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Calcio Catania

società calcistica italiana

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Calcio Catania.

Prima del professionismoModifica

La prima società sportiva della provincia di Catania venne fondata il 19 giugno 1908 con la denominazione Associazione Sportiva pro Educazione Fisica;[1] la sezione calcistica, nominata semplicemente Pro Patria,[2] nel 1910 si costituì come Unione Sportiva Catanese. In quel periodo furono organizzati i primi campionati amatoriali.

Terminato il primo conflitto mondiale, negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: le formazioni cittadine di punta furono la ricostituita U.S. Catanese e la Juventus Catania F.C. Nel 1920 la Catanese partecipò all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana e nel 1928-29 vinse il Campionato Catanese.

Dalla fondazione agli anni quarantaModifica

Nel 1929, con l'avvento del professionismo nel calcio, ebbe luogo la fondazione della Società Sportiva Catania[3],nata dalla fusione di varie società di calcio provenienti dal soppresso Campionato Catanese, tra cui la U.S. Catanese e la Juventus Catania F.C.

 
La squadra nella stagione 1933-1934

La squadra partì dal campionato di Seconda Divisione nella stagione calcistica 1929-1930; ammessa in Prima Divisione la stagione successiva, vinse il campionato 1933-1934 e ottenne il suo primo approdo in Serie B.[1] Nel suo primo campionato fra i cadetti, la squadra giunse terza in classifica, lottando fino alla fine per la promozione in Serie A.[1]

La società nel 1936 cambiò denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania e nel 1937 venne inaugurato lo Stadio Angelo Massimino all'epoca denominato Cibali, dal nome del quartiere in cui sorge.[2]

Con la guerra, l'attività dell'AFC Catania venne sospesa nel 1943 e l'anno dopo il club venne sciolto perché legato al regime fascista. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta la possibilità d'affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito la vecchia società non fu ricostituita.[2]

Il 24 settembre 1946 venne fondata la nuova società, che adottò gli stessi colori sociali e gli stessi simboli della precedente Associazione Fascista Calcio Catania. Ripartita dalla Serie C, dopo tre anni, arrivò la promozione in B.[2]

Gli anni cinquanta-sessantaModifica

In Serie B il Catania disputò campionati di primo livello; nella stagione 1952-1953 il Catania sfiorò la promozione in massima serie, che arrivò la stagione successiva. Tuttavia, la permanenza in Serie A dei rossoazzurri durò appena una stagione. Seguirono diversi campionati di B; di rilievo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la promozione perdendola solo all'ultima giornata.[2]

 
Festeggiamenti al Cibali dopo la celebre partita

Il ritorno in Serie A avvenne nella stagione 1959-60 dopo aver conseguito il terzo posto.[2] Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo posto:[2] il primo in particolare - dove si piazzò al secondo posto nel girone d'andata - fu quello del Clamoroso al Cibali!, dove il risultato del Cibali impedì all'Inter di potersi laureare Campione d'Italia.

Nel suo sessennio in massima serie, il Catania si contraddistinse per altre vittorie di assoluto prestigio, come quelle in casa sul Milan per 4-3 nel 1960-61, sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962, e per 0-1 a Torino l'anno dopo. In questo periodo si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi, avvenute negli anni 1960 (vinta), 1964 (dove arrivò in finale) e 1966, e due alla Coppa dell'Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963. Tuttavia, nella stagione 1965-1966 il Catania, nonostante alcuni exploit come la vittorie sull'Inter - campione d'Italia e detentrice di Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale - e sulla Roma per 1-0, arrivò penultimo e tornò in Serie B.

L'era MassiminoModifica

Nel 1969, proprietario del club etneo divenne Angelo Massimino, il cui periodo di presidenza sarà il più lungo della storia della società. Durante la prima stagione della presidenza Massimino (1969-1970) il Catania centra la promozione in Serie A avvenuta dopo un terzo posto, ma nel successivo campionato in massima serie gli Etnei non riescono a salvarsi. Durante tutti gli anni '70 il Catania staziona in serie B.

 
Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione della promozione in Serie A (1982-83)

Negli anni '80, dopo due campionati tra i cadetti, nella stagione 1982-1983, il Catania ottenne la sua quarta promozione in Serie A. La permanenza in Serie A del club rossazzurro durò una sola stagione. Dopo tre buone stagioni in serie B, incominciò un declino che porterà la squadra in Serie C nel 1987-1988.

Nel 1993 il Catania Calcio, a causa di inadempienze finanziarie, fu costretto a ripartire dall'Eccellenza Sicilia, senza però fallire o essere radiato. Ne seguirono tre promozioni che riportarono il Catania in Serie C1 al termine della stagione 1998-1999. Nel frattempo il presidente Angelo Massimino morì in un incidente stradale e nel 2000 Grazia Codiglione, vedova del Cavaliere, cedette la società a Riccardo e Luciano Gaucci.[4] Nella stagione 2000-2001, il Catania sfiora la cadetteria, classificandosi terzo e perdendo la finale dei play-off. Gli Etnei riescono a tornare in Serie B nella stagione successiva (2001-2002) vincendo i play-off. Nella stagione di Serie B 2003-2004, il Catania lotta per la promozione in A senza ottenerla, a fine campionato i Gaucci cedono la società all'imprenditore Antonino Pulvirenti.

L'era PulvirentiModifica

Dopo un buon campionato nella stagione 2004-2005, il Catania, allenato da Pasquale Marino, ottiene un secondo posto in Serie B che le permette di tornare in Serie A dopo 23 anni.

