Libero consorzio comunale di Trapani

Libero consorzio comunale di Trapani
Libero consorzio comunale
Libero consorzio comunale di Trapani – Stemma Libero consorzio comunale di Trapani – Bandiera
Libero consorzio comunale di Trapani – Veduta
Palazzo del Governo, sede del consorzio comunale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Amministrazione
Capoluogo Trapani
Presidente Raimondo Cerami[1] (commissario straordinario)
Data di istituzione 4 agosto 2015
Territorio
Coordinate
del capoluogo
38°01′01.56″N 12°32′43.08″E / 38.0171°N 12.5453°E38.0171; 12.5453 (Libero consorzio comunale di Trapani)Coordinate: 38°01′01.56″N 12°32′43.08″E / 38.0171°N 12.5453°E38.0171; 12.5453 (Libero consorzio comunale di Trapani)
Superficie 2 469,62 km²
Abitanti 433 826[2] (28-2-2017)
Densità 175,67 ab./km²
Comuni 24 comuni
Province confinanti Palermo, Agrigento
Altre informazioni
Cod. postale 91100, 91010-91029
Prefisso 0923, 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081
Targa TP
Cartografia
Libero consorzio comunale di Trapani – Localizzazione
Sito istituzionale

Il libero consorzio comunale di Trapani[3] è un libero consorzio comunale di 434 721 abitanti[2] della Sicilia, con capoluogo Trapani. È subentrato nel 2015 alla soppressa provincia regionale di Trapani.

Nel 2015 conta 433 826 abitanti e occupa una superficie di 2 459,84 km² con una densità abitativa di 177,43 ab./km²; è il più occidentale dei liberi consorzi comunali siciliani e confina ad est con la Città metropolitana di Palermo, a sud-est con il Libero consorzio comunale di Agrigento, mentre ad ovest e a sud è bagnato dal Canale di Sicilia e a nord dal Mar Tirreno.

Indice

Geografia fisicaModifica

 
La Sicilia divisa nelle sue nove province. Il Libero consorzio comunale evidenziato è quello di Trapani
 
L'arcipelago delle Egadi
 
Costa incontaminata dell'isola di Pantelleria.

Il Libero consorzio comunale si affaccia a nord sul Mar Tirreno, a sud sul Mar Mediterraneo, e a ovest sul Canale di Sicilia. Confina solo ad est con la Città metropolitana di Palermo e con il Libero consorzio comunale di Agrigento. Il territorio possiede poche aree pianeggianti e di estensione limitata, la prevalenza è collinare con rilievi che non raggiungono i mille metri, a eccezione dei monti Sparagio (1110 m) e Inici (1065 m). La parte nord occidentale è di massima più accidentata che quella a sud. Insieme al Libero consorzio comunale di Caltanissetta, alla provincia di Imperia e recentemente alla provincia di Varese, la ex provincia trapanese è l'unica altra dove il comune demograficamente più rilevante non è il capoluogo; in questo caso è Marsala. Anomalia dovuta al fatto che altri 25.000 abitanti circa pur identificandosi con la comunità trapanese, risiedono nella zona di Casa Santa, parte integrante della città di Trapani, ma ricadente nel limitrofo comune di Erice.

Le isoleModifica

Il territorio comprende anche l'arcipelago delle Isole Egadi (comune di Favignana), l'Isola di Pantelleria (comune di Pantelleria), la più grande della Sicilia, e le Isole dello Stagnone (comune di Marsala).

I fiumiModifica

Il Libero consorzio comunale di Trapani è povera di corsi d'acqua di rilievo, se si eccettuano il Belice (il confine della provincia è il torrente Gurra di Mare, 2 km circa ad est della foce del fiume Belice), e, al confine tra il comune di Marsala e quello di Trapani, il fiume Birgi che, cambiando nome dalla sorgente alla foce varie volte, raggiunge la lunghezza di circa 40 km.

Altri fiumi a carattere torrentizio sono il Modione, il Mazaro e il Fiume freddo. Nel territorio di Marsala, proveniente dall'entroterra di Salemi, scorre a carattere stagionale il torrente Sossio; sbocca nel mare Mediterraneo in località Berbaro, su una spiaggia sabbiosa.

I laghiModifica

I laghi naturali come i Gorghi Tondi ed il Preola si trovano nel territorio di Mazara del Vallo; un altro lago naturale è il Lago di Venere a Pantelleria. Esistono inoltre tre laghi artificiali, il Lago Rubino, ricavato mediante uno sbarramento sul torrente della Cuddia, che fa parte del bacino idrografico del fiume Birgi, il Lago Trinità presso Castelvetrano, e il lago Paceco presso l'omonima località.

Esiste invece una laguna costiera, nei pressi di Marsala, detta dello Stagnone (laguna).[4] Questa si è formata in tempi abbastanza recenti; all'interno si trova l'isola di San Pantaleo ove si trova Mozia, al tempo dei Fenici importante base navale e commerciale.

I montiModifica

 
Panorama con il monte Cofano

Le uniche vette che superano i mille metri sono il Monte Sparagio alto 1110 metri s.l.m., il Monte Inici di 1064 m e il Pizzo delle Niviere di 1042 m, tutti e tre a nord, tra Castellammare del Golfo e il Capo San Vito. Al centro del territorio provinciale i Monti di Gibellina raggiungono al massimo i 751 m con la Rocca delle Penne. Tutto il territorio della provincia è comunque collinare, con poche e poco estese aree pianeggianti, per lo più nella zona meridionale.

Il mareModifica

La costa del Libero consorzio comunale di Trapani, tra le maggiori attrattive turistiche, si presenta alta e frastagliata a nord con discese a picco sul mare fino a poco prima del capoluogo e Valderice. Forma a nord il Golfo di Castellammare e dopo Capo San Vito i due piccoli golfi di Cofano e Bonagia, separati dal Monte Cofano che discende a picco sul mare. Da Trapani, procedendo verso sud, la costa diventa bassa e spesso sabbiosa, con alternanza di piccoli rilievi che non raggiungono i duecento metri. È in questa parte di costa che si trovano i maggiori porti come quelli di Trapani, di Marsala e di Mazara del Vallo.

 
Il piccolo porto di Levanzo

La costa ad ovest presenta anche la particolarità di un arcipelago a pochi km di distanza da Trapani, quello delle Isole Egadi, che comprende tre isole principali, Favignana, Levanzo e Marettimo e due isolotti, Formica e Maraone.

