Apri il menu principale

Una serie di azioni legali sono state intraprese contro la saga di Harry Potter e, in gran parte, queste derivano da questioni di copyright. La Rowling, i suoi editori e la Warner Bros., distributore del film, sono stati accusati ed hanno accusato altri di aver infranto le leggi sul diritto d'autore. Altro grosso problema per la casa editrice è stato il dover mantenere la segretezza sui libri a venire.

Indice

Accuse di infrazione di copyright e marchioModifica

Nancy StoufferModifica

Nel 1999 Nancy Stouffer accusò la Rowling di non aver rispettato i diritti di copyright e trademark dei suoi lavori del 1984 The Legend of Rah and the Muggles e Larry Potter and His Best Friend Lilly.[1]

I primi punti di accusa riguardavano i muggles (babbani), creature umanoidi prive di magia e il personaggio che compariva nel titolo del secondo libro, cioè Larry Potter, un ragazzo occhialuto dai capelli neri, come il Potter della Rowling. Secondo la Stouffer gli esempi di plagio nelle opere della Rowling sono ben più ampi e l'autrice ne fa una lista nel suo sito web.[2]

La Rowling, la Scholastic Press (il suo editore statunitense) e la Warner Bros. partirono immediatamente al contrattacco, smontando le prove della Stouffer, che si dimostrarono contraffatte, e vincendo la causa che portò l'autrice di Larry Potter a pagare 50.000 dollari per "condotta intenzionale in cattiva fede".[3] La Stouffer si appellò a questa decisione nel 2004, ma la corte d'appello confermò la prima sentenza.[4]

Claire FieldModifica

Nel 2000 la Warner Bros. inviò una serie di lettere minacciose chiedendo ai proprietari dei fansites di Harry Potter di cederle i nomi dei domini. L'azione ebbe un ritorno negativo per la società, quando Claire Field, una quindicenne proprietaria del sito harrypotterguide.co.uk, scoppiò in lacrime per quella che il padre definì «una tattica inutile, prepotente e crudele.[5][6]»

Bashu Publishing HouseModifica

Nel 2002, un "sequel" in lingua cinese non autorizzato, intitolato Harry Potter and Leopard-Walk-Up-to-Dragon apparve nelle librerie della Repubblica Popolare Cinese. L'opera, di uno scrittore anonimo, includeva personaggi creati da altri autori come Gandalf di J. R. R. Tolkien. Gli avvocati della Rowling riuscirono a far pagare una penale per danni agli editori del libro.[7]

eBayModifica

Nel 2007, la Rowling avviò una serie di azioni legali contro alcuni utenti del sito eBay, con l'accusa di vendere e-books del suo lavoro creati illegalmente.[8]

G. Norman Lippert e la serie non ufficiale James PotterModifica

Nel 2007, poco dopo la pubblicazione di Harry Potter e i Doni della Morte, l'americano G. Norman Lippert pubblicò un sequel non ufficiale della serie incentrato su James Sirius Potter e intitolato James Potter and the Hall of Elders' Crossing. Lippert, di professione programmatore, creò anche un sito internet attraverso il quale promuovere la sua opera. Il 19 novembre 2007[9] il quotidiano The Scotsman annunciò che la Rowling aveva intrapreso una battaglia legale per tutelare i propri diritti d'autore, ma in seguito la causa venne abbandonata a patto che la serie James Potter rimanesse non-profit[10]. L'opera di Lippert ha avuto cinque sequel, tutti liberamente usufruibili dal sito internet della serie.[11]

Ingiunzioni legaliModifica

Nel 2004[12], la Rowling ed i suoi editori ottennero un'ingiunzione contro chiunque possedesse anche solo una parte dei suddetti libri senza la loro autorizzazione[13].

Le maggiori controversie ci furono nel 2005, con Harry Potter and the Half-Blood Prince, quando un grande magazzino della catena canadese Real Canadian Superstore mise in vendita alcune copie del libro prima della data prevista. L'editore canadese, Raincoast Books, ottenne un'ingiunzione della Corte suprema della Columbia Britannica che proibiva l'acquisto da parte dei lettori dei libri in loro possesso. In molti tra giornalisti, avvocati e professori, tra cui Michael Geist[14], accusarono l'editore e chi aveva approvato l'ingiunzione di limitare i diritti fondamentali del cittadino.

Processo penaleModifica

Nel giugno 2005, Aaron Lambert, una guardia giurata diciannovenne del centro di distribuzione di Corby, Northamptonshire, rubò alcune copie di Harry Potter and the Half-Blood Prince sei settimane prima della data di pubblicazione. Fu arrestato il giorno dopo, in seguito al tentativo di vendita, andato a monte, della sinopsi del libro a John Askill, un giornalista del The Sun. L'ottobre dello stesso anno, Lambert fu giudicato colpevole di minacce contro Mr. Askill e di ricatto contro gli editori di Harry Potter, la Bloomsbury[15]. Nel gennaio del 2006 Lambert fu condannato a 4 anni e mezzo di prigione[16].

NoteModifica

  1. ^ Potter author zaps court rival (CNN), 19 settembre 2002. URL consultato l'11 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2007).
  2. ^ Muggle Versus Wizard (The Washington Post), 28 marzo 2001. URL consultato l'11 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2007).
  3. ^ Stouffer v. Rowling (eyrie.org), 17 settembre 2002. URL consultato l'11 marzo 2007.
  4. ^ HPANA: Nancy Stouffer ruling upheld, su hpana.com, 2004. URL consultato il 6 aprile 2007.
  5. ^ Kieren McCarthy, Warner Brothers bullying ruins Field family Xmas, 2000, The Register. URL consultato il 3 maggio 2007.
  6. ^ Kieren McCarthy, Warner Bros. backs down on Harry Potter Web site, 2000, The Register. URL consultato il 3 maggio 2007.
  7. ^ Fake Harry Potter novel hits China (BBC), 4 luglio 2002. URL consultato l'11 marzo 2007.
  8. ^ Candace Lombardi, Harry Potter author fights e-book fraud on eBay, c:net. URL consultato il 27 marzo 2007.
  9. ^ (EN) Rowling goes Potty over US bid to post Harry's son's story on web. URL consultato l'11 luglio 2018.
  10. ^ On Eve of James Potter Sequel, Harry Potter fan Fiction Heats up: Unlikely Author Poised to Keep the Story Alive, in PRWeb. URL consultato l'11 luglio 2018.
  11. ^ Jamespotterseries, su jamespotterseries.com.
  12. ^ Jack Malvern, Reading ban on leaked Harry Potter, 2005, TimesOnline. URL consultato il 1º giugno 2007.
  13. ^ Harry Potter and the Injunctions against Trespassers, 2004, Winterbotham's Solicitors. URL consultato il 30 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2007).
  14. ^ Michael Geist, The Harry Potter Injunction, 13 luglio 2005. URL consultato il 13 marzo 2007.
  15. ^ Potter book thief admits threats, 2005, BBC News. URL consultato il 23 maggio 2007.
  16. ^ Harry Potter thief sent to prison, 2006, CBBC Newsround. URL consultato il 23 maggio 2007.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura