Melzer. Esce all'esordio anche al Masters di Parigi sprecando due match-ball contro Gilles Simon.[1]

2017, due titoli ATPModifica

Comincia il 2017 vincendo il titolo a Chennai battendo in finale Daniil Medvedev per 6-3 6-4. Al terzo turno dell'Australian Open supera Ferrer e viene eliminato negli ottavi da Milos Raonic. Nella sfida di Davis vinta 3-2 a Osijek contro la Croazia si impone in entrambi i singolari. Raggiunge la semifinale a Sofia e viene eliminato nel tiebreak decisivo da David Goffin. Negli ottavi del Miami Open cede al termine di due tiebreak a Federer. Dopo la semifinale persa a Monaco di Baviera contro Alexander Zverev, si ferma negli ottavi agli Internazionali d'Italia, sconfitto da Djokovic, e al Roland Garros, dove il dominatore del torneo Nadal gli concede solo cinque giochi. Nei quarti di Halle vince il primo parziale contro Zverev ma si fa rimontare e perde in tre set. Al terzo turno di Wimbledon elimina il nº 9 ATP Nishikori e al turno successivo incassa una dura sconfitta contro il nº 6 Cilic. Sulla terra rossa di Gstaad arriva in semifinale e viene eliminato in tre set dal futuro vincitore del torneo Fabio Fognini.

Sconfiggendo Gaël Monfils al terzo turno a Montréal, per la prima volta in carriera raggiunge i quarti in un Masters 1000 americano ed è ancora una volta eliminato da Federer, che si impone in due set. A fine agosto vince il secondo titolo ATP stagionale a Winston-Salem battendo in finale il bosniaco Damir Džumhur per 6-4 6-4. Non va oltre il terzo turno agli US Open, sconfitto in tre set dal futuro semifinalista Juan Martín del Potro. A San Pietroburgo viene sconfitto per la seconda volta in stagione in semifinale da Fognini, che vince al tiebreak del set decisivo. Nella trasferta cinese raggiunge i quarti di finale a Pechino e viene battuto da Dimitrov. Negli ultimi tornei stagionali raccoglie nuove sconfitte contro del Potro, nei quarti a Basilea, e da Cilic al terzo turno del Masters di Parigi; finisce il 2017 al 20º posto del ranking.

2018, due titoli ATPModifica

Eliminato al primo turno all'esordio stagionale a Pune, vince il titolo al successivo torneo di Auckland sconfiggendo in finale del Potro in tre set. Arrivano quindi le delusioni all'Australian Open e a Marsiglia, con le eliminazioni al primo turno, e nella sfida di Coppa Davis vinta 3-1 contro la Gran Bretagna, nella quale perde contro Cameron Norrie dopo essere stato in vantaggio di due set. Si riscatta vincendo il 3 marzo a Dubai il suo primo titolo ATP 500, cede un solo set durante il torneo e in finale ha la meglio su Lucas Pouille per 6-4, 6-3. Vince in totale un solo incontro nei due Masters 1000 statunitensi di inizio primavera, a Indian Wells disputa il suo ultimo incontro di doppio e nel prosieguo della carriera giocherà solo in singolare. All'inizio della stagione europea sulla terra, subisce due sconfitte da David Goffin al terzo turno di Monte Carlo e nei quarti a Barcellona. Esce nei quarti anche a Monaco e si ferma al secondo turno a Madrid. Raggiunge il terzo turno al Roland Garros e viene sconfitto in quattro set da Djokovic. È costretto al ritiro durante la semifinale contro Borna Ćorić ad Halle per un problema all'anca che l'aveva già portato a rinunciare al Masters romano, e un risentimento inguinale gli impone di rinunciare anche a Wimbledon.[1]

 
In allenamento agli US Open 2018

Rientra verso fine agosto e perde in due set contro Matteo Berrettini la finale di Gstaad. Un nuovo problema fisico, questa volta gli addominali,[1] lo tiene lontano un altro mese dal circuito e al rientro agli US Open viene eliminato a sorpresa al primo turno da Jason Kubler. Tre settimane più tardi cede al quinto set a Lucas Pouille nella semifinale di Davis contro la Francia, che già al termine del doppio si trova sul 3-0 garantendosi un posto nella finale. A San Pietroburgo supera nei quarti la rivelazione del Roland Garros Marco Cecchinato ed esce di scena in semifinale per mano di Dominic Thiem. Al terzo turno a Shanghai strappa un set a Federer, che vince al terzo set. A fine anno raggiunge i quarti a Basilea ed esce al secondo turno al Parigi Masters.