A Marsala, nel tratto di costa compreso tra Punta Alga e Capo San Teodoro, si trova la laguna dello Stagnone, molto estesa (2000 ha), dal 1984 Riserva naturale orientata[5]. Le acque sono basse e molto salate, per cui nel tempo sono nate numerose saline sulla costa e sull'isola Longa. La laguna comprende quattro isolette: l'isola Longa, Santa Maria, San Pantaleo e Schola.

Altra grande attrattiva è l'isola di Pantelleria.

Il climaModifica

Il clima è caratterizzato da temperature miti nei mesi invernali e da estati calde e prolungate. La nebbia è un fenomeno abbastanza frequente specie in estate (vista l'umidità della zona) e le precipitazioni, scarse in quantità, sono concentrate nei mesi invernali. La temperatura dei mesi di gennaio e febbraio difficilmente scende al di sotto dei 5 °C mentre nei mesi estivi, a giugno, luglio e agosto raggiunge anche i 45 °C[senza fonte].

StoriaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sicilia e Storia di Trapani.

L'insediamento dei primi abitanti nell'area provinciale trapanese è antichissimo. Insediamenti preistorici risalenti al paleolitico sono presenti in varie località (vedi Levanzo), anche se fin oggi le ricerche sono state poche e frammentarie.

Al mesolitico appartiene l'insediamento della Grotta dell'Uzzo nei pressi di San Vito Lo Capo, con i suoi cocci di ceramichei non decorate ma con manici e tacche per facilitarne la presa, e tracce evidenti di abitanti dediti alla caccia e alla pesca e che praticavano l'agricoltura. Tracce della presenza dell'uomo in Sicilia, attorno al 10000 a.C. si rilevano anche dai graffiti con scene di caccia e rituali ritrovati nelle pareti della Grotta del Genovese a Levanzo.

A Pantelleria sono evidenti le tracce della popolazione detta dei Sesioti, un popolo del mare, che fece dell'isola un vero e proprio centro commerciale di esportazione dell'ossidiana molto ricercata per utensili da taglio in tutto il Mar Mediterraneo[senza fonte].

La provincia conobbe tra XI e X secolo a.C., la colonizzazione dei Fenici, ritenuti i fondatori di Solunto, Mozia, Palermo Lilibeo (Marsala), che vi stabilirono proprie basi costiere in seguito passate in mano cartaginese. Le aree centro meridionali videro lo stanziamento degli Elimi mentre la colonizzazione greca si fermò ai margini della provincia con la fondazione di Selinunte da parte dei megaresi e fu spesso occasione di aspri conflitti e distruzioni. La conquista e la dominazione romana impoverì il territorio e ridusse di molto l'importanza commerciale degli antichi siti portuali. La caduta dell'impero romano tuttavia aprì la strada alle invasioni e alle distruzioni. I Vandali, poi gli Ostrogoti di Teodorico occuparono la provincia e il resto dell'isola. Nel 535 fu Belisario ad occuparla annettendola all'Impero romano d'Oriente riportando la Sicilia, dove ancora si parlava il greco, all'ambiente culturale bizantino. A partire dal 652 iniziarono le scorrerie degli Arabi dalla Tunisia e la provincia ne risultò particolarmente esposta. Nell'827, infine, con lo sbarco a Mazara del Vallo iniziò la conquista dell'isola. La provincia di Trapani e in genere la Sicilia occidentale si integrarono abbastanza presto con i nuovi arrivati, e proprio nel cuscus, il piatto tradizionale, e nella pasticceria ne rimane la traccia. Gli arabi introdussero le nuove tecniche di coltivazione dell'olivo e degli agrumi.

Proprio tale integrazione fu fonte di serie difficoltà durante il periodo normanno a causa dei conflitti e delle ribellioni di varie città ai nuovi signori. Durante il XIV secolo l'arrivo di mercanti genovesi e inglesi che si stabilirono a Messina e Trapani promosse il rifiorire dei commerci. Nel 1492 a causa della persecuzione antisemita della Spagna anche gli ebrei delle fiorenti comunità di Salemi e Trapani dovettero abbandonare la Sicilia.

La Provincia fu testimone e parte attiva della spedizione dei Mille; Garibaldi infatti scelse proprio il territorio trapanese per iniziare la campagna di liberazione dell'isola. Le navi sbarcarono a Marsala l'11 maggio 1860 e due navi da guerra borboniche giunte nel frattempo, tardarono a bombardare gli invasori, data la presenza di due navi britanniche presenti nel porto. Il 14 maggio, a Salemi, Garibaldi assunse la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele. I Mille poi vinsero la battaglia di Calatafimi il 15 maggio.

Durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale le installazioni aeroportuali di Trapani e di Pantelleria e i porti che si affacciavano sul canale di Sicilia vennero duramente bombardati dagli alleati.

La provincia di Trapani nel gennaio 1968 venne duramente colpita dal terremoto del Belice; tra i tanti centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale e Salaparuta. Subirono danni ingenti: Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Vita e Calatafimi. La ricostruzione avvenne con estrema lentezza ed irrazionalità, ma venne costruita un'autostrada, la A29, al posto della disastrata viabilità ordinaria e questa fu anche l'occasione in cui la provincia perse una delle sue linee ferroviarie, la Castelvetrano-Santa Ninfa-Salaparuta, che, nonostante fosse di grande utilità per i pendolari[senza fonte], non venne più riattivata.

L'ente provinciaModifica

Il Regno delle due Sicilie nel 1817 istituì la provincia trapanese. L'Ente provincia nasce nel 1861 composta da tre circondari. Nel 1927 furono soppressi i circondari e tutte le competenze passarono alla provincia. Con lo Statuto speciale siciliano del 1946 furono soppresse le provincie siciliane. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale e furono denominate "provincie regionali" nel 1986[6].

Istituzione del Libero consorzio comunaleModifica

Il 24 marzo 2014 è avvenuta la soppressione delle nove provincie regionali, sostituite da nove "Liberi Consorzi comunali" (coincidenti territorialmente e amministrativamente con le rispettive province e di cui assumono tutte le funzioni) nelle more della costituzione delle tre aree metropolitane e dei liberi consorzi definitivi come previsto dalla legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[7]. Una ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni consorzio è, nel frattempo, retto da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[8]

In ottemperanza alla legge regionale del 24 marzo 2014, n. 8, recante il titolo “Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane”[9] e disciplinata poi con la successiva legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015, "Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"[10], la provincia regionale di Trapani è stata soppressa e sostituita dal Libero consorzio comunale di Trapani[11].