 
Mascara e Spinesi, tra i protagonisti della promozione e delle prime stagioni in Serie A

Nella Serie A 2006-2007 il Catania si salva all'ultima giornata vincendo lo scontro salvezza contro il Chievo.[5] Nella stagione successiva raggiunge per la prima volta la semifinale di Coppa Italia.[6] Nel 2008-2009 il Catania festeggia il record di punti conquistati in Serie A.[7] Nella stagione 2009-2010 sotto Siniša Mihajlović,[3] il Catania ottiene batte la Juventus a Torino e l'Inter del triplete per 3-1, chiudendo il campionato al 13º posto con 45 punti, mentre in Coppa Italia viene eliminato dalla Roma ai quarti di finale. Nel campionato di Serie A 2010-2011 il Catania di Diego Simeone vince derby contro il Palermo per 4-0 e si salva dopo la vittoria contro la Roma (che ne decreta la mancata qualificazione alla Champions League) raggiungendo il tredicesimo posto con 46 punti. Per la stagione 2011-2012 la società sceglie Vincenzo Montella, con cui il Catania rimane a lungo in lotta per un piazzamento nelle coppe Europee ma termina il campionato undicesimo. L'annata 2012-2013 è particolarmente positiva: i rossoazzurri concludono il campionato all'ottavo posto, ad un passo dalle coppe Europee, con 56 punti, nuovo record in massima serie. In Coppa Italia, il Catania raggiunge i quarti di finale. La società etnea, per la stagione 2013-2014, punta sul blocco di calciatori reduci dall'ottima stagione precedente, ma retrocede terzultimo, dopo otto anni consecutivi nella massima serie.

Nella successiva stagione in Serie B il Catania, pur essendo tra i club più quotati per la risalita, non raggiunge nemmeno i play-off. Al termine della stagione il Catania è declassato in Serie C per aver combinato alcune partite. Nelle stagioni 2017-2018 e 2018-2019 la squadra sfiora la promozione perdendo due semifinali dei play-off.

Cronistoria del Calcio Catania
  • 1929 · 27 giugno, fondazione della Società Sportiva Catania.
  • 1929-1930 · 9ª nel girone A della Seconda Divisione Sud. Promossa d'ufficio in Prima Divisione per ristrutturazione dei campionati.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1936 · Cambia denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania.
  • 1936-1937 · 13ª in Serie B. Retrocessa in Serie C dopo aver perso lo spareggio.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1938-1939 · 1ª nel girone H della Serie C. 1ª nel girone finale B. Promossa in Serie B.
Qualificazioni di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1941-1942 · 6ª nel girone H della Serie C.
  • 1942-1943 · 1ª nel girone N della Serie C. La società viene esclusa dalla fase finale per l'invasione americana della Sicilia.
  • 1944 · 27 luglio, l'AFC Catania viene sciolta dopo la caduta del regime fascista.



Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa delle Alpi in rappresentanza dell'Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Alpi.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
6º posto alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Qualificazione di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Spareggio di accesso ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase finale - Gironi di qualificazione di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.

Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 · 3º nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2014-2015 · 22° in Serie B. Retrocesso in Lega Pro all'ultimo posto dalla giustizia sportiva e con 9 punti di penalizzazione per illecito sportivo.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarto turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
In Coppa Italia Serie C.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

I colori della squadra sono "il rosso fuoco dell'Etna e l'azzurro del mare", così come recitava lo statuto fondativo del Calcio Catania.[8] Questi due colori erano già stati adottati per la prima volta dalla SS Catania fondata nel 1929, i quali erano stati imposti dalle autorità cittadine del tempo modulandoli da quelli del gonfalone cittadino.[9] La classica divisa è a bande verticali rossazzurre, ma nel corso della propria storia il Catania ha usato spesso maglie di diverso tipo.[9] Negli anni quaranta, le prime divise furono a tinta unita rossa con una banda orizzontale blu sul petto.[9] La maglia palata fu utilizzata a partire dagli cinquanta, allorché il suo utilizzo fu alternato con una divisa rossa a tinta unita e richiami blu e con una divisa interamente blu con richiami rossi, che fu utilizzata, in minor parte, anche nel decennio successivo.[9]

Con l'arrivo alla presidenza di Angelo Massimino, negli anni settanta, le righe verticali caratterizzanti la divisa divennero più strette.[9] Negli anni ottanta le soluzioni maggiormente adottate furono quelle delle casacche a tinte unite, blu o rosse.[9] A partire dagli anni novanta ritornò in auge la divisa palata, e con l'arrivo alla presidenze di Pulvirenti, nel 2004, è stata ripresa, da accompagnare al rosso, l'originale tonalità dell'azzurro, che non poche volte nei decenni precedenti era stato simile al blu.[9] Il completo casalingo è integrato dalla caratterizzante presenza di calzettoni neri.[10]

La seconda divisa classicamente utilizzata è bianca, che nel corso degli anni ha avuto diverse caratterizzazioni e dettagli differenti, fra i quali bande trasversali e orizzontali o richiami rossoblu di varie forme.[9] Fu anche adottata una soluzione a tinte unita gialla. Ad accompagnare i due completi, specialmente negli ultimi anni, una terza divisa classicamente rossa o nera.[9]

Evoluzione prima divisa

1939-1940
1953-1954
1955-1956
1960-1961
1982-1983
1983-1984
2008-2010
2010-2012
2012-2013
2013-2014
2014-2015
2015-2017

Evoluzione seconda divisa

1960-1961
1961-1962
1963-1964
1982-1983
1983-1984
2008-2010
2010-2012
2012-2013
2013-2014
2014-2015
2015-2017