2019, semifinale a Wimbledon, trionfo in Coppa davis, un titolo ATP e nº 9 del rankingModifica

Inizia il 2019 al torneo di Doha, in semifinale ottiene la sua seconda vittoria in carriera sul nº 1 del mondo Novak Đoković e si aggiudica il titolo sconfiggendo in tre set Tomáš Berdych. A fine gennaio raggiunge per la prima volta i quarti di finale in una prova dello Slam all'Australian Open e viene eliminato in quattro set dalla testa di serie nº 14 Stefanos Tsitsipas dopo aver eliminato il nº 11 ATP Karen Khachanov e il nº 7 Marin Čilić. Un'indisposizione lo costringe a dare forfait prima dei quarti a Sofia e torna a mettersi in luce in marzo al Masters di Miami, dove sconfigge per la seconda volta in stagione Djokovic e cede dopo due tiebreak nei quarti all'idolo di casa John Isner. Nei tornei sulla terra battuta che precedono il Roland Garros ha come miglior risultato la semifinale a Monaco di Baviera, persa contro Matteo Berrettini, e nello Slam parigino viene eliminato al terzo turno da Fognini. Esce di scena nei quarti ad Halle per mano di Federer, che si impone al terzo set. A Wimbledon raggiunge la prima semifinale Slam in carriera e si arrende in quattro set al futuro campione Novak Đoković. All'ultimo torneo prima della trasferta americana esce nei quarti a Gstaad.

Grazie ai quarti di finale raggiunti nei Masters di Montréal e di Cincinnati, dove viene sconfitto al terzo set rispettivamente da Gaël Monfils e Richard Gasquet, il 19 agosto diventa il nº 10 mondiale, suo nuovo miglior ranking. Arriva quindi a sorpresa l'eliminazione al primo turno degli US Open ad opera di Mikhail Kukushkin, che vince al quinto set. Inizia lo swing cinese raggiungendo la semifinale a Zhuhai, nella quale viene sconfitto da Alex de Minaur, mentre al Masters di Shanghai si arrende al terzo turno a Berrettini. Sale al 9º posto del ranking dopo aver raggiunto i quarti a Basilea e il secondo turno al Masters di Parigi. La stagione si conclude a Madrid con le finali di Coppa Davis, che si svolgono con il nuovo formato. Nella sfida con la Russia della fase a gironi, la Spagna prevale per 2-1 nonostante la sconfitta di Bautista Agut contro Rublev. Batte quindi Nikola Mektić nel 3-0 sulla Croazia e rinuncia alla semifinale per raggiungere il padre in fin di vita nella sua Castellón de la Plana ed essergli vicino quando muore. Fa in tempo a giocare la finale vinta 2-0 contro il Canada e battendo Félix Auger-Aliassime contribuisce alla conquista della sesta Coppa Davis da parte della Spagna.[2]

2020, finale all'ATP CupModifica

Poche settimane dopo il trionfo in Davis, inizia la stagione da protagonista alla prima edizione dell'ATP Cup vincendo tutti i sei incontri disputati, compreso quello contro Dušan Lajović nella finale con la Serbia di Djokovic, il quale vince l'altro singolare contro Nadal e il doppio regalando il titolo alla propria squadra. La striscia di 10 vittorie consecutive ha fine al terzo turno dell'Australian Open, dove Bautista cede al quinto set contro Cilic. In febbraio esce al secondo turno a Rotterdam e al primo a Dubai prima della lunga pausa osservata dal tennis mondiale per la pandemia di COVID-19.