Trasporti e collegamentiModifica

Collegamenti stradali principaliModifica

AutostradeModifica

La provincia è attraversata dall'Autostrada A29 con percorso autostradale da Palermo a Mazara del Vallo, lunga 119 km e da Alcamo una diramazione per Trapani e Marsala di circa 45 km. Venne costruita dopo il terremoto del Belice a cura dell'ANAS ed è senza pedaggio[12].

StradeModifica

La provincia è attraversata dalla Strada statale 113 Settentrionale Sicula che termina a Trapani provenendo dalla costiera nord di Palermo e Messina. Il collegamento costiero sud invece è fornito dalla Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula che attraversando Marsala, Mazara e Castelvetrano lo collega ad Agrigento e Siracusa. La Strada statale 119 di Gibellina collega Castelvetrano ed Alcamo passando per Santa Ninfa e Gibellina mentre la Strada statale 188 Centro Occidentale Sicula collega Marsala con Salemi e arriva fino a Lercara Friddi. Da Trapani ha pure origine la Strada Statale 187 che raggiunge Castellammare del Golfo e si innesta alla S.S.113 al bivio Partinico.

Lo sviluppo delle strade raggiunge 1.329 chilometri complessivi tra strade statali, provinciali e comunali[senza fonte].

È inoltre disponibile un elenco delle strade provinciali.

Collegamenti ferroviariModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovie siciliane e Ferrovia Palermo-Trapani.
 
Linee ferroviarie in Provincia di Trapani

La provincia fruisce di un collegamento ferroviario Palermo – Trapani via Castelvetrano e Marsala e di uno che dalla stazione di Alcamo Diramazione raggiunge Trapani via Milo; ambedue sono di RFI. Le linee sono entrambe a semplice binario e a trazione diesel per complessivi 241,3 km di ferrovia.

Fino al 1985 era collegata ad Agrigento tramite la linea a scartamento ridotto Castelvetrano-Sciacca-Porto Empedocle; dalla chiusura di questa si è accentuato l'isolamento ferroviario della provincia che oggi risulta collegata solamente al capoluogo di regione.

Negli anni precedenti era stata chiusa al traffico perché danneggiata dal terremoto, e mai più riaperta nonostante registrasse un discreto traffico viaggiatori, anche la linea ferroviaria da Castelvetrano per Partanna, Gibellina e Salaparuta, già in precedenza mutilata del tratto per San Carlo e Burgio.

Collegamenti aereiModifica

La provincia è dotata di due scali aeroportuali, quello di Trapani Birgi che riveste anche importanza strategica essendo sede del 37º stormo dell'Aeronautica Militare italiana, e quello di Pantelleria. L'aeroporto di Trapani-Birgi permette collegamenti con: Pantelleria, Roma, Milano-Orio al Serio, Pisa, Barcellona-Girona, Brema, Dublino, Düsseldorf, Stoccolma, Londra, Bologna, Oslo, Treviso, Torino, Bruxelles, Francoforte, Parigi, Malta, Birmingham, Perugia, Ancona

Collegamenti marittimiModifica

In virtù della loro posizione strategica gli approdi portuali della provincia sono stati importanti sin dall'antichità[senza fonte]. I fenici ne facevano largo uso per i loro commerci e per l'esportazione dei vini di Sicilia. Fu però solo nel XVIII secolo, con l'arrivo degli investitori inglesi, che venne ampliato e potenziato il porto di Marsala per il commercio dei vini con le località più lontane, e quello di Trapani nell'Ottocento, per il trasporto del sale.

Oggi dal porto di Trapani sono attivi i collegamenti con le isole dell'arcipelago delle Egadi; sono in funzione collegamenti con navi e collegamenti veloci con aliscafi. Il porto è collegato regolarmente con Civitavecchia, Tunisi, Sousse, Livorno, Cagliari e Pantelleria. Da Marsala sono attivi collegamenti con Favignana.

FunivieModifica

Trapani ed Erice sono collegati da una funivia dotata di 47 cabine, di cui quattro riservate ai soggetti disabili, in grado di trasportare otto persone ciascuna. La capacità operativa è di mille persone ogni ora, alla velocità di cinque metri al secondo. La distanza tra la stazione di valle e quella di monte è di poco più di tre chilometri con un tempo di percorrenza di dieci minuti.

EconomiaModifica

Il corallo di Trapani

La pesca e la lavorazione del corallo hanno contribuito molto a far conoscere Trapani e il suo territorio. Tra XV e XVI secolo i pescatori trapanesi iniziarono a praticarle grazie all'abbondanza dei banchi corallini scoperti. La pesca iniziava nel mese di maggio e terminava a settembre; l'artigianato della lavorazione del corallo divenne quindi sistematico: i pescatori corallari, riuniti nella corporazione dei Pescatori della marina piccola del palazzo, abitavano concentrati nella odierna via Corallari.
Nella Historia di Trapani del 1591, si parla dell'attività dei corallini e corallari trapanesi, il bono magisterio si era già affermato da mezzo secolo come vera espressione d'arte.
Le zone più ricche erano antistanti il mare di Trapani, lungo le coste settentrionali, ma i pescatori, si dirigevano fino alle coste dell'Africa. Arrivato in porto il corallo veniva venduto ai mercanti, ai fabbricanti di gioielli e agli artisti che, dopo un lungo e laborioso processo di lavorazione, lo trasformavano in vere e proprie opere d'arte.
I corallari acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con i loro prodotti; oggetti sacri e profani, capezzali e cornici, presepi nei quali il corallo è frammisto ad oro, argento, smalti e pietre preziose. Una serie interminabile di capolavori di gusto grottesco e fantastico con reminiscenze gotiche nella miniatura locale più tardiva, frammista ad aspetti della decorazione scultorea di scuola gaginesca. Tra la fine del XVI secolo e i due secoli successivi, vennero create opere di squisita fattura per re, principi, cardinali e papi. Realizzazioni memorabili sono la Montagna di Corallo acquistata per una cifra altissima, nel 1570 a Trapani, per conto del Viceré di Sicilia Don Francesco Ferdinando Avalos de Aquino, per inviarla a Filippo II di Spagna e quella donata nel 1631, dal Senato di Palermo, a papa Urbano VIII.
Tutto ciò consolidò una rete di committenze prestigiose in tutta Europa e produsse opere sempre più ricche ed elaborate.
La maggioranza di tali capolavori si trova oggi fuori dalla Sicilia nelle collezioni dei Doria, dei conti di Schoenborn a Pommersfelden, dei principi di Ligne, dei re di Spagna e dei Whitaker.
Durante la Mostra del Corallo, presso il Museo Pepoli, si possono ammirare sculture, monili e altre opere dei maestri trapanesi realizzate in corallo. Oggi tuttavia sia la pesca che la lavorazione del corallo sono quasi del tutto scomparse.