Evoluzione terza divisa

2008-2009
2010-2012
2012-2013
2013-2014
2014-2015
2015-2017

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

L'attuale stemma del club è composto da uno scudo palato rossazzurro a tre punte, recante in cima la denominazione sociale; il contesto è completato da un pallone da calcio arcaico, in cuoio, e dall'elefante.[11] Tale animale è lo storico simbolo del club etneo, ripreso fedelmente dallo stemma cittadino, presente fin dal passato nei loghi del Catania Calcio.[11] Negli anni settanta il simbolo fu un semplice scudo palato a tre punte.[11] L'elefante comparve altresì all'interno dello scudo, tuttavia in posizione frontale o di colore rosso, come figurato nello stemma cittadino.[11] L'elefante tuttavia non fu l'unico elemento caratterizzante i loghi del Catania; seppur per breve tempo, a metà degli anni sessanta, all'interno del logo fu inserita l'Etna, il vulcano che sovrasta la città siciliana.[11]

InnoModifica

L'inno ufficiale del Catania s'intitola "Catania siamo noi". L'autore e l'interprete del brano è l'artista e comico catanese Giuseppe Castiglia, che è altresì l'autore di "Alè Catania", altro brano caro ai supporter rossazzurri. Nel 2015 il brano "Alè Catania", che accompagnava l'ingresso in campo delle squadre, è stato sostituito dalla colonna sonora della celebre saga cinematografica dei Pirati dei Caraibi.[12]. Il 29 agosto 2019 è stato presentato il nuovo inno intitolato "Amore RossoAzzurro", con musica di Paolo Li Rosi, testo scritto da Rory Di Benedetto, e interpretato dai ragazzi della Meo School, che accompagnerà i giocatori in campo.[13].

MascotteModifica

La mascotte del club etneo è l'elefante ('U liotru in catanese), simbolo della città, indossante la classica maglia palata rossazzurra. Nel settembre 2014, tramite un sondaggio sul sito ufficiale della società, i tifosi hanno scelto il nome della mascotte: Agatino, in richiamo a sant'Agata, patrona della città di Catania.[14]

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campo dei cent'anni e Stadio Angelo Massimino.
 
Panoramica interna del Massimino.

Il Catania nel corso della sua storia ha giocato le sue partite in casa in due stadi diversi. In realtà nei primissimi anni venti alcune formazioni dilettantistiche locali si confrontavano nel piazzale del giardino Bellini, e in seguito nel campo del dopolavoro ferroviario del quartiere Acquicella.

Dal 1930, anno della riforma dei campionati, poiché il regolamento prevedeva che ogni squadra giocasse in uno stadio con relative tribune e posti a sedere, e in attesa della costruzione del nuovo stadio, il Catania giocò nell'impianto situato in piazza Esposizione, un campo semi-dilettantistico con una portata massima di 5.000 spettatori, ubicato nell'attuale piazza Giovanni Verga. Su un totale di 104 partite ufficiali disputate nel campo Esposizione, furono ben 84 le vittorie del Catania, a testimonianza della fama di catino quasi inespugnabile.

Nel 1937 venne ultimata la costruzione dello stadio Cibali, ora stadio Angelo Massimino, che prese il nome dal quartiere nel quale è collocato. Negli anni sessanta, il Cibali poteva ospitare 40.000 persone, ma nel corso degli anni, a causa delle norme di sicurezza più stringenti e di modifiche per modernizzare l'impianto, come il rifacimento della Curva Sud, la capienza massima si ridusse progressivamente, fino ai 20.016 spettatori di oggi. Nel 2002 lo stadio venne ribattezzato Angelo Massimino in nome del presidente del Catania, morto nel 1996 in un incidente stradale.

Centro di allenamentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Torre del Grifo Village.

Il Catania svolge le proprie sedute di allenamento al centro sportivo Torre del Grifo Village, inaugurato il 18 maggio 2011 e ubicato nell'attiguo comune di Mascalucia.[15] Di proprietà del club etneo, il moderno centro dispone di quattro campi da calcio regolamentari, due in erba naturale e due in erba sintetica, due piscine, quattro palestre, struttura alberghiera da 150 posti letto, locali ristorante e mensa. Inoltre la struttura è dotata di una serie di servizi avveniristici fra i quali spiccano un centro polifunzionale aperto al pubblico, un albergo e alloggi per il settore giovanile, un centro di riabilitazione dotato di strutture all'avanguardia.[16] Recentemente si è conclusa la costruzione un nuovo campo da calcio a 8 e di due nuovi campi da calcio a 7. Inoltre, Torre del Grifo ospita anche la sede del Calcio Catania.

Precedentemente la squadra si allenava nel centro sportivo "Turi Guglielmino" di Massannunziata, ubicato anch'esso nel comune di Mascalucia.[17]

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

Di seguito l'organigramma societario tratto dal sito Internet ufficiale della società.[18]

 
Staff dell'area amministrativa
  •   Davide Franco - Presidente
  •   Pietro Lo Monaco - Amministratore delegato
  •   Giuseppe Davide Caruso - Consigliere
  •   Giuseppe Gitto - Consigliere
  •   Ida Linda Reitano - Consigliere
  •   Antonino Pulvirenti - consigliere
  •   Mario Marino - Coordinatore area tecnica
  •   Alessandro Failla - Responsabile settore giovanile
  •   Giuseppe Franchina - Resp. pubbliche relazioni
  •   Giorgio Borbone - Segretario generale
  •   Emanuele Passanisi - Team manager
  •   Angelo Scaltriti - Dir. responsabile area editoriale
  •   Saverio Provenzano - Dir. Marketing & Commerciale

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali del Catania.