Rientra in agosto al Masters di Cincinnati, disputato in via eccezionale a New York, ed elimina nell'ordine Richard Gasquet, Karen Khachanov e il campione uscente e nº 5 mondiale Daniil Medvedev nei quarti. In semifinale vince il primo parziale contro Djokovic che lo elimina sconfiggendolo al tiebreak del terzo set. Esce di scena agli US Open con la sconfitta a sorpresa subita al terzo turno in cinque set contro Vasek Pospisil. Al primo turno di Amburgo batte Nikoloz Basilashvili, che aveva vinto le ultime due edizioni del torneo, e nei quarti viene superato da Rublev che vincerà il titolo. All'Open di Francia si ferma al terzo turno, sconfitto in quattro set da Pablo Carreño Busta. Chiude la stagione perdendo in semifinale a Colonia da Felix Auger-Aliassime.

2021, due finali ATPModifica

Anche nel 2021 fa il suo esordio stagionale all'ATP Cup, nella fase a gironi vince con Alex de Minaur e viene sconfitto da Stefanos Tsitsipas, ma la Spagna passa comunque il turno e nella semifinale persa 3-0 contro l'Italia viene battuto da Berrettini. Al primo turno dell'Australian Open viene eliminato a sorpresa dal nº 85 del ranking Radu Albot. Al successivo torneo di Montpellier raggiunge la finale, la prima dopo quella vinta a Doha nel 2019, e viene sconfitto in tre set da David Goffin. Arriva in finale anche a Doha dopo aver eliminato il nº 4 del mondo Dominic Thiem e il nº 8 Rublev, nell'incontro per il titolo perde in due set da Nikoloz Basilashvili. A Dubai cede in tre set negli ottavi a Jannik Sinner il quale lo elimina anche nella semifinale di Miami, dopo che Bautista aveva sconfitto seccamente nei quarti il nº 2 del mondo Daniil Medvedev. Dà il via alla stagione europea sulla terra battuta a Monte Carlo e viene eliminato al terzo turno da Rublev, mentre a Barcellona patisce la terza sconfitta in poco più di un mese contro Sinner. Dopo le eliminazioni subite contro il riemergente John Isner al secondo turno a Madrid e contro Rublev al terzo turno degli Internazionali d'Italia, perde al secondo turno del Roland Garros contro il nº 150 ATP Henri Laaksonen.

Disputa il primo torneo sull'erba ad Halle e viene eliminato al primo turno, mentre a Maiorca raggiunge i quarti ed esce per mano di Sam Querrey. A Wimbledon viene sconfitto negli ottavi da Denis Shapovalov, perde molti dei punti guadagnati con la semifinale del 2019 e scende in classifica dal 10º al 16º posto. In questo periodo annuncia di non partecipare al torneo olimpico di Tokyo per prendersi una pausa in un calendario troppo denso di impegni.[3] Prende invece parte ai tornei di Gstaad e Kitzbühel, perdendo in entrambi al primo turno. Torna al successo nel Toronto Masters superando Tommy Paul e Diego Schwartzman e viene eliminato nei quarti dal futuro finalista Reilly Opelka. Agli US Open sconfigge in tre set Nick Kyrgios ed Emil Ruusuvuori ed esce al terzo turno per mano di Felix Auger-Aliassime, che si impone al quinto set. Anche a Indian Wells non va oltre il terzo turno, battuto in tre set dal futuro vincitore Cameron Norrie, e non ottiene risultati di rilievo negli ultimi tornei stagionali.

StatisticheModifica

SingolareModifica

Vittorie (9)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Finals (0)
ATP Masters 1000 (0)
ATP Tour 500 (1)
ATP Tour 250 (8)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 21 giugno 2014   Topshelf Open, 's-Hertogenbosch Erba   Benjamin Becker 2–6, 7–6(2), 6–4
2. 13 luglio 2014   Mercedes Cup, Stoccarda Terra rossa   Lukáš Rosol 6–3, 4–6, 6–2
3. 16 gennaio 2016   ASB Classic, Auckland Cemento   Jack Sock 6–1, 1–0 rit.
4. 7 febbraio 2016   Sofia Open, Sofia Cemento (i)   Viktor Troicki 6–3, 6–4
5. 8 gennaio 2017   Aircel Chennai Open, Chennai Cemento   Daniil Medvedev 6–3, 6–4
6. 26 agosto 2017   Winston-Salem Open, Winston-Salem Cemento   Damir Džumhur 6–4, 6–4
7. 13 gennaio 2018   ASB Classic, Auckland (2) Cemento   Juan Martín del Potro 6–1, 4–6, 7–5
8. 3 marzo 2018   Dubai Tennis Championships, Dubai Cemento   Lucas Pouille 6–3, 6–4
9. 5 gennaio 2019   Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento   Tomáš Berdych 6–4, 3–6, 6–3