AgricolturaModifica

 
Una bottiglia di Marsala

La provincia di Trapani, con i circa 67.000 ettari di terreno coltivati a vigneto, ha la maggior superficie coltivata a vite per singola provincia d'Italia[13] cui consegue una produzione di 4-5 milioni di ettolitri di vino annui. Lo sviluppo della vite è favorito dalle caratteristiche naturali del terreno, dal clima caldo-umido e dalle scarse piogge.

I vigneti tipici della zona sono delle varietà Grillo, Catarratto, Inzolia, Zibibbo, Trebbiano, Nero d'Avola e producono vini di grande pregio apprezzati in tutto il mondo di cui alcuni sono riconosciuti a denominazione di origine controllata.

Da ricordare il Marsala nelle sue molti varianti ed aromatizzazioni, il moscato di Pantelleria e il passito di Pantelleria, il Bianco d'Alcamo (1999) e i bianchi prodotti nelle innumerevoli aziende vitivinicole della zona. Di grande rilevanza i vini dolci e da dessert di buona gradazione. La provincia di Trapani ha sei tipologie di vini DOC: il Marsala (1969), il Delia Nivolelli (1998), il Bianco d'Alcamo (1999), il Moscato di Pantelleria (2000), l'Erice (2004) e il Salaparuta (2006).

I Fenici portarono i vini trapanesi in tutte le città costiere del Mediterraneo, facendone uno dei prodotti più importanti degli scambi commerciali dell'epoca. Gli investimenti degli inglesi tra cui gli Ingham, i Woodhouse e i Whitaker nel periodo napoleonico e nei decenni successivi favorirono il sorgere della grande industria enologica di Marsala e delle altre aree del trapanese.

Le aree interessate alla coltivazione dell'olivo ricadono nella Valle del Belice con i territori di Castelvetrano, Partanna e Campobello di Mazara e la Valle di Erice.
La cultivar diffusa nella zona del Belice è la Nocellara ma altrove troviamo anche la Cerasuola e la Biancolilla. Il metodo di raccolta è prevalentemente manuale. L'olio viene ottenuto mediante sistemi di estrazione a ciclo continuo, con spremitura a freddo, che permettono di ottenere un prodotto di ottime qualità chimiche e organolettiche. L'olivicultura nella zona risale ai tempi delle dominazioni araba e spagnola. |L'olio delle Valli Trapanesi ha ottenuto il marchio DOP[14].

IndustriaModifica

La presenza di importanti attività portuali a carattere peschereccio ha prodotto lo sviluppo dell'industria legata al settore della conservazione e della refrigerazione del pescato. Notevole è quindi lo sviluppo dell'industria legata alla conservazione ittica con produzione di affumicati di tonno e pesce spada, tonni in scatola e in vetro, sott'olio, bottarga di tonno.

Un tempo fiorente, risale infatti alle epoche storiche più remote, la produzione di sale marino, ricco naturalmente di Iodio, è andata scemando nel tempo a vantaggio del sale minerale più facile da produrre e commercializzare. Nel 2011 il sale marino di Trapani ha ottenuto la IGP dal ministero delle Politiche agricole[15].

La più grande industria provinciale è comunque l'industria enologica che risale ai tempi dei Fenici e dei Greci che ne fecero conoscere ed apprezzare i prodotti in tutte le aree da loro raggiunte. Infatti nella provincia di Trapani vengono prodotti molti vini D.O.C. e IGT tra i quali il famoso vino liquoroso Marsala, l'Alcamo, il Moscato di Pantelleria, lo Zibibbo, oltre che il Nero d'Avola.

Altro settore importante è quello dell'estrazione del marmo che ha il suo polo a Custonaci dove sono presenti diverse cave che esportano i prodotti in tutto il mondo.

CommercioModifica

La costa trapanese per la sua vicinanza al Nordafrica e soprattutto perché poste sulle rotte di navigazione del Mediterraneo fu sede di commerci e scambi sin dalle epoche preistoriche come attestano i ritrovamenti a Pantelleria e nelle Grotte di Levanzo e dell'area tra Erice e Castellammare. Furono tuttavia i Fenici quelli che svilupparono in larga scala il commercio via mare e stabilirono sedi ed empori nei vari porti. Importantissimo fu quello di Mozia, ma non meno quelli di Trapani e Castellammare del Golfo, porto ed emporio di Segesta. Importanti da sempre furono il commercio del vino, del sale e dell'olio d'oliva trasportati in tutto il bacino mediterraneo.

Le attività marinareModifica

La pesca rappresenta una delle attività più importanti della provincia. Basti pensare al porto di Mazara del Vallo, il più importante d'Italia per quantità di pescato e per naviglio armato. La pesca del tonno con la tipica e rituale mattanza ancor oggi tramanda un metodo di pesca tipico nella tonnara che sta scomparendo.

Il naviglio da pesca nei due compartimenti di Trapani e Mazara del Vallo ammonta a 734 unità, così suddivise[16]:

  • Pesca oceanica 12
  • Pesca mediterranea 76
  • Piccola pesca ravvicinata e locale 646

CulturaModifica

IstruzioneModifica

La provincia di Trapani non ha una propria università, ma è attivo un Consorzio Universitario della Provincia di Trapani con sede ad Erice, nei locali concessi al Polo didattico dell'Università degli studi di Palermo e di Bologna, che organizza e promuove corsi di laurea specialistici e master con speciale indirizzo relativo alle attività socioeconomiche della provincia. Una delle finalità statutarie è anche l'istituzione di un Ateneo autonomo della Sicilia occidentale.

Uomini illustriModifica

Musica, teatro ed arti figurativeModifica

Fra i teatri tradizionali si possono ricordare il Teatro Villa Margherita e quello dell'Università a Trapani, i teatri Impero e Comunale a Marsala, il Teatro Geber Hamed a Erice e il Teatro Rivoli a Mazara del Vallo. Nei mesi estivi nel capoluogo si svolge il Luglio Musicale Trapanese con gli spettacoli, soprattutto tragedie greche e teatro di prosa, rappresentati al Teatro antico di Segesta. A Castellammare del Golfo, nei mesi di giugno e luglio si svolge la manifestazione Castellammare estate che presenta spettacoli di musica, teatro, cinema, arte e tradizione.