 
Cronologia degli sponsor tecnici
 
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1982-1983 Haribo
  • 1983-1984 S7
  • 1984-1985 Pasta Poiatti
  • 1985-1986 Casamercato
  • 1986-1987 Eurass Assicurazioni
  • 1987-1988 Cosmo Tv color
  • 1988-1989 Proter Catania
  • 1989-1992 Proter
  • 1992-1995 Jolly Componibili 2
  • 1995-1996 Tamoil
  • 1996-1997 Oranfresh
  • 1997-2003 SP Energia Siciliana/Regione Siciliana
  • 2003-2004 Toyota
  • 2004-2007 SP Energia Siciliana/Regione Siciliana
  • 2007-2008 SP Energia Siciliana/Cesame/Regione Siciliana
  • 2008-2010 SP Energia Siciliana/Provincia di Catania
  • 2010-2011 SP Energia Siciliana
  • 2011-2012 SP Energia Siciliana/Regione Siciliana
  • 2012-2013 Arancia Rossa di Sicilia/TTTLines
  • 2013-2014 Fiorucci/TTTLines
  • 2014-2015 Fortè Hard Discount/TTTLines
  • 2015-2016 Muracel/EcoGruppo Italia/Bacco/GNV
  • 2016-2017 DomusBet/EcoGruppo Italia/Bacco/GNV
  • 2017-2018 DomusBet/Bacco/Lore/GNV
  • 2018-2019 DomusBet/Centro Commerciale Porte di Catania/Zito Caffè/Bacco/Tedesco Impianti
  • 2019-2020 Crai/Condorelli/Centro Commerciale Porte di Catania/Zito Caffè/Bacco/Nicolosi Trasporti/Tedesco Impianti

Impegno nel socialeModifica

Il Calcio Catania è attivo anche sul campo sociale partecipando un appuntamento annuale chiamato “Un gol alla leucemia” organizzato da L'associazione "Un gesto per la vita" di Valentina Valenti impegnata a Catania nella lotta alla leucemia e a fianco dei bambini ammalati. Nel 2012 insieme con l'associazione socio-culturale Axada Catania hanno fatto visita ai bambini ricoverati presso il reparto di Bronco-pneumoallergologia pediatrica dell'Ospedale Policlinico di Catania, durante la visita donarono delle uova di cioccolato ai piccoli pazienti.

Nei vari anni la società ha partecipato alla partita a scopo di beneficenza "Un goal per la solidarietà" organizzata allo Stadio Angelo Massimino in cui nei vari anni hanno partecipato artisti come Elena Santarelli, Rosaria Cannavò, Cecilia Rodriguez madrina dell'edizione 2014, Luca Argentero, Jimmy Ghione, Giorgio Pasotti, Fargetta, Giulio Base, DJ Ringo, Matteo Branciamore, Francesco Arca, Stefano De Martino, e molti componenti del Calcio Catania: Diego Pablo Simeone autore di uno strepitoso ciclo con Atlético Madrid, Siniša Mihajlović, Dario Marcolin, Giovanni Marchese, Davide Baiocco, Gionatha Spinesi, Francesco Lodi, Ciro Capuano, e il vincitore di X Factor il catanese Lorenzo Fragola.

Durante il campionato di Lega Pro 2016-2017 ha partecipato all'iniziativa "Il grande cuore della C" in modo tale da servire ogni stadio di defibrillatori così da garantire in sicurezza ogni evento sportivo.

Settore giovanileModifica

Il settore giovanile del Catania oggi è formato dalle formazioni: Berretti, Under 18, Under 15, Esordienti e Pulcini. Fino alla stagione 2014-2015 disponeva anche della formazione "Primavera" ma al seguito della retrocessione in Lega Pro la squadra è stata sostituita appunto dalla "Berretti".

Nonostante il Catania non sia riuscito ad aggiudicarsi una competizione a livello nazionale giovanile, il sodalizio etneo negli ultimi anni, guidato dall'esperto Giovanni Pulvirenti, vanta ottimi traguardi come la Final Eight del Campionato Primavera 2012-2013 eliminato ai Quarti di finale dal Milan; c'è anche da sottolineare la semifinale persa contro l'Arezzo nel Campionato nazionale Dante Berretti 2015-2016, e anche un'altra Final Eight del Campionato Allievi nel 2011.

A partire dalla fine degli anni 2000, il settore giovanile del Catania ha sfornato giocatori che successivamente hanno calcato i campi professionistici come Norbert Gyömbér futuro nazionale e giocatore della Roma, Fabio Sciacca convocato in nazionale Under 20 vincendo una medaglia d'argento ai XVI Giochi del Mediterraneo, Bruno Petković vero trascinatore del Trapani nel girone di ritorno del campionato Serie B 2015-2016, Moses Odjer puntello del centrocampo della Salernitana nella stagione Serie B 2015-2016.

Dal 2011 le giovanili del Catania si allenano a Torre del Grifo.

Il Catania nella cultura di massaModifica

Il Catania essendo una delle storiche "provinciali" della penisola, è presente in diverse opere della cultura italiana.

In ambito cinematografico è da ricordare Al bar dello sport (1983), nel quale Lino Banfi interpreta un immigrato pugliese che, grazie alla vittoria del Catania in casa della Juventus per 1-2, riesce a fare tredici al Totocalcio, vincendo così 1 miliardo e 300 milioni.