Finali perse (9)Modifica

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Finals (0)
ATP Masters 1000 (1)
ATP Tour 500 (0)
ATP Tour 250 (8)
N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 6 gennaio 2013   Chennai Open, Chennai Cemento   Janko Tipsarević 6–3, 1–6, 3–6
2. 19 ottobre 2014   Kremlin Cup, Mosca Cemento (i)   Marin Čilić 4–6, 4–6
3. 25 ottobre 2015   Kremlin Cup, Mosca (2) Cemento (i)   Marin Čilić 4–6, 4–6
4. 1º novembre 2015   Valencia Open, Valencia Cemento (i)   João Sousa 6–3, 3–6, 4–6
5. 27 agosto 2016   Winston-Salem Open, Winston-Salem Cemento   Pablo Carreño Busta 7–6(6), 6(1)–7, 4–6
6. 16 ottobre 2016   Shanghai Masters, Shanghai Cemento   Andy Murray 6(1)–7, 1–6
7. 29 luglio 2018   J. Safra Sarasin Swiss Open Gstaad, Gstaad Terra rossa   Matteo Berrettini 6(9)–7, 4–6
8. 28 febbraio 2021   Open Sud de France, Montpellier Cemento (i)   David Goffin 7–5, 4–6, 2–6
9. 13 marzo 2021   Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento   Nikoloz Basilašvili 6(5)–7, 2–6

Vittorie contro giocatori top-10Modifica

Anno 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 Totale
Vittorie 0 0 0 0 0 0 0 0 1 2 0 3 1 0 4 1 3 15
# Giocatore Rank Evento Superficie Turno Punteggio
2013
1.   Tomáš Berdych 6   Chennai Open, Chennai Cemento QF 7–5, 2–6, 6–3
2014
2.   Juan Martín del Potro 5   Australian Open, Melbourne Cemento 2T 4–6, 6–3, 5–7, 6–4, 7–5
3.   Tomáš Berdych 5   BNP Paribas Open, Indian Wells Cemento 2T 4–6, 6–2, 6–4
2016
4.   Jo-Wilfried Tsonga 10   Auckland Open, Auckland Cemento SF 3–6, 7–6(7–3), 6–4
5.   Jo-Wilfried Tsonga 9   Miami Open, Miami Cemento 3T 2–6, 6–3, 7–6(7–3)
6.   Novak Đoković 1   Shanghai Masters, Shanghai Cemento SF 6–4, 6-4
2017
7.   Kei Nishikori 9   Torneo di Wimbledon, Londra Erba 3T 6–4, 7–6(7–3), 3–6, 6–3
2019
8.   Novak Đoković 1   Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento SF 3–6, 7–6(8–6), 6–4
9.   Marin Čilić 7   Australian Open, Melbourne Cemento 4T 6–7(6–8), 6–3, 6–2, 4–6, 6–4
10.   Novak Đoković 1   Miami Open, Miami Cemento 4T 1–6, 7–5, 6–3
11.   Karen Khachanov 9   Torneo di Wimbledon, Londra Erba 3T 6–3, 7–6(7–3), 6–1
2020
12.   Daniil Medvedev 5   Cincinnati Masters, Cincinnati Cemento QF 1–6, 6–4, 6–3
2021
13.   Dominic Thiem 4   Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento QF 7–6(7–3), 2–6, 6–4
14.   Andrej Rublëv 8   Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento SF 6–3, 6–3
15.   Daniil Medvedev 2   Miami Open, Miami Cemento QF 6–4, 6–2

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