A Gibellina vengono svolte le "Orestiadi" di[17], promosse ed organizzate dalla "Fondazione Orestiadi". La "Salerniana" di Erice, promuove ed organizza dal 1972 collettive e personali d'arte contemporanea curate da critici quali Achille Bonito Oliva o Giulio Carlo Argan, con opere di Carla Accardi, Pietro Consagra e Antonio Sanfilippo presenti nella sua collezione.

Folklore e musica tradizionaleModifica

La Provincia di Trapani vanta un importante culto per le tradizioni popolari. A testimoniare ciò ha contribuito la formazione nel corso del secolo di gruppi folclorici che hanno portato in alto il nome di Trapani e dell'intera Sicilia. Primo fra questi il Coro delle Egadi che, nato nel maggio 1935 in seno all'O.N.D., è uno dei primissimi gruppi italiani di musica folclorica; tra l'altro è il secondo gruppo di musica tradizionale più antico di Sicilia (assieme al "Canterini Peloritani" di Messina, formatosi lo stesso anno, e dopo il "Canterini Etnei" di Catania).

Attive rappresentanze del folklore provinciale trapanese e della musica folclorica siciliana sono (in ordine alfabetico):

Coro Città di Trapani, Ericefolk e Val d'Erice Folk Studio sono (chi più, chi meno) tutti e tre figli del Coro delle Egadi.

TurismoModifica

Nonostante le bellezze naturali e il ricchissimo patrimonio archeologico il turismo è ancor oggi un settore poco significativo dell'economia locale, seppur in crescita costante come presenze. Molto resta ancora da fare in termini di infrastrutture ricettive, a volte frutto di reinvestimenti di capitale "sporco"[non chiaro][18]. L'aeroporto di Trapani-Birgi è passato in pochi anni da 200 mila a quasi due milioni di transiti l'anno[quanti e quali anni?]. È comunque auspicabile il potenziamento dei porti, per renderli più efficienti nei collegamenti con le isole minori, delle reti viarie complementari interne e il ripristino e ammodernamento della ferrovia costiera fino ad Agrigento e alla sua Valle dei Templi che attraversava le importanti aree archeologiche di Selinunte, Eraclea Minoa. Le 125 strutture alberghiere e complementari hanno ospitato circa 260.000 clienti nel 1998 di cui l'80% italiani. La media di presenze è stata di 3,2 giorni per la clientela nazionale e di 2,2 giorni per quella estera con un tasso di sviluppo (+6%) inferiore alla media regionale (+12,1%)[19].
Nel 2000 la ricettività risultava aumentata a 149 strutture alberghiere con 296.559 arrivi ( +8,1% rispetto al 1999) e 987.533 presenze (+14,3%) con una permanenza media aumentata a 3,3 giorni[20]. Numeri in continua evoluzione visto che nel 2003, rispetto al solo 2002, la ricettività è cresciuta del 34,4% per il numero degli esercizi (alloggi privati +48,8%, agriturismo +47,1% e alberghi +14%) e del 12,9% per quello dei posti letto (agriturismo +104,7%, alloggi privati +67,7%, alberghi +14,2% e campeggi +2%)[21]. Sempre nel 2003 la ricettività è cresciuta in tutta la Provincia, tranne che a Campobello, Petrosino, Poggioreale e Santaninfa. Il settore alberghiero e della ristorazione, rispetto alle altre categorie produttive di servizi, ha il maggiore peso nei comuni di: San Vito Lo Capo (58,1%), Favignana (35,9%), Castellammare del Golfo (30,9%) e Buseto Palizzolo (30,8%)[22]. Fra le città con maggior numero di alberghi e ristoranti: Trapani (256), Marsala (204), Mazara del Vallo (126), Castelvetrano (107), San Vito Lo Capo (104) e Castellammare del Golfo (97).

Località turistiche principaliModifica

Itinerario turistico preistoricoModifica

  • A Trapani: il Museo di protostoria e di preistoria sito nella Torre di Ligny, fortezza spagnola del Seicento conserva reperti datati sin dall'Età della pietra ed alcuni resti fossili di elefante nano.
  • Le grotte preistoriche della zona di Custonaci come la grotta Mangiapane o di Scurati.
  • L'importante Grotta dell'Uzzo di San Vito Lo Capo con tombe mesolitiche e molti reperti preistorici.
  • Nei pressi di Partanna, in un canalone, si trovano le necropoli rupestri di Contrada Stretto con tombe a grotticella, a camera e numerose ceramiche dell'età del bronzo. Nella cittadina, il Castello Grifeo, inaugurato il 28 dicembre 2007 come "Centro di Interpretazione e Valorizzazione territoriale", è un Museo che raccoglie molti reperti del Paleolitico rinvenuti nell'area, oggetto di missioni archeologiche di atenei europei.
  • A Santa Ninfa, la cavità carsica con gallerie e meandri.
  • A Levanzo la Grotta del Genovese con i graffiti parietali e le pitture rupestri risalenti, i primi a circa 12.000 anni fa e i secondi a 7.000 anni addietro.
  • Nell'isola di Pantelleria, nei pressi del villaggio di Mursia, i misteriosi monumenti funebri, detti Sesi, molto simili ai Nuraghi della Sardegna.

Altri itinerariModifica

Feste e sagre della provinciaModifica

  • Trapani: la Processione dei misteri di Trapani che si svolge il venerdì Santo.
  • San Vito Lo Capo: Cous Cous Fest, erede della Sagra del Cous Cous, l'ultima settimana di settembre, rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo; esposizione permanente e degustazione di prodotti siciliani tipici.
  • Buseto Palizzolo: Processione dei Misteri - Sacra Rappresentazione in sedici tableaux vivants mobili che si svolge la domenica delle Palme.
  • Custonaci tra dicembre e gennaio, nella preistorica Grotta Scurati, il Presepe vivente con la ricostruzione della nascita di Gesù. Ambientazioni dell'Ottocento e riproposizione degli antichi mestieri locali.
  • Valderice, il Carnevale.
  • Favignana: tra maggio e giugno, l'antico e tradizionale rito della mattanza, pesca del tonno nel mare di Favignana con corollario di manifestazioni artistiche e culturali legate all'antico rito della pesca del tonno.
  • Favignana: Bonton: rassegna enogastronomica di tonno e prodotti di tonnara; si svolge tra 31 maggio e 1º giugno e alla tonnara Bonagia il 6/7/8 giugno.
  • Salemi dal 19 marzo e per tutta la settimana: festa di San Giuseppe con le tradizionali cene e allestimento di altari votivi con il tipico Pane di San Giuseppe.