Nel film L'allenatore nel pallone (1984) il viaggio di Oronzo Canà, alla ricerca di un talento sudamericano, è parzialmente ispirato al viaggio in Brasile, avvenuto nel 1983, del presidente del Catania Angelo Massimino e del suo allenatore Gianni Di Marzio, conclusosi con l'acquisto dei due brasiliani Luvanor e Pedrinho[19]. Nel seguito L'allenatore nel pallone 2 (2008) la squadra etnea viene nominata e figura nel calendario e nella classifica di serie A.

Il Catania compare anche nel film La vita è una cosa meravigliosa (2010), dove batte la Roma segnando quattro gol.

Mentre nella serie televisiva Squadra antimafia (2015), durante un interrogatorio, un affiliato di un clan catanese indossa la maglia del Catania.

Il Catania inoltre utilizza vari canali ufficiali per distribuire le notizie: un sito Internet ufficiale, presentato il 21 agosto 2012, profili ufficiali su Facebook e Twitter, un canale ufficiale Livestream e un canale ufficiale Instagram. Nel 2017 nasce la rivista ufficiale "Il Catania e la sua casa" un mensile che si occupa delle vicende della squadra e delle attività svolte a Torre del Grifo.

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Calcio Catania

Il primo allenatore del Catania è stato Giorgio Armari, per una stagione, nel 1929. Il primo straniero, invece è stato l'ungherese Antal Mally nel 1930. Nell'anno della rifondazione del club enteo (il 1946) l'allenatore è stato Lorenzo Bergia, sostituito in stagione da Cesare Goffi.

L'allenatore che ha conquistato la prima storica promozione in Serie A è Piero Andreoli, che ha vinto la Serie B 1953-1954 (primo titolo nella storia dei siciliani). Nella prima stagione in massima serie, il Catania raggiunge la salvezza ma verrà retrocesso in seguito per illecito sportivo. Tra gli allenatori che hanno trascorso più tempo nelle file del Catania, si ricorda Carmelo Di Bella: è stato sulla panchina degli etnei per la prima volta nella stagione 1958-1959, per poi rimanere sino al 1966. Agli inizi degli anni settanta farà ancora ritorno sino al 1974 e infine un'ultima esperienza nel 1976-1977.

Il Catania ritorna in Serie A nella stagione 2005-2006 grazie al tecnico Pasquale Marino, che conquisterà la salvezza anche nella successiva stagione. Negli anni seguenti, il club etneo ha preservato la categoria grazie alle salvezze conseguite da Walter Zenga nel 2008-2009, Siniša Mihajlović nel 2009-2010 e l'argentino Diego Simeone nel 2010-2011. Con Vincenzo Montella, nel 2012, il Catania arriva 11º segnando il nuovo record di punti in A, record che verrà poi superato da Rolando Maran con l'8º posto della stagione 2012-2013.

 
Allenatori
  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Presidenti del Calcio Catania

Complessivamente, nella sua storia, i presidenti del Calcio Catania sono stati 20.

Il primo è stato Santi Quasimodo, nella stagione 1929-1930. Il primo presidente dall'anno di rifondazione del club etneo (dal 1946 al 1948) è stato Santi Manganaro Passanisi. Tra i più celebri presidenti del Catania viene ricordato Angelo Massimino (a cui è stato dedicato lo stadio cittadino), presidente in tre diverse occasioni: la prima volta dal 1969 al 1973, poi (dopo la parentesi Salvatore Coco) un anno dopo sino al 1987 e infine dal 1992 al 1996. Il presidente del ritorno in Serie B è stato Luciano Gaucci (che ha lasciato la presidenza della squadra al figlio Riccardo) che prelevò il Catania nel 2000 sino al 2004.

In anni recenti, è stato Antonino Pulvirenti a guidare gli etnei dal 2004 al 2015. L'imprenditore catanese (che provò a prendere il Catania già ai tempi di Gaucci), dopo un anno di transizione in B, riuscì a riportare il club in Serie A dopo aver vinto il campionato 2005-2006. Dal 2006-2007 al 2013-2014, il Catania si è affermato in massima serie ed è riuscito a mantenere la categoria per 8 anni di fila, battendo il record di permanenza in Serie A della società.[20] Nella stagione 2012-2013 inoltre, il club etneo stabilì il nuovo record di punti posizionandosi all'8º posto in classifica. Dal 2016 il presidente del Catania è Davide Franco.

 
Presidenti

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Calcio Catania

CapitaniModifica

Di seguito l'elenco dei capitani del Catania con il periodo in cui hanno portato la fascia:[senza fonte]

Il Catania e le Nazionali di calcioModifica

Di seguito l'elenco dei calciatori italiani che hanno vestito la maglia della nazionale durante il periodo di militanza nel Catania.

Di seguito l'elenco dei calciatori stranieri che hanno vestito la maglia della propria nazionale maggiore europea durante il periodo di militanza nel Catania.

Vincitori di titoliModifica

Vincitori del Campionato mondiale Under 20

PalmarèsModifica

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 17 1954-1955 2013-2014 17
Serie B 34 1934-1935 2014-2015 34
Prima Divisione 4 1930-1931 1933-1934 30
Serie C 13 1937-1938 2019-2020
Serie C1 11 1978-1979 2001-2002
Lega Pro 2 2015-2016 2016-2017
Seconda Divisione 1 1929-1930 5
Serie C2 4 1995-1996 1998-1999
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1994-1995 1
Eccellenza 1 1993-1994 1

In 82 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nel Direttorio Meridionale. Viene esclusa la pausa bellica fra il 1943 e il 1946.