La festa di San Giuseppe viene celebrata anche nell'Isola di Marettimo dal 18 al 20 di marzo. Viene celebrata anche a Marsala dove vengono realizzati gli altari votivi con i pani se pur in maniera ridotta rispetto a Salemi, un tempo si realizzavano le cene oggi questa usanza e poco frequente a Marsala.

  • Alcamo dal 19 al 21 giugno: festa della Madonna dei Miracoli, con manifestazioni culturali e religiose, fra cui la Calata delle Autorità al Santuario la sera della vigilia per i solenni Vespri.
  • Castellammare del Golfo: dal 19 al 21 agosto, Festa della Maria Santissima del Soccorso, con processione a mare del simulacro di Maria.
  • Festa del Santissimo Crocifisso a Calatafimi: si svolge nella città di Calatafimi Segesta ogni 5 o 7 anni, nei giorni da 1 a 3 maggio.
  • Salemi: Festa Patronale in onore di San Nicola di Bari e della Protettrice Maria SS Immacolata dal 29 novembre all'8 dicembre di ogni anno.
  • Salemi: Cene di San Giuseppe, altari di pane artistici votivi, ogni anno dal 15 al 25 marzo.
  • Salemi: Dal 20 al 25 agosto di ogni anno "Sagra della Busiata".
  • Marsala: Settimana Santa (Misteri Viventi) - manifestazioni garibaldine

GastronomiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina trapanese.

Trapani e la sua provincia risentono nella gastronomia, più di altre aree della Sicilia, del maggior numero di influenze straniere e in particolare della dominazione araba. Ma assume una fondamentale differenza nel massivo uso del pesce al posto della carne.

 
Il cuscus di pesce

Piatti tipici:

  • "cuscus alla trapanese" ne è una prova, della semola preparata dalle abili mani delle cuoche e cotta a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata. Ma il condimento, a differenza di quello magrebino (a base di legumi e carne di montone), è un brodetto di pesce misto.
  • 'A pasta cull'agghia - il "Pesto alla trapanese", un pesto di basilico, olio ed aglio, ma con aggiunta di mandorle crude, pomodoro crudo e pecorino grattugiato.

Tra i dolci, oltre a quelli diffusi in Sicilia, come le cassate siciliane e cannoli farciti con ricotta, in particolare nelle frazioni trapanesi di Dattilo e Napola, vi sono le cassateddi, cassatelle ripiene di ricotta di pecora o le cassateddi di ficu tipiche di Marsala; i bocconcini di Erice, dolcini di pasta reale con l'anima di marmellata di cedro al liquore, e la cassata ericina dal ripieno a base di cedrata.

 
Riserva dello Zingaro

Parchi, riserve ed aree protetteModifica

Nella provincia di Trapani sono comprese otto riserve regionali di protezione floro-faunistica fra le quali la più importante è certamente la Riserva naturale orientata dello Zingaro che si estende nella penisola di San Vito Lo Capo. Essa si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio della riserva ricade per gran parte nel comune di San Vito Lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare del Golfo estendendosi per circa 7 km di costa e quasi 1.700 ha di natura incontaminata.

La costa formata da calcarenite e da rilievi calcarei di natura dolomitica[senza fonte], presenta falesie intercalate da numerose calette. Il suo rilievo altimetrico va dai 913 metri di Monte Speziale degradando ripidamente verso il mare. La Riserva ospita oltre 650 specie vegetali, alcune endemiche e rare.

Oltre alla Riserva dello zingaro si annoverano la Riserva naturale marina Isole Egadi, la Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria, la Riserva naturale Bosco di Alcamo, Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, la Riserva naturale orientata Monte Cofano, la Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco, la Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi e la Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe.

Nell'anno 2016 il Governo italiano ha approvato l'istituzione del primo parco nazionale in Sicilia, il parco dell'isola di Pantelleria.

Denominazione Zona geografica Sede amministrativa Sito istituzionale
Riserva naturale orientata dello Zingaro Penisola di San Vito Lo Capo – Golfo di Castellammare  

Castellammare del Golfo

Riserva naturale orientata dello Zingaro
Riserva naturale marina Isole Egadi Isole Egadi  

Favignana

Riserva naturale marina Isole Egadi
Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria Isola di Pantelleria  

Pantelleria

Riserva naturale orientata Isola di Pantelleria
Riserva naturale Bosco di Alcamo Monte Bonifato  

Alcamo

Sito Provincia di Trapani
Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala Mare di Marsala  

Marsala

Sito dell'APT di Trapani
Riserva naturale orientata Monte Cofano Monte Cofano  

Custonaci

Riserva naturale orientata Monte Cofano
Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco Litorale di Trapani  

Trapani

Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco
Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi Località Gilletto-San Nicola  

Mazara del Vallo

Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi
Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe Foce del fiume Belice  

Castelvetrano

Riserva naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe

Musei ed aree archeologicheModifica

 
Il tempio di Segesta

L'ampio parco archeologico di Selinunte è considerato il più imponente d'Europa[24] con la sua estensione di 270 ettari e una delle aree archeologiche più interessanti che comprende templi, santuari e altari. fortificazioni, case e negozi della città antica. Le vicine cave di Cusa dalle quali proviene il materiale da costruzione della antica città mostrano le varie fasi di lavorazione delle maestose ed imponenti colonne dei templi.
Presso la costa, sorge l'acropoli su cui si trovano 4 templi designati con le lettere A, C, D, O.
Sulla collina ad est altri 3 templi denominati E, F, G.
I templi di Selinunte sono stati costruiti in stile dorico.

  • "Cave di Cusa", da cui venivano estratti i blocchi di pietra, nella vicina Campobello di Mazara.
 
Uno scorcio dell'isola di Mozia - Kothon.
  • Segesta. Anch'essa importante area archeologica con un tempio del V secolo a.C. di stile dorico in perfetto stato e di un teatro scavato nella collina con la cavea che guarda verso il Golfo di Castellammare, oggi utilizzato per rappresentazioni teatrali classiche.
  • Mozia. Isoletta di fronte a Marsala che fu un importantissimo centro commerciale punico. La città distrutta nel IV secolo è stata riportata alla luce mediante gli scavi iniziati nell'Ottocento i cui reperti sono conservati in un piccolo museo.
  • ad Alcamo Marina si trovano le Fornaci romane, parte di un complesso archeologico che si trova in contrada Foggia, scoperto nel 2000. Questo antico impianto produttivo ha una particolare importanza a livello internazionale, sia per l'estensione del sito che per la qualità della conservazione.
  • Gibellina. Distrutto dal terremoto del 1968 e ricostruito in sede nuova oggi il paese viene definito "un museo a cielo aperto" per la grande quantità di opere d'arte contemporanea di famosi artisti internazionali[senza fonte].
  • Erice. Le mura ciclopiche, di impianto elimo, risalenti al VIII secolo a.C
 
Imboccatura di una fornace romana di Alcamo
    Musei
Marsala Museo archeologico Baglio Anselmi
Museo degli Arazzi, Chiesa Madre
Museo dell'Agricoltura, Baglio Biesina
Museo Garibaldino, Complesso Monumentale San Pietro
Nuovo Museo Garibaldino - Sala Conferenze e Pro Loco, Monumento ai Mille
Museo Whitaker, isola di Mozia
Campobello di Mazara Museo del lavoro contadino
Erice Museo Civico A.Cordici, piazza Municipio
Gibellina Museo d'arte contemporanea e installazioni en plen air
Mazara del Vallo Museo del Satiro danzante
Museo Civico di Mazara del Vallo
Trapani Museo regionale Agostino Pepoli, via conte A. Pepoli
Museo di Preistoria, Museo civico Torre di Ligny
Collezione d'Arte Religiosa permanente DiArt, seminario vescovile
Museo Diocesano, Chiesa di Sant'Agostino
Museo del sale, Nubia
Partanna Museo civico della preistoria del Basso Belice [25]
Museo storico nei locali del Castello Grifeo[26]
Museo del vino nei locali del Castello Grifeo[26]
Alcamo Museo d'arte sacra, Chiesa Madre (Basilica di Maria SS.Assunta)
Museo strumenti musicali multietnici, Ex collegio dei Gesuiti
Museo etnico, agricolo, pastorale ed artigianale, Castello dei conti di Modica (Alcamo)
Museo d'Arte Contemporanea, ex Collegio dei Gesuiti
Salemi Museo civico e del risorgimento, collegio dei Gesuiti
Valderice Museo delle Attività marinare, tonnara di Bonagia

CastelliModifica

 
Erice, Torretta Pepoli
    Castelli
Trapani Castello della Colombaia
Castello di Terra
Torre di Ligny
Marsala Castello
Castellammare del Golfo Castello di Baida
Castello di Inici
Fortezza
Torre Bennistra a Scopello
Erice Castello di Venere
Castello del Balio
Castello e Torretta Pepoli
Alcamo Castello dei conti di Modica
Castello di Calatubo (XIV secolo)
Castello dei Ventimiglia, sul monte Bonifato
Partanna Castello Grifeo, fondazione saracena, rivisto nell'XI secolo, XIV e XVII secolo
Salemi Castello normanno svevo del XIII secolo
Calatafimi-Segesta Castello saraceno

AmministrazioneModifica

Il 9 dicembre 2014 si è insediato il nuovo commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Trapani, Ignazio Tozzo dirigente della Regione[27]. Ha sostituito l'ex-magistrato Antonio Ingroia, commissario dal 21 febbraio 2014.[28]

ComuniModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni del libero consorzio comunale di Trapani.
 
Cartina della provincia con rappresentati i confini comunali

Il comune più popoloso è Marsala. Appartengono al libero consorzio comunale di Trapani i seguenti 24 comuni[2]:

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
  Alcamo 45.829 130,79 km²
  Buseto Palizzolo 3.076 72 km²
  Calatafimi Segesta 7.005 154 km²
  Campobello di Mazara 10.828 65 km²
  Castellammare del Golfo 15.286 127,14 km²
  Castelvetrano 30.713 206,23 km²
  Custonaci 5.430 69 km²
  Erice 28.490 47,94 km²
  Favignana 4.290 37 km²
  Gibellina 4.305 45 km²
  Marsala 82.812 241,23 km²
  Mazara del Vallo 51.413 275,82 km²
  Paceco 11.433 58 km²
  Pantelleria 7.806 83 km²
  Partanna 11.165 82 km²
  Petrosino 7.631 44 km²
  Poggioreale 1.565 37 km²
  Salaparuta 1.752 41 km²
  Salemi 10.984 181 km²
  Santa Ninfa 5.098 63 km²
  San Vito Lo Capo 4.362 59 km²
  Trapani 70.642 271,44 km²
  Valderice 12.161 52 km²
  Vita 2.164 8 km²

SportModifica

EventiModifica

 
Francobollo commemorativo dell'Universiade 1997.

Il capoluogo della provincia è la città più attiva nell'ambito delle manifestazioni sportive. L'evento probabilmente più importante che Trapani ha ospitato è stata l'Universiade 1997: il torneo di pallacanestro e la partita inaugurale del torneo di calcio (Italia-Brasile) hanno avuto luogo negli impianti sportivi trapanesi.

Un altro evento internazionale è stato ospitato da Trapani tra il 28 settembre e il 9 ottobre 2005: le regate della Louis Vuitton Cup acts 8&9 con la partecipazione di tutte le imbarcazioni partecipanti alla America's Cup. La manifestazione è stata organizzata dall'Ac Management.

Inoltre Trapani ha ospitato i Campionati europei juniores di pallacanestro nel 1997 e i campionati mondiali di scherma categoria cadetti e juniores dal 4 al 14 aprile 2003.

Società sportiveModifica

Il calcio ha una lunga tradizione in provincia, molto campanilistica, che ha portato a disputare diverse stagioni in Serie C all'Associazione Sportiva Trapani e allo Sport Club Marsala 1912. Il Trapani Calcio milita attualmente in Serie B. Anche l'Alcamo ha militato in Serie C mentre il Gruppo Sportivo Mazara 1946 conta ventisette stagioni in Serie D.