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Italia 46 1935-1936 2015-2016
Coppa Italia Semipro/Serie C/Lega Pro 20 1974-1975 2017-2018

Partecipazione alle coppe internazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa Delle Alpi 3 1960 1966
Coppa dell'Amicizia 2 1962 1963
Coppa Mitropa 1 1970-1971

Statistiche di squadraModifica

 
Una formazione del Club Calcio Catania 1960-1961.

Il Catania ha preso parte a 17 campionati di Serie A, disputando in totale 602 partite, di cui 162 vinte, 181 pareggiate e 259 perse, siglando 617 gol e subendone 862.[53] Il miglior risultato è l'ottavo posto conquistato in tre occasioni diverse (1960-1961, 1964-1965 e 2012-2013). Il record di punti è 56 punti, conquistati nel torneo 2012-2013; in quell'occasione il Catania mise a segno 50 reti, tutt'oggi record di gol siglati in un campionato di massima serie.[53] Il minor numero di reti subite (39) risalgono al 1970-1971.[53] Per quanto concerne i record negativi, il minor numero di gol realizzati è 14 (1983-1984), mentre il maggior numero di gol subiti è 68 (2006-2007).[53] La vittoria record in Serie A è datata 3 ottobre 1954, contro l'Udinese (5-0), mentre la vittoria record in trasferta risale al 1º marzo 2009 nel derby con il Palermo (0-4).[53] La sconfitta con maggior gol di scarto risale al 19 novembre 2006, in trasferta contro la Roma (7-0), mentre fra le mura amiche la maggiore sconfitta avvenne in due occasioni, il 25 novembre 1962 e il 23 febbraio 1964, rispettivamente contro Juventus e Sampdoria (1-5).[53]

Il Catania ha all'attivo tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi (1960-1964-1966). Nella prima edizione in assoluto, nel 1960, il torneo era strutturato in due turni in cui le squadre italiane affrontavano quelle svizzere in partite di andata e ritorno; la vittoria non andava a una singola squadra, bensì alla lega nazionale che otteneva più punti. In quell'occasione il Catania fu l'unica squadra a vincere sia la partita di andata sia quella di ritorno contro il Friburgo (2-0 in Svizzera, 7-2 al Cibali).[54] Nel 1964 la formula cambiò e la vittoria non spettava più alla nazione ma al club, e inoltre ai club italiani e svizzeri furono aggiunti anche quelli francesi. Il Catania in quell'occasione riuscì ad arrivare fino alla finale, per perdere 2-0 contro il Genoa.[55] L'ultima partecipazione risale al 1966, dove la formula cambiò di nuovo: questa volta le squadre si trovarono in un solo girone e la vincitrice sarebbe stata la prima classificata. Il Catania concluse al sesto posto con 3 punti, frutto della vittoria contro il Basilea (1-0) e il pareggio contro il Servette (0-0).[56]

Sempre negli anni sessanta vi furono anche due partecipazioni alla Coppa dell'Amicizia: la prima alla Coppa dell'Amicizia italo-franco-svizzera 1962 quando, dopo aver superato gli ottavi di finale ai danni del Montpellier, venne eliminato ai quarti dal Lens futuro campione; la seconda alla Coppa dell'Amicizia italo-francese 1963, venendo eliminato ai quarti di finale dal Lione.[57] Inoltre prese parte all'edizione 1970-1971 della Coppa Mitropa, uscendo agli ottavi di finale contro gli jugoslavi del NK Čelik Zenica, futuri vincitori del torneo.[58]

Statistiche individualiModifica

Il calciatore del Catania ad aver siglato più gol in campionato è Nicolò Nicolosi (78 reti). L'argentino Gonzalo Bergessio è invece il miglior marcatore in Serie A (35). Gionatha Spinesi ha messo a segno più reti durante l'arco di una sola stagione (23).

Durante la storia del club etneo otto calciatori sono stati premiati come capocannonieri i primi due anche se prima della nascita del Catania 46 furono Ercole Bodini con 21 reti nella Prima Divisione 1934 e Marco Romano nel 1943/44 con 26 reti in 17 partite, media irraggiungibile. Romano, inoltre, è il calciatore ad avere il più alto quoziente reti della storia rossazzurra in entrambi i campionati furono vinti. Con la nascita del Calcio Catania 1946 il primo capocannoniere fu Arnaldo Cadei, con 18 realizzazioni, nella Serie C 1947-48. Tra gli anni cinquanta e settanta troviamo Michele Manenti, con 15 reti, nel 1953-54 e Aquilino Bonfanti, con 13 centri nel 1969-70. Dopo la radiazione del club etneo Giuseppe Mosca fu autore di 19 reti nel CND 1994-95 e Tiziano D'Isidoro cannoniere nella stagione 1996/97 in C2 con 13 reti. Negli anni duemila il primo a vincere la classifica cannonieri è stato Davis Curiale nella stagione 2017/18.

Damiano Morra è il calciatore più presente in tutti i campionati (281 presenze), mentre Mariano Izco detiene il record di partite giocate in Serie A (218).

Di seguito l'elenco dei calciatori più presenti e più prolifici di sempre in campionato e nelle coppe[59].

 
Record di presenze
 
Record di reti

TifoseriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria del Calcio Catania.

StoriaModifica

 
La Curva Nord.

Il Catania dispone di una delle tifoserie più calde e colorate d'Italia. Il tifo organizzato rossoazzurro nasce nel 1979 con la Falange d'Assalto Rossazzurra, fondata dal tifoso Francesco Famoso - detto Ciccio Falange - posizionatosi in Curva Nord; da allora numerosi sono stati i gruppi organizzati che sono stati creati quali Onda d'Urto e Giovani Rossoazzurri e gli Irriducibili Ultras Ghetto, posizionatisi nella Curva Sud.[60]

La Curva Nord è il settore dello Stadio Massimino che ospita il maggior numero di gruppi ultra in occasione delle partite interne del Catania, e tra questi si segnalano, quelli denominati Decisi, Drunks, I fumati, I pazzi; in Curva Sud sono sistemati gruppi quali Estrema Appartenenza gli Irriducibili, i "Cibali Rules" , i “Bad Boys” e la già citata "Falange D'Assalto". Alcuni gruppi sono presenti pure in Tribuna B, di cui si segnala in particolare il gruppo A.N.R (acronimo di "Associazione non riconosciuta"), il Mecha Klan, gruppo di spicco, noto alla cronaca per i tafferugli creati in occasione delle partite Catanzaro-Catania e Cosenza-Catania e il gruppo organizzato Tanarossazzurra fondato nel 2019 da giovani tifosi rossazzurri.[61]

Gemellaggi e rivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Sicilia, Derby Palermo-Catania e Derby Catania-Siracusa.

Per quanto concerne i legami tra i tifosi del Catania e quelli delle altre squadre, sussistono dei gemellaggi con il Crotone, il Genoa, il Napoli, il Trapani e la Triestina. Esistono anche rapporti d'amicizia con altre tifoserie, come quelle di Vigor Lamezia, Benevento, Borussia Dortmund, Parma, Monopoli, Savoia, Sicula Leonzio, e rispetto reciproco con gli ultras del Potenza.[62][63][64].

La maggior rivalità calcistica è quella con il Palermo, con il quale gioca il derby di Sicilia. Altre forti rivalità regionali sono quelle con Messina, Siracusa, Acireale, Licata e Akragas.

Altre inimicizie, esterne, alcune di queste meno importanti, si hanno con le squadre di Avellino, Atalanta, Juve Stabia, Casertana, Cosenza[65], Catanzaro, Juventus, Livorno, Milan, Nocerina, Pescara, Reggina, Roma, Salernitana, Taranto Ternana e Cavese

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calcio Catania 2019-2020.

RosaModifica

Rosa e numerazione aggiornate al 1 ottobre 2019[66].

N. Ruolo Giocatore
1   P Jacopo Furlan
2   D Mario Noce
3   D Moïse Emmanuel Mbende
4   C Rosario Alessandro Bucolo
5   D Tommaso Silvestri
6   C Nana Addo Welbeck-Maseko
7   A Vincenzo Sarno
8   A Davide Di Molfetta
9   A Matteo Di Piazza
10   C Francesco Lodi
11   A Davis Curiale
12   P Luciano Peraggini
13   D Lorenzo Saporetti
14   D Salvatore Simone Pino
15   D Giovanni Marchese
16   C Cristian Ezequiel Llama
17   A Maks Barišič
N. Ruolo Giocatore
18   C Giuseppe Rizzo
19   A Emanuele Catania
20   D Giovanni Pinto
21   C Kevin Biondi
22   P Miguel Ángel Martínez Martínez
23   C Jacopo Dall'Oglio
24   A Gianmarco Distefano
25   C Giuseppe Fornito
26   D Luca Calapai
27   C Marco Biagianti
28   D Andrea Esposito
29   A Mattia Rossetti
31   P Salvatore Della Valle
32   C Andrea Mazzarani
33   C Giuseppe Giuffrida
34   P Giorgio Coriolano

Staff tecnicoModifica

Di seguito lo staff tecnico tratto dal sito internet ufficiale della società.

 
Staff dell'area tecnica
  •   Cristiano Lucarelli - Allenatore
  •   Richard Vanigli - Allenatore in seconda
  •   Christian Silvestri - Collaboratore tecnico
  •   Marco Onorati - Preparatore dei portieri
  •   Giuseppe Colombino - Preparatore atletico
  •   Emanuele Passanisi - Team manager
  •   Christian Argurio - Direttore sportivo
  •   Mario Marino - Resp. area tecnica
  •   Alessandro Failla - Resp. settore giovanile
  •   Orazio Russo - Resp. attività di base
  •   Antonio Licciardello - Responsabile sanitario
  •   Antonino Puglisi - Medico sociale e responsabile riabilitazione
  •   Alfio Scudero - Medico sociale
  •   Mario Dottore - Medico sociale
  •   Arcangelo Russo - Ortopedico
  •   Francesco Guagliardo - Fisiatra
  •   Andrea Calì - Fisioterapista
  •   Carmelo Cutroneo - Massofisioterapista
  •   Salvatore Libra - Massaggiatore
  •   Angelo Fangano - Osteopata