Nel basket la società sportiva più importante della provincia di Trapani è la Pallacanestro Trapani attualmente militante in Lega Due Gold, il secondo campionato di basket italiano. Nel 1991-92 la squadra raggiunse la Serie A1, giocandovi per una stagione. Di rilievo in campo femminile lo Sport Club Alcamo. La società di pallacanestro di Alcamo è stata tra le protagoniste in Italia e in Europa negli anni novanta: giunta in Serie A1 nel 1994-95, è l'unica squadra trapanese ad aver disputato la finale di una coppa europea, la Coppa Ronchetti 1995-96, persa contro il Tarbes Gespe Bigorre.

La pallamano è anche abbastanza diffusa in provincia. La Pallamano Alcamo disputa la Serie A1 maschile e la Polisportiva Il Giovinetto di Marsala è attualmente in A2. La pallavolo è rappresentata dalla società del capoluogo, militante in Serie B1.

AtletiModifica

Tra gli atleti più importanti vi sono la cestista Adalgisa Impastato, nata ad Alcamo e bandiera della squadra di basket locale, i calciatori Roberto Galia, trapanese che ha speso buona parte della sua carriera nella Juventus, Aldo Firicano, ericino ex della Fiorentina, Nicolò Sciacca, marsalese ex del Foggia, e l'allenatore di calcio Pasquale Marino, di Marsala, che ha portato il Catania in Serie A nel 2006-2007 e allenatore in Serie A del Parma e del Genoa.

Impianti sportiviModifica

Il Palazzetto dello sport del capoluogo, il PalaIlio, può accogliere oltre 5000 spettatori. Ha ospitato varie partite della nazionale di pallacanestro italiana. Gli stadi calcistici principali sono il Provinciale di Trapani e il Lombardo Angotta di Marsala. Un piscina olimpionica all'aperto è stata inaugurata a Trapani il 28 aprile 2012.

NoteModifica

  1. ^ Commissario, su provincia.trapani.it, Libero Consorzio Comunale di Trapani. URL consultato il 1º maggio 2017.
  2. ^ a b c Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ Home page della Provincia Regionale di Trapani
  4. ^ Baldo Rallo, Lo Stagnone di Marsala: Risorsa Naturale e Paesaggistica per un'Economia Sostenibile, Il Vomere, Marsala, 2015
  5. ^ Trattasi di zona protetta da provvedimento legislativo della Regione Siciliana.
  6. ^ Le funzioni delle Province Regionali siciliane» U.R.P.S
  7. ^ dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
  8. ^ Cosa cambia con i Liberi Consorzi Comunali - Sicilia - ANSA.it
  9. ^ Gazzetta Ufficiale
  10. ^ (PDF) Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana - 7 agosto 2015
  11. ^ Approvata la legge sui Liberi Consorzi e Città Metropolitane, riformaprovince.formez.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
  12. ^ In quanto gestita dall'ANAS così come l'autostrada Palermo – Catania.
  13. ^ Notizie sulle aree coltivate a vigneto nella Regione Siciliana
  14. ^ Olio Extravergine - Cultivar di olivo per produzione dell'olio dop Valli Trapanesi
  15. ^ Gazzetta n. 163 del 15 luglio 2011 - MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
  16. ^ Ninni Ravazza, Trapani, provincia dai mille colori, tempuricapuna.it. URL consultato il 4 agosto 2011.
  17. ^ le Orestiadi di Gibellina
  18. ^ Villaggio turistico sequestrato alla mafia
  19. ^ Fonte: sicilia.indettaglio.it
  20. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2002
  21. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2003
  22. ^ Provincia regionale di Trapani-Analisi degli indicatori socio economici-anno 2004
  23. ^ San Vito Lo Capo migliore spiaggia d'Italia | Quotidiano Sicilia | Cronaca Sicilia | Politica Sicilia | Sport Sicilia | News Province siciliane - Trapani
  24. ^ Rapporto sul turismo italiano 2012-2013. XIX Edizione: XIX Edizione - VV., Becheri, Maggiore - Google Libri
  25. ^ Museo Civico della Preistoria del Basso Belice
  26. ^ a b Inaugurato il 28 dicembre 2007
  27. ^ Siciliaunopolis : Ignazio Tozzo Al Libero Consorzio Comunale Di Trapani Opererà Nella "Continuità" Di Ingroia
  28. ^ Sicilia: Ingroia si è insediato alla provincia di Trapani, Adnkronos, 21 febbraio 2014. URL consultato il 27 febbraio 2014.

BibliografiaModifica

  • Baldo Rallo, Lo Stagnone di Marsala: Risorsa Naturale e Paesaggistica per un'Economia Sostenibile, Il Vomere, Marsala, 2015
  • AA. VV., Trapani e provincia, Erice, Marsala, Selinunte, il golfo di Castellammare', Milano, Touring club italiano, 2002.
  • AA. VV. Sicilia 4, Itinerari speciali di Bell'Italia. Milano, Giorgio Mondadori Periodici.1998.
  • AA. VV. Sicilia 1, Supplemento di Bell'Italia. Milano, Giorgio Mondadori Periodici.1994.
  • A. Troia. Saline di Trapani e Paceco. Guida alla storia naturale. Anteprima, 2005 ISBN 88-88701-14-1
  • Ursula Swoboda;Marion Weerning. Incanti trapanesi: la Sicilia occidentale raccontata per immagini. PS Advent, 2006 ISBN 88-88440-06-2
  • Salvatore Mugno, Novecento letterario trapanese. Repertorio biobibliografico degli scrittori della provincia di Trapani del '900, presentazione di Michele Perriera, Palermo, Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione, 1996 - 016.8509945824
  • Salvatore Mugno, Novecento letterario trapanese. Integrazioni e approfondimenti, presentazione di Francesco Vinci, Palermo, Isspe, 2006 - BSN Pal0202805
  • Poesia, narrativa, saggistica in provincia di Trapani, a cura di Salvatore Mugno, Isspe, Palermo, 2001
  • Lou Embo Roiter, Isole Egadi, Favignana, Lavanzo, Marettimo. Vianello Libri, 1996 ISBN 88-7200-036-X
  • Salvatore Costanza; Salvatore Butera, Metafore del lavoro e microeconomie di ieri e oggi in Trapani e nella sua provincia, Messina, Helios editore, 1997.
  • Provincia di Trapani, caratteristiche strutturali delle imprese e delle unità locali, Istituto centrale di Statistica, 1963
  • Maria Pia Demma, Opere d'arte restaurate nella provincia di Trapani, Soprintendenza per i beni culturali e ambientali, 1998

Voci correlateModifica

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