NoteModifica

  1. ^ a b c Calcio Catania:La Storia, su mimmorapisarda.it. URL consultato il 10 novembre 2014.
  2. ^ a b c d e f g La storia, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 27 maggio 2011.
  3. ^ La Storia del Calcio Catania, www.calciocatania.net. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2006).
  4. ^ Il calcio a Catania, Guidasicilia.it. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  5. ^ Catania, prova d'orgoglio il Chievo saluta la serie A, repubblica.it, 27 maggio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
  6. ^ Luca Veronese, Semifinali di Coppa Italia: Lazio-Inter e Roma-Catania, in Il Sole 24 ore, 30 gennaio 2008.
  7. ^ Continuiamo A sognare insieme, CalcioCatania.net, 25 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2010).
  8. ^ CURIOSITA': la storia dei colori sociali delle venti squadre di Serie A, http://www.90min.com/, 17 marzo 2013. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  9. ^ a b c d e f g h i Tutte le annate e le formazioni, http://www.mimmorapisarda.it/. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  10. ^ Strisce larghe sulle maglie del Catania 2014-2015 firmate Givova, http://www.passionemaglie.it/, 22 settembre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  11. ^ a b c d e Scudetti Catania, http://scudettitalia.altervista.org/. URL consultato il 22 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2015).
  12. ^ Castiglia e la nuova musica allo stadio: «Pirati? Il vero inno è il mio», http://www.sottoilcielorossazzurro.it/, 1º ottobre 2015. URL consultato il 22 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2015).
  13. ^ calciocatania.it, agosto 2019 http://www.calciocatania.it/article.php?id=36273&l=dataarchivio=30 agosto 2019.
  14. ^ Calcio Catania – La nuova mascotte della squadra rossazzurra si chiamerà Agatino, http://catania.liveuniversity.it/, 20 settembre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  15. ^ Torre del Grifo. Ecco casa Catania, http://www.gazzetta.it/, 18 maggio 2011. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  16. ^ Casa Catania, http://www.calciocatania.it/. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  17. ^ Comune di Mascalucia: “Degrado nell'impianto gestito dal Catania”, http://catania.blogsicilia.it/, 25 gennaio 2013. URL consultato il 21 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2015).
  18. ^ Nuova composizione del Consiglio di Amministrazione del Calcio Catania S.p.A., su calciocatania.it, 9 giugno 2016.
  19. ^ Frank Catania una Fede, Il Catania di Luvanor e Pedrinho, 1º luglio 2017. URL consultato il 27 luglio 2018.
  20. ^ Gli anni d'oro: Montella e Maran - Corriere.it, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2015.
  21. ^ Amministratore unico e responsabile amministrativo.
  22. ^ Amministratore unico.
  23. ^ Mascara Giuseppe, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  24. ^ Biagianti Marco, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  25. ^ Onorati Marco, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  26. ^ Biraghi Cristiano, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2018).
  27. ^ Bellusci Giuseppe, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  28. ^ Paolucci Michele, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  29. ^ Pellè Graziano, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  30. ^ Sciacca Francesco Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  31. ^ Della Rocco Luigi Andrea, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  32. ^ Gatti Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  33. ^ Strumbo Gerardo, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2015).
  34. ^ Iannelli Simone, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  35. ^ Aveni Salvatore Fabio, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  36. ^ Sessa Alfonso, http://www.figc.it/. URL consultato il 9 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  37. ^ Horst Szymaniak, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  38. ^ Jaroslav Plašil, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  39. ^ Panagiotis Tachtsidis, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  40. ^ Edgar Çani, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  41. ^ Norbert Gyömbér, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  42. ^ Nicolae Dică, http://eu-football.info/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  43. ^ Naumoski, Ilčo, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  44. ^ Andújar, Mariano, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  45. ^ Ledesma, Pablo, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  46. ^ Peruzzi, Gino, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  47. ^ Martínez, Jorge, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  48. ^ Vargas, Juan, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  49. ^ Morimoto, Takayuki, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  50. ^ Alioui, Jamal, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  51. ^ Muntasser, Jehad, http://www.national-football-teams.com/. URL consultato il 9 giugno 2015.
  52. ^ La società viene esclusa dalla fase finale per l'invasione americana della Sicilia e viene successivamente sciolta dopo la caduta del regime fascista.
  53. ^ a b c d e f Statistiche Serie A, http://www.calciozz.it/. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  54. ^ (EN) Cup of the Alps 1960, http://www.rsssf.com/, 27 settembre 2000. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  55. ^ (EN) Cup of the Alps 1964, http://www.rsssf.com/, 30 ottobre 2004. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  56. ^ (EN) Cup of the Alps 1966, http://www.rsssf.com/, 11 giugno 2000. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  57. ^ (EN) Cup of French-Italian Friendship, http://www.rsssf.com/, 16 febbraio 2002. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  58. ^ (EN) Mitropa Cup 1970/71, http://www.rsssf.com/, 10 agosto 1999. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  59. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 14.
  60. ^ Tifosi rossazzurri, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 9 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2010).
  61. ^ Dalla Falange d’Assalto alla Curva Sud Catania, in Sport People, 2 marzo 2015. URL consultato il 6 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2018).
  62. ^ I pitagorici del Crotone e l’amicizia con i catanesi, su mondocatania.com. URL consultato il 6 giugno 2017.
  63. ^ Lettera dei tifosi del Borussia: "Napoli come Catania. In città con rispetto", su areanapoli.it. URL consultato il 6 giugno 2017.
  64. ^ Gemellaggio Napoli-Catania, su socnapoli.it (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2017).
  65. ^ Calcioweb.eu
  66. ^ calciocatania.it, I rossazzurri - Stagione 2018/2019, su calciocatania.it, 1º agosto 2018. URL consultato il 26 febbraio 2019.

BibliografiaModifica

  • Antonio Buemi; Carlo Fontanelli; Roberto Quartarone; Alessandro Russo; Filippo Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto, Empoli, GEO Edizioni, 2010, p. 468.
  • Carmelo Gennaro; Luigi Prestinenza, Dal fondo un traversone, Acireale, Roma, Bonanno edizioni, 2003.
  • Maurizio Giordano; Raffaello Brullo, Catania rossazzurra, Catania, Almaeditore, 2004, ISBN 88-88683-06-2.
  • Alessandro Russo, Angelo Massimino. Una vita per (il) Catania, Empoli, GEO Edizioni, 2007, p. 150.

Voci correlateModifica

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